ISTRUZIONE N.2 PER LA VALUTAZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO E DEGLI OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ISTRUZIONE N.2 PER LA VALUTAZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO E DEGLI OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA"

Transcript

1 ISTRUZIONE N.2 PER LA VALUTAZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO E DEGLI OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria Vista la Legge vaticana 30 dicembre 2010 n. CXXVII concernente la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo ed in particolare l articolo 33, comma 5, lettera a); Vista la Lettera Apostolica promulgata da Sua Santità Papa Benedetto XVI il 30 dicembre 2010 in forma di Motu proprio per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario; Vista la Deliberazione del Consiglio direttivo dell Autorità di Informazione Finanziaria del 27 ottobre 2011; EMANA la seguente Istruzione. Le indicazioni contenute nella presente Istruzione, adottate ai sensi del Capo V della Legge n. CXXVII del 30 dicembre 2010, sono rivolte ai soggetti indicati dall articolo 2 della legge medesima, d ora in poi soggetti obbligati. PARTE PRIMA IL RISCHIO DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Sezione I Criteri di valutazione del fattore di rischio Premesso che l intensità e l estensione degli obblighi di adeguata verifica delle controparti vanno modulati secondo il grado di rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, assumono rilievo in detta valutazione i fattori di rischio inerenti ai soggetti obbligati, alla controparte, al tipo di rapporto e all operazione. A) Il fattore di rischio connesso con i soggetti obbligati può riguardare: 1

2 1. il tipo di attività svolta: valutata in relazione alla oggettiva possibilità che si presti a dare luogo a condotte di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo; 2. i volumi operativi: poiché maggiori volumi debbono essere ritenuti a più alto rischio. B) Per quanto riguarda la controparte, costituiscono fattori di rischio: 1. la natura e le caratteristiche della controparte: occorre verificare la sussistenza di eventuali procedimenti penali a carico della controparte o di soggetti notoriamente a essa collegati e di precedenti segnalazioni. Occorre inoltre verificare il possesso di particolari qualifiche, quali ad esempio quella di persona politicamente esposta; nel caso di controparte non persona fisica, dovranno considerarsi le finalità della sua costituzione, gli scopi che persegue, le modalità attraverso cui opera per raggiungerli, nonché la forma giuridica adottata, soprattutto là dove essa presenti particolari elementi di complessità e opacità che possano impedire o ostacolare l individuazione del titolare effettivo o dell effettivo oggetto sociale o ancora dei collegamenti partecipativi. Dovrà altresì verificarsi se la controparte non persona fisica risulti collegata a entità residenti in ordinamenti non equivalenti sotto il profilo della lotta al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo; 2. l attività svolta: particolare attenzione sarà rivolta alla tipologia dell attività quale quella caratterizzata da movimentazione di elevati flussi finanziari e da elevato uso di contante; 3. il comportamento tenuto all atto del compimento dell operazione o dell instaurazione del rapporto continuativo: assumono rilievo comportamenti dissimulatori, quali la riluttanza a fornire le informazioni richieste ovvero l incompletezza o l erroneità delle stesse; 4. area geografica: costituisce area di interesse la residenza o sede, il luogo di localizzazione dell attività svolta o degli affari. Assume rilievo la presenza nel territorio di fenomeni illeciti suscettibili di alimentare condotte di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. B) Relativamente ai rapporti continuativi, d affari e alle operazioni occasionali, costituiscono fattori di rischio: 1. le modalità di instaurazione e svolgimento del rapporto continuativo o dell operazione (ad esempio quando non è richiesta la presenza fisica della controparte o non viene consentita la sua identificazione diretta da parte dei soggetti obbligati). Particolare attenzione va posta quando i rapporti sono instaurati e gestiti unicamente mediante l intervento di collaboratori; 2. l ammontare: richiedono attenta valutazione, in generale, le operazioni di cospicuo ammontare, in particolare se incoerenti rispetto al profilo economico patrimoniale della controparte, e le operazioni ravvicinate di importo sotto la soglia che possano essere ricondotte a un ipotesi di frazionamento volto ad eludere gli obblighi antiriciclaggio; 2

3 3. la frequenza delle operazioni e la durata del rapporto continuativo: frequenza e durata vanno valutate in relazione ai bisogni della controparte e alla luce dello scopo e della natura del rapporto (ad esempio la chiusura improvvisa del rapporto dopo avere effettuato una serie di operazioni che suscitano attenzione per entità e frequenza); 4. l area geografica di destinazione o provenienza dei fondi; 5. l effettuazione dell operazione in contanti, quando non vi siano evidenti ragioni giustificative. Sezione II Individuazione del carattere delle controparti I soggetti obbligati provvedono a definire il profilo di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo attribuibile ad ogni controparte, sulla base delle informazioni acquisite e delle analisi effettuate, con i criteri sopra indicati e con quelli ulteriori che ritengano di adottare. In esito all individuazione del carattere, ciascuna controparte è inclusa in una delle classi di rischio predefinite dai soggetti obbligati. A ciascuna classe di rischio è associato un coerente livello di profondità ed estensione degli adempimenti agli obblighi previsti dalla normativa di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo (adeguata verifica e valutazione delle operazioni sospette). Nel caso di rapporti continuativi, i soggetti obbligati definiscono la frequenza di aggiornamento sulla base del relativo livello di rischio. La verifica della classe di rischio deve essere effettuata almeno in occasione: a) della revisione periodica del rapporto continuativo (ad esempio, modifica del profilo di rischio per la prestazione dei servizi di investimento, rilascio/rinnovo di strumenti di pagamento); b) del cambiamento sostanziale dell operatività della controparte; c) di eventi che modificano il profilo di rischio (es. assunzione della qualifica di Persona Politicamente Esposta). La segmentazione delle controparti si avvale di procedure strutturate di raccolta e di elaborazione dei dati e delle informazioni. La raccolta delle notizie può avvenire attraverso percorsi guidati o questionari. L elaborazione del profilo di rischio può essere effettuata anche avvalendosi di algoritmi predefiniti e procedure informatiche, in grado di assegnare in automatico la classe di rischio. In tutti i casi di modalità automatiche è necessario che gli esiti siano valutati dagli operatori e, se del caso, modificati. Quando la modifica dell operatore abbassa il livello di rischio o dei controlli, essa va motivata per iscritto. Modalità di elaborazione in tempo reale possono risultare particolarmente adatte nel caso di singole operazioni non inquadrate in un rapporto continuativo (operazione occasionale). 3

