'l profughi afghani sono nostri fratelli'

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1 - ARMI CHIMICH Quando cade la pioggia gialla NMROS L TSTIMONIANZ SLL'IMPIGO DI SOSTANZ TOSSICH NHCR Profughi nel campo di Kacha Garhi, in Pakistan: ormai sono quasi tre milioni INTRVISTA/SHIK ABDLL 6 a. r. n ragazzo afghano nel campo-profughi di Zangal Pada, Pakistan: fuga per la vita negli ospedali della regione. Abbiamo creato anche quindici unità veterinarie mobili per il bestiame che i profughi si sono trascinati dietro nella loro fuga. Quali sono state le conseguenze di questa massiccia presenza dei profughi nella vita sociale pakistana della vostra regione? L'unico aspetto positivo in questa tragedia è stata proprio l'accoglienza che i pakistani hanno prestato ai loro fratelli del vicino Afghanistan. Non solo nella mia regione, ma dappertutto, i rifugiati sono stati accolti come dei fratelli musulmani costretti a rifugiarsi in un altro paese islamico. Questo legame religioso ha facilitato molto il nostro compito. La gente non considera tanto i profughi in quanto tali, ma come fratelli provenienti da un paese confinante con i quali esiste un legame spirituale che ha radici nella storia comune. Quali sono state le conseguenze sull'economia del Pakistan? Le conseguenze sono state e sono tuttora tremende. Malgrado questo, non vogliamo far pesare suoi nostri fratelli afghani l'ospitalità offerta, dicendo loro quanto costa sfamarli oppure ospitarli nelle strutture medico-scolastiche. Ogni famiglia afghana, appena raggiunto il territorio pakistano e dopo essere stata registrata nell'elenco dei profughi, riceve una tenda, delle coperte, cibo e, se necessario, trattamento medico. Dopo, ogni adulto riceve cinquanta rupie al mese, venticinque delle quali pagate dalle autorità pakistane e il resto dall'alto commissariato per i profughi delle Nazioni nite, dai paesi amici e dagli altri organismi umanitari internazionali. vate da funghi, di cui i sovietici sarebbero riusciti ad acquistare una perfetta padropanza. Altre testimonianze a questo proposito sono state raccolte dall'afghan Press Agency (AP A), fondata dai giornalisti afghani in esilio a Parigi. Secondo le informazioni in possesso dell' AP A, sarebbero 53 gli attacchi con gas tossici e nervini compiuti finora dall'aviazione sovietica, con un bilancio di almeno tremila morti. Gli attacchi con questa arma micidiale sarebbero avvenuti nella regione di Paktia, a Ghandhar e a Badakhshan, considerate le roccaforti della resistenza.. Secondo un terzo rapporto, elaborato da un gruppo di medici francesi dell'associazione Medici senza frontiera che hanno trascorso tre mesi con i mujahedin, i sintomi registrati nelle persone colpite da questi gas sono vomito, diarrea, irritazioni esterne, arrossamento e irritazione degli occhi, irregolarità del sistema respiratorio. Secondo un'altra testimonianza, quella di una ragazza di sedici anni di nome Nahid, ex studentessa di un liceo di Kabul, i soldati sovietici avrebbero usatò gas nervini anche in occasione di alcune manifestazioni studentesche svoltesi agli mizi dell'anno nella capitale afghana e organizzate dalla scuola media superiore di Soraya. «Moltissime sono state le vittime sottolinea Nahid, attualmente rifugiata in uropa - e almeno un centinaio sono state ricoverate negli ospedali. In quell' occasione, le autorità accusarono per radio gli agenti americani e pakistani di aver usato i gas per attribuirne la colpa al governo di Kabuh>. NuovaO.MI: la tecnica, l'esperienza, la specializzazione applicate ad ogni tipo di trasporto. Peshawar. Il numero dei profughi afghani in territorio pakistano è stimato attorno ai tre milioni. Questi profughi vivono in condizioni disumane in tendopoli improvvisate con l'aiuto delle autorità pakistane e della Croce Rossa Internazionale. Sulla loro situazione Dialogo Nord/Sud ha intervistato uno dei responsabili locali, Sheikh Abdullah. Quanti sono esattamente i rifugiati afghani in territorio pakistano? Attualmente, due milioni e mezzo di profughi sono registrati in quanto tali, ma si suppone che almeno un altro mezzo milione siano ancora in una situazione semi-clandestina. Questa presenza ha fatto del Pakistan la terra d'asilo che ospita il più alto numero di rifugiati del mondo. Come sono sistemati questi rifugiati? Nella regione nord-occidentale, dove sono sotto la mia responsabilità, i profughi sono circa due milioni. Li abbiamo sistemati in duecentoventi tendopoli, ognuna delle quali ospita cinquemila persone. Prevediamo inoltre di creare dei servizi medici, scolastici, veterinari, e così via. In queste tendopoli abbiamo messo in piedi duecentocinquanta scuole elementari, dove l'istruzione è impartita da insegnanti afghani secondo il programma scolastico del loro stesso paese. Altre cento scuole sono in via di costruzione ed è prevista anche l'apertura di scuole medie e superiori. Inoltre, abbiamo creato quarantacinque unità sanitarie mobili e novanta posti di pronto soccorso. In caso di necessità, i rifugiati sono ricoverati gratuitamente 'l profughi afghani sono nostri fratelli' no degli aspetti più tragici e, nello stesso tempo, più vergognosi di questa guerra è l'uso che, secondo molti testimoni, sarebbe stato fatto, da parte dell'armata Rossa, di armi chimiche. A questa tragedia uno scrittore statunitense, Sterling Seagrave, ha dedicato addirittura un libro, dopo aver visitato sia l'afghanistan che la Cafllbogia, dove sembra siano i vietnamiti ad utilizzare i gas velenosi contro i khmer rossi e le altre formazioni della guerriglia cambogiana. L'uso' delle armi chimiche, che Seagrave definisce «pioggia gialla>>, da parte dei soldati russi è stato smentito a più riprese dal Cremlino. In un comunicato datato l dicembre 1981, la Tass ha definito «menzogne>> le affermazioni del Dipartimento di Stato SA, secondo le quali esistono diverse prove dell'impiego di aggressivi chimici, tra cui il ritrovamento di maschere anti-gas con i filtri impregnati di sostanze che causano vomito ed altri sintomi di intossicazione. Secondo il rapporto americano,.sarebbero stati raccolti 350 campioni provenienti dalle zone di combattimento che, assieme all'esito delle autopsie, testimoniano la rapidissima decomposizione dei corpi delle vittime colpite dalle sostanze oggetto della denuncia. Questi cadaveri si sarebbero decomposti nel breve giro di tre ore: tale rapidità, sottolineano gli esperti, è frutto dell'utilizzazione di un prodotto chimico tutt'oggi sconosciuto agli scienziati occidentali. Sempre secondo il rapporto presentato al Congresso americano, Mosca utilizzerebbe diversi tipi di gas velenosi, tutti contenenti le cosiddette «micotossine>>. Si tratta di sostan:!e altamente tossiche, cleri- PBBLICITÀ na scelta logica. NOVA OMT S.p.A Tortona ITALY te l. (0131) TL X NOVOMT l 7

2 L'ARGOMNTO TRA l DIVRSI GRPPI GRRIGLIRI L'NITÀ È ANCORA N SOGNO Sopra: la delegazione che ha v isitato l'italia, lo scorso anno. In basso, A hmad Ghilani. di una certa consistenza. Non si hanno informazioni sul suo seguito, ma è presente nei maggiori centri urbani e soprattutto nella capitale, Kabul. I militanti del SAMA sono guerriglieri urbani ben armati. N o n sono vincolati da accordi di collaborazione con nessuna altra formazione, ma tollerano le forze islamiche moderate e da queste sono tollerati, anche se ritengono loro nemici tanto i russi invasori quanto i seguaci di Hizbeh Islami. Hanno ordinato ai loro militanti di sparare a vista sugli uomini di Hekmatyar, e si dice che proprio per questo talvolta vengano tollerati anche dalle forze governative. n'accusa che la SAMA, ovviamente, rigetta. Oltre a questi gruppi di portata nazionale, operano nelle varie regioni anche organizzazioni formate su base linguistica o religiosa, co me nell e regioni del N urist.m, dell'hezare, nella zona centrale del paese, che ospitano la minoranza di confessione sciita. Ahmad Rafat l, t.apras 8 C'è anche l'ombrello francese I socialisti francesi non si sono fatti condizionare dai militari ed hanno operato grossi tagli al bilancio della difesa. ssi hanno messo in prima fila il potere nucleare, e lo hanno fatto mentre si svolgono, con risultati finora oscuri, i colloqui di Ginevra. Ma hanno contemporaneamente lasciato intendere che essi non concepiscono più esclusivamente come oggetto di protezione da parte della loro forza nucleare l'sagono francese. La Francia ha detto alla Repubblica Federale Tedesca che essa è pronta a porre il suo potere nucleare a difesa del territorio tedesco. na tale dichiarazione ha un solo senso: il governo socialista francese non crede allo spiegamento degli euromissili., soprattutto, non crede che sia ormai più possibile ai tedeschi di fidarsi dell'ombrello americano. In altri termini, il governo francese ritiene che i giorni della NATO siano contati; e che i tedeschi lo sappiano. Del resto, la notizia del trasferimento, in caso di ostilità, del comando NATO da Stoccarda a Wycomb, nel Buckinghamshire (Inghilterra), è un messaggio molto chiaro, dato ai tedesçhi alla vigilia di una consultazione elettorale. I sovietici hanno compreso tanto bene il latino di Parigi che nelle loro nuove proposte a Ginevra, rese pubbliche dallo stesso segretario del PCS, danno pieno riconoscimento alla legittimità del nucleare autonomo francese ed inglese e si propongono di ridurre quello terrestre americano (agli americani rimangono sempre i missili collocati sui sommergibili). Sanno di venire così incontro a esigenze non confessate a voce alta, ma operanti sia in Francia, che in Germania, che negli Stati niti. Si delinea, insomma, in uropa una linea di recupero della sovranità nazionale europea. L'unico paese che non ha avuto un forte movimento per la pace è la Francia: ma essa è anche l'unico paese sul cui territorio non si trovano armi nucleari americane. Ciò che rende insicuri tedeschi, inglesi, italiani, olandesi e belgi e ciò che ha indotto Spagna, Norvegia e Danimarca ad escludere l'installazione di armi nucleari sul loro territorio, pur aderendo alla NATO, è pro- prio l'insicurezza sugli americani. Che è un riflesso dell'insicurezza degli americani. In queste circostanze, Mitterrand ha dato uno sviluppo omogeneo alla strategia golliana, perchè infine ha giocato il nucleare francese come fon,damento di un primato politico francese: e ciò, specificamente, di fronte alle due superpotenze. Tuttavia, egli ha ora accettato l'idea, non estranea al generale ma che egli non potè pienamente valorizzare, di un ruolo no a questo fronte solo quindicimila persone, che in maggioranza fanno parte dell' intellighenzia del paese. Le sue basi sono sudorientali e tra la popolazione rurale. Hizbeh Islami Yunis Khalis (Partito Islamico-frazione Yunis Khalis). Come si apprende dal nome si tratta di una scissione del partito di Hekmatyar, capeggiato dal suo ex-braccio destro Yunis Khalis. È una piccola formazione di ottimila uomini, tutti armati e bene addestrati. La scissione è avvenuta nel 1978 a causa del settarismo, sempre più accentuato, di Hekmatyar. Yunis Khalis e i suoi uomini operano soprattutto nella regione di N anghahar e sono considerati l'unica formazione militarmente capace e disciplinata. Sette. sono le maggiori organizzazioni della resistenza afghana. Al di sopra di queste organizzazioni sono - da una parte - gli lema, i dottori della religione, e dall'altra - il deposto re Mohammad Zahir Sha che, sin dal colpo di stato di suo cugino Daud Khan, si trova in esilio nei pressi di Roma, in una casa sul lago di Bracciano. Fatta eccezione per Hizbeh!siami e la SAMA, le altre organizzazioni han.: no formato, circa un anno orsono, un fronte unico per poter meglio coordinare la loro azione contro l'invasore sovietico. Hizbeh Islami (Partito Islamico). Diretto da Gulbuddin Hekmatyar, nasce ai tempi di Zahir Sha, ed è senza dubbio la formazione con maggior seguito. I suoi aderenti sono stimati intorno ai sessantamila uomini, per la metà armati e inquadrati in gruppi partigiani. La sua zona di influenza è quella dominata dall'etnia Pashtu. Quella di Hekmatyar è l'unica fra le formazioni islamiche a guardare con simpatia alla rivoluzione khomeinista. I suoi seguaci sono in