OPERA. Rapporto sui risultati dell analisi preliminare del livello di Sostenibilità in viticoltura nelle Aziende pilota

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1 OPERA Rapporto sui risultati dell analisi preliminare del livello di Sostenibilità in viticoltura nelle Aziende pilota ViSo_ITA_v7.indd 1 25/02/

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3 Ministero dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Margherita Vitale Martina Hauser OPERA Lucrezia Lamastra Ettore Capri Agroinnova Matteo Monchiero Maria Lodovica Gullino Centro Ricerca Biomasse Sara Rinaldi Franco Cotana In collaborazione con: Gaetano Maccarrone - Azienda Tasca d Almerita Alessio Planeta - Azienda Planeta Lorenzo Fasola - Azienda Montevibiano Federico Marsi - Venica & Venica Michele Brusaferri - Azienda Masi Massimo Di Renzo - Azienda Michele Mastroberardino Massimiliano Pasquini - Azienda Marchesi Antinori Stefano Chiarlo - Azienda Chiarlo Piergiorgio Cane - Aziende Gancia ViSo_ITA_v7.indd 3 25/02/

4 Il Ministero dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha avviato nel luglio 2011, un progetto nazionale pilota per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell acqua e del carbonio con la partecipazione di: alcune grandi aziende italiane (F.lli Gancia & Co, Masi Agricola, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Castello Montevibiano Vecchio, Planeta, Tasca d Almerita e Venica&Venica); Agroinnova, Centro di Competenza dell Università di Torino; Centro di Ricerca Opera per l agricoltura sostenibile dell Università Cattolica del Sacro Cuore; Centro di Ricerca sulle Biomasse dell Università degli Studi di Perugia Il progetto, di durata triennale, creerà le condizioni necessarie per dare valore al vino italiano come prodotto bandiera dello sviluppo sostenibile in Italia e nel mondo. OBIETTIVI: costituire partendo dall analisi di aziende campione rappresentative per la produzione viticola, una base dati che permetta di tracciare il profilo attuale della viticoltura italiana per quanto riguarda l eco-sostenibilità; definire nel rispetto delle indicazioni dell Unione Europea e di organismi come l O.I.V. le linee guida per una produzione sostenibile; sviluppare un codice di sostenibilità che permetta una certificazione per le aziende che seguiranno le linee guida proposte dal Ministero; fornire uno strumento informatico di facile utilizzo che sia in grado di valutare la performance ambientale della gestione del vigneto basato sullo sviluppo d indicatori che includano le dimensioni sociali, economiche ed ambientali; formare tecnici in grado di portare avanti nelle aziende i protocolli di sostenibilità proposti; portare tutto questo all attenzione del consumatore, sia sul mercato interno che su quello internazionale. ViSo_ITA_v7.indd 4 25/02/

