la Gazzetta Sistemi economici e sociali di Puglia e Basilicata

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1 42/11 new la Gazzetta Sistemi economici e sociali di Puglia e Basilicata PDF Adobe Registrati su per riceverla via Anno XVI novembre/ dicembre, Settimanale di informazione economica Spedizione in abb. postale % Art c. /B L. / Filiale di Bari Un sistema ancora debole La digi-economy decolla l Italia è a terra L ITALIA E LA GLOBALIZZAZIONE Democrazia fragile tra competenze e rappresentanza L eone Piccioni, intervistato da Mirella Serri, ad un certo punto ricorda che suo padre Attilio era stato talmente vicino ad Alcide De Gasperi che «quando nel gennaio partì per gli Stati Uniti, il presidente del Consiglio non a- veva un cappotto presentabile e se lo fece prestare da lui» (M. Serra, Leone Piccioni il critico, su «Tuttolibri La Stampa» del novembre, p. XI). Pur essendo stato il berlusconismo molto lontano dall austerità o meglio dalla disistima del frivolo che emerge dal ricordo di Piccioni (posto che nel ad un esponente politico già importante non sarebbe stato molto difficile fornirsi di un cappotto nuovo!), non sono stati questi o altri simili aspetti ad avere SEGUE A PAG. 17 di WALDEMARO MORGESE ruolo decisivo nel convincere il governo italiano fino a poco fa in carica a cedere il passo. Lo hanno avuto invece i colpi del mercato: il che ci fa capire quanta potenza possa esprimere il congiungersi del finanzcapitalismo (come lo chiama Luciano Gallino, facendo proprio un neologismo nato in Germania: per Thomas Sablowski Wertpapierkapitalismus e per Paul Windolf Finanzmarkt-Kapitalismus ) con la dimensione ormai ultranazionale (nel nostro caso almeno europea) dell economia e delle correlate istituzioni. Si tratta certamente della prima volta, nella storia dei governi del nostro Paese: un terzo soggetto (vero mozartiano convitato di pietra ) ha votato la sfiducia, mentre la TRAVERSA ALLE PAGG. 12 E 13 Cambiano gli indici Eurostat sul lavoro Disoccupazione dai mille volti Ufficio statistico dell Unione europea (Eurostat) ha recentemente L concordato con i paesi dell Unione Europea la diffusione di alcuni indicatori complementari al classico tasso di disoccupazione, che viene rilasciato mensilmente. Per rappresentare appieno la complessa realtà del mercato del lavoro è necessario andare al di là della rigida distinzione tra occupati, disoccupati e inattivi. Di conseguenza, i primi due indicatori complementari definiti in sede europea Censis Il sistema Italia non si sa modernizzare La nuova Pac torna a vecchi criteri L Europa falcidia l agricoltura COLELLA ALLE PAGG. 2 E 3 riguardano due segmenti di inattivi: gli individui che non cercano attivamente un lavoro, ma sono disponibili a lavorare; le persone che cercano lavoro ma non sono subito disponibili. La somma dei due segmenti rappresenta le cosiddette forze di lavoro potenziali. Un terzo indicatore è calcolato tenendo conto di quanti lavorano con un orario ridotto, ma dichiarano che avrebbero voluto e potuto lavorare più ore: i sottoccupati part-time. Gino Lisa Trasporti Foggia non vuole mollare Fine Tuning Tecnologia e sport cercasi un confine DAPONTE ALLE PAGG. 6 E 7 La tesi Territorio e imprese il caso Callipo BUONO PAGG. 4 E 5 LEVANTACI PAGG. 8 E 9 POLI A PAG. 11 BITETTO A PAG. 21

2 2 26 novembre 2 dicembre 2011 Rapporti Una svolta La disoccupazione ha più volti L Altri indici Eurostat sul lavoro DISOCCUPATI, FORZE LAVORO POTENZIALI E SOTTOCCUPATI Anno, valori assoluti e in percentuale delle forze di lavoro Migliaia di unità In % delle forze di lavoro Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Disoccupati..,,, Forze lavoro potenziali...,,, Disponibili che non cercano lavoro...,,, Cercano lavoro ma non disponibili,,, Sottoccupati,,, Ufficio statistico dell Unione europea (Eurostat) ha recentemente concordato con i paesi dell Unione Europea (UE) la diffusione di alcuni indicatori complementari al classico tasso di disoccupazione, che viene rilasciato mensilmente. Tali indicatori vengono pubblicati e verranno aggiornati a cadenza regolare. Come l indicatore classico, anche gli altri indicatori sono calcolati sulla base dell indagine sulle forze di lavoro che ripartisce la popolazione residente in tre gruppi esaustivi e mutualmente esclusivi INATTIVI DISPONIBILI CHE NON CERCANO LAVORO PER MOTIVO DELLA MANCATA RICERCA E SESSO Anno p (occupati, disoccupati, inattivi) secondo i criteri definiti dall ILO e recepiti dai Regolamenti comunitari. Per rappresentare appieno la complessa realtà del mercato del lavoro è necessario andare al di là della rigida distinzione tra occupati, disoccupati e inattivi. Di conseguenza, i primi due indicatori complementari definiti in sede europea riguardano due segmenti di inattivi: gli individui che non cercano attivamente un lavoro, ma sono disponibili a lavorare; le persone che cercano lavoro ma non sono subito disponibili. La somma dei due segmenti rappresenta le cosiddette forze di lavoro potenziali. Un terzo indicatore è calcolato tenendo conto di quanti lavorano con un orario ridotto, ma dichiarano che avrebbero voluto e potuto lavorare più ore: i sottoccupati part-time. Gli individui che non cercano un lavoro ovvero che non lo cercano con sufficiente intensità facendo almeno un azione attiva nelle quattro settimane precedenti quella di riferimento dell indagine ma sono comunque disponibili a lavorare entro due settimane sono pari, nella media del, a milioni mila unità, l,% delle forze di lavoro. Pertanto, la sola mancata ricerca attiva del lavoro riguarda un consistente numero di individui, sia uomini sia soprattutto donne. Gli individui che, invece, cercano un lavoro nelle quattro settimane precedenti l intervista (anche in modo non attivo, come nel caso dell attesa degli esiti di un colloquio di lavoro o dei risultati di un concorso) ma non sono disponibili a lavorare entro due settimane (ad esempio, per ragioni familiari o di studio) risultano, nel, pari a mila unità, lo delle forze di lavoro ( e rispettivamente per uomini e donne). In definitiva, i due nuovi indicatori complementari alla disoccupazione danno conto degli individui con un attaccamento al mercato del lavoro collocato tra le condizioni di disoccupato e inattivo. Più in particolare, le forze di lavoro potenziali (date dalla somma dei due aggregati) hanno un attaccamento più basso di quello dei disoccupati, ma più alto di quello degli altri inattivi. Occorre, inoltre, tenere conto del sottoutilizzo delle potenzialità produttive degli occupati. L area della sottoccupazione, che riguarda uno stock di persone già occupate e interessate a lavorare più ore, infatti, è espressione non solo di un volume di occupazione potenziale pronto a rispondere positivamente a un eventuale aumento della domanda ma anche delle condizioni di difficoltà nella partecipazione al mercato del lavoro. In questo ambito, il segmento della sottoccupazione più vicino alle situazioni di criticità individuate dalla disoccupazione è quello rappresentato dai lavoratori a orario ridotto che vorrebbero svolgere un numero maggiore di ore di lavoro, ma non ne hanno l opportunità. Nel, il gruppo dei sottoccupati part time è pari a mila unità e rappresenta l delle forze di lavoro (% per gli uomini e per le donne). Non si è naturalmente in presenza, come nella disoccupazione, di mancanza di lavoro, ma di una situazione lavorativa sub-ottimale o indesiderata. Nel, gli inattivi che cercano un impiego ma non sono subito disponibili a lavorare sono pari a mila unità e corrispondono allo delle forze di lavoro. Anche con riguardo ai giovani (- anni) si tratta al più del % delle corrispondenti forze di lavoro nella media del. Alla dinamica discendente dello stock degli inattivi che compongono questo gruppo (da mila unità del a mila unità del ) fa riscontro la persistente maggiore incidenza relativa della componente femminile. SANTA COLELLA INATTIVI DISPONIBILI CHE NON CERCANO LAVORO Anni -, in percentuale delle forze di lavoro CARATTERISTICHE SESSO Maschi,,,,,,, Femmine,,,,,,, CLASSI DI ETÁ - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord,,,,,,, Nord-ovest,,,,,,, Nord-est,,,,,,, Centro,,,,,,, Mezzogiorno,,,,,,, TITOLI DI STUDIO Fino licenza media,,,,,,, Diploma,,,,,,, Laurea,,,,,,, CITTADINANZA Italiana,,,,,,, Straniera,,,,,,, Totale,,,,,,, INATTIVI CHE CERCANO MA NON DISPONIBILI Anni -, in percentuale delle forze di lavoro CARATTERISTICHE SESSO Maschi,,,,,,, Femmine,,,,,,, CLASSI DI ETÁ - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord,,,,,,, Nord-ovest,,,,,,, Nord-est,,,,,,, Centro,,,,,,, Mezzogiorno,,,,,,, TITOLI DI STUDIO Fino licenza media,,,,,,, Diploma,,,,,,, Laurea,,,,,,, CITTADINANZA Italiana,,,,,,, Straniera,,,,,,, Totale,,,,,,, Il dato più alto dal Inattivi il primato on milioni mila unità, Cgli inattivi che non cercano lavoro ma sono disponibili a lavorare raggiungono nel il livello più elevato dal. In percentuale delle forze di lavoro si passa dall del all,% del. In questo contesto, il divario di genere è una costante dell intero periodo sotto osservazione. Nella media dello scorso anno, le donne che appartengono a questo gruppo di inattivi corrispondono al,% delle forze di lavoro femminili, a fronte del degli uomini. A tale fenomeno si associa la crescita dei -enni che non cercano lavoro ma sono in ogni caso disponibili a lavorare in rapporto alle forze di lavoro giovanili (dal,% del al,% del ). D altro canto, gli individui che non cercano ma vorrebbero comunque lavorare equivalgono nel Mezzogiorno a circa un quarto delle forze di lavoro, un risultato di oltre sei volte superiore a quello del Nord. Con riguardo ai giovani e al Mezzogiorno, i fenomeni di crescente disagio manifestati da questo gruppo di inattivi si accompagnano a quelli particolarmente ampi dei relativi tassi di disoccupazione. Rispetto alla situazione precrisi, è andata rafforzandosi la presenza degli uomini che non hanno cercato un impiego (nelle quattro settimane che precedono quella di riferimento), ma che desiderano e sono disponibili a lavorare, benché sei ogni dieci inattivi

