RELAZIONE TECNICA DELL IMPIANTO ANTIFURTO

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1 RELAZIONE TECNICA DELL IMPIANTO ANTIFURTO Pag.1/14

2 1. INDICE Titolo pag. 2 COMPONENTI DEL SISTEMA D ALLARME SENSORI PERIMETRALI SENSORI VOLUMETRICI LA CENTRALE D ALLARME TASTIERE E CODICI. 8 7 GLI AVVISATORI D ALLARME SIRENE COMBINATORI TELEFONICI ISTRUZIONI PER L USO LA MANUTENZIONE GENERALITA SULL IMPIANTO Pag.2/14

3 2. I COMPONENTI DEL SISTEMA D ALLARME Il sistema di allarme deve essere realizzato in funzione dei locali da proteggere e delle esigenze degli utilizzatori, e richiede una attenta progettazione: non esiste la soluzione universale, adatta a tutti gli ambienti ed a tutti gli utenti. Dopo avere definito le caratteristiche della struttura da proteggere, ed aver valutato il rischio di intrusioni, si scelgono i sensori più idonei, per tipologia e numero, esaminando anche la possibilità di utilizzare il sistema di allarme in modo parziale, rimanendo all'interno dei locali protetti. Il numero dei sensori condiziona la scelta della centrale di controllo, per diversi motivi: innanzitutto molti sensori devono essere alimentati, e solitamente a questo provvede la centrale, che deve quindi essere dimensionata adeguatamente; è opportuno poi che ad ogni sensore corrisponda un circuito di ingresso della centrale, per il funzionamento ottimale. La centrale è sempre dotata di un organo di comando, che deve essere scelto attentamente: è forse l'elemento più importante per l'utente, che deve adattarsi a nuove abitudini, dovendo controllare il sistema di allarme. Anche gli avvisatori di allarme saranno adeguati al rischio, per garantire l'efficacia della segnalazione, che deve scoraggiare l'intruso e richiamare l'attenzione. I criteri di scelta del sistema di allarme riguardano anche le connessioni: è possibile utilizzare componenti collegati via filo o via radio, a seconda delle esigenze. La funzionalità del sistema di allarme deve essere verificata regolarmente, per garantire un lungo periodo di servizio, affidabile, senza interruzioni e senza falsi allarmi. Pag.3/14

4 3. I SENSORI PERIMETRALI La prima difesa di ogni struttura è quella fisica, rappresentata da serramenti in grado di impedire l'accesso alla proprietà. Porte, finestre, serrande, rendono difficoltoso l'accesso ai malintenzionati, quando sono robuste e chiuse accuratamente; i sensori perimetrali controllano lo stato dei serramenti, e si attivano quando questi vengono aperti. Il sensore più semplice ed economico è il contatto magnetico, attivato dalla prossimità di un magnete installato nella parte mobile del serramento. Sono disponibili varie forme, adatte a porte e finestre: i risultati migliori, estetici e funzionali, si ottengono con quelli da incasso. In alternativa vengono utilizzati contatti a vista, fissati sulla superficie esterna del serramento. Le tapparelle vengono protette con sensori a filo da installare nel cassettone, che reagiscono allo spostamento e permettono di lasciare la tapparella in qualsiasi posizione. Sensori di vibrazione intervengono durante i tentativi di forzatura, mentre microfoni selettivi segnalano la rottura dei vetri. La protezione perimetrale limita l'accessibilità alla zona protetta e può essere attivata anche rimanendo all'interno dei locali: questo basta a giustificarne l'installazione, anche se impegnativa. Purtroppo non è sufficiente, perché il sistema di allarme interviene solo al momento dell'apertura di un passaggio, ed interviene nuovamente solo se questo viene richiuso e riaperto. I sensori perimetrali permettono il controllo dell'effettiva chiusura dei serramenti, particolarmente utile in strutture di grande estensione. Può essere opportuno proteggere anche alcune porte interne. Contatti magnetici Sensori rottura vetri Pag.4/14

