Il Presidente Roberta Caprari

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3 Investire sul capitale umano : questa è la strategia vincente per le imprese che intendono mantenere competitività e risultati, in un momento in cui i cambiamenti sono sempre più complessi e repentini. Saper operare al meglio nel presente con lo sguardo proiettato al futuro. Un futuro sempre più difficile da prevedere, sul quale pesano diverse incertezze ma anche alcune certezze: valorizzare e motivare i talenti presenti in azienda è oggi fondamentale, se non indispensabile, per sviluppare le organizzazioni mantenendone la stabilità. Offrire una formazione di qualità in grado di determinare nei lavoratori una maggiore consapevolezza del proprio ruolo con una prospettiva di affermazione e di coinvolgimento nell organizzazione; una qualità indispensabile quindi per trasferire cultura, competenze e conoscenze, finalizzate alla crescita individuale e professionale degli individui e delle imprese. Garantire una formazione seria e qualificata che costituisce oggi, e ancor più in futuro, un valore aggiunto di portata complessiva per un territorio e per una società, quale motore dello sviluppo economico e sociale. E' attraverso questi nostri principi che la Formazione di Nuova Didactica consente alle imprese di mantenere la propria competitività e di incentivare i propri risultati al fine di ottenere l eccellenza, poichè per essere competitivi è necessario oggi saper utilizzare gli strumenti più avanzati nel campo della gestione aziendale. Per tutti questi motivi, mai come in questo momento, proporre formazione non significa solo presentare in modo astratto concetti innovativi, ma lavorare con entusiasmo e passione per trasferire conoscenze, capacità e competenze in cui si crede fortemente. Ed è proprio questa passione, che ci spinge a proporre una gamma di seminari sempre più vasta alle nostre imprese. In questa logica si inserisce il Catalogo Corsi 2009, con l obiettivo di diffondere metodi efficaci proposti da formatori di grande esperienza in grado di trasferire il know-how più all'avanguardia. Data l ampia gamma di tematiche offerte, per la prima volta, Nuova Didactica propone un Catalogo Corsi Sicurezza come prodotto complementare, a conferma della capacità di risposta alle imprese su una tematica tanto importante e delicata. Caratteristica della nostra offerta è quella di essere concentrata in interventi di durata limitata ma altamente specializzati, al fine di fornire strumenti immediatamente applicabili alle diverse realtà aziendali, ponendosi come valido supporto agli uomini e alle aziende nelle difficili sfide in atto. Il Presidente Roberta Caprari

4 NUOVA DIDACTICA: SPECIALISTI IN FORMAZIONE Nata nel 1998 per volere di Confindustria Modena, Nuova Didactica si è consolidata nel corso degli anni fino a divenire il punto di riferimento per ogni esigenza formativa. Con un obiettivo: portare a Modena una cultura manageriale e un trasferimento tecnologico di alto livello. Questi valori ispirano l approccio consulenziale e formativo, basato sull integrazione di innovazione continua e l applicazione operativa, con una forte attenzione alla valorizzazione delle persone e delle competenze. CONTATTI Presidente Roberta Caprari - Caprari Spa Amministratore delegato Giovanni Bartolotti - Confindustria Modena Direzione Emanuela Pezzi e mail Coordinamento Dalila Borrelli Maddalena Fierro Antonella Floris Simona Fontana Maria Luisa Lusetti Anna Morana Amministrazione Luciana Bergonzini Carmen Ospite Corso Cavour, Modena tel fax

