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1 INSEGNAMENTO DI ETNOMUSICOLOGIA LEZIONE V LE FUNZIONI DELLA MUSICA PROF. MARIO FRAGNITO

2 Indice 1 Introduzione Funzione di intrattenimento Funzione di supporto delle istituzioni religiose e sociali Funzione della risposta fisica e terapeutica della musica Funzione della rappresentazione sociale Funzione didattica, comunicativa e di socializzazione di 12

3 1 Introduzione La musica riesce ad esprimere in modo sonoro la vita degli uomini infatti le sue funzioni sono molteplici e in genere si sovrappongono. La caratteristica capacità evocativa e immaginativa della musica e il fatto di essere il linguaggio più specifico degli affetti e delle emozioni la rendono lo strumento ideale per amplificare e rendere più profonde le varie esperienze umane. Per meglio comprendere ciò è bene fare una premessa sulle specifiche caratteristiche della musica, volendo semplificare possiamo dire che essa si rappresenta con due modelli chiari e precisi, uno che predilige la continuità del suono e si manifesta nella cantabilità, nel bel canto e in questo caso spinge chi ascolta alla riflessione, alla contemplazione, al distacco dal materiale, alla trascendenza, ai valori spirituali. Un altro modello di rappresentazione della musica è quello che predilige il suono inteso come percussione e quindi evidenzia il ritmo. L uomo tramite quest ultimo esplicita la sua fisicità, l azione del corpo, il movimento nel tempo, la periodicità ed il fluire della vita. Già nel descrivere gli usi sono state evidenziate alcune funzioni della musica ma per chiarezza è opportuno individuare e analizzare brevemente le più evidenti tenendo presente che ogni evento musicale è comunque sempre multifunzionale. 3 di 12

4 2 Funzione di intrattenimento A differenza delle altre culture, la musica in occidente ha assunto una funzione principalmente edonistica e di intrattenimento. Spesso noi occidentali ascoltiamo la musica per intrattenimento, perché capace più di ogni altra attività culturale di liberare il nostro immaginario e quindi le nostre emozioni. La ascoltiamo per sentirci vivi, talvolta per non sentire la nostra solitudine, per sentirci parte di un insieme più ampio, per immedesimarci nel suo fluire in modo da assumere la sua dinamicità ed acquisire una presenza, una vera dimensione nello spazio. Spesso la ascoltiamo per evadere dalla realtà. Ciò è dovuto alle condizioni di vita dell uomo nella società moderna che determinano un senso di solitudine, non ci gratificano e comunque non riescono a dare un senso alla nostra vita. Scegliamo la musica come mezzo di intrattenimento anche grazie alla grande facilità con la quale possiamo ascoltarla, alla sua enorme diffusione e trasportabilità (CD, radio, ecc..) ma così tendiamo ad isolarla da qualsiasi contesto sociale e la esaminiamo come fosse un oggetto autonomo, indipendente, dimenticando la vera funzione primaria per la quale è stata composta. La musica acquisisce sempre più autonomia dal contesto sociale in quanto si è fatta spazio l idea dell autonomia dell arte, dell arte per l arte, dell arte pura. facciamo distinzione tra musica pura e musica applicata e accettiamo che quest ultima ricopra un ruolo subordinato rispetto ad altre attività culturali. Nelle culture primitive o diverse la musica ricopre ruoli essenziali, è parte essenziale ed insostituibile di un evento e quella musica è eseguita solo per quell evento. Non si intonerà un canto di lavoro se si è a riposo, un canto funebre in assenza di un defunto, un canto religioso senza che ci sia un culto in atto, ecc Nella nostra cultura è possibile ascoltare la musica in qualsiasi luogo ed in qualsiasi ora della giornata, a casa, in auto, è sufficiente scendere in strada ed entrare in un bar, in un supermercato e si ascolta musica. Questa grande facilità di ascolto e nel contempo la grande quantità di ascolto unitamente all assenza fisica di chi produce materialmente musica, fa in modo che ne rimaniamo distaccati e generalmente, tranne quando partecipiamo ad un concerto, non ci sentiamo coinvolti dall evento musicale che così assume una funzione di mero intrattenimento. Questo genere di musica diventa sottofondo, ci fa credere che tutto procede per il meglio e ci invoglia ad essere ad essere meno critici, più passivi, più spensierati, più superficiali. In Italia è stato coniato il termine musica leggera per definire tale genere di musica proprio a evidenziare l uso che se ne fa e la funzione che intende assolvere. 4 di 12

