ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA"

Transcript

1 ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA LA COMUNICAZIONE INFORMATIVA DI PROGNOSI INFAUSTA AL PAZIENTE ADULTO IN AMBITO SANITARIO. CRITICITA ED OPPORTUNITA NELL ESERCIZIO DELLA PRATICA INFERMIERISTICA Relazione di laurea in SCIENZE UMANE PRESENTATA DA RELATORE PIERLUIGI TOMASELLO Prof.ssa PATRIZIA CANINI

2 INDICE Capitolo 1 INTRODUZIONE Pag. 4 Capitolo 2 LA MORTE COME COSTRUZIONE DI SIGNIFICATO PER L UOMO 2.1 Raffigurazione del morire Pag Un accenno al significato della morte nelle principali culture mondiali Pag Uno sguardo sulla filosofia dal XVIII al XX secolo Pag Il punto di vista sociologico Pag La situazione attuale Pag. 32 Capitolo 3 ANTROPOLOGIA ED ETICA DELLA MORTE 3.1 Cenni sull antropologia della morte Pag Le attuali tendenze di pensiero Pag L informazione e la bioetica Pag. 40 Capitolo 4 ANALIS I DEL QUADRO NORMATIVO E DEONTOLOGICO IN ITALIA 4.1 Il Piano Sanitario Nazionale Pag Il Piano Sanitario Nazionale Pag Il Piano Sanitario Nazionale Pag Il Piano Sanitario Regionale dell Emilia Romagna Pag Il Codice Deontologico Medico Pag Il Codice Deontologico Infermieristico Pag Cenni su ulteriori vincoli deontologici e normativi Pag. 69 2

3 Capitolo 5 LE FIGURE COINVOLTE 5.1 La famiglia Pag Il medico Pag Il paziente Pag L istituzione sanitaria Pag L infermiere Pag. 124 Capitolo 6 STUDI E R ICERCHE PUBBLICATI 6.1 La comunicazione di prognosi infausta. Indagine: multiculturale Pag Il coinvolgimento delle figure sanitarie Pag. 154 Capitolo 7 CONC LUS IONI Pag. 159 Bibliografia Pag 167 3

4 Capitolo 1 - INTRODUZIONE L infermiere si attiva per l analisi dei dilemmi etici vissuti nell operatività quotidiana e ricorre, se necessario, alla consulenza professionale e istituzionale contribuendo così al continuo divenire della riflessione etica 1. Questo è il punto da cui prende avvio questo lavoro, ed è contemporaneamente il punto a cui questo lavoro approderà. Un principio che è anche una fine, un quesito da indagare che è anche la risposta ultima. Ultima non nel senso di definitiva, univoca, inappellabile, e nemmeno nel senso di unica risposta corretta. Il risultato a cui si vuole approdare al termine di questo lavoro, è il conseguimento di un indicazione, il più ampiamente possibile condivisibile da tutti gli operatori sanitari, circa il tipo di atteggiamento da tenersi necessariamente per poter affrontare i quotidiani problemi che scaturiscono attorno il tema della comunicazione della prognosi infausta al paziente, in ambiente ospedaliero. In altri termini, si vuole trovare un punto di incontro su cui tutti gli attori coinvolti possano concordare, al fine di mantenere il supporto assistenziale al paziente, all interno del genuino senso del prendersi cura, inteso quale manifestazione massima di umanità e solidarietà. E questo perché se si pretendesse di sciogliere il dilemma sull opportunità o meno di informare il paziente sul fatto che la sua vita stia per terminare in un tempo più o meno determinabile e prossimo (in termini di giorni, settimane, massimo mesi), con una definitiva ed implacabile scientifica soluzione, ci si addentrerebbe in un meccanismo generatore di deludenti frustrazioni, senza possibilità alcuna di dar luogo al tracciamento di un percorso comune di riferimento a cui ricorrere ed intraprendere ogni qual volta gli operatori sanitari incontrino questa problematica nel loro quotidiano operato. Tutto ciò avverrebbe, principalmente, solo per 1 Codice Deontologico Infermieristico del Punto

5 il semplice fatto, che le incognite presenti nelle interazioni sono troppe ed irriducibili essendo legate, solo per citarne alcune: - alla cultura sociale alla quale si fa riferimento; - al tempo ed alle risorse a disposizione; - alla capacità personale dell operatore, di sostenere un argomento di questo tipo con il diretto interessato; - alla tutto sommato concepibile percentuale di fallibilità della medicina quale strumento predittivo; - alle personali condizioni psicologiche, morali, etiche, religiose, familiari e quant altro del paziente; - alle implicazioni deontologiche di salvaguardia della vita umana degli operatori sanitari; - alle ricadute giuridiche di pertinenza della strutture sanitarie nelle quali gli operatori sanitari operano; - alla non infallibilità degli operatori coinvolti e delle loro reti organizzative dei rapporti professionali; e questo appunto, solo per citarne le più macroscopiche. Tuttavia, può ritenersi un utile risultato quantomeno il raggiungimento della presa di coscienza intorno al problema, il solo domandarsi quali siano gli elementi in gioco, quali siano le implicazioni positive e negative, soprattutto alla luce della responsabilità che implica l essere operatore sanitario, nonché l aver assunto come scopo principale dell infermiere, la totale presa in carico del paziente, presa in carico che presuppone l erogazione di un assistenza tesa al sostegno fisico ma anche, ed è soprattutto questo il caso, psichico del paziente, in maniera tale da sostituirsi sempre meno allo stesso paziente, che nel frattempo viene sempre di più messo nelle condizioni di autoconsapevolezza prima, e di avere accesso, alle proprie risorse interne, poi. Nel caso specifico, la vicenda, o meglio i due episodi che hanno costituito l innesco del bisogno di indagare quanto più fosse possibile, il circolo virtuale degli elementi che stanno tra un ideale punto di partenza, costituito dalla domanda se sia giusto o meno mettere al corrente il paziente sul suo stato più o meno prossimo di 5

6 morente, unitamente alla relativa astratta risposta, ed il punto di arrivo, costituito da una molteplicità di risposte, almeno una per ogni paziente, che non consentono di approdare ad una univoca affermazione, sono rappresentati dall esperienza vissuta in prima persona in qualità di studente, in tempi diversi, ed in diversi reparti ospedalieri, alla messa in scena di quella che viene oramai comunemente definita la congiura del silenzio, attorno a due diversi pazienti. Di più, dall aver assistito successivamente alla morte di questi pazienti, alla quanto mai drammatica e straziante rielaborazione, da parte dei familiari, delle conseguenze scaturite dalla loro scelta di mantenere questo silenzio con il loro caro, con la relativa serie di dubbi e di incertezze che questa rielaborazione sulla condotta adottata comportava. In queste persone sembrava di intravedere quello che, come meglio descritto dal sociologo Marco Marzano a proposito della decisione di non rivelare al padre la prognosi infausta che lo riguardava, era il sospetto, presto divenuto certezza, che la decisione presa nei primi giorni della malattia, di mentire al padre circa la gravità del suo male, di dargli, d accordo con il medico di fiducia, una versione edulcorata della realtà nel timore delle conseguenze che sarebbero seguite ad una rivelazione piena ed autentica della prognosi, fosse stata sbagliata e dannosa. 2 Queste situazioni, che quotidianamente gli operatori sanitari incontrano nell esercizio della loro professione nell ambito delle istituzioni sanitarie - operatori ai quali, a differenza di coloro che non operano all interno della sanità è richiesto un atteggiamento consapevole, mirato e competente in risposta alle complesse problematiche che si vengono a creare al verificarsi degli eventi - risultano oggi più che mai evidenti, dal momento che oramai, e sono parole della Dott.ssa Felicita Mosso del Servizio di Cure Oncologiche ed Hospice dell Ospedale Mauriziano di Lanzo 2 Marco Marzano Scene finali. Morire di cancro in Italia Ed. Mulino Bologna 2004 pagg

