PIANO PANDEMICO AZIENDALE (P.P.A.) I parte - GENERALE versione aggiornata al 12 agosto 2009

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1 PIANO PANDEMICO AZIENDALE (P.P.A.) I parte - GENERALE versione aggiornata al 12 agosto 2009 Il Piano Pandemico Aziendale (P.P.A.) è elaborato sulla base delle indicazioni della DGR Lazio 302/08 del 24 aprile 2008 BUR n. 90 del , a sua volta conseguente al Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale cui sono allegate le Linee Guida Nazionali per la stesura dei Piani Pandemici Regionali. Sono allegati al presente PPA le ultime versioni del Piano Nazionale e del piano Regionale. Come più volte sottolineato nel piano regionale, indicazioni più specifiche verranno di volta in volta emanate dagli organi competenti della catena di comando, in quanto definibili solo in itinere, a seconda dello sviluppo delle fasi di preallerta e di allerta pandemica. Sono inseriti sulla home page del sito tutti gli aggiornamenti del piano e tutte le procedure operative via via elaborate, cui tutto il personale dipendente è tenuto ad attenersi. Basta cliccare sul logo CIO, nella sezione COMUNICAZIONI DALLA CIO. La caratteristica principale del PPA è la sua flessibilità e la definizione di alcuni livelli operativi e strategie di intervento in grado di fronteggiare l eventuale emergenza pandemica, con adattamenti e decisioni specifiche di livello operativo, che necessariamente saranno conseguenti alla situazione oggettiva del momento e alle indicazioni afferenti da Regioni, Ministero e autorità competenti nei casi concreti. Le due linee di indirizzo nella definizione del PPA sono: a) definire con anticipo gli interventi in modo da poter sviluppare una risposta tempestiva e coordinata; una pandemia si suppone sarà la conseguenza dell emergere di ceppi di virus influenzale mutati (in specie aviari e suini) che abbiano acquisito la capacità di trasmettersi da uomo a uomo, con una grande capacità di trasmissione (trasmissione aerea e da contatto) notevole rapidità nella diffusione dei casi nel tempo e nello spazio, tipici di un evento pandemico di questo secolo (rapidi spostamenti di popolazione, in primis aerei, e notevole diffusione dell abitudini di viaggiare nella popolazione per lavoro e turismo), per cui non vi sarà presumibilmente molto tempo tra l emergere della pandemia e l arrivo dei primi casi presso il nostro PS o l evenienza di casi tra il personale, ragione per cui occorre conoscere in anticipo chi, come e quando deve fare cosa; b) limitare l investimento di risorse in quanto se l evento, come si spera, non accade non è legittimo sprecare risorse destinabili ad altre priorità attuali, quindi occorre predisporre e soprattutto individuare le risorse necessarie considerando le possibilità di spesa limitate e la necessità di evitare acquisizioni di beni deperibili e non utilizzati per anni. Come per il Piano Nazionale e per quello Regionale, il significato del Piano Aziendale è quello di definire un piano di risposta prima che la pandemia si manifesti, e di aggiornarlo nel tempo, sulla base delle informazioni che afferiscono dall OMS e dagli altri organismi preposti al monitoraggio della situazione nonché alle modifiche dell organizzazione interna dell Azienda che possono avere impatto sulle modalità di risposta ad una emergenza pandemica. L attuale situazione epidemiologica relativa all INFLUENZA MESSICANA di tipo A (H1N1) ci colloca nella fase 6, dichiarata dall OMS, livello 1 per l Italia; IL NUMERO DEI CASI E DEI DECESSI E IN CONTINUA EVOLUZIONE NEL MONDO, IN EUROPA E IN ITALIA (consultabile sul sito con relativi link)

2 Sono di seguito indicati: una serie di siti presso i quali è possibile essere aggiornati sugli sviluppi della pandemia influenzale: - dal quale si può accedere agli altri link utili Ministero degli Affari Esteri - Viaggiari sicuri: Messico ISS - Istituto Superiore di Sanità OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità CDC - Centers for Disease Control and Prevention ECDC - European Centre for Disease Prevention and Control AIFA CCM La mappa dei Paesi colpiti dall'epidemia è riportata sotto con link al sito relativo (con CTRL e clic si apre il collegamento e si ha l aggiornamento in tempo reale della mappa nei giorni successivi). Ci si può peraltro collegare al sito ministeriale e si può accedere in tempo reale ai casi confermati in Italia e alla relativa mappa di distribuzione sotto riportata in Europa e nel mondo: quelli colorati in arancione chiaro sono i Paesi che hanno registrato casi confermati, di colore più intenso i Paesi con decessi confermati; il pallino rosso indica i livelli di mortalità dei casi (dal più piccolo al più grande rispettivamente = 1, 5, 10, 50, 100 decessi). Casi nel mondo all 11 agosto 2009: 2

