IL PROBLEMA DEL RECUPERO DEI PRODOTTI: LA REVERSE LOGISTICS

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL PROBLEMA DEL RECUPERO DEI PRODOTTI: LA REVERSE LOGISTICS"

Transcript

1 CAPITOLO 3 IL PROBLEMA DEL RECUPERO DEI PRODOTTI: LA REVERSE LOGISTICS Negli ultimi anni è cresciuto l interesse per il recupero dei prodotti a fine vita e di materiale già usato, e questo sembra essere la chiave per sostenere una crescita continua della popolazione e il conseguente aumento del livello di consumo, in un mondo in cui le risorse sono limitate così come le capacità di smaltimento dei rifiuti. Da questo interesse si è sviluppato il concetto di Logistica Inversa che sta gradualmente rimpiazzando quello di economia a senso unico e il cui obiettivo è la gestione integrata dei prodotti a fine vita, in un approccio ottimizzato del problema, evidenziando come spesso non sia corretto dare preferenza alla discarica come miglior soluzione, sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Inoltre, la politica ambientale dei principali Stati industrializzati sta aumentando le responsabilità dei produttori verso l ambiente e la sua salvaguardia. Molti Paesi, in particolare quelli europei, hanno introdotto nella legislazione regole che responsabilizzano le imprese verso l intero ciclo di vita del prodotto. Nello stesso tempo, anche le aziende stanno cominciando a cogliere le opportunità che questo flusso inverso di materiale può creare, in termini di riduzione dei costi di produzione e accesso a nuovi segmenti di mercato. Poiché l evoluzione del campo delle logistica inversa è avvenuta negli ultimi decenni, si può notare come ci sia una mancanza di terminologia consolidata. Nel caso specifico del termine logistica inversa, si può osservare che questo assume diversi significati a seconda degli autori, dal momento che ogni autore ha avuto l intenzione di porre l accento su un particolare aspetto di questa nuova disciplina. In una delle prime pubblicazioni sull argomento, ad opera del Council of Logistics Management (CLM), la logistica inversa veniva considerata come: [ ] il termine spesso usato per riferirsi al ruolo della logistica nel riciclaggio, nella rimozione e nella gestione dei materiali pericolosi; una più ampia prospettiva include tutti i 1

2 problemi relativi alle attività logistiche che derivano dalla riduzione, dal riciclo, dalla sostituzione, dalla rimozione e dal riuso dei materiali (Stoch, 1992). Una definizione simile è stata data anche da Kopicki nel Stock e Kopicki sottolineano quindi in particolare la riduzione dello spreco del materiale e indirizzano la logistica inversa principalmente nel contesto della gestione delle attività riguardanti la problematica ambientale. In una pubblicazione precedente la logistica inversa veniva invece definita come: [ ] il movimento di merce dal consumatore verso il produttore attraverso un canale di distribuzione (Pohlen and Farris, 1992). Contrariamente alla prima definizione, Pohlen e Farris intendono porre in evidenza la direzione del flusso dei materiali dal consumatore al ricevitore. Negli ultimi anni la definizione del CLM è stata presa come modello e la definizione di logistica inversa è stata modificata in: [ ] il processo di pianificazione, di implementazione, di controllo dell efficienza e dei costi del flusso di materiale grezzo, dell immagazzinamento di prodotti finiti e di tutte le informazioni relative ad essi dal punto di consumo finale all origine del prodotto con lo scopo di recuperare il valore e la rimozione (Rogers e Tibben-Lemke, 1999). Nell ultima definizione gli autori focalizzano l attenzione sulla gestione del flusso di ritorno che si configura, unitamente alla tradizionale catena logistica, come un ciclo chiuso (figura 3.1). Nonostante le differenze che si possono individuare tra le definizioni, c è anche un elemento in comune tra esse: tutte e tre includono la nozione di flusso di materiale o di prodotti usati che ritorna indietro dal consumatore finale al produttore iniziale. Grazie alle definizioni che questi autori hanno dato, si può estende il concetto di logistica inversa e utilizzare la definizione che Mortitz Fleishmann ha dato nel Questi sostiene che: la logistica inversa è il processo di pianificazione, di implementazione e di controllo dell efficiente ed effettivo flusso di ritorno e immagazzinamento di merce secondaria e delle informazioni relative al flusso opposto alla direzione della tradizionale filiera logistica allo scopo di recuperare il valore o di effettuare un corretto smaltimento (Fleishmann, 2000). Alla luce di questa definizione si possono individuare tre aspetti fondamentali: 2

3 1. Non si possono considerare i sistemi logistici alla stregua di flussi monodirezionali e la distinzione netta che ora sussiste tra flusso in avanti (forward) e quello di ritorno (reverse) sarà destinata a scomparire e al suo posto prenderà piede una visione olistica del problema; 2. La logistica inversa è riferita principalmente al flusso di materiale caratterizzato dai cosiddetti beni secondari, ossia prodotti che hanno già terminato la loro vita utile oppure il cui utilizzo originale si è reso impossibile, il cui ciclo di vita era però già stato programmato. L obiettivo è quello della massimizzazione del valore economico che si riesce ad ottenere da questi prodotti, grazie a particolari tipi di recupero. 3. Il termine logistica inversa esprime in maniera molto efficace la prospettiva della parte ricevente; proprio per questo motivo essa può essere considerata come una specie di logistica in ingresso (inbound logistics) Inoltre, come Stock e Kopicki, Fleishmann si riferisce alla gestione della logistica in un contesto di recupero e/o rimozione; si può però notare che Fleishmann amplia il concetto di merce secondaria, introducendo nella definizione, oltre ai prodotti già alla fine del ciclo di vita, anche quei prodotti che non sono mai stati usati e che per questo, possono essere considerati nuovi ma obsoleti. Rispetto a Pohlen e Farris, Fleishmann condivide la nozione di direzione del flusso, anche se questa assume una eccezione un po più larga. Infatti il flusso di ritorno non è considerato rispetto al solo consumatore e al produttore originario, ma è esteso ad una qualsiasi altra azienda che cerchi di recuperare il valore del prodotto: il flusso di ritorno può andare dal consumatore al produttore originale ma anche ad un produttore concorrente o entrare in una catena logistica alternativa. 3

4 Figura 3.1: Logistica inversa nel sistema logistico Quest ultimo aspetto lo troviamo anche nella definizione, sempre nel 2000, dell European Working Group on Reverse Logistics (Revlog): il processo di pianificazione, implementazione e controllo dei flussi di materiali grezzi, semilavorati e prodotti finiti dalla produzione, dalla distribuzione o dal punto d uso al punto di recupero o al punto di raccolta e distribuzione. Il punto di origine del processo non necessariamente deve coincidere con il consumo, come anche la destinazione non è identificata con il produttore, ma coi vari punti della catena logistica diretta. I due estremi diventano il punto di uso e quello di raccolta, selezione e lavorazione. Inoltre la Logistica Inversa comprende il recupero, trasporto, sistemazione dei beni, ma anche i dati finanziari e le informazioni sulla tracciabilità dei prodotti. Infine nel 2006 la Reverse Logistics Association include nel processo inverso oltre alla gestione dei ritorni, la riparazione, il servizio al cliente, la gestione del fine vita del prodotto e l esecuzione degli ordini. 4

