Lo sport nella storia

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1 1 Lo sport nella storia L antichità Si può dire che l attività fisica sia nata con l uomo; tra i popoli primitivi, infatti, forza e resistenza erano indispensabili per poter affrontare le difficoltà della vita: cacciare, difendersi dai nemici, costruirsi dei ripari. L uomo scoprì molto presto che la ripetitività di certi esercizi consentiva di eseguirli con maggiore facilità e sicurezza. Al movimento venne così ad affiancarsi l allenamento; con la lotta tra uomini, per il predominio all interno della tribù o fra tribù rivali, si delinea la terza caratteristica fondamentale dello sport: la competizione. Queste primitive attività erano quindi destinate ad assicurare la sopravvivenza o a procurarsi dei vantaggi materiali. Esse non tardarono però ad assumere un vero carattere agonistico e sportivo, specie in occasione di riti e cerimonie religiose. Tra le attività fisico-sportive dalle origini più antiche si trovano: corsa, lanci (pietre, bastoni, giavellotti), salti, nuoto, attività nautiche (canoe, piroghe), corse a cavallo, pugilato, scherma, tiro con l arco. Le incisioni rupestri più vecchie, raffiguranti attività sportive, risalgono addirittura a 9000 anni avanti Cristo. Nei paesi nordici esistono testimonianze della pratica dello sci, in forma primitiva, fin da epoche antichissime. Tra i popoli orientali (cinesi, giapponesi, indiani) si diffusero con le prime civiltà attività ginniche e acrobatiche. In Giappone e in Corea si svilupparono le arti marziali, cioè quelle forme di lotta corpo a corpo e di combattimenti regolamentati che si sono tramandate fino ai giorni nostri (judo, karate ecc.). Nelle regioni indiane prese forma l hockey su prato. I popoli indocinesi e polinesiani, la cui vita dipendeva dal mare, coltivarono in modo particolare le attività natatorie e nautiche. Mosaico raffigurante un combattimento fra gladiatori romani. Raffigurazione rupestre in cui si alternano scene di caccia a scene di giochi. Vaso greco sul quale è rappresentata una scena di corsa. Nell antico Egitto erano molto diffusi il nuoto, l atletica, la lotta, il pugilato e la ginnastica; agli egiziani si deve, tra l altro, l invenzione dell attrezzo ginnico chiamato cavallo.

2 2 Le civiltà assiro-babilonese e persiana svilupparono il tiro con l arco contro bersaglio fisso e un gioco praticato da cavalieri, che colpivano una palla con delle mazze: tramandato fino ai giorni nostri, questo sport costituisce l odierno gioco del polo. I Cretesi praticavano competizioni atletiche, di lotta, di pugilato; vi sono anche tracce di esercitazioni ginnastiche collettive, a dimostrazione dell esistenza di apposite scuole. Attività simili venivano svolte anche dagli Etruschi; caratteristica di questa civiltà è la comparsa dei primi veri impianti sportivi, destinati a spettacoli pubblici: gli anfiteatri. I pugili; affresco dall isola di Thera. Anfiteatro di Pompei. I Greci dettero sempre grandissima importanza alle attività fisiche e sportive, al punto di porre come riferimento per l inizio della loro storia la data dei primi Giochi Olimpici (776 a.c.). Nell Iliade di Omero sono citati numerosi sport: pugilato, lotta, corsa a piedi, corsa con le bighe, combattimento con l asta, lancio del disco, lancio del giavellotto, tiro con l arco. Per i Greci lo sport assume per la prima volta caratteristiche simili a quelle odierne: grandi onori ai vincitori, spettacoli pubblici di notevole importanza, allenamenti intensi degli atleti, spirito agonistico. Gli Spartani vedevano nell attività fisica un ottima preparazione all attività guerresca per i loro giovani (maschi e femmine). Ad Atene sorsero i ginnasi, complessi di edifici dedicati allo sport comprendenti palestre e locali per gli allenamenti. Nei luoghi dove si svolgevano gli incontri sportivi più importanti vennero costruiti degli stadi, costituiti da un campo piano per le gare e da gradinate per il pubblico disposte intorno a esso. Nei ginnasi cittadini i giovani trovavano vari attrezzi ginnici, come la fune e la sbarra. Anche le ragazze ateniesi praticavano esercizi fisici, per migliorare la grazia e l armonia del loro corpo: esse non partecipavano tuttavia alle gare, bensì a manifestazioni di ginnastica artistica e ritmica. Nacquero anche i primi sport multipli, cioè costituiti da più gare diverse da fare in serie, che al giorno d oggi conoscono un notevole successo e molte nuove varianti. Lo sport multiplo dell antica Grecia era il pentathlon (cinque gare), formato da competizioni di corsa, lancio del disco, lancio del giavellotto, lotta e salto in lungo.

3 3 Le Olimpiadi antiche Le origini dei Giochi olimpici si perdono nei tempi più remoti, quando la manifestazione aveva probabilmente le caratteristiche di festa religiosa o di rito funebre. Successivamente si svolsero in onore del dio Zeus (Giove) nella città greca di Olimpia, da cui presero il nome. A partire dal 776 a.c., ritenuto tradizionalmente l anno di inizio dei Giochi, si cominciò ad annotare il nome e la città di origine di ogni atleta vittorioso. Il conto del tempo fu da allora basato sulle Olimpiadi, che si disputarono regolarmente ogni quattro anni, nel mese di agosto. Dapprima i Giochi ebbero solo un carattere locale, ma con il passare del tempo la cerchia dei partecipanti crebbe sempre di più, fino a coinvolgere tutto il mondo ellenico. Giochi simili si svolsero anche in altre città greche, come Delfi, Corinto e Nemea; nessuna di queste manifestazioni riuscì però a eguagliare la fama e l importanza delle Olimpiadi. Questo successo fu facilitato anche dalla tregua per le guerre, proclamata qualche settimana prima dell inizio delle gare a tutela degli ospiti; la natura sacra di Olimpia garantiva l assoluta inviolabilità della pace durante i Giochi. Nelle prime edizioni si disputò una sola gara, quella della corsa dello stadio (lo stadio era un unità di misura pari a circa 191 m), che veniva praticata su una pista in terra battuta. Quando poi si iniziarono a costruire edifici destinati alla pratica sportiva, per la dimensione maggiore si scelse quella che consentiva di correre in linea la gara di corsa veloce, quella sullo stadio, e stadio si chiamò anche tutta la costruzione, compresi gli spalti per gli spettatori. Con il passare degli anni, alla corsa si aggiunsero altre discipline, che si possono così suddividere: atletica leggera (corse veloci e di resistenza, corsa con le armi, pentathlon); sport di combattimento (pugilato, lotta e pancrazio, uno scontro senza esclusione di colpi, in cui erano vietati solo i morsi; sport ippici (gare a cavallo o con i carri). Completavano il programma alcune discipline riservate ai ragazzi e una gara musicale. Circa un mese prima dell inizio dei Giochi gli atleti dovevano presentarsi ai giudici, presso la città di Elide; per essere ammessi dovevano dichiarare le proprie generalità e la località di origine. Potevano iscriversi solo i cittadini greci, mentre erano esclusi gli schiavi e le donne, ammesse come spettatrici, ma solo se non erano ancora sposate. Per quattro settimane i concorrenti dovevano allenarsi sotto il controllo dei giudici, per dimostrare le proprie condizioni fisiche e la possibilità di ben figurare in gara. Terminati i preparativi, il corteo di atleti, allenatori, giudici e accompagnatori si trasferiva a piedi a Olimpia, dove si svolgeva la cerimonia di apertura con sacrifici a Zeus, giuramento olimpico e accensione del fuoco sacro. Alle gare accedevano solo gli atleti migliori, selezionati nella fase preparatoria, che si affrontavano in eliminatorie, semifinali e finali; i confronti erano sempre a eliminazione diretta e non venivano stilate classifiche. Contava solo la vittoria: arrivare secondo era una sconfitta, in quanto non si teneva conto del valore della prestazione sotto forma di tempi o punteggi. Nel pentathlon, la gara composta di cinque esercizi (lancio del disco e del giavellotto, salto in lungo, corsa dello stadio e lotta), valeva il principio della triplice vittoria: era cioè dichiarato vincitore l atleta che si trovava in testa in tre delle cinque discipline. Gli atleti gareggiavano nudi e usavano cospargersi il corpo di olio prima della prestazione. Le competizioni erano accesissime, tra le urla di incitamento di allenatori e tifosi. Se qualche atleta infrangeva il regolamento, veniva punito dai giudici con frustate o in casi estremi con la squalifica. I vincitori venivano premiati l ultimo giorno, durante una solenne cerimonia, con una corona di fronde tagliate dall ulivo sacro a Zeus; lauti banchetti e festeggiamenti concludevano la manifestazione. Grandi onori e ricompense attendevano poi gli atleti vittoriosi, al ritorno in patria; una vittoria olimpica era infatti motivo di grande vanto per ogni città greca, che vedeva così accresciuto il proprio prestigio in tutto il mondo ellenico. Per il primo secolo e mezzo i Giochi furono dominati dagli atleti di Sparta. Gli abitanti di questa città ricevevano un duro addestramento militare fin dalla prima infanzia e, in occasione delle gare, questo continuo allenamento li aiutava a prevalere anche in campo sportivo. Con il passare dei secoli, altre città greche divenute economicamente e politicamente dominanti cercarono di affermarsi nello sport.

