Iniziano i restauri della cattedrale

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1 SABATO 13 NOVEMBRE 2010 ANNO 85 - N. 44 SETTIMANALE CATTOLICO SCO D INFORMAZIONE FONDATO NEL 1926 UNA COPIA 1,00 ABBONAMENTO ANNUO 40 DIREZIONE: VIA GOLDANIGA 2/A POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, DCB CREMONA Iniziano i restauri della cattedrale A pagina 3 Diocesi di Crema Convegno Pastorale 2010 Educare alla vita buona del Vangelo Lunedì 15 novembre - Ore 21 Chiesa-auditorium di San Bernardino in Crema Educare. Presentazione del testo CEI ( ). Rel. Dott.ssa Valentina Soncini Presidente dell Azione Cattolica di Milano Sacerdoti e laici, operatori pastorali, membri di aggregazioni laicali e tutti i fedeli cremaschi SONO INVITATI Pompei in sicurezza Ascoltare i linguaggi della vita e dello spirito Incontro con don Carlo Molari Mercoledì 17 novembre - ore 21 - Centro diocesano di spiritualità via Medaglie d Oro, 8 - Crema pagina 7 Il sindaco si fa Cireneo Maggioranza sbracata sulla vicenda Calciotto pagina 12 Confronto Bucci-tifosi Il Pergocrema sarà riorganizzato in tre mesi Non expedit Tutti conoscono la celebre espressione di Leone XIII Non expedit (cioè non conviene ). Il Papa la pronunciò nel luglio del Era il divieto per i cattolici di partecipare alla vita politica del Paese, motivato dal fatto ciò sarebbe stata una legittimazione del nuovo Stato italiano, sorto anche con la conquista di quello pontificio. Altri tempi. Li ricordiamo nel 150 anniversario dell Unità d Italia, di cui scriveremo abbondantemente il prossimo anno. I cattolici, esclusi dalla politica, si buttarono nell impegno sociale: nacquero infinite opere straordinarie, tra cui le Casse Rurali e i giornali cattolici. Il nostro è uno dei figli di quella grande stagione dell impegno sociale dei cattolici italiani. Oggi sta succedendo pressapoco la stessa cosa. Ma, in un certo senso, alla rovescia. Esiste ancora una sorta di non expedit, ma non più dettato dal Papa, che invece spinge in continuazione i cattolici a buttarsi in politica. Sono i cattolici stessi che si auto-escludono. Scottati dagli anni di tangentopoli che ha distrutto il loro partito di riferimento, imbevuti di una certa corrente di pensiero che ritiene assolutamente esecrabile che ne abbiamo di nuovo uno proprio, sconsolati dalla politica di oggi veramente degradata, hanno deposto le armi e si sono rifugiati nel sociale. Fuggono dalla politica attiva non solo i cattolici, ma anche molte personalità laiche. Il rischio è che in essa confluiscano solo coloro che non riescono a far fortuna altrove. Quei cattolici che si sono affacciati alla politica negli ultimi anni, a destra o a sinistra, e non hanno voluto venir meno ai loro principi, si sono sentiti emarginati. Alcuni sono passati da una parte o dall altra del panorama politico senza trovare soddisfazione. Altri sono scesi a compromessi belli e buoni. E allora? Allora bisogna prima di tutto che i cattolici ritornino davvero in politica. È una necessità inderogabile per il bene della nostra Italia. La drammatica situazione è sotto gli occhi di tutti. Ma devono trovare unità. Dove? Attorno ai valori cristiani non negoziabili. Lo si è detto alla Settimana Sociale e il presidente della Cei l ha ripetuto all assemblea dei Vescovi l altro giorno. Questa è l unica possibilità che hanno. Saranno uniti certamente nelle reti sociali prepolitiche, da potenziare. E se non potranno far altro, perché non rimettere in moto un nuovo partito? La Binetti, che ha provato a buttarsi in politica ed è rimasta scottata, lo propone. OGGI Confartigianato A cura dell Associazione Autonoma Artigiani 32 incontro Commissione Diocesana Musica per la Liturgia Festa di Santa Cecilia corali cremasche ore S. Messa celebrata da S. E. Mons. Oscar Cantoni Cattedrale - 13 novembre 2010 Cristiani: l inquietante silenzio Perché tace la comunità musulmana del mondo? di ELIO BROMURI legittimi. È angosciante la parola legittimi. Con tale barbarie ammantata di religione avanza anche la tentazione