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6 IL VINO ITALIANO PRODOTTO BANDIERA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE Il vino è un brand dell Italia riconosciuto in tutto il mondo. Nella mia lunga esperienza di lavoro a livello internazionale, il vino italiano è sempre stato una porta che facilita le relazioni, un prodotto che evoca la qualità e la bellezza del nostro paese negli interlocutori e nei luoghi più diversi del pianeta. I produttori italiani hanno saputo cogliere e valorizzare il valore del vino come prodotto simbolo del made in Italy, e non a caso oggi il vino è ai primi posti delle esportazioni, oltreché il secondo comparto agroalimentare in ordine di fatturato. Questo è il risultato delle tecniche e delle competenze che si sono raffinate nel corso degli anni - decenni e più propriamente secoli - e della passione dei produttori italiani, che hanno consentito sia di valorizzare i vitigni autoctoni, sia di selezionare i vitigni in grado di esaltare le caratteristiche dei diversi suoli e dei diversi climi del nostro paese. Tecniche e competenze che hanno sviluppato, nello stesso tempo, una originale capacità di adattamento della viticoltura alla variabilità climatica, consentendo sia di conservare e ampliare la capacità produttiva, sia di proteggere vaste aree agricole dal rischio della marginalità e del degrado : la produzione del vino in Italia è oggi una delle componenti meglio identificate della nostra cultura di gestione e protezione dell ambiente rurale e del paesaggio agrario, associate alla sicurezza dei prodotti e alla salute dei consumatori. La viticoltura italiana è sulla buona strada per rispondere ai criteri di sostenibilità fissati nel 2008 dall Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV): Approccio integrato dei sistemi di produzione e di trasformazione delle uve, associando contemporaneamente la produttività economica delle strutture e dei territori, l ottenimento di prodotti di qualità, la presa in considerazione delle esigenze di una viticoltura di precisione, dei rischi legati all ambiente, e la valorizzazione degli aspetti patrimoniali, storici, culturali, ecologici e paesaggistici. Oggi una buona parte delle aziende viticole italiane ha già adottato in vigneto criteri e tecniche di produzione sostenibili. Nello stesso tempo il settore vinicolo ha avviato iniziative concrete per migliorare le performances ambientali delle cantine e dei sistemi di commercializzazione. Ci sono tutte le condizioni per dare valore al vino italiano come prodotto bandiera dello sviluppo sostenibile. Questo è l obiettivo del progetto nazionale pilota per la misura della perfomance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo di Water&Carbon footprint, che proponiamo alle imprese vitivinicole italiane, in collaborazione con il Centro di Ricerca sulle Biomasse dell Università degli Studi di Perugia; Agroinnova, Centro di Competenza dell Università di Torino; e del Centro di Ricerca Opera per l agricoltura sostenibile dell Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto consentirà di mettere a punto una metodologia di calcolo e valutazione dell impronta ecologica, dal campo al consumo, in grado di certificare la qualità ambientale della filiera vite-vino riscontrabile in un marchio garantito dal Ministero. Le imprese che partecipano al progetto pilota saranno le prime a poter certificare la propria filiera, ma la metodologia potrà essere utilizzata da tutte le imprese del settore vitivinicolo italiano su base volontaria. Con questo progetto il Ministero dell Ambiente sostiene l ingresso della filiera vitivinicola italiana nel club globale delle grandi imprese internazionali che hanno puntato sulla certificazione ambientale del ciclo di vita dei propri prodotti, come scelta volontaria e strategica nell ambito della Corporate Social Responsibility, anche per accrescere la competitività verso consumatori sempre più attenti ed esigenti. Corrado Clini Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ViSo_ITA_v7.indd 6 25/02/

7 INDICE 1. Il questionario 2. Analisi del questionario 2.1 Gestione delle risorse idriche 2.2 Gestione del suolo 2.3 Gestione dei trattamenti con agrofarmaci 2.4 Gestione della biodiversità e del paesaggio 2.5 La gestione delle risorse energetiche 2.6 L attenzione alle risorse umane 2.7 La gestione delle risorse economiche e della comunicazione 3. Raccomandazioni e Conclusioni pag 8 pag 9 pag 9 pag 9 pag 10 pag 11 pag 12 pag 12 pag 13 pag 13 Allegati Figure pag 15 ViSo_ITA_v7.indd 7 25/02/

