UNI EN ISO 14001, EMAS

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1 LA NORMA UNI EN ISO 14001, GLI ELEMENTI AGGIUNTIVI PREVISTI IN EMAS E L AUDIT AMBIENTALE

2 LA NORMA UNI EN ISO E GLI ELEMENTI AGGIUNTIVI PREVISTI IN EMAS

3 LA NORMA UNI EN ISO E SUDDIVISA IN QUATTRO SEZIONI A CUI SI AGGIUNGE UNA GUIDA ALL USO DELLA NORMA 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 2 RIFERIMENTI NORMATIVI 3 DEFINIZIONI 4 REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE - SGA

4 LA NORMA UNI EN ISO REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE QUESTA SEZIONE E LA PARTE CENTRALE E PIU IMPORTANTE DELA NORMA ED E STATA INTEGRALMENTE RECEPITA NEL REGOLAMENTO EMAS. NELL APPLICARE EMAS NON SI DOVRA TENER CONTO DELLE DEFINIZIONI CONTENUTE NELLA NORMA UNI EN ISO (SEZIONE 3), MA DI QUELLE DEL REGOLAMENTO N. 761/2001.

5 LA NORMA UNI EN ISO ALCUNI ESEMPI DI DIVERSE DEFINIZIONI PRESENTI NELLA NORMA ISO14001 ED IN EMAS

6 POLITICA AMBIENTALE DEFINIZIONE ISO Dichiarazione, fatta da un organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione ambientale, che fornisce uno schema di riferimento per l attività e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale. DEFINIZIONE EMAS Obiettivi e principi generali di azione di un organizzazione rispetto all ambiente, ivi compresa la conformità a tutte le pertinenti disposizioni regolamentari sull ambiente e l impegno a un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; tale politica ambientale costituisce il quadro per fissare e riesaminare gli obiettivi e i target ambientali.

7 ASPETTO AMBIENTALE DEFINIZIONE ISO Elemento di un attività, prodotto o servizio di un organizzazione che può interagire con l ambiente. DEFINIZIONE EMAS Elemento delle attività, dei prodotti o dei servizi di un organizzazione che può interagire con l ambiente (allegatovi diretti e indiretti ); un aspetto ambientale significativo è un aspetto ambientale che ha o può avere un impatto ambientale significativo.

8 La norma internazionale UNI EN ISO Miglioramento continuo Riesame della direzione Politica ambientale Pianificazione aspetti ambientali prescrizioni legali obiettivi e traguardi programma di gestione ambientale Controlli ed azioni correttive Sorveglianza Non conformità Registrazioni Audit del Sistema di Gestione Ambientale Attuazione e funzionamento struttura e responsabilità formazione,sensibilizzazione e competenze comunicazione documentazione del SGA controllo della documentazione controllo operativo preparazione alle emergenze e risposta

9 LA POLITICA AMBIENTALE

10 Politica Ambientale La Politica Ambientale comprende gli obiettivi e principi generali di azione di un organizzazione rispetto all ambiente, ivi compresa la conformità a tutte le pertinenti disposizioni regolamentari sull ambiente e l impegno a un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; tale politica ambientale costituisce il quadro per fissare e riesaminare gli obiettivi e i target ambientali.

11 Politica Ambientale La Politica Ambientale deve essere: stabilita per iscritto dall Alta Direzione, in una forma a) comprensibile anche da parte di terzi; b) redatta tenendo conto: degli aspetti ambientali e degli impatti significativi delle risorse disponibili;

12 Politica Ambientale c) adottata e periodicamente riesaminata alla luce degli audit e corretta, se del caso, dall Alta Direzione; d) congruente con le altre politiche aziendali; e) diffusa a tutto il personale; f) disponibile al pubblico.

13 LA CONFORMITÀ LEGISLATIVA

14 Conformità Legislativa (Rispetto delle leggi ambientali) la UNI EN ISO prevede che venga assunto, da parte della Direzione dell impresa, un impegno per assicurare la conformità alla Legislazione Ambientale; il regolamento EMAS richiede che sia assicurata la conformità legislativa; il verificatore deve in particolare accertarsi che presso il sito siano stati adottati provvedimenti adeguati ad assicurare la conformità legislativa.