dell ateismo, il cosiddetto Chi è che dà questa legittimazione? Solo Dio è Il 21 novembre, festa di Cristo Re, sarà la giornata di preghiera per i fratelli di fede perseguitati ha ripetuto con forza a più riprese, a cominciare religione considerata un male sociale. E tale è nel padrone della vita e della morte. Benedetto XVI nuovo ateismo che ha dichiarato guerra alla dell Iraq. Sono i cristiani, soprattutto cattolici, già dalla famosa lezione di Regensburg, che nessuno fanatismo mistico e delirante di Al Qaeda. da tempo oggetto di attacchi e persecuzioni, i fratelli di fede per i quali siamo invitati dai vescovi Dio per legittimare, la violenza è contraria alla di spirito critico. Il dialogo deve aprire un con- può usare la fede e la religione e mettere in mezzo Sono finiti i tempi dell illusione dialogica priva italiani a pregare. Anche recentemente vi sono religione e alla ragione. Ma oggi ci sono ancora fronto serio e serrato sulle basi della convivenza stati 50 morti uccisi in chiesa e 80 feriti. Ma la serie degli attentati e dei morti e di coloro che sono Cristianesimo e Occidente come fossero un unica termini consentiti dalla legge e dalla dichiarazio- nel mondo immense moltitudini che identificano e sul riconoscimento del diritto alla diversità nei dovuti scappare e abbandonare la propria terra è realtà, pronte a legittimare l eliminazione dell infedele o dell apostata. Quello che i fanatici consi- Si è detto e si dice ancora che si tratta di attenne universale dei diritti degli uomini. molto lunga. Qualcuno dovrebbe raccogliere e documentare puntualmente la storia della persecuzione anticristiana del secolo scorso che continua con la sua stessa presenza disturba, scandalizza, esaltata, un organizzazione estremista e fanatica. derano infedele, anche se non fa nulla di male, tati che riguardano solo una piccola minoranza nel nuovo in tante parti del mondo. Dobbiamo sapere e deve sapere il mondo. Tutti sono informati mette nel gioco politico o degli affari, perché deve rispetto alla moltitudine di musulmani che supe- impedisce il cammino nella via di Dio. Se poi si Si dice pure che in fondo si tratta di numeri esigui delle cadute degli uomini di Chiesa, degli errori e pur vivere, presta il fianco ad accuse di ogni genere. Questa è la spiegazione degli attentati che tico che vuole ammantarsi di ragioni religiose, ra il miliardo. Qualcuno insiste sul motivo poli- inadempienze. Non c è scandalo che non venga strombazzato ai quattro venti. Raccontiamo senza avvengono in una fascia che va dall Indonesia all India, dal Pakistan al Medio Oriente, e si esten- camuffarsi di motivazioni politiche. È bene non altri che si tratti di ragioni religiose che vogliono falsi pudori ciò che accade a dei poveri cristiani abbandonati a se stessi senza sicura difesa da parte de fino ai Paesi islamici dell Africa subsahariana. illudersi. Il pastore evangelico, che voleva bruciare il Corano, è un brutto esempio e, tuttavia, delle istituzioni locali e spesso ignorati da quelle C è anche un aspra lotta all interno del mondo internazionali. Ora un organizzazione che si chiama Ministero della guerra dello Stato islamico vittime pure tra i musulmani. Ma qui si deve con- mondo occidentale cristiano e laico ha protestato musulmano, tra gruppi rivali, che provoca molte è veramente un personaggio singolo isolato. Il d Iraq ha dichiarato che i cristiani, tutti, sono diventati obbiettivi anche l idea che si possa onorare la propria fede libri cristiani che tra i credenti musulmani non siderare l identità degli attentatori. Finché esiste contro di lui. Ma qui non si tratta di bruciare i facendo uso del proprio corpo come di una bomba possono circolare, ma di uccidere i cristiani visti, esplosiva contro vittime innocenti, dobbiamo aver paura di una barbarie che avanza. come una comunità legata all odiato occidente e all America. Male fece Bush a fare la guerra contro l Iraq e ad enunciare il proposito di una crociata per la libertà e la democrazia, ed è una colpa che si paga.

