IL RAPPORTO TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE NELLA PIU RECENTE GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE. DOCENTE COORDINATORE: Prof.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL RAPPORTO TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE NELLA PIU RECENTE GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE. DOCENTE COORDINATORE: Prof."

Transcript

1 XXVI Corso di formazione dirigenziale per l accesso alla qualifica di viceprefetto IL RAPPORTO TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE NELLA PIU RECENTE GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE DOCENTE COORDINATORE: Prof. Carlo COLAPIETRO Redazione: Renata CASTRUCCI Nicola COVELLA Fabiola de FEO Natalino MANNO Antonio ORIOLO Franca ROSA 1

2 Sommario INTRODUZIONE L EVOLUZIONE STORICO-LEGISLATIVA IN ITALIA DEL RAPPORTO TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE Cenni generali I diversi modelli teorici Il modello italiano della distinzione tra politica e amministrazione nel quadro costituzionale e nella sua evoluzione legislativa La Legge Cavour n del 23 marzo Il dopo Cavour: Ricasoli, Crispi, Giolitti e il periodo fascista La Costituzione: art. 95, II comma, artt. 97 e 98. Il rapporto governo-amministrazione nell architettura costituzionale L istituzione della dirigenza statale con il D.P.R. 748/72 nell ambito del riordino dell amministrazione dello Stato La riforma della dirigenza pubblica Il disegno di legge del 1988 presentato nella X Legislatura La riforma del 1993 con il D.Lgs. 29: l ultimo e fondamentale anello del nuovo sistema amministrativo italiano La Legge 59 del 1997, la c.d. Legge Bassanini, ovvero l avvio di una riforma organica della P.A I decreti legislativi del 30 luglio 1999 n. 300 e n. 303, ovvero la riforma dell organizzazione del governo Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n La legge 15 luglio 2002, n. 145, ovvero la controriforma La legge delega 15/2009 e il decreto legislativo 150/2009 ovvero la riforma Brunetta CENTRALITA DELLA PERSONA: DAL PARADIGMA BIPOLARE AL PERSONALISMO Cenni generali La buona amministrazione Dalla Costituzione all art 41 della Carta dei Diritti fondamentali europei L etica comportamentale della P.A.: dal paradigma bipolare al personalismo Un caso particolare: le obbligazioni del dirigente sanitario Dovere di accountability dei funzionari pubblici Una nuova concezione dell interesse pubblico: dall efficientismo al rispetto della dignità umana UNO SGUARDO COMPARATO SULLA PUBBLICA DIRIGENZA NELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI Cenni generali Lo spoils system negli Stati Uniti d America La valorizzazione dell autonomia gestionale La neutralità della Gran Bretagna La modernizzazione della dirigenza pubblica britannica La haute fonction publique francesce L apertura alla dirigenza pubblica francese LO SPOILS SYSTEM ALLA LUCE DELLE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE NELL ORDINAMENTO STATALE Cenni generali: l inquadramento giuridico Il bilanciamento degli interessi tra imparzialità e fiduciarietà nel quadro costituzionale Lo spoils system nella giurisprudenza costituzionale

3 4.4 Lo spoils system nella riforma Brunetta LO SPOILS SYSTEM ALLA LUCE DELLE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE NELL ORDINAMENTO REGIONALE Cenni generali La giurisprudenza costituzionale CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA

4 INTRODUZIONE L evoluzione normativa e le innumerevoli riforme della pubblica amministrazione susseguitesi sin dagli anni 90 hanno evidenziato l importante ruolo svolto dalla dirigenza di cerniera tra l indirizzo politico e la sua attuazione, in un sistema di unità-distinzione che vede i due poli sempre più strettamente collegati ed interessati da dinamiche di continuo e reciproco condizionamento. L elemento che caratterizza l organizzazione dei pubblici uffici, in modo che siano assicurati il buon andamento e l imparzialità, è infatti costituito dalla naturale continuità dell azione amministrativa, intesa come corrispondenza costante con i fini del governo condotta da una posizione di indipendenza operativa, che comprende la elezione dei mezzi da utilizzare e la valutazione della loro idoneità a raggiungere detti fini in modo imparziale e nel rispetto delle regole costituzionali. Ferma restando la divisione dei ruoli fra organi di direzione politica e burocrazia, l azione amministrativa procede in una visione dinamica nella stessa direzione e con le stesse cadenze dell azione politica del governo, né può divergere da quest ultima negli obiettivi, come non può raggiungere risultati confliggenti. Da qui la necessità di un continuo e stretto raccordo funzionale, attraverso la puntuale definizione di nuove regole, al fine del perseguimento e della tutela dell interesse pubblico comune. Il presente contributo prende avvio da un breve excursus storico che tocca la teoria della separazione dei poteri di Montesquieu, il modello accentrato cavouriano, i periodi post unitario e fascista sino alla Costituzione repubblicana. Chiuderà il primo capitolo l illustrazione dell iter normativo che ha interessato, negli ultimi decenni, la riforma della dirigenza pubblica. Il capitolo seguente è dedicato all analisi di una innovativa concezione dell organizzazione dell attività dei dirigenti pubblici ispirata al modello personalistico della buona amministrazione che supera il paradigma bipolare Stato/sudditi. 4

5 Il lavoro prosegue, nel terzo capitolo, con una analisi in chiave comparatistica della dirigenza pubblica in tre Paesi esemplari: gli Stati Uniti, patria per eccellenza dello spoils system, la Gran Bretagna con le peculiarità del civil service e, infine, la Francia espressione dei grands commis della haute fonction publique. Rientrando nel panorama italiano, il quarto ed il quinto capitolo si soffermano sulla più recente giurisprudenza della Corte Costituzionale, chiamata a giudicare della legittimità delle disposizioni legislative statali e regionali, concernenti il conferimento degli incarichi dirigenziali secondo il meccanismo dello spoils system. Dall analisi emerge, in concreto, il ruolo svolto dalla Corte a salvaguardia dell ordinamento. 5

6 1. L EVOLUZIONE STORICO-LEGISLATIVA IN ITALIA DEL RAPPORTO TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE 1.1 Cenni generali Le vicende del rapporto tra politica e amministrazione segnano la storia di un rapporto difficile, complesso e contraddittorio, che parte dal periodo pre-unitario e resta più o meno stabile fino al 1948 con l entrata in vigore della Costituzione, per poi far registrare un forte momento di interesse nel c.d. decennio delle riforme amministrative ( ) fino ad arrivare ai giorni nostri con la c.d. riforma Brunetta del E pur vero che nel tempo si è assistito ad un progressivo riconoscimento del ruolo decisionale della dirigenza amministrativa, attraverso la valorizzazione dell autonomia gestionale della dirigenza stessa. Nella classificazione tradizionale delle funzioni statali, che si fa risalire alla dottrina sulla separazione dei poteri del Montesquieu del XVIII secolo, l amministrazione non nasce con una propria identità, ma è parte del potere esecutivo, all interno del quale sono presenti due diversi tipi di attività, quella amministrativa e quella politica e di governo. Va però dato atto al filosofo-giurista francese della consapevolezza dell impossibilità di operare una netta distinzione concettuale, dal momento che nella concretezza dei pubblici poteri, attività di posizione del fine e attività di scelta dei mezzi danno luogo ad un continuum 1. E poi con l introduzione del suffragio universale che i poteri prima squilibrati a favore del potere esecutivo, si squilibrano a favore del potere legislativo con la conseguenza che la legge finisce per prevalere sul potere esecutivo e si afferma il principio di legalità, che produrrà due conseguenze, lo sdoppiamento tra governo e amministrazione e la sottoposizione dell amministrazione al Parlamento, dando 1 Cfr. C. COLAPIETRO, Politica e amministrazione: riflessioni a margine di un rapporto controverso, Studi parlamentari e di politica costituzionale, Anno 44 N , 1-2 trimestre 2011, pagg ; Cfr. C. COLAPIETRO, Governo e amministrazione. La dirigenza pubblica tra imparzialità e indirizzo politico, Torino, Giappichelli,2004, pagg. 5-6; Cfr. C.L. MONTESQUIEU, De l esprit des lois, Paris, 1979, pagg. 294 ss. 6

