"VIAGGI CON L'ESPERTO" Tibet - Nepal NEPAL TIBET: "FRIENDSHIP HIGHWAY" LA STRADA DELL' AMICIZIA. Viaggio di 17 giorni / 14 notti

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1 "VIAGGI CON L'ESPERTO" Tibet - Nepal NEPAL TIBET: "FRIENDSHIP HIGHWAY" LA STRADA DELL' AMICIZIA Viaggio di 17 giorni / 14 notti Questo viaggio è un percorso attraverso due terre combacianti eppure completamente differenti: il Nepal è l acqua, il verde, il riso, il caldo, i fiori che inghirlandano le figure sacre; il Tibet è la pietra, il turchese dei laghi, il bianco lattescente degli immensi nevai, è il lumino tremolante delle lampade a burro nei templi bui. Dove per secoli sono passati solo sentieri tracciati da carovane di yak e dal cammino dei pellegrini, è nata una strada camionabile. E la Friendship highway la cosiddetta Strada dell Amicizia costruita, dall accordo comune di Nepal e Cina, per collegare le due terre saldate dal cordone himalayano: il Tibet e il Nepal. La strada percorre il plateau tibetano e scende alle valli nepalesi. Quest arteria inaugurata nel 1987 è il filo conduttore del nostro viaggio tra le città, i paesi, i monasteri, le terre e le 1

2 genti che hanno serbato l originalità delle antiche e affascinanti tradizioni himalayane. Terre di agricoltori, di pastori, terre di pascoli e di campi d orzo; terre di eremiti, di monaci, di patriarchi, terre di magia e di preghiera. Terre di leggende e di figure leggendarie. Marpa, maestro del grande eremita Milarepa, lasciò il Tibet natale per raggiungere l India, la madre dei testi sacri buddisti. Scese dall altopiano e soggiornò per mesi, per acclimatarsi alle basse quote, nella valle di Kathmandu presso lo stupa di Swayambunath detto l autogenerato. Sono trascorsi mille anni eppure i valori spirituali del popolo himalayano, nelle vallate di pascolo lontane dalle città, sono rimasti, incredibilmente, pressoché immutati. Il viaggio sarà accompagnato sempre da Giovanni Dardanelli ad eccezione del tour il 13 luglio. Itinerario 1 giorno - Volo da Milano Malpensa per Doha e proseguimento per Kathmandu dove l'arrivo è previsto nella giornata successiva (QR122 H / ) Partenza in serata da Milano Malpensa con volo di linea per Doha e coincidenza in mattinata per Kathmandu. 2

3 2 giorno - Arrivo a Kathmandu nel tardo pomeriggio (QR 646 H.08.30/15.30) Il volo atterra nella capitale nepalese, che è situata a 1400 metri di quota, verso le quattro del pomeriggio. Dopo il disbrigo delle formalità di ingresso, trasferimento e sistemazione in hotel. Il Dwarika s Hotel, dove pernotteremo, è sicuramente l albergo con più fascino e personalità del Nepal. E considerato l albergo museo della valle di Kathmandu. L arte secolare della lavorazione del legno, lo stile newarese medievale, è il dettaglio che con la sua originalità e autenticità infonde un tocco di ineguagliabile raffinatezza all insieme della struttura architettonica. Il cortile interno del Dwarika s Hotel è già di per sé un angolo magico di Kathmandu. (www.dwarikas.com). 3 giorno - Giornata di inizio delle visite dei luoghi più significativi di Kathmandu e della sua valle: Swayambunath, Kathmandu Durbar Square, Patan e Boudanath L intera giornata sarà dedicata alle visite dei centri architettonici e religiosi più significativi della valle. La valle di Kathmandu è una culla affollata di gente con un ampiezza di circa trenta chilometri. L'intera popolazione si aggira intorno al milione di abitanti. Baktapur, Patan e Kathmandu stessa, sono i tre poli architettonicamente più importanti della valle. Il carattere cittadino di Kathmandu non è per nulla rappresentativo della realtà sociale e culturale del Paese, il Nepal è infatti immerso in una realtà rimasta autenticamente contadina con un' economia piuttosto povera ed elementare ed un tratto culturale ancora molto lontano dalla modernità. Dall inizio della sua fama, intorno agli anni settanta, una fama legata anche allo stile degli hyppies che la frequentavano, Kathmandu è molto cambiata, si è modernizzata: quel fascino particolare, di città aperta, di città tollerante e pacifica, di città così isolata dal resto del mondo eppure così straordinariamente cosmopolita e accogliente, è comunque il suo aspetto di sempre, la sua capacità di far sognare e di farsi amare. La prima visita sarà dedicato alla visita della collina dello Stupa di Swayambunath, luogo sacro, buddista ed induista, dall atmosfera magica e tipicamente orientale. Il Swayambunath è considerato l ombelico della valle; il suo nome deriva dalla lingua sanscrita e significa autogenerato. La sua origine va cercata nella leggenda antica, quando la conca di Kathmandu era il bacino di un lago e al centro di quelle acque brillava una fiammella misteriosa. Appena le acque defluirono là dove brillava la fiammella si autogenerò la forma sacra di questo monumento religioso. 3

