RAPPORTO 2014 sull Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

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1 RAPPORTO 2014 sull Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili 2014

2 Rapporto 2014 sull Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

3 Il presente rapporto è stato curato dal dott. Tommaso Di Nardo. Le elaborazioni statistiche sono state realizzate dal dott. Gianluca Scardocci. 2

4 INDICE Presentazione 5 GIORGIO SGANGA Avvertenze 6 Introduzione 7 1 Scenario macroeconomico e statistiche reddituali 7 2 Sintesi dei principali indicatori del Rapporto 9 CAPITOLO I Rapporto Dimensione e struttura della professione 11 1 La dinamica degli iscritti all Albo 11 2 Analisi per genere e classi di età 13 3 Indici di diffusione territoriale 14 4 Iscritti alle casse di previdenza e statistiche reddituali 15 5 Iscritti al Registro del Tirocinio 16 CAPITOLO II Appendice statistica I: Tavole statistiche Ordini territoriali 33 CAPITOLO III Appendice statistica II: Graduatorie Ordini territoriali 179 CAPITOLO IV Appendice statistica III: Tavole di raccordo Ordini-Tribunali 194 3

5 4 Rapporto 2014 sui Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili

6 Presentazione Il Rapporto 2014 inaugura le pubblicazioni della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, riprendendo il lavoro svolto dall Irdcec, con la consapevolezza che la crescita della professione di Commercialista non possa prescindere da una conoscenza diretta e da un monitoraggio continuo degli iscritti attraverso un accurata raccolta e rappresentazione dei dati statistici. I dati esposti nel Rapporto 2014, giunto alla settima edizione, mostrano una Categoria che non arretra di fronte alla crisi pur venendo colpita, come tutte le altre categorie, dal calo dei redditi professionali. Dal 2008 al 2014, infatti, gli iscritti all Albo sono aumentati del 7%, mentre i redditi professionali, misurati in termini reali, sono diminuiti del 12,4%. Ciò è accaduto mentre l occupazione complessiva diminuiva del 4,2% e il pil nominale diminuiva del 6,8%. All inizio del 2014, i commercialisti iscritti all Albo sono e sono cresciuti dello 0,9% in un anno, segnando una miniripresa rispetto al +0,7% del Nel 2012, invece, ultimo anno per il quale sono disponibili dati reddituali, il reddito medio dei commercialisti è risultato pari a euro in termini nominali (-1,1% rispetto a un anno prima) e euro in termini reali (-4,4% rispetto a un anno prima). Il Rapporto 2014 conferma i principali trend in atto nella professione di Commercialista dal 2008, in particolare la costante crescita della componente femminile, salita al 31,4%, e il calo, sempre più preoccupante, dei giovani, scesi al 20,2%. Come mostrato per la prima volta nel precedente Rapporto, gli iscritti del Nord (+1,2%) sono cresciuti a un ritmo decisamente più sostenuto rispetto agli iscritti del Sud (+0,6%). Prosegue inarrestabile, infine, il calo dei tirocinanti che il Rapporto 2014 stima pari a rispetto ai del 1 gennaio Le elaborazioni statistiche contenute nel Rapporto 2014 rappresentano un importante patrimonio conoscitivo e informativo sulla professione di Commercialista a disposizione di tutti i nostri stakeholders, a partire dai singoli iscritti, e di tutti coloro che ne seguono con interesse l evoluzione. I dati, elaborati e rappresentati a livello di singolo ordine territoriale, con particolare riguardo alle statistiche reddituali, offrono significativi spunti di analisi e di riflessione anche per tutti i colleghi impegnati attivamente nella vita degli Ordini locali. Giorgio Sganga Presidente della Fondazione Nazionale dei Commercialisti 5