3 Rapporti 26 novembre 2 dicembre PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEGLI INATTIVI DISPONIBILI CHE NON CERCANO LAVORO Anni -, composizioni percentuali CARATTERISTICHE SESSO Maschi,,,,,,, Femmine,,,,,,, CLASSI DI ETÁ - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord,,,,,,, Nord-ovest,,,,,,, Nord-est,,,,,,, Centro,,,,,,, Mezzogiorno,,,,,,, TITOLI DI STUDIO Fino licenza media,,,,,,, Diploma,,,,,,, Laurea,,,,,,, CITTADINANZA Italiana,,,,,,, Straniera,,,,,,, Totale,,,,,,, Valori assoluti (in migliaia di unità) SOTTOCCUPATI PART TIME Anni -, in percentuale delle forze di lavoro CARATTERISTICHE SESSO Maschi,,,,,,, Femmine,,,,,,, CLASSI DI ETÁ - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, - anni,,,,,,, RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord,,,,,,, Nord-ovest,,,,,,, Nord-est,,,,,,, Centro,,,,,,, Mezzogiorno,,,,,,, TITOLI DI STUDIO Fino licenza media,,,,,,, Diploma,,,,,,, Laurea,,,,,,, CITTADINANZA Italiana,,,,,,, Straniera,,,,,,, Totale,,,,,,, DISOCCUPATI, FORZE LAVORO POTENZIALI E SOTTOCCUPATI NEI PAESI DELL UNIONE EUROPEA Anno, valori assoluti e in percentuale Forze di lavoro potenziali PAESI Disoccupati Disponibili che Cercano Sottoccupati non cercano lavoro ma non Totale Tasso part time lavoro disponibili in % in % in % in % in % in in in in in forze di forze di forze di forze di forze di migliaia migliaia migliaia migliaia migliaia lavoro lavoro lavoro lavoro lavoro Italia.,.,,.,, Austria,,,,, Belgio,,,,, Bulgaria,,,,, Cipro,,,,, Danimarca,,,,, Estonia,, () (,),, Finlandia,,,,, Francia.,,,,., Germania.,,,.,., Grecia,,,,, Irlanda,,,,, Lettonia,,,,, Lituania,,,,, Lussemburgo,,,,, Malta, , Paesi Bassi,,,,, Polonia.,,,,, Portogallo,,,,, Regno Unito.,,,.,., Repubblica Ceca,,,,, Romania,,....,, Slovacchia,,,,, Slovenia,,,,, Spagna.,,,.,., Svezia,,,,, Ungheria,,,,, Ue.,.,.,.,., ( ) Dato non affidabile.. Dato non consistente Italia Dati più bassi rispetto alla media europea, ma... Meno disoccupati ma c è l inghippo Sono due milioni e 764mila coloro che non cercano lavoro, ma sarebbero disponibili a farlo di questo gruppo sono donne. Nel complesso, il % (circa, milioni di unità) degli individui classificati tra gli inattivi che non cercano lavoro ma sono disponibili è convinto di non potere trovare un impiego perché troppo giovane o troppo vecchio, di non avere le professionalità richieste o più semplicemente perché ritiene non esistano occasioni di impiego nel mercato del lavoro locale. Lo scoraggiamento interessa in misura consistente sia gli uomini sia le donne. L incidenza degli scoraggiati, passata nel biennio della crisi dal,% del al,% del, sale fino al % nelle regioni meridionali, in cui alle minori opportunità d impiego si affianca una maggiore sfiducia nella possibilità di trovare e mantenere un occupazione. D altra parte, la mancanza di competenze specifiche da spendere sul mercato del lavoro alimenta un atteggiamento di rinuncia alla ricerca attiva: gli scoraggiati che hanno conseguito al massimo la licenza media sono la metà del totale, i laureati un quinto. Al di là dei fenomeni di scoraggiamento esplicito, la cura dei figli e/o dei familiari rappresenta per la componente femminile il motivo più significativo della mancata ricerca del lavoro, interessando poco più del % delle donne. Tre individui su cinque tra quelli che non hanno cercato un impiego, anche se disponibili, si dichiarano in cerca di occupazione. s.c. n Italia, il livello relativamente più basso del Itasso di disoccupazione in confronto alla media dei paesi Ue (nel, l contro il ) si affianca a una presenza decisamente più elevata della quota di popolazione inattiva più contigua all area dei senza lavoro (l,% a fronte del dell Ue). Si trovano in Italia / dei circa, milioni degli individui che nei paesi dell UE dichiarano di non cercare lavoro ma di essere disponibili a lavorare, a fronte di poco più del % dei disoccupati italiani sul totale dei disoccupati Ue. La situazione di particolare ampiezza dell aggregato italiano è una costante dell intero periodo: dai, milioni di unità del si è passati, infatti, ai, milioni del. In rapporto alle forze di lavoro, in Italia questo gruppo di inattivi è superiore di oltre tre volte quello Ue: l,% in confronto al. Si tratta di una peculiarità dell Italia, dovuta soprattutto ai fenomeni di scoraggiamento, compresi i comportamenti attendisti degli esiti di passate azioni di ricerca del lavoro. Percentuali molto contenute emergono per numerosi paesi tra i quali Francia (), Germania () e Regno U- nito (). I valori relativi di quanti hanno fatto azioni di ricerca ma, per qualche motivo (familiare, di studio, per la cura dei figli, ecc.), non sono disponibili a iniziare a lavorare nel periodo seguente quello dell intervista sono contenuti in tutti i paesi Ue: in Italia si rileva un valore pari a, a fronte di una media dell % dell Ue. Analogamente, è più contenuta in Italia rispetto all insieme dei paesi dell Ue l incidenza dei sottoccupati part time (rispettivamente, e ). Da notare come, con l eccezione dei Paesi Bassi, in diversi paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Svezia) la maggiore diffusione del part time induca una più ampia quota di sottoccupati part time sulle corrispondenti forze di lavoro. D altro canto, il numero dei sottoccupati part time italiani rappresenta solo il dei circa, milioni di sottoccupati part time dell Ue. Gli altri principali paesi (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito) costituiscono i / dei sottoccupati part time dell area. s.c.

4 4 26 novembre 2 dicembre 2011 Rapporti L indagine del Censis Siamo solo esimi su Paesi Modernizzazione l Italia è indietro Indicatore sintetico di qualità del sistema produtti Fonte: elaborazione Censis su dati Istat / Infocamere / ministero Sviluppo Ecnomico / A Q uanto il nostro Paese punta sulla qualità? Hanno provato a dare una risposta Censis e l Osservatorio Accredia (ente italiano di accreditamento), nel Rapporto Innovazione e modernizzazione di qualità per la crescita del Paese. A proposito di Rapporti, quello sulla competitività, redatto dal World economic forum, pone attualmente l Italia al posto su Paesi. Rispetto a- gli anni precedenti sono state guadagnate due posizioni, ma rimaniamo piuttosto indietro in classifica. Le aree più problematiche, secondo le ultime valutazioni, sono quelle che si sostanziano nell inefficienza dell apparato pubblico, nell alto peso fiscale (e nella regolamentazione fiscale farraginosa), nelle difficoltà di accesso al credito, nella regolamentazione restrittiva in materia di lavoro, nelle infrastrutture inadeguate. A ben guardare, questo ritardo, messo in luce da tutti i ranking internazionali, sottolinea come il nostro sistema sociale ed economico necessiti di un quid pluris di qualità, intesa come visione aperta dei mercati, capacità di innovazione, acquisizione di tecnologia, modernizzazione dell offerta di servizi pubblici, tutela ambientale, innalzamento degli standard dei servizi alla persona ed alle imprese, migliore formazione. Si tratta di compiere un salto culturale che, allo stato attuale sottolineano Censis e Accredia sembra assai complesso. E, proprio per cercare di capire se il sistema Paese stia progredendo o meno in termini qualitativi, l Osservatorio Accredia ha elaborato ( poiché gli indici di qualità non sono applicabili solo alle imprese, ma a qualunque tipo di attività ) indicatori sintetici di qualità in senso lato afferenti a diversi ambiti delle dinamiche economiche e sociali del Paese. Si tratta del sistema produttivo, dell offerta di servizi pubblici, della qualità della vita e della tutela e conservazione ambientale. Ciascuna dimensione è stata analizzata attraverso una molteplicità di indicatori statistici ufficiali, osservandone la dinamica seguita tra il ed il e il dettaglio regionale, che consente di elaborare un ranking tra le aree a maggiore crescita in termini qualitativi (ed anche quantitativi) e quelle in ritardo. Una visione per forza di cose parziale del fenomeno ma che permette di fare il punto su quanto il Paese, nel complesso, stia investendo in qualità e competitività. Qualità del sistema produttivo L indicatore di qualità del sistema d impresa, frutto della sintesi di differenti variabili statistiche, rispetto al benchmark posizionato sul ha o- scillato negli ultimi anni (media nazionale) intorno a un valore pari a /, apprezzabile ma non eccellente, eppure in decisa crescita nel - rispetto al (è passato da, a,). Il ranking regionale, come prevedibile, pone al primo posto la Lombardia, notoriamente con un tessuto produttivo ed un economia forte ed orientata all innovazione, seguita da altre regioni nelle quali il sistema d impresa ha sempre costituito un elemento di forza, ovvero Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Il Lazio si pone al terzo posto essenzialmente grazie alla forte concentrazione nella regione delle spese in ricerca e sviluppo e di imprese di medie e grandi dimensioni. L Italia appare tuttavia spaccata in due, con le regioni meridionali tutte nella seconda metà della classifica e con valori ampiamente al di sotto della media: prime sono Abruzzo e Campania con, a ruota le altre, con Basilicata (), Sicilia (), Puglia () e Calabria () a chiudere la graduatoria. Qualità dell offerta di servizi pubblici Per ciò che concerne l evoluzione dell offerta dei servizi pubblici è possibile, innanzitutto, constatare come l indicatore sintetico di qualità (frutto della combinazione di differenti variabili) assuma (a quota,) il livello più alto tra quelli considerati (seguito da quello sulla qualità della vita a,), ma anche che il valore del / è il più basso degli ultimi anni (, nel, Indicatore sintetico di qualità del sistema produttivo Cen regionale Regioni Indicatore / Rango Lombardia Piemonte Lazio Emilia-Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Toscana Liguria Trentino-Alto Adige Marche Valle D Aosta Umbria Abruzzo Campania Molise Sardegna Basilicata Sicilia Puglia Calabria Italia, - Fonte: elaborazione Censis su dati Istat / Infocamere / Ministero Sviluppo Econo, nel ). Il ranking regionale configura la presenza di tre blocchi territoriali. Il primo, caratterizzato dalle performance migliori, vede al primo posto la Lombardia, seguita da tutte le regioni del Nord-Est. Il secondo gruppo, caratterizzato da un livello qualitativo dell offerta di servizi pubblici più che soddisfacente, comprende le restanti regioni del Nord e quelle del Centro. Su livelli più critici, rispetto al benchmark, si pongono, invece, le regioni del Mezzogiorno, con la Campania () capofila (Puglia quintultima a quota, in coda Sardegna, Calabria e Sicilia). Qualità della vita Un terzo aspetto (in larga misura legato al precedente) che può aiutare a definire il quadro sul Sistema Paese riguarda la qualità della vita. L indicatore ad esso relativo (frutto della sintesi di variabili, tra cui reddito e consumi delle famiglie e livelli occupazionali) assume un valore medio-alto nel Paese (superiore a quelli riguardanti sistema produttivo e ambien- Indicatore sintetico di qualità della vita Censis-Accredia Indicatore sintetico di qualità ambientale Censis-Accredia Fonte: elaborazione Censis su dati Istat Indicatore sintetico di qualità della vita Censis-Accredia, dettaglio regionale Regioni Indicatore / Rango Diff. rango -/ Friuli Venezia Giulia Lombardia Trentino-Alto Adige - Lazio Emilia-Romagna - Veneto Marche Valle d Aosta - Toscana - Umbria Liguria Piemonte - Molise Abruzzo - Sardegna - Basilicata Puglia Calabria - Campania Sicilia Italia, - - Fonte: elaborazione Censis su dati Istat Fonte: elaborazione Censis su dati Istat Indicatore sintetico di qualità ambientale Censis-Accredia, dettaglio regionale Regioni Indicatore / Rango Diff. rango -/ Valle d Aosta Trentino-Alto Adige Molise Abruzzo Basilicata - Umbria - Friuli Venezia Giulia Sardegna - Marche Emilia-Romagna Veneto Toscana Calabria - Piemonte - Liguria Sicilia Lombardia - Puglia Campania Lazio Italia, - - Fonte: elaborazione Censis su dati Istat, Ministero Ambiente

5 Rapporti 26 novembre 2 dicembre ivo Censis-Accredia Bisogna migliorare i processi Certificazioni una verifica Variazione percentuale delle esportazioni dei comparti Accredia sis-accredia, dettaglio Diff. rango -/ mico / Accredia Fonte: elaborazione Censis su dati Istat Indicatore sintetico di qualità dell offerta di servizi pubblici Censis-Accredia, dettaglio regionale Regioni Indicatore / Rango Diff. rango -/ Lombardia Friuli-Venezia Giulia Veneto Trentino-Alto Adige - Emilia-Romagna Toscana Liguria - Lazio - Umbria Piemonte - Valle d Aosta Marche - Campania - Abruzzo - Basilicata - Puglia - Molise - Sardegna Calabria Sicilia Italia, - - Fonte: elaborazione Censis su dati Istat te), ma negli ultimi anni in leggera decrescita (nel era a quota,). A livello regionale, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia () fanno segnare le migliori performance. Segue, ad un tiro di schioppo, il Trentino-Alto Adige (), che precede Lazio, Emilia Romagna e Veneto. Anche in questo caso le regioni meridionali chiudono la graduatoria, con il solo Molise a far registrare un valore () non esageratamente distante da quello medio nazionale (,). Dato scadente per le ultime della classe: Basilicata, Puglia (), Calabria, Campania e Sicilia. Qualità ambientale La quarta ed ultima dimensione considerata riguarda la conservazione dell ambiente e la sua valorizzazione, soprattutto attraverso la limitazione dell impatto negativo che su di esso possono avere le attività produttive e nella consapevolezza che la sua tutela sia di per sé una garanzia di miglioramento della qualità della vita di un Paese. L indicatore relativo, frutto della sintesi di differenti variabili, presenta un andamento discontinuo negli ultimi anni, ma l ultimo dato disponibile (, nel -), benché basso rispetto alle altre dimensioni prese in considerazione e indice della scarsa sensibilità ambientale degli italiani, è il migliore degli ultimi anni (con il picco negativo di, toccato nel ). La regione più virtuosa in termini di qualità ambientale è la Valle d Aosta (), che precede (di molto) il Trentino-Alto Adige (). La classifica che viene fuori in questo caso non vede la solita netta distinzione tra regioni settentrionali e meridionali. Balzano infatti agli occhi alcune significative eccezioni: Molise, Abruzzo e Basilicata, infatti, con valori superiori alla media nazionale (rispettivamente, e ), si collocano tra la terza e la quinta posizione e anche la Sardegna se la cava con un che la pone a metà graduatoria. Al di sotto della media restano Sicilia (), Puglia () e Campania (), in compagnia stavolta di Liguria, Lombardia e Lazio (ultima a ). ANDREA BUONO Alimentari bevenade chiature meccaniche elettriche Fonte: elaborazione Censis su dati Istat chiature Abbigliamento moda Prod. per l edilizia e prod. in vetro Indici di specializzazione* sui mercati esteri Macchine di impiego generale Macchinari e apparecchi n.c. Prodotti in metallo Articoli sportivi Prodotti alimentari Carta e prodotti di carta semirimorchi Legno e prodotti in legno Prod. della stampa Arredo mbili * (Quota italiana delle esportazioni del settore iesimo sulle esportazioni mondiali del settore iesimo) / (Quota totale delle esportazioni italiane sulle esportazioni totali mondiali) Fonte: elaborazione Censis su dati Istat l Rapporto si occupa anche di certificazioni di qualità (sono Imila le imprese certificate ISO ), che premiano le performance, costituiscono un riconoscimento prestigioso e utile a livello internazionale, migliorano redditività e gestione corrente e per il % dei manager contribuisce al progresso nelle prestazioni, alla razionalizzazione dell organizzazione interna dell azienda, ad aumentare le possibilità di partecipare a bandi e gare d appalto (le imprese segnalano però anche la necessità di una maggiore severità nel rilascio dei certificati). Secondo Accredia e Censis, il trend degli ultimi anni dell export dei prodotti più forti del made in Italy (abbigliamento-moda, alimentare, arredamento-mobili, apparecchiature meccaniche, edilizia e vetro) dimostra che investire nell innalzamento della qualità del prodotto e del processo produttivo risulta decisivo per il recupero di competitività su mercati turbolenti, come quelli attuali. In una fase di crisi prolungata, più qualità significa più crescita. a.b. Grazioli (Accredia) Competitività e gestione della qualità iversi sono i passi da compiere per riportare Dal centro dell attenzione i sistemi di gestione per la qualità, nella consapevolezza che con essi si possa rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale, ha detto Federico Grazioli, presidente di Accredia, a proposito di qualità privata, cioè di quella riguardante più da vicino imprese e tessuto produttivo. L Osservatorio Accredia indica in questo senso quattro strategie che gli organismi di certificazione possono attuare: maggiore fidelizzazione dei clienti attraverso la leva della specializzazione per settore produttivo e per filiera, razionalizzazione interna degli organismi di certificazione, cross selling ovvero offerta di altre certificazioni (come quella sull ambiente o sulla sicurezza) oltre a quelle sulla qualità, penetrazione di settori oggi scarsamente presidiati. Le certificazioni rappresentano un vero e proprio passaporto per le nostre imprese, che vedono riconosciuta la propria qualità a livello internazionale e, soprattutto, sono una leva importante per snellire la burocrazia e semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, ha poi sottolineato Grazioli. a.b. GIUSEPPE DE RITA De Rita (Censis) Necessario investire di nuovo ur in un momento così difficile dal punto di Pvista economico resto dell opinione che il sistema produttivo mostri una propria forza intrinseca sulla quale dobbiamo ricominciare a investire. Sono queste, invece, le parole di Giuseppe De Rita, presidente del Censis, intervenuto al convegno nel corso del quale il Rapporto curato dall istituto di ricerca e Accredia è stato presentato. Se la finanza distrugge valore, la nostra economia reale, fatta di piccole e medie imprese, ha ancora una capacità di respiro forte, ha una sua riconoscibilità solida all estero, grazie alla qualità dei propri prodotti, ha proseguito De Rita. Fa bene Accredia, a mio avviso, a indagare quanto e come il Paese stia investendo in qualità, perché da questo investimento, tra il materiale e l immateriale, dipenderà la nostra capacità di ritornare a cavalcare l onda. L originalità improvvisata genera stupore ma dopo un po è destinata ad autoconsumarsi. La cura del dettaglio, la capacità di visione del futuro, l organizzazione aziendale efficiente, in una parola la qualità con la q maiuscola, sono i mattoni con cui abbiamo costruito questo Paese e sono fattori su cui occorrerebbe ritornare a puntare seriamente. a.b.

