Newsletter. maggio 2013

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1 Newsletter maggio 2013 Il presente documento è stato preparato da Tosetti Value S.I.M. S.p.a. autorizzata e regolamentata dalla Banca di Italia. Il presente documento può essere distribuito a soggetti terzi esclusivamente previa nostra autorizzazione. 1

2 Agenda Contesto macroeconomico.pag. 3 Selezione strumenti finanziari..pag. 9 Approfondimenti pag. 11 Il ruolo delle Banche Centrali Operazioni ed enti straordinari 2

3 Stati Uniti Il PIL è cresciuto del 2.5% trimestrale annualizzato nei primi tre mesi del 2013, in decisa accelerazione dal +0.4% dell ultimo trimestre 2012, ma meno delle attese attestate al 3%. L economia è stata sostenuta da consumi, investimenti e accumulazione di scorte, risultando frenato dalla spesa pubblica e dal commercio estero. A marzo la produzione industriale si è incrementata dello 0.4% congiunturale, ma l indice ISM manifatturiero è sceso ad aprile a 50.7 dal 51.3 di marzo, segnalandone un probabile prossimo rallentamento. Le vendite al dettaglio sono, inoltre, diminuite dello 0.4% mensile a marzo - dopo il +1% di febbraio principalmente in virtù del calo del prezzo dei prodotti petroliferi. I bilanci delle aziende continuano ad apparire solidi e ricchi di liquidità, ma i ricavi iniziano a risentire della debolezza della crescita globale. Prosegue il recupero del comparto immobiliare. A febbraio, infatti, l indice Case Shiller relativo al prezzo delle case è aumentato dell 1.2% mensile e del 9.3% annuo, crescita massima degli ultimi sette anni. Il numero di compravendite di abitazioni sul mercato primario è, inoltre, cresciuto dell 1.5% congiunturale a marzo. In aumento anche i contratti destinati a essere conclusi nei prossimi tre mesi. Ad aprile stati aggiunti nuovi posti di lavoro ampiamente oltre delle attese - e la disoccupazione è diminuita al 7.5% della forza lavoro, livello minimo da oltre quattro anni. L inflazione al consumo è diminuita dello 0.2% mensile scendendo all 1.5% annuo a marzo rispetto al 2% di febbraio. Alla luce del progresso definito modesto del mercato del lavoro e del livello dell inflazione, la Fed ha deciso di proseguire nell acquisto mensile di 85 miliardi di dollari di titoli, per continuare a stimolare economia. Il Governatore Bernanke ha annunciato che, in base agli sviluppi occupazionali, la Fed nei prossimi mesi potrà variare le dimensioni del Quantitative Easing, diminuendolo o aumentandolo. Il tasso di riferimento è, invece, destinato a rimanere invariato allo 0.25% fino a che la disoccupazione non sarà scesa al 6.5% della forza lavoro. Sul fronte politico, le parti, pur continuando ad apparire lontane da un accordo relativo al risanamento strutturale dei conti pubblici, sembrano procedere nella direzione di un compromesso. I democratici hanno proposto tagli della spesa per miliardi e incremento delle tasse di pari ammontare; i Repubblicani spingono per un drastico ridimensionamento dei programmi Medicare e Medicaid. Variazione trimestrale annualizzata del PIL, 2008 marzo Fonte: Commerce Department. Indice dei prezzi al consumo (linea arancio) e misura core al netto di prodotti energetici ed alimentari (linea rossa), 2009 marzo Fonte: Bureau of Labor Statistics. 3