7 AVVERTENZE Il Rapporto 2014 aggiorna i dati contenuti nei precedenti Rapporti 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 e Per ogni Ordine locale sono riportati i principali dati territoriali (popolazione, superficie, pil pro-capite provinciale e numero di comuni), i dati relativi agli iscritti, con particolare riferimento alla loro struttura anagrafica, i dati reddituali dell anno 2012 con le variazioni rispetto all anno precedente, i dati relativi ai neoiscritti agli Ordini e quelli relativi ai tirocinanti. I dati elaborati e pubblicati nel Rapporto si riferiscono agli iscritti agli Ordini territoriali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili al 1 gennaio 2014 così come rilevati dal Consiglio Nazionale. I dati relativi alla struttura anagrafica per genere ed età degli iscritti sono stati desunti dall analisi statistica dei database trasmessi dagli Ordini territoriali al Consiglio Nazionale. Le statistiche reddituali sono state elaborate partendo dai dati reddituali della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti e della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. I dati reddituali pubblicati per singolo Ordine locale sono relativi alle medie Irpef e alle medie Iva opportunamente rielaborate in forma aggregata. Il Rapporto è strutturato in quattro parti. La prima presenta un analisi sintetica dei nuovi dati elaborati e commentati per regione e macroarea territoriale oltre che per singolo Ordine. La seconda parte presenta le tavole statistiche con gli indicatori elaborati per ogni singolo Ordine territoriale ed è consultabile per ordine alfabetico. Nella terza parte sono riportate le tabelle contenenti le graduatorie degli Ordini territoriali per iscritti, tasso di crescita 2013, percentuale di donne, percentuale di iscritti fino a 40 anni, iscritti per 10 kmq, abitanti per iscritti, medie Irpef e medie Iva. La quarta parte, infine, riporta le tabelle di raccordo Ordini-Tribunali e i dati sulla popolazione dei 166 tribunali italiani sulla base della geografia giudiziaria in vigore nell anno Il presente Rapporto non tiene conto della nuova geografia giudiziaria di cui al D. Lgs. 7 settembre 2012 n. 155, entrato in vigore il 13 settembre 2013, che ha previsto la soppressione delle Sezioni distaccate di tutti i tribunali italiani, la soppressione di alcuni tribunali e la ridefinizione di alcuni circondari. Il nuovo assetto, infatti, non ha ancora avuto impatto sulla geografia amministrativa degli Ordini territoriali. L unica novità è rappresentata dall istituzione dell Ordine di Napoli Nord nel nuovo circondario del tribunale di Napoli Nord avvenuta con decreto del Ministro della Giustizia del 21 marzo L eventuale mancata quadratura a 100 dei tassi di composizione percentuale è dovuta unicamente agli arrotondamenti decimali. 6

8 INTRODUZIONE 1. Scenario Macroeconomico e statistiche reddituali Nel corso del 2013, gli iscritti all Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono cresciuti a un tasso dello 0,9% raggiungendo la cifra di al 1 gennaio 2014 (tab. 1). Nello stesso periodo, gli iscritti alle due casse di previdenza della Categoria, la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti e la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, sono cresciuti a un tasso dell 1,5% e sono risultati pari a (tab 1). Dal 2008 al 2014, gli iscritti all Albo sono aumentati del 7% (+7.568), mentre gli iscritti alle Casse sono aumentati del 14,5% ( ) e, nello stesso periodo, l occupazione nazionale è diminuita del 3,5%, con un calo ancora maggiore delle unità di lavoro (-6,9%). La crescita degli iscritti all Albo e ancor più quella degli iscritti alle casse, manifestatasi in netta controtendenza rispetto all andamento dell occupazione generale, è associata a un calo dei redditi medi professionali, osservati attraverso i dati reddituali delle casse di previdenza. Tab. 1 Iscritti Albo e Iscritti Casse. Anni * Anni Iscritti Albo Tasso di crescita Iscritti Casse Tasso di crescita ,8% ,8% ,2% ,4% ,2% ,5% ,0% ,6% ,7% ,9% ,9% ,5% *Dati al 1 gennaio di ogni anno Tra il 2007 e il 2012, infatti, mentre il Pil nominale è cresciuto dello 0,2% e quello reale si è contratto del 6,8% per effetto della crisi, il reddito medio nominale dei commercialisti è diminuito dell 1,1% e quello reale ha perso il 12,4%. L andamento del reddito medio professionale del 2012, ultimo anno osservato tramite i dati delle casse raccolti nel 2013, ha contribuito in maniera significativa al trend negativo della serie Nel 2012, infatti, il reddito medio

