Con le decisioni dell ABF, spunti di dottrina e segnalazioni di giurisprudenza. a cura del Conciliatore BancarioFinanziario

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1 Con le decisioni dell ABF, spunti di dottrina e segnalazioni di giurisprudenza a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 1/2014

2 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO Con le decisioni dell ABF, spunti di dottrina e segnalazioni di giurisprudenza Le Disposizioni della Banca d Italia che disciplinano il funzionamento dell Arbitro Bancario Finanziario prevedono che le banche e gli intermediari finanziari adottino un organizzazione interna tale da assicurare che i propri uffici reclami conoscano gli orientamenti dell ABF, si mantengano costantemente aggiornati sugli stessi e valutino i reclami della clientela anche alla luce di tali orientamenti. Per supportare gli intermediari Associati nello svolgimento di tale attività e di quella più propriamente legale, Il Conciliatore BancarioFinanziario ha predisposto una nuova collana dal titolo Quaderni di aggiornamento. Ogni Quaderno contiene, nella Parte I, le Massime delle decisioni ABF, elaborate dagli Uffici del Conciliatore BancarioFinanziario selezionando le decisioni ritenute più significative tra quelle in suo possesso, seguite - per una pronta consultazione - dal testo della decisione stessa. Alla Parte I si affiancano eventuali altre due sezioni dedicate, l una agli Spunti di dottrina, e l altra alle Segnalazioni di giurisprudenza. I Quaderni di aggiornamento, che non hanno alcuna pretesa di completezza ed esaustività, si pongono come obiettivo quello di contribuire - per quanto possibile - all attività di studio e ricerca dei precedenti ABF, nonché di costituire un agevole strumento di consultazione per consentire una adeguata valutazione delle decisioni da assumere. a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 1

3 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 INDICE PARTE I Massime di decisioni dell ABF Conti Correnti - ABF Collegio di Napoli, n. 4905/13 - imposta di bollo d.l. n.201/2011 pluralità di rapporti intrattenuti con la medesima banca modalità di applicazione pag. 4 Bancomat e carte di credito - ABF Collegio di Milano, n. 2947/13 - carta di credito prelievi fraudolenti richiesta di conoscere il beneficiario dei pagamenti violazione privacy esclusione - ABF Collegio di Roma, n. 3179/13 - carta di credito recesso della banca obbligo di preavviso errato riferimento all art. 6 d.lgs. 11/ applicabilità art. 125 quater TUB pag. 7 pag. 12 Assegno - ABF Collegio di Milano, n. 4613/13 - conto corrente con convenzione assegno estinzione riconsegna assegni non ancora utilizzati obbligo della banca di richiamare l attenzione del cliente in fase di estinzione esclusione pag. 17 Finanziamenti - ABF Collegio di Milano, n. 4449/13 - fideiussione garante diritto ad ottenere copia dei documenti relativi ai rapporti garantiti art. 119 TUB - vessatorietà della clausola contrattuale che prevede il consenso del debitore principale - ABF Collegio di Roma, n. 4830/13 - apertura di credito tasso di interesse indeterminatezza sostituzione con tasso b.o.t. ex art 117 TUB - ABF Collegio di Napoli, n. 5569/13 - cessione del quinto estinzione anticipata rimborso del premio assicurativo criterio di calcolo adottato dalla compagnia assicurativa insindacabile da parte dell ABF - ABF Collegio di Napoli, n. 5736/13 - finanziamento diritto alla rinegoziazione sussistenza limiti pag. 22 pag. 27 pag. 33 pag. 36 a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 2

4 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 PARTE II SPUNTI DI DOTTRINA MUCCIARONE G., Attendendo la decisione del collegio di coordinamento dell ABF su usura e interessi moratori: ABF n. 77/2014 e ABF n. 125/2014, in Riv. di dir. banc., n. 7/2014. pag. 41 LUPOI A., La cartolarizzazione dell usura, spunti, in Riv. di dir. banc., n. 2/2014. pag. 41 PARTE III SEGNALAZIONI DI GIURISPRUDENZA ANATOCISMO RIPETIZIONE DI INDEBITO PRESCRIZIONE - DECORRENZA Cassazione, Sez. I Civ., 26 febbraio 2014, n. 4518, Pres. Salmè, Rel. Acierno pag. 42 SIC CANCELLAZIONE RICORSO EX ART. 700 c.p.c INAMMISSIBILITA Tribunale della Spezia, Ordinanza del 29 gennaio 2014 pag. 57 MUTUO USURA SOMMATORIA INTERESSI CORRISPETTIVI E MORATORI ERRORRE LOGICO E GIURIDICO Trib. Trani, Ordinanza dell 11 marzo 2014, inedita pag. 60 a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 3