7 peraltro origine a quello strabismo per il quale l amministrazione è in rapporto di dipendenza organica dal governo e di dipendenza funzionale dal Parlamento, ma deve nello stesso tempo, essere imparziale 2. Assistiamo successivamente, nel passaggio dallo Stato liberale al moderno Stato sociale, ad una forte espansione quantitativa delle amministrazioni pubbliche, necessaria per far fronte ai nuovi e gravosi compiti assunti dallo Stato in campo sociale ed economico e, conseguentemente, al moltiplicarsi delle dimensioni e dell ingerenza della burocrazia, che diviene così sempre più portatrice di propri interessi e talvolta di propri indirizzi. Di qui il moltiplicarsi dei rapporti tra governo e amministrazione; da una parte, infatti, si supera la visione unidirezionale del rapporto politica-amministrazione, inteso come flusso unico dei condizionamenti dal governo verso l amministrazione e si riconosce invece il carattere bidirezionale del rapporto in questione, dando atto di una reciproca influenza tra politica e amministrazione. Dall altra, si acquisisce consapevolezza del fatto che il tema del rapporto tra politica, meglio, tra governo e amministrazione finisce per costituire uno degli snodi fondamentali dell imparzialità amministrativa, seppur con qualche ambiguità: infatti proprio un effettiva garanzia di indipendenza dell amministrazione rispetto al governo permette di porre un freno ai rischi di favoritismo e di discriminazione da parte delle forze politiche 3. La criticità del rapporto governo-amministrazione risiede nell apparente paradosso secondo cui un amministrazione imparziale è chiamata ad attuare indirizzi politici che sono per definizione parziali e possono essere, nel sistema maggioritario, fortemente di parte ; tant è che è proprio per effetto dell introduzione di un sistema elettorale prevalentemente maggioritario che si rende particolarmente necessario 2 Cfr. M. NIGRO, L azione dei pubblici poteri, Lineamenti generali, in G. AMATO, A. BARBERA (a cura di), Manuale di diritto pubblico, III ed. Bologna, Il Mulino, 1997, pag Cfr. A. CERRI, Principi di legalità, imparzialità, efficienza, in L. LANFRANCHI (a cura di), Garanzie costituzionali e diritti fondamentali, Roma, IPZS, 1997, pag. 191 ss. 7

8 l apprestamento di garanzie rispetto ad un temuto uso di parte di strutture in gran parte amministrative 4. E allora da tenere sempre in massima considerazione l autonomia dirigenziale, salvaguardandola da ogni possibile ingerenza politica per il bene comune dell intera collettività, atteso che questa dovrebbe essere percepita come presidio dell imparzialità nello svolgimento dell azione amministrativa. In proposito, D Alessio sottolinea come nel nostro Paese la garanzia dello status di dirigenti viene ricercata sul piano strettamente normativo, attraverso strumenti e meccanismi di tipo giuridico-formale I diversi modelli teorici La relazione tra politica e amministrazione costituisce la cartina tornasole della stessa forma dello Stato. Nelle forme di Stato di tipo autoritario, amministrazione e potere esecutivo sono tendenzialmente coincidenti, mentre nelle Democrazie detta relazione si declina in base ad una serie di variabili istituzionali, come si vedrà più diffusamente nel capitolo dedicato alle esperienze comparate. E interessante, al riguardo, la tesi di Andrea Patroni Griffi secondo cui politica e amministrazione rappresentano due momenti distinti della funzione di governo, che, al contempo, sono strettamente connessi tra di loro 6. Esistono quindi in dottrina tre modelli teorici, separazione, osmosi ed interconnessione, attraverso cui è stato concretamente rappresentato il rapporto tra politica e amministrazione. Il primo modello implica una scissione netta tra funzione di governo, affidata agli organi rappresentativi, ed attuazione strettamente esecutiva, priva di discrezionalità, riservata alla burocrazia. 4 Cfr. G.D ALESSIO, Evoluzione dei sistemi amministrativi, il quadro d insieme, in M. DE BENEDETTO ( a cura di), Istituzioni, politica ed amministrazione. Otto paesi europei a confronto, pag Cfr. ORTA, La riforma della dirigenza: dalla sovrapposizione alla distinzione fra politica e amministrazione? In Rivista trimestrale di diritto pubblico, 1994, pag.151; Cfr. L. CARLASSARE, Amministrazione e potere politico, Padova,CEDAM, Cfr. A. PATRONI GRIFFI, Dimensione costituzionale e modelli legislativi della dirigenza pubblica. Contributo ad uno studio del rapporto di autonomia strumentale tra politica e amministrazione. Napoli, Iovene, 2002, pag. 29 ss. 8

9 Il modello dell osmosi è collocato in un ottica opposta fondata sul principio che i due campi di intervento (politica e amministrazione), non facilmente scindibili sotto i profili funzionale e strutturale, si presentano in linea di assoluta continuità, risultano quindi sostanzialmente coincidenti. Sull argomento, sempre Patroni Griffi 7 evidenzia che il rapporto osmotico, nella sua versione più nitida, si traduce in uno spoils system che garantisce, all origine, l assoluta omogeneità tra gli apparati amministrativi ed i vertici politici. Il che consente l instaurarsi di un rapporto altamente fiduciario tra i vertici politici e l alta burocrazia. Il terzo modello si presenta come quello adottato da tutte le democrazie liberali, intermedio tra la separazione e l osmosi, ovvero l interconnessione tra politica e amministrazione nell affannosa ricerca, soprattutto per gli incarichi apicali, di un giusto punto di equilibrio fra il rispetto di elementi di oggettività nella individuazione dei destinatari ed il riconoscimento di un inevitabile tasso di fiduciarietà 8. Ad una compagine burocratica, assai numerosa, composta da dipendenti di carriera, selezionati con procedure meritocratiche, si affianca la fascia apicale della dirigenza pubblica, più contenuta nei numeri, il cui meccanismo di nomina segue logiche sostanzialmente fiduciarie che funge da cerniera, da relais tra il livello politico e quello più squisitamente tecnico. Indirizzo politico ed attività amministrativa possono essere tendenzialmente distinti, ma non nettamente separati. Una volta accolta l interconnessione fra politica e amministrazione nella convinzione che siano due facce di quell unica medaglia che è il governo della cosa pubblica sorge poi il problema di come strutturare concretamente e normativamente questo modello in un dato sistema. Tale visione del rapporto politica-amministrazione consente anche di porre fine a quella sostanziale ambiguità di fondo che presenta in questo modello la figura del dirigente pubblico: da un lato c è la definizione del dirigente come di colui che è al vertice di una determinata organizzazione, l odierno manager, dall altro vi è la 7 Cfr. A. PATRONI GRIFFI, op.cit. Pag Cfr. C. COLAPIETRO op. cit., pag.155 ss; Cfr. S. CASSESE, op. cit. pag

10 connotazione peculiare del pubblico dirigente, che non ha niente in comune con la cennata nozione, rimanendo sostanzialmente in posizione di subordinazione gerarchica nei confronti dell organo politico titolare del dicastero, che ai sensi dell art. 95, comma 2 Cost., assume la responsabilità sostanziale, quanto meno sul piano politico, di tutti gli atti. Da qui è facile delineare una tensione tra quello che in astratto implica la nozione di dirigente e la sua trasposizione in concreto nell ordinamento: tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. Emerge in dottrina la convinzione che il nostro ordinamento faccia propria la distinzione tra politica e amministrazione, convenzionale e non ontologica, che però non può intendersi in termini di netta separazione, dal momento che esiste una insopprimibile area di sovrapposizione e che essa opera, di conseguenza, come principio tendenziale di distribuzione della competenza, la cui attuazione richiede flessibilità di strumenti e di soluzioni Il modello italiano della distinzione tra politica e amministrazione nel quadro costituzionale e nella sua evoluzione legislativa La Legge Cavour n del 23 marzo 1853 Fin dalla legge Cavour del 23 marzo 1853, n che riorganizzava gli apparati dello Stato sabaudo, nel nostro Paese si è realizzato il modello accentrato, caratterizzato da una impostazione verticistica, nella quale il ministro era la spina dorsale di tutta l amministrazione e basato su una visione unidirezionale del rapporto tra politica e amministrazione, tale da concentrare nella responsabilità degli organi a titolarità politica tutte le funzioni amministrative. Il ministro unica figura che appariva all esterno racchiudeva la duplice funzione di responsabile politico verso il Capo dello Stato o verso il Parlamento e di capo dell amministrazione, assorbendo in sé le potestà direttive e quelle legate alla funzione di superiore gerarchico. 9 Cfr. M. NIGRO, op. cit., pag

