MONOPOLIO, MONOPOLISTA

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1 Barbara Martini

2 OBIETTIVI IL SIGNIFICATO DI MONOPOLIO, IN CUI UN SINGOLO MONOPOLISTA È L UNICO PRODUTTORE DI UN BENE COME UN MONOPOLISTA DETERMINA L OUTPUT ED IL PREZZO CHE MASSIMIZZANO IL PROFITTO LA DIFFERENZA TRA MONOPOLIO E CONCORRENZA PERFETTA, E GLI EFFETTI DI QUESTA DIFFERENZA SUL WELFARE DELLA SOCIETÀ

3 IN CHE MODO I POLICY MAKER AFFRONTANO I PROBLEMI POSTI DAL MONOPOLIO CHE COSA È LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO, E PERCHÉ È DIFFUSA QUANDO I PRODUTTORI HANNO POTERE DI MERCATO

4 IL SISTEMA DI STRUTTURE DI MERCATO CHE NOI ANALIZZIAMO SI BASA SU DUE DIMENSIONI: IL NUMERO DI PRODUTTORI NEL MERCATO (UNO, POCHI, O MOLTI) SE I BENI OFFERTI SONO IDENTICI O DIFFERENZIATI. I BENI DIFFERENZIATI SONO BENI TRA LORO DIVERSI MA CHE SONO IN QUALCHE MODO CONSIDERATI COME SOSTITUTI DAI CONSUMATORI (AD ESEMPIO LA COCA COLA VERSUS LA PEPSI COLA).

5 IL SIGNIFICATO DI MONOPOLIO UN MONOPOLISTA È UN IMPRESA CHE È L UNICO PRODUTTORE DI UN BENE CHE NON HA BUONI SOSTITUTI. UN SETTORE CONTROLLATO DA UN MONOPOLISTA È CONOSCIUTO COME MONOPOLIO. AD ESEMPIO, DE BEERS PER I DIAMANTI. 5

6 IL SIGNIFICATO DI MONOPOLIO L ABILITÀ DEL MONOPOLISTA DI AUMENTARE IL PREZZO AL DI SOPRA DEL LIVELLO CONCORRENZIALE TRAMITE LA RIDUZIONE DELL OUTPUT È NOTA COME POTERE DI MERCATO. CHE COSA CI FANNO I MONOPOLISTI CON QUESTO POTERE DI MERCATO? DIAMO UNO SGUARDO AL GRAFICO SEGUENTE 6

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8 IN CONCORRENZA PERFETTA, IL PREZZO E LA QUANTITÀ SONO DETERMINATI DALL OFFERTA E DALLA DOMANDA: L EQUILIBRIO È IN C, DOVE IL PREZZO È P C E LA QUANTITÀ È Q C. UN MONOPOLISTA RIDUCE LA QUANTITÀ OFFERTA A Q M, E SI MUOVE LUNGO LA CURVA DI DOMANDA DA C A M, AUMENTANDO IL PREZZO A P M.

9 PERCHÉ ESISTONO I MONOPOLI? UN MONOPOLISTA HA POTERE DI MERCATO ED IN CONSEGUENZA DI CIÒ PRATICHERÀ PREZZI PIÙ ALTI E PRODURRÀ MENO OUTPUT DI UN SETTORE CONCORRENZIALE. QUESTO GENERA PROFITTI PER IL MONOPOLISTA SIA NEL BREVE CHE NEL LUNGO PERIODO. 9

10 PERCHÉ ESISTONO I MONOPOLI? SAPPIAMO CHE I PROFITTI NON PERSISTONO NEL LUNGO PERIODO A MENO CHE NON CI SIANO BARRIERE ALL ENTRATA. QUESTE POSSONO PRENDERE LA FORMA DI: CONTROLLO DI RISORSE NATURALI O DI FATTORI DI PRODUZIONE, ECONOMIE DI SCALA, SUPERIORITÀ TECNOLOGICA, O RESTRIZIONI LEGALI IMPOSTE DAI GOVERNI, COMPRESI I BREVETTI E LA DISCIPLINA DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ. 10

11 ECONOMIE DI SCALA E MONOPOLIO NATURALE UN MONOPOLIO CREATO E SOSTENUTO DA ECONOMIE DI SCALA È CHIAMATO MONOPOLIO NATURALE. SI HA QUANDO LE ECONOMIE DI SCALA OFFRONO UN CONSIDEREVOLE VANTAGGIO IN TERMINI DI COSTI, COSICCHÉ È CONVENIENTE AVERE UN UNICA IMPRESA CHE PRODUCE TUTTO L OUTPUT DI UN INTERO SETTORE. 11

