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1 Sistemi di allarme intrusione: la nuova norma CEI 79-3 CEI 79-3:1998 e TS :2010 L unione fa la forza Giorgio Belussi - IMQ SICUREZZA 2010 Fieramilano Milano, 18 novembre 2010 Workshop A.I.PRO.S. Installare e manutenere secondo le norme di buona tecnica

2 Scenario normativo In ambito Europeo l Ente normatore è il CENELEC. Il Comitato che segue il mondo dei sistemi di sicurezza intrusione è il TC 79 Il corrispettivo nazionale del CENELEC è il CEI, ovvero Comitato Elettrotecnico Italiano ed il Comitato nazionale è il CT 79 Il CT 79 come tutti i Comitati nazionali può emettere e pubblicare Norme nazionali solo se gli argomenti trattati non sono già coperti da lavori normativi europei indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori

3 Scenario normativo Le Norme CEI 79-2 (prodotti) e CEI 79-3 (impianti) pubblicate precedentemente ai lavori in ambito CENELEC sono ad oggi i riferimenti normativi nazionali La pubblicazione di norme EN da parte del CENELEC (es. serie EN 50131) genera l obbligo di ritiro delle Norme nazionali contrastanti dopo un periodo di sovrapposizione i (DOP, DOW) Naturalmente in questa fase non sono ammissibili variazioni o modifiche sostanziali a queste norme nonché l emissione di altre Norme che trattino l argomento

4 Scenario normativo Esistono 2 tipologie di documenti che il CENELEC pubblica: -EN European Standard Recepito obbligatoriamente da tutti gli stati membri e sostituisce tutte le norme nazionali contrastanti - TS Technical Specification - Libertà di recepimento da parte degli stati membri. Non necessariamente sostituisce le norme nazionali. Durata massima: 2 o 3 anni.

5 Scenario normativo Il documento CLC/TS Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione - Parte 7: Guide di applicazione è stato pubblicato nel 2003 ed è stato riproposto nel 2006 e nel 2009 dal TC 79 che però ha deciso di non trasformarlo in norma EN (vincolante per gli Stati membri)

6 Scenario normativo La logica dei gradi di sicurezza del Sistema I&HAS specificato nella EN ripresa anche nel TS potrà essere applicato integralmente solo dopo la pubblicazione i ed entrata t in vigore delle norme particolari sui prodotti. Fino ad allora le norme Nazionali contrastanti rimarranno in vigore per evitare buchi normativi. Per questa ragione il CT 79 CEI ha ritenuto importante aggiornare la Norma CEI 79-2:1999 con la variante Ab e V1 per l armonizzazione con la serie EN e la norma CEI 79-3:1998 attraverso dei fogli interpretativi (in particolare F.20)

7 CEI 79-2;V1:2010 EN 50131

8 CEI 79-3;F.20 EN [.]

9 Revisione della CEI 79-3; GL1 CT 79 Dopo 12 anni di vita, la pubblicazione della serie EN 50131, il TS , e l evoluzione tecnica dei prodotti, la CEI 79-3:1998 ed il foglio di interpretazione F.20 non sono più sufficienti ad allineare tutti requisiti normativi. La norma non riporta indicazioni o prescrizioni per tutto il processo relativo all installazione di un impianto di allarme intrusione. Il metodo di calcolo del livello di prestazione dell impianto deve essere aggiornato per allineare la classificazione del sottosistema centrale e allarme. Il SW di calcolo proposto con la norma deve essere aggiornato con i sistemi operativi più recenti.

10 La Norma CEI 79-3:1998 PREGI E DIFETTI

11 La Norma CEI Pregi La Norma CEI 79-3 classifica gli impianti su 3 livelli di prestazione ed in 5 tipologie di rischio: Unità abitativa (commerciale) Cassaforte Locale corazzato (caveau) Insediamento industriale (commerciale) Unità abitativa isolata

12 La Norma CEI Pregi L impianto viene analizzato nei suoi tre sottosistemi componenti: Sottosistema rivelatori Sottosistema apparati centrali ed opzionali Sottosistema dispositivi di allarme Ciascuno dei 3 sottosistemi assume un livello di prestazione (I-II-III) II III) calcolato con l ausilio di algoritmi predeterminati e differenziati ed oggettivi.