6 6 26 novembre 2 dicembre 2011 Agroalimentare PAC La denuncia delle associazioni Agricoltura l Europa sbaglia tutto L Unione è tornata a valutazioni quantitative: premiando l estensione e non la qualità. In gioco 6,3 miliardi di euro per ogni anno dal 2014 al 2020 L agricoltura italiana (e del Sud in particolare) rischia di perdere il degli a- iuti europei (che oggi ammontano a, miliardi di euro l anno). Lo spettro, denunciano in un documento congiunto i livelli nazionali di Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Confagricoltura e Copagri, potrebbe materializzarsi se entrasse in vigore la nuova Politica agricola comune (Pac) -, così come definita nella proposta presentata lo scorso ottobre dal commissario europeo all Agricoltu- pregio di sintetizzare vari criteri oggettivi, occupazionali e sociali. Per Pino Cornacchia, del Dipartimento sviluppo agroalimentare e territorio della Cia, la riforma, allo stato attuale, non punta sulla competitività e produttività, e appare poco innovativa e priva di obiettivi coerenti. Prende a parametro rileva il presidente della Cia Puglia, Antonio Barile solo la superficie dei terreni e non altri fattori. Il risultato è che un ettaro di ulivo o vigneto che impegna giornate di lavoro è equiparato a un Garantire redditi stabili agli agricoltori e difenderli dalla volatilità dei prezzi o Contributo alla crescita economica Ridurre le emissioni di gas serra e migliorare gli habitat o Contributo alla Strategia Europa 2020 Garantire alimenti sicuri e di qualità Rivitalizzare le aree rurali e ridurre i divari esistenti tra Paesi e tra aree o Contributo alla qualità della vita Gli Obiettivi della Pac ra, il rumeno Dacian Cioloş. La Pac è la politica dell Ue che assorbe la parte maggiore del bilancio europeo (nel - il %, il % della spesa pubblica dei Paesi membri), interessa il % della superficie europea e oltre milioni di occupati. Ora deve darsi una nuova strategia fino al. La proposta di riforma, secondo Cioloş, è coerente e rispondente alle necessità e alle sfide che l agricoltura si trova a dover affrontare. In particolare, per Cioloş, ha una visione di insieme conciliante, che tiene conto non solo dei bisogni dell agricoltura ma anche delle richieste e dei bisogni dei cittadini dell Unione europea. Così strutturata ha sottolineato pone particolare attenzione all aumento della produttività sostenibile attraverso programmi dedicati a ricerca e sviluppo. È una politica agricola equilibrata, rispettosa delle differenze dei settori agricoli dei Stati membri. La bozza normativa, invece, preoccupa le organizzazioni agricole italiane (e non solo), in quanto prospetta tagli a carico dell Italia non solo fisiologici, dovuti all allargamento dell Ue a nuovi Paesi, ma anche riconducibili a nuovi criteri distributivi, che privilegiano la dimensione dei terreni investiti. Il che, secondo uno studio realizzato dall Istituto nazionale di economia a- graria, avrebbe effetti traumatici per il sistema agricolo italiano, che punta sulla qualità anziché sull estensione. Se, invece, si adottasse un parametro come il Prodotto lordo vendibile (Plv), accompagnato magari da calibrature relative al differente potere di acquisto nei Stati membri, sarebbero riconosciuti aiuti ai produttori italiani ben maggiori. Il Plv, in particolare, ha il DACIAN CIOLOŞ ettaro di pascolo scozzese, che produce poco e richiede molto meno lavoro. Insomma, si è ripreso il vecchio criterio distributivo e lo si è peggiorato, perché si sono eliminati i titoli che fotografavano la vecchia realtà, come la differenza tra uliveto, seminativo e pascolo. Vanno sostenuti, invece, imprese e settori che producono più reddito, qualità, quantità e lavoro. Per fortuna, conclude Barile, tutto si può ancora cambiare: grazie al trattato di Lisbona, in materia di agricoltura ora hanno voce in capitolo non più solo Commissione europea e Consiglio dei ministri agricoli, ma anche il Parlamento europeo, che ha chiesto significative correzioni del testo. D altra parte, sottolineano le organizzazioni agricole, una riduzione delle risorse destinate all agricoltura in Ue arriverebbe nel contesto di una domanda globale di prodotti agricoli stimata in aumento del % nei prossimi anni, sull onda della crescita demografica attesa. Di qui la controproposta delle organizzazioni agricole italiane: La Pac deve dare priorità a produttività e competitività dell agricoltura e della filiera agroalimentare, e valorizzare le differenze territoriali, per riscattare il più possibile il sistema dalla speculazione dei trader internazionali. Le tensioni abbattutesi dopo la crisi del - sulle quotazioni internazionali delle commodities alimentari, infatti, sono sintomatiche di equilibri domanda-offerta troppo spesso precari, con scarsi margini di scorta e di compensazione. GIUSEPPE DAPONTE Stefàno Bocciatura senza appello Mezzogiorno il più colpito uella proposta è riusci- a scontentare tutto Qta il sistema agricolo italiano. E sembra quasi fatta apposta per colpire le agricolture del Mediterraneo. Boccia senza appello la nuova Pac Dario Stefàno, assessore regionale alle risorse agroalimentari e coordinatore della Commissione nazionale Politiche agricole. Il documento, precisa Stefàno, peraltro, è una conseguenza di un negoziato svolto male dall Italia in Ue. La Puglia, come Regione coordinatrice in ambito nazionale, ha predisposto proposte condivise con le altre regioni per e- mendare il testo, già presentate all ex ministro. Ora confidiamo che il governo entrante sia più attento e disponibile verso le Regioni e il mondo agricolo, perché si dovrà portare quegli emendamenti all attenzione della Commissione europea. Nella discussione nel Parlamento europeo ci auguriamo si modifichi completamente quel testo. Non a caso, nel dare il benvenuto al nuovo ministro alle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania, Stefàno ha richiamato l importanza della Pac: Non è l unico nodo da affrontare ma dal suo esito dipende il futuro dell agricoltura italiana. Quali modifiche sono necessarie? Per Stefàno almeno tre: La prima, ridurre la burocrazia, che questa proposta, invece, amplia di molto rispetto al passato. Poi occorrono strumenti di gestione dei rischi e delle crisi di mercato (negli ul- DARIO STEFÀNO

7 Agroalimentare 26 novembre 2 dicembre Proposta di regolamenti contradditori Non è finalizzata alla competitività ed alla produttività Ma non rappresenta neppure una radicale trasformazione dell attuale impianto finalizzata solo all ambiente, come chiedevano alcuni Paesi del Nord La proposta appare vecchia, poco innovativa e contraddittoria (mancano obiettivi coerenti) La proposta è stata accolta negativamente sia dal Parlamento che dai Ministri europei (anche se su posizioni diversificate) In Italia, posizione unitaria delle Organizzazioni degli Agricoltori I Pagamenti diretti: la Commissione Il Bilancio dell UE propone Una base uguale per tutti, vincolata alla condizionalità (con tetti massimi per le grandi aziende) Una componente ambientale aggiuntiva basata su impegni supplementari alla condizionalità. ( il 30% del budget) Una componente legata ai giovani imprenditori (fino al 2% del budget) De Castro L opinione dell ex ministro Bozza vecchia scenari nuovi Una componente legata ad aree svantaggiate (fino al 5% del budget) Un eventuale componente per politiche nazionali, accoppiate (10% del budget) Tre proposte: ridurre la burocrazia, fornire strumenti di gestione dei rischi e modifica del premio unico timi anni la volatilità dei prezzi ha esposto il reddito annuale delle imprese agricole, che hanno rischiato pertanto di essere spazzate via in un attimo). Infine, il premio unico: deve essere agganciato non solo alla superficie dei terreni ma anche ad altri parametri (come capitali investiti, lavoro autonomo e dipendente impiegato o capacità relazionali e imprenditoriali). Il premio, soprattutto, deve essere riconosciuto a chi vive di agricoltura, soprattutto in una prospettiva di budget razionato. In base alla proposta, invece, si identifica come agricoltore anche chi di fatto non lo è, come banche o notai. Su un fronte il commissario europeo Cioloş ha già fatto un passo indietro. Al question time di Strasburgo ha rassicurato gli olivicoltori: non saranno costretti ad abbattere le piante per conformarsi ai nuovi requisiti ambientali dei pagamenti diretti, come invece previsto nella bozza (per utilizzare il % delle terre coltivabili a scopi ecologici). La risposta è stata accolta con favore dalla Puglia ha detto Stefàno ma auspichiamo sia seguita da provvedimenti legislativi nella prossima Pac. Questa conquista ha concluso Stefàno è stata ottenuta anche grazie al presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro: ha contribuito a tutelare gli ulivi, milioni di piante solo in Puglia, un eredità e un patrimonio culturale, economico e paesaggistico. g.d. a proposta della Commissione europea sulla LPac? Per Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, non contiene misure in grado di rispondere allo scenario di riferimento, ormai cambiato. Quella bozza, dunque, si profila solo come un punto di partenza e ci saranno molte occasioni di discussione (l ultima il novembre, la prossima il dicembre) che permetteranno alle istituzioni europee di trovare un intesa. Sul tema, infatti, il Parlamento europeo non deve più solo esprimere un opinione sulla Pac, come in passato, ma ha lo stesso potere del Consiglio: è necessario il suo voto positivo per l approvazione della riforma. La Pac, rileva De Castro, per quanto copra quasi il % del bilancio europeo, in realtà ha un peso molto modesto rispetto ad altri Paesi: Ci sono milioni di agricoltori in America e la loro spesa è il doppio di quella europea. Noi abbiamo milioni di agricoltori. E con lo stesso bilancio siamo passati da a Stati membri. Il presidente della commissione Agricoltura teme che l elemento ambientalista contenuto PAOLO DE CASTRO nella proposta (in parte sconfessato di recente dallo stesso commissario Cioloş), in particolare la scelta di utilizzare il % delle terre coltivabili a scopi ecologici, possa portare a una maggiore burocratizzazione e diventare un altro fardello per gli agricoltori europei. Ha poi sottolineato come le misure ipotizzate mantengano bassa la produzione anziché promuoverla. Non penso questo sia il modo migliore per ottimizzare il potenziale agricolo europeo perché dopo tutto, ciò di cui abbiamo bisogno in futuro è di produrre più cibo in modo sostenibile. Come posso spiegare per esempio ai produttori di olive che devono ridurre la produzione del %? Devono sradicare i loro alberi? Non penso che sia il modo più giusto di agire. Il parlamentare De Castro crede anche che la nuova Pac, così congegnata, metta a rischio la necessità di una maggiore flessibilità: Con Stati membri e tipi di agricolture non è possibile applicare le stesse leggi. Non tutti i Paesi sono pronti, alcuni hanno bisogno di più tempo per introdurre la tariffa unica. g.d.