11 Il modello accentrato adottato da Cavour regolerà poi per oltre un secolo la vita dell intera amministrazione pubblica italiana, sulla base di un assetto gerarchicopiramidale dell amministrazione, frutto del connubio del centralismo napoleonico con il parlamentarismo britannico. Detto modello entrava poi in crisi soltanto nel 1948 con l entrata in vigore della Costituzione repubblicana, che ha introdotto per la prima volta in modo consapevole, nella nostra storia giuridica, il problema della separazione dell amministrazione dal governo e della tutela di essa contro l azione del governo quale organo politico 10. E pur vero che la scelta della formula dello Stato amministrativo accentrato si presenta per lo Stato unitario come la più coerente con la vicenda risorgimentale conclusasi con la unificazione nazionale e la più atta a salvaguardare lo Stato unitario dai rischi di disgregazione. Il modello accentrato, che aveva avuto la sua ragione principale nella necessità dell unificazione amministrativa, comincia ad entrare in crisi quando vengono meno le ragioni che giustificano l assorbimento di tutte le responsabilità in capo al ministro Il dopo Cavour: Ricasoli, Crispi, Giolitti e il periodo fascista Il modello ministeriale cavouriano subiva poi dei tentativi di riforma, peraltro falliti, che meritano comunque di essere segnalati. Già il Presidente del Consiglio Bettino Ricasoli si faceva promotore di un disegno di legge di conversione del R.D. 24 ottobre 1866, n.3306 per il riordinamento dell amministrazione centrale dello Stato, disegno di legge mai approvato. Ricasoli si rivelava così un precursore della distinzione - fatta propria dalla scienza dell amministrazione - fra responsabilità sostanziale e titolarità formale dei provvedimenti. Anche le ulteriori proposte riformatrici esperite, peraltro senza successo, fino alla fine dell ottocento, si proponevano inoltre di operare anche quell essenziale distinzione tra governo e amministrazione per arginare il fenomeno negativo della commistione tra politica e amministrazione. E quindi 10 Cfr. M. NIGRO, op. cit. pag

12 indubbio che nel periodo postunitario si sia verificato un processo di osmosi tra ceto politico e amministrativo per gli incarichi di vertice 11. Quindi per la modifica del modello cavouriano bisogna attendere l avvento della Sinistra al potere (1876), quando si cominciano a registrare mutamenti importanti nel rapporto tra amministrazione e politica, poiché viene meno il rapporto osmotico tra ceto politico e ceto burocratico che era stato il tratto caratterizzante dei primi decenni del periodo unitario. L inizio dello scollamento tra ceto politico ed alta burocrazia che dette inizio al divaricarsi delle due carriere, si può far risalire alla scelta che operò il governo Crispi nel 1888 quando istituì in funzione di viceministri i sottosegretari di Stato, abolendo contestualmente la figura dei segretari generali nei ministeri, che fino a quel momento avevano rappresentato il punto di congiunzione tra apparati e guida politica. La riforma era infatti da inquadrare nella filosofia depretisina e crispina di concepire una maggiore presenza del governo nell amministrazione, che all inizio degli anni ottanta aveva iniziato a concretizzarsi in maniera più complessa, considerato il consolidarsi delle direzioni generali 12. Così all inizio del XX secolo, la richiesta di separazione tra politica e amministrazione produsse l effetto di rafforzare le garanzie normative dei pubblici impiegati, per porli al sicuro dall arbitrio della classe politica, con le leggi sullo statuto giuridico del 1908 e del Anche durante il periodo fascista gli elementi essenziali del rapporto tra politica e amministrazione non mutarono sostanzialmente, poiché il regime non procedette ad una fascistizzazione dell amministrazione, preso atto della permanenza nei posti chiave di burocrati entrati in carriera nella precedente era giolittiana, i quali mantennero per lo più un atteggiamento prudente nei confronti del regime. Per contro, si tornò alla 11 Cfr. C. COLAPIETRO, op. cit. pag Cfr. sul punto S.SEPE, MAZZONE, PORTELLI e VETRITTO, Lineamenti di storia dell amministrazione italiana ( ), op. cit. pagg. 26 s. e 56 ss., dai quali si evince che a seguito della riforma Crispi l alta burocrazia andò assumendo una maggiore autonomia: crebbero di importanza e di numero i direttori generali ed il loro rapporto con il ministro si fece più stretto; il che fu reso possibile anche dalla c.d. spiemontesizzazione dell amministrazione, in cui fece ingresso, per la prima volta dopo l Unità, una nuova generazione di funzionari che aveva valori comuni e analoga cultura giuridica. 12

13 più rigorosa interpretazione del modello accentrato cavouriano e la funzione della dirigenza pubblica non fu altro che quella di coadiuvare il ministro La Costituzione: art. 95, II comma, artt. 97 e 98. Il rapporto governoamministrazione nell architettura costituzionale In Assemblea costituente, Costantino Mortati rappresentò l opportunità che la Carta prevedesse norme che assicurassero il ruolo autonomo della dirigenza in funzione della imparzialità e del buon andamento dell amministrazione stessa, nonché di un corretto rapporto con il potere politico, precisando come ai funzionari dovessero essere assicurate alcune garanzie per sottrarli alle influenze dei partiti politici, dal momento che lo sforzo di una costituzione democratica, oggi che al potere si alternano i partiti, deve tendere a garantire una certa indipendenza ai funzionari dello Stato, per avere un amministrazione obiettiva della cosa pubblica e non un amministrazione dei partiti 14. Il che significava individuare in capo alla dirigenza non solo una sfera autonoma di competenze, ma anche una correlata sfera di responsabilità. E evidente che nell intenzione dell illustre costituzionalista non si voleva affermare la preminenza della dirigenza nei confronti degli organi politici, bensì il contestuale riconoscimento di due principi, quello dell indipendenza dal condizionamento politico e quello della connessa responsabilità rispetto alla gestione degli affari di propria competenza 15. A conclusione del dibattito, il testo definitivo della Carta costituzionale realizzava uno statuto dell amministrazione abbastanza vicino alle idee manifestate dal Mortati: infatti per l art. 97 Cost. i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo da assicurare l imparzialità ed il buon andamento 13 Cfr. sul punto D ALBERTI, L alta burocrazia in Italia, in AA.VV., L alta burocrazia, a cura di D ALBERTI, cit. pag. 131 ss. e GIANNINI, Parlamento e amministrazione, in AA.VV., L amministrazione pubblica in Italia, a cura di Cassese, Bologna, 1974, pag Cfr. COMMISSIONE PER LA COSTITUZIONE, II SOTTOCOMMISSIONE ( I sez.), seduta del 14 gennaio 1947, in La Costituzione della repubblica nei lavori preparatori dell Assemblea costituente, Camera dei deputati- Segretariato Generale, vol. VIII, Roma, 1971, pag ss. 15 Cfr. DI ANDREA, Lo spoils system: noterelle sulla disciplina della dirigenza pubblica in Italia e spunti comparatistici, cit. pag. 673 s. 13