4 Europa L economia europea continua a essere interessata dalla recessione: la BCE prevede, infatti, che il PIL continentale si contragga dello 0.5% nel La produzione industriale, pur tornata a crescere nella misura dello 0.4% mensile a febbraio, si mantiene negativa del 3.1% in termini annui. Sull Europa grava, in particolare la debolezza della domanda interna, evidenziata dalle vendite al dettaglio, diminuite dello 0.3% congiunturale e dell 1.4% annuo a febbraio. La disoccupazione ha raggiunto il 12.1% della forza lavoro massimo storico a marzo ed eccede il 25% tra i giovani con meno di 25 anni. L indice PMI Composite relativo alla fiducia delle aziende è rimasto invariato ad aprile a 46.5 in virtù del lieve miglioramento delle prospettive del comparto dei servizi bilanciato dal peggioramento del manifatturiero. La Germania ha probabilmente conosciuto un espansione nel primo trimestre 2013, ma non è esente dal rallentamento, come evidenziano le vendite al dettaglio e le esportazioni, diminuite dello 0.3% e dell 1.5% mensile rispettivamente a marzo e febbraio. Prosegue, viceversa la recessione nei paesi periferici, frenati dall austerity che si ripercuote negativamente su consumi e occupazione. L inflazione al consumo europea è diminuita all 1.2% su base annua ad aprile, minimo da oltre tre anni a questa parte. La BCE ha, pertanto, abbassato di 25 punti base il tasso di riferimento, portandolo allo 0.50%, nuovo minimo storico. Permangono, tuttavia, dubbi circa l utilità di tale misura, poiché fino a ora le decisioni monetarie non si sono ripercosse positivamente sull economia reale. Draghi, inoltre, ha deciso di prolungare fino alla metà del 2014 le aste con cui fornisce alle banche liquidità illimitata a scadenza trimestrale e non ha escluso la possibilità di abbassare in territorio negativo il tasso, oggi pari a zero, sui depositi che le banche detengono presso la stessa BCE. Nelle ultime settimane, i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono sensibilmente diminuiti grazie non solo alla promessa d intervento da parte della BCE, ma anche alla formazione di un Esecutivo due mesi dopo le elezioni di febbraio. Sul costo del debito influisce positivamente anche la crescente quota, oggi superiore al 65%, di debito pubblico detenuto da investitori italiani. Nonostante le difficoltà economiche e politiche il rapporto deficit/ PIL del Nostro Paese è diminuito al 2.9% nel 2012 rispetto al 3.8% nel Indice PMI Composite relativo alla fiducia delle imprese europee, giugno 2011 aprile Fonte: Marlit via Wall Street Journal. Tasso di riferimento (linea rossa) e tasso sui depositi bancari presso la BCE (linea blu), settembre 2009 maggio Fonte: Banca Centrale Europea. 4

5 Cina Il FMI prevede che la Cina sia destinata a espandersi in misura pari all 8% nell intero anno in corso, in lieve accelerazione rispetto al 7.8% del Il PIL cinese è cresciuto del 7.7% annuo solamente nei primi tre mesi del 2013, meno delle attese e del dato del trimestre precedente, in entrambi i casi pari al 7.9%. Gli ultimi dati disponibili delineano un quadro macroeconomico piuttosto contrastato e non lasciano presagire - almeno nel breve periodo - un consistente irrobustimento della crescita. A marzo la seconda economia mondiale ha registrato un inaspettato deficit della bilancia commerciale in ragione della crescita delle esportazioni (+10% annuo) inferiore a quella delle importazioni (+14.1%). La crescita dei profitti delle aziende si è ridotta al 12.1% annuo a marzo rispetto al 17% del bimestre precedente, limitata dalla debolezza della domanda sia sul fronte interno sia globale. La produzione industriale e le vendite al dettaglio, inoltre, si sono incrementate