La competenza. 1. Il dato normativo

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1 Parte I IL GIUDIZIO

2 La competenza 3 1 La competenza SOMMARIO 1. Il dato normativo. 2. La competenza per valore Le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti La clausola di contenimento La domanda riconvenzionale Le questioni pregiudiziali L azione civile nel giudizio penale. 3. La competenza per materia Le cause relative all apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi Le cause relative alla misura ed alle modalità d uso dei servizi di condominio di case Le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità L opposizione avverso gli atti di contestazione o di notificazione di violazioni del codice della strada. 4. La competenza funzionale. 5. Le ipotesi escluse. 1. Il dato normativo L art. 7 c.p.c., così come novellato dal comma 1 dell art. 45, legge 18 giugno 2009, n. 69, stabilisce che il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquemila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice. Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi ventimila euro. È competente qualunque ne sia il valore: 1. per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi; 2. per le cause relative alla misura ed alle modalità d uso dei servizi di condominio di case; 3. per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità;

3 4 Capitolo Primo 3-bis. per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali (altra novità della riforma del 2009). La norma persegue l intento di attribuire alla decisione del giudice di pace le controversie caratterizzate da una serialità delle questioni trattate 1. Secondo la più recente dottrina 2, tuttavia, il disposto aumento di competenza del giudice di pace (elevato dagli originari 2.582,28 euro e ,71, per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti) non sembra essere stato suffragato da un analisi della funzionalità complessiva degli uffici dei giudici di pace; la finalità è quella di ridurre il carico di lavoro dei giudici ordinari, ma senza un analisi di impatto della normativa sul carico degli uffici tra i quali avviene la ridistribuzione delle controversie, non pare possa utilmente determinare la razionalizzazione o l accelerazione dei tempi del processo. 2. La competenza per valore Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquemila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice 3. La giurisprudenza di legittimità 4 ha chiarito che la domanda con cui si fa valere una responsabilità per fatto illecito e si chiede un risarcimento del danno è domanda per la quale opera il criterio di collegamento costituito dal valore, come confermato dal fatto che il comma 2 dell art. 7 c.p.c., il quale rappresenta una specificazione del comma 1, contempla cause di risarcimento del danno, mentre la circostanza che il danno sia arrecato a immobile non vale per sé a qualificarla come causa non relativa a bene mobile; né, ancora, si può considerare come causa che sorge da un rapporto obbligatorio avente a oggetto un immobile quella nella quale il proprietario o il possessore tende a ottenere un risarcimento dal terzo che ha materialmente danneggiato il suo immobile o ne ha limitato il godimento. Così, la domanda con la quale l attore chiede di essere risarcito del danno subito a seguito della infissione sul proprio fondo di pali di sostegno di una linea telefonica, in mancanza della costituzione di una servitù, non costituisce una causa relativa a beni immobili, e pertanto, se di valore inferiore all importo stabilito dall art. 7 c.p.c., appartiene alla competenza del giudice di pace 5. 1 V., in questi termini, Cass., sez. III, 19 dicembre 2006, n (rv ), C.A. c. Alvetta Costruzioni Generali, in Mass. Giur. it., AMBROSI-D AURIA, La riforma del processo civile: la testimonianza scritta; la nuova competenza del giudice di pace; contenuto e motivazione della sentenza, in Fam. pers. succ., 2009, Per un approfondimento della tematica v. P.L. CARBONE, Competenza per valore del giudice di pace, in Danno e resp., 2000, 6, Cass., sez. III, 29 marzo 2004, n. 6198, Telecom Italia s.p.a. c. Chidichimo, in Guida al diritto, 2004, 20, Cfr. Cass., sez. III, 26 febbraio 2003, n. 2889, Telecom Italia S.p.a. c. Morriello, in Mass. Giur. it., 2003.