14 dell amministrazione, mentre per l art. 98 Cost. i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. E vero che la Carta non stabilisce espressamente il principio di separazione tra politica e amministrazione, ma l idea di amministrazione che il costituente cerca di delineare è pur sempre quella di un apparato autonomo dalla politica e dotato di funzioni e responsabilità proprie; per citare il Sandulli, altro è la politica, altra l amministrazione e la giustizia; sicché i partiti debbono pesare, attraverso il Parlamento, ai fini della prima, debbono invece arrestarsi alle soglie delle altre due 16. Il quadro sopra delineato comporta quindi la fine dell apparato amministrativo come irresponsabile, non implicato nelle decisioni, interamente assorbito dal ministro. Con la Costituzione, pertanto, si registra la nascita di un policentrismo, che consente di realizzare una struttura articolata degli stessi apparati centrali, configurabile mediante il trasferimento ad organi burocratici, retti da dirigenti direttamente responsabili ed in posizione di sufficiente dipendenza. Ai ministri, non più in posizione di superiorità gerarchica, viene riservato ciò che è generale, non ciò che è particolare, riconoscendo finalmente loro soltanto compiti di indirizzo, coordinamento e controllo 17. E pur sempre la fine, con la Costituzione del 1948, da un lato, del falso mito della burocrazia neutrale, dall altro, dell attenuarsi della stessa responsabilità politica del ministro verso il parlamento, che trova una controspinta nella responsabilità collegiale del governo, secondo la tendenza a considerare rivolto contro l intero gabinetto l attacco ad uno dei suoi membri. In questa prospettiva, invece si ritiene che possa non trovare più compatibilità con i principi costituzionali sopra espressi il tradizionale modello gerarchico-piramidale, oramai diventato un principio meramente residuale Cfr. Sul punto A. PATRONI GRIFFI, Dimensione costituzionale e modelli legislativi della dirigenza pubblica: Contributo ad uno studio del rapporto di autonomia strumentale tra politica e amministrazione, cit. pag. 67, PALADIN, I contributi di Aldo Sandulli su politica ed amministrazione nell ordinamento repubblicano, in Dir. Amm., 1994, pag Cfr. sul punto A.M. SANDULLI, Governo e amministrazione, in Riv. Trim. dir. pubbl., 1966, pag. 758 s., secondo cui in tal modo i ministri diventerebbero guide e custodi dell amministrazione ed entro tali limiti ne risponderebbero, cessando di esserne i capi. 14

15 La ricaduta sul rapporto governo-amministrazione delle norme costituzionali in questione sarà approfondita nella parte relativa all esame dello spoils system L istituzione della dirigenza statale con il D.P.R. 748/72 nell ambito del riordino dell amministrazione dello Stato Data fondamentale del nostro percorso di inquadramento storico dell evoluzione del rapporto tra politica e amministrazione è sicuramente quella del 1972, quando con D.P.R. 30 giugno, n. 748, si procede all istituzione della dirigenza statale nel chiaro tentativo di sottrarre l alta burocrazia alla precedente piena dipendenza gerarchica dal ministro per farne invece un corpo di collaboratori del vertice politico dotato di competenze proprie ed autonome e di maggiori responsabilità. Prima di questo momento la carriera dirigenziale non era distinta da quella direttiva e lo status di dirigenti, meglio dire degli impiegati direttivi del più alto grado, era disciplinato anch esso dallo Statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3. Ritornando al D.P.R. 748/72 va precisato che la nuova normativa sulla dirigenza pubblica si sforza di identificare al vertice dell amministrazione un gruppo dirigente dotato di specifiche prerogative, conferendogli una relativa autonomia rispetto al vertice politico, con l attribuzione di una relazione gerarchica attenuata tra politica e amministrazione e l attribuzione alla dirigenza di poteri propri 19. Ma la riforma del 72, per tutta una serie di concause non riuscì a produrre i risultati sperati dal legislatore e non riuscì nemmeno a creare un nuovo rapporto tra politica e amministrazione, né riuscì a forgiare il dirigente pubblico sul modello del manager privato, con poteri propri e in grado di assumere 18 Cfr. sul punto GIANGASPERO, Le strutture di vertice della pubblica amministrazione. Vincoli costituzionali e prospettive di riforma, Milano, 1988, pag. 69 s. e BACHELET, Responsabilità del ministro e competenza esterna degli uffici direttivi dei ministeri, cit., pag Cfr. MELIS, Storia dell amministrazione italiana ( ), Bologna, 1996, pag. 492, che ricorda come l intervento del legislatore sopraggiunga soltanto dopo che una grave crisi di status e di prestigio sociale aveva eroso sin dal dopoguerra l identità e la consapevolezza di sé degli alti funzionari dello Stato. Cfr. anche sull attenuazione del principio gerarchico D ALBERTI l alta burocrazia in Italia, cit., pag. 150 e BATTINI, Il rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni, cit., pag. 617 e RINALDI, Autonomia, poteri e responsabilità del dirigente pubblico: un confronto con il manager privato, Torino, 2002, pag

16 responsabilità sui profili degli atti di gestione e conseguentemente dei risultati. In questi anni si assiste, in definitiva, ad uno scambio sicurezza-potere tra organi politici ed alta burocrazia, secondo la nota definizione di Cassese La riforma della dirigenza pubblica Il disegno di legge del 1988 presentato nella X Legislatura Il disegno di legge in questione, presentato nel corso della X Legislatura dal governo De Mita, tenta di porre rimedio alla situazione di immobilismo che si era venuta a creare, cercando di elaborare un progetto di riforma unitario di tutta la dirigenza pubblica, secondo modelli di tipo imprenditoriale, che però implica, prima di tutto, la revisione dell insieme dei condizionamenti, dei vincoli e dei percorsi obbligati che differenziano la pubblica amministrazione da una struttura di tipo privatistico. Il modello imprenditoriale di dirigenza viene importato nella sua interezza nell organizzazione pubblica, nell ambito del quale le c.d. tre E (economicità, efficienza ed efficacia) costituiscono altrettante regole teleologiche per lo svolgimento di una funzione pubblica moderna. In questa nuova ottica, si introduce la differenziazione funzionale tra il livello politico, a cui spetta la formulazione degli indirizzi e delle scelte strategiche, e il livello tecnico-gestionale, cui compete l attuazione delle direttive di indirizzo e la realizzazione delle strategie La riforma del 1993 con il decreto legislativo n. 29: l ultimo e fondamentale anello del nuovo sistema amministrativo italiano Il D.Lgs. 29/93 rappresenta l ultimo e fondamentale anello del nuovo sistema amministrativo italiano, dal momento che come sostenuto dal Rinaldi rappresenta la 20 S. CASSESE, Burocrazia ed economia pubblica (cronache degli anni 70), Bologna, 1978, p Cfr. GARDINI, L imparzialità amministrativa tra indirizzo e gestione. Organizzazione e ruolo della dirigenza pubblica nell amministrazione contemporanea, cit. pag. 186 ss., che rileva come in tale contesto nasca, a livello mondiale, una nuova figura di funzionario pubblico, educato professionalmente in base ai criteri che ispirano l attività dei dirigenti del settore privato, dotato di corrispondenti poteri e responsabilità, nonché di conoscenze e strumenti idonei al raggiungimento degli obiettivi ad esso affidati. 16

17 risposta italiana alla linea europea di riforma dell amministrazione che punta sul modello di impresa e su un diverso assetto del rapporto politica-amministrazione 22. E acclarato che con il D.Lgs. 29/93 si verifica in Italia la prima privatizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici. Il decreto legislativo in questione fissa negli artt. 3 e 14 gli aspetti caratterizzanti della nuova dirigenza pubblica, muovendo proprio dal richiamato principio di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, quest ultima affidata ai dirigenti, che assumono così un autonoma legittimazione e una diretta responsabilità per la gestione 23. Ma prima ancora che fosse completata la fase transitoria della prima privatizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici, il legislatore, al fine di non rischiare di vedere compromessi gli effetti del processo riformatore intrapreso, decide di intervenire nuovamente sulla materia per portare a compimento la riforma La legge 15 marzo 1997, n. 59, la c.d. Legge Bassanini, ovvero l avvio di una riforma organica della P.A. La riforma in questione che, come noto, prende il nome dall allora Ministro per la Funzione Pubblica, Franco Bassanini, viene definita come seconda privatizzazione del pubblico impiego ed avvia un complessivo progetto di riordino dell amministrazione pubblica (poi proseguite con le Leggi 127/1997 e 191/1998), teso ad effettuare una profonda opera di revisione degli apparati ministeriali ed anche a decentrare le funzioni amministrative a beneficio delle Regioni e delle autonomie territoriali in genere, il tutto finalizzato ad instaurare il c.d. federalismo amministrativo, ossia il massimo del federalismo a costituzione invariata. Dette leggi si basano sul 22 Cfr. RINALDI, Autonomia, poteri e responsabilità del dirigente pubblico: un confronto con il manager privato, cit. pag Cfr. sul punto C.COLAPIETRO, op. cit. pag