4 PARTE SECONDA OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA Sezione I Ambito di applicazione Gli obblighi di adeguata verifica sono stabiliti dagli articoli 28 e ss. della Legge n. CXXVII del 30 dicembre Le attività di adeguata verifica vanno effettuate nei casi previsti dall articolo 28, lettere a),b),c),d),e) della Legge n. CXXVII del 30 dicembre L attività va inoltre svolta quando non siano più attuali le informazioni rilevanti sotto il profilo di rischio precedentemente attribuito alla controparte e al titolare effettivo (ad esempio siano scaduti i poteri di rappresentanza ovvero consti il cambio di residenza o di cittadinanza della controparte o del titolare effettivo). Sezione II Identificazione della controparte e dell esecutore Se la controparte è una persona fisica, l identificazione avviene attraverso l acquisizione dei dati identificativi forniti dall interessato, tratti da un valido documento di identità. Con le medesime modalità vanno altresì identificati i cointestatari e il soggetto che compie l operazione (esecutore). Nel caso dell esecutore dovrà inoltre essere verificato da parte dei soggetti obbligati il conferimento della delega con potere di rappresentanza. Quando la controparte non è una persona fisica, l identificazione dovrà avvenire in presenza del legale rappresentante o di un suo delegato. Sezione III Identificazione del titolare effettivo All atto dell identificazione la controparte è tenuta a dichiarare se il rapporto è instaurato per conto di un altro soggetto. L individuazione del titolare effettivo, ai sensi dell articolo 2, comma 1, e articolo 1 dell allegato alla Legge n. CXXVII del 30 dicembre 2010, ha luogo, senza che sia necessaria la sua presenza fisica, contestualmente all identificazione della controparte e sulla base dei dati identificativi da questa forniti. 4

5 Sezione IV Verifica dei dati relativi alla controparte, all esecutore e al titolare effettivo I soggetti obbligati effettuano la verifica dei dati forniti, attraverso la seguente documentazione: a) validi documenti di identità; b) atti pubblici, scritture private autenticate, certificati qualificati utilizzati per la generazione della firma digitale; c) dichiarazioni della rappresentanza diplomatica della Santa Sede; d) gli albi ed elenchi di soggetti autorizzati, gli atti costitutivi, gli statuti, i bilanci; e) i siti web di organismi e autorità pubbliche, anche di Stati esteri, purché a regime equivalente. Per i soggetti minori di età, i dati identificativi devono essere verificati, in mancanza di un documento di identità o di riconoscimento, attraverso il certificato di nascita o l eventuale provvedimento del giudice tutelare. La verifica può avvenire anche a mezzo di una foto autenticata. In tal caso devono essere registrati gli estremi dell atto di nascita dell interessato. La verifica dei dati del titolare effettivo di un conto può avvenire successivamente all apertura del rapporto assumendo adeguate misure per impedire che vengano effettuate operazioni finché detto titolare non sia stato identificato. La verifica dei dati della controparte, dell esecutore e del titolare effettivo può avvenire anche dopo l instaurazione del rapporto, qualora ciò sia necessario per non interrompere la normale conduzione degli affari e risulti un basso rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo. Sezione V Acquisizione di informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o d affari e delle operazioni occasionali. I soggetti obbligati accertano lo scopo e la natura prevista del rapporto continuativo o d affari o delle operazioni occasionali. Vanno comunque acquisite le notizie riguardanti: a) le motivazioni e le finalità relative all accensione del rapporto o all effettuazione dell operazione; b) le relazioni tra la controparte e l esecutore, nonché tra questi e il titolare effettivo del rapporto ovvero dell operazione; c) l attività lavorativa ed economica svolta e, in generale, le relazioni d affari. Ulteriori informazioni da acquisire, in base al profilo di rischio, possono riguardare l origine dei fondi utilizzati nel rapporto o nella singola operazione, le relazioni d affari e i rapporti con altri 5

6 soggetti, la situazione economica e patrimoniale e la situazione lavorativa, economica e patrimoniale dei familiari conviventi. Sezione VI Controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della relazione d affari Il controllo costante risponde all esigenza di mantenere aggiornato il profilo della controparte e di individuare elementi di incongruenza che possono costituire anomalie rilevanti. Il controllo costante si esercita attraverso l esame della complessiva operatività della controparte. I soggetti obbligati stabiliscono, in ragione del profilo di rischio, le modalità e la frequenza delle verifiche per aggiornare le informazioni e i dati acquisiti. Le risultanze del controllo possono condurre all individuazione di anomalie e incongruenze oggetto di segnalazione di operazioni sospette, al congelamento dei fondi, all astensione dall effettuazione dell operazione e alla chiusura del rapporto. Sezione VII Obblighi di conservazione I soggetti obbligati conservano i documenti acquisiti nell effettuazione dell adeguata verifica al fine di: a) dimostrare all AIF le procedure seguite e le misure adottate per adempiere agli obblighi di legge; b) consentire analisi e approfondimenti da parte dell AIF; c) consentirne l utilizzo nell ambito di indagini da parte dell AIF, del Corpo della Gendarmeria e dell Autorità Giudiziaria. I documenti sono conservati per un periodo di cinque anni decorrenti dalla data di: a) esecuzione dell operazione occasionale; b) chiusura del rapporto continuativo in relazione a tutte le operazioni registrate sullo stesso. I documenti devono essere prontamente disponibili su richiesta dell Autorità competente. PARTE TERZA MISURE SEMPLIFICATE DI ADEGUATA VERIFICA 6

7 E prevista l applicazione di misure semplificate di adeguata verifica della controparte nel caso di fattispecie a basso rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo, quando la controparte rientra nelle categorie previste dall articolo 3, comma 1, dell allegato alla Legge n. CXXVII del 30 dicembre Relativamente al punto c) del suddetto articolo, per autorità pubbliche nazionali si intendono i Dicasteri, gli Istituti, gli Uffici, gli Enti pubblici e le Rappresentanze Diplomatiche della Santa Sede, gli Uffici del Governatorato. I soggetti obbligati, prima di effettuare un operazione, raccolgono le informazioni idonee a stabilire se ricorrono le condizioni per la procedura semplificata e sono responsabili dell idoneità e della veridicità di tali informazioni, secondo criteri di diligenza professionale. L identificazione della controparte avviene secondo i criteri stabiliti per l instaurazione di un rapporto continuativo. I soggetti obbligati valutano l operatività della controparte, per verificare che modalità di esecuzione, frequenza, importo e altri aspetti, ivi compresi quelli costituenti fattori di rischio, siano coerenti con le caratteristiche che consentono l applicazione della procedura semplificata. I soggetti obbligati si astengono dall applicazione delle misure semplificate, salvo che non intendano astenersi dall effettuazione dell operazione o dalla costituzione del rapporto, valutando l eventuale invio di segnalazione di operazione sospetta quando: a) vi siano dubbi sull idoneità o la veridicità delle informazioni acquisite ai fini della riconduzione della controparte alle categorie sopra indicate; b) non vi siano più le condizioni per la configurazione di un basso rischio di riciclaggio; c) vi sia comunque il sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. PARTE QUARTA OBBLIGHI RAFFORZATI Sezione I Principi generali L adeguata verifica rafforzata ai sensi dell articolo 31 della Legge n. CXXVII del 30 dicembre 2010, consiste nell adozione di misure caratterizzate da maggiore entità, estensione e frequenza nelle diverse aree dell adeguata verifica. Ad esempio possono essere acquisite ulteriori informazioni sui familiari, sui conviventi, su soggetti in affari con la controparte, sulle società in cui essa è socio o riveste cariche sociali e possono essere verificati più approfonditamente la natura e lo scopo del rapporto. Ad integrazione di quanto previsto dall articolo 31 della Legge n. CXXVII del 30 dicembre 2010, i casi in cui i soggetti obbligati debbono adottare misure rafforzate sono i seguenti: 7