7 Torinese 3, viviamo in una società che ha nascosto, allontanato, mascherato, rimosso e negato l idea della morte, dove le persone hanno una gran paura di morire. Infatti con il progredire della ricerca medica nella soluzione di patologie anche gravi, ci vengono dati messaggi di relativa tranquillità e sicurezza, ma diminuisce sempre di più in noi la capacità morale di affrontare la malattia, la sofferenza e la morte, e chi muore viene relegato in solitudine. Poiché invece, la sofferenza e la morte fanno parte della nostra vita, il nostro mandato di operatori sanitari, come continua l autrice, che lavorano accompagnando, è di aiutare i malati e le loro famiglie a guardare in faccia queste realtà, per viverle con una corretta elaborazione sul piano fisico, psicologico e spirituale, contenendo il dolore e la sofferenza con tutti i mezzi e le risorse che la medicina moderna mette a nostra disposizione. 4 Il motivo pertanto che ha fornito la guida per la redazione di questo lavoro, lo ripetiamo, con scopo puramente conoscitivo e non risolutivo, è stato fornito dalla consapevolezza che l incontro tra una persona, la sua malattia e la sua morte sono esperienze uniche ed irripetibili 5, e quindi non vanno assolutamente inglobate e catturate dal vortice quotidiano di tecnica, ritmi, efficienza, imperturbabilità ed abitudini che le istituzioni sanitarie molto spesso producono. Tanto più che, siccome la morte e il morire sono, in un certo senso, processi sociali 6, sarebbe un affronto alla dignità umana del paziente non renderlo partecipe in prima persona, secondo le sue possibilità, della propria vita rimanente, dal momento che come nota Marzano, troppo spesso una persona comincia a morire di cancro socialmente all indomani di una prognosi infausta, ovvero nel momento in cui qualcuno (il medico, se non altro) sa che egli è destinato a morire in un lasso di tempo piuttosto breve (alcune 3 Felicita Mosso Le cure palliative e di accompagnamento: l esperienza di Lanzo Torinese 4 Idem 5 Ibidem 6 Clive F. Seale Constructing death: the sociology of dying and bereavement Cambridge 7

8 settimane o, al limite, pochi mesi) in conseguenza di un tumore maligno. 7. Ciò che si vuole evitare con il presente lavoro è proprio questo. Inoltre, lo afferma Sandro Spinsanti, nonostante sia troppo presto per individuare le implicanze filosofiche dei recenti sviluppi delle scienze biologiche e della medicina, si può notare un nuovo interesse per il morente e per la dignità umana negli ultimi stadi della vita, caratteristico di fenomeni quali l eutanasia e la tanatologia. In generale, si può affermare che dal tardo Medioevo non vi è stata tanta considerazione per i problemi connessi alla morte, quanta ve ne è attualmente. 8 Così come nonostante l antropologo Geoffrey Gorer affermasse nel 1965 che esisteva una cospirazione del silenzio a proposito della morte, come se si trattasse di un argomento pornografico, è ora chiaro che Philippe Ariès aveva ragione quando scrisse, agli inizi degli anni 70, che la morte, ancora una volta, sta diventando qualcosa di cui si può parlare. 9 Non va dimenticato che accanto a questa tendenza ne esiste anche un altra volta all evitamento di un tema angoscioso come la morte, altrui e propria. Affermava ironicamente il regista Wood y Allen: non ho paura della morte, ma quando arriverà preferirei non esserci. 10 Secondo Sandro Spinanti, e qui ancora una volta viene segnalato il motivo della necessità di elaborazione di questo lavoro, una domanda che viene posta frequentemente è se gli individui che non hanno elaborato completamente i loro sentimenti circa la propria morte siano in grado di lavorare in modo efficace con altri che stanno per morire. Sebbene non esistano prove empiriche, l opinione prevalente tra i professionisti è che chi ha gravi problemi dovuti ai propri sentimenti riguardo alla morte, avrà senz altro University Press Marco Marzano Scene finali. Morire di cancro in Italia Ed. Mulino Bologna 2004 pagg Sandro Spinsanti et al La morte umana. Antropologia diritto etica Edizioni Paoline Cinisello Balsamo Mi 1987 pag Philippe Aries L homme devant la mort Seuil Parigi, Mauro Marin L assistenza ai pazienti vicino alla morte. Il ruolo del medico nell assistenza ai 8

9 problemi anche nei rapporti con coloro che stanno per morire. Ciò non significa, tuttavia, che tutti i residui della paura della morte debbano essere eliminati prima di lavorare con i morenti, o che i medici che non hanno affrontato i propri sentimenti circa la morte non siano in grado di lavorare efficacemente con i morenti dal punto di vista medico. 11 Infatti le eventualità che l autore delinea sono rappresentate: A) dal caso in cui l operatore sanitario, in questo caso il medico (ma è possibile comunque estendere entro certi limiti l indicazione a tutti gli operatori sanitari) non intenda affatto intrattenere rapporti psicosociali con i pazienti, e diventa preferibile in questo caso piuttosto che gestire male un interazione, lasciare che qualcun altro (più adeguato) assolva il compito; B) dal caso in cui invece l operatore sanitario decida di accettare sino in fondo il proprio ruolo, e se così è, diventa ragionevole che sviluppi un suo proprio sistema di sostegno interno, od esterno appoggiandosi a figure di riferimento. Il limite maggiore che incontrerà la stesura di questo lavoro, sarà in ordine, come peraltro già anticipato, alla reperibilità di indicazioni scientifiche, valide ed utilizzabili comunque a scopo informativo ma non idonee per elaborare delle linee guida, per esempio, perché sebbene già esista un modesto numero di ricerche e saggi, la fase di raccolta dati e opinioni sta appena cominciando. Contemporaneamente, anche le questioni etiche vengono considerate sempre più importanti...il potenziale danno psicologico di quanti partecipano a studi sugli atteggiamenti nei confronti della morte; la validità delle affermazioni di coloro che rispondono ai questionari circa l atteggiamento nei confronti della morte e il problema dell eventualità di considerare i risultati quale base per le misure da prendere; la necessità di modificare il sistema di morenti, alle persone che tentano il suicidio e a quelle in lutto. 11 Sandro Spinsanti et al La morte umana. Antropologia diritto etica Edizioni Paoline Cinisello Balsamo Mi 1987 pag

10 finanziamento in campo sanitario per creare nuovi tipi di assistenza al morente; l elaborazione di principi da seguire nel rapporto diretto con il morente; la necessità di norme per chi svolge un opera di pedagogia della morte, sopratutto per quanti operano nel sistema scolastico pubblico; e l impatto sugli studenti dei nuovi programmi educativi circa la morte. Esistono pochi motivi per dubitare che l attuale interesse per la morte e il morente non sia soltanto un capriccio ma stia diventando una moda. Non si sa ancora fino a che punto tale moda si sia incuneata nel tessuto sociale dell Occidente e di altre nazioni. 12 A conclusione di questa breve introduzione, si richiama alla mente l immagine del guaritore ferito e cioè di colui secondo il quale divento capace di aiutare gli altri nella misura in cui divento capace di vivere anch io la ferita della morte, di tante morti parziali, di perdite ricorrenti, che integro alla mia persona. Il vivere profondamente un esperienza di perdita, di distacco, ecc. suscita in me attitudine alla comprensione ed alla partecipazione che mi abilitano a una relazione di aiuto Richard A. Kalish in: La morte umana. Antropologia diritto etica (S. Spinsanti) Ed. Paoline Cinisello Balsamo Mi 1987 pag Vito D Alessandro L infermiere e il malato grave Edizioni Camilliane Torino