dell 8.9% e del 12.6% annuo rispettivamente a marzo, meno delle attese e dei dati relativi al bimestre precedente. L indice PMI manifatturiero, inoltre, pur rimasto in territorio positivo per l ottavo mese consecutivo, è sceso a 50.6 ad aprile dal 50.9 di marzo. L indice dei prezzi al consumo è sceso a marzo al 2.1% annuo dal 3.2% di febbraio, quando si era registrata un impennata legata alla festività del Nuovo Anno Lunare. A marzo i nuovi prestiti in valuta locale sono aumentati di 1060 miliardi di Yuan, in linea con le attese, e la crescita annua dell aggregato M2 si è attestata al 15.7%, rimanendo oltre l obiettivo del Governo pari al 13%. La banca Centrale continua a mantenere invariato il tasso di riferimento al 6% e il tasso d interesse sui depositi bancari a un anno al 3%, ma ha recentemente iniziato a drenare liquidità attraverso operazioni di vendita di titoli sul mercato interbancario (repurchase agreements). Alla luce della recente ripresa della crescita dei prezzi delle abitazioni, Pechino ha nuovamente alzato la pressione fiscale sui proventi derivanti dalle transazioni immobiliari e costretto le banche ad aumentare i tassi e gli anticipi sui mutui. Al fine di conseguire il ribilanciamento dell economia, le Autorità hanno deciso di fissare al 2% l obiettivo 2013 in termini di rapporto deficit/ PIL rispetto al precedente 1.5% - promettendo al contempo un incremento pari al 27% della spesa sanitaria. Variazione annua del PIL cinese, 2011 marzo Fonte: Chinese national Bureau of Statistics. Inflazione al consumo in termini annui, 2012 marzo Fonte: Chinese national Bureau of Statistics. 5

6 Paesi Emergenti Brasile e India Dopo essere cresciuto dello 0.9% appena nel 2012, il Brasile dovrebbe conoscere un accelerazione nel corso del 2013, tanto che le stime del FMI relative all espansione nell intero anno in corso si aggirano intorno al 3.5%. Dopo due mesi di progresso, tuttavia, a febbraio la produzione industriale è tornata a contrarsi del 2.5% mensile e del 3.2% annuo, frenata in particolare dalla contrazione dell output del comparto automobilistico. In tal senso, nemmeno gli sgravi fiscali concessi nel 2012 e recentemente prorogati fino a dicembre - dall Amministrazione Rousseff ad ampia parte delle aziende locali hanno sortito l effetto auspicato. Il problema è in parte legato alla debolezza della domanda globale, ma Brasilia risulta gravata soprattutto dalle proprie carenze strutturali. La crescita continua a essere trainata principalmente dai consumi, come evidenzia la continua crescita del credito, aumentato dell 1.8% mensile anche a marzo dopo il +0.7% del mese precedente. Proprio la tenuta della domanda interna, i limiti strutturali e l elevata spesa pubblica sono alla base del recente aumento dell inflazione, cresciuta a marzo dello 0.47% congiunturale, raggiungendo il 6.59% tendenziale. La Banca Centrale ha, pertanto, aumentato il tasso di riferimento al 7.5% ad aprile, lasciando presagire che il graduale restringimento della politica monetaria sia destinato a proseguire nei prossimi mesi. Il Governo di Delhi stima che l India abbia conosciuto un espansione pari al 5% appena nell intero anno fiscale terminato il 31 marzo prima di accelerare al 6.5% nell esercizio appena iniziato. A febbraio la produzione industriale è cresciuta dello 0.6% annuo dopo il +2.4% registrato il mese precedente. Il deficit della bilancia commerciale si è ridotto a marzo a 10.3 miliardi di dollari rispetto ai 15 miliardi di febbraio