La città delle roulottes. Nel quartiere di Monteverde, tra Forlanini e Croce Rossa è nata una favela

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1 IlCORRIERE DI ROMA Fondato nel 1948 da Giuseppe Gesualdi - Direttore responsabile Filippo Gesualdi direttore editoriale Giovanni Tagliapietra NUMERO 3 ANNO LXVI - MARTEDI 25 GIUGNO 2013 Nel quartiere di Monteverde, tra Forlanini e Croce Rossa è nata una favela La città delle roulottes SINDACO SVEGLIA - Per ora sono sette, più una macchina con i vetri oscurati da carta di giornale, un insediamento dignitoso cresciuto nel giro di pochi mesi. Panni stesi, qualche sedia davanti alla porta. Sfrattati, lavoratori stranieri, non ha grande importanza. Da un lato della strada c è il muro dell ospedale Forlanini, dall altro quello della Croce Rossa. Nulla di irregolare, con ogni probabilità. Ma fa stringere il cuore. Ma chi scrive le battute al nuovo sindaco? Ma chi scrive le battute al neo sindaco di Roma Marino? Il suo portavoce viene da fuori (tanto per cambiare) non dovrebbe ancora essere entrato in partita, ma qualche suggeritore c è: e gli fa dire che appena insediato ha trovato i soldi per l Estate Romana, recuperati tra le pieghe dl bilancio e che ci sono già i progetti pronti e vagliati. E fin troppo ovvio che tutto questo se vero è da attribuirsi se non altro per motivi strettamente temporali alla giunta precedente. Che ovviamente balza in piedi e protesta. Poteva risparmiarsela, questa uscita. Marino si dimostra poco riflessivo e un po avventato. Qualcuno dovrebbe farlo riflettere sulla incongruità strategica e politica dell affermazione. Roma è alle corde, non c è una lira, la gente dorme nelle roulotte (vedere per credere via Ramazzini, accanto al Forlanini), occupa le case e noi pensiamo alla estate romana? Se sono stati trovati soldi nelle pieghe del bilancio vengano utilizzati tutti e subito per dar sollievo a chi è in difficoltà, e pazienza per l Estate Romana. Il neo sindaco dovrebbe cominciare a ragionare in questi termini, sollevare i coperchi e vedere cosa c è nelle pentole, inventarsi soluzioni immediate per le mille emergenze romane e lasciare le frivolezze per tempi migliori. Alcune di quelle emergenze (con relative ipotesi di soluzione) gliele abbiamo sottoposte la scorsa settimana in una lettera aperta; ne tenga conto. C è chi per sopravvivere giornalisticamente cerca il gossip, le provocazioni, le inchieste scandalistiche. Noi preferiamo stare sul concreto, sottoporre problemi, spingere per soluzioni. Ha dichiarato che si occuperà del problema casa dopo aver risolto quello della composizione della Giunta. Lo faccia e basta. Pubblichiamo le foto della roulottopoli di via Ramazzini. Fa impressione, erano due insediamenti solo un paio di mesi fa, ora sono sette. Non c è solo la questione dei residence, e non è solo una questione di soldi. Ci rifletta. E intervenga, senza chiedere consulenze ai super-esperti o chiedere il permesso a quelli di Sel.quelli sgomberati e risgomberati. Su quell incrocio insiste un gabbiotti dei vigili urbani quasi sempre presidiato. Ma si tollera come inevitabile, evidentemente, questa illegalità diffusa. Prima di pensare ai Fori Imperiali pensi a risolvere queste situazioni. Ancora. Mentre il neo sindaco lasciava platealmente il Campidoglio in bicicletta nella periferia di San Basilio - una di quelle nelle quali si propone di trascorrere molte ore al di Giovanni Tagliapietra segue a pagina 3 L INCHIESTA Quando l occupazione (illegale) è decennale CRONACHE Quei bus promessi e mai arrivati All interno l inserto di Sanità del Lazio a pagina 4 a pagina 5

2 2 martedì IlCORRIERE DIROMA 25 GIUGNO 2013 IlCORRIERE DI ROMA ECCO DOVE TROVARCI le edicole Via Merulana, 139/Piazza san Giovanni Piazza del Parlamento Via del Tritone, 152 Via Roma libera, 22 Via Ripetta/Via Tomacelli Via XX Settembre, 96/97 Largo del Tritone Galleria Colonna (Alberto Sordi)/Largo Chigi Salita de Crescenzi/Pantheon Piazza Sonnino Piazza Farnese Si ringraziano i seguenti esercenti che hanno ospitato Il Corriere di Roma Viale Carlo Felice/San Giovanni Piazza Pasquale Paoli Piazza san Silvestro, 13 Piazza Indipendenza Largo Tassoni/Corso Vittorio Piazza Cinquecento, 64/Via d Azeglio Vicolo Sciarra/ Via del Corso Piazza Campo de Fiori, 2 Piazza della Minerva, 37 Piazzale Albania Viale Trastevere Ang. Via Morosini Piazza del Gesù, 48 Piazza Capranica Piazza del Viminale Piazza di Spagna, 57 Via Zanardelli altezza civ. 16/1 Via E. Filiberto Altezza Civico 144 Via della dogana vecchia Piazza Fontanella Borghese Largo Arenula Piazza santa Maria Liberatrice Via dei sabini/via del corso Via Boncompagni, 12/14 Manzoni/Via Merulana Via Sora/ Corso Vittorio Emanuele Via Marmorata/Largo Gelso Piazza Benedetto Cairoli Via Merulana, 204 Via della Scrofa, 101 Via Celimontana, 5 Via Mario de fiori/via della Croce Via Flavia, 52 Lista de locali che distribuiranno Il Corriere di Roma ogni settimana gli esercizi commerciali GELATERIA PARADISO Viale I. Montanelli, 130 ROMA BAR MEDIANO DI GIUSEPPETTI MAURIZIO Via Trionfale, ROMA GELATERIA RETRO' Via Baldo Degli Ubaldi, 118 ROMA LA CAFFETTERIA MESSI' DI SCARDELLA MASSIMILIANO Via G. Allievo, 41 ROMA BAR TABACCHI LEANDRI Via Paola Falconieri, 81 ROMA BAR A QUATTRO SRL DI MONTECCHIARI PATRIZIO Via P. Venturi, 73 ROMA BAR DI LA MARCA LUCIANO Via Tor De Schiavi, 153/A ROMA KRISTAL BAR SNC Circ.ne Nomentana, ROMA BAR GELATERIA TERRA ANNA MARIA Via Livorno, 13 ROMA BAR CIRCO MASSIMO Viale Aventino, 14 ROMA GA MA DA SNC Viale Aventino, 28 ROMA LIBRIZZI GIORDANA Viale Aventino, 101 ROMA STINZIANI ANGELO Viale Aventino, 78 A ROMA GELATERIA PUDDINU Viale Aventino, 59 ROMA BAR GUSTO MASSIMO Via Del Circo Massimo, 5 ROMA BAR CIAMPINI Viale Delle Trinità' dei Monti snc ROMA BAR LATTERIA PANNA E CIOCCOLATO DI FABIO VITI Via Taggia angolo Via Montiglio,13/15 ROMA CAFFE' VAN GOGH Pineta Sacchetti. Roma BAR GIOVENALE Piazza Giovenale, 6 ROMA BAR LA TERRAZZA Via Appiano, 36 ROMA VALORANI'S FORUM Largo Corrado Ricci, 30 ROMA BAR DI AFFATATI PIER MATTEO Via Claudia, 14 ROMA BOATTINI BAR Via Mastrogiorgio, 58 ROMA BAR DI CAPALDO SIMONE Via della Lungara, 39 ROMA ALOISE DOMENICO Viale Trastevere, 76 ROMA GELATERIA FIOR DI LUNA Via della Lungaretta, 96 ROMA GELATERIA MIANI MARIA GIOVANNA Via della Seggiola, 12 ROMA BAR VIVONA Piazza Vivona, 20 ROMA BENEVENTO BAR Via Achille Funi, 32 ACILIA MALI SRL BAR MARTINICA Via della Martinica, 151 ROMA Si ringraziano gli esercenti che hanno ospitato Il Corriere di Roma BAR DI LEONI WALTER Largo Arturo Donaggio, 12 ROMA LOVE 4 PIZZA Via Peveragno, 52 ROMA MONTANI ICE Via di Casalotti, 59A ROMA MONTANI ICE Via Gino Frontali, 14 ROMA SNACK BAR CARMELO Via Maria Battistini, 11E ROMA BAR DI CHIARONI SALVATORE Piazza Irnerio, 70A ROMA BAR DI COPPOLA LUCIANO Largo Brindisi, 6A ROMA JONATHAN 3 SNC Via Carlo Felice, 21/23 ROMA CAFFE' MARCONI DI GALLACCIO LOREDANA Via Gerolamo Cardano, 136 ROMA BAR DI LIN YING Via Livio Salinatore, 14 ROMA IL PORTONACCIO SRL Via di Portonaccio, 33C ROMA DI PAOLI MAURO Via di Portonaccio, 31 ROMA Ostia centro: Stabilimenti balneari: Direzione Porto Turistico Roma GELATERIA SISTO OSTIA Piazza Anco Marzio 7 PASTICCERIA BAR KRAPFEN - PAGLIA Piazza Anco Marzio 18/19 VENEZIA lungomare Amerigo Vespucci 8 Chiedere Ruggero Barbadoro LE DUNE lungomare Duilio 22 Rivolgersi segreteria Beach Resort Lungomare Duca degli Abruzzi, 84

3 In primo Piano IlCORRIERE DIROMA 3 martedì 25 GIUGNO 2013 Il punto Da Zingaretti a Marino, segnali inquietanti e imbarazzanti Due personaggi, uno stesso copione. Siamo già nei guai? Marino, Zingaretti. Due personaggi per uno stesso copione, che consiste nell occupare una sedia e seguire le direttive. Di chi? Ma dei poteri forti, della nomenclatura del partito che ha amministrato per anni le cose capitoline e laziali. Scientificamente, oculatamente, in un dialogo continuo con la controparte. Perché trattare, contrattare, talvolta condividere, è meglio che trovarsi con inutili e costosissime guerre di posizione. Gli ex democristiani sono maestri in questo. E forse l assenza di questo scenario politico-finanziario-mondano è ciò che ha impedito alla Giunta Alemanno e a quella Polverini di governare, di andare avanti, di produrre. Gli ex An, le figure minori del Pdl ex-forza Italia non appartengono culturalmente a quel sistema, non fanno sistema, pensano solo agli interessi propri (affari?), ad un goffo carpe diem, alle raccomandazione e alle occupazioni spot dei piani bassi del palazzo del potere. Senza un progetto, delle idee guida. Hanno sbagliato e hanno perso. Ora i due personaggi citati in apertura si comportano in modo diverso, ma alla fine riescono senza volerlo a mettere in difficoltà quel meccanismo oliato. Uno per eccesso di personalità, l altro per eccesso di zelo. Marino e il Pd sono già separati in casa, magari poi faranno pace. Il neo sindaco è partito con il piede sbagliato e l imbarazzo per il partito è notevole. Vuole mano libera sugli uomini, non vuole essere ostaggio della il maggioranza. Non sta ai patti, in sostanza, è irriconoscente. E poi parla, promette, si impegna, gaffe a ripetizione con quella sua aria da scolaretto secchione in gita scolastica. Bravo è bravo, competente in materia obiettivamente no. E non vuol farsi aiutare dai suoi mentori, BORSINO della della dai suoi sponsor. Adesso vola alto. Andrà a finire che verrà ridotto alla ragione, ad un compromesso. Fare un sindaco in questo modo è impossibile, a meno che non imponga di fatto una giunta di larghe intese come quella che governa il Paese. Ipotesi bizzarra certo. Ma CHI SALE dall alto Gasbarra e Santori CHI SCENDE dal basso Cerroni, Sottile POLITICA e Aurigemma Uno scandalo quotidiano Piazzale della Radio, primo pomeriggio, il sole picchia, due vigilesse stanno comodamente al riparo nel gabbiotto. Questo giovane disperato, nudo sotto il cappotto e a piedi scalzi, chiede l elemosina al semaforo. Nell indifferenza generale chissà. Zingaretti è più diligente, accetta consigli e si fa dettare le scelte politiche. Ma non ragiona e non amministra. Non fa politica, temporeggia, annuncia, con quel suo sorriso obliquo. E non si muove. E gioca con una squadra quasi impresentabile.l Espresso, certo non un giornale di destra,lo ha fatto letteralmente a pezzi, demolendo la sua squadra, il suo cerchio magico di collaboratori. Non è il caso di infierire con nomi e cognomi, in questo contesto. Ma con gli uomini sta sbagliando parecchio. Vengono i brividi a raccontare e a scrivere queste cose. Ogni volta si pensa che il peggio sia passato e ci si trova a ricominciare tutto da capo,con personaggi che imparano a governare sulla pelle dei cittadini. La ventata di novità di Marino si sostanzia in battute e in giri in bicicletta, quella di Zingaretti in un piccolo sconto sui costi della politica. Per il resto si sta perdendo tempo, aspettando Godot. Manlio Cerroni, l assessore Civita, il prefetto Sottile, tutti protagonisti con ruoli diversi della saga dei rifiuti nel Lazio, una vicenda assurda, incomprensibile. Una conversazione tra il padrone-padrino delle discariche regionali, Cerroni appunto, uomo dai mille rapporti, uno che conta, e il rappresentante della Giunta Zingaretti mette sotto una cattiva luce l intera questione; Sottile è lì, in mezzo, pagato dal contribuente per risolverla. Non fanno bella figura con l ennesima ultima proroga di Malagrotta. Cambia lo scenario, ma non la sostanza. Chissà cosa ha combinato l ex carabiniere Antonello Aurigemma. Oggi con la sensazione di respirare aria a 40 gradi, con gli autobus senza aria condizionata, scassati e maleodoranti ricordiamo le sue promesse: ma la flotta dei nuovi mezzi naviga ancora al largo e chissà se arriverà davvero. Fanno Rifiuti, autobus, che pasticci Ma non paga mai nessuno? tenerezza Patanè e il buon Gasbarra. Coordinatori di un neo sindaco che non si vuol lasciare coordinare. Imbarazza il sottosegretario Legnini, diviso tra un incarico governativo, uno regionale (abruzzo) e l offerta di venire a governare (meglio rigovernare) il Campidoglio accanto a Marino. E Bettini, il grande tessitore della politica capitolina? Con il sindaco-chirurgo potrebbe aver toppato. Ma non lo confesserà mai. E i colonnelli di An? Desaparecidos, qualcuno sogna ancora di rimettere in piedi uno straccio di partito. No, Alemanno no. Lui non ha ancora deciso cosa fare da grande. Ha buttato al vento un patrimonio, il partito non glielo perdonerà. L opposizione di centro destra sembra vivo alla Pisana, dove La Destra (vedi Santori) e Gramazio (Pdl) si danno da fare. Almeno loro. DALLA PRIMA PAGINA di Giovanni Tagliapietra Ma chi scrive le battute al nuovo sindaco? giorno per capire (senza scorta?) - si è verificato un episodio clamoroso nella sua tragicità, che ricorda tanto il Far West o la Chicago dei gangster. Lite di traffico, accoltellamento, pistola in campo, un morto. E' violenza, tensione, che si respirano nell'aria. L'ambulanza arrivata per i soccorsi è stata distrutta dalla folla, l'equipaggio picchiato a sangue. La questione ordine pubblico è fondamentale. E non è stata risolta. Marino lasci la bicicletta e infili l elmetto. C'è molto da fare per un nuovo sindaco. Che dovrebbe rimanere nell'angolo per osservare e capire. Per poi trovare strategie di breve e medio periodo che ridiano vivibilità e serenità ad una città scossa nel profondo, frastornata, smarrita.

