Il Colore Rosso. Accademia di Belle Arti di Firenze Anno accademico Corso di decorazione Pittorica prof.luzzi. Tesi di Anatomia Artistica :

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2 Accademia di Belle Arti di Firenze Anno accademico Corso di decorazione Pittorica prof.luzzi Tesi di Anatomia Artistica : Il Colore Rosso Relatore prof. Antonio Rago Candidato Balduzzi Mario

3 Dedico questa tesi alle persone che mi hanno sostenuto durante il mio percorso di studi all Accademia di belle Arti, specialmente a quei professori che sono stati da stimolo positivo, primo su tutti Luzzi; a mia madre, a Michele Balduzzi(tutto ha avuto inizio con lui, senza il quale non sarei neanche arrivato qui), a Sara(che mi sopporta), Antonio, Paolo, Eman, Gloria, Stefano.I, Stefano.F, Tony(che mi sopporta), a Marco Scarpelli, Pierfrancesco Martini, Kevin, Niku, alla mia famiglia, Clarence Gorton, Anne Benedict, Antonio delle Monache, Riccardo Filomena, Roberto Cipollone, Chiara B(per lo stimolo alla pittura), a Claire, Lucy, Martin, John and Jenny Cahill, Matthew, Diccio, Lucia Pinto, ecc.

4 Indice: Introduzione pag.1 1. Società Primitive pag.7 2. Egiziani pag Araldica pag Il rosso delle bandiere pag Il rosso nell Arte Moderna e Contemporanea pag Hanging Heart pag.36

5 Introduzione. E inconcepibile e inimmaginabile pensare un mondo senza colore, il colore ci colpisce ovunque e in ogni momento di veglia e penetra nei nostri sogni. E presente nella luce del giorno, nel cielo, dentro di noi, nella nostra pelle, ogni oggetto che produciamo e colorato. Il colore e ovunque poniamo in nostro sguardo al mondo in cui viviamo, ci coinvolge sul piano delle emozioni rendendo le cose fredde o calde, eccitanti o indifferenti, arricchisce le nostre esperienze e la nostra percezione di ciò che ci circonda. Colore e vita, poiché un mondo senza colori sarebbe un mondo senza vita.[..] I colori sono idee primordiali, generate dall incolore luce originaria e dal suo contrario, l oscurità senza tinta.[..] La luce, il fenomeno primo dell universo, ci rivela nei colori lo spirito e l anima vitale del nostro mondo 1. Da un punto di vista fisico i colori nascono da onde luminose, che sono un tipo particolare di radiazione elettromagnetica, con i nostri occhi possiamo percepire solo onde comprese tra i 400 ed i 700 nanometri, il rosso che e uno dei colori dello spettro percepibile dall occhio umano, ha la frequenza minore e, conseguentemente, la lunghezza d'onda più lunga di tutti gli altri colori visibili (tra 630 e 760 nanometri). Di per se le onde luminose sono incolori; il colore si produce solo nei nostri occhi e nel nostro cervello. Per mezzo della vista, che e il nostro senso dominante (ci fornisce informazioni sull ambiente che ci circonda ed e stato essenziale per la sopravvivenza dell uomo), ci e permesso osservare il mondo circostante e di compiere le nostre esperienze più importanti, grazie a essa e possibile osservare i colori; solo quando i segnali della luce e del colore provenienti dall occhio raggiungono il cervello vediamo il colore. Il colore è la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina mandano al cervello quando assorbono radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d'onda e intensità. L occhio e la mente possono giungere a un esatta percezione soltanto per confronto e contrasto. La formazione della percezione del colore avviene in tre fasi: Nella prima fase un gruppo di fotoni (stimolo visivo) arriva all occhio, attraversandolo raggiunge i fotorecettori della retina (bastoncelli e coni), dai quali viene assorbito. Come risultato dell assorbimento, i fotorecettori generano tre segnali nervosi; La seconda fase avviene ancora a livello retinico e consiste nella elaborazione e compressione dei tre segnali nervosi, e termina con la creazione dei segnali opponenti, segnali elettrici in 1

