Bimestrale dell Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Monza e della Brianza

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1 ACTION GROUP - Brianza Business Bimestrale - Anno X- n.55 aprile/maggio 2013 numero argomenti personaggi aprile/maggio 2013 e 5,00 Bimestrale dell Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Monza e della Brianza Roberto Luongo Carlo Scarpa Antonio Boselli Roberto Scanagatti Roger Abravanel Distretto culturale evoluto MB Liberalizzazioni del mercato italiano Il rapporto banca-impresa Il brevetto unitario europeo Vital Italy Onlus Formazione per futuri amministratori di società 55 Bollettino dell ODCEC di Monza e della Brianza

2 Due sale tra loro collegate: una da 210 posti e l altra da 120. Entrambe mettono a disposizione doppio schermo, audio video, connessione satellitare e a internet, ambienti climatizzati, possibilità di schermatura totale, trasmissione degli eventi in Teleconferenza via web tv Monza, via Lario 15 La struttura ideale per i tuoi eventi Le sale convegni dell Ordine L ampio parcheggio coperto nel contesto in cui sono inserte le sale mette a disposizione più di posti auto, oltre a tutti i servizi tipici di una zona commerciale (bar, ristoranti, negozi, servizi alla persona ecc.) 330 posti a disposizione della comunità per maggiori informazioni EllepiMB srl presso ODCECMB via Lario Monza T F ELLEPI MB SRL ELLEPI MB SRL ELLEPI MB SRL MONZA E BRIANZA ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ASSOCIAZIONE CULTURALE DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI RAGIONIERI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI CONTABILI MONZA E BRIANZA

3 N. 55 aprile/maggio 2013 La rivista dell Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Monza e della Brianza EDITORE ACTION GROUP S.R.L. Redazione e Amministrazione Via Londonio 22, Milano Tel Fax DIRETTORE EDITORIALE Gilberto Gelosa Presidente dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Monza e della Brianza DIRETTORE RESPONSABILE Alfonso Giambelli COMITATO DI REDAZIONE Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Monza e della Brianza Ermanno Umberto Basilico Gianmario Biella Mauro Bramieri Angelo De Bona Guido Ferraro Rosaria Lombardi Marco Malacrida Andrea Mariani Fabio Pometto Federico Ratti Maria Isa Suanno 5 EDITORIALE Non siamo il centro del mondo 6 PRIMO PIANO Export alla riscossa: la nuova vita dell Ice IN COPERTINA Villa Andreani Sormani, Moncucco di Brugherio Foto di Paolo Paleari SOMMARIO 22 ASSOCIAZIONI E CATEGORIE La sfida degli agricoltori del futuro: confrontarsi, aggregarsi, innovarsi 24 LA PAROLA AI SINDACI Roberto Scanagatti, sindaco di Monza 26 NON PROFIT Lotta senza quartiere alle patologie tumorali AREA ECONOMICA Antonio Sonzini IN REDAZIONE Caterina Carpitella Matteo De Donatis Marina Lefebvre Giusi Mastrolilli GRAFICA Martin Cambriglia COORDINAMENTO PUBBLICITÁ Filippo Giambelli PUBBLICITÁ Riccardo Fiorina STAMPA Multigraphic srl Via Monte Cervino Arcore (MB) Registrazione Tribunale di Milano n.126 dell 8 marzo FOCUS La lenta marcia delle liberalizzazioni 14 LA VOCE DELLA PROVINCIA Formazione specifica per investire in cultura 16 SPAZIO CRIET La valutazione degli imprenditori briantei al rapporto banca-impresa 18 PROMOS MERCATO GLOBALE Un nuovo sistema di brevetto unitario 30 DALL ASSOCIAZIONE CULTURALE I futuri amministratori di società si formano a Monza 32 INCONTRI D AUTORE Meritocrazia e regole: la competizione dimenticata 34 NEWS 35 GLI ISCRITTI ALL ORDINE 46 CHI RICEVE BRIANZA BUSINESS

4 SEZIONE PROMOZIONALE Un unico Partner, per Aziende e Professionisti. Un unico obiettivo: più servizi personalizzati. RC Professionale dei commercialisti I nostri Servizi Assicurativi per Monza e Brianza Aprile& Partners, società fondata nel 1992 e specializzata nel brokeraggio assicurativo, ha selezionato e ampliato per i commercialisti, le migliori coperture assicurative offerte dal mercato specialistico professionale internazionale: Se non hai ancora una copertura RC Professionale obbligatoria entro agosto 2013, consulta i nostro sito: come costruire una copertura senza sorprese ; troverai anche l offerta più adatta alle tue esigenze: coperture in convenzione : - Giovani Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, fatturato fino a Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, fatturato fino a con un favorevole rapporto costo/prestazioni e con estensione alle garanzie accessorie come: attività di sindaco, visto leggero, retroattività illimitata,tacito rinnovo senza richiesta di regolazione premio. Se hai una tua copertura RC Professionale o un fatturato superiore a Ti assistiamo: - nella formulazione di una copertura con garanzie adeguate alle tue esigenze, fornendoti le migliori condizioni offerte del mercato specialistico, essendo accreditati presso le più affidabili Compagnie italiane e internazionali. - nel confronto e analisi della tua copertura assicurativa, per individuare eventuali carenze, massimali insufficienti, garanzie escluse, fornendoti la consulenza necessaria per realizzare una copertura assicurativa personalizzata senza sorprese, economicamente vantaggiosa alle migliori condizioni offerte dal mercato assicurativo. Consultate lo spazio a voi dedicato nel nostro sito: Per avere un preventivo personalizzato inviate il questionario, scaricabile dal sito, oppure contattateci telefonicamente per un appuntamento. APRILE & PARTNERS SRL BROKER DI ASSICURAZIONI Partner: Via Filippo da Desio Desio (MB) tel fax