2 2 SABATO 13 NOVEMBRE 2010

3 1 IL DUOMO IN RESTAURO SI INIZIA IL 18 NOVEMBRE. IL DUOMO CHIUSO DAL 24 di GIORGIO ZUCCHELLI Dunque si parte. Dal 18 novembre iniziano i lavori di restauro del duomo. Dalla prima domenica di Avvento, la chiesa di San Bernardino tornerà a svolgere il ruolo di cattedrale per almeno un anno e mezzo, se non due. Come sessant anni fa, quando dal 1952 al 58 si riportò il massimo tempio cittadino alle sue originarie forme gotico cistercensi. Questa volta l intervento è ben diverso: si tratta solo di un restauro conservativo. Gli anni hanno lasciato il segno e il duomo versa in una condizione problematica. Nel contempo si darà sistemazione definitiva al presbiterio che dopo la riforma conciliare il compianto mons. Manziana non riuscì a realizzare, accontentandosi di commissionare solo l altare allo scultore Mario Toffetti. Un intervento necessario, da realizzare proprio oggi, grazie alla fortunata coincidenza del bando emblematico della Fondazione Cariplo che viene assegnato alla provincia di Cremona ogni cinque anni e che in questa tornata è toccato per un terzo alla cattedrale di Crema. Un occasione fin troppo provvidenziale. Sarebbe stato responsabile rifiutarla? Il Vescovo l ha colta al volo, ha costituito una commissione ad hoc, presieduta da don Vito Barbaglio. Dopo tre anni si è arrivati finalmente all inizio dei lavori. Direttore dei quali sarà l architetto Giuseppe Rossi di Lodi. Tutti i previsti interventi sono stati autorizzati dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Artistici di Brescia e di Mantova. Fra pochi giorni s innalzeranno dunque le impalcature e ai cremaschi che si chiederanno cosa succede in duomo: siamo in grado di illustrare in dettaglio gli interventi previsti. LE OPERE EDILI Si inizierà con il ripasso del manto di copertura, con la pulizia dei coppi (molti sono ormai sconnessi e dappertutto imperversa il muschio), l inserimento di lastre di ondulina dove mancano, la verifica e la pulizia delle lattonerie con posa del sistema di ancoraggio della linea vita e la realizzazione dell impianto a maglia di protezione contro i fulmini detta anche gabbia di Faraday. I COTTI E LE MURATURE In progetto vi è anche il restauro conservativo di tutti gli ornamenti in cotto, dei paramenti murari e degli intonaci esterni e interni (compresi quelli delle vele delle volte), con pulitura, messa in sicurezza e consolidamento delle parti pericolanti. ELEMENTI LAPIDEI Verranno restaurate tutte le parti SABATO 13 NOVEMBRE 2010 In primo piano 3 CATTEDRALE: via ai lavori lapidee esterne e interne quali i portali in pietra (ben visibile è il degrado del lunotto del portale centrale), tutte le decorazioni sulle facciate, il rosone centrale, il cornicione modanato, le colonne del loggiato superiore con la pulizia e il consolidamento di tutte le parti pericolanti. I MANUFATTI LIGNEI Intervento di restauro conservativo anche per tutti i manufatti lignei esterni e interni: i portoni, le porte, le bussole, i confessionali, i banchi e gli scranni dei canonici e del coro mediante operazioni di pulitura, consolidamento e lucidatura. LA PAVIMENTAZIONE S interverrà anche sull intero pavimento in cocciopesto del duomo. Si presenta infatti in un pessimo stato conservativo perché, oltre agli annerimenti, ai deposito cerosi, si possono vedere punti molto disgregati. Oltre alla pulitura e al consolidamento, con la tecnica tradizionale del cocciopesto, verranno risarcite le lacune. Un intervento importante sarà la rimozione del gradone prospiciente l area presbiterale, eliminando il dislivello attuale e portando tutto il pavimento dell aula a un unica quota, annullando il rischio di incidenti. LE VETRATE Tutte le vetrate verranno pulite. La legatura a piombo, i telai metallici e la ferramenta che si presentano corrosi e degradati nella verniciatura, saranno anch essi puliti e integrati. GLI AFFRESCHI Un capitolo importante sono i lacerti d affresco all interno del duomo. Il loro restauro conservativo prevede l