5 4. SENSORI VOLUMETRICI La protezione del volume dei locali è realizzata con sensori che segnalano il movimento dei corpi, ma non la loro presenza. Utilizzano diversi principi fisici: quelli a microonde sfruttano la riflessione di onde elettromagnetiche; quelli ad infrarosso passivo ricevono la radiazione emessa dai corpi che hanno temperatura differente da quella ambientale. Tecniche avanzate di elaborazione dei segnali evitano la generazione di falsi allarmi, mentre nei sensori definiti a doppia tecnologia vengono integrati due principi di rivelazione, che devono intervenire contemporaneamente. L'efficienza della rivelazione dipende anche dalla posizione e dall'orientamento dei sensori, che devono essere valutati attentamente. I sensori volumetrici sono sempre attivi ed intervengono in occasione di ogni movimento, indipendentemente dalla posizione di porte e finestre, a differenza dei sensori perimetrali. Rilevatore IR fisso Rilevatore mini IR Rilevatore IR mobile Il calcolo per il numero di rilevatori da installare è stato effettuato con la seguente formula S = [(ç/360 )*(r) 2 *3,14] Dove: S è la superficie protetta dal rilevatore; ç è l angolo di orientamento del rilevatore che per il dispositivo da noi usato è pari a 105 ; r è il raggio di orientamento del dispositivo IR-MW Pag.5/14

6 5. LA CENTRALE D ALLARME Dopo avere scelto i sensori in funzione dell'ambiente da proteggere, è possibile scegliere la centrale più adatta. Solitamente la centrale provvede anche all'alimentazione dei sensori, e per questo motivo deve essere collegata alla tensione di rete: quando questa manca, un accumulatore provvede ad alimentare l'intero impianto. La centrale deve fornire le indicazioni sullo stato del sistema di allarme: servizio o riposo, pronto all'inserimento, funzionalità dell'alimentazione, memoria degli allarmi. E' opportuno disporre di più circuiti di ingresso, uno per ogni sensore: talvolta, per economia, allo stesso ingresso vengono collegati più sensori, soprattutto di tipo perimetrale, ma in questo modo si perde la possibilità di identificare il sensore che ha provocato l'allarme, ed anche la possibilità di generare allarmi successivi al primo, se il primo sensore è rimasto in allarme. Per ogni circuito di ingresso, la centrale deve fornire indicazioni relative allo stato attuale, ed alla memoria di eventuali allarmi. La centrale esclude automaticamente il circuito di ingresso che ha generato tre allarmi, mantenendo la funzionalità degli altri ingressi; questa funzione limita gli allarmi in caso di guasto dei sensori. Spesso la centrale prevede la possibilità di esclusione di singoli sensori, che può essere utile in caso di guasto, ma non è molto comoda per l'utilizzo parziale del sistema. Ogni centrale dispone di un organo di comando, per il corretto utilizzo del sistema di allarme e di eventuali funzioni accessorie. L'organo di comando può prevedere anche stati di servizio parziale, che permettono l'utilizzo di alcuni locali mentre in altri locali è attiva la protezione antintrusione. La centrale è dotata di temporizzatori programmabili, che determinano la durata dell'allarme, ed i ritardi di entrata ed uscita Centrale Pag.6/14

7 6. TASTIERE E CODICI Il codice numerico, che deve essere introdotto attraverso una tastiera, è una chiave virtuale. La sua sicurezza dipende dalla lunghezza - sei cifre hanno un milione di combinazioni - e dal sistema, che limita i tentativi di accesso. Non ha batterie da sostituire, problemi di falsi contatti, può essere modificato facilmente, e può essere comunicato a distanza in caso di necessità. Anche i sistemi collegati con il telefono utilizzano codici numerici per le interrogazioni e per inviare i comandi. E' il sistema ideale per coloro che non vogliono portare con se chiavi di alcun tipo. Il codice viene introdotto tramite una o più tastiere, che possono essere anche a distanza notevole dalla centrale. La tastiera consente la visualizzazione completa dello stato del sistema e della sua storia, quando è collegata con centrali che dispongono di orologio, calendario, e memoria degli eventi. I codici vengono riconosciuti all'interno della centrale, e quindi eventuali manomissioni delle tastiere, non compromettono l'affidabilità del sistema di allarme. Tastierino Lettore trasponder Ricevitore Chiave trasponder Pag.7/14

8 7. GLI AVVISATORI D ALLARME Lo scopo del sistema di allarme è quello di segnalare l'intrusione: all'interno dell'ambiente protetto per mezzo di sirene compatte, all'esterno con sirene auto-protette ed autoalimentate, a distanza attraverso combinatori telefonici. Anche gli impianti che dispongono di una chiamata a distanza devono avere almeno una sirena, che garantisce una segnalazione immediata dello stato di allarme, oltre ad un effetto deterrente locale. Pag.8/14