5 3.1 LA REVERSE LOGISTICS COME PARTE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE Nel tracciare il quadro dello sviluppo della Reverse Logistics (RL), bisogna considerare alcuni termini che erroneamente vengono spesso definiti come sinonimi della RL: Ecoefficienza, Eco-logistica, Waste Management, Green Logistics. Si definisce impresa Eco-efficiente: quell organizzazione economica che crea beni e fornisce servizi a un livello competitivo di prezzo che soddisfi i bisogni umani e assicuri un adeguato livello di qualità della vita, riducendo progressivamente l impatto sull ambiente e l intensità di utilizzo delle risorse nell intero ciclo di vita del prodotto, assicurandone lo sfruttamento alle generazioni successive, secondo il principio della sostenibilità ambientale. Poiché questa definizione include tutti i processi e le attività aziendali, in primo luogo la logistica, è nato il termine Green Logistics per indicare l insieme delle attività volte all individuazione e alla minimizzazione dell impatto ambientale di tutto il processo logistico, anche se finora si è principalmente focalizzata sulla forward logistics. Alla luce di ciò si può notare che c è una differenza fra RL e Eco-logistica, dal momento che la prima movimenta i prodotti dal punto di consumo a ritroso con lo scopo di catturarne il valore o smaltirli in maniera profittevole, ma non necessariamente ricerca soluzioni a minor impatto ambientale. Tuttavia si è notato che la Reverse Logistics può essere vista come uno strumento dello sviluppo sostenibile, permettendo di usare e ri-usare in maniera efficiente ed efficace tutto il valore che è stato messo nel prodotto. La RL si differenzia anche dal Waste Management, inteso come l insieme delle attività di raccolta e di lavorazione dei rifiuti, mentre i prodotti su cui si concentra la RL non possono essere considerati rifiuti, perché sono forieri di successive valorizzazioni. Alla luce di quanto detto, emerge che la RL non ha una connotazione strettamente ecologica, ma è tuttavia di aiuto e stimolo alla realizzazione di una configurazione ecoefficiente delle imprese, che non può trascurare il crescente flusso inverso dei prodotti. 5

6 3.2 IL CONTESTO DELLA LOGISTICA INVERSA È possibile individuare quattro macro attività che caratterizzano il processo di recupero e il reimpiego del prodotto a fine vita: acquisizione e raccolta, analisi e classificazione, trattamenti specifici di ricondizionamento, ridistribuzione delle parti recuperate al sistema produttivo o del prodotto rifabbricato al mercato. L insieme delle quattro attività ben delinea il campo di applicazione della rete logistica in esame (Figura 2.2) (Fleishamann, M., Krikke, H.R., et al., 2000). Figura 3.2: Macroattività costituenti il processo di recupero e reimpiego del prodotto a fine vita Da un punto di vista logistico, si può definire la rete in figura come una rete di distribuzione molti a molti; la figura suggerisce una suddivisione della rete in due parti principali: in primo luogo nella parte convergente vengono accumulati i prodotti usati da singole, specifiche fonti che saranno inviati ad alcuni impianti di trattamento e recupero. Per questo motivo la parte convergente viene definita rete di recupero (Fleishamnn, M., Krikke, H.R., et al., 2000). In secondo luogo, nella parte divergente, i centri di recupero sono collegati a clienti interessati all acquisto dei prodotti riutilizzabili o, eventualmente, a parti/componenti del 6

7 prodotto recuperate. Fra le due reti vi è una fase di test, classificazione, trasformazione e ricondizionamento del prodotto recuperato. Di seguito verranno caratterizzate più in dettaglio le quattro macro attività precedentemente elencate Descrizione del processo Acquisizione e raccolta La fase in questione è quella cui, potenzialmente, è legata la fetta più consistente dei costi totali sostenuti all interno di un sistema di logistica inversa; ad esempio, effettuare un elevato numero di viaggi per raccogliere volumi anche poco consistenti di prodotto può incrementare notevolmente i costi di trasporto da sostenere. Oltre alle non trascurabili considerazioni di carattere ambientale, quindi, diminuire il numero di viaggi per il trasporto dei beni recuperati agli impianti di trattamento è questione cruciale al fine dell abbattimento dei costi. A tal proposito esistono una serie di possibili strategie da impiegare, che verranno analizzate in seguito. Test e classificazione Il posizionamento dell area di prova e classificazione ha impatto determinante sulla successiva distribuzione dei beni/parti recuperate. Disporre, infatti, di aree di test e classificazione dei prodotti il più vicino possibile ai centri di raccolta consentirebbe di abbattere i costi di trasporto ed indirizzare in modo più oculato i prodotti da recuperare alle varie stazioni di trattamento. D altra parte esigenze di manodopera specializzata e la necessità di effettuare investimenti consistenti in sistemi di controllo del prodotto spingono alla centralizzazione delle operazioni presso i centri di trattamento. Ricondizionamento del prodotto recuperato I sostanziosi investimenti in complessi sistemi di riciclaggio o ricondizionamento dei prodotti recuperati condizionano spesso l economicità dell intero processo considerato. 7

8 Inevitabilmente l immobilizzazione di grossi capitali richiede il raggiungimento di elevati volumi di prodotti da processare per abbattere i costi unitari e questo vuol dire mettere in atto strategie di recupero che garantiscano il raggiungimento di tali volumi oltre che l abbattimento dei costi di trasporto. Inoltre, l integrazione di parte delle attività del processo di recupero del prodotto potrebbe garantire economie di scala in termini di forza lavoro, organizzazione delle aree di lavoro, investimenti in sistemi automatizzati per il trasporto e il trattamento del prodotto, anche se verrebbe proporzionalmente accresciuta la complessità gestionale del sistema. Ridistribuzione La progettazione di questa area è molto simile a quella di una tradizionale rete di distribuzione. La corretta gestione di questa attività, da un lato comporta l abbattimento dei costi, dall altro prevede che vengano prese in considerazione e ottimizzate le accresciute difficoltà gestionali che accompagnano le diverse soluzioni possibili. Possono infatti essere utilizzati i canali diretti, distinguendo prodotti usati e nuovi, possono essere ricercati nuovi mercati di sbocco, progettando una rete ad hoc, o ancora è possibile ricorrere a speciali operatori che ricollocano i prodotti presso terze parti, a basso prezzo. Queste quattro attività descritte, unite ad attori e funzioni, vanno ad integrarsi nella rete di logistica inversa secondo lo schema riportato di seguito (figura 3.3). 8

9 Figura 3.3: Attori, attività ed interconnessioni funzionali in una rete di logistica inversa Dimensione del contesto della logistica inversa Le situazioni in cui viene praticato il riutilizzo dei prodotti sono molto diverse e possono essere classificate in base ad un certo numero di criteri come: 1. motivo di riutilizzo; 2. tipo di prodotto recuperato; 3. forma di riuso; 4. attori coinvolti; 5. tempo di ciclo. 1. Per quanto riguarda le motivazioni ecologiche ed economiche, si può registrare la crescita dell attenzione per la riduzione dello spreco di materiale nei principali Paesi industrializzati, a causa del progressivo esaurimento della 9

10 disponibilità di terreno per la costruzione di appositi aree di discarica e della saturazione delle capacità di incenerimento dei rifiuti. La regolazione ambientale è, infatti, uno dei motivi per cui la logistica inversa sta avendo questo sviluppo; inoltre le aspettative dei clienti sulla salvaguardia dell ambiente stanno aumentando: un immagine, per così dire pulita, è diventata ormai un elemento distintivo per l attuazione di strategie di marketing. Non è solo per motivi ecologici però che le aziende si stanno prodigando nell espansione della logistica inversa, i motivi economici infatti sono presenti e di grande importanza: cercando di riottenere il valore che è ancora all interno di un prodotto usato, revisionando i prodotti usati, riutilizzandoli come parti di ricambio oppure vendendoli in mercati secondari, i costi di revisione possono essere minori di quelli che si avrebbero nel caso di produzione ex novo. I prodotti usati o recuperati sono visti come risorse ottenute ad un prezzo minore. Infine le aziende riescono anche a prevenire che i concorrenti scoprano informazioni importanti su un particolare tipo di prodotto: in questo tentativo si cerca di eliminare potenziali concorrenti tra la produzione del nuovo prodotto e il suo recupero, ed è ciò che accade, ad esempio, per le cartucce di stampante degli OEMs. 2. Se consideriamo il tipo di prodotto che viene recuperato, tra le voci in grado di caratterizzare lo stesso sono di sicura rilevanza la composizione, il deterioramento del prodotto, le modalità d impiego del prodotto. Composizione La composizione del prodotto, in termini di volumi e tipologia, prevede che le stesse modalità di assemblaggio fra le parti influenzeranno le operazioni di ritrattamento, la presenza di materiali tossici o potenzialmente esplosivi richiede il ricorso a trattamenti speciali, le dimensioni del prodotto impattano sui costi di trasporto e movimentazione (Goggin, K., Browne, J., 2000). 10