12 COME UN MONOPOLISTA MASSIMIZZA IL PROFITTO LA REGOLA DEL PRODOTTO OTTIMALE PER UN IMPRESA PRICE TAKER È DI PRODURRE IL LIVELLO DI OUTPUT PER CUI IL COSTO MARGINALE DELL ULTIMA UNITÀ PRODOTTA È UGUALE AL PREZZO DI MERCATO (CHE È A SUA VOLTA UGUALE AL RICAVO 12

13 UN MONOPOLISTA INVECE È L UNICO FORNITORE DEL SUO BENE. QUINDI LA SUA CURVA DI DOMANDA COINCIDE CON LA CURVA DI DOMANDA DI MERCATO, CHE HA PENDENZA NEGATIVA. LA PENDENZA NEGATIVA CREA UN CUNEO TRA IL PREZZO DEL BENE E IL RICAVO MARGINALE DAL BENE IL CAMBIAMENTO NEI RICAVI TOTALI GENERATO DALLA PRODUZIONE DI UNA UNITÀ IN PIÙ. 13

14 CURVE DI DOMANDA DI UN IMPRESA PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE E DI UN MONOPOLISTA

15 UNA SINGOLA IMPRESA IN UN MERCATO PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE NON PUÒ MODIFICARE IL PREZZO DI MERCATO DEL BENE HA DI FRONTE UNA CURVA DI DOMANDA ORIZZONTALE D C, COME MOSTRATO IN (A). UN MONOPOLISTA PUÒ INFLUENZARE IL PREZZO (È L UNICO FORNITORE DEL SETTORE) LA SUA CURVA DI DOMANDA È LA CURVA DI DOMANDA DI MERCATO, D M, COME MOSTRATO IN (B). PER VENDERE PIÙ OUTPUT DEVE ABBASSARE IL PREZZO; IL PREZZO SALE SOLO RIDUCENDO L OUTPUT.

16 LA CURVA DI DOMANDA DEL MONOPOLISTA ED IL RICAVO MARGINALE A SEGUITO DELL EFFETTO DI PREZZO DI UN AUMENTO DELL OUTPUT, LA CURVA DI RICAVO MARGINALE DI UN IMPRESA CON POTERE DI MERCATO GIACE SEMPRE SOTTO LA CURVA DI DOMANDA. UN MONOPOLISTA CHE MASSIMIZZA IL PROFITTO SCEGLIE IL LIVELLO DI OUTPUT PER CUI IL COSTO MARGINALE È UGUALE AL RICAVO MARGINALE CHE PERÒ È DIVERSO DAL PREZZO. 16

17 IL RISULTATO FINALE FA SÌ CHE IL MONOPOLISTA PRODUCE MENO OUTPUT, E AD UN PREZZO PIÙ ELEVATO, RISPETTO A CIÒ CHE ACCADREBBE IN UN SETTORE PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE. GUADAGNA UN PROFITTO POSITIVO SIA NEL BREVE CHE NEL LUNGO PERIODO. 17

18 LA CURVA DI DOMANDA DEL MONOPOLISTA ED IL RICAVO MARGINALE SICCOME L EFFETTO DI QUANTITÀ E QUELLO DI PREZZO VANNO IN DIREZIONE OPPOSTA PER UN IMPRESA CON POTERE DI MERCATO, LA CURVA DI RICAVO TOTALE È A FORMA DI COLLINA. QUESTO RIFLETTE IL FATTO CHE PER BASSI LIVELLI DI OUTPUT, L EFFETTO QUANTITÀ È PIÙ FORTE DELL EFFETTO DI PREZZO: PER VENDERE L 1% IN PIÙ, IL MONOPOLISTA DEVE DIMINUIRE IL PREZZO POCO (MENO DELL 1%) IN TERMINI PERCENTUALI, L EFFETTO PREZZO È PICCOLO. 18