4 4 Finanziati dallo Stato, atleti della Grecia e delle principali colonie elleniche si prepararono per prevalere nelle varie discipline atletiche, perfezionando la tecnica e l allenamento specifico per ogni sport. Si passò così da un affermazione del valore fisico globale, ottenuto con una preparazione militare, a quella della abilità tecnica e di particolari doti atletiche, raggiunte tramite uno specifico allenamento. La storia delle Olimpiadi dell antichità termina nel 393 d.c., dopo oltre 1100 anni, con la proibizione dei Giochi, ritenuti pagani dall imperatore romano Teodosio. L introduzione delle gare nei Giochi olimpici Olimpiade Anno Sport 1 a 776 a.c. stadio (191 m) 14 a 724 a.c. corsa doppia (2 stadi = 382 m) 15 a 720 a.c. corsa lunga (circa 4000 m) 18 a 708 a.c. lotta; pentathlon (5 sport) 23 a 688 a.c. pugilato 25 a 680 a.c. corsa di quadrighe 33 a 648 a.c. corsa a cavallo; pancrazio 37 a 632 a.c. stadio e lotta per ragazzi 41 a 616 a.c. pugilato per ragazzi 65 a 520 a.c. corsa in armi 93 a 408 a.c. corsa di bighe 96 a 396 a.c. gara di araldi e trombettieri I Romani Nell antica Roma la preparazione fisica dei giovani era tenuta in grande considerazione, soprattutto come preparazione all attività militare. I legionari romani erano infatti noti per la capacità di marciare a tappe sostenute, portando con sé non solo l armamento ma anche tutto il necessario per predisporre accampamenti e sostenere le truppe. Dopo aver marciato, ogni soldato doveva svolgere un altra particolare attività, ad esempio taglialegna, falegname, fabbro, cuoco, addetto agli animali: tutto ciò richiedeva necessariamente un fisico forte e ben allenato. Sempre in prospettiva bellica, le attività sportive più praticate erano quelle di combattimento o comunque utili in guerra: lotta, pugilato, lancio del giavellotto, corse con i cavalli o con i carri. Dalla tradizione greca dei ginnasi derivarono le palestre, edifici porticati con cortile interno dedicati alla pratica di esercizi fisici; solitamente a fianco di questi edifici si trovavano delle terme con funzioni di bagni pubblici, in cui i frequentatori delle palestre potevano lavarsi e rinfrescarsi. Ispirandosi all architettura dei teatri greci di forma emisferica, i Romani crearono un nuovo tipo di edificio, l anfiteatro (teatro doppio), in cui la struttura Rilievo attico arcaico che raffigura due lottatori nel momento di massima tensione.

5 5 curva è completa e di forma ovale. Per queste costruzioni si sfruttarono inizialmente avvallamenti di terreno, sulle cui sponde trovavano posto gli spettatori; con il progredire della tecnica furono poi edificate costruzioni in muratura su più livelli, con scalinate. Il più antico e meglio conservato anfiteatro romano è quello di Pompei, la cui forma ricorda moltissimo un piccolo stadio odierno. In epoca imperiale gli anfiteatri divennero imponenti ed ebbero la funzione di offrire grandi spettacoli al popolo in onore dell imperatore. Il circo Massimo, il più grande stadio dell antica Roma, era lungo circa 800 metri e largo circa 120 e poteva contenere in epoca imperiale spettatori. Vi si svolgevano corse di cavalli, gare di corsa e combattimenti di animali. La spina, un asse centrale attorno a cui si snodava la pista, era decorata e munita di sette delfini di bronzo usati per contare i giri percorsi dai cavalieri. Il Colosseo, l altro immenso circo di Roma antica, fu inaugurato dall imperatore Tito con 100 giorni consecutivi di giochi ancora prima di essere del tutto completato. Poteva ospitare circa spettatori e fu inizialmente adibito alle naumachie, specie di battaglie navali per cui si rendeva necessario l allagamento dell arena tramite canali sotterranei. In seguito l edificio divenne celebre per i combattimenti dei gladiatori, prigionieri di guerra o schiavi addestrati al combattimento in apposite scuole e destinati a duelli mortali nell arena. Altri spettacoli erano i combattimenti con animali e le cacce, per le quali veniva allestita una scenografia di tipo naturale. Palestra di Pompei. Il Medioevo La decadenza e la fine dell Impero Romano d Occidente, le invasioni barbariche e la diffusione del cristianesimo segnarono la fine delle attività fisiche e sportive, così come erano state concepite e praticate nel mondo antico. La fine del dominio di Roma comportò la disgregazione di tutta la struttura organizzativa alla base delle attività di palestra e circensi. Non esistendo più un esercito organizzato, venne meno anche l esigenza di una preparazione fisica a scopo militare. La rovina economica non consentì alla popolazione di occuparsi d altro che delle necessità primarie di sussistenza. L avvento dei barbari determinò anche una prevalenza delle tradizioni e della cultura di questi sulle popolazioni dominate. Il cristianesimo, che predicava la prevalenza dello spirito sul corpo, si diffuse largamente dal 350 d.c. e contribuì alla visione delle attività sportive come uno dei riti tipici del paganesimo e come tali da evitare e condannare. Non che il popolo non praticasse più alcuna forma di pratica fisica a scopo ricreativo, ma venne a mancare l organizzazione e il riconoscimento pubblico. Da attività ufficiale degna di grande considerazione, l attività fisica e sportiva divenne un passatempo paesano, disprezzato se non proprio proibito. Nonostante le scarse notizie sull epoca, alcune testimonianze narrano di incontri di lotta, di giochi di piazza, di attività acrobatiche, di salto in lungo e in alto e di lanci, come quello della pietra praticato ancora oggi nel Sud della Spagna. Nel Medioevo le piazze dei borghi e dei comuni divennero sempre più luoghi d incontro per saltimbanchi