11 Deterioramento del prodotto Riuscire a valutare la condizione del prodotto restituito è determinante per stabilire quale politica di recupero è più opportuno applicare. È necessario conoscere per quanto tempo è stato adoperato il prodotto prima di essere stato recuperato (deterioramento intrinseco), stabilire se esiste omogeneità di deterioramento fra le parti che lo compongono e quanto velocemente decresca il valore residuo del prodotto (deterioramento economico). Modalità d impiego del prodotto La fase di raccolta del prodotto è fortemente influenzata dalle modalità d utilizzo del prodotto recuperato. Luogo nel quale il prodotto è stato adoperato, intensità e durata di utilizzo, manutenzione ordinaria delle componenti del prodotto, sono fattori da indagare per meglio definire le attività da realizzare sul prodotto stesso. 3. Per le diverse forme di riuso, molti autori hanno accettato la catalogazione fatta da Thierry et al. nel 1995; questa catalogazione (figura 2.4) comporta varie opzioni quali: - Riuso diretto: in questo caso si possono recuperare i prodotti senza effettuare alcuna operazione prioritaria, fatta eccezione per pulizia e minor manutenzione. Di questa categoria fanno parte i pallet, le bottiglie e i contenitori; - Riparazione: lo scopo di questa azione è di restituire al prodotto quella funzionalità che aveva in precedenza. Il prodotto non subisce particolari lavorazioni poiché ne vengono solo sostituite le parti e i componenti usurati, e talvolta è possibile inserire componenti tecnologicamente più avanzati rispetto a quelli precedentemente presenti nel prodotto, consentendo in questo modo di ottenere prodotti migliori rispetto a come erano arrivati. Di questa categoria fanno parte gli apparecchi domestici, i macchinari industriali e i componenti elettronici; - Riciclaggio: consiste nel recupero di materiale senza che questo conservi la sua struttura originaria e nella possibilità di rigenerare il prodotto attraverso alcune fasi produttive. Di questa categoria fanno parte il vetro, la plastica, l alluminio e i rottami metallici in genere; 11

12 - Rifabbricazione: si effettua lasciando al prodotto la sua naturale struttura e si cerca di riportare la sua funzionalità al massimo grado, grazie ad operazioni di disassemblaggio, di revisione e di sostituzione di parti non più funzionanti e non riparabili, che vengono testate per verificarne la qualità e che, se risultano idonee, vanno a reinserirsi nella catena produttiva. Ciò permette di ridurre la quantità di risorse impiegate, di ridurre i lead-time della metà, di aumentare le opportunità di impiego per lavoratori poco specializzati, favorendo l economia di regioni che hanno abbondanza di questo tipo di manodopera e la possibilità di riconvertire parti di impianto sottoutilizzate con bassi investimenti e pochi rischi. Di questa categoria fanno parte prodotti piuttosto complicati come motori o attrezzature per macchine; - Cannibalizzazione: il componente viene re-immesso nel ciclo produttivo per essere riusato al fine di diminuire il bisogno delle industrie; - Rimessa a nuovo: il prodotto è completamente disassemblato, fino a riuscire a testare e controllare la qualità dei suoi componenti, che vengono rimontati su prodotti destinati alla vendita. Il consumatore non percepisce che il prodotto che sta utilizzando non è nuovo al 100%, in quanto la natura della componentistica montata non è percettibile a chi usa il prodotto, che resta comunque di qualità pari a quella garantita per un prodotto nuovo; - Smantellamento: il materiale raccolto non è in nessun modo inseribile in produzione (prodotti non riciclabili oppure componenti eccessivamente usurati o degradati) e viene allora avviato alla discarica per essere interrato o viene trasformato in energia. 12

13 Figura 3.4: Forme di riuso nella logistica inversa 13

14 Le opzioni di riuso diretto e di riciclaggio sono considerate senza aggiunta di valore per il prodotto, mentre per la riparazione e rifabbricazione si ipotizza che ci sia un valore aggiunto nel prodotto che si otterrà alla fine del processo (tabella 3.1). Tabella 3.1: differenza tra riparazione, rifabbricazione e riciclaggio 4 Per gli attori coinvolti e le loro rispettive funzioni una distinzione maggiore può essere fatta se si considera chi effettua il riuso: se il produttore originale o un altro produttore. Ciò comporta la nascita di vincoli sulla possibilità di integrare la logistica diretta con quella inversa. 5 Quello che si intende per tempo di ciclo è il lasso di tempo in cui un prodotto rimane con il suo proprietario prima che si sposti e diventi parte del flusso di ritorno (figura 3.5). 14

15 Figura 3.5: Ciclo di vita di un prodotto I tempi di ciclo differiscono in modo molto evidente in base al tipo di prodotto che si vuole recuperare: da pochi giorni nel caso di un imballaggio a qualche anno nel caso di apparecchi elettronici e/o elettrici. La durata di questo ciclo ha un impatto diretto sulla fattibilità del recupero e sulle pianificazioni delle varie operazioni rendendo possibili approcci revisionistici oppure integrazioni tra la logistica diretta e quella inversa (figura 3.6 e 3.7). 15

16 Figura 3.6: Modello concettuale per fattori della logistica inversa 16

17 Figura 3.7:Schema di modello di logistica inversa con attori ed azioni principali 17

18 3.3 CATEGORIE DI LOGISTICA INVERSA Utilizzando gli stessi criteri usati per distinguere le situazioni in cui viene effettuata la Reverse Logistics, si possono ricostruire un certo numero di categorie del flusso. A questo proposito vengono definite le seguenti categorie, illustrate in figura 3.8, in cui, oltre ad elencare i vari flussi, viene indicata anche la loro posizione nella catena logistica: 1. ritorno per fine uso; 2. ritorno commerciale; 3. ritorno per garanzia; 4. imballaggi; 5. materiali in eccesso. Figura 3.8: Flusso della logistica inversa nella catena di fornitura 18

19 1. Ritorno per fine uso Il flusso per fine uso denota un gruppo di merci che sono disponibili al recupero alla fine del loro ciclo di vita, ovvero al momento in cui non sussiste più un loro utilizzo. Di questa categoria fanno parte anche i prodotti che vengono recuperati per fine contratto. Il flusso di ritorno per questi prodotti avviene tipicamente tra i consumatori e i cosiddetti waste processor e il tempo che intercorre tra il ricevimento della merce e il recupero totale tende ad essere relativamente lungo. La rifabbricazione e il riciclaggio sono le opzioni più importanti per questa categoria. Un altro grande sottogruppo di questo flusso di ritorno è dovuto alla regolamentazione in campo ambientale. In questi casi è il produttore originario che si fa carico del recupero del materiale, ed è ad egli che spetta la responsabilità finanziaria anche quando il processo viene delegato a terzi. 2. Ritorno commerciale In questa categoria sono considerati i prodotti venduti con possibilità di ritorno, relativi soprattutto ad acquisti online, richiami, comprendenti prodotti divenuti obsoleti a causa dello sviluppo di un nuovo prodotto o prodotti richiamati dal produttore o dal rivenditore a causa di cambiamento del portafoglio o errori di fabbricazione, e prodotti che ritornano indietro a causa di una precedente transazione economica. In quest ultimo caso il compratore rende il prodotto al produttore originario in previsione di un rimborso. Solitamente questi flussi avvengono tra i venditori al dettaglio e i loro fornitori e tra i clienti e i venditori. All interno di questo ambito sono possibili diverse opzioni: finché il prodotto non è stato utilizzato oppure, più in generale, non è difettoso, può essere rimesso sul mercato, rivenduto direttamente oppure riusato. Inoltre si può usare questo flusso per studi economici sulla domanda: infatti il ritorno di questo tipo segnala il più delle volte un calo della domanda che deve essere controbilanciato da una modifica della produzione. 19