6 modulazione di frequenza, e la loro trasmissione al cervello lungo il nervo ottico; La terza fase consiste nell interpretazione dei segnali opponenti da parte del cervello e nella percezione del colore. Pare che il rosso sia il colore più visibile per una ragione fisiologica: il cristallino dell occhio, quando si regola per il rosso, ha la focale subito dopo la retina (in realtà si tratta del giallo-arancio, convenzionalmente chiamato rosso) 2. Parlando del colore risulta importante distinguere le importanti differenze esistenti tra la percezione di colori come risultato di luci provenienti direttamente da una sorgente luminosa, e la percezione di colori come risultato di luci riflesse da superfici interposte tra una sorgente ed i nostri occhi, lo possiamo fare parlando di sintesi additiva e sottrattiva. La sintesi additiva dei colori e quella usata dall occhio umano e da molti dispositivi che l occhio umano imitano, come la fotografia digitale e i monitor dei computer e nella televisione. Nella sintesi additiva somma di luci, un dato colore può essere generato con molte combinazioni di bande luminose. I colori fondamentali per la sintesi additiva sono i tre a cui corrispondono grosso modo alle regioni di sensibilità dei tre coni della retina, il rosso e uno di questi, insieme a verde e blu (detti RGB, fig. A). Un dato colore può essere generato, dunque, con molte combinazioni di balde luminose, fino ad arrivare al bianco. fig. A La sintesi sottrattiva (in cui si sottrae luce a luce) e quella che interviene nella comune esperienza di osservazione dei colori. La colorazione delle cose, comporta meccanismi sottrattivi, in quanto si basa sulla loro capacità di assorbire componenti cromatiche della luce che le illumina, piuttosto che di emetterne di proprie. Ogni volta che vediamo il colore in realtà vediamo luce colorata, perché i pigmenti hanno la capacità di assorbire certe lunghezza d onda della luce incidente, e di rifletterne altre verso i nostri occhi. Il colore in questo ambito e dato dalle componenti che non sono assorbite, quando vediamo per esempio il rosso, tutti gli altri colori vengono assorbiti tranne il rosso che viene quindi riflesso e percepito dai nostri occhi. La sintesi sottrattiva e molto importante perché e quella che si applica alla miscelazione delle vernici e degli inchiostri, da questo deriva la sua importanza nelle arti grafiche e figurative. Qui i tre 2

7 colori primari sono il giallo, magenta e ciano (complementari dei tre colori fondamentali della sintesi additiva, fig. B). Ciascuno di essi ha la proprietà di bloccare, cioè di sottrarre alla vista, uno dei colori primari della sintesi additiva e di riflettere gli altri due. Ciano, giallo e magenta sono perciò considerati i colori primari della sintesi o mescolanza sottrattiva, cioè di quella mescolanza di pigmenti che genera la visione di colori in dipendenza del modo in cui essi riflettono la luce bianca. fig. B Parlando di colori e facendo riferimento al rosso possiamo parlare inoltre di alcuni tipi di contrasti che avvengono tra i colori. Questi contrasti ci permettono di vedere che i nostri sensi valutano sempre mediante confronto. Uno tra questi e il contrasto di colori puri, i colori sono presi al più alto grado di saturazione, se mettiamo in relazione il rosso con il blu e il giallo si ottiene il massimo grado di contrasto tra colori puri. Si può avere anche contrasti freddo e caldo, il rosso e un colore caldo ed e dimostrato che attiva la circolazione sanguigna, mentre il blu/verde la rallenta, in un esperimento condotto in due locali dipinti di questi due colori, le persone nel locale rosso sentivano freddo a temperature di gradi, mentre le persone nell ambiente blu sentivano freddo intorno hai 15 gradi, l uso dei colori può quindi avere effetti fisiologici. Il contrasto fra colori complementari si ha quando la miscela di due colori da un risultato grigio-nero neutro, in questo assetto il complementare del rosso e il verde, il legame rosso-verde lo troviamo anche nel contrasto detto di simultaneità in cui il nostro occhio, sottoposto alla vista di un colore, ne esige contemporaneamente, cioè simultaneamente il suo complementare, questo ci può aiutare a capire che per l armonia cromatica e essenziale il rispetto della legge dei complementari, a proposito Goethe diceva: Solo il contrasto simultaneo rende il colore idoneo a un impiego estetico. Per concludere possiamo dire dunque che la realtà di un colore non coincide sempre con il suo effetto. Come i colori anche le forme hanno valori espressivi, il quadrato per esempio, caratterizzato dall intersecazione di due orizzontali e due verticali della stessa misura, e 3