15 Normativa ambientale Per mantenere la conformità alla Normativa Ambientale applicabile l azienda deve: a) identificare e rispettare tutte le Disposizioni Legislative e regole che governano gli Aspetti Ambientali delle sue attività, prodotti e servizi; per Regole si intendono: normative tecniche volontarie; Lex prassi di buona gestione delle unità produttive; accordi con la Pubblica Amministrazione;

16 Normativa ambientale linee Guida; eventuali codici di comportamento ambientale sottoscritti dall Alta Direzione; Lex b) redigere un registro delle leggi e regolamenti. Il Registro deve riportare tutte le norme di carattere ambientale relative alle attività svolte dall azienda e deve essere continuamente aggiornato; c) redigere eventualmente, se non compreso nel precedente un registro degli adempimenti di legge con scadenziario e registrazione degli interventi effettuati.

17 ATTUAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE (SGA)

18 Il Sistema di Gestione Ambientale (SGA) Il Sistema di Gestione Ambientale è la parte del sistema complessivo di gestione comprendente la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse per sviluppare, mettere in atto, realizzare, riesaminare e mantenere la politica ambientale.

19 Attuazione e funzionamento del SGA Per l attuazione di un SGA vanno soddisfatti i requisiti relativi ai seguenti elementi di sistema/di gestione: struttura e responsabilità formazione, sensibilizzazione e competenze comunicazione documentazione del SGA e controllo controllo operativo preparazione alle emergenze e risposta.

20 Struttura e responsabilità L azienda deve definire e formalizzare i ruoli e le responsabilità per l attività di gestione ambientale. L Alta Direzione deve fornire le risorse umane e finanziarie, e le tecnologie necessarie per attuare e controllare il SGA;

21 Struttura e responsabilità L alta Direzione deve nominare un rappresentante della direzione, il quale indipendentemente da altri ruoli che ricopre nella struttura dell Azienda, deve avere responsabilità ed autorità per: assicurare che i requisiti del SGA siano stabiliti, applicati e mantenuti, in conformità alla norma di riferimento ; riferire all Alta Direzione sulle prestazioni del Sistema di Gestione Ambientale al fine del riesame e del miglioramento.

22 Formazione, Sensibilizzazione e Competenze L azienda deve assicurarsi che il proprio personale sia sensibilizzato su: l importanza della conformità alla Politica Ambientale; gli Impatti Ambientali Significativi, reali o potenziali dovuti alla esecuzione dei loro compiti nell azienda e sui benefici ambientali cui contribuiscono con le loro prestazioni; i loro ruoli e responsabilità per raggiungere il miglioramento continuo delle prestazioni; le potenziali conseguenze dovute al non rispetto delle procedure operative.

23 Comunicazione interna L alta Direzione deve attuare e mantenere in tema di Gestione Ambientale uno scambio attivo di informazioni tra tutti i componenti la struttura organizzativa avendo cura di assicurare le comunicazioni interne fra i differenti livelli e le diverse funzioni dell azienda.

24 L Azienda deve : Ente per le Nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente Comunicazione esterna assicurare il ricevimento delle comunicazioni esterne riguardanti gli aspetti ambientali delle sue attività; verificare se la segnalazione esterna è indice di una situazione non conforme all interno dell azienda, o di un problema occasionale ; rispondere alle parti interessate esterne, mantenendo un registro dei reclami. Se la verifica evidenzia una non conformità del Sistema, deve essere attivata la procedura di ripristino e registrata ogni decisione di merito.

25 Documentazione del Sistema di Gestione Ambientale L Azienda deve produrre, conservare ed eventualmente modificare in sede di riesame la documentazione che descrive gli elementi fondamentali del Sistema di Gestione Ambientale e le loro reciproche interazioni. Tale documentazione deve essere prodotta a vari livelli.

26 Documentazione del Sistema di Gestione Ambientale Livello 1: norma di riferimento e normative ambientali applicabili; Livello 2: politica, obiettivi e programma ambientale; Livello 3: manuale di gestione ambientale; Livello 4: procedure di gestione ambientale ; Livello 5: istruzioni operative di gestione ambientale; Livello 6: documenti di registrazione fogli di raccolta dati, moduli, ed altro.

27 Controllo della Documentazione Bisogna prevedere procedure affinché i DOCUMENTI previsti dalla norma: Possano essere localizzati Siano periodicamente riesaminati Siano disponibili in tutti i luoghi operativi per il sistema Se superati siano ritrovati facilmente per evitarne l uso improprio Siano chiaramente identificati, se archiviati per ragioni legali e/o per uso interno.

