Università degli Studi di Messina

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Università degli Studi di Messina"

Transcript

1 Università degli Studi di Messina Regolamento Generale della Facoltà di Scienze Politiche art. 1 (Facoltà di Scienze Politiche). Alla Facoltà di Scienze Politiche di Messina afferiscono i corsi di laurea triennale di seguito indicati: 1. L-16. Scienze dell amministrazione e dello sviluppo economico (ex cl. 19) 2. L-36. Scienze delle relazioni internazionali (ex cl 15) 3, L-39. Scienze del servizio sociale (ex cl. 6) 4. Interclasse L-37 / 39: Mediazione socioculturale e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo Barcellona P.G.(Me): L-37. Scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo L-39. Mediazione socioculturale 5. Interclasse L-37 / 39: Scienza del servizio sociale e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo presso al sede di Modica (RG): L-37. Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace L-39. Servizio sociale 6, Interclasse L-37 / 39: Scienza del servizio sociale e scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo presso al sede di Locri (RC): L-37. Scienze sociali per la cooperazione e lo sviluppo L-39. Servizio sociale Alla stessa Facoltà di Scienze Politiche afferiscono altresì i seguenti corsi di laurea magistrale: 1. Interclasse LM-52/90: Relazioni internazionali e studi europei LM-52, Relazioni internazionali LM-90, Studi europei 2. LM-62, Studi politici 3. Interclasse LM-63/81: Scienze delle pubbliche amministrazioni e per la cooperazione allo sviluppo LM-63, Scienze delle pubbliche amministrazioni LM-81, Scienze per la cooperazione allo sviluppo 4. Interclasse LM-87/88: Servizio sociale, politiche sociali e studi sociologici e ricerca sociale LM-87, Servizio sociale e politiche sociali LM-88, Sociologia e ricerca sociale Alla Facoltà di Scienze Politiche afferiscono altresì, per quanto di competenza: 1. il corso di laurea triennale interfacoltà attivato con la Facoltà di Medicina e Chirurgia in Scienze della Enogastronomia mediterranea e salute; 2. il corso di laurea magistrale interfacoltà, attivato con la Facoltà di Lettere e Filosofia, in Metodi e linguaggi del giornalismo LM-19. La Facoltà, nella composizione determinata dallo Statuto Generale d Ateneo, ha il compito primario di programmare e coordinare le attività didattiche e lo svolgimento dei corsi di studio, in conformità al Regolamento Didattico di Ateneo, per il conseguimento delle lauree, delle lauree magistrali e dei diplomi di specializzazione, nel rispetto della piena libertà d insegnamento,

2 tenendo conto delle esigenze primarie degli studenti e di un equa ripartizione dei carichi didattici fra i docenti. art. 2 (corsi attivati in sedi decentrate). La Facoltà prevede l attivazione di corsi decentrati mediante apposite convenzioni stipulate con enti pubblici o privati. Nelle sedi decentrate possono essere attivati corsi di laurea diversificati o gemmazioni di corsi di laurea, triennali e magistrali, nonché corsi di master e corsi di perfezionamento. art. 3 (organi della Facoltà). Sono organi della Facoltà il Consiglio di Facoltà, il Preside, i Consigli di corso di studio. Eventuali sezioni decentrate del medesimo corso di Laurea, triennale o magistrale, sono retti da un unico Consiglio di corso Laurea o di Diploma, fatta salva la possibilità di costituire dei Collegi dei docenti delle varie sezioni, con competenze limitate alla sede. art. 4 (composizione del Consiglio di Facoltà). Il Consiglio di Facoltà è composto da tutti i professori di ruolo e fuori ruolo, dai ricercatori afferenti alla Facoltà e dai rappresentanti degli studenti, eletti per un biennio, in numero pari al 15% dei componenti non studenti della Facoltà. Il numero dei ricercatori non può essere superiore a quello dei professori di ruolo. Nel caso sia superiore, il numero dei primi viene ridotto fino ad eguagliare quello dei secondi con successive esclusioni a partire dal meno anziano in ruolo. In caso di pari anzianità in ruolo sarà escluso il più giovane d età. Al Consiglio di Facoltà partecipano con voto deliberativo, i rappresentanti elettivi del personale tecnico-amministrativo della Facoltà, in numero di uno se gli aventi diritto al voto sono inferiori a dieci, o in numero di due se gli aventi diritto al voto sono pari o superiori a dieci, nonché, con voto consultivo, il capo-ufficio della segreteria degli studenti della Facoltà. Svolge funzioni di segretario del Consiglio di Facoltà, con responsabilità di verbalizzazione, il professore di prima fascia più giovane nel ruolo. Il numero dei rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Facoltà è attualmente di 6. Per l elettorato attivo e passivo e il regime delle decadenze valgono, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nell art. 46 dello Statuto. Il voto è limitato a 4 preferenze. Per l elezione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e di biblioteca, valgono le disposizioni di cui agli artt. 1 e ss. del Regolamento generale di Ateneo. art. 5 (funzionamento del Consiglio di Facoltà). Il Consiglio è convocato dal Preside, che ne fissa l ordine del giorno, con convocazione, anche per via telematica, fatta pervenire a tutti i componenti, almeno 5 giorni feriali prima della data prevista. Copia della convocazione è affissa all albo della Presidenza e pubblicata sul sito WEB della Facoltà. Per eccezionali motivi d urgenza il Consiglio può essere convocato telefonicamente, telegraficamente, per fax e via internet anche ad horas. Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza assoluta degli aventi diritto. Sono esclusi dal computo gli assenti giustificati, i rappresentanti del personale tecnico amministrativo e di biblioteca e i rappresentanti degli studenti. La partecipazione agli organi collegiali è obbligatoria e costituisce per i docenti adempimento dei propri doveri didattici. Le assenze causate da forza maggiore debbono essere comunque giustificate in forma scritta. Il Preside è tenuto a trasmettere al Rettore i nomi degli assenti, dopo la terza assenza non giustificata. I rappresentanti degli studenti, assenti ingiustificati per 3 consigli, decadono dalla rappresentanza. La decadenza è deliberata dal Rettore, che provvede alla surroga. 2