grazie alle esportazioni, cresciute del 7% annuo e al concomitante calo delle importazioni (-2.9%). Il Governo, dopo aver aperto agli investimenti internazionali il settore del commercio al dettaglio e l aviazione civile ha proposto simili liberalizzazioni in ambito assicurativo e pensionistico per attrarre i capitali stranieri. Tali riforme appaiono fondamentali anche al fine di contenere il deficit della bilancia dei pagamenti, che il medesimo Primo Ministro stima possa aver raggiunto il 5% del PIL nell anno fiscale appena terminato. L Esecutivo ha, inoltre, promesso la riduzione del rapporto deficit/ PIL - attualmente prossimo al 5% - al di sotto del 3% entro quattro anni, principalmente attraverso ulteriori tagli dei sussidi. L inflazione diminuita a marzo al 5.96% annuo, consentendo alla Banca Centrale un nuovo taglio del tasso di riferimento ora pari al 7.50% - dopo quello di gennaio. Inflazione annua in Brasile, marzo Fonte: IBGE via Financial Times. Inflazione annua (in rosso) e tasso di riferimento (in bianco) in India, Fonte: Bloomberg. 6

7 I principali indicatori Crescita PIL stima 2013 ¹ Inflazione stima 2013 ¹ in tln USD-ott 2012 USA (15,07) 1,1% (2,5%) 2,9% 1,7% 2,2% 2,0% USA 3,9% (0,3%) 1,6% 3,0% 2,1% 1,9% Area Euro (13,11) 0,6% (3,9%) 1,7% 1,6% (0,5%) (0,4%) Area Euro 3,3% 0,3% 1,6% 2,7% 2,5% 1,7% Giappone (5,86) (0,7%) (5,4%) 4,0% (0,8%) 2,0% 1,3% Giappone 1,4% (1,3%) (0,7%) (0,2%) 0,0% 0,1% Gran Bretagna (2,43) 0,7% (4,6%) 1,8% 0,9% (0,2%) 0,8% Gran Bretagna 3,6% 2,1% 3,3% 4,2% 2,8% 2,8% Cina (7,29) 9,0% 8,5% 10,3% 9,2% 7,8% 8,0% Cina 5,9% (0,7%) 3,3% 5,5% 2,7% 3,0% Brasile (2,49) 5,1% 0,15% 7,5% 2.7% 0,9% 3,1% Brasile 5,7% 4,3% 5,0% 6,5% 5,4% 5,9% Russia (1,85) 5,6% (7,7%) 4,0% 4,1% 3,4% 3,1% Russia 14,1% 11,0% 6,9% 8,5% 5,1% 6,4% India (1,82) 7,5% 7,1% 8,7% 7,6% 5,4% 5,1% India 8,3% 9,8% 12,1% 8,9% 9,3% 9,0% Corea del Sud (1,11) 2,2% (0,5%) 6,2% 3,6% 2,0% 2,8% Corea del Sud 4,1% 2,9% 3,5% 4,4% 2,2% 2,4% Sudafrica (0,40) 3,1% (2,0%) 3,0% 3,1% 2,6% 2,6% Sudafrica 11,5% 7,1% 4,3% 5,1% 5,7% 5,7% Hong Kong (0,24) 2,4% 3,05% 6,8% 5,0% 1,4% 3,4% Hong Kong 4,3% 0,1% 2,4% 5,3% 4,1% 4,2% Singapore (0,25) 1,3% 2,0% 15,0% 5,1% 1,3% 2,5% Singapore 6,5% 0,2% 2,8% 5,1% 4,6% 3,7% Mondo (69,89) 2,9% (0,5%) 5,0% 3,8% 3,2% 3,3% ¹ Dati mediani sulle stime degli analisti (fonte: Bloomberg); FMI World Economic Outlook, aprile 2013 (per dato Mondo). Fonti: PIL e Inflazione : FMI, Eurostat (Europe), Bureau of Labor&Economic Statistics (Usa), Office for National Statistics (Uk), Statistics Bureau of Japan (Japan) Fonte altri dati = Bloomberg 7

8 I principali indicatori Tassi di interesse 31/12/ /04/2013 Rendimento titoli 10 anni 31/12/ /04/2013 USA 0,25% 0,25% 0,25% 0,25% 0,25% 0,25% USA 2,21% 3,84% 3,30% 1,88% 1,76% 1,67% Area Euro 4,00% 1,00% 1,00% 1,00% 0,75% 0,75% Area Euro (Germania) 2,95% 3,39% 2,96% 1,83% 1,32% 1,22% Giappone 0,10% 0,10% 0,10% 0,10% 0,10% 0,10% Giappone 1,17% 1,30% 1,13% 0,99% 0,79% 0,61% Gran Bretagna 2,00% 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% Gran Bretagna 3,02% 4,02% 3,40% 1,98% 1,83% 1,69% Cina 5,31% 5,31% 5,81% 6,56% 6,00% 6,00% Cina 2,80% 3,60% 3,90% 3,40% 3,60% 3,50% Brasile 13,75% 8,75% 10,75% 11,00% 7,25% 7,50% Brasile 13,00% 12,30% 12,30% 11,10% 8,50% 9,00% Russia 13,00% 8,75% 7,75% 8,00% 8,25% 8,25% Russia 8,40% 5,00% 5,90% 6,00% 2,70% 2,90% India 6,50% 4,75% 6,25% 8,50% 8,00% 7,50% India 5,30% 7,60% 7,90% 8,60% 8,10% 7,70% Corea del Sud 3,00% 2,00% 2,50% 3,25% 2,75% 2,75% Corea