prevalenza giovani fanatici. L'obiettivo di Hizbeh Islami è quello di formare uno stato islamico integralista sul modello di quello costruito in Iran dall'ayatollah Khomeini. Harekat nghelabi Islami (Movimento Rivoluzionario Islamico). Questo gruppo è stato fondato nel 1978 da Mulavi Nabi Mohammad e può contare su circa venticinquemila uomini, un terzo dei quali inquadrati nelle file dei mujahedin. Questo movimento, sostenuto principalmente dai seguaci del sufismo (una corrente mistica dell'islam) e dalla popolazione rurale, ritiene adatto alla società afghana un regime pluralista e democratico, pur se nel quadro della tradizione islamica. N elle sue fila sono numerosi i capi tribù vicini al consiglio degli lema. Jamiat Islami (Associazione Islamica). La formazione di questa associazione, come quella di Hizbeh Islami, risale ai tempi della monarchia. Attualmente, la dirige Burhaneddin Rabbani, un esponente integralista ma nello stesso tempo aperto al dialogo con le altre organizzazioni e disponibile a una collaborazione con le forze moderate. L'Associazione conta circa ventimila membri, solo un quarto dei quali arruolati nelle formazioni armate. La sua influenza è estesa soprattutto alle zone abitate dalle etnie zbek e Tajik, alla frontiera con l'nione Sovietica. Jebha Nejat Melli (Fronte di Liberazione Nazionale). Diretto da un prestigioso professore, Sibghatollah Mujadidi, è l' espressione di alcuni gruppi sufistici. Aderisco- DIFSA In tanti puntano su Kabul IL COMMNTO Mahaz Melli Islami (Coordinamento Islamico Nazionale). È stato creato attorno alla secolare autorità della famiglia G hilani. Lo dirige attualmente l'ex professore universitario Ahmad Ghilani, considerato il più autorevole leader politico della resistenza. Ha circa diecimila seguaci, una politica rigidamente islamica, anche se temperata da una _forte dose di moderazione diplomatica. considerata più una formazione politico-diplomatica che militare. Gran parte del lavoro diplomatico della resistenza è infatti svolto da Ghilani e dai suoi collaboratori, molti dei quali erano diplomatici all'epoca di Zahir Sha e Daud Khan. La regione di Paktia è prevalentemente feudo degli ' omini di Ghilani. Sazeman Azadibakhsk Melli Afghanistan-SAMA (Organizzazione per la Liberazione N azionale dell'afghanistan). Si tratta dell'unica formazione laica LA RSISTNZA Dalogo Nord/Sud 30 dicembre 1982 NO RD/SD militare europeo della Francia. In questa prospettiva, si capisce la posizione di Mitterrand sugli euromissili. Obiettivamente essa non può che approvare la scelta della NATO. Ma egli ha' fatto contestualmente sapere, mediante l'intervista a un giornalista americano, che è favorevole a nuove proposte americane, nei negoziati di Ginevra, diverse dall'«opzione zero». In lt.re parole, cautamente, Mitterrand ha fatto sapere che non gh Importa molto degli euromissili. Sono le nazioni europee, che si sono dichiarate disposte a ospitarli, le uniche titolate a dire la parola decisiva al riguardo. La Francia ha di fatto preparat? er _u na «opzione.a? opzione altrnativa». Non sappiamo se Il Imflcato della P?huca estera, ed m particolare della politica militare francese, sia stato adeguatamente apprezzato dai responsabili italiani della Farnesina e della Difesa. Non abbiamo visto molto interesse, nemmeno da parte dei socialisti italiani, per, l'iizi,ativa dl goer?,o socialista francese. La posizione dellltaha e per certi versi pm esposta e per altri meno esposta di quella della Germania federale. Per il nostro paese una politica di denuclearizzazione 'avrebbe un senso solo se unita alla costituzione di un limitato ma efficace esercito convenzionale. Potrebbe essere questo uno dei modi con cui l'italia si preparerebbe a rispondere all'ipotesi francese di un disimpegno degli Stati niti dall'uropa. Per ora, però, la politica estera italiana non sembra considerare alcuna alternativa ai progetti della NATO. Le posizioni italiana e francese sono, storicamente, geograficamente e politicamente, molto diverse. Ciò non impedisce, però, che esse possano diventare, in grande misura, politiche integrate, soprattutto politiche militari integrate. Sembra invece prendere rigorosamente corpo, sia pure all' ombra di una decisione NATO, l'idea di un uso del territorio italiano per operazioni estranee allo spazio originario dell'area atlantica. La NATO non può più essere considerata l'unica possibilità: questo è infine il messaggio che ci viene dalla Parigi socialista. La NATO non è più un imperativo categorico per nessun paese; esso è ormai piuttosto un quadro politico militare che una vera e propria alleanza. Immaginare ipotesi di uscita a testa alta è importante, anche perchè se ne possono praticare altre, di uscita degradata. Semicoloniale, insomma. Gianni Baget Bozzo

3 ATTALITA' r-. NICARAGA Sandino di nuovo in guerra na colonna di soldati sandinisti. Contro di loro si batte un piccolo esercito ben armato di almeno seimila uomini 10 / Il terzo «fronte» di destabilizzazione è quello interno: prima gli ambienti legati alla industria privata, poi la gerarchia della Chiesa cattolica hanno assunto posizioni nettamente contrarie ai sandinisti, accusati - in sostanza - di essersi impadroniti del potere e di volerlo ora monopolizzare. L'organo di stampa di questi settori, il quotidiano La Prensa, conduce da lunghi mesi con il governo una schermaglia fatta di censure, accuse insidiose, false denunce, sospensioni, ecc. I dirigenti sandinisti adottano provvedimenti ogni qualvolta lo ritengono necessario, senza però voler interrompere definitivamente le pubblicazioni di questo giornale, diretto da un membro della famiglia Chamorro, esattamente come Barricada (organo, questo, del fronte sandinita), il cui direttore è Carlos Fernando Chamorro, suo fratello. Il pericolo viene dal nord: L'intera fascia di frontiera che separa il Nicaragua dall'honduras - percorsa da un fiume, il rio Coca - è coperta da fitta vegetazione e quasi priva di strade transitabili. Oggi vi si concentra un numero di uomini e armi difficilmente calcolabile: gli eserciti dei due paesi sono i più potenti della regione della frontiera, sul versante honduregno. La pressione militare dal nord rappresenta ormai un vero incubo, non solo per le popolazoni di confine ma per tutti i nicaraguensl. Alla minaccia militare si aggiunge una crisi economica che si fa sentire con maggior forza nelle città: la produzione industriale è sempre più ridotta e quella agricola viene dirottata verso l'estero - condizione essenziale, questa, per ottenere la valuta estera indispensabile per mantenere in vita l'asfittico sistema finanziario del paese. Al congelamento dei crediti che l'amministrazione Reagan ha deciso, e realizzato, fin dai primi mesi di governo è seguita recentemente la sospensione degli aiuti da parte della Germania occidentale. L'unico paese della Comunità europea che continua a mantenere un solido legame di cooperazione con il Nicaragua è la F rancia. Ai sandinisti non sfuggono rischi insiti in questo accentuato disinteresse nei loro confronti da parte della C, un'atteggiamento che potrebbe spingerli ad abbandonare le posizioni non allineate difese in questi anni, per schierarsi decisamente con il blocco sovietico. Nei giorni in cui più violenti si facevano i combattimenti tra gli irregolari somozisti e le milizie del F rome sandinista nelle regioni settentrionali del paese, le autorità di Managua si trovavano a dover risolvere un problema altrettanto grave e urgente: rastrellare i 75 milioni di dollari necessari a far fronte alle scadenze del debito estero ed evitare così di entrare nel novero dei paesi insolventi. La somma è stata raccolta, dopo giorni di faticose trattative, e consegnata il 17 dicembre. n a boccata d'ossigeno per la «giunta rivoluzionaria»; sottoposta in questi mesi ad una violentissima offensiva su diversi terreni, coordinata dagli Stati niti. La destabilizzazione totale: na guerra aperta tra Hounduras e Nicaragua continua ad essere una prospettiva concreta. Il conflitto, in realtà, già esiste ma non ha coinvolto, se non marginalmente, i soldati di Tegucigalpa: secondo dichiarazioni di uno dei massimi dirigenti sandinisti, T omas Borge, mille uomini armati operano attualmente in territorio nicaraguense venendosi ad aggiungere ai cinquemila organizzati nei campi paramilitari a ridosso NLL RGIONI DL NORD SI AFFRONTANO MIGLIAIA DI OMINI. SMPR PIÙ DRA LA CRISI CONOMICA e nessuno mette in dubbio che un even- più recente (che i sandinisti attribuiscono ma sono necessariamente subordinate al tuale scontro tra Managua e Tegucigalpa ai somozisti) ha causato la morte di decine criterio della necessità: questo significa che la «fiducia» politica e gli aiuti materiaprovocherebbe inevitabilmente un conflit- di bambini. Così si fa strada la convinzione che solo li al Nicaragua che sono giunti in gran coto regionale. È questa la posta in gioco su questo una risposta massiccia contro i campi in pia - oltre alle armi - dai paesi dell'st confine, ma i veri protagonisti - per ora territorio honduregno possa porre fine al- (mentre l'uropa dimostrava una eccessi- si tengono in disparte. Sul territorio lo stillicidio. na mossa del genere fini-,va prudenza) hanno condizionato la polihonduregno gli ex-soldati somozisti sono rebbe per provocare l'intervento dell'eser- tica estera di Managua. I sandinisti si sono trovati a concedere organizzati in dieci campi militari, una cito di T egucigalpa e allora il cerchio si parte concentrati a metà strada tra chiuderebbe: questo è lo scenario che i finanziamenti ad una industria privata che l'atlantico e il Pacifico e il resto nella re- servizi segreti americani stanno preparan- non aveva più intenzione di investire nel gione orientale, abitata dagli indiani me- do con cura. na volta arrivati allo scon- paese, stretti in un ambiente circostante skitos, oggi coinvolti direttamente nel con- tro diretto, sarebbe aperta la strada ad ostile e, per di più, nel mirino della magflitto. Per presidiare i confini orientali, i ogni possibilità, anche a quella - finora giore potenza continentale, e hanno reagisandinisti hanno rafforzato tre basi milita- sempre esclusa - di un coinvolgimento to come dettavano la loro storia e la loro ri e spostato di circa sessanta chilometri nella guerra di soldati americani. A Fort formazione: con un maggiore armamento, verso sud i meskitos, che vivevano in pic- Bragg, negli Stati niti, è in via di costitu- una più solida organizzazione popolare, zione una forza di «rapido impiego» che un potere centralizzato. cole comunità lungo la frontiera. All'inviato di Le Monde che chiedeva a Questa popolazione (dalle origini quasi sarebbe in grado di intervenire in un qualsconosciute) si è schierata contro. la rivo- siasi punto dell'america Centrale nel giro Tomas Borge se esistesse una possibilità di «alternanza» fra governo e opposizione in luzione sandinista per molteplici motivi: di poche ore. L'opposizione interna: Il clima di mo- Nicaragua, Borge rispondeva: «N o, franla lotta che ha portato al rovesciamento di Somoza non li ha coinvolti, poichè si bilitazione contro le aggressioni prove- camente non esiste». n potere rivoluzionario, in svolgeva al di fuori delle regio. quanto tale, non può delegare ni da loro abitate; dopo la vitad altri il compito del quale si toria sandinista, la questione è HOJ\fDRAS J '..., rurto sente investito; una trasformastata sottovalutata dal nuovo,,- CABRAS zione può avvenire solo al suo governo, che solo in seguito si interno. (j)tgckj6/ ZLAYA è reso conto dell'errore comstorie personali: Il formarsi messo, probabilmente quando 0 di una opposizione interna è ormai era troppo tardi. stato scandita da questo ritmo: Non tutti i meskitos vivono '.:... in molti casi si è trattato di in Nicaragua: una parte si è.f' e STLÌ singoli personaggi che si sono stabilita in Honduras e l'andi. rifiutati di accettare le regole HINANDGA e MA T AGALPA rivieni tra i due paesi è per lodel gioco imposte dai sandiniro un fatto del tutto normale. ""ON BLFILDS sti, come nel caso di Alfonso na volta trovatisi in mezzo a Robelo (da membro del goverun vero e proprio conflitto, no a principale oppositore, ogun gran numero di giovani gi in esilio) o di den Pastora meskitos hanno stretto legami AYAe (da dirigente guerrigliro a fecon i somozisti rifugiati in roce e minaccioso critico dei Honduras e sono stati da quesuoi ex-compagni). Si sono alsti accolti, armati e utilizzati lontanati anche il presidente per far proseliti tra i meskitos della Banca Centrale e, più re.