8 INTRODUZIONE Il settore vitivinicolo rappresenta una delle colonne portanti della produzione e dell esportazione agroalimentare italiana, per il valore economico e la qualità del prodotto. Inoltre, per la capillare diffusione della viticoltura su tutto il territorio nazionale, le attività di gestione del vigneto rappresentano una delle componenti principali della protezione e della gestione del paesaggio agrario di molte regioni italiane. L impatto ambientale della produzione e della lavorazione di alimenti, cibi e bevande, però, costituisce tra il 20% e il 30% del totale impatti ambientali di beni di consumo nella UE e, se si considera l eutrofizzazione, addirittura il 58% degli impatti totali. In questo ambito, il Ministero dell Ambiente, Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, l Energia e il Clima, ha avviato, a partire dalla primavera 2011, un progetto pilota per la misura della performance di sostenibilità della filiera vite-vino italiana. In realtà, una buona parte delle aziende viticole italiane, a partire dalla fine degli anni Ottanta con i Piani di difesa integrata, ha già adottato in vigneto strategie di produzione sostenibili. Inoltre, i produttori italiani che hanno contribuito a far crescere il vino come prodotto simbolo del made in Italy nel mondo, proprio sulla spinta della richiesta dei mercati internazionali, hanno già avviato iniziative concrete per migliorare le performance ambientali delle cantine e dei sistemi di commercializzazione. Per questo motivo e per avere una fotografia dello stato attuale nelle aziende pilota, prima di iniziare le attività previste dal progetto, è stata condotta un analisi per valutare quanto sia già fatto nella direzione della sostenibilità nella normale gestione e quali siano invece le criticità su cui sarà possibile intervenire per migliorare l insieme delle attività aziendali. L analisi è stata effettuata mediante questionari (check-list) compilate durante sondaggi diretti con i referenti delle aziende pilota (Figura 1). Le informazioni raccolte sono anche servite per valutare il livello di sensibilità e di consapevolezza sulla sostenibilità delle aziende esaminate e per raccogliere una prima serie di dati utili allo sviluppo di un protocollo di sostenibilità. 1 IL QUESTIONARIO Il questionario è stato sviluppato dal Centro di Ricerca OPERA dell Università Cattolica di Piacenza e dal Centro di Competenza Agroinnova dell Università di Torino, che hanno poi provveduto anche alla elaborazione e alla valutazione dei dati ottenuti. I risultati riportati nei grafici allegati sono espressi come percentuale del risultato massimo ottenibile dalla compilazione del questionario per singola azienda. Le domande sono state divise in capitoli relativi all utilizzo delle risorse in abito aziendale e, in particolare, è stata analizzata la gestione: delle risorse idriche, del suolo, dei trattamenti in campo, della biodiversità e del paesaggio, delle risorse energetiche, delle risorse umane, delle risorse economiche e della comunicazione. Le aziende in cui sono stati raccolti i dati riportati sono: Marchesi Antinori s.r.l., Michele Chiarlo Azienda Vitivinicola, F.lli Gancia & C. S.p.A, Masi Agricola S.p.A., Azienda vinicola Michele Mastroberardino s.p.a, Cantina Castello Monte Vibiano Vecchio s.r.l., Aziende Agricole PLANETA s.s., Tasca d Almerita s.r.l., Venica & Venica. Il questionario è stato compilato tenendo conto dei comportamenti medi seguiti in ogni azienda o nella parte di essa che si è deciso di indicare quale area di studio nell ambito del progetto ministeriale. 8 ViSo_ITA_v7.indd 8 25/02/

9 2 ANALISI DEL QUESTIONARIO 2.1 Gestione delle risorse idriche Nella maggior parte delle aziende analizzate si ha una consapevole ed attenta gestione delle risorse idriche in campo. L irrigazione, nei vigneti in cui viene praticata, è sempre frutto di una scelta gestionale accurata ed opportunamente valutata, ed avviene con tecnologie e impianti che ne garantiscono l efficacia. Tutte le aziende analizzate si sono mostrate in grado di tenere sotto controllo i principali parametri idrici e del sistema suolo-pianta, mediante l uso della camera di Scholander, di strumenti per la misura dei principali parametri meteorologici e per il calcolo dell evapotraspirazione e utilizzando gli avvisi dei sistemi di monitoraggio locali. In alcune aree viticole, come ad esempio il Piemonte, l utilizzo di questa pratica non è prevista da molti disciplinari di produzione e questo, naturalmente, si ripercuote favorevolmente sul dato del risparmio idrico complessivo dell azienda. L utilizzo di macchine a basso volume per la distribuzione dei fitofarmaci, presenti nella maggior parte delle aziende, ha permesso di ridurre in modo significativo i volumi d acqua distribuiti nel vigneto (Figura 2). L analisi dei dati ottenuti mostra invece, in generale, una minore attenzione alla gestione dell acqua in cantina, anche se emergono differenze notevoli tra le diverse aziende. I dati migliori sono in genere raggiunti negli stabilimenti produttivi di maggiore dimensione, nei quali l innovazione tecnologica e la conseguente automatizzazione di molti processi, in generale, aiuta a migliorare la performance. (Fig. 2) Per quanto riguarda la contaminazione dei corpi idrici, pratiche per la riduzione dell inquinamento puntiforme e diffuso sono adottate nella maggior parte dei casi, anche se le notevoli differenze che emergono, mostrano che, soprattutto per la gestione degli inquinamenti, in molti casi potrebbero venire adottate misure più efficaci. In particolare, l adozione di una strategia scritta per la gestione delle risorse idriche sia in campo che in cantina, di cui attualmente nessuna azienda si è dotata, permetterebbe di chiarire gli obiettivi gestionali, rendendoli più comprensibili agli operatori, e di pianificare meglio gli interventi. Aspetti positivi L irrigazione è sempre frutto di una scelta gestionale accurata ed opportunamente valutata, ed avviene con tecnologie ed impianti che ne garantiscono l efficacia. In alcune aree viticole, si ottengono produzioni di alta qualità senza ricorrere all irrigazione. Vengono utilizzate macchine a basso volume per ridurre i volumi d acqua distribuiti nel vigneto. Criticità L attenzione alla gestione dell acqua in cantina non è sempre adeguata. Manca una strategia scritta per la gestione delle risorse idriche sia in campo che in cantina. 2.2 Gestione del suolo Complessivamente le aziende analizzate hanno dimostrato buona attenzione nei confronti della risorsa suolo, soprattutto per quanto riguarda le operazioni di lavorazione, la prevenzione del compattamento e la nutrizione, mentre meno efficaci risultano gli interventi per prevenire l erosione (Figura 3). In tutte le aziende, compatibilmente con la posizione geografica e la disponibilità idrica del suolo legata alle condizioni climatiche, si tende a limitare le lavorazioni e ad ampliare l utilizzo di inerbimenti temporanei o permanenti e di cover-crops, che favoriscono l aumento della sostanza organica e migliorano la struttura del terreno, aumentandone la portanza. Dove la disponibilità idrica è più elevata, come nei vigneti del Nord Italia, le lavorazioni vengono effettuate a filari alterni oppure limitate alla zona sotto la fila, mentre nelle aziende del Centro Sud, durante il periodo estivo, si tende a rompere la cotica erbosa per ridurre la competizione e le perdite per evapotraspirazione. 9 ViSo_ITA_v7.indd 9 25/02/