8 8 26 novembre 2 dicembre 2011 Infrastrutture Vertenza Gino Lisa Nel mirino i politici e soprattutto Aeroporti di Puglia L Decolla la protesta e Foggia dice basta a vertenza Gino Lisa a Foggia è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Altra ragione non ci sarebbe stata per portare in piazza ben mila persone della società civile dauna, sabato novembre, per la manifestazione organizzata dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil e dalla rete delle associazioni cittadine. Del resto l aeroporto per quanto rappresenti un nervo scoperto della società dauna, non è al centro dei pensieri di tutti i foggiani e basta dare un occhiata ai dati (incoraggianti, ma pur sempre modesti: mila l anno) di riempimento dei voli per Milano Malpensa, Torino e Palermo operati negli ultimi tre anni dalla compagnia Darwin. È stata u- na rivolta pacifica e che ha messo alla berlina politici e amministratori locali, che stoicamente si sono affiancati al gruppo dei manifestanti restandone però in disparte. I cittadini dicono di essere stufi di subire, la cancellazione dei voli dallo scalo aeroportuale che aveva Il consiglio monotematico ripreso a camminare negli ultimi tre anni, rappresenta il simbolo di una pericolosa deriva che parte dai trasporti e copre tutto il resto. La società civile foggiana si è svegliata al grido ridateci l aeroporto, ma dietro quel grido c è l insofferenza verso la classe politica locale e verso Aeroporti di Puglia, quest ultima accusata di evidente strabismo: Per Bari si prodigano come non mai alla ricerca di nuove compagnie e nuove opportunità di sviluppo, il Gino Lisa invece lo trattano da figliastro e pensano solo a mettere i pullman per portare i foggiani all aeroporto di Palese. La rabbia dei foggiani si giustifica con alcune incomprensibili omissioni della società di gestione. Si è scoperto che da tre mesi la compagnia Air Vallée aveva chiesto ad Adp di poter operare dall aeroporto dauno, ma appena un mese fa l assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, intervenendo a Foggia a un incontro organizzato dal Partito democratico, aveva dichiarato che non c erano compagnie per il Gino Lisa. La scoperta, se così possiamo definirla, è avvenuta quasi per caso: una conversazione fra l assessore provinciale allo Sviluppo economico con i vertici dell Opera Romana Pellegrinaggi (interessati per i charter religiosi), ha attivato il contatto poi perfezionato dall amministratore di Alidaunia, Roberto Pucillo, che ha personalmente contattato i vertici di Air Vallée. Nel frattempo Confindustria Foggia ha chiesto la testa dell amministratore unico di Adp, Domenico Di Paola, perchè ormai inadeguato al ruolo: sarebbe meglio un consiglio d amministrazione. La risposta di Di Paola non si è fatta attendere: via Adp da Confindustria. MASSIMO LEVANTACI Presentato un piano-collegamenti L Air Vallée si fa avanti Un aereo sulla pista a speranza per la ripresa dei collegamenti dal Gino Lisa a- Ldesso si chiama Air Vallée. La compagnia della Valle d Aosta ha presentato un piano che prevede l attivazione da subito del Foggia-Torino (con scalo a Pescara) e il Foggia-Milano Malpensa (o Linate) da febbraio, mentre è in corso una valutazione per un collegamento con la Sicilia (Palermo o Catania). Una proposta allettante sul piano economico: almeno così sembrano i mila euro di contributo chiesti dalla Air Vallée alla Regione per un anno di collegamenti a contribuzione pubblica, a fronte dei milioni di euro sborsati per tre anni alla Darwin per le stesse rotte. Altro particolare non trascurabile, la compagnia valdostana vola su a- erei Dornier da posti che potrebbero risultare insufficienti da Foggia specie sui voli per Milano. La compagnia non esclude il ricorso ad aerei da posti. m.l. L aeroporto Risorsa per tutta la Daunia eroporto e parco foto- questo ora è Avoltaico, il Gino Lisa. Uno scalo considerato sempre più ramo secco nella gerarchia degli aeroporti di Puglia, ma che al tempo stesso rappresenta una risorsa di cui la stessa Adp non intende disfarsi. Una prova? Il parco fotovoltaico progettato all interno dello scalo (in anse del tutto abbandonate) la cui realizzazione potrebbe essere autorizzata a breve dalla Regione anche se le procedure per la gara di affidamento vanno a rilento e sembrano incocciare con i moti dei cittadini che protestano per la cancellazione dei voli e potrebbero trovare irriguardosa verso il territorio dauno un operazione così congegnata (niente voli, ma intanto il sistema di Adp risparmierebbe circa mila euro l anno). Dunque, meglio aspettare che passi la nottata. m.l. Spostamento stazione e taglio treni Sulle ferrovie altra battaglia Il Gino Lisa a stazione di Foggia rischia di perdere la fermata dei treni, Lspostata d imperio a borgo Cervaro (dodici chilometri più a Sud) perchè di lì passera l alta capacità ferroviaria. Ma c è dell altro: il nuovo orario invernale di Trenitalia taglia otto corse di treni nazionale e richia seriamente di isolare la Capitanata. Su questi punti caldi della vertenza trasporti i parlamentari foggiani del Partito democratico, Colomba Mongiello e Michele Bordo, puntano il dito sui lavori dell alta capacità e interrogano il neoministro allo Sviluppo economico e Infrastrutture, Corrado Passera se le scelte di politica aziendale di Trenitalia sono le stesse del governo Monti. Governo e Ferrovie dello Stato si legge in un passaggio chiariscano ogni dubbio sulla collocazione della stazione a servizio della futura linea dell Alta Velocità Bari-Napoli. m.l.

9 Infrastrutture 26 novembre 2 dicembre Zanasi (al centro) presidente Camera di commercio Foggia Consigli uniti Regione I soggetti protagonisti devono fare scelte coraggiose ed europee L Integrazione servizi ntegrazione tre le società Idel trasporto pubblico locale, lotta agli sprechi, la necessità di far quadrare i conti alla luce di trasferimenti nazionali ormai sempre più esigui. Sono questi i cardini intorno ai quali si muoverà l azione politica dell assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, nella audizione svolta davanti alla commissione di settore convocata dal presidente Arcangelo Sannicandro in vista di importanti scelte che la Puglia è chiamata a compiere. Una ricostruzione pratica e puntuale di quello che è oggi il trasporto pubblico locale che sconta, come dice Minervini, oggi una felice anomalia rappresentata dalla presenza sul territorio regionale di ben cinque gestori della mobilità pugliese che consentono soluzioni di integrazione e una molteplicità di soluzioni per altri versi impensabile. Il tempo è propizio per immaginare un integrazione tra soggetti erogatori di servizi. La situazione di generale difficoltà vissuta dal trasporto pubblico locale, deve spingerci a scelte coraggiose, moderne e di respiro europeo, ha sottolineato in apertura l assessore ai trasporti alla luce degli ultimi decreti governativi. Minervini conferma tutte le difficoltà determinate da una contrazione dei trasferimenti nazionali, peraltro solo parzialmente erogati, tanto da provocare un buco di circa milioni di euro, somma di cui la Regione dovrà farsi carico per onorare il contratto di servizio stipulato con Trenitalia. Analogamente all esercizio, anche il prossimo ha preannunciato Minervini si prevede drammatico ed andrà ad incidere sulla qualità e quantità dei servizi erogati. Alle difficoltà che con puntualità quotidiana si stanno registrando e definite da Minervini con il termine di economia del disservizio, la Regione risponde con azioni di efficientamento e la sfida di Minervini previsioni di economie, quantificabili in milioni di euro, somma lontana dai milioni di euro necessari a pareggiare il corrispettivo di esercizio. Un disavanzo grave che rischia di peggiorare drammaticamente la qualità del trasporto pubblico locale su tutto il territorio regionale, a partire già dal primo gennaio. Il governo regionale esclude, al momento, interventi tariffari: Ogni ritocco sottolinea l assessore risulterebbe socialmente insostenibile ed avrebbe solo l effetto di deprimere la domanda. Di qui la necessità di interventi di ampio respiro, tra cui il conseguimento di un coordinamento tra i vari soggetti erogatori di servizi, affiancato dal progressivo decremento della quota di mobilità stradale (oggi all %), a favore di quella trasportata su rotaia e dalla revisione ed unificazione della tariffazione. L anomalia pugliese del trasporto pubblico locale (per Minervini una felice anomalia, come detto in apertura), è data dalla molteplicità dei gestori dei servizi di mobilità regionale, ben cinque. Trenitalia, il più importante, opera sulla dorsale Adriatica; le Ferrovie del Gargano insistono sul promontorio garganico, la Ferrotranviaria collega l area interna del nord-barese, le Ferrovie Appulo Lucane gestiscono la direttrice murgiana, mentre le Ferrovie Sud-Est collegano i centri interni della provincia di Bari e quelli delle province jonico-salentine. Millecinquecento chilometri lo sviluppo complessivo della rete ferroviaria regionale, % della quale percorsa da convogli targati Trenitalia. Con km si sviluppo, le Ferrovie Sud-Est detengono il primato nazionale della più grande ferrovia regionale e con esso anche anomalie che destano non poche preoccupazioni, sia di ordine gestionale che finanziario. m.l. Confindustria Di Paola cancella l AdP i Paola come Marchionne: Dl interruzione dei voli di linea da Foggia è probabilmente all origine del ritiro dell iscrizione a Confindustria da parte di Aeroporti di Puglia. L amministratore unico, proprio come ha fatto l amministratore delegato della Fiat, ha scritto alle sedi confindustriali di Bari e Brindisi (a Foggia Adp non è rapresentata) presentando la disdetta. Di Paola sembra rispondere in questo modo alla provocazione del presidente di Confindustria Foggia, Giuseppe Di Carlo, che nei giorni scorsi ne aveva chiesto le dimissioni perchè considera riduttiva la figura dell amministratore unico al vertice di una società che ha visto accrescere le proprie competenze e che meriterebbe un vero consiglio d amministrazione sottolinea Di Carlo in cui fossero rappresentati degnamente tutte le province pugliesi. m.l. Aliservice Problema sul fronte lavoro a chiusura dei collega- dal Gino Lisa è Lmenti soprattutto un dramma sociale soprattutto per i lavoratori del servizio antincendio che si sono visti recapitare a casa le lettere di licenziamento. Il servizio Aliservice, gestito da una società privata (e pagato da Aeroporti di Puglia), è stato ridimensionato dalla quinta alla terza categoria, un livello sufficiente per gli elicotteri dell unico collegamento di linea superstite al Lisa, la linea giornaliera Foggia- Isole Tremiti. Tuttavia questo declassamento ha determinato un taglio netto di posti di lavoro a partire dallo scorso novembre, ultimo giorno di collegamenti da parte delle compagnia Darwin. Alcuni lavoratori, moglie e figli a carico, hanno chiesto ad Adp di intervenire in loro soccorso. m.l. Un corteo di protesta Estate Gargano senza charter iente chrter per la prossima Nstagione estiva sul Gargano. I timidi tentativi di portare avanti il progetto sono stati definitivamente annullati dalla cancellazione dei voli di linea della Darwim che hanno di conseguenza stoppato anche i colloqui in corso fra alcuni operatori garganici e la compagnia elvetica. I consorzi turistici di Vieste, Peschici e Rodi sembrano in questo momento più propensi a da dare ascolto ad Aeroporti di Puglia che per la prossima stagione estiva punta sull incentivazione dei collegamenti in pullman dall aeroporto di Bari ai centri del litorale garganico ( ore e mezzo di viaggio, traffico permettendo). La scorsa stagione la navetta Puglia Airbus (al suo debutto) ha fatto registrare un affluenza media su ogni corsa pari al %, percentuale modesta ma che ad Adp ritengono possa essere incrementate con un po di informazione in più sul servizio. m.l.