8 simbolo di materialità, di pesantezza [..], ogni forma costituita da uno schema evidente di orizzontali e verticali, come la croce, rientra nell ambito espressivo del quadrato [..]. Al quadrato corrisponde il rosso, il colore della materia. La forza e la staticità e l opacità del rosso partecipano della staticità e pesantezza del quadrato 3. Il colore e informazione. Ci fermiamo davanti a una luce rossa mentre avanziamo quando e verde. Il colore ci aiuta a diagnosticare malattie, a riconoscere gli stati di collera, di paura, di imbarazzo. Esperimenti condotti su persone sottoposte alla visione dei vari colori hanno portato al risultato che le sensazioni suscitate dai colori sono sempre simili per ogni persona. Le due tendenze opposte si hanno con il blu e il rosso: il primo idealista e calmante, il secondo euforizza, aggressivo, sensuale (la sua radiazione elettromagnetica attiva il sistema nervoso neurovegetativo ortosimpatico, inducendo quindi una maggiore secrezione di adrenalina). Si può constatare che i colori procurano sensazioni psicologiche e hanno riflessi su tutto l organismo, e man mano che l intensità del colore aumenta accresce anche la sua influenza. I colori sono radiazioni, energie che operano su di noi positivamente o negativamente, sono lunghezze d onda elettromagnetiche come abbiamo visto. La luce rosso-arancio favorisce la crescita delle piante ed eccita le funzioni organiche. La vista e anche il fulcro della vita psichica, esplora l ambiente in cui viviamo e perciò i colori sono per noi fra le manifestazioni più importanti del nostro pianeta. Da un punto di vista di relazione colore-psicologia sono molto significativi i test cromatici di Luscher. Secondo questi test chi ama il rosso e pieno di voglia di vivere, desidera che la sua attività sia intensa: ama la lotta, la competizione, vuole ottenere risultati, il successo. Chi al contrario non lo ama e spesso in uno stato di sovreccitazione, spesso e irritato. Sempre da un punto di vista psicologico anche la percezione della durata del tempo cambia: il rosso allunga il tempo, l azzurro lo diminuisce invece. Anche le dimensioni sembrano variare, il rosso ingrossa gli oggetti mentre l azzurro li ristringe. Quando parliamo di colore, fatalmente si evocano, insieme alla sua immagine, sensazioni, emozioni, ricordi. Le emozioni suscitate dagli effetti cromatici possono toccare il nucleo più profondo dell uomo, interessando i centri essenziali della psiche e della spiritualità. Goethe parlò di una attività sensibile-morale del colore, il rosso gli appare il termine di congiunzione degli opposti e il colore che contiene, in atto e in potenza, tutti gli altri. 4

9 Sempre in rapporto colore-psicologia secondo Carl Jung alcuni simboli restano costanti col variare delle civiltà perché sono legati alla struttura dell uomo. Il simbolo infatti ha due tipi di significati: uno legato alla nostra interiorità e valido al di là della storia, l altro condizionato dal momento storico e dalla realtà esterna. Il simbolo, che si collega di solito a situazioni che si vivono tutti i giorni, ha sempre connotati che sfuggono, perché irrazionali. I significati moderni dei colori hanno sempre le loro radici in quelli più antichi e profondi. Il colore intride di simbologia il mondo moderno 4. Come la musica il colore e un linguaggio che esprime i nostri sentimenti. Il rosso e simbolo di intima passione, dell amore, della seduzione (il rossetto provocante), del fuoco, della rivoluzione (Armata rossa, Bandiera rossa), del coraggio e della guerra (Barone rosso), della spavalderia (Ferrari rossa). E un colore che esprime ricchezza, lusso, sfarzo e incute un certo rispetto e soggezione, usato dal Papa e dai re, dai cardinali. Nei calendari le feste sono segnate in rosso. A seconda delle gradazioni il rosso rappresenta l energia, la forza, la conquista, il desiderio, la potenza, la fisicità, la fiducia in se stessi, il calore ed il fervore introverso. Alcuni lo percepiscono come minaccioso, doloroso, irritante, simbolo dell impulsività, della tirannia, e un colore che ha un influenza molto potente sull umore. Detto quanto sopra riportato possiamo constatare che trattare del colore risulta cosa ben più difficile di quanto si creda perché può toccare un gran numero di discipline diverse e le tematiche legate al colore possono risultare di estensione illimitata, ho scelto un solo colore da trattare, il rosso, di orientarmi verso questo colore e di indagarlo e usarlo come filo conduttore della mia ricerca, le tematiche dei capitoli successivi mi sono state suggerite approfondendo il tema del rosso in vari aspetti del campo delle esperienze figurative e non, dell uomo. Via via ho scelto le cose che mi sono apparse più interessanti e inaspettate, a prima vista si potrebbe non capire il senso o il nesso tra i capitoli ma non e così, il termine di congiunzione e il rosso, e come l uomo l ha usato e lo usa per quanto riguarda le sue esperienze di vita. Da una parte c e il passato, questo viene affrontato nei primi quattro capitoli e sono: Le Società Primitive, Egiziani, Araldica, Il rosso delle bandiere, cercando di vedere come interpretavano il colore rosso, che uso ne facessero e ne hanno fatto nel passato primitivo e più recente, se era il colore stesso a interagire col l uomo o se invece e stato l uomo a piegarlo per farne un uso ben preciso, nelle arti figurative e non solo. Per il quinto e sesto capitolo invece il campo e più precisamente orientato verso l arte moderna e contemporanea indagando sempre in chiave del colore rosso, e portando alla 5