11 Capitolo 2 - LA MORTE COME COSTRUZIONE DI SIGNIFICATO PER L UOMO 2.1 RAFFIGURAZIONE DEL MORIRE La morte ed il morire hanno sempre assunto nell immaginario collettivo una configurazione ideativa che consentiva una rappresentazione mentale di un evento di cui si intuiva e si apprendeva la concretezza attraverso la visione del morente o della morte nel prossimo. Il tema più ricorrente nelle varie culture risulta essere quello del ponte pericoloso che deve essere superato per raggiungere il soggiorno dell aldilà. 14 La più antica attestazione del motivo si trova nell Avesta, il testo sacro della più antica religione mai conosciuta, diffusasi primariamente in Iran e Persia a partire dal 1000 a.c. Infatti alle anime dei buoni esso sembra largo una parasanga ed esse lo superano felicemente, mentre alle anime dei malvagi esso si presenta stretto così che esse precipitano nell abisso 15. Nelle successive tradizioni musulmane si presenta invece lo Sirât, ovvero un passaggio più tagliente di una spada e più sottile di un capello. Nel Dialogo di San Gregorio si ritrova la leggenda del guerriero morto di peste che, ritornato in vita, narra di essere stato condotto presso al ponte di un fiume nero e caliginoso, oltre il quale erano prati di fiori odoriferi e alberi fronzuti e belle abitazioni fatte di pietre aurate: ma lungo le acque erano case fetide e di orrido aspetto. Quel ponte tutti dovevan passarlo, ma solo i buoni vi riuscivano, cadendo gli altri nelle acque puzzolenti Sonia Maura Bacillari Immagini dell Aldilà Meltemi editore srl Roma 1998 pag Idem 16 Alessandro D Ancona I precursori di Dante Firenze 1874 s.d.34, sg E45 11

12 Il motivo ritorna in varie altre visioni medioevali dell Aldilà (D Ancona cit. 45 n.2) come ad esempio la Visione di San Paolo che 12

13 risale all undicesimo secolo. Esso è rappresentato anche nel folklore francese contemporaneo. 17 Un altro importante crogiuolo di immagini dell Aldilà, si ritrova nella cultura contadina del Sud nella quale i morti hanno un loro specifico spazio mitico, contiguo, pur nella sua radicale separatezza, a quello dei vivi, con individuati punti di passaggio, una puntuale organizzazione interna e una delineata topografia 18. Infatti allo spazio dei morti si giunge attraverso un viaggio che l anima deve compiere, viaggio che diviene nella cultura folkloristica secondo l autrice, una rappresentazione densa di realismo mitico, di capacità di avvalorazione semantica dei due termini che si potenziano reciprocamente, ovvero il tema del viaggio si delinea come dialettica specifica pieno-vuoto e quindi si configura come metafora di spazio-nulla, vita-morte; correlativamente, quello della morte si svolge come itinerario, passaggio da uno spazio a un altro nell incombente rischio della nullificazione 19. Così facendo il viaggio diviene simbolo di esperienza rischiosa, rappresentazione del passaggio per antonomasia, della trasformazione di status e trasferimento dal mondo dei vivi a quello dei morti. Pertanto la morte come viaggio, costituendo un passo decisivo della separazione tra regno dei vivi e regno dei morti, o meglio tra il regno della vita ed il regno della morte, necessita di particolari raffigurazioni dell itinerario del viaggio per semplificarlo, per garantire che il percorso abbia termine solo al raggiungimento della meta; necessita insomma, di particolari accorgimenti e tecniche identificative poste cautelativamente ad impedire che la morte resti irretita nella vita minacciandone la stessa possibilità di essere 20. Tutto ciò trova un ancestrale ancoraggio nella ritualizzazione funeraria, tendente ad agevolare il viaggio dell anima del defunto verso la meta finale ed evitando che questa rimanga in qualche 17 Idem 18 Sonia Maura Bacillari Immagini dell Aldilà Meltemi editore srl Roma 1998 pagg Idem 13

14 maniera impigliata tra i vivi attraendo parte del mondo dei morti tra i vivi, e contemporaneamente definendo il confine della vita Costituendo il mondo terreno uno spazio in cui l uomo esiste, anzi fatica per esistere, il mondo dell Aldilà diventa raggiungibile dall anima solo attraverso l attraversamento di uno stretto ponte, carico di insidia vista l esigua larghezza ( sottile come un capello 21 ); e l attraversamento l anima lo effettua con l aiuto dei familiari e dei propri cari che, quantomeno debbono prestare attenzione a non creare ostacoli (ad esempio come ricordato in una credenza di origine abruzzese, attraverso l evitamento del pianto disperato e prolungato che renderebbe il passaggio scivoloso a causa delle lacrime versate). Sempre nel Sud d Italia, le credenze folkloristiche vogliono che il ponte (detto di San Giacomo) sia sorgente di rumore tipico del legno di cui è costituito, durante l attraversamento dell anima, pertanto la prova dell avvenuto attraversamento è ritenuta essere uno scricchiolio della bara indotto dal cadavere, che un parente deve riconoscere. 22. Anche tutte le operazioni magico-rituali tendenti ad agevolare l agonia, e cioè a rendere meno tormentato il passaggio dalla vita alla morte, sono volte ad evitare che l anima resti impigliata nel corpo e, quindi, a eliminare ogni impedimento al viaggio mitico dell anima 23. Come descritto dalla Bacillari, nel nicastrese, durante l agonia del moribondo, è d uso togliere dal collo del morente la catenina o qualunque altro oggetto che possa intraversare l uscita dell anima dal corpo, a sottolineatura del vero e proprio carattere fisico che riveste la concezione della fase di attraversamento della zona di confine tra mondo terreno e mondo ultraterreno. Se, come aveva già notato Aristotele, universalmente si crede che gli dei abbiano anch essi i loro re, perché i popoli, gli uni anche ora, tutti nell antichità, erano soggetti ai re, e gli uomini 20 Ibidem 21 Ibidem 22 Ibidem 14

15 attribuiscono agli dei le loro proprie sembianze, così assimilano al proprio anche il modo di vivere degli dei 24, e quindi gli uomini tentino di ricreare nelle loro rappresentazioni un Aldilà in una modalità risultante di impronta folkloristica, ovvero raffigurante in tutto e per tutto una realtà verosimilmente paragonabile a quella data di conoscere nella vita terrena, nell incapacità di elaborare concetti, spazi e tempi diversi dal proprio conosciuto, eccedenti il proprio orizzonte terreno, si contrappone invece una maggiore alterità di questo approccio nel pensiero religioso. Infatti, come osservato dalla Bacillari, la creazione di una dimensione alternativa alla vita terrena avviene nella religione di molte culture, in maniera mitica, stante su un piano veramente alternativo a quello della rappresentazione della quotidianità della condizione umana, un piano rispondente pur tuttavia, nonostante le intenzioni creative, alla soddisfazione di bisogni, frustrazioni, paure, speranze di cui è concretamente scandita l umana esperienza nel mondo 25. E così accade che per esempio nell organizzazione strutturale fondante della assiologia cristiana, l alternativa alla vita terrena è improntata ad una connotazione positiva. Di più, la morte fisica, all interno di un quadro di lettura in cui si registra l opposizione tra il concetto di vita ed il concetto della sua negazione, non vita, morte, non rappresenta affatto una fine definitiva, un ingresso nel nulla, ma una morte solo apparente attraverso la quale ci si libera infatti da una vita sofferente che è solo veicolo per la vita vera, quella eterna 26. La negatività della vita umana risiede nel qui ed ora della vita terrena, pertanto per accedere ad una dimensione alternativa, migliore, dove sono bandite tutte le ingiustizie che normalmente si incontrano sulla vita terrena, dove è ristabilito un ordine sociale attraverso la mortificazione dei potenti e 23 Ibidem cit. pag Politica, I Sonia Maura Bacillari Immagini dell Aldilà Maltemi editore srl Roma 1998 pagg Sonia Maura Bacillari Immagini dell Aldilà Maltemi editore srl Roma 1998 pagg