6 6 e giocolieri. Le arti che dimostravano forza e coraggio erano quelle praticate con le armi d epoca: il tiro con l arco, con la balestra e con l archibugio. Uno dei divertimenti preferiti dei nobili era organizzare grandi battute di caccia con i cani oppure con il falcone. La rinascita della pratica sportiva ufficiale si ebbe con l avvento della cavalleria medievale. I cavalieri erano personaggi di estrazione nobile, o comunque di elevata classe sociale, che si sottoponevano a lunga preparazione fisica e culturale per potersi fregiare del titolo di cavaliere, attraverso gli stadi intermedi di paggio e scudiero (colui che portava le armi al cavaliere). Le protezioni del cavallo e del cavaliere divennero sempre più pesanti e costose, cosa che limitò ancor più la selezione degli aspiranti alle classi più abbienti. Nell allenamento il futuro cavaliere apprendeva la tecnica del cavalcare, ma si addestrava anche nell uso delle armi, nella corsa, nel salto e nel nuoto. I cavalieri mostravano il proprio valore non solo in battaglia ma anche nel torneo, che era lo sport più spettacolare del Medioevo. Le giostre e i tornei erano grandi feste; la folla si radunava su una spianata davanti al castello per assistere alle gare, tra squilli di trombe e sventolio di bandiere. Le dame lanciavano fazzoletti ai favoriti e alla fine i concorrenti partecipavano a un banchetto. Le giostre, nate come manifestazioni sportive, all inizio non avevano regole precise, ma con il passare del tempo divennero un occasione per esercitarsi nell arte del combattimento. Un tipo di torneo praticato in Italia, di cui ancora oggi si svolgono manifestazioni storiche, era la Quintana. Attività sportive di strada e giochi del popolo facevano da corollario alle giostre dei cavalieri. In pratica nel Medioevo si creò una netta divisione tra sport dei nobili e attività ludiche e ricreative della massa popolare. Scena di torneo tratta dal codice di Manesse, fine del XIII secolo - inizi XIV (Heidelberg, Biblioteca dell Università). Caccia con la balestra, facsimile di Tacuinum Sanitatis di Vienna (Torino, Biblioteca Nazionale). Il Rinascimento La riscoperta della cultura classica portò anche alla rivalutazione dello sport come attività non solo spettacolare, ma anche di grande rilevanza formativa ed educativa. L Umanesimo, con l attenzione focalizzata sull essere umano, tornò a considerare l importanza anche dell aspetto fisico oltre a quello culturale e spirituale. Nacquero le prime scuole per la preparazione fisica e si stamparono i primi testi sull argomento. Risalgono all epoca anche i primi trattati di igiene, in cui si insegnava il portamento, la cura del corpo, l attenzione all alimentazione, la pratica di massaggi. Siamo agli albori dello sport inteso come mezzo per migliorare la salute. A Mantova, sotto la dinastia dei Gonzaga, venne fondata una scuola in cui si insegnava anche l attività fisica all aperto. Lo sport tornò così a diffondersi in molte città e a svilupparsi con la nascita di nuovi giochi.

7 7 Molto praticato era ad esempio il calcio fiorentino, torneo cittadino di gioco con la palla tra squadre dei vari quartieri. Le gare erano molto combattute e piuttosto violente, con scommesse sui vincitori e frequenti risse. In diverse altre città italiane nacquero gare tradizionali, molte delle quali vengono riproposte ancor oggi in manifestazioni rievocative: il Palio di Siena e di Asti (corse equestri), la Festa del mare di Venezia (gara di barche a remi), la Corsa del Fiore di Verona (gara di corsa a piedi). Nel Seicento e nel Settecento si ebbe nuovamente un periodo di regresso delle attività sportive, a causa delle continue guerre che devastarono l Europa, provocando povertà e insicurezza nella popolazione. Le grandi manifestazioni di piazza scomparvero e furono soppiantate da attività più semplici, praticabili anche in luoghi chiusi e più sicuri. Fiorirono soprattutto la danza e la scherma. La prima vide nascere vere e proprie scuole di ballo, con funzione di intrattenimento e di esibizione soprattutto per l alta società; i balli erano arricchiti da una sfarzosa coreografia di vestiti e costumi e accompagnati dalla musica. La scherma si sviluppò per necessità di difesa personale, differenziandosi in varie specialità secondo l arma usata: fioretto, spada, sciabola. Anche per la scherma sorsero apposite scuole, tra cui in Italia divennero famose soprattutto quelle di Torino e di Napoli. Per i nobili dell epoca l abilità nella scherma divenne un vero e proprio simbolo di stato sociale, simile in un certo senso a quello che era stata la cavalleria nel Medioevo. Sia la danza sia la scherma erano sport limitati a nobili e ricchi. Il popolo comune praticava i soliti semplici giochi di piazza, tra cui ebbero un notevole sviluppo le attività di intrattenimento dei saltimbanchi: giochi d abilità, acrobazie, recite. L Ottocento e il Novecento Fra la fine del Settecento e l inizio dell Ottocento, sotto l influenza della cultura illuminista, la dimensione corporale, fisica, dell individuo acquistò, grazie all applicazione di una metodologia di studio scientifica, un ruolo fondamentale. L uomo sviluppò così una nuova visione di se stesso e della realtà che lo circondava e, grazie allo sviluppo del sapere scientifico, medico e biologico, il corpo umano assunse un ruolo primario anche in ambito culturale, economico e politico. Tale nuova dimensione si rivelò anche attraverso le nuove e crescenti attenzioni di tipo medico e igienico che si concentrarono intorno alla fisicità dell individuo. Nel corso del XIX secolo tale consapevolezza si rafforzò: l idea dell efficienza e della funzionalità del corpo, concetto che il razionalismo illuminista aveva posto in grande rilievo, si diffuse nella società del tempo, giungendo a incidere direttamente anche sull organizzazione del lavoro e sui rapporti fra le classi sociali. Tale processo di trasformazione incominciò a influenzare anche molti altri settori della società. Nei processi educativi, ad esempio, il corpo assunse una nuova dignità, affiancando il tradizionale insegnamento del sapere e della morale, che aveva avuto fino a quel momento un ruolo predominante. L attività fisica dell individuo, dapprima relegata semplicisticamente al momento della ricreazione, in cui il gioco costituiva solo Alberto Braglia in una prova di abilità agli anelli e con l alloro dei vincitori dei Giochi olimpici. Braglia, medaglia d oro ai Giochi olimpici di Londra del 1908 e Anversa del 1920, ottenne tronfi in tutto il mondo ed è stato considerato uno dei ginnasti più completi di tutti i tempi.