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11 L Fine tuning e società moderne, da oltre duemila anni, sono accomunate dal bisogno di praticare sport. Lo sport come momento di confronto tra simili e come momento di crescita attraverso l aggregazione e la condivisione di valori che non hanno bisogno di lingua e che guardano oltre le differenze di razza, religione o sesso. Questa forza propulsiva ha rappresentato la ragione primaria per la quale l attività sportiva ha resistito, restando sostanzialmente uguale, ai secoli, alle dittature ed ai regimi di opposte ispirazioni, al cambio delle prospettive di vita e delle abitudini di comportamento dell uomo. Lo sport praticato si propone, allora, come metafora dell uomo moderno: un attività umana essenziale che si modifica alla velocità dell uomo, che ne segue i modelli comportamentali. La nostra società diventa sempre più individualistica e tecnologica (come abbiamo visto in precedenti occasioni) e l attività sportiva segue, o guida, il trend di trasformazione. L ingresso della tecnologia nella pratica sportiva, in particolare quella di vertice, non è cosa recente. Atleti olimpionici o di livello mondiale si allenano già da anni con l ausilio di tecnologie atte a monitorare il gesto tecnico e migliorare la performance spostando il confine del limite sempre più avanti. La tecnologia ha radicalmente cambiato il modo di fare sport. Ad esempio, l ingresso dei materiali sintetici ha velocizzato in maniera sensibile il gioco del tennis (racchette, palline e campi sono diventati enormemente più performanti). La ricerca e l evoluzione dei materiali utilizzati per le scarpe ha contribuito ad abbassare la soglia dei record, unita alla ricerca tutta computerizzata sul gesto tecnico. I costumi progettati in laboratorio hanno rappresentato la prima fonte di medaglie nel nuoto degli ultimi anni, almeno sino al divieto internazionale d utilizzo. L utilizzo di materiali sempre più performanti ha alzato le aste del salto e allontanato le linee dei record del getto e del lancio (almeno sino a che i controlli anti-doping non sono stati resi effettivamente efficaci, ma questo è un altro articolo). Molti atleti si allenano sotto il monitoraggio di un sistema di telecamere che rileva il calore della singola fascia muscolare, oltre a registrarne il gesto tecnico. Questo consente loro di prevenire gli infortuni prima che si verifichino. La rilevanza del materiale sulla prestazione rappresenta ormai un elemento distintivo ed essenziale. Senza tecnologia non si pratica ma, soprattutto, non si può aspirare ai massimi risultati. L asserto è talmente evidente che uno dei top spender nello sport a livello mondiale (NIKE) sceglie come testimonial worldwide un atleta disabile, Oscar Pistorius, 26 novembre 11 Interventi 2 dicembre 2011 che corre per mezzo di protesi altamente tecnologiche e abbondantemente discusse. Non è questa la sede per valutazioni etiche né sportive. Che Pistorius possa gareggiare o meno con i normodotati (cosa vorrà dire, poi, normodotato è da chiarire!) è tema di competenza dei tecnici sportivi. Appare, tuttavia, interessante rilevare come un azienda che produce sostanzialmente scarpe sportive, decida di utilizzare come testimonial un personaggio che non usa scarpe. Tutto questo per la forza del potere di identificazione tra il personaggio a cura di Fabio Poli Dai materiali ai sistemi di allenamento, dall abbigliamento agli strumenti fino al caso Pistorius Quando lo sport diventa tecnologico Pistorius e il concetto di tecnologicità applicata allo sport. Eppure il tema non è ancora centrato. Non è al vertice che dobbiamo guardare soltanto, ma alla base, al numeroso bacino di praticanti che rappresenta un vero e proprio mercato. I milioni di praticanti (solo in Italia le ricerche parlano di oltre milioni di persone) si orientano verso forme di consumo sportivo sempre più tecnologicizzate. E così fioriscono i partecipanti alle maratone (popolo sempre in crescita, a riprova della voglia di superamento del limite dell uomo contemporaneo, l homo sportivus ) che postano in diretta le loro foto sui social network. Aumenta il numero di coloro che praticano con l ausilio di supporti tecnologici (i-pod, lettori, cardiofrequenzimetri, GPS, ). È boom di autodidatti dell allenamento, che utilizzano internet ed i siti di settore come unica fonte di approvvigionamento per la propria pratica. Le aziende di abbigliamento sportivo, naturalmente, guidano il trend, investendo miliardi di euro per alimentare e guidare il trend. Così, da pochi mesi, sono disponibili scarpe dotate di chip che misurano alcuni valori chiave del praticanti, tra cui velocità media e massima, numero di scatti e distanza percorsa. I dati vengono poi trasmessi in wireless a Pc, i-phone, tablet per essere confrontati o semplicemente guardati. Adidas e Nike sono già sul mercato con prodotti differenti ma iper-hi-tech, per rispondere alle esigenze di tutti. La domanda finale è, allora: dove finisce lo sport e dove comincia la tecnologia? [ ] SE DITe stampa dite SEDIT Se dite stampa dite Sedit. Punto di riferimento per la stampa anche di quotidiani nel Sud Italia, partner privilegiato di case editrici e aziende. Tecnologie, conoscenza e organizzazione: la risposta alle nuove sfide della comunicazione e della stampa Modugno (Bari)

12 12 26 novembre 2 dicembre 2011 Information Technology Classica e 3 Web Intensity Index, punteggio normalizzato* (2010, percenutali) USA Italia Mia OCSE. Turchia % * Il punteggio è normalizzato da a per i paesi in base alla media ponderata di e-ngagement, e-nvironment ed e-xpenditure Claica il u tutt tr l iii a -at a -t a -itur Il settore cresce a buon ritmo, ma rappresenta ancora solo il % del PIL L economia digitale ricca e non sfruttata L economia digitale crea valore in quattro modi: incrementa il Prodotto Interno di Lordo e, di conseguenza, accelera lo sviluppo economico del Paese, sia direttamente sia indirettamente; crea posti di lavoro; favorisce la crescita e le esportazioni delle aziende, soprattutto di piccole e medie dimensioni; offre agli utenti di Internet un surplus di valore derivante dai benefici aggiuntivi che la Rete mette a disposizione gratuitamente. A proposito del primo punto la buona notizia, che emerge dalla ricerca Sviluppare l economia digitale Occupazione punto di forza In cinque anni 700mila posti egli ultimi anni sono stati creati Ncirca. nuovi posti di lavoro collegati al Web, di cui ben il % nell indotto, ovvero nei settori economici a supporto indiretto dell economia digitale. Il contributo, al netto degli impieghi persi, è stato di. unità. Questo dimostra che il digitale crea occupazione più di quanta ne distrugga. In Italia in particolare sono stati creati, posti di lavoro per ogni posto eliminato, ancora poco però se si Internet può dare impulso alla crescita, alle esportazioni nette e alla redditività delle PMI E-commerce Investimenti in Più del % tecnologie Web % del fatturato Meno - del % Personale assegnato alle tecnologie Web % di FTE Sì No Più del % Meno del % Crescita del fatturato Esportazioni nette Margine operativo CAGR % del fatturato totale % guarda al, della media di Paesi sviluppati o al, dell irraggiungibile Svezia. Gran parte della differenza si spiega con la minore capacità di creare occupazione digitale da parte delle PMI: in Italia il rapporto è a (cioè per compensare ogni posto di lavoro reso eccedente da Internet sono stati creati solo, posti di lavoro alternativi) mentre in Francia, ad esempio, è,. f.t. % in Italia: un percorso per la crescita e l occupazione, condotta dal Digital Advisory Group (un gruppo promosso da American Chamber of Commerce in Italy e composto da oltre organizzazioni, aziende private e pubbliche e Università determinato a contribuire allo sviluppo dell economia digitale in Italia), è che dal al l economia digitale ha contribuito per il % alla crescita del PIL italiano e continua a svilupparsi a un tasso volte superiore al totale nazionale. La notizia meno buona è che attualmente l economia Web costituisce solo il % del PIL (pari a circa miliardi di euro): in Francia pesa oltre il %, mentre Regno Unito e Svezia oltrepassano il %. È stato inoltre calcolato che Internet genera anche un impatto indiretto di ulteriori miliardi di euro derivanti dagli acquisti effettuati sui canali tradizionali successivamente a ricerche e valutazioni compiute sulla Rete (effetto ROPO, Research Online, Purchase Offline). FABIO TRAVERSA L attività online dà risultati Imprese in Rete l export vola siste una forte correlazione tra le Eaziende che utilizzano Internet in modo intensivo e la loro capacità di evolvere ed esportare: la crescita media annua per le imprese attive nella Rete è stata del %, con esportazioni e incidenza dei ricavi oltre confine più che doppi rispetto alle aziende a bassa intensità Web. In aggiunta le imprese italiane che hanno assegnato più del % dei propri dipendenti a mansioni correlate al Web o alle tecnologie digitali hanno riportato un margine operativo del % superiore a quello delle società con scarsi investimenti in Internet. Ben il % dell impatto prodotto dall utilizzo delle tecnologie digitali è riconducibile alle imprese tradizionali, mentre solo il % si riferisce ai pure player. f.t. Utenti Grazie alla pubblicità su Internet Le vite cambiate dai servizi gratuiti nternet ha cambiato le nostre vite, consenten- di accedere a molti servizi gratuiti finanzia- Idoci ti dalla pubblicità online, che vanno dalla navigazione alla posta elettronica, dai servizi informativi tramite i motori di ricerca ai servizi collaborativi quali i wiki, i blog e i social network. Già la semplice disponibilità di questi servizi rappresenta per gli utenti un valore aggiunto rispetto al passato. Tale surplus di valore è calcolabile sulla base del valore dei servizi online per il consumatore, al quale devono essere sottratti i costi associati all uso di quei servizi (costi dei servizi a pagamento, valore negativo delle interruzioni pubblicitarie, ecc.). U- na ricerca di mercato, condotta in tutta Europa da McKinsey e IAB Europe nel, ha rilevato che in Italia nel tale surplus di valore è ammontato a circa miliardi di euro, vale a dire a euro al mese per ogni famiglia connessa. Ciò significa che ogni euro investito dalle imprese in spese di marketing online (complessivamente circa miliardo di euro in Italia nel ) si traduce in un beneficio di euro per gli utenti in termini di uso gratuito di servizi finanziati dalla pubblicità online. f.t.

13 Information Technology 26 novembre 2 dicembre I dati L immaturità misurata dall e Web Intensity Index di McKinsey Uso, accesso, ecommerce L Italia arranca: 27 a su 34 STEFANO RODOTÀ Parla Stefano Rodotà La politica dev essere più consapevole uello che occorre è una forte con- della classe politica Qsapevolezza sul tema Internet. Negli ultimi anni il Web ha creato settecentomila posti di lavoro: giocare con gli investimenti sulla banda larga, come è stato fatto, dicendo che ci saranno investimenti di milioni che poi scompaiono, è un modo pessimo per affrontare queste questioni : lo afferma Stefano Rodotà, giurista ed ex garante della privacy. Il Web a disposizione di tutti aggiunge vuol dire che tutto ciò che c é nel Web, cioé un bagaglio di conoscenza enorme e senza precedenti, può essere utilizzato da tutti a livello personale e collettivo. L accesso libero alla Rete favorisce concretamente la partecipazione politica dei cittadini. Massimo Sideri, sul Corriere della Sera, aveva auspicato la creazione di un ministro di Internet anche senza portafoglio : Nei Paesi del G oltre a Cina, India, Brasile, Svezia e Corea del Sud (% dell economia mondiale), Internet ha prodotto nel. miliardi di dollari. Non è un caso che ormai il presidente degli Stati U- niti, Barack Obama, passi più tempo con il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che con la dinastia Ford. Che piaccia o no, il futuro sarà anche, in parte, digitale. Ed è ora di iniziare a crescere politicamente dei candidati italiani per un ministero. che sappia dialogare con il ribollente mondo delle startup. La palla passa al neo Governo Monti. f.t. Ma non ancora sufficiente Il Wi-Fi sempre più diffuso Bassa la propensione di consumatori e Pmi Le vendite sul web risorsa incompresa n Italia si rileva una bassa propensione all e- ICommerce tanto da parte dei consumatori quanto delle PMI. Si tratta di un fenomeno principalmente dovuto all esistenza di barriere culturali e a una limitata conoscenza del potenziale di Internet. Sebbene la quota di utenti di Internet regga sostanzialmente bene il confronto con gli standard europei, le dimensioni del mercato dell ecommerce sono ancora sensibilmente inferiori: lo del PIL, rispetto all oltre % di Francia e Germania, e a quasi il % del Regno Unito, un mercato in valore I punti da valorizzare: banda larga, commercio elettronico, PA online, leggi, competenze a forte domanda latente di connessioni a In- più affidabili e più veloci è dimostra- Lternet ta dai recenti avvenimenti legati alla diffusione delle Reti Wi-Fi. Fino a poco tempo fa l accesso tramite Wi-Fi era penalizzato dal Decreto Legge n. del luglio, che imponeva ai titolari degli Internet Point pubblici di registrare ogni utente del servizio. Di conseguenza, nell aprile l Italia contava solo. punti Wi-Fi, molti di meno che in Francia (.) o nel Regno U- nito (.). Dalla scadenza del decreto a gennaio sono state lanciate numerose iniziative, molte in ambito pubblico locale, come l accesso Wi-Fi gratuito promosso dalla Regione Piemonte (che prevede di stanziare fino a. euro nei prossimi anni), o la recente iniziativa Free Italia WiFi, sostenuta dalla Provincia di Roma, dalla Regione Autonoma Sardegna e dal Comune di Venezia, che a settembre contava già oltre. hotspot nei locali pubblici e. utenti. Tuttavia permangono ancora alcuni obblighi che vincolano i pubblici esercenti ad attenersi a una serie di norme di cui spesso non sono al corrente o che possono essere di complessa attuazione. Sebbene l insufficiente accesso alle infrastrutture tecnologiche oggi costituisca un ostacolo relativamente secondario allo sviluppo dell economia digitale, se non si attuerà una strategia di investimenti efficace e di lungo termine nei prossimi anni il ritardo si aggraverà a causa dell aumento dei dispositivi connessi a Internet (come gli smartphone) e delle applicazioni sempre più affamate di banda (come i servizi cloud computing), che si scontreranno con i limiti di capacità di connessione. f.t. assoluto grande volte quello italiano. La notizia positiva è che il tasso di crescita dell ecommerce italiano, con un aumento del % nel rispetto ai livelli del (e un ulteriore aumento del % atteso per il ), registra performance doppie rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, e leggermente superiori alla media europea: lo si ricava dall Osservatorio ecommerce BC (School of Management DEL Politecnico di Milano) di cui abbiamo dato conto nell ultimo numero de La Gazzetta dell Economia. f.t. N onostante Internet crei valore trasversalmente in diverse aree economiche e sociali molto importanti lo sviluppo del digitale in Italia è ancora in ritardo rispetto a quello di altri Paesi. L immaturità dell ecosistema digitale italiano può essere misurata tramite l e Web Intensity Index, elaborato da McKinsey. L indice combina tre dimensioni: l e-ngagement, ossia l intensità di utilizzo di Internet da parte dei consumatori, delle aziende e delle pubbliche amministrazioni; l e-nvironment, ossia l accesso alle infrastrutture e la diffusione della banda larga; e l e-xpenditure, cioè il volume di ecommerce e di pubblicità online. L Italia arranca su tutte e tre le dimensioni, collocandosi al posto fra i Paesi dell OCSE (per fare qualche paragone il Regno Unito è al posto e la Francia al ). Un ulteriore prova del limitato sviluppo di Internet in Italia è fornita dal Network Readiness Index, messo a punto dal World Economic Forum. Nella classifica che include Paesi l Italia si colloca al posto, molto distanziata dalla Germania ( ), dal Regno Unito ( ) e dalla Francia ( ) e c è da rilevare che la sua posizione è peraltro peggiorata nel corso degli anni (nel si trovava al posto e nel al ). I risultati delle analisi condotte confermano che l economia digitale rappresenta per l Italia un opportunità imperdibile e accelerarne lo sviluppo può mettere in moto una cospicua creazione di valore per tutti i soggetti coinvolti. Se si proietta la tendenza attuale, che vede l economia digitale in crescita a un tasso volte superiore al PIL, nell arco temporale dei prossimi anni, entro il l economia digitale potrebbe raggiungere una penetrazione del PIL superiore al %. Se, L Italia non sembra in grado di far fronte alla domanda digitale emergente Requisiti di banda larga Qualità della banda larga Oggi Domani Big Data Telepresence Cloud Computing High-denition video Internet of things Web surng SaaS Social network Voip Requisiti File sharing Download, Mbps Upload Mbps Latenza ms Requisiti Download, Mbps Upload Mbps Latenza ms peraltro, si riuscisse a colmare anche solo la metà della distanza in termini di e Web Intensity Index che ci separa dal Regno Unito, dalla Germania e dalla Francia entro il, il beneficio potrebbe essere anche superiore: lo,% in più di crescita annua del PIL, con un contributo complessivo sul PIL di oltre il %, equivalente a miliardi di euro di valore aggiuntivo. L economia digitale italiana si trova, quindi, a un punto di svolta. Ed è questo il momento di ridurre il divario che la separa dalle altre economie europee, collocandosi finalmente tra i Paesi digitalmente sviluppati. In caso contrario, il distacco continuerà inevitabilmente ad allargarsi e per l Italia diventerà sempre più difficile cogliere quei benefici economici di cui ora godono gli altri Paesi. Cinque gli ostacoli principali da affrontare: l insufficiente accesso alla banda larga; la scarsa propensione all ecommerce da parte dei consumatori e delle PMI; la limitata divulgazione dei servizi online della Pubblica Amministrazione; alcuni limiti nel quadro normativo; la carenza di competenze digitali qualificate. Non solo gli utenti italiani di Internet sono penalizzati da una qualità di accesso alla banda larga sub-ottimale, ma molti non dispongono nemmeno di un accesso alla banda larga: a marzo, milioni di persone (il della popolazione italiana) risiedeva in zone non coperte dalla Rete a banda larga. Di fatto, l degli italiani non aveva accesso a Internet da una linea fissa, ma si stima che una parte venisse raggiunta tramite tecnologie wireless (per esempio, tramite telefonia mobile o WiMAX). Solo, milioni di abitazioni hanno accesso alla Rete in fibra ottica e la copertura è circoscritta ad aree urbane come Milano. f.t. Broadband Quality Score (BQS), indice Corea Giappone Lettonia Svezia Bulgaria Finlandia Lituania Paesi Bassi Romania Hong Kong Germania Danimarca Islanda Portogallo Svizzera USA Belgio Francia Ungheria Norvegia Regno Unito Spagna Taiwan Australia Irlanda Malta Nuova Zelanda Italia Turchia Cile FONTE: Broadband Quality Score, A global study of broadb and quality, Oxford Saïd Business School e Universidad de Oviedo, sponsorizzatda Cisco () / Paesi pronti per le tecnologie di domani Paesi che usano agevolmente le tecnologie di oggi Paesi che usano con dicoltà le tecnologie di oggi

