JOB ACT 2015 Guida sintetica I nuovi licenziamenti AVV.TO PIERCARLO ANTONELLI AVVOCATI ASSOCIATI FRANZOSI - DAL NEGRO - SETTI

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1 JOB ACT 2015 Guida sintetica I nuovi licenziamenti 1

2 LA LEGGE DELEGA Il provvedimento noto come Jobs Act, approvato dal parlamento su iniziativa del governo Renzi, è una legge delega (L. 10 dicembre 2014 n. 183). Si tratta, in sostanza, di una legge quadro che, appunto, delega al Governo l emanazione di ulteriori provvedimenti (i decreti legislativi) che, nell ambito dei principi fissati, definiranno, in concreto, il nuovo assetto normativo. In attesa dei provvedimenti del governo nulla cambia. 2

3 LA LEGGE DELEGA Il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi sulle seguenti principali materie: Ammortizzatori sociali Politiche attive Semplificazioni Riordino forme contrattuali (contratto tutele crescenti - licenziamenti) Maternità genitorialità Strumenti di tutela in costanza di rapporto Strumenti di sostegno in caso di disoccupazione involontaria Incentivi alla ricerca di nuova occupazione Razionalizzazione degli incentivi all assunzione Razionalizzazione degli incentivi all autoimprenditorialità Istituzione di un Agenzia nazionale per l occupazione Semplificazione delle procedure per l assunzione Adempimenti vari per via telematica Altre semplificazioni amministrative Revisione delle forme contrattuali esistenti Interventi mirati a rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato Contratto a tutele crescenti - nuove regole sui licenziamenti Revisione della disciplina dei controlli a distanza Revisione del lavoro occasionale e introduzione compenso orario minimo Tutela della maternità a favore di tutte le lavoratrici madri anche parasubordinate Incentivazioni tese a favorire la flessibilità dell orario di lavoro Cessione tra lavoratori dei riposi Revisione delle disposizioni a sostegno della genitorialità 3

4 L ATTUAZIONE DELLE DELEGHE Al momento (20 gennaio 2015) il governo ha emanato solo due bozze di decreti legislativi di attuazione, una riguardante il c.d. contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (che contiene le nuove norme in tema di licenziamento) e una riguardante l introduzione di una nuova assicurazione sociale per l impiego (NASpI, in sostanza l indennità di disoccupazione) che sostituisce la precedente ASpI. Trattandosi al momento solo di bozze, i testi non sono ancora definitivi. Quanto segue, quindi, dovrà essere confermato in sede di approvazione definitiva che sarà nostra cura comunicarvi insieme con le eventuali novità. 4

5 CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI - LICENZIAMENTI Concetto Ambito di applicazione Le nuove regole si applicheranno ai lavoratori che verranno assunti con contratto a tempo indeterminato a partire dalla data di entrata in vigore del decreto. Attenzione Qualora il limite dimensionale (15 dipendenti nell ambito di una sede o di uno stesso comune ovvero complessivamente 60 dipendenti) venga superato in conseguenza di nuove assunzioni avvenute successivamente all entrata in vigore del decreto legislativo le nuove norme si applicheranno a tutti i dipendenti. Secondo l impostazione del provvedimento, il contratto di lavoro a tempo indeterminato diventa un contratto a tutele crescenti in quanto le conseguenze dell eventuale illegittimità di un licenziamento varieranno in ragione dall anzianità di servizio del lavoratore. per il lavoratori assunti precedentemente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo sopravviveranno le vecchie norme sui licenziamenti (in sostanza il vecchio art. 18 come uscito dalla Riforma Fernero) Si applicheranno, quindi, in azienda due regimi distinti in caso di licenziamento per il lavoratori assunti successivamente si applicheranno le nuove disposizioni. 5