8 8 un innocuo ristoro, divenne un nuovo obiettivo riconosciuto degno della necessità di un educazione. Nacque da queste premesse la certezza che anche l educazione del corpo contribuiva a formare il carattere dei giovani. Attraverso l educazione del corpo si sarebbe ottenuta così la capacità di resistere agli sforzi e di collaborare con i compagni nelle attività di gruppo e di squadra, addestrando l individuo al rispetto delle regole costituite. Sebbene tali argomenti siano divenuti nei decenni successivi temi predominanti perfino di movimenti politici e ideologici, si deve sottolineare come tale visione costituisca fondamentalmente un educazione dell individuo alla socializzazione, intesa come educazione ad agire per un fine comune. Dopo la trasformazione educativa, fu quella del lavoro a influenzare maggiormente lo sviluppo e l affermarsi dell attività sportiva. Nell Inghilterra del XIX secolo, socialmente e industrialmente evoluta, il tempo e la tipologia di vita delle persone furono profondamente modificati dal forte sviluppo del lavoro industriale di massa. La masse rurali e popolari si inurbarono in modo massiccio, creando le prime vere metropoli moderne: gli orari vennero così scanditi dai ritmi lavorativi della produzione. Nacque un nuovo tempo per gli individui, un tempo che prima, nelle società agricole tradizionali, non esisteva: il tempo libero. Alla fine dell Ottocento e nei primi anni del Novecento, grandi masse di lavoratori venivano a trovarsi libere dal lavoro nello stesso momento, concentrate nei quartieri popolari sorti intorno alle industrie: da ciò nacque l esigenza di un loro intrattenimento ludico e sportivo. Fu ancora l Inghilterra il Paese in cui meglio si affermò la già ricordata pedagogia, secondo la quale l educazione dell atto motorio era fondamentale. I college inglesi, istituti scolastici per le classi medio-alte, divennero lo spazio privilegiato per la completa affermazione di questa nuova dimensione educativa. Nei vari istituti si procedette a regolamentare la maggior parte delle antiche attività ludiche, sia quelle tradizionali delle classi alte, sia quelle popolari, tipiche delle sagre e delle feste di paese, gettando le basi per gli sport moderni. Il pugilato, il nuoto, il canottaggio, le gare equestri, che derivano dalle diverse tradizioni popolari, furono così regolamentati sulla base del nuovo valore socialmente accettabile del fair play (gioco corretto) e del concetto che fossero necessarie identiche condizioni di gara per tutti, in modo da rendere possibile il confronto tra gli atleti; in questo è evidente l influenza del pensiero scientifico del tempo, che proprio nella possibilità di confrontare tra loro gli esperimenti aveva il suo cardine. La partenza del miglio in un incontro di fine Ottocento tra i college di Oxford e Cambridge.

9 9 Nacquero, inoltre, i giochi di squadra, come il calcio e il rugby, mentre nei lanci, i salti, le corse, si stabilirono con precisione le misure, le distanze, i pesi, le tecniche di esecuzione. Questa standardizzazione delle attività ludiche permise la diffusione delle attività sportive in vari ambienti, anche esterni ai college. Nella nascente società industriale, i momenti ricreativi in cui si svolgevano giochi e divertimenti ottennero così un loro spazio sociale ben stabilito il tempo libero appunto che permise allo sport di distinguersi dai momenti di festa tradizionali, spesso religiosi, e di assumere una forma autonoma di esecuzione e fruizione, anche attraverso l istituzione di tornei e campionati. Infatti, man mano che si affermava la pratica di sport e giochi codificati in regole condivise, lo sport assumeva una propria dignità, dando luogo a momenti in cui le classi sociali alte e popolari che fino a quel momento avevano avuto distinti momenti ludici con propri giochi ben definiti iniziarono a confrontarsi tra loro, soprattutto nella pratica di sport di squadra con la palla, determinando un momento di uguaglianza, con un effetto di blanda democratizzazione nella società europea del tempo. Questa tendenza si sarebbe concretizzata con l istituzione delle prime Olimpiadi dell era moderna (1896), dove tutto quello che si era fino a quel momento spontaneamente formato avrebbe trovato una sua collocazione, la modalità di esecuzione dei diversi sport sarebbe diventata universale grazie alla regolamentazione olimpica. Ebbe inizio così la burocratizzazione dello sport, attraverso la formazione di federazioni sportive aventi lo scopo di organizzarlo e governarlo; con il motto non importa vincere, l importante è partecipare, si sarebbe rafforzata invece la spinta alla socializzazione e all uguaglianza. Nacque così lo sport moderno. La storia dello sport in Italia La vicenda dell attività sportiva in Italia appare più irregolare rispetto agli altri Stati europei. Il ritardo nello sviluppo industriale e sociale rispetto ad altre Nazioni europee ha influenzato anche la diffusione dell attività sportiva nel nostro Paese. Nel 1844, a Torino, il conte Ernesto Ricardi di Netro fondò la Società di ginnastica, la prima palestra italiana, sul modello dei precetti di Rodolfo Obermann, un docente svizzero chiamato a Torino fin dal 1833, per insegnare la ginnastica nella Scuola militare d artiglieria. Nel 1869 fu fondata la Federazione ginnastica italiana e nel 1880, diciannove anni dopo, le società ginnastiche erano 87, mentre altre federazioni presero a organizzarsi. Nel 1885 fu fondata la Federazione ciclistica italiana e, nel 1898, la Federazione italiana gioco calcio. Nella seconda metà dell Ottocento, alcune leggi regolamentarono l insegnamento dell educazione fisica Reale Società ginnastica di Torino (Magenta).

10 10 nelle scuole. Nel 1859 fu deliberata la legge Casati, che stabiliva l obbligo dell insegnamento della ginnastica militare negli istituti di istruzione secondaria; successivamente, nel 1878, su iniziativa del ministro De Sanctis, presso la Reale Società ginnastica di Torino fu istituito il primo corso magistrale a carattere ufficiale. Nello stesso anno, si sancì il superiore valore educativo dell insegnamento dell educazione fisica rispetto all insegnamento della disciplina militare. Nel 1884, a Roma, sotto la vigilanza del ministero della Pubblica Istruzione, fu aperta la prima vera Scuola di ginnastica. Nel 1902, alla creazione di una Commissione internazionale permanente per l Educazione fisica fece seguito in Italia la costituzione di una Commissione nazionale, che espresse un parere fortemente negativo sulla situazione dell Educazione fisica nel Paese. I docenti ricevevano retribuzioni modeste, le ore d insegnamento erano poche e le strutture quasi totalmente assenti. Nel 1909 fu così approvata la legge Daneo, che stabilì l aumento delle ore di lezione, l ampliamento dei programmi e la preparazione dei docenti, basata anche su princìpi di anatomia e fisiologia. Dopo la Prima guerra mondiale, con la legge Gentile del 1923, si ebbe un forte ripensamento nei confronti dell insegnamento dell attività sportiva nelle scuole: l Educazione fisica venne scorporata dai programmi dell istruzione secondaria (anche se rimase nel programma per le scuole elementari e per gli istituti magistrali), per essere realizzata in autonomia presso le società ginnastiche e sportive designate a questo scopo dall Ente nazionale per l educazione fisica (ENEF) che, sotto il controllo del ministero della Pubblica Istruzione, fu anche autorizzato alla preparazione del proprio personale docente. Nel 1927, l insegnamento dell Educazione fisica passò dall ENEF all Opera nazionale balilla (ONB), per l insegnamento ai ragazzi dai sei ai diciassette anni, mentre nel 1937 la responsabilità passò alla Gioventù italiana del littorio (GIL). La caduta del fascismo, nel 1943, e la fine della Seconda guerra mondiale sancirono la scomparsa della GIL. Nel secondo dopoguerra furono approvati i nuovi programmi e l Educazione fisica ritornò a essere amministrata dal ministero della Pubblica Istruzione. Infine, nel 1958, fu approvata la legge 88, che stabilì i punti cardine dell ordinamento, operanti ancora oggi, anche se riformati a più riprese negli ultimi anni. Esercizi ginnici di Piccole italiane in epoca fascista.