4 Continueremo la mattinata con la visita della Durbar square la Piazza del Palazzo di Kathmandu sulla quale si affacciano l'antico palazzo reale, i vari templi, la struttura di Kastamandap, la casa di legno, e la casa della Kumari, la divinità vivente che incarna la figura di Khali. E a pochi passi dal nucleo architettonico centrale, che si trova la famosa Freak Street : la strada-quartiere degli hyppies negli anni '70. Durbar Square è un insieme architettonico raccolto che sintetizza sia dal punto di vista religioso, sia artistico sia culturale l intreccio dello spirito medievale e della vita moderna della capitale nepalese. Nel pomeriggio visiteremo il terzo nucleo importante della valle: il centro di Patan. Anticamente conosciuta col nome di Lalitpur, ovvero la città delle belle arti, Patan ripropone i motivi architettonici del mattone, del legno e della pietra. Il palazzo reale e i suoi templi in stile pagoda o in stile Shikkara esibiscono nel dettaglio dell intarsio o nelle sculture la grande raffinatezza artistica raggiunta dagli artigiani newaresi nel tempo medievale. Andremo a concludere questa intensa giornata presso lo stupa di Boudanath. Negli anni della diaspora tibetana, gli esuli in fuga dall occupazione cinese si insediarono intorno a questo antico monumento buddista dando vita al nucleo tibetano più vivace della valle di Kathmandu. I tibetani rimasti così fedeli alla loro atavica abitudine religiosa pregano quotidianamente, sul finire della giornata, girando instancabilmente il loro mulino di preghiere e prostrandosi nella tradizionale circoambulazione del monumento sacro. Calano pian piano le luci del giorno sui lumini tremolanti accesi dai fedeli ai piedi del grande stupa bianco; l atmosfera delle luci e il senso di pace di Boudanath sono una delle sensazione indelebili di questo viaggio. Rientro in hotel (pranzo e cena liberi). *NB: Le visite dei centri della valle di Kathmandu, in caso di ritardo del volo internazionale potrebbero subire delle modifiche nell ordine secondo il quale sono state elencate nel nostro programma.ciò avverrebbe per distribuire al meglio i tempi delle visite stesse. 4 giorno - Volo da Kathmandu a Lhasa (3600 m): dopo aver costeggiato le vette innevate della catena himalayana fino alla vista dell' Everest, il volo si dirige verso l' altopiano tibetano La distanza tra Kathmandu e Lhasa, in linea d aria, non è tanta, ma la grande barriera naturale dell Himalaya che vi si interpone, rendendo il passaggio, da sempre, difficile ha contribuito alla creazione e al mantenimento di due mondi diversi. Le greggi di capre e pecore che ancora oggi, alla fine dell estate scendono dai pascoli dei dirupi tibetani e camminano, accanto all acqua ferma delle risaie, verso la valle di Kathmandu, sono state uno dei pochi veicoli di cultura attraverso l imperiosa barriera di ghiacci perenni. Poco dopo il decollo dalla capitale nepalese, la traiettoria del nostro volo costeggia la lunga sequenza di vette innevate della catena himalayana fino ad arrivare alla vista dell'everest. Aggirata la grande cima, il volo comincia il superamento della catena per arrivare sopra l'altopiano tibetano. Sorvoliamo Shigatse, poi il lago Yamdrok e infine oltre il passo Kampa La, comincia la discesa nella piana, a fianco 4

5 del letto del fiume Yarlung. Il tempo totale di volo è di circa 60 minuti. Una volta terminate le formalità d'ingresso si parte verso Lhasa che dista dall aeroporto 70 chilometri. Si è atterrati a 3550 metri di altitudine. L altopiano occidentale non ha aree di quota molto inferiori a questa. La luce del cielo è nitida, l aria è asciutta e frizzante: è l atmosfera del Tibet. Sulla strada che porta a Lhasa si incontra uno dei monumenti che ha visto passare migliaia di pellegrini in viaggio verso la città sacra. E un grande Buddha medievale scolpito nella parete rocciosa proprio là dove un tempo passava la carovaniera verso la città sacra. La capitale del Tibet è stata ingrandita e pesantemente modificata dall intervento urbanistico cinese, ma il suo cuore ha mantenuto fino ai giorni nostri la sua incredibile autenticità tibetana. Sistemazione in hotel. Cena in hotel. N.B. Ricordiamo che il volo sarà a cavallo delle ore di pranzo, dunque non sarà possibile consumare un pasto normale in un ristorante. 5 giorno - Lhasa: visita al Jokhang, il cuore della fede tibetana, e al Drepung, il complesso monastico più grande del Tibet Al mattino in fondo alla grande piazza, nell atrio che guarda il portone di ingresso del Jokhang, i tibetani si prostrano verso il cuore del tempio. Il Barkhor, l anello di preghiera intorno all antico centro sacro, è una sfilata di costumi, di acconciature, di tratti fisici e somatici diversi; è da secoli il luogo dove lo spirito commerciale si intreccia allo spirito religioso, è da sempre mercato tibetano e circuito di preghiera e di prostrazione. Il Jokhang è il tempio più sacro della tradizione religiosa del Tibet. Da occidente o da oriente, dalle terre dell Everest come dalle terre dei Kampa, i tibetani guardano al Jokhang come al luogo più importante del pellegrinaggio. Nomadi e contadini lasciano per periodi a volte anche lunghi le loro case, i loro pascoli e le loro campagne per intraprendere il lungo viaggio di preghiera. In assoluto il Jokhang è da sempre il cuore della fede tibetana e il fulcro più palpitante per l interesse etnografico e folcloristico del Tibet. Una volta visitata la parte interna del tempio si comincia la passeggiata sul circuito del Barkhor, dove al di là del folclore e delle bancarelle si incontrano situazioni religiose molto suggestive e talvolta molto emozionanti. Il pomeriggio sarà dedicato alla visita di quello che fu il complesso monastico più grande del Tibet: il Drepung. Il breve tratto di strada sterrata che sale verso il monastero fiancheggia la struttura monastica di Nechung, che fu residenza dell'oracolo di stato. Il monastero di Drepung era un grande villaggio con una folla impressionante di monaci; i suoi vicoli, i suoi antri, i suoi cortili e le sue piccole finestre che dalle celle guardano l ampia conca di Lhasa, sono l immagine più completa e più autentica dell antico Tibet. La popolazione di monaci che viveva all interno del monastero è stata drasticamente ridotta. Camminando tra le viuzze che costeggiano i muri bianchi dei templi o delle residenze, talvolta si sente, in modo struggente, il senso di isolamento e di abbandono di questo luogo. Il Drepung è comunque un simbolo, è il complesso monastico che per la sua ampiezza da veramente il senso del peso storico che la vita religiosa ebbe sul paese dal medioevo fino quasi ai giorni nostri. Sistemazione in albergo. Pensione completa. 5