&imasti in N?caragua e partecica._ centemente, l'ambasciatore nepare ad azioni militari. NORD/suo gli Stati n iti e uno dei più alla risposta sandinista è stata la creazione di piccoli insediamenti di ca- nienti dall'honduras mantiene la società ti comandanti dell'aviazione (entrambi hanno chiesto asilo' a Washington). sette prefabbricate, costruite in zone più nicaraguense in uno stato di tensione perben piu importante è l'altro «troncone» facilmente difendibili, e meno esposte al manente. La mobilitazione, in Nicaragua, si esprime a partire dai «Comitati di dife«contagio». dell'opposizione anti-sandinista, quello Piccole bande: In tutta la provincia di sa» (organizzati sul modello del poder porappresentato dalla gerarchia cattolica. I sandinisti accusano l'arcivescovo Obando Zelaya si è diffusa una guerriglia organiz- pular cubano) che si creano nei quartieri, zata in piccole bande, che si sono andate nelle fabbriche, in tutti i posti di lavoro. y Bravo.di essere l'ispiratore della campavia via ingrossando fino a formare dei veri Se l'ideologia sandinista conosce sempre gna in atto e ricordano che fra i membri e propri reparti che oggi possono contare maggiori punti di contatto con quella del del governo ci sono cinque sacerdoti: prosu un rifornimento continuo di armi e blocco sovietico (dopo.la morte di Leoni d prio questa presenza ha spinto però il VaBreznev, la giunta di governo ha procla- ticano a rifiutare l'invito a visitare il Nicamumz10m. Fino a quando potrà durare questa si- mato tre giorni di lutto nazionale) è inne- ragua rivolto dai sandinisti al Papa, che visiterà l'america Centrale nel prossimo tuazione? Nelle ultime settimane Mana- gabile che le autorità di Managua si sono marzo. La polemica oltrepassa i confini gua ha dato crescenti segnali di nervosi- impegnate, in questi anni, per conservare smo: tutti gli sforzi sandinisti per arrivare alla rivoluzione da loro diretta quella ori-. del Nicaragua: sul piano religioso come su a trattative con il governo di Suazo Cor- ginalità che le deriva dal fatto di essere quello militare, questo paese è considrao un esempio - dagli uni e dagli altn, m dova, presidente honduregno, sono falliti. frutto di un vasto movimento sociale di negativo o in positivo - e rischia per quel'accentuarsi della pressione militare ha ribellione. Le scelte di non allineamento in politica sto di essere trascinato, nuovamente, nella significato anche un impressionante costo in vite umane che contribuisce a creare in estera e di economia mista in politica in- bufera. Paolo Argentini Nicaragua un clima di guerra. L'attentato terna sono frutto di questa «originalità»,,. t NICARAGA GA _.,....., 11

4 STATI NITI ATTALITA ' Il cancelliere Helmut Kohl (a destra) incontra il candidato SPD, Hans ]ochen Vogel GRMANIA Amburgo: cambiano i giochi IL RCPRO DLL'SPD NLL LZIONI DL 19 DICMBR Le elezioni «bis» per il rinnovo del Senato di Amburgo, che si sono tenute domenica 19 dicembre, rivelano un'inversione di tendenza rispetto a quello che era avvenuto negli ultimi tempi e concludono l'anno politico nella Repubblica Federale di Germania. Iniziato con un governo di coalizione social-liberale e con un cancellierato di Helmut Schmidt, termina con un rovesciamento di alleanze provocato dai liberali che, dopo un «voto di sfiducia costruttivo>>, ha permesso ai due partiti democristiani, CD e CS, di tornare al governo dopo tredici anni e di affidare la cancelleria a Helmut Kohl. Le elezioni amburghesi del 19 dicembre, che hanno fatto guadagnare 9 punti ai socialdemocrat,ici, forti adesso della maggioranza assolurtt (51,3% contro il 38,6% dei democristiani, il 2,6% dei liberali e il 6,8% dei verdi), si sono rese necessarie dopo che le consultazioni precedenti, in giugno, avevano creato una situazione di stalla poichè nessuno dei due partiti maggiori era stato in grado di formare un governo. I contrasti con i «verdi>> non avevano reso possibile una coalizione. Adesso, la socialdemocrazia, che in giugno aveva registrato il peggior risultato degli ultimi t:ent'anni, ha mostrato evidenti segni di n presa. Da giugno a dicembre: Fra queste due consultazioni, che rappresentano quasi una radiografia del «caso Germania>>, possono idealmente porsi vicende politiche che hanno scosso alle radici la Repubblica federale. Ambedue sono la conseguenza di ciò che era avvenuto precedentemente sul piano nazionale: il disastro di giugno registrò il punto più basso della popolarità dell'allora cancelliere Schmidt e l'aggravarsi della tensione con i liberali, mentre vagabondar:per di simpatie, magari astratte, e di sentimenti di colpa collettivi: una tragedia i cui protagonisti, erano, perciò, sotto gli occhi di tutti. Il nomade invecchia: Oggi è diverso; ad errare alla ricerca di una occupazione qualsiasi sono per lo più i meno giovani: i quarantenni, i più sradicati dalla crisi. Non vengono dal Sud, ma dall'area della vecchia industrializzazione - dai grandi laghi, alla costa nord-occidentale degli Stati niti - in cui la crisi economica ha accelerato una decadenza già in atto. Non provengono dal mondo dell'agricoltura povera, dal pi«:colo commercio o dalle manovalanze non qualificate. Sono, 12 le città" con -rassegnazione in gr:-ande maggì6ranza, operai delle grandi jrtdsfrié «tradizionali>>, impiegati, piccoli operatori economici, vittime non solo della crisi economica, ma dello stesso sviluppo tecnologico. Sono i cosiddetti disoccupati strutturali. Strutturali perché senza possibilità di ritornare al loro «mestiere>>: e, ancor più, perché da molto tempo senza lavoro e quindi in procinto di perdere la relativa: indennità. na condizione comune a più della metà dei disoccupati negli Stati niti. Il loro vagare di città in città riflette una relativa speranza: ma quasi nessun senso di ribellione. Il disoccupato americano, in Aumentano i disoccupati. Si vedono Negli Stati niti sono ricomparsi i «nomadi». Non se ne erano più visti in giro dall'epoca della grande Depressione. Famiglie intere accampate nelle periferie delle grandi città; sempre in movimento, alla ricerca di un lavoro qualsiasi. Sono tornati i tempi di «Furore»? Non ancora. Il fenomeno, per ora, è circoscritto - siamo ancora alle decine di migliaia di famiglie - ma tende ad allargarsi silenziosamente. on è - per ora - una inondazione rovmosa. Il disoccupato «nomade» di «Furore» era giovane. Veniva dal Sud. Dalle campagne, o dalla fascia dei mestieri minori di piccoli centri, ancora collegati con le campagne e portava con sé una carica di ribellione e di speranza. Viveva, sì, una grande tragedia. Ma una tragedia carica di simboli, di echi, È TORNATA LA DPRSSION. MA L S VITTIM SONO CAMBIAT questo, non è molto diverso dal suo confratello inglese, tedesco, belga o francese. I suoi comportamenti - non soltanto quelli elettorali - sono, come illustrano innumerevoli inchieste sociologiche, di sostanziale rassegnazione rispetto ad una crisi considerata quasi naturale e oggettiva e rispetto alla quale le politiche dei governi e le ricette dei partiti non sembrano poi fare una grande differenza. Vittime colpevoli: In un certo senso, il nuovo emigrante è diligente partecipe - e vittima - del sogno americano. Per la filosofia reaganiana dominante, infatti, la disoccupazione è, da una parte, conseguenza oggettiva del necessario riaggiustamento dell'economia; ma è an be, soggettivamente, una condizione dì colpa. d ecco, allora, i continui tentativi di rendere meno facile la condizione del disoccupato - magari, come in un progetto attualmente di discussione, tassando la relativa indennità - e l'invito a non poltrire nei vecchi centri urbani. A muoversi. A cercare nuovi lavori in nuove zone del paese e, in particolare, in quegli stati del Sud e del Sud-ovest (dalla Florida all'arizona) che sono, appunto, l'';lltima frontiera del sogno amencano. d ecco l'affollarsi di vecchie automobili e di tende di fortuna intorno a Miami, N ew Orleans, Memphis, Houston, Dallas, Phoenix. Ma per scontrarsi anche lì con l'onda lunga della crisi e con l' ostiljtà della gente e delle amministrazioni locali. Il clima, insomma, non è proprio di simpatia e di solidarietà. d è significativo che a marcare il traguardo del nuovo umanesimo di marca anni Ottanta sia una delle città d'avanguardia degli Stati niti s YGMAI G. NRJ del futuro: Phoenix, nell'arizona. A Phoenix le autorità si sono mosse con decisione nella «giusta>> equazione disoccupazione uguale vagabondaggio. Chiusi tutti i ricoveri pubblici, è considerato comportamento scorretto - e quindi punibile per legge - lo sdraiarsi e, peggio ancora, il dormire per terra. I cesti della spazzatura sono stati definiti proprietà pubblica ed è considerato furto frugarvi dentro alla ricerca di cibo; mentre è in discussione la proposta di innaffiarli di benzina per evitare tentazioni. «In questa città si ha maggiore rispetto per i topi>>: è l'opinione di un cittadino di Phoenix. Opinione per ora isolata, ma non priva di fondamento. Alberto Benzoni Poveri ma senza furore il recupero di dicembre disegna con chiarezza la rinata fiducia nel partito di Willy Brandt, che ha ritrovato all'opposizione unità e linea politica. L'ambiguo abbandono del partner liberale, una volta consumato, ha ridato prestigio ai socialdemocratici, che si erano logorati in una serie di estenuanti compromessi. L'82 si era annunciato carico di incognite e di elementi negativi per il governo, che trovarono puntuale conferma nelle quattro scadenze elettorali: in marzo si votò in Bassa Sassonia, in giugno ad Amburgo, in settembre in Assia e poco dopo in Baviera. I liberali persero sempre più voti, restando fuori dalle Diete regionali, mentre il cedimento socialdemocratico lasciava presagire la crisi generale di fiducia che solo adesso, con il ripensamento di Amburgo, sembra avviarsi verso il superamento.!!leader CS: Franz Josef Strauss A Bonn - dove i democristiani hanno una posizione quasi egemonica poichè, oltre alla presidenza della Repubblica e del Consiglio hanno la maggioranza nel Bundesrat (Camera dei Laender) e, insieme con i liberali, nel Bundestag (Camera dei deputati) - si comincia a temere per le elezioni generali indette per il 6 marzo prossimo, dopo che Kohl, al principio di dicembre aveva, con la richiesta della sfiducia per il suo. governo - pratica da alcuni costituzionalisti ritenuta poco ortodossa - invitato i suoi uomini ad astenersi ed ottenuto così la licenza di indire elezioni anticipate. L'assalto di Strauss: La destra democristiana, guidata dal leader bavarese F ranz Josef Strauss punta sulla maggioranza assoluta, mentre Kohl preferirebbe frenare, con l'appoggio liberale, la preponderanza dei conservatori più spinti. Ma, dopo il «Voto bis>> di Amburgo, tutte le parti sembrano rimesse in gioco, poichè si delinea la scomparsa dei liberali dalla scena politica nazionale che porterebbe o al bipartitismo (socialdemocratici e democristiani) o all'ingresso dei «verdi>> in Parlamento, che assumerebbero quella funzione arbitrale finora detenuta dai liberali, senza tuttavia avere la loro posizione centrista ma essendo, al contrario, difficilmente assumibili come partner di coalizione. Due fattori esterni hanno condizionato quest'anno la politica interna tedesca: la crisi polacca, che ha tolto il terreno sotto i piedi alla politica di distensione, fondamento della posizione di «intermediario privilegiato>> della Repubblica federale, e la condu-zione reaganiana dell'economia mondiale, che ha scaricato sull'uropa la propria crisi, prima causa della defezione dei liberali, le cui finalità andavano progressivamente avvicinandosi a quelle dei democristiani, da sempre più legati agli Stati n iti di quanto lo fossero i socialdemocratici. Nell'ultimo anno del suo cancellierato, Schmidt non aveva nascosto la propria irritazione nei confronti dell'amministrazione Reagan sulle questioni economiche, fra le quali includeva anche le sanzioni contro l'nione Sovietica che aggiungeva nuove difficoltà alla crisi tedesca. Più di mille imprese sono fallite nel corso dell'anno nd solo settore metalmeccanico, me'ntre il numero dei disoccupati ha raggiunto i due milioni. Fallimenti spettacolari come quello del gigante AG-Tele{unken, scandali come quello provocato dalle tangenti pagate ai partiti dall'industriale Flick, uno dei grandi boss, per ottenere colossali agevolazioni fiscali, ha110? profondamente scosso l'opinione pubblica, che guarda all'83 con timore, ma or mai anche con la consapevolezza che 1 problemi hanno un'origine molto lontana. che non basta cambiare i cavalli per poter attraversare il guado. Lela Gatteschi 13

