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3 SOMMARIO Rivista della società nazionale degli operatori della prevenzione NUMERO 61 GIUGNO 2003 NUMERO MONOGRAFICO SUL CONTROLLO DEGLI INFESTANTI DI INTERESSE URBANO E SANITARIO Splendida primavera Domenica Taddeo Presentazione dei lavori 4 Il ruolo e la competenza: condizioni indispensabili per affrontare le problematiche specifiche Luigi SOlizzato 5 Infestanti urbani: rischi reali e rischi immaginari Massimo Trentini 8 Panoramica sulla disinfestazione italiana: professionisti e professionalità Luciano Sass Rapporti pubblico-privato e qualità dei servizi disinfestazione Angelo Tamburro 15 Prodotti per la disinfestazione: conoscenza e loro impiego in sicurezza Lerella Faraoni, Franca Davanzo 17 Comportamento e biologia delle principali specie italiane di zanzara e strategie di lotta Romeo bellini 21 Diffusione di Aedes albopictus in Italia e analisi del rischio sanitario Roberto Romi 23 Monitoraggio e controllo di Aedes albopictus nel cesenate Simona Macchini 28 I vettori di leishmaniosi e prospettive di controllo Michele Morali 32 Il controllo di zecche e pulci in ambiente domestico e urbano Giuseppe 7 āsini 40 La biologia e il comportamento delle principali specie muscidiche Annunziata Giangaspero 44 Le infestazioni nel campano agro-zootecnico: un esempio di lavoro integrato Claudio Venturelll 49 La corretta gestione degli effluenti zootecnici Giuseppe Bonazzi 52 HACCP e sicurezza alimentare: controlli e educazione quali strumenti della prevenzione Marino Fridel 57 Il monitoraggio delle popolazioni murine di ambiente urbano come sistema di controllo della qualità dell'ambiente Mauro Cristo (di, Giorgio Chiuchiarelli 61 Il controllo dei roditori in città e negli allevamenti zootecnici Dario Copizzi 69 Infestanti del verde cittadino: interventi in qualità Nicoletta Vai 73 Riflessioni sul controllo delle blatte in Italia Guglielmo Rompigliene 78 Zecche e Roto-dosi di Lyme: epidemiologia e prevenzione Walter Oscar Pavan 83 Avifauna selvatica in città Stefano Pirozzini 85 Appendice Termiti: nemici in casa...fin troppo discreti! Valeria Zaf egnini 91 La sicurezza degli operatori addetti alla disinfestazione A, Monteverdi, F. Escuti 94 In copertina Rackam, illustrazione perla fiaba "La palla d'oro" Newsnop Un numero tutto dedicato agli atti di un convegno, un numero un poco al di fuori dagli schemi classici di Snop. SolTidete allora agli insetti e alle altre bestiole che lo accompagnano, che sono frutto di fantasia e nulla hanno a che fare con gli articoli e dunque tutto posson fare fuorché infestare. Buona lettura. Avvio campagna nazionale sottoscrizione per finanziare lo sviluppo del sito web. Si possono inviare contributi per la rivista (articoli, notizie, lettere, ecc.) a materiali per il web a snop.it indirizzo del sito della nostra associazione Autoriz.Trib. di Milano n.416 del Direttore respons. Claudio Venturelli Direttore Alberto Baldasseroni Prog. grafico e disegni Roberto Maremmani Redaz. Milano, via Mellerio 2 sped. in abbi post art2, comma 201c L.662/96 filiate Milano stampa:tipografia Alfredo Colombo LECCO Proprietà - Editore: Snop - Società Nazionale Operatori della Prevenzione Via Prospero Finzi, Milano Abbonamenti Euro 26,00 per tre numeri Euro 50,00 per sei numeri Tramite versamento postale c/c n SOCIETÀ NAZIONALE OPERATORI DELLA PREVENZIONE Via P Finzi, I MILANO Indicando la causale del versamento e l'indirizzo a cui spedire la rivista. Prezzo di un numero Euro 10,00 Dallo statuto SNOP Artl - E costituita l'associazione denominata "Società Nazionale Operatori della Prevenzione ", in sigla SNOP, con fina!ita scientifiche e culturali. L'Associazione, in quanto ente non commerciale, si propone di: sostenere ('impegno politico e culturale per lo sviluppo di un sistema integrato di prevenzione, finalizzato alla rimozione dei rischi e alla promozione della salute negli ambienti di vita e di lavoro, con particolare attenzione alla rete dei Servizi e Presidi pubblici; promuovere conoscenze ed attività che sviluppino prevenzione e la promozione della salute dei lavoratori della popolazione in relazione ai rischi derivanti dallo dell'ambiente e dalle condizioni di vita e di lavoro; favorire lo scambio di esperienze ed informazioni fra ed il confronto sulla metodologia ed i coni apgmtà, per raggiungere l'omogeneità delle mod perseguendo il miglioramento continua riatezza delle attività di prevenzione r ndìàmale; promuovere il confronto e l'integrazione tra sistema prevenzione pubblico e sistema di prevenzione delle imp promuovere un ampia confronto con le Istituzioni. Forze Sodati e le altre Associazioni Scientifiche su q temi; diffondere Tinfam azione e la cultura della prevenzione L ' Associazione non ha fini di lucro.

4 Splendida primavera Domenico Taddeo Presidente SNOP Tutto è (ri)cominciato tra Dicembre 2002 e Gennaio 2003 con un "let's go" i cui esiti erano tutti da verificare. Le basi erano state poste dalla vita della SNOP stessa negli ultimi anni, da scelte di continuità ma anche di rinnovamento, a partire da una rinnovata identità. Per condensare le scelte, ci si può riferire alla trasversalità delle tematiche scientifiche inerenti la prevenzione, alla relazione tra le specificità di aree tematiche e gli aspetti integrativi di tutte le attività di Prevenzione. Altri passaggi sono stati realizzati nella scelta degli strumenti di comunicazione da adottare,nelle scelte di relazioni e anche sinergie con soggetti scientifici e sociali,nella scelta di una vita associativa che si legasse ai temi specifici locali,le sezioni regionali, ma fosse capace di dare opportunità anche in circuiti sovralocali,sollecitando i legami sovranazionali e quelli del rapporto salute e globalizzazione. Distintiva è stata la propensione a legare la specificità della SNOP allo stare in rete con soggetti scientifici e istituzionali, rifuggendo dall'appiattimento indistinto ma sapendo cogliere al massimo le sinergie possibili, coerenti con il mandato di "promuovere la prevenzione". Un giudizio su quanto realizzato lo si può formulare valutando l'importanza di documenti di politica sanitaria circolati in questi mesi all'interno della società, pensando alla concretezza di di presenze strutturate regionali, soprattutto alle iniziative culturali e scientifiche messe in campo, da cui sono scaturiti contatti con tanti che si sono così potuti porre in relazione con SNOP. Iniziative nazionali Pisa Convegno sulla prevenzione del rischio cancerogeno nei luoghi di lavoro con ECM Febbraio iscritti oltre 400 partecipanti, atti preparati per il convegno e materiali finali già fruibili sul sito web, con vasta eco anche nel circuito informativo internet di settore. Abbiamo avuto picchi giornalieri di frequentazione del sito a cui non eravamo abituati: Iniziativa che ha legato la tematica specifica della tutela della salute nei luoghi di lavoro ai piani territoriali di salute, allo sviluppo sostenibile, all'interfaccia sistema sanitario e danni alla salute legati al lavoro. Motivo di rinnovato interesse tra soci, ex e nuovi della Toscana, III Convegno Evidence Based Prevention in Aprile a Verona con ECM. 380 partecipanti anche; qui sinergie costruite e pervenute con più soggetti istituzionali e scientifici,temi e relazioni trasversali a tutti i settori della prevenzione,atti già fruibili sul sito di Epicentro con prospettive di crescita ma anche di capitalizzazione e governo dei risultati dell'iniziativa. Cesenatico Maggio "Gli infestanti di interesse urbano e sanitario: comportamento, biologia e gestione integrata pubblico/privato". corsoecm 160 partecipanti da tutti i settori della Prevenzione,tema,contatti e relatori relativamente nuovi per SNOP, ma al centro di una impensabile rete di interesse. Si è dovuto respingere molte richieste di partecipazione e SNOP dedica a questi contenuti il monografico della rivista che state leggendo con la pubblicazione e divulgazione degli atti, già forniti ai partecipanti in tempo reale. Atti che per l'interesse manifestato diventeranno una fonte di documentazione e informazione d'uso corrente indispensabile. Iniziative regionali Casamassima Bari 20 Maggio - ECM. Convegno sulla protezione dal rischio chimico e cancerogeno nei luoghi di lavoro organizzato dalla sezione Puglia oltre 250 iscritti, partecipanti ancor di più, provenienti sia dalla Puglia