6 6 giorno - Continua la visita della città, comprendente: il palazzo del Potala, antica sede del Dalai Lama, il monastero di Sera e Norbulinka, la residenza estiva dei Dalai Lama Mattinata dedicata alla visita del Potala, il grande palazzo che era sin dall epoca della sua costruzione la sede dei Dalai Lama. Dal momento in cui il V Dalai Lama concentrò nelle proprie mani il potere spirituale e quello temporale questa residenza è diventata il vero fulcro del governo del paese. All interno del palazzo si visitano le sale del trono e delle tombe, gli spazi privati di residenza e le sale di preghiera dedicate alle varie divinità. Il palazzo è oggi un grande museo. Si passa di sala in sala e tutti gli elementi decorativi sembrano molto statici, testimonianze di un passato che non esiste più. Non è così per le centinaia di pellegrini che vi entrano tutti i giorni, che intasano i passaggi stretti tra una sala e l'altra. Per i tibetani il palazzo del Potala continua ad essere un ambiente vivo e soprattutto indiscutibilmente sacro. Nel pomeriggio si visita il monastero di Sera, il secondo complesso monastico, in ordine di importanza, della città di Lhasa. Rispetto al Drepung, Sera è molto più ridotto, più raccolto e il suo carattere, unitamente al suo passato, è molto diverso dal precedente. Non bisogna dimenticare che questo monastero fu il centro di addestramento alle arti marziali dei monaci che costituivano il corpo di guardia del Dalai Lama. Molto spesso, nel pomeriggio, i monaci-studenti si raggruppano all ombra dei salici del cortile e danno vita a uno spettacolo unico e di tradizione antichissima: il dibattito filosofico. Questo scambio verbale, accompagnato da una gestualità molto particolare e talvolta da una veemenza veramente stupefacente, è l arte dialettica finalizzata alla definizione di ciò che è essenza e ciò che è apparenza, concetti molto importanti della filosofia buddista. Termineremo la giornata con la visita della residenza estiva dei Dalai Lama, l insieme di strutture è conosciuto col nome di Norbulinka, il Parco dei gioielli. All interno di questo insieme, divenuto da alcuni decenni, area pubblica, visiteremo quella che fu l ultima abitazione del Dalai Lama nei giorni che precedettero il suo esilio. Sistemazione in albergo. Pensione completa. N.B. L ordine delle visite nella città di Lhasa varia a seconda degli orari e del giorno in cui viene dato il permesso per la visita del Potala e del Jokhang. 7 giorno - Partenza per Samye; lungo il percorso sosta al tempio di Dorje Drak La mattina prima di lasciare Lhasa faremo una visita al museo. L esposizione è moderna e molto interessante: editti antichi su rotoli di seta, dipinti religiosi o didattici su tela, sculture sacre in bronzo, maschere delle danze sacre e del teatro popolare. E un breve elenco dei reperti antichi che si possono osservare all interno dello spazio museale. Si tratta in gran parte di oggetti che erano conservati nei tanti monasteri del Tibet e che il caso ha fortunatamente salvato dal Passaggio drammatico della rivoluzione culturale che ha investito il Tibet come tutta la Cina negli anni settanta. Al termine di questa visita si lascia Lhasa diretti verso oriente. A differenza dei soliti circuiti, il nostro viaggio seguirà la sponda orografica sinistra dello Yarlung per raggiungere il tempio di Dorje Drak, fino a poco tempo fa raggiungibile solo via fiume, e si prosegue poi, costeggiando l acqua e le cadute di 6

7 sabbie della montagna, fino al centro monastico più antico e più importante del paese: il monastero di Samye. Il fiume Yarlung nasce nella parte più occidentale dell altopiano alle pendici del monte Kailash e dopo aver tagliato per duemila chilometri circa il plateau tibetano entra in India prendendo il nome di Bramaputra. Lungo questo fiume sacro sono sorti numerosi monasteri, alcuni di questi sono i complessi che hanno fatto la storia religiosa del Tibet. Dall alto della collina di Hepo Ri, dove saliremo nel pomeriggio, si ha la vista panoramica del monastero di Samye. Lo sguardo raccoglie in un pugno tutto il complesso religioso circondato dal muro ellittico bianco che ne simboleggia i confini fisici estremi. Pernottamento all albergo di Samye. Pensione completa. *A partire dall estate 2013 sono iniziati i lavori per la realizzazione di una nuova arteria sul fianco orografico sinistro del fiume Yarlung. Nel caso il traffico venisse interrotto a causa dei lavori in corso, si dovrà fare una piccola variazione al programma. La chiusura della strada implicherà infatti il raggiungimento del monastero di Samye percorrendo la camionabile sul lato opposto del fiume e tralasciando il passaggio presso il monastero di Dorje Drak. In tal caso l uso dei fuoristrada comincerà il 9 giorno di viaggio. 8 giorno - Visita del Monastero di Samye, il più antico del paese. Trasferimento a Tsetang e visita di Yumbulakang e Tandruk Il monastero di Samye, come già menzionato, è il primo complesso monastico del Tibet. In molti dipinti storico-religiosi si ritrova la inconfondibile pianta a Mandala di questa costruzione che venne realizzata seguendo la leggendaria rappresentazione dell universo secondo il modello indiano: il monte Meru, i quattro continenti, il sole e la luna, il muro insormontabile di montagne che protegge e isola questo universo. Dopo la visita degli interni, proseguiamo ancora verso oriente, sempre costeggiando il fiume, fino a raggiungere il ponte che ci permette di attraversarlo e di raggiungere il centro cittadino di Tsetang. Dedicheremo alcune ore del pomeriggio alla visita di Yumbulakang, Il castello tra le nuvole la struttura che, secondo la leggenda, fu la prima residenza dei re tibetani. Il castelletto, passato nei secoli attraverso varie distruzioni e rifacimenti è oggi una costruzione sacra, consistente in due templi, appollaiata sulla collina rocciosa. La parte più suggestiva di questa breve escursione è il largo panorama che si può cogliere dall alto del tempio: da una parte le terre verdi di orzo e grano e dall'altra la montagna arida con discese ghiaiose che scendono al piano. Termineremo la giornata con una visita speciale: il monastero di Tandruk, uno dei dodici templi più antichi del Tibet. Sistemazione in hotel. Pensione completa. 9 giorno - Attraversiamo l'altopiano centrale verso occidente da Tsetang a Gyantse costeggiando il lago Yamdrok: comincia la trans-himalayana conosciuta con il nome di ''Strada dell' amicizia" 7

8 E giornata di attraversamento dell altopiano centrale verso occidente. Comincia la Trans-himalayana conosciuta col nome di Strada dell amicizia. Il percorso, una volta lasciato il fondovalle del fiume Yarlung, sale ripidamente. Si passa da un tornante all'altro e molto velocemente si guadagna quota. Nel fondovalle si scorgono verdi terrazzamenti accanto a gruppi isolati di case tibetane; nei mesi estivi gli Yak pascolano accanto alla strada lungo i fianchi ripidi della montagna. In breve si giunge al passo Kampa la (4870 m). Appena si arriva al piano del passo, si apre, al di sotto una vista favolosa il lago Yamdrok dalle acque color turchese intenso e al fondo lo scenario delle cime innevate dominate dalla vetta del Nojyn Kang Sa (7200 m.). Dopo aver costeggiato il lago la strada risale e arriva al secondo passo della giornata: il Karo la (5010 m.). Nella culla, raccolta sotto il ghiacciaio che fiancheggia il percorso, vivono, sotto le tende nere di pelo di yak, pastori di pecore e Yak. Nel tardo pomeriggio, dopo questa intensa giornata di paesaggi e momenti suggestivi, si giunge finalmente a Gyantse. Complessivamente questo percorso implica, con le soste, otto o nove ore di viaggio. Sistemazione in hotel. Pensione completa. 10 giorno - Visita del bellissimo insieme sacro composto dal Palkhor Chode e dal Kumbum e del monastero di Shalu. Proseguimento per Shigatse Tutta la mattina è dedicata alla visita del bellissimo insieme sacro composto dal Palkhor Chode e dal Kumbum. Due esempi di arte e architettura medievale raccolti entro un muro di protezione che ne è anche cornice. Queste strutture sono sicuramente l'esempio più completo della bellezza dell'architettura e dell' arte scultorea e figurativa del XV sec. in Tibet. La strada che porta all ingresso principale del monastero fiancheggia l agglomerato tradizionale e popolare di Gyantse. Dall alto del castello, sul picco roccioso che domina la cittadina, si coglie l insieme compatto del complesso monastico raccolto tra le mura e lo schema del villaggio antico che lo affianca. Il percorso tra Gyantse e Shigatse corre, nella piana del fiume Nyang Chu, tra campi d'orzo e di frumento. E' dal punto di vista agricolo la fascia più ricca del Tibet centro-occidentale. Le case sono più grandi, nella stagione estiva le aie sono spesso teatro di lavoro di raccolta e mietitura. Lungo la strada che ci conduce a Shigatse, faremo la deviazione nella vallata di Shalu. Il monastero lo si scorge già dalla strada maestra; il suo tetto a pagoda, di ceramiche verdi, emerge sopra le case del villaggio. Shalu è un monastero dall aria veramente dimenticata. Al suo interno vivono, oggi, non più di quaranta monaci. Si visitano le sale di preghiera che con il corridoio di circoambulazione sono tra i lavori d arte figurativa più importanti del Tibet medievale. Tanti aspetti all'esterno e dentro l'edificio lasciano trapelare la passata grandezza di Shalu. Terminata la visita si ritorna sulla strada maestra e si è ormai poco lontani da Shigatse, in ordine di grandezza e di importanza politica, la seconda città del Tibet. Sistemazione in albergo. Pensione completa. 11 giorno - Visita al complesso monastico del Tashilumpo; superato il passo Tsuo La' (4500 mt.) si arriva a Sakya Le prime ore della mattina le spenderemo nella visita del Tashilumpo. Questo complesso monastico è la residenza tradizionale della seconda carica politico- 8