4 4 martedì IlCORRIERE DIROMA 25 GIUGNO 2013 Cronache L inchiesta/2 La legge non è uguale per tutti. Roma città aperta a tutte le esperienze Quando l occupazione (illegale) è decennale Un modello tacitamente condiviso che si ripropone in diversi quadranti della città di Alessandra De Gaetano Quando l occupazione (illegale) è decennale. Oltre quella della caserma all Ostiense, prendiamo un altro esempio: l'edificio di via Francesco Passino, alla Garbatella, un'ex idrovora di proprietà della Regione Lazio, occupato da dieci anni dal centro sociale La Strada, un associazione di studenti o ex. Nel tempo alcuni occupanti della Strada si sono divisi e hanno creato la Factory, una occupazione abbastanza tollerata perché sono molto organizzati e propongono anche attività culturali. Tra le iniziative proposte, diversi laboratori per bambini, la scuola popolare "Piero Bruno" che offre servizi di recupero e sostegno scolastico, il cineforum, l'internet point e uno sportello sperimentale che fornisce consulenza legale per situazioni di sfratto e regolarizzazioni per i migranti. E questo il modo per trovare una soluzione all emergenza abitativa in una città come Roma in cui l edilizia popolare è ferma da decenni? Un alternativa è trovare valvole di sfogo altrove. Lì il confine tra lecito e illecito non esiste per un motivo semplice: per alcune situazioni, come queste, la legge è un optional. E allora, sorgono, per forza, nuovi modelli sociali di sopravvivenza, convivenza e convenienza. Si chiama autogestione. In concreto non significa nulla se non in un linguaggio assurdamente politico. Nei fatti significa molto. Se l autorità non reagisce hai vinto. Cosa? Hai vinto un bene demaniale. Dietro ai fatti Cioè un bene pubblico che appartiene allo Stato e quindi è di tutti, non solo degli sfigati. Hai vinto un bene che è inalienabile, che è vietato vendere. Una realtà a dir poco grottesca, quella dell'emergenza abitativa e dell'occupazione autogestita che si sta estendendo a macchia d'olio nella Capitale senza però che si creino le condizioni, politiche o amministrative, al diritto alla casa per le persone svantaggiate. Solo nell'xi municipio sono diversi gli immobili occupati: a piazza Pecile lo stesso centro sociale ha fatto sua l'ex sede Asl della Garbatella; a via delle Sette Chiese ci sono più di dieci famiglie di italiani e migranti che sperano di vedersi attribuita l'unità abitativa in cui vivono e che hanno restaurato alla meno peggio.ma quali sono gli interventi dei dirigenti e dei politici della Regione Lazio a recuperare demanio e vite perdute? Abbiamo provato a porre il quesito, ma i telefoni degli addetti stampa del presidente Nicola Zingaretti,erano tutti isolati. La promessa della casa di vetro comincia a sgretolarsi. Non è troppo presto? Bettini, quel funzionario di partito che governa Roma Chi è il nuovo sindaco di Roma? L interrogato, dirigente comunale, risponde con un sorriso ironico: Ma non lo sa che si è appena votato? Al Campidoglio c è Ignazio Marino. Pausa. Poi, ambiguo, aggiunge: Ma il sindaco vero è Goffredo Bettini. Marino, il professore, è quel chirurgo, un genovese trapiantato a Roma dall età di 14 anni con lunghe trasferte negli Stati Uniti, che si picca di girare per Roma in bicicletta. E chi sia Goffredo Bettini lo sappiamo tutti: è il funzionario di partito ( la sua professione secondo Wikipedia) che inventò come sindaco Francesco Rutelli e fu poi vice-sindaco al fianco di Walter Veltroni, i sindaci rossi di Roma tra il 1993 e il E che, dopo un eclissi di qualche anno trascorsa per lunghi periodi nella casa in Thailandia - si appresta ora a svolgere il ruolo di eminenza grigia di Marino. La sua ultima invenzione. Un occhiata su Internet non lascia spazio a dubbi. In tutti i commenti al risultato delle elezioni viene fuori che proprio Bettini c è anche chi lo definisce imperatore di Roma - sarà la guida del sindaco-ciclista. Con la logica spiegazione che Bettini ha tutte le carte in regola per essere l eminenza grigia di Marino grazie alle sue esperienze con Rutelli e Veltroni. Di Roma conosce tutto e tutti (quelli che contano), di destra, sinistra e d Oltretevere. Tutto ok, allora? In parte soltanto. Non bisogna infatti dimenticare che proprio nel periodo in cui Bettini era il proconsole del centro-sinistra, la Capitale ha visto lievitare il proprio disavanzo e, salvo alcune oasi riservate ai più fortunati, è diventata sempre più sciatta e, per alcuni, addirittura invivibile; quasi mediorientale, insomma. Eppure, proprio l aristocratico Goffredo Maria Bettini - della famiglia marchigiana dei Rocchi Bettini Camerata Passionei Mazzoleni, 51 anni - ha dato a Roma monumenti come il Festival del cinema (ora in profonda crisi) e l Auditorium Parco della musica. Ma a che prezzo!. Il bilancio (finanziario) del doppio mandato di Veltroni è stato un disastro di cui ha patito il suo successore, Gianni Alemanno, e di cui, ora, soffrirà anche la nuova creatura di Bettini, cioè Marino: le casse del Quirinale, rispetto al , sono vuote, o quasi. L unica certezza, a questo punto, è che ci dobbiamo aspettare la rinascita di quel sistema Bettini di potere che aveva chiuso la destra all opposizione. Un sistema che ha al centro questo aristocratico che è un po un Gianni Letta (l eminenza grigia di Silvio Berlusconi), capace di dialogare con tutti al di là delle etichette di partito il suo feeling con i costruttori, a cominciare dai Caltagirone, è un ricordo recente. Al Campidoglio, Bettini non torna però come proconsole del Pd. Da Veltroni si è allontanato per le (non) scelte politiche dell ex sindaco. L elezione di Marino (inventato da lui come candidato di una lista civica) è secondo più d uno la vendetta di Bettini verso il PD, di cui è stato fondatore e che non gli ha dato ciò che, a suo giudizio, avrebbe meritato. Una vendetta di cui Roma è, e sarà ancora, la culla: sia il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti che il presidente della provincia Enrico Gasbarra sono infatti fedelissimi di Bettini. E non è escluso che la vendetta bettiniana abbia sviluppi, nel prossimo congresso del Pd, a livello nazionale. Car.Reb

5 Il caso La solita telenovela romana. E pagano sempre i cittadini Quei bus promessi Cronache IlCORRIERE DIROMA 5 martedì 25 GIUGNO 2013 L appalto vinto da Romana Diesel, unico concorrente, ha consegnato solo 5 vetture su 80. Un anno di annunci fatti dalla giunta Alemanno sul nuovo autoparco Atac che non si vede. Unica certezza: da 13 mesi il biglietto ai romani costa 50 centesimi in più e mai arrivati di Stefania Pascucci Che fine hanno fatto i nuovi 399 bus che Atac e la giunta Alemanno annunciarono un anno fa e poco prima di andare a votare il 25 e 26 maggio? Secondo le loro previsioni i nuovi mezzi sarebbero dovuti entrare in funzione nella primavera appena passata. Addirittura l ex assessore capitolino alla Mobilità, Antonello Aurigemma, carabiniere in aspettativa, (ora consigliere Pdl alla Regione Lazio dove non si occupa più del settore Trasporti), dichiarò il 15 aprile dello scorso anno- : «L'Atac sta per dare il via a una gara per l'acquisto di 399 nuovi bus, mezzi moderni, a basso impatto ambientale ed equipaggiati per il trasporto di persone con disabilità». La gara venne pubblicata nella gazzetta ufficiale europea il 17 luglio Si aggiudicò l appalto (unico concorrente a far pervenire l offerta a ribasso per mila euro) la Romana Diesel - Iveco con sede a Roma. Atac decide, infine, di aggiudicare il lotto n. 1 per la fornitura in leasing di 399 autobus diesel, urbani, da 12, 18 e 7,5/8 metri alla società di via Collatina esattamente lo scorso 7 dicembre Abbiamo chiesto ad alcuni autisti se li avevano visti Taccuino nelle rimesse: «Solo tre nuovi bus sono in circolazione in questo momento». All Atac la dichiarazione ufficiale: «Sono in funzione 5 mezzi su due linee: 916 e 781. Arriveranno altri 15 entro le prossime settimane perché in questo momento sono in fase di immatricolazione». Un anno fa in una nota l azienda del Trasporto pubblico precisò i tempi di consegna da parte della vincitrice dell appalto. Entro la primavera del 2013 era prevista la consegna dei primi 20 veicoli da 12 e 7,5 metri, e dei primi 20 veicoli da 18 metri. A seguire, sarebbero stati consegnati venti veicoli al mese fino ad esaurimento fornitura che si prevede, per i 12 metri e per i 18 metri entro la primavera del 2014 e per quelli di 7,5 metri entro fine Conti alla mano, oggi, dovrebbero essere su strada almeno 80 nuovi autobus. Lo stessa azienda conferma invece che attualmente, con la primavera alle spalle, ne circolano solo cinque. Siamo alle solite promesse? I romani pagano, zitti e in silenzio (in Brasile per l aumento del biglietto c è stata la rivolta popolare ottenendo il ripristino del vecchio prezzo!), ormai da più di un anno l aumento di un terzo del biglietto passato da 1 euro a 1,50. E per una corsa è davvero tantissimo. In cambio di quale servizio eccellente? Com è la situazione dell autoparco Atac? Ci dicono- gli autisti che i mezzi cadono a pezzi, l aria condizionata non è in funzione per la maggior parte sono troppo vecchi per viaggiare in sicurezza. L ultima fornitura, in effetti, c è stata otto anni fa, nel triennio , grazie ad un sostanzioso contributo di Regione Lazio, comune di Roma e ministero dell Ambiente. Nella Capitale circolano ancora vetture storiche risalenti a 14 anni fa. Spesso infatti vediamo bus fermi per guasti durante la corsa. E sono più il numero di quelli che neppure partono dalle rimesse in attesa di essere riparati. Basta provare attendendo alla pensilina, il numero dei mezzi è talmente ridotto che non solo arrivano stracarichi ma in perenne ritardo, dopo l orario previsto dalla tabella di marcia. L'età media del parco autobus in dotazione all Atac, composto dal 2213 vetture, è di 10 anni. Di queste circa il 16 per cento, pari a 360 vetture, ha superato il ciclo di vita utile, ossia ha più di 14 anni. Troppo poco, pochissimo per una città con quasi 3 milioni di abitanti e 1 milione e 800 mila pendolari. Sorpresa, saltano le nomine last minute di Alemanno Sorpresa, saltano le nomine last minute di Alemanno, è cambiato davvero il vento. O c è sotto qualcosa.il direttore generale di Roma Metropolitane ha annullato tutte le assunzioni dell ultima ora volute dal sindaco uscente. Non solo revocando quella dei cinque consulenti reclutati tra il primo e il secondo turno elettorale a 60mila euro netti a testa per un anno: uno scherzetto da 350mila euro. Ma pure sospendendo, in attesa di cancellarla definitivamente, la nomina ben più eclatante di Giammario Nardi, l ex vicecapo di gabinetto, gratificato una settimana prima del ballottaggio con un incarico da oltre 500mila euro. Il 31 maggio Alemanno aveva indicato uno dei suoi collaboratori più fedeli, Nardi appunto, per il ruolo di presidente della Commissione di collaudo tecnicoamministrativo della T3, la tratta più complessa della linea C, quella che va da San Giovanni al Colosseo. Sebbene il funzionario capitolino non avesse le competenze tecniche necessarie, ma una semplice laurea in legge. Dieci giorni dopo Alemanno perde le elezioni e il collegio sindacale di Roma Metropolitane chiede al presidente della società, Massimo Palombi, la convocazione urgente di un cda in cui il direttore generale Luigi Napoli avrebbe dovuto relazionare sul conferimento degli incarichi esterni. Il presidente però prende tempo. Nel frattempo Ignazio Marino scrive a tutte le aziende partecipate dal Campidoglio chiedendo di essere informato circa qualunque iniziativa possa incidere sulle principali scelte aziendali e organizzative. Il presidente Palombi capisce che l aria è cambiata e cede. Su tutti i fronti: non solo il consiglio viene convocato in fretta e furia il 17 giugno, ma individua anche il cavillo in grado di far saltare il contratto di Nardi. Una sciocchezza burocratica: la dichiarazione sostitutiva allegata all incarico (relativa al possesso dei requisiti e all assenza di incompatibilità o conflitti di interesse ai fini dell espletamento della prestazione) non è stata firmata. Incarico sospeso, si rivolga al sindaco. Più facile cancellare le cinque consulenze autorizzate da Alemanno il 1 giugno. Nei contratti degli ingegneri Palazzetti, Pacifici e Di Mario, dell architetto Morellini e del geometra Mogos era infatti contemplata la facoltà di recesso anticipato da parte della società. Detto fatto, Roma Metropolitane ha esercitato il 19 giugno, risolvendo senza nulla dovere i rapporti di lavoro con i beneficiati di Alemanno, strizzando l occhio al nuovo inquilino del Campidoglio. Avrà gradito?