5 che dai sud e da altre regioni del centro e del Nord, atti forniti in CD ROM. Iniziativa nata come regionale ma che ha avuto una eco molto più vasta. Ancona 28 Maggio convegno regionale SNOP -in due sessioni -di interesse per la tutela della salute nei luoghi di lavoro e per attività di ambito veterinario: "Prospettive della sicurezza sul lavoro nelle Marche: epidemiologia del fenomeno infortunistico e strategie di controllo" e "La sicurezza alimentare e nutrizionale nelle Marche: problematiche, epidemiologia ed esperienze". La vitalità dei soci della sezione regionale delle Marche è stata evidenziata dal successo dell'iniziativa che peraltro già promette un seguito in in autunno su "Analisi del ruolo professionale degli operatori del sistema pubblico di prevenzione oggi". 30 Maggio Convegno regionale su Amianto a Catanzaro, partecipazione di oltre 200 operatori, illustrazione di concrete esperienze di Prevenzione del rischio amianto e tempestività per un esame di importanti novità legislative sull'amianto di cui parleremo nel prossimo numero di SNOP InForma, la nostra newsletter. In tutte le iniziative è stato elevato il coinvolgimento istituzionale che SNOP ha realizzato,per la Calabria soprattutto motivo di rilancio e riconoscimento della sezione SNOP. Maggio Giugno, varie iniziative locali in Puglia e Campania di formazione delle figure del sistema della prevenzione nei luoghi di lavoro. 28 maggio Iniziativa della CIIP per la presentazione del Progetto Indaco, Ospedale sicuro, al quale, nella CIIP, rilevante è stato il contributo di rappresentanti SNOP coinvolti. Maggio si rifà viva la Sicilia dove le proposte di grave stravolgimento delle funzioni dei servizi e dei dipartimenti di Prevenzione, riattiva il progetto di lavoro per la sezione locale SNOP e una iniziativa per l'autunno su rischio chimico e agricoltura. La presenza in Abruzzo della realtà locale SNOP vivacizza e dà il contributo ad una iniziativa sindacale Inca sulla salute nei luoghi di lavoro in Aprile. Tutte le iniziative sono state costruite e realizzate in collaborazione con istituzioni,società scientifiche vicine elo riavvicinatesi, con un ritorno d'immagine, ma anche di credibilità nei confronti dei livelli istituzionali almeno di rango regionale. Il maggio nella primavera di SNOP, vede anche un incontro a Parigi del CPE il 24 dove si celebra purtroppo la chiusura delle attività dell'associazione francese Villermè collegata al CPE. Tuttavia si pongono le basi di contatti in rete di vari esperti, essendo per statuto il Cpe costituito dalla federazione di società nazionali ma anche di singoli esperti di vari paesi. Gli strumenti di comunicazione Ne avevamo pensati tre: sito Web, rivista cartacea monografica e newsletter in Pdf scaricabile dalla rete. Siamo di fatto passati a 4 con la periodica informativa dell'ufficio di presidenza, inviata ai soci,agli iscritti al sito, a coloro che nei convegni che abbiamo organizzato ne hanno fatto richiesta, alle strutture dei dipartimenti di Prevenzione e delle Agenzie di Protezione ambientale, alle società scientifiche federate nella CIIP. Per l'interesse e l'attenzione che le iniziative suscitano si realizza un virtuoso moltiplicarsi delle informazioni dai siti che hanno a cuore le nostre iniziative nel contesto del rilancio della Prevenzione. Cosa che intendiamo reciprocamente fare sempre più anche con lo strumento del nostro sito WEB, attualmente in fase di ristrutturazione. Sarà aggiornato sempre più in tempo reale, forniremo "stanze" virtuali di discussione per temi, aperte a soci e iscritti al sito. È in corso una sperimentazione di questa forma di utilizzo da parte del direttivo nazionale SNOP con una stanza di discussione riservata. Comunicare al meglio oggi significa saper combinare e dosare tutte le tipologie di strumenti disponibili. Per ora riceviamo apprezzamenti e consensi per gli strumenti di cui ci stiamo avvalendo e che hanno allargato molto la capacità di contatto della nostra Associazione. I RITORNI E NON Economico finanziari Le iniziative hanno dato qualche modesta risorsa economica, mai sufficiente per gestire attività e strumenti di 2

6 comunicazione. Attendiamo una risposta anche in termini di associazione, iscrizione e abbonamento alla rivista. Le quote di iscrizione sono una base democratica di finanziamento, legame anche culturale e partecipativo. La pubblicità sulla rivista, che comunque è una strada da percorrere e obiettivo comunque da raggiungere, non sarà mai altrettanto "appagante. Parafrasando una affermazione famosa diciamo che è importante quello che SNOP può dare ai soci e ai lettori ma molto più importante è quello che i soci possono dare alla SNOP, e non ci riferiamo meramente alla (modesta ma preziosa) quota di iscrizione, ma ai feedback,i contenuti, i temi le esperienze riguardanti la prevenzione. Relazioni istituzionali e interassociative Il documento sullo stato della prevenzione, reperibile sul nostro sito e preparato in questa primavera, è anche frutto del rinnovato interesse per la nostra Associazione. È stata una iniziativa necessaria, e non solo in vista del seminario dei Ds al quale eravamo stati invitati sempre a Maggio. Lo stesso vale per il documento per un piano di attività congiunto con l'inca nazionale,sul tema delle malattie Professionali, danni da lavoro in genere e azioni congiunte sullo stato della Prevenzione. Dai soggetti istituzionali e sociali attendevamo attenzione maggiore soprattutto ora che a tappe forzate si procede con iniziative che rischiano di sconvolgere il settore della Prevenzione. Nelle discussioni che hanno preceduto e fatto seguito alla predisposizione di questi importanti documenti abbiamo ricevuto numerosi consigli di soci, e semplici lettori che apprezzavano queste iniziative, ma ci invitano a essere prudenti nelle critiche a priori, sottolineando come una qualche svolta innovativa nel mondo della prevenzione sia necessaria. È un giusto richiamo a essere conservatori quanto serve delle cose buone, ma anche innovatori laddove le condizioni rendano inevitabili aggiornamenti. Proprio sui temi del mondo del lavoro che cambia e sui rischi che ne conseguono, abbiamo contribuito con un nostro documento di 1000 parole (tante ne erano consentite) ad una survey che il NIOSH, l'ente americano preposto alla ricerca sui rischi e danni da lavoro, sta conducendo. La nostra voce, con tutta la modestia dovuta, sarà così presente nel forum mondiale sull'argomento lanciato dal NIOSH stesso. Cominciano a pervenire inviti per consultazione di SNOP a Comitati di normazione nazionali. La CNA vuole proporci un piano di lavoro, in rete con altri sul tema della Piccola e media impresa e rischio chimico. Sul piano internazionale, sta per partire un nuovo confronto con i colleghi ispettori del lavoro del Sudamerica e ancora un progetto di collaborazione per il Nicaragua. In Europa siamo coinvolti con il CPE, con il ENSHPO -forum degli specialisti della prevenzione nei luoghi di lavoro -; ci hanno anche contattato di nuovo i colleghi della rete EWHN. La cosa che più è appagante come ritorno delle nostre attività è l'allargamento di interesse a operatori della prevenzione di tutti i settori, al mondo della ricerca e universitario che si interfaccia alla prevenzione nel nostro paese, alle figure che operano in ambito privato alle attività di prevenzione. Lo avevamo immaginato e sta succedendo. Certo, se avessimomo più energie potremmo garantire più contatti,curare anche parte della nostra comunicazione in inglese, ormai indispensabile, avere più volontari per gestire attività "amministrative "che una società richiede o più risorse per remunerare servizi che comunque hanno dei costi. L'estate e l'autunno come saranno? Da ora già si vedono molti impegni e altri ne costruiremo spero insieme a tanti soci e lettori. L'agenda può essere ampia e lo testimonia l'articolazione predisposta in sottosezioni del nostro sito web dove c'è, tra le altre un'inedita, per SNOP, sezione "Globalizzazione e salute". Cito volutamente questa sezione per chiudere con queste considerazioni:abbiamo peccato di presunzione a parlare solo di noi come associazione? Siamo consapevoli che il tempo di questa primavera è stato anche tempo di guerra, in Irak. E stata anche la primavera della SARS mediatica e della SARS reale, vero e proprio paradigma di una mancata previsione che impedisce un'adeguata prevenzione. Se avessimo guardato alla realtà da quei punti di vista allora difficilmente avremmo potuto usare l'attributo che da il titolo a questo pezzo. Ma forse qualcosa di estremamente positivo lo avremmo ugualmente trovato: l'impegno, questo non altrimenti definibile che splendido, di tanti, tantissimi, giovani e meno giovani, contro la terribile epidemia bellica; ma anche la constatazione che perfino regimi illiberali come quello cinese, sono costretti ad aprirsi alla società civile, accettando l'aiuto dell'oms e rendendo finalmente trasparente l'informazione su quest'ultima peste umana. 3