9 religiosa del Tibet, il Panchen Lama. L importanza politica di questo monastero, con l avvento dell ultima rincarnazione del Panchen Lama, ha avuto una spinta di crescita molto forte. Vivono al suo interno circa ottocento monaci, le attività di studio e di preghiera a volte paiono frenetiche. La sala del Buddha più grande del Tibet, le tombe ricoperte di fregi d'oro, di argento e pietre dure dei Panchen Lama; le antiche sale di preghiera con le lunghe raccolte di dipinti sacri anneriti dal fumo delle lampade a burro tutto ci parla del grande ruolo religioso e politico che il monastero ebbe nei secoli passati. Al termine della visita degli interni dedicheremo un po di tempo al percorso intorno al monastero e al mercato artigianale tibetano. Quando il cielo è sereno, dall'alto del sentiero di circoambulazione, si hanno delle belle vedute sui tetti dorati del Tashilumpo, sui quartieri tibetani della città, sui ruderi del castello oggi ricostruito e sulla piana tracciata dalla Strada dell Amicizia che, uscendo dal centro città, corre come un nastro ondulante verso occidente. Nel pomeriggio si lascia Shigatse percorrendo la strada che corre verso il confine del Nepal. La piana lunga e altalenante, in piena estate offre sprazzi di giallo intenso della fioritura della colza, macchie contenute di rosa-violetto della fioritura del grano saraceno (più noto in quelle terre come Grano Himalayano ). il cielo di quel particolare blu forte degli altopiani scende a chiudere l orizzonte sui contrafforti aridi e brulli della catena himalayana. Si sfiora il complesso di Narthang, l antica stamperia del Tashilumpo. Una pietra miliare prima di salire al passo Tsuo Là, indica la distanza da Shangai, sono 5000 chilometri dal punto più orientale della Cina. Dopo il passo Tsuo Là (4500 m), il percorso scende di quota e infila la vallata che porta al monastero di Sakya. Da questo punto fino quasi al confine tutte le case tibetane portano, come una decorazione, tre linee verticali di colori diversi: il rosso, il bianco ed il nero. Sono, sin dal periodo medievale, i colori del monastero di Sakya, il simbolo, quindi, di appartenenza alla grande scuola dei Sakya pa. Definire Sakya soltanto monastero è ignorarne il passato e non percepirne a fondo l'atmosfera che tutt'ora vi regna. Sakya è l'istituzione religiosa mescolata alla severa austerità del potere. Il monastero si trova in fondo alla valle del fiume Trum, tra le case contadine che lo circondano. La valle è molto povera. La grande struttura meridionale del complesso monastico guarda dall alto del muro di difesa i ruderi dell antico nucleo settentrionale completamente distrutto dalle guardie rosse. Sistemazione in un modestissimo albergo. Pensione completa. 12 giorno - Dopo la visita del monastero di Sakya percorriamo il Gya Tsu Là (5220m), il passo camionabile più alto del Tibet ed il terzo al mondo, fino a Xegar (4200 m) (100 Km - 3h) Dedichiamo la mattina alla visita del monastero. La sua struttura meridionale è rimasta fortunatamente indenne al passaggio distruttivo della rivoluzione culturale; del blocco settentrionale non rimangono invece che pochi ruderi, visibili sul pendio della collina, raggiungibili lungo un sentiero che i pellegrini utilizzano abitualmente come percorso di preghiera. Gli interni del complesso meridionale, protetto da un forte muro di circoscrizione e costruito secondo i suggerimenti degli ingegneri militari dell Imperatore Kublay Khan, sono molto suggestivi. I grandi tronchi secolari provenienti dai territori boscosi ai bordi dell altopiano, come dei pilastri sorreggono la grande sala di preghiera. Ognuno di questi tronchi è legato ad una 9