4 La competenza 5 La competenza a decidere sull opposizione avverso l ordinanza-ingiunzione con cui la pubblica amministrazione richieda il pagamento di canoni relativi ad occupazione di spazi pubblici (c.d. COSAP) esula dalla competenza del giudice di pace, ancorché la somma portata dal provvedimento impugnato sia contenuta nei limiti di valore di cui all art. 7 c.p.c., poiché trattandosi di materia (beni immobili) estranea alla competenza di detto giudice sussiste comunque la competenza per materia del tribunale, mentre il criterio del valore non assume alcun rilievo in considerazione del suo carattere residuale 6, atteso che la riserva contenuta nell art. 7 c.p.c. attribuisce alla competenza per valore del giudice di pace valenza solo residuale, essendo essa destinata ad operare solo in difetto di attribuzione della competenza per materia o funzionale ad altro giudice, con la conseguenza che, ove si tratti di controversie immobiliari, il valore della causa non assume rilevanza, trattandosi di controversia demandata alla competenza del tribunale ratione materiae 7. Fermo restando quanto si dirà in ordine alle controversie ricadenti per materia (a prescindere dal valore) nella competenza del giudice di pace, con riferimento all azione avente ad oggetto il pagamento delle spese condominiali secondo approvazione dell assemblea del condominio, il valore della causa va determinato con riferimento alla parte della relativa delibera impugnata, e non alla quota di spettanza del condomino che l ha impugnata, atteso che l oggetto del contendere coinvolge i rapporti di tutti i condomini interessati alla ripartizione e, quindi, l interezza di tale importo 8. Di conseguenza, in una controversia tra un condomino ed il condominio avente ad oggetto il criterio di ripartizione di una parte soltanto della complessiva spesa deliberata dall assemblea, il valore della causa si determina in base all importo contestato e non all intero ammontare di esso perché la decisione non implica una pronuncia, con efficacia di giudicato, sulla validità della delibera concernente la voce di spesa nella sua globalità 9. Giurisprudenza «In tema di competenza del giudice per valore, nella controversia promossa da un condomino che agisca nei confronti del condominio per sentir dichiarare l inesistenza del suo obbligo personale di pagare la quota a suo carico della spesa deliberata ed approvata in via generale e per tutti i condomini dell assemblea, sull assunto dell invalidità della deliberazione assembleare sulla quale è fondata la pretesa del condominio nei suoi confronti (e non già dell insussistenza, per qualsiasi titolo, della propria personale obbligazione), la contestazione deve intendersi estesa necessariamente all invalidità dell intero rapporto implicato dalla delibera, il cui valore è, quindi, quello da prendere in considerazione ai fini della determinazione della competenza, atteso che il thema decidendum non riguarda l obbligo del singolo condomino bensì l intera spesa oggetto della deliberazione, la cui validità non può essere riscontrata solo in via incidentale» Cass., sez. II, 5 aprile 2004, n Cfr. Cass., sez. I, 7 febbraio 2008, n (rv ), Provincia di Frosinone c. F.A.D., in Mass. Giur. it., Così, Cass., sez. I, 3 marzo 2004, n. 4304, Min. Finanze c. I., in Gius, 2004, 2803; Cass., sez. I, 28 novembre 2001, n , Sindacato Impr. toscane c. Soc. Ina Assicur., in Mass. Giur. it., Cfr. Cass., sez. II, ord., 13 novembre 2007, n (rv ), Cond. (omissis) c. F.V., in Mass. Giur. it., Cfr. Cass., sez. II, 24 gennaio 2001, n. 971, Sarno c. Cond. via Salutati 2, Milano, in Mass. Giur. it., 2001.