11 11 Roma, stadio del nuoto del Foro italico. Gli sport nella tradizione popolare Molte sono le civiltà del passato che hanno attribuito a giochi e sport tradizionali una notevole importanza dal punto di vista culturale. Alcune di queste attività ludiche di antica origine, dalle quali spesso sono nati gli sport moderni e che sovente si sono conservate e tramandate in precise aree geografiche, sono tuttora praticate con orgoglio e passione, poiché identificano una peculiare tradizione locale. Tra queste attività ricordiamo le seguenti: I giochi di lancio, che consistono nel lancio di un oggetto, sasso o bastone, il più distante possibile. È possibile far risalire questi giochi a una delle primarie abilità dell uomo cacciatore e guerriero, abilità trasformatasi successivamente in gioco e attività sportiva collettiva. Ancora oggi, in Europa si ritrovano varie tradizioni: in Svizzera, il lancio del bastone, simile al lancio del giavellotto e il lancio della pietra, che ricorda il lancio del peso; il lancio del tronco, praticato in Scozia, il varpa svedese, nel quale si lancia un pesante disco di pietra. Lottatori di yagli. I giochi di lotta, giochi violenti, solitamente non sanguinosi se non per incidenti involontari, derivano principalmente da attività addestrative di tipo bellico. In Turchia si pratica lo yagli, nome che indica il grasso con cui i lottatori sono soliti ungersi per rendere più difficile la presa dell avversario; in Svizzera la schwingen, dove i lottatori indossano particolari calzoncini di cuoio; in Giappone il sumo e numerose altre arti marziali, alcune delle quali, come il karate e il judo, sono diventati sport olimpici.

12 12 I giochi di mira, derivanti anch essi da abilità addestrate inizialmente per la caccia e la guerra. A differenza dei giochi di lancio, in questi giochi la distanza è una variabile meno valutata, inoltre si fa sempre uso di un attrezzo. Esistono diverse tradizioni in tutta l Europa: in Italia, a Gubbio, ad esempio, esiste il tiro con la balestra, evoluzione dell arco, quest ultimo divenuto sport olimpico. Numerose sono, inoltre, le località dove, in occasione di feste e sagre paesane, vengono organizzate giostre in cui, lanciati a cavallo, bisogna colpire bersagli fissi o mobili. In Austria e Germania, sono invece diffuse gare in cui si usano armi da fuoco antiche, come gli archibugi. Sull evoluzione di tali armi si sono sviluppati gli sport di tiro olimpici, suddivisi nelle diverse specialità con la pistola e la carabina. I giochi di acrobazia, che contengono elementi acrobatici ricorrenti in varie attività tradizionali, in alcuni balli folkoristici, ad esempio nei balli dei cosacchi, in alcune arti marziali e nei giochi di lotta orientali. Anche nella tradizione medievale italiana, nelle feste patronali e in quelle dei nobili, non sono mai mancati i saltimbanchi, dai quali discende la tradizione del circo, ancora viva ai giorni nostri, tradizione cui è sicuramente debitrice la ginnastica, nelle sue varie discipline. L acrobazia come sfida al raggiungimento del limite, prova di coraggio, esercita un forte fascino per l uomo che riesce ancora oggi a produrre nuovi giochi. È nota, ad esempio, la prova di coraggio dei giovani maschi delle isole Vanuatu, nell oceano Pacifico che, arrampicandosi su un altissima struttura di legno, si legano la caviglie con corde di liane intrecciate per lanciarsi nel vuoto. Simili tradizioni hanno certamente influenzato il bungee jumping, in cui, in modo del tutto simile, ci si getta nel vuoto da un viadotto o da una piattaforma sospesa assicurati a un robusto cavo elastico tramite un imbracatura. Particolari, infine, sono le esibizioni di acrobazia collettiva come quelle delle piramidi umane in Catalogna o la prova di coraggio della corsa dei tori di Pamplona in Spagna. I giochi di corsa non sono solo semplici prove di velocità o resistenza. Nella tradizione, infatti, si ritrovano anche prove in cui si devono portare pesi, da so-

13 13 li o in squadra. In Giappone esistono numerose feste in cui si portano in gruppo costruzioni di legno; in Italia si può ricordare la Corsa dei ceri di Gubbio, dove si spostano, lungo massacranti salite, altissime costruzioni, dette macchine, alla cui sommità è posta la statua di un santo. Infine, nelle sagre paesane, si ritrova spesso la corsa con i sacchi, una tipica gara di velocità in cui la normale deambulazione è impedita. Esistono, inoltre, corse sui più vari animali; quelle sui cavalli rappresentano le antenate della moderna ippica. Corse tradizionali sono il Palio di Siena e di Asti, che si svolgono su piazze adattate per la corsa dei cavalli o il Palio di Alba, nel quale a correre sono gli asini. Esistono infine corse su carri o slitte trainate dai cani. Il Palio di Siena. I giochi con palle, bocce e birilli si ritrovano in tutti i Paesi del mondo, poiché la palla è un oggetto usato nei giochi fin dalla più remota antichità. La palla può essere di varie dimensioni e materiali diversi; può essere usata colpendola o lanciandola ed è sempre stata protagonista di assoluto rilievo nel gioco dell uomo. La maggior parte degli sport con la palla ha quasi sempre un antenato diretto o un gioco ispiratore da cui deriva. Il calcio è uno dei giochi più diffusi e ha una storia molto antica. Alcuni sport tradizionali hanno saputo uscire dal ristretto ambito delle sagre di paese e patronali: è il caso del pallone elastico, molto diffuso nelle Langhe piemontesi e che si ritrova anche in Spagna, con la denominazione di pelota.