9 8. SIRENE PER INTERNO Quando l'intruso si trova all'interno dei locali protetti viene disturbato dalle sirene interne, prima ancora di sentire quelle esterne. Le frequenze utilizzate, medio alte, sono particolarmente fastidiose ed irritanti. Devono essere installate in posizione tale da garantire la migliore udibilità, evitando ripostigli e locali chiusi. PER ESTERNO Le sirene per esterno devono essere dotate di segnalatore luminoso, in grado di evidenziare la provenienza dell'allarme, e sono necessarie per richiamare l'attenzione di vicini e passanti. Utilizzano frequenze medio basse, hanno potenza elevata e sono udibili a distanze notevoli. Il contenitore deve resistere alle intemperie ed al vandalismo. Vengono definite auto-protette ed autoalimentate poiché contengono una batteria, e sono in grado di suonare anche in caso di interruzione, dolosa o accidentale, del collegamento con la centrale. La durata del suono deve essere limitata da un temporizzatore interno che interviene in caso di guasto della centrale, o dei collegamenti, o dell'alimentazione. La batteria della sirena viene ricaricata dall'alimentatore della centrale, e deve essere sostituita ogni tre o quattro anni. Pag.9/14

10 9. COMBINATORI TELEFONICI Con la diffusione della telefonia cellulare, la chiamata automatica raggiunge praticamente chiunque in qualsiasi momento. Il combinatore telefonico interviene in caso di allarme, ma non solo: può essere attivato da richieste di soccorso, e può segnalare problemi tecnologici o di alimentazione. La mancanza della tensione di rete, ad esempio, non riguarda solo il sistema di allarme, ma anche frigoriferi, congelatori, sistemi di climatizzazione. Il combinatore telefonico può avere un proprio contenitore, ma può anche essere alloggiato all'interno della centrale, ed in questo caso spesso consente altre funzioni di telegestione del sistema. Gli apparecchi più comuni hanno un contenitore dedicato, che contiene anche una batteria che ne garantisce il funzionamento indipendentemente dalla centrale di allarme. Gli apparecchi in grado di rispondere alle chiamate, permettono il controllo a distanza del sistema ed altri dispositivi (climatizzazione, ecc.), semplicemente telefonando ed utilizzando la tastiera del telefono per trasmettere codici di identificazione e comandi operativi. Negli ultimi anni si sono andati affermando i nuovi sistemi GSM che risolvono tutti gli inconvenienti dei comuni combinatori telefonici sfruttando la tecnologia dei telefoni GSM per l'invio del messaggio di allarme. Utilizzando il sistema GSM non è più possibile per il ladro tagliare i fili del telefono o occupare la linea chiamando il numero del sistema, tutto avviene senza linea telecom e si è quindi svincolati da ogni tipo legame. Oltre a questo esiste la possibilità di inviare messaggi SMS o di collegarsi a centrali degli istituti di vigilanza in modalità digitale. Pag.10/14

11 10. ISTRUZIONI PER L'USO La conoscenza corretta del funzionamento del sistema di allarme permette il miglior utilizzo ed anche la pronta identificazione di eventuali problemi. Gli utilizzatori devono disporre di tutte le informazioni necessarie, e devono custodire con cura la documentazione tecnica delle apparecchiature, per agevolare interventi successivi. Prove pratiche possono migliorare la confidenza degli utenti, che devono dimostrare la piena capacità di utilizzo del sistema. Pag.11/14

12 11. LA MANUTENZIONE Come ogni macchina complessa, il sistema di allarme necessita di verifiche periodiche. Lo stato delle batterie, la sensibilità dei sensori, l'usura degli organi di comando, le condizioni dei cablaggi, devono essere controllati attentamente, con regolarità. Certe apparecchiature sono in grado di segnalare la presenza di anomalie, ed anche di comunicarle a distanza, agevolando le operazioni di manutenzione. Il cattivo funzionamento spesso dipende dalla mancata manutenzione; i contratti di manutenzione programmata riducono inoltre la responsabilità dell'utilizzatore. Pag.12/14

