L'ERA DI ANTIGONE. Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche della Seconda Università degli Studi di Napoli. Direzione Giuseppe Limone

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1 L'ERA DI ANTIGONE Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche della Seconda Università degli Studi di Napoli Direzione Giuseppe Limone Professore ordinario di Filosofia del Diritto e della Politica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. È stato direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della stessa Università. Fra i suoi numerosi lavori vi sono: Tempo della persona e sapienza del possibile (tomi 2), Napoli ; Dimensioni del simbolo, Napoli 1997; Il Sacro come la contraddizione rubata. Prolegomeni a un pensiero metapolitico dei diritti fondamentali, Napoli 2001; Il simbolico come cifra di gravitazione nello spazio noetico, Napoli 2003; Dal giusnaturalismo al giuspersonalismo. Alla frontiera geoculturale della persona come bene comune, Napoli Ha curato L'era di Antigone 1, 2, 3, 4.1 e 4.2, 5. Ha fondato e dirige la rivista "Persona". Vicedirettore Lucia Monaco Comitato di Direzione Fabrizio Amatucci, Amedeo G. Conte, Gian Paolo Califano, Francesco Cammisa, Mario Campobasso, Fulvio Corso, Patrizia De Pasquale, Federico Maria d'ippolito, Lucia Monaco, Ulderico Pomarici 0

2 1. L'ARCIPELAGO DEI DIRITTI FONDAMENTALI ALLA SFIDA DELLA CRITICA pp. 448, 1 a edizione ,00 Contributi Paolo Becchi, Fabio Benigni, Michele Blanco, Rossella Bonito Oliva, Gian Paolo Califano, Francesco Cammisa, Daniela Catalano, Amedeo G. Conte, Carlo De Rita, Pietro Emanuele, Gennaro Franciosi, Carlo Lanza, Aldo Masullo, Ferdinando G. Menga, Ulderico Pomarici, Rita Raucci, Enrica Rigo, Annamaria Rufino, Osvaldo Sacchi, Laura A. Scialla, Sergio Sorrentino, Antonino Spadaro, Francesco Viola, Luigi Vitullo, Bernhard Waldenfels, Angelo Zotti I diritti fondamentali sono oggi al centro di un dibattito teorico che ne rappresenta e istituisce il ruolo di misura e di sfida nel nostro tempo. Doppia sfida e doppia misura, perché i diritti fondamentali sfidano e misurano un tempo il nostro che, a sua volta, sfida e misura i diritti fondamentali la loro caratura e la loro sostenibilità. Il diritto fondamentale può diventare, in questo senso, per così dire, l idealtipo e il minimo lessicale di un mondo civile che è sfidato ad autocomprendersi, pena il suo tracollo vichiano tracollo in una nuova barbarie, quella dell inermità. E, per giunta, anche un tale domandarsi sull unità di misura è una sfida. Teorica, stavolta. Che necessita di una correlativa attenzione. In questo primo numero de L era di Antigone. Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche della Seconda Università degli Studi di Napoli, sono chiamati a cimentarsi con questa specifica unità di misura teorica studiosi di scuole e di tradizioni disciplinari diverse, volti a una parametrazione del tema. Giuseppe Limone, Introduzione Parte I. Il prisma dei diritti fondamentali Aldo Masullo, L intersoggettività originaria e il fondamento trascendentale dei diritti umani Sergio Sorrentino, Il codice personalistico e il paradigma mounieriano della persona Amedeo G. Conte, Immagini dell altro. L alterità nello specchio del linguaggio Amedeo G. Conte, Dovere pragmatico secondo Epicuro Bernhard Waldenfels, Dentro e fuori l ordine. Orientamenti giuridici dal punto di vista di una fenomenologia dell estraneo Rossella Bonito Oliva, Crisi del soggetto e nuove forme di soggettività Francesco Viola, Diritto delle genti antico e contemporaneo Antonino Spadaro, Diritti fondamentali e multiculturalismo/interculturalismo Paolo Becchi, Il problema etico giuridico del trapianto di organi Carlo De Rita, Congedo dai diritti? Una prospettiva antropologico politica su diritti fondamentali e cittadinanza Gian Paolo Califano, Giusto processo civile, giudizio in Cassazione ed interruzione del processo Rita Raucci, I diritti umani e l imposizione fiscale Enrica Rigo, La cittadinanza ai confini dell Europa. Alcune riflessioni sulla condizione post coloniale dell Europa nel contesto dell allargamento Luigi Vitullo, La persona nell universo di Norberto Bobbio Parte II. Riflessioni storico teoriche: per un dibattito Gennaro Franciosi, Potere privato, potere comunitario, potere pubblico nel mondo romano Francesco Cammisa, Saldare il Paese con una rete d acciaio: ferrovie e questione meridionale 1