7 Rivista SNOP N 61 DIR. RESP. Claudio Venturelli INFESTANTI URBANI DI INTERESSE SANITARIO 1

8 Presentazione dei lavori Negli ultimi anni sono profondamente modificate le condizioni del lavoro e dell ambiente di vita, allo stesso tempo si sono evoluti nuovi stili di vita che influenzano le aspettative di salute della popolazione. Le nuove formule di tutela si rivolgono ad un sistema produttivo coinvolto nei processi con forme di autocontrollo per riconoscere la competenza dell imprenditore e snellire i tempi eliminando molti vincoli burocratici, nel settore della disinfestazione, alimentare, della sicurezza sul lavoro, degli strumenti urbanistici. Per i Servizi e i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie come pure per le Agenzie ambientali, s impone il passaggio di ruolo da organi di vigilanza a regolatori di sistema, è necessario quindi: ridefinire l oggetto delle diverse azioni spostando la logica d intervento dall adempimento burocratico alla valutazione dei problemi ambientali e di salute, analizzare le moderne strategie per la prevenzione, adeguandole ai cambiamenti intervenuti nelle condizioni di vita e di lavoro, promuovere presso gli organismi istituzionali il miglioramento degli ordinamenti giuridici, contribuire alla definizione di obiettivi appropriati e di alleanze utili per la loro soluzione. Tutto ciò deve servire a modificare il rapporto pubblico/privato nell ottica di un dialogo sempre più aperto alle innovazioni nel rispetto delle leggi vigenti. La problematica correlata agli infestanti di interesse urbano e sanitario entra a pieno titolo nel merito di tali cambiamenti sviluppando nelle due giornate di studio gli aspetti tecnico-scientifici e quelli gestionali. L incontro offre a tutti i partecipanti la possibilità di approfondire le proprie conoscenze sulla tematica specifica, sulle più aggiornate metodologie di intervento e sugli strumenti di controllo attuabili nel settore della disinfestazione. Nell ambito delle due giornate di studio si da particolare rilievo alla gestione integrata tra gli operatori pubblici e quelli privati, alla scelta di tecnologie a basso impatto ambientale, ai mezzi di protezione personale e all uso di strumenti adeguati al contenimento del singolo infestante. L organizzazione dei lavori è stata organizzata e curata da SNOP Società Italiana Operatori della Prevenzione, società che si è costituita nel 1987 con finalità scientifiche e culturali. Per centrare il proprio obiettivo, essa si propone di sostenere l impegno politico e culturale di un sistema integrato volto alla rimozione dei rischi e alla promozione della salute negli ambienti di vita e di lavoro, con particolare attenzione alla Rete dei Servizi e Presidi pubblici. Il sito della Società è Si ringraziano per la cortese collaborazione: Hera Spa Copyr Vape Leica industrie chimiche - Bluline Segreteria organizzativa Dott. Claudio Venturelli - Fausto Magnani Dipartimento di Sanità Pubblica - Ausl Cesena - Via Marino Moretti, Cesena Tel: /73 - Fax:

9 INDICE Il ruolo e la competenza: condizioni indispensabili per affrontare le problematiche specifiche._5 Dott. Luigi Salizzato 5 Infestanti urbani: rischi reali e rischi immaginari 8 Massimo Trentini 8 Panoramica sulla disinfestazione italiana: professionisti e professionalità 11 Luciano Süss 11 Rapporti Pubblico-Privato e qualità dei servizi disinfestazione 16 Dr. Angelo Tamburro 16 Prodotti per la disinfestazione: conoscenza e loro impiego in sicurezza 18 Lorella Faraoni, Franca Davanzo 18 Comportamento e biologia delle principali specie italiane di zanzara e strategie di lotta 22 Romeo Bellini 22 Diffusione di Aedes albopictus in Italia e analisi del rischio sanitario 25 Roberto Romi 25 Monitoraggio e controllo di Aedes albopictus nel cesenate 32 Simona Macchini 32 I vettori di leishmaniosi e prospettive di controllo 37 Michele Maroli 37 Il controllo di zecche e pulci in ambiente domestico e urbano 48 Giuseppe Tasini 48 La biologia e il comportamento delle principali specie muscidiche 53 Annunziata Giangaspero 53 Le infestazioni nel comparto agro-zootecnico:un esempio di lavoro integrato 59 Claudio Venturelli 59 La corretta gestione degli effluenti zootecnici 62 Giuseppe Bonazzi 62 HACCP e sicurezza alimentare: controlli ed educazione quali strumenti della Prevenzione 67 Marina Fridel 67 Il monitoraggio delle popolazioni murine di ambiente urbano come sistema di controllo della qualità dell'ambiente 73 Mauro Cristaldi & Giorgia Chiuchiarelli 73 Il controllo dei roditori in città e negli allevamenti zootecnici 85 Dario Capizzi 85 Infestanti del verde cittadino: interventi in qualità 90 Nicoletta Vai 90 3

10 Riflessioni sul controllo delle blatte in Italia 96 Guglielmo Pampiglione 96 Habitat 97 Zecche e Borreliosi di Lyme: epidemiologia e prevenzione 103 Walter Oscar Pavan. 103 Avifauna selvatica in citta 106 Stefano Pirazzini 106 Appendice 114 Termiti: nemici in casa fin troppo discreti! 114 Valeria Zaffagnini 114 La sicurezza degli operatori addetti alla disinfestazione 118 A. Monteverdi, F. Escati 118 4