5 EDITORIALE Non siamo il centro del mondo di GILBERTO GELOSA* Troppo spesso noi italiani pensiamo che l universo ci ruoti intorno, come donne o uomini oppure come paese. Non è così e penso che dobbiamo farcene una ragione sapendo che lì siamo stati perché eravamo il paese della cultura, del mangiar bene e il giardino del mondo. Potremo tornare ad esserlo ma non abbiamo più alcun credito dal passato. Siamo portati anche a pensare che i duelli Grillo-Bersani-Berlusconi, il nostro spread, i nostri guai di ogni giorno stimolino miliardi di lettori nel pianeta: ritengo sia un limite, peraltro tendente a zero. In questo periodo poi, come commercialisti, siamo portati a pensare che le nostre baruffe elettorali a livello nazionale muovano l interesse di sessanta milioni di cittadini: fuori dalla nostra cerchia e di quella di qualche altra professione vicina non gliene frega proprio niente a nessuno. Cerco di spiegarvelo con un esempio. Verso il 20 febbraio, stimolato da tre competizioni elettorali in corso, per il papato, per il governo e per il Consiglio Nazionale, ho fatto una facile scommessa, vinta, con me stesso: l ordine temporale di accordo elettorale sarà inversamente proporzionale all importanza. Prima il Papa (2 giorni), poi il primo ministro (un paio mesi), poi il nostro presidente nazionale (almeno sei mesi/un anno). Le campagne elettorali hanno avuto questi tempi: una settimana per il papa, due mesi per il parlamento, da giugno 2012 per il Consiglio Nazionale. Non parliamo poi di passi indietro per il bene del gruppo di riferimento (cattolici, italiani e commercialisti): a Benedetto XVI è bastata una lettera, al tecnico Monti non è bastato un anno e qualche mese per disinteressarsi di politica, per qualcuno dei nostri candidati il passo indietro è al ritmo di samba. Ciascuno dotato di un minimo buon senso sa perfettamente che l ordine logico dovrebbe essere il contrario. Riferito quanto sopra, il venerdì di Pasqua ho scoperto che ci sono le nuove (mezze) stagioni della vita e che sono catalogato nei tardo-adulti da 55 a 64 anni. In realtà mi sento adulto-tardo che non è una mezza stagione ma uno stato di malessere, proprio per queste comprensibili difficoltà nel senso della misericordia e non del capire. Sarò breve e chiudo sul malessere: 1) a nessuno può interessare se non per un breve svago di rilassante comicità un paese virtuale come quello descritto. E se è vero che la strategia comunicativa si basa sul bene o male purché se ne parli, fuori dalla puntata internazionale di oggi le comiche di noi e delle nostre supposte eccellenze (o eccellenti supposte ) non interessa proprio più nulla. Il marchio di fabbrica è su un prodotto fuori mercato; 2) siccome non amo la parte di Catone censore degli altri preciso sin d ora che, purtroppo, nel mazzo mi ci metto anch io. Di questo, però, mi scuso, vergognandomi non di essere italiano o commercialista ma di non riuscire a incidere su questo stato di cose; 3) qualcuno recentemente ha scritto che navighiamo nel mare della nostra crisi in uno stato di tranquilla incoscienza : azzeccato, soprattutto perché pochi si sono accorti che non c è crisi ma uno stravolgimento strutturale epocale. *presidente dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Monza e della Brianza 5

6 PRIMO PIANO A colloquio con Roberto Luongo, direttore generale della neonata agenzia Export alla riscossa: la nuova vita dell Ice La punta di diamante resterà senz altro la meccanica ma ci sono anche altre eccellenze come la nautica e il tessile a cui l Agenzia porrà particolare attenzione insieme a settori non tradizionali come la difesa e di comparti più innovativi come l Ict di GUIDO FERRARO Il sistema Italia cambia approccio ai mercati internazionali e il motore è il nuovo Ice Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane. Ne parliamo con il direttore generale Roberto Luongo D. L Ice - Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane, ha il compito di agevolare, sviluppare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l estero. Il tessuto economico della provincia di Monza e Brianza è caratterizzato dalla prevalenza di piccole e medie imprese che, fortemente colpite dalla crisi degli ultimi anni, possono trovare nello sviluppo del commercio con l estero un importante elemento di crescita. Con quali strumenti e attraverso quali azioni l Agenzia interviene nell agevolare questo percorso volto alla creazione di nuove opportunità di sviluppo sui mercati esteri per le pmi? R. L export e la competitività delle nostre imprese sui mercati esteri si confermano tra le leve strategiche per lo sviluppo del sistema economico italiano nel suo complesso e, a maggior ragione, di quelle aree del Paese - come la provincia di Monza e Brianza - che più di altre avvertono le conseguenze della crisi dei consumi mondiali. La rinascita dell Ice come Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese si inserisce nel più complessivo progetto di sostegno pubblico alle pmi nei loro progetti di internazionalizzazione. Il Piano nazionale export ha identificato un set di azioni strategiche per raggiungere l obiettivo di portare l export tricolore a oltre 600 miliardi di euro entro il Tra queste: l aumento delle risorse per la promozione, la facilitazione dell accesso ai tradizionali strumenti di promozione (fiere, missioni, workshop) e ai servizi personalizzati rivolti alle esigenze delle imprese in Italia e all estero, con particolare attenzione alle aree obiettivo, alle filiere e ai settori innovativi, il potenziamento degli strumenti per la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso incentivi all aggregazione di imprese (reti) e l intensificazione delle attività di formazione rivolte alle imprese esportatrici, incentivando l assunzione di figure professionali specifiche come export manager. Tra le azioni 6