3 Francesco Cammisa, Un opportuno memento storico per gli ambientalisti dell ultima ora: la carestia del 1764 nel regno di Napoli Annamaria Rufino, Diritto e società tra Vecchio e Nuovo Continente Pietro Emanuele, Stato cristiano : Agostino fra Gesù e Machiavelli. Una provocazione di Giuseppe Prezzolini Parte III. Note di lettura Ulderico Pomarici, Un piccolo classico Carlo Lanza, Hominum causa omne ius constitutum: a proposito di un libro di Giuseppe Limone Carlo Lanza, Sofismi per un paradosso. Difendere i limiti che la natura ha imposto al dominio dell uomo? Ferdinando G. Menga, Sulla soglia degli ordinamenti. Elementi introduttivi alla fenomenologia dell estremità di Bernhard Waldenfels Osvaldo Sacchi, Il páideuma di Frobenius. Gli dèi della Grecia di Otto e il valore del diritto romano Laura A. Scialla, Codice dei beni culturali e del paesaggio Daniela Catalano, Principi del diritto ambientale europeo e nazionale Fabio Benigni, La Costituzione Europea, guida alla lettura del Trattato che adotta una Costituzione per l Europa Angelo Zotti, Cultura giuridica e regole sociali. Temi di sociologia del diritto Michele Blanco, La vera ragione dei diritti umani è la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli. 2

4 2. IL NICHILISMO ALLA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ NEL MONDO CIVILE pp. 488, 1 a edizione ,00 Contributi Francesco Aliberti, Gabriele Barbato, Carmela Bianco, Giulio Maria Chiodi, Adriana D'Auria, Paolo Favale, Hermann Fischer, Carlo Lanza, Franco Lanza, Giacomo Losito, Aldo Masullo, Ferdinando G. Menga, Elmelinda Mercurio, Giannino Piana, Ruiz Ramon Ruiz, Osvaldo Sacchi, Giuliano Santangelo, Sergio Sorrentino, Luigi Vitullo, Sergio Zeuli Il volume individua nel nichilismo il problema della contemporaneità, un problema accentuato senz altro dalla scienza contemporanea, che conosce il destino catastrofico che aleggia sul mondo. Se niente è, perché dovrebbe tenersi un certo comportamento anziché l altro? Perché un tale comportamento piuttosto che la sua negazione? Il problema del nostro tempo, ben più che l'ateismo, è il nichilismo. Se niente è, perché dovrebbe tenersi un certo comportamento anziché l'altro? Perché un tale comportamento piuttosto che la sua negazione? La domanda di Leibniz acquista qui un'altra forma e un'altra risonanza. Se è vero infatti che nella modernità si conservava e potenziava l'idea di un valore della storia, delle istituzioni, la scienza contemporanea sa che tutto il nostro mondo morrà con la catastrofe del sole e di ogni cosa che ne dipende. Che cosa potrà mai restare come metro del valore? Si tratta allora di domandarsi quale sia la dignità di ogni vita concreta: dignità che non è la qualità di vita che volta per volta si scelga e che non è il puro plesso di doveri cui si è crudamente sottoposti, perché è piuttosto l'incrocio virtuoso di espressioni e di limiti, di diritti e di doveri, rispetto agli altri e rispetto a se stessi, di confini da non varcare e di confini da non far varcare, di qualità nobili che abilitano e vincolano. Si tratta di capire quanto di questa idea di nobiltà ci venga dalla tradizione, e da tradizioni anche diverse fra loro. Si tratta di capire quanto questa idea di dignità concreta sia legata alla propria identità e al proprio onore, quanto alle proprie relazioni con tutti gli altri, quanto alle nostre capacità di ascoltarci nel profondo, meditando. E si tratta di capire quante di queste percezioni di dignità si stiano oggi storicamente sedimentando nella nostra idea di bisogni fondamentali e di diritti e doveri fondamentali, in quest'epoca che noi abbiamo consapevolmente chiamato L'era di Antigone. Giuseppe Limone, Introduzione. L'era di Antigone nel tempo del nichilismo Parte I. La questione del nichilismo Osvaldo Sacchi, Nichilismo contemporaneo, nichilismo giuridico e esigenza di giustizia Ferdinando G. Menga, Il pensiero alla prova del nulla. Riflessioni su Heidegger e gli eccessi del nichilismo Giannino Piana, Il nichilismo e la crisi dei valori Hermann Fischer, La libertà cristiana nell'epoca del nichilismo. Sul rapporto tra Protestantesimo e modernità Giulio M. Chiodi, Forza elementare e forma di Ernst Jünger Parte II. Riflessioni storico teoriche: per un dibattito Aldo Masullo, Nota sullo "stato di eccezione" Adriana D'Auria, L'Ordine del diritto: vita e sistema nella scienza giuridica di Giuseppe Capograssi 3