6 6 martedì IlCORRIERE DIROMA Cronache 25 GIUGNO 2013 L iniziativa Botteghiamo: percorsi e segreti Torna l appuntamento con l iniziativa che valorizza le eccellenze artigiane della capitale. Al via i Tour alla scoperta degli antichi mestieri: giugno 2013 degli artigiani di Valentina Ughi Quando la voce del territorio è la musa ispiratrice di un idea, il risultato non può che essere vincente. Questo l iter del progetto Botteghiamo, unico nel suo genere, nato per sostenere e valorizzare l antico mestiere degli artigiani e quindi la qualità del Made in Italy, in particolare le botteghe storiche dei rioni Ponte, Parione e Regola. Proprio le eccellenze artigiane, infatti, nonostante le oggettive difficoltà economiche di una categoria in estinzione, rappresentano ancora l anima delle strade più affascinanti del centro storico di Roma: La vita dei rioni - spiega Simona Basili, ideatrice di Botteghiamo -, è alla base del nostro progetto che è riuscito a concretizzarsi solo grazie alla tenacia ed alla passione di chi ha voluto crederci. In questo contesto Botteghiamo, ideato da abcproject e promosso da Cna Roma Città Storica ed Associazione Botteghe Storiche, contribuisce alla loro rinascita attraverso molteplici attività culturali, momenti di aggregazione ed al confronto diretto con le istituzioni. Protagonisti tutti i maestri artigiani che, nelle diverse tappe dell iniziativa (giugno 2012 Roma Museo di Roma Palazzo Braschi, giugno-dicembre 2012 Sorrento Bastione di Parsano Antiche Mura, dicembre 2012 Roma Chiostro del Pio Sodalizio dei Piceni San Salvatore in Lauro, maggio 2013 Roma Tour Amo Renato Zero Palalottomatica), all interno delle location più esclusive, hanno esposto con entusiasmo i loro pezzi unici ammirati dai tanti cittadini e turisti presenti. Fra le attività privilegiate dell estate i Tour Botteghiamo, presentati ufficialmente nella conferenza stampa dello scorso 24 giugno e già sperimentati con successo sul territorio: insoliti percorsi fra vicoli e strade del centro storico, accompagnati da una guida alla scoperta degli antichi laboratori artigianali. Ad arricchire le visite guidate la Mappa degli Artigiani ed una preziosa Guida Illustrata Botteghiamo (entrambe disegnate a mano dal cartografo illustratore Mario Camerini), che suggerirà percorsi, luoghi di degustazione e shopping di qualità rigorosamente Made in Italy. Indicazioni originali, quindi, rivolte al turista, che arriva, resta e ritorna portando con sé un ricordo della Città Eterna ed ovviamente ai romani a caccia dei segreti del centro storico. Un opportunità, quest ultima, utile a tramandare l essenza degli antichi mestieri da una generazione all altra; soluzione auspicata da tempo dagli stessi artigiani e favorita proprio dagli organizzatori di Botteghiamo, che hanno più volte coinvolto anche giovani studenti e designer. Per le prossime passeggiate gratuite, in programma il giugno 2013, i partecipanti (info e richieste modulo d adesione potranno scegliere l orario più adatto alle proprie esigenze: ore 18 ( giugno, piazza San Salvatore in Lauro - spazio San Gallo ai Coronari), ore 10,30 (27-28 giugno, piazza della Pace - Caffè della Pace). Durante il percorso cittadini e turisti potranno interagire direttamente con calzolai, ceramisti, doratori, fabbri, falegnami, impagliatori, intarsiatori, liutai, marmisti, mosaicisti, orafi, restauratori, ricamatori, rilegatori, sarti, serigrafi, tappezzieri, intenti a raccontare aneddoti e far riscoprire le antiche tradizioni. Botteghiamo allora e passaparola! Taccuino Ma chi ha veramente trovato i fondi per l Estate Romana? L Estate Romana ci sara grazie ai fondi che abbiamo appena reperito. Il dipartimento della Cultura diffondera il programma nelle prossime ore. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Ignazio Marino durante una conferenza in ricordo di Renato Nicolini. Credo che Renato sarebbe contento ha aggiunto anche perche perdere l Estate Romana sarebbe stata una ferita grave. Secondo quanto si apprende dal Campidoglio il bando sull Estate Romana della giunta Alemanno era senza finanziamenti. Le risorse, circa 1,5 milioni di euro, sono state trovate attraverso una revisione del bilancio comunale. Affermazione che ha scatenato il centro destra capitolino. Il sindaco Marino da 24 ore si sta vantando di aver salvato l Estate Romana, certo a fare i belli con i soldi degli altri ci vuole poco. Ha detto di aver trovato 2 mln di euro nella maglie del bilancio, si quello di Alemanno. Ecco qui la differenza tra noi e loro. Nel 2008 noi trovammo 12 miliardi di buco ereditati dal centrosinistra e non sapevamo come pagare gli stipendi ai dipendenti del Comune, loro invece hanno trovato addirittura la disponibilita finanziaria. Questo conferma la nostra gestione oculata del bilancio e delle risorse capitoline e conferma le tante bugie che sono state detto su di noi, dichiara Federico Rocca esponente romano del Pdl. L Estate Romana si fara perche la nostra amministrazione ha pubblicato il bando e la copertura finanziaria sarebbe stata messa subito dopo le elezioni cosi come ha fatto Marino il quale non ha compiuto nessun miracolo aggiunge Quindi non si vanti di un merito che non ha e non creda di aver compiuto chissa quale impresa perche la sta facendo con i soldi lasciati dalla nostra amministrazione..

7 Inchiesta Le Cronache IlCORRIERE DIROMA 7 martedì 25 GIUGNO 2013 Cordone ombelicale, quel monopolio pubblico nasconde qualcosa? Venti bio-banche di Stato controllano il settore, trasparenza parola sconosciuta. E tutto parte da Roma di Carlo Rebecchi Trasparenza : per una classe politica sempre più sotto assedio, questa parola è diventata un vero e proprio mantra. Troppo spesso alle parole non corrispondono però i fatti. Un esempio? la politica del governo (o meglio: dei governi) sulle cellule staminali cordonali. Un capitale importante per curare gravi malattie di cui la sanità pubblica si è appropriata, impedendo ai privati contrariamente a quanto avviene nel resto del mondo di partecipare allo sviluppo di questo settore. Un monopolio sarebbe accettabile se desse dei risultati positivi per i cittadini: ma in Italia questo non è il caso. Siamo davanti all ennesimo carrozzone pubblico, che alimenta se stesso ma non i cittadini. Soprattutto quelli bisognosi di cure. Negli ospedali, nei reparti di maternità pubblici e nei corsi pre-parto di molte strutture sanitarie di Roma è evidente la richiesta alle partorienti di corrette informazioni su come conservare per la propria famiglia o donare il cordone ombelicale affinché il sangue così raccolto, che è dotato di una vitalità senza confronti, possa permettere di curare bambini altrimenti destinati alla morte. Chi potrebbe girarsi dall altra parte? Nessuno, pensiamo. C è però un piccolo ma. Ed è il fatto che le energie che la sanità pubblica e il suo personale spendono per raccogliere il sangue dei cordoni ombelicali non servono tanto a salvare bambini malati quanto a mantenere in piedi una struttura che si sta soprattutto rivelando un costo. E, per alcuni, un business. Se così non fosse, non ci sarebbero Italia ben 20 bio-banche tutte pubbliche dove conservare il cordone ombelicale, mentre nel mondo intero il loro numero non arriva neppure a 150 e la maggior parte dei paesi europei ne ha una o al massimo due. L Italia invece ne ha una per ogni regione e spesso anche di più; e a Roma, ce ne sono addirittura tre, tutte pubbliche. Davanti ad un simile impegno della sanità nazionale, ci si aspetterebbero risultati strabilianti. Invece no. Per esplicita ammissione del Centro nazionale del sangue, da cui le bio-banche dipendono, solo il 12% circa dei campioni donati viene messo a disposizione dei bambini malati esposti nella propria pubblicità o di quelle delle Onlus per la donazione; il resto diventa altro, e finisce altrove. Donato o comperato? In Italia la legge consente soltanto la donazione eterologa delle cellule staminali cordonali. La conservazione delle cellule per uso autologo, cioè personale, è vietata, così come non possono esserci bio-banche private per la conservazione delle cellule. Che però le partorienti possono farsi prelevare e trasferire in bio-banche straniere (numerose appena fuori dai confini del Bel Paese). Il solito pasticcio, insomma. Bandita anche ogni forma di comunicazione, dato che in molti ospedali pubblici è impedito agli informatori scientifici di contattare i ginecologi su questo argomento, alla faccia della libertà di iniziativa economica, di informazione e di libero arbitrio. In Italia, le fonti sanitarie pubbliche spiegano il loro no alla conservazione autologa con il fatto che non esisterebbero a favore evidenze scientifiche. In Europa (ma non ne fa parte anche l Italia?) l opinione prevalente è diversa, ci sono bio-banche pubbliche e private, la comunicazione non solo è accettata ma è addirittura stimolata. In Italia di conservazione del sangue cordonale per uso personale non si deve parlare, se non si vogliono correre rischi. E così, su 100 parti solo nel 5% dei casi viene conservato il sangue del cordone: il 2,5% per la propria famiglia e trasferito in bio-banche all estero l altro 2,5% per la donazione: una inezia, considerate le 20 bio-banche pubbliche e le risorse utilizzate per promuovere la donazione eterologa. Un ulteriore conferma che solo una comunicazione trasparente, etica e completa della donazione e della conservazione autologa sensibilizza realmente i cittadini e favorisce lo sviluppo dell una e dell altra. Questa è la norma, ma non la regola. Per i VIP e i soliti noti le cose vanno diversamente. A questi clienti i ginecologi spiegano l importanza della consersazione autologa delle cellule staminali del proprio neonato. Il risultato è che la conservazione delle cellule cordonali per la propria famiglia è diventata elitaria non per il costo del servizio di conservazione autologa, che è persino rateizzabile (all estero) ma soprattutto per il trattamento di riguardo che la categoria dei ginecologi romani riserva a questa casta - quella di coloro i cui genitori hanno potuto sapere che nasce dai comportamenti di medici sempre più dimentichi del giuramento di Ippocrate e di una amministrazione miope, che cerca di sopravvivere con forme di autodifesa sempre meno comprensibili. Retroscena L accordo di mezzanotte Pd-Pdl raccontato dai grillini L Accordo di mezzanotte, cosi il gruppo consiliare M5S del Lazio definisce l intesa per la spending rewiew in Regione. Ore del 22 giugno. E appena finito il VI consiglio del Lazio si legge in un comunicato -. Le 5 ore di sospensione della seduta (dalle 15 alle 20 di ieri) non sono servite praticamente a nulla se non, forse, a permettere a qualcuno di partecipare alle nozze di Gramazio-figlio. Niente accordi ne maxi-emendamenti pomeridiani, solo una lunga pausa e migliaia di euro in piu spesi per pagare gli straordinari del personale della regione che si e trovato a dover lavorare tutta la notte. Poi l accordo di mezzanotte. Pd e Pdl si riuniscono in una brevissima sospensione dei lavori e, in soli dieci minuti, si accordano per eliminare circa 600 emendamenti in un sol colpo e mantenerne in piedi solo 15 prosegue la nota -. Ci chiediamo che valore potessero avere quei 600 emendamenti da poter essere eliminati in una manciata di minuti. Ci chiediamo come sia possibile e perche una seduta cosi importante per tutti i cittadini della regione si debba svolgere in improponibili orari notturni. La risposta ci viene fornita da un esponente del Pd che, forse sovrappensiero, si fa scappare la frase trasciniamo i lavori di notte e preferibilmente il fine settimana perche le agenzie sono ferme. Non abbiamo la pressione della stampa e possiamo muoverci piu tranquillamente. Sostanziale ed importante il contributo del M5s Lazio, lo riconosce anche Storace durante il dibattimento prosegue -. Tra gli emendamenti a firma 5 stelle approvati ricordiamo quello sull introduzione della responsabilita dei dirigenti in caso di violazione della direttiva nazionale, che impone limiti alla spesa per l acquisto di mobili e arredi, e quello che impone un tetto massimo giornaliero per le spese di trasferta in caso di missioni istituzionali (senza l emendamento 5 stelle il rimborso sarebbe stato illimitato!). Ma veniamo al sodo: la questione vitalizi. Pd e Pdl respingono prima il nostro emendamento sull abolizione dei vitalizi (norma anti Fiorito) e poi quello sulla conversione al sistema contributivo con eta vitaliziabile a 65 anni. Passa invece emendamento Pd che abolisce il vitalizio solo a Fiorito, di dubbia costituzionalita e che, probabilmente, verra bloccato (e Fiorito ringrazia). Evidente la abissale differenza nella concezione di spending rewiev: il Movimento voleva abolire i vitalizi per tutti (assessori, consiglieri.), loro volevano tenere i vitalizi per se e li hanno aboliti solo a Fiorito. Per la cronaca va ripresa la rabbiosa reazione dell ufficio stampa del Pd regionale, che parla di ricostruzione fantasiosa