5 PRESENTAZIONE CATALOGO Il catalogo 2009 vuole offrire attraverso la proposta di seminari brevi un panorama completo di possibili soluzioni da sviluppare, partendo dalle maggiori attuali esigenze formative che si possono successivamente tradurre in percorsi specifici e personalizzati, sia a livello aziendale sia a livello personale. Una delle novità di questo catalogo è la struttura modulare che consente di creare dei percorsi ad hoc. Pensando ad ogni seminario come a un modulo ne sottolineiamo la componibilità: ogni corso è un elemento inseribile, sostituibile, interscambiabile in una mappa complessiva delle esigenze formative. Partendo da seminari i cui contenuti forniscono una visione d insieme si può arrivare a quelli più tecnici o approfonditi, passando magari per quelli che toccano aree trasversali. Così ogni seminario può diventare strumento di intervento flessibile che risponde a differenti necessità, con funzioni variabili ma in un ottica omogenea ed unitaria. A quest idea si accompagna la soluzione dell abbonamento, nelle sue varianti 6, 12 e 30, che si pone come proposta economica e vantaggiosa offrendo la possibilità di assicurarsi un vantaggio per consolidare la propria professionalità o persino creare attività di successo del tutto nuove. Rimanendo a disposizione per la consulenza sulla costruzione dei percorsi Vi suggeriremo, nei programmi di alcuni seminari, alcuni dei numerosi esempi di modularità per arricchire il Vostro percorso formativo. Nel corso dell anno seguiranno le proposte di Formazione Outdoor e le consuete iniziative degli Shortmaster. Buona consultazione! 3

6 COSTI SEMINARI Corsi di mezza giornata 175,00 + IVA (20%) Aziende associate a Confindustria Modena 210,00 + IVA (20%) Aziende non associate a Confindustria Modena Corsi di una giornata 280,00 + IVA (20%) Aziende associate a Confindustria Modena 330,00 + IVA (20%) Aziende non associate a Confindustria Modena Corsi di 2 giornate 450,00 + IVA (20%) Aziende associate a Confindustria Modena 540,00 + IVA (20%) Aziende non associate a Confindustria Modena Sottoscrizione Abbonamento Le aziende e i professionisti potranno scegliere di avvalersi di 6, 12 o 30 iniziative, usufruendo di condizioni economiche particolarmente vantaggiose. Abbonamento a 6 iniziative 1.500,00 + IVA (20%) Abbonamento a 12 iniziative* 2.300,00 + IVA (20%) *con la sottoscrizione dell abbonamento 12, a ciascun seminario potranno partecipare fino a 2 persone della stessa azienda Abbonamento a 30 iniziative* 4.000,00 + IVA (20%) *con la sottoscrizione dell abbonamento 30, a ciascun seminario potranno partecipare fino a 4 persone della stessa azienda Sede di svolgimento NUOVA DIDACTICA Corso Cavour, Modena tel fax I costi di partecipazione possono essere finanziati facendo ricorso al Conto Formazione dei Fondi Paritetici Interprofessionali Nazionali FONDIMPRESA e FONDIRIGENTI. Nuova Didactica può presentare insieme alle aziende il piano formativo per la richiesta del fondo, gestendo gli aspetti burocratico-amministrativi, progettuali e di erogazione. 4

7 SCHEDA DI ISCRIZIONE Compilare e trasmettere via fax al numero Abbonamento 6 Abbonamento 12 Abbonamento ,00 + IVA 2300,00 + IVA 4000,00 + IVA CATALOGO CORSI 2009 DATI DELL AZIENDA RICHIEDENTE Rag. Sociale Indirizzo (Via, n, Cap, Città, Prov) Telefono e Fax Partita IVA e C.F. SI NO Azienda Associata Confindustria Modena Modalità e scadenza sottoscrizione abbonamento L iscrizione potrà avvenire solo per scritto, inviando la scheda compilata via fax entro il 13 febbraio 2008 Le aziende che sottoscrivono l ABBONAMENTO devono indicare i seminari prescelti, barrando nello spazio dedicato i codici identificativi. I seminari scelti potranno essere cambiati nel corso dell anno. Per esigenze organizzative è necessaria la comunicazione di eventuali cambiamenti da parte dell azienda, almeno 7 giorni prima dell avvio del corso previsto. Condizioni di pagamento Il pagamento della quota dovrà essere effettuato a vista fattura attraverso bonifico bancario Codice IBAN IT43C BPV- Banco San Geminiano e San Prospero - Agenzia B, Via Emilia Ovest 394, Modena In osservanza al disposto del Decreto Legislativo 196/2003 e fermi restando i diritti dell interessato definiti nell art. 13 del decreto stesso, si informa che i dati sopra riportati verranno registrati nella nostra banca dati, di cui è titolare Nuova Didactica Scarl, finalizzata a gestire l invio di documentazione sui corsi sopra indicati e l invio gratuito di documentazione su altri corsi di Nuova Didactica Scarl. A.1 B.1 C.1 D.1 E.1 F.1 G.1 H.1 L.1 A.2 B.2 C.2 D.2 E.2 F.3 G.2 H.2 L.2 A.3 B.3 C.3 D.3 E.3 F.3 G.3 H.3 L.3 A.4 B.4 C.4 D.4 E.4 F.4 G.4 H.4 L.4 A.5 B.5 D.5 E.5 F.5 G.5 H.5 L.5 A.6 B.6 D.6 E.6 F.6 G.6 H.6 L.6 A.7 B.7 D.7 F.7 H.7 L.7 D.8 L.8 L.9