20 3. Ritorno per garanzia La categoria si riferisce a prodotti difettosi, prodotti che possono essersi rotti durante il loro utilizzo (scarti di produzione) oppure durante il momento della consegna, parti di ricambio per macchinari, prodotti che vengono riconsegnati per rischi di mancata sicurezza, prodotti non ricercati, non venduti e non usati, ossia perfettamente buoni ma che vengono ritornati dopo un utilizzo molto limitato, prodotti che si trovano sugli scaffali dei dettaglianti e che non sono mai stati venduti, e infine consegne sbagliate, ossia prodotti rifiutati dai clienti perché consegnati troppo presto o troppo tardi, contenenti difetti, come malfunzionamento al momento dell installazione o non conformi alle specifiche (colore/dimensione). 4. Imballaggi Di questa categoria fanno parte le casse, le bottiglie in vetro, i pallet e gli scatoloni riutilizzabili. Il recupero di questi prodotti è chiaramente economico in quanto non necessitano di alcun tipo di intervento (se non pulizia o minore riparazione) e possono quindi essere usati un altra volta nell arco di un breve lasso di tempo. Inoltre il loro recupero appare abbastanza facile e veloce in quanto, una volta consegnata la merce che contengono, sono già disponibili per un nuovo utilizzo. Tutto ciò richiede l unificazione dimensionale dell imballaggio e l unificazione delle prestazioni: la riciclabilità, ad esempio, spinge verso il mono-imballaggio, costituito dallo stesso materiale o da materiali ecocompatibili, in modo che, al momento della dismissione, questi non debba subire ulteriori interventi, che possa andare in cartiera, per ricavare ulteriore carta, o alla lavorazione delle materie plastiche. 5 Materiali in eccesso L ultima categoria della logistica inversa è data dal recupero di materiali in eccesso come possono essere i rottami metallici. L utilizzo totale di un certo tipo di materiale non è mai quasi possibile; per esempio nei processi di taglio, di tornitura o di fresatura, questi può essere recuperato e reintrodotto all interno del ciclo di lavorazione. Allo stesso modo 20

21 prodotti con specifiche particolari non adatte al mercato possono essere rilavorati per ottenere determinati standard di qualità (difetti di produzione). 3.4 FORWARD LOGISTICS VERSUS REVERSE LOGISTICS: LE PRINCIPALI DIFFERENZE Alla luce delle definizioni di logistica diretta e inversa date sopra, si deduce che il flusso inverso è molto diverso da quello diretto, come si può notare dalle figure riportate sotto. La figura 3.9 mostra il flusso informativo per una tipica situazione di logistica diretta nel caso di vendita al dettaglio, la cui catena è schematizzata in figura Quando c è richiesta di un prodotto, questi è mandato prima ad un centro di distribuzione (Distribution Center) e poi ad un magazzino del venditore al dettaglio. Ad ogni livello della rete schematizzata, le previsioni possono essere usate per sapere quale sarà la domanda e soddisfarla, e si riesce a riconoscere il prodotto in entrata. Sales forecast Plannes shipments to DC Shipment to DC Actual sales Put away at store Shipment to store Product flow Information flow Figura 3.9: Flusso di informazioni e prodotti per la logistica diretta 21

22 Vendor (venditore all ingrosso) Retailer (venditore al dettaglio) Costumer (cliente) Figura 3.10: Attori interessati in un contesto di vendita al dettaglio. In linea continua il flusso diretto, mentre in linea tratteggiata quello inverso Al contrario, il flusso della logistica inversa è molto più reattivo, con molta meno visibilità. In figura 3.11 è mostrato il flusso, relativo sempre a canale di vendite al dettaglio, per la logistica inversa. Quando un consumatore riporta un oggetto ad un venditore, il magazzino di questi raccoglierà tutti gli oggetti che verranno poi spediti ad un impianto principale di recupero. Le informazioni relative al prodotto e al suo stato dovrebbero entrare nel sistema informativo del venditore che le dovrebbe comunicare al centro specializzato di recupero. Purtroppo, questa raccolta di informazioni avviene molto raramente oppure le informazioni sono spesso incomplete o mancanti. Teoricamente il DC per la logistica diretta potrebbe essere utilizzato per processare anche i prodotti della logistica inversa, integrando così le due catene, ma si è notato che c è una grossa tentazione ad usare il personale della logistica inversa per svolgere funzioni della più importante logistica diretta ogni volta che la domanda subisce dei picchi verso l alto. 22

23 Product disposition destination to Sortation disposition decisionmaking & milk run collection to DC/CRC Collected at store Return information to DC Customer returns item Product flow Information flow Figura 3.11: Flusso di informazioni e prodotti per la logistica inversa È importante sottolineare che la Reverse Logistics non costituisce l immagine speculare della Forward Logistics, dal momento che i diversi flussi fisici e informativi richiedono attività di previsione e gestione disomogenee. Per questo motivo molti autori preferiscono separare la gestione dei due flussi, affidando questi a personale indipendente e differente, sebbene entrambi vadano condotti in maniera simultanea e con pari priorità I principali elementi di confronto Difficoltà di previsione Molti autori hanno affrontato il problema e sono tutti d accordo nel sostenere che la previsione nella logistica inversa è molto più difficile che in quella diretta a causa della maggiore incertezza (Guide et al. 2000, Flipper 1995). Nella rifabbricazione, per esempio, non è necessaria solo la previsione della domanda del cliente, ma anche la previsione sulla disponibilità dei materiali di ritorno. 23

Sistemi Informativi Aziendali I

Sistemi Informativi Aziendali I Modulo 4 Sistemi Informativi Aziendali I 1 Corso Sistemi Informativi Aziendali I - Modulo 4 Modulo 4 Il Sistema Informativo per la gestione della catena di fornitura: Supply Chain Management; Extended

Dettagli

LA LOGISTICA INTEGRATA

LA LOGISTICA INTEGRATA dell Università degli Studi di Parma LA LOGISTICA INTEGRATA Obiettivo: rispondere ad alcuni interrogativi di fondo Come si è sviluppata la logistica in questi ultimi anni? Quali ulteriori sviluppi sono

Dettagli

GESTIONE MAGAZZINO E SCORTE

GESTIONE MAGAZZINO E SCORTE GESTIONE MAGAZZINO E SCORTE Nozioni di base In questo modulo: La logistica aziendale Il magazzino Le scorte di magazzino La logistica integrata e la supply chain 2 1 La logistica aziendale Qualsiasi impresa

Dettagli

Economia e gestione delle imprese 3/ed Franco Fontana, Matteo Caroli Copyright 2009 The McGraw-Hill Companies srl RISPOSTE ALLE DOMANDE DI VERIFICA

Economia e gestione delle imprese 3/ed Franco Fontana, Matteo Caroli Copyright 2009 The McGraw-Hill Companies srl RISPOSTE ALLE DOMANDE DI VERIFICA RISPOSTE ALLE DOMANDE DI VERIFICA (CAP. 9) 1. Illustra le principali tipologie dei processi produttivi. Sulla base della diversa natura tecnologica del ciclo di produzione, i processi produttivi si distinguono

Dettagli

Dispensa Definizione di Sistema Produttivo

Dispensa Definizione di Sistema Produttivo Dispensa Definizione di Sistema Produttivo 1) Introduzione ai Sistemi Produttivi 1.1 Definizione di Sistema Produttivo In questa prima sezione si vuole dare una visione generale del sistema produttivo,

Dettagli

Il magazzino e le scorte

Il magazzino e le scorte Albez edutainment production Il magazzino e le scorte Classe IV ITC In questo modulo: La logistica aziendale Il magazzino Le scorte di magazzino La logistica integrata e la supply chain 2 La logistica

Dettagli

Capitolo quindici. Produzione globale, outsourcing e logistica. Caso di apertura

Capitolo quindici. Produzione globale, outsourcing e logistica. Caso di apertura EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo quindici Produzione globale, outsourcing e logistica Caso di apertura 15-3 Quando ha introdotto la console video-ludica X-Box, Microsoft dovette decidere se produrre

Dettagli

Strategie di Distribuzione. MBD è stata per molti anni una delle più grandi aziende di distribuzione libri negli USA.