6 I NUOVI RIMEDI IN CASO DI VIZI DEL LICENZIAMENTO La bozza del decreto legislativo regolamenta le conseguenze della illegittimità dei seguenti casi di licenziamento: Discriminatorio Disciplinare Per ragioni economiche Nelle piccole imprese Collettivo Vizi formali Si tratta del licenziamento che, quale che sia la motivazione formalmente addotta, sia dovuto a discriminazione politica, religiosa, sindacale, razziale, di lingua o sesso. A questo è equiparato il licenziamento orale ovvero dovuto a ragione di matrimonio, genitorialità, e altri casi particolari di nullità. E questo il licenziamento fondato sulla colpa del lavoratore (c.d. giustificato motivo soggettivo o giusta causa): consiste in un inadempimento (notevole, grave o gravissimo) degli obblighi contrattuali del lavoratore tale da far venire meno il rapporto fiduciario. (insubordinazione, assenze ingiustificate, danneggiamento o furto, scarso rendimento etc.). E il licenziamento per giustificato motivo oggettivo cioè fondato su ragioni collegate alla riorganizzazione dell attività produttiva e del lavoro (soppressione del posto di lavoro) Si tratta del licenziamento comminato in imprese di piccole dimensioni cioè quelle che non raggiungono specifici limiti dimensionali: 15 dipendenti nell ambito di una sede o di uno stesso comune ovvero complessivamente 60 dipendenti. Si riferisce ai licenziamenti per riduzione del personale soggetti alle speciali procedure di consultazione sindacale e amministrativa. Il licenziamento è collettivo quando, in imprese che abbiano alle loro dipendenze almeno 15 dipendenti, si intenda procedere al licenziamento di almeno 5 dipendenti in un arco temporale di 120 giorni. Si riferisce ai casi in cui il licenziamento, pur legittimo nella sostanza, è viziato da errori procedurali per violazione della procedura disciplinare o per vizio della motivazione. 6

7 IL LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO Il giudice che valuti il licenziamento discriminatorio dispone la REINTEGRAZIONE del lavoratore nel posto di lavoro e condanna il datore di lavoro al pagamento di una INDENNITÀ PARI ALL ULTIMA RETRIBUZIONE GLOBALE DI FATTO MATURATA DAL GIORNO DEL LICENZIAMENTO SINO ALL EFFETTIVA REINTEGRAZIONE nonchè al pagamento dei CONTRIBUTI ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI L indennità risarcitoria non potrà essere inferiore a cinque mensilità Il lavoratore può chiedere in sostituzione della reintegrazione un indennità pari a 15 mensilità Si applica sempre indipendentemente dai requisiti dimensionali (quindi, anche nelle piccole imprese) Si tratta dell unico caso in cui sopravvive la tutela reale piena dello storico art. 18 dello Statuto dei Lavoratori Il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro 30 giorni dall invito del datore di lavoro 7

8 IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE REGOLA GENERALE Qualora il giudice accerti che non ricorrano gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, dichiara l ESTINZIONE DEL RAPPORTO alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro ad una INDENNITÀ PARI A DUE MENSILITÀ della retribuzione di fatto PER OGNI ANNO DI SERVIZIO L indennità risarcitoria non potrà essere inferiore a 4 e superiore a 24 mensilità L indennità risarcitoria non è soggetta a contribuzione ECCEZIONE Qualora sia direttamente dimostrata in giudizio l insussistenza del fatto materiale contestato, il giudice, dispone la REINTEGRAZIONE del lavoratore e condanna il datore di lavoro al pagamento di una INDENNITÀ PARI ALL ULTIMA RETRIBUZIONE GLOBALE DI FATTO MATURATA DAL GIORNO DEL LICENZIAMENTO SINO ALL EFFETTIVA REINTEGRAZIONE COMUNQUE NON SUPERIORE A 12 MENSILITÀ nonchè al pagamento dei CONTRIBUTI ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI Il lavoratore può chiedere in sostituzione della reintegrazione un indennità pari a 15 mensilità 8

9 IL LICENZIAMENTO PER RAGIONI ECONOMICHE Qualora il giudice accerti che non ricorrano gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, dichiara l ESTINZIONE DEL RAPPORTO alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro ad una INDENNITÀ PARI A DUE MENSILITÀ della retribuzione di fatto PER OGNI ANNO DI SERVIZIO L indennità risarcitoria non è soggetta a contribuzione Non si applica più la procedura di conciliazione obbligatoria avanti la DTL L indennità risarcitoria non potrà essere inferiore a 4 e superiore a 24 mensilità 9