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9 la ANNO III / NUMERO 5 / MARTEDI 18 GIUGNO 2013S Sanità del Lazio VISTI AL SANIT Fascicolo sanitario elettronico, Lazio ancora all anno zero a pagina 13 IL CASO Blatte in camera operatoria (al San Camillo)? Non scherziamo a pagina 15 La sanità può uccidere, il sistema dell emergenza non funziona più Morire aspettando l ambulanza Giovanni Tagliapietra a pagina 12 Paziente cronico, la Federfarma ha un progetto. Ma con chi ne parla? La strada da seguire e' quella di una farmacia di comunita' che non dispensa solo il farmaco e singoli servizi al cittadino, ma che prende in carico il paziente cronico in concertazione con il medico curante e che fa rete con gli attori della filiera. ''Nella nostra Regione, migliorando l'adesione ai trattamenti delle persone a rischio, si sarebbero potuti risparmiare 320 milioni di euro nel solo 2008, che sarebbero stati 340 nel 2010 e che (a prezzi costanti) potrebbero salire addirittura a 450 milioni nel Frasi importanti, pronunciate nel corso di un dibattito al Sanit da Franco Caprino, sempreverde presidente di Federfarma Lazio. Tra tante parole gettate al vento, tra tante ipotesi strampalate, qualcuno mette giù una indicazione operativa, avanza un progetto. Ma per prendere in carico il paziente cronico, come dice Caprino, ci vuole un interfaccia pubblico, una cabina di regia che ragioni, che abbia le idee chiare. E qui casca l asino. Da dove ricominciamo?

10 10 la S S anità Lazio del martedì 25 GIUGNO 2013 LA MAPPA DEL POTERE Asl Viterbo Commissario Direttore sanitario Direttore Amministrativo Luigi Macchitella Patrizia Chierchini Giovambattista Grassi Asl Rieti Direttore Generale Direttore sanitario Direttore Amministrativo Asl Frosinone Commissario Direttore sanitario Rodolfo Gianani Pietro Scanzano Adalberto Festuccia Vincenzo Suppa Mauro Vicano Direttore Amministrativo Luca Di Maio Asl Roma A CENTRO STORICO Direttore Generale Camillo Riccioni Direttore sanitario Direttore Amministrativo Barbara Giudiceandrea Alessandro Moretti LEGENDA Asl Roma B CENTRO STORICO Direttore Generale Vittorio Bonavita Direttore sanitario Enrico Piroli Direttore Amministrativo S. Cenciarelli Commissario Facente funzioni A rischio? Vacante In uscita Asl Roma C EUR E DINTORNI Direttore Generale Antonio Paone Direttore sanitario Direttore Amministrativo Paolo Palombo Giancarlo Gava Asl Roma D DA TRASTEVERE A OSTIA Direttore Generale Alessandro Cipolla ff Direttore sanitario A. R. Buttiglieri Direttore Amministrativo Alessandro Cipolla Asl Roma E DAL VATICANO A BRACCIANO Commissario Angelo Tanese Asl Latina Direttore Generale Direttore sanitario Direttore Amministrativo Renato Sponzilli Ennio Bruno Cassetta Ulderico Rossi Direttore sanitario Direttore Amministrativo Francesco Siciliano Cristina Matranga ff AZIENDE OSPEDALIERE Asl Roma F CIVITAVECCHIA Commissario Giuseppe Quintavalle S.Andrea Direttore Generale Maria P. Corradi San Giovanni Addolorata Direttore Generale Gianluigi Bracciale Direttore sanitario Antonio Carbone ff Direttore sanitario Domenico A. Ientile ff Direttore sanitario Gerardo Corea Direttore Amministrativo Duilio Iacobucci ff Direttore Amministrativo Egisto Bianconi Direttore Amministrativo Massimiliano Gerli Asl Roma G TIVOLI, GUIDONIA, SUBIACO Direttore Generale N. Renzo Brizioli Direttore sanitario Federico Guerriero Direttore Amministrativo Daniele Aguzzi San Filippo Neri Commissario straordinario Lorenzo Sommella ff Direttore Sanitario Patrizia Magrini Direttore Amministrativo Manuel Festuccia ff San Camillo Forlanini Direttore Generale Aldo Morrone Direttore sanitario ad interim Caterina E. Amoddeo Direttore Amministrativo Fabrizio D Alba Asl Roma H CASTELLI, ANZIO, NETTUNO Commissario Claudio Mucciaccio Direttore sanitario Danila Fiorillo Direttore Amministrativo Antonio Celiberti Spallanzani Direttore Generale Direttore Sanitario Direttore Amministrativo Vitaliano De Salazar Andrea Antinori ff Lorella Mengarelli Policlinico Universitario Umberto I Direttore Generale Domenico Alessio Direttore sanitario Amalia Allocca Direttore Amministrativo Marta Branca I manager polveriniani non si cambiano si convertono Direttore Generale Cambiare costa troppo, bisogna rispettare i contratti, meglio usare tattiche diverse, i manager polveriniani non si cambiano, si convertono un po', alla volta, si fanno "ragionare".. E così le variazioni di questa mappa sono minime, una pennellata a Viterbo, una a Civitavecchia e via. Dopo il botto della settimana scorsa con l'uscita di scena di Flori De Grassi, "comandata" in Regione, non ci aspettiamo più niente. A meno che nel Pontino... Ifo Direttore sanitario Direttore Amministrativo Lucio Capurso Marina Cerimele Giorgio Marianetti

11 la S anità del Lazio 11 Smartedì 25 GIUGNO 2013 L editoriale Meno male che è arrivata Flori De Grassi Facciamoci forza, alle disperate richieste d aiuto che vengono dal settore la Giunta regionale risponde con proclami, con suggestioni, con grandi piani strategici. Bisognerà aspettare, come al solito, per vedere se qualcuna delle promesse fatte andrà a buon fine. Per il momento calma piatta con qualche scivolone melodrammatico sul quale non vale nemmeno la pena di soffermarsi. Avevano scritto, la scorsa settimana, che la sanità laziale aveva già smesso di respirare, corroborando la tesi con un forte ed efficace intervento di una addetto ai lavoratori, diciamo oggi la stessa cosa, siamo attaccati al respiratore artificiale, in coma farmacologico, in attesa che qualcuno ripristini le condizioni minime vitali. Non è polemica contro qualcuno, ma la fredda analisi, il resoconto di una realtà di fatto. L elenco delle emergenze è interminabile, a cominciare da quella del sistema delle emergenze. Fateci caso, l Ares 118 sta scoppiando, e di qualcuno sarà bene la colpa. Di chi la gestisce, di chi la controlla, di chi non sa sciogliere il nodo gordiano dell accordo forzato con la Croce Rossa? Le ambulanze arrivano in ritardo, basta scorrere le agenzie di notizie per scoprire giorno dopo giorno i fatti, le incongruenze a questo proposito; i centralini non rispondono con prontezza, la gente alla fine muore. Nell inferno del Pronto Soccorso, in attesa di un soccorso che non arriva. Ma la politica ha impedito che si venisse a capo del problema e oggi non avendo soluzioni volta lo sguardo altrove, fingendo una colpevole distrazione. E ci si chiede poi il perché della sfiducia del cittadino, dell utente, del paziente, che non sa più a chi fare riferimento, a chi credere. Siamo capaci di grandissimi interventi, siamo bravissimi ad un certo livello, ma nella media possiamo contare su una sanità pericolosa per i malati e per se stessa. Servirebbero iniezioni massicce di uomini e di risorse, servirebbero idee, determinazione, una guida di polso, illuminata e autorevole. Non si è capito se non ci spetta per contratto, se non ce la possiamo permettere o se qualcuno, pervicacemente, fa muro a qualsiasi soluzione ragionevole e immediata. I funzionari infedeli agiscono ancora indisturbati, i dirigenti spesso sono poco capaci o troppo disponibili. E presto per dire se tra vecchia e nuova giunta ci sia una sostanziale differenza. Il governatore Zingaretti, lo si è capito, ha scarso interesse per il il BORSINO della SANITA Troppi apprendisti stregoni, ma adesso c è la Degrassi Si sono visti abbastanza i manager della sanità all ultima edizione del Sanit, nei giorni scorsi, ma si sono limitati a presenze formali, senza lasciare traccia consistente. Il presidente della Commissione Sanità Lena, il direttore generale del S.Camillo Forlanini Morrone. Ha bucato il suo dibattito Paone, manager sfuggente della Asl RmC. Sfugge anche ai suoi interlocutori sul territorio, qualcuno dice che la sua poltrona scotta. Scotta anche quella del suo collega di Latina, Sponzilli arroccato sulle sue posizioni e in rotta con la Giunta. Chissà se il nuovo dirigente centrale della Regione, Flori De Grassi, reagirà con energia a certe situazioni o userà il guanto di velluto. Non brillano i vertici della Asl RmD, Cipolla e Buttiglieri, in rapporto alle grane che hanno sul territorio, leggi Cem e Cpo. Il contribuente paga perché i manager si sporchino le mani non perché girino al largo. Tutto tace in altre Asl, mura impenetrabili di privacy, chissà perché. Una tirata d orecchi a Sergio Marchi, uno di quelli che hanno perso le ultime elezioni e oggi si accontentano della sedia di consigliere municipale. Ha fatto una giustissima sparata sull Oftalmico, il disgraziato ospedale di Piazzale degli Eroi. Fino a poche settimane fa Marchi era dalla parte di chi governava, in questi anni ha gestito anche un discreto potere. Perché non era intervenuto allora? Sembra aver abbandonato infine il campo della sanità Enzo Foschi, in predicato di fare l assessore nella Giunta Marino. Era un mastino e picchiava duro. Ma aveva quasi sempre ragione. CHI SALE dall alto Flori De Grassi e Morrone CHI SCENDE dal basso Marchi, Cipolla e Paone quadrante sanità, non sa dove mettere le mani, non sa che farsene, è commissario ad acta ma non esercita e nemmeno spinge su Palazzo Chigi perché mandino un paio di sub-commissari come tocca agli altri presidenti di regione alle prese con un piano di rientro. La sensazione è che Zinga non insista più che tanto, accontentandosi del suo cerchio magico per governare. Quella della Polverini era targato Ugl, quello dell attuale presidente è stato realizzato con un copia-incolla, sono uomini della Nomenklatura del partito capitolino, uomini che si muovono nell acqua da anni, sotto la regia di Bettini-Veltroni-Gasbarra e compagnia, e che già avevano fatto il nido a Palazzo Valentini, in Provincia. Stranamente sembrano avere scarso interesse per la sanità pubblico-privata, più per il controllo degli uomini e del territorio. E allora chi la governa, la sanità del Lazio? Non c è neanche un assessore. Per fortuna da tre settimane è entrata in gioco Flori de Grassi, manager sanitaria di lunghissimo corso, di area e quindi sicura, e che comunque conosce il settore come le sue tasche. Ha lasciato il posto di direttore sanitario all Ifo e ha preso possesso dei fascicoli caldi rimasti congelati sul tavolo del suo predecessore. E già intervenuta a gamba tesa nella questione Policlinico sbrogliando per Alessio la intricata matassa. Per un caso (parzialmente) risolto decine di altri aspettano di essere affrontati. La De Grassi ha il piglio autoritario e decide senza guardare (ne ascoltare, talvolta) in faccia nessuno. E salita su un treno in corsa, con una linea grossolanamente tracciata. La condividerà? Darà la sua impronta? Se farà veramente la differenza lo scopriremo nelle prossime settimane