5 Giuseppe Limone, Il rigore teoretico della persona come sfida eversiva e il problema della giustizia Carmela Bianco, Riflessioni in tema di "persona" in bioetica Gabriele Barbato, L'individuo nella storia: tra "società domestica" e società civile Sergio Zeuli, Diritti fondamentali e interesse legittimo Ramón Ruiz Ruiz, La distinzione fra regole e principi e le sue implicazioni nell'applicazione del diritto Carlo Lanza, Individui e status. A proposito di una raccolta di giurisprudenza negli artt c.c. Paolo Favale, La "Fondazione" di servizio pubblico radiotelevisivo e il diritto "fondamentale" all'informazione. Il disegno di legge c.d. "Gentiloni" e altri disegni Elmelinda Mercurio, Note sulla distinzione tra misure cautelari anticipatorie e conservative Sergio Sorrentino, La coscienza come istanza del soggetto morale Giacomo Losito, Il confronto Blondel Laberthonnière alla luce della recente riflessione filosofica e teologica sull'azione Francesco Aliberti, Il problema della scienza e della dialettica. Una parabola storica Luigi Vitullo, La crisi post romantica e la ricerca di un'estetica musicale. Una rilettura critica della filosofia della musica di Theodor Wiesengrund Adorno Parte III. Note di lettura Franco Lanza, "Convergenze" e "Carmina Burana" di Claudio J. Angelini Giuliano Santangelo, Claudio Angelini poeta in traduzione Parte IV. Appendice Giuseppe Limone, Dare dignità alla speranza e speranza alla dignità. L'essere umano concreto al centro delle scienze e della vita: un crocevia di paradossi teorici e etici. 4

6 3. IL CERTO ALLA PROVA DEL VERO, IL VERO ALLA PROVA DEL CERTO. CERTEZZA E DIRITTO IN DISCUSSIONE pp. 784, 1 a edizione ,50 Contributi Francesco Aliberti, Domenico Amirante, Vincenzo Baldini, Filippo Barbera, Ulrich Barth, Alessandra Bellini, Carmela Bianco, Michele Blanco, Corrado Calabrò, Gian Paolo Califano, Antonio Cepparulo, Giuliano Crifò, Antonello Crisci, Vincenzo De Falco, Diego Del Vecchio, Mariangela Delle Femine, Francesca Di Martino, Paolo Di Marzio, Luigi Di Santo, Anna Falcone, Paolo Favale, Francesco Saverio Festa, Vittoria Fiorelli, Mauro Foglia, Emanuela Fusco, Tania Gatto, Diego Giordano, Sameh Hrairi, Antonio Jannuzzi, Carlo Lanza, Raffaele Maione, Marianna Masella, Aldo Masullo, Mariano Menna, Lucia Parente, Giovanni Peca, Valentino Petrucci, Mariateresa Pezone, Osvaldo Sacchi, Maddalena Sannino, Armando Savignano, Bartolo G. Senatore, Sergio Sorrentino, Hagar Spano, Massimo Tita, Riccardo Ventre, Alberto Virgilio, Luigi Vitullo, Angelo Zotti «Non esistono fatti, ma esistono interpretazioni» (Nietzsche): una sentenza vera solo in parte, in quanto non esistono interpretazioni senza fatti, e le stesse interpretazioni sono fatti. Occorre poi distinguere tra scale di verità, ossia tra scale di discorsi. Dire una verità errando nella scala a cui la si dice, è violare la verità. Una questione analoga si gioca fra il certo e il vero. Il volume si pone come un viaggio verso la decifrazione del certo e del vero. "Non esistono fatti, ma esistono interpretazioni" (Nietzsche). Questa sentenza è vera solo in parte. Infatti non esistono interpretazioni senza fatti e le stesse interpretazioni sono fatti. Occorre poi distinguere tra scale di verità, ossia tra scale di discorsi. Dire una verità errando nella scala a cui la si dice, è violare la verità. Una questione analoga si gioca fra il certo e il vero. Un tale complesso di valutazioni può condurre a un preciso metodo di pensiero: cogliere il certo come grembo di una riconoscibile matrice; cogliere il vero come una matrice vocata a incarnarsi. Ciò