7 che ci prefiggiamo di realizzare vi è poi il rafforzamento delle iniziative dirette alla diffusione dell ecommerce, della grande distribuzione organizzata e di quelle volte ad attrarre gli investimenti diretti esteri. D. Il Piano Nazionale dell Export , recentemente presentato, evidenzia una lieve contrazione della quota di mercato dell export italiano negli ultimi anni. Tuttavia, evidenzia sempre il rapporto, l Italia nel 2012 ha avuto il primo surplus di Bilancia Commerciale dal Tutto questo nonostante elementi sistemici negativi, quali un alto costo del denaro e il limitato accesso al credito export. Quanto sopra dimostra le elevate potenzialità del nostro sistema di export. In che modo l attività dell Agenzia può giocare un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi evidenziati dal piano in termini di aumento delle esportazioni italiane (+30% entro il 2015)? Quali sono le aree di mercato e i settori che saranno maggiormente interessati da detta prevista crescita? R. Grazie a un aumento del 5% del valore delle esportazioni (nel complesso stimato a oltre 470 miliardi di euro nel 2012) e a una contrazione delle importazioni, nell anno appena concluso il nostro paese ha conseguito un saldo commerciale positivo di circa Chi è Roberto Luongo Dopo aver conseguito la laurea in Scienze politiche a indirizzo internazionale, Roberto Luongo dal 1982 ha rivestito ruoli diversi nell ambito dell Ice - Istituto nazionale per il commercio estero, che lo hanno portato a ricoprire cariche operative a sostegno delle pmi italiane e della promozione del made in Italy nel mondo. Dirigente dal 1991, la sua formazione si è consolidata nei mercati internazionali che lo hanno visto a capo degli uffici Ice di Kuwait, Praga, New York - con ruolo anche di coordinatore della rete Ice in Usa - e Istanbul. Dal 2010 a dicembre 2012 è stato il direttore del dipartimento Promozione dell internazionalizzazione a Roma, con il compito di coordinare, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico e le associazioni imprenditoriali, le proposte promozionali provenienti dagli uffici Ice nel mondo e dalle ambasciate italiane. A luglio 2011, in seguito alla soppressione dell Ice, ha assunto il ruolo di dirigente delegato per l ordinaria amministrazione e di supporto alla costituenda nuova Agenzia-Ice, di cui è stato nominato direttore generale a giugno miliardi di euro. Un risultato che non veniva raggiunto da circa 10 anni. Certo, l immagine del made in Italy nel mondo è ancora troppo spesso associata al food, fashion e furniture. L Italia può certo offrire molto altro al Mondo, proprio nei settori che segnano i più interessanti trend di crescita. La punta di diamante del nostro export è e resterà senz altro la meccanica ma ci sono anche altre eccellenze come la nautica e il tessile a cui l Agenzia porrà particolare attenzione. La nuova Ice garantirà la promozione all estero di settori non tradizionali come la difesa e di comparti più innovativi come l Ict puntando ad accrescere la capacità di esportare servizi e, di concerto con i soggetti istituzionali preposti, le azioni più incisive contro la contraffazione a favore della tutela dei marchi italiani. A livello geografico puntiamo a sostenere il sistema delle imprese non solo sui mercati ormai consolidati, quali quello europeo e nord-americano, ma soprattutto nelle economie emergenti dove del resto le nostre imprese possono oggi trovare maggiori opportunità. Penso all Asia, all Africa Subsahariana, all America Latina. In questa direzione si inserisce peraltro la rimodulazione della presenza dei nostri uffici del mondo che saranno sempre più integrati nella rete diplomatico consolare del ministero degli Affari esteri. 7

8 PRIMO PIANO D. Un economia come la Germania ha un incidenza dell export sul pil molto superiore rispetto al nostro paese nonostante, in ottica di export, ci siano elementi di comparabilità fra i due sistemi economici, primo fra tutti la moneta unica. A riguardo è noto come la vocazione esportatrice sia una delle chiavi che ha permesso alla Germania di limitare gli effetti negativi della crisi internazionale. Ci sono a suo avviso le condizioni per ridurre il gap oggi esistente fra i due paesi? Su cosa occorre puntare? R. L Italia rispetto ai principali competitor europei si qualifica come il paese esportatore che meglio difende le proprie quote di mercato - subito dopo la Germania - anche grazie un crescente upgrading qualitativo delle nostre produzioni. Se questa tendenza positiva sarà confermata, il sistema Italia potrà generare, entro i prossimi 3 anni, 150 miliardi di euro di export aggiuntivo, superando la quota di 600 miliardi di euro, tra beni e servizi, entro la fine del Puntare, quindi, sull internazionalizzazione produttiva e commerciale privilegiando investimenti in qualità e innovazione delle nostre produzioni è a mio parere la chiave di volta per l economia tricolore per fronteggiare la difficile congiuntura mondiale e colmare la distanza con il nostro maggiore partner continentale. D. Nello svolgimento delle proprie attività, l Agenzia opera in collaborazione con le regioni, le camere di commercio e altri interlocutori pubblici e privati. In un tessuto economico come quello della Brianza, il ruolo del professionista dottore commercialista ed esperto contabile diventa centrale nell orientare l imprenditore in fasi critiche e di scelte determinanti, quali quella dell internazionalizzazione come leva di sviluppo. Gli ordini professionali locali possono a suo avviso rappresentare interlocutori efficaci nel creare un ponte fra le attività dell Agenzia e le singole imprese? R. Attraverso il coordinamento effettuato dalla Cabina di regia per l internazionalizzazione a cui prendono parte le regioni oltre che i principali enti e associazioni di categoria, sotto la guida dei ministri dello Sviluppo economico e degli Affari esteri l Agenzia Ice opera in maniera integrata con le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, in modo da assicurare un supporto intelligente e coordinato alle imprese e reti italiane che si impegnano nel processo di internazionalizzazione. In questo quadro, l Agenzia Ice e gli ordini professionali possono insieme proficuamente sostenere l azienda italiana a partire dalla formulazione dell idea imprenditoriale fino alla pianificazione, start up, implementazione e crescita della sua presenza all estero. n Come cambia l Ice L Ice-Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane è stata istituita dall art. 14, cc.17-27, DL n.98 del , convertito in L. n.111 del , come sostituito dall art. 22, c.6, DL n.201 del , convertito in L. n.214 del e successive modifiche, come ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, sottoposto ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dello sviluppo economico che li esercita, per le materie di rispettiva competenza, d intesa con il Ministero degli affari esteri e sentito il Ministero dell economia e delle finanze. L Ice-Agenzia ha il compito di agevolare, sviluppare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l estero - con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti - e opera al fine di sviluppare l internazionalizzazione delle imprese italiane nonché la commercializzazione dei beni e servizi italiani nei mercati internazionali. Attraverso la sede di Roma, l ufficio di Milano e la rete nel mondo l Agenzia svolge attività di informazione, assistenza, promozione a imprese e istituzioni e promuove la cooperazione nei settori industriale, agricolo e agro-alimentare, della distribuzione e del terziario. L Ice-Agenzia opera all estero nell ambito delle rappresentanze diplomatiche italiane, in sinergia con le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, assicurando un supporto coordinato alle imprese e reti nazionali che si impegnano nel processo di internazionalizzazione con l obiettivo di promuovere l immagine del prodotto italiano nel mondo e l Italia quale destinazione degli investimenti esteri. Nello svolgimento delle proprie attività, l Agenzia opera in stretto raccordo con le regioni, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, ai sensi di linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione ed internazionalizzazione delle imprese assunte dalla Cabina di regia istituzionale. 8

9 hanno già aderito Acqualife Salute - centro benessere e riabilitazione Antares srl - sicurezza e privacy sui PC Aprile Intermedia srl - broker di assicurazioni Dentalarbe - ambulatori odontoiatrici Kalyos srl - soluzioni tecnologiche per le aziende e professionisti N.L.I. Network Legale Integrato - rete studi professionali Oroprint srl - office automation Ram Informatica srl - rivenditore software Sistemi spa Seman & Associati - sicurezza e messa a norma per le aziende Studio medico polivalente - terapie riabilitative Tisettanta spa - mobili italiani di design

