Situazione e prospettive per l industria chimica

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1 Situazione e prospettive per l industria Luglio 21 Sintesi Per informazioni: Direzione Centrale Analisi Economiche-Internazionalizzazione Tel. 2/ Mail Chimica europea in moderata ripresa, mentre frenano importanti mercati emergenti La domanda mondiale di è prevista mantenere un ritmo di crescita poco sopra il 3% in volume, vale a dire stabile ma leggermente sottotono in prospettiva storica. Al miglioramento delle aree avanzate fa, infatti, da contraltare la frenata di importanti mercati emergenti, compresa la Cina che soffre in alcune produzioni di situazioni di sovraccapacità. Nel prossimo biennio la produzione americana vedrà progressi robusti (+4% nel 21, +3,4% nel 216) grazie alla consolidata ripresa economica e al vantaggio di costo connesso all impiego di shale gas in alcune produzioni della di base. Nell ipotesi che la crisi greca possa essere gestita senza destabilizzare l intera Europa, la produzione europea confermerà la moderata ripresa in atto passando dal modesto +,7% dello scorso anno al +1,% del 21 in rafforzamento al +2% nel 216. Petrol e materie plastiche rimarranno piuttosto deboli a fronte di risultati più positivi per gli altri settori. Costi delle materie prime già tornati su livelli elevati I costi delle materie prime per le imprese di fine e specialistica pur rientrando dai picchi del 214 rimarranno su livelli storicamente elevati. Infatti, la forte svalutazione dell euro in discesa sul $ del 18% rispetto alla media dello scorso anno mitiga il calo delle quotazioni del petrolio oltre a contenere le importazioni di prodotti chimici. Nei mesi recenti, inoltre, le condizioni di offerta nella di base si sono rivelate tese a causa della definitiva chiusura di impianti chimici, conseguente alla crisi, alla quale si sono aggiunte fermate temporanee per force majeur che dovrebbero rientrare entro la fine di luglio. Senza contagio dalla crisi greca, la in Italia potrà tornare a crescere In Italia la produzione evidenzia un profilo in graduale miglioramento, con risultati lievemente migliori rispetto alla media europea. Pur scontando il confronto con la falsa partenza di inizio 214, nei primi mesi segna una crescita dello,3% in rafforzamento nei mesi più recenti (+1,% in aprile-maggio). Anche la domanda interna mostra i primi segnali di risveglio, ma non ancora estesi a tutti i settori clienti e diversamente dal passato la non beneficia di un consistente ciclo scorte. I comportamenti d acquisto dei clienti rimangono, infatti, cauti a causa dei vincoli di liquidità aggravati dall incertezza sull andamento del petrolio e, in prospettiva, anche dal riacuirsi della crisi greca. Per alcuni prodotti, inoltre, la limitata disponibilità connessa a problemi di offerta a livello europeo potrebbe aver rappresentato un fattore di freno temporaneo. 1

2 L export chimico italiano risulta in rafforzamento : nei primi 4 mesi segna un +3,3% in valore trainato dal ritrovato slancio delle vendite sui mercati extra-ue (+8,6% dopo il Export in rafforzamento, modesto +,8% dello scorso anno) trainato dai mercati extra-europei nonostante il forte calo del mercato russo (-1%). Rimane, invece, stabile Export chimico italiano Export chimico italiano a confronto nel 21 con i principali produttori europei l export intra-ue, principale mercato (var. % in valore in gennaio-maggio) (var. % in valore) di destinazione dell export italiano 3 con una quota del 62%. La performance all export della italiana si conferma buona nel confronto con gli altri grandi produttori europei: dopo aver sopravanzato Francia, Belgio e Regno Unito nel periodo risultando in linea con la Germania e dietro solo alla Spagna nella prima parte del 21 risulta seconda solo al Regno Unito. Spicca, in particolare, la fine e specialistica che si conferma