11 Il ruolo e la competenza: condizioni indispensabili per affrontare le problematiche specifiche. Dott. Luigi Salizzato Direttore Dipartimento di Sanità Pubblica-ASL di Cesena. Come per tutti i problemi che interessano la Sanità Pubblica diversi sono gli attori competenti che possono e dovrebbero interagire per ottenere soluzioni soddisfacenti di problemi dovuti ad infestazioni di diversa natura. In primo luogo le Amministrazioni comunali, ed eventualmente le Municipalizzate preposte all erogazione dei Servizi, che sono competenti per la gestione di tutte le attività (monitoraggio e valutazione, informazione, trattamenti sul campo, ordinanze e sanzioni). I Servizi di prevenzione ambientale e sanitaria sono organi tecnici preposti a fornire supporto all Amministrazione locale per la parte relativa alla valutazione dei problemi, all individuazione delle soluzioni idonee ed alla comunicazione del rischio. Le Imprese specializzate nel settore d intervento svolgono le operazioni sul campo, nel caso in cui i Comuni non provvedano autonomamente. I cittadini sono molte volte i segnalatori di disagi percepiti, inoltre possono essere responsabili di situazioni che sono all origine delle infestazioni, dal sottovaso dei fiori sul balcone di casa all allevamento adiacente ai centri abitati. La prevenzione ambientale è oggi affidata alle Agenzie per la protezione dell Ambiente che quindi sono chiamate in causa per tutti i problemi originati da situazioni d inquinamento ambientale, mentre, per le situazioni che potremmo definire come inconvenienti igienico-ambientali, la competenza va condivisa con i Servizi di prevenzione sanitaria, oggi organizzati nei Dipartimenti di Sanità pubblica. Per evitare inutili sovrapposizioni è opportuno concordare tra l ARPA ed il Dipartimento le procedure per la gestione degli interventi a seguito di segnalazioni per inconvenienti igienico sanitari nell ambiente di vita. Le competenze dei Dipartimenti di prevenzione si riferiscono anche alla tutela dai rischi per chi lavora utilizzando prodotti pericolosi, alla gestione degli allevamenti ed alla salubrità degli animali, alla sicurezza alimentare, tutte situazioni in cui si possono manifestare problemi di e da infestazioni di diverso tipo. Spesso è utile che le diverse competenze, di tutela ambientale e sanitaria, si integrino tra loro per valutare una determinata situazione a rischio sotto tutti i punti di vista professionali e poter quindi fornire all Ente Locale indicazioni operative semplificate e coerenti, quello che noi chiamiamo un parere integrato. Naturalmente la stessa procedura può essere applicata a situazioni di diversa complessità, per cui non è sempre necessario che tutti i professionisti diversamente competenti lavorino sullo stesso episodio, ci sono casi che possono essere trattati da un singolo professionista che ha però il dovere, che rappresenta anche un piacere professionale per la qualità della prestazione erogata, di valutare la situazione con un ottica integrata cioè tenendo presenti anche gli aspetti di competenze non specificamente sue, ma su cui è in grado di intervenire in base alla sua esperienza e su cui può sempre chiedere l aiuto dei colleghi specificamente competenti in caso di necessità. D altra parte la varietà delle situazioni in cui si creano problemi di infestazioni è tale per cui di volta in volta vengono chiamati in causa professionisti con competenze diverse, ad es. per un problema di mosche può essere chiamato in causa in prima battuta un tecnico dell ARPA o del SIAN, per le zanzare quello del SISP e per i piccioni il Veterinario, sta quindi a loro valutare come intervenire, se da soli o coinvolgendo altri Servizi, l importante è che l intervento risponda a criteri di interdisciplinarietà perché sono i soli che ne garantiscono appropriatezza ed efficienza. Per comprendere meglio queste affermazioni bisogna riflettere su quale sia il ruolo che oggi compete ai Servizi di prevenzione, la SNOP ritiene che sia un ruolo di regolatore di sistema che orienta le proprie azioni alla tutela e promozione della salute piuttosto che all adempimento burocratico (per un approfondimento si veda gli atti del Convegno La prevenzione che cambia. La Prevenzione che cresce. Riforma federale del sistema sanitario pubblico, Caserta giugno 2002 (www.snop.it sezione contributi). Se l obiettivo prioritario dei Servizi diventa la salute assumono grande rilevanza i ruoli che possono svolgere altri soggetti istituzionali, professionali e sociali, 5

12 diversamente competenti perché questo è quanto ricaviamo dall analisi dei determinanti di salute, ma non è questa la sede per approfondire questo argomento che diamo quindi per acquisito (per un approfondimento si consiglia la lettura del bel libro Per una nuova sanità Pubblica, dei colleghi inglesi Jim Connelly e Chris Worth, tradotto in Italiano dal dott. Angelo Stefanini, edito dal Centro Scientifico Editore Torino 1998). Le teorie sull autocontrollo e sulla sburocratizzazione maggiormente condivisibili si ispirano a queste analisi mentre sono ovviamente incompatibili con la tutela della salute quelle che si ispirano al neoliberismo, cioè alla abolizione delle regole per non ostacolare lo sviluppo, inteso come l arricchimento di pochi, con conseguente venir meno delle tutele per i soggetti deboli. E bene riflettere su queste cose perché il nuovo ruolo regolatore dei nostri Servizi non modifica il fatto che noi non agiamo super partes ma dalla parte appunto dei soggetti deboli. Fatte queste considerazioni, il ruolo regolatore va interpretato nel senso di promuovere conoscenze, cioè saper descrivere i problemi di salute presenti in un territorio e saperli comunicare, e proporre alleanze, cioè invitare a mettersi attorno allo stesso tavolo i diversi soggetti che possono svolgere un ruolo per la soluzione di un determinato problema di salute. (Per un approfondimento si veda Linee guida per la prevenzione sanitaria e lo svolgimento delle attività del Dipartimento di prevenzione delle ASL, Conferenza Stato-Regioni 20,07,2002 (http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/pprisultato.jsp?id=364). Come abbiamo già detto i problemi hanno complessità diverse per cui a volte è sufficiente far intendere tra loro due vicini di casa ma altre è invece necessario riunire Amministratori locali, associazioni di categoria o singoli imprenditori, Enti di Servizio per condividere responsabilità e concordare azioni. Per poter svolgere al meglio il proprio ruolo i Servizi di prevenzione devono dotarsi delle competenze necessarie integrando le figure professionali tradizionali con esperti nella materia specifica, in questo seminario si analizza il controllo degli infestanti e quindi questi esperti sono rappresentati dagli entomologi, che conoscono le caratteristiche delle specie che ci si prefigge di controllare, ma anche gli epidemiologi per l analisi e la valutazione dei problemi di salute e la definizione delle priorità ed i comunicatori per gestire l informazione ai cittadini e le attività educative. Quando ci riproponiamo di definire delle priorità sono diversi gli elementi che dobbiamo considerare, tra cui la rilevanza epidemiologica locale di un fenomeno, ma anche la percezione del rischio da parte dei cittadini, gli aspetti economici, quelli relativi alle diseguaglianze sociali e, non da ultima, la reale possibilità per i Servizi di contribuire al raggiungimento di particolari obiettivi, per la disponibilità di strumenti appropriati d intervento o per il governo diretto di determinate situazioni; ad es. i casi di tetano in un determinato territorio non sono frequenti ma la gravità della patologia ed i costi delle cure, stimati in per ogni caso, a fronte dell efficacia e del basso costo della vaccinazione possono far inserire l obiettivo del controllo dell incidenza del tetano tra gli obiettivi di salute di una comunità locale. Così pure per le infestazioni la necessità di tutelare comunità a rischio, come quelle scolastiche, o presidi di cura ed assistenza socio sanitaria, oppure condizioni di buona qualità di vita negli insediamenti abitativi e ancora situazioni ottimali di igiene negli allevamenti sono tutti elementi che possono contribuire ad inserire il controllo degli infestanti tra gli obiettivi di salute. Condizione indispensabile per orientare la propria attività alla soluzione di problemi di salute è abbandonare la logica del lavoro svolto come adempimento burocratico e programmare le proprie attività con piani di lavoro in cui siano individuati i problemi di salute su cui si vuole intervenire, siano indicati obiettivi, azioni, risorse dedicate, tempi, e siano valutati i risultati. Ad es. per quanto riguarda il controllo degli infestanti può, come minimo, essere individuata una funzione in grado di rispondere alle segnalazioni per inconvenienti igienico sanitari e ambientali ma, se alcuni problemi sono più complessi, va predisposto un progetto obiettivo con cui affrontare più efficacemente il problema. D iniziativa dei Servizi di prevenzione dovrebbe anche essere la gestione di una funzione di monitoraggio dei fenomeni locali a rischio di infestazioni, di informazione sui comportamenti utili per controllare quei fenomeni, senza tralasciare il ruolo di sanzione dei comportamenti scorretti che rappresenta comunque un importante ulteriore garanzia per la tutela dei cittadini. Questo tipo di programmazione è finalizzato a migliorare il nostro modo di lavorare, evitando interventi inutili o 6