10 FOCUS I mercati italiani sotto la lente dell Istituto Bruno Leoni La lenta marcia delle liberalizzazioni In sedici settori dell economia italiana rispetto ai paesi più liberalizzati d Europa, l Italia risulta liberalizzata al 52%, con una lieve crescita in quasi tutti i settori censiti rispetto al 2011 di ANDREA MARIANI In economia è generalmente sostenuto che la concorrenza perfetta sia l ambiente di mercato ideale nel quale la presenza di molteplici operatori sia dal lato dell offerta che della domanda (operanti tra loro senza possibilità alcuna di interferenze e/o accordi che possano falsare la contrattazione) tendono a ridurre i prezzi e a massimizzare l efficienza di produzione. Infatti, la concorrenza tra i produttori avviene non solo con la riduzione dei prezzi ma anche mediante l innovazione dell articolo venduto o del suo processo produttivo, innescando una spirale virtuosa che privilegia le aziende maggiormente efficienti Quanto sono liberi i mercati italiani Elettricità Borse Trasp. aereo Gas Tv Lavoro Arte Fig. 1 Fonte Istituto Bruno Leoni: Indice delle liberalizzazioni 2012 Professioni Poste Fisco Tpl Tlc Basandosi sull utilità collettiva di questo assunto economico, il Trattato dell Unione europea e l art. 41 della nostra Costituzione favoriscono il raggiungimento di tale obiettivo anche stabilendo la libertà dell iniziativa economica, che oltre ad apportare il massimo beneficio ai consumatori implichi un positivo aumento dell occupazione e della produzione di ricchezza. Ma quanto è liberalizzata la nostra economia? L Istituto Bruno Leoni nella recente pubblicazione dell Indice delle liberalizzazioni per il 2012 in sedici settori dell economia italiana rispetto ai paesi più liberalizzati d Europa, valuta il nostro paese liberalizzato al 52%, con una lieve crescita in quasi tutti i settori censiti rispetto al Il dato è una media degli indici di valutazione specifici per ognuno dei sedici settori analizzati (Fig.1). In Italia esistono diversi mercati regolamentati perché originariamente lo Stato intendeva tutelare i cittadini in quei settori ritenuti strategici (ad es. beni di assistenza come i farmaci, la tutela legale ) in virtù di una asimmetria d informazione, ovvero dell assenza da parte dei consumatori di specifiche competenze. I tentativi di eliminare tali limitazioni si sono ripetuti nel tempo, a partire dal Decreto Bersani n. 114/98 di Riforma della disciplina del commercio, passando ai più recenti provvedimenti de- PA Autostrade Trasp.ferroviario Acqua Indice 10

11 gli ultimi due governi sempre volti a introdurre una maggiore concorrenza e libertà d impresa nel nostro mercato. A posteriori, una breve analisi critica dei provvedimenti introdotti non evidenzia grandi cambiamenti rispetto al recente passato e non solo per la mancanza, in molti casi, dei relativi decreti attuativi. A parere di chi scrive, la reale responsabilità dell insuccesso si trova nella mancata introduzione di una reale riforma organica e generale come invece è avvenuto per il mondo delle professioni (con effetti e risultati non sempre positivi). Singoli aggiustamenti in singoli settori non sono sufficienti a creare concorrenza, mentre, come confermato dal Fondo monetario internazionale, un processo di liberalizzazione generale e unitario porterebbe a una crescita di 5,75 punti percentuali di pil dopo cinque anni e di 10,5 punti percentuali nel lungo termine, mediante la presenza di un numero maggiore di operatori commerciali che favoriscono l occupazione e la crescita economica. Un esempio è il mercato dell energia elettrica, completamente liberalizzato dal 1 gennaio 2007, e considerato quello maggiormente concorrenziale nel rapporto dell Istituto Bruno Leoni (Fig. 2). Sei anni a confronto L analisi dell andamento dei prezzi al consumo dell energia elettrica dal 2004 ad oggi (Fig. 3) evidenzia una media costante nel periodo, a parte un primo innalzamento dovuto però anche alla riclassificazione di alcuni costi nella voce di approvvigionamento. Se si confronta tale dato con l indice dell inflazione, Fig. 2: Fonte IBL Indice delle liberalizzazioni 2012 risulta addirittura che il costo di approvvigionamento è diminuito. L onda lunga dell energia Eliminare le licenze e/o regolamentazioni, può risultare non sufficiente per stimolare la concorrenza nel mercato, è necessario che lo Stato sostenga i nuovi investimenti e l innovazione con crediti di imposta fruibili e/o finanziamenti a fondo perduto. Eclatante è il caso della Red Bull, scoperta per caso da Dietrich Mateschitz in Asia, che dopo aver proposto alla società proprietaria del marchio di commercializzare la stessa bevanda anche in Occidente (sebbene con qualche modifica per renderla appetibile al nostro mercato) ha ricevuto un finanziamento di dollari per una bevanda che doveva contrapporsi a Coca Cola e Pepsi Cola. Ma una strategia di marketing rivoluzionaria e molto ben congeniata ha permesso alla Red Bull di affermarsi prima in un mercato di nicchia (quale quello dei bar e dei night club) per poi competere con i marchi maggiori in un mercato apparentemente chiuso come quello delle bevande gassate, associando il proprio marchio a Fig. 3 - Fonte: Autorità per l Energia e il Gas - Andamento del prezzo dell energia elettrica per un consumatore domestico tipo 11