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15 Opinioni 26 novembre 2 dicembre Il San Raffaele verso la dèbacle e la Regione Puglia fa marcia indietro di Vito RAIMONDO diciamolatutta NICHI VENDOLA A proposito dell inchiesta e della dependance pugliese della struttura Ospedale San Raffaele i miracoli non c entrano Stanno precipitando gli eventi al San Raffaele di Milano. Un mediatore d affari (faccendiere) tale Pino Daccò è stato arrestato, ma la Guardia di Finanza tampina il guru della cattolicissima Fondazione: l ex sacerdote don Luigi Verzè. Trema anche il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni (fotografato in slip sul lussuoso yacht di Daccò) poiché la sua Comunione e Liberazione è di casa (diciamo così ) al San Raffaele. Guarda caso, l intervento dei finanzieri nella holding verziana ha coinciso con l addio al Governo da parte del premier Silvio Berlusconi che di don Luigi è un forte e sincero sodale, tanto che insieme avevano deciso (sic!) tempo fa di vivere sino a anni e di debellare il cancro. Guarda un po che ti combina la vita: due tramonti all unisono. In contesta situazione, in Puglia, l assessore al Bilancio, Pelillo anche lui nello stesso giorno ha ribadito l impegno a realizzare la dèpendance del San Raffaele a Taranto, non s è capito con i soldi di chi. Per fortuna, è intervenuto infine il Presidente della Regione, Nichi Vendola che ha messo la parola fine al progetto un tantino scellerato. Naturalmente, rimane in piedi la necessità di dotare Taranto di una struttura sanitaria di alto livello. Ma lo si faccia con i soldi dei pugliesi. E basta. I Verzè, i Formigoni e i leghisti dei nostri stivali non li vogliamo da queste parti. Infine, un autocitazione. La Gazzetta dell Economia in questo spazio è stato il primo organo d informazione a lanciare il sospetto su quella operazione voluta da Vendola & Pelillo. In perfetta buona fede, ovviamente. Cosa c entra le bellezza della moglie tra le virtù del Ministro Passera Da rimanere a bocca aperta. La sera del giuramento del Governo Monti, durante un dibattito televisivo (il solito stucchevole pollaio!), si sono valutati (dai politici del Centrodestra) i curricula dei nuovi ministri. Tutto bene, sino a quando si è arrivati a Corrado Passera, ex AD di Banca Intesa San Paolo. A qualcuno è venuto in mente di mettere in risalto due caratteristiche del dirigente: il conflitto di interessi professionale e la bellezza della moglie (una gnocca, insomma). CORRADO PASSERA I colleghi giornalisti presenti non hanno evitato di rilevare: a) Passera non è un azionista di Banca Intesa, ma un dipendente e se, nel tempo, assumerà provvedimenti a favore o a sfavore del settore bancario non avrà fatto nulla di partigiano. Il vero conflitto di interessi, proprio in quel campo, l ha ha avuto sino a qualche giorno fa, Berlusconi, padrone di un terzo di Banca Mediolanum e genitore di Marina che è nel CdA di Mediobanca. Per non parlare del conflitto nel comparto delle telecomunicazioni e dell editoria!; b) sfrucugliare sulla bellezza e sul fascino della moglie di un Ministro come se fosse una olgettina è solo un gesto di imbecillità e, soprattutto, di asservimento al linguaggio berlusconiano. Soltanto osceno, come si sa. A iosa. Brunetta accusa Confindustria Sindacati, Banche e poteri forti (quali?) RENATO BRUNETTA L ex Ministro Renato Brunetta spalleggiato da Fabrizio Cicchitto durante una riunione di reduci del Partito Socialista Italiano, ha attaccato ferocemente il collega Giulio Tremonti. E, insieme a lui, ha tacciato di conservatorismo Confindustria, Sindacato, banche e poteri forti (chi sono? Forse quelli della P, P e P di cui il suo partito è ben fornito?). Ci si chiede: ma da chi riceveva consensi il Partito della Libertà? Dai disoccupati, dai diseredati e, vuoi vedere? Dagli extracomunitari? Quel liberalone di Berlusconi che ha fatto fuori i veri liberali SILVIO BERLUSCONI Silvio Berlusconi, sino all ultimo respiro del suo Governo, ha dichiarato (millantando a iosa) il tratto liberale della gestione dei suoi Esecutivi, dal ad oggi. Niente di più inesatto (ha poca memoria ) poiché i più importanti Dicasteri li ha affidati agli uomini di colui a cui deve gran parte della sua fortuna: Bettino Craxi. I beneficiati sono: Tremonti, Sacconi, Brunetta, Siniscalco. Cicchitto lo mettiamo a latere, per decenza. In verità, nel suo excursus l industriale televisivo ha fatto fuori veri liberali come Urbani e Martino e ha combattuto a più non posso gente del calibro di Bobbio, Bocca, Sartori, Sylos Labili, Biagi. Ha, però, tenuto con sé una fauna di questo genere : Mangano, Dell Utri, Previti, Mora e, per ultimo, il duo Tarantini & Lavitola. Ma quello il fu premier davvero pensa di poter tornare a governare con un pedigrèe del genere. Gli italiani non ci cascheranno più. Ne siamo certi. In Arabia Saudita burqa integrale Paese vietato alle Olgettine In Arabia Saudita, è stata presentata una proposta di legge che prevede il burqa integrale. La Polizia Religiosa (sì, lì hanno la Polizia religiosa!) ha rivendicato il diritto di obbligare le donne a coprirsi gli occhi. Sotto accusa è il presunto sguardo seducente delle donne velate. Lì le nostrane olgettine utilizzatore finale compreso non possono pensare di vivere, né di sopravvivere. Berlusconi vuole dare ordini a Monti Non ha capito che non conta più nulla! Intervistato dal Corriere della Sera l on. Silvio Berlusconi ha affermato che il Governo Monti deve durare sino al. MARIO MONTI Poi ha aggiunto che Monti può farcela purchè non faccia la patrimoniale. Infine, gli ha chiesto di impegnarsi a non presentarsi alle prossime elezioni. Ma questo signore, non ha ancora realizzato che non lui non dà più la carte (qualche volta anche false)? A nessuno. Non vi offendo, perché io non vi ho insultato, ma vi ho descritto Indro Montanelli Non si possiede ciò che non si comprende Johann Wolfgang von Goethe