10 Per quanto riguarda la concimazione, in tutte le aziende si tiene sotto controllo lo stato nutrizionale del vigneto mediante analisi del terreno e/o fogliari e valutazioni della qualità e della quantità della produzione e del rapporto vegeto-produttivo. Gli interventi si limitano alla compensazione degli asporti e, nella maggior parte dei casi, si sfruttano gli apporti del materiale di potatura e delle cover-crops. All impianto, in genere, si integrano la concimazione organica e quella minerale. Più bassi, in termini di qualità della gestione, sono i risultati ottenuti nella prevenzione dell erosione, anche per la difficoltà di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di lavorare il terreno e la difesa del suolo. Inoltre, sono spesso assenti opere di contenimento e regimazione delle acque di scorrimento superficiale. Anche qui, come per la gestione dell acqua in cantina e in vigneto, l adozione di una strategia scritta per la gestione del suolo permetterebbe di migliorare la performance, rendendo più facilmente comunicabili le esigenze e le strategie. Aspetti positivi Si tende a limitare le lavorazioni e ad ampliare l utilizzo di inerbimenti temporanei o permanenti. La concimazione viene sempre effettuata tenendo conto dello stato nutrizionale del vigneto. Nella maggior parte dei casi, si sfruttano gli apporti del materiale di potatura e delle cover-crops. Criticità Non si prendono tutte le misure necessarie per prevenire l erosione. Sono spesso assenti opere di contenimento e regimazione delle acque di scorrimento superficiale. Manca una strategia scritta per la gestione del suolo. 2.3 Gestione dei trattamenti con agrofarmaci Il livello di sostenibilità raggiunto è molto buono in quasi tutte le aziende per quanto riguarda la gestione dei trattamenti con agrofarmaci e lo stoccaggio dei prodotti, mentre gli spazi di miglioramento restano ampi se si considera la gestione delle attrezzature e l organizzazione generale degli interventi (Figura 4). Per ridurre i costi della difesa e per evitare interventi inutili, quasi tutti i produttori eseguono i trattamenti in base alle indicazioni derivate dal monitoraggio di patogeni e parassiti e dalle indicazioni di modelli previsionali (quando queste sono disponibili) e possiedono una centralina per il controllo di dati meteorologici principali o si avvalgono delle informazioni che vengono raccolte da reti di monitoraggio regionali o zonali. La gestione della chioma è considerata da tutti un fattore importante per migliorare la distribuzione dei prodotti e per creare condizioni sfavorevoli allo sviluppo dei parassiti fungini. La distribuzione degli erbicidi, quando viene effettuata, è nella maggior parte dei casi limitata alla zona sotto la fila e, in alcune aziende, è utilizzata come strumento per ridurre la diffusione del Legno nero. Molto buona, anche per le imposizioni normative, la sicurezza dello stoccaggio degli agrofarmaci. E da migliorare, in tutte le aziende, l organizzazione generale dei trattamenti, perché spesso manca una strategia scritta e ben definita per la loro gestione. Anche nella gestione delle attrezzature ci sono ampi spazi di miglioramento. Pur dichiarando di fare uso di attrezzatura sottoposte a calibrazione periodica, infatti, molte aziende non forniscono informazioni su queste operazioni, che spesso sono fuori del controllo aziendale, poiché alcune di esse si avvalgono del lavoro di contoterzisti nelle tenute più lontane dal centro di produzione. 10 ViSo_ITA_v7.indd 10 25/02/