10 leggenda particolare. La storia del monastero di Sakya è un momento fondamentale e particolarmente affascinante nel quadro politico e religioso del Tibet. Nel primo pomeriggio, terminata la visita di Sakya, imbocchiamo la transhimalayana e saliamo verso il passo camionabile più alto di tutto il territorio centro occidentale del Tibet, il passo Gyà tsu Là (5220 m). Detriti di ardesie frammentate e aride pietraie accompagnano la salita al grande passo. Sù, in cima, lo scollinamento è salutato dai colori delle bandiere sventolanti. Il passo segna anche l ingresso nell area protetta del territorio dell Everest. I tibetani lanciano in aria foglietti di preghiere e con le formule tradizionali salutano e ringraziano il cielo: Ghy-Ghy-So So-La-So Laa. Nella discesa dal passo avremo la prima apertura sulle vette degli ottomila. In serata raggiungiamo l albergo della trans-himalayana nei pressi di Tingri e di Xegar. E una struttura elementare, con tutti i servizi di base, e si trova a pochi chilometri dalla deviazione che conduce all Everest. Sistemazione in albergo. Pensione completa. 13 giorno - Xegar: escursione al monastero di Rongbuk e al campo base dell'everest Di primo mattino partiamo verso le vette innevate a sud di Tingri. La via sterrata sale e ci porta fino al grande panorama. Di fronte al passo Pang La, i piani collinari bruni si elevano fino alle prime nevi e poi ecco svettanti i corpi del Makalu, dell Everest e del Chohoyu ancora un po avanti e a sinistra si apre la vista sul Shishapagma. Uno spettacolo davvero emozionante! Una volta lasciato il passo continueremo verso il monastero di Rongbuk. Il fianco settentrionale della montagna più alta del mondo è proprio di fronte a noi. Il piccolo monastero di Rongbuk è il luogo sacro nella storia delle grandi spedizioni dell Everest. Non c è stata spedizione nel passato che non abbia avuto la benedizione dei lama di questo monastero. Le preghiere e i riti propiziatori sono gli atti fondamentali nel rispetto delle forze divine e naturali che governano questa grande montagna. I mormorii dei monaci in quelle piccole sale sono stati l atto d inizio di tutte le grandi ed intrepide imprese sul fianco settentrionale della vetta più alta del mondo. Nel pomeriggio raggiungeremo il Campo Base, a 5200 metri, dove comincia il ghiacciaio dell Everest. Il campo base dista circa 8 km dal monastero. Al termine di questa giornata, che sarà senz altro indimenticabile, si fa rientro verso l albergo di Xegar o si continua verso la sistemazione altrettanto semplice di Tingri a seconda delle disponibilità ricettive stagionali. La distanza di andata dall albergo di Xegar al monastero di Rongbuk è di circa novanta chilometri. In condizioni normali la strada sterrata è abbastanza scorrevole e il percorso di andata è fattibile in circa quattro ore di macchina. Stesso discorso vale per il ritorno. *NB: nonostante la quota di 5200 metri, possa impressionare, in genere l escursione a questa altitudine, fatta a questo punto del viaggio, cioè dopo tanti giorni di acclimatazione, non ha, fino ad ora, comportato problemi ad alcun componente dei gruppi. 14 giorno - Superato il Passo di Lalung Là cominciamo la discesa lungo il bordo occidentale del "Tetto del Mondo" verso Zhangmu (2400m), al confine con il Nepal, per arrivare a Dulikhel (1700 m) 10

11 Lasciamo l albergo all alba. La giornata che si profila è piuttosto impegnativa ed è soprattutto una sfilata di panorami ed ambienti hymalaiani senza tregua. La piana di Tingri, da dove sono partite tante spedizioni per le grandi vette, apre ancora una volta uno squarcio sulla vista dell Everest e del Chooyu. La strada sfiora i ruderi dell'occupazione nepalese del 1850 e in fondo alla piana svetta la cima innevata dello Tsangla (6466 m). I villaggi tibetani che sfilano nella piana d alta quota, sono molto pittoreschi. La loro conformazione è piuttosto compatta, raccolta. Mentre la strada sterrata sale al passo, scorgiamo il fianco innevato e abbagliante del Shisha Pagma (8030 m), l unico ottomila interamente tibetano. Il passo Lalung Là è panoramicamente il più bello della trans-himalayana. Da qui si scende dall'altopiano, si è sull estremo bordo occidentale del Tetto del mondo. E' come affacciarsi da un terrazzo a 5000 metri di altezza e avere di fronte a sé, a mo di anfiteatro, imponente e maestosa, la catena himalayana. Da sinistra a destra si stagliano allineate le vette innevate dei sette e ottomila metri himalayani. I loro ghiacciai sono masse bianco-latte impressionanti. Scendiamo dall altopiano passando tra montagne detritiche con colate di sabbie ai fianchi e bande oblique di ossature rocciose. I colori sono tenui e sfumati: rossiccio, miele, antracite e verde pallido. Parrebbe di essere entrati in uno scenario immaginario creato apposta per riposare gli occhi e la mente. Basta scendere ancora, e si entra in un mondo completamente diverso. L'acqua cade da ogni dove nel letto incassato del torrente Rong Chu che impegnato in una corsa rotolante ci accompagna fino al confine nepalese. L incredibile discesa dal Tibet ci porta a Zhangmu (2400 m.), il posto di confine cinese. Dopo le operazioni burocratiche di passaggio della frontiera, ci inoltriamo in un territorio completamente nuovo. Si passa di vallata in vallata. E' un continuo saliscendi con panorami bellissimi. E' un mondo completamente diverso da quello tibetano. Il verde e l'acqua sono ovunque. I fianchi delle colline sono ripidi e terrazzati per la coltivazione del riso. Le case contadine sembrano irraggiungibili, in alto, lontane dalla strada, isolate tra il verde. E' un paesaggio molto bello e riposante ma non è il Tibet, non c è più quell'atmosfera impalpabile e sfuggente che appartiene solo all'altopiano. Nel tardo pomeriggio raggiungeremo Dulikhel (1700 m), bordo estremo del catino della valle di Kathmandu. L intero percorso è di dodici ore circa. Le distanze non sono eccessive, ma le soste panoramiche, i saliscendi, i tornanti, il fondo sterrato spesso dissestato e le pratiche burocratiche dei passaggi in frontiera rallentano molto il viaggio. Sistemazione in albergo. Pensione completa. 15 giorno - Lasciamo Dulikhel per dirigerci verso Baktapur, riconosciuta come Patrimonio dell' Unesco. Nel pomeriggio continuazione verso Kathmandu e visita del centro sacro di Pashupatinath L alba sulle vallate terrazzate che si allungano come grandi solchi verso i piedi dell Himalaya è, da Dulikhel, veramente emozionante. Nelle giornate serene le punte delle vette innevate compaiono in lontananza, in alto, contro il cielo. La catena che abbiamo attraversato e il grande plateau tibetano sono laggiù, lassù e ormai dentro il nostro cuore e i nostri ricordi. Lasciamo Dulikhel e ci avviamo verso Baktapur, a circa quindici chilometri di distanza dalla capitale. Con Patan e Kathmandu questo centro fu, nel medioevo, una delle sedi più importanti dei diversi principati che controllavano la valle. Ciò che più colpisce è l armonia, la compattezza, l omogeneità architettonica di questo nucleo medievale nelle cui 11