5 La festa è lontana A LISBONA TORNA QALCH SPRANZA. MA LA SINISTRA RSTA DIVISA 14 processo di liberazione delle colonie si avvicinava alla vittoria - il Portogallo si era ostinato a vivere nell'illusione del grande impero coloniale e al considerarsi una delle più grandi nazioni del mondo. Poi nacquero le Repubbliche di Angola, Mozambico e Guinea Bissau mentre, in Asia, l'indonesia occupava il territorio orientale dell'isola di Timor. Il sogno, ormai, si era trasformato in un incubo militare. Persa la guerra, il cammino dell' esodo venne percorso al contrario da centinaia di migliaia di esuli che non sopportavano di vivere in quei paesi africani, «malati>>, ormai, di indipendenza. rano i retornados che invadevano un Portogallo, ancora in preda alla febbre rivoluzionaria, con masserizie di ogni genere che si accumulavano nel porto di Lisbona ma, so- come l'«inizio di un cambiamento». Il suo partito torna ad essere quello di maggioranza relativa e, in caso di nuove elezioni, ha buone possibilità di riprendere in mano le redini del governo e inserirsi nella scia di successi dei partiti socialisti «latini>>, che hanno portato al governo Mitterrand in Francia, Papandreu in Grecia e Gonzalez in Spagna. Ma c'è una differenza. «Al contrario dei loro colleghi di Madrid, Parigi e Atene - scriveva un editorialista di un settimanale di Lisbona - i socialisti portoghesi hanno già governato e il paese sa già che cosa può attendersi da loro. Questo è il dramma del PS portoghese e di tutta la sinistra>>. n dato significativo di questa ultima consultazione è la percentuale delle astensioni salite dal 2% del 1975 al 30% del 12 dicembre scorso. La coaliz_ione di destra na strada di Lisbona: La «Rivoluzione dei garofani» è ormai un ricordo lontano Lisbona. Il «movimento dei capitani>> dell'aprile '74 - che aveva posto fine ad una dittatura durata 48 anni - è ormai lontano, così come sono lontani i giorni che avevano visto arrivare a Lisbona decine di migliaia di stranieri venuti a conoscere quella strana revoluçao. Poi la festa è finita e sul Portogallo è calato di nuovo il silenzio. Ma che cosa ne è stato della «rivoluzione dei garofani»? Prima che pochi colpi sparati in una an- tica piazza di Lisbona facessero crollare il decrepito regime di Salazar, il paese vestiva di nero: per il turista europeo la sensazione era quella di un salto nel passato. Anche se non era facile accorgersene, si trattava di un paese in guerra. n a guerra, contro i movimenti di liberazione nelle tre colonie africane (Angola, Mozambico e Guinea Bissau), che costava quasi un terzo del bilancio annuale del Portogallo, oltre alla vita di molti dei 500 mila giovani mandati a combatterla. Il peso dei conflitti in Africa impoveriva l'economia e aumentava la miseria della maggior parte della popolazione. Ma il silenzio imposto dal governo ai giornaji impediva ogni protesta e, quando ciò non era sufficiente; il compito passava nelle mani della temutissima polizia politica, la PID. Dieci anni dopo: Oggi, dopo aver vissuto contemporaneamente l'ansia della trasformazione sociale e la spinta, contraria, verso la restaurazione, il Portogallo assomiglia un po' a quello degli anni sessanta. La vita politica è cambiata in meglio, ma nella società sono evidenti i segni di un peggioramento. Finite le scosse della «rivoluzione>>, tramontate le grandi speranze, il paese sembra di nuovo preda del fatalismo e della rassegnazione che sempre lo hanno caratterizzato: il fddo, il più famoso genere musicale portoghese, triste e melodico, ha preso il sopravvento e il paese ricco di una storia di quasi nove secoli - dalle crociate contro i saraceni alle spedizioni ' marittime per «dare nuovi mondi al mondo>>, come scriveva il suo più grande poeta, Camoes - torna a vivere nella sottile atmosfera di abbandono che spinge tanta gente a partire. o a desiderare di partire (sono più i portoghesi che vivono all'estero di quelli che oggi abitano il Portogallo). È la storia stessa a dirci che i confini naturali del paese sono sempre stati troppo stretti per contenere tutti i sogni dell'«anima lusitana>>. Fino al anche quando, ormai, il prattutto, con una rabbiosa voglia di rivincita. Sei centomila che dall'angola e dal Mozambico arrivavano convinti che la loro odissea avesse un responsabile: la rivoluzione. Impatto negativo: L'enorme afflusso, concentrato in poco più di un anno, non poteva non provocare un impatto negativo in seno alla società portoghese, di cui aggravava tutti i problemi materiali, dalla disoccupazione alla mancanza di abitazioni. Il 25 aprile aveva portato con sé la speranza che una nuova classe politica potesse modificare profondamente lo stile di vita del paese. tutte le aspettative si erano concentrate su un semplice colpo di Stato militare che aveva come base ' partenza le rivendicazioni salariali della «classe» dei capitani, il settore delle Forze Armate che più duramente aveva lottato in Africa. L'entusiastico appoggio popolare, suscitato dal rovesciamento del regime, aveva costretto il 25 aprile a trasformarsi in una vera rivoluzione. La morte di Sà Carneiro alla vigilia della I nuovi dirigenti politici - giunti m campagna elettorale di due anni fa (ancora gran parte dall'esilio - formavano in gran oggi la destra afferma che si è trattato di fretta i partiti puntando alla conquista del un attentato e non di un semplice incidenpotere che, tuttavia, sembrava diffondersi te aereo) ha lasciato un vuoto nel quadro per le strade, nelle fabbriche, nelle campapolitico reso più oscuro dalla crisi econogne o nei quartieri delle città. Civili e mimica - 10 miliardi di dollari di debito litari, per una volta riuniti negli stessi organismi, occupavano proprietà, giornali e, estero, 24% di inflazione, salario reale in caduta libera e 1'8,2% della popolazione persino, una emittente di proprietà della attiva senza lavoro - che, sommata alla Chiesa, radio Renascença, che si presentacrisi politica, ha paralizzato il paese. va, ora, come «la voce degli operai, dei Nel frattempo un'altra speranza cade: contadini, e di tutti i lavoratori>>. quella dell'ingresso, pressoché immediato, Lisbona, la capitale, viveva allora un annella Comunità conomica uropea, che no e mezzo di euforia; la vecchia anima tutti i governi succedutisi in questi ultimi lusitana sembrava aver lasciato il posto ad anni hanno sbandierato come la vera «Via un nuovo stile di vita. Il film del regista d'uscita». Seixas Santos Brandos costumes criticava la no dei pochi punti di forza dell'induvisione ristretta della realtà ereditata dal stria portoghese è costituito dal settore passato e la gente di sforzava di «Cambiare tessile, area estremamente delicata per la vita>>, come nel titolo di un altro film, realizzato prima della rivoluzione. La restaurazione: Dopo l'«estate calda>> del '75 venne il 25 novembre, e il rovesciamento dei rapporti di forza all'interno dell'sercito. Il paese si spaccò in due: il nord conservatore e il sud rivoluzionario. Lisbona si trovò in mezzo, nella tempesta. Le prime elezioni avevano avuto una caratteristica: il rifiuto del «Voto alla destra>>. Per tutto il 1975 non c'è nessuno in Portogallo disposto a correre il pericolo di essere considerato un difensore del deposto regime. Poi la Chiesa A sinistra, l'ex primo ministro, Francisco Pinto Balsemao. A torna a far valere la sua influenza sull'elettorato e, poco a poco, direttamente dai pulpiti, riesce a C e anche un'eventuale ingresso - sefar cambiare gli umori dell'opinione pub- condo alcuni - non potrebbe risolvere blica o, almeno, di una sua parte considemolto per il Portogallo, che non potrebbe, offrire che prodotti agricoli già in eccerevole. È vero che la prima, e unica, esperienza denza nei paesi C. che la popolazione aveva fatto di «Voto alle ultime elezioni: Le recenti elezioni la sinistra>> si era risolta in una amara de- amministrative hanno accentuato la sensalusione: il Partito Socialista, al governo da zione di un paese ingovernabile, almeno solo per due anni e poi alleato con il par- in questo quadro politico. L'alleanza di tito più conservatore dello schieramento governo, Alleanza Democratica (AD), ha politico, il Centro Democratico Sociale, perso voti, e di conseguenza le contraddiaveva mostrato tutti i propri limiti. In zioni in seno al governo si sono accentuaprecedenza, il Partito Comunista filo- te al punto di costringere alle dimissioni il sovietico aveva fatto di peggio, «Occupan- primo ministro Pinto Balsemao. Il Partito do>> con i propri militanti la maggior par- Socialista ha avuto la maggioranza in venti assemblee municipali e il 4% in più dei te delle amministrazioni pubbliche. A trarre profitto da questi due fallimen- voti rispetto alle ultime elezioni politiche. ti è Francisco Sà Carneiro, deputato «libe- La coalizione Alleanza Popolo nito rale>> in seno all'assemblea nazionale del formata dal Partito Comunista e da altre regime di Caerano, poi dirigente del PPD formazioni minori - ha ottenuto il 2% in (Partito Popolare Democratico) che verrà più di suffragi. poi ribattezzato «socialdemocratico>> e, inna vittoria della sinistra? Lo sarebbe, fine, capo per quattro anni del governo se questa stessa sinistra non fosse divisa da portoghese alla testa di una allenza tra il strategie incompatibili fra loro come quelsuo partito, il CDS (Centro Democratico le di Mario Soares e di Alvaro Cunhal. Sociale) e un piccolo partito monarchico.. Soares ha spiegato il successo dei socialisti ATTALITA' PORTOGALLO MARKA destra, Mario Soares ha utilizzato la propria maggioranza parlamentare per smontare uno dei principali organismi nati dopo il 25 aprile, il Consiglio della Rivoluzione, che sarà sostituito da un «tribunale costituzionale>>composto da dieci membri, in maggioranza legati ai partiti al governo. Sugli organi di informazione è stata imposta una censura molto rigida: l'agenzia ufficiale di notizie è stata chiusa perché l'esecutivo non riusciva a controllare la redazione mentre i due unici canali televisivi sono divenuti organi di propaganda del governo. In una Lisbona dovè, scomparsi dai muri i manifesti dei più svariati partiti di ogni colore, il grigio è tornato ad essere il colore dominante, la gente si lamenta del costo della vita, della crisi degli alloggi, della disoccupazione e nel caso dei giovani, della mancanza di «cose da fare>>. Rinasce, allora, il desiderio - decisamente il sogno è parte essenziale dell'animo lusitano - di partire, di viaggiare, di uscire da questa piccola terrazza sul mondo. ]ames Anhanguera da Lisbona 15