8 AREA COD. DATA PAG. SVILUPPO MANAGERIALE ACQUISTI E LOGISTICA LEGALE AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE COMPETING ON ANALYTICS: creare valore dall analisi delle informazioni aziendali A.1 5 marzo PASSAGGIO GENERAZIONALE E IDENTITÀ AZIENDALE A.2 3 aprile LA COMUNICAZIONE SCRITTA EFFICACE A.3 5 maggio LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN A.4 2,7 luglio POTENZIARE LE QUALITÀ PERSONALI PER LO SVILUPPO IMPRENDITORIALE A.5 1 ottobre L ORGANIZZAZIONE A VANTAGGIO DEL CLIENTE A.6 9 settembre STRUMENTI E APPROCCI FINANZIARI ALLE DECISIONI AZIENDALI A.7 10 settembre CRITERI E STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE E SCELTA DEI FORNITORI B.1 25 marzo TRATTATIVA D ACQUISTO: tecniche di negoziazione B.2 3 aprile ORGANIZZAZIONE DEL MAGAZZINO DA UN PUNTO DI VISTA CONTABILE B.3 6 maggio LOGISTICA INTEGRATA B.4 11 giugno ANALISI DEI COSTI DI MAGAZZINO: ridurre le scorte B.5 15 settembre SUPPLY CHAIN MANAGEMENT: B.6 6 ottobre pianificazione e ottimizzazione dei processi di business PIANO STRATEGICO DEGLI ACQUISTI B.7 4, 5 novembre LA RESPONSABILITÀ CIVILE DEGLI AMMINISTRATORI: C.1 24 marzo l estensione di tale figura a manager, direttori generali GESTIRE LA PRIVACY IN AZIENDA C.2 8 luglio GESTIONE LEGALE DEGLI EXPATRIATES C.3 29 ottobre IL CONTRATTO DI AGENZIA C.4 11 novembre CONTABILITÀ INDUSTRIALE COME SRUMENTO PER LA RILEVAZIONE D.1 11 marzo DEL COSTO DI PROCESSO ACCERTAMENTO FISCALE IN AZIENDA D.2 17 aprile ANALISI FINANZIARIA DEGLI INVESTIMENTI D.3 22, 29 aprile BUDGET DEGLI INVESTIMENTI D.4 23 giugno CONCETTI INTRODUTTIVI AL BILANCIO D ESERCIZIO PER NON SPECIALISTI D.5 8, 15 ottobre ANALISI FINANZIARIA PER I RESPONSABILI DEGLI ACQUISTI D.6 17, 24 novembre CHECK UP CONTABILE E FISCALE DI FINE ESERCIZIO D.7 24 novembre NORMATIVA FISCALE: IVA D.8 2 dicembre CONTROLLO DI GESTIONE: PER E SISTEMI INCENTIVANTI E.1 28 aprile GESTIONE DELLE BUSTE PAGA - corso base E.2 20, 27 marzo GESTIONE DELLE BUSTE PAGA - corso avanzato E.3 22 settembre ANALISI E COMPILAZIONE DEL MODELLO F24 E.4 23 settembre FRINGE BENEFITS: rimborsi spese e retribuzioni in natura ai dipendenti E.5 23 settembre VALUTARE E PIANIFICARE IL BUDGET DEL PERSONALE E.6 21, 22 ottobre