11 Aspetti positivi I trattamenti sono effettuati in base alle indicazioni derivate dal monitoraggio e dai modelli previsionali. In azienda sono presenti centraline per il controllo di dati meteorologici. La chioma viene gestita in modo da migliorare la distribuzione dei prodotti e per creare condizioni sfavorevoli allo sviluppo dei parassiti fungini. La distribuzione degli erbicidi è limitata alla zona sotto la fila. Si presta elevata attenzione alla sicurezza dello stoccaggio degli agrofarmaci. Criticità Il controllo delle attrezzature è spesso fuori del controllo aziendale, poiché alcune di esse si avvalgono del lavoro di contoterzisti. Manca una strategia scritta per la gestione e l organizzazione dei trattamenti. 2.4 Gestione della biodiversità e del paesaggio Quasi tutte le aziende selezionate possiedono, in prossimità dei vigneti, zone ad elevato contenuto naturalistico (aree a vegetazione spontanea lungo i fossi di raccolta delle acque di scorrimento superficiale, boschi, fasce non coltivate) che proteggono e valorizzano, anche perché sono un importante serbatoio di entomofauna utile. Tendono a favorire la biodiversità attraverso la cura delle aree suddette, quando presenti, e privilegiano lo sviluppo di specie spontanee nelle aree che vengono mantenute inerbite. Riconoscono l importanza della tutela del paesaggio e proattivamente ne contrastano il degrado, anche se, la mancanza di fasce tampone di rispetto tra le aree coltivate e le zone ad interesse naturalistico non è favorevole al mantenimento della biodiversità all interno di queste ultime, a causa della deriva dei prodotti antiparassitari. Buoni, in generale, il rispetto e la gestione dei corpi idrici presenti. Tutte le aziende mostrano di aver compreso l importanza che ha il paesaggio viticolo come espressione visibile della cultura vitivinicola di una determinata area e, quindi, come parte integrante dell immagine e dell appeal dei propri prodotti e promuovono, attraverso la loro attività e la partecipazione alle iniziative promozionali della comunità locale, il turismo e lo sviluppo del territorio in cui operano (Figura 5). Aspetti positivi Quasi tutte le aziende hanno zone ad elevato contenuto naturalistico in prossimità dei vigneti, che proteggono e valorizzano. Le aziende prestano attenzione al rispetto e alla gestione dei corpi idrici presenti. Tutte le aziende promuovono il turismo e lo sviluppo del territorio in cui operano. Criticità Mancano fasce tampone di rispetto tra le aree coltivate e le zone ad interesse naturalistico. 11 ViSo_ITA_v7.indd 11 25/02/