14 14 Con palle più pesanti, dalla scarsa capacità di rimbalzo, si praticano il gioco delle bocce, che può essere considerato anche un gioco di mira, il twirling, in cui si lanciano dischi di pietra su superfici gelate e il tiro ai birilli, da cui è derivato il bowling. Lo sport moderno Tutte queste tradizioni costituiscono la base dello sport moderno, che ormai ha più di un secolo di vita e ha saputo superare eventi tragici come la Prima e la Seconda guerra mondiale, sviluppandosi e diffondendosi in tutto il mondo. L attività sportiva, da momento sociale che caratterizzava il tempo libero, è diventata sempre più un momento di aggregazione, a prescindere da una sua reale pratica, attraverso la partecipazione degli individui agli eventi sportivi in qualità di spettatori. Non solo lo sport è riuscito a occupare spazi sempre più significativi nella società, fino a diventare un fattore economico importantissimo, ma viene usato anche come mezzo di comunicazione politica globale. A questo proposito si può ricordare il boicottaggio effettuato da alcuni Paesi durante le passate edizioni delle Olimpiadi, per accusare o prendere posizione nei confronti di altri Paesi in modo incruento, ma evidente. Oppure ancora la coloritura politica di molte frange estreme del tifo calcistico, che nell ex Iugoslavia hanno costituito addirittura il nucleo originario di alcune milizie paramilitari che hanno agito nel Kosovo. Recentemente, anche sull onda ecologista e salutista degli ultimi anni, alla diffusione dello sport inteso tradizionalmente come Alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, il primo e il terzo posto nella gara dei 200 m furono vinti da Tommie Smith e John Carlos, due atleti di colore che gareggiavano per gli Stati Uniti. I due, sull onda del movimento di protesta contro la segregazione dei neri negli Usa, misero in atto una protesta non-violenta durante la cerimonia di premiazione, chinando la testa e alzando i pugni guantati di nero durante l esecuzione dell inno nazionale statunitense. Smith raccontò in seguito ai giornalisti che il suo pugno destro alzato rappresentava il potere nero, mentre il pugno sinistro di Carlos rappresentava l unità dei neri d America. La sciarpa nera avvolta intorno al collo di Smith simboleggiava l orgoglio nero, e i calzini neri (senza scarpe) rappresentavano la povertà dei neri nell America razzista. A causa di questa protesta i due atleti vennero sospesi dalla loro squadra nazionale, e banditi dal villaggio olimpico. Essi ricevettero anche minacce di morte rivolte a loro e alle loro famiglie. Tuttavia, il gesto ebbe amplissima risonanza, e costituì una pietra miliare nella storia del movimento per i diritti civili dei neri d America. agonismo tra atleti, si è aggiunta l attività sportiva come pratica salutare di mantenimento del benessere e della funzionalità fisica. Lo sport ora è praticato anche come attività ricreativa non agonistica, con il fine, anch esso sociale, di migliorare le condizioni fisiche generali degli individui.

15 15 A livello internazionale, il massimo ente sportivo è sicuramente il Comitato olimpico internazionale (CIO), che organizza le Olimpiadi estive e invernali. Esistono poi le varie federazioni internazionali, che radunano le federazioni nazionali dei singoli sport e organizzano i diversi campionati mondiali o continentali; infine le federazioni nazionali si occupano della diffusione, della regolamentazione e della pratica dello sport agonistico e amatoriale nei singoli Paesi. Fiaccola accesa sulle Olimpiadi I XXVII Giochi olimpici dell era moderna, svoltisi a Sydney in Australia nel 2000, sono stati aperti e conclusi da due grandiose cerimonie, entrambe permeate dallo spirito di riconciliazione tra gli aborigeni, antichi abitanti di quel continente, e la maggioranza bianca di origine anglosassone, discendente dai primi coloni europei, sbarcati sul territorio austrialiano 200 anni fa. Proprio la concordia e la comunione tra i popoli rappresentano gli ideali fondamentali su cui si basa il movimento olimpico, insieme con la sfida sportiva fra atleti, sfida leale e basata sulle medesime condizioni di partenza. Nel corso delle ultime edizioni, pressioni economiche e politiche, ma anche numerosi episodi di doping, hanno spesso avuto il sopravvento sui valori sportivi. Tuttavia, non possiamo certo dimenticare che l Olimpiade, da molti ritenuta il maggiore evento sportivo mondiale, non potrebbe certo realizzarsi senza il contributo economico di sponsorizzazioni, vendita di diritti televisivi e pubblicità. Basti pensare che, in media, per ogni atleta in gara sono stati necessari, per far riferimento a Sydney, altre otto persone tra accompagnatori (dirigenti, allenatori, preparatori atletici ecc.), sorveglianti, giornalisti, volontari addetti a controlli e assistenza, oltre alla spesa di circa euro per alloggi e infrastrutture. Si tratta dunque di conciliare le esigenze economiche dello sport praticato ad alti livelli con gli ideali che si richiamano ai Giochi olimpici dell antichità. Ancora oggi, i Giochi olimpici iniziano con l accensione della fiaccola, portata dai tedofori con una staffetta che prende avvio dal luogo dove si sono conclusi i giochi precedenti per giungere a quello dove si svolgerà l edizione successiva. Questo è un tributo alle antiche Olimpiadi che si disputarono dal 776 a.c. al 393 d.c., in Grecia, a Olimpia, città dedicata a Zeus. Dovettero trascorrere più di millecinquecento anni prima che venissero ripristinate. Nel 1894, Pierre de Coubertin, un giovane barone francese appassionato di sport, fondò il Comitato internazionale olimpico (CIO); due anni dopo, nel 1896, si disputarono ad Atene i primi Giochi olimpici dell era moderna. A partire da quell anno, i Giochi olimpici furono organizzati regolarmente con cadenza quadriennale, con solo tre interruzioni a causa delle due guerre mondiali, nel 1916, 1940 e Le Olimpiadi sono state un elemento fondamentale per lo sviluppo e l evoluzione sportiva mondiale. Lo stimolo costante del CIO ha portato alla realizzazione di nuove tecniche e materiali, nel tentativo di stabilire sempre nuovi record. Nel secondo dopoguerra, le Olimpiadi hanno inoltre rappresentato per molti Paesi, in modo particolare per quelli in via di sviluppo, l occasione per affermarsi e salire alla ribalta mondiale. Le Olimpiadi sono uno degli eventi più importanti e seguiti al mondo, costituiscono ancora un momento di solidarietà fra gli individui e di unione fra i popoli, anche di Paesi che normalmente sono divisi e in attrito tra loro.

16 16 Storia delle Olimpiadi moderne (da notare il progressivo miglioramento di tempi e misure) Olimpiadi moderne anno luogo avvenimenti storici Risultati dei vincitori 100 m salto in alto salto in lungo maratona nuoto 100 s.l. m f m f m f m f m f I Atene dopo un viaggio di 1300 km, 12 s 1,81 m 6,35 m 2 h 58 min 1 min 22,2 s 1896 (Grecia) quasi tutti a piedi, l italiano Airoldi è accusato di professionismo e non ammesso ai giochi II Parigi è l Olimpiade in onore del creatore 11 s 1,90 m 7,18 m 2 h 59 min 2 min 25,2 s 1900 (Francia) delle Olimpiadi moderne: Pierre 200 m s.l. de Coubertin III Saint-Louis il vincitore della maratona è squalificato 11 s 1,80 m 7,34 m 3 h 28 min 1 min 2,8 s 1904 (USA) perché ha approfittato 100 y di un passaggio in auto IV Londra l italiano Dorando Petri vince la 10,8 s 1,90 m 7,48 m 2 h 55 min 1 min 5,6 s 1908 (Inghilterra) maratona, ma viene squalificato perché negli ultimi metri è sorretto dai giudici V Stoccolma nel nuoto vengono ammesse le 10,8 s 1,93 m 7,15 m 2 h 32 min 1 min 3,4 s 1 min 13,6 s 1912 (Svezia) donne VI Berlino non disputata 1916 (Germania) I guerra mondiale VII Anversa per la prima volta una donna 10,8 s 1,93 m 7,15 m 2 h 32 min 1 min 1,4 s 1 min 24,1 s 1920 (Belgio) italiana partecipa alle Olimpiadi nel tennis VIII Parigi l interprete del film di Tarzan, 10,6 s 1,98 m 7,44 m 2 h 41 min 59 s 1 min 12,4 s 1924 (Francia) John Weissmuller, vince i 100 m e i 200 m nuoto s.l. IX Amsterdam partecipano anche le donne nell atletica 10,8 s 12,2 s 1,94 m 1,59 m 7,73 m 2 h 32 min 58,6 s 1 min 11 s 1928 (Olanda) X Los Angeles Luigi Beccali (Italia) vince la medaglia 10,3 s 11,9 s 1,97 m 1,65 m 7,64 m 2 h 31 min 58,2 s 1 min 6,8 s 1932 (USA) d oro nei 1500 m XI Berlino Ondina Valla è la 1 a italiana a 10,3 s 11,5 s 2,03 m 1,60 m 8,06 m 2 h 29 min 57,6 s 1 min 5,9 s 1936 (Germania) vincere una medaglia d oro negli 80 m ostacoli. Il nero Jesse Owens vince 4 medaglie d oro, ma Hitler rifiuta di assistere alla premiazione XII Tokyo non disputata per lo scoppio della 1940 (Giappone) II guerra mondiale XIII Londra non disputata per la II guerra 1944 (Inghilterra) mondiale XIV Londra rinascita dello sport olimpico 10,3 s 11,9 s 1,98 m 1,68 m 7,82 m 5,69 m 2 h 34 min 57,3 s 1 min 6,3 s 1948 (Inghilterra) dopo gli orrori della guerra XV Helsinki per la prima volta partecipano i 10,4 s 11,5 s 2,04 m 1,67 m 7,57 m 6,24 m 2 h 23 min 57,4 s 1 min 6,8 s 1952 (Finlandia) sovietici. Il cecoslovacco Zatopek vince i 5000 m, i m e la maratona XVI Melbourne crisi URSS - Ungheria: carri armati 10,5 s 11,5 s 2,12 m 1,76 m 7,83 m 6,35 m 2 h 25 min 55,4 s 1 min 1,2 s 1956 (Australia) a Budapest; crisi di Suez; minacce sull Olimpiade