28 Ente per le le Nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente e l'ambiente Divisione UNITÀ TECNICO-SCIENTIFICA Caratterizzazione dell Ambiente PROTEZIONE e del Territorio E SVILUPPO - Gruppo DELL AMBIENTE Tecnico Ecogestione E DEL TERRITORIO, ed EMAS Controllo operativo L Alta direzione deve identificare le attività che hanno una influenza sugli aspetti ambientali significativi. Queste attività vanno condotte in modo controllato attraverso procedure gestionali e/o istruzioni operative.

29 Controllo operativo Per la fornitura di beni devono essere controllate le operazioni di acquisto di materie prime che possono influenzare gli aspetti ambientali a seguito della loro immissione nel processo (ad esempio l uso di vernici con un contenuto di solventi superiore ad un dato valore). Per la fornitura di servizi, gli appaltatori devono svolgere le loro attività all interno del sito seguendo procedure comunicate dall azienda.

30 Controllo operativo Tra le attività correlate agli Aspetti Ambientali Significativi devono essere individuate quelle il cui svolgimento senza adeguato sistema di controllo potrebbe generare situazioni di emergenza e comunque situazioni di difformità con quanto previsto in Politica Ambientale.

31 Preparazione alle emergenze e risposta La norma richiede infatti anche l applicazione di procedure per l individuazione degli scenari di emergenza relativi a determinate attività e aree del sito e connessi a potenziali Impatti Ambientali rilevanti.

32 Preparazione alle emergenze e risposta Le procedure devono permettere di attivare le operazioni in situazioni di emergenza al fine di prevenire il loro verificarsi e ridurne l Impatto Ambientale prevedibile. Le procedure di emergenza devono essere riesaminate periodicamente e se necessario modificate alla luce di variazioni del processo, di modifiche del lay-out e soprattutto degli effetti di emergenze già verificatesi che aiutano a valutare l adeguatezza degli interventi correttivi.

33 Controlli ed azioni correttive Le attività di sorveglianza e correzioni di eventuali non conformità del Sistema di Gestione Ambientale sono previste nei seguenti punti della norma: sorveglianza e misurazioni non conformità, azioni correttive e preventive registrazioni audit del Sistema di Gestione Ambientale (norme UNI EN ISO )

34 Sorveglianza e Misurazioni La norma stabilisce che l azienda definisca e attui delle procedure che consentano di misurare l andamento delle prestazioni ambientali mediante monitoraggio, con periodicità funzionali alla rilevanza dei vari aspetti ambientali. Le apparecchiature di sorveglianza devono essere soggette a taratura e manutenzione. Inoltre la norma richiede letteralmente che l organizzazione deve stabilire e mantenere attiva una procedura che consenta di valutare periodicamente la conformità alle leggi e ai regolamenti ambientali applicabili.

35 Non conformità ed azioni correttive e preventive La norma prevede procedure che evidenzino le eventuali non conformità che devono essere registrate e trattate. Il trattamento delle non conformità prevede la definizione: delle azioni necessarie per attenuare i potenziali impatti conseguenti; delle responsabilità e autorità per la loro esecuzione. Delle non conformità devono essere valutate la Significatività e Frequenza al fine di definire le azioni correttive che ne impediscano il ripetersi.

36 Registrazioni Ambientali Le Registrazioni Ambientali possono includere: il registro delle disposizioni normative e delle regole; il registro della formazione del personale; il verbale del riesame della direzione; il registro della manutenzione e taratura della strumentazione di sorveglianza; il registro degli aspetti ed impatti ambientali; i rapporti di audit; altre registrazioni eventualmente applicabili;

37 Audit e Riesame A intervalli determinati bisogna effettuare un RIESAME per verificare l adeguatezza e l efficacia del SGA. Dal RIESAME della DIREZIONE può emergere l eventuale necessità di cambiare POLITICA, PROGRAMMI e altri elementi del SGA, per mantenere l impegno al miglioramento continuo.