9 nominale, calcolato pari a euro, è diminuito dell 1,1% rispetto al 2011 e quello reale, calcolato pari a euro (valore deflazionato sulla base dell indice IPCA rispetto al 2007) è diminuito del 4,4% rispetto al Sempre nel 2012, il Pil nominale è diminuito dello 0,8%, mentre il Pil reale si è ridotto del 2,4% e l indice dei prezzi al consumo è aumentato del 3,3% (tab. 2). Il reddito professionale medio dei commercialisti, nel 2012, è sceso a un livello inferiore a quello del 2007, anno pre-crisi, allorché il livello medio risultò pari a euro, dopo che nel 2011 era risalito a euro, livello superiore del 3% al minimo toccato nel 2009, l anno peggiore della crisi, allorchè la media irpef raggiunse il livello di euro (tab. 3). Tab. 2 Pil nominale e reale. Anni Valori in milioni di euro Tasso di Tasso di Anni Pil nominale Pil reale Deflatori crescita crescita ,3% ,2% 2,5% ,5% ,5% 2,1% ,1% ,7% 0,4% ,7% ,4% 1,4% ,80% ,4% 1,6% ,2% ,9% 1,4% Complessivamente, stando alla serie storica disponibile ( ), il reddito professionale medio dei commercialisti, contrariamente alla tesi anticiclica, segue la tendenza ciclica del Pil italiano con oscillazioni più ampie del trend economico generale. Tab. 3 Media Irpef, Pil e Pil per Unità di lavoro. Anni Valori in milioni di euro Anni Media Tasso di Media Tasso di Tasso di Pil/Ula Irpef crescita Irpef* crescita crescita ,2% ,4% ,7% ,9% ,7% ,7% ,7% ,9% ,2% ,2% ,6% ,6% ,1% ,4% ,3% *Valori deflazionati sulla base dell indice IPCA su anno base

10 2. Sintesi dei principali indicatori del Rapporto Al 1 gennaio 2014 gli iscritti ai 143 Ordini territoriali sono , le donne sono pari al 31,4%, i giovani ( 40 anni) sono il 20,2%. Rispetto al 1 gennaio 2008 vi sono iscritti in più con una crescita complessiva del 7%. Alla stessa data le donne erano il 28% e in sei anni sono aumentate complessivamente del 17,9%, i giovani invece sono calati a un ritmo molto sostenuto, pari a -27,7% dal 2009 quando erano pari al 29% del totale. Il rapporto tra la popolazione e gli iscritti all Albo è perciò progressivamente diminuito raggiungendo i 528 abitanti per ogni commercialista al 1 gennaio 2014 contro i 555 del 1 gennaio 2008 (-4,9%). Il numero di praticanti, benché stimato per l assenza di dati puntuali di alcuni Ordini territoriali, è in costante diminuzione. Nel 1 gennaio 2009 gli iscritti al Registro del Tirocinio dei 142 Ordini territoriali di allora erano , al 1 gennaio 2014, con 143 Ordini territoriali (Tivoli è il 143 ) si sono ridotti a con un calo di unità in valore assoluto pari a una decrescita del 23,1%. Al 1 gennaio 2014, il livello dei praticanti è stimato pari a (-37,1% rispetto al 2009). L Ordine più grande per numero di iscritti è Roma con unità, il più piccolo è Casale Monferrato con 97 iscritti. L Ordine con il più alto rapporto popolazione/iscritti è Oristano con abitanti per ogni commercialista, quello con il numero di abitanti per singolo iscritto più basso è Pescara con 311. L Ordine con la quota di donne più alta è Oristano con il 45%, quello con la percentuale più bassa di donne iscritte è Marsala con il 19,4%. La percentuale più alta di giovani si registra nell Ordine di Rossano Calabro dove il rapporto raggiunge il 35,3% del totale, quella più bassa invece si rileva nell Ordine di Montepulciano con il 5,8%. Il valore più alto in termini di reddito professionale medio 2012 viene fatto registrare dagli iscritti all Ordine di Bolzano con euro (+4,2% sul 2011), quello più basso, invece, è degli iscritti dell Ordine di Castrovillari con euro (-0,4% sul 2011). Il reddito professionale medio delle donne è pari a euro (-0,7%) contro i degli uomini (-0,9%). Gli iscritti fino a 40 anni hanno un reddito professionale medio pari a euro (+0,4%) contro i degli iscritti tra 41 e 60 anni (-1,7%) e i euro degli over sessanta (-5,6%). Con un tasso di crescita degli iscritti pari a +6,9% Crema è l Ordine che è cresciuto di più nel 2013, mentre Barcellona Pozzo di Gotto è l Ordine che ha fatto registrare la variazione percentuale più negativa con un -2,8%. L Ordine con il maggior numero di comuni all interno della propria circoscrizione territoriale è Torino con 311, quello con il minor numero di comuni è Gela con 3. Considerando, infine, la superficie territoriale, indice in qualche modo della dispersione territoriale degli iscritti e della lontananza/vicinanza alla sede dell Ordine, si va dai kmq di Cagliari ai 167 kmq di Nocera Inferiore. 9