18 principio di distinzione, a tutti i livelli di governo, fra attività di indirizzo politico e attività di gestione. Bassanini, in un suo autorevole scritto, rappresenta plasticamente che è doveroso tener conto di tre principi costituzionali: quello democratico, quello dell imparzialità dell amministrazione e quello del buon andamento dell amministrazione stessa, il quale si ricollega alla missione attribuita dalla Costituzione alle amministrazioni pubbliche di rappresentare gli strumenti per la garanzia e l attuazione dei diritti fondamentali dei cittadini 24. Questa riforma ha ripercussioni sulla disciplina della dirigenza pubblica, in quanto incide sia sulla riforma dell organizzazione del Governo (varata con il successivo D.Lgs. 300/1999, ai sensi degli artt. 11, comma 1, lett. a), e 12 della L. 59/1997), che ha condotto ad una complessiva revisione delle funzioni e dell organizzazione degli apparati ministeriali, sia sulla predisposizione di un nuovo ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri ( adottato con il predetto D.Lgs. 303/1999, ai sensi dell art. 11 della medesima L. 59/1997), al fine di disciplinare l organizzazione e le funzioni della Presidenza e farne una cabina di regia della politica governativa sul modello di altre esperienze europee. Interessante infine è notare anche che l art. 11, comma 4, della citata Legge 59/97, delega il governo a completare l integrazione della disciplina del lavoro pubblico con quella del lavoro privato, enfatizzando il principio della separazione tra compiti e responsabilità di direzione politica e compiti e responsabilità di direzione delle amministrazioni 25. Nel senso sopra indicato si muove pertanto il successivo D.Lgs. 80/1998, che introducendo l art. 24 estende il regime di diritto privato dal rapporto di lavoro anche ai direttori generali delle amministrazioni pubbliche, che erano stati esclusi dalla prima privatizzazione. 24 Cfr. sul punto F. BASSANINI, Indirizzo politico, imparzialità della P.A. e autonomia della dirigenza. Principi costituzionali e disciplina legislativa, in Nuova Rassegna, 2008, pag. 257 ss. 25 Cfr. sul punto C. COLAPIETRO, op. cit pag. 387 ss. 18

19 Ma la riforma realizzata con il decreto legislativo sopraindicato è importante perché introduce nel nostro ordinamento una sorta di meccanismo di spoils system in coincidenza con la formazione del nuovo governo. Detto sistema riguarda le figure apicali della dirigenza pubblica e prevede, inoltre, la temporaneità degli incarichi I decreti legislativi del 30 luglio 1999 n. 300 e n. 303, ovvero la riforma dell organizzazione del governo La riorganizzazione del governo avviene proprio con il D.Lgs. 300/99 che rende omogenei i ministeri alla nuova visione della Presidenza del Consiglio, ora concepita come struttura deputata all esercizio di funzioni proprie da parte del Presidente del Consiglio. L idea che permea tutta la riforma è quella di conferire ai ministeri le funzioni di settore, al contempo accorpandone le competenze e riducendone il numero, legislativamente fissato in 12, cercando così di superare il limite negativo della segmentazione e delle difficoltà di dimensionare gli uffici centrali ai compiti effettivi da svolgere. Il ministro continua ad avere la direzione e la responsabilità politica del Dicastero e svolge anche funzioni politico-amministrative avvalendosi di uffici di diretta collaborazione, composti da personale reclutato con ampia discrezionalità anche al di fuori dell amministrazione ( art. 7 D.Lgs. 300/99). Tutti i provvedimenti legislativi che abbiamo cercato di focalizzare, figli di questo ultimo decennio del novecento sono quindi frutto di una profonda stagione riformista che aveva come obiettivo quello di cambiare il sistema amministrativo italiano; scopo principale era quello di dislocare dal centro alla periferia gran parte delle funzioni amministrative, con la conseguenza di dover procedere alla ristrutturazione degli apparati centrali. In questa ottica si ritrova il padre di tutte queste riforme, Franco Bassanini, il quale sottolinea come la riforma della dirigenza pubblica non costituisce una vicenda parallela o secondaria, ma si inserisce a pieno titolo in tale disegno, in quanto strettamente interconnessa con molti dei suoi aspetti più significativi e qualificanti Cfr. sul punto, F. BASSANINI, Prefazione, in G. D ALESSIO, op. cit., pag. 15 s.. 19

20 1.4.5 Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 In questo contesto generale si registra la necessità nel 2001 di predisporre un testo unico per raccogliere le norme che regolano i rapporti di lavoro relativamente al personale contrattualizzato dipendente dalle amministrazioni pubbliche. Il decreto legislativo in esame, reca come titolo Norme generali sull ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e viene emanato ai sensi dell art. 1, comma 8 della Legge 24 novembre 2000, n Ciò premesso, è doveroso precisare che il decreto legislativo non assumerà la denominazione di testo unico, accogliendo un esplicito invito a modificare il titolo da parte delle commissioni della Camera per non ingenerare equivoci perché non era omnicomprensivo di tutti i rapporti di lavoro esistenti nella galassia della pubblica amministrazione La legge 15 luglio 2002, n. 145, ovvero la controriforma Una particolare attenzione merita la L. 15 luglio 2002, n. 145, considerata a ragione in dottrina come un autentica controriforma della dirigenza pubblica che ha pressocchè riscritto la disciplina del c.d. governo dell alta burocrazia, rafforzando ulteriormente e pericolosamente il rapporto tra il ministro e la dirigenza pubblica. In apparenza tale dettato normativo pare che persegua l obiettivo di apportare soltanto alcuni limitati, seppur significativi, aggiustamenti alla normativa relativa alla dirigenza confluita nel sopra richiamato D.Lgs. 165/2001, intervenendo esclusivamente attraverso correzioni ed integrazioni parziali delle disposizioni ivi contenute, piuttosto che con l introduzione di una disciplina della dirigenza del tutto nuova ed esaustiva e quindi distinta ed autonoma rispetto a quella dettata in tale decreto. A ben guardare, però, così non è. Si tratta di una riforma ben più ambiziosa di quanto in prima battuta si potesse ritenere e ancora di più se si esaminano i contenuti e l effettiva portata modificativa, dal momento che interviene in misura determinante su alcuni nodi essenziali ( ), finendo per incidere, in modo più o meno esplicito, sulla stessa ratio 20

La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*)

La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*) La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*) Claudio SCAJOLA È la prima volta che ho l occasione di incontrare tutti i Prefetti della Repubblica e ritengo

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE

Dettagli

Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009

Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009 Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009 Parma, Sala aurea C.C.I.A.A., Via Verdi 2 Gaetano Palombelli La riforma del lavoro pubblico nel contesto della riforma istituzionale

Dettagli

Relazione illustrativa

Relazione illustrativa Relazione illustrativa Relazione illustrativa Schema di DPCM ai sensi del comma 10-ter dell art.2 del Dl 95/2012 Riorganizzazione del MIBACT 1. Le ragioni della riforma 1.1. L attuazione delle misure di

Dettagli

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale)

Esame delle proposte di legge C.5 ed abb. (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) CAMERA DEI DEPUTATI XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) (Disposizioni in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale) 27 novembre 2013 AUDIZIONI ABI 2013 AUDIZIONI ABI - 2013 Le proposte

Dettagli

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE

IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE IL RECENTE ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI ALLE FONDAZIONI BANCARIE Nel corso del 2009 sono state pubblicate numerose sentenze delle Sezioni Unite della Suprema

Dettagli

IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue.

IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. La pubblica amministrazione è stata oggetto negli

Dettagli

Il modello di organizzazione pubblica, con particolare riferimento agli enti locali: principi, criteri e strumenti

Il modello di organizzazione pubblica, con particolare riferimento agli enti locali: principi, criteri e strumenti Master in gestione e innovazione nelle amministrazioni pubbliche Il modello di organizzazione pubblica, con particolare riferimento agli enti locali: principi, criteri e strumenti Giuseppe Panassidi 1

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri L estensione dell obbligo della formazione continua agli iscritti all Ordine degli Ingegneri (art. 3, comma 5, lettera b) del decreto-legge 13 agosto 2011, n.