10 luce le esperienze di artisti che fanno uso di questo colore, grazie anche a un accurata selezione di immagini si può indagare in che modo questo colore viene usato in maniera diversa da diversi artisti, osservando similitudini e diversità che comunque sono accumunate da questo comune denominatore. Se e vero come dice Jung che alcuni simboli restano costanti col variare delle civiltà perché sono legati alla struttura dell uomo, e che i significati moderni dei colori hanno sempre le loro radici in quelli più antichi e profondi, probabilmente tenendo presente il colore rosso si può vedere se i significati di questo colore anche oggi come in passato sono rimasti gli stessi, oppure se sono cambiati e in cosa, una cosa e molto probabile: l uomo interagisce con il colore che vi e nel mondo, ma anche il colore forse interagisce sull uomo sempre nel medesimo modo anche se scorrono i tempi e le civiltà, il colore rosso può essere una chiave di lettura tra la specie umana passata e odierna. 6

11 Capitolo 1. Le società primitive Il genere umano ha associato le prime percezioni del colore nel mondo al proprio corpo, da un punto di vista possiamo dire fisiologico il sangue e le escrezioni corporee furono le prime cose alle quali venne attribuito un nome. Sin dai tempi più remoti il colore e stato usato come strumento artistico, magico e religioso più diffuso e conosciuto, in un ambiente in cui il tempo era il breve spazio fra la luce e il buio, l oscurità e il chiarore. Uno dei primi cenni che troviamo sull uso del colore rosso e che le prime tombe erano cosparse al loro interno di ocra rossa, non siamo certi del perché ma forse la risposta più logica e intuitiva sta nel fatto che il rosso potesse simboleggiare la vita, il sangue e anche la potenza del suo colore stesso. Le ricerche antropologiche di Berlin e kay svolte su 98 lingue evidenziano che nella terminologia più antica ed elementare vi erano nomi solo per l oscurità e la luce, quindi per il bianco e il nero. Il terzo colore che compare in queste lingue e sempre il rosso, che assorbiva tutte le categorie di rosa, porpora, viola, arancio. Poi furono coniati gradualmente gli altri termini. Bianco-Nero e Rosso, risultano essere i colori più facilmente reperibili in natura, per l uomo preistorico il bianco luce diurna rappresenta il periodo di attività mentre il buoi-nero della notte invita al riposo e al riparo da pericoli sconosciuti. Il rosso rappresenta il sangue sgorgato dagli animali cacciati (quindi la principale forma di sussistenza), ed era quindi legato a un principio vitale. Le grotte decorate erano considerati veri e propri santuari, dove si praticavano riti propiziatori per la caccia e la riproduzione degli animali. Il colore era considerato più importante del segno, perché si credeva sviluppasse poteri magici, protettivi e di aiuto: era uno strumento per dominare una natura vissuta come violenta e pericolosa. In questo periodo l animismo era altamente sentito e l animale disegnato non era considerato una semplice immagine ma si credeva che fosse l animale stesso. I colori usati dagli artisti primitivi erano quattro: le ocra rosse e gialle, i neri e i bianchi, messi a disposizione dalla natura in abbondanza. Questo spiega l uso in tutte le civiltà più antiche, in ogni parte del globo, degli stessi colori e delle stesse materie prime. Vi era comunque una predilezione per il rosso, simbolo di vita. Le materie usate erano le crete, le argille, le marne, i gessi, i neri minerali e di combustione. Le prime tracce di uso del colore in Europa risalgono alla civiltà neandertaliana (Paleolitico medio, circa anni fa). L uso iniziale che l uomo fa delle tinte e 7