16 l esaltazione degli oppressi 27, dove soprattutto si raggiunge la condizione di una perpetuazione eterna del vivere beato, ebbene occorre aver fiducia nell Aldilà e prima di tutto, aver la forza e la determinazione di rinunciare a tutte le insidie che caratterizzano il vivere terreno della condizione umana. Quindi viene creata una condizione di positività nella vita successiva alla morte terrena, la prima si vita vera e piena; e posponendo questa positività viene creata una sorta di aspettativa speranzosa capace di guidare l uomo nel suo cammino terreno reso provvisorio e quindi aggiungiamo, più sopportabile in virtù di questa visione che antepone alla realtà una promessa per un futuro radioso in un altra dimensione, non conoscibile diversamente. E questa, sia pure senza la stessa lucidità e determinazione 28, è la stessa strada perseguita da altri popoli per millenni sino ancor oggi, pur con tutte le differenze e caratterizzazioni che contraddistinguono caso per caso i dettami religiosi, e con cui popoli di culture e religioni diverse condividono con una maggiore o minore rassegnazione, la rinuncia a quello che si è e a come si è per un altrove extramondano di cui si sono persino stabiliti i caratteri fisici e strutturali 29. Così, il tribunale ultimo supremo davanti al quale tutti gli esseri umani dovranno sottostare alla fine dei propri giorni, produrrà l ultima, inappellabile e definitiva sentenza che condurrà l imputato verso un luogo concreto quanto non sostanzialmente definito spazialmente e temporalmente ma al contrario vagamente collocato e caratterizzato, paradisi o infermi che siano. Ed in attesa di questo giudizio finale, tutti gli uomini vengono sottoposti quotidianamente ad un resoconto comportamentale a cui rispondere. Sembra che gli uomini non abbiano saputo concepire una via d uscita meno sperimentata e banale 30 visto che, per esempio, come rilevato dalla Bacillari, la meta ultima più ambita risultano essere le 27 Idem 28 Ibidem 29 Ibidem 16

17 uri del Paradiso islamico, ossia le vergini che lo popolano per allietare il soggiorno di chi lo raggiunge, mentre la più crudele pena prevista è il fuoco, sorte che fino al Settecento era riservata, nella civile Europa, ai condannati a morte non solo per eresia 31. Così, in questo scenario apocalittico, l ultima costruzione concettuale mistica umana della dimensione ultraterrena, cioè il Purgatorio, risulta essere concepito quale mezzo per evitare la dannazione eterna in cambio del pentimento e dell espiazione, costituendo un parallelo con la realtà terrena in cui si concedono sconti di pena ai condannati pentiti (Le Golf 1982). I modelli di questa rappresentazione mistica si ritrovano sin dal Libro dei morti, composto probabilmente nel Basso Egitto intorno al 2100 a.c, il cui motivo centrale per il dopo la morte, risulta quello di pensare le anime. E, per di più, anche in testi successivi in cui vengono rappresentati questi paradisi ed inferni, sono spesso presenti demoni il cui compito è quello di occuparsi delle esecuzione delle pene i quali, presentano già essi stessi nomi spaventosi come Impiccatore, Pressatore, Orribile, Torchiatore, riempiendo l Inferno di urla, talvolta sprizzando fuoco dagli occhi, in altre circostanze incatenando i dannati, ed attizzando la brace sotto le grandi caldaie bollenti nelle quali vengono cotti e fatti bollire i peccatori condannati. Basti in questo caso pensare alla creazione letteraria a noi più vicina, quella dell Inferno dantesco nel quale i riferimenti geografici (Achetone, Stige, etc) nonché tanatologici (Caronte, Minasse, Cerbero, etc.), risultano direttamente derivati dalla cultura classica; né è da dimenticare che la strutturazione del Paradiso è una eredità delle culture dell antico Oriente secondo quanto filtra dal sogno biblico di Giacobbe e più direttamente dal libro arabo della Scala. 32 Ma alla fine di tutto, come rivela la Bacillari, il significato ultimo delle le costruzioni culturali e religiose del Paradiso e dell Inferno, 30 Ibidem 31 Ibidem 32 Paratore 1993: 463 sgg: Saccone

18 altro non sono se non la proiezione simbolizzata delle aspirazioni dell uomo alla perpetuazione della propria esistenza, aspirazione vissuta come una necessità del superamento della paura di essere finito e dover un giorno terminare, soccombendo sotto il peso di un destino incontrollabile, annichilente e nullificante. Invece, attraverso questo meccanismo, e come più volte sostenuto con fermezza dalla Chiesa Cattolica, il futuro ultraterreno è un luogo in cui ci si riappropria della vita, anche se in un altra dimensione, tanto che come è anche possibile ritrovare in altre culture, ai defunti, comunque sia ipotizzata la loro destinazione ultima, sono riconosciuti bisogni non diversi dai vivi, da soddisfare con alimenti e con candele e lumini, simboli di luce e di calore vitale. Anzi, il rapporto tra aldilà ed aldiqua si perpetua grazie ad una sorta di patto più o meno tacito e consapevole, in vigore presso molti popoli, tra morti e vivi, patto che ogni anno in un giorno determinato consacrato appunto al ricordo dei primi, viene tacitamente rinnovato ed in virtù del quale i vivi hanno l obbligo dell assistenza ai morti, questi quello di assicurare la rinascita dei cicli vitali, vegetali e animali che dalla terra, nelle cui profondità abitano, promuovono. Per questa ragione i morti appunto nel giorno della loro celebrazione ritornano per richiedere il rispetto di questo contratto e per ribadirlo (Elide 1976; Lévi-Strauss 1995; Buttata 1995). In questo modo viene di fatto riaffermata l indissociabilità, la continuità ma anche l ambiguità del rapporto tra l aldilà e l aldiqua Sonia Maura Bacillari Immagini dell Aldilà Maltemi editore srl Roma 1998 Pagg

19 2.2 UN ACCENNO AL SIGNIFICATO DELLA MORTE NELLE PRINCIPALI CULTURE MONDIALI LA CULTURA CINESE Spinsanti 34 rileva come tradizionalmente i cinesi abbiano dato particolare rilievo all evitare o superare le implicazioni della morte, tanto da riscontrare l esitazione di molti letterati (compreso, in modo particolare, Confucio stesso) a speculare e approfondire il destino dei morti. 35 Ciò premesso, risulta per l autore parimente evidente come gran parte del pensiero cinese abbia riconosciuto la morte come l inevitabile epilogo della vita umana e l abbia interpretata come una trasformazione in nuovi, sebbene limitati, modi di esistere. In particolare, il pensiero classico cinese ha considerato la morte come la dispersione del complesso delle anime - spesso due, cioè una associata al principio yang (maschile) e una al principio yin (femminile) - e del corpo che costituisce ogni singolo essere umano, quale processo attraverso il quale l uomo viene trasformato per assumere il ruolo di antenato e, allo stesso tempo, inizia un esistenza post-mortem concepita sia in termini di piacere celeste che di pene infernali 36. Questa parte, insieme alla estensione del sistema della reciprocità familiare e della pietà filiale che tradizionalmente sono stati il fulcro praticamente di ogni aspetto della cultura cinese dal periodo delle prime dinastie fino al ventesimo secolo, rappresenta la più antica, la più diffusa e la più consolante visione della morte. In questo contesto è possibile riconoscere come, da una parte ogni individuo abbia un ruolo preciso e previsto al quale attenersi (morente, parenti, etc) e dall altro, in virtù anche di ciò, tutto il processo venga raffigurato come attendibile serenamente, in quanto prevedibile, ineluttabile 34 Sandro Spinsanti et al La morte umana. Antropologia diritto etica Edizioni Paoline srl Cinisello Balsamo (Mi) 1987 Pagg Idem 19