5 6 Capitolo Primo 2.1. Le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi ventimila euro. La giurisprudenza 10 ha però chiarito che la competenza per materia con un limite di valore, che l art. 7, comma 2, c.p.c. attribuisce al giudice di pace per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e natanti, non si esaurisce nelle ipotesi contemplate dall art c.c. ma concerne anche i casi che, pur non essendo suscettibili di essere disciplinati da tale articolo, tuttavia rientrano nella nozione di fatti illeciti prodotti dalla circolazione stradale di veicoli. Quanto invece alla competenza per valore nelle cause di risarcimento danni conseguenti a sinistro stradale, nell ipotesi di versamento di acconto al danneggiato, va determinata tenendo conto del danno complessivo subito e non della differenza tra la somma spettante e quella già accettata a titolo di acconto 11. La giurisprudenza di legittimità ha anche escluso che l espressione circolazione di veicoli, in funzione della individuazione della relativa regola di competenza, si debba intendere nel senso di alludere alla circolazione dei veicoli soltanto su strade pubbliche o di uso pubblico o comunque su strade o aree private con situazione di traffico equiparabile a quella di una strada pubblica; la regola di competenza è pertanto applicabile anche nel caso di circolazione su strada o su area privata 12. L art. 3, legge 21 febbraio 2006, n. 102 (abrogato dal comma 1 dell art. 53, legge 18 giugno 2009, n. 69), con il quale erano state assoggettate al rito del lavoro le controversie relative al risarcimento dei danni da morte o lesioni derivanti da fatti di circolazione stradale, non aveva comunque modificato i criteri di ripartizione della competenza tra tribunale e giudice di pace riguardanti tali cause, essendo il rinvio al rito del lavoro limitato alle norme riguardanti il procedimento, in quanto più concentrato rispetto a quello ordinario e non, appunto, a quelle disciplinatrici della competenza 13. Giurisprudenza «La disciplina dell art. 7 c.p.c., comma 2, che prevede la competenza del Giudice di pace per le cause di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, purché il valore della controversia non superi trenta milioni di lire, attiene a materia che non è suscettibile di interpretazione estensiva od analogica, per essere stato previsto uno specifico nesso causale tra il fatto della circolazione stradale ed il danno, nel senso che il primo elemento deve essere causa efficiente del secondo e non costituirne, invece, semplice occasione, come nel caso in cui quest ultimo trovi la sua causa nel trasporto del veicolo da parte 10 Cass., sez. III, 11 dicembre 2000, n , Simonetta c. Noghera, in Mass. Giur. it., Trib. Rovigo, 28 maggio 2002, Bazzan c. Giacometti e altri, in Arch. giur. circolaz., 2002, 669, con nota di FERRARI. 12 Cass., sez. III, 1 agosto 2008, n , F.A. e altri c. S.R.M., C.M.G.G. 13 Cass., sez. III, ord., 7 agosto 2008, n (rv ), M.S.V. c. Hdi Assicurazioni S.p.A., in Mass. Giur. it., v., in dottrina, F. D ARCANGELO, La competenza del giudice di pace in materia di sinistri stradali dopo l art. 3 della l. 21 febbraio 2006 n. 102, in Giudice di pace, 2008, 3, 239.

6 La competenza 7 di un altro automezzo e la controversia sia stata instaurata prospettando i fatti relativi al titolo contrattuale (contratto di trasporto) intercorrente tra il danneggiato e il danneggiante. Né rileva la connessione oggettiva o soggettiva con altre parti coinvolte nel procedimento per fatti concernenti la circolazione stradale, atteso che se una causa di competenza del Giudice di pace sia connessa con altra causa di competenza del Tribunale, le relative domande devono essere decise dal Tribunale nello stesso processo. (Nella specie il proprietario di un veicolo trasportato da un automezzo di soccorso aveva agito per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal veicolo in occasione di un tamponamento subito dal mezzo di soccorso e il trasportatore convenuto aveva chiamato in causa il conducente dell autovettura tamponante)» Cass., ord., sez. III, 20 gennaio 2005, n La clausola di contenimento La precisazione, contenuta nelle conclusioni dell atto di citazione innanzi al giudice di pace, secondo cui la domanda di risarcimento danni proposta dovrà essere accolta «entro i limiti della competenza per valore del giudice adito», intendendosi con ciò limitato il quantum della domanda, blocca la competenza del giudice adito entro il valore per il quale esso è competente, indipendentemente dal quantum accertato. Nessun vizio è perciò ascrivibile in parte qua alla sentenza che, attenendosi esattamente alla volontà della parte di limitare la portata della decisione, accolga la domanda proprio entro quei limiti, malgrado l istruttoria abbia accertato che il danno risarcibile è di gran lunga superiore a quello inizialmente allegato. In caso di domanda di risarcimento dei danni proposta avanti al giudice di pace senza precisazione del quantum, e, più in generale, quando l attore, nell atto introduttivo ed in sede di precisazione delle conclusioni, abbia chiesto la condanna del convenuto al risarcimento dei danni patiti «nei limiti della competenza del giudice adito», il valore della causa, in forza del principio stabilito dall art. 14 c.p.c., si deve presumere in difetto di tempestiva contestazione nei limiti della competenza del giudice adito 14, con l ulteriore importante corollario, ai sensi del comma 3 dell art. 14 c.p.c., che la limitazione impressa dall attore alle proprie istanze, appunto mediante la «clausola di contenimento», ha effetti vincolanti anche per la pronuncia di merito. Non è perciò rettificabile, in nome di un tardivo ripensamento, la limitazione quantitativa espressamente formulata dall attore nell atto introduttivo, poiché, in difetto di contestazioni, non solo la competenza, ma anche il merito è destinato a restare fermo, giusta appunto la norma dell art. 14 c.p.c. 15. In generale vale il principio secondo cui il valore della causa, anche per ragioni di economia processuale, deve essere dedotto unicamente in relazione alla prima richiesta formulata; anche qualora la richiesta dell attore venga dallo stesso ridimensionata con memoria ex art. 183 c.p.c., o in corso di istruttoria e, con ciò, rientri nella competenza del giudice di rango inferiore, non può dichiararsi l incompetenza dell autorità giudiziaria adita Cfr. Cass., sez. III, ord., 30 gennaio 2006, n. 1861, M.N.M. c. G.F., in Mass. Giur. it., 2006; Cass., sez. III, 12 luglio 2005, n , ivi, V. Trib. Bologna, sez. III, 4 ottobre 2007, XX c. F.A. s.p.a. 16 Sul punto v. Trib. Arezzo, 4 aprile 2007, in In nome del popolo aretino, 2007; Cass., sez. II, 20 aprile 2006, n (rv ), in Mass. Giur. it.,