un area di specializzazione italiana con un progresso cumulato delle esportazioni di oltre il 26% dal 27 (rispetto ad una media manifatturiera del 1%), in ulteriore espansione del 4% nella prima parte del 21. Nell ipotesi che la crisi greca non comprometta la ripresa a livello europeo e italiano, le previsioni per la produzione nazionale portano a chiudere il 21 con un aumento dell 1,3% sostenuto non solo dall export (+3,%) ma finalmente anche dalla Prospettive per l industria in Italia domanda interna (+1,4%) dopo 4 anni di calo. Nel 216 queste Previsioni per l industria in Italia tendenze potranno diffondersi ai vari 214 Var. % in volume Domanda interna settori e consolidarsi, portando ad miliardi di ed export di una crescita della produzione Domanda interna 6,6 -,1 1,4 (indici in volume, 27=) dell %. 11 Dopo la sostanziale stabilizzazione del 214, l industria in Italia potrà lasciarsi alle spalle la più lunga e pesante recessione del Dopoguerra. L intensità della ripresa rimarrà, però, modesta e le conseguenze della crisi continueranno a farsi sentire soprattutto per le PMI chimiche più dipendenti dal mercato interno i cui livelli di attività risultano, nella maggior parte dei casi, ancora decisamente inferiori al pre-crisi. Totale Intra-UE Fonte: elaborazioni su Istat e Eurostat Complessivamente il settore potrà affrontare la ripresa in condizioni migliori di tanti altri comparti industriali, infatti l incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari (6%) è la più bassa di tutto il panorama industriale italiano, nel 213 la quota di imprese con livelli di redditività elevati (3%) era superiore di 7 punti % alla media manifatturiera, l occupazione ha contenuto le perdite alla metà della media manifatturiera. Ciò è stato possibile grazie a un posizionamento più avanzato in termini di tecnologia e presenza internazionale, come dimostrano i livelli decisamente superiori alla media della quota di laureati (19% contro 9%), di personale di ricerca (4,2% contro 2,6%) e di imprese esportatrici (4% rispetto a 21%)., +3,3 Extra-UE +8,6 Chimica di base e fibre Chimica fine e specialità Importazioni Esportazioni Produzione Laureati (% su addetti) +1, 34,2 2,9 2,3 +, Personale R&S (% su addetti) 4,2% Note : ultimo anno disponibile 212,8 2,8,7 19% Imprese esportatrici (% su imprese) 4% ,2 3, 1,3 Spagna Germania Italia Francia Belgio Regno Unito Gen-apr 21 3, 3,4 manifatturiera 9% 2,6% 21% export domanda interna Fonte: Feder 2

3 Chimica europea in moderata ripresa, mentre frenano importanti mercati emergenti La domanda mondiale di non sta evidenziando, in corso d anno, segnali di rafforzamento in quanto al miglioramento delle aree avanzate fa da contraltare la frenata in atto in importanti mercati emergenti (soprattutto in Asia e America Latina). Nel 21 la mondiale è attesa mantenere un ritmo di crescita (+3,3% in volume) sostanzialmente in linea con l anno precedente e sottotono in prospettiva storica. Per il 216 è prevista una lieve accelerazione (+3,6%). La Cina evidenzia un consistente rallentamento (+7% nei primi mesi dal +8,6% dello scorso anno) che riflette la debolezza dell industria manifatturiera e, soprattutto, delle costruzioni. Diversi settori industriali inclusi alcuni comparti della, in particolare nella petrol e nelle fibre soffrono di un eccesso di capacità produttiva. Chimica mondiale in espansione ma senza chiari segnali di accelerazione Domanda mondiale di (var. % trimestrali sull anno precedente) Crescita media 2-27 = 3,9% Produzione per area (indici trimestrali 212=) Cina USA UE Negli USA la produzione mostra una crescita sostenuta e nonostante una lieve perdita di slancio nei mesi più recenti è attesa chiudere il 21 in espansione di un robusto +4%. La americana oltre a beneficiare di una consolidata ripresa economica gode di un vantaggio di costo connesso all utilizzo di shale gas come