Strategie di Distribuzione. MBD è stata per molti anni una delle più grandi aziende di distribuzione libri negli USA. 1. Studio di caso Strategie di Distribuzione La Modern Book Distribution, Inc. MBD è stata per molti anni una delle più grandi aziende di distribuzione libri negli USA. Serve le principali catene di vendita

Dettagli

Logistica. Giovanni Righini. Anno accademico 2010-11. Dipartimento di Tecnologie dell Informazione - Università degli Studi di Milano (Crema)

Logistica. Giovanni Righini. Anno accademico 2010-11. Dipartimento di Tecnologie dell Informazione - Università degli Studi di Milano (Crema) Logistica Giovanni Righini Dipartimento di Tecnologie dell Informazione - Università degli Studi di Milano (Crema) Anno accademico 2010-11 Definizione La logistica è la disciplina che studia come organizzare

Dettagli

Pianificazione e Gestione delle Scorte Sergio Cavalieri Università degli Studi di Bergamo

Pianificazione e Gestione delle Scorte Sergio Cavalieri Università degli Studi di Bergamo Pianificazione e Gestione delle Scorte Sergio Cavalieri Università degli Studi di Bergamo http://progest.unibg.it 1 Perché detenere le scorte Per coprire i picchi di domanda Per coprire il tempo e la distanza

Dettagli

CAPITOLO 15 CONTROLLO DELLE SCORTE

CAPITOLO 15 CONTROLLO DELLE SCORTE CAPITOLO 15 CONTROLLO DELLE SCORTE Domande di analisi e ripasso 1. Distinguete quali materiali possono essere a domanda dipendente e a domanda indipendente in un ristorante McDonald s, in un produttore

Dettagli

Introduzione. Capitolo 1

Introduzione. Capitolo 1 Capitolo 1 Introduzione Che cos è un azienda lean? Sono molte, al giorno d oggi, le imprese che stanno trasformandosi in azienda lean, convertendo i loro sistemi di produzione di massa ormai obsoleti in

Dettagli

Simulazione di una catena logistica

Simulazione di una catena logistica Simulazione di una catena logistica La logistica aziendale richiede l organizzazione di approvvigionamento e trasporto dei prodotti e dei servizi. La catena di distribuzione, supply chain, comprende il

Dettagli

STOCK CUTTER. Previsioni. della domanda. Pianificazione delle scorte. Programmazione ordini a fornitori LOGISTIC C O N S U L T I N G

STOCK CUTTER. Previsioni. della domanda. Pianificazione delle scorte. Programmazione ordini a fornitori LOGISTIC C O N S U L T I N G Previsioni della domanda Pianificazione delle scorte Programmazione ordini a fornitori LOGISTIC C O N S U L T I N G Lo scenario nel quale le aziende si trovano oggi ad operare è spesso caratterizzato da

Dettagli

Specialisti della Supply Chain

Specialisti della Supply Chain Specialisti della Supply Chain Link Management Srl Via S. Francesco, 32-35010 Limena (PD) Tel. 049 8848336 - Fax 049 8843546 www.linkmanagement.it - info@linkmanagement.it Analisi dei Processi Decisionali

Dettagli

LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO BRISTOL MAYER SQUIBB

LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO BRISTOL MAYER SQUIBB LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO BRISTOL MAYER SQUIBB Prof. 1Corso: Supply chain management Docente: 1 L organizzazione della logistica B.M.S.: Nel caso di specie si

Dettagli

LOGISTICA Laurea Specialistica-Università di Mantova Anno accademico 2009-2010. Federico Di Palma

LOGISTICA Laurea Specialistica-Università di Mantova Anno accademico 2009-2010. Federico Di Palma LOGISTICA Laurea Specialistica-Università di Mantova Anno accademico 2009-2010 Federico Di Palma Dipartimento di Informatica e Sistemistica Università di Pavia Tel: 0382-985796 - Fax:0382-985373 email:federico.dipalma@unipv.it

Dettagli

Il sistema logistico integrato

Il sistema logistico integrato Il sistema logistico integrato Che cos è la logistica? Il concetto di logistica è spesso poco chiaro Per logistica, spesso, s intendono soltanto le attività di distribuzione fisica dei prodotti (trasporto

Dettagli

La riorganizzazione della Supply Chain secondo i principi lean :

La riorganizzazione della Supply Chain secondo i principi lean : Consulenza di Direzione Management Consulting Formazione Manageriale HR & Training Esperienza e Innovazione La riorganizzazione della Supply Chain secondo i principi lean : un passo chiave nel percorso

Dettagli

Piano dei fabbisogni di materiali

Piano dei fabbisogni di materiali Piano dei fabbisogni di materiali MRP 1 Pianificazione dei fabbisogni Obiettivo generale è determinare: quali assiemi, sottoassiemi, parti e materie prime sono necessari per realizzare un determinato MPS;

Dettagli

Analisi della catena logistica. Analisi della catena logistica 1

Analisi della catena logistica. Analisi della catena logistica 1 Analisi della catena logistica Analisi della catena logistica 1 La visione tradizionale della logistica nel settore manifatturiero Utile 4% Costi della Logistica 21% Utile Costi logistici Costi del Marketing

Dettagli

ALBERT. copyright hventiquattro

ALBERT. copyright hventiquattro ALBERT ALBERT MONETIZZARE LE SCORTE Il tuo magazzino: da deposito a risorsa Albert agisce sulle fonti di finanziamento interno. Non tanto in termini di puro taglio dei costi, quanto di recupero di flussi

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER LA PRODUZIONE

TECNICO SUPERIORE PER LA PRODUZIONE ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER LA PRODUZIONE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE DELLA FIGURA PROFESSIONALE

Dettagli

Logi.C.A. Consulting 1

Logi.C.A. Consulting 1 La Logistica La logistica, nell ambito del processo di gestione della supply chain : Pianifica Implementa Controlla l efficiente ed efficace flusso e immagazzinamento dei beni commerciali, l efficiente

Dettagli

Automazione gestionale

Automazione gestionale ERP, MRP, SCM e CRM Automazione gestionale verticale editoria banche assicurazioni orizzontale contabilita (ordini fatture bolle) magazzino logistica (supply chain) Funzioni orizzontali (ERP) ordini vendita

Dettagli

Norma UNI 11155 Gli Indici Logistici Attività operative delle imprese Misurazione delle prestazioni logistiche

Norma UNI 11155 Gli Indici Logistici Attività operative delle imprese Misurazione delle prestazioni logistiche Norma UNI 11155 Gli Indici Logistici Attività operative delle imprese Misurazione delle prestazioni logistiche Cos è l UNI L'UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un'associazione privata senza

Dettagli

AGENDA. Modelli di gestione del supply network per fronteggiare la variabilità della domanda. A. F. De Toni, Università di Udine

AGENDA. Modelli di gestione del supply network per fronteggiare la variabilità della domanda. A. F. De Toni, Università di Udine Modelli di gestione del supply network per fronteggiare la variabilità della domanda A. F. De Toni, Università di Udine AGENDA > Introduzione: i supply network > Effetti della variabilità della domanda

Dettagli

Capitolo 9 Gestione delle scorte. Introduzione

Capitolo 9 Gestione delle scorte. Introduzione Capitolo 9 Gestione delle scorte Introduzione 1 Salvo rare eccezioni, le scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti sono una presenza invitabile in ogni tipo di processo e in ogni rete di

Dettagli

Le scelte nella rete di distribuzione. La distribuzione deve rendere disponibile il prodotto nel momento e nel luogo desiderati dal cliente

Le scelte nella rete di distribuzione. La distribuzione deve rendere disponibile il prodotto nel momento e nel luogo desiderati dal cliente Distribuzione Le scelte nella rete di distribuzione La distribuzione deve rendere disponibile il prodotto nel momento e nel luogo desiderati dal cliente Le scelte nella rete di distribuzione Dove vogliamo

Dettagli

Dipartimento di Economia dell Università degli Studi di Parma Le scorte

Dipartimento di Economia dell Università degli Studi di Parma Le scorte dell Università degli Studi di Parma Le scorte La funzione delle scorte Le scorte sono un insieme di merci accumulate in attesa di un utilizzo futuro. Specializzazione geografica di una unità operativa