38 Stima dell impegno per la preparazione di un SGA 1 ) D V L G L V Y L O X S S R G H O S U R J H W W R, P S H J Q R 7 H P S L J J X R P R ( V W H U Q R, Q W H U Q R 3 L F F R O D LP S U H V D 0 H G L D LP S U H V D $ Q D O L V L D P E L H Q W D O H LQ L] LD OH 3 L D Q L I L F D ] L R Q H 3 U R J H W W D ] L R Q H 6 * $, Q I R U P D ] L R Q H H IR UP D ] LR Q H $ X G L W D P E L H Q W D O H LQ W H U Q R H U L H V D P H G H O O D ' L U H ] L R Q H

39 Stima dei tempi di preparazione di un SGA )DVLPHVL $ Q DOLVL,Q L]LD OH ; ; ; ; 3LDQ LILFD ]LRQ H ; 3URJHWWD]LRQH ; ; ; ; ; ; ; ; 6*$ )RUPD]LRQH ; ; ; ; $XGLWH 5LHVDPH ;

40 INTEGRAZIONI ALLA SEZIONE 4 DELLA NORMA ISO AI FINI DI EMAS QUESTIONI CHE LE ORGANIZZAZIONI CHE APPLICANO EMAS DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE (Allegato I B Reg.761/2001)

41 INTEGRAZIONE ALLA SEZIONE 4 DELLANORMA ISO AI FINI DELL ADATTAMENTO AD EMAS 1. CONFORMITA GIURIDICA 2. PRESTAZIONI 3. COMUNICAZIONE E RELAZIONI ESTERNE 4. PARTECIPAZIONE DIPENDENTI

42 1. CONFORMITA GIURIDICA Le organizzazioni devono poter dimostrare di: a) aver identificato e conoscere le implicazioni per l organizzazione di tutte le pertinenti normative ambientali, b) provvedere al rispetto della normativa ambientale; e c) aver predisposto procedure che consentano all organizzazione di mantenere nel tempo questi requisiti.

43 2. PRESTAZIONI Le organizzazioni devono poter dimostrare che il Sistema di gestione e le procedure di audit siano rivolti alla effettive prestazoni ambientali dell organizzazione (allegato VI). L organizzazione deve anche impegnarsi a migliorare continuamente le proprie prestazioni ambientali, basando la sua azione su programmi ambientali locali, regionali e nazionali. Se l organizzazione comprende uno o più siti, ogni sito cui si applica EMAS deve soddisfare tutti i requisiti dello stesso, compreso il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali (articolo 2, lettera b).

44 3. COMUNICAZIONE E RELAZIONI ESTERNE Le organizzazioni devono dimostrare di avere un dialogo aperto con il pubblico e i soggetti interessati, comprese le comunità locali e i clienti, circa l impatto ambientale delle loro attività e dei loro prodotti e servizi per identificare le questioni che preoccupano il pubblico e i soggetti interessati.

45 4. PARTECIPAZIONE DEI DIPENDENTI I dipendenti devono essere coinvolti nel processo teso al costante miglioramento delle prestazioni ambientali dell organizzazione (possono partecipare anche rappresentanti). A tal fine si dovrebbe ricorrere a forme appropriate di partecipazione, come il sistema del libro dei suggerimenti o lavori di gruppo su singoli progetti in seno a comitati ambientali.

46 VINCOLI ED OPPORTUNITA DERIVANTI DALL ATTUAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

47 VINCOLI OPPORTUNITA Controllo dell ambiente esterno. Sfruttamento a fini competitivi della nuova organizzazione. L azienda non deve considerarsi né indipendente, né totalmente dipendente dall ambiente esterno, ma deve controllare la variabilità delle interrelazioni con l ambiente esterno. La capacità innovativa sia tecnologica che gestionale, è lo strumento per rispondere ad una logica di interazione attiva.

48 VINCOLI OPPORTUNITA Gestione attiva a tutti i livelli: Prevenzione Responsabilizzazione Organizzazione (sistema) Interazione e comunicazione

49 VINCOLI OPPORTUNITA Il fattore ambiente influenza: Scelte tecnologiche delle imprese Strategie competitive Organizzazione Strumenti Parametri di valutazione

50 VINCOLI OPPORTUNITA Riduzione delle spese ambientali: consumo fonti energetiche; gestione scarichi; consumo risorse idriche; consumo di materie prime ed imballaggi. Miglioramento dei rapporti con gli istituti di credito, il mercato finanziario e le compagnie assicurative: riduzione del costo del denaro; riduzione dei premi assicurativi; consolidamento della valutazione economica dell azienda; rafforzamento della quotazione di mercato delle quote azionarie; snellimento di concessione di credito finanziario

51 VINCOLI OPPORTUNITA Mantenimento della conformità normativa: riduzione dei costi relativi a sanzioni amministrative; riduzione dei costi indotti dalla fermata degli impianti o dalla chiusura dello stabilimento; riduzione dei costi dei servizi di consulenza ambientale. Miglioramento della competitività e dell immagine dell azienda: rafforzamento della quota di mercato; sostegno ed approvazione della collettività; dialogo aperto con le autorità competenti.