12 FOCUS una specifica tipologia di consumatore (sportivo, dinamico ed estremo). Una efficace spinta liberalizzatrice però comporta un inevitabile periodo di assestamento durante il quale è possibile sperimentare un innalzamento della disoccupazione e/o dell utilizzo degli ammortizzatori sociali, quindi problemi di coesione sociale. Soprattutto in un periodo di crisi economica e finanziaria come quello attuale, certe scelte appaiono poco popolari e condivisibili solamente da chi ha una visione prospettica di questi interventi (da statista). Interventi che però, come osservato dall autorità Antitrust nella segnalazione AS988, devono riguardare anche la Pubblica amministrazione affinché diventi più efficiente, e precisamente: Giustizia: la certezza del diritto ed il pieno rispetto della legalità sono le precondizioni indispensabili per rendere funzionanti i mercati, attrarre nuovi operatori e investimenti, rendere effettiva la concorrenza e, in conclusione, favorire la ripresa della crescita economica. Ad oggi la Giustizia non è ancora in grado di fornire rapide risposte alle controversie insorte, al contrario, ritardi e inefficienze allontanano gli investimenti per il timore che l eventuale contenzioso possa paralizzare o comunque complicare i tempi delle scelte imprenditoriali. Burocrazia: ogni procedimento amministrativo va chiuso in tempi certi. Il tempo costituisce, infatti, una variabile fondamentale nel calcolo economico e nella scelta se avviare o meno un nuovo investimento. Per ovviare all inerzia amministrativa, il legislatore ha sviluppato varie figure in cui il silenzio tiene il posto del provvedimento amministrativo. Si tratta di rimedi utili e che vanno resi ancora più semplici nel loro utilizzo, ma è indubbio che quando si tratta di effettuare investimenti di una certa importanza gli operatori economici richiedono un provvedimento espresso. Enti abilitanti: va semplificato il peculiare federalismo italiano che è confuso e irresponsabile. Troppi attori istituzionali, con competenze sovrapposte e interferenti tra di loro, sostanzialmente dotati di poteri di veto, ma privi di responsabilità. Eccessivo intervento degli enti locali: dovrà continuare e realizzarsi compiutamente la liberalizzazione nei mercati attualmente gestiti dalla pubblica amministrazione a livello regionale e locale (gas, trasporti, gestione rifiuti ). Attendiamo di conoscere quali decisioni sapranno prendere in merito i futuri governanti. Scarpa: Che cosa manca all appello Il punto della situazione nelle parole di Carlo Scarpa do- Docente dell Università di Brescia e dell istituto Bruno Leoni. D. I recenti provvedimenti in tema di liberalizzazioni introdotti dal Governo Berlusconi e successivamente dal Governo Monti risultano ancora in gran parte non attuati per mancanza dei rispettivi regolamenti attuativi. Cosa doveva e/o poteva essere fatto? R. Mi sembra fosse ben poca cosa. E in gran parte inefficace almeno, in quanto tutta la parte relativa al commercio al dettaglio deve poi passare da regioni ed enti locali. Da un lato è facile per un governo affermare dei principi contando che poi altri soggetti ne diano attuazione. Dall altro è triste constatare che per l ennesima volta quando si passa al livello locale ci si scontra con un potere di interdizione delle lobby che supera sistematicamente gli interessi della collettività. La nostra classe politica a Roma non è certo gran che ma spesso a livello locale è anche peggiore. Oltretutto ci si sono messi anche i referendum contro la riforma dei servizi pubblici locali e per eliminare la remunerazione del capitale dalle tariffe idriche, referendum i cui risultati ci hanno riportato indietro di diversi anni in settori importanti. D. Nel mercato nazionale, ci sono settori monopolistici in cui la posizione dominante è nelle mani dello Stato (o degli enti locali) secondo una logica di Stato imprenditore che però in alcuni casi risulta scarsamente efficiente. Viene da pensare che le lobby più forti siano quelle della politica? R. Nel caso in cui il monopolista è pubblico, non è facile tracciare un confine tra lobby e politica. Sicuramente all interno delle imprese monopoliste, soprattutto pubbliche, si annidano sacche di inefficienza che generano gruppi di interesse. Interessati, appunto, a difendere privilegi e a proteggersi da 12

13 Cronistoria degli ultimi interventi - Decreto Legge 98/11: il Governo Berlusconi tenta di inserire la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi e attività commerciali ma in sede di conversione la disposizione viene eliminata; - Decreto Legge 138/11 (Manovra di Ferragosto): viene riproposta la possibilità di apertura no stop per la generalità dei negozi e attività commerciali ma in sede di conversione in Legge n. 148/11 la liberalizzazione riguarderà solamente i negozi e le attività commerciali ubicate in località turistiche e città d arte. Inoltre, l art. 3 abrogava le indebite restrizioni all accesso e all esercizio delle attività economiche, istituendo un principio secondo cui l iniziativa e l attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge, cancellando le licenze e/o autorizzazioni preventive per l esercizio di una attività imprenditoriale e sostituendole con la previsione del deposito di una Segnalazione di Inizio attività; - Decreto Legge 201/11 (Decreto salva Italia): si amplia la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi, concedendola a qualsiasi città o comune d Italia, subordinando tale liberalizzazione alla pubblicazione di specifici regolamenti comunali; - Decreto Legge 1/2012: l art. 1 intende abrogare le norme che pongono divieti o prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso comunque denominati dell amministrazione ai fini dell avvio di un attività economica. qualunque pressione concorrenziale anche indiretta. E così le procedure competitive vengono ritenute pericolose, con il pretesto di difendere i consumatori, ma con il reale intento di difendere il potere dei politici all interno di queste imprese ovvero le insufficienze - ad esempio - nella gestione del fattore lavoro. L alleanza tra satrapi del mondo politico, alcuni sindacati e alcune forze politiche ostili al mercato, ma soprattutto poco lungimiranti, rappresenta una coalizione difficile da battere. Ma è la politica italiana... D. L attuale crisi economica e finanziaria, quanto può influire negativamente sulla completa realizzazione di un processo di liberalizzazione economica? Il mercato interno è in grado di sostenere i cambiamenti e i costi conseguenti? R. Le crisi questa in particolare hanno effetti asimmetrici, pesanti su alcuni, quasi impercettibili su altri. E chi si trova in difficoltà cerca di difendersi. Così molti possono percepire la liberalizzazione come un ulteriore elemento di rischio, di precarietà, di minaccia. Se per la collettività la liberalizzazione significa un aumento delle opportunità, per alcuni (soprattutto per chi parta da una posizione protetta) è solo un aumento dei fattori di rischio. Di nuovo, un problema di non allineamento tra interessi privati e interessi collettivi. D. Ci sono ambiti in cui la liberalizzazione può essere in qualche modo controproducente? R. La mia risposta è no. In alcuni casi potrebbe non essere possibile, ad esempio nei settori caratterizzati da monopoli naturali, come settori a rete. Ma anche in questi casi sarebbe possibile avere delle gare per identificare il fornitore del servizio e per assegnare il monopolio a chi lo possa e sappia gestire alle condizioni più favorevoli per la collettività. Ad esempio, molti comuni hanno assegnato la distribuzione del gas sulla base di gare, ottenendo importi considerevoli che i comuni stessi hanno potuto reinvestire in opere pubbliche. Nel futuro la stessa cosa potrà essere fatta lasciando questi vantaggi ai consumatori. Ma deve essere chiaro che fino a prova contraria un mercato competitivo è in primo luogo uno strumento di difesa del consumatore e del cittadino. Affidarsi al pubblico pensando che i politici siano altruisti e lungimiranti mi pare una delle più colossali ingenuità che si possano compiere. 13