17 17 Storia delle Olimpiadi moderne (da notare il progressivo miglioramento di tempi e misure) Olimpiadi moderne anno luogo avvenimenti storici Risultati dei vincitori 100 m salto in alto salto in lungo maratona nuoto 100 s.l. m f m f m f m f m f XVII Roma riprese in diretta TV per tutto il 10,2 s 11 s 2,16 m 1,85 m 8,12 m 6,36 m 2 h 16 min 55,2 m 1 min 1,2 s 1960 (Italia) mondo; record di medaglie d oro per l Italia (13) XVIII Tokyo grandi innovazioni tecnologiche; 10 s 11,4 s 2,18 m 1,90 m 8,07 m 6,76 m 2 h 12 min 53,4 s 59,5 s 1964 (Giappone) 93 Paesi partecipanti, immagini TV via satellite; dominio USA e URSS XIX Città del contestazioni studentesche contro 9,95 s 11,8 s 2,24 m 1,82 m 8,90 m 6,82 m 2 h 20 min 52,2 s 1 min 1968 Messico (Messico) il governo messicano; protesta degli atleti neri americani contro il razzismo; nasce lo stile Fosbury nel salto in alto (dorsale) XX Monaco attentato terroristico palestinese 10,14 s 11,7 s 2,23 m 1,92 m 8,24 m 6,78 m 2 h 12 min 51,22 s 58,59 s 1972 (Germania) al villaggio olimpico degli israeliani: 9 atleti uccisi; nel nuoto Mark Spitz (USA) vince 7 medaglie d oro XXI Montreal i Paesi africani abbandonano 10,6 s 11,8 s 2,25 m 1,93 m 8,35 m 6,72 m 2 h 09 min 49,99 s 55,65 s 1976 (Canada) l Olimpiade per protesta contro la Nuova Zelanda che ha rapporti sportivi con il Sudafrica XXII Mosca atleti USA assenti per protesta 10,25 s 11,6 s 2,36 m 1,97 m 8,54 m 7,06 m 2 h 11 min 50,40 s 54,79 s 1980 (Russia) contro l invasione sovietica in Afghanistan; molti Paesi concordi con USA XXIII Los Angeles no dei sovietici per le scarse 9,99 s 10,97 s 2,35 m 2,02 m 8,54 m 6,96 m 2 h 09 min 2 h 24 min 49,80 s 55,92 s 1984 (USA) misure di sicurezza; i Paesi concordi con l URSS dicono no all Olimpiade XXIV Seul USA e URSS presenti; solo Cuba 9,92 s 10,54 s 2,38 m 2,03 m 8,72 m 7,40 m 2 h 10 min 2 h 25 min 48,63 s 54,93 s 1988 (Corea) boicotta Ben Johnson vincitore dei 100 m in 9,79 s viene squalificato per doping (anabolizzanti) XXV Barcellona fine del dilettantismo olimpico; 9,96 s 10,82 s 2,34 m 2,02 m 8,67 m 7,14 m 2 h 13 min 2 h 32 min 49,02 s 54,64 s 1992 (Spagna) le medaglie dei vincitori sono interamente d oro XXVI Atlanta centenario dei Giochi moderni: gli 9,48 s 10,94 s 2,39 m 2,05 m 8,50 m 7,12 m 2 h 12 min 2 h 26 min 48,74 s 54,50 s 1996 (USA) sponsor non permettono che i giochi si disputino ad Atene; tutte le gare sono aperte ai professionisti XXVII Sidney per le Olimpiadi del Terzo Millennio, 9,87 s 10,75 s 2,35 m 2,01 m 8,55 m 6,99 m 2 h 10 min 2 h 23 min 48,30 s 53,83 s 2000 (Australia) l Australia batte la concorren- za di Pechino XVIII Atene sconfitta nella candidatura per i 9,85 s 10,93 s 2,36 m 2,06 m 8,59 m 7,07 m 2 h 10 min 2 h 26 min 48,17 s 53,84 s 2004 (Grecia) giochi del centenario, Atene ospita per la seconda volta le Olimpiadi XIX Pechino il popolo tibetano protesta contro 9,69 s 10,78 s 2,36 m 2,05 m 8,34 m 7,04 m 2 h 06 min 2 h 26 min 47,21 s 53,12 s 2008 (Cina) il governo cinese; nel nuoto Michael Phelps (USA) batte il record di Spitz (Monaco 72) e vince 8 medaglie d oro XX Londra 2012 (Gran Bretagna)