analisi dello stato di conservazione e delle patologie degradative trasparenti ), gli scranni laterali dei e quindi gli interventi di riassetto: il canonici: il presbiterio sarà accessibile fissaggio delle decoesioni ai diversi e totalmente visibile da ogni lato. livelli, la pulitura delle parti dipinte Nuovo anche l organizzazione con prodotti appositi, l asportazione dello spazio: l altare di Toffetti delle ridipinture e dei ritocchi verrà arretrato di un metro e posto recenti, il consolidamento del colore al centro della volta soprastante. e degli intonaci indeboliti, stuccatura All altezza dei gradini e di fronte delle lacune di supporto e reintegrazione all aula, un nuovo ambone a sinistra cromatica delle lacune. e, a destra, la cattedra vescovile con due sedili affiancati, posti in LE TRE CAPPELLE obliquo. Opere tutte realizzate da Previsto anche il rassetto degli Mario Toffetti. altari marmorei delle cappelle del Sul fondo del presbiterio, dove Crocefisso, della Madonna della ora è la cattedra, verranno posti Misericordia e di San Pantaleone con nove scranni canonicali e una quinta il fissaggio delle parti decoese dal supporto, sulla quale potranno essere posti i l asportazione degli accumuli candelabri. di cera, un intervento di stuccatura e Nella zona absidale si porrà il di stesura di un idonea protezione. Crocifisso miracoloso, per valorizzarlo. In tal modo, qualsiasi persona GLI IMPIANTI LUCI E SUONO che entri in duomo avrà subito di Si realizzerà un nuovo impianto di fronte la sua straordinaria immagine. altoparlanti attraverso l uso di nove Nel contempo sarà tolta la diffusori di piccolissime dimensioni, tela dell Annunciazione e ridotta la ma con un alto rendimento, facciata dell organo. Anche tutte le eliminando tutti i cavi volanti. Verrà altre tele della cattedrale verranno rinnovata anche l illuminazione, rimosse in attesa di una ricollocazione utilizzando lampade a led e trovando più razionale. una collocazione più idonea. Il tabernacolo dell Eucarestia sarà posizionato nell attuale cappella del IL PRESBITERIO Crocifisso che diverrà così la cappella Infine l allestimento del presbiterio. del Santissimo. Per salvaguardarne Si tratta dell intervento più atteso il silenzio, l attuale accesso alla sacrestia e interessante. La nuova pavimentazione verrà chiuso e si aprirà la porta è stata affidata all ingegno che si trova tra i due confessionali. dello scultore Mario Toffetti che la Nel momento di iniziare i lavori, eseguirà in marmo di Candoglia. don Vito Barbaglio, presidente della Per accedere al presbiterio si saliranno Commissione per la revisione pro- cinque gradini (uno sostituisce grammata della cattedrale, ringrazia il gradone già citato); verrà tolto i grandi sponsor dell iniziativa, la anche l attuale gradino dell area Fondazione Cariplo di Milano, presbiterale: scelte funzionali, dettate l Associazione Popolare Crema per da motivi di praticità e sicurezza. il territorio, la Stogit spa (Eni) e i Spariscono l attuale cancellata, gli numerosi altri benefattori che hanno ingombranti ingressi marmorei contribuito e contribuiranno a un della cripta (sostituiti con elementi Progetto2:Layout evento storico per 2 la nostra città. 11:11 Pagina 1 Il notevole degrado del lunotto del portale centrale, visibile a occhio nudo Tetti sconnessi arbusti dappertutto Cotti degradati Pavimento compromesso l Udito Naturale: Spatial Sound udito Il tuo non è mai stato così bello. 4APPARECCHI ACUSTICI DIGITALI IN PROVA GRATUITA 4AZIENDA AUTORIZZATA ALLE FORNITURE ASL/INAIL DI TUTTE LE MARCHE 4ASSISTENZA A DOMICILIO GRATUITA sentire ed essere 4PILE, ASSISTENZA E RIPARAZIONI DI APPARECCHI ACUSTICI 4PAGAMENTI RATEALI PERSONALIZZATI APERTO TUTTI I GIORNI dalle 9 alle 12,30 pomeriggio su appuntamento Via Borgo S. Pietro, 15 ascoltati Tel ESAME DELL UDITO GRATUITO