6 ID FIBR OITIC:fÌ Quando il grande occhio arriverà v 16 Mezzi minuscoli: Il principio di trasmissione rimane invariato. Il segnale elettrico viene convertito in uno luminoso, tramite led's (light emitting diodes) e tramite laser, e inviato attraverso questo minuscolo mezzo di trasmissione. Il mondo industriale ha mostrato un enorme interesse in questo settore. Ognuno è consapevole che imporsi ora come leader nella vendita delle fibre ottiche significa ipotecare seriamente per il prossimo fu uro una grossa fetta di un mercato con una prevista crescita esponenziale. Comunque, l'attuale crisi economica, alla quale non sfugge neanche l'industria elettronica, ed il continuo aumento del costo del denaro sono per molte industrie - specialmente piccole e medie - un freno non lefonico è un tipico esempio, alla portata di tutti. Maggiore è la quantità di informazione da trasmettere, più alta è la frequenza del corrispondente segnale elettrico e quindi più grosso, più pesante e più costoso è il filo di rame da dover utilizzare per la trasmissione. Gli inconvenienti nella posa dei pesanti cavi e l'onere a cui èsottoposta la società utilizzatrice (vedi SIP nel caso delle linee telefoniche) sono facilmente immaginabili. Si è pensato allora alle fibre ottiche che, per il loro peso e le loro dimensioni, possono sostituire un cavo di rame migliaia di volte più grosso e più pesante, portando sino all'interno di ciascuna abitazione la possibilità di trasmettere e ricevere una quantità di informazioni fino ad oggi inimmaginabile. NORD/SD indifferente all'entusiasmo di partecipare in prima persona alla ricerca di nuovi sistemi per la produzione, il testaggio, la messa in opera e l'utilizzazione delle fibre ottiche. Inoltre, a rallentare gli investimenti per la ricerca in questo campo vi è l'atteggiamento di attesa che regna un po' dovunque nell'industria mondiale delle fibre ottiche che attende dagli organi competenti internazionali una decisione finale sulla standardizzazione dei diversi sistemi. Gli uffici postali, sicuramente i maggiori acquirenti ed utilizzatori, non si impegnano ad acquistare dalle industrie fintantoché non saranno sicuri dell'efficienza e, specialmente, dell' omologazione di questi sistemi. Le industrie, dal canto loro, vogliono evitare il rischio di investimenti per apparecchiature che potrebbero risultare obsolete prima ancora di essere poste in commercio. Nella foto: cinquecento metri di cavo coassiale (a sinistra) e di fibre ottiche (a destra) Fino a qualche anno fa le industrie producevano beni di consumo che non richiedevano grandi conoscenze tecniche da parte dell'utilizzatore. Ora campagne pubblicitarie e informazioni diramate da molti organi di stampa stanno preparando ed educando il grande pubblico all'uso di apparecchiature a sempre più alto contenuto tecnologico. I risultati sono evidenti. Ormai dovunque, negli uffici e nelle abitazioni, i personal computers sono diventati quasi un fatto comune. Ma, oltre che nell'informatica, anche in altri campi l'industria sta preparandosi a lanciare con altrettanta veemenza macchine che il pubblico, ormai educato, èpronto aricevere all'insegna del progresso e di un presunto miglioramento sociale. A questo proposito, già da molti anni si parla delle fibre ottiche come della scoperta del secolo, che porterà nel prossimo futuro eccezionali innovazioni nel campo della scienza e della tecnica. In campo medico questo conduttore di luce, di dimensioni capillari, viene già adoperato per fare vere e proprie riprese filmate di organi all'interno del corpo umano, con minimo disagio per i pazienti. Cambiamenti radicali: Ma pochi sanno che ben presto l'uso delle fibre ottiche porterà a dei cambiamenti radicali nella nostra vita quotidiana, come già d'altronde previsto in un famoso libro da molti definito ancora fantascientifico. Cerchiamo di vedere come sono nate le fibre ottiche, come l'industria stia adoperandosi per la loro utilizzazione nel campo delle telecomunicazioni e come determinate scelte politiche accelerino l'attuazione e la messa in funzione di sistemi che dovrebbero portare grossi benefici a tutti quanti. Le fibre ottiche sono nate dall'esigenza di sostituire i vecchi conduttori di rame che, per via delle proprie limitanti caratteristiche, non riescono più a stare al passo con le avanzate tecnologie offerte dall'elettonia oderna nel campo delle telecomumcazwm. 11 concetto su cui si basa il tutto è molto. semplice: per trasmettere a breve o a lunga distanza un suono, un'immagine, o un qualsiasi altro tipo di messaggio, vi è la necessità di tradurlo prima in un segnale elettrico e poi inviarlo a destinazione attraverso un conduttore metallico. L'apparecchio te- so politico: Si è così venuta a creare una situazione di quasi stallo generale. d è a questo punto che è intervenuta la politica, avendo intravisto i governi la soluzione anche per molti problemi di gestione. Così è avvenuto ad esempio nella Repubblica Federale Tedesca quando, per uscire da quest'impasse, 1'8 maggio 1981 il ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni, Kurt Gscheidle, ha ufficialmente presentato alla stampa il progetto di una sistema che entrerà operativamente in funzione alla fine degli anni '80. n primo sistema sperimentale, soprannominato BIGFON, è stato commissionato dal governo a sei tra le maggiori industrie tedesche di telecomunicazioni e dovrà essere pront'o ne11985-'86. Presentato come uno dei più grossi progetti mai finanziati dal governb in questo settore, il BIGFON sarà, secondo Gscheidle, il primo passo verso importanti innovazioni in quelle che sono le attuali possibilità di comunicazione e verso un miglioramento dell'attuale standard di vita. Ma vediamo quali sono le vere ragioni che hanno spinto il governo tedesco a questo passo. Anche l'industria elettronica locale sta attraversando un periodo particolarmente difficile per la spietata concorrenza di americani e giapponesi e va aiutata a mantenere, ora, gli attuali livelli occupazionali per essere rilanciata, in un immediato futuro, come leader a livello mondiale. Il mercato per apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni è ormai saturo e, dopo il boom delle televisioni a colori e dei videoregistratori, è necessario aprire nuovi mercati per poter vendere quello che le industrie possono produrre. Infine, essere i primi a disporre in campo mondiale di sistemi operanti con fibre ottiche significa esportazione di tecnologia e strumentazione con un grosso contributo alla bilancia dei pagamenti con l' es,:ero. Si può quindi capire come anche il governo tedesco sia così interessato al progetto BIGFON. Ma come sarà in effetti questo sistema, quali reali contributi porterà al suo utilizzatore e quali saranno gli argomenti per pubblicizzarlo? Tela di ragno: Così come èstato descritto il progetto durante la sua presentazione alla stampa, si faranno arrivare in ciascuna abitazione (nel primo sistema sperimentale sono collegati tra di loro solo una trentina di utenti) uno o due cavi in fibra ottica a cui si avrà la possibilità di connettere modularmente una certa quantità di apparecchiature elettroniche. Il comune telefono verrà sostituito dal videotelefono ed offrirà inoltre numerosi altri servizi. Nel momento in cui si riceva una chiamata, ad esempio, su di un apposito display comparirà il numero o addirittura il nome dell'abbonato chiamante: immaginate che sollievo poter finalmente non rispondere ad uno squillo, specie se l'interlocutore TLFONO " r--- "' :;j g...., "' u t--- VIDO TLFONOTRMINAil FACSIMIL Il FORCHITA TLFONICA CCOPPIAMNT PR VIDO TLFONO!ì r-- g g l O 2 FIBR OTTICH PR OGNI TNT l - fi--.r- COMPTR DI CONTROLLO l TRASMISSION DATI FORCHITA TLFONICA J CAVO DI COLLGAMNTO DL SINGOLO TNT..... L_ m DISTRIBZION DI PROGRAMMI TLVISM l TLX RADIO FMSTRO - DISTRIBZION DI )fl h PROGRAMMI.Wl FMSTRO '--.. PROGRAMMI RADIO TLVISION,,, NORD/ SD Lo schema di un sistema di comunicazioni integrato in fibre ottiche non èal momento dei più graditi. Si potrà poi richiamare un numero trovato occupato premendo un semplice tasto di ripetizione, o memorizzare i numeri più frequentemente chiamati ed accedervi con altrettanta semplicità. Si avrà anche la possibilità di comporre il numero senza dover alzare la cornetta, quasi non si voglia negare, nel frattempo, l'uso dell'altra mano per altre importantissime attività collaterali. Ma siamo veramente diventati già così pigri o tremendamente indaffarati da aver bisogno di un simile servizio, o si vuole piuttosto avere la possibilità di mettere in funzione il nostro telefono a nostra insaputa, come fosse un microfono, per permettere, se necessario, che un orecchio certo indiscreto o interessato violi la nostra intimità casalinga? Il dubbio sembra legittimo, se si pensa che anche per il televisore (che, come la radio, farà parte del sistema e riceverà il segnale dal cavo in fibre ottiche e non più da una antenna) si parla già di incorporare un dispositivo che permetterà di accenderlo direttamente dalla centrale, per usarlo come mezzo di informazione capillare nella incombenza di un pericolo. Sempre modularmente, si potranno collegare allo stesso cavo, principalmente per uso di ufficio, macchine telex, facsimile o apparecchiature per trasmissione dati. non è tutto. Con la modica spesa necessaria per acquistare una tastiera elettronica, ed utilizzando come video il televisore, già in nostro possesso, si potrà avere in casa un vero e proprio terminale di un immenso computer che, forse dall'oscurità di un seminterrato del centro storico, ci illuminerà della sua sapienza offrendoci servizi straordinari. Segregazione domestica: Informazioni di ogni genere saranno accessibili in breve tempo, si potrà incaricare via computer la nostra banca di saldare un conto o di effettuare transazioni varie senza dover mettere piede fuori di casa. Anche la massaia avrà finalmente ciò che ha sempre desiderato, si èsentito dire. sando il suo terminale; riceverà sul video la lista di tutti gli articoli che il negozio richiesto le mette a disposizione, con prezzi vari ed informazioni sulla provenienza o la freschezza della merce desiderata. La spesa potrà quindi essere fatta sedendo comodamente in poltrona, dopo un'oculata scelta televisiva, utilizzando il servizio a domicilio offerto da diversi negozianti. Certo, a volte la cosa potrà essere anche utile, ma perché togliere il piacere, che è poi necessità, di incontrare i rivenditori, coi quali si scambiano sempre un paio di parole e che spesso, più dei giornali o della televisione, ci informano delle vicende del mondo condite con i loro coloratissimi commenti. Certo, il progresso è una gran cosa, ma perché non!asciarci ancora un po' di umanità? Saverio Plana 17

7 18 ID J STAMPA israeliana ha segnato l 'inizio di una grave crisi 'trt vasw?:e Chiude la vetrina di Beirut Beirut. Subito dopo la partenza dei combattenti palestinesi, nella capitale ;libanese è cominciato un altro esodo: quello degli intellettuali di sinistra: gran parte degli artisti, scrittori e giornalisti libanesi ed arabi è già partita per l'estero e altri hanno preparato le valigie. Alla sera i chiassosi caffè di Hamra, tradizionale luogo d'incontro degli intellettuali, fanno pochi affari. Il settimanale libanese Al Hawades ha pubblicato di recente un editoriale sull'esodo degli intellettuali impegnati dalla capitale: «Beirut, in questi anni di guerra civile, è stata, il paradiso della ricerca ideologica. Tutti gli oppositori rifiutati dai loro paesi hanno trovato rifugio a Beirut. Nessun altro paese arabo ha conosciuto un flusso così incessante». Ora, nell3; calma relativa che regna sulla capitale dop otto anni di guerra civile, è cominciata la resa dei conti. qualcuno ha già coi:ninciato a tirare i sassi contro quella che veniva chiamata con orgoglio la <<Vetrida della nostra democrazia: la stampa libanese». Impiegati o giornalisti?: Grazie alla spregiudicatezza finanziaria, alle iniziative innovatrici degli editori, e alla libertà totale di cui godevano i giornalisti rispetto ai ' loro colleghi d'altri paesi arabi, costretti al silenzio o 'indòtti a diventare «impiegati al servizio dello stato>>, la stampa libanese aveva conquistato spazi e rispetto in tutto il mondo arabo. A Beirut si pubblicavano cinquanta quotidiani, 100 settimanali e migliaia di libri che uscivano dalle tipografie di decine di case editrici che avevano trovato rifugio ed ospitalità in questo paese. Con la guerra civile è çominciata la fase discendente. In Libano sono caduti più giornalisti che nella guerra del Vietnam: Ogni anno in Canada ne vengono uccise creazione di una commissione di inchiesta duecentomila. Con un colpo in testa, ap- sulla popolazione di foche esistenti. Su pena uscite dal grembo della madre. Poi questo aspetto, nessuna indicazione precivengono scuoiate, a volte ancora in vita, sa è stata ancora fornita. Nessun metodo sotto gli occhi della madre. Il loro nome ha permesso finora di recensire le popolascientifico è «foca groenlandica» o «foca zione di foche groenlandica o capuccina. capuccina», ma