12 12 la S Il caso anità Lazio del Smartedì 25 GIUGNO 2013 La sanità può uccidere, il sistema dell emergenza non funziona più. E nessuno fa nulla Morire in una manciata di minuti aspettando l ambulanza Per mezz ora il centralino del 118 non risponde, un eternità. La paziente poteva essere salvata? di Giovanni Tagliapietra Non lo vuole accettare Zingaretti, fanno finta di non capirlo il sistema, i media, gli amministratori. Lo sanno benissimo i media, gli operatori. Tutto si regge su un delicatissimo equilibrio, è come pattinare su un lago ghiacciato con sulle spalle dei pesi. La tragedia può accadere in qualsiasi momento. A Roma di sanità si muore. E se si sopravvive è per una serie di piccoli miracoli che la buona sorte regala a piene mani. Fanno letteralmente dei miracoli gli operatori, prima di tutto. Ma è chiaro a tutti che non si può andare avanti a lungo così. LA STORIA La malata peggiora, ma la situazione non sembra disperata. Si decide di chiamare un medico. Uno specialista per la precisione, arriverà per decidere il da farsi. Tutto precipita verso le 20, e la decisione di chiamare un ambulanza è inevitabile. I segni di una crisi sono sempre più evidenti, sconvolgenti. Ma il centralino del 118 suona a vuoto, a lungo. Passano i minuti, la tensione aumenta, il senso di frustrazione e di impotenza non trova sollievo. Si prova con il 113, l operatrice collabora e chiama in diretta quel numero maledetto. Niente. Siamo arrivati alla mezz ora, la malata è in preda a convulsioni incontrollabili. Nuova telefonata al 113, nulla da fare. Un familiare è incollato all apparecchio, il numero dell emergenza suona sempre a vuoto. Poi, improvvisamente tutto si sblocca. E un codice rosso. Ma sono quasi le 21. Arriveranno insieme, soccorritori e quel medico di cui si parlava. La malata è agonizzante, i soccorritori misurano la pressione, non hanno con loro farmaci salvavita. Né li ha il medico. Momenti di panico, durante i quali la paziente, una dolce signora di 79 anni, probabilmente smette di lottare. Gli infermieri non praticano Ciò di cui non si parla alcuna cura - c è un area grigia che è doloroso chiarire - la prendono e la portano giù per le scale, come un sacco. Le telecamere di sorveglianza, sulla porta d ingresso, immortalano impietosamente quei momenti, quei gesti. L ambulanza parte a sirena spiegata senza prendere a bordo il familiare. L affannosa corsa al Pronto Soccorso, l angoscia in sala d attesa, l imbarazzo di infermieri e del responsabile medico di turno. La malata è morta, comunicano con dolcezza ai parenti. E arrivata morta, lo hanno scritto quelli del 118, deceduta durante quei 4-5 minuti di tragitto. L autopsia chiarirà particolari tecnici, forse lascerà mille interrogativi. Qualcuno, tra il personale presente nella struttura in quelle ore, farà filtrare la notizia al paese di origine della signora, violando la privacy. Ma questo è un altro discorso, c è una indagine in corso seguita personalmente dal direttore generale dell Ospedale, ci sono in gioco un paio di reati importanti. Ma torniamo alla storia. Il sistema di emergenza non ha funzionato, l equipaggio di quella ambulanza ha probabilmente diverse cose da rimproverarsi. La paziente era già deceduta prima del trasporto e gli infermieri si sono assunti la responsabilità di non comunicarlo? Potevano tentare tutte quelle manovre di rianimazione e di salvataggio che si vedono nei film? Sono stati approssimativi, o magari peggio? La questione del centralino. I diversi passaggi di questa storia angosciosa sono documentati, è tutto registrato, è nella memoria dell Ares 118, in quella del 113. Le immagini sono in un file scaricato dall impianto di video sorveglianza. Non ci sono alibi. All Agenzia non li cercano nemmeno, confermano tutto. Le chiamate risultano anche a loro. Ma erano sotto pressione proprio in quell ora. Oltre settanta chiamate, una sparatoria. Il consiglio del dopo è quello di restare incollati al telefono, perché dopo un minuto l operatore sicuramente risponderà. Grazie tante. Sull operato dell equipaggio dell ambulanza la difesa è totale, il referto è trasparente. Parla anche della presenza del medico - quello privato arrivato casualmente assieme ai barellieri - e i dirigenti dell Ares provano a dire che doveva essere quest ultimo a prendere in mano la situazione. Quale che sia la linea di condotta da seguire a pagare sono la paziente e i familiari. Il soccorso è arrivato in ritardo, doloroso dirlo, forse la conclusione poteva essere diversa. Doveva essere diversa. Chiedere un inchiesta, denunciare, far aprire un fascicolo in Procura? Possibile. Non cambierà l inevitabile ma forse renderà giustizia. TIRIAMO LE SOMME Questa vicenda è paradigmatica, se ne potrebbero raccontare altre, la cronaca in questi giorni fornisce altri episodi. Quello che dovrebbe essere il servizio chiave di emergenza fa acqua da tutte le parti, dal vertice della piramide alla base. E qualcuno dovrà pur avere delle responsabilità in questo. L Ares 118 è un carrozzone come dicono e scrivono in tanti? Serve a mantenere una dozzina di alti dirigenti a discapito dell efficienza? Nessuna accusa specifica, si sono visti sul campo atti di puro eroismo, di dedizione, di abnegazione. Ma se si moltiplicano gli atti di intolleranza, se la caccia al barelliere divernta uno sport capitolino un motivo ci deve pur essere. La realtà, a quel che è dato di vedere, è che per ragioni di bottega, di miopia politica, si sono sottovalutati i segnali di pericolo. Le regole del gioco sono chiare ma non vengono rispettate, servono uomini, mezzi, preparazione. E invece il 118 vive a sua volta nell emergenza, senza uomini, mezzi, preparazione. I pasticci con la Croce Rossa, gli appalti alle Croci private, i subappalti del servizio decisamente avventurosi. E ancora le barelle ferme ai Pronto Soccorso, i mille episodi di cronaca nei quali sguazzano, ma solo superficialmente, i giornali. Nessuno paga, eccetto i cittadini, naturalmente. Ed è triste scoprire che alla fine è tutta una questione di soldi, di potere, di poltrone. Sono colpevoli in solido i governatori, i manager dell Agenzia, quelli della Croce Rossa. A loro il conto non lo presenta mai nessuno. E evidente, non molleremo l osso e andremo fino in fondo. Ma quanto costa il carrozzone Ares 118? Il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, interviene duramente sui recenti episodi di violenza a danno di operatori del servizi di emergenza 118, che hanno visto cittadini inferociti scagliarsi in modo selvaggio, con aggressioni ai soccorritori delle ambulanze. Ma si chiede quanto costa l Ares 118 e la moltiplicazione dei posti dirigenziali. Minacce, violenze, percosse a danno di infermieri, autisti e barellieri sono frutto di un sistema distorto in cui, per colpe di altri, pagano sempre i più esposti. Non è più tollerabile che, per un presunto ritardo dell ambulanza siano aggrediti gli unici che si prodigano per aiutare e prestare soccorso, a cui va tutta la nostra solidarietà. Il presidente continua additando i motivi che, a suo avviso, sarebbero la causa scatenante di tanto livore. Il servizio di emergenza 118, nato per decreto nel 1992, attivato nel 94 alle dipendenze dell Azienda San Camillo Forlanini funzionava allora molto meglio e costava, dati alla mano, tre volte meno di quanto non accada attualmente. La creazione dell Ares Azienda regionale emergenza sanitaria ente autonomo con proprio bilancio e autonomia gestionale, ha significato un aumento esponenziale di poltrone dirigenziali, costi e investimenti dubbi che piuttosto che convergere in miglioramenti strutturali hanno favorito i soliti noti. Chiediamo che il tanto sbandierato nuovo corso della Regione Lazio entri nel merito sulla gestione di tale ridondante carrozzone.

13 la S anità del Lazio 13 Smartedì 25 GIUGNO 2013 Visti al Sanit Il governo Letta accelera, la realtà è tutt altra cosa. Cronaca di un dibattito Fascicolo sanitario elettronico Lazio ancora all anno zero previsto: 1,8 milioni di euro dalla Regione Lazio e 1,2 milioni di euro dalla Unione europea attraverso la progettazione. Un bando è quasi pronto per la pubblicazione nel prossimo settembre per realizzare il Fse del Lazio e si dovrebbe realizzare entro un anno. Il Lazio entro fine anno avvierà il progetto in uso presso la Regione Veneto per i referti on line e quindi sarà possibile scaricare entro la fine dell anno i referti in formato digitale. Non si tratta del fascicolo, ma è l inizio di una sinergia. Il grosso del problema pare sia la classe medica, restia a non modificare il proprio lavoro routinario con gli assistiti. Ma questa è la strada tracciata e chi si rifiuterà di adottare le nuove regole digitali in campo sanitario sarà giudicato negativamente dalle aziende sanitarie da cui dipendono. Di Stefania Pascucci Finalmente il Fascicolo sanitario elettronico sarà realtà per il cittadino. Un accelerata è stata data con il decreto del fare : la Regione Lazio dovrà presentare il piano di progetto del Fse all Agenzia per l Italia digitale entro il 31 dicembre Entro il 31 dicembre 2014 questo sarà istituito. L Agenzia per l Italia digitale e il ministro della Salute dovranno valutare e approvare i progetti. Di che cosa si tratta. E una sorta di carta d identità in cui si troveranno le informazioni sullo stato di salute dei singoli cittadini, dalle analisi agli accessi ai pronto soccorso, alle prestazioni specialistiche ai ricoveri ospedalieri, alle malattie di cui si soffre. Un panorama completo che permetterebbe di avere un miglioramento delle prestazioni fino ad arrivare a un risparmio dei costi. Si realizzerebbe la sanità in rete, quello che per noi è oggi fantascienza, in America è pane quotidiano. Il Lazio, commissariata per il Piano di rientro dal deficit, rispetto all attuazione di programma siamo ancora all anno zero. La Lombardia, al contrario, ha già effettuato un programma di investimenti sia sul piano informatico tecnologico che di risorse. La Regione lombarda ha coinvolto, per il settore informativo, 1200 operatori dedicati al fascicolo elettronico di cui 400 tecnici, 400 dipendenti, 400 consulenti esterni e 400 operatori front desk. La Regione Lazio avvierà una progettazione con la Lait, la società in house. Per ora si parla di un avviamento del programma fondi ordinari e fondi europei per lo sviluppo regionale. Il finanziamento Due momenti del dibattito. Nella foto piccola il dott. Tozzi pediatra del Bambino Gesù VISTI AL SANIT/2 di Marco Buccioli La novità è Sanares, una rete socio sanitaria che fa da ponte tra pubblico e privato La legge n. 833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, prese in esame solo marginalmente (art.2 comma f) l argomento della longevità dei cittadini riferendosi a una generica prevenzione fisica e psichica. Non si resero conto allora, gli estensori della Riforma, che negli anni a venire sarebbe progressivamente aumentata la vita media degli italiani - oggi ha raggiunto gli 85 anni per la donna e gli 80 per gli uomini con una previsione di 100 anni per le giovani generazioni - e che questo aumento avrebbe determinato problemi sociali legati a quelli sanitari, non governabili in presenza di un assistenza ospedalecentrica e fondata sulle prestazioni che non si inquadrano spesso con l appropriatezza, il risparmio, l urgenza di orientare la giusta spesa verso la cura delle cronicità che sono proprie dell anziano. Cronicità che sono invece da affrontare con la presa in carico del paziente che è spesso socialmente condizionato dall età avanzata e dalle non autosufficienza, disabilità, solitudine. Gli aderenti alla Rete Sanares (ambulatori polispecialistici di diagnostica per immagini, RX, RMN, TAC, ECO, laboratori di analisi, fisioterapia, medicina dello sport, medicina estetica e chirurgia plastica, chirurgia ambulatoriale, visite specialistiche, assistenza domiciliare, check-up di prevenzione e cura, odontoiatra) ritengono sia giunto il momento di effettuare un comune sforzo teso ad aggiornare dopo 34 anni la Riforma e soprattutto ad assicurare agli Anziani la conoscenza e quindi il rispetto dei loro diritti, i relativi mezzi per realizzarli, la libertà di cogliere le opportunità e le offerte destinate a tutelare, sia il loro stato di salute fisica, sia quanto è di pertinenza sociale connesso al sanitario, per garantire una ragionevole condizione di vita. Tutto ciò nel rispetto della appropriatezza clinica e organizzativa indicata nella normativa di riferimento. In questo contesto Sanares - presente al Sanit 2013 e costituita ai sensi della Legge 122/ e analoghe iniziative imprenditoriali in sanità possono rappresentare un nuovo punto di partenza nell'integrazione pubblico-privato. Integrazione orientata a rimuovere gli attuali ostacoli all esercizio compiuto di quei diritti che riguardano 12 milioni di anziani (1/5 della popolazione italiana) di cui 8,5 milioni sono portatori di una importante patologia cronica e la cui ulteriore metà non riesce ad ottenere le cure adeguate (dati O.T.E.).Si tratta di raggiungere il benessere della persona e un dignitoso futuro per gli anziani, assicurando loro da parte delle Istituzioni preposte il riconoscimento e l autorizzazione per ogni iniziativa qualificata tesa a soddisfare il fabbisogno sociale e sanitario dei cittadini mediante mezzi e professionalità. Sanares sta cercando di promuovere un nuovo progetto che prevede una forte collaborazione tra le strutture pubbliche e quelle private accreditate per un rilancio della sanità della Regione Lazio attraverso nuovi servizi che prevedano la presa in carico del cittadino. Purtroppo oggi ci troviamo ancora di fronte a problemi noti a tutti quali: a) la burocratizzazione del Sistema Sanitario che confligge con una razionale e costante garanzia di un accesso percorribile alle diagnosi e cure da parte del cittadino; b) la frammentazione dell organizzazione ed erogazione assistenziale secondo territori regionali; c) lo storico indirizzo ospedalecentrico della Riforma che ha condizionato contestualmente sia la funzione istituzionale del nosocomio, sia quella del territorio; d) la persistente negazione del diritto alla libera scelta nel ricorso da parte del cittadino alle strutture pubbliche e/o private accreditate che sono componenti uguali del pubblico servizio. Emerge l urgenza di affrontare e portare a soluzione anche i problemi che chiedono risposte articolate tra il sociale e il sanitario, affrontando il problema dell'appropriatezza prescrittiva e delle liste d'attesa che Sanares ha brillantemente risolto attraverso la realizzazionedi un CUP, centro unico di prenotazione, efficace e funzionale fruibile anche via web.