14 LA VOCE DELLA PROVINCIA Coltiviamo il futuro : al via gli eventi promossi dal Distretto culturale evoluto Formazione specifica per investire in cultura Alla luce del grande successo della passata edizione, da qui a novembre molti percorsi per aspiranti imprenditori, studenti e operatori del settore Ben 17 corsi suddivisi in 4 aree tematiche: è questa la ricca proposta formativa del Distretto culturale evoluto Monza e Brianza per il 2013, finanziato da Fondazione Cariplo nell ambito del bando Distretti culturali per il territorio lombardo. Ampliando le discipline coinvolte, anche alla luce del grande successo della passata edizione che ha fatto registrare circa 600 iscritti, il catalogo offre percorsi mirati in materia di management della cultura, conservazione preventiva e programmata del patrimonio, educazione ai beni culturali, oltre a innovazione e impresa. Partner dell offerta formativa oltre ad Afol, agenzia di formazione orientamento e lavoro, la Camera di commercio di Monza e Brianza con Formaper, Isal Istituto superiore di arte lombarda, Must di Vimercate e Assimpredil Ance. «Puntare sulla formazione continua e l aggiornamento costante delle competenze si conferma uno degli strumenti più efficaci per restare competitivi nel mondo del lavoro e accrescere il proprio profilo professionale», ha spiegato Enrico Elli, assessore provinciale alla cultura, beni culturali, lavoro e formazione professionale. «Anche la nuova sede per i corsi che abbiamo individuato, Palazzo Borromeo a Cesano Maderno, è un bell esempio di come far vivere in modo inedito i luoghi della cultura che abbiamo a disposizione sul nostro territorio». Due le principali linee d azione a cui si riferiscono i corsi: 1) Innovazione e impresa (a cura di Formaper): per il sostegno di start-up imprenditoriali orientate all innovazione di processo e di prodotto, con particolare predilezione per i settori dell imprenditoria creativa e culturale e dell artigianato artistico, innovativo e di qualità. Destinatari privilegiati sono gli studenti, neo-laureati, imprenditori e aspiranti imprenditori nel settore delle industrie culturali e creative. 2) Formazione ed educazione al patrimonio culturale (a cura di Provincia, Afol, Must, Isal): per l erogazione, in modalità integrata e sovralocale, di servizi e attività volte alla valorizzazione, promozione dei beni storico-artistici del territorio con Coltiviamo il futuro: info e modalità di iscrizione Complessivamente il Distretto e i suoi partner offrono al territorio di Monza e Brianza: - 17 corsi - 3 mezze giornate di sportello di consulenza per Ville aperte - 2 uscite formative presso casi studio. Quando I corsi si svolgono a partire dal mese di marzo, fino a novembre Dove Per la prima volta quest anno il Distretto trova una sede stabile per l offerta formativa in linea con la destinazione d uso prevista all interno del progetto. Grazie alla collaborazione tra il Comune di Cesano Maderno e Afol, Palazzo Arese Borromeo ospiterà le lezioni negli spazi dell ala Nord: circa 350 mq disposti su due piani suddivisi in 3 aule formative, un front office per informazioni e gli uffici per la segreteria e i docenti dei corsi. Come L offerta formativa viene realizzata grazie al cofinanziamento di Fondazione Cariplo e a un contributo di copertura delle spese da parte dei partecipanti, quale sperimentazione di forme di sostenibilità per il futuro da parte del Distretto. Pertanto - considerata l alta qualità dei contenuti e delle docenze dei corsi e il grande interesse riscontrato l anno scorso con quasi 600 presenze - a partire da quest anno alcune delle proposte del catalogo hanno un costo minimo di partecipazione. Per informazioni 14

15 particolare attenzione alle strategie di conservazione preventiva e programmata, alla formazione, alla didattica e all educazione al patrimonio. Destinatari privilegiati sono i tecnici delle Pa, settore cultura e ufficio tecnico, i bibliotecari, gli operatori culturali, teatrali e museali, gli insegnanti, le guide ed i volontari dell associazionismo culturale, gli architetti, i liberi professionisti e le imprese del settore restauro. Al ricco programma offerto dal Distretto si affianca, inoltre, la proposta formativa dell Université d Etè, giunta alla sua decima edizione che presenterà due giornate di eventi, in occasione della quinta settimana europea del Paesaggio: a Cesano Maderno il 29 e il 30 agosto in programma relazioni, workshop e tavole rotonde sul tema Paesaggio sull acqua. n 15

16 SPAZIO CRIET Presentata la seconda edizione dell Osservatorio sul Credito Il rapporto banca-impresa per gli imprenditori briantei Per il 69% delle aziende raggiungono la sufficienza i servizi offerti nel loro complesso dagli istituti bancari con i quali collaborano stabilmente di ALICE MAZZUCCHELLI Il rapporto banca-impresa, da sempre argomento molto dibattuto, è divenuto negli ultimi anni sempre più delicato a fronte soprattutto dei cambiamenti intervenuti in tema di accesso al credito. Nel nostro paese, il sistema imprenditoriale e il sistema bancario sono da sempre strettamente interconnessi e, nei momenti di crisi, si corre il rischio che tale legame possa divenire di natura conflittuale. Criet Centro di ricerca interuniversitario in economia del territorio in collaborazione con Confindustria Monza e Brianza, Apa Confartigianato Imprese Milano, Monza-Brianza e Confapi Industria hanno voluto raccogliere le valutazioni degli imprenditori brianzoli in merito alla qualità dei servizi offerti dagli istituti bancari con i quali collaborano stabilmente, al fine di istituire un tavolo di confronto tra gli attori coinvolti atto a rafforzare corrette relazioni banca-impresa nelle quali trasparenza ed efficienza siano i driver fondamentali. A tal proposito, il 28 marzo scorso sono stati presentati i dati emersi dall Osservatorio sul Credito 2013, un iniziativa giunta con successo alla seconda edizione in quanto finalizzata a migliorare i rapporti tra banche e imprese del territorio. Infatti, l obiettivo finale dell indagine si ritrova nella volontà di comprendere attentamente le valutazioni espresse (giudizio compreso tra 1 e 5) in merito, da una parte, a tre tipologie di credito (ordinario, speciale, supporto all internazionalizzazione) e, dall altra, al servizio offerto nel suo complesso al fine di creare un network tra gli attori coinvolti che consenta all istituto di credito di acquisire una maggiore consapevolezza delle esigenze e della qualità percepita dalla propria clientela business nei confronti della propria offerta commerciale. Inoltre, per comprendere il grado di trasparenza ed efficienza del rapporto banca-impresa, è stato chiesto agli intervistati di indicare le modalità e gli strumenti utilizzati per relazionarsi con i propri istituti bancari. La ricerca, realizzata da Criet, è stata elaborata sui dati raccolti tramite un questionario somministrato in modalità Cawi alle imprese associate a Confindustria Monza e Brianza e ad Apa Confartigianato Imprese Milano, Monza-Brianza, mentre Confapi Industria, per una politica interna molto forte di tutela della privacy, ha preferito raccogliere i dati utili alla realizzazione dell Osservatorio somministrando il questionario attraverso una piattaforma autonoma. L indagine così realizzata ha ottenuto un tasso di redemption complessivo pari all 9,0%, dato deter- 16