9 AREA COD. DATA PAG. COMMERCIALE E MARKETING EXPORT PRODUZIONE RISORSE UMANE VENDITA DEI BENI STRUMENTALI F.1 17, 18 marzo MARKETING DELL INNOVAZIONE: F.2 31 marzo fasi fondamentali per sviluppare percorsi di innovazione vincenti RELAZIONE DEI TECNICI COL CLIENTE: F.3 3 aprile il ruolo del tecnico di assistenza come promotore e venditore CRM E RIORIENTAMENTO STRATEGICO DELL ATTIVITÀ DI VENDITA F.4 11 giugno MARKETING STRATEGICO F.5 3 luglio COSTRUZIONE DEL BUDGET COMMERCIALE F.6 7, 13 ottobre L ARTE DI VENDERE: corso di tecniche di vendita di base F.7 17 novembre VENDERE ALL ESTERO G.1 20 marzo GESTIONE DEI DOCUMENTI DOGANALI G.2 7 aprile TRASPORTI E SPEDIZIONI INTERNAZIONALI: contratti, documenti e assicurazioni G.3 19 maggio FIERE, WORKSHOP E MISSIONI COMMERCIALI: come renderle efficaci G.4 9 luglio L ASSICURAZIONE DEI CREDITI ALL ESPORTAZIONE G.5 17 settembre LE ESPORTAZIONI DEI BENI A DUPLICE USO E LE RESTRIZIONI COMMERCIALI G.6 29 settembre SVILUPPO DELLE MATERIE PLASTICHE H.1 4 marzo ORGANIZZARE L INNOVAZIONE: il trasferimento di idee come elemento centrale H.2 10 marzo ELIMINARE GLI SPRECHI NEI PROCESSI PRODUTTIVI H.3 13 maggio SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER CAPI INTERMEDI H.4 17, 24 giugno MIGLIORARE LE PRESTAZIONI DI UN SISTEMA PRODUTTIVO: H.5 14 luglio total productive maintenance ELEMENTI FONDAMENTALI PER L ANALISI DEI METODI E LA DEFINIZIONE H.6 24, 25 giugno DEI TEMPI DI LAVORAZIONE PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DELLA MANUTENZIONE H.7 18, 25 novembre GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE TELEFONICA L.1 8 aprile TIME MANAGEMENT: gestire il tempo per non essere gestiti L.2 26 maggio PROBLEM SOLVING E DECISION MAKING L.3 18 giugno SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER ADDETTI AL FRONT OFFICE L.4 8 luglio GESTIONE DEL CONFLITTO NEI GRUPPI L.5 16 settembre MIGLIORAMENTO DELLA COMUNICAZIONE INTERNA L.6 20 ottobre INCENTIVARE I COLLABORATORI L.7 27 ottobre LEADERSHIP EMOTIVA L.8 12 novembre STRESS E BENESSERE NELLE ORGANIZZAZIONI: L.9 3 dicembre perchè le zebre non si ammalano di ulcera 7

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11 Sviluppo manageriale 09

12 A.1 COMPETING ON ANALYTICS: CREARE VALORE DALL ANALISI DELLE INFORMAZIONI AZIENDALI Giovanni Basile Managing partner di Teikos Consulting, svolge attività di consulenza in materia di ristrutturazione organizzativa e controllo di gestione. Docente presso la Facoltà di Economia dell Università di Modena e Reggio Emilia dal 1997 al 2003, vanta una lunga esperienza nell ambito della formazione manageriale presso primarie Business Schools e centri di formazione. Il corso si propone di analizzare i principali indicatori di performance che l azienda ha a disposizione, sottolineandone il significato, la valenza informativa e competitiva. Imprenditori, responsabili e addetti dell area finanza e controllo, consulenti aziendali. Misurare per gestire Il ruolo svolto dalle misure nella gestione aziendale: si può controllare ciò che non si misura? Misure monetarie e misure non monetarie: gli indicatori non finanziari Scelta degli indicatori appartenenti al sistema: fattori di successo nella progettazione dei sistemi di misurazione L analisi competitiva e gli strumenti disponibili per un confronto fra la propria impresa ed i competitor del settore: informazioni finanziarie, informazioni disponibili, informazioni trasversali DATA: 5 Marzo 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata, / Suggerimenti per l approfondimento A.6 A.7 10