5 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 PARTE I Massime di decisioni dell ABF Conti Correnti IMPOSTA DI BOLLO D.L. n. 201/2011 PLURALITA DI RAPPORTI INTRATTENUTI CON LA MEDESIMA BANCA MODALITA DI APPLICAZIONE Il Collegio di Napoli con decisione n. 4905/13 del 27 settembre 2013 ha precisato che non sembra dubbio che sulla scorta del d.l. n. 201/2011 ai fini dell applicazione dell imposta sono unitariamente considerati tutti i rapporti di conto corrente e i libretti di risparmio identicamente intestati, intrattenuti con la medesima banca. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 4

6 Decisione N del 27 settembre 2013 IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri...Presidente - prof. avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia (estensore) - avv. Leonardo Patroni Griffi...membro designato dalla Banca d'italia - prof. Gennaro Rotondo...membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario per le controversie in cui sia parte un cliente consumatore - avv. Pierfrancesco Bartolomucci. membro designato dal C.N.C.U. Nella seduta del , dopo aver esaminato: il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica FATTO Titolare di tre rapporti di conto corrente in essere col convenuto, il cliente rappresenta (prima nel reclamo, poi nel ricorso) che nell estratto conto del primo trimestre 2013 relativo a uno dei suddetti rapporti risultava l addebito di 34,20 per il recupero dell imposta di bollo dell anno 2012 relativa a un libretto di deposito a risparmio cointestato. Precisato che il libretto de quo, acceso nel 1996, con saldo zero, e comunque non più movimentato dal 1997, risulterebbe smarrito, sostiene che l intermediario avrebbe dovuto estinguere d ufficio il rapporto in base alla sopravvenuta normativa sui depositi dormienti e contesta l applicazione della menzionata imposta, della quale domanda la restituzione insieme all ulteriore importo di 2,50 euro per indebite commissioni su un bonifico. Chiede altresì l estinzione del libretto senza aggravio di spese e il risarcimento del danno morale. Costituitosi, il resistente eccepisce (quanto all applicazione dell imposta di bollo) di aver correttamente applicato la vigente disciplina in quanto la giacenza media dell insieme dei rapporti intestati al ricorrente (e alla cointestataria) avrebbe superato il limite di 5.000,00. Precisa che la normativa relativa ai depositi dormienti si applica solo in caso di saldo superiore ad 100,00 (mentre il libretto ha saldo pari a zero). Aggiunge, per quanto riguarda la richiesta di estinzione del rapporto, di aver invitato il cliente a recarsi presso la propria dipendenza per 5 Pag. 2/3

7 Decisione N del 27 settembre 2013 l espletamento delle relative formalità senza esito. Infine, in ordine alla domandata restituzione di 2,50, comunica di aver retrocesso l importo al cliente. Conclude per il rigetto del ricorso. Seguono repliche del ricorrente. DIRITTO Preso atto, per un verso, dell avvenuto rimborso dell importo di 2,50 euro e, per altro verso, della disponibilità manifestata dall intermediario all estinzione del rapporto, residuano le questioni relative ai termini di applicazione delle diverse discipline relative ai depositi c.d. dormienti e all applicazione dell imposta di bollo. Quanto alla prima, è senz altro corretta l affermazione dell intermediario circa i limiti di applicazione della stessa a depositi con saldo positivo nell indicata misura (v. art. 2, co. 2, d.p.r n. 116/2007). Quanto alla seconda, fermo restando che l esame della corretta applicazione della normativa tributaria esula dal perimetro di attribuzioni dell Arbitro Bancario Finanziario (v., ad es., Collegio di Milano, decisione n. 1510/2013), non sembra dubbio che sulla scorta del d.l. n. 201/2011 ai fini dell applicazione dell imposta sono unitariamente considerati tutti i rapporti di conto corrente e i libretti di risparmio identicamente intestati, intrattenuti con la medesima banca. Anche tale norma è stata correttamente applicata al caso di specie. P.Q.M. Il Collegio non accoglie il ricorso. firma 1 IL PRESIDENTE 6 Pag. 3/3