52 L AUDIT AMBIENTALE

53 AUDIT Norma UNI EN ISO Linee-guida per l audit ambientale Principi generali

54 Linee-guida per l audit ambientale Fornisce: i principi generali per l esecuzione di audit ambientali le definizioni relative all audit ambientale ed ai termini ad esso collegati. Può fare riferimento a: Auditor, di prima, seconda e terza parte (ISO 14001) Revisore ambientale (Regolamento 761/2001).

55 Audit Ambientale 1) SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Stabilisce i principi generali che si applicano a qualunque tipo di audit ambientale. Ogni attività che si definisce come audit ambientale dovrebbe soddisfare le raccomandazioni contenute nella presente norma.

56 Audit Ambientale Strumento di verifica delle prestazioni ambientali e contributo al loro miglioramento. Definizione dalla Norma UNI EN ISO 14001: Processo di verifica, sistematico e documentato per conoscere e valutare, con oggettiva evidenza, se il sistema di Gestione ambientale di una organizzazione è conforme ai criteri definiti dall organizzazione stessa per l audit del sistema e per comunicare i risultati di questo processo alla direzione.

57 2) DEFINIZIONI Ente per le Nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente Audit Ambientale - evidenza oggettiva di audit: informazioni; registrazioni; dichiarazioni relative a fatti verificabili; - criteri di audit : politiche; prassi; procedure; requisiti; rispetto ai quali, l auditor confronta le evidenze oggettive l audit, sulla materia in oggetto; raccolte durante

58 Audit Ambientale - requisiti : norme; guide; requisiti propri dell organizzazione; disposizioni legislative e regolamentari o altro; - risultanze di audit: risultati della valutazione delle evidenze oggettive di audit raccolte in confronto ai criteri di audit concordati; - conclusioni dell audit: giudizio professionale o osservazioni espresse dall auditor sull argomento oggetto dell audit, desunti esclusivamente dai risultati dell audit;

59 Audit Ambientale - argomento della materia: attività, avvenimento, condizione, sistema di gestione o informazioni sulle materie ambientale; - audit ambientale: processo di verifica, sistematico e documentato, per conoscere e valutare con oggettiva evidenza, se specificate attività, avvenimenti, condizioni, sistemi di gestione riguardanti l ambiente, o le informazioni che vi si riferiscono, sono conformi ai criteri di audit, e per comunicare al cliente i risultati di questo processo;

60 Audit Ambientale - gruppo di audit: gruppo di auditor, o anche un singolo auditor, incaricato di effettuare l audit assegnato, e che può comprendere anche esperti tecnici e auditor in fase di addestramento; uno del gruppo assume le funzioni di responsabile dell audit (Team leader); - esperto tecnico: persona che apporta al gruppo conoscenze ed esperienze specifiche, ma che non partecipa come auditor; - soggetto all audit: organizzazione che è sottoposta all audit;

61 Audit Ambientale - cliente: organizzazione che commissiona l audit ( il cliente può anche coincidere con la organizzazione soggetta all audit, oppure qualsiasi altra organizzazione che per legge o per contratto ha il diritto di chiedere un audit ); - organizzazione: gruppo, società, azienda, impresa, ente o istituzione, ovvero loro parti o combinazioni, associata o meno, pubblica o privata, in possesso di una propria struttura funzionale e amministrativa. (ripresa e adattata dalla 14001).

62 Audit Ambientale 3) REQUISITI ESSENZIALI di un Audit Ambientale: concentrazione dell audit su di un argomento chiaramente definito e documentato; responsabili dell argomento in esame chiaramente identificati e indicati nei documenti; il responsabile dell audit, dopo consultazione con il cliente, dovrebbe intraprendere l audit solo se può disporre di: - sufficienti e pertinenti informazioni sull oggetto dell audit; - adeguate risorse per lo svolgimento dell intero processo; - sufficiente cooperazione da parte del soggetto all audit.