5 3 Funzione di supporto delle istituzioni religiose e sociali Altra funzione importante della musica e in pratica comune a tutte le società è quella di supporto delle istituzioni religiose e sociali. La musica ha svolto sempre un ruolo di supporto alle istituzioni religiose grazie alla sua immaterialità e potenza spirituale che le conferiscono un ruolo privilegiato nel rapporto dell uomo con la trascendenza, la musica con la sua impalpabilità riesce più di ogni altra attività umana ad introdurre al mistero. In quasi tutte le religioni essa assume una funzione indispensabile al rito grazie alla sua attitudine a stabilire legami con il verbale di testi spirituali, alla sua capacità di aggregazione durante la preghiera e di glorificazione del divino. La capacità della musica di essere linguaggio di ogni tipo di affetto ed emozioni ha fatto sì che si presta ad ogni attività umana, ed è stata utilizzata oltre che dalle istituzioni religiose anche dalle istituzioni politiche, dunque, è stata resa funzionale anche alla gestione del potere. Lo storico Gorge Mosse ricorda che nella Germania nazista, durante i cerimoniali pubblici del Terzo Reich "si suonavano anche le musiche di Bach, Händel e Beethoven con lo scopo di creare un'atmosfera propizia a sentimenti di venerazione ed era così che essa riusciva a fare un appello formale e pressante al cuore degli uomini". La musica presso le altre culture ha una specifica collocazione rispetto alle istituzioni. Essa serve per supportarle, ci sono musiche specifiche per officiare matrimoni, riti funebri. Ogni fase della vita dell uomo viene sottolineata e valorizzata con la presenza della musica. Funzione espressiva delle emozioni. Alla musica inoltre è sempre stata riconosciuta la capacità di esprimere emozioni, di indurre determinati atteggiamenti, di evocare sentimenti. Ognuno di noi conosce melodie che lo portano immediatamente in un mondo ricco di nostalgia, di solidarietà, di eroismo, in un sfera emotiva intensa. La musica ha la peculiarità di non contenere alcun riferimento immediato alla realtà razionale e nella sua natura resta un linguaggio sfuggente e misterioso, indubbiamente comunicativo, ma tuttavia ci è impossibile chiarirne il come. Il suo potere simbolico ha la capacità di attivare ed elaborare i vasti contenuti dell inconscio e questo la rende più adatta delle parole a raggiungere ed esprimere il nostro stato emozionale. Si può dire che la musica fa emergere i sentimenti e le emozioni in quanto è essa stessa espressione del sentimento e delle emozioni, la musica fa emergere ciò che nel linguaggio verbale rimane allo stato latente in quanto denotato dalla convenzione delle parole usate in strutture ben determinate. Se qualcosa ci incute paura, il nostro primo istinto è quello di gridare e non di dire che paura, comunichiamo ricorrendo ad un linguaggio primordiale, precedente a quello verbale che è fortemente denotativo. Il 5 di 12

6 linguaggio musicale ha questo linguaggio come modello, fortemente istintivo e interiore, questa identità lo rende straordinario nel comunicare i sentimenti e le emozioni. Nello specifico della nostra cultura la musica è il linguaggio dei sentimenti per eccellenza, a partire dal Settecento si è fatto spazio il concetto che assegna alla musica più che ad ogni altra attività culturale la capacità di imitare e di esprimere i sentimenti e le emozioni e affida alla musica un rapporto privilegiato con il nostro mondo emotivo piuttosto che con quello razionale. Basti pensare all utilizzo ed alla sua funzione nel melodramma intesa a supportare e ad amplificare la carica affettiva della parola. 6 di 12