8 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 Bancomat e carte di credito CARTA DI CREDITO PRELIEVI FRAUDOLENTI RICHIESTA DI CONOSCERE IL BENEFICIARIO DEI PAGAMENTI VIOLAZIONE PRIVACY ESCLUSIONE Il Collegio di Milano con decisione n. 2947/13 del 29 maggio 2013 ha ritenuto che il titolare di una carta prepagata utilizzata per effettuare operazioni on line fraudolente abbia diritto di conoscere i dati identificativi del beneficiario di tali operazioni. Ad avviso del Collegio, infatti, la conoscenza di tutti i dati inerenti un operazione contestata come fraudolenta e formalmente imputabile ad un determinato soggetto costituisce un presupposto imprescindibile per consentire a quello stesso soggetto di tutelate i propri diritti nelle opportune sedi, il che consente alla banca di effettuare il trattamento di tali dati anche senza il suo consenso del proprio cliente, così come previsto dall art. 24 lettera f) del d.lgs. 30 giugno 2003, n (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 7

9 Decisione N del 29 maggio 2013 IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Emanuele Cesare Lucchini Guastalla Presidente - Avv. Maria Elisabetta Contino Membro designato dalla Banca d Italia - Prof. Avv. Diana V. Cerini Membro designato dalla Banca d Italia - Avv. Giuseppe Spennacchio Membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario (Estensore) - Prof. Avv. Andrea Tina Membro designato dal C.N.C.U. nella seduta del 21 marzo 2013 dopo aver esaminato: il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario; la relazione istruttoria della Segreteria Tecnica. FATTO Nel proprio ricorso all ABF la ricorrente riferisce di essere titolare di una carta prepagata, emessa da un intermediario diverso da quello convenuto, con la quale, in data 1 febbraio 2012, erano state effettuate due operazioni fraudolente on line risultanti imputate all intermediario convenuto. In data 10 febbraio 2012 aveva sporto denuncia presso i Carabinieri di Genova. La ricorrente afferma di non aver mai ricevuto informazioni circa le suddette operazioni e di ignorare tuttora l identificazione dell ordinante che chiede di poter avere, al fine di tutelarsi nelle competenti sedi. Pertanto la ricorrente chiede all ABF che all intermediario convenuto venga ordinata la comunicazione: a) del sito attraverso il quale sono state ordinate/eseguite ( ); b) del beneficiario del prelievo ( ); c) della causale del prelievo. A sostegno della richiesta richiama la normativa sulla trasparenza in relazione alla propria qualità di parte della transazione, anche se involontaria e solo in fatto e la inesistenza di presupposti per invocare la segretezza. Per il rimborso del controvalore delle operazioni fraudolente l attrice ha, per altro, presentato ricorso avverso l intermediario emittente la carta di credito, chiedendo anche in quella sede la comunicazione del beneficiario del pagamento a favore del quale l intermediario convenuto nel presente procedimento ha effettuato il prelievo. Parte resistente afferma che, a seguito della segnalazione da parte della ricorrente, che non è sua cliente, e già nello svolgimento della propria attività, ha provveduto ad esperire tutti gli adempimenti procedurali interni per quanto riguarda l Antifrode e la normativa Antiriciclaggio. Evidenzia, poi, che nella lettera del 25 maggio 2012 la ricorrente, richiamando la denuncia alla Pubblica Autorità, aveva dato atto di aver promosso un procedimento penale; in tale contesto, così come fatto presente alla 8 Pag. 2/5