del Sud 4,20% 5,40% 4,50% 3,80% 3,20% 2,80% Sudafrica 11,50% 7,00% 5,50% 5,50% 5,00% 5,00% Sudafrica 7,30% 9,20% 8,20% 8,20% 6,80% 6,30% Hong Kong 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% 0,50% Hong Kong 1,20% 2,60% 2,90% 1,50% 0,60% 0,80% Singapore 0,13% 0,50% 0,13% 0,02% 0,03% 0,03% Singapore 2,10% 2,70% 2,70% 1,60% 1,30% 1,40% Tassi di cambio 31/12/ /04/2013 Materie prime 31/12/ /04/2013 Eur/Usd 1,3953 1,43 1,34 1,30 1,32 1,32 Petrolio² 44,60 79,36 91,38 98,83 91,82 93,46 Eur/Jpy 126,80 133,25 108,64 99,66 114,45 128,30 Oro³ 865, , , , , ,75 Eur/Gbp 0,9576 0,886 0,858 0,834 0,812 0,85 USD/Jpy 90,79 93,14 81,19 76,99 86,62 97,53 Eur/Cny 9,54 9,78 8,82 8,17 8,22 8,12 Eur/Hkd 10,83 11,11 10,41 10,07 10,22 10,22 Eur/Inr 68,02 66,65 59,85 68,83 72,28 70,64 Eur/Sgd 2,00 2,01 1,72 1,68 1,61 1,62 Eur/Krw 1.760, , , , , ,81 Eur/Rub 42,66 43,02 40,85 41,67 40,31 40,98 Eur/Brl 3,23 2,50 2,22 2,42 2,71 2,63 Eur/Zar 13,14 10,58 8,80 10,47 11,19 11,84 ² Prezzo per barile di petrolio WTI quotato al Nymex, espresso in Usd ³ Prezzo per oncia quotato al London Stock Exchange, espresso in Usd Fonti: PIL e Inflazione : FMI, Eurostat (Europe), Bureau of Labor&Economic Statistics (Usa), Office for National Statistics (Uk), Statistics Bureau of Japan (Japan) Fonte altri dati = Bloomberg 8

9 Selezione strumenti Una volta individuato l indice su cui si voglia investire, le caratteristiche a cui prestare attenzione prima dell acquisto dell ETF sono: liquidità (dimensione del fondo, spread denaro/lettera, volume degli scambi) commissioni (del fondo e di negoziazione) tipologia di replica (fisica, da preferire, oppure sintetica) trattamento dei dividendi (accumulati o distribuiti) La tabella che segue elenca, a titolo esemplificativo, gli ETF di tipo azionario suddivisi per area geografica e di tipo obbligazionario suddivisi per tipologia che, al momento in cui è stato redatto il documento, presentavano le migliori caratteristiche sulla base dei suddetti criteri. ETF azionari Nord America Powershares Eqqq Fund IE Nord America Ishares S&P 500 (Acc) IE00B4L5ZD99 Europa Ishares Euro Stoxx 50 (Acc) IE00B4L5YV07 Europa Ishares Stoxx Europe 600 DE Asia Db X-Trackers Msci Ac Asia Ex Japan Etf LU Asia Lyxor Etf Msci Ac Asia-Pacific Ex Japan FR Mercati Emergenti Db X-Trackers Msci Emerging Markets Etf LU Mercati Emergenti Db X-Trackers S&P Select Frontier Etf LU Mondo Ishares Msci World (Acc) IE00B4L5Y983 Mondo Lyxor Etf Msci All Country World FR ETF Obbligazionari Corporate Usd Ishares Markit Iboxx $ Corporate Bond IE Corporate Euro Ishares Markit Iboxx Euro Corporate Bond IE High Yield Euro Ishares Markit Iboxx Euro High Yield IE00B66F4759 Euro ex Finanziari Lyxor Etf Eur Corp Bond Ex Financial FR High Yield Euro Spdr Barcap Euro High Yield Bond Etf IE00B6YX5M31 Debito paesi emergenti lcl Spdr Barcap Emerging Mkts Local Bond Etf IE00B Debito paesi emergent lcl Ishares Barcap Emerg Mkt Local Govt Bond IE00B5M4WH52 Debito paesi emergent hard currency Ishares Jpmorgan $ Emerging Markets Bond IE00B2NPKV68 Obbligazionario governativo Euro Lyxor Etf Eumts Aaa Macroweight Gov Bond FR Obbligazionario governativo Usd Ishares Barcap $ Treasury Bond 1-3 IE00B14X4S71 Avvertenza: La selezione dei suddetti strumenti finanziari, predisposta dall Ufficio Studi della Tosetti Value S.I.M. S.p.A., è indirizzata ad un pubblico indistinto e viene fornita a titolo meramente informativo. La stessa non costituisce nè è volta a fornire alcuna consulenza in materia di investimenti o raccomandazione, implicita o esplicita, ad intraprendere alcuna strategia o decisione di investimento in relazione ai medesimi, né, tantomeno, costituisce offerta, invito ad offrire, sollecitazione all acquisto, alla vendita o alla sottoscrizione. 9