4 Dall Italia e dal mondo 4 SABATO 13 NOVEMBRE 2010 IRAQ: cristiani braccati i stanno braccando ovun- con queste parole il Cque : patriarca di Babilonia dei Caldei, il card. Mar Emmanuel III Delly, ha descritto la nuova, ennesima, ondata di violenza che sta scuotendo la comunità cristiana irachena, iniziata ormai il 31 ottobre, giorno della carneficina, a opera di Al Qaeda, nella chiesa siro-cattolica di Baghdad e culminata negli attacchi alle case dei cristiani di questi ultimi giorni. Non possiamo fare nulla se non pregare, ha affermato il cardinale che non ha esitato a dire che stanno dando la caccia ai fedeli cristiani in ogni quartiere della capitale irachena. Sconcerto per questi attacchi è stato espresso dal Consiglio di sicurezza dell Onu, mentre il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, ha parlato di sofferenza indicibile e ha auspicato che le autorità irachene prendano in seria considerazione la situazione dei cristiani iracheni. Intanto, secondo quanto annunciato dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, il 21 novembre, in tutte le diocesi italiane, si pregherà per i cristiani perseguitati in Iraq e per i loro persecutori. Il Sir ha intervistato il vicario patriarcale caldeo di Baghdad, mons. Shlemon Warduni. Com è la situazione oggi a Baghdad? Le cose sembrano andare meglio, non abbiamo notizie di attacchi e violenze contro la comunità cristiana. Tuttavia la situazione resta grave. Le case colpite negli ultimi due giorni sono state tredici con un numero imprecisato di vittime, probabilmente non solo cristiane, ma certamente vittime irachene innocenti. La paura è tanta tra la nostra gente, che ormai non esce quasi più, ma cerchiamo di andare avanti e, pregando, di farci coraggio. La Cei ha indetto per il 21 novembre una giornata di preghiera per i cristiani iracheni Ringrazio di cuore la Chiesa italiana, nella persona del card. Angelo Bagnasco. La decisione di indire una giornata di preghiera per i cristiani iracheni perseguitati, come anche per i nostri persecutori, ci riempie di gioia. È un segno della vicinanza delle diocesi italiane che ci stanno esprimendo la loro solidarietà. Preghiamo a nostra volta per la Chiesa italiana affinché il Signore la fortifichi sempre più. Se la vicinanza spirituale non manca, sembra invece latitare l impegno politico. Le vostre pressioni sembrano inutili, perché? Difficile dirlo. Non sappiamo più a chi rivolgerci, abbiamo parlato con le Istituzioni, con tanti rappresentanti del Governo e della comunità internazionale ma senza esito. A tutti abbiamo sempre chiesto di cooperare per la pace e per la giustizia. Parlare di pace non basta è urgente costruire la pace, creando lavoro, stabilità e rispetto dei diritti. La soluzione alle sofferenze patite dai cristiani, vorrei aggiungere, non è quella di allontanarli dal loro Paese di origine, come qualcuno, pensa o propone, ma di fare il bene e la sicurezza dell Iraq, mettendo da parte gli interessi di parte. Ma esistono delle misure concrete per fronteggiare la violenza? Innanzitutto servirebbe fermare il commercio di armi, la loro fabbricazione. Dobbiamo chiederci dove questi criminali prendono le armi, da chi le comprano, chi le fornisce loro. C è una gara nel produrre armamenti, piccoli e grandi, che vengono messi in mano a persone senza scrupoli. Altra urgenza è bloccare gli ingressi di stranieri nel nostro Paese, i terroristi non sono iracheni ma vengono da Paesi limitrofi e allora serve controllare al meglio le frontiere. Certamente ci sono anche iracheni tra le fila dei criminali, altrimenti non potrebbero conoscere gli orari delle chiese, le abitazioni dei nostri fedeli, i luoghi da loro frequentati. All origine della violenza c è la mancanza di sicurezza. Ora è stato raggiunto l accordo per la formazione del nuovo Governo ancora di Nuri al-maliki. Che ne pensa? Presto per dire. Qui le cose possono cambiare nel giro di pochissimo tempo, bisognerà attendere i fatti concreti prima di esprimere un giudizio. CONFERENZA SULLA FAMIGLIA Fattore famiglia: piano nazionale Adottare il fattore famiglia e dare attuazione al Piano nazionale per la famiglia. Questi gli impegni che emergono