8 a) operazioni ripetute di versamento di contanti o valori; b) quando sia stato avviato il processo di valutazione ai fini della segnalazione all AIF di operazione sospetta; c) in relazione al ricorso a prodotti, operazioni, tecnologie che possano aumentare il rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Nel caso in cui uno dei soggetti (esecutore, controparte o titolare effettivo) risulti ad alto rischio di riciclaggio, le misure rafforzate di adeguata verifica si applicano comunque a tutti gli altri soggetti. Sezione II Operatività a distanza In tale ambito rientra l operatività svolta dalla controparte senza la sua presenza presso i soggetti obbligati; nel caso in cui la controparte non sia una persona fisica, essa si considera presente quando lo sia l esecutore. L operatività a distanza realizzata attraverso sistemi di comunicazione telefonica o informatica (ad esempio internet banking e phone banking) richiede una specifica attenzione da parte dei soggetti obbligati, in considerazione dell assenza di un contatto diretto sia con la controparte che con i soggetti eventualmente incaricati dalla medesima. L offerta di servizi attraverso Internet può inoltre accrescere il rischio di frodi connesse al furto di identità elettronica, compromettendo gravemente l attendibilità dei dati raccolti. Nei casi di operatività a distanza, i soggetti obbligati sono tenuti ad acquisire un idoneo documento di riconoscimento tramite fax, invio di copia cartacea o scannerizzata nonché ad acquisire e analizzare uno o più dei seguenti documenti da cui risultino i dati identificativi e le altre informazioni richieste ai fini dell adeguata verifica: a) atti pubblici, scritture private autenticate; b) certificati qualificati utilizzati per la generazione della firma digitale associata a documenti informatici; c) dichiarazione della Rappresentanza Diplomatica della Santa Sede. Qualora il soggetto obbligato non sia in grado di ottenere i dati e le informazioni indicate ovvero non riesca a verificare l attendibilità degli stessi o ad avere altrimenti certezza circa la coincidenza fra la controparte da identificare e il soggetto cui si riferiscono i dati e le informazioni trasmesse ovvero qualora dalle verifiche effettuate emerga la falsità o l incoerenza delle informazioni fornite a distanza, non dà corso all operazione, non avvia il rapporto continuativo ovvero pone fine al rapporto già in essere e valuta se effettuare una segnalazione di operazione sospetta. Sezione III Persone politicamente esposte (PEP) 8

9 Il concetto di PEP è definito dall articolo 2 dell allegato alla Legge n. CXXVII del 30 dicembre I soggetti obbligati, al fine di individuare se una controparte o titolare effettivo rientri tra i PEP, oltre ad ottenere le pertinenti informazioni dalla controparte, si avvalgono di ulteriori fonti, quali ad esempio i siti Internet ufficiali delle Autorità dei Paesi di provenienza. Qualora la controparte o il titolare effettivo rientri nella definizione di PEP, l apertura e il mantenimento del rapporto continuativo sono autorizzati dal legale rappresentante dei soggetti obbligati o da un suo delegato. PARTE V ADEGUATA VERIFICA NEI CONFRONTI DI INTERMEDIARI I soggetti obbligati applicano misure rafforzate nei confronti di enti creditizi e finanziari insediati in Stati con normativa non equivalente. Le misure rafforzate prevedono almeno: a) l acquisizione di informazioni idonee a individuare gli assetti proprietari dell ente corrispondente e la qualità del regime di vigilanza cui l ente corrispondente è sottoposto; b) l acquisizione, presso l ente corrispondente, di informazioni idonee a comprendere la natura delle attività svolte, anche con riferimento ai servizi prestati dall ente corrispondente ai propri clienti in relazione ai quali viene utilizzato il conto corrente di corrispondenza acceso presso l intermediario destinatario degli obblighi rafforzati; c) l attribuzione da parte dei soggetti obbligati, nel caso in cui l operazione sia effettuata o il rapporto sia acceso per conto di clienti dell ente corrispondente, di un codice univoco a tutte le operazioni e ai rapporti riferibili ad una medesima controparte al fine dell aggregazione di tali elementi in capo all ente corrispondente; d) l autorizzazione del legale rappresentante dei soggetti obbligati o di un suo delegato. *** La presente Istruzione viene pubblicata nel Supplemento degli Acta Apostolicae Sedis ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione. Attilio Card. Nicora Presidente Città del Vaticano 14 novembre

Vista la deliberazione del Consiglio Direttivo dell Autorità d Informazione Finanziaria del 27 ottobre 2011 EMANA. Premessa

Vista la deliberazione del Consiglio Direttivo dell Autorità d Informazione Finanziaria del 27 ottobre 2011 EMANA. Premessa ISTRUZIONE N.1 IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, PROCEDURE E CONTROLLI INTERNI VOLTI A PREVENIRE L UTILIZZO DEGLI ENTI VIGILATI A FINI DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Il Presidente dell Autorità

Dettagli

Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria

Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria REGOLAMENTO N.4 DELL AUTORITA DI INFORMAZIONE FINANZIARIA DISCIPLINANTE IL CONTENUTO DEGLI OBBLIGHI IN MATERIA DI TRASFERIMENTO DI FONDI AI SENSI DELL ARTICOLO 38, COMMA 4 DELLA LEGGE N. CXXVII DEL 30

Dettagli

ISTRUZIONE N. 4 DI INFORMAZIONE FINANZIARIA DISCIPLINANTE L INDICAZIONE DI INDICI DI ANOMALIA. Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria

ISTRUZIONE N. 4 DI INFORMAZIONE FINANZIARIA DISCIPLINANTE L INDICAZIONE DI INDICI DI ANOMALIA. Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria ISTRUZIONE N. 4 DI INFORMAZIONE FINANZIARIA DISCIPLINANTE L INDICAZIONE DI INDICI DI ANOMALIA Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria - Vista la Legge vaticana 30 dicembre 2010 n. CXXVII

Dettagli

Documento per la consultazione

Documento per la consultazione Documento per la consultazione Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell art. 7, comma 2, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n.