12 piazzette abitualmente si incontrano i vasai o nella stagione della mietitura i cumuli di riso o le chiazze rutilanti del peperoncino steso ad essiccare sul selciato di mattone cotto. Baktapur, riconosciuta dall Unesco come uno dei luoghi facenti parte del Patrimonio dell Umanità, è un museo di architettura all aperto. Il mattone rosso e il legno si compongono negli edifici antichi mentre le figure scolpite in pietra ne proteggono gli ingressi. Nel primo pomeriggio, una volta terminata la visita del bellissimo centro storico continueremo verso Kathmandu. All ingresso del centro cittadino, accanto alla riva del fiume Bagmati, si distacca il tetto dorato del tempio di Pashupatinath, un luogo religioso che è meta di pellegrinaggio anche per gli stessi indiani. Il nostro percorso attraverso l arte e la cultura del cuore della valle di Kathmandu termina con l approccio ad un luogo che per la sua atmosfera mistica ed intensa è veramente straordinario. Qui la bellezza dell architettura è solamente la grande quinta dietro la forza religiosa che si manifesta intorno ai riti sacri. Pashupatinath è il centro sacro e tradizionale delle cremazioni nella valle di Kathmandu ed è anche il sito di uno dei templi più importanti dedicati a Shiva. I riti funebri lungo il fiume, le preghiere che si elevano dal tempio, i Sadhu che si aggirano tra i tempietti di pietra e le bancarelle degli ornamenti sacri sono i diversi artefici che animano questo particolare ambiente in un modo indimenticabile. Sistemazione in hotel (Dwarika s hotel). Pranzo e cena liberi. 16 giorno - Volo per Malpensa via Doha (QR 647 H /19.25) Tempo libero in mattinata a Kathmandu. All inizio del pomeriggio trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Doha. 17 giorno - Imbarco in nottata a Doha e arrivo in Italia in mattinata (QR 123 H /06.10) 12

13 Bene a sapersi: Materiale antigovernativo Preghiamo i signori partecipanti di non portare durante il viaggio in Tibet i testi reputati dalla Cina antigovernativi ad esempio: articoli di giornale a favore del Tibet libero, fotografie del Dalai Lama, testi sul Dalai Lama, la guida dell EDT (Lonely Planet) sul Tibet con prefazione del Dalai Lama ecc. NOTA IMPORTANTE: visto e permessi All atto dell iscrizione è necessario inviare scansione delle prime pagine del passaporto al nostro ufficio di Milano. Itinerario Il tour TIBET FRIENDSHIP HIGHWAY - LA STRADA DELL AMICIZIA avendo riscosso moltissimi giudizi positivi nel corso degli ultimi anni è rimasto invariato ed è il viaggio più completo per la visita di tutto l altopiano centro-occidentale. Questo itinerario implica una certa disponibilità all adattamento poiché alcune sistemazioni sono in zone periferiche del territorio e quindi piuttosto elementari. Il percorso taglia tutto l altopiano, visita la zona dell Everest, supera l arco dell Himalaya e passa in territorio nepalese. Questo itinerario è stato costruito e regolato nei tempi e nella distribuzione delle visite in seguito a decine di traversate effettuate negli anni sull altopiano tibetano. E particolarmente consigliato a coloro che, intraprendendo un viaggio, privilegino gli aspetti paesaggistici, folcloristici e culturali al puro comfort delle sistemazioni alberghiere. Quando andare: L altopiano tibetano, al di fuori della stagione invernale che va da fine novembre alla fine di marzo, offre un arco di mesi adatti per i viaggi, abbastanza ampio. Si potrebbe intanto dire che in base al tipo di viaggio o di sensibilità individuale un certo periodo può essere più adatto di un altro. Sicuramente per gli itinerari che tendono a mettere in luce soprattutto l aspetto paesaggistico e in prima linea le grandi montagne, i mesi migliori sono quelli primaverili (maggio e giugno), oppure quelli autunnali (fine settembre ed ottobre). Nei mesi di maggio e giugno vi possono essere comunque influenze monsoniche che però, salvo anomalie stagionali, si manifestano in annuvolamenti passeggeri e piogge lievi. Il periodo centrale dell estate, ovvero dalla metà di luglio alla fine di agosto, è la stagione dei monsoni. Le correnti umide in quella fase dell estate diventano particolarmente forti e riuscendo a scavalcare il grande muro himalayano arrivano a riversarsi sull altopiano. 13

14 Si tratta normalmente di temporali notturni che in genere non disturbano le visite turistiche giornaliere, ma, sicuramente, le masse di nuvole che stazionano sulla catena di montagne possono limitare la vista delle vette. I mesi migliori per la vista delle montagne sono quelli già citati, primaverili e autunnali, e sono anche i mesi più adatti (gli alpinisti lo sanno bene) per affrontare le grandi scalate. Nella stagione monsonica le piogge possono dar vita a frane e smottamenti perciò alcune strade minori possono essere chiuse al passaggio. Dunque un viaggio possibile nei mesi primaverili potrebbe essere non completamente fattibile nel cuore della stagione delle piogge. Questione Altitudine N.B. Lo schema della mappa non contiene le altitudini dei vari passi intermedi e del Campo Base dell Everest. Occorre innanzitutto sottolineare che il fenomeno della quota sull altopiano himalayano non è assolutamente rapportabile a quello che potrebbe essere in Europa. Intendiamo dire che stare in vetta al monte Bianco, a 4800 metri e stare al campo base dell Everest a 5200 metri sono cose completamente diverse, la seconda è molto più facile. Mentre in Europa le coltivazioni agricole possono arrivare fino a 1500 metri, ma non oltre, sull altopiano himalayano troviamo coltivazioni di orzo, patate, colza fino a metri. Sono dunque situazioni climatiche troppo diverse e tutti possono constatare che anche ad alte quote l altopiano è spesso accogliente. Bisogna sfatare il problema altitudine. Senza dubbio esiste per il nostro corpo un momento critico necessario per l acclimatamento in quota, ma in genere è un processo naturale che si compie nell arco di poche giornate e spesso lo stato di disadattamento fisico è inferiore a quel che si sarebbe pensato. 14