12 2.5 La gestione delle risorse energetiche Dalle risposte al questionario emerge un attenzione particolare nella gestione delle risorse energetiche (Figura 6). Tecnologie efficienti vengono impiegate dove possibile e attrezzature, macchinari, e strumentazione sono oggetto di manutenzione e controlli periodici per mantenerne l efficienza. In quasi tutte le aziende prese in esame, una percentuale superiore al 30% dell energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili (soprattutto energia solare). In molte aziende si punta a risparmiare energia riducendo i consumi o sfruttando ad esempio le temperature più fresche dei locali interrati per diminuire l uso degli impianti di refrigerazione. Si cercano sempre nuove soluzioni nella costruzione e nella riqualificazione degli edifici per avere una più elevata efficienza energetica. La mancanza di strategie scritte per la gestione di queste risorse, che tengano conto del consumo annuale e dei punti critici di dispersione energetica e la scarsa attenzione ai consumi di alcuni comparti aziendali (uffici) ha comunque limitato la performance di alcune delle aziende esaminate. Non vengono quasi mai utilizzate come risorsa energetica le biomasse provenienti dalla cantina. Aspetti positivi Si fa un uso sempre più ampio di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico. In quasi tutte le aziende, una percentuale superiore al 30% dell energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili (soprattutto energia solare). Nella costruzione e nella riqualificazione degli edifici si punta ad una efficienza energetica più alta. Criticità Manca una strategia scritta per la gestione delle risorse energetiche. Vi è una scarsa attenzione ai consumi di alcuni comparti aziendali (uffici) e al riutilizzo come risorsa energetica delle biomasse provenienti dalla cantina. 2.6 L attenzione alle risorse umane La questione è stata affrontata secondo due aspetti distinti: la gestione delle risorse umane interne alle aziende selezionate, e la posizione di queste ultime rispetto a diversi stakeholders in particolare consumatori, residenti ed astanti (Figura 7). In tutti i casi le aziende hanno dimostrato consapevolezza e responsabilità nella gestione delle risorse umane. Sicurezza e formazione sono i temi cruciali del rapporto con i lavoratori. La prima è oggetto di costante attenzione sui luoghi di lavoro ed è anche oggetto dei corsi di formazione, nell ambito della quale cominciano ad entrare anche i temi inerenti alla sostenibilità. Sicurezza e trasparenza sono invece i temi fondamentali del rapporto con tutti i diversi stakeholders, verso i quali tutti produttori hanno mostrato una attenzione molto elevata. Aspetti positivi Vi è un elevata attenzione verso tutti i diversi stakeholders. Vengono organizzati corsi di formazione aziendale. La formazione comincia ad affrontare i temi della sostenibilità. Criticità Manca una strategia scritta per il coinvolgimento aziendale di tutti i diversi stakeholders. 12 ViSo_ITA_v7.indd 12 25/02/

13 2.7 La gestione delle risorse economiche e della comunicazione La sostenibilità comprende anche la sfera economica per questo alcune domande sono state rivolte alle aziende sulla sostenibilità, la corporate cause aziendale, ed il mandato imprenditoriale e gestionale. Tutte le aziende considerano la sostenibilità parte integrante della loro stessa mission, e sono pronte ad investire in beni intangibili che daranno continuità alla attività aziendale svolta. In questa parte del questionario è stata inserita anche la comunicazione, che è per tutte le aziende un segno distintivo basato su trasparenza e chiarezza (Figura 8). In quasi tutti i casi analizzati, è considerata importante la comunicazione di quanto viene fatto per la sostenibilità. Le vie utilizzate sono in genere il sito web dell azienda, la carta stampata, le visite aziendali e i rapporti commerciali. Aspetti positivi Molte aziende si impegnano nella comunicazione della sostenibilità. Vi è disponibilità ad investire per migliorare la propria sostenibilità. Criticità Manca un piano scritto per la definizione degli obiettivi e delle politiche da seguire per uno sviluppo sostenibile. 3 RACCOMANDAZIONI E CONCLUSIONI Le aziende coinvolte nell analisi preliminare mostrano un atteggiamento responsabile e consapevole nella gestione della propria attività, ma dallo studio dettagliato dei primi risultati ottenuti è possibile proporre strategie e misure capaci di migliorare ulteriormente la loro sostenibilità. La corretta gestione della risorsa idrica riveste una particolare importanza nei programmi di sostenibilità. L acqua infatti è un bene rinnovabile la cui disponibilità si sta riducendo e/o modificando in funzione dei cambiamenti climatici e della crescita demografica. Nell intera filiera viti-vinicola essa gioca un ruolo fondamentale e la riduzione e l ottimizzazione dei prelievi e consumi associate ad un mantenimento degli standard qualitativi rappresentano un importante obiettivo che deve essere raggiunto attraverso una opportuna strategia. Da questa prima indagine si evince che le aziende vitivinicole dedicano molte attenzioni alle risorse idriche, anche se spesso mancano piani organici e strategie definite di intervento. Emerge quindi la necessità di mettere a punto delle Linee Guida e di sviluppare un indicatore per il calcolo della Water Footprint in ambito viti-vinicolo, che permetta di valutare i consumi diretti ed indiretti di acqua nell intera filiera, oltre a prendere in considerazione l inquinamento dei corpi idrici dovuto sia a pratiche di campo che di cantina. Nell ambito del progetto sopra citato, mediante lo sviluppo di questi strumenti si intende migliorare la gestione dell acqua nelle aziende selezionate in particolare per quanto riguarda l aumento dell efficienza dei processi che richiedono acqua in cantina e la riduzione dell inquinamento puntiforme e diffuso in campo. Dai risultati illustrati in questo documento è possibile vedere buoni margini di miglioramento per quanto riguarda la gestione delle risorse energetiche, delle lavorazioni del suolo, dell impiego ed dell applicazione di fertilizzanti e dell uso di mezzi agricoli. A queste pratiche è strettamente correlata l emissione in atmosfera di gas ad effetto serra i cui impatti negativi sul clima sono noti. Proporre una strategia rivolta a migliorare la gestione delle sopracitate operazioni aziendali è uno dei principali obiettivi del progetto. La strategia però 13 ViSo_ITA_v7.indd 13 25/02/