10 Decisione N del 29 maggio 2013 ricorrente con la risposta al reclamo, l intermediario non può fornire le informazioni richieste essendo disponibile a farlo solo alla competente Autorità giudiziaria. Precisa infine di essere un istituto autorizzato ad emettere esclusivamente moneta elettronica, sicché con le operazioni disconosciute dalla ricorrente è stato ricaricato un conto di moneta elettronica per il tramite dell area web banking, e di non poter fornire a terzi i dati dei propri clienti, essendo vincolato agli obblighi derivanti dalla tutela sulla privacy, la cui violazione è possibile fonte di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale oltre che penale L intermediario convenuto, reputando di aver fornito ogni chiarimento con nota del 24 luglio 2012, chiede all ABF di dichiarare non accoglibile/ammissibile il ricorso. La ricorrente ha replicato con del 12 novembre 2012, nella quale osserva innanzitutto che la denuncia/querela vale solo come notizia di reato; nessun procedimento penale risulta nella specie essere stato iniziato dalla competente Procura. Rileva, poi, come l esigenza di tutelare la riservatezza venga invocata in ordine ad una operazione della quale ella è stata parte e, quindi, soggetto interno e non esterno al rapporto bancario e come la mancata conoscenza delle informazioni richieste, in presenza della totale assenza di corrispettivi rispetto al trasferimento patrimoniale, le ha impedito di esercitare, tra l atro, i diritti previsti negli articoli 57 e 64 del Codice del Consumo. L intermediario ha controreplicato con nota del 20 novembre 2012, confermando le proprie controdeduzioni. Considerato il procedimento maturo per la decisione, questo Collegio lo ha esaminato nella riunione del 21 marzo DIRITTO La vicenda sottoposta all esame di questo Collegio trae origine dall utilizzo fraudolento della carta di pagamento subito dalla ricorrente, in riferimento a due operazioni di pagamento on line per complessivi. 206,22=. Pregiudizialmente si deve rilevare che il caso in esame non risulta essere stato altresì sottoposto alla cognizione dell AGO per iniziativa della ricorrente, come eccepito dall intermediario. Come è noto, le Disposizioni Banca d Italia sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari, emanate il 12 dicembre 2011, prevedono alla Sez. I, par. 4 (Ambito di applicazione oggettivo) che: Non possono essere inoltre proposti ricorsi inerenti a controversie già sottoposte all autorità giudiziaria. Il ricorso alla giurisdizione ordinaria implica, dunque, ai sensi di tale norma e dell art. 2, comma 6, della deliberazione CICR n. 275/2008, un inderogabile effetto preclusivo del giudizio arbitrale. Può considerarsi pacifico che il 10 febbraio 2012 la ricorrente ha disconosciuto le operazioni di cui si discute e sporto denuncia presso la Pubblica Autorità. Nella denuncia effettuata si legge che la ricorrente si riservava la costituzione di parte civile nell instaurando procedimento penale ; tuttavia non vi è agli atti alcun documento che attesti come un procedimento penale sia stato realmente avviato, così da creare una situazione di litispendenza, non potendo certo attribuirsi tale natura alla semplice querela sporta dalla ricorrente, per altro contro ignoti. Parimenti infondate appaiono le osservazioni dell intermediario volte ad eccepire la carenza di legittimazione attiva in capo alla ricorrente, non rivestendo la medesima la qualifica di cliente. La legittimazione attiva, infatti, non presuppone necessariamente l esistenza di un rapporto contrattuale diretto tra cliente ed intermediario convenuto, ma, come chiarito dalla Sez. I, 3 delle Disposizioni della Banca d Italia emanate il 12 dicembre 2011 e sopra richiamate, ai fini della presente disciplina si definiscono: cliente, il 9 Pag. 3/5

11 Decisione N del 29 maggio 2013 soggetto che ha o ha avuto un rapporto contrattuale o è entrato in relazione con un intermediario per la prestazione di servizi bancari e finanziari, ivi compresi i servizi di pagamento : relazione pacificamente intercorsa nel caso in oggetto. Superate, dunque, le questioni di carattere preliminare, il punto nodale per la decisione nel merito attiene al rapporto tra il diritto in capo al soggetto che formalmente risulta aver disposto una determinata operazione (seppure da lui disconosciuta) di richiedere informazioni in merito a quella stessa operazione ed il diritto alla riservatezza dei dati soggettivi riguardanti il beneficiario ultimo di quella disposizione, opposto dall intermediario convenuto. La ricorrente chiede che questo Collegio accolga il ricorso, ordinando all intermediario di fornire i dati del sito attraverso il quale sono state ordinate/eseguite le operazioni disconosciute, del beneficiario del prelievo gestito dall intermediario e della causale del prelievo. Nella descrizione delle due operazioni disconosciute dalla ricorrente, avvenute il 1 febbraio 2012, figura l indicazione dell intermediario convenuto e del luogo ove esso ha la propria sede legale e la propria direzione generale; è dunque pacifico che le transazioni di cui si discute sono state perfezionate con l intervento di tale intermediario. Non constando agli atti evidenza di alcun procedimento penale pendente, è possibile escludere la sussistenza di un obbligo di segreto, ai sensi dell art. 329 c.p.p. L intermediario ha affermato di non poter fornire a terzi i dati dei propri clienti, essendo vincolato agli obblighi derivanti dalla tutela sulla privacy, la cui violazione è possibile fonte di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale oltre che penale. Ricordato che per il rimborso del controvalore delle operazioni fraudolente, l attrice ha presentato ricorso avverso l intermediario emittente la carta, chiedendo anche in quella sede la comunicazione del beneficiario del pagamento a favore del quale l istituto convenuto nel presente procedimento ha effettuato il prelievo, l opposizione rammostrata da quest ultimo istituto a rendere noti i dati richiesti appare non giustificata né alla luce della specifica normativa sulla privacy né avuto riguardo ai principi di ordine generale. Innanzitutto occorre rilevare come la ricorrente non rivesta, con riferimento all operazione della quale chiede di poter conoscere tutti gli estremi (ivi compreso il nominativo del beneficiario), la qualità di terzo, essendo, al contrario, parte di quell operazione. Sicché sarebbe assurdo disconoscere il diritto di un soggetto a sapere chi è la propria controparte in un negozio in forza del quale (a prescindere da qualunque valutazione di legittimità) è intervenuto il trasferimento di una somma di denaro. L Autorità garante per la protezione dei dati personali ha emanato in data 25 ottobre 2007 le Linee guida per trattamenti dati relativi al rapporto banca-clientela le quali prevedono, tra l altro, all art. 3.1 (Regole di protezione dei dati e c.d. segreto bancario): La comunicazione a terzi di dati personali relativi a un cliente è ammessa se lo stesso vi acconsente (art. 23 del Codice) o se ricorre uno dei casi in cui il trattamento può essere effettuato senza il consenso (art. 24 del Codice). Fra le ipotesi in cui il consenso non è richiesto, l art. 24 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, prevede, alla lettera f), quello in cui il trattamento è necessario per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria e, alla successiva lettera g), quello in cui esso è necessario per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati ( ) qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell interessato. La fattispecie in esame sembra poter rientrare pienamente nelle ipotesi cui si è fatto cenno. La conoscenza di tutti i dati inerenti un operazione contestata come fraudolenta e formalmente imputabile ad un determinato soggetto costituisce un presupposto imprescindibile per consentire a quello stesso soggetto di tutelare i propri diritti nelle opportune sedi. 10 Pag. 4/5