3 Il Consiglio, ove non altrimenti richiesto dallo Statuto d Ateneo delibera, a maggioranza dei voti validi, escludendo dal computo gli astenuti. Tutte le deliberazioni del Consiglio sono verbalizzate, nelle sole parti dispositive, a cura del Segretario del Consiglio che redige apposito verbale approvato seduta stante dal Consiglio medesimo, ove si tratti di delibere urgenti, o nella seduta immediatamente successiva negli altri casi. Il verbale dei lavori del Consiglio, di norma, deve essere redatto entro 48 ore dal completamento della seduta, a cura del segretario e firmato dal Preside. Lo stesso deve essere riportato, a cura del Preside, sull apposito registro dei verbali immediatamente dopo l approvazione. Il registro dei verbali è custodito presso la Segreteria di Presidenza della Facoltà a cura di un funzionario addetto. Copia della bozza del verbale da approvare è depositata presso la Segreteria dell ufficio di Presidenza contestualmente alla convocazione del Consiglio affinché tutti i componenti la Facoltà ne possano prendere visione. Non è data facoltà di rilasciare copie dei verbali non approvati. Alle sedute concernenti i professori di prima fascia partecipano soltanto i professori di prima fascia; a quelle concernenti i professori di seconda fascia partecipano tutti i professori di ruolo; a quelle concernenti i ricercatori partecipano i professori di ruolo e i ricercatori. Alle sedute riguardanti la ripartizione dei posti di professore di ruolo e di ricercatore nell ambito dei settori scientifico-disciplinari, il bando dei relativi concorsi, nonché la copertura degli insegnamenti per l affidamento, o per supplenza o mediante contratti non partecipano i rappresentanti degli studenti e del personale tecnico amministrativo. Gli studenti partecipano soltanto alle sedute nelle quali si tratta dell organizzazione generale della didattica e dei servizi, della determinazione dei piani di studio individuali e della individuazione degli obiettivi per la definizione delle linee di sviluppo della Facoltà e dell Università. I rappresentanti elettivi del personale tecnico amministrativo partecipano soltanto alle sedute riguardanti il personale stesso; il capo ufficio della segreteria degli studenti partecipa soltanto alle sedute nelle quali si tratta dell organizzazione didattica. All attribuzione dei compiti didattici il Consiglio provvede, sentiti gli interessati, nella sua composizione limitata ai professori di ruolo o fuori ruolo e ai ricercatori, nel rispetto della libertà di insegnamento e delle competenze scientifiche di ognuno, fatti salvi i diritti fissati dalla legge. art. 6 (funzioni del Consiglio di Facoltà). Ai sensi dell art. 15 dello Statuto e per lo svolgimento dei suoi compiti il Consiglio di Facoltà provvede: a) all approvazione del Regolamento di Facoltà; b) all approvazione dell ordinamento didattico della Facoltà; c) all approvazione dei piani didattici annuali e pluriennali della Facoltà; d) alla richiesta di posti di professore di ruolo e di ricercatore, da ricoprire per trasferimento o concorso, alla destinazione degli stessi, e di quelli già esistenti ai settori scientifico-disciplinari ed ai relativi bandi di concorso, secondo criteri oggettivi predefiniti dalla Facoltà; e) alla copertura degli insegnamenti attivati nei modi previsti dalla legge; f) alle proposte di nomina di studiosi ed esperti di alta qualificazione scientifica o professionale al fine di sopperire a particolari esigenze didattiche, ex art. 15 Statuto; g) all attribuzione dei compiti didattici ai professori e ai ricercatori; h) sulle istanze dei professori e dei ricercatori volte ad ottenere l esenzione dall attività didattica per motivi di studio, nei limiti stabiliti dalla legge; i) all approvazione dei piani di studio individuali in mancanza di Consigli di Corso di studio, o, ove presenti, non provvedano; l) alle proposte di attivazione di corsi intensivi o di recupero, anche a carico del bilancio universitario, in conformità alle leggi sul diritto allo studio; 3

4 m) alla formulazione dei criteri direttivi per la utilizzazione del personale tecnico amministrativo; n) alla stipula di contratti e convenzioni con Facoltà e istituzioni e soggetti pubblici e privati; Il Consiglio, inoltre, formula proposte per l organizzazione del servizio di tutorato e l utilizzazione remunerata degli studenti per servizi di interesse della Facoltà nelle forme previste dalla legge; nonché per il coordinamento generale delle attività didattiche, la individuazione degli obiettivi e la definizione annuale delle linee programmatiche dell università; provvede a quant altro attribuito alla sua competenza dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti universitari. Il Consiglio delibera, altresì: a) il carico didattico annuo dei docenti e dei ricercatori, provvedendo all eventuale assegnazione di carichi didattici aggiuntivi, sempre nell ambito dell impegno orario previsto dalla normativa e dal Regolamento didattico di Ateneo e con il consenso dell interessato; b) i criteri direttivi per la utilizzazione del personale tecnico-amministrativo assegnato alla Facoltà; c) i criteri di massima per un ottimale fruizione delle strutture; d) le modalità dell organizzazione dei servizi e della gestione dei fondi assegnati alla Facoltà. Il Consiglio, inoltre, formula proposte: a) per l organizzazione del servizio di tutorato e di orientamento degli studenti, coordinando anche le iniziative dei singoli corsi; b) per l utilizzazione remunerata degli studenti (part-time) per servizi di interesse della Facoltà, nelle forme previste dalla legge; c) per il coordinamento generale delle attività didattiche, la individuazione degli obiettivi e la definizione annuale delle linee programmatiche dell Università. Provvede altresì a quant altro attribuito alla sua competenza dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti universitari. Circa il funzionamento e la partecipazione delle varie componenti alle sedute del Consiglio valgono, per quanto non previsto nel presente Regolamento, le disposizioni contenute ai nn. 5, 6, 7, 8, 9 e 10 dell art. 15 dello Statuto d Ateneo. art. 7 (il Preside). Il Preside esercita le funzioni di cui all art. 16 dello Statuto e le altre attribuitegli dalla legislazione vigente, rappresenta la Facoltà, convoca e presiede il Consiglio di Facoltà, ne fissa l ordine del giorno e ne attua le deliberazioni. In particolare spetta al Preside: a) organizzare l attività didattica e vigilare sull andamento della Facoltà; b) provvedere alla gestione ordinaria dei fondi e beni assegnati alla Facoltà, nei limiti fissati dal regolamento di Ateneo per l amministrazione, la finanza e la contabilità, nonché dal Consiglio di Facoltà; c) presentare alla fine di ogni anno accademico una relazione sullo stato della Facoltà al Consiglio e al Rettore. Il Preside è eletto dal Consiglio di Facoltà tra i professori di prima fascia di ruolo o fuori ruolo a tempo pieno, o che dichiarino di optare, se eletti, per il tempo pieno. Egli è nominato con decreto del Rettore. L elettorato attivo spetta ai professori di ruolo e fuori ruolo, ai ricercatori, ai rappresentanti degli studenti e ai rappresentanti del personale tecnico amministrativo nel Consiglio di Facoltà. Il Preside viene eletto in apposita seduta del Consiglio di Facoltà convocato dal Decano dei professori di ruolo ordinari almeno 150 giorni prima della scadenza naturale del mandato. Il Preside eletto assume le proprie funzioni dal 1 novembre successivo alla data d elezione salvo il caso di elezione o di surroga per cessazione anticipata dell eletto dalla carica ricoperta. Il Preside dura in carica quattro anni ed è rieleggibile, anche consecutivamente, per una sola volta. La convocazione deve essere notificata a tutto il corpo elettorale almeno 40 giorni prima della data fissata per l elezione. 4