nel gergo degli ecologisti Chi dice che sono un milione, chi dice sono ormai divenute le «baby foche». Ne- due. I banchi di ghiaccio che vanno alla gli ultimi cinque anni ne sono state massacrate un milione circa, per ricavarne scarpe dopasci, guanti, portachiavi, giocattoli. Sul loro destino si è concentrata l'opinione pubblica internazionale. Cinque milioni di firme sono state raccolte nella C per chiedere l'embargo all'importazione della loro pelle. Il 90% dei deputati al Parlamento europeo hanno fatto una richiesta analoga. Persino la popolazione canadese si è pronunciata contro il massacro: un sondaggio ha rilevato che il 61% dei canadesi è contrario all'uccisione dei cuccioli di foca. Ma il blocco delle importazioni delle pelli è per il momento in vigore solo negli Stati niti, in Francia, in Italia e in Olanda. A ben poco sono servite le lunghe discussioni a Bruxelles fra i ministri dei Dieci competenti per l'ambiente. La decisione, giunta all'alba dopo dieci ore di negoziati, costituisce il frutto di un compromesso fra la posizione di paesi come l'italia e l'olanda (e in misura minore la Francia), pronti ad accettare una direttiva comunitaria, cioè Le «baby foche»: dalla loro pelle giocattoli e portachiavi un provvedimento vincolante, e quella di stati come la Gran Bretagna e deriva e le condizioni atmosferiche, che la Germania, più propensi a salvaguardare consentono solo due ore di osservazione al giorno, rendono il lavoro degli esperti gli interessi commerciali. I ministri si sono impegnati «a fare il estremamente difficile. n rapporto del possibile per bloccare le importazioni fino consiglio internazionale per l'esplorazione al l 0 marzo prossimo>>. n impegno al- dei mari, ordinato dai canadesi e dalla quanto relativo visto che la sua applicazio- commissione C, indica che il numero ne è lasciata a benvolere dei singoli gover- di foche groenlandiche nell'atlantico del ni. Intanto la commissione esecutiva della nord sembra essere aumentato negli anni C approfondirà gli studi in collabora '80, rispetto alla fine degli anni '60, zione con esperti canadesi, per proporre ma non esclude la possibilità che gli stock entro il l 0 marzo una soluzione definiti- siano in realtà in declino. La situazione va. Ma la caccia si apre appunto il l 0 mar- per la foca capuccina sarebbe ancora più zo e nulla assicura che, per quella data, la criticha.. In origine, la caccia era praticata dalla C sarà in grado di decidere. n lavoro difficile: Il governo canade- riva dagli aborigeni. La caccia in mare con se propone la stesura di una convenzione le barche a vapore si è sviluppata nel secoper le foche nell'atlantico del Nord e la lo scorso. I bottini erano grossi. Nel 1931 Sparate su quelle foche fu raggiunta la punta massima di 687 mila bestie. I norvegesi cominciarono a cacciare nella parte occidentale dell'atlantico del Nord nel Ora, si dividono le catture con i canadesi. la C costituisce 1'80% del loro mercato d'esportazione. I prezzi variano da 20 a 50 dollari a pelle per la foca groenlandica e arrivano fino a 70 dollari per la foca capuccina. Si calcola che, sul totale delle foche catturate, 1'80% sono cuccioli, il 20% hanno più di un anno. Dal Canada, arrivano sul mercato internazionale circa oltre centomila pelli l'anno. I principali acquirenti sono la Norvegia, il Regno nito - centro del commercio di pelli di foca in uropa - il Belgio, il Lussemburgo, la Germania, la Finlandia. Condizioni proibitive: Dei loro metodi di caccia i canadesi sono molto gelosi. n documento intitolato «Leggi per la protezione delle foche>> stabilisce le zone, i metodi e le stagioni per la caccia, nonché le categorie di persoe. cui poss no essere concess1 1 permess1. Tra queste, «ricercatori, rappresentanti della stampa accreditata, competenti organizzazioni per l'esame dei metodi di caccia». Per la stampa e le organizzazioni competenti, le condizioni imposte sono quasi proibitive: giornalisti e osservatori devono pagare l'affitto di un elicottero per recarsi sul luogo della caccia, insi'eme a funzionari canadesi, e i per; messi sono validi solo per un gwrno. Il governo di Ottawa non ha del resto esitato a fare pressione dui Dieci per impedire l'embargo sulle pelli di foca. Ha fatto sapere che, in caso di blocco delle importazioni, denuncerà l'accordo di pesca C-Canada che consente agli europei, soprattutto ai tedeschi, di pescare ogni anno circa ventimila tonnellate di merluzzo nelle acque territoriali canadesi. Per Bonn la minaccia è grave: la pesca d'altura tedesca è in declino e il governo tedesco ci penserà due volte prima di avallare una decisione poco gradita ai canadesi. Se Ottawa non ammorbidisce la sua posizione, c'è quindi il rischio di ritrovarsi, il 1 marzo, al punto di partenza. Torneranno a manifestare a Bruxelles gli ecologisti delle varie organizzazioni internazionali, con i loro palloncini bianchi simbolo dei cuccioli assassinati, a distribuire foto di quei piccoli morbidi animali, con il musetto bianco e gli occhioni neri dall'espressione in difesa. Gristina Re COLOGIA 40, fra libanesi ed arabi. Senza contare gli attentati contro sedi di giornali e tipografie. L'inasprirsi della guerra civile, l'intervento dei siriani, le restrizioni della censura militare, ripristinata nel 1977 nonchè, le difficoltà economiche, hanno costretto molte testate ad emigrare lontano, in uropa. n fenomeno nuovo questo, per la stampa libanese che nei tempi bui preferiva trasferirsi in altre capita'!i arabe. Intanto, le testate rimaste hanno dovuto ridurre il numero delle pagine e hanno perso terreno di fronte alla concorrenza del nuovo centro dell'editoria araba: il Kuwait. L'anello debole: Il nuovo regime libanese, che ha sintetizzato i suoi obiettivi A Beirut si stampavano 50 quotidiani AP politici in un <<Libano forte>> e da cui tutti gli stranieri dovranno andarsene, per attuare il suo disegno punta su tre fattori: l'educazione, l'esercito, l'informazione, ma il presidente sembra intenzionato a cominciare dall'anello più debole della catena, l'informazione. Il ministro dell'informazione, Shekani, ha informato la stampa del ripristino della famigerata legge del 1977, la censura militare che prevede il carcere per i giornalisti e la chiusura delle testate per diffusione di notizie non gradite al regime; «per garantire la sicurezza e l'integrità del paese>>, ha detto. n noto giornalista libanese, Melhem Karam, ha replicato che <<la gente preferirebbe seguire la battaglia di opinioni sulle pagine di giornali piuttosto che le battaglie per le strade o nelle trincee>> ed ha aggiunto che <<è preferibile la guerra delle parole a quella dei cannoni>>. Ma il governo sembra irremovibile dal suo obiettivo ed ha avviato lo studio di una nuova legge per combattere il fenomeno dei finanziamenti segreti alla stampa libanese da parte dei governi arabi. Per la maggioranza dei giornali libanesi è una sentenza di morte. A Beirut si dice che ogni regime arabo sponsorizzerebbe almeno una testata. Negli ambienti giornalistici di Beirut si obietta, tuttavia, che togliere i fondi segreti alla stampa non modificherebbe la situazione attuale, e parecchi editori, potrebbero emigrare per aggirare l'ostacolo. Attentati e bombe: n settimanale di sinistra, Al Kifah el Arabi, ha scritto che l'alternativa sarebbe ottenere finanziamenti dal governo. Mentre per un'altra testata, As Safir, la <<libanizzazione>> della stampa non è che un tranello: <<Non siamo mai ricorsi all'autocensura che i nostri avversari volevano imporci con gli attentati e le bombe>>, ha scritto. Ad appoggiare apertamente le nuove misure governative è solo, e non a caso, Al Amel (Il Lavoro), il foglio della Falange che esce a Beirut st, ma è in procinto di trasferirsi nella parte occidentale per rilanciarsi come quotidiano a diffusione nazionale «Siamo ha detto il suo direttore, Josef Abu Kalil - per una libertà responsabile. Bisogna porre fine all'anarchia di un giornalismo portavoce di governi stranieri>>. Da lontano, a Londra, dove si pubblica, un settimanale libanese Al Hawades, il più diffuso del Libano e del mondo arabo, filosaudita, carta patinata e pagine intere di pubblicità, ha commentato così la nuova era: <<La sobrietà è una virtù dei combattenti: quando il denaro nelle tasche di chi lotta per una causa giusta aumenta, diminuisce la verità che esce dalla sua bocca>>. Ibrahim Refat 19

8 La riunione è fallita tra scambi di accuse CONOMIA Vienna. All'indomani della Conferenza dell'opc, tenutasi a Vienna il 19 e il 20 dicembre, i membri dell'organizzazione si accusano reciprocamente dell'insuccesso del vertice. Secondo il ministro del Petrolio iraniano, Mohammad Gharazi, «l'arabia Saudita, pur di mantenere la propria leadership, si è adoperata perchè non venisse raggiunto nessun compromesso>>. Il <;: o mpromesso al quale si riferisce l' esponente khomeinista era stato proposto dall'algerino Belkassem Nabi al suo arrivo all' lbergo Intercontinental, sede della Conferenza. J:Nabi sosteneva che tra i ventidue milioni di barili al giorno di tetto massimo di produzione proposti dall'iran e dalla Libia, e i diciotto milioni voluti dallo sceicco Yamahi, ministro del Petrolio sa udita, si sarebbe potuto raggiungere un compromesso - fissando per esempio il tetto a L'OPC in fondo al pozze IL CARTLLO PTROLIFRO NON RISC A RITROVAR LA PROPRIA NITÀ. LA GRRA DI PRZZI CONTINA PI 20 L'alta marea della crisi CONTINA LA FAS RCSSIVA Parigi. L'attività economica dei paesi dell'ocs (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha accusato, nel secondo semestre dell'82, una flessione inattesa e clàmorosa per cui l'anno si chiude con una diffusa diminuzione del prodotto nazionale lordo e un notevole decremento degli scambi a livello mondiale. Nello stesso tempo, l'inflazione si è ridotta, nella media, in misura maggiore di quanto non si pensasse all'inizio dell'anno. La discesa del tasso d'inflazione è stata però pagata con una recessione generalizzata e un'elevata e drammatica disoccupazione. Non solo, ma la recessione ha ridato vita a tendenze protezionistiche mai sopite, tanto che il segretario generale dell'ocs, V an Lennep, ha potuto osservare che PRZZO DL GRGGIO SL MRCATO FFICIAL «alla luce degli avvenimenti degli ultimi SL MRCATO SPOT mesi, il pericolo "dell'ognuno per sè" è $PR BARIL $PR BARIL oggi più reale che mai con possibili e disastrose conseguenze a medio e lungo termine». Questo è il quadro che emerge dall'analisi compiuta dall'ocs e presentato in questi giorni a Parigi, nel corso delle ormai tradizionali giornate dedicate all'informazione. Lo studio non si limita a mettere in evidenza quanto è accaduto nell'82, ma parte dal 1979, da quando cioè l'economia dei paesi della zona OCS si era appena «rimessa>> dal primo choc petrolifero del '73. La produzione, a AFRICAN LIGHT ARABIAN LIGHT quell'epoca, era infatti aumentata del 17% rispetto al livello raggiunto nell'anno della guerra del Kippur; la disoccupazione era diminuita, toccando il 5% della poponord/sd lazione attiva mentre il tasso d'inflazione Il prezzo del greggio sul mercato libero è sceso sotto i 34 dollari a barile era tornato al di sotto dell'8%. niche armi: Il secondo choc petrolifeventi milioni e rivedendo nello stesso Quasi tutti gli altri membri dell'opc ro ha nuovamente messo in moto il mectempo le quote di produzione di ogni sin- sono tornati in pochi anni ad essere i pro- canismo recessivo: aumento progressivo golo paese. L'Iran ha d'altra parte propo- tagonisti passivi della finanza internazio- del tasso d'inflazione, perdita della capasto nuovi criteri per stabilire queste quo- nale. La Nigeria, per esempio, ha un debi- cità produttiva, incremento della disoccute. La revisione, secondo l'ipotesi irania- to estero secondo solo a quello dei grandi pazione, discesa della domanda interna e a na, dovrebbe prendere in considerazione debitori latinoamericani. livello internazionale. Le politiche monequattro fattori: la popolazione, le riserve, L'era dei petrodollari è dunque passata. tarie restrittive sono diventate, a questo la produzione degli anni passati e i biso- Qualcuno forse ricorderà i picchi vertigi- punto, le uniche armi che l'occidente ingni sociali