14 14 la S anità Lazio del Smartedì 25 GIUGNO 2013 In primo piano Telenovela infinita, la proroga al 15 giugno è passata, e non è successo nulla Cem, nessun vuol prendersi Il direttore sanitario della Asl RmD Buttiglieri si è precipitata al centro di via Ramazzini per rassicurare tutti. Ma il dubbio rimane di Alessandra De Gaetano Il piano strategico sembrava pronto per la conclusione in tempi brevi della vicenda del Cem (il centro di educazione motoria) della Croce Rossa che ha scongiurato la chiusura il 1 giugno scorso. Il Prefetto di Roma era stato chiaro il 16 maggio: «la Cri prosegua i servizi e rimuova le carenze, la Regione sistemi le autorizzazioni e gli accreditamenti». E mentre la prima si è data da fare per ottemperare alle richieste, la seconda tace. E tra le mura del Cem, che ospita oltre 50 ragazzi con patologie gravi e gravissime, dove in questi giorni il servizio procede normalmente anche negli ambulatori, si respira un'aria di angoscia, come raccontano i genitori. Il 31 maggio scorso, che doveva decretare la chiusura del servizio è giunta, da parte del Direttore generale la responsabilità di decidere della Cri, Patrizia Ravaioli, una comunicazione di proroga al 15 giugno della "procedura di disattivazione progressiva dei servizi del Cem", si legge in un comunicato inviato ai genitori dei ragazzi. E sorgono ulteriori dubbi, in una situazione di stallo, senza un referente in grado di dare risposte e con la magra consolazione per i genitori che finché saranno vivi, nessun ragazzo si muoverà dai locali della struttura. Intanto, nei giorni scorsi il Direttore sanitario della ASL RM/D, Dott.ssa Buttiglieri ha incontrato i ragazzi dei reparti residenziali. «Ho visto commozione nei suoi occhi - ha detto Maria Cidoni, la mamma di Barbara - succede a tutti quando vengono a visitare il Cem».E sull'incontro con il Direttore sanitario, la Cidoni ha commentato «ci ha rassicurati dicendoci che nessun servizio verrà sospeso e ci ha detto di aver inviato una comunicazione, a chi le chiedeva di trovare un'altra sistemazione per i nostri ragazzi, sottolineando che l'unico posto adatto ai ragazzi con queste patologie è il Cem e tutti dovranno collaborare affinché si riporti a norma la struttura». Intanto, anche il 15 giugno è passato e nulla è cambiato. Villa Stuart: sport e protesi d anca Prof. Attilio Santucci Medico Chirurgo Specializzato in Ortopedia e Traumatologia. Procedure, benefici e indicazioni per gli sportivi reduci da infortunio. Il parere del Prof. Attilio Santucci: Vanno evitati gli sport di corsa e contatto di Paolo Brandimarte L artroprotesi d anca o protesi totale d anca, è un articolazione artificiale realizzata in leghe metalliche, materiali plastici e/o ceramici, che va a sostituire l anca usurata, riducendo il dolore e ripristinando la funzione articolare. In virtù delle innovazioni tecnologiche introdotte nella pratica clinica, l intervento di protesi d anca è divenuto nel tempo meno invasivo, fino ad assumere, nelle mani di un chirurgo esperto, i contorni di un operazione di routine. Prof. Santucci, che cos è la protesi d anca? Come già premesso, si tratta di un articolazione artificiale che sostituisce quella anatomica, alterata irreversibilmente da vari processi patologici. L anca o articolazione coxo femorale, è costituita da due elementi (a livello scheletrico): la testa femorale e l acetabolo, ricoperti dai rispettivi strati di cartilagine articolare. Nel momento in cui l anca risulta compromessa, con perdita della funzione articolare e dolore anche a riposo, si rende necessario la sostituzione delle superfici articolari con componenti protesiche Quando è indicato l intervento? Come per gli interventi chirurgici in generale, l artroprotesi è indicata nel momento in cui i vari trattamenti conservativi (terapia medica, infiltrazioni articolari con acido ialuronico e cortisonici, fisiochinesiterapia e riposo), applicati nei modi e nei tempi giusti, non hanno conseguito un risultato soddisfacente per il paziente. Vi sono potenziali rischi legati all intervento? Ai rischi generici connessi alle procedure chirurgiche in genere ( emorragia, trombo embolie, ematoma post chirurgico, infezione, sofferenza della cicatrice chirurgica con possibile deiscenza, infezione, anemia), esistono rischi specifici tra cui frattura periprotesica femorale, paralisi nervose, instabilità dell impianto con sub lussazione o lussazione, dismetria degli arti inferiori e rottura delle componenti protesiche. È possibile praticare sport con una protesi d anca? Molti sportivi, superato il trauma dell operazione e recuperata la buona funzione dell anca, desiderano riprendere l attività sportiva praticata in precedenza. Per un portatore di protesi d anca, la corsa è possibile ma rischiosa ai fini della sopravvivenza dell impianto. Pertanto, è opportuno selezionare il tipo di attività sportiva. Quali gli sport consigliati? Golf, ginnastica e ciclismo. Invece, vanno evitati corsa e sport di contatto come calcio, basket, volley e sci alpino. Casa di Cura Villa Stuart Via Trionfale, Roma Tel

15 Il caso la S anità del Lazio 15 Smartedì 25 GIUGNO 2013 San Camillo-Forlanini nel mirino. E emergenza continua Blatte in camera operatoria? Non scherziamo Il direttore generale Morrone smentisce tutto. Ma un approfondimento è d obbligo di Giulio Terzi Non scherziamo sull igiene, recita una antichissima e non superata pubblicità televisiva. Che cosa pensare quando arriva la notizia della presenza di scarafaggi nella sala operatoria (o nelle vicinanze della medesima, cambia poco) del super-ospedale San Camillo Forlanini, uno dei cosiddetti Dea di secondo livello verso i quali vengono dirottati i casi seri, disperati? Rientra in quello che è il filo conduttore del discorso che portiamo avanti in queste pagine, la sanità laziale è in rianimazione, qualcuno deve muoversi per salvarla. Naturalmente tutto viene smentito, ridimensionato, ma la sensazione che qualcosa di vero ci sia è troppo forte. E del tutto falso che siano state trovate delle blatte nella sala operatoria di Neurochirurgia del San Camillo. Una sola blatta e stata trovata nel corridoio antistante la sala. Abbiamo subito provveduto alla disinfestazione dello spazio e sia ieri che oggi gli interventi si svolti normalmente e in tutta sicurezza per i pazienti, recita con passione ai giornalisti Aldo Morrone, direttore generale dell Azienda ospedaliera San Camillo-Fornalini di Roma, che respinge con forza quanto riportato su alcuni giornali. Quanto scritto da alcuni organi di stampa aggiunge Morrone e del tutto falso, soprattutto i titoli. Stiamo pensando di querelare perche non e vero che c erano degli scarafaggi nella sala operatoria. Chi oggi deve essere operato nelle nostre strutture conclude il direttore generale non deve preoccuparsi. Il Dg ha certamente ragione, lui che è stato a lavorare in condizioni estreme come l avamposto di Lampedusa nel momento di maggior criticità per l arrivo dei boat people. Ci mancherebbe. Che sia frutto della guerra interna (e fratricida) all interno dell ospedalone di Monteverde? Con un prelievo di sangue misuro l evoluzione del Parkinson? Con un prelievo di sangue è possibile "misurare" lo sviluppo della patologia parkinsoniana in un paziente? Lo suggerisce una ricerca in corso presso il laboratorio di Neuropsicobiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia IRCCS, appena pubblicata su Plos One. Il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario parlano lo stesso linguaggio, condividono numerose similitudini funzionali e organizzative e si scambiano informazioni. Le attività cerebrali possono modulare quelle immunitarie e viceversa, e come un'alterazione in uno dei due sistemi possa avere effetti disfunzionali nell'altro. In particolare, è noto che molte patologie neurologiche sono caratterizzate da una componente immunologica. Così, numerosi studi suggeriscono che alcuni processi autoimmunitari e infiammatori svolgano un ruolo importante nello sviluppo del Parkinson. Questa patologia è un disturbo neurodegenerativo in cui il cervello è danneggiato da una proteina anomala, chiamata "alfa sinucleina", che causa gravi sintomi neuromotori. In questo contesto lo studio ha descritto per la prima volta che nella malattia di Parkinson potrebbero essere implicate le cellule dendritiche, una sottopopolazione di cellule immunitarie circolanti note per la loro funzione fondamentale di controllo dell'immunità e dell'infiammazione. Infatti, la quantità di cellule dendritiche di origine mieloide, che si trova nel sangue dei pazienti affetti da parkinsonismo, risulta ridotta rispetto ai soggetti di controllo ed è inversamente associata alla gravità dei sintomi motori che contraddistinguono questa malattia. Un semplice prelievo ematico diventae strumento clinico potenzialmente utile per i medici nella gestione dei malati affetti da malattia di Parkinson. la Sanità dellazio Supplemento di Online-news Quotidiano di informazione indipendente Iscritto al Tribunale di Roma n 437/2009 dal 18/12/2009 P. IVA Direttore Responsabile Giovanni Tagliapietra TIPOGRAFIA Promoter Italia Srl Via Giovanni Agusta, Frosinone