Dettagli

L Antiriciclaggio. 231 : IL NUMERO DEI RISCHI normativa antiriciclaggio. Convegno fiduciarie piemontesi Torino 31 maggio 2013

L Antiriciclaggio. 231 : IL NUMERO DEI RISCHI normativa antiriciclaggio. Convegno fiduciarie piemontesi Torino 31 maggio 2013 231 : IL NUMERO DEI RISCHI normativa antiriciclaggio Convegno fiduciarie piemontesi Torino 31 maggio 2013 L Antiriciclaggio a cura di Salvatore Ruotolo 1 provvedimenti di Banca Italia 10 marzo 2011 in

Dettagli

26 settembre 2013. Le osservazioni al presente documento di consultazione dovranno pervenire entro il 10 novembre 2013 al seguente indirizzo:

26 settembre 2013. Le osservazioni al presente documento di consultazione dovranno pervenire entro il 10 novembre 2013 al seguente indirizzo: Disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela da parte dei revisori legali e delle società di revisione con incarichi di revisione su enti di interesse pubblico, ai sensi dell

Dettagli

Glossario Antiriciclaggio

Glossario Antiriciclaggio Pagina 1 di 7 Glossario Antiriciclaggio Adeguata Verifica Amministrazioni interessate Archivio Unico Informatico Autorità di Vigilanza di Settore Banca di Comodo CAP Cliente Conti di passaggio Dati identificativi

Dettagli

MODULO ANTIRICICLAGGIO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

MODULO ANTIRICICLAGGIO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA MODULO ANTIRICICLAGGIO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA (NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO D. LGS. 21.11.2007, N. 231 e succ. modificazioni) Obblighi di adeguata verifica della clientela.

Dettagli

REGOLAMENTO N.2 RELATIVO AL TRASPORTO AL SEGUITO DI DENARO CONTANTE E STRUMENTI FINANZIARI IN ENTRATA O USCITA DALLO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO

REGOLAMENTO N.2 RELATIVO AL TRASPORTO AL SEGUITO DI DENARO CONTANTE E STRUMENTI FINANZIARI IN ENTRATA O USCITA DALLO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO REGOLAMENTO N.2 RELATIVO AL TRASPORTO AL SEGUITO DI DENARO CONTANTE E STRUMENTI FINANZIARI IN ENTRATA O USCITA DALLO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO Il Presidente dell Autorità di Informazione Finanziaria

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 5/2013

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 5/2013 DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 5/2013 SCHEMA DI REGOLAMENTO CONCERNENTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN TEMA DI ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA E DI REGISTRAZIONE DA PARTE DELLE

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n.

MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi Prot. n. 00062 Roma, 4 gennaio 2008 Com. n. 3 OGGETTO: Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. 125367/07 Il Ministero

Dettagli

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti:

L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti: Normativa Antiricilaggio: guida pratica UMCI Esaminiamo i vari adempimenti a seconda degli obblighi: a) Identificazione del cliente L identificazione consiste nella verifica dell identità del cliente e

Dettagli

Quadro normativo di riferimento

Quadro normativo di riferimento TESTO DELLA BOZZA DI PROVVEDIMENTO Disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela da parte dei revisori legali e delle società di revisione con incarichi di revisione su enti di

Dettagli

Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V

Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Prot. 116098 Roma, 17 dicembre 2008 OGGETTO: Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Dettagli

MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA info@confartliguria.it - www.confartliguria.it C.F. e Registro Imprese di Genova 80043330101 Via XII Ottobre, 12/3 16121 GENOVA Tel. 010 5957610 / 010 5538269 - Fax 010 570240 MODULO PER L IDENTIFICAZIONE

Dettagli

PROVVEDIMENTO DEFINITIVO DELLA BANCA D ITALIA DEL 3 APRILE 2013: PRINCIPALI IMPATTI OPERATIVI SUI CONFIDI VIGILATI (EX 107) E MINORI (EX 106).

PROVVEDIMENTO DEFINITIVO DELLA BANCA D ITALIA DEL 3 APRILE 2013: PRINCIPALI IMPATTI OPERATIVI SUI CONFIDI VIGILATI (EX 107) E MINORI (EX 106). PROVVEDIMENTO DEFINITIVO DELLA BANCA D ITALIA DEL 3 APRILE 2013: PRINCIPALI IMPATTI OPERATIVI SUI CONFIDI VIGILATI (EX 107) E MINORI (EX 106). DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DI ADEGUATA VERIFICA DELLA

Dettagli

PROCEDURA PER LA ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

PROCEDURA PER LA ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA PROCEDURA PER LA ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA (INTEGRATA CON LE DISPOSIZIONI EMANATE DALLA BANCA D ITALIA IN DATA 3 APRILE 2013) 1 PREMESSA GENERALE La presente procedura viene emanata a seguito del

Dettagli

La circolare che guida passo passo al rispetto degli adempimenti. Adempimenti in materia di antiriciclaggio

La circolare che guida passo passo al rispetto degli adempimenti. Adempimenti in materia di antiriciclaggio Fiscal Adempimento La circolare che guida passo passo al rispetto degli adempimenti N. 44 25.11.2013 Adempimenti in materia di antiriciclaggio Adeguata verifica, registrazione e conservazione, formazione

Dettagli

MODULO ANTIRICICLAGGIO RAPPORTI CONTINUATIVI CLIENTE NON PERSONA FISICA. Normativa Antiriciclaggio D.Lgs. n. 231/2007

MODULO ANTIRICICLAGGIO RAPPORTI CONTINUATIVI CLIENTE NON PERSONA FISICA. Normativa Antiriciclaggio D.Lgs. n. 231/2007 MODULO ANTIRICICLAGGIO RAPPORTI CONTINUATIVI CLIENTE N PERSONA FISICA Normativa Antiriciclaggio D.Lgs. n. 231/2007 Obblighi di adeguata verifica della clientela Gentile Cliente, al fine del corretto assolvimento

Dettagli

QUESTIONARIO ANTIRICICLAGGIO (DECRETO LEGISLATIVO 21 NOVEMBRE 2007 N. 231)

QUESTIONARIO ANTIRICICLAGGIO (DECRETO LEGISLATIVO 21 NOVEMBRE 2007 N. 231) Filiale nr. Contratto nr. Richiedente e /Ragione Sociale Provincia di residenza o della sede legale Coobbligato (da non compilare in caso di persone fisiche) e del Legale Rappresentante/Esecutore* QUESTIONARIO

Dettagli

Normativa Antiriciclaggio. Dott.ssa Antonella Masala, Responsabile Antiriciclaggio Eos Servizi Fiduciari Spa

Normativa Antiriciclaggio. Dott.ssa Antonella Masala, Responsabile Antiriciclaggio Eos Servizi Fiduciari Spa Normativa Antiriciclaggio Dott.ssa Antonella Masala, Responsabile Antiriciclaggio Eos Servizi Fiduciari Spa Premessa Legge 15 dicembre 2014, n. 186 «Collaborazione volontaria per l emersione e il rientro

Dettagli

ANTIRICICLAGGIO. avv.pierluigioliva@hotmail.it

ANTIRICICLAGGIO. avv.pierluigioliva@hotmail.it ANTIRICICLAGGIO avv.pierluigioliva@hotmail.it Il quadro normativo!! Direttive CEE!! D. lgs. 21.11.2007 n.231!! D. lgs. 25.9.2009 n.152!! Il fine è quello di prevenire l utilizzo del sistema finanziario

Dettagli

Versione 1.0 del 21 dicembre 2012 POLITICA ANTIRICICLAGGIO

Versione 1.0 del 21 dicembre 2012 POLITICA ANTIRICICLAGGIO del 21 dicembre 2012 POLITICA ANTIRICICLAGGIO 2 di 12 Indice generale 1. PREMESSA... 3 2. FONTI NORMATIVE... 4 3. LA CONOSCENZA DEL CLIENTE... 5 3.1 Obbligo di adeguata verifica della Clientela... 5 3.2

Dettagli

POLICY. Prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. (Estratto) Consiglio di Amministrazione

POLICY. Prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. (Estratto) Consiglio di Amministrazione POLICY Prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo (Estratto) Numero / Anno POL 01 / 2013 Versione 1.0 Stato Proponente Approvazione Emittente Approvato Antiriciclaggio Consiglio

Dettagli

Normativa Antiriciclaggio - D.Lgs. n. 231/2007. Obblighi di adeguata verifica della clientela.