7 4 Funzione della risposta fisica e terapeutica della musica La musica assolve anche una funzione che potremmo definire funzione della risposta fisica. Abbiamo già esposto quelli che sono i principali modelli espressivi della musica, il canto ed il ritmo, di come il canto ci relaziona con il soprannaturale, lo spirituale ed il ritmo ci rappresenta fisicamente suscitando in chi ascolta uno stimolo al movimento. E sufficiente entrare in una discoteca, ascoltare un po di musica e ci ritroviamo a battere il ritmo della musica con movimenti delle mani, dei piedi, della testa, con il corpo in generale. La musica assolve la funzione di stimolazione fisica e di coordinazione dei movimenti, tanto che sempre più spesso viene utilizzata nelle palestre e principalmente nei centri di riabilitazione fisica. Nelle culture diverse La capacità della stimolazione fisica è sfruttata in occasione delle battaglie, la musica con il suo ritmo dà energia ai guerrieri, allontana dalla mente qualsiasi altro pensiero, li carica emotivamente rendendoli più audaci. Abbiamo già analizzato l utilizzo della musica nel lavoro e possiamo affermare che ciò è dovuto anche alla funzione di stimolazione fisica. Questo effetto che potremmo definire energizzante e coadiuvante dei movimenti, è tanto evidente che oggi anche nella nostra cultura viene utilizzata dalla medicina ufficiale in modo particolare nella fisiatria per curare alcune patologie fisiche. Alle funzioni già trattate possiamo aggiungere quella che potremmo definire: Funzione terapeutica della musica. Che la musica abbia un effetto terapeutico ormai è riconosciuto da tutti. E stato ampiamente dimostrato come essa è in grado di agire direttamente sull'organismo modificando positivamente il nostro stato emotivo, fisico e mentale. Questo fenomeno chiamato effetto Mozart ha suscitato molto interesse e polemiche, ha messo in moto grandi interessi economici tanto che oggi esiste un marchio The Mozart Effect, ci sono sostenitori e detrattori ma senza protendere per gli uni o gli altri, possiamo affermare che l azione dei suoni sull essere umano è molto profonda e reale. Uno studio del 1993, fatto dal fisico americano Gordon Shaw e dalla violoncellista e psicologa Frances Rauscher e pubblicato sulla rivista scientifica Nature a questo proposito dell effetto Mozart ha evidenziato che dopo l ascolto di musiche di Mozart il quoziente di intelligenza (QI) aumentava mediamente di nove-dieci punti anche se solo temporaneamente, per dieci/quindici minuti. Dopo questa pubblicazione ci fu una serie di polemiche e di altri studi che tendevano a dimostrare la poco attendibilità e la carenza scientifica 7 di 12

8 del metodo usato da Gordon Shaw e Frances Rauscher ma resta il fatto che ascoltare un certo tipo di musica induce uno stato di benessere psichico che aiuta la concentrazione e l apprendimento. Oggi esiste una disciplina della medicina chiamata musicoterapia che è il risultato di una lunga serie di studi che hanno accertato come la musica sia uno strumento efficace per riacquistare il benessere fisico e mentale e sia valido in modo particolare per curare pazienti con patologie che rientrano nel settore della riabilitazione fisica, l epilessia, la dislessia, il ritardo mentale e il deficit di attenzione dei bambini. Oggi in molti paesi, in Francia, Inghilterra, Austria, Stati Uniti ecc la musica viene ufficialmente riconosciuta come metodo curativo. In realtà l uso della musica a scopi curativi è sempre stato legato alla civiltà dell uomo. Per la maggior parte delle popolazioni primitive la malattia è attribuita all impossessamento del corpo da parte di spiriti maligni e questi vengono scacciati grazie all uso di riti che utilizzano canti accompagnati in genere dal suono di tamburi. Tra coloro che hanno creduto e dimostrato le capacità terapeutiche della musica è da segnalare il medico francese Alfred Tomatis che ha elaborato un metodo di cura che ha preso il suo stesso nome. Tomatis era figlio di un famoso cantante d opera Humbert Tomatis un basso lirico all Opera di Parigi. In una sua ricerca sugli effetti terapeutici del canto mise in rapporto l'udito con le dinamiche del corpo e della mente e giunse alla conclusione che "l'orecchio è un organo primario di consapevolezza e la sua funzione consiste essenzialmente nel procurare una carica di potenziale elettrico al cervello che poi la corteccia cerebrale distribuisce in tutto il corpo. Secondo Tomatis l'udito è il senso per eccellenza. Grazie all'udito l'uomo ha potuto comunicare, ideare, modificare e migliorare il linguaggio ma principalmente Tomatis sostiene che il suono è da considerarsi un alimento del cervello e con i suoi studi è giunto alla conclusione che 1'80% dell'energia di cui necessita il cervello è elaborata nell'orecchio interno. L'orecchio è quindi l'organo straordinario preposto a fornire tale energia al cervello, secondo questa teoria il cervello non produce energia, la cattura tramite l ascolto. Tomatis ha appurato che un eccesso di assenza di suoni può essere pericoloso tanto da poter causare patologie gravi quali la depressione da deprivazione sensoriale e spingere fino al suicidio. Tomatis nei suoi studi ha notato che i suoni ad alta frequenza danno energia al cervello, mentre i suoni a bassa frequenza gli sottraggono energia, lo immiseriscono. L ascolto di una tipologia di suoni quindi produrrebbe l'energia cerebrale che è direttamente collegata all'intelligenza, al suo sviluppo ed al suo manifestarsi. L orecchio quindi diventa uno strumento di guarigione grazie alla musica. Tomatis esaminando il suono dei canti Gregoriani con un oscilloscopio, ha notato che ricadevano entro il raggio dei suoni ricaricanti e che inducevano sia nei cantanti che in chi ascoltava una respirazione simile allo yoga ed uno stato di tranquillità. Il 8 di 12