dalla Conferenza nazionale della famiglia che si è chiusa il 10 novembre a Milano. Al termine dell assise il Sir ha chiesto a Pierpaolo Donati, sociologo e direttore del Comitato tecnico-scientifico dell Osservatorio nazionale sulla famiglia, di tracciare un bilancio e delineare le prospettive aperte dall incontro. Qual è la sua impressione sulla Conferenza? Il bilancio è decisamente positivo: il clima è stato costruttivo, si è percepita la volontà di risolvere assieme i problemi e anche chi ha dimostrato posizioni differenti non l ha fatto con toni polemici, ma in un ottica positiva, per mettere a fuoco e risolvere i problemi reali del Paese. Questa è stata la seconda Conferenza sulla famiglia. Cosa è cambiato da Firenze 2007 a oggi? Qui è emersa la grande ricchezza della società civile per realizzare delle vere politiche familiari, soprattutto a livello locale. A Firenze, invece, l attenzione era centrata sullo Stato e le sue organizzazioni: in una prospettiva statalista si ragionava su quanta spesa potesse essere devoluta alle famiglie. Ancora oggi sullo sfondo c è certamente lo Stato sociale, in particolare nella sua nuova espressione federalista, ma la novità è rappresentata dall estrema ricchezza di esperienze in atto nei territori, spesso poco conosciute. La Conferenza ha espresso una nuova cultura, che chiede di affrontare i problemi concreti con un diverso assetto del welfare, che io chiamo sussidiario, plurale, societario. Nella Conferenza sono però emerse anche delle criticità: dai tagli ai fondi per le adozioni internazionali, alla riduzione del numero di consultori familiari, fino alla denuncia dell economista Luigi Campiglio, secondo il quale in 15 anni i fondi a disposizione della famiglia (come gli assegni familiari e i contributi per la maternità) sono diminuiti di oltre 11 miliardi di euro Certamente c è un problema di spesa, e io stesso ho lamentato gravissimi tagli per quanto riguarda le politiche familiari il fondo per la famiglia è stato ridotto a meno della metà nella prospettiva della legge di stabilità mentre negli ultimi anni c è stato un deprezzamento degli aiuti finanziari ed economici alle famiglie. Questo dato è assodato, e dimostra che in un momento di crisi economica lo Stato sociale non ce la fa. Ma il problema non è chiedere più soldi allo Stato, come fosse una mucca da mungere all infinito. In presenza di scarsità di risorse, piuttosto, tutti gli attori della società civile devono contribuire: le imprese con un welfare familiare aziendale, le fondazioni bancarie dando priorità alle politiche familiari sul territorio, le associazioni di categoria creando le condizioni per servizi family friendly, i Comuni adottando formule favorevoli alle famiglie numerose senza costi aggiuntivi I cambiamenti possibili, così, sono notevoli. Alla Conferenza si è parlato di fattore famiglia al posto del quoziente familiare. Qual è la differenza, e come fare in modo che non resti solo uno slogan? La concretezza dipenderà dalla volontà politica. La differenza tra quoziente e fattore famiglia, invece, è notevole: il quoziente familiare è una forma di redistribuzione degli aiuti alle famiglie attraverso una macchina pubblica che preleva le risorse per poi gestirne, appunto, la redistribuzione, mentre il fattore famiglia è basato sul principio di sussidiarietà alla tedesca. Questo significa lasciare alla famiglia il reddito minimo per una vita decente, senza alcuna tassazione, mentre viene tassato ciò che supera questo livello. In più, le famiglie che non arrivano a quel livello di vita minima decente ricevono la tassa negativa sul reddito, ossia una somma che colma il divario tra il loro reddito reale e quel livello minimo. In secondo luogo il fattore famiglia non richiede una grande macchina burocratica, non implica problemi costituzionali né modificazioni del sistema fiscale ed è modulabile: se a regime si stima possa costare 16 miliardi di euro, può essere applicato gradualmente a partire da 2-4 miliardi. Già nel 2007 