20 ma soprattutto, come si vedrà in seguito, necessario per assurgere a ciò che tutti condividono essere una miglior forma di esistenza. 37 E anche vero che, almeno durante il lungo periodo medioevale della storia cinese, grandi fasce della popolazione erano convinte che alla morte sarebbe successa un esistenza post-mortem in cui le virtù e la pietà sarebbero state ripagate o (più probabilmente) i peccati e le trasgressioni sarebbero stati puniti 38. Nonostante la seconda visione sia la meno dissimile da quella riconducibile alla tradizione cattolica e nonostante tradizionalmente la maggior parte dei cinesi credesse che le anime degli individui continuassero ad esistere dopo la morte, molti dei pensatori più profondi si resero conto che il fenomeno della continuazione, anche se vero, non costituiva la soluzione finale del problema della morte. Essi riconobbero invece, che le diverse anime, così come il corpo a cui erano associate, dovevano prima o poi ritornare alla fonte cosmica naturale da cui provenivano. Come ci si può aspettare, dato l atteggiamento fondamentalmente positivo che i cinesi hanno sempre avuto nei confronti di ciò che consideravano essere la fonte cosmica naturale della vita (Tao), i pensatori che arrivarono a tale conclusione interpretarono raramente la dissoluzione finale in modo completamente negativo o morboso 39. E ovvio che in una realtà così vasta come quella cinese esistevano differenze chiaramente notevoli nell atteggiamento dei diversi saggi e delle diverse tradizioni 40. In particolare la maggior parte dei seguaci di Confucio, quando considerava questo processo di ricongiungimento, e lo faceva raramente, assumeva un atteggiamento caratterizzato più dalla serenità d animo che non dall entusiasmo, mentre secondo molti taoisti cultori della filosofia, il processo del ritorno dell individuo al Tao era considerato l essenza della saggezza la cui 36 Ibidem 37 Ibidem 38 Ibidem 39 Ibidem 40 Ibidem 20

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

V INCONTRO. L atto di FEDE

V INCONTRO. L atto di FEDE V INCONTRO L atto di FEDE Siamo al quinto incontro. Come per tutte le altre volte vogliamo fare un riassunto delle puntate precedenti. Per questo lavoro chiediamo l aiuto di un personaggio conosciuto a

Dettagli

ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO

ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA (dalle INDICAZIONI NAZIONALI) IL SE E L ALTRO: Il bambino gioca

Dettagli

Nuovi poteri e/o nuove responsabilità?

Nuovi poteri e/o nuove responsabilità? Nuovi poteri e/o nuove responsabilità? Antinomie degli effetti del movimentismo femminile sulla bioetica Liana M. Daher Dipartimento di Scienze della Formazione Università degli Studi di Catania daher@unict.it

Dettagli

Curricolo di Religione Cattolica

Curricolo di Religione Cattolica Curricolo di Religione Cattolica Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L alunno riflette su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di Gesù

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

Perché l eutanasia è inaccettabile?

Perché l eutanasia è inaccettabile? Perché l eutanasia è inaccettabile? Che cosa significa eutanasia? È una parola con notevole variabilità storica, con significati diversi a seconda dell uso che se ne fa. Può significare: - morte buona

Dettagli

ASSISTEST 2015 MODULO DI FILOSOFIA

ASSISTEST 2015 MODULO DI FILOSOFIA ASSISTEST 2015 ASSISTEST 2015 MODULO DI FILOSOFIA Di cosa ci occuperemo? 2 Saperi essenziali richiesti dal bando: - Elementi di storia del pensiero filosofico: Glossario - Scetticismo - Kant - Marxismo

Dettagli

Programmazione di religione cattolica

Programmazione di religione cattolica Programmazione di religione cattolica Istituto Comprensivo P. Gobetti Trezzano sul Naviglio Anno Scolastico 2012/2013 INSEGNANTE: Franca M. CAIATI Obiettivi specifici di Apprendimento Questi obiettivi

Dettagli

La relazione con il paziente e la sua famiglia

La relazione con il paziente e la sua famiglia La relazione con il paziente e la sua famiglia 10-17 giugno 2006 Giuliana Carrara psicologa ospedaliera Riflessione sul tempo Il tempo, quando ne resta poco, è riservato al paziente ed alla famiglia. Ai

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, come dono di Dio Creatore. RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO PRIMARIA

Dettagli

LE CURE DI FINE VITA NEL PAZIENTE ANZIANO

LE CURE DI FINE VITA NEL PAZIENTE ANZIANO LE CURE DI FINE VITA NEL PAZIENTE ANZIANO ASPETTI BIOETICI, LIVELLI ASSISTENZIALI E RETE DEI SERVIZI Rovereto, 16 ottobre 2009 Auditorium Melotti MaRT L assistenza al morente Massimo Petrini Centro di

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE ANNUALE RELIGIONE CATTOLICA DIREZIONE DIDATTICA II CIRCOLO - MONDOVI Insegnanti: CRAVERO ELENA FIORENTINO STEFANIA SALVAGNO MARIA ANNO SCOLASTICO 20-20 Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Dettagli

VI INCONTRO IL CRISTIANO ADULTO E LA COSCIENZA. chi ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (def.dizionario)

VI INCONTRO IL CRISTIANO ADULTO E LA COSCIENZA. chi ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (def.dizionario) VI INCONTRO IL CRISTIANO ADULTO E LA COSCIENZA Cerchiamo il significato delle due parole: ADULTO CRISTIANO chi ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (def.dizionario) colui che ha deciso di:

Dettagli

OPPOSITORI HEGELISMO. Arthur Schopenhauer (1788-1861) ELVIRA VALLERI 2010-11

OPPOSITORI HEGELISMO. Arthur Schopenhauer (1788-1861) ELVIRA VALLERI 2010-11 OPPOSITORI HEGELISMO Arthur Schopenhauer (1788-1861) 1 Arthur Schopenhauer Danzica, il padre era un banchiere, la madre una scrittrice 1818 pubblica Il mondo come volontà e rappresentazione 1851 pubblica

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE RELIGIONE CATTOLICA Istituti Comprensivi di Udine allegato al Piano dell Offerta Formativa CURRICOLO VERTICALE Redatto sulla base delle Nuove Indicazioni Nazionali 2012 e I.N. 2007, in sintonia con le Raccomandazioni del

Dettagli

LA FAMIGLIA VIVE LA PROVA Riflessioni tratte dalla terza catechesi di preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie Milano 2012.

LA FAMIGLIA VIVE LA PROVA Riflessioni tratte dalla terza catechesi di preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie Milano 2012. LA FAMIGLIA VIVE LA PROVA Riflessioni tratte dalla terza catechesi di preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie Milano 2012. II INCONTRO DI PASTORALE FAMILIARE 23.11.2013 [13] Un angelo del

Dettagli

Curricolo verticale di Religione Cattolica

Curricolo verticale di Religione Cattolica Curricolo verticale di Religione Cattolica Classe Prima Primaria Indicatori Obiettivi di apprendimento 1. DIO E L UOMO 2. LA BIBBIA E LE ALTRE FONTI 3. IL LINGUAGGIO RELIGIOSO 1.1 Scoprire che la vita,

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE di EDUCAZIONE RELIGIOSA anno scolastico 2009-2010

PROGRAMMAZIONE ANNUALE di EDUCAZIONE RELIGIOSA anno scolastico 2009-2010 PROGRAMMAZIONE ANNUALE di EDUCAZIONE RELIGIOSA anno scolastico 2009-2010 DIO DIPINGE I COLORI DELLA VITA CHE DONO LA FESTA... HO UN AMICO DI NOME GESU A CHIESA COME SEGNO VIVENTE D 但 MORE Insegnanti: Cambareri

Dettagli

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA.

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA. I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA. (Cfr. Indicazioni nazionali per il curricolo Sc. Infanzia D.P.R. dell 11-02-2010) Il sé e l altro Le grandi domande,

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA Liceo Artistico E. Catalano Palermo PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DIPARTIMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2010/2011 Palermo, settembre 2010 Programmazione dipartimento Religione Cattolica a.s. 2010-2011

Dettagli

Parlare della malattia?

Parlare della malattia? L aspetto spirituale della malattia e della sofferenza nel dignitoso cammino verso il fine vita Sabato 10 maggio 2014 Villa Dei Cedri, Merate Relatore Padre Fiorenzo Reati 1 Parlare della malattia? Ricordo

Dettagli

I sentimenti causati da perdita e separazione. Dr.ssa Barbara Ottaviani

I sentimenti causati da perdita e separazione. Dr.ssa Barbara Ottaviani I sentimenti causati da perdita e separazione Dr.ssa Barbara Ottaviani Il confronto con la fine della vita - La morte fa ancora parte della nostra cultura? - Siamo ancora capaci di rappresentarla, di immaginarla?