5 L elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Nel caso che dopo due votazioni nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza prescritta si procede al ballottaggio tra i due candidati che nell ultima votazione hanno riportato il maggior numero di voti. Fra le varie votazioni deve correre un intervallo di almeno 3 giorni. La votazione di ballottaggio è valida qualunque sia il numero dei votanti, in caso di parità è eletto il candidato con maggiore anzianità al ruolo. Il seggio elettorale è formato dal Decano della Facoltà, che lo presiede, dal segretario verbalizzante del Consiglio e da 1 professore di ruolo con funzioni di componente-scrutatore designato dal Decano. Completate le operazioni di voto, il seggio provvede allo spoglio redigendo apposito verbale delle operazioni elettorali. Il verbale è trasmesso dal presidente del seggio, unitamente a tutti i materiali elettorali, al Preside in carica che ne cura l immediato inoltro al Rettore per i provvedimenti conseguenziali. art. 8 (Vice-preside e Delegati del Preside). Il Preside può designare tra i professori di prima fascia un vice preside-vicario che lo sostituisce in caso di impedimento o di assenza ed al quale può delegare specifici compiti. Il Preside può altresì designare, tra i professori di ruolo o fuori ruolo e tra i ricercatori facenti parte del Consiglio di Facoltà uno o più delegati con determinate attribuzioni. Il vice-preside e i delegati sono nominati con decreto rettorale e durano in carica un triennio cessando con la cessazione del Preside. art. 9 (Consigli di Corso di Studi). Ogni corso di laurea, sia triennale che magistrale, è retto da un proprio Consiglio. I Consigli dei singoli corsi sono composti: a) dai professori di ruolo che ricoprono insegnamenti afferenti al corso; b) dai ricercatori afferenti al Corso medesimo; c) da 2 rappresentanti degli studenti. Partecipano altresì al Consiglio, con voto consultivo, i professori a contratto ed i supplenti e non vengono computati nel numero legale. Nessun professore può, comunque, fare parte di due Consigli di Corso di Studi del medesimo livello. Ferma restando la facoltà dei singoli Consigli di Corsi di Studi di determinare i criteri di aggregazione dei vari insegnamenti in quanto compresi in aree disciplinari omogenee e tenendo conto dei settori scientifico disciplinari: a. ogni docente fa parte del Consiglio di Corso di Studi al quale afferisce la disciplina che insegna per carico didattico istituzionale, ove questa sia ricompresa fra quelle di base o caratterizzanti del piano; b. i docenti che insegnano più discipline statutariamente comprese in più corsi di laurea possono partecipare ad un solo Consiglio di Corso di Studi, esprimendo opzione triennale. I Consigli di Corsi di Studi adottano un proprio regolamento interno, in conformità alla vigente normativa e ai regolamenti didattici di Ateneo e di Facoltà. Ogni Consiglio è presieduto da un professore di ruolo eletto fra i suoi componenti in apposita seduta convocata dal professore di ruolo ordinario più anziano per servizio almeno 90 giorni prima della scadenza naturale del mandato. Il Coordinatore eletto assume le proprie funzioni dal 1 novembre successivo, dura in carica 4 anni ed è rieleggibile, consecutivamente, per una sola volta. Lo stesso soggetto non può riassumere la carica se non sono trascorsi tre anni dalla cessazione del secondo mandato. Eventuali frazioni di mandato sono computate, ai fini dell ineleggibilità, come mandato intero. La convocazione per l elezione del Coordinatore del Corso deve essere notificata a tutto il corpo elettorale almeno 40 giorni prima della data fissata per l elezione. L elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Nel caso che dopo due votazioni nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza prescritta si procede al ballottaggio tra i due candidati che nell ultima votazione hanno riportato il maggior numero di 5

6 voti. Fra le varie votazioni debbono intercorrere almeno 3 giorni. La votazione di ballottaggio è valida qualunque sia il numero dei votanti. Alle operazioni di voto provvede un seggio composto dal Decano del Consiglio, che lo presiede, dal segretario verbalizzante del Consiglio del Corso e da 1 docente o ricercatore designato dal Decano. Alle sedute del Consiglio di Corso di Studi aventi ad oggetto questioni che coinvolgono il personale tecnico-amministrativo, partecipa con voto consultivo, su invito del Coordinatore, un rappresentante elettivo del personale tecnico amministrativo e di biblioteca eletto all interno delle strutture (dipartimenti) dichiarate dal Consiglio di Facoltà affini all indirizzo e dura in carica 2 anni. art. 10 (funzionamento dei Consigli di Corso di Studi). I Consigli di Corso di Studi sono convocati dai rispettivi Coordinatori, che ne presiedono i lavori e fissano l ordine del giorno, con convocazione fatta pervenire anche per via telematica a tutti i componenti presso le relative sedi di servizio almeno 5 giorni feriali prima della data prevista per l adunanza. Per eccezionali motivi d urgenza il Consiglio può essere convocato telefonicamente o telegraficamente, anche ad horas. Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza assoluta degli aventi diritto. Sono esclusi dal computo gli assenti giustificati, il rappresentante del personale tecnico amministrativo e di biblioteca. La partecipazione agli organi collegiali è obbligatoria e costituisce per i docenti adempimento dei propri doveri didattici. Le assenze causate da forza maggiore debbono essere giustificate in forma scritta. Il Coordinatore è tenuto a trasmettere al Preside e al Rettore i nomi degli assenti, dopo la terza assenza non giustificata. Il rappresentante degli studenti assente ingiustificato per 3 consigli decade dalla rappresentanza. La decadenza è deliberata dal Rettore, che provvederà alla surroga. Il Consiglio delibera, ove non richiesto altrimenti, a maggioranza dei votanti, escludendo dal computo gli astenuti. Tutte le deliberazioni del Consiglio sono verbalizzate, nelle sole parti dispositive, a cura del Segretario del Consiglio di Corso di Studi che redige apposito verbale approvato seduta stante, ove si tratti di delibere urgenti, o nella seduta immediatamente successiva. Il verbale dei lavori del Consiglio di Corso di Studi di norma deve essere redatto entro 48 ore dal completamento della seduta, a cura del segretario e, sottoscritto dal Coordinatore, deve essere riportato sull apposito registro dei verbali custodito presso la segreteria dei consigli di Corso di Studi immediatamente dopo l approvazione e trasmesso in copia autentica al Preside. Copia della bozza del verbale da approvare è depositata presso la Segreteria dei Consigli di Corso di Studi contestualmente alla convocazione del Consiglio affinchè tutti i componenti ne possano prendere visione. Non è concesso il rilascio di copie dei verbali non approvati. Le delibere d interesse comune vanno pubblicizzate mediante affissione per estratto all albo della Facoltà. Gli adempimenti amministrativi e di segreteria relativi ai Consigli di Corso di Studi sono espletati da un apposito ufficio di segreteria funzionante presso la segreteria della Presidenza della Facoltà, che provvederà anche alla custodia dei verbali dei Consigli. Il funzionario addetto può partecipare ai vari consigli con compito di ausilio tecnico amministrativo. art. 11 (competenze dei Consigli di Corso di Studi). Ai Consigli di corso di Studi afferenti alla Facoltà spettano, oltre quelle previste dalle leggi, dallo Statuto e dai regolamenti generali, le seguenti funzioni: a) l organizzazione e la programmazione dell attività didattica relativa al Corso, compreso il tutorato e il servizio di orientamento degli studenti; 6