13 A.2 PASSAGGIO GENERAZIONALE E IDENTITÀ AZIENDALE Massimo Cirlinci Consulente aziendale e docente con esperienza ventennale. Industrial Engineer, Product e Marketing Manager in aziende multinazionali. Fornire strumenti e modelli interpretativi utili ai manager impegnati nella gestione di "family business" e interessati ad approfondire i temi del passaggio generazionale. Perfezionamento delle competenze manageriali, direzionali e imprenditoriali di imprenditori di nuova generazione. Imprenditori, dirigenti, quadri e responsabili di funzioni aziendali che devono gestire un passaggio generazionale. Sistema azienda e sistema famiglia: similitudini e differenze Il rapporto tra la prima generazione e la seconda Scelta dei successori: ruoli e percorsi La formazione dei successori: l importanza di esperienze all esterno del contesto aziendale Aspetti patrimoniali e ruoli aziendali Un ruolo per il fondatore Inserimento, apprendimento e responsabilità Comunicare all azienda l ingresso della seconda generazione DATA: 3 Aprile 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata; / Suggerimenti per l approfondimento A.5 C.1 E.1 L.3 L.8

14 A.3 LA COMUNICAZIONE SCRITTA EFFICACE Cristina Braidi Titolare di Archè, società di consulenza manageriale e organizzativa per lo sviluppo, la formazione e la selezione delle Risorse Umane, vanta un esperienza pluriennale nella docenza e consulenza per la formazione manageriale, organizzativa e gestionale. Il corso si propone di fornire tecniche per scrivere efficacemente documenti, relazioni e scritti di vario genere in contesti organizzativi e professionali. Responsabili relazioni esterne, liberi professionisti, manager, imprenditori e tutti coloro che devono comunicare efficacemente e diffusamente per iscritto, all'interno e all'esterno della propria realtà aziendale. Obiettivi, destinatari e contesti della comunicazione scritta Principi di comunicazione verbale e non verbale applicati alla scrittura Le cause di incomprensione del linguaggio Approccio razionale alla scrittura di testi Organizzazione di uno scritto: il "discorso", la sintassi, il lessico, la grafica La fase di stesura e la fase di revisione Tipologie di testi e loro caratteristiche: comunicazioni, note interne, relazioni, rapporti, resoconti, lettere, promemoria e proposte Modelli di riferimento per ciascuna tipologia Le e-scritture: scrivere per il web, scrivere , scrivere una presentazione DATA: 5 Maggio 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata; / Suggerimenti per l approfondimento L.6 12

15 A.4 LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN Gianni Basile Managing partner di Teikos Consulting, svolge attività di consulenza in materia di ristrutturazione organizzativa e controllo di gestione. Docente presso la Facoltà di Economia dell Università di Modena e Reggio Emilia dal 1997 al 2003, vanta una lunga esperienza nell ambito della formazione manageriale presso primarie Business Schools e centri di formazione. Scopo del seminario è di fornire gli elementi necessari per poter redigere un business plan in grado di comunicare in maniera chiara, organica, sistematica e convincente tutte le componenti più significative del progetto imprenditoriale. Imprenditori, responsabili e addetti dell area amministrazione e finanza, consulenti, addetti uffici fidi e corporate di aziende bancarie. I concetti fondamentali Che cosa è un business plan Qual è lo scopo per cui redigerlo: valutare l'avviamento di un'attività imprenditoriale, valutare un ampliamento delle attività, richiedere un finanziamento bancario o agevolazioni pubbliche, promuovere rapporti di partnership, investire in un'altra azienda 13 Regole per la redazione di un business plan Le componenti del business plan: il riassunto introduttivo, la componente descrittiva, la componente economica, patrimoniale e finanziaria La componente descrittiva del business plan Background: stato corrente dell'azienda (se esiste), bagaglio professionale dei proponenti (se la realtà imprenditoriale deve ancora realizzarsi), aspirazioni e mete I prodotti, i servizi e le soluzioni da proporre Analisi del mercato Analisi della concorrenza Piano di marketing e vendite Piano operativo e organizzazione dei fattori produttivi Management e risorse umane richieste Le risorse di finanziamento Strategia di uscita La componente economica, patrimoniale e finanziaria Assunzioni di base Il reddito operativo La tabella degli ammortamenti I bilanci prospettici I costi di avviamento dell'iniziativa o di ampliamento di un'attività La proiezione del cash flow DATA: 2, 7 Luglio 2009 DURATA E ORARIO: 2 giornate; / Suggerimenti per l approfondimento C.1 D.4