12 Decisione N del 29 maggio 2013 D altra parte è difficile ravvisare una lesione di un interesse meritevole di tutela in capo al soggetto che è risultato beneficiario dell operazione di cui si discute: se egli aveva diritto a ricevere la prestazione di pagamento posta in essere mediante l utilizzo della carta intestata alla ricorrente, sulla base di un rapporto obbligatorio che vincolava le parti, non avrà nessun motivo per opporsi al disvelamento delle proprie generalità in favore del soggetto che risulta aver adempiuto a quell obbligazione; se, viceversa, conformemente alla ricostruzione della ricorrente, il destinatario del pagamento è risultato beneficiario di un operazione posta in essere fraudolentemente, non può consentirsi di dare protezione, sotto la copertura di un preteso diritto alla riservatezza, ad una condotta illecita. Il Collegio ritiene, dunque, che non vi siano motivi che possano giustificare il rifiuto da parte dell intermediario a fornire le informazioni richieste dalla ricorrente. P.Q.M. Il Collegio accoglie il ricorso e dispone che l intermediario comunichi alla ricorrente i dati richiesti relativi alle operazioni on line riconducibili alla ricorrente medesima. Il Collegio dispone, inoltre, ai sensi della vigente normativa che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di 200,00, quale contributo alle spese della procedura, e alla ricorrente la somma di 20,00, quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 11 Pag. 5/5

13 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 CARTA DI CREDITO RECESSO DELLA BANCA OBBLIGO DI PREAVVISO ERRATO RIFERIMENTO ALL ART. 6 D.LGS. 11/ APPLICABILITA ART. 125 QUATER TUB Il Collegio di Roma con decisione n. 3179/13 del 12 giugno 2013 ha dichiarato illegittima, e quindi possibile fonte di responsabilità contrattuale della banca per gli eventuali danni arrecati, la revoca di una carta di credito disposta senza preavviso in considerazione dell andamento anomalo del conto corrente di appoggio. Il Collegio ha ritenuto, infatti, applicabile alla fattispecie l art. 125 quater TUB, che stabilisce, per i contratti di credito ai consumatori a tempo indeterminato, il diritto del finanziatore di recedere con un preavviso di almeno due mesi e non l art. 6 del d.lgs. 11/2010, invocato dall intermediario resistente, che si riferisce al blocco e non alla revoca dello strumento di pagamento. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 12