15 Sicuramente le scelte di sviluppo del viaggio da parte dell organizzazione sono molto importanti per agevolare l adattamento in quota. Prima di affrontare un viaggio in altitudine è sempre consigliabile un controllo medico preventivo. Avendo condotto centinaia di persone attraverso l altopiano, abbiamo constatato che tutti coloro che siano in buono stato di salute possono affrontare senza problemi la quota. I casi di coloro che, pur non avendo in precedenza particolari problemi fisici, non sono riusciti a ritrovare in quota il giusto stato di benessere sono rarissimi, puramente casi eccezionali. Difficoltà del viaggio Negli ultimi dieci anni il Tibet ha avuto cambiamenti enormi sotto il punto di vista turistico. I primi alberghi, nati nell ottantasette, quando la trans- himalayana, la via detta dell Amicizia che unisce Tibet e Nepal fu terminata, sono stati recentemente risistemati e oggi sono delle sistemazioni abbastanza confortevoli. Vi sono sicuramente degli alberghi che richiedono una buona capacità di adattamento perché molto carenti sotto il punto di vista delle strutture igieniche. Nel caso specifico del nostro viaggio, di questo tipo di sistemazioni che definiamo carenti, incontreremo gli alberghi di Samye e di Sakya e l albergo sulla transhimalayana nei pressi di Tingri e Xegar (le carenze sono soprattutto di ordine tecnico: carenza di energia elettrica, carenza di acqua potabile o acqua calda). Altre difficoltà particolari del viaggio sono legate alla rete stradale. Oggi la strada principale che collega le grandi città fino al confine nepalese è in buone condizioni ed è abbastanza scorrevole. Durante il nostro itinerario percorreremo alcune vie laterali e minori che sono ancora sterrate e quindi possono essere polverose. Il percorso a cavallo del confine è, in caso di piogge, soggetto a frane. In stagione monsonica, tra luglio e fine agosto, l interruzione della strada a causa di frane talvolta comporta la necessità di compiere a piedi alcuni tratti; in questi casi per il trasporto dei bagagli vengono assoldati degli sherpa e in casi eccezionali potrebbe essere necessario viaggiare per alcuni chilometri su mezzi di fortuna (camion) per superare i tratti interrotti dalle frane. La suggestione di questi percorsi è senz altro impagabile, ma è sconsigliabile a chi non sia disposto ad accettarne i disagi. Trasferimenti e tempi di percorrenza Le distanze e i tempi di percorrenza segnalati sul programma sono puramente indicativi. La variabilità di questi tempi è conseguenza delle condizioni del fondo stradale. I tempi possono variare da una stagione all altra e gli stessi interessi del gruppo in viaggio influiscono sui tempi di spostamento in modo da renderli diversi di volta in volta. I tempi indicati si rifanno a viaggi fatti in precedenza dunque già tengono conto di soste panoramiche, soste a villaggi e non sono da intendersi come puri trasferimenti ciechi da un punto a un altro. 15

16 Un percorso particolarmente impegnativo sarà quello (bellissimo!) tra Tingri e Dulikhel. La discesa dall altopiano e il passaggio di vallata in vallata in Nepal rallentano molto la velocità di percorrenza. A questi fattori va aggiunto il tempo di passaggio della frontiera cinese e di quella nepalese. Complessivamente la giornata comporta un viaggio di 10/12 ore da partenza ad arrivo. Clima e abbigliamento Il Tibet, nei mesi precedenti l estate, ha un clima certamente inaspettato. Nelle annate normali, nei mesi da maggio ad agosto, le temperature sono molto miti e gradevoli. Certamente può succedere che allo scavalcamento dei passi e alle quote superiori a 4000 metri i venti possano essere particolarmente freddi, dunque la giacca a vento e, per ogni eventualità, un cambio pesante è sempre consigliato, ma in genere un abbigliamento fatto di magliette, maglie, pantaloni di peso medio è sufficiente. Cosi come le giornate, anche le notti non sono particolarmente fredde. Per la parte nepalese invece l abbigliamento deve essere senz altro leggero. Infatti, il Nepal, nella stagione estiva, ha un clima caldo e un po umido. Tshirt, pantaloni leggeri o corti, scarpe leggere e una maglia per le serate fresche. Da metà settembre in poi occorre prevedere un abbigliamento più caldo. Le giornate possono essere ancora calde, ma durante la notte alle quote sopra in 4000 metri le temperature scendono sotto lo zero quindi le serate e le mattinate possono essere fredde. Scelta degli alberghi *Come tutti i viaggiatori sanno, le stelle degli alberghi nei Paesi in via di sviluppo sono indicative, ma non sono rapportabili agli standard europei! A Lhasa abbiamo scelto di soggiornare presso lo Shambala Hotel, situato proprio a due passi dalla piazza del Jokhang, nel cuore del quartiere tibetano. Può essere paragonato a un albergo a tre stelle. Le camere doppie non sono molto grandi e talvolta possono verificarsi i classici inconvenienti dovuti alla lentezza della manutenzione. E sicuramente una sistemazione inferiore rispetto ad altri alberghi (solitamente non centrali) però è molto gradito da coloro che amano stare al centro della vita reale e non si lasciano turbare dai piccoli inconvenienti. Per chi desiderasse una sistemazione in albergo di categoria superiore sarà possibile richiedere informazioni all atto dell iscrizione. Gyantse, Shigatse e Tsetang: Il Gyantse Hotel, lo Shigatse Hotel e lo Tsetang Hotel sono delle strutture nate per volere governativo alla fine degli anni 80. Per almeno un ventennio sono state le sole strutture accettabili per il turismo occidentale. Negli ultimi anni, questi alberghi sono stati rinnovati e hanno ricevuto impulsi diversi. Lo Shigatse Hotel (4 stelle) è molto cresciuto ed ha avuto grandi rifacimenti. Il Gyantse hotel (3 stelle), pur rimanendo la migliore sistemazione di Gyantse e pur essendo stato rinnovato continua ad avere le caratteristiche di fabbrica degli alberghi di stato. E comunque una sistemazione accettabilissima. Lo Tsetang Hotel 16

17 (4 stelle) ha avuto rinnovamenti e ampliamenti ed è oggi una buona struttura che può garantire un buon livello di comfort. Samye e Sakya Gli alberghi disponibili in queste due località sono costruzioni recenti ma richiedono una buona predisposizione all adattamento. Fino a pochi anni fa non era assolutamente pensabile il pernottamento in queste zone, oggi grazie a queste costruzioni semplici e cinesi abbiamo la possibilità di sfruttare meglio il tempo di visita sul circuito. Questo viaggio è fondato sull interesse del percorso e non viceversa sul comfort degli alberghi. Tingri-Xegar Chomolangma Hotel: si trova sulla trans-himalayana a 4250 metri di quota all incrocio con la strada che porta a Xegar (anche conosciuta come New Tingri). Dagli anni 90 ai giorni nostri è stata l unica struttura alberghiera accettabile per gli occidentali. Anche questo albergo è stato rinnovato ma bisogna considerarlo nel contesto in cui si trova. Le camere hanno i servizi, la luce, e l acqua calda è normalmente erogata solo in certe fasce orarie. Non c è un metro di giudizio per dare una valutazione a questo albergo. E una sistemazione inevitabile e richiede una certa capacità di adattamento. Secondo la disponibilità durante il corso del viaggio potremmo utilizzare un altro albergo situato nel villaggio di Tingri. Questa sistemazione consente di variare ed accorciare la via di rientro dal campo base dell Everest. E una sistemazione elementare ed avendo poca disponibilità di camere talvolta potrebbe essere non disponibile. NB: l accorgimento elementare da adottare sempre quando si viaggia in questi spazi è quello di portare con sé un sacco lenzuolo leggero ed un asciugamano personale In questo modo l igiene è sempre garantita. Alcuni alberghi sono dotati di asciugacapelli e altri minori ne sono privi. Non servono particolari adattatori per le prese di corrente. Nepal: Dulikhel: Dulikhel lodge Resort: L albergo a conduzione privata è situato in una posizione veramente buona. Il contesto ambientale e il panorama ne fanno una struttura molto piacevole. Le camere sono semplici ma calde e accoglienti rispetto allo standard cinese in Tibet. Kathmandu Dwarika s Hotel: La sistemazione più affascinante e confortevole di Kathmandu. L albergo è situato a 15 minuti di taxi dal cuore commerciale di Kathmandu. Fotografia 17