materia prima in alcune produzioni (petrol, materie plastiche e fertilizzanti). Il consistente calo del prezzo del petrolio e del suo derivato, la virgin naphta, impiegata nelle produzioni europee mitiga ma non annulla il vantaggio competitivo americano. In questo contesto, negli USA sono previsti rilevanti aumenti di capacità produttiva che dovrebbero entrare in operatività a partire dal 217. In chiave 216, la produzione americana è attesa moderare leggermente il suo ritmo di espansione (+3,4%) per l esaurirsi degli effetti di rimbalzo in presenza di un tasso di cambio diventato meno favorevole. La europea ha intrapreso un percorso di lento miglioramento: su base annua, risulta stabile nei primi mesi ma il confronto risente della falsa partenza di inizio 21 e in crescita dello,% in aprile-maggio. Tuttavia, la di base rimane in territorio negativo a fronte di progressi consistenti per la fine e specialistica e più modesti per detergenti e cosmetici; in generale non emergono chiari segnali di accelerazione Previsioni per la produzione mondiale (var. %) UE USA Mondo 213 -,3 +2,7 +2, ,7 +2,7 +3, , +4,1 +3,3 All interno della europea andamenti molto diversificati tra settori Produzione europea per settore nel 21 (var. % sullo stesso periodo dell anno precedente) , +3,4 +3,6 Totale Chimica di base e fibre Chimica fine e specialità Detergenti e cosmetici Note: per la Cina, inclusa farmaceutica Fonte: elaborazioni e stime su Eurostat, Cefic, American Chemistry Council Var. % gennaio-maggio Var. % aprile-maggio Fonte: elaborazioni su Eurostat 3

4 I mesi più recenti sono stati condizionati da situazioni di force majeur nella di base, che hanno limitato la disponibilità di alcuni prodotti chimici con effetti a cascata lungo le filiere. L incertezza connessa alla recente evoluzione della crisi greca potrebbe, inoltre, frenare gli acquisti da parte dei clienti. Nell ipotesi che la crisi greca possa essere gestita senza compromettere la ripresa, la produzione europea è prevista chiudere il 21 in crescita dell 1,% circa (dopo il modesto +,7% dello scorso anno) e proseguire nel suo percorso di moderato rafforzamento nel 216 (+2% circa). Nell anno in corso, rimarranno deboli la petrol e le materie plastiche a fronte di risultati più positivi per gli altri settori. Anche se la debolezza dell euro nei confronti del $ può ridurre temporaneamente la pressione delle importazioni, in un ottica di medio termine è essenziale una politica energetica meno penalizzante per mitigare il vantaggio di costo delle produzioni medio-orientali e americane. La competitività europea è a rischio soprattutto nelle produzioni chimiche di base. Costi delle materie prime già tornati su livelli elevati I prezzi dei prodotti petrolchimici di base dopo la brusca caduta della seconda parte del 214 sono risaliti, collocandosi su livelli non distanti dallo scorso anno, per effetto Costi delle materie prime elevati della combinazione di più fattori : a causa di euro debole e tensioni nell offerta la svalutazione dell euro che contiene il calo del petrolio unita al rialzo delle quotazioni dai minimi di inizio 21; Prezzo del petrolio e degli organici di base in Europa (Brent e prezzi contratto in euro) condizioni di offerta tese a causa / barile indice 2= Previsioni sul prezzo del petrolio sia della definitiva chiusura di organici in $ e in euro impianti chimici conseguente alla 9 (scala dx) (Brent) 18 crisi, sia di fermate temporanee per force majeur che dovrebbero 1 Petrolio in $ rientrare entro la fine di luglio; petrolio 13 Petrolio in euro (scala sx) flussi di import contenuti dall euro 3 9 debole e, in qualche caso, anche dall innalzamento dei dazi nei confronti del Medio Oriente. Fonte: EIA, ICIS, Prometeia In uno scenario di perdurante debolezza dell euro e di quotazioni del petrolio intorno ai 6$ nel 21 e in aumento verso i 7$ nel corso del 216, per le imprese italiane di fine e specialistica il costo delle materie prime potrà rientrare dai picchi del 214, ma rimarrà su livelli storicamente elevati limitando i benefici sui margini. 4