7 8 Capitolo Primo Giurisprudenza «In caso di domanda di risarcimento dei danni non cagionati dalla circolazione di veicoli o di natanti proposta davanti al giudice di pace senza precisazione del quantum avendo chiesto l attore nell atto introduttivo ed in sede di precisazione delle conclusioni la condanna del convenuto al risarcimento dei danni patiti nei limiti della competenza del giudice adito, il valore della causa, in forza del principio stabilito dall art. 14 c.p.c., si deve presumere, in difetto di tempestiva contestazione, nei limiti della competenza del giudice adito, e quindi, atteso lo specifico petitum, pari a lire cinque milioni (art. 7, comma 1, c.p.c.), con la conseguenza che la sentenza emessa da detto giudice, per il combinato disposto degli artt. 113 e 339 c.p.c., è impugnabile con l appello e non con il ricorso per Cassazione che, se proposto, deve essere dichiarato inammissibile» Cass., sez. I, 17 luglio 2003, n La domanda riconvenzionale Al giudice di pace non è consentita l applicazione dell art. 36 c.p.c., e cioè separare una domanda riconvenzionale eccedente la sua competenza per valore e rimettere le parti per la decisione soltanto su di essa dinanzi al giudice superiore perché l art. 40, comma 7, c.p.c. lo obbliga, in caso di connessione, a rimettere a quest ultimo tutta la causa, e perciò sia la domanda principale sia la domanda riconvenzionale 17. Occorre, tuttavia, precisare che, in caso di procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso dal giudice di pace, poiché la competenza per l opposizione, attribuita dall art. 645 c.p.c. all ufficio giudiziario cui appartiene il giudice che ha emesso il decreto, ha carattere funzionale e inderogabile 18 stante l assimilabilità del giudizio di opposizione a quello di impugnazione, nel caso in cui sia proposta dall opponente domanda riconvenzionale eccedente i limiti di valore della competenza del giudice di pace, questi è tenuto a separare le due cause, trattenendo quella relativa all opposizione e rimettendo l altra al tribunale 19 ; il giudice, qualora ritenga che la controversia introdotta con l opposizione esuli dalla propria competenza per materia, non può rimettere la causa davanti a quello ritenuto competente e dichiararsi incompetente, in quanto la questione di competenza così formulata non ha alcuna incidenza sulle valutazioni, di merito, circa la legittimità del decreto ingiuntivo opposto, ivi compresa la questione relativa alla eventuale incompetenza del giudice che ha emesso il decreto, con la conseguente dichiarazione di nullità del provvedimento monitorio, pronuncia questa costituente pur sempre esercizio, e non diniego, della competenza funzionale e inderogabile del giudice dell opposizione Così, da ultimo, Cass., sez. I, 19 marzo 2007, n (rv ), in Mass. Giur. it., Sul punto v. RONCO, La competenza funzionale e inderogabile del giudice (di pace) investito dell opposizione a decreto ingiuntivo: ovvero, le categorie inesistenti non riescono a morire, in Giur. it., 2001, Cfr. Cass., sez. III, ord., 21 novembre 2006, n (rv ), Coop Agricola Miglioramento Cama a l c. Tecnoservice s.n.c., in Mass. Giur. it., 2006; Cass., sez. III, ord., 29 marzo 2004, n. 6267, in Guida al diritto, 2004, 20, Cfr. Cass., sez. III, 11 luglio 2006, n (rv ), F.F. c. ASL/(omissis).