19 La Curva di Domanda del Monopolista ed il Ricavo Marginale SE L OUTPUT AUMENTA OLTRE I 10 DIAMANTI, IL RICAVO TOTALE DIMINUISCE. QUESTO RIFLETTE IL FATTO CHE PER ALTI LIVELLI DI OUTPUT, L EFFETTO DI PREZZO È PIÙ FORTE DELL EFFETTO DI QUANTITÀ: PER VENDERE L 1% IN PIÙ, IL MONOPOLISTA DEVE DIMINUIRE IL PREZZO MOLTO (PIÙ DELL 1%) IN TERMINI PERCENTUALI, E CIÒ RENDE L EFFETTO PREZZO GRANDE. 19

20 L OUTPUT E IL PREZZO CHE MASSIMIZZANO IL PROFITTO DEL MONOPOLISTA PER MASSIMIZZARE IL PROFITTO, IL MONOPOLISTA CONFRONTA IL COSTO MARGINALE CON IL RICAVO MARGINALE. SE IL RICAVO MARGINALE ECCEDE IL COSTO MARGINALE, DE BEERS AUMENTA IL PROFITTO PRODUCENDO DI PIÙ; 20

21 L OUTPUT E IL PREZZO CHE MASSIMIZZANO IL PROFITTO DEL MONOPOLISTA SE IL RICAVO MARGINALE È MINORE DEL COSTO MARGINALE, DE BEERS AUMENTA IL PROFITTO PRODUCENDO MENO. DUNQUE IL MONOPOLISTA MASSIMIZZA IL PROFITTO USANDO LA SEGUENTE REGOLA DELL OUTPUT OTTIMALE: Q* PER CUI SI HA: RM = CM 21

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23 LA REGOLA DELL OUTPUT OTTIMALE: IL LIVELLO CHE MASSIMIZZA IL PROFITTO DEL MONOPOLISTA È QUANDO RM = CM, NEL PUNTO A, DOVE LE CURVE DI COSTO MARGINALE E DI RICAVO MARGINALE SI INTERSECANO IN CORRISPONDENZA DI UN OUTPUT DI 8 DIAMANTI.

24 IL PREZZO CHE DE BEERS PRATICA PER DIAMANTE SI TROVA ANDANDO SUL PUNTO SULLA CURVA DI DOMANDA DIRETTAMENTE SOPRA AL PUNTO A, CIOÈ IL PUNTO B PER UN PREZZO DI $600 PER DIAMANTE. IL PROFITTO È DI $400 8 = $3.200.

25 MONOPOLIO VERSUS CONCORRENZA PERFETTA P = CM PER IL LIVELLO DI OUTPUT CHE MASSIMIZZA IL PROFITTO DELL IMPRESA PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE P > RM = CM PER IL LIVELLO DI OUTPUT CHE MASSIMIZZA IL PROFITTO DEL MONOPOLISTA RISPETTO AD UN SETTORE CON IMPRESE PERFETTAMENTE CONCORRENZIALI, UN MONOPOLISTA: PRODUCE UNA QUANTITÀ MINORE: Q M < Q C PRATICA UN PREZZO PIÙ ALTO: P M > P C GUADAGNA UN PROFITTO POSITIVO ANCHE NEL LUNGO PERIODO 25

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27 IL GRAFICO (A) MOSTRA UN SETTORE PERFETTAMENTE CONCORRENZIALE: L OUTPUT È Q C E IL PREZZO DI MERCATO, P C, È UGUALE A MC (=CMT). DAL MOMENTO CHE IL PREZZO È ESATTAMENTE UGUALE AL COSTO MEDIO TOTALE DI PRODUZIONE, NON C È SURPLUS DEL PRODUTTORE (CIOÈ PROFITTO). IL SURPLUS TOTALE CORRISPONDE PERCIÒ AL SURPLUS DEL CONSUMATORE, L INTERA AREA OMBREGGIATA.

28 IL GRAFICO (B) MOSTRA IL SETTORE CON MONOPOLIO: IL MONOPOLISTA DIMINUISCE L OUTPUT FINO A Q M E PRATICA UN PREZZO P M. IL SURPLUS DEL CONSUMATORE (AREA BLU) SI È RIDOTTO PERCHÉ UNA PORZIONE È STATA CATTURATA COME PROFITTO (AREA VERDE). IL SURPLUS TOTALE DIMINUISCE: LA PERDITA SECCA (AREA ARANCIONE) RAPPRESENTA IL VALORE DELLE TRANSAZIONI MUTUAMENTE BENEFICHE CHE NON HANNO LUOGO A CAUSA DEL COMPORTAMENTO MONOPOLISTA.

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