5 Senza contagio dalla crisi greca, la in Italia potrà tornare a crescere In Italia la produzione evidenzia un profilo in graduale miglioramento, con risultati lievemente migliori rispetto alla media europea. Pur scontando il confronto con la falsa partenza di inizio 214, nei primi mesi segna una crescita dello,3% in rafforzamento nei mesi più recenti (+1,% in aprile-maggio). La domanda interna mostra segnali di risveglio, ma non ancora estesi a tutti i settori clienti: a fronte della crescita marcata per l auto e più moderata per plastiche e largo consumo risultano ancora deboli soprattutto metalli, mobili e costruzioni. Diversamente dal passato, la 9 non beneficia di un consistente ciclo scorte tipico delle fasi 8 8 iniziali della ripresa. I comportamenti 7 d acquisto dei clienti, infatti, rimangono cauti a causa 7 27 dei vincoli di liquidità, aggravati dall incertezza sull andamento del petrolio e, in prospettiva, anche dal riacuirsi della crisi greca. Per alcuni prodotti, inoltre, la limitata disponibilità connessa a problemi di offerta a livello europeo potrebbe aver rappresentato, nei mesi più recenti, un fattore di freno temporaneo. L export chimico italiano risulta in rafforzamento: +3,3% in valore nei primi mesi, in presenza di prezzi solo lievemente cedenti in relazione all andamento del costo delle materie prime. Ritrovano slancio, in particolare, le vendite sui mercati extra-europei in espansione del +8,6% dopo il modesto +,8% dello scorso anno anche grazie alla svalutazione dell euro. Gli USA si confermano in forte espansione (+11%) e risultano in consistente accelerazione anche le esportazioni verso Cina (+12%), India (+2%), Arabia Saudita (+4%) ed Emirati Arabi (+22%); gli unici mercati extra-ue in consistente caduta sono la Russia (-1%) e il Brasile (-4%) mentre la Turchia mostra una lieve crescita (+1%). Produzione in Italia in graduale risalita Andamento della produzione (indici destagionalizzati 27=) Export chimico italiano nel 21 (var. % in valore in gennaio-maggio) europea Fonte: elaborazioni su Istat e Eurostat Rimane, invece, stabile l export intra- UE (,%) che vede in forte crescita solo Regno Unito (+9%) e Paesi Bassi (+17%), mentre risultano in calo Germania e Spagna (entrambi -4%) e debole la Francia (%), che sono i tre principali mercati di destinazione dell export chimico italiano. in Italia industria italiana Var. % della produzione nel 21 (sullo stesso periodo dell anno precedente) Gennaio - maggio Chimica in Italia +,3% Ind. manifatturiera italiana +,4% Chimica europea +,% Export in rafforzamento, trainato dai mercati extra-europei Totale Intra-UE, +3,3 Extra-UE +8,6 Chimica di base e fibre Chimica fine e specialità +1, +, Aprilemaggio +1,% +% +,% Fonte: Istat, Eurostate stime Feder Andamento dei principali mercati esteri Germania Francia Spagna USA Regno Unito Turchia Paesi Bassi Polonia Belgio Cina Svizzera Russia Romania Austria Grecia Quota % su export italiano 1, 9, 6,6,3 4,4 4,1 3, 3,3 3,3 2,3 2,2 2,2 1,9 Var. % gen-mag

6 La performance all export della italiana si conferma buona nel confronto europeo: nel periodo la crescita (+16%) si è rivelata migliore di diversi altri grandi produttori (Francia +13%, Belgio +1%, Export chimico italiano a confronto Regno Unito -2%), sostanzialmente con i principali produttori europei in linea con la Germania (+17%) e (var. % in valore) (milioni di euro, anno 214) dietro solo alla Spagna (+26%); 3 nella prima parte del 21 l Italia 2 risulta seconda solo al Regno 2 Altre specialità Unito mentre Spagna e Germania 1 Additivi per oli lubrificanti = 412 scontano una certa debolezza. 