Dettagli

ECCELLERE NELLA LOGISTICA. Generare opportunità con la logistica

ECCELLERE NELLA LOGISTICA. Generare opportunità con la logistica ECCELLERE NELLA LOGISTICA Generare opportunità con la logistica INTRODUZIONE Il settore della logistica rappresenta una risorsa strategica per la competitività delle imprese e del territorio ed è attualmente

Dettagli

Nella fase di progettazione della

Nella fase di progettazione della g Andrea Payaro Reverse logistics Quando la supply chain si chiude Non esiste una sola reverse logistics così come non esiste una sola logistica diretta. Vi sono diversi ambiti in cui il recupero di un

Dettagli

Definizioni di scorte

Definizioni di scorte LA GESTIONE DELLE SCORTE Nozioni di base Definizioni di scorte insieme di materie, semilavorati e prodotti che in un determinato momento sono in attesa di partecipare ad un processo di trasformazione o

Dettagli

PROPOSTA FORMATIVA AREA SUPPLY CHAIN - LOGISTICA

PROPOSTA FORMATIVA AREA SUPPLY CHAIN - LOGISTICA PROPOSTA FORMATIVA AREA SUPPLY CHAIN - LOGISTICA Chi conosce la storia del Mago di Oz, ricorderà perfettamente che il Mago non regala nulla che i bizzarri personaggi non abbiano già in sé. Nel corso delle

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L APPROVVIGIONAMENTO

TECNICO SUPERIORE PER L APPROVVIGIONAMENTO ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L APPROVVIGIONAMENTO STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE DELLA FIGURA PROFESSIONALE

Dettagli

Using APS.net for Effective Scheduling in the Food Process Industry

Using APS.net for Effective Scheduling in the Food Process Industry Using APS.net for Effective Scheduling in the Food Process Industry In generale il processo di produzione delle aziende alimentari è molto simile a quello di altri settori: Rispetto della date di consegna

Dettagli

F&B PACKAGING. Food and Beverage Packaging I punti chiave

F&B PACKAGING. Food and Beverage Packaging I punti chiave F&B PACKAGING Food and Beverage Packaging I punti chiave PREMESSA La presente linea guida fornisce indicazioni generali sulle questioni fondamentali che caratterizzano la filiera del packaging, con un

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E LA LOGISTICA

TECNICO SUPERIORE PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E LA LOGISTICA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E LA LOGISTICA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI

Dettagli

LA PALESTRA. 3. Le scelte di make or buy si basano esclusivamente sulla convenienza economica fra le due alternative: a) Vero; b) Falso.

LA PALESTRA. 3. Le scelte di make or buy si basano esclusivamente sulla convenienza economica fra le due alternative: a) Vero; b) Falso. DOMANDE CHIUSE CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE (SECONDA PARTE) LA PALESTRA 1. L attività di pianificazione, gestione e controllo dei flussi fisici dei materiali (m.p., semilavorati, e prodotti

Dettagli

prof. Paolo Aymon Piani operativi GIA-L04 seconda parte

prof. Paolo Aymon Piani operativi GIA-L04 seconda parte UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Corso di Gestione dell Informazione Aziendale prof. Paolo Aymon Piani operativi seconda parte Sommario della lezione Gestione dell Informazione nella Supply Chain Piani

Dettagli

Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione della produzione e la logistica industriale

Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione della produzione e la logistica industriale Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione della produzione e la logistica industriale dott. Matteo Rossi La funzione produzione La produzione assume caratteristiche differenti da impresa a impresa,

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Università degli Studi di Macerata Economia e Gestione delle Imprese. L impresa. Il sistema impresa

Università degli Studi di Macerata Economia e Gestione delle Imprese. L impresa. Il sistema impresa Università degli Studi di Macerata Economia e Gestione delle Imprese L impresa Il sistema impresa L impresa come sistema Le principali funzioni aziendali I principali processi aziendali La catena del valore

Dettagli

roj X Soluzione SCM Experience the Innovation www.solgenia.com

roj X Soluzione SCM Experience the Innovation www.solgenia.com roj X Soluzione SCM www.solgenia.com Experience the Innovation OBIET T IVO: catena del valore www.solgenia.com Experience the Innovation 2 Proj è la soluzione Solgenia in ambito ERP e SCM per l ottimizzazione

Dettagli

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni CONCLUSIONI Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera all interno di un network. Si è svolta un attenta analisi della letteratura sui network, sulle conoscenze, sulla

Dettagli

Sistemi Informativi Aziendali I

Sistemi Informativi Aziendali I Modulo 5 Sistemi Informativi Aziendali I 1 Corso Sistemi Informativi Aziendali I - Modulo 5 Modulo 5 Il Sistema Informativo verso il mercato, i canali ed i Clienti: I nuovi modelli di Business di Internet;

Dettagli

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing ANALIZZARE LA STRUTTURA E IL FUNZIONAMENTO DEI CANALI DI MARKETING

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing ANALIZZARE LA STRUTTURA E IL FUNZIONAMENTO DEI CANALI DI MARKETING LEZIONI N. 13 e 14 La Gestione dei Canali di Marketing Alessandro De Nisco Università del Sannio Corso OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO DELLA LEZIONE ANALIZZARE LA STRUTTURA E IL FUNZIONAMENTO DEI CANALI DI

Dettagli

Alessandro Banterle e Alessia Cavaliere. Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano

Alessandro Banterle e Alessia Cavaliere. Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano LA TRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI AGRO-ALIMENTARI: UN ANALISI DELLE IMPLICAZIONI ECONOMICHE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E PER I CONSUMATORI Alessandro Banterle e Alessia Cavaliere Dipartimento di Economia

Dettagli

www.plannet.it La soluzione software completa per la gestione integrata della Supply Chain

www.plannet.it La soluzione software completa per la gestione integrata della Supply Chain La soluzione software completa per la gestione integrata della Supply Chain - VANTAGGI L introduzione della soluzione software COMPASS e la contemporanea realizzazione di cambiamenti di carattere organizzativo

Dettagli

Indice. pagina 2 di 8

Indice. pagina 2 di 8 LEZIONE SOURCING, PROCUREMENT E METODOLOGIE PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLA CATENA DEL VALORE DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1 Catena del valore e creazione del valore --------------------------------------------------------------

Dettagli

Il controllo operativo nell area produzione - approvigionamenti. Corso di Gestione dei Flussi di informazione

Il controllo operativo nell area produzione - approvigionamenti. Corso di Gestione dei Flussi di informazione Il controllo operativo nell area produzione - approvigionamenti Corso di Gestione dei Flussi di informazione Programmazione operativa della produzione Processo di approvigionamento Programmazione operativa

Dettagli

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Internet Stock In concomitanza alla crescente popolarità del settore Internet osservata

Dettagli

Le tecniche di gestione delle scorte con Access 2007

Le tecniche di gestione delle scorte con Access 2007 Le tecniche di gestione delle scorte con Access 2007 Premessa La gestione delle scorte di magazzino comporta, per molte aziende, scelte di fondamentale importanza, che possono avere riflessi positivi sia

Dettagli

Logistica industriale e gestione degli approvvigionamenti

Logistica industriale e gestione degli approvvigionamenti Logistica industriale e gestione degli approvvigionamenti ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE CAP. 16 Una definizione La logistica è il sistema di connessione tra l approvvigionamento dei materiali, la trasformazione

Dettagli

La logistica nella gestione d impresa

La logistica nella gestione d impresa La logistica nella gestione d impresa Introduzione alla logistica Definizioni e obiettivi Sistema logistico e suoi sottosistemi Costi logistici Livello di servizio Evoluzione della logistica Prof. Luigi

Dettagli

ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti)

ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti) ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti) Tra le novità della UNI EN ISO 9001: 2000 il più aggiornato standard di riferimento per la certificazione della qualità non sono tanto il monitoraggio

Dettagli

Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Padova 2011. Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO ARTELECTRA

Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Padova 2011. Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO ARTELECTRA Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Padova 2011 Speciale: I casi Introduzione dell'area tematica IL CASO ARTELECTRA Innovare e competere con le ICT: casi di successo - PARTE II Cap.2 Gestire