Dettagli

Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera

Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera Il sistema di misurazione e valutazione della performance dell ATER di Matera 1. Premessa: le norme, le indicazioni CIVIT, i requisiti necessari Il Sistema di misurazione e valutazione della performance

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

Nota Circolare UPPA n. 33/08. Roma, lì 22.05.2008. Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Segretariato generale Roma

Nota Circolare UPPA n. 33/08. Roma, lì 22.05.2008. Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Segretariato generale Roma UFFICIO PERSONALE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI SEGRETERIA TECNICA DEL DIRETTORE Nota Circolare UPPA n. 33/08, lì 22.05.2008 Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Segretariato generale Alle Amministrazioni

Dettagli

La gestione del personale nelle pubbliche amministrazione La privatizzazione del rapporto di pubblico impiego

La gestione del personale nelle pubbliche amministrazione La privatizzazione del rapporto di pubblico impiego La gestione del personale nelle pubbliche amministrazione La privatizzazione del rapporto di pubblico impiego a cura di Franco Liso Università La Sapienza ? Perché il decreto legislativo 29/1993 e la privatizzazione

Dettagli

Signor Presidente, Signori Senatori,

Signor Presidente, Signori Senatori, AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO ANTONIO CATRICALÀ PRESSO LA I COMMISSIONE PERMANENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA NELL AMBITO DELL INDAGINE CONOSCITIVA SUL

Dettagli

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Settembre 2010 SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE 1. INTRODUZIONE La legge-delega 4 marzo

Dettagli

Firenze, 25 marzo 2013.

Firenze, 25 marzo 2013. Firenze, 25 marzo 2013. Con lettera del Presidente del Consiglio Regionale datata 13.03.2013, è stata sottoposta a questo Collegio di Garanzia Statutaria, ai sensi dell art. 14 bis della L.R. n. 24/2008,

Dettagli

In particolare riassumendo i principali atti e comportamenti della Società in materia:

In particolare riassumendo i principali atti e comportamenti della Società in materia: ATTUAZIONE DEGLI INDIRIZZI OPERATIVI PER LA GOVERNANCE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DAL COMUNE DI PARMA E DEGLI ENTI AZIENDE ED ISTITUZIONI (DELIB. G.C. 355/38 2013) Con lettera del 6 Giugno 2013 prot. 96974/2013

Dettagli

Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con

Comune di Pontassieve. Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato. In collaborazione con Comune di Pontassieve Sistema di valutazione delle posizioni dirigenziali Parte Seconda Il sistema adottato In collaborazione con 1 Indice Indice... 1 1. Il processo di sviluppo organizzativo in corso...

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013 AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013 (Articolo 11 del decreto legislativo n. 150/2009) INDICE 1. Introduzione pag. 3 2. Selezione dei

Dettagli

Energie rinnovabili: un problema di «governance»

Energie rinnovabili: un problema di «governance» Conclusioni Energie rinnovabili: un problema di «governance» di Giulio Napolitano L analisi dei diversi aspetti che caratterizzano la disciplina delle energie rinnovabili rivela la mancanza di un chiaro

Dettagli

Corso Federalismo e fiscalità locale

Corso Federalismo e fiscalità locale Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Programma di Empowerment delle amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno Corso Profili didattico-scientifici

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2015 2016 2017 1 allegato a) deliberazione del Consiglio di Amministrazione. n. /2015 PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

I livelli essenziali tra salute e assistenza, nella giurisprudenza della Corte costituzionale

I livelli essenziali tra salute e assistenza, nella giurisprudenza della Corte costituzionale I livelli essenziali tra salute e assistenza, nella giurisprudenza della Corte costituzionale Avv. Davide Paris Relazione alla giornata di formazione Residenze extraospedaliere e diritti degli anziani:

Dettagli

Programma triennale. per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) di ACAM ACQUE S.p.A.

Programma triennale. per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) di ACAM ACQUE S.p.A. Programma triennale per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) di ACAM ACQUE S.p.A. 2015 2017 Predisposto dal responsabile per la trasparenza Adottato in data n. 28/09/2015 con determinazione dell Amministratore

Dettagli

CIRCOLARE N. 28/E. OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario

CIRCOLARE N. 28/E. OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario CIRCOLARE N. 28/E Settore Fiscalità Generale e Indiretta Roma, 27 marzo 2008 OGGETTO: Imposta sulle successioni e donazioni - Vincoli di destinazione - Negozio fiduciario 2 1. Premessa 3 2. Il nuovo ambito

Dettagli

Alessandro Giosi Azione di governo e ruolo della contabilità pubblica nell Italia liberale e corporativa

Alessandro Giosi Azione di governo e ruolo della contabilità pubblica nell Italia liberale e corporativa A13 Alessandro Giosi Azione di governo e ruolo della contabilità pubblica nell Italia liberale e corporativa Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele

Dettagli

Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico. MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri

Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico. MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri Tesi: Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico MASTER Dirigenza Scolastica Università della Calabria Lucia Scuteri The object of education is to prepare the young,to educate themselves throughout their

Dettagli

(Finalità e oggetto)

(Finalità e oggetto) Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici

Dettagli

Secondo decreto legislativo correttivo del Codice dell ambiente Rifiuti Relazione di accompagnamento

Secondo decreto legislativo correttivo del Codice dell ambiente Rifiuti Relazione di accompagnamento Secondo decreto legislativo correttivo del Codice dell ambiente Rifiuti Relazione di accompagnamento La presente relazione dà conto delle modificazioni apportate al secondo decreto legislativo correttivo

Dettagli

Oggetto: Istanza di interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n.212 EUR SPA - Trasformazione di un ente pubblico in s.p.a.

Oggetto: Istanza di interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n.212 EUR SPA - Trasformazione di un ente pubblico in s.p.a. RISOLUZIONE N. 313/E f Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,05 novembre 2007 Oggetto: Istanza di interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n.212 EUR SPA - Trasformazione di un ente pubblico

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni IMMIGRAZIONE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Campania Legge della Regione Campania 8 febbraio 2010, n. 6 recante Norme per l inclusione sociale, economica e culturale

Dettagli

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità

Dettagli

I rapporti tra ordinamento interno e CEDU Dott. Francesco Vittorio Rinaldi

I rapporti tra ordinamento interno e CEDU Dott. Francesco Vittorio Rinaldi I rapporti tra ordinamento interno e CEDU Dott. Francesco Vittorio Rinaldi 1. Il rango della CEDU nell ordinamento interno. Il tema dei rapporti tra CEDU e ordinamento interno e dunque, del rango della

Dettagli

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205)

CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205) BILANCI BANCARI (pos. 1205) Bilanci delle banche con strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati Richiesta di informazioni ai sensi dell art. 114 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 Premessa La

Dettagli

Quadro di riferimento sull attuale sistema di esercizio della libera professione in ambito sanitario.

Quadro di riferimento sull attuale sistema di esercizio della libera professione in ambito sanitario. Quadro di riferimento sull attuale sistema di esercizio della libera professione in ambito sanitario. L attuale quadro normativo sulla libera professione prevede la possibilità di esercizio dell attività

Dettagli

L AUTONOMIA FINANZIARIA DELLE REGIONI E DEGLI ENTI LOCALI

L AUTONOMIA FINANZIARIA DELLE REGIONI E DEGLI ENTI LOCALI CAPITOLO I L AUTONOMIA FINANZIARIA DELLE REGIONI E DEGLI ENTI LOCALI SOMMARIO: 1. Il concetto di autonomia finanziaria. 2. Il federalismo fiscale. 2.1. Le regioni a statuto speciale. 2.2. Le regioni a

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA Schema di Regolamento di riordino dell Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ANSV, ai sensi dell articolo 26 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 RELAZIONE ILLUSTRATIVA L articolo 26, comma 1,

Dettagli

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa di Sandro de Gotzen (in corso di pubblicazione in le Regioni,

Dettagli

Bozza. Schema di disegno di legge recante delega in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e di trasparenza

Bozza. Schema di disegno di legge recante delega in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e di trasparenza Bozza Schema di disegno di legge recante delega in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e di trasparenza Art.1 (Delega al Governo in materia di riforma del lavoro

Dettagli

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Convegno su Processi di decentramento e rilancio dello sviluppo. Investimenti pubblici, infrastrutture e competitività Banca Intesa