12 quello della pittura corporale: si presume infatti che i nostri progenitori si dipingessero il corpo per impossessarsi dei poteri che attribuivano hai colori. L uomo di quel tempo seguiva già dei rituali funebri con regole ben precise: sono state infatti rinvenute tombe in cui i defunti erano sepolti con il capo e il petto dipinti con ocra rossa. Quello che sorprende e che rituali del tutto simili sono stati riscontrati, in epoche successive, non solo in Europa ma anche nella zona caucasica, nelle isole del Giappone Settentrionale, nel Nord America (regione del Lago Superiore). Per quanto riguarda l uso del rosso nelle funzioni funebri, la spiegazione simbolica e chiara: il rosso e il sangue, la vigoria; si sperava così di infondere nuova vita alla salma. Un rosso minerale molto utilizzato sin dai tempi preistorici per la facilità di reperimento era l ematite rossa, seguita dalle ocre rosse ferrose; questi coloranti venivano impiegati per arrossare a fini rituali gli scheletri dei defunti e, mescolati hai grassi animali, nelle pitture rupestri 1. I primitivi tentativi di decorazione rupestre (grotte altopiranaiche di Gargas; grotta di Rouffignac in Dordogna) hanno significati incerti, e i colori sono le ocra rosse e i bianchi di marna. Nelle grotte di Gargas si trovano anche le famose impronte di mani, le più antiche, successivamente ripetute in età più recenti in altre grotte francesi e spagnole (Caberets o Peche-Merle nella valle della lot, Font de Gaume, Cuevas del Castillo, Altamira). Queste impronte sono state ottenute con la tecnica a immagini positive e negative : le positive usando le mani stesse sporcate col colore. Le negative soffiando polvere colorata attorno alla mano appoggiata alla parete, il tutto con l ausilio di sostanze collose precedentemente spalmate sulla pietra. Attraverso queste prime espressioni artistiche la roccia divenne parete, e la caverna si trasformo da semplice tana in luogo abitativo, rituale, in uno spazio architettonico. Con lo sviluppo del segno si evolve anche l uso del colore, che da campiture piatte tende a effetti realistici, sfruttando perfino le accidentalità delle rocce, a volte corrette con abrasioni. Gli esempi più belli si hanno nelle grotte di Lascaux (fig.2, Francia) e Altamira (fig.1, Spagna), che si contendono il titolo di Cappella Sistina della Preistoria. Nel periodo magdaleniano, circa anni dopo il periodo delle mani, si sviluppa la policromia, il chiaroscuro, il modellato, il senso della composizione. Sono rappresentati cinghiali, bisonti, cavalli, cervi. E significativo riscontrare come in molte 8

13 delle grotte in cui si ritrovano le primitive raffigurazioni delle mani troviamo anche gli esempi più raffinati di questa nuova tendenza: questo conferma come il significato magico - religioso di questi luoghi si sia mantenuto per millenni (Font-de-Gaume, El Castillo, Altamira, per citare le più interessanti). Successivamente, nel periodo mesolitico (circa anni fa), vi e un importante cambiamento stilistico: la pittura da zoomorfa diventa sempre più antropomorfa, con tratti che potremmo definire sempre meno realistici e sempre più espressionisti ; la stilizzazione via via si trasforma in simbolo, fino a raggiungere il pittogramma. Si presume che già da allora le popolazioni europee fossero in qualche modo collegate con quelle nordafricane: si trovano infatti pitture rupestri del tutto simili a quelle europee nel Sahara e nella valle del Nilo. Si sono trovati anche resti umani con tratti europoidi (razza Cro-Magnon) nell Africa australe e tracce di una corrente europoide dall Africa orientale fino al Capo di buona speranza. I colori sono gli stessi, cioè quella della gamma calda e facilmente reperibile dei rossi e gialli, dei bianchi e dei neri. Per quanto riguarda luoghi al di fuori dell area mediterranea, in India troviamo pitture rupestri che appartengono però a un periodo già storico, mentre nell America Centrale, non si sono trovate tracce di pitture preistoriche, forse perche sono state distrutte dalla natura o dal clima 2. Dopo aver detto questo l arte preistorica continua a porci delle domande alle quali e difficile dare una spiegazione univoca, per esempio ci si domanda perché in quell epoca in cui l uomo ha un rapporto diretto di sopravvivenza con la natura non vi sono raffigurazioni di piante o alberi, e soprattutto non vi e traccia del sole, della luna o delle stelle. Un altro aspetto interessante da notare e come mai mentre le raffigurazioni degli animali sono molto espressive la rappresentazione in figura dell uomo rimane rozza e infantile, vi sono alcune teorie a riguardo e oggi l interesse verso l antropologia ci da delle chiavi di lettura, una tra queste e che l uomo già a quel tempo sentisse il bisogno di creazione artistica, dell arte per arte, però questa ipotesi sembra essere scartata in quanto troppo semplicistica, forse le rappresentazioni delle caverne sono punti focali di riti primitivi all interno di un sistema totemico in cui i membri delle tribù erano collegati attraverso la discendenza da un animale o da un altro oggetto. Ancora oggi sul pianeta terra sono presenti tribù che hanno mantenuto immutato nel tempo le loro usanze. Come abbiamo visto l uso iniziale che l uomo fa del colore e per uso corporale, continuando a seguire questo filone vediamo come che dall Africa 9