13 12. GENERALITÀ SULL IMPIANTO Gli apparecchi del sistema antifurto Bticino sono realizzati in conformità alla Norma CEI 79-2, rispondendo ai requisiti in essa contenuti per quanto riguarda gli impianti di livello uno. Tutti i componenti del sistema si collegano in parallelo fra loro, utilizzando il doppino inguainato scs Bticino (art. L4669S), attraverso il quale vengono distribuite sia le alimentazioni ai vari dispositivi, sia i segnali di controllo e di allarme. Un sistema d'allarme è un dispositivo che ha il compito di rilevare ogni tipo d'intrusione all'interno di un ambiente, da individui non autorizzati a farlo, e una volta rilevato ciò sia in grado di avvertire chi di dovere e nel modo più adeguato. È quindi di fondamentale importanza avere dei buoni sistemi di segnalazione che possano indurre il malintenzionato alla fuga o che, in caso contrario, possano far giungere nel minor tempo possibile qualcuno in grado di farlo. Spesso nella progettazione di un impianto ci si sofferma parecchio sulla qualità e il numero di sensori, trascurando poi gli attuatori d'allarme. Questo pannello didattico da noi vinto, ed assemblato, è dotato dei componenti elencati precedentemente. Parte fondamentale del nostro impianto è la centrale o combinatore telefonico. Questo combinatore telefonico è viene identificato con il codice 3500, che lo differenzia dal 3500N, la loro differenza è che il primo per avvertire chi di dovere ha bisogno di essere connesso alla rete telefonica, mentre il secondo è munito di una scheda telefonica e di un antenna, che in caso di allarme esso comunicherà l accaduto tramite una rete GSM. Dopo l istallazione dell intero pannello si devono effettuare le adeguate configurazioni; che vengono effettuate sull apposita centrale. Per interagire con la centrale per la programmazione bisogna inserire un codice di accesso che può essere successivamente modificato. Una volta inserito il codice di accesso, si anno a disposizione due cosiddetti link: antifurto-comunicazione. Il link antifurto è esclusivamente riservato ad un installatore, il quale ha la possibilità di accedere a diversi servizi: Zone: dove vengono definiti i nomi da assegnare agli ambienti, per meglio identificarli, ad esempio zona 1, ingresso, protezione perimetrale, e la configurazione dei dispositivi in esse presenti; Dispositivi: dove vengono fornite le informazioni su ogni componente presente nell impianto antifurto, ed anche ad essi si possono assegnare dei nomi per identificarli; Memoria eventi: è costituita da una memoria in grado di registrare 200 eventi e conoscere il tipo, la data e l ora di registrazione ed in caso di allarme sapere da quale sensore è stato generato. Per comodità di consultazione, gli eventi vengono mostrati in ordine cronologico a partire da quello più recente; Data e ora: questo menù presentando la data in giorno/mese/anno, e l ora in ore:minuti, ci permette di impostarle affinché sia l installatore, ché l utente possano tenere sotto controllo tutti gli eventi memorizzati dal sistema nei diversi periodi di tempo. L impostazione della data e dell ora viene effettuata utilizzando una tastiera alfanumerica; Pag.13/14

14 Automazione: permette di impostare, in caso di allarme l accensione di luci, o altri dispositivi in grado di disorientare l intruso; Impostazioni: permette diverse operazioni. Da qui si può impostare la durata del suono che può variare da breve, qualche secondo, ad un massimo di dieci minuti, si possono assegnare i tempi di ritardo o di uscita dei rilevatoti delle singole zone o dell intero impianto, si possono modificare i codici del sistema, e regolare le impostazioni del display Manutenzione: si accede inserendo il codice preimpostato 00000, e ci permette di scegliere la lingua che l intero sistema deve adoperare, di programmare delle chiavi per l inserimento ed il disinserimento dell allarme, nel caso di inserimento di nuovi dispositivi, è possibile renderli riconoscibili dalla centrale tramite la funzione apprendimento, la manutenzione, in oltre ci permette di modificare il codice per l accesso a questa sezione, differenziandolo dal codice di attivazione allarme, ed è possibile anche attivare il flash per l inserimento dell allarme (3 flash) e il disinserimento (1 flash). Il link comunicazione, invece, a differenza di quello antifurto, può essere accessibile all utente interessato, dandogli la possibilità di: Inserire un numero jolly, che, in caso di allarme la centrale si attiva per chiamare questo primo numero che verrà sempre chiamato per qualsiasi tipo di allarme (intrusione, scasso ); Inserire nella rubrica altri dieci numeri telefonici, tra i quali sarà possibile scegliere i numeri da chiamare in relazione al tipo di allarme registrato dal sistema; Inserire dei messaggi vocali, che verranno ascoltati quando la centrale chiamerà il numero indicato; Dopo aver registrato le precedenti impostazioni, l impianto è pronto per il suo inserimento. Prima di inserire il codice per l attivazione, si possono scegliere le zone da proteggere, digitando sul tastierino il numero corrispondente es. zona cucina-numero 1, zona nottenumero 2 Si può cosi in fine procedere premendo il tasto * e inserendo il codice per l attivazione dell impianto, e viceversa per il suo disinserimento. Alessano, 5 giugno 2008 I tecnici Pag.14/14

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