1 Catalizzatori = 221 Preparazioni disincrostanti e simili = 93 Spicca, in particolare, la fine Additivi per cementi = 73 - e specialistica che si conferma Spagna Italia Belgio un area di specializzazione italiana: Germania Francia Regno Unito Cosmetici = nel 214 il surplus commerciale ha raggiunto i 2, miliardi di euro Gen-apr 21 Detergenti = 73 grazie ad un progresso cumulato Fonte: elaborazioni su Istat e Eurostat delle esportazioni di oltre il 26% dal 27 rispetto ad una media manifatturiera del 1%; in particolare sono in avanzo numerose specialità chimiche: vernici e adesivi, additivi per oli lubrificanti e per cementi, catalizzatori, plastificanti e stabilizzanti per gomma e plastica, prodotti per il trattamento del tessile e cuoio, detergenti e cosmetici; nella prima parte del 21 l export rimane in espansione di oltre il % in valore (a fronte di un più moderato +1,% della di base, condizionato dal calo dei prezzi di vendita oggetto però di un inversione di tendenza nei mesi più recenti). Nell ipotesi che la crisi greca produca effetti solo temporanei e non comprometta la ripresa a livello europeo e italiano, le previsioni per la produzione nazionale portano a chiudere il 21 con un aumento dell 1,3% sostenuto Prospettive per l industria in Italia Previsioni per l industria in Italia non solo dall export, in espansione 214 Var. % in volume Domanda interna del 3,% in volume, miliardi di ed export di ma finalmente anche dalla Domanda interna 6,6 -,1 1,4 (indici in volume, 27=) domanda interna, in risalita Importazioni 34,2,8 3,2 3, export 11 dell 1,4% dopo 4 anni di calo. Esportazioni 2,9 2,8 3, 3,4 Il risveglio della domanda interna riattiverà anche l import, stimato in crescita del +3,2% in volume. Nel 216 queste tendenze potranno diffondersi ai vari settori e consolidarsi, portando ad una crescita della produzione dell %. Si conferma buona la performance all export della italiana Produzione Laureati (% su addetti) Fonte: Feder Dopo la sostanziale stabilizzazione del 214, l industria in Italia potrà lasciarsi alle spalle la più lunga e pesante recessione del Dopoguerra, ma l intensità della ripresa rimarrà modesta e le conseguenze della crisi continueranno a farsi sentire soprattutto per le PMI chimiche più dipendenti dal mercato interno i cui livelli di attività risultano, nella maggior parte dei casi, ancora decisamente inferiori al pre-crisi. 2,3 Personale R&S (% su addetti) 4,2% Note : ultimo anno disponibile 212,7 19% Imprese esportatrici (% su imprese) 4% 1,3 Settori di fine e specialistica in surplus commerciale in Italia manifatturiera 9% 2,6% 21% Pitture, vernici, adesivi e inchiostri = Plastificanti / stabilizzanti per gomma-plastica = 126 Prodotti per trattamento del tessile e cuoio = domanda interna

7 Complessivamente il settore potrà affrontare la ripresa in condizioni migliori di tanti altri comparti industriali, infatti l incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari stabile intorno al 6% è la più bassa di tutto il panorama industriale italiano, Nel 213 la quota di imprese con livelli di redditività elevati (3%) era superiore di 7 punti % alla media manifatturiera, l occupazione ha tenuto meglio, contenendo le perdite alla metà della media manifatturiera. La affronta la ripresa meglio di molti altri settori Imprese con ROI>1% nel 213 (quota % sul totale delle imprese) 3% 23% Occupazione nell industria e manifatturiera in Italia durante la crisi (var. % , unità di lavoro standard) -9% Ciò è stato possibile grazie a un posizionamento più avanzato in termini di tecnologia e orientamento internazionale, come dimostrano i livelli decisamente superiori alla media manifatturiera della quota di laureati (19% contro 9%), di personale di ricerca (4,2% contro 2,6%), di imprese esportatrici (4% rispetto a 21%). ind. manifatturiera -2% ind. manifatturiera Fonte: elaborazioni su Istat, Prometeia 7

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