Errori medico-assistenziali ed organizzativi nelle attività sanitarie

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1 Il Risk Management in sanità come opportunità di sviluppo EXPOSANITA Bologna, Maggio 2006 Errori medico-assistenziali ed organizzativi nelle attività sanitarie Alessandro Ghirardini Ministero della salute, Dipartimento della qualità Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema

2 Mi definiscono un tipo eccentrico perché in pubblico dico che: Gli ospedali, se vogliono migliorare, devono dichiarare quali sono i loro risultati Devono analizzare i loro risultati per trovare i loro punti forti e i loro punti deboli Devono confrontare i loro risultati con quelli degli altri ospedali Devono dedicarsi all assistenza di quei casi per i quali sono riconosciuti dare un buon risultato, evitando di tentare di assistere quei pazienti che presentano patologie per le quali non sono qualificati 2

3 Devono assegnare i casi (per la chirurgia)agli operatori per ragioni migliori che l anzianità, il calendario o le convenienze di tempo Devono pubblicizzare non solo i loro successi, ma anche i loro errori, così che il pubblico possa aiutarli, quando è necessario Devono gratificare il personale sulla base del loro operato e per ciò che fa per i pazienti Tali opinioni non saranno così eccentriche da qui a pochi anni. Eugene Codman,

4 Medicine used to be simple and ineffective and relatively safe, but now it is complex, effective and potentially dangerous Sir Cyril Chantler, 2001, Learning from Bristol 4

5 Vol. 351: , Nov. 11, 2004, n. 20 Improving Patient Safety: Five Years after the IOM Report Drew E. Altman, Ph.D., Carolyn Clancy, M.D., Robert J. Blendon, Sc.D. Il problema della sicurezza dei pazienti può essere meno difficile da risolvere rispetto ad altri punti critici dei sistemi sanitari (non-autosufficienza, spesa farmaceutica o altro) perchè non coinvolge nè introduce quelle differenze ideologiche e di parte che possono provocare una situazione di stallo 5

6 Che Fare? 6

7 Il governo clinico Il Governo clinico (GC) - Clinical Governance è uno strumento per: il miglioramento della qualità delle cure per i pazienti lo sviluppo delle capacità complessive e dei capitali dei servizi sanitari con lo scopo di mantenere standard elevati e migliorare le performance professionali del personale 7

8 Componenti del GC 1. Esiti / Outcomes 2. Pratica basata sull Evidenza 3. Audit 4. Gestione del rischio 5. Linee guida cliniche 6. Collaborazione multidisciplinare 7. Ricerca e sviluppo 8. Coinvolgimento dei pazienti 9. Reclami 10. Comunicazione e record individuali 11. Apprendimento, educazione continua 12. Staff 8

9 Valori essenziali per il GC Impegno e dedizione Attenzione Competenza e GCP Integrità Confidenzialità Capacità di lavorare in gruppo Attenzione all individuo ed alla comunità Educazione e training Contribuire alla conoscenza 9

10 Sicurezza dei pazienti 1. Aspetto specifico del tema generale del Governo clinico 2. Impatto sociale 3. Rilevanza nella politica sanitaria 4. Componente strutturale dei LEA 10

11 Istituzioni 1. Commissione Europea 2. Organizzazione Mondiale della Sanità - WHO alliance for patient safety 3. Consiglio d Europa 4. Organizzazione per la cooperazione e o sviluppo economico (OCSE/OECD) 11

12 Commissione Europea: High Level Group on Medical Care and Health Services Sottogruppo Patient Safety Sistemi di reporting Sviluppo di network Progettazione di sistemi sicuri Formazione Ricerca 12

13 World Alliance for Patient Safety OMS, 2005 Global Patient Safety Challenge Coinvolgimento dei pazienti Sviluppo di una tassonomia comune Sviluppare la ricerca Soluzioni per ridurre il rischio e migliorare la sicurezza Sviluppare sistemi di reporting 13

14 Consiglio d Europa Raccomandazioni per la sicurezza dei pazienti 14

15 OECD Indicatori di monitoraggio Sotto-Gruppo sugli indicatori di safety 15

16 Luxembourg Declaration on Patient Safety (2005) Promuovere un approccio di massima collaborazione tra operatori e dirigenti delle aziende sanitarie, finalizzato alla promozione della sicurezza del paziente Realizzare nelle unità operative progetti di sviluppo della sicurezza e promuovere una cultura di apertura che sia più efficace nei confronti degli errori e delle omissioni Avviare la cooperazione tra operatori e pazienti e relativi familiari per rendere anche questi ultimi consapevoli dei quasi errori e degli eventi avversi 16

17 Londra Declaration Patients for Patient Safety (2005) Comprende i seguenti impegni Promuovere programmi per promozione ed empowerment dei pazienti Sviluppare un dialogo con tutti i partner per la promozione della sicurezza Introdurre sistemi per la segnalazione degli errori sanitari di tutti i tipi su base internazionale Identificare le best practice in questo ambito e diffonderle 17