7 b) la presentazione al Consiglio di Facoltà del piano di sviluppo del Corso e delle proposte per la destinazione e le modalità di copertura dei posti di ruolo di professore o ricercatore e quelle relative alla nomina di professori a contratto, o di studiosi di alta qualificazione scientifica o professionale; c) la sperimentazione di nuove modalità didattiche, nei limiti previsti dalle leggi; d) la presentazione di una relazione annuale sulle attività didattica dei Corsi; e) fissare i criteri per la predisposizione, l esame e l approvazione dei piani di studi, tenendo conto di criteri di omogeneità disciplinare relativi a precise aree didattiche, con l indicazione degli insegnamenti fondamentali obbligatori, e provvedere al loro esame e approvazione; f) deliberare il regolamento didattico dei Corsi di studi; g) formulare proposte e pareri al Consiglio di Facoltà in ordine al regolamento di Facoltà ed a quello didattico di Ateneo; h) presentare proposte in ordine all attivazione di insegnamenti previsti in Statuto, per quanto di competenza. I Consigli di Corso esercitano inoltre tutte le competenze e le attribuzioni loro demandate dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti. art. 12 (Commissione didattica e di vigilanza di Facoltà). Il Consiglio di Facoltà sceglie tra i membri del Consiglio di Facoltà e dei Consigli di corso di studi una Commissione Didattica di Facoltà, composta dal Preside, che la presiede, da 5 docenti e da 5 studenti al fine di effettuare le rilevazioni statistiche e gli studi necessari al miglioramento dell organizzazione dei servizi e dell offerta didattica della Facoltà. La commissione Didattica di Facoltà dura in carica un biennio e conclude il suo mandato presentando al Consiglio di Facoltà un articolata relazione sullo stato della didattica e dei servizi della Facoltà. art. 13 (Giunta dei Coordinatori dei Consigli di Corso di Studi) Al fine di un migliore coordinamento delle attività didattiche il Preside può avvalersi del supporto di una Giunta costituita dai Coordinatori dei Consigli di Corso di Studi, presieduta dal Preside o da un suo delegato. Le materie di competenza della Giunta sono quelle proprie dei Consigli di Corso di Studi, ivi compresi gli indirizzi di programmazione della didattica. I pareri espressi dalla Giunta dei Coordinatori dei Corsi di Studi hanno valore consultivo e non sono obbligatori. art. 14 (Coordinamento dei Direttori di Dipartimento per le attività di ricerca) Il Preside, per le materie che attengono all organizzazione dei dottorati di ricerca, dei master o per le questioni che, comunque, interessano la ricerca scientifica e l utilizzo di strutture della Facoltà può avvalersi dell apporto dei Direttori dei Dipartimenti cui afferiscono, in maggioranza, docenti e ricercatori della Facoltà stessa. Il coordinamento dei Direttori dei Dipartimenti esprime pareri consultivi sui temi attinenti la ricerca scientifica e l organizzazione dei corsi post laurea e di perfezionamento Art. 15 (Commissioni di Facoltà). Commissione per le relazioni internazionali, coadiuva il Preside con il compito di intervenire nell individuazione dei migliori percorsi e degli strumenti più idonei atti a migliorare la partecipazione ai progetti di internazionalizzazione e mobilità internazionale e rafforzare gli indici relativi, utili per migliorare la valutazione della Facoltà. 7

8 Commissione per la didattica, coadiuva il Preside con il compito di individuare i migliori percorsi e gli strumenti più idonei per migliorare l organizzazione della didattica della Facoltà. Commissione per l orientamento didattico, coadiuva il Preside con il compito di mettere in opera le pratiche più opportune per facilitare le scelte dei nuovi immatricolati e dare concreta ed efficace attuazione ai nuovi ordinamenti didattici e seguire le procedure di mobilità degli studenti. Commissione per la promozione delle attività scientifiche, coadiuva il Preside con il compito di individuare i migliori percorsi e gli strumenti più idonei per migliorare gli indici valutativi della ricerca prodotta nell ambito della Facoltà. Art. 16 (modifiche del Regolamento). Le eventuali modifiche al presente regolamento sono operate dal Consiglio di Facoltà con delibera adottata con la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Lo stesso Consiglio è competente a risolvere eventuali problemi d interpretazione. (Approvato dal Senato Accademico nella seduta del ) 8

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT INDICE Titolo I - Premessa... 2 Art. 1 Finalità... 2 Art. 2 Ambito di applicazione... 2 Art. 3 Definizioni... 2 Titolo II Organi del dipartimento e

Dettagli

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE, CHIRURGICHE E TECNOLOGIE AVANZATE G.F. INGRASSIA. (art. 15, comma 12, dello Statuto di Ateneo)

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE, CHIRURGICHE E TECNOLOGIE AVANZATE G.F. INGRASSIA. (art. 15, comma 12, dello Statuto di Ateneo) REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE, CHIRURGICHE E TECNOLOGIE AVANZATE G.F. INGRASSIA (art. 15, comma 12, dello Statuto di Ateneo) Art. 1 Oggetto, denominazione e sede Il presente regolamento

Dettagli

Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne Regolamento di Facoltà

Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne Regolamento di Facoltà Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne Regolamento di Facoltà Articolo 1 La Facoltà Articolo 2 Organi e strutture della Facoltà Articolo 3 Il Preside Articolo

Dettagli

LIBERA UNIVERSITA DEGLI STUDI S. PIO V STATUTO DI AUTONOMIA. Sezione prima. Disposizioni generali. Art. 1

LIBERA UNIVERSITA DEGLI STUDI S. PIO V STATUTO DI AUTONOMIA. Sezione prima. Disposizioni generali. Art. 1 LIBERA UNIVERSITA DEGLI STUDI S. PIO V STATUTO DI AUTONOMIA Sezione prima Disposizioni generali Art. 1 1. E istituita in Roma la Libera Università degli Studi S. Pio V, di seguito denominata Università.

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI ROMA TRE CENTRO DI STUDI ITALO-FRANCESI

UNIVERSITA DEGLI STUDI ROMA TRE CENTRO DI STUDI ITALO-FRANCESI UNIVERSITA DEGLI STUDI ROMA TRE CENTRO DI STUDI ITALO-FRANCESI REGOLAMENTO Art. 1 - Istituzione del Centro Il presente Regolamento concerne le attribuzioni, la gestione e il funzionamento del Centro di

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE SCUOLE (Strutture di raccordo ex art. 2, comma 2, lett. c) della Legge n. 240/2010)

REGOLAMENTO DELLE SCUOLE (Strutture di raccordo ex art. 2, comma 2, lett. c) della Legge n. 240/2010) REGOLAMENTO DELLE SCUOLE (Strutture di raccordo ex art. 2, comma 2, lett. c) della Legge n. 240/2010) emanato con D.R. n. 192 del 27 febbraio 2014 INDICE Art. 1 Istituzione 2 Pag. Art. 2 Attribuzioni 2

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE E DELLA FORMAZIONE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE E DELLA FORMAZIONE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE E DELLA FORMAZIONE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Ambito di operatività del Regolamento 1. Il presente

Dettagli

Regolamento Generale di Ateneo dell Università degli Studi Link Campus University

Regolamento Generale di Ateneo dell Università degli Studi Link Campus University Regolamento Generale di Ateneo dell Università degli Studi Link Campus University Il presente Regolamento contiene le norme attuative delle disposizioni dello Statuto dell Università degli Studi Link Campus

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO SCUOLA DI AGRARIA E MEDICINA VETERINARIA (SAMeV) Regolamento Art. 1 1. La Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria (SAMeV) è istituita ai sensi dello Statuto dell'università di Torino, artt. 24 e sgg.

Dettagli

STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE

STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE 1 ITALIAN UNIVERSITY LINE...1 CAPO I...3 Disposizioni generali...3 Art. 1 - Istituzione...3 Art. 2 - Natura giuridica e fonti normative...3 Art.

Dettagli

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI PRODUZIONE VEGETALE (DI.PRO.V.)

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI PRODUZIONE VEGETALE (DI.PRO.V.) REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI PRODUZIONE VEGETALE (DI.PRO.V.) Art. 1 1. Il presente Regolamento concerne attribuzioni, gestione e funzionamento del Dipartimento di Produzione Vegetale dell Università

Dettagli

Regolamento della Scuola di Ateneo per le attività undergraduate e graduate dell Università degli Studi Link Campus University

Regolamento della Scuola di Ateneo per le attività undergraduate e graduate dell Università degli Studi Link Campus University Regolamento della Scuola di Ateneo per le attività undergraduate e graduate dell Università degli Studi Link Campus University TITOLO I AMBITO DI APPLICAZIONE E FUNZIONI Art. 1 Ambito di applicazione 1.