13 dannosi, e a svolgere attività efficaci coerenti con la nostra mission (conoscere per prevenire). Quello che si propone non è comunque un salto mortale in avanti con triplice avvitamento, l idea è quella di riconsiderare anche le attività che consideriamo routinarie in termini di obiettivi di salute perché in molti casi sono diverse solo le fonti di ispirazione delle azioni, i motivi per cui facciamo qualcosa. La programmazione per obiettivi di salute non opera rinnegando tutta l attività finora svolta ma piuttosto riorientandola nelle sue parti compatibili con i nuovi obiettivi ed ampliando il campo di azione sulla base della conoscenza delle situazioni di rischio territoriali. Alcune normative o disposizioni sovraordinate sono fortemente orientate alla salute in campo sia umano sia animale quindi le azioni che ne derivano sono coerenti con obiettivi di salute che però vanno esplicitati e valutati, considerando la normativa di settore come strumento e non come fine. Naturalmente questo tipo di programmazione consente anche di cominciare ad occuparsi di problemi solitamente nuovi per i nostri Servizi ma di notevole rilevanza epidemiologica e sociale come nel caso della sicurezza stradale o degli stili di vita salubri. Generalmente lavorare per obiettivi di salute e non per adempimenti burocratici dovrebbe consentire di coordinare le diverse competenze valorizzando il ruolo di tutti gli attori che possono contribuire al risultato concordato, in questo senso il controllo degli infestanti non sarà più affidato ad inutili e pericolosi interventi chimici generici ma, partendo dalla conoscenza delle caratteristiche biologiche delle specie infestanti, ad azioni di monitoraggio ambientale, bonifica dei siti a rischio, adeguamento della programmazione urbanistica, promozione di interventi utili e mirati ed informazione sui rischi dimostrati. Come per tutte le azioni di prevenzione sarebbe quindi preferibile, anche per il controllo degli infestanti, promuovere interventi appropriati ed efficaci ed in questo senso diventa quindi prioritario saper comunicare il rischio ma anche saperne valutare la percezione da parte della popolazione e degli altri soggetti interessati, tenendo conto dei diversi interessi in campo e che non sempre questi sono tra loro compatibili. Noi per parte nostra dobbiamo aver chiaro che l interesse da tutelare è quello alla salute ma dobbiamo anche saper valutare che non sempre il punto di vista dell esperto e quello del cittadino coincidono, anche se ambedue questi soggetti dichiarano di perseguire gli stessi obiettivi, è qui che ci viene in aiuto l integrazione tra il sapere del comunicatore e quello dell esperto di disciplina che assieme possono affrontare meglio il problema. Per chi volesse documentarsi sull attività di analisi ed informazione del Dipartimento di Sanità Pubblica di Cesena segnaliamo il nostro sito web: qui sono disponibili ad es. i documenti della 4a Conferenza di organizzazione (novembre 2002 gennaio 2003) sulla programmazione per obiettivi di salute ed un settore dedicato all informazione sul controllo degli infestanti. 7

14 Infestanti urbani: rischi reali e rischi immaginari Massimo Trentini Docente di Zoologia della Facoltà di Medicina Veterinaria dell Università di Bologna Quando insieme al dott. Venturelli, ideatore di queste giornate di studio, abbiamo deciso il titolo del mio intervento e cioè Infestanti urbani: rischi reali e rischi immaginari, pensavo, scorrendo mentalmente gli infestanti di cui mi sono occupato in questi ultimi anni, di illustrare i rischi reali, ma anche quelli immaginari dovuti ad animali infestanti presenti in città. Ora scrivendo questa breve relazione mi sorge subito un dubbio: ma che cosa è esattamente un infestante urbano? Penso sia utile cercare di definire il termine, facendo un passo indietro. Fauna urbana Gli animali selvatici presenti nei centri urbani rappresentano la cosiddetta fauna urbana; il numero delle specie è consistente e va, a seconda dei gruppi animali, dal 10 al 60% delle specie note per l Italia. La fauna urbana è costituita in gran parte (80-90%) da specie indigene, cioè che fanno parte stabilmente della fauna di quel territorio, e in piccola parte da specie sinantropiche (5-10%), specie cioè permanentemente associate all uomo e alle sue attività, e da specie inurbate (1-5%), specie cioè che di recente hanno colonizzato le città. Mentre le specie indigene sono in gran parte indifferenti all uomo, al contrario le specie sinantropiche e quelle di recente inurbamento costituiscono la maggioranza delle specie infestanti e/o di interesse igienico-sanitario (Zapparoli, 2002). Che cosa è un infestante urbano? Penso sia utile cercare di definire il termine infestante urbano, poichè spesso lo si usa con un significato molto più ampio di quello originario. Per infestante si intende un organismo non utile per l uomo che ha la capacità di moltiplicarsi in gran numero a scapito di altri organismi utili. Bisogna però subito notare come in ambito urbano la capacità moltiplicativa dell animale infestante sia a danno non tanto di altri organismi, quanto direttamente dell uomo e delle sue attività. Quindi tutti quegli animali sinantropici, che non rientrano tra quelli graditi o indifferenti all uomo, vengono visti come infestanti, nel senso più lato di animali non graditi, molesti, ostili o pericolosi (Domenichini e Crovetti, 1989; Süss, 1990). E importante però notare come il definire un animale infestante oppure no sia spesso una considerazione umana del tutto soggettiva, come quella tra animale gradito o non gradito. Ad esempio, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini ritiene che il ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus) rappresenti uno degli infestanti urbani da combattere, così non è per lo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis), introdotto in alcuni parchi cittadini in Piemonte e Liguria; questa specie, attiva di giorno e quindi ben visibile e che arriva a mangiare il cibo portatogli dai cittadini, viene molto amata soprattutto dai bambini (sono gli scoiattoli cip e ciop immortalati da Walt Disney), ma in realtà è un forte infestante, poiché dove arriva soppianta e fa estinguere lo scoiattolo rosso nostrano (Sciurus vulgaris). Lo stesso concetto di animale molesto, dannoso o ritenuto pericoloso è molto aleatorio essendo dipendente dalla sensibilità delle persone. Un classico esempio è quello della presenza delle mosche (soprattutto Musca domestica e Fannia canicularis) negli impianti zootecnici e spesso nelle abitazioni vicine; fin quando il fenomeno è rimasto tipico delle abitazioni rurali, i contadini non hanno mai sollevato problemi, ma quando, sia per l espansione delle città sia per il desiderio dei cittadini di vivere in campagna, la presenza di mosche ha interessato nuove abitazioni costruite nei pressi di allevamenti, ecco che i cittadini hanno visto la presenza di questi insetti come intollerabile (Trentini et al., 1998). Discorso analogo potrebbe essere fatto per il colombo di città (Columba livia domestica), la cui presenza in città è ben vista da alcuni e detestata da altri. In altre parole il cittadino ama gli 8