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12 CAPITOLO I RAPPORTO 2014 DIMENSIONE E STRUTTURA DELLA PROFESSIONE 1. La dinamica degli iscritti all Albo Il 2013 Nel corso del 2013, gli iscritti all Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno fatto registrare una crescita pari allo 0,9%, arrestando il percorso di rallentamento fatto registrare dal 2009 al 2012, quando il tasso di crescita è passato dal +1,8% del 2008 al +0,7% del L incremento in valore assoluto è stato pari a iscritti, superiore a quello dell anno precedente di 220 unità, allorché l incremento era stato pari a 806. L inversione di tendenza dell andamento del tasso di crescita è generalizzata a tutte le macroaree territoriali con l unica eccezione del Centro che presenta un tasso di crescita in linea con quello del 2012 (+1,0%). La crescita degli iscritti presenta, invece, come emerso già nel 2012, una dinamica molto differente tra Nord e Sud. Nel 2013, infatti, gli iscritti agli ordini territoriali del Nord sono cresciuti dell 1,2%, 0,4 punti in più rispetto al 2012, mentre gli iscritti del Sud sono cresciuti a un tasso dello 0,6%, appena 0,1 punti in più del Il contributo in valore assoluto alla crescita del Nord è significativamente superiore a quello del Sud: +547 iscritti al Nord e +239 al Sud, consolidando un inversione di un trend che prima era invece significativamente a favore del Sud e che già nel 2010 e 2011 si era mostrato seppure con margini più bassi. L analisi per regioni evidenzia una dinamica piuttosto differenziata: dal -0,1% della Liguria e della Puglia, uniche due regioni a presentare un tasso di crescita negativo, al +4,1% del Molise che si conferma, dopo il 2012, la regione più dinamica in assoluto. Una crescita molto bassa con tassi vicini allo zero si è registrata in Friuli Venezia Giulia (+0,3%), Sicilia (+0,3%), Umbria (+0,4%), Basilicata (+0,5%), Calabria (+0,6%) e Toscana (+0,6%). Con tassi di crescita vicini alla media nazionale troviamo, invece, la Campania (+0,7%) e l Emilia Romagna (+0,9%). Presentano tassi di crescita superiori alla media nazionale il Lazio (+1,1%), il Veneto (+1,2%), il Piemonte (+1,2%), la Sardegna (+1,3%), la Lombardia (+1,5%), le Marche (+1,5%), l Abruzzo (+1,8%), la Valle d Aosta (+1,8%) e il Trentino Alto Adige (+2,8%). La regione più grande, la Lombardia (+1,5% rispetto a +0,9% del 2012, +1,3% del 2011 e +1,5% del 2010), continua ad offrire un contributo significativo alla crescita dell Albo (+280 iscritti rispetto +179 iscritti del 2012 e +241 del 2011).