9 Canto Gregoriano utilizza il sistema modale che per le sue intrinseche proprietà è capace di indurre uno stato di meditazione e di interiorità, inoltre contiene tutte le frequenze della voce umana ed ha un andamento ritmico simile a quello del respiro. Queste caratteristiche ne rendono la linea melodica e il ritmo regolare, fluido, estremamente naturale, capace di indurre uno stato di benessere psico-fisico in chi l ascolta. E stato accertato scientificamente che durante l ascolto la respirazione si calma, il battito cardiaco rallenta, la tensione delle arterie e il tasso sanguigno di acido lattico diminuiscono. La musica sacra, secondo vari studi, calma le onde di fondo della corteccia cerebrale grazie alla ripetizione regolare di certi suoni e chi ascolta questo genere di musica può facilmente raggiungere uno elevato stato di concentrazione e di rilassamento. Tomatis constatò che " I canti Gregoriani sono fonti di energia fantastici, alcuni suoni sono efficaci come due tazze di caffè tanto che lo stesso Tomatis dichiarava che lavorava con questo genere di musica di sottofondo e dormiva solo tre o quattro ore a notte". L'effetto energizzante di musiche contenenti molte frequenze acute, è d aiuto alle persone che hanno subito danni neurologici o problemi fisici. Le musiche di Mozart ed in particolare i concerti per violino che sono assai ricchi di queste frequenze hanno un effetto dinamizzante e liberatorio. L'aumentata ricarica corticale conseguente all'ascolto di tali musiche, si concretizza in un aumento della vitalità, una maggiore facilità nel lavoro con conseguente abbassamento del livello di fatica e un miglioramento generale dell'attenzione, della concentrazione e della memoria. Per Tomatis tutti gli orecchi del mondo sono uguali al momento della nascita, ma l ambiente circostante ne modifica l ascolto rapidamente. Tomatis enunciò tre principi, il primo afferma che la voce esprime solo ciò che l'orecchio può sentire. Il secondo sostiene che se l'ascolto si modifica, immediatamente e inconsciamente si modifica anche la voce. Il terzo dice che si può recuperare l udito di qualcuno (e conseguentemente la sua voce) ripristinando i muscoli dell orecchio medio che possono essere tonificati con l ascolto di una musica che viene accesa e spenta continuamente. Tutti sono capaci di udire, ma ascoltare è un'abilità particolare, è la chiave dell'apprendimento e Tomatis per migliorare l ascolto e quindi l apprendimento utilizza l'orecchio Elettronico, uno strumento in grado di filtrare le frequenze desiderate. 9 di 12

10 5 Funzione della rappresentazione sociale Altra funzione da rilevare è quella della rappresentazione sociale. La musica assume un ruolo considerevole all interno delle comunità, ogni gruppo sociale possiede un repertorio musicale di riferimento e dei sottogeneri appropriati a determinate circostanze e tutto ciò aiuta gli individui a sviluppare un senso di appartenenza ad una determinata cultura, classe sociale, anche ad evidenziare uno specifico desiderio di distinzione all interno della stessa comunità, a segnalare l appartenenza ad una sottocultura, ad esempio a quella giovanile negli anni settanta con la musica rock. La musica concorre sia alla manifestazione della propria individualità che all appartenenza ad una determinata società e cultura. In altre parole riesce a rappresentare l essere umano, la società a cui appartiene e anche la sua nazionalità. Talvolta basta nominare un semplice strumento e individuiamo culture lontane, mettiamo in relazione il mandolino con Napoli, il Sitar con l India, la cornamusa con la Scozia, la balalaika con la Russia e potremmo continuare tanti sono gli esempi. Se ci troviamo all estero e sentiamo qualcuno cantare una melodia italiana, nel nostro caso specifico ad esempio una canzone napoletana, avvertiamo un senso di appartenenza, di identità culturale con la persona che canta e subito, grazie al potere evocativo della musica, riemerge il mondo culturale al quale apparteniamo, ci accorgiamo e prendiamo consapevolezza che quella melodia ci rappresenta culturalmente. La musica inoltre concorre a conservare un contatto e rappresentare la propria cultura di origine, consideriamo ad esempio gli emigranti italiani che approdarono in America agli inizi del novecento, questi conservarono e tramandarono la loro cultura anche attraverso i canti delle loro terre d origine proprio per la capacità di rappresentazione sociale e culturale che ha la musica. Volendo possiamo dilatare al massimo il concetto di rappresentazione legato alla musica e affermare che essa raggiunge un livello di rappresentazione nazionale, per restare in culture più vicine a noi, possiamo considerare la letteratura musicale italiana e confrontarla con quella tedesca. La prima ha prediletto la canzone, l Opera, il solista, il virtuoso. Quella tedesca invece si è identificata principalmente con la musica orchestrale, quella composta non per essere eseguita dal solista virtuoso ma dalla coralità, dal gruppo e ciò a rappresentare ed evidenziare una preferenza rivolta alla collettività operosa piuttosto che all operare del singolo. Nelle così dette culture diverse la musica ha la funzione di rappresentare l uomo e celebrare i passaggi fondamentali della sua vita, la nascita, l età adulta, il matrimonio, ogni passaggio, incluso la morte. 10 di 12