ed economici di ciascun paese. nosi dei grafici che idicavano le previsio- dustrializzato ha usato per combattere Ma ormai parlare di un tetto massimo per ni di surplus finanziario dei paesi l'inflazione: in pratica, la deflazione ad la produzione appare ridicolo. Dopo dell'opc. Adesso, la linea dei grafici è ogni costo, nonostante gli onerosi e inevil'iran, la Libia e il Venezuela, ora anche piatta. tabili costi sociali. gli mirati Arabi niti hanno deciso di A ben guardare, anche la posizione dei Il risultato più clamoroso di queste poliaumentare unilateralmente la propria pro- produttori della penisola arabica apparen- tiche è stato la riduzione massiva del tasso duzione del 30%. temente tranquilla è in realtà minacciata d'inflazione: la media della zona OCS Tempi d'oro: Alla fine del vertice di da molte ombre. La stessa Arabia Saudita era del 12,9% ed è passata al 7%. La previvienna, è legittimo chiedersi cosa sia ha dovuto infatti ridimensionare alcuni sione è che scenda ancora. «Sia chiaro l'opc degli anni ' 80. Negli anni '70, ad programmi di investimento. dice Van Lennep - che l'interpretazione ogni Conferenza del cartello petrolifero i Ahmad Rafat da Vienna di questo fenomeno richiede una certa PTROLIO La Conferenza ministeriale dell'opc, riunita a Vienna il 19 e il 20 dicembre, si è conclusa con un insuccesso, mascherato - senza nemmeno troppa convinzione dall'unanimità con cui sono state prese alcune decisioni finali. I ministri del Petrolio hanno stabilito che il tetto di produzione dell'intero cartello si innalzi di un milione di barili al giorno, arrivando così a 18,5 milioni. Il prezzo di riferimento dell' arabian light rimarrà fissato in 34 dollari al barile. Sul problema della ripartizione delle quote di produzione tra i paesi membri, non si è riusciti ad arrivare a nessun accordo. Alla vigilia della Conferenza, appariva chiaro che solo una rigida applicazione del sistema delle quote, e forse un abbassamento del tetto complessivo della produzione OPC, avrebbe permesso al cartello di mantenere i prezzi sui livelli attuali. La scelta di innalzare il tetto produttivo appare suicida in un periodo di permanente saturazione del mercato, in cui l'opc gioca sempre più la funzione di venditore residuale, a cui gli acquirenti si OCS Il vertice di Vienna non è riuscito a fissare limiti di produzione per i singoli paesi membri del cartello rivolgono solo dopo aver esaurito tutte le altre possibilità. D'altra parte l'incapacità dell'organizzazione ad inchiodare tutti i suoi membri ad una quota di produzione stabilita significherà che ciascuno si riterrà libero di produrre quanto vorrà, portando di fatto a sfondare il tetto dei 18,5 milioni di barili complessivi. Si avrà così un ulteriore aumento dell'eccedenza di offerta rispetto alla do- manda, con i prezzi che precipiteranno: sempre più veloci verso il basso. Con la contrazione stagionale del mercato nella prossima primavera, i venditori moltiplicheranno gli sconti occulti e le facilitazioni di pagamento - e forse avremo il prezzo del greggio a 25 dollari al barile. I paesi industriali, però, sbaglierebbero a rallegrarsi di questa prospettiva. I paesi OPC sono un mercato troppo importante per le industrie del Nord del mondo, e i dollari delle rendite petrolifere giocano un ruolo importante - e in questo. momento insostituibile - nel sistema bancario mondiale. D vertici della finanza internazionale stavano con il fiato sospeso, in attesa di conoscere l'entità dell'aumento del prezzo del greggio. Oggi, al contrario, gli stessi ambienti sono preoccupati dall'eventualità di un ribasso del prezzo del petrolio e, durante il vertice di Vienna, hanno temuto che il prezzo di riferimento dell'arabian light scendesse al di sotto dei 34 dollari al barile. Vediamone le ragioni. Sono innanzitutto passati i t'empi in cui i tredici paesi membri dell'opc inondavano il mondo con i loro petrodollari. Adesso, molti produttori di petrolio si trovano nella condizione di dover chiedere prestiti massicci alle banche commerciali internazionali. Le maggiori o.perazioni dell'uromercato hanno visto, negli ultimi tempi, alcuni membri del cartello petrolifero indossare i panni dei debitori. Questo, ovviamente, non riguarda l'arabia Saudita, gli mirati Arabi niti o il Kuwait e, per ragioni puramente ideologiche, l'iran di Khomeini, che preferisce svendere il proprio greggio e liquidare le riserve in oro pur di non indebitarsi con le banche occidentali.. 21

9 22 La produzione industriale è calata e sono aumentati i pericoli del protezionismo servazione: l'aumento del valore del dollaro, dovuto a fenomeni speculativi conseguenti all'ascesa dei tassi di sconto della moneta americana, ha cancellato qualsiasi sollievo finanziario che potesse derivar da minori importazioni di petrolio. * prudenza perché, tra l'altro, gli choc petroliferi hanno agito in un quadro di problemi strutturali che, nelle economie occidentali, sono alla base dei meccanismi recessivi, almeno di quelli interpretabili con gli strumenti dell'economia classica». Del resto, esistono almeno quattro buoni motivi che consigliano di evitare affermazioni imprudenti o previsioni troppo ottimistiche. Il primo è che il tasso d'inflazione nella zona dei paesi dell'ocs è tuttora più elevato di quello registrato alla fine degli anni '60 e all'ini.c.c. zio dei '70; il secondo è che il O..C.D. rallentamento dell'inflazione NORD AMRICA può essere attribuito almeno ==.K.!:L._ FRANCIA per un terzo alla debolezza dei GRMANIA prezzi delle materie prime, che ITALIA potrebbero però risalire in caso di ripresa. Terzo: esistono ancora notevoli squilibri all'interno dell'area OCS, testimoniati dal fatto che ci sono almeno dodici è del 5,1% e del 3,1 per il secondo), debpaesi con un tasso d'inflazione superiore bono parzialmente questo risultato all' apal 10%. In proposito, è esemplare il caso prezzamento dei tassi di cambio, cioè dell'italia, che aveva un'inflazione del all'aumento del valore della loro moneta, 21,2% e che nei dodici mesi dall'ottobre che ha determinato una perdita di compe'81 all'ottobre '82 non è riuscita a compri- titività dei rispettivi sistemi produttori. merla al di sotto del 17,2%: incapacità de- A caro prezzo: L'aumento della disocrivante certamente da fatti esterni - si cupazione è stato la conseguenza più vipensi all'aumento del dollaro - ma, so- stosa delle politiche deflazionistiche: prattutto, da cause strutturali interne, co- nell'area OCS, il tasso di disoccupazione me le distorsioni del sistema bancario, le è passato dal 5% al 9% nella pop?azim strozzature del commercio, l'inadeguatez- attiva. In sostanza, almeno 35 m1l10m dt za della pubblica amministrazione. Quar- lavoratori senza più occupazione sono stato: i due grandi paesi dove l'inflazione si è ti il prezzo pagato al ridursi dell'inflazioridotta in misura maggt re, gli Stati niti ne, alla stagnazione produttiva della doe il Giappone (il tasso attuale per il primo manda, alle distorsioni del sistema e a una Il segretario generale dell'ocs Van Lennep (a destra nella foto, con Shultz} serie di fattori strutturali negativi che la crisi ha acuito, specialmente in uropa. Ne sono rimasti fuori il solito Giappone e qualche piccolo paese europeo, come la Svizzera e la Norvegia. Il rapporto dell'ocs definisce il contrarsi dell'occupazione come il riaggiustamento del confronto tra costo unitario del lavoro e prezzi di mercato che si era deteriorato negli anni '60. Il fatto, però, che la stessa analisi dell'ocs riconosca in problemi strutturali una parte delle cause del fenomeno, sottolinea la limitatezza di una diagnosi che sembra attribuire al solo aumento del costo del lavoro l'incepparsi del sistema. n'altra causa dell'acuirsi della di occupazione è relativa al fatto che gli investimenti fissi, da parte delle imprese, più che alla creazione di nuovi posti di lavoro sono stati impiegati per la cosiddetta ristrutturazione, cioè a razionalizzare i sistemi produttivi e a ridurne i costi. semplare è l'uso che si fa in Italia della Cassa integrazione guadagni, che consente alle imprese di addossare alla collettività il peso dell'85-90% del salario, destinato alla manodopera esclusa, con questo sistema, dal ciclo produttivo. Contemporaneamente, permette alle imprese di procedere alla ristrutturazione, che generalmente cancella il posto di lavoro della ggnte messa in Cassa " integrazione. Chi è assente è lo Stato, il quale - in mancanza di una ' programmazione, costante e adeguata alle esigenze produttive di mercato - impedisce di fatto la riqualificazione della manodope!a e la necessaria sua mobilità. un'altra delle cause strutturali. che in definitiva contribuiscono ad inceppare il sistema.; Ghe':H sistema si sia in qualche -niodo inceppato, lo NoRD/ suo dimostra anche il fatto che dal '78 all'81 nei vari paesi dell'area OCS il consumo di petrolio per unità di prodotto nazionale lordo è sceso di circa il 20%. Nello stesso periodo le importazioni dei paesi produttori dell'opc si sono ridotte del 25%. Certamente, le politiche di risparmio e l'uso di energie alternative, come quelle prodotte dal carbone o dalle centrali nucleari, hanno contribuito a ridurre la domanda di petrolio, ma la ragione principale è da ricercarsi nella caduta del sistema industriale che ha prodotto sempre di meno. Si pensi all'italia che ha segnato, nell'ultimo mese, una caduta della produzione industriale pari all'8%. Nessun sollievo: qui va fatta un'os- CONOMIA quanto è accaduto a quei paesi, come l'italia, che sono costretti a usare il dollaro per acquistare materie prime: abbiamo importato meno greggio, ma l'abbiamo pagato di più, per cui il disavanzo della nostra bilancia dei pagamenti è rimasto grosso modo lo stesso, se nel frattempo non è aumentato. n altro fattore di crisi - rileva il rapporto dell'ocs- è stata l'incapacità dei governi dei paesi dell'area di intervenire positivamente sui deficit interni di bilan. cio. Due gli ostacoli principali su cui si sono arenati gli sforzi di quasi tutti. Da una parte, il clima deflazionistico generale che ha «gonfiato» l'attività, e quindi l'impegno economico, di quelli che sono tradizionalmente considerati gli «Stabilizzatori automatici» a livello sociale, vale a dire la riduzione delle imposte dirette e l'aumen. to delle prestazioni in favore dei disoccupati. Dall'altra, l'incremento notevole del debito pubblico in quasi tutti i paesi dell'ocs. Va notato che l'incidenza del debito pubblico sul PNL non arriva al 3% nei vari paesi OCS mentre per l'italia sfiora il 15%. Solo due paesi hanno migliorato la situazione dei bilanci interni: il Giappone, dove la congiuntura sfavorevole ha influito debolmente sulle pubbliche finanze, e la çiran Bretagna, dove il governo conservatore è riuscito a contenere la spesa pubblica e a non utilizzare gli «stabilizzatori automatici», nonostante i rischi di una esplosione sociale. Lucio Cataldi da Parigi Tutti affannati al giro di boa. Il Giappone guida la corsa dell'83, pari all'1,25% del prodotto nazionale lordo. Le previsioni che l'ocs espone nel suo rapporto di fine angiappone: L'economia giapponese sembra anch'essa a un no sono molto prudenti, abbracciano un arco di tempo di digiro di boa. Le esportazioni, che finora hanno sostenuto la ciotto mesi e si basano, su proiezioni che danno un quadro crescita, hanno subito nell'ultimo periodo una riduzione. complesso e articolato. possibile suddividerle in tre settori: Nell'83, anche in presenza di politiche protezionistiche in atstati niti, Giappone, uropa. Ognuno di questi con caratteto in molti paesi, lo sviluppo, del settore estero del Giappone ristiche particolari e diverse le une dalle altre. Se si vuole dare dovrebbe essere più debole. chiaro che il tasso di crescita, un quadro immediato del futuro, sia pure con estrema circodell'ordine del 3,5-4%, previsto dalla programmazione induspezione, si può dire che le economie degli Stati niti e del striale, dovrà essere sostenuto da un aumento della domanda GiappÙijle si modificheranno sin dai primi mesi dell'83, meninterna ben più consistente di quello realizzato negli ultimi tre la situazione per l'uropa resterà piatta, almeno per tutto anni. Il