14 Decisione N del 12 giugno 2013 IL COLLEGIO DI ROMA composto dai Signori: Dott. Giuseppe Marziale Avv. Bruno De Carolis Prof. Avv. Pietro Sirena Presidente Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Membro designato dalla Banca d'italia Avv. Michele Maccarone Membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario Avv. Chiara Petrillo Membro designato dal C.N.C.U. nella seduta del 12/04/2013 dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica, FATTO Il ricorrente riferisce che in data ha ricevuto dall intermediario resistente, tramite mail, un intimazione alla regolarizzazione del conto corrente cointestato con un suo familiare, sconfinato a causa di addebito per utilizzo della carta di credito CartaSì VISA. Contestualmente, gli veniva richiesta la restituzione della carta a causa dell intervenuta interruzione del flusso in accredito relativo alla pensione del suddetto cointestatario. Il ricorrente inoltrava un reclamo con specifica richiesta di chiarimenti riguardo al contenuto della mail, sostenendo che la decisione di interrompere l accredito della pensione non costituiva, a suo avviso, un valido motivo di recesso unilaterale, atteso che sul medesimo conto affluivano anche fondi propri. Il ricorrente lamentava altresì di essersi visto costretto a chiudere anche il conto e lamentava di aver subito danni a causa della conseguente necessità di cambiare di domiciliazione delle utenze nonché per la necessità di chiedere ad altro intermediario l emissione di una nuova carta di credito. Insoddisfatto della risposta dell intermediario, replicava di essere unico intestatario della carta e che il conto d appoggio veniva alimentato anche da proprie disponibilità, oltre che dall accredito della citata pensione. Nel ricorso, il ricorrente chiede l accertamento della illegittimità del comportamento tenuto dall intermediario in ordine al recesso unilaterale dal rapporto riguardante la carta, 13 Pag. 2/5

15 Decisione N del 12 giugno 2013 nonché il risarcimento dei danni quantificati in euro 1.000,00. Conclude chiedendo che sia riconosciuta l'illegittimità del comportamento della banca e il conseguente diritto al risarcimento dei danni subiti, quantificati in euro 1.000,00. In replica al reclamo, la banca faceva presente che l alimentazione del conto su cui era regolata la carta avveniva prevalentemente tramite accredito della pensione del familiare cointestatario (di euro 2.854,00); altri afflussi, assai modesti e costituiti dal versamento di assegni, erano del tutto marginali in relazione alla movimentazione complessiva del rapporto. Il drastico invito alla restituzione della carta nasceva proprio dall ennesimo sconfinamento protrattosi per oltre 30 giorni, nonché dalla decisione di interrompere l accredito periodico dell importo della pensione, circostanza che non avrebbe più consentito di sanare, seppur tardivamente, gli sconfinamenti che si generavano ad ogni addebito derivante da utilizzi della carta. La banca, inoltre, specificava come la richiesta di restituzione era finalizzata anche a evitare ulteriori conseguenze dannose per il cliente, come segnalazioni ai sistemi di gestione delle informazioni creditizie ovvero apposizione di blocchi procedurali all operatività corrente. In sede di controdeduzioni, la banca confermava che la presenza di saldi negativi in concomitanza degli addebiti mensili della carta era divenuta assai frequente, per cui il venir meno della garanzia della pensione aveva comportato un significativo aumento del rischio di inadempimento agli obblighi di pagamento. Quanto alla chiusura del conto, fa presente che si è trattato di decisione autonoma del ricorrente, avendo la banca deciso prudentemente di ritirare lo strumento di pagamento, senza tuttavia precludere il mantenimento del conto e dei rapporti ad esso associati. Precisa altresì che in base al contratto di conto corrente, sottoscritto dal ricorrente, nella sezione relativa ai Servizi di pagamento quadro PSD (art. 24, comma 3) è previsto espressamente che la Banca qualora sussista un giustificato motivo, può recedere dai singoli Servizi di pagamento PSD senza preavviso, dandone immediata comunicazione al cliente. Sulla legittimità di tale clausola richiama la decisione dell ABF Collegio di Milano n del , secondo cui, sulla base dell art. 6 del d.lgs. n.11 del , il contratto può prevedere il diritto del prestatore di servizi di pagamento di bloccare l utilizzo di uno strumento di pagamento al ricorrere di giustificati motivi tra i quali il seguente: nel caso in cui lo strumento prevede la concessione di una linea di credito per il 14 Pag. 3/5