Normativa Antiriciclaggio - D.Lgs. n. 231/2007. Obblighi di adeguata verifica della clientela. NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO D. LGS. 21.11.2007, N. 231 OBBLIGHI DI ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA QUESTIONARIO CONFIDI 1 Normativa Antiriciclaggio - D.Lgs. n. 231/2007. Obblighi di adeguata verifica della

Dettagli

Il Sistema Primo Network per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio sul piano finanziario

Il Sistema Primo Network per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio sul piano finanziario Il Sistema Primo Network per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio sul piano finanziario 1 Definizione di riciclaggio di denaro Il riciclaggio di denaro è l'azione di re-immissione di profitti,

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

Obblighi di adeguata verifica del titolare effettivo difficoltà applicative

Obblighi di adeguata verifica del titolare effettivo difficoltà applicative Obblighi di adeguata verifica del titolare effettivo difficoltà applicative ASSOSIM 14 febbraio 2013 Avv. Davide Nervegna Of Counsel Norton Rose FINANCIAL INSTITUTIONS ENERGY INFRASTRUCTURE, MINING AND

Dettagli

Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione

Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione La compilazione della presente Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione e dei relativi allegati è obbligatoria ai sensi dell artt. 15 e 21 del D. Lgs. n.

Dettagli

DISCIPLINA DELL ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI IN ATTUAZIONE AI PRINCIPI DI CUI AL REGOLAMENTO CAPO REGIONALE D.P.G.R. 24.4.06 N.

DISCIPLINA DELL ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI IN ATTUAZIONE AI PRINCIPI DI CUI AL REGOLAMENTO CAPO REGIONALE D.P.G.R. 24.4.06 N. DISCIPLINA DELL ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI IN ATTUAZIONE AI PRINCIPI DI CUI AL REGOLAMENTO CAPO REGIONALE D.P.G.R. 24.4.06 N. 2/R discipllinareaccessoatti 1 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo

Dettagli

La Manovra 2010 modifica il decreto antiriciclaggio

La Manovra 2010 modifica il decreto antiriciclaggio La modifica il decreto antiriciclaggio di Nicola Forte (*) LA NOVITA` La ha diminuito nuovamente a 5.000 euro la soglia massima per le transazioni in contanti, per l emissione di assegni liberi e per il

Dettagli

MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA (INSTAURAZIONE/AGGIORNAMENTO RAPPORTO CONTINUATIVO) (per società, enti giuridici, ditte individuali etc.) (Artt. 15 e ss. D. lgs. 231/2007)

Dettagli

Unità di Informazione Finanziaria per l Italia

Unità di Informazione Finanziaria per l Italia Unità di Informazione Finanziaria per l Italia SCHEMA RAPPRESENTATIVO DI COMPORTAMENTI ANOMALI AI SENSI DELL ART. 6, COMMA 7, LETT. B) DEL D.LGS 231/2007. OPERATIVITA CONNESSA CON L ANOMALO UTILIZZO DI

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

ANTIRICICLAGGIO NEGLI STUDI PROFESSIONALI. A cura di Davide Giampietri

ANTIRICICLAGGIO NEGLI STUDI PROFESSIONALI. A cura di Davide Giampietri ANTIRICICLAGGIO NEGLI STUDI PROFESSIONALI A cura di Davide Giampietri a cura di Davide Giampietri 2 Le fonti normative: un cantiere senza fine Norme Comunitarie Norme Nazionali I - Direttiva n. 91/308/CEE

Dettagli

Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti (aggiornato con le novità del d.l. 138/2011)

Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti (aggiornato con le novità del d.l. 138/2011) Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti (aggiornato con le novità del d.l. 138/2011) a cura del GRUPPO DI STUDIO ANTIRICICLAGGIO di OPEN Dot Com Spa www.opendotcom.it antiriciclaggio@opendotcom.it

Dettagli

Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio. www.iusletter.com

Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio. www.iusletter.com LaScala studio legale e tributario in association with Field Fisher Waterhouse Focus on Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio Giugno 2011 www.iusletter.com Milano Roma Torino

Dettagli

La normativa antiriciclaggio per gli avvocati. di Maurizio Arena

La normativa antiriciclaggio per gli avvocati. di Maurizio Arena La normativa antiriciclaggio per gli avvocati di Maurizio Arena Parte Prima Con la pubblicazione del Decreto n. 141 del 3 febbraio 2006 del Ministero dell Economia e delle Finanze e del Provvedimento 24

Dettagli

L OBBLIGO DI ASTENSIONE. Il D.Lgs. n. 231/2007 pone ai professionisti stringenti obblighi di

L OBBLIGO DI ASTENSIONE. Il D.Lgs. n. 231/2007 pone ai professionisti stringenti obblighi di L OBBLIGO DI ASTENSIONE Il D.Lgs. n. 231/2007 pone ai professionisti stringenti obblighi di adeguata verifica della clientela, da svolgere alternativamente in modalità ordinaria, semplificata o rafforzata

Dettagli

ANTIRICICLAGGIO BASE Mercoledì 29 ottobre 2014 c/o Palazzo delle Opere Sociali Piazza Duomo, 2 Vicenza

ANTIRICICLAGGIO BASE Mercoledì 29 ottobre 2014 c/o Palazzo delle Opere Sociali Piazza Duomo, 2 Vicenza ANTIRICICLAGGIO BASE Mercoledì 29 ottobre 2014 c/o Palazzo delle Opere Sociali Piazza Duomo, 2 Vicenza Relatore: Andrea Onori Dottore Commercialista - Revisore Legale in Vicenza L Antiriciclaggio Le fonti:

Dettagli

lucia starola - Copyright Wolters Kluwer Italia s.r.l. Gli obblighi antiriciclaggio per i revisori legali di Lucia Starola

lucia starola - Copyright Wolters Kluwer Italia s.r.l. Gli obblighi antiriciclaggio per i revisori legali di Lucia Starola Gli obblighi antiriciclaggio per i revisori legali di Lucia Starola L Associazione Italiana Revisori Contabili, Assirevi, ha pubblicato a fine maggio 2014 sul proprio sito il Documento di ricerca n. 181,