Dettagli

Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n.33/2013

Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n.33/2013 Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n.33/2013 MODULO DIDATTICO 1 Evoluzione del concetto di Trasparenza 1 of 20 In questo modulo sarà illustrato il concetto

Dettagli

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE

ANTICIPATA VIA FAX. All Avvocatura Regionale SEDE. All Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e Sport Massimo Giorgetti SEDE Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Circolare 5 agosto 2009 (in G.U. n. 187 del 13 agosto 2009) Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ministro delle infrastrutture

Dettagli

1. Oggetto e struttura del disegno di legge

1. Oggetto e struttura del disegno di legge Delega al Governo per l attuazione dell articolo 117, secondo comma, lettera p) della Costituzione, per l istituzione delle Città metropolitane e per l ordinamento di Roma Capitale della Repubblica. Disposizioni

Dettagli

TERRITORIO E AMBIENTE Via Ugo La Malfa, 169 90146 PALERMO. Palermo, 21 febbraio 2014

TERRITORIO E AMBIENTE Via Ugo La Malfa, 169 90146 PALERMO. Palermo, 21 febbraio 2014 Prot. n.: 49/2014 ALL'ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE Via Ugo La Malfa, 169 90146 PALERMO Palermo, 21 febbraio 2014 Oggetto: Applicazione in Sicilia del Decreto del Fare - Norme di semplificazione

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Presidenza del Consiglio dei Ministri Presidenza del Consiglio dei Ministri SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Programma di Empowerment delle amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno Corso avanzato Guidare con efficacia gli uomini

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri L estensione dell obbligo di assicurazione agli iscritti all Ordine degli ingegneri (art. 3, comma 5, lettera e) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito,

Dettagli

LEGGE N. 190/2012 DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LEGGE N. 190/2012 DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LEGGE N. 190/2012 DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL ILLEGALITA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Torino, 10 Aprile 2013 La legge 190/2012 introduce degli strumenti per

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE

CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE LINEE GUIDA PER LE RELAZIONI DEI REVISORI DEI CONTI SUI BILANCI DI PREVISIONE DELLE REGIONI PER L ANNO 2015, SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL ART. 1, COMMI 166 E

Dettagli

3. Il servizio di ricezione e trasmissione di ordini

3. Il servizio di ricezione e trasmissione di ordini Le specificità dei singoli servizi. Offerta fuori sede e tecniche di comunicazione a distanza 161 3. Il servizio di ricezione e trasmissione di ordini Per la prestazione del servizio di ricezione e trasmissione

Dettagli

IL PRINCIPIO DELLA PROGRAMMAZIONE. Prof. Riccardo Mussari

IL PRINCIPIO DELLA PROGRAMMAZIONE. Prof. Riccardo Mussari IL PRINCIPIO DELLA PROGRAMMAZIONE Prof. Riccardo Mussari INDICE Il principio della programmazione I documenti della programmazione: DUP PEG Il principio della programmazione La programmazione nella riforma

Dettagli

L ORGANIZZAZIONE NEGLI ENTI LOCALI

L ORGANIZZAZIONE NEGLI ENTI LOCALI L ORGANIZZAZIONE NEGLI ENTI LOCALI AUTONOMIA ORGANIZZATIVA POTERE DI ORGANIZZAZIONE ATTI DI ORGANIZZAZIONE EVOLUZIONE STORICA DELLA DISCIPLINA DEL PUBBLICO IMPIEGO ARCO TEMPORALE TRA IL 1957 E IL 1972

Dettagli

REGOLAMENTO RECANTE LA DISCIPLINA DELLA MISURAZIONE, DELLA VALUTAZIONE, DELLA RENDICONTAZIONE E DELLA TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO RECANTE LA DISCIPLINA DELLA MISURAZIONE, DELLA VALUTAZIONE, DELLA RENDICONTAZIONE E DELLA TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE COMUNE DI PATU Provincia di Lecce - Regolamento Comunale - REGOLAMENTO RECANTE LA DISCIPLINA DELLA MISURAZIONE, DELLA VALUTAZIONE, DELLA RENDICONTAZIONE E DELLA TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE Approvato

Dettagli

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA Regolamento provinciale per la disciplina degli strumenti e delle metodologie per i controlli interni, ai sensi dell art. 3, comma 2, del d.l. 174/2012, convertito

Dettagli

Ministero dell economia e delle finanze Dipartimento del Tesoro Direzione IV Ufficio IV

Ministero dell economia e delle finanze Dipartimento del Tesoro Direzione IV Ufficio IV Ministero dell economia e delle finanze Dipartimento del Tesoro Direzione IV Ufficio IV Consultazione sullo schema di regolamento ministeriale di attuazione dell articolo 14, comma 3, del decreto legge

Dettagli

Ordinanza Ministeriale n. 92 Prot. n. 11075 del 5.11.2007

Ordinanza Ministeriale n. 92 Prot. n. 11075 del 5.11.2007 IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE Ordinanza Ministeriale n. 92 Prot. n. 11075 del 5.11.2007 Visto il Regio Decreto 4 maggio 1925, n. 653, contenente disposizioni sugli studenti, esami e tasse negli

Dettagli

COME GESTIRE LA NUOVA IMPRESA: FORNIRE CONOSCENZE, METODI E SISTEMI DI DI LAVORO SULLE AREE DELLA GESTIONE AZIENDALE

COME GESTIRE LA NUOVA IMPRESA: FORNIRE CONOSCENZE, METODI E SISTEMI DI DI LAVORO SULLE AREE DELLA GESTIONE AZIENDALE COME GESTIRE LA NUOVA IMPRESA: FORNIRE CONOSCENZE, METODI E SISTEMI DI DI LAVORO SULLE AREE DELLA GESTIONE AZIENDALE PROF. VALTER CANTINO 1 L AZIENDA Soggetto unitario composto di più elementi diversi

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GAMBATO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GAMBATO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 4993 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GAMBATO Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione da parte di persone

Dettagli

( Decreto Legislativo 150/09 Decreto Brunetta) TITOLO I: Principi generali ( articoli 11 e 28 del d.lgs. 150/09)

( Decreto Legislativo 150/09 Decreto Brunetta) TITOLO I: Principi generali ( articoli 11 e 28 del d.lgs. 150/09) Regolamento di disciplina della misurazione, valutazione e trasparenza della performance ( Decreto Legislativo 150/09 Decreto Brunetta) Il presente Regolamento è assunto ai sensi degli artt. 16 e 31 del

Dettagli

CORTE DEI CONTI. La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nella Camera di consiglio

CORTE DEI CONTI. La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nella Camera di consiglio CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 4/2011/SRCPIE/PAR La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nella Camera di consiglio del 26 gennaio 2011, composta dai

Dettagli

Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti, degli incaricati di posizione organizzativa e del personale del

Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti, degli incaricati di posizione organizzativa e del personale del Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti, degli incaricati di posizione organizzativa e del personale del Comune di Modena Aggiornamento aprile 2013 Indice Introduzione

Dettagli

LE PROVE INVALSI: COME SI POSSONO CONTESTARE PER GARANTIRE L AUTONOMIA SCOLASTICA E LA LIBERTA DI INSEGNAMENTO?

LE PROVE INVALSI: COME SI POSSONO CONTESTARE PER GARANTIRE L AUTONOMIA SCOLASTICA E LA LIBERTA DI INSEGNAMENTO? LE PROVE INVALSI: COME SI POSSONO CONTESTARE PER GARANTIRE L AUTONOMIA SCOLASTICA E LA LIBERTA DI INSEGNAMENTO? ( a cura di Corrado Mauceri Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale)

Dettagli

Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti.