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17 IlCORRIERE DIROMA martedì 25 GIUGNO Commenti Quella Caporetto amministrativa di cui non si parla Una vera debacle è emersa da un report effettuato dalla Corte dei Conti del Lazio sulla gestione finanziaria della Regione targata Renata Polverini Passivi miliardari, debiti non iscritti a bilancio, prestiti troppo elevati richiesti alle banche per una cronica crisi di liquidità e soprattutto pagamenti duplicati per i gruppi consiliari. È proprio questo ultimo punto, che già era emerso nella vicenda giudiziaria Fiorito è stata oggetto di un particolare approfondimento da parte dei magistrati contabili. È ingiustificata e sconcertante, scrivono i giudici, la duplicazione della corresponsione del contributo mensile e la maggiorazione del 15% di quello annuale. Spese che aggravano un già pesante passivo e che costringeva la Regione Lazio a chiedere prestiti alle banche, a pagare fortissimi tassi di interesse e a intervenire con leggi straordinarie anomale rispetto al sistema giuridico contabile. Il documento consegnato in questi giorni al neogovernatore Nicola Zingaretti contiene dati e osservazioni poco lusinghieri rispetto a quanto è stato più disfatto che fatto in questi anni. Il dato generale parte con un passivo record del 2011 di 11 miliardi e 650 milioni di euro, che peggiora il risultato del 2012, che si era fermato ad un passivo di 9 miliardi e 777 milioni. Ma il dato più inquietante è che il futuro, salvo drastiche manovre correttive, non promette nulla di buono. La tendenza recessiva dell attività economica nel nostro Paese sta proseguendo anche nel 2013, edilizia e mercato immobiliare sono in ginocchio, il tasso di disoccupazione è arrivato al 10,8% e i fondi per le opere pubbliche si riducono drasticamente. E tutto questo senza considerare che nei documenti contabili analizzati dalla Corte dei Conti, probabilmente manca una parte del debito e quindi non è attendibile. Un quadro allarmante e desolante dove a risentirne saranno maggiormente gli investimenti per lo sviluppo di un ente che durante la gestione Polverini è vissuto in un vero paradosso amministrativo, dove nonostante l urgenza di risanare un buco di bilancio miliardario, si trovava un evidente difficoltà nella gestione delle entrate e delle riscossioni, spesso troppo lente. Insomma un report sconcertante e per certi versi drammatico quello effettuato dalla Corte dei Conti, che mette in evidenza antichi vizi e problemi, e pone pesanti interrogativi per i bilanci futuri. Filippo Gesualdi E legittimo nominare la giunta senza il regolamento municipale? di Lucio D'Ubaldo* Cosa c'è di più noioso di un Regolamento? In genere si preferisce averlo dato per letto o, se proprio necessario, si tende a spulciarne le parti che solo interessano. Non è così per il Regolamento di un ente locale; di sicuro, poiché parliamo della base giuridica che disciplina l'organizzazione e il funzionamento di un Municipio, si può ben comprendere quale sia la sua importanza. Ora si dà il caso che il nuovo I Municipio di Regolamenti ne abbia due - uno del vecchio I e uno del vecchio XVII - e quindi non ne abbia nessuno. Per quanto possa apparire paradossale, il dato oggettivo è proprio questo.senza Regolamento si disattiva il circuito virtuoso tra Presidente, Giunta e Consiglio municipale. Il potere di indirizzo e controllo, precipuamente in mano ai consiglieri, manca di forma specifica e articolazione concreta. In queste condizioni il Presidente, ancorché obbligato a presentare i nomi della sua Giunta alla prima riunione del Consiglio municipale, rischia di sconfinare verso la zona d'ombra dell'abuso istituzionale. Le prerogative del Consiglio non sarebbero cancellate, ma in assenza di regole stringenti in ordine al loro concreto esercizio risulterebbero in qualche misura indebolite. In definitiva l'azione della Giunta, dal punto di vista del giusto e corretto procedimento amministrativo, patirebbe di un deficit di legittimazione.non spetta alle minoranze sciogliere i nodi di tale intricatissimo rebus. Tuttavia, in questa fase di avvio del ciclo politico-amministrativo, esse sono spinte ad adottare un criterio di virtuale corresponsabilità. Come deve muoversi, nel rispetto delle minoranze, la Presidente Alfonsi? La Giunta va fatta, ma senza ledere o sminuire le funzioni del Consiglio municipale. Si tratta di individuare un varco, sebbene angusto, attraverso il quale passare con lo stile e la misura appropriati. In questi casi la forma ha persino più valore della sostanza.chi ha il dovere di rappresentare al vertice delle istituzioni la volontà degli elettori non può esimersi dal vagliare con scrupolo le soluzioni più equilibrate. Meglio tardare di qualche giorno la convocazione del Consiglio municipale e aprire subito consultazioni a tutto campo piuttosto che irrigidirsi nella difesa di un'improbabile autosufficienza della maggioranza. In genere, è la pazienza a incarnare la virtù dei forti. Ma sono forti i vincitori dell'ultima competizione elettorale? *Consigliere municipale (Lista Marchini - Scelta civica) IlCORRIERE DIROMA Fondato nel 1948 da Giuseppe Gesualdi Direttore Editoriale Giovanni Tagliapietra Volano gli stracci nel centro destra pontino Volano gli stracci nel centro destra pontino. Sotto tiro non c è più solo il presidente (uscente) della Provincia di Latina Armando Cusani, condannato in primo grado e al centro di almeno un paio di inchieste legate alla sua amministrazione, ma addirittura il dominus, il padrone fin qui incontrastato del Pontino, Claudio Fazzone, (i cui rapporti con il già citato Cusani, tra l altro, si sono molto raffreddati). Stefano Zappalà, l uomo prescelto da Berlusconi per guidare il Pontino e finito miseramente a fare l assessore regionale al turismo attacca Claudio Fazzone platealmente, chiede il commissariamento del Pdl locale, batte i pugni sul tavolo. Eppure non lo ascolta nessuno. Perché il Pdl non c è più : ha voglia Zappalà di mettere nero su bianco l elenco delle sconfitte, gli manca un interlocutore, mentre gli ex polveriniani, i meloniani, le frange sparse della destra di latina e dintorni sorridono amaro: Aprilia, terzo Comune del Lazio, persa contro liste civiche al primo turno; Sabaudia, persa al ballottaggio contro Fratelli d Italia; Formia, consegnata al Pd, e dove il Pdl nemmeno è arrivato al ballottaggio; Priverno, consegnata a Sel. In conclusione, un disastro voluto, e pure preannunciato. E si adombrano posizioni a rischio sempre del Pdl nei confronti del Comune di Terracina, peraltro a guida centrodestra.. Fazzone tace, è praticamente sparito dalla circolazione, si trincera a Fondi e prepara la barca per le vacanze. Cusani guarda distrattamente la tessera Pdl (non l ha ancora stracciata) e sfoglia la margherita mentre allinea sulla scrivania i fascicoli processuali che riguardano lui e i suoi dirigenti. Stanno per lasciare di fatto il campo libero all Udc, che paradosso dei paradossi, è uscito stritolato a livello nazionale ma che nel Pontino conta ancora qualcosa. Aspettiamoci delle sorprese. Cornelius Direttore responsabile Filippo Gesualdi Redazione Via Boezio, 6 Tel. 06/ / Registrazione del Tribunale di Roma n. 379 del 17/08/1948 P. Iva e Codice Fiscale: Stampa: Tipografia PROMOTER Italia Via G. Augusta Frosinone

18 18 martedì IlCORRIERE DIROMA 25 GIUGNO 2013 Decoro urbano Litorale Il piazzale Cristoforo Colombo, la nuova porta di Ostia, lasciata nel degrado e preda dei vandali C era una volta la fontana dello Zodiaco La balconata pericolante in alcuni punti mette a rischio l agibilità dell area Di Enzo Bianciardi Il mare spunta da lontano, tra un lungo filare di pini che accompagnano gli ultimi chilometri della Colombo fino agli arenili di Ostia. Il nuovo ingresso della città del mare è annunciato dallo storico trampolino del Kursaal, disegnato da Pierluigi Nervi nel 1954, e si allarga nel piazzale Cristoforo Colombo, via obbligata per l accesso al lungomare. Sulla piazza una fontana, oggi ricettacolo di immondizia, ieri, esempio di moderna architettura turistica: La limpida acqua della "fontana dello zodiaco" è invece direttamente di fronte al mare, nella libera vibrazione dell'infinito, in fondo al rondò su cui termina la Cristoforo Colombo: blu su blu, luce su luce (da Le fontane dimenticate di Luigi Cherubini). La fontana venne realizzata percorso della via Imperiale, infatti, progettata nel 1938 e realizzata solo nel dopoguerra, venne aperta la Colombo. La via diretta verso il mare, quattro corsie che collegavano l Eur al mare, lo stesso asse viario che rappresenta ancora oggi i collegamenti principali del secondo polo turistico di Roma. Solo che a distanza di anni, della fontana dello zodiaco, dei mosaici e dell intero piazzale è rimasto solo un pallido ricordo, annebbiato dai vandali, dalla maleducazione, dal degrado e dall abbandono. La fontana ospita cespugli di erbacce, l acqua piovana non defluisce e si trasforma in un habitat ideale per le zanzare. I mosaici sono praticamente smontati, pezzetto dopo pezzetto, ed inoltre, sulla piazza incombe il rischio di chiusura. La balconata è pericolante in alcuni punti. afferma Massimo Muzzarelli, v.presidente dell Assobalneari e titolare dello Sporting beach i Alla Casetta Village la prima prova costume dell estate Miss Intimo on the beach dalla ditta Colantoni ed entrò in funzione lo stesso anno di inaugurazione della Cristoforo Colombo. Correva l anno 1955 e la dolce vita era approdata ad Ostia, fermandosi al Kursaal, in quegli anni oggetto di un deciso re-styling, opera della penna di Nervi, che realizzò anche la copertura a vela del ristorante dello Sporting beach. Seguendo il Il sole ed il mare per guarire, per combattere e neutralizzare i guasti infiniti provocati dalle radiazioni. Un mese di cure elioterapiche al mare di Roma può fare la differenza sullo stato di salute dei piccoli di Chernobyl. E l obiettivo dell iniziativa denominata Oltre la cura, una giornata di screening medico sanitario organizzata dal Centro di Ecologia Umana all ospedale Grassi di Ostia. Il CEU è un associazione che si occupa dei vigili hanno transennato e recintato alcuni colonnine, ma la questione sicurezza resta all ordine del giorno. I mosaici sono ridotti a brandelli. Per il restauro, alcuni anni fa, intervennero i tecnici dell Istituto San Michele, segno che, pur non avendo un valore storico, sono opera di artigiani di valore. Sono anni che rivendichiamo un deciso re-styling del piazzale e delle aree limitrofe. Questa piazza è divenuta, di fatto, la porta d ingresso del Lido di Roma, ed invece, sembra l accesso ad un quartiere di periferia, se vogliamo fare turismo serve, almeno, una manutenzione urbana più attenta, il progetto del secondo polo turistico deve partire proprio da qui, dalla valorizzazione della piazza e della sua fontana. Anche la politica ha riscoperto la piazza. Antonio Ricci, neo-consigliere municipale afferma: Bisogna ripristinare il decoro della fontana e della piazza. Stiamo preparando una lettera alla Presidenza dell Acea affinché affinché venga predisposta un opera di pulizia e manutenzione che possa far tornare il Piazzale Cristoforo Colombo al suo antico splendore. Saranno ospiti degli stabilimenti balneari del litorale romano. Al Grassi il check up Cure elioterapiche ad Ostia per i bambini bielorussi bambini di Chernobyl, organizzando vacanze terapeutiche. In questi ultimi dieci anni, infatti, sono stati ospitati in Italia oltre cento bambini bielorussi, dai 7 ai 12 anni, per un soggiorno sulle nostre spiagge. Il metodo di cura è molto semplice: sole e mare. I bambini saranno ospitati presso una struttura pubblica e seguiti dai volontari dell associazione, hanno a disposizione delle postazioni spiaggia negli stabilimenti che partecipano all iniziativa. Potranno godere soprattutto di un alimentazione sana e dell aria di mare ricca di iodio. In programma anche: visite al patrimonio archeologico di Roma e gite fuori porta. Previste anche cicli di visite mediche specialistiche, volte principalmente alla prevenzione dei tumori tiroidei. Al Grassi, infatti, i 14 bambini che saranno ospitati sul litorale romano, hanno effettuato un primo check up completo. L iniziativa, di cui è partner l Assobalneari Roma, rientra nel progetto più grande Mai più Chernobyl, che prevede un soggiorno terapeutico di un mese sul litorale romano. Avevo otto anni quando fui selezionata per andare in Inghilterra per un mese. ricorda Natassia, oggi tredicenne - Le radiazioni non scompaiono mai. Per questo dobbiamo fare controlli accurati e periodici. En. Bia. Estate, al via la prova costume ed accanto, alla dieta obbligatoria ed alle ultime rifiniture in palestra, diviene fondamentale anche la scelta del costume e dell intimo che dall abbronzatura riceve nuova valorizzazione. L'intimo femminile appassiona da sempre le donne. Tra bisogno di comodità e richiamo erotico, l offerta risulta particolarmente variegata e la scelta sempre più difficile. Ed a tenere banco negli stabilimenti di Ostia, in questi primi giorni di mare, sono appunto le sfilate di intimo e la presentazione di nuove creazioni per andare alla scoperta dell accessorio giusto per il proprio look. La scelta spazia tra i colori accesi che richiamano a gran voce le vacanze estive, e toni più tenui e romantici, che ricordano le tinte pastello dei fiori e della natura, fino ai classici bianco, nero e color carne, per accontentare chi nella lingerie ricerca sempre l'eleganza. La Casetta village sul lungomare Vespucci aprirà il prossimo 20 giugno la rassegna di intimo e costumi con la proclamazione di Miss intimo on the beach. Sarà anche l occasione per la presentazione delle nuove creazioni della famiglia Gastaldi, con Miss Gioielli del mare ed il corallo a fare da filo conduttore dell evento. Le tendenze, indicate dalla moda, per i costumi da bagno per l'estate 2013, vanno di pari passo con quelle dell'abbigliamento, e portano al mare tanto del glamour cittadino. Non mancano le righe, vere protagoniste dei look primaverili estivi, ma anche fantasie etniche ed i colori innovativi della fragola ed aragosta. Bikini o costume intero? La risposta è sempre quella di cercare lo stile marinaro che più ci si addice, in fondo, passato e presente nella moda vanno sempre di più in sincronia, si può scegliere un modello retrò oppure sbizzarirsi con i colori più estremi, come il verde fluò e gli arancioni o scegliere il classico bianco. En. Bia.