Dettagli

Corso di Gestione dell Informazione Aziendale. Processi snelli GIA-L04 terza parte

Corso di Gestione dell Informazione Aziendale. Processi snelli GIA-L04 terza parte UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Corso di Gestione dell Informazione Aziendale prof. Paolo Aymon Processi snelli terza parte UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Processi snelli Corso di Gestione dell Informazione

Dettagli

Lezione di Economia Aziendale del 14/03/2005 Docente: prof.ssa S. Spallini Studente: Mario Spontella

Lezione di Economia Aziendale del 14/03/2005 Docente: prof.ssa S. Spallini Studente: Mario Spontella Lezione di Economia Aziendale del 14/03/2005 Docente: prof.ssa S. Spallini Studente: Mario Spontella Analisi delle aree funzionali produzione e marketing PRODUZIONE: Nelle precedenti lezioni abbiamo inteso

Dettagli

La valenza strategica della gestione ambientale

La valenza strategica della gestione ambientale Camera di Commercio di Ancona La valenza strategica della gestione ambientale 10 marzo 2008, 14.30-18.30 Antonio Tencati Università Bocconi antonio.tencati@unibocconi.it Stefano Pogutz Università Bocconi

Dettagli

Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese

Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese j l k l d o ^ c f b S o c i e t à Laura Broccardo Guida al controllo di gestione nelle piccole e medie imprese Pianificazione e controllo nelle PMI Costruzione del budget Reporting Aziende che operano

Dettagli

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 6. Angelo Bonomi

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 6. Angelo Bonomi GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 6 Angelo Bonomi ECONOMIA E AMBIENTE Il documento Draft Reference Document on Economics and Cross- Media Effects

Dettagli

Ricerca Operativa e Logistica Dott. F.Carrabs e Dott.ssa M.Gentili. Introduzione alla Logistica: Definizioni principali Problemi di decisione

Ricerca Operativa e Logistica Dott. F.Carrabs e Dott.ssa M.Gentili. Introduzione alla Logistica: Definizioni principali Problemi di decisione Ricerca Operativa e Logistica Dott. F.Carrabs e Dott.ssa M.Gentili Introduzione alla Logistica: Definizioni principali Problemi di decisione Introduzione La logistica è la disciplina che studia le procedure

Dettagli

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE

PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DELLA PRODUZIONE OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE E CONTROLLO: q PROGRAMMARE LA PRODUZIONE OTTIMIZZARE L UTILIZZO DELLA CAPACITA PRODUTTIVA

Dettagli

Riciclo e recupero dell alluminio

Riciclo e recupero dell alluminio Capitolo 13 Riciclo e recupero dell alluminio 13.1. Alluminio e sviluppo sostenibile È sviluppo sostenibile quello in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità

Dettagli

SIMCO E LA SIMULAZIONE

SIMCO E LA SIMULAZIONE SIMCO E LA SIMULAZIONE: Chi non vorrebbe avere la possibilità di sperimentare il differente comportamento di tutte le alternative di progetto prima di averle realizzate, per identificare la combinazione

Dettagli

Le ICT a supporto dei processi di fornitura e collaborazione

Le ICT a supporto dei processi di fornitura e collaborazione Le ICT a supporto dei processi di fornitura e collaborazione Docente di Gestione dei Processi e dei Progetti La Sapienza Università di Roma Agenda Perché le ICT a supporto dei processi di gestione della

Dettagli

Requisiti di riferimento per il successo

Requisiti di riferimento per il successo Requisiti di riferimento per il successo In questa seconda parte della nostra newsletter in cui si parla del recente report di Aberdeen sui fattori chiave di successo per la logistica di magazzino, si

Dettagli

La gestione dell incertezza nella Supply Chain: la scorta di sicurezza. La scorta di sicurezza nella supply chain 1

La gestione dell incertezza nella Supply Chain: la scorta di sicurezza. La scorta di sicurezza nella supply chain 1 a gestione dell incertezza nella Supply Chain: la scorta di sicurezza a scorta di sicurezza nella supply chain 1 Il ruolo della giacenza nella supply chain Migliora l adattamento di domanda / fornitura

Dettagli

12/04/2011. I costi aziendali possono essere classificati in modi differenti a seconda della finalità per la quale sono determinati.

12/04/2011. I costi aziendali possono essere classificati in modi differenti a seconda della finalità per la quale sono determinati. PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO Prof. Luca Fornaciari Definizione e classificazione dei costi aziendali Riferimenti bibliografici: libro di testo capitolo 2 di BREWER P.C., GARRISON R.H., NOREEN E.W., Programmazione

Dettagli

Le prestazioni della Supply Chain

Le prestazioni della Supply Chain Le prestazioni della Supply Chain L ottenimento dell adattamento strategico e la sua portata Le prestazioni della Supply Chain 1 Linea guida Le strategie Competitiva e della supply chain L ottenimento

Dettagli

Logistica Integrata. Introduzione

Logistica Integrata. Introduzione Logistica Integrata Introduzione Supply Chain : Introduzione Cos è il Supply Chain Management e la Logistica? Perché Supply Chain Management? Problematiche fondamentali 2 Che cos è la logistica? Perché

Dettagli

Ing. Diana Rossi 1. 2. INTRODUZIONE alla LOGISTICA ESECUTIVA LOGISTICA INDUSTRIALE. Dichiarazione di copyright. Gli ambiti applicativi della logistica

Ing. Diana Rossi 1. 2. INTRODUZIONE alla LOGISTICA ESECUTIVA LOGISTICA INDUSTRIALE. Dichiarazione di copyright. Gli ambiti applicativi della logistica LOGISTICA INDUSTRIALE 2. INTRODUZIONE alla LOGISTICA ESECUTIVA Ing. Diana Rossi Università i degli Studi di Brescia D. Rossi - 1 Dichiarazione di copyright Il presente documento è stato steso a cura di

Dettagli

Le linee guida per la prevenzione e la gestione delle eccedenze alimentari. Marco Melacini Dipartimento Ingegneria Gestionale Politecnico di Milano

Le linee guida per la prevenzione e la gestione delle eccedenze alimentari. Marco Melacini Dipartimento Ingegneria Gestionale Politecnico di Milano Le linee guida per la prevenzione e la gestione delle eccedenze alimentari Marco Melacini Dipartimento Ingegneria Gestionale Politecnico di Milano 1 Indice Modelli di gestione delle eccedenze alimentari

Dettagli

I Sistemi di produzione PULL

I Sistemi di produzione PULL I Sistemi di produzione PULL Sistema Push Il sistema push pianifica e schedula la produzione basandosi sulla previsione di domanda o sull acquisizione di ordini dei clienti. Quindi si controlla il rilascio

Dettagli

Just-In-Time: la definizione

Just-In-Time: la definizione 1 Just In Time Definizione e concetti generali Produzione a flusso continuo Vantaggi della flessibilità degli impianti e della riduzione del set-up Le relazioni con i fornitori Relazioni con i sistemi

Dettagli

Moduli Applicativi. BMS-PRS: Produzione di Serie

Moduli Applicativi. BMS-PRS: Produzione di Serie Moduli Applicativi BMS-PRS: Produzione di Serie BMS-PRC: Produzione a Commessa BMS-PIP: Pianificazione Produzione BMS-CNP: Configuratore di Prodotto BMS-QUA: Qualità e Non Conformità BMS-DOC: Gestione

Dettagli

CALCOLI DI CONVENIENZA ECONOMICA DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI

CALCOLI DI CONVENIENZA ECONOMICA DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI CALCOLI DI CONVENIENZA ECONOMICA DEGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI Per ottenere una maggiore o migliore capacità produttiva, il decisore definisce i progetti di investimento industriale per mezzo dei quali

Dettagli

www.mbm.it MBM Italia S.r.l. - Via L. Pellizzo 14/A - 35128 Padova Tel.+39.049.2138422 - Fax +39.049.2106668 - E-mail marketing@mbm.