63 Audit Ambientale 4) REQUISITI GENERALI di un Audit Ambientale - obiettivi e campo d applicazione: il cliente fissa gli obiettivi dell audit; il responsabile dell audit stabilisce il campo di applicazione per il perseguimento di tali obiettivi; il campo di applicazione definisce l estensione e i confini dell audit; obiettivi e campo vengono comunicati al soggetto all audit prima di iniziare;

64 Audit Ambientale - obiettività, indipendenza e competenza; - per assicurare obiettività alle risultanze e conclusioni, i componenti il gruppo di audit devono essere indipendenti dalle attività oggetto dell audit; - devono possedere conoscenze, attitudini ed esperienze adeguate (competenza); - la scelta dei membri del gruppo è a discrezione del cliente;

65 Audit Ambientale - professionalità: attenzione, diligenza, competenza; discrezione e riservatezza: diffusione di informazioni e della relazione finale all esterno solo attraverso autorizzazione del cliente o del soggetto all audit; utilizzo di procedure che garantiscano assicurazione di qualità. - procedure sistematiche: conduzione di audit seguendo documentate e ben definite metodologie e procedure sistematiche secondo linee-guida specifiche per ogni tipologia di audit ambientale(vedi per i SGA);

66 Audit Ambientale - criteri di audit, evidenze e risultanze; - primo passo essenziale: definizione dei criteri in accordo con il cliente, e loro comunicazione al soggetto all audit; - attenta raccolta, analisi, interpretazione e documentazione delle informazioni; - qualità e quantità delle evidenze raccolte sufficienti perché auditor indipendenti l uno dall altro giungano ad analoghe risultanze, a fronte di medesimi criteri;

67 Audit Ambientale - affidabilità delle risultanze e delle conclusioni: le evidenze raccolte costituiscono solo un campione delle informazioni disponibili a causa dei tempi e risorse generalmente limitati; quindi è presente un elemento di incertezza di cui occorre tenere conto, sia in sede di pianificazione ed esecuzione, sia di giudizio (risultanze e conclusioni); evidenze raccolte devono essere sufficienti sia per importanti risultanze sia per aggregati di risultanze meno significative ai fini di corrette conclusioni;

68 - rapporto di audit: Audit Ambientale comunicazione al cliente, mediante rapporto scritto contenente le risultanze e, se permesso dal cliente, anche al soggetto all audit; il rapporto dovrebbe generalmente contenere le informazioni elencate al punto 4.7 della norma; conseguenti azioni correttive competono a cliente e soggetto, l auditor può formulare soltanto raccomandazioni, se concordato con cliente.

69 UNI EN ISO Linee guida per l audit ambientale Procedure di audit

70 Fornisce: Linee guida per l audit ambientale le procedure per condurre gli audit sui Sistemi di Gestione Ambientale (SGA). Essa è applicabile ad ogni Organizzazione di qualunque tipo e dimensione in cui sia stato costruito e quindi venga utilizzato un Sistema di Gestione Ambientale (SGA).

71 1) SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Stabilisce le procedure di audit, che consentono la pianificazione e la conduzione di un audit su un Sistema di Gestione Ambientale (SGA), per determinare la sua conformità ai criteri di audit del SGA.

72 2) RIFERIMENTI NORMATIVI ISO ISO ISO 14012

73 3) DEFINIZIONI Valgono le definizioni date nelle ISO e ISO 14010, tenendo comunque conto che termini e definizioni nel campo della gestione ambientale sono date nella ISO

74 4) OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA dell audit del Sistema di Gestione Ambientale - obiettivi L audit del SGA deve avere obiettivi definiti, ad es.: determinazione conformità del SGA rispetto ai criteri identificazione aree di potenziale miglioramento valutazione della capacità di riesame da parte della direzione interna, ai fini di assicurare senza soluzioni di continuità l adeguatezza ed efficacia del SGA.

75 OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA - ruoli, responsabilità ed attività responsabile ed auditor devono avere un ruolo : attivo propositivo consultivo - responsabile dell audit responsabilità di assicurare una efficiente ed efficace conduzione e completamento dell audit nell ambito del campo di applicazione e del piano di audit approvati dal cliente.

76 OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA Elenco dettagliato di responsabilità e compiti al punto della norma. - Auditor elenco responsabilità e compiti al punto 4.2.2

77 OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA - Gruppo di audit nella selezione dei componenti per la costituzione del gruppo, si deve tenere conto di: qualificazioni (titolo di studio, esperienza lavorativa, formazione, addestramento in campo) come dai relativi percorsi fissati nella 14012; organizzazione, processi, attività, funzioni soggette all audit; numero dei componenti, conoscenze linguistiche ed esperienze dei singoli (settori operativi);

78 OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA eventuali conflitti di interesse tra i componenti e il soggetto all audit; richieste di clienti, organismi di certificazione e di accreditamento. Il gruppo potrebbe comprendere esperti tecnici e auditor in addestramento,che debbono essere accettati dal cliente, dal soggetto all audit e dal responsabile dell audit. - Cliente responsabilità e compiti sono elencati al punto della norma. - Soggetto all audit - responsabilità e compiti al punto della norma.