18 Commissione Tecnica, 2003 Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITA DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA Risk management in Sanità Il problema degli errori Commissione Tecnica sul Rischio Clinico (DM 5 marzo 2003) Roma, marzo

19 Rilevazione nazionale sulle iniziative per la sicurezza del paziente nelle strutture del SSN Unità di gestione del rischio clinico 17% _allegato.pdf 19

20 Gruppo di lavoro Valutazione degli approcci metodologici in tema di Rischio clinico, 2004 Protocollo Sperimentale per il Monitoraggio degli Eventi Sentinella Elaborazione di Raccomandazioni Formazione Aspetti assicurativi in ambito di gestione aziendale del rischio clinico 20

21 Errori di terapia KCL Gruppo di lavoro Stakeholder Regioni/Aziende/ Operatori Procedura chirurgica in paziente o in parte del corpo sbagliata Strumento lasciato all interno del sito chirurgico Suicidio in paziente ricoverato Decesso materno (malattia grave) correlata al travaglio e/o parto Comunicazione dell errore Violenza o maltrattamento su paziente Reazione trasfusionale da incompatibilità ABO Mortalità in neonato sano di peso >2500 gr. entro 48 h dalla nascita

22 Formazione Documento di inquadramento Corso di formazione 22

23 Aspetti assicurativi in ambito di gestione aziendale del rischio clinico, 2005 Unità di gestione del rischio clinico 28% 23

24 Gruppo di lavoro sicurezza dei pazienti, 2006 Aree di attività Monitoraggio Formazione Coinvolgimento dei pazienti Costi, compresi quelli assicurativi 24

25 Sistema Informativo per il Monitoraggio degli Errori in Sanità (SIMES) Co-finanziamento Ministero Salute- Dipartimento Innovazione PCM Si inserisce nelle attività strategiche di introduzione ed implementazione delle attività di Clinical Governance 25

26 Sistema Informativo per il Monitoraggio degli Errori in Sanità (SIMES) Componenti sistema di accoglienza dei flussi informativi degli eventi sentinella e delle denunce di sinistri sistema di allerta sistema di verifica e controllo dei dati sistema di datawarehouse degli eventi sentinella e delle denunce di sinistri sistema di monitoraggio e analisi attraverso cruscotti informativi sistema formativo per il personale sanitario 26

27 Aspetti strategici 27

28 Elementi di contesto sotto il profilo programmatorio Forte cambiamento dei contenuti assistenziali Rilevanti evoluzioni dei setting assistenziali La conseguente necessità di governare questi processi 28

29 Processo di Devoluzione Federalismo Fiscale (DL 56/2000) Monitoraggio e valutazione delle modalità erogative delle prestazioni Riforma del titolo V della costituzione, art. 117 Attribuzione esclusiva alle Regioni in settori definitivi La determinazione dei Livelli essenziali di assistenza di esclusiva competenza del governo Centrale 29

30 Parlamento Servizio Sanitario Nazionale Camera Commissioni Parlamentari Senato Governo Agenzie Centrali Ministro Consiglio Superiore di Sanità Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Conferenza Stato - Regioni Istituto Superiore di Sanità Istituto Nazionale per la Prevenzione e Sicurezza sul lavoro 21 Regioni Conferenza dei Presidenti Province Autonome Regioni ordinarie Aziende Unità Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere Ospedali Universitari, IRCCS 30

31 Aumentare efficienza e qualità Dichiarazione congiunta di Cernobbio La razionalizzazione del SSN si basa su: 1. Mettere ordine nei fondamentali del SSN (mattoni) 2. Ottimizzare la domanda con Primary Care Clinics (UTAP) 3. Misurare gli outcomes e promuovere il governo clinico per la qualità 4. Educazione sanitaria, prevenzione primaria e diagnosi precoce 5. Centri di eccellenza clinica 6. Ricerca clinica 31

32 Sanità futura oltre Cernobbio Le tre direzioni Pianificazione degli interventi di prevenzione Modalità organizzative delle cure primarie Governo clinico e Loro integrazione sono accompagnate dalla Predisposizione degli strumenti di definizione e verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 32