13 Nel Nord-est, il Veneto (+1,2% rispetto a +0,9% del 2012 a +1,5% del 2011 e +1,7% del 2010) e l Emilia Romagna (+0,9% rispetto a +0,9% del 2012 e +0,5% del 2011) offrono ancora un significativo contributo alla crescita (+151 iscritti), rispetto al Friuli (+0,3% e +5 iscritti) mentre il Trentino Alto Adige (+2,8%) mantiene un ottimo tasso di crescita e contribuisce positivamente all aumento degli iscritti (+35). Nel Centro, il contributo determinante proviene dal Lazio con 150 iscritti (+1,1% rispetto a +1,4% del 2012 e a +1,1% del 2011), subito seguito dalle Marche con 41 iscritti (+1,5% rispetto a +1% del 2012 e a +0,4% del 2010) e dalla Toscana con 43 iscritti (+0,6%), mentre l Umbria (+0,4%) mostra un deciso rallentamento rispetto al 2012 (+1,2%). Nell Italia meridionale, il contributo maggiore proviene ancora dalla Campania con 96 iscritti (+0,7% rispetto a +0,4% del 2012 a +0,8% del 2011 e +1,7% del 2010) seguita dall Abbruzzo con 56 iscritti (+1,8% come nel 2012) mentre a distanza troviamo la Calabria con 25 iscritti (+0,6% rispetto a +1,2% del 2012), il Molise con 19 iscritti (+4,1% rispetto a +0,4% del 2012), la Basilicata con 5 iscritti (+0,5% rispetto a +1,6% del 2012) e la Puglia -9 iscritti (-0,1% rispetto a +0,1% del 2012 e +0,8% del 2011). Infine, nelle Isole, a fronte di un positivo contributo della Sardegna con 25 iscritti (+1,3% come nel 2012) si registra un andamento più modesto della Sicilia con 22 iscritti (+0,3% rispetto a -0,1% del 2012) che però migliora il dato precedente. In termini di quote percentuali il Nord (40,7%) resta l area con il peso più rilevante, seguita dal Sud (37,7%) e dal Centro (21,6%). La Lombardia pesa per il 17% seguita dalla Campania con il 12% e dal Lazio con l 11,7%. La quarta regione per peso di iscritti è la Puglia con l 8,9% seguita dalla Sicilia con il 7,4%, dal Veneto con il 6,7%, dalla Toscana con il 6,2%, dall Emilia Romagna con il 5,9%, dal Piemonte con il 5,5% e dalla Calabria con il 3,8%. Le altre regioni hanno tutte un peso percentuale inferiore al 3%. Rispetto al 2008 le regioni che guadagnano peso percentuale sono Lombardia (+0,4), Lazio (+0,2), Veneto (+0,2), Abruzzo (+0,1), Calabria (+0,1), Campania (+0,1), Marche (+0,1), Trentino (+0,1) e Umbria (+0,1); quelle che, invece, perdono peso percentuale sono Liguria (-0,3), Puglia (-0,3), Sicilia (-0,3), Piemonte (-0,2%), Toscana (-0,2), Emilia Romagna (-0,1%) e Friuli Venezia Giulia (-0,1%). Il periodo Nel periodo , la crescita è stata complessivamente del 7%, con una punta del 7,5% nel Centro e un andamento meno vivace pari a una crescita del 6,7% nelle regioni del Sud. A Nord la crescita è stata del 7,1%: sintesi di un +7,5% nelle regioni del Nord-est e +6,9% nel Nord-ovest. In termini assoluti nel periodo l Albo è cresciuto di iscritti. Il contributo maggiore è provenuto dal Nord con iscritti contro i del Sud 12

14 e i del Centro. In particolare, le regioni meridionali hanno contribuito per unità. La regione con il tasso di crescita più elevato è il Molise (+20%) seguito dalla Sardegna (+18,3%) e dal Trentino-Alto Adige (+17,2%). Le altre regioni cresciute a un tasso superiore alla media sono Valle d Aosta (+11,5%), Calabria (+10,6%), Abbruzzo (+10%), Veneto (+9,7%), Lombardia (+9,7%), Marche (+9,7%), Lazio (+9%), Basilicata (+7,8%), Campania (+7,7%), Umbria (+7,2%). La Liguria resta l unica regione ad aver subito un calo (-3,4%). Le altre regioni sono cresciute a tassi inferiori o prossimi al 7%. 2. Analisi per genere e classi di età L analisi della struttura anagrafica degli iscritti all Albo presentata nel Rapporto 2014 è condotta sulla base di dati aggiornati a inizio 2014, così come trasmessi dagli stessi Ordini territoriali al Consiglio Nazionale. Nel 2014 la componente femminile degli iscritti all Albo compie un ulteriore passo in avanti portando la propria quota sul totale dal 31% al 31,4%. Gli iscritti fino a 40 anni fanno registrare, invece, un nuovo calo a favore della classe anni: i primi passano dal 21,1% al 20,2% e i secondi dal 63,6% al 64,3% mentre gli over 60 passano dal 15 al 15,5%. Macroaree territoriali L analisi per macroaree territoriali mostra come nell Italia Meridionale si continui a registrare la più bassa percentuale di donne (29,1%), ma non più la più alta percentuale di iscritti fino a 40 anni che ora tocca al Nord-est (22% contro 21,6%). Nelle Isole, invece, dove si registra una percentuale di donne più alta che nelle regioni meridionali (31%), il calo della componente giovanile appare più accentuato: dal 19,5% al 17,4%. Nel Nord la percentuale di donne sale al 33,3%, mentre gli iscritti fino a 40 anni passano dal 21,4% al 21,1%. Nel Centro le donne passano dal 30,5 al 30,9%, valore leggermente inferiore alla media nazionale, mentre gli iscritti fino a 40 anni passano dal 18,6% al 17,8%. Il Nord-est, con il 33,3% di donne e il 22% di iscritti fino a 40 anni non è più l unica area a presentare entrambi i dati (donne e iscritti fino a 40 anni) superiori alla media nazionale. Da quest anno, infatti, è affiancata dal Nord-ovest che presenta il 33,3% di donne e il 22% di giovani. Il Meridione continua ad avere, invece, la più bassa percentuale di over 60 (11,6%) che, invece, raggiunge il valore più elevato nel Nord-ovest (18,6%). 13