Commento di Confindustria. Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Commento di Confindustria Legge europea 2013-bis: estensione della disciplina dei licenziamenti collettivi ai dirigenti. Con sentenza del 13 febbraio 2014, resa nella causa C-596/12, la Corte di Giustizia

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/168/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott.ssa Laura De Rentiis dott. Donato Centrone

Dettagli

COMUNE DI CUNEO. SISTEMA di MISURAZIONE e VALUTAZIONE della PERFORMANCE (Capo II del decreto legislativo 27/10/2009, n. 150)

COMUNE DI CUNEO. SISTEMA di MISURAZIONE e VALUTAZIONE della PERFORMANCE (Capo II del decreto legislativo 27/10/2009, n. 150) COMUNE DI CUNEO SISTEMA di MISURAZIONE e VALUTAZIONE della PERFORMANCE (Capo II del decreto legislativo 27/10/2009, n. 150) Approvato con deliberazione della giunta comunale n. 353 in data 20/12/2011 PREMESSA

Dettagli

Al Signor Presidente On. Giorgio Napolitano Palazzo del Quirinale Fax 06/46993125

Al Signor Presidente On. Giorgio Napolitano Palazzo del Quirinale Fax 06/46993125 Al Signor Presidente On. Giorgio Napolitano Palazzo del Quirinale Fax 06/46993125 OGGETTO: Richiesta di esame e di intervento sulla proposta di modifica del d.lgs 27 ottobre 2009, n. 150, ed in particolare

Dettagli

CAPITOLO II IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI

CAPITOLO II IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI CAPITOLO II IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI SOMMARIO 1.- Le ragioni di una scelta. 2.- I principi ispiratori e le modalità attuative.

Dettagli

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Intervento Convegno ANAV del 17 /2/2004. (Noleggio autobus ai sensi della l. 218/2003) Con la legge quadro n. 218/2003, entrata in vigore

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL MINISTRO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA (BINDI) DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA (MASTELLA)

CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL MINISTRO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA (BINDI) DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA (MASTELLA) Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2514-A DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL MINISTRO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA (BINDI) DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA (MASTELLA) E DAL MINISTRO

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2029 del 3 agosto 2010

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2029 del 3 agosto 2010 9^ legislatura Struttura amministrativa competente: DIREZIONE COMMERCIO Presidente Luca Zaia Vicepresidente Marino Zorzato Assessori Renato Chisso Roberto Ciambetti Luca Coletto Maurizio Conte Marialuisa

Dettagli

Ministero dell Interno

Ministero dell Interno LETTERA CIRCOLARE N Roma, data protocollo Alle Direzioni Centrali All Ufficio Centrale Ispettivo Alle Direzioni Regionali e Interregionali VV.F. Agli Uffici di Staff del Capo Dipartimento Agli Uffici di

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone

Dettagli

Riforma della scuola e dirigenza scolastica: quale governance? 1. Antonio Cocozza

Riforma della scuola e dirigenza scolastica: quale governance? 1. Antonio Cocozza Riforma della scuola e dirigenza scolastica: quale governance? 1 Antonio Cocozza (Direttore Master in Processi Organizzativi e Direttivi nella Scuola dell Autonomia, Dipartimento di Scienze della Formazione

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

Deliberazione n.75/pareri/2008

Deliberazione n.75/pareri/2008 Deliberazione n.75/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua dott. Antonio Caruso dott. Giorgio

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PROTOCOLLO DI INTESA TRA IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA E IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PROGRAMMA SPECIALE PER L ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI 1 VISTO

Dettagli

INDAGINE CONOSCITIVA DISEGNO DI LEGGE LEGGE DI CONTABILITA E FINANZA PUBBLICA A.C. N.2555

INDAGINE CONOSCITIVA DISEGNO DI LEGGE LEGGE DI CONTABILITA E FINANZA PUBBLICA A.C. N.2555 INDAGINE CONOSCITIVA DISEGNO DI LEGGE LEGGE DI CONTABILITA E FINANZA PUBBLICA A.C. N.2555 COMMISSIONE BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE CAMERA DEI DEPUTATI 22 SETTEMBRE 2009 Il disegno di legge A.C. n.

Dettagli

Il Ministro della Difesa

Il Ministro della Difesa Il Ministro della Difesa M_D/GOIV/2013/CONT/A9-3/0000106 il r.d. 18 novembre 1923 n.2440, sull amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato; il r.d. 23 maggio 1924 n.827, che

Dettagli

Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario

Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario Università degli studi Roma tre Facoltà di giurisprudenza Dottorato di diritto amministrativo XX ciclo Tesi di dottorato Sommario L organizzazione delle pubbliche amministrazioni dopo la riforma del Titolo

Dettagli

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni; VISTO il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive modificazioni; VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive

Dettagli

Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni Segreteria tecnica del direttore. Nota Circolare UPPA n. 01/08. Roma, lì 8 Gennaio 2008

Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni Segreteria tecnica del direttore. Nota Circolare UPPA n. 01/08. Roma, lì 8 Gennaio 2008 Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni Segreteria tecnica del direttore Nota Circolare UPPA n. 01/08, lì 8 Gennaio 2008 Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Segretariato generale Alle Amministrazioni

Dettagli

Le consulte di garanzia statutaria tra amministrazione e giurisdizione (*)

Le consulte di garanzia statutaria tra amministrazione e giurisdizione (*) NOTE E COMMENTI 801 Le consulte di garanzia statutaria tra amministrazione e giurisdizione (*) Bernardo Giorgio Mattarella Rispetto alle consulte di garanzia statutarie, la sentenza 200/2008 della Corte

Dettagli

Ufficio Studi CODAU. "Documento redatto con il CONTRIBUTO DEI COMPONENTI dell'ufficio Studi e VALIDATO dal Comitato Scientifico del Codau

Ufficio Studi CODAU. Documento redatto con il CONTRIBUTO DEI COMPONENTI dell'ufficio Studi e VALIDATO dal Comitato Scientifico del Codau Ufficio Studi CODAU "Documento redatto con il CONTRIBUTO DEI COMPONENTI dell'ufficio Studi e VALIDATO dal Comitato Scientifico del Codau Quesito sull applicabilità della normativa sui buoni pasto ai Direttori

Dettagli

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO Vigilanza bancaria e finanziaria REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO MODIFICHE AL REGOLAMENTO SULLA GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO IN MATERIA DI APPROVAZIONE

Dettagli

RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte

RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte RISOLUZIONE N. 56/E Roma, 30 maggio 2014 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte Pervengono alla scrivente quesiti circa il trattamento

Dettagli

Linee Guida di cui all articolo 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n.

Linee Guida di cui all articolo 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. Linee Guida di cui all articolo 13, comma 1-quinquies del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 Premessa Il presente documento contiene indicazioni e orientamenti

Dettagli

Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi

Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi LINEE GUIDA CONCERNENTI IL CONTENUTO DEI REQUISITI ORGANIZZATIVI PER L ISCRIZIONE NELL ELENCO DEI

Dettagli

COMUNE DI BRUGHERIO (PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA)

COMUNE DI BRUGHERIO (PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA) PROCESSO DI VALUTAZIONE delle prestazioni (PERFORMANCE INDIVIDUALE) rese dal personale Il sistema di valutazione permanente intende promuovere, da un lato, il miglioramento della qualità delle prestazioni

Dettagli

Consulenza Civile e Penale alle aziende Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01

Consulenza Civile e Penale alle aziende Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01 Consulenza Civile e Penale alle aziende Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01 1) L attivita legale esterna- Outsorcing D impresa Un azienda all avanguardia per migliorare la propria produttività

Dettagli

SSPA SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

SSPA SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SSPA SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LA FORMAZIONE PUBBLICA TRA SPENDING REVIEW E RIORGANIZZAZIONE PRESENTAZIONE DEL 15 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI 21 MAGGIO 2013

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

A relazione dell'assessore Ferraris:

A relazione dell'assessore Ferraris: REGIONE PIEMONTE BU9S1 05/03/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 2 marzo 2015, n. 25-1122 Attuazione dell'art. 2 del D.L. n. 101 del 31.8.2013, convertito con modificazioni in L. n. 125 del 30.10.2013.

Dettagli

Alvialenuoveregole sulpubblicoimpiego

Alvialenuoveregole sulpubblicoimpiego Alvialenuoveregole sulpubblicoimpiego di Arturo Bianco * ÈapprodatoinGazzettailDlgsn.150,diattuazione della legge n. 15, c.d. legge Brunetta. Il provvedimento costituisce una sorta di rivoluzione copernicana

Dettagli

Fiscal News N. 117. Finanziamento soci postergato. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2015. Premessa. Codice civile

Fiscal News N. 117. Finanziamento soci postergato. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2015. Premessa. Codice civile Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 117 08.04.2015 Finanziamento soci postergato Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Nonostante l entrata in vigore della riforma

Dettagli