33 Piano Sanitario Nazionale

34 6. LA VALUTAZIONE DEL S.S.N. E IL MONITORAGGIO DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE 6.1 IL RUOLO DEL NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO NELLA VALUTAZIONE DEL S.S.N. 6.2 IL MONITORAGGIO DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE 3. L EVOLUZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: LE STRATEGIE PER LO SVILUPPO 3.1 Il Servizio Sanitario Nazionale: Principi ispiratori, universalità del Servizio, equità, cooperazione 3.2. La garanzia e l aggiornamento dei LEA 4. LE STRATEGIE DEL SISTEMA 4.1. Promuovere innovazione, ricerca e sviluppo 4.2. Il ruolo del cittadino e della società civile nelle scelte e nella gestione del Servizio Sanitario Nazionale 4.3. Le politiche per la qualificazione delle risorse umane del S.S.N La promozione del Governo clinico e la qualità nel servizio Sanitario Nazionale compresa la tematica delle liste di attesa 4.5. L aziendalizzazione e l evoluzione del servizio sanitario Linee d azione 2. CONTESTI: OPPORTUNITA E VINCOLI Il Servizio Sanitario Nazionale - I LEA 3.3 La sanità italiana in Europa, L Europa nella sanità italiana 3.4. La Prevenzione Sanitaria e la promozione della salute 3.5. La riorganizzazione delle cure primarie 3.6.L integrazione delle reti assistenziali: sistemi integrati di Reti sovraregionali e nazionali 3.7. L integrazione tra i diversi Livelli di assistenza 3.8. L integrazione socio-sanitaria 3.9. Il dolore e la sofferenza Nei percorsi di cura La rete assistenziale per le Cure palliative 4.6. Le sperimentazioni gestionali 4.7. La politica del farmaco ed i dispositivi medici 5. GLI OBIETTIVI DI SALUTE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 5.1 La salute nelle prime fasi di vita: Infanzia e adolescenza 5.2. Le grandi patologie: tumori, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie 5.3. La non autosufficienza: anziani e disabili 5.4. La tutela della salute mentale 5.5. Le dipendenze connesse a particolari stili di vita 5.6. Il sostegno alle famiglie 5.7. Gli interventi in materia di salute degli immigrati e delle fasce sociali marginali 5.8. Il controllo delle malattie diffusive e la sorveglianza sindromica 5.9. La sicurezza alimentare e la nutrizione La Sanità veterinaria La tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Ambiente e salute 34 Linee tematiche

35 Cap. 4.4 La promozione del Governo clinico e della qualità nel Servizio Sanitario Nazionale L obiettivo fondamentale dei programmi di miglioramento della qualità è che ogni paziente riceva quella prestazione che produca il miglior esito possibile in base alle conoscenze disponibili, che comporti il minor rischio di danni conseguenti al trattamento con il minor consumo di risorse, e con la massima soddisfazione per il paziente. Pertanto, il miglioramento della qualità richiede un approccio di sistema in un modello di sviluppo complessivo che comprenda i pazienti, i professionisti e l organizzazione: la logica sottostante a tale nuovo concetto è quella della programmazione, gestione e valutazione del sistema in forma mirata all erogazione di prestazioni cliniche per la tutela della salute della popolazione. 35

36 Il rischio clinico e la sicurezza dei pazienti Sulla gestione del rischio clinico esistono iniziative regionali da valorizzare e generalizzare che assumono come obiettivo quello di coniugare il tradizionale punto di vista assicurativo tipico della responsabilità dei professionisti a quello più generale della sicurezza del paziente Questo attiene ai livelli di qualità del sistema dei servizi e ha pertanto un impatto diretto sulle capacità di offerta dei livelli di assistenza. 36

37 Strategie per la sicurezza dei pazienti Approccio, multi-disciplinare, di sistema, con azioni di formazione e monitoraggio. La formazione deve prevedere un livello nazionale, regionale ed aziendale e deve consentire a tutti gli operatori di acquisire la consapevolezza del problema del rischio clinico, per favorire la cultura della sicurezza che considera l errore come fonte di apprendimento e come fenomeno organizzativo, evitando la colpevolizzazione del singolo. 37

38 Il rischio clinico e la sicurezza dei pazienti Le attività di monitoraggio, devono essere condotte secondo un criterio graduato di gravità di eventi, prevedendo che i tre livelli, nazionale, regionale ed aziendale, possano promuovere le rispettive azioni. Deve essere attivato un monitoraggio degli eventi sentinella che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio Sanitario 38

39 Obiettivi operativi Nel triennio di vigenza del Piano saranno individuate le modalità operative per realizzare la strategia, gli ambiti di miglioramento, le modalità condivise per attuare il governo clinico. L attuazione di prassi di governo clinico non solo a livello ospedaliero, ma anche a livello territoriale permetterà un aumento della qualità ed accessibilità delle cure offerte ai cittadini. 39

40 Accordo Stato-Regioni Progetti regionali (ex art. 34 e 34 bis legge 662/1996) LINEE PROGETTUALI 1. Attuazione Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 2. Cure primarie 3. Centri di eccellenza 4. Non autosufficienza 5. Prevenzione attiva PROGETTO COLLABORATIVO STATO REGIONI 1. Progetto mattoni 40

41 Lo scopo principale della scienza non è aprire la porta alla saggezza infinita, ma porre un limite all errore infinito da Il Galileo B. Brecht 41

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