14 all America meridionale fino ad arrivare in Indonesia i morti vengono sepolti coperti di disegni sulla faccia e sul corpo, quasi sempre il colore usato e il rosso, ma a volte anche il bianco e il nero. Quindi facendo un analogia e possibile e logico ritenere che l auto decorazione sia già esistita hai tempi dell uomo di Neanderthal, e come se la prima tela dipinta dall uomo fosse il proprio corpo e che solo in seguito sia nato l interesse per decorare l ambiente che lo circondava. La facile reperibilità e accessibilità in natura permette di valutare che in tutte le tribù vi e un uso prominente dei tre colori, rosso, nero e bianco: l ocra rossa e molto diffusa ovunque, il nero deriva dalla fuliggine e dal carbone, il bianco dalla creta, dal gesso oppure dalla cenere. Dove la presenza di tali sostanze non erano direttamente reperibili nel posto, le tribù percorrevano lunghissime distanze per procurarsele. Gli attuali aborigeni Australiani ad esempio percorrono centinaia di chilometri nel deserto sulle tracce di emu e cani mitici il cui sangue a quanto credono ha creato dei depositi di ocra al termine del loro viaggio. In una tribù in Nuova Guinea si usa cuocere grandi quantità di creta marrone avvolta nelle foglie, usando però per i lori pigmenti solo le parti che risultano più rosse, questo sembra indicarci che l uso di questi pigmenti sia molto importante per tali popolazioni e che forse siano legati ad un uso magico o quasi religioso. Il colore viene usato nella decorazione corporale di queste tribù sia per indicare l appartenenza ad una comunità, designare il grado all interno della comunità tribale e definire i ruoli sociali; in combinazione il gruppo dei tre colori rosso-nero-bianco sembrano riprodurre simbolicamente il ciclo della vita e della morte, questo uso dei colori appare un sistema per porre ordine nella vita, pre-collegare i grandi avvenimenti biologici delle persone, nascita, pubertà e morte. 10

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17 Capitolo 2. Egiziani Nel sistema simbolico dell antichità, che ruotava attorno a tre poli, il bianco rappresenta l incolore, il nero era grosso modo lo sporco, e il rosso era il colore, il solo degno di questo nome 1. Nell antichità l uso del colore, dei suoi codici e del suo simbolismo e rigidamente stabilito in proporzione a quanto una società e stabile e strutturata. Prendendo in esame la produzione artistica egiziana, che fu legata a intenti celebrativi e propagandistici del potere centrale assoluto, con complesse simbologie legate alla religione e alle tradizione funerarie, possiamo vedere che restò più o meno immutata nelle forme e nell uso del colore per millenni. Così come succede anche oggi, il concetto di rosso si estende su una vasta gamma di sfumature che, passando dalle terre, erano incluse tra il porpora, il viola e l arancione. La cultura egiziana ha lasciato testimonianze di un'arte assolutamente originale perché il territorio in cui si sviluppa, chiuso fra deserti e mare, impedì per lungo tempo i contatti con le altre civiltà. Tali testimonianze riguardano soprattutto grandiose costruzioni funerarie (tombe riunite in necropoli, piramidi) e monumentali templi, caratterizzati dall'uso di altissime colonne, con capitelli dalle forme assai varie, spesso ispirate ad elementi naturali, quali foglie e fiori. L'arte egiziana è l'espressione di uno stato organizzato assai rigidamente. A capo di ogni cosa è il Faraone, sovrano e sommo sacerdote, dio in terra ed assunto fra gli dei dopo la morte. Accanto a lui, la casta sacerdotale è la più privilegiata e potente. L'arte egiziana, quasi sempre commissionata dall'autorità politica e religiosa, deve glorificare attraverso imponenti edifici la divinità e il faraone, incutere nel popolo rispetto sacro e venerazione per una classe politica forte e immutabile nel tempo. L'artista è un artigiano anonimo, spesso uno schiavo che non può esprimersi liberamente, ma obbedisce a precise disposizioni imposte dall'alto. Se il popolo può ammirare le grandi costruzioni, simbolo di potere sul territorio, pittura e scultura si trovano soprattutto in ambienti destinati alle classi che detengono questo potere. Le figure frontali e composte sono atteggiate rispettosamente nei confronti dell'osservatore che non può che essere un principe, un sacerdote, una divinità. Rigidezza e frontalità, quindi, dipendono da una volontà precisa e non da incapacità di rappresentazione. 11