lei parlò di un piano nazionale di politiche per la famiglia. Ora siamo nuovamente di fronte a una bozza: quali le prossime tappe per darvi attuazione? Allora predisposi una bozza che non venne recepita dal governo, e che è diventata l infrastruttura del nuovo piano, arricchito dai lavori dell Osservatorio e del Comitato tecnico-scientifico. Compito dell Osservatorio, adesso, è prendere in considerazione i numerosi materiali presentati alla Conferenza, esaminarli e integrare questa bozza. Così, tra 2-3 mesi, potrà essere presentato il piano definitivo. Poi, però, questo dovrà essere valutato dal governo, avere il parere della Conferenza Stato-Regioni, passare nelle commissioni parlamentari e da ultimo tornare al governo per la decisione finale. E se, nel frattempo, dovesse cadere l attuale governo? Noi siamo, come Osservatorio, un organismo tecnico-scientifico. Da parte nostra consegneremo il Piano al governo in carica in quel momento, il quale deciderà che farne. Altri servizi sulla Conferenza in

5 SABATO 13 NOVEMBRE 2010 In primo piano 5 I sacerdoti in mezzo a noi L ACCOGLIENZA DI PERSONE SVANTAGGIATE COME SCELTA STRUTTURALE DELLA VITA DELLA COMUNITÀ. LA PRESENZA SIGNIFICATIVA DEL PARROCO DON LUCIANO LA COMUNITÀ ALLOGGIO DELLA PARROCCHIA DI SAN GIACOMO Nelle foto, a sinistra don Luciano con il festeggiato Emilio; a destra il gruppo familiare al completo. Sotto, il cortile della Casa e una camera da letto per gli ospiti di GIORGIO ZUCCHELLI sacerdoti in mezzo a noi, anche I a servizio degli ultimi. È il caso di don Luciano Cappelli, della parrocchia di San Giacomo della città di Crema che ospita una Comunità alloggio unica nel suo genere nell intera provincia. La storia ha origini lontane. Fin dagli anni 70 il compianto parroco don Agostino Cantoni aveva realizzato un Casa Famiglia per l accoglienza dei disabili. Famiglie della comunità prendevano in casa uno o due ragazzi svantaggiati, affiancati dai giovani obiettori del servizio civile e da volontari. I tempi sono poi cambiati. Tolto il servizio militare obbligatorio da parte dello Stato è venuto meno l impegno del volontariato, la parrocchia di San Giacomo s è trovata davanti al dilemma di come mandare avanti l accoglienza ai portatori di handicap. All arrivo del nuovo parroco don Luciano, esistevano tre case famiglia che però versavano in gravi difficoltà. Don Agostino aveva proposto di trasferirle in una struttura, la Casa Emmaus, allestita a Ricengo, un paese a una decina di chilometri da Crema. Ma sarebbe stata una sorta di ghettizzazione per gli ospiti. Allora racconta don Luciano ho interpellato il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Ne abbiamo discusso per circa un anno, con la chiara volontà di non cancellare la grande e storica esperienza delle Case-famiglia di San Giacomo. Alla fine si è deciso di ristrutturare uno dei tre edifici che le ospitava (in via Pesadori 13 a Crema) nel quale raccogliere tutti gli ospiti delle altre case. La parrocchia si è accollata in toto l iniziativa, ma ha dovuto strutturarla costituendo una cooperativa che la gestisse e potesse godere di finanziamenti pubblici. Presidente è, un laico, il dott. Domenico Mainardi, vicepresidente è il parroco pro tempore; i membri del CdA fanno parte del consiglio pastorale. Ristrutturato l edificio secondo le norme dell Asl, la nuova realtà ha preso il via. Ed è una delle poche nel territorio provinciale, l unica che è nata da una parrocchia. Oggi si configura come Comunità alloggio per disabili psicofisici accreditata con la Regione afferma il coordinatore Alberto Fugazzola che diventa Centro Socio Sanitario (Css) per disabili; gli ospiti infatti vengono assistiti anche sotto l aspetto socio sanitario. È una comunità residenziale aperta 365 giorni all anno, che ospita attualmente sei disabili (è previsto un settimo posto, ma per le emergenze), la maggior parte dei quali sono orfani, altri hanno situazioni familiari non in grado di gestirli. Uno di essi è a San Giacomo dal 1991, un altro