8 La competenza 9 Giurisprudenza «Ai fini della determinazione della competenza per valore, la domanda riconvenzionale non deve essere sommata a quella principale, poiché il cumulo, ai sensi dell art. 10 c.p.c., è previsto solo per le domande proposte contro la medesima parte. Peraltro, nell ipotesi in cui il giudice di pace, anche a seguito della domanda riconvenzionale, conservi la competenza a decidere sulla controversia, ai sensi del combinato disposto degli artt. 7 e 36 c.p.c., ai fini della individuazione del mezzo di impugnazione esperibile deve tenersi conto del cumulo delle domande» Cass., sez. III, 5 settembre 2006, n Le questioni pregiudiziali L art. 7 c.p.c., prima di attribuire al giudice di pace la competenza per specifiche materie, al comma 1, gli attribuisce, in via generale, la competenza a decidere per tutte le cause che non superino il valore di euro cinquemila. Pertanto, al fine di emettere una statuizione di merito in ordine ad una controversia rientrante in tale ambito, il giudice di pace ha il potere di esaminare, pur se in via incidentale, tutte le questioni che di tale statuizione costituiscano il presupposto logico, giuridico e fattuale 21. Ai fini della determinazione della competenza per valore nelle cause per pagamento di somme di denaro, deve aversi riguardo a quanto in concreto richiesto dall attore, e non all oggetto dell accertamento che il giudice deve compiere quale antecedente logico per decidere del fondamento della domanda L azione civile nel giudizio penale La Consulta ha recentemente ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell art. 4, lett. a), d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 e art. 74 c.p.p., in relazione all art. 7 c.p.c., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 25 Cost., relativamente alla parte in cui le norme censurate permettono la proposizione dell azione civile in un giudizio penale di competenza del giudice di pace oltre i limiti di competenza per valore dell omologo giudice civile. In materia di individuazione del giudice competente, il legislatore gode di ampia discrezionalità con l unico limite della ragionevolezza, che non assume rilievo la presunta maggiore o minore idoneità o qualificazione, che possa essere rivendicata o riconosciuta all uno o all altro organo della giurisdizione e che la garanzia del giudice naturale corrisponde a quella di giudice precostituito per legge ed è rispettata quando la regola di competenza sia prefissata rispetto all insorgere della controversia (come è evidente nel caso delle norme oggetto di censura) e non è invece utilizzabile per sindacare la scelta del legislatore che si esprime nella fissazione di quella regola. 21 Cfr. Trib. Catania, sez. III, 28 gennaio 2005, Istituto per l edilizia popolare S.C. A.C. 22 V. Cass., sez. I, 21 gennaio 2005, n. 1338, in Mass. Giur. it., 2005.

9 10 Capitolo Primo Secondo il Giudice delle Leggi 23, la disciplina della costituzione di parte civile nel processo penale, anche in quello di competenza del giudice di pace, risponde a precise esigenze di economia processuale e, pertanto, l attribuzione in tali casi al giudice di pace di controversie che superano il valore stabilito dall art. 7 c.p.c. non può essere ritenuta irragionevole. 3. La competenza per materia Il giudice di pace è competente qualunque ne sia il valore: 1. per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi; 2. per le cause relative alla misura ed alle modalità d uso dei servizi di condominio di case; 3. per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità; 3-bis. per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali (altra novità apportata dalla legge 18 giugno 2009, n. 69) Le cause relative all apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi Il giudice di pace è competente qualunque ne sia il valore per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi. Appartiene, così, alla competenza del giudice di pace la domanda volta ad ottenere la recisione di una siepe esistente nella proprietà del vicino a ridosso del muro di confine per la parte in cui essa superi, in verticale, l altezza del muro, trattandosi di domanda riconducibile alla previsione dell art. 892, ultimo comma, c.c., diversamente dalla domanda volta alla recisione dei rami protesi in orizzontale, invadenti l altrui proprietà (regolata dall art. 896 c.c.), rientrante nella competenza del giudice unico di tribunale 24. Il conferimento al giudice di pace della competenza senza limiti di valore per le cause, tra proprietari confinanti, relative oltre che all apposizione di termini all osservanza delle distanze riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi, cioè per la materia sul piano sostanziale disciplinata dall art. 892 c.c., non implica la competenza di questo giudice 23 Corte cost., ord., 14 maggio 2008, n. 138, in Sito uff. Corte cost., In dottrina v. anche DEMARCHI, Il giudice di pace penale può decidere sulla pretesa risarcitoria oltre i limiti di competenza del giudizio civile, in Giudice di pace, 2008, 3, V., in questi termini, Cass., sez. II, ord., 4 gennaio 2006, n. 32, Lucianetti c. Falcone, in Mass. Giur. it., 2006.