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA E FARMACIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA E FARMACIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA E FARMACIA Articolo 1 Oggetto e finalità 1. Il presente regolamento disciplina l'organizzazione e il funzionamento del Dipartimento

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO PER L ELEZIONE DEL SENATO ACCADEMICO (articolo 24 dello Statuto) (Regolamento approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, rispettivamente,

Dettagli

4.5) ISTITUZIONE DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA SULLE FIBROSI POLMONARI E MALATTIE RARE DEL POLMONE. ESPRIME

4.5) ISTITUZIONE DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA SULLE FIBROSI POLMONARI E MALATTIE RARE DEL POLMONE. ESPRIME I DIVISIONE 4.5) ISTITUZIONE DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA SULLE FIBROSI POLMONARI E MALATTIE RARE DEL POLMONE. OMISSIS ESPRIME parere favorevole alla istituzione del Centro Interdipartimentale

Dettagli

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le finalità, l organizzazione e il funzionamento del Corso di studio in Giurisprudenza

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI LINGUE, LETTERATURE STRANIERE E COMUNICAZIONE

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI LINGUE, LETTERATURE STRANIERE E COMUNICAZIONE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI LINGUE, LETTERATURE STRANIERE E COMUNICAZIONE Emanato con DR. Rep. n. 548/2012 prot. n. 22878/XII/1 del 15.11.2015 Art. 1 Composizione 1. Il Dipartimento

Dettagli

Università degli Studi di Torino

Università degli Studi di Torino REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI SCIENZE GIURIDICHE, POLITICHE ED ECONOMICO-SOCIALI Art. 1 Definizione e attribuzioni Art. 2 Compiti della Scuola Art. 3 Organi della Scuola Art. 4 Compiti del Consiglio della

Dettagli

Senato Accademico del 30 novembre 2011 ALLEGATO al punto XII EVENTUALI 1. Scuole Dottorali venete - Regolamenti

Senato Accademico del 30 novembre 2011 ALLEGATO al punto XII EVENTUALI 1. Scuole Dottorali venete - Regolamenti Senato Accademico del 30 novembre 2011 ALLEGATO al punto XII EVENTUALI 1. Scuole Dottorali venete - Regolamenti REGOLAMENTO Scuola Superiore di Economia e Management Scuola di dottorato di ricerca interateneo

Dettagli

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA. Art. 1 - Definizione

REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA. Art. 1 - Definizione REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA Art. 1 - Definizione 1. Il Dipartimento di Chimica, istituito con decreto rettorale, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI DIPARTIMENTO DI PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, FILOSOFIA REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, FILOSOFIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI DIPARTIMENTO DI PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, FILOSOFIA REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, FILOSOFIA REGOLAMENTO DEL TITOLO I AMBITO DI APPLICAZIONE, MISSIONE, FINALITÀ E ORGANIZZAZIONE Art. 1 -Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento disciplina l organizzazione e il funzionamento del Dipartimento

Dettagli

COMUNE DI PASIAN DI PRATO Provincia di Udine

COMUNE DI PASIAN DI PRATO Provincia di Udine COMUNE DI PASIAN DI PRATO Provincia di Udine REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DEL COMUNE DI PASIAN DI PRATO (Approvato con delibera C.C. n. 90 del 29.11.2003, modificato con

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05 Emanato con D.R. n. 301 del 16/4/2009, modificato con D.R. 57 del 3/02/2010 REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO. Art. 1 Ambito di applicazione

REGOLAMENTO DI ATENEO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO. Art. 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO DI ATENEO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Art. 1 Ambito di applicazione Il presente Regolamento disciplina il reclutamento di personale addetto allo svolgimento di attività

Dettagli

Emanato con Decreto Rettorale n. 340/AG del 01 febbraio 2013

Emanato con Decreto Rettorale n. 340/AG del 01 febbraio 2013 Emanato con Decreto Rettorale n. 340/AG del 01 febbraio 2013 REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA GESTIONALE Art. 1 - Il Dipartimento Art. 1.1 Generalità e obiettivi

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI UNIVERSITARI DI DISCIPLINE IGIENISTICHE

REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI UNIVERSITARI DI DISCIPLINE IGIENISTICHE REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI UNIVERSITARI DI DISCIPLINE IGIENISTICHE REGOLAMENTO APPROVATO DALL ASSEMBLEA GENERALE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI A CAGLIARI IL 4 OTTOBRE 2012 E RATIFICATO DAL CONSIGLIO

Dettagli

Università degli studi di Messina STATUTO

Università degli studi di Messina STATUTO Università degli studi di Messina STATUTO (Ultimi aggiornamenti: DD.RR. n. 2376 del 3 Agosto 2010 e n. 2804 del 29 Settembre 2010 pubblicati sulla G.U.R.I. Serie Generale n. 252 del 27 Ottobre 2010) TITOLO

Dettagli

NORMATIVA CONFERIMENTO INSEGNAMENTI A.A. 2011/12 1. CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI DIDATTICA UFFICIALE

NORMATIVA CONFERIMENTO INSEGNAMENTI A.A. 2011/12 1. CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI DIDATTICA UFFICIALE ALL. 2 NORMATIVA CONFERIMENTO INSEGNAMENTI A.A. 2011/12 Secondo le previsioni dello Statuto e del regolamento didattico di Ateneo la presente normativa disciplina il conferimento delle attività di didattica

Dettagli

Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali Regolamento di Facoltà

Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali Regolamento di Facoltà Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali Regolamento di Facoltà Tiitolo I Disposizioni generali Articolo 1 Ambito della disciplina 1. Nell esercizio dell autonomia

Dettagli

ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE

ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE STATUTO ANDISU ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE E costituita l Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (A.N.DI.S.U.). Di essa possono far parte tutti gli organismi

Dettagli

Università di Pisa DOTTORATO IN LETTERATURE STRANIERE MODERNE (INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLO, TEDESCO) REGOLAMENTO

Università di Pisa DOTTORATO IN LETTERATURE STRANIERE MODERNE (INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLO, TEDESCO) REGOLAMENTO Università di Pisa DOTTORATO IN LETTERATURE STRANIERE MODERNE (INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLO, TEDESCO) REGOLAMENTO Art. 1 Istituzione del Corso di Dottorato di Ricerca Il corso di Dottorato di Ricerca in

Dettagli

P O L I T E C N I C O D I M I L A N O

P O L I T E C N I C O D I M I L A N O Rep. n. 2012 Prot. n. 24679 Data 30 aprile 2015 Titolo I Classe 3 UOR AG P O L I T E C N I C O D I M I L A N O I L R E T T O R E VISTO il D.P.R. 11.07.1980, n. 382 Riordinamento della docenza universitaria,

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI DIDATTICA INNOVATIVA E DI SIMULAZIONE IN MEDICINA E PROFESSIONI SANITARIE SIMNOVA

REGOLAMENTO DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI DIDATTICA INNOVATIVA E DI SIMULAZIONE IN MEDICINA E PROFESSIONI SANITARIE SIMNOVA DIVISIONE PRODOTTI SETTORE ALTA FORMAZIONE Via Duomo, 6 13100 Vercelli VC Tel. 0161 261 528/9- Fax 0161 210 289 progetti.didattica@uniupo.it REGOLAMENTO DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI DIDATTICA INNOVATIVA

Dettagli

POLITECNICO DI BARI Direzione Servizi Interni Ufficio Concorsi e Supplenze

POLITECNICO DI BARI Direzione Servizi Interni Ufficio Concorsi e Supplenze POLITECNICO DI BARI Direzione Servizi Interni Ufficio Concorsi e Supplenze D.R. n. 299. IL RETTORE VISTA la Legge n. 168 del 09/05/1989; VISTA la Legge n. 245 del 07/08/1990, ed in particolare l art. 8,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/3387 del 02/10/2015 Firmatari: MANFREDI Gaetano

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SEGRETERIA DIREZIONE GENERALE DR/2015/3387 del 02/10/2015 Firmatari: MANFREDI Gaetano DR/2015/3387 del 02/10/2015 Firmatari: MANFREDI Gaetano REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA DI MEDICINA E CHIRURGIA DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II TITOLO I ART.