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17 Rubriche 26 novembre 2 dicembre Democrazia fragile tra competenze e rappresentanza tradizionale conta dei voti in Aula non vi è stata. Per di più, essendo l ex capo del governo depotenziato da un indiscutibile conflitto di interessi, congetturo che abbia ascoltato in modo più accorato le ragioni delle sue aziende (in difficoltà per i colpi delle borse), piuttosto che quelle della sua parte politica (speranzosa di poter continuare a reggere ai colpi delle borse). Poiché secondo un adagio popolare cosa fatta capo ha, potremmo fare nostra l epigrafe di Paul Valéry che Alessandro Baricco ha scelto di porre in capo al suo ultimo romanzo (A. Baricco, Mr Gwyn, Feltrinelli ): Tout commence par une interrruption (tutto ha inizio per causa di una interruzione). Infatti, più che per una sfiducia in senso tecnico-parlamentare, si può agevolmente affermare che il governo or ora in carica abbia interrotto la sua azione per concause drammatiche che esso evidentemente non era nelle condizioni di fronteggiare. Talché questa vicenda della crisi governativa e della sua rapida soluzione ha costituito una miscela assolutamente esplosiva finora sconosciuta di quella condizione di difficoltà che Carlo Galli ha evidenziato nel titolo di una sua recentissima operetta: Il disagio della democrazia (Einaudi ). Per Galli la democrazia oggi può provocare disagio soggettivamente oppure oggettivamente: nel primo caso, in termini di disaffezione del cittadino per i limiti degli attori della democrazia (pensiamo alla feroce critica ai costi della politica ); nel secondo caso, nei termini della percezione di un limite intrinseco alla democrazia, non più «adatta a regolare, a mettere in forma, la politica nel mondo di oggi» (ivi, pp. -). Ebbene, soggettivo e oggettivo si sono mescolati, facendo sì che la caduta del governo non fosse percepita solo quale il risultato di malapolitica (aspetto soggettivo), ma anche di debolezza ormai strutturale degli istituti della democrazia a rispondere con efficacia alle potenti forze d urto esterne (aspetto oggettivo). Non vale molto osservare che, forse, il nuovo governo potrà fare meglio del vecchio: io auspico che ciò accada (anzi lo spero vivamente), ma resta la percezione che le scale di riferimento si siano enormemente ampliate e gli istituti della nostra democrazia debbano oggi cimentarsi con strumenti aimé domestici in uno scacchiere globale di forze economico-finanziarie potenti, che in ogni caso non permette di scommettere con certezza sul buon esito dell azione dei nuovi governanti. La valenza epifanica, pertanto, della vicenda governativa è in questa scoperta, vale a dire nell aver radicato nell opinione pubblica più vasta la consapevolezza che oggi, nel nostro Paese, tutto è più difficile, nulla è scontato sul piano oggettivo, strutturale, perché la sovranità delle istituzioni democratiche è ormai fragile, quasi inconsistente nella sostanza ancorché persistente nella forma, per via del processo globalizzante in atto. Semmai potremmo sostenere che mentre sul piano sostantivo la democrazia è in situazione di criticità, su quello formale l istituto della Costituzione repubblicana ha dimostrato fortunatamente che il suo supremo custode (il presidente della Repubblica) è tuttora nelle condizioni di garantire un percorso di miglioramento. Tuttavia la circostanza che la crisi di governo si sia risolta con la fiducia accordata dalle due Camere a non-parlamentari (salvo il presidente del Consiglio, nominato per l occasione senatore a vita), ha fatto molto discettare sul significato del così prepotente affermarsi di un governo di tecnici, così netto da essere quasi stereotipico (in greco antico stereotipo significa impronta solida ). Su questa questione è utile formulare qualche considerazione e lo farò partendo dalla costruzione di una minima rassegna stampa per esplicitare l opinione che ha prevalso sui Media. Per alcuni la soluzione della crisi ha evidenziato «la palpabile simpatia di una opinione pubblica che si è messa in allerta e sta prendendo le distanze dai suoi stessi rappresentanti mandati in Parlamento» (Gian Enrico Rusconi, L incognita del consenso contrattato, su «La Stampa» del novembre, p. ). Altri ha ulteriormente osservato che una sconfitta della politica così rilevante origina da due deficit: «un deficit di riformismo (e di mentalità riformistica) in ampi settori della sinistra, e un deficit di liberalismo (e di mentalità liberale) in ampi settori della destra» (Giuseppe Bedeschi, Deficit di liberalismo e riformismo. Perché la politica è stata sconfitta, su «Corriere della Sera» del novembre, p. ). Altri ancora, prendendo spunto dal prepotente affacciarsi del web e instaurando una connessione con il «populismo berlusconiano», ha sostenuto che «la vera anomalia dell ultimo ventennio italiano, rispetto ai principali Paesi europei, è stata proprio la volontà di dare vita a una democrazia senza partiti, un esperimento di cui oggi possiamo misurare tutto il fallimento» (Miguel Gotor, Se il populismo è tecnologico, su «la Repubblica» del novembre, p. ). Infine si è anche affermato che il governo del nuovo presidente del Consiglio «otterrebbe ancora maggior forza se egli, ispirandosi ai consoli dell antica Roma, si facesse personalmente garante che nessuno dei suoi ministri, finita questa esperienza, abbraccerà l attività politica» (Luigi Guiso, L urgenza della qualità, su «Il Sole Ore» del novembre, p. ). Insomma Rusconi, Bedeschi, Gotor e Guiso sono accomunati dalla convinzione che quanto segue dalla prima accaduto, vale a dire il nettissimo prevalere dei tecnici sui politici, è dovuto alla pessima performance di cui la politica, nel corso degli anni, ha dato prova in termini quasi bipartisan e che quindi la soluzione della crisi di governo può essere interpretata come una sonora sconfitta della politica, dato che mentre i tecnici sono designati in quanto depositari di competenze, i politici lo sono in quanto depositari di rappresentanza rispetto ai partiti politici di appartenenza. Ma vi è un altra possibile interpretazione di quanto accaduto. Si potrebbe forse anche sostenere che la soluzione data dal presidente della Repubblica alla crisi di governo costituisce in verità la premessa di una futura vittoria della democrazia: infatti la presenza di tecnici (di competenti ) nell Esecutivo di governo e di eletti dal popolo (di politici ) nelle Camere potrebbe prefigurare in termini sperimentali la necessità di una evoluzione dei princìpi costituzionali verso un esecutivo di soggetti competenti controllato da un consesso assembleare di rappresentanti popolari. Implicitamente, ma non tanto, ciò significherebbe ammettere che la complessità della globalizzazione planetaria e dell economia impone un elevamento di qualità tecnica delle funzioni esecutive, pur salvaguardando in capo ai rappresentanti eletti dal corpo elettorale le funzioni di controllo strategico. Forse questa soluzione, alla lunga, potrebbe attenuare quel disagio della democrazia che, metabolizzato dal versante delle vite degli individui, delle famiglie e delle comunità, un sociologo e uno psichiatra hanno chiamato depressione sociale (Aldo Bonomi e Eugenio Borgna, Elogio della depressione, Einaudi ). WALDEMARO MORGESE La Camera di Commercio e la Provincia di Lecce, dando seguito a- gli impegni sottoscritti nel protocollo d intesa, hanno tenuto un ciclo di seminari di approfondimento e orientamento sul contratto di relenewsdaterritorioeimprese inviate le vostre notizie a PUGLIA L azienda Master di Conversano per la sostenibilità ambientale In occasione del workshop RSI: crescita di valori, valore della crescita, organizzato da Confindustria Bari e BAT, la Master di Conversano ha presentato il concept sulla sostenibilità ambientale sviluppato nel : Master Love Green. All incontro, che si è svolto durante la X Settimana della Cultura d Impresa di Confindustria, è intervenuto Gaetano Contento, marketing manager dell azienda, che ha presentato Le maniglie dell amore: la prima linea di maniglie e cremonesi ha spiegato Contento ad aver compensato le emissioni di CO equivalente emessa durante il loro intero ciclo di vita, pari a circa. tonnellate. La compensazione è avvenuta con l acquisto volontario di crediti VER, riconosciuti a livello internazionale e verificati usando la metodologia Voluntary Carbon Standard e SOCIAL CARBON, generati da un progetto per la riduzione dei gas a effetto serra in Brasile. L azienda inoltre ha realizzato nel Rispetta l amore, Risparmia energia, un vademecum sui comportamenti ecosostenibili fra le mura di casa. Contratto di rete : seminari di approfondimento te a Otranto Galatone. L iniziativa intende rafforzare le sinergie già messe in campo con SalentoNET ed affiancare il sistema delle piccole e medie imprese salentine nella costituzione di reti d impresa. Verifica ammortizzatori incontro Inps-Gentile-sindacati Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl,Uil, Ugl e l assessore regionale al Lavoro della Regione Puglia, Elena Gentile, hanno incontrato la Direzione regionale dell Inps per la verifica relativa alle procedure di erogazione degli ammortizzatori in deroga. Su una platea complessiva di aziende interessate alla CIGS, l Inps provvederà ad erogare l assegno ai lavoratori aventi diritto per aziende già oggetto di decretazione da parte dell assessorato al Lavoro. Per le restanti aziende è in corso un approfondimento istruttorio attesi gli errori formali e sostanziali di presentazione delle istanze. Accesso al credito delle imprese per sviluppare l economia L accesso al credito delle micro e piccole imprese come fattore di sviluppo dell economia : di questo si è discusso lunedì novembre nel corso di un convegno organizzato a Taranto alla Cittadella delle Imprese. L incontro è stata l occasione per illustrare il Protocollo d intesa tra ABI, Unioncamere e Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, sottoscritto di recente al Congresso Nazionale di categoria, e per sottoscrivere la prima convenzione di attuazione dello stesso. Il progetto prevede il rilancio delle imprese verso una maggiore competitività, attraverso l accesso al credito. L iniziativa si rivolge alle micro e piccole imprese e prevede l identificazione della figura di un professionista dotato di specifici requisiti e indipendente rispetto alle singole imprese, il cui compito è quello di attestare l esistenza e il valore di taluni specifici asset e rilasciare all impresa una dichiarazione che quest ultima utilizzerà nei propri rapporti con il sistema bancario, al momento della richiesta di finanziamento. Le banche, anche in base a precisi accordi convenzionali che verranno promossi da Unioncamere, ABI e CNDCEC avranno la possibilità di proporre una politica creditizia mirata su tali fattispecie. BASILICATA Energia: taglio in bolletta per la P.A. lucana La bolletta energetica delle pubbliche amministrazioni regionali tagliata di un milione, mila e euro, pari a circa il % della spesa annua: è il risultato della gara per la fornitura aggregata di energia elettrica indetta e gestita dalla Società Energetica Lucana, nella sua qualità di energy provider regionale, per conto della Regione Basilicata, delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere lucane, degli enti sub regionali e locali. La gara, del valore complessivo di oltre milioni di euro, è stata aggiudicata a Edison Energia S.p.A. e assicurerà la fornitura elettrica a strutture ospedaliere strutture amministrative regionali e sub regionali e ad una trentina di Enti Locali che hanno già sottoscritto apposito Protocollo d Intesa con la Società Energetica. Ogni riproduzione anche parziale è vietata ai termini di legge Chiuso in tipografia il 24 novembre 2011 Direttore responsabile: Dionisio Ciccarese Direttore editoriale: Vito Raimondo Redazione: Via delle Orchidee, Z.I. Modugno-Bari - Tel Fax Responsabile trattamento dati personali: Dionisio Ciccarese P.Q.S. Società editrice: Via delle Orchidee, Z.I. Modugno-Bari - Tel Fax Copyright P.Q.S. Registrazione Trib. Bari n del 19/4/1996 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo settimanale può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali. Periodici e Quotidiani del Sud Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge. 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Locorotondo paese mediterraneo, da visitare avendo in mano un calice con gli ingredienti del suo sereno bianco: vino, gnumeridde, calce dei trulli. Camminare senza fretta lasciandosi avvolgere dai profumi che arrivano dall ondulata Valle d Itria, intrisa di estrosità murgiane sulle quali il paese domina da una collina a metri sul livello del mare, tronfio di tutta la sua rotondità. Il suo nome non solo deriva da locus rotundus, ma è uno dei pochi al mondo con cinque O. Profumi di vigne, di orti, di olivi, di fichi e anche di mare Adriatico nemmeno tanto lontano. E poi i colori come manciate di coriandoli: il bianco e grigio dei trulli, dei muretti a secco e dei pagghjare, il bruno delle cummerse, le lastre calcaree per ricoprire i tetti, i colori delle stagioni. È il territorio delle contrade San Marco, S.Elia, Trito, Tagaro e Serra, tanto per fare qualche nome. Il Centro Storico di Locorotondo è il succo della visita, in un crescendo di sorprese a spirale, proprio per come è strutturato: piccole case a due o tre piani, al massimo, con pareti tirate a calce e tetti a cummerse, con finestroni o arcate come occhi spalancati su vicoli, piazzette, terrazzini e ringhiere di ferro battuto, piccole corti, edicole di santi, comignoli. Il tutto spesso in un anarchica distribuzione architettonica che, tuttavia, si fa armonia e sale della spontaneità popolare. Incanto e realtà sono qui senza confine. Bighellonando lungo le stradine del Centro Storico, i vicoli come sentieri di chianche lucide, ecco la chiesetta dedicata a San Nicola (del Seicento), la chiesa della Madonna della Greca del, basiliana, monumento nazionale. Altre sorprese dalla villa Basile-Caramia, da Palazzo De Bernardis, dal Sottovilla Comunale, dalla zona di Zuzù. Il trullo più antico è nella frazione Marziolla. Locorotondo attorno al Mille era un villaggetto chiamato Casale San Giorgio. Nel divenne feudo del barone Ottavio Loffredo. Nel passò al Duca di Martina Francesco Caracciolo. Locorotondo la volle Goffredo, conte di Conversano, che intorno al unì alla Badia di Santo Stefano di Monopoli chiese e casali, tra cui quello di San Giorgio. Nel i rapporti tra gli abitanti di Locorotondo e i Caracciolo erano così tesi da non lasciare grandi speranze per lo sviluppo del paese. Tutto si risolse grazie al notabile Venanzio Montanaro a cui si devono la ricostruzione della Chiesa Madre e dell ospedale. Basilicata Il paese del Materano con abitanti Oliveto lucano, ovvero il cuore della città-natura fraboschi,sentierietorrenti In bicicletta alla scoperta delle Piccole Dolomiti lucane e di borghi Oliveto Lucano è punto di partenza per escursioni (anche in bicicletta) al Monte Croccia e nel Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane. Il Parco ha un estensione di. ettari compresi entro i confini dei comuni di Accettura, Calciano ed Oliveto Lucano in provincia di Matera, e Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza. Protegge un ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato di oltre. ettari, il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa. Del Parco fanno parte anche la montagna del Caperrino (. metri)e i torrenti e le sorgenti a carattere stagionale. Il bosco di Montepiano è prospero di cerri maestosi, fra aceri, carpini bianchi e agrifogli utilizzati durante la famosa festa del Maggio di Accettura con lo sposalizio degli alberi. Florida è anche la zona delle Dolomiti di Pietrapertosa e Castelmezzano, soprattutto di castagno, tiglio, olmo, ed acero, e nelle zone più alte la carpinella, il carpino, l ornello e cespugli di leccio. La montagna di Caperrino è ricoperta da cerretta, ginestra e, oler bene ad Oliveto Lucano? Certo che sì. VÈ uno di quei piccoli comuni, sparsi sul territorio nazionale, per i quali in tanti pretendono la sopravvivenza, perché patrimoni di culture e paesaggi. Oliveto è un borgo o meglio una città-natura di anime in provincia di Matera, a metri d altitudine alle falde del Monte Croccia di ben. metri, nel Parco delle Dolomiti Lucane e della Foresta di Gallipoli Cognato. Una zona di querce con un bel po di anni nel tronco, tante altre essenze boschive, ruscelli (il più importante è il Calandrella) e aria fina, buona cucina e prodotti tipici. Pane per gli scarponi e i denti per quanti amano itinerari di pregio, cioè i curiosi viaggiatori. Oliveto Lucano, a struttura medievale, è formato da due parti: quella ovoidale esterna più antica faceva da difesa, mentre la seconda, più nota come Piazza Ducale, accartoccia un nucleo abitativo nel punto più elevato del paesino. Su questa parte collinare ecco la chiesa Madre dedicata a S. Maria Assunta (XVII sec.), d impianto basilicale romanico a tre navate e piazza Umberto I circondata da una serie di stradine confinati con il bosco. Ed è questa una delle caratteristiche che fanno appunto di Oliveto Lucano, una città-natura. Il paese ha origini risalenti al periodo normanno. Il nome Oliveto Lucano, infatti, compare per la prima volta in documenti del. Nel fu possedimento dei Cavalieri di Malta e nel fu assegnato all Ordine Gerosolimitano. In seguito il suo territorio fu ceduto da Giovanna I D Angiò ai Bozzuto ed infine ai Grippini. Durante il periodo aragonese fu governato da Ferrante Diaz Garlon d Alife e nel fu acquistato dal duca di Castelmezzano (Girolamo de Lerma) che con i suoi eredi lo tenne fino al. In seguito, il paese passò al dominio delle famiglie Amodio, Revertera, e Rialto Sforza. Il patrimonio artistico più importante d Oliveto Lucano per la storia dell ellenismo in Basilicata, è costituito dai resti (tratti di mura ciclopiche e l acropoli) di un villaggio fortificato (VI-V secolo a.c.) su Monte Croccia. Ad Oliveto Lucano c è da visitare anche il castello feudale, le chiese di S. Maria di Piano di Campo e di Maria S.S. delle Grazie, alcuni edifici storici e i Portali di legno intarsiato delle cantine. È equidistante ( Km.) dai due capoluoghi di Potenza e Matera pur essendo in quest ultima Provincia. Dai capoluoghi percorrere la S.S. (Basentana) in direzione Metaponto per chi proviene da Potenza ed in direzione Potenza per quelli chi proviene da Matera. Bisogna, quindi, uscire allo scalo di Grassano-Garaguso Tricarico e proseguire in direzione Garaguso per km. Superato questo centro abitato proseguire per altri Km. prima di raggiungere Oliveto Lucano. La viabilità principale d accesso all abitato è costituita da una diramazione della Statale n, di Calle. Per il week end consigliato il rifugio Monte Croccia gestito da Michele Terranova (tel. - ) e la trattoria il Mulino, all ingresso dei paese, per gustare piatti a base di pasta fatta in casa, le manate o i ferretti, ottimo pane per la ruscedd (bruschetta), i papariul crusk (peperoni secchi e fritti), salumi, formaggi, conserve sott olio, eccellente ovviamente giacché è di Oliveto Lucano. soprattutto, da praterie. In tanta abbondanza arborea anche la fauna è ben rappresentata da cinghiali, lupi, volpi, tassi, istricìi e dal sempre più raro, purtroppo, gatto selvatico. Nelle pozze tra le radure esemplari, pure in via d estinzione, di Tritone Italico e di Salamandrina dagli occhiali. Pagina a cura di Vittorio Stagnani