10 IL LICENZIAMENTO NELLE PICCOLE IMPRESE REGOLA PER QUALSIASI LICENZIAMENTO Escluso solo il discriminatorio Qualora il giudice accerti che non ricorrano gli estremi del licenziamento per giusta causa, giustificato motivo soggettivo o oggettivo, dichiara l ESTINZIONE DEL RAPPORTO alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro ad una INDENNITÀ PARI A UNA MENSILITÀ della retribuzione di fatto PER OGNI ANNO DI SERVIZIO L indennità risarcitoria non potrà essere inferiore a 2 e superiore a 6 mensilità L indennità risarcitoria non è soggetta a contribuzione 10

11 IL LICENZIAMENTO COLLETTIVO Mancanza della forma scritta Si applicano gli stessi rimedi previsti per il licenziamento discriminatorio e, quindi: REINTEGRAZIONE del lavoratore nel posto di lavoro e condanna del datore di lavoro al pagamento di una INDENNITÀ PARI ALL ULTIMA RETRIBUZIONE GLOBALE DI FATTO MATURATA DAL GIORNO DEL LICENZIAMENTO SINO ALL EFFETTIVA REINTEGRAZIONE nonchè al pagamento dei CONTRIBUTI ASSISTENZIALI E PREVIDENZIALI Violazione della procedura Violazione criteri di scelta Si applicano gli stessi rimedi previsti per il licenziamento per giusta causa e, quindi: ESTINZIONE DEL RAPPORTO alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro ad una INDENNITÀ PARI A DUE MENSILITÀ della retribuzione di fatto PER OGNI ANNO DI SERVIZIO con un MINIMO DI 4 E UN MASSIMO DI 24 MENSILITÀ ATTENZIONE Il nuovo regime sanzionatorio si applicherà solo ai lavoratori assunti successivamente all entrata in vigore della nuova normativa. Quindi, all interno della stessa procedura posta in essere dalla stessa azienda, a fronte della stesso vizio del licenziamento, si applicheranno due regimi diversi a seconda della data di assunzione. 11

12 IL LICENZIAMENTO VIZIATO NELLE FORME CARENZA DI MOTIVAZIONE La seguente disciplina sanzionatoria si applica a meno che il giudice accerti vizi di illegittimità più gravi (insussistenza giusta causa/giustificato motivo) VIOLAZIONE PROCEDURA DISCIPLINARE Il giudice dichiara l ESTINZIONE DEL RAPPORTO alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro ad una INDENNITÀ PARI A UNA MENSILITÀ della retribuzione di fatto PER OGNI ANNO DI SERVIZIO con un MINIMO DI 2 e UN MASSIMO DI 12 MENSILITÀ 12

13 DISPOSIZIONI VARIE Ai fini del calcolo delle indennità, le frazioni di mese di anzianità di servizio uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero OFFERTA DI CONCILIAZIONE: in caso di licenziamento il datore di lavoro può proporre al lavoratore la conciliazione offrendo una INDENNITÀ PARI A UNA MENSILITÀ della retribuzione di fatto per OGNI ANNO DI SERVIZIO con un MINIMO DI 2 e UN MASSIMO DI 18 MENSILITÀ. L accettazione del lavoratore comporta la rinuncia all impugnazione e la relativa indennità è esente da imposte sul reddito e da contributi. Ai lavoratori soggetti alla nuova disciplina non si applica: (i) la procedura di conciliazione obbligatoria preliminare per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (ii) Il c.d. Rito Fornero 13

14 SCHEDE DI SINTESI LICENZIAMENTI CONFRONTO TRA I DUE REGIMI APPLICABILI 14

15 SINTESI LICENZIAMENTI AZIENDE SOTTO 15 DIPENDENTI Normativa di riferimento ASSUNTI PRE RIFORMA legge 604/66 - art. 18 legge 300/70 (come modificato dalla legge Fornero) ASSUNTI POST RIFORMA decreto legislativo in via di approvazione (c.d. Job Act) Vizio Rimedio Rimedio i. discriminatorio ii. causa matrimonio iii. causa maternità iv. nullità (orale) reintegrazione (oppure 15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: min 5 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra reintegrazione (oppure 15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: min 5 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra no giustificato motivo oggettivo riassunzione oppure indennizzo min 2,5 max 6 mesi indennizzo: 1 mese ogni anno di servizio (min. 2 max 6 mesi) no giustificato motivo soggettivo o giusta causa riassunzione oppure indennizzo min 2,5 max 6 mesi indennizzo: 1 mese ogni anno di servizio (min 2 max 6 mesi) vizi formali riassunzione oppure indennizzo min 2,5 max 6 mesi indennizzo: 0,5 mese ogni anno di servizio (min 1 max 6 mesi) NORME PROCESSUALI Rito ordinario (414 c.p.c.) ordinario (414 c.p.c.) Conciliazione obbl. DTL per g.m.o. NO Offerta di conciliazione NO SI : 0,5 mese ogni anno di servizio: (min. 1 max. 6 mesi): esentasse NO 15