Dettagli

Il decreto Antiriciclaggio

Il decreto Antiriciclaggio Il decreto Antiriciclaggio Gli aspetti principali per le banche della normativa antiriciclaggio 1 Sommario Struttura fondamentale della normativa antiriciclaggio Limite al trasferimento di contanti e titoli

Dettagli

LA PROPOSTA DI IV DIRETTIVA ANTIRICICLAGGIO

LA PROPOSTA DI IV DIRETTIVA ANTIRICICLAGGIO LA PROPOSTA DI IV DIRETTIVA ANTIRICICLAGGIO Avv. Claudia Petracca Milano, 7 maggio 2013 CONTESTO DELLA PROPOSTA La proposta di IV Dir. nasce con l obiettivo di: -RAFFORZARE il mercato interno mediante

Dettagli

Direttive di Wolfsberg per Servizi Bancari Privati contro il Riciclaggio

Direttive di Wolfsberg per Servizi Bancari Privati contro il Riciclaggio Direttive di Wolfsberg per Servizi Bancari Privati contro il Riciclaggio Preambolo Le linee guida che seguono sono intese come applicabili alle relazioni di private banking. Altri settori del mercato possono

Dettagli

VADEMECUM ANTIRICICLAGGIO PER AVVOCATI

VADEMECUM ANTIRICICLAGGIO PER AVVOCATI VADEMECUM ANTIRICICLAGGIO PER AVVOCATI Di seguito un breve vademecum per avvocati riguardo ai casi soggetti alla disciplina antiriciclaggio. Il presente lavoro si divide in due capitoli: il primo dedicato

Dettagli

Circ. n 99/13 Data 12 maggio 2013

Circ. n 99/13 Data 12 maggio 2013 Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna Società cooperativa con sede in Roma Via Adige, 26 (00198) Tel 06 84400701 Fax 06 84241516 www.federlus.it Circ. n 99/13 Data

Dettagli

Circolare N.146 del 19 Ottobre 2012. Novità in materia di disposizioni di bonifico

Circolare N.146 del 19 Ottobre 2012. Novità in materia di disposizioni di bonifico Circolare N.146 del 19 Ottobre 2012 Novità in materia di disposizioni di bonifico Novità in materia di disposizioni di bonifico Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che sono state pubblicate,

Dettagli

IMPORTANTI NOVITA IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO

IMPORTANTI NOVITA IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO IMPORTANTI NOVITA IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO Gentili associati Abbiamo ricevuto, finalmente, risposta dal Ministero dell Economia e delle Finanze 1 ai quesiti che avevano posto in ordine alla corretta

Dettagli

I diritti di accesso sono esercitabili, ai sensi degli artt. 7 e 8 del D. lgs. 196/2003.

I diritti di accesso sono esercitabili, ai sensi degli artt. 7 e 8 del D. lgs. 196/2003. MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA (Artt. 15 e ss. D. lgs. 231/2007) INFORMATIVA AI SENSI DELL ART. 13 D. LGS. N. 196/2003 (CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI)

Dettagli

ISTITUZIONE DEL FASCICOLO DEL CLIENTE

ISTITUZIONE DEL FASCICOLO DEL CLIENTE SOMMARIO SCHEMA DI SINTESI MODULISTICA ISTITUZIONE DEL FASCICOLO DEL CLIENTE D. Lgs. 21.11.2007, n. 231 - D.M. 12.08.2008 - Chiarim. Mef 12.06.2008 al CNDCEC - Linee guida CNDCEC 8.09.2008 Sussiste in

Dettagli

Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA COMAG s.r.l.

Dettagli

QUESTIONARIO ANTIRICICLAGGIO

QUESTIONARIO ANTIRICICLAGGIO BANCA IFIGEST S.p.A. - Società capogruppo Gruppo Bancario Ifigest Società iscritta all albo delle Banche al n. 5485 - CAB 02800 ABI 03185 SWIFT IFIGIT 31 Sede: 50125 FIRENZE - Piazza Santa Maria Soprarno,

Dettagli

R A D A R Raccolta e Analisi Dati per l Anti Riciclaggio

R A D A R Raccolta e Analisi Dati per l Anti Riciclaggio R A D A R Raccolta e Analisi Dati per l Anti Riciclaggio Obiettivi Tempestività e sicurezza nella trasmissione delle segnalazioni Aumento dei dati strutturati rispetto a quelli non strutturati Integrazione

Dettagli

CIR S.P.A. DISCIPLINA DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

CIR S.P.A. DISCIPLINA DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE CIR S.P.A. DISCIPLINA DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE INDICE 1. Premessa...3 2. Definizioni...3 3. Individuazione delle Operazioni di maggiore rilevanza...4 4. Operazioni esenti...5 4.1 Piani di compensi

Dettagli

I controlli automatici

I controlli automatici Antiriciclaggio ARCHIVIO UNICO INFORMATICO I controlli automatici Synergia Formazione Milano 25 febbraio 2010 Ing. Ettore Valsecchi Arkès s.a.s. Milano info@arkes.it 1 I controlli automatici IL GOVERNATORE

Dettagli

Obblighi di adeguata verifica della

Obblighi di adeguata verifica della Obblighi di adeguata verifica della clientela per la normativa antiriciclaggio Di Antonio Minervini L identificazione del cliente e del titolare effettivo LE NOVITA INTRODOTTE DAL DECRETO LEGISLATIVO 231/2007

Dettagli

Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione

Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione La compilazione della presente Dichiarazione Sostitutiva di Certificazione e dei relativi allegati è obbligatoria ai sensi dell artt. 15 e 21 del D. Lgs. n.

Dettagli

8 ottobre 2013 LA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO

8 ottobre 2013 LA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO N. XVIII LEGGE DI CONFERMA DEL DECRETO N. XI DEL PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO, RECANTE NORME IN MATERIA DI TRASPARENZA, VIGILANZA ED INFORMAZIONE FINANZIARIA, DELL 8 AGOSTO 2013 8 ottobre 2013 LA PONTIFICIA

Dettagli

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Approvato con Delibera C.C. n. 8 del 03/02/2014 1 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI INDICE Art. 1 Ambito di applicazione pag. 3 Art. 2 Principi generali

Dettagli

BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SU MICRO FINANZIAMENTI CONCESSI DA BANCHE CONVENZIONATE 2015. Art.

BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SU MICRO FINANZIAMENTI CONCESSI DA BANCHE CONVENZIONATE 2015. Art. BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SU MICRO FINANZIAMENTI CONCESSI DA BANCHE CONVENZIONATE 2015 Bando aperto dal 2/3/2015 Disponibilità di bilancio: 45.000 Art. 1 Finalità La Camera

Dettagli

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI

SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI SCHEMA DI REGOLAMENTO SULLE MODALITA DI ADESIONE ALLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI Il presente documento, recante lo schema di Regolamento sulle modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari,

Dettagli

Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti (aggiornato con le novità del d.l. 138/2011)

Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti (aggiornato con le novità del d.l. 138/2011) Gli adempimenti antiriciclaggio per i professionisti (aggiornato con le novità del d.l. 138/2011) a cura del GRUPPO DI STUDIO ANTIRICICLAGGIO di OPEN Dot Com Spa www.opendotcom.it antiriciclaggio@opendotcom.it

Dettagli

STUDIO DOTT. BONVICINI Circolare n. 9 del 28 GIUGNO 2006

STUDIO DOTT. BONVICINI Circolare n. 9 del 28 GIUGNO 2006 STUDIO DOTT. BONVICINI Circolare n. 9 del 28 GIUGNO 2006 ANTIRICICLAGGIO - GLI INTERMEDIARI IMMOBILIARI Quanto descritto con circolare n. 8 relativamente ai professionisti, vale anche per gli agenti immobiliari,

Dettagli

OGGETTO: PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 3 APRILE 2013 RECANTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DÌ ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA, AI SENSI DELL ART

OGGETTO: PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 3 APRILE 2013 RECANTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DÌ ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA, AI SENSI DELL ART OGGETTO: PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 3 APRILE 2013 RECANTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DÌ ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA, AI SENSI DELL ART. 7, COMMA 2, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 NOVEMBRE 2007,

Dettagli

LA DISCIPLINA ANTIRICICLAGGIO: OBBLIGHI DEGLI INTERMEDIARI E DEI PROFESSIONISTI

LA DISCIPLINA ANTIRICICLAGGIO: OBBLIGHI DEGLI INTERMEDIARI E DEI PROFESSIONISTI LA DISCIPLINA ANTIRICICLAGGIO: OBBLIGHI DEGLI INTERMEDIARI E DEI PROFESSIONISTI Bergamo 27 novembre 2013 Centro Congressi Giovanni XXIII Il Provvedimento del 3 aprile 2013 della Banca d Italia: il monitoraggio

Dettagli

- 1 - Trasferimento di denaro contante

- 1 - Trasferimento di denaro contante A DECORRERE DAL 31.5.2010 sono state introdotte ad opera dell art. 20, DL n. 78/2010, c.d. Manovra correttiva, una serie di novità circa: l uso del denaro contante; l utilizzo degli assegni bancari o postali

Dettagli

QUESTIONARIO. A) Dichiarazione Titolare del Rapporto

QUESTIONARIO. A) Dichiarazione Titolare del Rapporto QUESTIONARIO Adeguata verifica del cliente ai fini della valutazione del livello di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (ai sensi dell art. 21 Decreto Legislativo n. 231/2007) Gentile

Dettagli

Oggetto: Normativa Antiriciclaggio D.L. 231/2007: aspetti pratici

Oggetto: Normativa Antiriciclaggio D.L. 231/2007: aspetti pratici ANNO 2014 NOTA OPERATIVA N. 6/2014 Oggetto: Normativa Antiriciclaggio D.L. 231/2007: aspetti pratici INTRODUZIONE Per arginare il fenomeno dell antiriciclaggio è stato emesso il decreto legislativo del

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012 REGOLAMENTO CONCERNENTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, PROCEDURE E CONTROLLI INTERNI VOLTI A PREVENIRE L UTILIZZO DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE

Dettagli

Art. 25-octies d.lgs. 231/2001 Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Art. 25-octies d.lgs. 231/2001 Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (documento realizzato da http://www.compliancenet.it/ il 1 agosto 2014, dettagli in http://www.compliancenet.it/confindustria-aree-a-rischio-econtrolli-preventivi-per-reato-riciclaggio-31-luglio-2014 )

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONI DELLE OPERAZIONI SOSPETTE

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONI DELLE OPERAZIONI SOSPETTE UNITA DI INFORMAZIONE FINANZIARIA PER L ITALIA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONI DELLE OPERAZIONI SOSPETTE 1.

Dettagli

ASCOSIM INCONTRO 10 MARZO 2010 - ANTIRICICLAGGIO. Avv. LUCA ZITIELLO

ASCOSIM INCONTRO 10 MARZO 2010 - ANTIRICICLAGGIO. Avv. LUCA ZITIELLO ASCOSIM INCONTRO 10 MARZO 2010 - ANTIRICICLAGGIO Avv. LUCA ZITIELLO 1 LA DISCIPLINA ANTIRICICLAGGIO 2 Definizioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo Costituiscono riciclaggio : a) la conversione

Dettagli

CHECK LIST ANTIRICICLAGGIO (ALLEGATO B)

CHECK LIST ANTIRICICLAGGIO (ALLEGATO B) CHECK LIST ANTIRICICLAGGIO (ALLEGATO B) Cliente già identificato in relazione a un precedente incarico professionale Nuova identificazione per variazione e/o cambiamento dei dati identificativi Nuovo Cliente

Dettagli

Regolamento Isvap n. 24 del 19 maggio 2008

Regolamento Isvap n. 24 del 19 maggio 2008 Regolamento Isvap n. 24 del 19 maggio 2008 1 Oggetto - 1 Il Regolamento disciplina: a) la proposizione e la gestione dei reclami presentati all ISVAP dalle persone fisiche e giuridiche dalle associazioni

Dettagli

Legge n. 92 del 17 giugno 2008 così come modificata con Legge n. 73 del 19 giugno 2009

Legge n. 92 del 17 giugno 2008 così come modificata con Legge n. 73 del 19 giugno 2009 Legge n. 92 del 17 giugno 2008 così come modificata con Legge n. 73 del 19 giugno 2009 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PREVENZIONE E CONTRASTO DEL RICICLAGGIO E DEL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO TESTO NON UFFICIALE

Dettagli

Circolare MEF 30 luglio 2013 e Provvedimento UIF 6 agosto 2013.

Circolare MEF 30 luglio 2013 e Provvedimento UIF 6 agosto 2013. NOVITÀ SU NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO. OBBLIGO DÌ RESTITUZIONE AL CLIENTE DÌ FONDI, STRUMENTI E ALTRE DISPONIBILITÀ FINANZIARIE DÌ SUA SPETTANZA, IN CASO DÌ MANCATA ADEGUATA VERIFICA Circolare MEF 30 luglio

Dettagli

l osservanza della direttiva fornendo le indicazioni necessarie a questo riguardo agli enti e alle persone interessate.

l osservanza della direttiva fornendo le indicazioni necessarie a questo riguardo agli enti e alle persone interessate. LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, (2) Gli enti e le persone soggetti alla direttiva 2005/60/CE possono non riuscire a identificare un cliente quale appartenente a una delle categorie di persone politicamente

Dettagli

ICT SECURITY N. 47 SETTEMBRE 2006 LA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO E IL BINOMIO PRIVACY/SICUREZZA. Autore: Daniela Rocca

ICT SECURITY N. 47 SETTEMBRE 2006 LA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO E IL BINOMIO PRIVACY/SICUREZZA. Autore: Daniela Rocca SOMMARIO La nuova normativa antiriciclaggio I presupposti dell identificazione Il contenuto e le modalità dell identificazione Il contenuto dell obbligo di registrazione e conservazione dei dati La segnalazione

Dettagli

REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY

REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina gli interventi diretti alla tutela della privacy in ambito sanitario. Esso si attiene alle disposizioni

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2005/60/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, DEL 26 OTTOBRE 2005, CONCERNENTE LA PREVENZIONE DELL UTILIZZO DEL SISTEMA FINANZIARIO

Dettagli

Mid Industry Capital S.p.A.