16 Decisione N del 12 giugno 2013 suo utilizzo, un significativo aumento del rischio che il pagatore non sia in grado di ottemperare ai propri obblighi di pagamento. Peraltro, secondo la banca resistente, sarebbe preciso obbligo degli intermediari, in conformità delle Istruzioni emanate dalla Banca d Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, evitare che il cliente sia indirizzato verso prodotti e servizi inadatti rispetto alle proprie esigenze finanziarie. In conclusione, chiede che il ricorso sia respinto non sussistendo alcun danno derivante dalla chiusura del conto. DIRITTO La contestazione del ricorrente riguarda l asserita illegittimità del comportamento della banca per aver revocato la carta di credito a lui intestata senza un valido motivo. In realtà, la banca ha spiegato al cliente quali sono le ragioni che l hanno indotta ad assumere l iniziativa contestata, le quali si possono riassumere in due punti: a) l esistenza di scoperti di conto, verosimilmente in assenza di affidamenti; b) il venir meno della fonte di alimentazione del conto su cui operava la carta, essendo stato revocato, a quanto sembra di potersi dedurre dal resoconto offerto dalle parti, l accredito periodico della pensione del cointestatario del conto stesso. In effetti, in base agli estratti del conto e agli altri documenti contabili prodotti dalla banca emerge la sussistenza di frequenti saldi a debito dovuti all utilizzo della carta, per cui si determinavano frequenti sconfinamenti che l intermediario ha tollerato facendo affidamento, come poi ha dichiarato, sugli accreditamenti periodici della pensione del contitolare del conto. Appare pertanto ragionevole, sulla base dell andamento del conto, che la revoca degli accreditamenti periodici di cui sopra abbia potuto costituire motivo di allarme per l intermediario, inducendolo a esaminare l opportunità di revocare la carta di credito, che è all origine degli scoperti di conto. Ciò posto, va tuttavia rilevato che il recesso da un contratto di credito ai consumatori a tempo indeterminato è regolato dall art.125-quater del TUB (d.lgs. n.385/1993), che prevede il diritto del finanziatore di recedere con un preavviso di almeno due mesi. La resistente, nel richiamarsi ad una clausola del contratto e a una precedente decisione dell ABF, confonde con tutta evidenza i termini della questione. Infatti, la legge speciale che regola la materia dei servizi di pagamento (D.Lgs. n.11/2010) stabilisce che il contratto quadro può prevedere il diritto del 15 Pag. 4/5

17 Decisione N del 12 giugno 2013 prestatore di servizi di pagamento di bloccare l'utilizzo di uno strumento di pagamento al ricorrere di giustificati motivi connessi con uno o più dei seguenti elementi: ( ) c) nel caso in cui lo strumento preveda la concessione di una linea di credito per il suo utilizzo, un significativo aumento del rischio che il pagatore non sia in grado di ottemperare ai propri obblighi di pagamento (art. 6, comma 2 ). Quindi, l ipotesi cui la norma fa riferimento riguarda il blocco della carta, mentre nella specie in esame la banca ha chiaramente manifestato la volontà di revocare la carta stessa, cioè di recedere dal rapporto. Va in proposito ricordato che il blocco dello strumento di pagamento è contemplato come misura temporanea, in quanto al venir meno delle ragioni che hanno portato al blocco dello strumento di pagamento, il prestatore di servizi di pagamento provvede a riattivare lo strumento o ad emetterne uno nuovo in sostituzione di quello precedentemente bloccato (art.6, comma 4). Pertanto, sotto questo profilo, il ricorso merita accoglimento con conseguente dichiarazione dell illegittimità del recesso per violazione del disposto dell art.125-quater TUB. Il che non incide tuttavia sulla validità del recesso, ma può costituire fonte di responsabilità contrattuale per gli eventuali danni arrecati. Sotto questo profilo, il ricorrente ha chiesto il risarcimento di danni quantificati in 1.000,00, la cui domanda, tuttavia, risulta formulata non nel ricorso, ma in una nota aggiuntiva presentata in data successiva al ricorso stesso. Pertanto la richiesta risarcitoria non può essere accolta in quanto proposta tardivamente. Peraltro, la richiesta di asseriti danni, di cui parte attrice non allega alcuna prova, appare correlata agli effetti della chiusura del conto, circostanza non ascrivibile a responsabilità della banca, essendo frutto di una determinazione autonoma del medesimo ricorrente. P.Q.M. Il Collegio accoglie parzialmente il ricorso nei sensi di cui in motivazione. Dispone inoltre che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di Euro 200,00 (duecento/00) quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente di Euro 20,00 (venti/00) quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. firma 1 IL PRESIDENTE 16 Pag. 5/5

18 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 1/2014 Assegno CONTO CORRENTE CON CONVENZIONE ASSEGNO ESTINZIONE RICONSEGNA ASSEGNI NON ANCORA UTILIZZATI OBBLIGO DELLA BANCA DI RICHIAMARE L ATTENZIONE DEL CLIENTE IN FASE DI ESTINZIONE - ESCLUSIONE Il Collegio di Milano con decisione n. 4613/13 del 9 settembre 2013 ha evidenziato che non può ritenersi che incomba sulla banca l obbligo di richiamare ulteriormente l attenzione del cliente sulla necessità di restituire o comunque di distruggere gli assegni ancora in suo possesso al momento dello svolgimento delle operazioni di chiusura di un conto corrente, precisando che è lapalissiano che una volta chiuso un conto corrente il carnet di assegni ad esso relativo sia comunque inutilizzabile. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 17