10 La competenza 11 anche per le controversie promosse per ottenere la recisione di rami (o radici) che si protendano (o addentrino) da un fondo in quello confinante, in riferimento alla disciplina sostanziale di cui all art. 896 c.c., poiché il collegamento tra la finalità delle due discipline di carattere sostanziale non ha sufficiente rilievo rispetto ad un giudice che, diversamente dal pretore a cui precedentemente era attribuita, con formula analoga, la competenza sulle distanze degli alberi e siepi dal confine, ha in linea generale competenza solo per cause mobiliari, tenuto anche presente che la violazione dell art. 896 cit. implica la lesione di un diritto reale e che le domande relative alla recisione di rami protesi sul fondo altrui possono dar luogo ad eccezioni basate sulla deduzione della sussistenza al riguardo di una servitù costituita per destinazione del padre di famiglia 25. Non è mancata, però, una giurisprudenza di merito 26 che ha attribuito alla competenza esclusiva del giudice di pace non solo le controversie relative alla mancata osservanza delle distanze stabilite per il piantamento di alberi e siepi, ma anche quelle inerenti alla mancata recisione dei rami degli alberi che si protendano sul proprio fondo dal fondo vicino, di cui all art. 896 c.c. Va precisato che laddove un soggetto proponga una domanda volta all accertamento della sussistenza di danni cagionati alla sua proprietà dalle foglie che cadono dagli alberi piantati nel giardino di proprietà altrui, chiedendo la condanna del convenuto al risarcimento dei relativi danni, la relativa controversia verte in tema di risarcimento dei danni ex art c.c. e/o art c.c. e non di osservanza delle distanze riguardo al piantamento degli alberi, cosicché non rientra nella competenza per materia del giudice di pace 27. Inoltre, il giudice di pace è competente, senza limite di valore, per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti e dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi, sempre che non sorga controversia sulla proprietà o sui confini, atteso che, in questo caso, rientrando la causa tra quelle relative a beni immobili, la competenza va determinata sulla base del valore della parte controversa dell immobile, ai sensi dell art. 15 c.p.c. 28. È infine esclusa, sotto il profilo della materia, la competenza del giudice di pace per tutte le controversie aventi ad oggetto domande afferenti a diritti tanto reali quanto personali relativi a beni immobili, cioè pretese che abbiano la loro fonte in un rapporto giuridico o di fatto, riguardante un bene immobile: l azione di regolamento di confini, configurandosi come una vindicatio incertae partis, è diretta a determinare l estensione e la configurazione dei fondi contigui, rese confuse dall incertezza del confine che non è certo né determinato e, pertanto, non può, la relativa domanda, essere qualificata come azione di apposizione di termini di competenza del giudice di pace Cfr. Cass., sez. II, 26 gennaio 2000, n. 859, Perugini c. Perugini, in Mass. Giur. it., Pret. Monza, 20 giugno 1997, Soc. Dick c. Cond. Real Parco via Bellini n. 24 Monza, in Foro it., 1997, I, Cfr. Trib. Monza, sez. II, 10 aprile 2008, Vi.Ma. c. Condominio di Via (omissis). 28 V. Cass., sez. II, 12 gennaio 2006, n. 451, Di Mattia c. Barbacane, in Mass. Giur. it., Cfr. Giudice di pace Giarre, 21 settembre 2004, in Giur. Aetnea, 2005, 1, 7.

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