18 La pittura egizia ebbe uno straordinario sviluppo, anche perché i dipinti non avevano solo un valore artistico ma anche documentari [..]. Le prime tombe furono dipinte con la cosiddetta quadricromia classica, i quattro colori primitivi (rosso,giallo, bianco e nero). La vita dopo la morte era un fondamento della religione, basato sul concetto che l uomo avesse un suo doppio e che questo avrebbe abitato il regno di Osiride dopo la vita terrena. La pittura tombale non costituiva solo una rappresentazione, ma era ritenuta veramente il doppio della vita terrena. Perciò doveva essere il più possibile simile alla realtà: divenne necessario possedere tutti i colori della natura. La tecnica pittorica si fece sempre più ricercata: perfino i geroglifici avevano un significato diverso secondo il colore usato 2. In Egitto il colore aveva un significato assai profondo, perché rappresentava l essenza, e non l aspetto, delle cose, tanto e vero che la parola che designava il termini colore aveva anche il significato di essere. La mitologia e il riferimento principale per capire i significati dei colori, il colore rosso ha sempre avuto una connotazione di vita ma anche di morte, nel suo senso violento: gli egiziani scrivevano il nome delle entità maligne in rosso (fig.6); a un colorante rosso, il krìmnom, e associabile l etimo krìma (lite, protesta) che origina la parola crimine. In una civiltà dove l agricoltura aveva un importanza economica basilare, il ciclo era divinizzato e veniva rappresentato da miti di passione, morte e resurrezione: Osiride era il dio dell aldilà, dove risvegliava i morti a nuova vita, ma era anche il dio della vegetazione, spesso raffigurato con la pelle verde. Sua moglie, Iside (fig.7), non a caso era rappresentata con il colore complementare al verde, il rosso. Si trova anche in questa civiltà la dualità rosso/verde tipica delle culture antiche. Prendiamo ora in considerazione le varie sfumature di significato che il colore rosso ha nella cultura egiziana: Rosso della vita, della vigoria, e della forza. L osservazione del sangue durante la guerra e la caccia e la successiva comparsa della morte che accompagna il suo spargimento, danno vita al legame reciproco tra il sangue e la vita, tanto che il simbolismo del primo poteva essere intercambiabile con quello dell altro. Il sangue rappresentò la vita e ad esso gli venne aggiunto successivamente il colore rosso e il vino, che in seguito ne divennero i sostituti. Quindi nei riti cerimoniali questi tre elementi (sangue-vino-rosso), furono portatori degli stessi messaggi, 12