Dettagli

ART. 1 Oggetto del Regolamento

ART. 1 Oggetto del Regolamento REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN DIDATTICA DELL ITALIANO COME LINGUA STRANIERA ART. 1 Oggetto del Regolamento Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell articolo 1 comma 3 del Regolamento

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI. Art.1 Finalità. Art. 2 Competenze. 2. Il CCR svolge le proprie funzioni in modo libero ed autonomo.

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI. Art.1 Finalità. Art. 2 Competenze. 2. Il CCR svolge le proprie funzioni in modo libero ed autonomo. REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI Art.1 Finalità 1. Allo scopo di promuovere i diritti, accrescere le opportunità e favorire una idonea crescita socio-culturale dei ragazzi, nella piena consapevolezza

Dettagli

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE REGOLAMENTO DEL CENTRO LINGUISTICO DI ATENEO (approvato nella seduta del CdA del 22 marzo 2011 - modificato con delibera n. 5 del S.A. del 08/05/2012) Art. 1 Definizione 1

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SENATO ACCADEMICO - Emanato con DR n. 1347. Art. 1 Oggetto del Regolamento

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SENATO ACCADEMICO - Emanato con DR n. 1347. Art. 1 Oggetto del Regolamento REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SENATO ACCADEMICO - Emanato con DR n. 1347 del 23 luglio 2015, pubblicato in data 27 luglio 2015 sull Albo on line ed entrato in vigore il 28 luglio 2015 Art. 1 Oggetto

Dettagli

DIVISIONE ATTIVITA ISTITUZIONALI E DEL PERSONALE Settore Affari Generali Unità Operativa Legale

DIVISIONE ATTIVITA ISTITUZIONALI E DEL PERSONALE Settore Affari Generali Unità Operativa Legale DIVISIONE ATTIVITA ISTITUZIONALI E DEL PERSONALE Settore Affari Generali Unità Operativa Legale LB/eg D.R. Rep. n. 608/2012 Prot. n. 21738 del 06.12.2012 Tit. I cl. 3 Oggetto: Emanazione del Regolamento

Dettagli

3-2-2012. GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 28 A LLEGATO STATUTO

3-2-2012. GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 28 A LLEGATO STATUTO A LLEGATO STATUTO Adottato dal Senato Accademico con delibera n. 474/16719 del 14 aprile 2011, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione, modificato con delibera n. 480/16904 del 13 ottobre

Dettagli

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità 1) Il Consiglio comunale dei Giovani di San Polo dei Cavalieri è un organo democratico di rappresentanza

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA" RIPARTIZIONE II Settore IV REGOLAMENTO PER LE ATTRIBUZIONI DI ATTIVITA DIDATTICHE (conferimento affidamenti/supplenze attribuzioni contratti di insegnamento)

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA AREA LEGALE E GENERALE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA AREA LEGALE E GENERALE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA AREA LEGALE E GENERALE Pubblicato in albo web 17.7.2015 Decreto n. 5864 I L R E T T O R E Vista la L. del 9.5.1989, n. 168 e s.m.i.; Vista la L. del 30.12.2040, n. 240

Dettagli

REGOLAMENTO del CENTRO UNIVERSITARIO di MEDIAZIONE. Articolo 1 Costituzione del Centro

REGOLAMENTO del CENTRO UNIVERSITARIO di MEDIAZIONE. Articolo 1 Costituzione del Centro UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI Centro Universitario di Mediazione n. 209 registro Ministero della Giustizia REGOLAMENTO del CENTRO UNIVERSITARIO di MEDIAZIONE Articolo 1 Costituzione del Centro Il presente

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA. Art. 2. Organi della Facoltà

REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA. Art. 2. Organi della Facoltà REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA Art. 1. Corsi e titoli di studio 1. La Facoltà è la struttura nella quale, anche in collaborazione con altre strutture dell Università, si svolgono i corsi

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA Adottato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 74 del 29 Settembre 2006 Modificato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 66

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE DI POSTI DI PROFESSORE STRAORDINARIO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 12, DELLA LEGGE 4 NOVEMBRE 2005, N.

REGOLAMENTO PER L ATTIVAZIONE DI POSTI DI PROFESSORE STRAORDINARIO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 12, DELLA LEGGE 4 NOVEMBRE 2005, N. Senato Accademico 28 aprile 2016 Consiglio di Amministrazione 28 aprile 2016 Decreto Rettorale 759-2016 del 6 maggio 2016 Pubblicazione all Albo di Ateneo n. 128 del 9 maggio 2016 - Prot. 40568 Ufficio

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO. (Approvato ed emanato con Decreto Rettorale del 18 agosto 2009, n. 1123)

REGOLAMENTO DIDATTICO. (Approvato ed emanato con Decreto Rettorale del 18 agosto 2009, n. 1123) REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTÀ DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL SANNIO (Approvato ed emanato con Decreto Rettorale del 18 agosto 2009, n. 1123) Denominazione inglese della

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA DIDATTICA ED IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI INSEGNAMENTO NEI CORSI DI LAUREA, LAUREA MAGISTRALE E DI SPECIALIZZAZIONE Capo I

Dettagli

REGOLAMENTO DI ISTITUTO IL CONSIGLIO D ISTITUTO

REGOLAMENTO DI ISTITUTO IL CONSIGLIO D ISTITUTO REGOLAMENTO DI ISTITUTO IL CONSIGLIO D ISTITUTO VISTO l art. 10, comma 3, lettera a) del T.U. 16/4/94, n. 297; VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 8/3/99, n. 275; VISTO il D.I. 01/02/2001, n.44; VALUTATA l opportunità

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI (emanato con Decreto Rettorale N. 645 del 12/03/2003) ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Titoli per l accesso...

Dettagli

Regolamento per il reclutamento di ricercatori universitari a contratto a tempo determinato. Art.1 Ambito di applicazione

Regolamento per il reclutamento di ricercatori universitari a contratto a tempo determinato. Art.1 Ambito di applicazione Regolamento per il reclutamento di ricercatori universitari a contratto a tempo determinato Art.1 Ambito di applicazione Il presente Regolamento disciplina il reclutamento di personale addetto allo svolgimento

Dettagli

Regolamento della Consulta Comunale degli Studenti universitari del Comune di Bari

Regolamento della Consulta Comunale degli Studenti universitari del Comune di Bari Regolamento della Consulta Comunale degli Studenti universitari del Comune di Bari Art. 1 Istituzione 1. Il Comune di Bari istituisce la Consulta comunale degli Studenti Universitari della Città di Bari,

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI AGRARIA. Indice

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI AGRARIA. Indice REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI AGRARIA Indice TITOLO I PRINCIPI GENERALI...2 Art. 1 - Ambito di applicazione...2 Art. 2 - Sede, personale e assetto organizzativo...2

Dettagli

Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei

Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei Testo aggiornato al 13 gennaio 2006 Decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2 Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei IL MINISTRO

Dettagli

Università degli studi di Napoli Parthenope

Università degli studi di Napoli Parthenope REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DIDATTICI AI SENSI DEL D.M. 8 LUGLIO 2008 Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina il conferimento di incarichi di docenza, non rientranti negli obblighi