79 5) ESECUZIONE DELL AUDIT - inizio dell audit - - Campo di applicazione indica l estensione e i confini dell audit in termini di fattori, quali il luogo, le attività dell organizzazione e la tipologia del rapporto.; viene determinato dal cliente e dal responsabile dell audit, con consultazione del soggetto all audit; qualunque modifica deve essere approvata dal cliente e dal responsabile.

80 ESECUZIONE DELL AUDIT - Esame preliminare della documentazione prima di iniziare, controllo di documenti di base dell organizzazione, quali: politica ambientale, programmi, registrazioni, manuali ecc., che riguardano i requisiti del SGA in esame; se documentazione inadeguata, informare il cliente; no utilizzo ulteriori risorse senza le istruzioni del cliente.

81 ESECUZIONE DELL AUDIT - preparazione dell audit - - Piano di audit dovrebbe essere concepito flessibile, per adattamenti a circostanze non previste, e per ottimizzare l uso delle risorse; dovrebbe essere costituito dagli argomenti elencati al punto della norma; obiezioni del soggetto all audit vanno segnalate al responsabile dell audit ed eventuali revisioni vanno concordate tra cliente, responsabile e soggetto.

82 ESECUZIONE DELL AUDIT - Ripartizione dei compiti nel gruppo di audit a ciascun membro sono assegnati alcuni elementi, funzioni, attività del SGA, e fornite le necessarie istruzioni; solo il responsabile può apportare variazioni.

83 ESECUZIONE DELL AUDIT - Documenti di lavoro moduli per la documentazione di supporto alle evidenze oggettive; procedure e check-list; verbali di riunioni (custodia e riservatezza per quelli confidenziali o brevettuali);

84 ESECUZIONE DELL AUDIT - conduzione dell audit - - Riunione di apertura scopi della riunione elencati al punto della norma. - Raccolta delle evidenze oggettive dell audit vanno raccolte e verificate sufficienti evidenze mediante interviste, esame documenti, osservazioni dirette di attività e situazioni con registrazione di indicazioni di non conformità; esame e controllo di piani di campionamento e procedure per il CQ di campionamenti e misurazioni utilizzati dal soggetto all audit nell ambito delle attività del suo SGA.

85 ESECUZIONE DELL AUDIT - Risultanze di audit evidenze per la determinazione di non conformità ai criteri, chiaramente documentate e dimostrate; per le conformità, no assicurazioni di tipo assoluto; esame delle risultanze con il responsabile del soggetto all audit per il riconoscimento che le non conformità sono basate su fatti.

86 ESECUZIONE DELL AUDIT - Riunione di chiusura dopo la raccolta delle evidenze e prima della redazione del rapporto, riunione tra gruppo di audit, direzione e responsabili di funzioni del soggetto, per il riconoscimento di cui sopra e per risolvere i disaccordi prima della pubblicazione del rapporto.

87 ESECUZIONE DELL AUDIT -rapporti di audit e conservazione dei documenti - - Preparazione del rapporto di audit sotto la direzione del responsabile; accuratezza e completezza; trattazione di tutti gli argomenti contenuti nel piano di audit. - Contenuto del rapporto dovrebbe essenzialmente contenere: data e firma del responsabile, le risultanze e/o un riassunto con riferimento alle evidenze che sostengono l audit; inoltre potrebbe contenere, mediante accordo responsabile-cliente, quanto elencato al punto della norma.

88 ESECUZIONE DELL AUDIT - Distribuzione del rapporto va consegnato o inviato nei tempi previsti dal piano (salvo slittamenti formalmente dichiarati) al cliente; è di esclusiva proprietà del cliente con cui va concordata la distribuzione, per cui va mantenuto riservato e protetto dagli esecutori e da ogni altro destinatario; una copia dovrebbe andare anche al soggetto all audit, a meno di veto del cliente. - Conservazione dei documenti in accordo di responsabile, cliente e soggetto, tutti i documenti, dalle bozze ai rapporti finali, vanno conservati.