3 Casi in Europa all 11 agosto 2009: L OMS ha individuato 6 fasi pandemiche cui tutti a livello nazionale, regionale e aziendale del SSN e di altri organismi non sanitari fanno riferimento per la stesura dei piani e per l operatività in caso di pandemia. E l OMS a stabilire la fase in cui ci si trova e il Ministero della Sanità di ogni Paese a dichiarare a fase della Nazione; lo stato di pandemia è comunicato alla Nazione dal Presidente del Consiglio. Ad eccezione della fase 1 tutte le fasi sono temporaneamente e periodicamente riviste dall OMS. Le 6 fasi pandemiche si inseriscono in tre periodi: a) PERIODO INTERPANDEMICO - FASE 1 Nessun nuovo sottotipo di virus influenzale isolato nell uomo; se è presente negli animali un sottotipo che ha causato malattia nell uomo il rischio per l uomo è considerato basso Nel periodo interpandemico, fase 1, gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di rafforzare la preparazione alla pandemia a livello globale, nazionale e locale. - FASE 2 Nessun nuovo sottotipo di virus influenzale isolato nell uomo, comunque la circolazione di sottotipi negli animali pone a rischio di malattia l uomo assenza di rischio all interno della Nazione LIVELLO 1: presenza di rischio per la Nazione o di intensi scambi o collegamenti con Paesi a rischio Nel periodo interpandemico, fase 2, gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di minimizzare il rischio di trasmissione all uomo, quindi individuare e segnalare immediatamente tale trasmissione all uomo. 3

4 Molte delle azioni individuate dal Piano Nazionale per le FASI 1 e 2 sono di competenza delle strutture centrali e sono state già realizzate man mano che la situazione epidemiologica lo ha richiesto. Per questo il Piano Regionale tratta le FASI da 3 a 6. b) PERIODO DI ALLERTA PANDEMICO: il rischio è determinato dalla possibilità che, attraverso un meccanismo di ricombinazione genica, salto di specie etc. il nuovo virus influenzale, già in grado di provocare casi sporadici, acquisisca la capacità di trasmettersi da uomo a uomo e quindi di determinare non più solo casi sporadici ma piccoli o grandi cluster. - FASE 3 Infezione nell uomo con un nuovo sottotipo, ma assenza di trasmissione tra uomo e uomo o solo rare prove di trasmissione in contatti stretti assenza di infezioni nella Nazione LIVELLO 1 presenza di infezioni nella Nazione o intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi affetti Nel periodo di allerta pandemico, fase 3, gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di assicurare la rapida caratterizzazione e la rapida individuazione del nuovo sottotipo virale, la segnalazione e la risposta ai casi aggiuntivi. - FASE 4 Piccoli cluster con limitata trasmissione interumana e con diffusione altamente localizzata, che indicano che il virus non è ben adattato all uomo assenza di piccoli cluster nella Nazione LIVELLO 1 presenza di piccoli cluster nella Nazione o intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi in cui sono stati rilevati cluster di malattia Nel periodo di allerta pandemico, fase 4, gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di contenere la diffusione del nuovo virus all interno di focolai circoscritti e di ritardare la diffusione per guadagnare tempo al fine di mettre in atto la preparazione incluso lo sviluppo di un vaccino. - FASE 5 Grandi cluster ma diffusione interumana ancora localizzata, che indicano che il virus migliora il suo adattamento all uomo, ma non è ancora pienamente trasmissibile (concreto rischio pandemico) assenza di grandi cluster nella Nazione LIVELLO 1 presenza di grandi cluster nella Nazione o intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi in cui sono stati rilevati grandi cluster di malattia Nel periodo di allerta pandemico, fase 5, gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di massimizzare gli sforzi per contenere i focolai o ritardare la diffusione evitando la pandemia per quanto possibile per guadagnare tempo e mettere in atto le misure di risposta. c) PERIODO PANDEMICO - FASE 6 Aumentata e prolungata trasmissione nella popolazione (concreto rischio pandemico) assenza di casi nella popolazione nazionale LIVELLO 1: 4