10 Approfondimenti Il ruolo delle Banche Centrali Le banche centrali sono istituti di emissione pubblici che si occupano di gestire la politica monetaria dei Paesi o delle aree economiche che condividono la medesima moneta. Esse si dedicano principalmente all'emissione e alla gestione di moneta e al controllo dei tassi di riferimento con la finalità di garantire la stabilità finanziaria dei paesi o delle aree di propria competenza. Le più importanti Banche Centrali, oggi, sono la BCE, la Fed, la Banca d Inghilterra, la Banca del Giappone la People s Bank of China e la banca centrale Brasiliana. Gli interventi delle banche Centrali si possono essenzialmente suddividere in due categorie principali: la politica monetaria convenzionale e le politiche non convenzionali. Politica monetaria convenzionale Attiene essenzialmente alle modifiche del tasso di riferimento, mediante cui è possibile stimolare o frenare il credito erogato dalle banche al settore privato. Innalzando il tasso si mira a contenere il credito e l inflazione; abbassandolo si fornisce stimolo all economia. Tutte le principali Banche Centrali ricorrono alla politica convenzionale. Politiche monetarie non convenzionali In periodi particolarmente critici (come in seguito alla crisi del 2008) le Banche Centrali, esaurite le opzioni convenzionali i tassi di riferimento sono attualmente prossimi allo zero in tutte le economie industrializzate possono ricorrere a varie misure non convenzionali. Il Quantitative Easing prevede l acquisto di titoli di debito pubblico o privato finalizzato al contenimento del costo del servizio al debito mediante l aumento della moneta circolante da parte della Banca Centrale. La Fed ha lanciato tre programmi di questo genere negli ultimi quattro anni. Operazioni ed enti straordinari Negli ultimi anni le autorità politiche statunitensi ed europee sono intervenute mediante l implementazione di programmi e la creazione di enti straordinari finalizzati al contenimento degli effetti della crisi finanziaria. Il TARP (Troubled Asset relief Program) è consistito in un programma di interventi statali in più fasi nell economia Usa attuato nel biennio Il Dipartimento del Tesoro è stato autorizzato all acquisto di enormi quantità di asset problematici in possesso delle istituzioni finanziarie per garantirne la sopravvivenza aumentando la liquidità disponibile. L EFSF (European Financial Stability Facility) è uno strumento costituito dagli stati membri dell'unione Europea nel 2010 per aiutare gli stati membri preservando la stabilità finanziaria dell'eurozona. L EFSF può emettere obbligazioni o altri strumenti di debito sul mercato per raccogliere i fondi necessari a fornire prestiti ai paesi della zona euro in difficoltà, ricapitalizzare le banche e comprare debito sovrano. L ESM (European Stability Mechanism) è destinato a prendere il posto dell EFSF ed è stato istituito nel marzo Esso nasce come fondo europeo per la stabilità finanziaria dell Area. L ESM può emettere obbligazioni sui mercati finanziari per raccogliere capitali finalizzati all assistenza agli Stati membri. Il capitale sottoscritto dai Paesi Membri fornisce una capacità di prestito di 500 miliardi di euro. L'assistenza