17 minato da un tasso del 13,1% degli associati di Confindustria, del 7,4% degli iscritti ad Apa Confartigianato Imprese Milano, Monza-Brianza e del 13,2% per quanto concerne Confapi Industria. Il primo dato rilevante che emerge dall Osservatorio e che fa riflettere è che più della metà delle imprese locali intervistate mediamente collabora con 1 (il 30%) o al massimo 2 (il 23%) istituti bancari. Questo dato potrebbe confermare, da un lato, il fatto che la crisi finanziaria mondiale ha indotto gli Istituti di credito ad attuare criteri di selezione della clientela molto più restrittivi rispetto al passato al fine di salvaguardare il proprio equilibrio patrimoniale e, dall altro, il fatto che le imprese solide dal punto di vista economico-finanziario siano fortemente legate a poche banche con le quali intrattengono rapporti anche di tipo personale. Inoltre, contrariamente alle aspettative, dalle elaborazioni condotte emerge che complessivamente per il 69% dei rispondenti i servizi offerti dagli istituti bancari vengono ad essere valutati con un giudizio più che sufficiente (giudizio da 3 a 5), dato che conferma la fiducia che le imprese locali ripongono nel sistema bancario per i servizi offerti a supporto delle attività d impresa, soprattutto, nell affrontare le sfide poste dall attuale contesto competitivo. Nello specifico, il servizio offerto in merito al credito ordinario raggiunge la sufficienza per il 70% del campione rispondente, seguito dal servizio offerto in merito al credito speciale come, ad esempio, finanziamenti a medio-lungo temine, mutui chirografari e leasing (61% dei rispondenti) e dai servizi a supporto dei processi d internazionalizzazione dell azienda (56%). Tra le banche spicca per numerosità di utilizzatori business Intesa SanPaolo, seguita dal gruppo UBI Banca e da Unicredit. Per quanto concerne il giudizio degli imprenditori, sono le banche di credito cooperativo, nonché le banche strettamente territoriali ad aggiudicarsi le valutazioni più elevate a fronte di un tasso di utilizzatori sensibilmente inferiore rispetto alle grandi banche diffuse sull intero territorio nazionale. Inoltre, per quanto riguarda il settore di attività economica, si segnala che circa il 52% dei rispondenti svolge la propria attività d impresa all interno della macro-categoria Ateco2007 attività manifatturiere, seguita dalle costruzioni in senso stretto e dal commercio all ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli. Infine, è stato richiesto agli imprenditori di indicare quali informazioni forniscono nel momento in cui si rivolgono a un istituto bancario ai fini dell accesso al credito. L 82% del campione rispondente dichiara di presentare prospetti di bilancio storici, mentre solo il 18% di fornire business plan o altra documentazione utile a una valutazione del proprio merito creditizio che tenga conto degli aspetti qualitativi e andamentali dell impresa come, ad esempio, il modello di business, l immagine aziendale, il vantaggio competitivo e il posizionamento strategico sul mercato di riferimento. Complessivamente, i dati che sono emersi dall Osservatorio sul Credito 2013 indicano che i giudizi espressi dagli imprenditori sui servizi bancari rimangono sostanzialmente invariati rispetto alla prima edizione, segnale che fa ben sperare sul futuro del rapporto banca-impresa, soprattutto, per quanto concerne il credito ordinario, il credito speciale e i servizi erogati nella loro globalità. Grosse differenze si riscontrano, invece, nelle valutazioni espresse in merito ai servizi offerti dalle banche a supporto dei processi di internazionalizzazione. Tale notevole discrepanza può essere sicuramente spiegata dal fatto che stanno cambiano in maniera sostanziale le modalità di competere e gli strumenti a disposizione delle imprese e dei territori volti a favorire la sopravvivenza delle imprese e il mantenimento di un vantaggio competitivo sostenibile all interno di un contesto competitivo globale come quello attuale. n 17

18 PROMOS MERCATO GLOBALE È stato approvato dal Parlamento europeo il Regolamento n. 1257/12 Un nuovo sistema di brevetto unitario A partire dal prossimo anno diventerà operativo il brevetto europeo con effetto unitario in 25 stati Ue (Italia al momento esclusa) di MASSIMILIANO PATRINI Il brevetto unitario rappresenta l approdo di un lungo e articolato dibattito che ha interessato le istituzioni comunitarie e i singoli stati. L obiettivo che si prefigge il legislatore comunitario è quello di stimolare la crescita degli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo, garantendo l accesso a un sistema di tutela della proprietà industriale facilmente accessibile e più coerente e uniforme nella tutela giurisdizionale. Il brevetto unitario, che punta a diminuire drasticamente le formalità e i costi necessari per ottenere la tutela brevettuale in Europa, avrà le seguenti caratteristiche: - la domanda di brevetto unitario verrà depositata presso l Ufficio europeo dei brevetti (Epo) con sede a Monaco di Baviera; - la domanda di brevetto dovrà essere tradotta in una delle lingue ufficiali della Convenzione sul brevetto europeo (inglese, francese o tedesco) - allo stato sono previsti rimborsi supplementari per i paesi dove non si parla una delle lingue ufficiali; - una volta concesso, il brevetto unitario avrà efficacia nei 25 paesi aderenti, senza bisogno di procedere alle fasi di convalidazione nei singoli stati (si tratta quindi di un brevetto unico, gestito in maniera centrale dall Ufficio europeo dei brevetti, senza ulteriore coinvolgimento degli uffici nazionali); - il brevetto unitario potrà essere limitato, trasferito o revocato, o estinguersi unicamente in relazione a tutti gli Stati aderenti; - il brevetto unitario potrà essere concesso in licenza in relazione a tutti gli stati aderenti o solo per alcuni di essi; - è comunque prevista la possibilità di accedere al brevetto unitario sul territorio di uno stato membro da parte di imprenditori provenienti da stati non aderenti. Tra i propositi dichiarati vi è proprio quello di rendere possibile una protezione brevettuale a beneficio delle imprese di tutta l Unione e, in particolare, delle pmi. Le prime stime indicano un risparmio in termini di oneri complessivi per la brevettazione unitaria assai considerevole (nell ordine del 60/70%), che dovrebbe allineare, sia pure con una certa gradualità, i costi per ottenere un brevetto in Europa a quelli in vigore negli Stati Uniti d America. Tribunale unificato dei brevetti La competenza del Tribunale unificato si estenderà a tutti gli aspetti del contenzioso in materia brevettuale, ivi inclusa la tutela d urgenza e risarcitoria. Le lingue ufficiali per le cause in materia brevettuale dinanzi al Tribunale saranno l inglese, il francese e il tedesco. Il Tribunale unificato dei brevetti sarà costituito da una divisione centrale con sede a Parigi e due sezioni a Monaco e Londra. Vi saranno inoltre una o più divisioni locali in ogni stato membro contraente che ne faccia richiesta, per un massimo di quattro divisioni locali. La Corte di Appello avrà sede in Lussemburgo. Affinché il Tribunale unificato diventi realtà dovranno essere portate a compimento le procedure di ratifica, in almeno dieci stati dell Unione, oltreché necessariamente in Germania, Francia e Gran Bretagna. Da segnalare che l Italia: - ha aderito all Accordo sul Tribunale unificato dei brevetti in data 19 febbraio 2013, così come hanno fatto gli altri stati dell Unione europea (ad eccezione della Spagna e della Polonia); 18