89 6) TERMINE DELL AUDIT L audit si può ritenere terminato, quando tutte le attività previste nel piano di audit sono state concluse.

90 Norma UNI EN ISO Linee-guida per l audit ambientale Criteri di qualificazione per gli auditor ambientali

91 Linee-guida per l audit ambientale Criteri di qualificazione per gli auditor ambientali Fornisce: le linee-guida sui criteri di qualificazione degli auditor ambientali, per sostenere l applicazione degli EMS e audit. Tenere presente che, come per la e la 14011, nel testo tradotto in italiano dall UNI, è stato lasciato il termine auditor che nel Regolamento CE 761/2001 (EMAS) corrisponde al termine revisore.

92 1 ) SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE - Fornisce le linee-guida sui criteri di qualificazione degli auditor ambientali e dei responsabili di audit, ed è applicabile sia agli auditor interni sia a quelli esterni.

93 2 ) RIFERIMENTI NORMATIVI ISO ISO ISO 14011

94 3 ) DEFINIZIONI a quelle già descritte nelle precedenti, vengono inserite: - laurea vedere punto 3.3 della norma - insegnamento secondario punto 3.4

95 4 ) ISTRUZIONE ED ESPERIENZA PROFESSIONALE devono possedere: laurea o attestato di superamento ciclo di insegnamento secondario ; esperienza di lavoro di base che contribuisce a sviluppare (mette in condizione di sviluppare) abilità e conoscenze su alcuni o tutti gli argomenti appresso elencati.

96 ISTRUZIONE ED ESPERIENZA PROFESSIONALE a) scienze e tecnologie dell ambiente; b) aspetti tecnici e ambientali relativi alla conduzione di impianti; c) rilevanti prescrizioni di leggi, regolamenti e altri documenti relativi all ambiente; d) norme e SGA rispetto ai quali possono essere condotti gli audit; e) procedure, procedimenti attuativi, e tecniche di audit.

97 ISTRUZIONE ED ESPERIENZA PROFESSIONALE scuola secondaria...5 anni di appropriata esperienza lavoro laurea...4 anni ATTENUAZIONE pari a periodi di formazione, la cui somma non superi rispettivamente 1 e 2 anni, per partecipazione con esito favorevole, ad attività di formazione riconosciuta, orientata in tutto o in parte agli argomenti elencati.

98 5) FORMAZIONE In aggiunta vengono richieste una formazione specifica ed una formazione pratica sul campo (on the job training). La prima si deve sviluppare attraverso la conoscenza degli argomenti citati, oppure eventualmente sostituita da esami riconosciuti o da rilevanti qualifiche professionali. La seconda attraverso la partecipazione ad interi processi di audit nei limiti numerici e temporali indicati al punto 5.2 della norma. Nell appendice A vengono descritti i criteri di valutazione delle competenze raggiunte nella formazione.

99 6) EVIDENZE OGGETTIVE DI STUDI, ESPERIENZE E FORMAZIONE Ciascuna persona deve conservare evidenza oggettiva di quanto sopra (importante ai fini professionali).

100 7) CARATTERISTICHE E CAPACITA PERSONALI Vedere norma.

101 8) RESPONSABILE DI AUDIT Figura professionale che possegga profonda conoscenza e capacità personali tali da assicurare una efficace ed efficiente gestione ed un autorevole direzione del processo di audit. Al punto 8 della norma vengono indicati i limiti temporali e numerici di criteri aggiuntivi.

102 9) MANTENIMENTO DELLE COMPETENZE E previsto che gli auditor debbano mantenere le loro competenze sugli argomenti elencati, oltre che con l attività specifica, anche assicurando l aggiornamento continuo delle proprie conoscenze.

103 10) DILIGENZA PROFESSIONALE E la dote professionale già descritta nella nell esercizio dovrebbero aderire ad un previsto codice di deontologia professionale. 11) LINGUA In caso di non buona conoscenza della lingua, necessaria per l assunzione delle responsabilità, è indispensabile un supporto esterno che conosca la lingua e dia le necessarie garanzie di non condizionabilità.

104 Infine... per chiudere è da segnalare

105 Oltre l APPENDICE A Descrizione criteri di valutazione competenze raggiunte durante la formazione

106 Anche l APPENDICE B Che traccia una guida per la creazione di un organismo (o più organismi preposti alla registrazione o certificazione degli AUDITOR AMBIENTALI

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