15 Regioni La regione con la più alta percentuale di donne iscritte è in assoluto l Emilia Romagna (39%) seguita dall Umbria (37,8%) e dal Piemonte (37,7%). Le regioni con percentuali di donne superiori alla media nazionale sono nell ordine la Sardegna (36,9%), la Basilicata (35,7%), la Liguria (35,4%), l Abruzzo (34,8%), il Molise (34,6%), il Friuli Venezia Giulia (32,7%), le Marche (32,6%) e la Calabria (31,8%). La regione con la più bassa percentuale di donne dopo il Trentino-Alto Adige (24,4%) e la Valle d Aosta (25%) è la Campania (25,7%), mentre la Lombardia (31,7%) è in linea con la media nazionale. Lazio (30,2%), Puglia (29,7%), Sicilia (29,6%), Toscana (30%) e Veneto (30%) si collocano appena al di sotto della media nazionale. La Calabria perde il primato di regione con la più alta percentuale di iscritti fino a 40 anni (24,4%) a favore del Molise (26,2%) e del Trentino Alto Adige (26,2%). Seguono Veneto (23,4%), Abruzzo (22,5%), Campania (22,2%), Lombardia (22%), Sardegna (21,7%), Marche (21,5%), Emilia Romagna (20,9%) e Basilicata (20,9%). Le altre regioni con una percentuale di iscritti fino a 40 anni poco al di sotto della media sono Piemonte (19,7%) e Puglia (19,2%). Le regioni, infine, che presentano valori significativamente inferiori alla media nazionale sono Valle d Aosta (18,6%), Lazio (18,1%), Umbria (18%), Sicilia (16,5%), Friuli-Venezia Giulia (16,4%), Toscana (15,7%) e Liguria (13,1%). 3. Indici di diffusione territoriale Gli indici di diffusione territoriale misurano il grado di diffusione degli iscritti sul territorio in rapporto all estensione e alla popolazione. Il primo è un indicatore di densità territoriale, misurato in termini di numero di iscritti per 10 kmq ed è calcolato per ogni singolo Ordine locale. Il secondo è un rapporto di incidenza demografica e misura il numero di abitanti per ogni iscritto, anch esso calcolato per singolo Ordine territoriale. Nel 2013, vi sono in Italia 3,8 iscritti per 10 kmq e 528 abitanti per ogni iscritto. Il rapporto Iscritti/10kmq La diffusione territoriale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili è piuttosto variabile. Si va, infatti, dai 2,5 iscritti per 10 kmq delle Isole ai 4,7 iscritti per 10 kmq del Meridione. Nel Nord il rapporto è inferiore a quello della media nazionale: 3,7 iscritti per 10 kmq; con una sensibile differenza, però, tra il Nordest che presenta un rapporto più basso pari a 3,3 e il Nord-ovest che raggiunge i 3,9 iscritti per 10 kmq. Nel Sud il dato medio è quasi in linea con quello della media nazionale, 3,9 iscritti per 10 kmq, mentre nel Centro è più alto (4). Sul piano regionale il Friuli-Venezia Giulia (1,3) e il Trentino-Alto Adige (1,5) presentano il rapporto più basso seguiti da Molise (1,6), Umbria e Basilicata (1,7), Calabria e Sardegna (1,8) e Marche (1,9). La Campania presenta il valore più alto 14