comporta l'istituzione di una filosofia del certo. Gianbattista Vico, nella sua pratica teorica come nella sua teoria riflessa, ha il merito di aver individuato gli assi di un tale metodo. Tale metodo di filosofia del certo non riguarda solo il diritto, perché può riguardare qualsiasi altro dato e risultato osservabile del comportamento umano. Si tratta allora di perseguire una grande fantasia teoretica che riesca a individuare linee di pensiero conducenti a una possibile matrice profonda. Si tratta poi di incentrare intorno a tale matrice tutti i possibili discorsi critici, valutativi e ontologici, che siano anche in grado in qualche misura di ricollocare criticamente se stessi. Su queste strade sono conseguibili illuminanti scoperte. In esse possiamo individuare anche ragioni forti per riaprire all'altezza di quest'epoca che noi abbiamo consapevolmente chiamato L'era di Antigone un viaggio verso la decifrazione del certo e del vero. Giuseppe Limone, Introduzione. Il vero alla prova del certo. Il certo alla prova del vero. Vico oltre il suo millennio Parte I. La questione della certezza Giuseppe Limone, L'ordine della certezza del diritto fra norme, principi e valori Marianna Masella, Tra valori condivisi e necessaria mediazione. Il profilo della certezza delle situazioni giuridiche 5

7 Vincenzo Baldini, Il paradosso della dignità umana e la cultura costituzionale Paolo Favale, I diritti residuali sull'opera televisiva e la certezza "residuale" del Diritto Diego Del Vecchio, Per un itinerario oltre le incertezze. Il concetto di abuso del diritto quale presupposto della tassazione societaria europea Gian Paolo Califano, Forse ho ragione ma non posso provartelo Alberto Virgilio, Tempi del processo e certezza della pena Vincenzo De Falco, Principio precauzionale, incertezze giuridiche e inquinamento elettromagnetico: la problematica gestionale del rischio nell'analisi comparata Osvaldo Sacchi, La certezza del diritto come valore e la "legal metafisica" di G.B. Vico Massimo Tita, La certezza prospettiva. Con brevi note sul diritto all'accoglienza e al decoro a Roma fra diciottesimo e diciannovesimo secolo Parte II. Certezze e incertezze in bioetica Armando Savignano, Il consenso informato. Una svolta nell'etica medica Paolo Di Marzio, Un problema della bioetica: il conflitto tra norma giuridica e norma morale Carmela Bianco, Biocultura e costruzione di mostri immaginari Anna Falcone, Biotecnologie, biodiversità e risorse genetiche. Principi e diritti emergenti a tutela delle generazioni presenti e future Antonello Crisci, Francesca Di Martino, Eutanasia e testamento biologico: aspetti etici, giuridici e medico legali Parte III. Problemi giuridici Antonio Jannuzzi, La teoria dell'evento tra garantismo e Stato di diritto Giovanni Peca, Finanza etica e immigrazione Mariateresa Pezone, Diritti del detenuto. Lacune e prospettive nella disciplina attuale Marianna Masella, Il principio dell'affidamento e la nuova disciplina dei procedimenti di autotutela amministrativa Luigi Di Santo, Corporeità e persona nella dimensione della tortura Mariano Menna, Prescrizione del reato senza interruzioni, non "prescrizione del processo" Emanuela Fusco, Tecnica del rinvio e (in)certezza del diritto. Considerazioni sui modelli alternativi di amministrazione nella società a responsabilità limitata Mauro Foglia, Il personalismo di Ricoeur come possibile chiave di lettura dell'articolo 27 della Costituzione Parte IV. Questioni filosofiche Ulrich Barth, Religione e ragione Filippo Barbera, Per un nuovo metodo di ricerca storico architettonica tra il certo e la matrice Sergio Sorrentino, Agape tou theou. Alle radici dell'esperienza cristiana Aldo Masullo, Pratica della mediazione teorica e teoria della mediazione pratica. Nota su due momenti del pensiero vichiano Hagar Spano, Alcune considerazioni intorno al primo confronto tra Eberhard e Kant sulla dottrina trascendentale dello spazio tempo Francesco Saverio Festa, La presenza di Nietzsche in alcuni protagonisti della storiografia filosoficopolitica del '900 Michele Blanco, Democrazia deliberativa e opinione pubblica emancipata Alessandra Bellini, Prendere sul serio la persona: diritto e giuspersonalismo Giuseppe Limone, Il bambino come soggetto filosofico. Piccole righe per una grande idea 6