5 presenza di casi nella Nazione o intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi nei quali la pandemia è in atto LIVELLO 2: fase di decremento LIVELLO 3: nuova ondata Nel periodo di allerta pandemico, fase 6, gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di minimizzare l impatto della pandemia. d) PERIODO POSPANDEMICO Ritorno al periodo interpandemico Nel periodo postpandemico gli obiettivi di sanità pubblica sono quelli di favorire la ripresa del Paese. La CATENA DI COMANDO in cui si articola l organizzazione del Piano Pandemico Regionale prevede 1. un LIVELLO CONSULTIVO (Consulta Veterinaria e Gruppo di Coordinamento Regionale per la Pandemia) 2. un LIVELLO DECISIONALE (unità di crisi regionale, CCM regionale, ASP, Prefettura, Sindaco, INMI Lazzaro Spallanzani, Dipartimento Protezione Civile Regionale, Assessorato Regionale Sanità). Nella fase 6 di emergenza la responsabilità della catena di comando passa dall unità di crisi direttamente al Presidente della Giunta Regionale. 3. un LIVELLO OPERATIVO (INMI Lazzaro Spallanzani, ARES 118, Gruppi di Coordinamento Aziendali per la Pandemia Influenzale presso le Aziende Sanitarie, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari, IRCCS, Strutture di ricovero convenzionate, ASP, Forze dell ordine, Protezione Civile). E previsto che venga nominato un Coordinatore Unico Aziendale per la Pandemia Influenzale in ogni ASL, AO, Policlinico Universitario, IRCCS. L INMI Lazzaro Spallanzani e l Università Cattolica del Sacro Cuore rappresentano il centro di riferimento per la gestione clinica, la diagnosi virologica e l inquadramento epidemiologico dei casi. L ARES è responsabile del trasporto dei casi. L ASP è responsabile del flusso informativo e riceve in tempo reale le segnalazioni degli accessi in PS. I MMG svolgono ruolo chiave nell indagine epidemiologica relativa ai primi casi, nell assistenza domiciliare dei casi e nella immunizzazione di massa quando disponibile il vaccino. Nella catena di comando che deve guidare tutte le azioni previste dal Piano Pandemico Regionale, l ACOSFN è inserita nel LIVELLO OPERATIVO, che comporta l assoluzione di una serie di compiti, dettagliati nei paragrafi successivi. COORDINATORE UNICO AZIENDALE E GRUPPO DI COORDINAMENTO AZIENDALE PER LA PANDEMIA INFLUENZALE Il primo atto da compiere presso le Aziende Sanitarie da parte delle Direzioni Generali è la nomina di un Coordinatore Unico Aziendale per la Pandemia Influenzale (Coordinatore). Il Coordinatore rappresenta il referente per tutte le attività della sua Azienda, mantenendo i rapporti con tutti gli altri organismi previsti nella catena di comando. Il Coordinatore Unico Aziendale per la Pandemia Influenzale è stato individuato nella persona del Direttore Sanitario di Presidio (DSP), Dr. Patrizia Magrini, Presidente della Commissione Aziendale per la Prevenzione e il Controllo delle Infezioni Ospedaliere (CIO). 5

6 Non appena nominato il Coordinatore ha provveduto a costituire il Gruppo di Coordinamento Aziendale per la Pandemia Influenzale (GC), previsto dal Piano Regionale, che è responsabile della realizzazione delle attività previste dal Piano Regionale stesso. Il GC è stato individuato dal Coordinatore Unico ed è stato ratificato dalla CIO nella seduta del 13 ottobre 2008; prevede i seguenti componenti: Dr. Luisa Marangoni specialista in Igiene medico di DSP Dr. Franco Cerquetani specialista in Igiene medico di DSP CPSE Daniela Batticiocca caposala CIO della DSP addetta al controllo i.o. Dr. Silvana Cinalli Responsabile SPPR Dr. Marcello Meledandri - Direttore UOC Microbiologia e Virologia Dr. Anna Ferrari anestesista e infettivologo aziendale Dr. Pasquale Potestà internista e infettivologo aziendale Dr. Marcello Masala anestesista e infettivologo aziendale Dr. Emma Comandini anestesista e infettivologo aziendale Dr. Vanna Centomini Dirigente Servizio Infermieristico Ostetrico (SAIO) CPSE Maria Rita Ferretti CPSE SAIO Dr. Luigi Zulli Direttore UOC Medicina D Urgenza e PS (MUPS) Dr. Antonietta Iovino Direttrice di Farmacia Dr. Alessandra Ferraro Farmacista ospedaliera Tutti i compiti specifici dettagliati nel PPA (II parte operativa) per i singoli componenti del GC sono assegnati sulla base della competenza ed esperienza professionale: deve intendersi che il componente cura il coordinamento dello specifico aspetto, sempre in raccordo con quanto diffuso dagli organismi consultivi e decisionali regionali, le news reperibili su internet e la bibliografia di settore, e sempre in collaborazione con gli altri componenti del gruppo di Coordinamento e con il Coordinatore Unico aziendale. Tutte le attività e la definizione dei protocolli e delle procedure operative sono svolte in collaborazione con i dipendenti aziendali preposti ai diversi settori e a coloro che in Azienda, in disparte dal GC, possiedono le specifiche competenze e i dati necessari e proficui per affrontare la pandemia, ipotizzabile in futuro o reale. Il GC opera in costante contatto con il Coordinatore Unico Aziendale e per accelerare i contatti e la definizione delle procedure operative, nonché gli aggiornamenti in tempo reale dell evoluzione epidemiologica, utilizza, oltre agli incontri, lo strumento informatico e la posta elettronica aziendale, in primis è cruciale l uso del sito aziendale collegandosi dalla home page del sito al logo CIO ( Comunicazioni dalla CIO ). E il Coordinatore Unico Aziendale che dispone l immissione sul sito delle comunicazioni ratificate, grazie alla collaborazione del Responsabile URP per la correlata gestione del sito aziendale. 6

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