18 Ricordiamo che in Tibet la fotografia degli interni è spesso soggetta al pagamento di un biglietto o di un obolo che varia da interno a interno. In alcuni casi, come all interno del Potala, del Jokhang e in alcune sale del Tashilumpo vige il divieto di fotografare o filmare. Cucina La cucina tibetana tradizionale e antica è sempre stata a base di elementi molto essenziali: burro di yak, farina d orzo, latte, formaggi, alcune verdure di stagione, carne secca di pecora o di Yak, riso e tè della vicina Cina. Esiste una cucina tradizionale un po più elaborata ed è quella della nobiltà tibetana che però risente di un forte influsso della cucina cinese. In tutti gli alberghi e in tutti i ristoranti del Tibet moderno, i piatti più diffusi sono quelli tipici della Cina. Da alcuni anni a questa parte esistono anche alcuni ristoranti a conduzione privata con piatti di cucina mista nepalese-cinese. Durante il nostro viaggio alcuni pranzi saranno consumati durante i trasferimenti, saranno dunque pranzi pic-nic. Per quanto riguarda il Nepal, la cucina è varia, saporita e completamente diversa da quella cinese. Nella valle di Kathmandu i pranzi e le cene sono sempre liberi e la possibilità di scelta è molto ampia. NB: i pasti in Kathmandu e nella sua valle sono lasciati liberi affinché ognuno possa scegliere, in base ai propri interessi culinari o delle proprie esigenze, il ristorante o il tipo di cucina preferito. Mezzi di trasporto Durante questo tipo di viaggio utilizzeremo: Bus turistico in Nepal e nella città di Lhasa. Per il resto del viaggio vengono utilizzati dei fuoristrada. La distribuzione dei passeggeri per ogni macchina è di quattro persone più autista. Si tratta di una sistemazione confortevole considerando l ampiezza dei mezzi. Ricordiamo vivamente che durante il viaggio occorrerà effettuare una rotazione dei passeggeri sulle diverse auto e anche una rotazione dei posti all interno delle auto stesse. Differenze orarie Italia / Nepal (+3.45 quando in Italia vige l ora legale) Italia / Tibet (Cina) + 7 (+6 quando in Italia vige l ora legale) Nepal /Tibet (Cina) Partenza del 4 giugno Viaggio in occasione del SAGA DAWA Ci sono momenti sull altopiano del Tibet, ormai da decenni travolto dal confronto politico-culturale con la Cina, in cui la storia si riavvolge su se stessa. 18

19 E come se il tempo si estraesse dalla modernità e ritornasse a vivere l antica tradizione della preghiera, delle cerimonie religiose e del flusso anacronistico dei nomadi verso la città sacra, Lhasa. E il tempo del Saga Dawa, il momento più propizio per i pellegrinaggi. Centinaia e centinaia di pellegrini dalle terre periferiche e lontane del paese, si portano verso il territorio centro-occidentale e si disperdono verso i centri religiosi che sono stati i veri pilastri delle antiche scuole religiose. I dipinti sui muri dei monasteri e dei templi ci descrivono viaggi antichi; antichi volti d indiani, kashmiri, mongoli, cinesi e antiche fogge dell immensa Asia centrale. L altopiano del Tibet così protetto dalle sue montagne, così irraggiungibile per tanti mesi dell anno, è stato comunque un piccolo laboratorio dove l arte ha ritratto il passaggio di uomini e costumi di terre lontane. * Cos è il Saga Dawa Nel calendario tibetano uno dei mesi più importanti dal punto di vista religioso è appunto quello primaverile del Saga Dawa. Ogni anno le date di questo mese si spostano seguendo il calendario lunare. Secondo una tradizione secolare è il periodo più propizio per i pellegrinaggi. Dal punto di vista agricolo, questo periodo precede quello che sarà il momento dei grandi lavori che coincide con la mietitura dell orzo e del frumento. E dunque un momento di relativa tranquillità che consentiva, e tuttora consente, ai contadini di assentarsi dalle terre anche per periodi abbastanza lunghi. Oggi, nonostante il Paese con la sua cultura e la sua tradizione viva, a causa della situazione politica, dei passaggi molto travagliati, il tempo del Saga Dawa resta ancora un momento della vita tibetana molto sentito. I fedeli arrivano nei monasteri e i monasteri si preparano ad accoglierli. S incontrano pellegrini con spalle giorni e giorni di viaggio. S incontrano nomadi che hanno lasciato spazi sperduti di pascoli lontani per approdare al mitico centro sacro di Lhasa. Il tempo del Saga Dawa, essendo distribuito in un arco temporale abbastanza ampio non è come le altre feste tibetane. Non è come nelle cerimonie, dove tutto succede in un giorno, il Saga Dawa è un palcoscenico, dove tutto s improvvisa si può incontrare una cerimonia particolare dei monaci Nigma Pa nel cortile del Jokhang, si può incontrare una preghiera commissionata dai fedeli nella grande sala del monastero di Sera, si può assistere allo sbarco di un gruppo sostenuto di Kam Pa nel cortile di Samye ecco questo è il Saga Dawa: tutto possibile, nulla di programmato. * 19

20 Quota Individuale di partecipazione da Milano : Minimo 10 partecipanti 3, Con esperto Kel 12. Massimo 16 partecipanti Supplementi per persona: Alta stagione terrestre 01/10/ /10/ Supplemento singola Supplemento singola in alta stagione 01/10/ /10/ Tasse aeroportuali e fuel surcharge Alta stagione voli 25/07/ /10/ Suppl. Business Classe D (diponibilità limitata) 1, Suppl. partenza da altre città (su richiesta e soggetto a disponibilità) Supplementi da pagare in loco: Visto Visto Dollaro Dollaro Quota di gestione pratica: Ciascun passeggero all atto della prenotazione sarà tenuto ad effettuare il pagamento del premio assicurativo relativo al costo individuale del viaggio, cosi come determinato dalla tabella premi seguente: Costo individuale del viaggio fino a Premio individuale 1.000,00 31, ,00 63, ,00 94, ,00 125, ,00 156,00 Oltre 5.000,00 sull eccedenza 3% Le condizioni di polizza sono riportate sul catalogo Kel12 e riguardano sia l assicurazione medico-bagaglio che l assicurazione che copre dal rischio delle penali di annullamento. Il possesso dell assicurazione è requisito indispensabile per l effettuazione del viaggio. 20

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