finanziaria dell ESM sarà attivata su richiesta di uno Stato membro e sarà subordinata a severe condizioni in termini di politica fiscale. Gli strumenti iniziali disponibili al MES sono stati modellati su quelli a disposizione dell EFSF: fornire prestiti ad uno Stato membro, intervenire sui mercati del debito primario e secondario, fornire prestiti ai governi ai fini della ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie. Gli LTRO (Long Term Refinancing Operations) consistono in un'asta di liquidità mediante cui una Banca Centrale concede un prestito alle banche richiedenti, della durata di 3 anni e con un tasso di interesse agevolato. In cambio l autorità monetaria riceve dalle banche una garanzia sul prestito, detta "collaterale". La BCE ha lanciato due operazioni di tale natura tra fine 2011 e inizio Le OMT (Outright Monetary Transactions) prevedono l intervento della banca Centrale sul mercato obbligazionario secondario. L autorità monetaria acquista se ritenuto necessario - titoli di Stato dei paesi che richiedano assistenza da parte dell ESM e che si attengano alle direttive fiscali imposte in sede europea. Le OMT riguarderanno bond con scadenza compresa tra uno e tre anni, e non sono previsti obiettivi in termini di yield o limiti quantitativi prefissati sugli acquisti. La BCE ha annunciato la possibilità di ricorrere alle OMT in futuro, se necessario. 10

11 Avvertenze generali ll presente documento, predisposto dall Ufficio Studi della Tosetti Value S.I.M. S.p.A., ha contenuto esclusivamente informativo ed è destinato ad un pubblico indistinto. Lo stesso non intende costituire, né potrà essere interpretato come attività di consulenza in materia di investimenti, né raccomandazione implicita o esplicita da parte della Tosetti Value S.I.M. S.p.A. ad intraprendere alcuna strategia o decisione di investimento, né, tantomeno, offerta, invito ad offrire, sollecitazione o messaggio promozionale finalizzato all acquisto, alla vendita o alla sottoscrizione di strumenti e prodotti finanziari di qualsiasi genere. Le informazioni fornite e le opinioni contenute nel servizio si basano su fonti ritenute affidabili e valutate in buona fede. Tosetti Value S.I.M. S.p.A. non assume responsabilità circa la loro accuratezza e completezza e non può essere ritenuta responsabile né assume responsabilità alcuna sulle conseguenze finanziarie, fiscali o di altra natura che potrebbero derivare dall utilizzo di tali informazioni da parte dei destinatari del presente documento. Le opinioni, previsioni o stime contenute nel servizio sono formulate con esclusivo riferimento alla data di redazione del documento, e non vi è alcuna garanzia che i futuri risultati o qualsiasi altro evento futuro saranno coerenti con tali opinioni, previsioni o stime. Qualsiasi informazione contenuta nel presente documento potrà, successivamente alla data di redazione del medesimo, essere oggetto di qualsiasi modifica o aggiornamento da parte di Tosetti Value S.I.M. S.p.A., senza alcun obbligo da parte di Tosetti Value S.I.M. Spa, di comunicare tali modifiche o di preavviso o di aggiornamenti a coloro ai quali tale documento sia stato in precedenza distribuito. Il presente documento ed i relativi contenuti sono di esclusiva proprietà di Tosetti Value S.I.M. Spa e la riproduzione sotto qualsiasi forma, completa o parziale, non può avvenire senza la previa autorizzazione scritta di Tosetti Value S.I.M. Spa. 11

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