8 Mariangela Delle Femine, Il cosmopolitismo e Immanuel Kant Diego Giordano, Umanità e cultura in un saggio del giovane Schleiermacher Francesco Aliberti, Possibilità e critica della fondazione dell'armonia come scienza Parte V. Esperienze storiche Luigi Vitullo, La socialdemocrazia tra welfare e rigidità. Un modello cosmopolitico di democrazia alla prova di una governance mondiale Giuliano Crifò, Emilio Berti, un insegnamento e una lettera Maddalena Sannino, Tra certezze e liquidità: gli educatori nella società liquida. Una riflessione sulla religione dell'iperconsumo Sameh Hrairi, Influsso delle situazioni di conflitto socio cognitivo sull'atteggiamento di alunni tunisini nei confronti dell'evoluzione biologica Michele Blanco, Cosmopolitismo e diritti fondamentali Vittoria Fiorelli, Politica della sanità e costituzione dei culti. I rapporti tra i Teatrini di Napoli e il Sant'Uffizio Galip Akin, Basak Koca Ozer, Gülüsan Özgün Basibüyük, La scoperta del fuoco nel processo di ominizzazione Parte VI. Dalla parte del possibile e della poesia Giuseppe Limone, Lo statuto della poesia come problema rigoroso. Profili simbolici e critici Giuseppe Limone, Che fanno oggi i poeti? Giuseppe Limone, Il teatro e i bambini. Lo specchio del tempo rallentato come sisma dell'anima Parte VII. Un sasso in piccionaia: questioni di civiltà Corrado Calabrò, La comunicazione al bivio tra protagonismo e servizio della verità Carlo Lanza, Un testo diseducativo: "I Promessi sposi" ovvero un mondo senza sicurezza del diritto Bartolo G. Senatore, Certezza della pena o dubbi sull'emenda Antonio Cepparulo, Diritti informaticamente condizionati? Riccardo Ventre, Diritti umani e telematica Giuseppe Limone, L'emergenza Scuola e Università fra i saperi e il senso: per alcune considerazioni inattuali Parte VIII. Note di lettura Angelo Zotti, Alain Supiot: Diritto e società nell'era globale. Il ruolo fondamentale del Terzo Lucia Parente, P. Laìn Entralgo, Il medico e il malato Tania Gatto, Sergio Tanzarella, Gli anni difficili. Un profilo di don Milani Raffaele Maione, Jacques Rancière, L'odio per la democrazia Giuseppe Limone, Il dono oltre le ferite. In margine a Claudio J. Angelini, Convergenze Domenico Amirante, Il "mito" del monopolio occidentale della democrazia. Riflessioni su Amartya Sen, La democrazia degli altri Angelo Limone, Leonardo Maugeri, Con tutta l'energia possibile Raffaele Maione, Giuseppe Zeppegno, Bioetica. Ragione e fede di fronte all'antropologia debole di H.T. Engelhardt Jr. Alessandra Bellini, Ermeneutica giuridica e ermeneutica letteraria: Emilio e Ugo Betti Parte IX. Appendice Valentino Petrucci, "Noi e i cannibali". I limiti della tolleranza nella cultura occidentale Giuseppe Limone, Lettera di Natale alla stampa: dare pari opportunità alla speranza. 7

9 4.1 L'ETICA DELL'EQUITÀ, L'EQUITÀ DELL'ETICA pp. 576, 1 a edizione ,50 L equità, dal punto di vista dell esperienza giuridica, non può non tendere a un minimo di certezza, in quanto deve necessariamente darsi un corpo manifesto; e d altra parte la certezza non può non tendere a un minimo di equità nel suo dover necessariamente realizzare un minimo di senso. Ma esiste nel mondo del Diritto una legge che dice che bisogna rispettare le leggi? L'universo del Diritto è un universo teso fra le due coordinate della certezza e dell'equità. Essendo un insieme di regole, esso si pone come una maglia con tessitura a due aghi, di cui l'uno è la certezza e l'altro l'equità. La certezza è il corpo manifesto e l'equità il principio costitutivo e di tessitura. La certezza in quanto cerca di realizzare alcuni profili formali dell'equità, ossia in quanto tende, attraverso alcune procedure, all'equità, si pone come "certezza del diritto". La "certezza del diritto" è il luogo della reciproca tendenza al limite fra un'equità che non può non darsi un minimo di certezza e una certezza che non può non darsi un minimo di equità. Un'equità che non si dia un minimo di corpo