16 Normativa di riferimento i. discriminatorio ii. causa matrimonio iii. causa maternità iv. nullità (orale) ASSUNTI PRE RIFORMA art. 18 legge 300/70 (come modificato dalla legge Fornero) ASSUNTI POST RIFORMA decreto legislativo in via di approvazione (c.d. Job Act) Vizio Rimedio Rimedio i. no giustificato motivo soggettivo o giusta causa per * ii. no inidoneità fisica o psichica iii. no comporto o lic. in periodo di malattia no giustificato motivo soggettivo o giusta causa per altre ragioni SINTESI LICENZIAMENTI AZIENDE DA 15 DIPENDENTI reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore, 15 mesi ) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: min. 5 mesi)+ contributi dalla data del licenziamento alla reintegra * insussistenza del fatto contestato al lavoratore reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore, 15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: max 12 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra risoluzione del rapporto indennità risarcitoria omnia (min 12 max 24 mesi) reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore,15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: min 5 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra * insussistenza del fatto materiale contestato no valutazione su proporzionalità sanzione reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore, 15 mesi ) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: max 12 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra estinzione del rapporto indennità risarcitoria omnia: 2 mesi ogni anno di anzianità (min 4 max 24 mesi) no giustificato motivo oggettivo i. nel caso di manifesta insussistenza del motivo reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore, 15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: max 12 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra i. negli altri casi risoluzione del rapporto indennità risarcitoria (min 12 max 24 mesi) vizi formali risoluzione del rapporto indennità risarcitoria omnia (min 6 max 12 mesi) in tutti i casi estinzione del rapporto indennità risarcitoria omnia: 2 mesi ogni anno di anzianità (min 4 max 24 mesi) estinzione del rapporto indennità risarcitoria omnia: 1 mesi ogni anno di anzianità (min 2 max 12 mesi) 16

17 SINTESI LICENZIAMENTI AZIENDE DA 15 DIPENDENTI (CONTINUA) Normativa di riferimento ASSUNTI PRE RIFORMA legge 604/66 - art. 18 legge 300/70 (come modificato dalla legge Fornero) ASSUNTI POST RIFORMA decreto legislativo in via di approvazione (c.d. Job Act) NORME PROCESSUALI Rito sommario c.d. Fornero (l 92/2012) ordinario (414 c.p.c.) Conciliazione obbl. DTL per g.m.o. SI Offerta di conciliazione NO SI : 1 mese ogni anno di servizio: (min. 2 max. 18 mesi) esentasse NO 17

18 SINTESI LICENZIAMENTI COLLETTIVI Normativa di riferimento ASSUNTI PRE RIFORMA legge 23 luglio 1991 n. 223 Legge 28 giugno 2012 n. 92 (c.d. legge Fornero) ASSUNTI POST RIFORMA decreto legislativo in via di approvazione (c.d. Job Act) Vizio Rimedio Rimedio mancanza di forma scritta reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore, 15 mesi ) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: min. 5 mesi)+ contributi dalla data del licenziamento alla reintegra reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore,15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: min 5 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra violazioni della procedura risoluzione del rapporto indennità risarcitoria omnia (min 12 max 24 mesi) estinzione del rapporto indennità risarcitoria omnia: 2 mesi ogni anno di anzianità (min 4 max 24 mesi) violazione dei criteri di scelta reintegrazione (oppure, a scelta del lavoratore, 15 mesi) + indennizzo (retribuzione dal lic. alla reintegra: max 12 mesi) + contributi dalla data del licenziamento alla reintegra estinzione del rapporto indennità risarcitoria omnia: 2 mesi ogni anno di anzianità (min 4 max 24 mesi) 18

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