14 deve partire da una misura reale dello stato attuale, pertanto, in questo contesto, si inserisce lo sviluppo di un calcolatore per il Carbon Footprint nell intera filiera vitivinicola. Questo permetterà di individuare le aree critiche e selezionare gli ambiti e le modalità di intervento permettendo sia di indirizzare le scelte aziendali, sia di misurare le riduzioni nelle emissioni ottenute. Gli aspetti economici e sociali sono parte integrante del programma di sostenibilità proposto, in accordo alle più comuni definizioni di sviluppo sostenibile. Dall analisi dei dati ottenuti, emerge che le aziende stanno iniziando ad affrontare il problema della gestione sostenibile, ma non dispongono di strumenti adatti per individuare le criticità e per misurare il loro livello di sostenibilità. Le misure prese per la comunicazione delle scelte gestionali indirizzate all incremento della sostenibilità non sono sempre sufficienti ed opportunamente inserite in un contesto di formazione/informazione verso tutti gli stakeholders coinvolti. Per misurare l attitudine delle aziende nella gestione delle risorse sociali, e quindi non solo degli operatori e lavoratori, ma anche dei residenti, degli astanti e nella capacità di creare e condividere valore sul territorio in cui opera a beneficio di tutti anche nel lungo periodo verrà selezionato e/o sviluppato un idoneo indicatore. I dati relativi alla gestione sostenibile del vigneto e delle diverse risorse coinvolte mostrano che le aziende stanno iniziando ad affrontare il problema, ma spesso non sono in grado di individuare le criticità e di misurare il loro livello di sostenibilità. Il progetto dovrà perciò, prima di tutto, fornire le linee guida per una corretta gestione di tutte le risorse utilizzate nel processo produttivo e poi, mettere a punto un indicatore in grado di misurare l impatto ambientale del vigneto. Obiettivo ultimo di questo progetto sarà sviluppare uno strumento di analisi per mettere insieme le informazioni date dai diversi indicatori: dalla gestione del vigneto, delle risorse idriche, e dei gas serra fino a quella delle risorse economiche, umane e sociali ed alla capacità di valorizzare il territorio in si cui opera. 14 ViSo_ITA_v7.indd 14 25/02/

15 ALLEGATI FIGURE FIGURA 1 Le check-list e le loro funzioni FIGURA 2 Gestione dell acqua 15 ViSo_ITA_v7.indd 15 25/02/

16 FIGURA 3 Gestione del suolo FIGURA 4 Gestione dei trattamenti con agrofarmaci 16 ViSo_ITA_v7.indd 16 25/02/

17 FIGURA 5 Gestione della biodiversità e del paesaggio agrario FIGURA 6 Gestione delle risorse energetiche 17 ViSo_ITA_v7.indd 17 25/02/

18 FIGURA 7 Gestione delle risorse umane FIGURA 8 Gestione delle risorse economiche e comunicazione 18 ViSo_ITA_v7.indd 18 25/02/

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20 Recycled 100% PAP E R % N A P M ViSo_ITA_v7.indd 20 25/02/

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