certo, diventa iniquità, in quanto sconfina nell'iniquità della vaghezza; una certezza che non realizzi un minimo di ordine sensato, diventa incertezza, in quanto sconfina nell'incertezza della frantumazione. La certezza del diritto si pone in tale contesto come un possibile punto di equilibrio fra equità e certezza. L'equità infatti, dal punto di vista dell'esperienza giuridica, non può non tendere a un minimo di certezza, in quanto deve necessariamente darsi un corpo manifesto; e d'altra parte la certezza non può non tendere a un minimo di equità nel suo dover necessariamente realizzare un minimo di senso. Ma esiste nel mondo del Diritto una legge che dice che bisogna rispettare le leggi? Certo, anche se celatissima, essa esiste. E non può essere pensata se non all'interno di una "rivoluzione copernicana alla seconda potenza". Essa si radica non nell'individuo, mero schema dell'individuale, ma nella sua più piena radicalizzazione, la persona. Giuseppe Limone, Tra il principio dell'interno e il principio dell'eccezione: l'equità dell'etica, l'etica dell'equità Parte I. La questione dell'equità Alberto Virgilio, I tempi della giustizia penale Carla Cosentino, Eteronomia giudiziale e contratto diseguale Stefano Manacorda, L'abolition de la peine capitale en Europe: le cercle vertueux de la politique criminelle et les risques de rupture Parte II. Questioni di bioetica Goffredo Sciaudone, Rossella Salvati, Dovere di cura o diritto al rifiuto delle terapie tra i diritti del malato e i doveri del medico Parte III. Problemi giuridici Giuseppe Molfini, Evoluzione giurisprudenziale in tema di rinvio prosecutorio Felice Masi, Le dimensioni del diritto. La filosofia giuridica di E. Lask tra epistemologia, semantica e ontologia Mariano Menna, Princìpi e logica di un giudizio di fatto Maria Teresa Sanza, Le narrazioni del diritto: le pratiche linguistiche nella comunità interpretativa del contestualismo giuridico 8

10 Girolamo Tessuto, An Introduction to Collocations in Legal English: Developing Vocabulary Competence in ESP Instruction Parte IV. Questioni filosofiche Filippo Barbera, Ricentrare l'architettura nel progetto epistemologico Sergio Sorrentino, Il sacrificio nella prospettiva filosofico religiosa e etica Aldo Masullo, Nota su Fichte e l'etica Francesco Saverio Festa, Tra risentimento e livellamento: Max Scheler interprete e critico di Nietzsche Francesco Aliberti, Problemi e prospettive nella riflessione morale di Immanuel Kant Diego Giordano, Verità e paradosso. Tra Kierkegaard e la filosofia analitica Paolo Calabrò, Tra il dire e il fare: parole e termini nella riflessione di Raimon Panikkar Angelo Maria Vitale, Cristianesimo, qabbalah, platonismo. L'umanesimo cristiano di Girolamo Seripando nella letteratura critica Tahar Ben Guiza, L'umano come punto di vista sull'umanità Alfonso Salvatore, Etica e religione nella Filosofia delle forme simboliche di Ernst Cassirer Dalila Belhareth, Archeologia del saper fare e genesi poetica nella Scienza nuova Jens Loenhoff, Il concetto di limite in Simmel, Plessner e Luhmann Rodolfo Parlato, Il labirinto dei memi Parte V. Esperienze storiche Domenico Rosati, Aldo Moro: La profezia cristiana di una laicità incompiuta Armando Savignano, Filosofia e profezia in Antonio Vieira Michel Kowalewicz, Georges Dulac, Caterina II, l'accademia Imperiale delle Scienze e il Supplemento dell'enciclopedia Maddalena Sannino, Dall'emergenza educativa all'equità educativa. Frammenti per un orientamento narrativo Parte VI. Crisi e critica del politico Michael D. Ryan, Il Moloch americano. Riflessioni sul male strutturale indirizzate alle Chiese americane Maria Grazia Recupero, Le ragioni del politico. Un confronto tra Sofocle e Jean Anouilh Mauro Foglia, Democrazia e persona. Profili di un rapporto problematico Parte VII. Un sasso in piccionaia: questioni di civiltà Giuseppe Limone, Libri d'arte, crinali di civiltà Parte VIII. Note di lettura Giuseppe Limone, L'artiglio e la preghiera. Leggendo Plenilunio nella palude di R. Filippelli Giuseppe Limone, L'altra metà di Luciano Erba Michele Mauro Raia, Maurizio Viroli, l'italia dei doveri Raffaele Maione, Noam Chomsky, Regole e rappresentazioni. Sei lezioni sul linguaggio. 9