16 A.5 POTENZIARE LE QUALITÀ PERSONALI PER LO SVILUPPO IMPRENDITORIALE Massimo Cirlinci Consulente aziendale e docente con esperienza ventennale. Industrial Engineer, Product e Marketing Manager in aziende multinazionali. Il corso, basato sulle tecniche di analisi ed esercizio delle qualità personali, è finalizzato allo sviluppo imprenditoriale e professionale dei partecipanti, favorendo la scoperta e l apprendimento di facoltà ed attitudini quali la creatività e la concretezza, da più parti riconosciute come importanti fattori di successo. Coloro che hanno necessità e volontà di ottenere i migliori risultati da sè stessi e dai collaboratori Positività degli atteggiamenti e stili di apprendimento personali Personalità e carattere Padronanza e controllo della propria azione pratica Libertà e responsabilità del proprio agire Dedizione e determinazione nella realizzazione dell idea e nell attuazione dell innovazione DATA: 1 Ottobre 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata; / Suggerimenti per l approfondimento A.2 14

17 A.6 L ORGANIZZAZIONE A VANTAGGIO DEL CLIENTE Gianmarco Falzi Esperto dei processi formativi e selezione del personale. Docente senior e consulente di sistemi organizzativi e comunicazione aziendale. Troppo spesso l organizzazione interna viene vista come un aspetto marginale privo di legami con la strategia aziendale; in realtà non è niente di meno che l insieme degli strumenti che utilizziamo per soddisfare il cliente. Scopo del seminario è quello di fornire linee guida e strumenti operativi per legare il disegno dell organizzazione interna ai processi che generano valore per il cliente. Imprenditori, responsabili di funzione, responsabili risorse umane. L azienda-clienti-organizzazione-persone Cosa vuole il cliente? I processi al servizio del cliente: come definirli e riconoscerli? Alcuni equivoci da sfatare sulla flessibilità Un metodo per definire i processi Un metodo per attribuire le responsabilità Il modello funzionale (tradizionale) di attribuzione delle responsabilità Il modello per processi di attribuzione delle responsabilità Organigramma e aree di responsabilità: chiarezza senza burocrazia Esercitazione: definire il processo principale della propria azienda Esercitazione: ridefiniamo le responsabilità Alcuni suggerimenti per gestire un progetto di cambiamento organizzativo DATA: 9 Settembre 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata; / Suggerimenti per l approfondimento A.1 F.4 L.6