19 - non ha ancora sottoscritto il Regolamento sul brevetto unitario, che rimarrebbe pertanto estraneo al nostro sistema di tutela della proprietà industriale. In particolare il governo italiano, insieme a quello spagnolo, si è rivolto alla Corte di Giustizia della Comunità europea opponendosi, nella sostanza, all adozione delle tre lingue ufficiali ritenendole discriminatorie. Su tale ricorso si è, per il momento, espresso l avvocato generale suggerendo alla corte di respingere il ricorso. Conclusioni L autoesclusione dal regime di cooperazione rafforzata richiede, a mio avviso, un ripensamento per evitare una rischiosa marginalizzazione, giuridica economica e culturale, del nostro sistema di proprietà industriale e delle nostre imprese rispetto ai concorrenti e ai partner commerciali europei. Si consideri infatti che questo nuovo e importante strumento di tutela e valorizzazione dell attività inventiva, sia pure con alcuni aggiustamenti e correzioni per i quali appare opportuno e doveroso avanzare proposte concrete di revisione e miglioramento nelle sedi comunitarie, potrà comportare vantaggi e opportunità anche per le pmi italiane (si pensi, a mero titolo di esempio, alla valorizzazione patrimoniale degli intangible asset che la brevettazione unitaria rende possibile a costi decisamente più contenuti; oppure alla maggiore semplicità nella gestione delle operazioni di trasferimento dei diritti di sfruttamento sul brevetto, anche in questo caso con risparmio di costi). I temi aperti sono ancora molti, di non semplice, né scontata lettura. Rimane tuttavia l esigenza di essere parte attiva di questo processo, esprimendo anche valutazioni e posizioni di ferma critica su temi specifici (per esempio, l opzione del trilinguismo anziché di una sola lingua come l inglese; i costi connessi al contenzioso), ma cogliendo comunque nel nuovo brevetto unitario e nel sistema giudiziario che potrebbe delinearsi all orizzonte un occasione di modernizzazione e rilancio del sistema economico nel suo complesso. Tenendo a mente che il 2014 non è poi così lontano (da 19

20 PROMOS MERCATO GLOBALE CONVENZIONE ITALIA-HONG KONG CONTRO LA DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE di ALBERTO VETTORETTI e ROSARIO DI MAGGIO Il 14 gennaio scorso Hong Kong e Italia hanno firmato la convenzione contro la doppia imposizione fiscale. Il trattato tra il nostro paese e la regione ad amministrazione speciale cinese entrerà in vigore al termine delle procedure di ratifica da entrambe le parti. Il documento contro la doppia imposizione ha una triplice funzione: evitare la doppia imposizione dei redditi generati in entrambe le giurisdizioni; contribuire sviluppare gli investimenti delle aziende italiane che operano con la Cina, Hong Kong e con tutta l Asia in genere; contrastare efficacemente l evasione fiscale in entrambi i sensi poiché, dopo la ratifica del trattato, sarà possibile per il fisco italiano (e cinese) ottenere informazioni anche bancarie sui contribuenti che operano sulla piazza di Hong Kong (e viceversa). In assenza di un cosiddetto Comprehensive double taxation agreement (Cdta), i redditi guadagnati da cittadini italiani residenti a Hong Kong sono soggetti a tassazione sia a Hong Kong che in Italia. In presenza di un trattato, invece, le tasse pagate a Hong Kong potranno essere portate in deduzione dalle tasse eventualmente dovute in Italia eliminando di fatto la doppia imposizione. Quello con l Italia è il 27 accordo contro la doppia imposizione fiscale concluso da Hong Kong, dopo quelli con Belgio, Tailandia, Cina, Lussemburgo, Vietnam, Brunei, Olanda, Indonesia, Ungheria, Kuwait, Austria, Inghilterra, Irlanda, Liechtenstein, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Svizzera, Malta, Jersey, Malesia, Messico e Canada. Il governo italiano aveva incluso la piazza di Hong Kong (assieme a molti altri paradisi fiscali) nella famosa blacklist con conseguente aggravio di procedure burocratiche e fiscali su operazioni con la regione ad amministrazione speciale cinese SAR. Infatti, spettava al contribuente italiano con attività su Hong Kong dimostrare che la società asiatica avesse una sostanziale natura economica e fiscale in loco e provare che le operazioni intrattenute avessero una convenienza economica accertata. Al fine di poter quindi portare in deduzione i costi della struttura a Hong Kong oppure non essere tassati nuovamente in Italia per trasparenza, l investitore doveva provare al fisco italiano, tramite una lunga serie di documenti e contratti, che le operazioni ad Hong Kong fossero reali. I vari accordi contro la doppia imposizione che Hong Kong ha recentemente firmato (erano solamente 5 nel 2009) testimoniano che la regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese ha deciso di dare una luce nuova al proprio status di centro finanziario internazionale mettendo al primo posto trasparenza, reciprocità, scambio di informazioni e una corporate governance che andrà ad attaccare sempre di più architetture e strutture legali basate su presta nomi e società fittizie. È infatti di recente promulgazione la norma che proibirà, a partire dal 2014, di avere società fiduciarie (ma solamente persone fisiche) come amministratore/i di una Hong Kong Limited Company. 20

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