Dettagli

La Santa Sede PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL «WILLSON TRAINING CENTRE» Hobart (Australia), 27 novembre 1986

La Santa Sede PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL «WILLSON TRAINING CENTRE» Hobart (Australia), 27 novembre 1986 La Santa Sede PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AL «WILLSON TRAINING CENTRE» Hobart (Australia), 27 novembre 1986 Cari, amici, cari abitanti della Tasmania. 1. La mia

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA Unità di Apprendimento - Anno Scolastico 2014-2015

RELIGIONE CATTOLICA Unità di Apprendimento - Anno Scolastico 2014-2015 Natura e finalità RELIGIONE CATTOLICA Unità di Apprendimento - Anno Scolastico 2014-2015 L insegnamento della religione cattolica si inserisce nel quadro delle finalità della scuola e contribuisce alla

Dettagli

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO di Lorenzo Sartini 1. Quali necessità nell azione del volontario? Ciò che contraddistingue le associazioni di volontariato fra le altre organizzazioni che agiscono per

Dettagli

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Giulio Bevilacqua Via Cardinale Giulio Bevilacqua n 8 25046 Cazzago San Martino (Bs) telefono 030 / 72.50.53 - fax 030 /

Dettagli

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

AGATA DANZA COORDINA ALESSIO DUCCI

AGATA DANZA COORDINA ALESSIO DUCCI AGATA DANZA COORDINA ALESSIO DUCCI MONTESILVANO MARINA 23 MAGGIO 2015 IL SERVIZIO DEI VOLONTARI IN HOSPICE LINEE GUIDA XX Convegno Federavo Montesilvano Marina 22/24 maggio 2014 Agata Danza Non abbiate

Dettagli

Programmazione annuale

Programmazione annuale Istituto Comprensivo Bassa Anaunia Denno AREA RELIGIONE CATTOLICA SCUOLA PRIMARIA Programmazione annuale Anno scolastico 2012/13 Docenti: SP BORGHESI PATRIZIA GRANDI MARISA LEONARDI VIOLA ZUECH GIUDITTA

Dettagli

Elisa Vecchi, LA RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI FRA

Elisa Vecchi, LA RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI FRA Elisa Vecchi, LA RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI INTERGENERAZIONALI FRA MAROCCO E ITALIA: UN ANALISI DELLE PROBLEMATICHE INCONTRATE DAI GENITORI NEL CONTESTO DI MIGRAZIONE ITALIANO, Università degli studi di

Dettagli

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità

INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità Programmazione IRC 2014-2015 1 INSIEME CON GESÚ è il percorso IRC che vogliamo abbracciare quest anno. Il filo conduttore del percorso è il CORPO, sia perché specchio dell unità della Chiesa, sia perché

Dettagli

PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE a.s. 2014-15 Disciplina: RELIGIONE Prof. Sergio Garavaglia Classe 2 A

PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE a.s. 2014-15 Disciplina: RELIGIONE Prof. Sergio Garavaglia Classe 2 A LICEO SCIENTIFICO STATALE "Donato Bramante" Via Trieste, 70-20013 MAGENTA (MI) MPI: MIPS25000Q - Tel.: +39 02 97290563/4/5 Fax: 02 97290566 Sito: www.liceobramante.gov.it - E-mail: mips25000qistruzione.it

Dettagli

Esperienze di morte e trasformazione di Carl Gustav Jung

Esperienze di morte e trasformazione di Carl Gustav Jung Esperienze di morte e trasformazione di Carl Gustav Jung Fabio Efficace Psicologo-Associazione Medica Italiana per lo Studio dell ipnosi INformazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria, n 38-39, settembre

Dettagli

QUANTE EMOZIONI GESU

QUANTE EMOZIONI GESU SCUOLA DELL INFANZIA SACRA FAMIGLIA La Spezia PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2014-2015 QUANTE EMOZIONI GESU Al centro di qualsiasi programmazione nella scuola dell Infanzia ci deve

Dettagli

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE

ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE ECCO PERCHÈ LA PACE INIZIA PROPRIO DA TE - di Deepak Chopra Sette esercizi spirituali per portare la pace all interno delle tua vita e nel mondo che ti circonda. L approccio alla trasformazione personale

Dettagli

CHE COS È L INDULGENZA?

CHE COS È L INDULGENZA? CHE COS È L INDULGENZA? La dottrina dell'indulgenza è un aspetto della fede cristiana, affermato dalla Chiesa cattolica, che si riferisce alla possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO

DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO DIREZIONE DIDATTICA G. PARINI TORINO INSEGNANTI: CATERINA PIRROTTA ANTONELLA BORDONARO CLASSE I OBIETTIVI GENERALI Portare il bambino alla scoperta di se stesso in rapporto con gli altri. Far scoprire

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^

ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Via Zanella, 7 41049 Sassuolo (Mo) PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA CLASSI 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ ANNO SCOLASTICO 2015/2016 www.ic2sassuolonord.gov.it CURRICOLO IRC 6 11 anni Diocesi di Reggio Emilia

Dettagli

Ruolo della psicologia oncologica nella gestione del malato di cancro e della sua famiglia

Ruolo della psicologia oncologica nella gestione del malato di cancro e della sua famiglia Dottor Gino Aldi Psicoterapeuta Partecipante Sostenitore fondazione Ruolo della psicologia oncologica nella gestione del malato di cancro e della sua famiglia Definiamo la salute La salute è uno stato

Dettagli

INDICAZIONI DIDATTICHE PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

INDICAZIONI DIDATTICHE PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE INDICAZIONI DIDATTICHE PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE N. 1 INDICAZIONI PER L INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA NEI LICEI (in riferimento

Dettagli

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I NUCLEI FONDANTI Dio e l uomo 1. Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. 2. Conoscere Gesù di Nazareth, Emmanuele

Dettagli

Daniela Turato, Università degli Studi di Padova

Daniela Turato, Università degli Studi di Padova Riccardo Ferrigato, Il terzo incomodo. Critica della fecondazione eterologa, San Paolo, 2015, pp. 160, 14.00, ISBN 9788821595035 Daniela Turato, Università degli Studi di Padova Il terzo incomodo. Critica

Dettagli

PREMESSA. L educazione religiosa nell età compresa tra i tre e i cinque anni risponde al

PREMESSA. L educazione religiosa nell età compresa tra i tre e i cinque anni risponde al PREMESSA L educazione religiosa nell età compresa tra i tre e i cinque anni risponde al bisogno del bambino di dare un significato alla propria esistenza, favorendo la formazione della individuale personalità

Dettagli

ISTITUTO MAGISTRALE GUACCI. INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Piano di Studio. Classe 2 sez B Liceo Linguistico Anno scolastico 2015/2016

ISTITUTO MAGISTRALE GUACCI. INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Piano di Studio. Classe 2 sez B Liceo Linguistico Anno scolastico 2015/2016 ISTITUTO MAGISTRALE GUACCI INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Piano di Studio Classe 2 sez B Liceo Linguistico Anno scolastico 2015/2016 PROFILO GENERALE L insegnamento della religione cattolica (IRC)

Dettagli

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO 3-VICENZA DIPARTIMENTO DI RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI RELIGIONE CATTOLICA COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Comunicazio ne nella madre lingua COMPETENZE SPECIFICHE Conoscere il

Dettagli

PERCORSO ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2012-2013

PERCORSO ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2012-2013 PERCORSO ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2012-2013 Piano annuale I.R.C. -------- * ------- pag. 2 Nelle Indicazioni per il curricolo nel campo di esperienza il

Dettagli

staminali Ricercatore su cellule

staminali Ricercatore su cellule Ricercatore su cellule staminali Ci sono molte buone ragioni per accettare questo progetto: La ricerca sulle cellule staminali embrionali offre la possibilità di accrescere le nostre conoscenze sulle cellule

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese via Ciriè 52 10071 BORGARO (TO) Tel. 0114702428-0114703011 Fax 0114510084 Cod. Fiscale 92045820013 TOIC89100P@istruzione.it http://www.icborgaro.it Marchio SAPERI certificato n. 14 CURRICOLO VERTICALE