18 A.7 STRUMENTI E APPROCCI FINANZIARI ALLE DECISIONI AZIENDALI Gianluca Masia Consulente aziendale per le aree Finanza e Controllo di Gestione. Docente di economia ed organizzazione aziendale alla Facoltà di Ingegneria all'università degli Studi di Bologna. Il corso ha l'obiettivo di fornire conoscenze specialistiche nelle principali discipline utili nel campo della finanza di impresa, a prescindere dalla dimensione dell'impresa stessa, sia per quanto concerne le decisioni di carattere più operativo che, in particolare, quelle di tipo strategico. Imprenditori, Responsabili e addetti dell area amministrazione e finanza. Le grandezze significative della finanza d impresa La terminologia degli Executives: La misurazione dei Free Cash Flows La posizione finanziaria netta e il suo impiego Il cash flow operativo Il capitale circolante netto operativo e finanziario La misurazione della performance e del valore d impresa Gli approcci Value Based Management e le misure tradizionali: Misure di creazione di valore (E.V.A.) Surplus Economico Operativo (S.E.O.) La valutazione d impresa Misurazione delle performance di un investimento Analisi e valutazione degli investimenti Le tecniche di Capital Budgeting Il tasso interno di rendimento Il valore attuale netto, il tasso interno di rendimento e il pay-back period Il profitability Index DATA: 10 Settembre 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata; / Suggerimenti per l approfondimento A.1 D.4 16

19 Acquisti e logistica 17

20 B.1 CRITERI E STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE E SCELTA DEI FORNITORI Demetrio Praticò Ingegnere delle Tecnologie industriali, manager di aziende leader mondiali, specializzato nel marketing dei beni industriali. La crescente integrazione tra le aziende, le logiche produttive snelle ed il Just in Time hanno spostato il baricentro della valutazione del fornitore dalla variabile prezzo agli altri elementi gestionali come il livello di servizio e la logistica. Il seminario promuove l utilizzo di rigorose ma semplici tecniche e metodi per la scelta dei fornitori che tengono in considerazione oltre la qualità dei beni anche il livello di servizio erogato dal fornitore, la sua capacità innovativa e le sue competenze specialistiche. Il seminario intende presentare un modello di sintesi per la scelta dei fornitori e far adottare solidi strumenti innovativi e soluzioni operative che migliorino le performance economica finanziaria dell attività d acquisto. Assicurare all impresa competitività e flessibilità mediante una corretta progettazione e gestione del processo d acquisto e lo sviluppo di relazioni positive con i loro fornitori. Monitorare la qualità delle prestazioni dei fornitori in termini di efficacia ed efficienza. Responsabili Acquisti; Compratori; Responsabili tecnici di produzione in contatto con i fornitori; Responsabili relazioni coi fornitori Comprendere il contesto di riferimento e le tendenze evolutive La scelta dei fornitori ha una rilevanza strategica ed una operativa Gli elementi fondamentali nelle scelte d acquisto La complessità del mercato di rifornimento e l importanza dell acquisto L interpretazione dinamica dell attività d acquisto Il modello di sintesi per la selezione e la valutazione del fornitore Le tipologie d acquisto e scelta dei fornitori Il processo di selezione e valutazione dei fornitori L ampiezza e la profondità della selezione e valutazione Come valutare le attività del fornitore ed i rapporti di fornitura La valutazione preventiva dei fornitori La valutazione ex post dei fornitori I metodi per la scelta finale Come utilizzare i dati del processo di valutazione per una coerente allocazione delle quote di fornitura DATA: 25 Marzo 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata, / Suggerimenti per l approfondimento F.6 G.3 B.2 18

21 B.2 TRATTATIVA D ACQUISTO: TECNICHE DI NEGOZIAZIONE Dino Ciammitti Docente Senior con esperienza ventennale in importanti aziende metalmeccaniche. Docente presso il corso di Ingegneria per l integrazione d impresa dell Università degli Studi di modena e Reggio Emiliae presso il Master di Ingegneria del Legno di Bologna, Sede di Rimini. Il corso si propone di migliorare le tecniche di negoziazione dei partecipanti, al fine di ridurre i prezzi ed i costi di acquisto. Responsabili degli acquisti; buyers che desiderano migliorare le proprie tecniche di negoziazione; project manager e capi commessa di piccole imprese che trattano con fornitori. Processo degli approvvigionamenti e negoziazione Definizione degli obiettivi della trattativa Preparazione della trattativa: uso della scheda tecnica; come organizzare la trattativa; come comportarsi durante la trattativa Analisi degli elementi che influenzano la trattativa Come negoziare La negoziazione, contrasto, conflitto Analisi della situazione: i sintomi da riconoscere La situazione competitiva: i principi, la negoziazione e la gestione del potere La situazione collaborativa: i principi, gli stili, l ascolto attivo Le fasi della negoziazione, la gestione delle concessioni Come motivare il fornitore Aspetti psicologici e tecniche di acquisto Come condurre la trattativa Come utilizzare l analisi dei costi per valutare l equità dei prezzi dei fornitori L analisi del valore finalizzata alla riduzione dei prezzi di acquisto Esercitazioni pratiche di trattative d acquisto DATA: 3 Aprile 2009 DURATA: 1 giornata; / Suggerimenti per l approfondimento F.7 B.1