18 18 Torino 2006: XX Giochi olimpici invernali Dal 10 al 26 febbraio 2006 l Italia ospiterà la XX edizione dei Giochi olimpici invernali, nota come Torino 2006 in quanto tutte le località di gara nonché le varie strutture di supporto saranno situate nel capoluogo piemontese e nelle vicine montagne. Dopo Salt Lake City, al centro dei giochi invernali ci sarà di nuovo una grande città, anziché una nota località sciistica come era avvenuto nelle precedenti edizioni. Pur essendo una metropoli industriale, Torino ha da sempre una vocazione montana, essendo situata allo sbocco delle vicine valli alpine: qui sono nati lo sci e l alpinismo, è stato fondato il Club alpino italiano, sono sorte le più note riviste di montagna. Nel 1896 lo sciatore e industriale Adolf Kind fu il primo a portare un paio di sci a Torino dalla Svizzera, raccogliendo poi intorno a sé un gruppo di entusiasti pionieri che furono i fondatori del primo sci club italiano, lo Ski club torino (1901). Nel 1912 sorse nei pressi di Sauze d Oulx, una delle sedi di gara di Torino 2006, la prima capanna alpina costruita come rifugio per sciatori. Le Alpi del Piemonte e della Valle d Aosta iniziarono a essere percorse anche dalle prime escursioni scialpinistiche, che si spinsero a quote sempre più alte. In questi luoghi nel 1915 su iniziativa dello storico Ski club vennero istituiti i Corsi sciatori per le truppe alpine, a cui ebbe modo di partecipare all epoca del secondo conflitto mondiale anche lo scrittore Mario Rigoni Stern (l autore de Il sergente nella neve). Alla fine degli anni Trenta sul Colle di Sestrière, un passo a 2000 metri circondato da montagne dove esistevano solo un piccolo albergo e una casa cantoniera, fu realizzata una grande stazione invernale su iniziativa della famiglia Agnelli, prendendo a modello i centri svizzeri, austriaci e bavaresi ammirati da Edoardo Agnelli, appassionato sciatore. In questa epoca vennero costruite le prime funivie, all avanguardia per il tempo, e le due famose torri-albergo con rampe elicoidali interne che caratterizzano il panorama del Sestrière. Con il passare degli anni si trasformò da stazione d élite rivale di Saint Moritz a centro per lo sci di massa, contribuendo ad allargare la pratica di questo sport a fasce sempre più ampie della popolazione e ospitando alcune delle più importanti manifestazioni sportive sciistiche nazionali. Le sue nevi sono state percorse dai nomi più leggendari dello sci italiano: Zeno Colò, Gustav Thoeni, Piero Gros, Alberto Tomba, Deborah Compagnoni. Il sistema olimpico Torino 2006 è un esempio della complessità dei moderni giochi olimpici, che attirano molteplici interessi sportivi, economici, culturali e sociali. L organizzazione sportiva è affidata al TOROC (Torino Organising Commettee), mentre l Agenzia Torino 2006 si occupa di costruire, riadattare e gestire le strutture necessarie. Verranno costruiti tre Villaggi Olimpici per ospitare i circa 2500 atleti e accompagnatori attesi, oltre a cinque Villaggi Media per giornalisti e operatori della comunicazione. La rete viaria della città e dintorni sarà aggiornata e alcune aree e strutture dismesse saranno recuperate, come i vecchi mercati generali e il Lingotto, storica fabbrica d automobili della FIAT, al cui interno verranno creati un modernissimo centro stampa internazionale e un centro multimediale. L aspetto culturale è sottolineato dal calendario di eventi programmati nell ambito dell iniziativa Torino Città delle Alpi : mostre d arte, rassegne cinematografiche, concerti. Sul territorio interessato dai Giochi saranno inoltre sviluppati, in accordo con gli Enti locali, programmi ambientali di accompagnamento dell evento olimpico, con l obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile delle aree anche dopo la manifestazione sportiva. I Giochi olimpici moderni sono anche un banco di prova delle ultime scoperte tecnologiche: nela fabbricazione degli sci per discesa e slalom, dopo l innovazione delle forme sciancrate, si sta sperimentando l uso di fibre di ceramica straordinariamente resistenti e adattabili alle vibrazioni. Nel campo dell abbigliamento, i nuovi tessuti polimerici delle tute a fronte di una minore resistenza all attrito mantengono i necessari standard di sicurezza. Nello sci di fondo si stanno già usando attrezzi a base allargata e struttura interna a nido d ape, per garantire insieme flessibilità, leggerezza e resistenza.

19 19 Anche negli scarponcini per lo sci da fondo e per il pattinaggio si stanno utilizzando piastre di carbonio per migliorare il trasferimento veloce dell energia e assicurare completa contenzione al piede. Una delle più note industrie locali possiede un Centro di ricerche aerodinamiche con una galleria del vento in scala naturale, nata per le ricerche nel settore automobilistico e poi utilizzata anche per affinare l aerodinamicità dell insieme atleta-attrezzo nelle discipline di velocità. In questa struttura una grande elica spinge a oltre 100 km/h una corrente d aria verso il mezzo o l atleta, mentre sensori computerizzati registrano i flussi del fluido e le forze in gioco. I Giochi paraolimpici invernali Dal 10 al 19 marzo 2006 si svolgeranno nelle località olimpiche i giochi paralleli per atleti disabili. Il marchio della paraolimpiade richiama una figura umana e le tre gocce simbolizzano il corpo, la mente e lo spirito. Verde, azzurro e rosso, i colori scelti per il logo, richiamano il colore sportivo nazionale italiano (azzurro), la natura (verde) e la passione (rosso) che immancabilmente sprigionano questi atleti. Gli sport praticati saranno: biathlon, hockey con slittino, sci di fondo, sci alpino, curling su carrozzina. Le gare Le cerimonie di apertura e chiusura saranno ospitate a Torino nello Stadio delle Alpi. Le gare si svolgeranno in sette diversi Comuni del torinese, con altri due Comuni sedi di allenamenti, e dureranno 17 giorni. Complessivamente saranno in palio 78 medaglie in 15 diversi sport: biathlon, bob, combinata nordica, curling, freestile, hockey su ghiaccio, pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità, salto, sci alpino, sci di fondo, short-track, skeleton, slittino, snowboard. Sciatore nella galleria del vento.

20 20 Interesse per lo sport Le attività sportive in genere rappresentano ormai una parte importante della vita della società contemporanea, sia per le risorse economiche che coinvolgono, sia per l interesse che suscitano nel pubblico. Lo testimonia il grande spazio dedicato a tali attività su qualsiasi moderno mezzo di comunicazione: tutti i quotidiani dedicano numerose pagine allo sport, nelle emittenti televisive pubbliche e private non mancano trasmissioni sportive, su Internet proliferano siti dedicati interamente allo sport e alle varie discipline in cui esso si suddivide. Lo sport ha dunque un ruolo socialmente rilevante e si è sviluppato nel corso dei secoli in modo complesso, diventando un elemento di attrazione per svariate attività umane, che di volta in volta vi hanno colto motivi di interesse scientifico, sociale, economico e politico. La scienza, in particolare, si è sempre molto interessata all attività sportiva, poiché essa offre l opportunità di studiare il comportamento dell uomo in situazioni limite. E proprio per permettere all essere umano di migliorare le sue prestazioni in tali situazioni, diverse discipline, come la fisiologia, la dietetica, la traumatologia, la psicologia, la scienza dei materiali, l ergonomia hanno dedicato grande attenzione allo sport. Anche l industria della comunicazione e dello spettacolo trova nello sport un ottimo prodotto, poiché esso attira con facilità l attenzione del grande pubblico, favorendo così il contatto e i consumi. Non ultima, anche la politica si è interessata allo sport, come mezzo per azioni di stampo diplomatico o, più semplicemente, per sviluppare e attirare il consenso. La diffusione degli ideali sportivi di lealtà, preparazione fisica, ricerca costante del miglioramento rappresentano sicuramente un elemento positivo per la società; tuttavia occorre sottolineare come lo sport sia anche veicolo di elementi negativi: si pensi, ad esempio, al tifo esasperato, soprattutto nel calcio, che talvolta ha manifestazioni violente, spesso volgari e provocatorie, con fenomeni di grande aggressività nei confronti dell avversario, che diventa così esclusivamente un nemico da sconfiggere, da eliminare. Da tali comportamenti scaturiscono forti tensioni che spesso recano grave turbativa all ordine pubblico, sfociando a volte in veri e propri atti criminali. Un altro elemento fortemente negativo è il doping, usato come mezzo per vincere a ogni costo, così da raggiungere con maggiore facilità, ma disonestamente, tutti i benefici sociali che vengono elargiti al vincitore: stima, notorietà e, in alcuni sport, ricchezza.

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