15 animali e vuole vivere a contatto con la natura, ma non gradisce affatto i suoi, a volte inevitabili, aspetti negativi I principali infestanti urbani Le relazioni che seguiranno tratteranno dei principali infestanti urbani, sia degli ambienti aperti, come zecche, pappataci e zanzare, sia degli edifici e delle abitazioni, come ratti, blatte e pulci. E interessante notare come tra gli infestanti urbani emergenti giochino un ruolo sempre più importante animali di nuova introduzione, sia specie autoctone di recente inurbamento (storno, zecche, pulci) sia specie alloctone (nutria, zanzara tigre, blattella) introdotte accidentalmente o volontariamente dall uomo. L aumento della capacità di inurbamento e di sinantropia di molte specie autoctone e alloctone, mai osservata in precedenza, è dovuta senz altro alle condizioni favorevoli che offre l ambiente urbano per quanto riguarda le risorse trofiche, il microclima (temperatura più alta, assenza di vento) e soprattutto la presenza di molti microhabitat diversi. Rischi reali degli infestanti urbani I dati in nostro possesso ci indicano che i rischi dovuti agli infestanti urbani non sono certo in aumento rispetto al passato. L impressione che questi rischi siano viceversa in aumento è, a mio avviso, dovuta ad una serie di fattori che qui cercherò di sintetizzare: a) la comparsa di nuovi infestanti, spesso esotici, come Aedes albopictus e Suppella longipalpa, allarmano e fanno pensare che il fenomeno sia in aumento; in realtà negli ultimi decenni molti infestanti classici, come cimici, pidocchi e altri, si sono fortemente ridotti o sono scomparsi; b) il cittadino, inurbato da più generazioni, è ormai del tutto privo di conoscenze pratiche sul mondo animale e quindi non ha quasi più alcuna tolleranza verso l animale sinantropico che può occasionalmente incontrare in casa o in città; c) il cittadino, spesso per notizie televisive o giornalistiche non corrette, ha maggior timore di potenziali malattie portate o trasmesse dagli animali sinantropici o infestanti, ma la situazione in Italia è a questo riguardo del tutto rassicurante. Rischi immaginari degli infestanti urbani Dalla mia esperienza di studio sugli animali sinantropici, soprattutto di quelli presenti nelle abitazioni, posso dire che negli ultimi anni è in forte aumento il numero di cittadini che si rivolge alle strutture pubbliche (AUSL, pronto soccorsi, università, etc.) portando, allarmati, soprattutto piccoli Artropodi (insetti, ragni e altro) trovati nelle abitazioni. Queste persone non solo vogliono sapere che cosa è l animale in questione, ma soprattutto quanto è pericoloso, quali malattie può portare e come si fa ad eliminarlo. In altre parole il serpentello trovato in giardino è una vipera, il ragno è velenosissimo, la zanzara trasmette chissà quali malattie. Inoltre la colpa della presenza di questi animali indesiderati è sempre di qualche vicino o di lavori fatti nello stabile o nelle vicinanze. La riprova di questo atteggiamento mentale la si ha quando si dichiara e si certifica che l animaletto in questione è del tutto innocuo, anzi a volte utile, e che non è necessario nessun tipo di lotta; il cittadino se ne va spesso non del tutto convinto, quasi come se fosse deluso della diagnosi dello specialista. Alcuni esempi possono a mio avviso chiarire la presenza di queste paure nei confronti dell infestante urbano. Pipistrelli. Trovare un pipistrello morente o morto sul pavimento di una stanza è un esperienza che viene vissuta negativamente e con molte paure; se poi dal pipistrello sono usciti alcuni parassiti, come Penicillidia o altri, ecco che le paure aumentano. A poco vale rassicurare il cittadino dicendo che il pipistrello è un animale completamente innocuo (in Italia non sono mai stati segnalati casi di rabbia silvestre nei pipistrelli), anzi utile per l uomo in quanto insettivoro e divoratore di zanzare. Gechi. Sempre più frequenti negli ambienti urbani anche lontani dalle coste, queste innocue lucertole casalinghe, forse per la loro piattezza e la capacità di camminare sui soffitti, sono viste come pericolose. 9

16 Ragni. Al di là dei casi di aracnofobia, gli innocui ragni delle abitazioni vengono sempre visti come pericolosi e perseguitati, soprattutto dopo notizie allarmanti, come quella dell estate del 2000 riguardante la morte di una donna a Milano per una presunta morsicatura di ragno. Leggende metropolitane e psicosi Collaborano ad aumentare le paure di rischi da infestanti urbani le cosiddette leggende metropolitane che spesso hanno come protagonisti gli animali. Citerò solo due casi. Coccodrilli e fogne. Si sente dire e a volte scrivere sulla stampa che le fogne delle città sono ormai colonizzate da coccodrilli e alligatori, anche di grandi dimensioni, che lì si riproducono pur se diventati ciechi e albini per l oscurità in cui vivono; sarebbero arrivati alle fogne attraverso gli scarichi dei water dove sarebbero stati gettati da cittadini che se ne volevano disfare. Questa leggenda metropolitana è più americana che europea, ma il lettore pensi al successo che anni fa hanno avuto anche in Italia le tartarughe ninja che si erano trasformate in personaggi umani proprio a seguito di una mutazione avvenuta nelle fogne di New York. Ai più scettici ricordo che alcuni anni fa in Emilia Romagna, alle prime segnalazioni di nutria in ambiente urbano, alcuni giornali parlarono di topi giganti a causa di mutazioni dovute all inquinamento. Zanzare. Le leggende metropolitane hanno attribuito alle zanzare il potere di trasmettere malattie, come l AIDS, di cui non sono assolutamente vettori; il diffondersi in molte città della zanzara tigre ha alimentato questo falso sospetto. Per ultimo non bisogna sottovalutare il diffuso fenomeno delle fobie verso molti animali anche sinantropici sia vertebrati, come topi, ratti, colombi, serpenti, lucertole, rospi, che invertebrati, come ragni, scarafaggi e insetti vari. A volte queste fobie sconfinano, per fortuna raramente, in vere e proprie psicosi (delusory parasitosis), fenomeno poco studiato in Italia (Pampiglione e Trentini, 1998). Bibiografia Domenichini G. e Crovetti A., Entomologia urbana. UTET, Torino. Pampiglione S. e Trentini M., Un caso di Parassitosi Illusoria Contagiosa in una coppia di mature gemelle. Parassitologia, 40: Süss L., Gli intrusi. Guida di entomologia urbana. Edizioni Agricole, Bologna. Trentini M., Ruggeri L., Governatori M., Pocaterra C:, Lotta biologica integrata alle mosche negli allevamenti: l esperienza condotta nel triennio in 15 impianti zootecnici della Val Samoggia (Bologna). Igiene Alimenti Disinfestazione & Igiene Ambientale, 15 (5): Zapparoli M La fauna urbana, pag.: In La fauna in Italia a cura di A. Minelli, C. Chemini, R. Argano, S. Ruffo, Touring Editore, Milano e Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio, Roma, 448pp. 10