13 Struttura del modello SOTTOSISTEMA RIVELATORI UNITA ABITATIVA UNITA ABITATIVA (applicazione algoritmo) (confronto con soglie) SOTTOSISTEMA CENTRALE Applicazione algoritmo SOTTOSISTEMA ALLARMI Applicazione algoritmo Fattore di merito FA Livello di prestazione LA Fattore di merito FB Fattore di merito FC CASSAFORTE (applicazione algoritmo) CASSAFORTE (confronto con soglie) Confronto con soglie Confronto con soglie Fattore di merito FA Livello di prestazione LA Livello di prestazione LB Livello di prestazione LC LOCALE CORAZZATO (applicazione algoritmo) LOCALE CORAZZATO (confronto con soglie) Fattore di merito FA Livello di prestazione LA INSEDIAMENTO IND. (applicazione algoritmo) Fattore di merito FA INSEDIAMENTO IND. (confronto con soglie) Livello di prestazione LA LIVELLO DI PRESTAZIONE IMPIANTO (I-II-III) II III) CON CRITERIO ANELLO DEBOLE UNITA ABIT. ISOLATA (applicazione algoritmo) UNITA ABIT. ISOLATA (confronto con soglie) Fattore di merito FA Livello di prestazione LA

14 Struttura della CEI 79-3:1998 Tale struttura consente l analisi secondo 15 tipologie og impiantistiche. La flessibilità dello strumento ha permesso nel 2001 di allineare il documento alla serie delle Norme EN attraverso una tabella comparativa (foglio di interpretazione F.20).

15 TS :2010 PREGI E DIFETTI

16 TS : Pregi Il documento TS ha una struttura tt aggiornata sulle altre norme Europee (EN 50131) e riporta le informazioni/prescrizioni relative a tutto il processo di installazione di un impianto di allarme intrusione. Classificazione dell impianto di Allarme intrusione e rapina; Progettazione dell impianto; Pianificazione ifi i dell installazione; i Installazione del sistema; Ispezione, prova funzionale e messa in servizio; Documentazione e registrazioni; Utilizzo dell impianto di Allarme intrusione e rapina; Manutenzione e riparazione dell impianto di Allarme intrusione e rapina; Allegati A-J (informativi) i) con dettagli operativi i delle varie parti del processo.

17 TS : Pregi La TS classifica gli impianti su 4 livelli di sicurezza in linea con le definizioni della EN : Livello 1 (rischio basso) Si prevede intrusione da persone con conoscenza ed attrezzature minime Livello 2 (rischio medio) - Si prevede intrusione da persone con conoscenza ed attrezzature limitate Livello 3 (i (rischio medio alto) - Si prevede intrusionei da persone pratiche di sistemi intrusione con gamma completa di attrezzature Livello 4 (rischio alto) - Si prevede intrusione da persone con conoscenza dettagliata del sistema ed attrezzature anche sostitutive dei componenti vitali del sistema Manca una diversificazione delle tipologie impiantistiche

18 TS : Pregi Fornisce una guida chiara ed esaustiva relativamente a tutta la documentazione che deve essere predisposta e conservata Fornisce una indicazione precisa della sequenza delle fasi che devono essere seguite per la progettazione realizzazione e consegna dei sistemi di sicurezza Può essere utilizzata anche a livello didattico per operatori che non hanno ancora sviluppato una esperienza significativa sulle tecnologie di rivelazione e sulle possibili cause di falsi allarmi

19 TS : Difetti Non esistono prescrizioni ma solo consigli su come deve essere strutturato il processo e realizzato l impianto: [.] Dovrebbe essere effettuato un sopralluogo per valutazione dei beni da proteggere; [.] Indicazione di dove dovrebbero essere ubicati i rivelatori in funzione dei disturbi secondo quanto riportato t nell allegato G [.] Dovrebbe essere fornito dall organizzazione un certificato di conformità che attesti l esecuzione dell impianto in conformità ai requisiti contrattuali e a tutti di documenti cogenti e normativi applicabili.