19 Sanità 26 novembre 2 dicembre Malattie reumatiche Le Regioni comprano a prezzi pù bassi, ma ne pagano l inefficacia Coi farmaci il risparmio costa C ento milioni nel mondo ed oltre milioni gli italiani colpiti da malattie reumatiche che interessano soprattutto le donne: sino a volte più dell uomo. Costano, all Europa, miliardi di euro ed i costi diretti assorbono il % del prodotto interno lordo (PIL) europeo. In Italia la spesa farmaceutica per malattie reumatiche è di, miliardi di euro, mentre, la perdita di produttività supera miliardi. Tra perdite di produttività (% di tutte le assenze dal lavoro e % dell incapacità lavorativa permanente), care giver e cure informali, il totale dei costi indiretti è di circa i / dei costi totali, un / a carico del Ssn. Costo annuo medio per paziente -. euro. Se i malati che ne hanno bisogno, fossero curati con i farmaci biologici che gli sono adatti, pur con un modesto aumento della spesa farmaceutica, si ridurrebbero di ben due terzi i costi indiretti. Un risparmio, a consuntivo, molto vantaggioso per il SSN; un recupero di vita e sua qualità per paziente e famiglia. Ma dice il prof. Giovanni Minisola, presidente reumatologi italiani il ricorso a questi farmaci è, spesso, osteggiato e ritardato o rifiutato e il reumatologo non può usare il farmaco adatto per quel paziente poiché molte Regioni autorizzano solo uno dei candidati farmaci (quello che costa meno; la gara al ribasso fa inorridire gli addetti ) ed il malato si trascina con malattia ed inabilità aumentando costi diretti ed indiretti. Da denunciare il frequente ritardo mostruoso della diagnosi che, in media, è di anni (a volte anche ), un buco nero che compromette il futuro di quel soggetto poiché il danno alle strutture scheletriche interessate si instaura proprio nelle fasi precoci della malattia ed i ritardi non consentono di riparare il danno, a quel punto, irreversibile. Oggi dice il prof. Roberto Giacomelli (università, L Aquila) i farmaci biologici (innovativo il Golimumab nome non commerciale volta al mese, con facilitata auto iniezione sottocute, da usare quando i classici antireumatici abbiano fallito) che inducono e mantengono la remissione eliminando dolori, incapacità di vita, di lavoro, di na sanità che guarda al futuro e si affida soprattutto a genetica Ued epigenetica non perdendo di vista l etica ed il rispetto dovuto alla persona umana. L analisi è fatta semestralmente, dal, negli incontri di Il Futuro della Sanità promossi da Aldo Cerruti, presidente e amministratore unico di ab medica S.p.A. (al centro di ogni applicazione di tecnologia robotica in ambito medicale, diffusione di sistemi come robot chirurgico davinci, piattaforma per radiochirurgia Cyberknife e il robot RIO per la chirurgia ortopedica) e diventa occasione unica, per ricercatori e clinici europei e statunitensi, imprenditori, per confronto e scambio di esperienze, osservazioni, programmi, nuove iniziative a livello nazionale e internazionale. La scienza medica dice la dr Anna Moles, direttore scientifico Genomnia, di fronte ad una malattia, si interroga perché essa ha colpito quella persona, in quel determinato momento. Non, quindi, una visione avulsa dalla persona. Il paziente diventa test di se stesso anche per altri e diventa rappresentante delle persone che presentano o presenteranno quella determinata malattia ma, ognuno, poi, ha un proprio personale modo di presentarla, subirla, confrontarsi. Alla base l individualità, il suo Dna con i relativi errori, alcuni non visibili ma pur incidenti. Sono da ricercare, mettere alla luce. Al medico spetta capire il danno in quel soggetto e ripararlo. Le nuove tecnologie orientano verso la conoscenza intima della patologia, aiutano a spiegarci perché soggetti con stesso materiale genetico, esposti in ambienti affluenti (cibo, abitudini di vita, ecc), abbiano sviluppate una o l altra malattia e quali condizioni vi abbiano influito. Da queste conoscenze, il proiettile idoneo a colpire il punto giusto del male. riposo, di diporto. La conferma viene da uno studio osservazionale ( Rapsodia ) patrocinato da MSD: i nuovi farmaci hanno cambiato la vita permettendo il ritorno alla normalità. Ma, in Italia dice la prof. Gabriella Voltan, presidente associazione malati reumatici le strutture specialistiche sono poche e le liste di attesa giungono fino ad oltre giorni. La malattia reumatica condiziona, in gran parte dei casi, la capacità lavorativa, sociale, sessuale dei colpiti. Con le capacità di cura attuali e con terapia precoce ed adeguata, il malato può riappropriarsi della propria quotidianità e delle doti personali, rientrare in una possibilità di vita soddisfacente. Nel futuro più genetica e rispetto della persona per capire i meccanismi Alle radici della malattia Meno sofferenze per il soggetto, maggiori possibilità di diagnosi e terapia efficaci e costi ridotti di due terzi. Il sequenziamento diagnostico fine, eseguito su materiale genetico, è la prospettiva futura ma, già oggi dice la prof. Saskia Biskup (CeGaT GmbH di Tübingen), la tecnica di avanguardia da noi praticata (high throughput) e che auspichiamo possa essere diffusa, permette la lettura simultanea di diverse centinaia di miliardi di coppie di basi e, nello spazio di - settimane, dare risposte al clinico che, però, deve essere coinvolto nella ricerca stessa. La conoscenza delle basi molecolari delle malattie geneticamente determinate porta nuova luce in clinica e, per esempio, è determinante specie in malattie come Parkinson, epilessia ( geni paralleli), Alzheimer, demenza, corea, Sla, perdita della capacità visiva, ecc. Trovare il gene (o i geni) mutati, questa la sfida. La diagnostica genetica come metodo utile, rapido ed efficace, conveniente anche in termini di costi può spiegare alcuni disordini della sfera sessuale (ermafroditismo, inversioni, infertilità) indagati dice il dr Kenneth McElreavey, direttore di Human Developmental Genetics del Pasteur di Parigi a mezzo di un originale metodica per l identificazione delle basi genetiche con sequenziamento massivo dell intero esoma (se possibile su. perché no sull intero?) che supera gli ostacoli delle attuali tecniche di investigazione genetica e può essere utilizzata ugualmente per conoscere l origine di altre forme sporadiche anche familiari e di patologie genetiche rare, anche se non ne è nota la posizione nel genoma. Si frammenta il genoma umano in frammenti di RNA e li si amplifica e sequenzia in parallelo. Il costo dell indagine su - geni è di. euro. Esperienze Una vita tra diagnosi sbagliate C è una diversa follia con cui si può vivere olpisce - milioni di italiani ed è carat- da una marcata oscillazione Cterizzato tra fasi depressive (inattività, mancanza d interesse, alterazioni del sonno e dell appetito, difficoltà di concentrazione) e fasi maniacali dell umore (autostima aumentata, soggetto irritabile, logorroico, iperattivo). Alterati bipolarmente anche rendimento scolastico-lavorativo, rapporti familiari e sociali, capacità di guadagno. Reddito minore, lavoro di più basso livello, relazioni interpersonali più povere rispetto ai soggetti più sani. È possibile vivere bene con questa malattia. È il messaggio di Karia Dougherty, scrittrice Usa che ha vissuto anni, tra diagnosi sbagliate e cure improprie, nel volume Una diversa follia (Sperling & Kupfer, pag. ) prima guida facile per conoscere, capire e riuscire a vivere bene con il disturbo. Progetto editoriale e diffusione italiani sostenuti da Bristol-Myers Squibb. Il volume è scaricabile dai siti o richiesto gratuitamente al numero... Già richieste. copie e si prevede nuova tiratura. OGNI ANNO NEL MONDO MILIONI DI PREMATURI gni anno, nel mondo, nascono circa milioni di neonati prematuri (. Oin Italia). La brusca interruzione del processo di maturazione fisica e psicologica del bambino può implicare difficoltà nello sviluppo psico-affettivo e relazionale di tutta la famiglia, lasciata molto spesso senza sufficienti informazioni e senza un adeguato sostegno. I risultati di una ricerca commissionata da Abbott, pubblicata nella giornata dedicata al problema ( novembre), rivela il forte impatto che un parto prematuro può avere sulle mamme, preoccupate per il futuro dei loro figli: difficoltà scolastiche, ripercussioni su sviluppo e crescita, costi sanitari e sociali (il doppio rispetto ai nati a termine). Il neonato prematuro dice il Prof. Paolo Giliberti, presidente Società Italiana Neonatologia presenta immaturità della maggior parte degli organi ed apparati (le infezioni respiratorie sono il doppio rispetto a quelle dei neonati a termine) ed incontra notevoli difficoltà ad espletare tutte le funzioni necessarie alla vita autonoma fuori del grembo materno. I genitori siano informati ed abbiano sostegno per affrontare anche il momento del ritorno a casa. Le molte cause di un disturbo Traumi & panico mbiente e gene si parla- si influenzano, con- Ano, tendono o collaborano? E, per esempio, la separazione o perdita precoce della madre e/o padre nell infanzia destina quel bimbo a soffrire, quando sarà diventato grande, di attacchi di panico? Il disturbo di panico ha substrato fondamentalmente genetico (trasmissione complessa) ed il prof. Marco Battaglia (università Vita- Salute San Raffaele, Milano) indagando su animali da laboratorio e prendendo a parametro l ipersensibilità all esposizione all anidride carbonica (CO) e la collegata sindrome ansiosa. Nei gemelli identici dice Battaglia stesse risposte di panico nell esposizione a miscele di aria arricchita di CO e nella separazione dai genitori. Il modello animale (roditori) con analoghe reazioni permette di ricercare in modo parallelo. Si rileva una trasmissione intergenerazionale del cambiamento non del dna ma del modo in cui il Dna stesso viene espresso o tradotto. Il trauma psicologico importante dell infanzia denuncia alterazioni dell espressione del Dna. Dalla ricerca genetica potranno emergere i meccanismi causali del panico, spesso insospettati, sui quali potrà basarsi la terapia. Il panico ( una bugia della vita che può rovinarci la vita dice Rosario Sorrentino) interessa -% della popolazione generale (% attacchi sporadici). Comparati, in USA, alle spese generate dalla media della popolazione generale, incluse le visite specialistiche, i soggetti con panico (panickers) raggiungono un costo annuo di., contro, della popolazione generale. I giorni di lavoro perduti, proiettati su base annua, sono più del doppio per i panickers rispetto alla popolazione generale. I risultati di un indagine C è la suocera? Arriva lo stress taliani sempre più Istressati: lavoro e problemi economici le principali preoccupazioni, ma anche suocere e computer. Un indagine condotta su un campione di Italiani (- anni), promossa da ANIFA accerta che lo stress colpisce persone su, con netta prevalenza delle donne e che il relativo livello è aumentato negli ultimi anni. Suocere e computer sono considerati fonti di stress dal %. A farne le spese è l organismo che reagisce, ognuno a proprio modo, con mal di testa, dolori muscolari, disturbi del sonno, herpes, coliche addominali, stipsi/diarrea, disturbi gastrici e digestivi. Lo stress è la risposta neuroendocrina che il nostro sistema nervoso attiva quando il cervello percepisce la situazione come stressante. I sintomi dice il prof. Piero Barbanti, Primario Neurologo San Raffaele Pisana, Roma possono essere curati con farmaci di automedicazione (senza obbligo di ricetta), molecole efficaci e in genere ben tollerate, ma sempre farmaci: non abusarne e rivolgersi a farmacista o medico se il sintomo persiste. Come affrontare lo stress: far respirare il cervello, che, sotto stress, lavora in condizioni di apnea; alimentazione corretta frazionata nella giornata, rilassarsi: training autogeno e yoga per disintonizzare il sistema vegetativo. Pagina a cura di Nicola Simonetti

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