governo giapponese, in questa prospettiva, ha avviato l'anno prossimo, con tendenza ad aggravarsi nel primo semeun programma di spesa che dovrebbe far aumentare la dostre '83. manda interna di almeno il 3%. Non esiste, per il momento, Stati niti: Dal quadro che emerge dall'analisi dell'econoil rischio di una accelerazione dell'inflazione, attualmente sul mia americana, sembra che l'avvenire riservi alcuni cambia3, l%, mentre resta immutata la capacità di adattamento del menti qualitativi. Intanto, un certo numero di cambiamenti sistema produttivo e sociale del Giappone. sono stati apportati dal governo alla politica del bilancio, anuropa: Molto più pessimistiche le previsioni per il vecche se l'orientamento resta moderatamente espansionista per chio continente. Tenendo conto della competitività dei proquanto riguarda l'ampliamento della spesa e il livello dell'ocdotti europei e dell'ampliamento probabile dei mercati di cupazione. La politica monetaria ha subito alcune modifiche per cui le restrizioni in questo settore si sono alquanto allen- esportazione nei prossimi 18 mesi, il settore estero dovrebbe contribuire alla crescita reale dell'economia con un quarto di tate. Miglioreranno le prospettive di crescita della produzione e, quindi di aumento della capacità di assorbimento della di-. punto per anno. La domanda interna, a sua volta, dovrebbe soccupazione da parte del sistema. contribuire per un solo punto all'anno, per cui la crescita del In questa ottica e secondo le proiezioni, la debolezzà attuale prodotto nazionale lordo dovrebbe salire in media dell'economia degli Stati niti sarebbe la conseguenza di una dell'1,5-2%. L'uropa, però, per ottenere questo aumento reazione a breve termine alla ascesa vertiginosa dei tassi d'in- dovrà attendere la metà dell'anno '84. Con un tasso di cresciteresse, per cui, cambiando questa situazione, è possibile pre- ta di questa grandezza, tra l'altro rimandato alla scadenza dei vedere fin dai primi mesi dell'83 una ripresa della crescita prossimi diciotto mesi, è possibile che la disoccupazione aumenti ancora di un milione di unità. «Più sarà lenta la crescinell'ordine del 3,5-4%. Il tasso d'inflazione, ora sul 5%, non dovrebbe subire modifiche, mentre il deficit di bilancio do- ta- dice Van Lennep, segretario generale dell'ocs- e più aumenterà il rischio di vederla prolungarsi quasi all'infinito». vrebbe raggiungere i 45 miliardi di dollari nei primi sei mesi 23

10 Nei vicoli di tutto il mondo ne a privati o a piccoli artigiani - a occultare una parte delle loro attività o ad affidarle totalmente in subappalto, limitandosi allora a provvedere alla commercializzazione: un metodo di decentramento ampiamente praticato in Italia dai grandi della moda. D'altronde, in parallelo ad una trasformazione delle modalità del lavoro a domicilio che, da impiego secondario, diventa spesso la principale o l'unica fonte di reddito familiare, questo fenomeno di immersione provoca anche la scomparsa dei veri artigiani i quali perdono, specialmente a causa della concorrenza nel settore dei tessuti a bassa qualità, l'autonomia e lo spazio di iniziativa che caratterizzavano le loro attività; la loro crescente dipendenza nei confronti delle «grandi» imprese li costringe, a loro volta, a ricorrere all'una o all'altra forma di lavoro sommerso. Disumanizzazione, anonimato, salari irconomia SOMMRSA risori: da una regione all'altra, da un paese all'altro saltano fuori le stesse caratteristiche con le quali spesso si identifica l'insieme dell'economia sommersa (parallela, «ilin MOLTI PASI, CRSC L'IMPORTANZA DL LAVORO «NASCOSTO» legale»). Ma questo tipo di semplificaziolavoro nero, illegale; economia fuori stato scelto involontariamente, spinta più ne, che conduce a prese di posizione poco mercato, associativa, domestica: economia da un bisogno di sicurezza che dalle pres- elastiche nei confronti del fenomeno, non sommersa. Napoli come Roma, Milano, sioni sindacali miranti a ricondurre alla rischia di far sparire l'immensa varietà di Barcellona, Parigi, Londra, Budapest o luce del giorno questa area oscura di sfrut- situazioni - a volte scelte - che si inconnew York: realtà dai contorni indefinibili tamento. L'esistenza di situazioni permis- trano sotto la «linea di galleggiamento»? Si può per esempio assimilare la situaentro i limiti in cui, da un paese all'altro, sive, l'abbondanza della mano d'opera ed rappresenta tra il 5 e il 25% del prodotto una tradizione di lavori e di attività pro- zione di un lavoratore autonomo nel tesinterno lordo, l'economia sommersa è un duttive in alcuni settori - come tra gli al- sile dell'milia Romagna, che spesso è dofenomeno che non cessa di estendersi e di tri quello tessile - legati alla piccola im- tato di una buona professionalità e propresa hanno tuttavia favorito, ai primi se- prietario di una macchina costosa e é'apace guadagnare spazio. di realizzare guadagni annui non trascura-, Conosciuta da sempre sotto il nome di gni di crisi, il rifiorire del lavoro nero. L'attività di sfruttamento di chi cerca di bili, a quella di certi lavoratori dello stesso «economia tradizionale», i ricercatori l'hanno riscoperta al principio degli anni sfuggire a controlli statali e sindacali è, co- settore a N apoli o a Sabadell? Come qua70, al momento della «decentralizzazione me testimoniano numerose inchieste, an- lificare il lavoro precario dello studente, o produttiva»; circa cinque anni dopo, pren- cora più sistematica di prima. se l'accre- di colui che utilizza la sua professionalità de il nome che le si dà oggi nel momento sciuta resistenza dei lavoratori di fronte al per effettuare, fuori dal campo dell' econoche la crisi energetica, lo squilibrio della ritorno obbligato ad un certo tipo di atti- mia regolare o ufficiale, lavori che gli perbilancia dei pagamenti e l'avvio di una vità non stabile, poco gratificante e privo mettono di arrotondare i suoi assegni nuova divisione internazionale del lavoro di qualsiasi sicurezza ha considerevolmen- mensili e di impiegare una creatività che favorivano una sua maggiore diffusione. te modificato il panorama degli anni '50, forse un suo impiego regolare gli impedic'è stato chi vi ha visto un ritorno allo alcuni prevedono una progressiva modifi- rebbe di manifestare? che dire dei «marsfruttamento più primitivo, e chi lo ha cazione delle aspirazioni ad un lavoro nel ginali», in minoranza è vero, che prendoesalta'i:o come l'ultima salvezza dell' econo- campo dell'economia regolare: il che si- no le distanze e optano per un rapporto mia in crisi; in ogni caso, un primo decen- gnificherebbe l'instaurazione di una ten- limitato e spesso irregolare con la società? nio di ricerche ha cominciato a metterne denza regressiva, basata sui tradizionali Come classificare le attività, retribuite e metodi di sfruttamento. Fino ad un certo no, realizzate nell'ambito di associazioni in luce forme, cause, conseguenze. conomia del vicolo: Caso anche trop- punto, si può paragonare il caso napoleta- o di comitati di quartiere (legate negli Stapo citato quello di Napoli e della sua no alla situazione prevalente in alcune ti niti all'emergere del neighbourhood po «economia del vicolo», le cui modalità, da città della Catalogna: a Sabadell, centro di wer) e strutturate più o meno formalmenpiù di vent'anni, derivano più dal folklore produzione tessile, la produzione nel 1982 te? Anche a st: Si possono utilizzare gli che da una qualsiasi realtà economica. si mantiene all'incirca al livello del '74 Non appena l'iniezione massiccia di inve- mentre, secondo fonti sindacali, sono stati stessi concetti per valutare l'evoluzione stimenti, nel quadro dei programmi di svi- eliminati durante gli ultimi otto anni dai dell'economia sommersa nei paesi dell'st, che nel corso degli ultimi quindiluppo del Mezzogiorno, fece balenare la sei ai settemila posti di lavoro. Moda e decentramento: na competi- ci anni ha esteso la sua sfera, relativamenpossibilità di un impiego stabile, ben remunerato, che offriva tutte le garanzie zione accresciuta, portata avanti all'inse- te isolata dal quadro ufficiale, al quale la dello stato assistenziale (previdenza socia- gna dell'ammodernamento del macchina- uniscono per altro legami numerosi ma le, pensioni) la popolazione attiva abban- rio, induce le imprese «forti» - che riven- inconsistenti? Nei paesi dell'st le si è dadonò in massa il campo irregolare, che era dono o noleggiano le loro vecchie macchi- to il nome di «seconda economia» e viene definita in rapporto al controllo statale, cui sfugge attraverso attività invisibili, mercantili o non mercantili, ma sempre non dichiarate. Senza peraltro cadere nel sogno beato delle società conviviali, non si può negare che certe attività relegate dall'economia regolare nel campo dell'informale sono potenzialmente ricche di possibilità di auto-realizzazione o di perfezionamenti personali, che sono rifiutati dalle attività meccaniche e dagli orari rigidi di lavoro. Nè espediente, nè ricetta, l'economia sommersa, in piena espansione in un contesto di crisi, costituisce un crocevia nel quale si incontrano esigenze e mode antiche e nuove e si impone come uno spazio ambiguo, luogo di regressione come di sperimentazione dei rapporti umani di lavoro. : L'industrializzazione delle nostre società sembra aver raggiunto un livello massimo. L'emergere di nuove tecnologie provoca rotture più o meno radicali, in un contesto di crisi fiscale (ma anche organizzativa) del Welfare state. Nascono interrogativi sulla scomparsa, celebrata dai cantori della modernità, delle società tradizionali. Cassa di risonanza, l'economia sommersa si pone come spazio privilegiato di ricerche orientate verso lo studio dell'impresa, il processo di differenziazione sociale, l'uso del tempo, il ruolo delle donne (sempre doppio), l'industrializzazione delle zone sottosviluppate. na cosa è certa: non è possibile considerare il fenomeno dell'economia sommersa se non nella prospettiva dello sviluppo dell'economia regolare, che vi esporta le sue strutture. Danièle Blain CONOMIA 24 S l ador A!lende, I. F. Stone, a ll lt Herbert Mt l'tel Foucau pul Sartre, Marcuse, Jea ano Andreas carlos Alta7f PeÌtkan, Felt papandreu, Gabrtel Garcta pe Gonzales, Crtsttne Glu Marquez, Julta Krtsteva, cksmann, aeorge Hab Louts Altnusswer,tl Horst Ma.. Borts e ' bas... croissant, B an t nler, Klaus Benn Jorge Sem Sadr, Tonrd Thompson, Sa prun, d.u ric Hobsbawm, mtr Amtn, tcnael Foot, Jane Fonda, M Ltnton Hans nzensberger, Roberto Kwest Jonnson. d Raja : Massou D'aubutsson, teckt Ma z Masow vt, Ta d eus. czelaw Bo xtme Rodmson, Badtnter,... Robert browsn.t, France Broni Pterre Mendes Woltang aeremek, slaw paul sweez!/, Abendrotl't, oscar Leontd Le voci di questi anni Allende, Gonzalez, Garcia Marquez, Sartre, Papandreu e tutti gli altri e le altre. Dodici anni di storia nelle interviste internazionali del quotidiano il manifesto. Le voci di una generazione. Le sconfitte, le speranze, dal Vietnam, agli sa, l' uropa, l'rss, il Terzo mondo. Gli imperi e i ribelli. Decine di autori, centinaia di paesi, le idee che cambiano. Il comunismo, la rivoluzione, il femminismo, la sinistra. Le radici della guerra, del terrorismo, le attese di libertà all'ovest e all'st. n libro unico per lettori unici : gli abbonati al manifesto Solo gli abbonati (per un anno) al manifesto, quotidiano autogestito di informazione, politica, cultura, ricevono gratis il volume. L'abbonato paga centomila lire (fino al 31 dicembre) e oltre al libro regalo, riceve gratis le «Talpe.. i supplementi speciali a mille lire del giovedì, quattro pagine di inchiesta sul tema della settimana. na quota di libri è disponibile per i non abbonati al prezzo di lire (conto corrente n oppure assegno al manifesto - via Tomacelli 146). Quanto costa Annuo L (libro omaggio) Semestrale L Tromestrale L Perché subito Fino al 31 dicembre 11 prezzo dell'abbonamento annuo sarà lire (Invece di ) più libro omaggio. Come abbonarsi Vaglia postale Intestato a ti manifesto, via Tomacell1 146, Roma (indicare con precisione la causale del versamento e nome e Indirizzo del destinatario dell 'abbonamento). 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