11 6 Funzione didattica, comunicativa e di socializzazione La musica fin dai tempi antichi ha svolto inoltre una funzione didattica, nell antica Grecia Platone definiva la relazione anima-corpo come armonia e riteneva che la musica più di ogni altra disciplina fosse in grado di esplicare una funzione educativa, morale e religiosa sui giovani e sosteneva che un adeguata educazione musicale influenzava positivamente la formazione del carattere. Un analoga considerazione della musica era tenuta anche in Oriente. Nell antica Cina la musica era accreditata come l arte idonea a perfezionare l educazione dei giovani. Già si è detto degli studi del medico Tomatis che individuano nel suono un alimento del cervello e con l ascolto di un determinato tipo di musica si determina un miglioramento generale dell'attenzione, della concentrazione e della memoria con una conseguente facilitazione nell apprendimento. Gli effetti positivi sono notevoli e documentati da numerosi studi. Il Metodo Tomatis è una pedagogia dell'ascolto attivo che viene svolta con un apparecchio specifico, l'orecchio Elettronico, utilizzando come supporto di base un certo numero di brani musicali. Vengono selezionati brani ricchi in frequenze, intensità e ritmo, in modo tale che una volta filtrati possano mantenere le caratteristiche dinamiche necessarie ad un'adeguata stimolazione uditiva. È stato rilavato che l'esercizio musicale sviluppa aree di integrazione specifiche del cervello; quella relativa all udire per interpretare e cioè a distinguere i suoni come fenomeno cognitivo, l'altra relativa al sentire percettivo che si colloca soprattutto nella attivazione delle funzioni emotive. In 400 bambini che hanno seguito un programma di trattamento di sei mesi sono stati rilevati miglioramenti dell'atteggiamento verso la scuola associato ad un aumento delle motivazioni ad imparare nell'87% dei casi, del rendimento scolastico nel 90%, della capacità di leggere e comprendere e del rapporto con i familiari e con i compagni nell'83%, dell'attenzione nell'86%. Dopo sei mesi, nell'83% dei bambini i risultati si dimostrarono stabili o in ulteriore miglioramento. Prima di concludere voglio esporre brevemente almeno altre due funzione della musica che meritano delle riflessioni e cioè la funzione comunicativa e la funzione di socializzazione. Abbiamo visto che la musica rappresenta con i suoni l uomo nella sua globalità, sia come individuo che come individuo nella collettività. Considerando che uno tra i bisogni primari umani è proprio quello di comunicare, si deduce facilmente che l uomo usa la musica per comunicare. Questa 11 di 12

12 funzione è insita nella musica. Tutta la musica assolve una funzione comunicativa, dalla ninna nanna che rappresenta un momento di comunicazione tra madre e figlio quindi tra due soli individui all inno nazionale o europeo che mette in relazione milioni di persone. Inoltre è da sottolineare anche la funzione di socializzazione della musica che comunicando riesce ad accomunare gli uomini che hanno stessi interessi facilitando così la socializzazione. Un esempio per tutti può essere rappresentato dalla partecipazione ad un concerto. Chi non conosce o ricorda il mitico concerto di Woodstock che nel 1973 riuscì a far convergere e coinvolse milioni di giovani. Come abbiamo visto le funzioni della musica sono molteplici, si sovrappongono, sconfinano una nell altra, quelle che abbiamo citato sono certamente tra le più evidenti ma non le sole. Lo studio e la ricerca in tale settore è un campo aperto che meriterebbe di sicuro un approfondimento maggiore. 12 di 12

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