11 4.2 L'ETICA DELL'EQUITÀ E L'EQUITÀ DELL'ETICA pp. 640, 1 a edizione ,00 Contributi Raffaele Aveta, Giulia Benvenuti, Carmela Bianco, Virgilio Cesarone, Adriana D'Auria, Carmela Di Carluccio, Lucia Di Costanzo, Luigi Di Santo, Tania Gatto, Amalia Gravante, Vincenzo Ianniello, Luigi Rosario Luongo, Raffaele Maione, Nicola Melone, Elmelinda Mercurio, Marianna Pignata, Donatello Puliatti, Antonio Raucci, Nicola Russomando, Osvaldo Sacchi, Massimo Tita, Valeria Verde, Luigi Vitullo Il problema dell equità è tra i più ardui della scienza giuridica. Spesso percepita sul piano etico, politico, filosofico o teologico come sinonimo di uguaglianza o di giustizia, non esiste filosofo, giurista, teologo o storico del diritto che non debba misurarsi con questo tema. L'equità è stata definita come una "categoria qualificativa e regolativa del diritto, ma munita dei caratteri propri di una regola costitutiva del diritto medesimo". Volendo cercare una nozione almeno orientativa e una tipologia a cui attribuire valore euristico bisogna dire che "in ogni sua applicazione l'equità esprime un'idea di corrispondenza o di equilibrio, o di eguaglianza vera e propria". Su tale nozione è aperta una discussione secolare e il problema dell'equità è uno dei problemi più ardui della scienza giuridica. Spesso percepita sul piano etico, politico, filosofico o teologico come sinonimo di uguaglianza o di giustizia, non esiste filosofo, giurista, teologo o storico del diritto che non debba misurarsi con questo tema. Tra le ragioni di tanta complessità c'è anzitutto un problema epistemologico. L'equità appartiene a una larga classe di concetti filosoficamente rilevanti in cui la relazione quantitativa tra l'universale (equità come giustizia) e il particolare (la sua applicazione in ogni singolo caso) assume un aspetto qualitativo. L'universale che rappresenta la nozione sintetizza in un'idea contenuti fondati sull'esperienza, tale idea trascende le sue realizzazioni particolari. In questo senso il concetto di equità comprenderà sempre tutta la giustizia non ancora realizzata. È questo il carattere normativo di tale nozione, in cui il rapporto tra tutto (l'idea di giustizia come manifestazione di equità) e parte (la giustizia del caso concreto) non è soltanto una connessione meccanica, ma anche un nesso teleologicamente direzionato. Una nozione come quella di equità diventa così un concetto universale che può essere allo stesso tempo fuori e dentro la storia. Essa vive dunque nella dialettica tra il principio dell'intero e il principio dell'eccezione. Osvaldo Sacchi, Verum quia aequum Massimo Tita, Equità, arbitrio, consenso. Il margine al problema della compensazione giudiziaria fra antico e nuovo regime Raffaele Aveta, Equità giudiziale e multiculturalismo Giulia Benvenuti, Contraddittorio ed etica del dialogo Parte II. Questioni di bioetica Carmela Bianco, Il dolore del morire Parte III. Problemi giuridici Antonio Raucci, La notificazione dell'impugnazione in caso di modifica del domicilio del domiciliatario Donatello Puliatti, La certezza del diritto in discussione 10

12 Carmela Di Carluccio, L'ordine di reintegrazione nel posto di lavoro e il "dogma" della incoercibilità Valeria Verde, Il procedimento cautelare societario "ante causam" Lucia Di Costanzo, Circolazione di beni immobili ed effetto reale Luigi Rosario Luongo, Il procedimento "sommario" societario ex art. 19 d.lgs. n. 5/03 Vincenzo Ianniello, La conciliazione stragiudiziale. Aspetti soggettivi Amalia Gravante, L'arbitrato societario: oggetto ed effetti di clausole compromissorie statutarie Elmelinda Mercurio, Arbitrato societario: il procedimento Amalia Gravante, La risoluzione dei contrasti sulla gestione della società Parte IV. Questioni filosofiche Luigi Di Santo, Meccanicismo trionfante e riscatto della coscienza. Riflessioni sulla temporalità tra Ottocento e Novecento Luigi Vitullo, Paradigmi simbolici della legittimità nella realtà politica contemporanea Adriana D'Auria, Diritto e complessità culturale: tra integrazione e segregazione