17 Panoramica sulla disinfestazione italiana: professionisti e professionalità Luciano Süss Istituto di Entomologia agraria Università degli Studi di Milano La difesa antiparassitaria negli ambienti industriali e urbani ha avuto un forte sviluppo in questi ultimi anni e le prospettive, per l avvenire, sono di un ulteriore incremento. Ciò è dovuto a molteplici fattori, che sebbene per lo più noti a chi opera nel settore, vale la pena di ricordare, almeno per sommi capi. Innanzitutto, se si considerano gli agglomerati urbani, stiamo assistendo ad un loro sviluppo inarrestabile; a volte realizzato razionalmente, spesso però in modo disordinato; comunque, in una prima fase, inevitabilmente si verifica una serie di squilibri nell ambiente che finiscono con il favorire l insediarsi di organismi infestanti, nostri competitori. Un recente caso eclatante è stato l immediato insediarsi delle zanzare nel caso delle opere di urbanizzazione del villaggio olimpico, a Sidney in Australia, con la necessità di organizzare immediatamente la difesa contro tali insetti. Ma pure reti fognarie, condutture sotterranee di cavi elettrici, gallerie per il transito di ferrovie metropolitane, finiscono con il divenire vere e proprie autostrade per i ratti, nonché per le blatte, che possono così trasmigrare agevolmente da un sito riproduttivo ad un altro, da colonizzare. La produzione di rifiuti solidi di qualsiasi città viene smaltita in discariche a cielo aperto, oppure in impianti di riciclaggio e compostaggio, ovvero in impianti inceneritori. Basta dare un occhiata, seppur distratta, a tali ambienti, per rendersi conto di quanti animali traggano giovamento dai cumuli di rifiuti: gabbiani e cornacchie, ratti e topi, blatte e mosche, dermestidi ed acari qui si moltiplicano a dismisura, divenendo veri e propri flagelli, per il grave rischio di diffusione di microrganismi patogeni che la loro presenza determina. Se consideriamo le possibilità di infestazione nelle industrie, con particolare riferimento a quelle alimentari, si deve evidenziare come le strutture ancor oggi, purtroppo sono progettate per lo più senza tenere in alcun conto la possibilità di insediamento di organismi nocivi. Inoltre, frequentemente, le produzioni sono a ciclo continuo, quindi senza alcuna pausa lavorativa da utilizzare per agevoli interventi antiparassitari; le reti elettriche, supportate da apposite canaline sospese a grande altezza, sono comode vie di transito per i roditori, in particolare per Rattus rattus, ma nel contempo sono molto difficili, se non impossibili, da monitorare adeguatamente. I cosiddetti magazzini automatici sono pure in via di progressiva diffusione: si tratta di enormi volumetrie, con incastellature altissime, che evidentemente è pressoché impossibile tenere sotto controllo nelle parti più alte, divenendo così il regno, ancora una volta, del ratto nero, oltre che di diversi insetti. Ma numerose altre problematiche si trova oggi ad affrontare chi opera nel settore della disinfestazione civile e industriale. Basti pensare alla diffusione di mense aziendali, ristoranti e self-service, in cui frequente è l insediarsi di topi e blatte; i villaggi turistici richiedono adeguate misure di contenimento di mosche e zanzare; le navi da crociera, i vagoni ferroviari adibiti a ristorante, presentano miriadi di interstizi ove potenzialmente si possono moltiplicare le blatte: le navi tornano al porto base dopo mesi e mesi di navigazione, i treni praticamente si fermano nelle stazioni di testa al massimo solo per qualche ora. sono tutte situazioni molto difficili da gestire nelle pratiche di disinfestazione. Nei casi sopra ricordati, si tratta di problemi provocati da organismi nocivi tradizionali, insediati però in ambienti particolari, che si assommano a quelli di sempre, determinati da blatte, mosche, zanzare, pulci e pidocchi, formiche e insetti delle derrate, topi, ratti ed uccelli, acari della polvere e zecche, senza dimenticare gli insetti infestanti il verde urbano. 11

18 Il disinfestatore opera quindi in industrie alimentari e abitazioni, ospedali e ristoranti, sul verde pubblico e privato, nelle reti fognarie, in musei e magazzini, ove sono accumulate le merci più svariate. In questi anni, però, nuovi importanti problemi si sono dovuti affrontare ed altri con tutta probabilità seguiranno con il trascorrere del tempo. Va ricordata innanzitutto l introduzione in Italia di nuove specie dannose; nel settore civile, all arrivo di alcuni decenni fa del Blattodeo Supella longipalpa, è seguito più recentemente l insediarsi della zanzara tigre, Aedes albopictus, in progressiva, forse inarrestabile diffusione in numerose città. Infine, è solo da poco tempo che si debbono lamentare gli attacchi della termite del legno secco, Cryptotermes brevis, da noi giunta con l importazione dei cosiddetti mobili etnici dal Sud America. Per quanto riguarda il verde pubblico e privato, si sono succedute e insediate in questi decenni l Ifantria americana (Hyphantria cunea), la Metcalfa (Metcalfa pruinosa) e, molto più recentemente, la minatrice dell ippocastano (Cameraria ohridella); si tratta di una serie di progressive emergenze, che hanno richiesto e continuamente esigono all operatore nel settore della disinfestazione nuovi interventi attuati con apposite strategie. In particolare, ricordo il metodo che prevede l inoculo a pressione di insetticidi nel fusto delle piante. Tra le introduzioni va pure ricordata la possibilità di arrivo dall estero di ceppi di insetti infestanti, appartenenti a specie ben note (Blatte, Punteruoli e Cappuccino dei cereali, Triboli), ma resistenti ai trattamenti antiparassitari. Oltre tutto il fenomeno della resistenza ai trattamenti sta verificandosi anche nel nostro Paese, in conseguenza di ripetute e frequenti applicazioni degli stessi principi attivi, sia su insetti, che su roditori. Il risultato, inevitabile, è il fallimento della lotta antiparassitaria predisposta. Al momento attuale il disinfestatore si trova ad affrontare ulteriori problemi. Se fino a poco tempo addietro aveva a disposizione numerosi p.a., appartenenti vuoi ai piretroidi, che ai carbammati ed ai fosforganici, tutti dotati di ampio spettro d azione e caratterizzati per lo più da una certa tossicità anche nei riguardi dell uomo, attualmente le molecole utilizzabili tendono progressivamente a ridursi, anche in conseguenza dei procedimenti di revisione delle loro caratteristiche (tossicologiche, di impatto ambientale, di residui, ecc.) da parte delle Autorità sovrannazionali, che a volte portano alla revoca delle autorizzazioni all impiego, anche solo per motivi economici. E doveroso ricordare che altre sostanze, di recente o prossima disponibilità, sono invece caratterizzate da meccanismi di azione molto raffinati, che ne consentono un utilizzo sicuro, ma la cui attività, per esplicarsi appieno e dare risultati attesi, presuppone molte più conoscenze di quelle richieste ad un applicatore di prodotti tradizionali. Faccio riferimento, a titolo esemplificativo, all uso degli IGR, all applicazione di formulazioni in gel per le blatte, all uso di innovative strategie nella lotta contro le termiti, all utilizzo di metodi confusionali e attratticidi, per il controllo dei Lepidotteri infestanti le derrate, grazie alla disponibilità dei feromoni specifici e di appositi erogatori: in ogni caso è richiesta una formazione tecnica e pratica che non si può improvvisare. Nel settore della lotta contro i roditori, da anni ormai non vengono più messi a disposizione nuovi principi attivi, ragion per cui quelli disponibili vanno utilizzati con il massimo raziocinio, per non provocare anche in questo caso l insorgere di ceppi resistenti. Per soffermarsi ancora su questi aspetti del problema, si vuole qui ricordare che, entro breve, notoriamente, non si potranno più effettuare disinfestazioni con il bromuro di metile, oppure saranno imposti limiti severissimi al suo impiego; altri gas tossici verranno probabilmente messi a disposizione, così come ci si dovrà orientare verso diverse tecniche di disinfestazione delle merci e degli ambienti produttivi e di immagazzinaggio. A tal proposito è doveroso evidenziare la decisione presa da diverse imprese specializzate nel settore delle fumigazioni che hanno deciso, già a partire da quest anno, di sospendere i trattamenti con bromuro di metile all interno delle industrie alimentari. E un momento importante, che certamente dovrà determinare una svolta epocale nei criteri di lotta antiparassitaria, sia da parte degli utenti che tradizionalmente facevano conto sull uso del bromuro stesso, sia da parte di 12