16 con 11,1 iscritti per 10 kmq seguita a distanza dal Lazio con 8,4. Le altre regioni con valori elevati sono la Puglia (6,8), l Emilia Romagna (4,5), la Lombardia (4,4) e il Veneto (5,1). Il rapporto Popolazione/Iscritti Il rapporto popolazione/iscritti raggiunge il suo valore massimo nel Nord-est (664) seguito a poca distanza dalle Isole (644) e minimo nel Meridione (430). Il Centro (485) e il Sud (482) presentano dati piuttosto omogenei, mentre una maggiore differenza si verifica tra il Nord-est (664) e il Nord-ovest (552). Tra il Nord e il Sud si registra una differenza di circa 112 abitanti. Sul piano regionale spiccano i valori altissimi della Sardegna (857), del Trentino Alto Adige (818), della Valle d Aosta (739), del Friuli Venezia Giulia (713), del Piemonte (695), del Molise (654), dell Emilia Romagna (654) e del Veneto (636). La Puglia (401), l Abruzzo (426), il Lazio (435), la Campania (427) e la Calabria (456) sono le regioni con gli indici più bassi. 4. Iscritti alle casse di previdenza e statistiche reddituali Alla data del 1 gennaio 2014 e sulla base dei dati comunicati dalle casse di previdenza nel mese di maggio 2014 il numero di iscritti totali alle casse di previdenza dei dottori e dei ragionieri (al netto dei cancellati/esonerati) è pari a (+1,5% rispetto a un anno prima) La distribuzione per genere e per classi di età è riportata nella tabella 5. I rapporti di composizione per genere seguono per grandi linee quelli dell Albo. Per quanto riguarda le classi di età si registra una percentuale più alta per gli iscritti fino a 40 anni (23%) e più bassa per gli iscritti tra 41 e 60 anni (63,1%) rispetto all Albo. Anche tra gli iscritti alle casse la percentuale di giovani diminuisce significativamente rispetto all anno precedente (24,7%). Le statistiche reddituali elaborate sulla base dei dati delle casse di previdenza dei dottori e dei ragionieri e relative ai redditi 2012 presentano un elevata variabilità territoriale. Il dato medio nazionale relativo è stato calcolato in euro di Irpef (-1,1% rispetto al reddito medio 2011) e euro di Iva (-0,2% rispetto allo stesso dato del 2011). Il divario Nord-Sud è particolarmente pronunciato ed evidente: si va dagli euro di Irpef del Nord ai del Sud, con un livello medio del Nord pari a più del doppio rispetto al Sud (265% il rapporto Nord-Sud). Il divario si amplia ancora di più se si osserva il dato Irpef più elevato del Nordovest, pari a euro, rispetto al dato Irpef più basso delle regioni meridionali, pari a euro (287%). Rispetto all anno precedente, si segnala la variazione negativa di tutte le aree territoriali con un accentuazione del calo più forte al Centro (-1,6%) rispetto al Nord (-0,9%) e al Sud (-0,9%). Nel Nord si segnala l andamento differenziato tra 15

17 Nord-ovest (-1,1%) e Nord-est (-0,4%) così come nel Sud è diverso l andamento tra l insieme delle regioni meridionali (-0,7%) e le Isole (-1,4%). Sul piano regionale il divario assume proporzioni davvero enormi raggiungendo un rapporto di 4 a 1, con il Trentino Alto Adige al più alto livello di Irpef ( euro di media, +2,4% sul 2011) e la Calabria al livello più basso ( euro di media, -2,3% sul 2011). Le regioni con la decrescita più elevata dei redditi medi nominali 2012 rispetto a quelli 2011 sono le Marche (-4,3%) e il Molise (-4%). Da segnalare, invece, le regioni in cui il reddito medio Irpef risulta in aumento rispetto al 2011: Trentino Alto Adige (+2,4%), Puglia (+1%) e Liguria (+0,7%). 5. Iscritti al Registro del Tirocinio Il Rapporto 2014 presenta aggiornate e riviste le statistiche sugli iscritti al Registro del Tirocinio. Per una corretta lettura dei dati, occorre precisare che la loro fonte è costituita dalle risultanze della Rilevazione Statistica sugli Ordini (RSO) che viene svolta a partire dal 1 trimestre dell anno La rilevazione non ha una copertura totale. Nel 2014 la copertura riguarda 122 Ordini territoriali, mentre nel 2013 la copertura riguardava 91 Ordini e nel Sulla base dei dati RSO, gli iscritti al Registro dei Tirocinanti dei 143 Ordini territoriali al 1 gennaio 2014 sono pari a Rispetto al 2013, si è verificata una variazione in valore assoluto di iscritti, pari a un decremento in percentuale del 18,1%. Sul piano territoriale l andamento è disomogeneo. Nel Sud il calo è piuttosto pronunciato rispetto al Nord, rispettivamente di -22,7% e -13,9%. Nel Centro il calo è del 10,1%. Particolarmente pronunciato il calo nelle Isole (-36%) imputabile in modo particolare alla Sardegna (-51,3%) che presenta il calo maggiore tra tutte le regioni d Italia. 16