19 Decisione N del 09 settembre 2013 COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SPENNACCHIO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari (MI) VELLUZZI Membro designato da Associazione rappresentativa dei clienti Relatore (MI) GAMBARO Nella seduta del 27/06/2013 dopo aver esaminato: - il ricorso e la documentazione allegata - le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione - la relazione della Segreteria tecnica. FATTO Nel proprio ricorso all ABF la ricorrente ha esposto che in data essa ha chiesto alla propria banca l apertura di un conto corrente e la contestuale chiusura di un altro rapporto in essere presso altra dipendenza della banca convenuta. Nel mese di maggio 2012 traeva sul conto estinto un assegno bancario di 250,00. Il veniva contattata dalla resistente che le rappresentava la necessità di provvedere al ritiro immediato dell assegno per non procedere alla levata del protesto. La ricorrente chiedeva al beneficiario dell assegno di richiamare il titolo prima dell incasso; provvedeva poi a pagare il creditore tramite bonifico. La ricorrente veniva rassicurata dalla banca in merito al fatto che il richiamo dell assegno avrebbe scongiurato qualsiasi conseguenza negativa; mentre in data veniva segnalata alla CAI. Poiché non riusciva ad utilizzare il bancomat, l interessata otteneva dalla convenuta una nuova tessera che comunque non le consentiva di effettuare pagamenti; apprendeva dalla resistente che a causa dell assegno richiamato era presente un blocco sulla carta di debito. Nella stessa giornata l intermediario chiedeva alla ricorrente di restituire tre assegni 18 Pag. 2/5

20 Decisione N del 09 settembre 2013 bancari ancora in suo possesso informandola che il blocco sarebbe rimasto in essere fino al Soggiunge la ricorrente che al momento della chiusura del conto la convenuta non le aveva richiesto la restituzione degli assegni, né era stata ammonita circa le conseguenze del loro utilizzo; ritenendo trattarsi di un trasferimento di conto da una dipendenza all altra del medesimo istituto ha utilizzato il vecchio carnet. Precisa altresì che non ha ricevuto alcuna comunicazione formale dell avvenuta iscrizione. Pertanto la ricorrente, ritenendo la banca responsabile dell accaduto, ha chiesto la cancellazione dell iscrizione alla CAI nonché il risarcimento del danno non patrimoniale nella misura di euro per le spese sostenute e per il disagio subito. Nelle proprie controdeduzioni l intermediario convenuto ha ricordato che nel 2010 la ricorrente ha chiuso un conto corrente aprendo contestualmente un altro rapporto presso altra dipendenza della medesima banca. Nel mese di giugno 2012 la cliente ha tratto un assegno sul vecchio conto, presentato all incasso il e richiamato il successivo ; ha provveduto al pagamento di quanto dovuto a mezzo bonifico. In data la ricorrente veniva iscritta nell archivio CAI; nel caso di specie, poiché non è consentita alcuna regolarizzazione tardiva dell assegno, l obbligo di segnalazione non è accompagnato da particolari formalità. La resistente ha richiamato quanto è indicato nel Quaderno di ricerca giuridica n. 59 e due Lettere-Circolari della Banca d Italia; ha citato altresì alcune sentenze di merito. Puntualizza quindi la resistente che la ricorrente era consapevole del fatto che l assegno era stato tratto su un conto chiuso; e che le difficoltà incontrate dalla cliente nell utilizzo del bancomat sono state determinate da un problema di tipo tecnico-informatico e procedurale, tempestivamente segnalato agli uffici competenti. L intermediario si è reso disponibile a far fronte alle esigenze momentanee della ricorrente, nelle more della definizione di detto disservizio. Pertanto la resistente ha chiesto di respingere l istanza. In sede di replica alle controdeduzioni la ricorrente ha ribadito che non le era stata richiesta la restituzione dei vecchi assegni; ha più volte domandato all intermediario copia della certificazione attestante detta richiesta, senza ottenere risposta; l intermediario non l ha informata dell iscrizione alla CAI; il problema tecnico procedurale che impediva l utilizzo del bancomat per i pagamenti è stato risolto solo dopo il , quindi al termine dei sei mesi di iscrizione nell archivio. Con nota del l intermediario ha richiamato l art. 3 delle Norme che regolano i conti correnti di corrispondenza e servizi connessi che disciplina l obbligo di restituzione degli assegni non utilizzati in caso di cessazione del rapporto. DIRITTO La ricorrente contesta la segnalazione del proprio nominativo alla CAI a partire dal causata da un assegno bancario di 250,00 emesso il su un conto corrente chiuso nel mese di giugno 2010; in particolare, l interessata aveva estinto il rapporto accendendo contestualmente un altro conto presso una diversa dipendenza della banca convenuta. 19 Pag. 3/5

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