19 applicatori, che dovranno offrire servizi differenti, puntuali e comunque efficaci, in grado di soddisfare le esigenze delle industrie alimentari. Ma i problemi per le imprese di disinfestazione non finiscono certo qui. Da alcuni anni, ormai, è stato introdotto nelle realtà produttive il concetto dell HACCP, in cui si sono tra l altro codificati i rischi, di tipo fisico, chimico e biologico. Nel codice di autodisciplina che ciascuna realtà si è dovuta dare, sono quindi entrati in pianta stabile anche i rischi biologici, provocati da microrganismi e da organismi infestanti. Nel contempo, ovviamente, si è concluso che, se è necessario eliminare tali rischi, ciò non può essere fatto introducendo nuovi rischi di tipo chimico, determinati da un uso improprio di sostanze antiparassitarie. Ne scaturisce ancora una volta l esigenza di attuare più raffinate tecniche di lotta, imperniate innanzitutto sulla prevenzione e sul monitoraggio delle infestazioni: solo quando e laddove sarà realmente necessario, si effettuerà un intervento di difesa diretto, per lo più localizzato, privilegiando le sostanze o i mezzi meno pericolosi. Il monitoraggio, tra l altro, è ora possibile per numerosi organismi infestanti, anche grazie alla disponibilità di feromoni (sessuali, o di aggregazione) da utilizzare con apposite trappole. Ma spesso si osserva una loro non corretta applicazione, oppure le letture dei risultati sono effettuate in modo approssimativo, oppure ancora non sono affatto coordinate con l attuazione di tecniche di lotta, nel tentativo di eliminare le cause che hanno provocato l insorgere dell infestazione! Quanto sin qui illustrato ha voluto evidenziare i problemi che deve affrontare il disinfestatore moderno, che si possono quindi così riepilogare: - incremento di problemi tradizionali, a causa dell inarrestabile, a volte disordinato, urbanesimo; - infestazioni di nuovo tipo, provocate dall introduzione di specie precedentemente non presenti; - sviluppo di ceppi di insetti e roditori resistenti agli antiparassitari comunemente utilizzati; - scomparsa dal mercato di vecchi p.a., con disponibilità di alcune nuove molecole o nuovi formulati, caratterizzati da meccanismi d azione raffinati ; - imminente messa al bando del bromuro di metile; - disponibilità di feromoni per attuare il monitoraggio delle infestazioni; - introduzione dell HACCP e conseguenti modifiche sostanziali delle strategie di lotta. Ci si trova quindi di fronte ad una completa rivoluzione nella lotta antiparassitaria, che può portare ad una rivalutazione del ruolo del disinfestatore, se questi saprà sfruttare positivamente l opportunità. Al momento attuale, però, la situazione degli operatori che operano nel settore della disinfestazione in Italia, non è gran che entusiasmante e, a mio giudizio, richiede nella generalità dei casi un rapido e forte aggiornamento. Si riconosce che esistono diverse realtà costituite da Imprese di grosse e media dimensioni, in cui esercitano un ruolo importante tecnici laureati diversi dei quali provengono tra l altro dall Istituto di cui faccio parte in grado di lavorare in modo aggiornato e corretto. In numerosi altri casi, però, ci si trova di fronte ad Imprese dall organico molto ridotto, che intervengono sulla base di linee guida tradizionali, ormai obsolete, ma che risultano essere, con tutta probabilità, le uniche conosciute. Si osserva, nel complesso, che manca una qualificazione professionale, ottenuta a seguito di corsi di specializzazione nel settore, organizzati da Enti ufficiali e riconosciuti a livello ministeriale. Mancano inoltre corsi di formazione permanente, che dovrebbero invece essere obbligatori per chi utilizza antiparassitari in ambienti delicati, quali ospedali, industrie alimentari, le città in genere. Spesso l aggiornamento tecnico è sostenuto dalle Case produttrici di antiparassitari, ovviamente interessate a pubblicizzare i propri prodotti: ma se non ci fosse nemmeno questa attività, i disinfestatori sarebbero abbandonati a loro stessi! Nel settore civile, quindi, siamo in una situazione che, paradossalmente, nel complesso, può essere considerata più arretrata che nel settore della difesa antiparassitaria delle colture; tale stato di fatto può essere rapportato allo stadio di sviluppo della lotta contro gli infestanti che 13

20 si riscontrava in agricoltura una ventina di anni fa, ovvero prima dell affermarsi dei concetti di lotta integrata. Esistono alcuni aspetti che incidono negativamente sulla necessità di preparazione professionale e, quindi, sulla qualità del servizio. Si osserva innanzitutto che spesso gli appalti per la disinfestazione civile sono assegnati a costi eccessivamente ridotti. Si tende, nei condomini come nelle industrie alimentari, a spendere il meno possibile per un servizio, la cui importanza è sottovalutata. Il risultato è che il personale utilizzato è spesso raccogliticcio, da cui consegue che le attività di disinfestazione saranno certamente scadenti, anche facendo conto sulla mancanza di verifiche dei risultati o, comunque, sulla scarsa preparazione sull argomento specifico da parte del committente. Si deve anche evidenziare come, in diversi casi, a fronte di appalti ritenuti interessanti, si è disposti ad abbassare i prezzi in modo eccessivo, per non soccombere di fronte ad un concorrente che garantisce il medesimo servizio ad un costo più basso. In tale situazione, come pretendere poi buoni risultati? Se si passa a considerare gli appalti pubblici, notiamo come in molti casi siano organizzati in modo non tempestivo, o con capitolati tecnici per lo meno discutibili. Spesso i pagamenti delle attività vengono effettuati con gravi ritardi: anche in questi casi, ne va della validità complessiva dei servizi resi, con operatori indotti ad operare in modo approssimativo. Con la globalizzazione imposta dalla Comunità Europea di cui facciamo parte, sempre più però le Imprese di disinfestazione dovranno confrontarsi con concorrenti stranieri che si affacciano al mercato, con altra impostazione e diversa professionalità. Del resto, anche alcune Società italiane del settore stanno entrando in altri Paesi europei, in quanto in grado di operare in modo tecnicamente aggiornato. Questo fenomeno, con ogni probabilità, si estenderà con il trascorrere del tempo. Piaccia a o meno, è inevitabile che ci si dovrà confrontare con realtà agguerrite, ben preparate, pronte a subentrare e ad offrire un servizio competitivo tecnicamente. In altri Paesi, anche a noi confinanti, si trovano disinfestatori che operano nei molini con la tecnica del riscaldamento ambientale o delle atmosfere controllate; altri sono in grado di stabilire, prima di un intervento antiparassitario, se i Tribolii con cui hanno a che fare sono resistenti o meno ad una determinata molecola; altri, aggiornati sulle novità nel settore del monitoraggio proposte in tutto il mondo, sono in grado, anche tramite internet, di importare direttamente i nuovi più efficaci mezzi di monitoraggio; altri ancora si presentano presso il committente di una deblattizzazione esclusivamente con una minuscola valigetta, contenente alcune siringhe di gel ed una torcia elettrica e, utilizzando il tutto con perizia, ottengono ottimi risultati in breve tempo, senza dover interrompere le attività produttive; altri ancora, infine, installano, negli ambienti da trattare con una fumigazione, appositi punti test con insetti prelevati da allevamenti, per verificare i risultati dell intervento. E evidente quindi che non vi sarà più spazio per i cosiddetti praticoni, semplici distributori di antiparassitari o di bustine di esche per topi (per non dire di esche sfuse, abbandonate qua e là in magazzini e scantinati). Certamente non troveranno più molto spazio nemmeno coloro che, offrendo come servizio associato alla disinfestazione il monitoraggio degli infestanti, presenteranno però report non chiari su quanto rilevato, o non saranno in grado di utilizzare in modo corretto i mezzi tecnici che la ricerca ha reso disponibili. Troppe volte capita ancor oggi di vedere installate trappole in punti ove certamente gli insetti da monitorare mai andranno: il risultato riferito è infestazione nulla, mentre la realtà è ben altra! In questi casi, la colpa è del mezzo utilizzato, o del disinfestatore? L operatore deve avere la capacità di interfacciarsi tecnicamente con il committente indicandogli le reali cause che hanno portato al rilievo di una infestazione, collaborando nella predisposizione di programmi di monitoraggio e lotta adeguati, proponendo quindi le tecniche, sia di prevenzione che di lotta, che possano risolvere quel problema specifico. Il disinfestatore, a fronte di un trattamento antiparassitario non riuscito, deve essere in grado di capire e spiegare il perché dell insuccesso. Sarà opportuno quindi che abbia alle spalle un 14

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