addirittura dal La struttura offre loro la possibilità di restare in città e di godere di uno stile di vita familiare. Nella casa lavorano sei operatori professionali, guidati da un coordinatore e coadiuvati da volontari del Gruppo handicap di San Giacomo. Sono presenti giorno e notte, con turni prestabiliti, sempre con la collaborazione dei volontari, che danno una mano soprattutto nel weekend. La struttura è infatti sempre aperta, proprio come una qualsiasi famiglia. Un bell impegno! Per quanto riguarda le risorse economiche, la Comunità riceve contributi dai Comuni di origine degli ospiti, un finanziamento dalla regione Lombardia... con l aggiunta di qualche donazione. Ce la caviamo afferma Alberto gestiamo un bilancio familiare, quello che abbiamo lo spendiamo. La serenità di questi ragazzi aggiunge don Luciano è proprio quella di sentirsi in famiglia. Conoscono molto bene gli operatori e la piccola dimensione favorisce un clima affettivo oltre che educativo. Ogni ospite ha un programma educativo individualizzato che viene stilato dagli operatori della casa insieme agli assistenti sociali e a un componente della famiglia d origine, se esiste ancora. Di tutto si deve render conto ai Servizi sociali della Regione Lombardia. Il lavoro degli operatori è condividere la vita degli ospiti. Dalla mattina quando ci alziamo, facciamo colazione spiega Alberto e poi portiamo alcuni a scuola, altri nei Centri diurni. Pochi restano qui in comunità. Alle 16 tutti tornano a casa, si fa merenda, si passa il pomeriggio insieme. Comunque nella giornata ogni ragazzo ha i suoi impegni previsti dal progetto educativo personale. Alcuni fanno equitazione (ippoterapia), altri sport, altri teatro, altri nuoto... Insomma, viviamo la vita normale di una famiglia normale. Gli ospiti è don Luciano che continua avvertono fortemente questo clima di famiglia e si affezionano a un operatore o l altro. Percepiscono di essere amati. Anche tra loro ragazzi, riconoscono che questa è la loro famiglia. La casa è strutturata su due piani: al piano terra, la zona giorno con la grande cucina, centro della vita comune, e una sala della televisione; al piano superiore la zona notte, dove vi sono le camere per i maschi, quella per le femmine e per l operatore di turno. I bagni sono attrezzati, tra i due piani c è il servizio di ascensore. E dal punto di vista della pastorale parrocchiale? La condivisione di vita con i disabili spiega don Luciano è sempre stato uno dei punti forti di questa parrocchia. Anche il fatto che il CPP non ha voluto mollare l esperienza, dimostra come l idea sia fortemente radicata: la si ritiene espressione strutturale della parrocchia stessa. Gli ospiti infatti partecipano alla Messa della domenica e alle attività dell oratorio, alcune famiglie di domenica li invitano anche a pranzo. Il parroco, da parte sua, è un presenza significativa all interno della Casa ed è il collante tra di essa e la parrocchia. È colui che ci sprona a essere presenti nella vita della comunità spiega Alberto frequentando gli incontri che la parrocchia offre. Questa struttura vuole essere un segno per rimanere sempre con gli occhi vigili verso coloro che hanno più bisogno. Le risposte che si hanno dai gruppi dei giovani sono positive. Tanto è vero che la parrocchia riesce a organizzare ogni anno le vacanze estive di condivisione al mare e in montagna, grazie all apporto di una cinquantina di volontari che vengono anche da altre comunità. Non abbiamo richiesto il servizi civile conclude il parroco proprio perché vogliamo caratterizzare la presenza nella Casa come assolutamente gratuita e spinta solo dalla passione per gli ultimi. E questo è conforme proprio alle indicazioni del Consiglio Pastorale... Stiamo ancora parlando e arrivano gli ospiti... Oggi Emilio compie gli anni e si fa festa, tutti insieme, con torta e Coca Cola! natale esclusivo Il gusto speciale del tuo Natale CONFEZIONI regalo Via Milano 39, Crema Tel

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