Dettagli

Lezione 1 Identificazione dei bisogni della persona

Lezione 1 Identificazione dei bisogni della persona Corso di Formazione per Operatore Socio-Sanitario Complesso Integrato Columbus- Anno 2014 Lezione 1 Identificazione dei bisogni della persona Docenti: Claudia Onofri Ivana Palumbieri Concetto di persona

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 3008 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, ZAMPARUTTI Disciplina dei

Dettagli

ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO

ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO Mi sono spesso chiesto: come nasce, come si genera il fenomeno del razzismo? Quali sono le cause più profonde dell essere umano che ci fanno pensare

Dettagli

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA Insufficienza Intestinale cronica benigna pediatrica. Scienza, tecnica e psicologia: nuove frontiere a confronto Spello, 2-3 novembre 2012 Dott.ssa Cadonati Barbara

Dettagli

Lezione n 1 L educazione come atto ermeneutico (1)

Lezione n 1 L educazione come atto ermeneutico (1) Lezione n 1 L educazione come atto ermeneutico (1) La conoscenza pedagogica, nella misura in cui fa riferimento alla persona considerata nel suo complesso, non si fonda sul procedimento conoscitivo della

Dettagli

Bastianoni P., Panizza P. (2013). Un sguardo al cielo. Elaborare il lutto. Carocci Editore, Roma.

Bastianoni P., Panizza P. (2013). Un sguardo al cielo. Elaborare il lutto. Carocci Editore, Roma. Aggiornamento 21.03.15 Andolfi M. D Elia A. (2007). Le perdite e le risorse della famiglia. Raffaello Cortina Editore, Milano. Il volume si rivolge principalmente ai professionisti che lavorano con le

Dettagli

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI

CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI CURRICULO VERTICALE DI RELIGIONE CATTOLICA PER LA SCUOLA DELL INFANZIA TRE ANNI Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento Contenuti A. IL SE E L ALTRO: Scopre nel Vangelo la

Dettagli

Pedagogia generale Origini e svolte epistemologiche. Natascia Bobbo

Pedagogia generale Origini e svolte epistemologiche. Natascia Bobbo Pedagogia generale Origini e svolte epistemologiche Natascia Bobbo Pedagogia: definizione Si può definire la pedagogia come il sapere de e sull educazione. Essa è in pratica la disciplina che analizza

Dettagli

PERCHE L EUTANASIA E INACCETTABILE?

PERCHE L EUTANASIA E INACCETTABILE? PERCHE L EUTANASIA E INACCETTABILE? Che cosa significa eutanasia? È una parola con notevole variabilità storica, con significati diversi a seconda dell uso che se ne fa. Può significare: morte buona o

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO

ISTITUTO COMPRENSIVO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO VIA ASIGLIANO VERCELLESE Scuola primaria Antonelli VIA VEZZOLANO, 20 - TORINO Anno scolastico 2009/2010 RELIGIONE CATTOLICA classe 1^ Scoprire la grandezza dell

Dettagli

La terapia del dolore oncologico dal farmaco alla gestione globale www.oncologialatina.it

La terapia del dolore oncologico dal farmaco alla gestione globale www.oncologialatina.it Azienda USL Latina U.O.C. di Oncologia Medica Direttore Dott. Modesto D Aprile La terapia del dolore oncologico dal farmaco alla gestione globale www.oncologialatina.it comunicare Ti sto imparando, uomo,

Dettagli

NOTE. ARTE E CONTEMPLAZIONE 1 di Santino Cavaciuti

NOTE. ARTE E CONTEMPLAZIONE 1 di Santino Cavaciuti ARTE E CONTEMPLAZIONE 1 di Santino Cavaciuti Uno dei caratteri fondamentali dell arte è quello di essere contemplativa, distinguendosi, in tal modo, da ciò che è attivo, nel senso, quest ultimo, di prendere

Dettagli

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Istituto Comprensivo G Pascoli - Gozzano Anno scolastico 2013/2014 Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola

Dettagli

P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto

P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto 1.Premessa La Scuola cattolica privilegia la promozione integrale della persona, adempie ad una funzione educativa e didattica ed è chiamata ad assolvere un compito

Dettagli

Perché gli Angeli sono tornati? E un dato di fatto gli Angeli siano oggi tornati nel mondo, dopo almeno 500 anni di latitanza.

Perché gli Angeli sono tornati? E un dato di fatto gli Angeli siano oggi tornati nel mondo, dopo almeno 500 anni di latitanza. Perché gli Angeli sono tornati? E un dato di fatto gli Angeli siano oggi tornati nel mondo, dopo almeno 500 anni di latitanza Statistiche alla mano, si può affermare che il 60% della popolazione mondiale

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA

SCUOLA DELL INFANZIA IL SE E L ALTRO IL CORPO IN MOVIMENTO Prendere coscienza della propria identità Scoprire le diversità Apprendere le prime regole di vita sociale Osservare l ambiente che lo circonda Ascoltare le narrazioni

Dettagli

LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA

LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA L obbiettivo di questo laboratorio è quello di rielaborare ed interpretare un antica fiaba usando i significati profondi

Dettagli

Depressione e speranza cristiana. Convegno Dal buio alla luce Marconia 26 Maggio 2011

Depressione e speranza cristiana. Convegno Dal buio alla luce Marconia 26 Maggio 2011 Depressione e speranza cristiana Convegno Dal buio alla luce Marconia 26 Maggio 2011 Premessa Il mio punto di vista non sarà certo quello del medico, dello psicanalista, o del sociologo. (gli interventi)

Dettagli

IL LIBRO PER L UOMO D OGGI

IL LIBRO PER L UOMO D OGGI Corso Scegli Gesù SG01 Lezione 1 IL LIBRO PER L UOMO D OGGI Troppo difficile? Antiquato? Solo per persone molto religiose? No! Ti dimostreremo che sono solo pregiudizi. LA NOSTRA GENERAZIONE È INSICURA

Dettagli

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese

Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese Scuola dell Infanzia Sacra Famiglia Via Roma,7 Arese RIFERIMENTI LEGISLATIVI DAGLI ORIENTAMENTI PER IL CONTRIBUTO AI PIANI PERSONALIZZATI DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DI INSEGNAMENTO DI RELIGIONE CATTOLICA

Dettagli

CURRICOLA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA

CURRICOLA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA CURRICOLA DI RELIGIONE CATTOLICA Scuola Primaria CLASSE 1 ^ COMPETENZE CONOSCENZE ABILITA COGLIERE I VALORI ETICI E RELIGIOSI PRESENTI NELL ESPERIENZA DI VITA E RELIGIOSA DELL UOMO - Prendere coscienza

Dettagli

18/04/2011 L ASL CN 1 IL DISEGNO DELLO STUDIO 396 MEDICI. 203 esclusi per scarsa attinenza alla problematica esaminata. 193 Questionari distribuiti

18/04/2011 L ASL CN 1 IL DISEGNO DELLO STUDIO 396 MEDICI. 203 esclusi per scarsa attinenza alla problematica esaminata. 193 Questionari distribuiti LA VERITA AL MALATO Indagine tra i medici ospedalieri dell ASL CN 1 Dr. Ciravegna Giovanni FACOLTA TEOLOGICA DELL ITALIA SETTENTRIONALE Sezione parallela di Torino Biennio di specializzazione in Teologia

Dettagli

Il cammino del Volontario AVULSS VIVERE LA RESPONSABILITÀ L UOMO COME FINE NELLA SOCIETÀ DEI VALORI. QUALI RESPONSABILITÀ SOCIALI?

Il cammino del Volontario AVULSS VIVERE LA RESPONSABILITÀ L UOMO COME FINE NELLA SOCIETÀ DEI VALORI. QUALI RESPONSABILITÀ SOCIALI? Federazione CONVEGNO NAZIONALE 2006 San Giovanni Rotondo 18-19 novembre 2006 Il cammino del Volontario AVULSS VIVERE LA RESPONSABILITÀ L UOMO COME FINE NELLA SOCIETÀ DEI VALORI. QUALI RESPONSABILITÀ SOCIALI?