22 B.3 ORGANIZZAZIONE DEL MAGAZZINO DA UN PUNTO DI VISTA CONTABILE Adriano Vetterutti Consulente amministrativo e fiscale. Dal 2000 collabora con lo Studio Redaelli e Associati srl in qualità di Docente e Consulente di Direzione nell area Amministrazione e Fiscale. Una corretta impostazione della contabilità di magazzino offre possibilità di controllo fondamentali sia dal punto di vista fiscale, che da quello gestionale. L'iniziativa sarà particolarmente utile per ottenere sia una razionale gestione ottimale delle scorte, sia il rispetto della normativa civilistica e fiscale che consente risparmi certi in termini di oneri finanziari e di imposte. Responsabili amministrativi e di magazzino che incontrano per la prima volta il problema della tenuta delle scritture contabili di magazzino e per coloro che vogliono approfondire il problema di una corretta tenuta delle medesime dal punto di vista fiscale e amministrativo. Contabilità di magazzino Esigenze gestionali Normativa civilistica Normativa fiscale: soggetti obbligati beni soggetti contabilità di magazzino Metodi di rilevazione Categorie inventariali Inventario fisico Metodi di rilevazione Differenze di quantità normali e per fatti straordinari procedure obbligatorie per alienazione e distruzione merci La valutazione delle rimanenze Chiarimenti sul costo storico Valore di mercato e valore normale Categorie omogenee Metodi LIFO, FIFO e COSTO MEDIO PONDERATO Rivalutazioni e svalutazioni DATA: 6 Maggio 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata, /

23 B.4 LOGISTICA INTEGRATA Federico Colombo Docente Senior e consulente di Organizzazione Aziendale nelle aree Logistica, Produzione, Manutenzione e Sviluppo Prodotto in alcune importanti aziende metalmeccaniche. Le aziende hanno l esigenza di ottimizzare la propria catena logistico-produttiva per supportare adeguatamente l eccellenza del proprio marchio e la penetrazione commerciale nei diversi mercati con un efficace livello di servizio per i clienti e con un alta produttività e redditività delle aree operative. Responsabili Logistica, Responsabili Acquisti, Distribuzione e Produzione che intendono approfondire le problematiche legate all intera catena logistica. La Pianificazione della Domanda, la Gestione degli Approvvigionamenti, la Programmazione della Produzione e della Distribuzione del prodotto Modelli di gestione delle scorte: - che cosa tenere a scorta, dove posizionare le scorte nella catena logistica - la pianificazione continua dei livelli di scorta La programmazione degli acquisti e dei fornitori:modelli di controllo e di approvvigionamento dei materiali Logistica, distribuzione, trasporti La scelta degli operatori logistici e l organizzazione della rete distributiva La misurazione del Valore della catena logistica integrata attraverso la rilevazione di: - costi logistici - livello di servizio operativo (LSO) - definizione delle diverse voci di costo La valutazione dei risultati economici e operativi dei diversi segmenti della catena logistica integrata: dove e come intervenire Sistemi informativi e lavoro in team per l integrazione logistica - dallo scambio di informazioni all integrazione del business tra i partner - come definire e valutare un sistema informatico per gestire le diverse esigenze nella catena logistica - soluzioni informatiche per la rilevazione dei costi e il calcolo degli indicatori di performance (KPI): come costruire un cruscotto per valutare e ottimizzare la propria catena logistica DATA: 11 Giugno 2009 DURATA E ORARIO: 1 giornata, / Suggerimenti per l approfondimento D.6

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