Virgilio Cesarone, L'oikosophia di Martin Heidegger Parte V. Esperienze storiche Raffaele Maione, La religione civile americana: una prospettiva storica, filosofica e ideologica Marianna Pignata, Maddaloni e la signora dei Carafa Parte VI. Un sasso in piccionaia: questioni di civiltà Nicola Melone, Alcune riflessioni sulla formazione universitaria Parte VII. Note di lettura Raffaele Maione, Mario Barcellona, Critica del nichilismo giuridico Tania Gatto, Paolo Becchi, Da Pufendorf a Hegel. Introduzione alla storia moderna della filosofia del diritto Nicola Russomando, Alberto Melloni, Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio Gli autori. 11

13 5. LA RESPONSABILITÀ DI ESSERE LIBERI, LA LIBERTÀ DI ESSERE RESPONSABILI pp. 336, 1 a edizione ,00 Contributi Andreas Arndt, Filippo Barbera, Laura Boella, Giovanna Borrello, Paolo Calabrò, Fabio Ciaramelli, Carlo De Rita, Marianna Esposito, Francesco Saverio Festa, Giancarlo Gaeta, Emilio Germino, Carlo Lanza, Pietro Lembo, Vito Mariano Giosa, Mariano Menna, Floriana Santagata, Sergio Sorrentino, Rosetta Stella, Alberto Virgilio, Luigi Vitullo, Simone Weil Il volume incentra la propria riflessione sui due nodi teoretici della libertà e della responsabilità, attraversando i territori del diritto e della problematica giuridica, del pensiero e dell azione di Simone Weil, delle questioni filosofiche e politiche. La libertà, pensata come esercitabile, e la responsabilità, come sostenibile, sono istanze feconde di un livello nuovo e più alto dell umano. Nei saggi di questo volume la riflessione si svolge intorno ai due nodi teoretici della libertà e della responsabilità, attraversando i territori del diritto e della problematica giuridica, del pensiero e dell'azione di Simone Weil, delle questioni filosofiche e politiche. La libertà non si può pensare senza un minimo di condizioni di fatto che la rendano possibile. È dunque necessario distinguere fra una libertà come condizione e una libertà come capacità. Ma tutte le condizioni di libertà non avrebbero senso se non fossero precedute e sottese da una libertà come capacità. Per converso senza le condizioni fattuali di libertà non si può esercitare una libertà come capacità. Nella libertà come capacità si ha a che fare con quella particolare potenza del volere di distaccarsi, di sottrarsi alla mera serie delle cause, di orientarsi verso un fine, di generare un inizio nuovo. Perciò la libertà è la capacità di trascendere la propria condizione, di prendere distanza da essa, di riorientarla sempre e daccapo. In definitiva è libertà come potenza di comparare, di ponderare e di giudicare. È l'insieme di questi livelli a costituire il significato maturo della libertà, cui corrisponde una precisa responsabilità. In un orizzonte pieno la libertà non è solo un sostantivo, ma un verbo; non è solo uno stato, ma un'azione. Essa non è solo la condizione e la forza di ciò che è libero, ma l'azione che libera. A essa corrisponde non la semplice responsabilità ma la pietas, ossia la coscienza profonda della propria e dell'altrui fragilità. In questo senso la libertà va pensata come esercitabile e la responsabilità come sostenibile, mentre l'una e l'altra diventano istanze feconde di un livello nuovo e più alto dell'umano. Giuseppe Limone, Per uno sguardo evangelico al grado zero: Fra Cristo e il grande inquisitore responsabilità e libertà. Sette livelli dell'esserci nella scala dell'umano Parte I. La questione della responsabilità Floriana Santagata, Libertà e responsabilità nel federalismo fiscale Giuseppe Limone, La lezione poetica di Luciano Erba. La libertà del guardare, la responsabilità dell'ascoltare Parte II. Problemi giuridici Mariano Menna, Mandato di ricerca della prova e sistemi probatori Alberto Virgilio, La perenne crisi del sistema penitenziario tra soluzioni vecchie e nuove Emilio Germino, Un caso di responsabilità del dominus per l'iniuria commessa dal servus Parte III. Simone Weil: responsabilità del pensare e libertà concreta Sergio Sorrentino, L'enracinement di un pensiero e di una prassi di vita 12

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