Dettagli

AMMINISTRAZIONE AREA AFFARI GENERALI SETTORE STRUTTURE ISTITUZIONALI

AMMINISTRAZIONE AREA AFFARI GENERALI SETTORE STRUTTURE ISTITUZIONALI ALLEGATO N. 1 al DR n. 344/19026 del 30/04/2013 Regolamento di funzionamento della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria PARTE I ELEMENTI GENERALI Art. 1 (Oggetto del Regolamento, denominazione, sedi)

Dettagli

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI REGOLAMENTO IN MATERIA DI: CHIAMATE DI PROFESSORI DI PRIMA E DI SECONDA FASCIA; DI CHIAMATA DIRETTA DI STUDIOSI STABILMENTE IMPEGNATI ALL ESTERO O DI CHIARA FAMA; DI TRASFERIMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI DOTTORATO IN SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICHE. Art. 1. (Ambito di applicazione)

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI DOTTORATO IN SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICHE. Art. 1. (Ambito di applicazione) UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DI DOTTORATO IN SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICHE Art. 1 (Ambito di applicazione) Il presente Regolamento disciplina le finalità, l organizzazione

Dettagli

FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO

FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO FACOLTÀ DI FARMACIA REGOLAMENTO DIDATTICO Art. 1 CONSIGLIO DI FACOLTÀ 1. Il Consiglio di Facoltà ha il compito di programmare, coordinare e gestire tutte le attività didattiche che fanno capo alla Facoltà.

Dettagli

Regolamento della Biblioteca di Filosofia

Regolamento della Biblioteca di Filosofia Regolamento della Biblioteca di Filosofia (Proposta approvata dal Consiglio di Dipartimento nella seduta del 28 marzo 2000) La Biblioteca di Filosofia dell'università degli Studi di Milano, sita in Via

Dettagli

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI PREMESSA 1. La Regione Lazio, in attuazione dei principi statutari e al fine della concreta applicazione della Carta europea riveduta di partecipazione

Dettagli

Regolamento dei Corsi di Master Universitario di I e di II livello. Articolo 1. Finalità

Regolamento dei Corsi di Master Universitario di I e di II livello. Articolo 1. Finalità Articolo 1. Finalità 1. Il presente regolamento disciplina l istituzione, l attivazione e il funzionamento dei corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente successivi

Dettagli

Statuto dell Università degli Studi di Milano - Bicocca. Capo I Disposizioni fondamentali

Statuto dell Università degli Studi di Milano - Bicocca. Capo I Disposizioni fondamentali Statuto dell Università degli Studi di Milano - Bicocca Capo I Disposizioni fondamentali Art. 1. Principi generali 1. L'Università degli Studi di Milano - Bicocca [d'ora in avanti: Università] è una comunità

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA Introduzione Che cos è il Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR)? Si tratta di uno degli istituti di partecipazione all amministrazione

Dettagli

Regolamento Scuola Ingegneria

Regolamento Scuola Ingegneria D.R. 17 settembre 2013 n. 32305 - Emanazione Regolamento Scuola Ingegneria Art. 1 (Finalità e Aree culturali) 1. La Scuola di Ingegneria dell Università di Pisa (nel seguito: Scuola) ha lo scopo di promuovere,

Dettagli

COMUNE DI ROSTA REGOLAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE

COMUNE DI ROSTA REGOLAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE COMUNE DI ROSTA PROVINCIA DI Torino REGOLAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 91 del 19.05.1994 Ultima modifica con deliberazione di Giunta Comunale n. 97 del

Dettagli

2) Sede legale La Fondazione ha sede in Verona.

2) Sede legale La Fondazione ha sede in Verona. 1) Costituzione, denominazione, natura E costituita una fondazione, a norma degli artt. 14 e segg. del codice civile, denominata Fondazione Cattolica Assicurazioni. La Fondazione è persona giuridica di

Dettagli

Emanato con D.R. n. 695 del 19 agosto 1999 CAPO I PARTE GENERALE. Articolo 1 - Oggetto

Emanato con D.R. n. 695 del 19 agosto 1999 CAPO I PARTE GENERALE. Articolo 1 - Oggetto REGOLAMENTO RELATIVO ALLA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITA INTERNA PER LA COPERTURA DEI POSTI VACANTI DI PROFESSORE ORDINARIO, DI PROFESSORE ASSOCIATO E DI RICERCATORE, AI SENSI

Dettagli

Regolamento gruppo giovani

Regolamento gruppo giovani Regolamento gruppo giovani Art.1 Costituzione E costituito presso l Associazione Costruttori Salernitani, con sede presso la stessa, il Gruppo Giovani Imprenditori Edili della Provincia di Salerno. Art.2

Dettagli

Regolamento della Consulta degli Studenti

Regolamento della Consulta degli Studenti Regolamento della Consulta degli Studenti TITOLO I Definizioni Art. 1 Natura, Composizione, Funzioni. 1. La Consulta degli Studenti, di seguito denominata Consulta, è l organo elettivo di rappresentanza

Dettagli

Statuto del conservatorio di musica Santa Cecilia

Statuto del conservatorio di musica Santa Cecilia Statuto del conservatorio di musica Santa Cecilia Art.1 (natura giuridica) 1.Il Conservatorio di Musica S. Cecilia è un Istituto di studi musicali ai sensi dell art. 2 della legge 21 dicembre 1999, n.

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Affari Generali

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Affari Generali UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Affari Generali VISTO io Statuto emanato con D. R. n. 6435 del 7 ottobre 1994, modificato con D. R. n. I 1448 del 23.06.2000, con D. R. n. 2/2002 dei 08.01.2002

Dettagli

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE REGOLAMENTO PER L ELEZIONE DEL DIRETTORE (approvato dal Consiglio di Amministrazione il 15/9/2014) Articolo 1 (Oggetto) 1. Il presente regolamento detta le norme per

Dettagli

REGOLAMENTO PER LE COLLABORAZIONI DEGLI STUDENTI NELLE ATTIVITÀ PART-TIME DELL UNIVERSITÀ DI CAMERINO

REGOLAMENTO PER LE COLLABORAZIONI DEGLI STUDENTI NELLE ATTIVITÀ PART-TIME DELL UNIVERSITÀ DI CAMERINO REGOLAMENTO PER LE COLLABORAZIONI DEGLI STUDENTI NELLE ATTIVITÀ PART-TIME DELL UNIVERSITÀ DI CAMERINO (Emanato con decreto rettorale n. 759 del 21 ottobre 2005 Modificato con decreto rettorale n. 31 del

Dettagli

Università degli Studi del Sannio. REGOLAMENTO PER LA COSTITUZIONE E L'ORGANIZZAZIONE DEI DIPARTIMENTI (D.R. n. 515 del 23 maggio 2001)

Università degli Studi del Sannio. REGOLAMENTO PER LA COSTITUZIONE E L'ORGANIZZAZIONE DEI DIPARTIMENTI (D.R. n. 515 del 23 maggio 2001) Università degli Studi del Sannio REGOLAMENTO PER LA COSTITUZIONE E L'ORGANIZZAZIONE DEI DIPARTIMENTI (D.R. n. 515 del 23 maggio 2001) Articolo 1 Definizione, finalità e compiti 1. L Università degli Studi

Dettagli

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO STATUTO

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO STATUTO ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO STATUTO TITOLO I Principi generali Art. 1 Finalità e definizioni 1. L Accademia di Belle Arti di Palermo, di seguito denominata Accademia, è un istituzione pubblica di

Dettagli

B3 Regolamento per l effettuazione delle selezioni per l assunzione dei docenti a tempo determinato e indeterminato