Dettagli

COMUNICARE LA FEDE OGGI Quando e come confessarmi? Riflessioni di Monsignor R. Martinelli

COMUNICARE LA FEDE OGGI Quando e come confessarmi? Riflessioni di Monsignor R. Martinelli Parrocchia S.Maria della Clemenza e S. Bernardo COMUNICARE LA FEDE OGGI Quando e come confessarmi? Riflessioni di Monsignor R. Martinelli Si consiglia una lettura graduale, riflettendo su una o due domande

Dettagli

Esame di Metodologia Teologica Pratica. Parte Generale. A. 18-II-11 1. Le fonti di una tesi in teologia. Tipi di fonti che ricordi. [2 punti].

Esame di Metodologia Teologica Pratica. Parte Generale. A. 18-II-11 1. Le fonti di una tesi in teologia. Tipi di fonti che ricordi. [2 punti]. Esame di Metodologia Teologica Pratica. Parte Generale. A. 18-II-11 1. Le fonti di una tesi in teologia. Tipi di fonti che ricordi. [2 punti]. 2. Cosa è una nota bibliografica. E una nota documentale?

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA 1. DIO E L UOMO CLASSE PRIMA 1.1 Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre 1.2 Conoscere Gesù di Nazareth come Emmanuele, testimoniato

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA Scuole dell Infanzia Gianni Rodari Istituto Comprensivo Crespellano R E L I G I O N E C A T T O L I C A Anno scolastico 2014-2015 Insegnante: Calì Angela PREMESSA Insegnare

Dettagli

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg CURRICOLO DI RELIGIONE hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqw CATTOLICA ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj

Dettagli

IL COMPITO DELL ADULTO NEL PROCESSO DI CRESCITA DEL BAMBINO Cosa significa chiedere autonomia al bambino? Come sostenerlo?

IL COMPITO DELL ADULTO NEL PROCESSO DI CRESCITA DEL BAMBINO Cosa significa chiedere autonomia al bambino? Come sostenerlo? IL COMPITO DELL ADULTO NEL PROCESSO DI CRESCITA DEL BAMBINO Cosa significa chiedere autonomia al bambino? Come sostenerlo? Il senso dei due incontri che vengono proposti sta nel riflettere sulla nostra

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI PIANI DI STUDIO RELIGIONE CATTOLICA Per sviluppare una competenza di area occorre in primo luogo promuovere l acquisizione delle relative conoscenze e abilità in modo che esse

Dettagli

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it Il ruolo infermieristico È tra le figure professionali che si trova quotidianamente

Dettagli

L impostazione dottrinaria del De rerum natura

L impostazione dottrinaria del De rerum natura L impostazione dottrinaria del De rerum natura LA LIBERAZIONE DALLA PAURA E DAL DOLORE: l obiettivo principale del poeta è quello di aiutare gli uomini ad ottenere un bene inestimabile, la serenità interiore

Dettagli

Diocesi di Rieti. La Pastorale della Salute

Diocesi di Rieti. La Pastorale della Salute Diocesi di Rieti La Pastorale della Salute Che cos è la Pastorale della Salute? Con Pastorale si intende l azione multiforme della comunità cristiana dentro le concrete situazioni della vita. La Pastorale

Dettagli

COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE

COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE MARTINO CARRIERI COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE Conversazioni e consigli di dieci famiglie italiane Disegni di Alfredo Pompilio Dellisanti MARTINO CARRIERI COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE (Conversazioni

Dettagli

Parrocchia di San Sperate CORSO DI FORMAZIONE PER CATECHISTI 2012-13

Parrocchia di San Sperate CORSO DI FORMAZIONE PER CATECHISTI 2012-13 Parrocchia di San Sperate CORSO DI FORMAZIONE PER CATECHISTI 2012-13 LE FONTI DELLA CATECHESI RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI Al capitolo VI il Documento di Base indica 4 fonti per la catechesi: 1. la SACRA

Dettagli

www.parrocchiadellaguardia.it Parrocchia Santa Maria della Guardia Ordine Frati Minori Catania

www.parrocchiadellaguardia.it Parrocchia Santa Maria della Guardia Ordine Frati Minori Catania www.parrocchiadellaguardia.it Parrocchia Santa Maria della Guardia Ordine Frati Minori Catania IL PECCATO LA CADUTA e L ORIGINE DUE SPECIE DI PECCATO IL PECCATO ATTUALE IL PECCATO ORIGINALE Il peccato

Dettagli

Donne che non hanno paura del fuoco

Donne che non hanno paura del fuoco STUDIO DI PSICOLOGIA CORSO DELLE TERME 136 MONTEGROTTO T. (PD) DOTT.SSA MARISA MARTINELLI WWW.VEDEREBENE.IT Donne che non hanno paura del fuoco (Revisione appunti conferenze psicologia del femminile) Perché

Dettagli

La relazione di aiuto con il paziente e la famiglia nella sedazione palliativa

La relazione di aiuto con il paziente e la famiglia nella sedazione palliativa La relazione di aiuto con il paziente e la famiglia nella sedazione palliativa Dott.ssa Amanda Panebianco Psicologa psicoterapeuta Servizio di psicologia ospedaliera ASL TO4 L inizio della relazione d

Dettagli

PERCHE FARE FORMAZIONE sull accompagnamento al morire.

PERCHE FARE FORMAZIONE sull accompagnamento al morire. UNA PROPOSTA FORMATIVA: il parere del geriatra Evelina Bianchi * LA FORMAZIONE Ho consultato la Treccani, enciclopedia della lingua italiana, alla voce formazione: deriva dal latino formatio, -onis e indica

Dettagli

CONCLUSIONI SU SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE, WELFARE ED ECOLOGIA UMANA *

CONCLUSIONI SU SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE, WELFARE ED ECOLOGIA UMANA * Intergenerational Solidarity, Welfare and Human Ecology Pontifical Academy of Social Sciences, Acta 10, Vatican City 2004 www.pass.va/content/dam/scienzesociali/pdf/acta10/acta10-conclusioni.pdf CONCLUSIONI

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA.

ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA. Campi di esperienza IL SE E L ALTRO ISTITUTO COMPRENSIVO DI PETRITOLI CURRICOLO IN VERTICALE DISCIPLINA: RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2013/2014 SCUOLA DELL INFANZIA Traguardi per lo sviluppo delle Obiettivi

Dettagli

Dopo-Cresima Semplicemente... una proposta

Dopo-Cresima Semplicemente... una proposta ... e t Dopo-Cresima n e em c i l p m e S una prop osta A questa semplice parola possono essere attribuiti svariati significati: ciascuno la riempie a modo suo.... naturalmente il catechismo. Ci si libera

Dettagli

Il suicidio nei luoghi di cura e di assistenza Parte 2

Il suicidio nei luoghi di cura e di assistenza Parte 2 IL SUICIDIO NELL'ANZIANO: CARICO DI DOLORE ANGOSCIA E FRAGILITA Sala Madrid - 29 Novembre 2013 Il suicidio nei luoghi di cura e di assistenza Parte 2 Evelina Bianchi Vicenza Abbiamo una ipotesi utile a

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA

RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA ELABORATO DAI DOCENTI DELLA SCUOLA PRIMARIA DIREZIONE DIDATTICA 5 CIRCOLO anno scolastico 2012-2013 RELIGIONE CATTOLICA CLASSE PRIMA TRAGUARDI DI COMPETENZA DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA

Dettagli

IL GIUSNATURALISMO CRISTIANO

IL GIUSNATURALISMO CRISTIANO IL GIUSNATURALISMO CRISTIANO PROF. FRANCESCO PETRILLO Indice 1 IL GIUSNATURALISMO CRISTIANO ---------------------------------------------------------------------------------- 3 2 IL GIUSRAZIONALISMO CRISTIANO

Dettagli

RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA

RELIGIONE SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA 1 - IO NELLA CLASSE 1. Presentarsi nella propria particolarità 2. Capire che ognuno ha un posto 3. Comprendere che in classe non si è soli Presentazione degli insegnanti

Dettagli