www.mbm.it MBM Italia S.r.l. - Via L. Pellizzo 14/A - 35128 Padova Tel.+39.049.2138422 - Fax +39.049.2106668 - E-mail marketing@mbm. 1 APACHE V4 è la soluzione ERP (Enterprise Resource Planning) di MBM Italia per le aziende di produzione. È un software integrato e modulare, che fornisce gli strumenti gestionali alle aree operative di

Dettagli

GESTIONE DELL INFORMAZIONE AZIENDALE GRUPPO A prova scritta del 20 maggio 2004

GESTIONE DELL INFORMAZIONE AZIENDALE GRUPPO A prova scritta del 20 maggio 2004 GESTIONE DELL INFORMAZIONE AZIENDALE GRUPPO A prova scritta del 20 maggio 2004 Rispondere alle seguenti domande marcando a penna la lettera corrispondente alla risposta ritenuta corretta (una sola tra

Dettagli

14.6 Effettuare scelte in presenza di vincoli 15

14.6 Effettuare scelte in presenza di vincoli 15 14 18-12-2007 19:04 Pagina 403 Le decisioni di breve termine fra alternative diverse 403 Fig. 14.5 Il trattamento analitico dei costi a gradino Costo Comportamento reale del costo Trattamento analitico

Dettagli

Sme.UP Pianificazione

Sme.UP Pianificazione Sme.UP Pianificazione Pianificazione materiali Importanza della pianificazione materiali In un contesto in cui il mercato richiede forniture sempre più puntuali con tempi di risposta sempre più veloci

Dettagli

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi 1 Introduzione Nel contesto attuale tutte le organizzazioni, nello svolgimento della propria attività, dovrebbero tener conto delle esigenze espresse dai differenti interlocutori sociali (stakeholder)

Dettagli

PIÙ ENERGIA PER LA LOGISTICA. SOLARE, OVVIAMENTE. Continua

PIÙ ENERGIA PER LA LOGISTICA. SOLARE, OVVIAMENTE. Continua PIÙ ENERGIA PER LA LOGISTICA. SOLARE, OVVIAMENTE. Continua CONTENUTO Conosciamo CONOSCIAMO IL VOSTRO SETTORE Conosciamo Nell ultimo decennio il settore dell energia solare ha registrato una crescita senza

Dettagli

IL MODELLO SCOR. Agenda. La Supply Chain Il Modello SCOR SCOR project roadmap. Prof. Giovanni Perrone Ing. Lorena Scarpulla. Engineering.

IL MODELLO SCOR. Agenda. La Supply Chain Il Modello SCOR SCOR project roadmap. Prof. Giovanni Perrone Ing. Lorena Scarpulla. Engineering. Production Engineering Research WorkGROUP IL MODELLO SCOR Prof. Giovanni Perrone Ing. Lorena Scarpulla Dipartimento di Tecnologia Meccanica, Produzione e Ingegneria Gestionale Università di Palermo Agenda

Dettagli

Relatore: Antonino Galatà. Bologna, Villa Gandolfi Pallavicini, 23 marzo 2012

Relatore: Antonino Galatà. Bologna, Villa Gandolfi Pallavicini, 23 marzo 2012 Relatore: Bologna, Villa Gandolfi Pallavicini, 23 marzo 2012 DEFINIZIONE DI CAPITALE CIRCOLANTE Il Capitale Circolante (o Working Capital) di un azienda è tecnicamente formato da una serie di macro voci

Dettagli

La maggior parte dei processi produttivi

La maggior parte dei processi produttivi METODI Controllo valorizzare gli scarti della lavorazione: come trasformare un costo in opportunità La maggior parte dei processi produttivi comporta la produzione di scarti di lavorazione sotto forma

Dettagli

1 Introduzione. 1.1 La Mobilé Inc in breve. 1.2 Storia. 1.3 Ai giorni nostri. 1.4 Prospettive future

1 Introduzione. 1.1 La Mobilé Inc in breve. 1.2 Storia. 1.3 Ai giorni nostri. 1.4 Prospettive future 1 Introduzione 1.1 La Mobilé Inc in breve Mobilé Inc è un azienda produttrice di telefonini, con sede negli Stati Uniti, che si è concentrata sulla produzione di telefonini di nuova generazione a partire

Dettagli

Sistemi produttivi Just In Time. Just-In-Time Systems (Lean Production)

Sistemi produttivi Just In Time. Just-In-Time Systems (Lean Production) Sistemi produttivi Just In Time Just-In-Time Systems (Lean Production) 1 Origini del JIT e della Produzione Snella Introdotto da Toyota Adottato da altre aziende giapponesi Introdotto successivamente nelle

Dettagli

Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione: Relatore: Professore Nicola Bruno Casadei

Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione: Relatore: Professore Nicola Bruno Casadei Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione: «Angelo Berti» Il servizio approvvigionamento e la gestione della merce Relatore: Professore Nicola Bruno Casadei Mail: nicola.casadei@istruzione.it

Dettagli

Scheda 9 «La gestione integrata dei rifiuti»

Scheda 9 «La gestione integrata dei rifiuti» Scheda 9 «La gestione integrata dei rifiuti» DAL MERCATO AI PROFILI PROFESSIONALI GREEN JOBS Formazione e Orientamento La questione dei rifiuti è stata per lungo tempo percepita come problema sanitario,

Dettagli

Costi della Qualità. La Qualità costa! Ma quanto costa la non Qualità? La Qualità fa risparmiare denaro. La non Qualità fa perdere denaro.

Costi della Qualità. La Qualità costa! Ma quanto costa la non Qualità? La Qualità fa risparmiare denaro. La non Qualità fa perdere denaro. Costi della Qualità La Qualità costa! Ma quanto costa la non Qualità? La Qualità fa risparmiare denaro. La non Qualità fa perdere denaro. Per anni le aziende, in particolare quelle di produzione, hanno

Dettagli

Sistemi Informativi Aziendali I

Sistemi Informativi Aziendali I Modulo 6 Sistemi Informativi Aziendali I 1 Corso Sistemi Informativi Aziendali I - Modulo 6 Modulo 6 Integrare verso l alto e supportare Managers e Dirigenti nell Impresa: Decisioni più informate; Decisioni

Dettagli

Migliorare le prestazioni delle PMI collaborando con clienti e fornitori Sviluppo di nuove abilità e strumenti ICT di supporto

Migliorare le prestazioni delle PMI collaborando con clienti e fornitori Sviluppo di nuove abilità e strumenti ICT di supporto Migliorare le prestazioni delle PMI collaborando con clienti e fornitori Sviluppo di nuove abilità e strumenti ICT di supporto Sistemi avanzati per la gestione della supply chain: i sistemi advanced planning

Dettagli

schede di approfondimento.

schede di approfondimento. I macro temi segnalati nella mappa sono trattati nella presentazione e fruibili attraverso schede di approfondimento. 2 è l insieme delle attività volte a smaltirli, riducendo lo spreco(inparticolaredirisorsenaturaliedienergia)elimitandoipericoliperlasalutee

Dettagli

La Pianificazione dei Fabbisogni

La Pianificazione dei Fabbisogni 1 La Pianificazione dei Fabbisogni Le tecniche di Gestione a Fabbisogno in contrapposizione alle tecniche di Gestione a Scorta La Tecnica del Material Requirement Planning o MRP: i dati d ingresso le fasi

Dettagli

Appunti di IMPIANTI INDUSTRIALI 1

Appunti di IMPIANTI INDUSTRIALI 1 Appunti di IMPIANTI INDUSTRIALI 1 GENERALITÀ SUL SERVIZIO MANUTENZIONE Introduzione Per MANUTENZIONE si intende il controllo costante degli impianti e l insieme dei lavori (di riparazione e revisione)

Dettagli

LOGISTICA INDUSTRIALE L Prof. Ing. Cesare Saccani Dott. Ing. Marco Liverani

LOGISTICA INDUSTRIALE L Prof. Ing. Cesare Saccani Dott. Ing. Marco Liverani Corso di LOGISTICA INDUSTRIALE L Prof. Ing. Cesare Saccani Dott. Ing. Marco Liverani MODELLI DI GESTIONE DELLE SCORTE DIEM Facoltà di Ingegneria - Università di Bologna 1/28 Scorte Le scorte possono essere

Dettagli