19 Cronache/Regione IlCORRIERE DIROMA 19 martedì 25 GIUGNO 2013 Sport Il club nerazzurro approda alla B. Passata la sbornia arrivano i problemi. Come sfruttare l occasione e chi paga? Miracolo-Latina, cosa c è sotto? Per il Pontino un occasione da non perdere di Francesco Vitale E un miracolo, un avvenimento capace da solo di cambiare il presente e l immediato futuro di una città di provincia.il Latina Calcio è stato promosso in serie B. Festa per la squadra e per la città, progetti, programmi, sogni e interrogativi. La serie B non è solo un fatto sportivo, è un fatto economico, porta soldi e problemi, può rilanciare una città e il suo territorio - e il Pontino ne ha enormemente bisogno - ma può creare un sacco di problemi se non adeguatamente gestito e pilotato. Servizio infrastrutture, a cominciare dagli impianti. C è lo stadio Francioni da adeguare e ampliare. Con quali soldi? Si farà in tempo entro l autunno? Tra una decina di giorni se ne saprà qualcosa di più, ma c è più di una voce che prevede le partite tutte fuori casa. Con la speranza di non capitare in qualche vecchio stadio nemico. Magari quello di Frosinone. L odissea dei cagliaritani, costretti a giocare in Friuli ha fatto scuola. La squadra della seconda città del Lazio non era mai arrivata fino alla serie B e già solo per questo gli uomini di Stefano Sanderra (nella foto) devono sentirsi davvero orgogliosi e contenti del risultato raggiunto. Grande festa per tutta la città e nello stadio dove sarebbero stati autorizzati circa 600 posti in più rispetto al consentito. La promozione arriva dopo un stagione segnata dal ritorno a sorpresa di Sanderra - già allenatore del Latina - dopo l'esonero ad aprile di Stefano Pecchia. Una stagione caratterizzata da successi sul campo, ma anche da inchieste. Come quella di aprile per la storia degli assegni post datati (e quindi illegali) e poi smarriti, emessi dal Latina Calcio alla fine della scorsa stagione per saldare i debiti con la squadra e con lo staff tecnico. Nel momento in cui sono stati messi all incasso, gli assegni sarebbero stati respinti dalla banca, perché all istituto di credito era arrivata la denuncia di smarrimento presentata dalla società. La procura volle vederci chiaro, anche quando l ex allenatore del Latina Fabio Pecchia, prima querelò la società e poi ritirò la denuncia insieme a un ex giocatore. La società ufficialmente fece arrivare la smentita giustificandola come una dimenticanza con l insediamento della nuova società presieduta da Paola Cavicchi, quando la banca chiese di render conto della presenza di 40 assegni ancora non rientrati. Da qui, secondo quanto riferito dalla società, la denuncia per smarrimento e poi il passo indietro, confermando che gli assegni erano nelle mani dei legittimi proprietari. Ma non sono solo voci quelle che hanno parlato di debiti e crisi della vecchia società, dove molti investitori avrebbero perso i loro soldi. Fonti locali affermano che la nuova società è in attivo, anche se ha qualche piccolo ritardo nel pagare i fornitori. Forse sarà il vicepresidente del Latina, Pasquale Maietta, che è anche deputato nel Centrodestra Nazionale Fratelli d Italia, a trovare fondi e sponsor per il rilancio della squadra e della società. Ma Maietta è anche commercialista e molti a Latina sanno che ha rapporti con famiglie che hanno problemi con la giustizia. E c è chi dice che alcuni di questi rapporti non siano proprio limpidi.si diceva dello stadio,non adeguato e pronto ad accogliere tifosi esterni. Il Sindaco Giovanni Di Giorgi alcuni giorni fa ha incontrato il questore di Latina, Alberto Intini, per un breve colloquio informale relativo all adeguamento dello stadio Domenico Francioni per ospitare le gare del campionato di serie B, sarà necessario realizzare diversi interventi di adeguamento della struttura sportiva, come l ampliamento della capienza dello stadio ad almeno spettatori, il completamento del sistema di prefiltraggio, l apposizione dei tornelli e l installazione di ulteriori telecamere nell area dello stadio. Tutti lavori che difficilmente saranno pronti per settembre, sia per i tempi tecnici, che per la difficoltà di trovare i soldi. Inoltre il progetto si potrebbe scontrare con altre priorità o liste di attesa della città laziale che, per esempio, da tempo è in attesa del ripristino e della manutenzione dei depuratori. C è chi parla di una città piuttosto dormiente riguardo le opere pubbliche.i tifosi del Latino, sindaco in testa, sono intanto contenti. E c è chi si aspetta uno spogliarello da parte di Manuela Arcuri. Ma passata la sbornia i problemi da affrontare saranno ancora lì, sul tavolo. Rugby e dintorni Roma Seven, per i sudafricani vittoria scontata La dodicesima edizione del prestigioso torneo di Rugby a 7 Roma Seven, si è svolto quest anno presso la sede dell Unione Rugby Capitolina ed ha visto come vincitori i Blitz- Bokke sudafricani. Una vittoria netta quanto scontata, visto il livello di questi fenomeni che sono arrivati a Roma da strafavoriti visti i risultati ottenuti nel corso dell anno (trionfo nelle IRB Series e vittorie delle tappe di Las Vegas, Tokio e Glasgow). Un vero evento quello di poter vedere dal vivo una delle migliori Nazionali al mondo che è venuta a Roma per preparare al meglio il prossimo mondiale (l Italia purtroppo non vi parteciperà) e che non ha deluso le aspettative dei tanti appassionati che quest anno hanno ripopolato i campi di via Flaminia che già in passato avevano ospitato questo torneo che sta diventando ogni anno più interessante e che oramai è appena al di sotto del circuito IRB-official per intenderci. Il Roma Seven 2013 racconta di grandi emozioni di questo sport che si avvicina a grandi falcate alla celebrazione sublime che è l entrata-ritorno fra le discipline Olimpiche. Proprio con il Rugby a 7. Al Torneo quest anno hanno partecipato i Sud Africa7, i Geneva Barbarians, I Samurai Barracudas (vincitori del Roma Seven 2003 e 2005), l Unione Rugby Capitolina (fresca di ritorno nell Eccellenza), i famosissimi Roma Seven (quest anno un po sotto tono ), le Fiamme Oro Rugby, la Selezione Italiana 7, la Polonia7, la Francia7, la Rappresentativa Nazionale dei Vigili del Fuoco, il super-club dei Froggies di Jean Jacques Roux, gli Heliantide di John Akurangi e Gianfranco Primavera, i Clandestinos, i 7Sirs, i ¾ di Grande Milano e i Pacific Isles Invitation. Il Sudafrica ha letteralmente stracciato gli avversari di turno e gli Heliantide in finale sono riusciti addirittura, sembra una magra consolazione ma non è così, almeno a fargli una meta cosa non da poco vista il livello dei sudafricani. Gli Heliantide vera rivelazione del torneo con John Akurangi che in versione allenatore ha selezionato ottimi giocatori mentre la giovane e sperimentale Nazionale di Orazio Arancio sta cercando di intraprendere una svolta dopo che la FIR ha puntato tutto e giustamente (le energie, le forze in campo e il budget sono quelli che sono ) sul classico Rugby a 15 che tante soddisfazioni sta dando ai tanti tifosi e ai tanti appassionati che grazie proprio all ItalRugby stanno scoprendo la bellezza del mondo e dei valori sublimi della palla ovale. Ma ci si deve anche essere resi conto che lasciare completamente scoperto il Rugby a7, costringerebbe l Italia (non la FIR ) ad essere quasi automaticamente fuori dai Giochi Olimpici. In ultimo, ma non meno importante, è ricordare che al Seven si è giunti oramai alla terza edizione del trofeo Giorgio De Angelis. Un grande amico scomparso in un tragico incidente stradale. Gian Luca Rizzante

20 20 IlCORRIERE DIROMA martedì 25 GIUGNO 2013 Rubriche Il sociale L intervista/ 1 - Parla Giuseppe Cacace, fondatore di Detour, cineclub del quartiere Monti Lavoriamo con gli autistici, il Comune ci sbatte la porta in faccia Da noi i ragazzi con disabilità hanno trovato una casa e un luogo d incontro. L As Film Fest è stato il primo festival del cortometraggio ideato e curato da ragazzi con autismo. di Marialuisa Di Simone «E inaccettabile che una realtà come la nostra debba mantenersi con le donazioni dei privati, quando il Comune di Roma dispone di tante strutture che potrebbero ospitarci». Giuseppe Cacace, co-fondatore di Detour, cineclub attivo dal 1997 nel quartiere Monti che lavora anche con i ragazzi disabili e con Sindrome di Asperger, è profondamente arrabbiato. Entro la fine dell estate il suo cineclub rischia di chiudere. «Fino a oggi l associazione ha condiviso spazi e spese con una cooperativa che si occupa di commercio equo e solidale spiega - ma la bottega ha aperto le pratiche per il fallimento e noi probabilmente dovremo trovarci un altra sistemazione. La nostra attività culturale e sociale è oggettiva, eppure il Comune non ci ha mai aiutato. Per due anni siamo stati ospiti del Festival di Roma, poi è arrivato Gianni Alemanno e siamo tornati nell ombra. Ora che succederà? La strumentazione politica ci ha stancato: non siamo né di destra né di sinistra, ma facciamo del bene a tutti. A meno che non si pensi che i disabili vadano gettati dalla rupe Tarpea». Che cosa la fa arrabbiare in particolare? «Il fatto che da sedici anni siamo praticamente ignorati dalle istituzioni, mentre nel resto d Europa le associazioni gemelle alla nostra si sostengono con i fondi pubblici. INTERVISTA/2 - PARLA GIANLUCA NICOLETTI GIORNALISTA E SCRITTORE Sono stato una settimana nella banlieue parigina, ero ospite di un cineclub con una sede pazzesca: c era il cinema, il bar, lo spazio relax, la sala espositiva, quella per le prove. Ho chiesto come facessero a mantenere una struttura del genere, mi hanno risposto che è tutto del Comune e che loro pagano cifre ridicole». E voi quanto pagate per la struttura di Monti? «Circa 2mila euro al mese, da dividere con la bottega del commercio equo e solidale. Ce la facciamo grazie alle tante sottoscrizioni Io e Tommaso, adolescente autistico Giornalista di Radio 24 e scrittore, Gianluca Nicoletti ha un figlio autistico di 14 anni, Tommaso, a cui ha dedicato un libro Una notte ho sognato che parlavi (Mondadori). Perché ha scritto un libro su suo figlio? «Il problema è così pressante che ho deciso di mettere il mio privato in pubblico. In Italia ci sono 400mila famiglie con un figlio autistico, che ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. Finché sono bambini ci sono delle strutture adeguate, quando diventano adolescenti si chiudono tutte le porte e i genitori si ritrovano un gigante in casa, con dei grossi problemi di contenimento e con la necessità di stargli vicino per far sì che abbiano un esistenza umana». Aiuti dall esterno? «In queste situazioni non puoi rivolgerti a nessuno, soprattutto è difficile trovare delle competenze accertate. Più di un anno fa l Istituto Superiore di Sanità ha approvato le linee guida, condivise dalle associazioni familiari e dagli istituti neuropsichiatrici che seguono l autismo, ma lo Stato continua a passare delle terapie fuori dai protocolli e completamente inutili. Mio figlio non parla: se prima di compiere tre anni avesse avuto la possibilità di seguire le terapie giuste, oggi potrebbe parlare». Quindi l autismo le è stato diagnosticato tardi «Si, ma allora era molto difficile avere una diagnosi certa. Galleggi nello spettro autistico per tanto tempo fino a quando ti dicono qualcosa di certo, poi è troppo grande e non puoi farci nulla. Oggi la diagnosi precoce aiuterebbe molto ma chi la fa? In più esiste ancora una grande reticenza. Sto girando l Italia per presentare il libro e ogni volta ci sono 200/300 persone: quando chiedo chi di loro ha un figlio autistico, solo 3 o 4 persone hanno il coraggio di alzare la mano. C è ancora un senso di vergogna, la società reagisce male. Per esempio quando parcheggio in un posto per disabili mi guardano male perché mio figlio cammina, ma non si rendono conto che potrebbe avere una crisi epilettica e stramazzare a terra da un momento all altro! Non voglio compassione, vorrei che ci fosse più attenzione per il problema. Che ne sarà del mio Tommy quando non avrò più le forze per occuparmene?» Che cosa chiede alle istituzioni romane? «Dovrebbero smetterla di spendere soldi in insegnanti si sostegno e terapie inutili, c è bisogno di una sorta di consulta basata sulle linee guida dell ISS. E di formazione adeguata. A Novara i genitori sono riusciti a creare un loro centro con venti operatori specializzati, tutti assunti a tempo indeterminato e regolarmente pagati. Riguardo alle strutture, il Comune di Roma ne possiede a tonnellate ma sono sicuro che avrei più spazio se decidessi di aprire un centro per gatti abbandonati piuttosto che per ragazzi autistici. Spero che il sindaco Marino tratti il problema con saggezza e non con la solita demagogia a cui i politici ci hanno abituato. Lo scriva: mi piacerebbe parlare con lui, visto che è un medico». private e ai fondi europei, ma qualcuno può spiegarmi perché il Comune non può darci una delle sue strutture? Da noi i ragazzi con disabilità hanno trovato una casa e un luogo d incontro. Sono persone che nei cinema ordinari non possono andare, perché magari manifestano la loro gioia lanciando un urlo o perché nelle sale romane possono entrare due o tre carrozzati al massimo. Qui si insegnano anche le percussioni.e i ragazzi finalmente possono dire: io ci sono». Avete provato a parlare con il sindaco Marino? «Lo faremo al più presto. In Campidoglio già conoscono la nostra situazione, ma voglio approfittare di questa intervista per lanciare un appello alla nuova Giunta: a Roma è pieno di associazioni come la nostra, non è il momento di cambiare disco?». Di recente avete organizzato anche un festival. «L As Film Fest è stato il primo festival del cortometraggio ideato e curato da ragazzi con autismo. C erano tre sezioni competitive, ventuno corti selezionati e tre giurie di cui hanno fatto parte anche Mimmo Calopresti e Giuliano Montaldo. Il gruppo era composto da quattro universitari, tutti under 25 e con Sindrome di Asperger. Si tratta di una forma di autismo meno grave rispetto alla più nota, quella del film Rainman, perché colpisce l aspetto relazionale e non l aspetto cognitivo. L evento è stato un grande successo: abbiamo registrato più di 350 presenze, con i ragazzi emozionatissimi perché affrontavano un pubblico importante sapendo che Detour forse non ci sarebbe più stato». E stato difficile lavorare con loro? «Non sono persone con handicap, semplicemente hanno uno sguardo diverso. Io ho dovuto mediare tra il mio modo e il loro modo di vedere le cose. Quando sono arrivati, molti di loro non avevano amici e spesso erano stati vittime di bullismo perché la gente li considera diversi. Dopo il primo anno di proiezioni hanno cominciato a incontrarsi da soli, poi hanno manifestato il desiderio di partecipare attivamente ai lavori del cineclub. Il direttore artistico del Festival si chiama Marco e studia lettere alla Sapienza. Marco è un ragazzo di 23 anni con la Sindrome di Asperger. Marco dice che grazie a Detour ha cominciato a vivere». lla loro vita.

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