19 rappresentavano virtù magiche e misteriose che potevano infondere forza e gloria alla vita. Nella mitologia egiziana la prima mattina del mondo, che poteva essere impersonata da Nut, da Iside o da Hathor, la dea versava il suo sangue nel cielo che si colorava di rosso e da esso nasceva il figlio divino. Siccome si era stabilito che nel sangue era racchiusa la vita si pensò che lo spargimento benefico del sangue potenziasse e accrescesse la vita, il vigore e la fertilità degli uomini e della natura, per questo presso gli egiziani erano presenti offerte di vino e di sangue durante lo svolgimento di riti cultuali quotidiani per gli dei; ad esempio venivano sacrificati animali dal pelo rosso nei riti di macellazione : vacche rosse, tori e caproni particolarmente adatti al sacrificio, come documentato dalle pitture e dai testi rituali (alcuni autori pensano che questi animali rappresentino il dio Seth). L offerta alla divinità di questi sacrifici avrebbe dovuto potenziare il vigore e la forza presenti in natura e nell uomo, forze vitali, erotiche, sfrenate, caotiche e incontrollabili. Rosso colore Apotropaico(che allontana gli influssi malefici) e Catartico(purificatore liberatorio). Il passaggio delle qualità vitali riferite al sangue nelle sostanze rosse dotò questo colore di una particolare carica magica, positiva o negativa a seconda delle situazioni: da un certo punto di vista l offerta di sangue, di vino, di minio e di cinabro, di fiori e frutti rossi voleva raggiungere l effetto di placare la divinità rabbiosa e i dèmoni assetati; dall altra l offerta di queste sostanze eccitava la sete illimitata di sangue di quelle potenze di cui la magia si serviva a proprio vantaggio e beneficio. Le sostanze rosse potevano esercitare anche proprietà di protezione, difesa e purificazione. L uso di amuleti rossi (fig.8-9) donava forza al portatore per le virtù benefiche di questo colore; ad esempio l amuleto della fibbia, che rappresenta la fibbia della cintura di Iside, fatto in corniola, diaspro rosso, vetro rosso o altre sostanze di colore rosso, si diceva che fosse fatto con il sangue di Iside; esso era sempre collegato con il capitolo CLVI del libro dei morti, nel quale si affermava: Il sangue di Iside, la forza di Iside, la parola di Iside, sono così potenti da agire per proteggere questo essere così grande e divino, per risparmiargli il contatto di esseri che gli ispirano orrore e disgusto. Anche l amuleto della testa di serpente, in pietra rossa, diaspro rosso, pasta rossa o corniola, aveva la funzione di proteggere il defunto dal morso dei serpenti che avrebbe incontrato nel suo viaggio dopo la morte. Il modello di 13

20 ematite del guanciale che veniva posto sotto il collo della mummia ha la funzione di proteggere il capo dall assalto delle forze malefiche e distruttrici. Il Rosso nell uso funerario L uso del colore rosso in questi contesti fungeva da sostituto dei riti di immolazione umana o animale. In un rituale di imbalsamazione egiziano, descritto nel libro dei morti, si dice che il defunto, oltre che con le consuete offerte di sangue, veniva fortificato e vivificato con l apporto di colore rosso. Per questo l uso di fiori rossi, specialmente fiori e frutti di melograno, sono molto diffusi nei riti funebri. Il Rosso colore della regalità, della potenza e del lusso I troni dei Faraoni egiziani erano ricoperti di porpora, a questo colore veniva sempre accostato l oro per esaltarne al massimo i significati simbolici (fig.10). Il Rosso colore degli inferi e della distruzione Nell Antichità il colore rosso non presenta soltanto valori positivi, come proprio tutti i simboli riunisce in se la duplicità di due aspetti opposti, infatti il rosso rappresenta anche l istinto incontrollato di potenza che conduce all egoismo, l odio e la passione cieca, la collera e la crudeltà. E così divenne anche il simbolo della violenza, dell omicidio, delle stragi e delle distruzioni. Presso i greci il significato simbolico era soprattutto quello della distruzione, della collera divina e del pericolo; difatti con la parola tms (rosso) venivano indicate le cose e le situazioni funeste e sventurate, la rivolta e l azione sanguinosa; in termini di linguaggi il modo di dire con il cuore rosso veniva caratterizzata la collera, e l espressione fare rosso voleva dire uccidere. Sempre tenendo presente questa dualità del rosso vediamo quindi che si fa anche carico di altri aggettivi, per gli aspetti negativi che assume nelle pitture, nei racconti mitologici, in certe cerimonie religiose, esso fu anche simbolo infernale e distruttore. Il mito egiziano della dea Sekhmet si occupa di una dea assetata di sangue e sanguinaria: quando il dio Rà, divenuto vecchio, perse il rispetto dell umanità, deluso e indignato decise di punirla inviando sulla terra la figlia Sekhmet nelle sembianze di una terribile leonessa. La dea seminò ovunque distruzioni e stragi al punto che Ra, preoccupato per la sopravvivenza del genere umano, escogitò uno stratagemma per fermarla. Egli fece versare sui campi di battaglia del succo rosso di melograno fermentato: la dea, assetata di sangue, ne beve tanto da ubriacarsi e desistette dal continuare le stragi. In memoria di questo evento Sekhmet, e in seguito Bastet e Hathor, furono chiamate le -Signore della stoffa rossa

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