18 Tab. 1 Dinamica degli iscritti all Albo. Anno 2013 REGIONI 01/01/13 01/01/14 Var. Var. % Quota % sul totale ABRUZZO ,8% 2,7% BASILICATA ,5% 0,9% CALABRIA ,6% 3,8% CAMPANIA ,7% 12,0% EMILIA ROMAGNA ,9% 5,9% FRIULI VENEZIA GIULIA ,3% 1,5% LAZIO ,1% 11,7% LIGURIA ,1% 2,7% LOMBARDIA ,5% 17,0% MARCHE ,5% 2,4% MOLISE ,1% 0,4% PIEMONTE ,2% 5,5% PUGLIA ,1% 8,9% SARDEGNA ,3% 1,7% SICILIA ,3% 7,4% TOSCANA ,6% 6,2% TRENTINO ALTO ADIGE ,8% 1,1% UMBRIA ,4% 1,3% VALLE D'AOSTA ,8% 0,2% VENETO ,2% 6,7% NORD ,2% 40,6% NORD-EST ,1% 15,3% NORD-OVEST ,2% 25,4% CENTRO ,0% 21,6% SUD ,6% 37,7% MERIDIONE ,6% 28,6% ISOLE ,4% 9,1% ITALIA ,9% 100,0% 17

19 Tab. 2 Dinamica degli iscritti all Albo. Periodo REGIONI 01/01/08 01/01/14 Var. Var. % Var. % media ABRUZZO ,0% 2,0% BASILICATA ,8% 1,6% CALABRIA ,6% 2,1% CAMPANIA ,7% 1,5% EMILIA ROMAGNA ,9% 1,0% FRIULI VENEZIA GIULIA ,8% 0,4% LAZIO ,0% 1,8% LIGURIA ,4% -0,7% LOMBARDIA ,7% 1,9% MARCHE ,7% 1,9% MOLISE ,0% 4,0% PIEMONTE ,1% 0,8% PUGLIA ,2% 0,6% SARDEGNA ,3% 3,7% SICILIA ,1% 0,6% TOSCANA ,1% 0,8% TRENTINO ALTO ADIGE ,2% 3,4% UMBRIA ,2% 1,4% VALLE D'AOSTA ,5% 2,3% VENETO ,7% 1,9% NORD ,1% 1,4% NORD-EST ,5% 1,5% NORD-OVEST ,9% 1,4% CENTRO ,5% 1,5% SUD ,7% 1,3% MERIDIONE ,0% 1,4% ISOLE ,6% 1,1% ITALIA ,0% 1,4% 18

20 Tab. 3 Struttura anagrafica degli iscritti all Albo. Anno 2013 REGIONI Maschi Femmine > 59 ABRUZZO 65,2% 34,8% 22,5% 64,4% 13,2% BASILICATA 64,3% 35,7% 20,9% 67,2% 11,9% CALABRIA 68,2% 31,8% 24,4% 64,2% 11,4% CAMPANIA 74,3% 25,7% 22,2% 67,6% 10,2% EMILIA ROMAGNA 61,0% 39,0% 20,9% 63,8% 15,4% FRIULI VENEZIA GIULIA 67,3% 32,7% 16,4% 64,6% 19,1% LAZIO 69,8% 30,2% 18,1% 65,9% 16,0% LIGURIA 64,6% 35,4% 13,1% 66,4% 20,5% LOMBARDIA 68,4% 31,7% 22,0% 59,3% 18,7% MARCHE 67,4% 32,6% 21,5% 64,2% 14,3% MOLISE 65,4% 34,6% 26,2% 62,9% 11,0% PIEMONTE 62,3% 37,7% 19,7% 63,0% 17,3% PUGLIA 70,3% 29,7% 19,2% 67,8% 12,9% SARDEGNA 63,1% 36,9% 21,7% 61,9% 16,3% SICILIA 70,4% 29,6% 16,5% 68,1% 15,5% TOSCANA 70,0% 30,0% 15,7% 66,1% 18,2% TRENTINO ALTO ADIGE 75,6% 24,4% 26,2% 56,8% 17,0% UMBRIA 62,2% 37,8% 18,0% 67,1% 14,9% VALLE D'AOSTA 75,0% 25,0% 18,6% 66,3% 15,1% VENETO 70,0% 30,0% 23,4% 60,2% 16,3% NORD 66,7% 33,3% 21,1% 61,2% 17,7% NORD-EST 66,7% 33,3% 22,0% 61,8% 16,3% NORD-OVEST 66,7% 33,3% 20,5% 60,9% 18,6% CENTRO 69,1% 30,9% 17,8% 65,8% 16,4% SUD 70,5% 29,5% 20,6% 66,9% 12,5% MERIDIONE 70,9% 29,1% 21,6% 66,8% 11,6% ISOLE 69,0% 31,0% 17,4% 66,9% 15,6% ITALIA 68,6% 31,4% 20,2% 64,3% 15,5% 19

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