20 TS : Difetti L allegato E esplicita le modalità di protezione in funzione del grado di rischio attraverso una tabella:

21 TS :2010 difetti - Allegato E

22 TS :2010 Difetti - Allegato E La necessità di considerare le condizioni i i diversificate in funzione dei locali ci ricorda qualcosa? La Norma CEI 79-3 classifica gli impianti su 3 livelli di prestazione ed in 5 tipologie di rischio (impiantistiche)

23 TS :2010 Difetti - Allegato E

24 TS :2010 Difetti - Allegato E Quando il posizionamento dei rivelatori risulta non conforme a TS ? Si tratta di una valutazione di carattere soggettivo e quindi sempre opinabile. Progettando il posizionamento dei rivelatori secondo un criterio diverso rispetto alla tabella soddisfo comunque TS ? Si tratta di una valutazione di carattere soggettivo e quindi sempre opinabile. Se viene utilizzato il modello matematico CEI 79-3 il posizionamento dei rivelatori è conforme a TS ? Si, si ritorna ad una valutazione oggettiva e non facilmente opinabile

25 CEI 79-3 vs TS Di seguito alcuni esempi pratici di confronto tra i requisiti della CEI 79-3 e quelli del TS

26 Abitazione livello 1 Abitazione o esercizio commerciale con finestre che sono considerate accessi praticabili in quanto situate a meno di 4 metri dal suolo Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS

27 Abitazione livello 1 Abitazione o esercizio commerciale con finestre che sono considerate accessi non praticabili in quanto situate a più di 4 metri dal suolo Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS

28 Abitazione livello 3 Abitazione o esercizio commerciale con finestre che sono considerate accessi praticabili in quanto situate a meno di 4 metri dal suolo Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Rivelatore inerziale o microfono selettivo CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS Rivelatore inerziale o microfono selettivo TS

29 Abitazione livello 3 Abitazione o esercizio commerciale con finestre che sono considerate accessi non praticabili in quanto situate a più di 4 metri dal suolo Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Rivelatore inerziale o microfono selettivo CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS Rivelatore inerziale o microfono selettivo TS

30 La ristrutturazione Il nostro appartamento situato a piano terra viene ceduto ad un Istituto di credito La nuova proprietà adibisce i locali a minisportello ed agenzia bancaria per servire in modo diretto una serie di aziende che si trovano nello stesso complesso

31 Locale cassaforte Bussola Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Zona pubblico Rivelatore inerziale o microfono selettivo CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS Rivelatore inerziale o microfono selettivo TS

32 Cassaforte livello 1 CEI 79-3 Bussola Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Zona pubblico Rivelatore inerziale o microfono selettivo CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS Rivelatore inerziale o microfono selettivo TS Locale mezzi forti Copritoppa

33 Cassaforte livello 1 TS Bussola Legenda Contatto magnetico CEI 79.3 Rivelatore volumetrico CEI 79.3 Zona pubblico Rivelatore inerziale o microfono selettivo CEI 79.3 Contatto magnetico TS Rivelatore volumetrico TS Rivelatore inerziale o microfono selettivo TS Locale mezzi forti Nessuna protezione prevista per i livelli 1 e 2 su oggetti!!!!!!!!!!

34 Conclusioni L analisi dettagliata e completa dei 2 documenti consente di affermare che gli stessi possono essere fra loro complementari Il TS oltre a non vincolare il ritiro delle Norme nazionali è sufficientemente flessibile da consentire, come logico che sia, l esistenza di norme che tengano conto delle peculiarità nazionali per la progettazione ed installazione dei sistemi Gli altri documenti europei (es ) non impattano in modo significativo sulla Norma CEI 79-3

35 Conclusioni L occasione è propizia per trasformare la Norma CEI 79-3in uno strumento t più completo integrato con le informazioni relative alla parte documentale che non risultava normata I contenuti del TS integrati nella CEI 79-3 attribuiscono al documento anche aspetti formativi Per questa operazione è auspicabile l apporto e la collaborazione di tutti gli operatori del settore che con la loro esperienza sono caldamente invitati a formulare le eventuali proposte ed osservazioni attraverso l Ente Normatore: CEI

36 Bozza finale della Norma CEI 79-3:201x Struttura basata sul documento TS :2010 Sostituiti i termini dovrebbe con deve ; è stato introdotto il concetto di impianto in aggiunta al concetto di sistema ; Sono state introdotte le tipologie di impianto della CEI 79-3; Sostituito l allegato E del TS con il metodo di calcolo del livello di prestazione dell impianto: 4 livelli x 5 tipologie di impianto = 20 configurazioni I componenti dell impianto devono essere conformi alla serie EN o CEI 79-2; Inseriti gli obblighi previsti nel DM 37/08;

37 Grazie per l attenzione

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