Mid Industry Capital S.p.A. Mid Industry Capital S.p.A. *********** Codice di comportamento per la gestione, il trattamento e la comunicazione delle informazioni relative a operazioni sulle azioni o altri strumenti finanziari ad

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE UNITA DI INFORMAZIONE FINANZIARIA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE 1. Premessa I soggetti

Dettagli

Organismo per la gestione degli elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi

Organismo per la gestione degli elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi Organismo per la gestione degli elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi Circolare n. /13 contenente disposizioni inerenti gli obblighi di formazione e di aggiornamento professionale

Dettagli

Dott.ssa Maria Cristina Bruno. Alessandria, 16 maggio 2012 Associazione Cultura e Sviluppo, piazza Fabrizio De Andrè 76

Dott.ssa Maria Cristina Bruno. Alessandria, 16 maggio 2012 Associazione Cultura e Sviluppo, piazza Fabrizio De Andrè 76 ANTIRICICLAGGIO: NUOVI OBBLIGHI PER GLI STUDI PROFESSIONALI, RESPONSABILITA, SEGNALAZIONI, OPERAZIONI OLTRE SOGLIA, ISPEZIONI E CONTROLLI ALLA LUCE DELLA RECENTE CIRCOLARE G.d.F.. n. 83607/2012 Dott.ssa

Dettagli

ACQUISIZIONE DI BENI E SERVIZI IN ECONOMIA DI CUI ALL ART. 125 DEL D.LGS. n. 163/2006 DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA. DIRETTIVA GENERALE

ACQUISIZIONE DI BENI E SERVIZI IN ECONOMIA DI CUI ALL ART. 125 DEL D.LGS. n. 163/2006 DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA. DIRETTIVA GENERALE Allegato n. 1 alla Delib.G.R. n. 38/12 del 30.9.2014 ACQUISIZIONE DI BENI E SERVIZI IN ECONOMIA DI CUI ALL ART. 125 DEL D.LGS. n. 163/2006 DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA. DIRETTIVA GENERALE SOMMARIO

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE UNITA DI INFORMAZIONE FINANZIARIA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODULO DI ADESIONE AL SISTEMA DI SEGNALAZIONI ANTIRICICLAGGIO AGGREGATE E DI SEGNALAZIONE DELLE OPERAZIONI SOSPETTE 1. Premessa I soggetti

Dettagli

riservatezza. I dati non saranno diffusi, ma potranno essere comunicati ad Autorità e Organi di Vigilanza e Controllo.

riservatezza. I dati non saranno diffusi, ma potranno essere comunicati ad Autorità e Organi di Vigilanza e Controllo. Gentile Cliente, i dati personali da riportare nel presente modulo sono raccolti per adempiere ad obblighi di legge [D.Lgs.231/2007 e s.m.i.] in materia di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario

Dettagli

REGOLAMENTO N. 8 DEL 3 MARZO 2015

REGOLAMENTO N. 8 DEL 3 MARZO 2015 REGOLAMENTO N. 8 DEL 3 MARZO 2015 REGOLAMENTO CONCERNENTE LA DEFINIZIONE DELLE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE E DEGLI ADEMPIMENTI NEI RAPPORTI CONTRATTUALI TRA IMPRESE DI ASSICURAZIONI, INTERMEDIARI

Dettagli

Accordo di coordinamento in materia di identificazione e adeguatezza patrimoniale dei conglomerati finanziari

Accordo di coordinamento in materia di identificazione e adeguatezza patrimoniale dei conglomerati finanziari Accordo di coordinamento in materia di identificazione e adeguatezza patrimoniale dei conglomerati finanziari La Banca d Italia, la CONSOB e l ISVAP VISTA la direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo

Dettagli

OGGETTO: Articolo 23 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 19 settembre 2012, n. 169.

OGGETTO: Articolo 23 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 19 settembre 2012, n. 169. Ministero dell'economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Il Capo della Direzione OGGETTO: Articolo 23 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DECRETO LEGISLATIVO 21 NOVEMBRE 2007, N. 231 (PUBBLICATO NELLA G.U. N. 290 DEL 14 DICEMBRE 2007, S.O. N. 268) ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2005/60/CE CONCERNENTE LA PREVENZIONE DELL UTILIZZO DEL SISTEMA

Dettagli

(Finalità e ambito di applicazione)

(Finalità e ambito di applicazione) 6 15.1.2003 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 3 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 7 gennaio 2003, n. 3/R Regolamento per lo svolgimento delle procedure telematiche di acquisto

Dettagli

Procedura per le Operazioni con Parti Correlate

Procedura per le Operazioni con Parti Correlate Procedura per le Operazioni con Parti Correlate Indice 1. Premessa... 3 2. Definizioni... 3 3. Individuazione delle operazioni di maggiore rilevanza... 5 4. Operazioni esenti... 5 4.1 Piani di compensi

Dettagli

MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA MODULO PER L IDENTIFICAZIONE E L ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA POLIZZA DI ASSICURAZIONE N. Instaurazione nuovo rapporto continuativo da: Riscatto Totale Riscatto Parziale Scadenza* Sinistro* (*) Nei

Dettagli

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N.

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Con la disciplina dettata dal

Dettagli

Nuove regole antiriciclaggio nella Repubblica di San Marino

Nuove regole antiriciclaggio nella Repubblica di San Marino Nuove regole antiriciclaggio nella Repubblica di San Marino di Emanuele Fisicaro Docente di Diritto internazionale e componente della Commissione ministeriale per la redazione del T.U. antiriciclaggio

Dettagli

IL CONTRATTO DI RETE ED IL RUOLO DEL NOTAIO. Massimo Stefani Vicenza, 23 gennaio 2012

IL CONTRATTO DI RETE ED IL RUOLO DEL NOTAIO. Massimo Stefani Vicenza, 23 gennaio 2012 IL CONTRATTO DI RETE ED IL RUOLO DEL NOTAIO Massimo Stefani Vicenza, 23 gennaio 2012 CONTRATTI DI RETE Art. 3, comma 4-ter D.L. 5/2009, convertito, con modificazioni, dalla Legge 33/2009, norma successivamente

Dettagli

REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N.241

REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N.241 REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N.241 CAPO I IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Art. 1 Oggetto Art. 2 Ambito di applicazione Art. 3 Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti d ufficio

Dettagli