B3 Regolamento per l effettuazione delle selezioni per l assunzione dei docenti a tempo determinato e indeterminato B3 Regolamento per l effettuazione delle selezioni per l assunzione dei docenti a tempo determinato e indeterminato Art. 1 Modalità assunzione personale docente 1. L assunzione del personale docente a

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

CAPO I - PARTE GENERALE. Art. 1 Oggetto

CAPO I - PARTE GENERALE. Art. 1 Oggetto 1 REGOLAMENTO RELATIVO ALLA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITA INTERNA PER LA COPERTURA DEI POSTI VACANTI DI PROFESSORE ORDINARIO, DI PROFESSORE ASSOCIATO E DI RICERCATORE, AI SENSI

Dettagli

UNI Niccolò Cusano - via Casalmonferrato 2/B - 00182 Roma N. VERDE 800.98.73.73 www.unisu.it www.unicusano.it

UNI Niccolò Cusano - via Casalmonferrato 2/B - 00182 Roma N. VERDE 800.98.73.73 www.unisu.it www.unicusano.it U N I S U UNIVERSITÀ TELEMATICA DELLE SCIENZE UMANE N I C C O L O C U S A N O S T A T U T O UNI Niccolò Cusano - via Casalmonferrato 2/B - 00182 Roma N. VERDE 800.98.73.73 www.unisu.it www.unicusano.it

Dettagli

Riordinamento delle scuole dirette ai fini speciali, delle scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento

Riordinamento delle scuole dirette ai fini speciali, delle scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento Testo aggiornato al 9 dicembre 2005 Decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162 Gazzetta Ufficiale 17 aprile 1982, n. 105 Riordinamento delle scuole dirette ai fini speciali, delle scuole

Dettagli

REGOLAMENTO RELATIVO ALLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITÀ INTERNA ED ESTERNA AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 2, DELLA LEGGE 3 LUGLIO 1998, N.

REGOLAMENTO RELATIVO ALLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITÀ INTERNA ED ESTERNA AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 2, DELLA LEGGE 3 LUGLIO 1998, N. REGOLAMENTO RELATIVO ALLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITÀ INTERNA ED ESTERNA AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 2, DELLA LEGGE 3 LUGLIO 1998, N. 210 CAPO I DISCIPLINA GENERALE ARTICOLO 1 Oggetto 1. Il

Dettagli

REGOLAMENTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI EDILI DELL ANCE

REGOLAMENTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI EDILI DELL ANCE REGOLAMENTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI EDILI DELL ANCE - Approvato dal Consiglio Direttivo dell ANCE il 28 aprile 1992 - Modificato dal Consiglio Direttivo dell ANCE il 29 aprile 1993 - Modificato dal Comitato

Dettagli

DECRETO RETTORALE N.213/2015 IL RETTORE

DECRETO RETTORALE N.213/2015 IL RETTORE DECRETO RETTORALE N.213/2015 IL RETTORE Visto lo Statuto dell Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, emanato con Decreto Rettorale n. 138/2012 del 2 aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Art. 1 - Fonti 1. Il presente Regolamento disciplina la composizione, la durata e le modalità di funzionamento del Collegio dei Revisori

Dettagli

Regolamento della Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino

Regolamento della Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino Regolamento della Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino Approvato dal Senato Accademico del 11 dicembre 2013 Emanato con Decreto Rettorale n. 388 del 13 dicembre2013 in vigore

Dettagli

REGOLAMENTO del Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR)

REGOLAMENTO del Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR) REGOLAMENTO del Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR) Premessa I Consigli Comunali dei ragazzi (CCR) sono una realtà in diversi Paesi Europei. Queste forme di rappresentanza dei giovani si stanno diffondendo

Dettagli

AREA ORGANI COLLEGIALI E COORDINAMENTO REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE. Testo aggiornato al D.R. n. 2549 del 5 settembre 2005

AREA ORGANI COLLEGIALI E COORDINAMENTO REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE. Testo aggiornato al D.R. n. 2549 del 5 settembre 2005 AREA ORGANI COLLEGIALI E COORDINAMENTO REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE Testo aggiornato al D.R. n. 2549 del 5 settembre 2005 PREAMBOLO Il Dipartimento di Scienze Giuridiche si propone

Dettagli

PROVINCIA DI LECCE. Regolamento per l istituzione della. CONSULTA PROVINCIALE delle Associazioni di VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE

PROVINCIA DI LECCE. Regolamento per l istituzione della. CONSULTA PROVINCIALE delle Associazioni di VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE PROVINCIA DI LECCE Regolamento per l istituzione della CONSULTA PROVINCIALE delle Associazioni di VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE Regolamento Consulta Provinciale delle Associazioni di Volontariato di

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA DIREZIONE AMMINISTRATIVA Servizio Regolamento Didattico di Ateneo e Certificazione dell Offerta Formativa DECRETO Rep. n. 1623/2008 - Prot. n. 33873 Anno 2007 Tit. III

Dettagli

REGISTRO DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE

REGISTRO DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE Romsch UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA FACOLTÀ DI. Anno Accademico.. REGISTRO DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE Prof. PROFESSORE DI I FASCIA TEMPO PIENO PROFESSORE DI II FASCIA TEMPO DEFINITO SETTORE SCIENTIFICO

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA (AGRARIA-MEDICINA VETERINARIA)

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA (AGRARIA-MEDICINA VETERINARIA) UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA (AGRARIA-MEDICINA VETERINARIA) in PRODUZIONI ANIMALI (Classe L-38) Ai sensi del D.M. 270/2004 Art. 1 Finalità 1.

Dettagli

Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico

Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Regolamento Didattico (14 dicembre 2010) Art. 1 - Autonomia didattica 1. Il presente regolamento, conformemente a quanto previsto dallo Statuto

Dettagli

TITOLO K ORGANI COLLEGIALI. Art. K 1. Competenze e composizione. Art. K 2. Calendario delle riunioni

TITOLO K ORGANI COLLEGIALI. Art. K 1. Competenze e composizione. Art. K 2. Calendario delle riunioni TITOLO K ORGANI COLLEGIALI I - COLLEGIO DOCENTI Art. K 1. Competenze e composizione Il Collegio docenti ha le competenze ad esso attribuite dalla legge (D.l.vo n. 297/1994 e successive modificazioni).

Dettagli

CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1

CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1 REGOLAMENTO GENERALE DELLA CORTE COSTITUZIONALE 20 gennaio 1966 e successive modificazioni (Gazzetta Ufficiale 19 febbraio 1966, n. 45, edizione speciale) 1 CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici Art. 1

Dettagli

STATUTO DELL ISTITUTO UNIVERSITARIO DI STUDI SUPERIORI IUSS FERRARA 1391. Art. 1. Costituzione

STATUTO DELL ISTITUTO UNIVERSITARIO DI STUDI SUPERIORI IUSS FERRARA 1391. Art. 1. Costituzione SENATO ACCADEMICO 20/04/206 CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE 27/04/2016 DECRETO RETTORALE Rep. n. 873/2016 Prot. n. 45381 del 01/06/2016 UFFICIO COMPETENTE Ufficio Dottorato di Ricerca Pubblicato all Albo informatico

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI (approvato dal C.D.A. con Delibera n 139 in seduta del 25/6/1998, modificato con Delibera n 87 in

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI PROFESSORI STRAORDINARI E DI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ARTICOLO 1, COMMA 12 DELLA LEGGE 4 NOVEMBRE 2005, N. 230 E DELL ARTICOLO 24 DELLA LEGGE 30

Dettagli