E ro seduto sulle scalette davanti

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1 Aprile 2012 Anno XVIII Numero 90 IL NUOVO PORTALE di Fabio Di Vito La Voce della Pro Loco Pag. 2 A ricordo di Ciro Cimini Pag. 3 Il suono delle mie campane Comitato Feste Patronali Anno 2012 Il Parco Nazionale D Abruzzo cambia nome e diventa: Parco Nazionale D Abruzzo, Lazio e Molise Pag. 4 Pag. 5 Informazione importante Pag. 5 Generico?? Benvenuto tra noi!! Antiche cronache della Chiesa Parrocchiale di Opi Pag. 6 Pag. 7 Lo Scagnatore Pag. 8 Poesia A Cavallar Pag. 8 Aprile Pag. 9 Avis Pescasseroli Pag. 9 Appello dalla Pro Loco Pag. 9 Il Valore del volontariato Pag. 9 Opi: cose buone e meno buone per l acqua Pag. 10 Fratelli D Italia Pag. 10 Croce Rossa: nuovo veicolo Pag. 11 Pag. 12 Incontro con la Poesia Pag. 12 Il Comune informa... Pag. 13 La pagina dei Bambini Pag. 14 Sotto la Torre... Pag. 15 E ro seduto sulle scalette davanti casa e mi rallegravo di quante foto venissero scattate al panorama della foce, ai muretti di pietra intervallati da qualche filo d'erba e ai portoni delle stallucce arsi dal sole estivo che appaiono così vintage..e allora tutto è iniziato con la voglia di creare un sito internet che ricordasse a molti che Opi è un incantevole borgo osservato, da coloro che non lo frequentano abitualmente, con occhi pieni di meraviglia: tra un pomeriggio a Val Fondillo e una corsetta a Macchiarvana elaborai il progetto, era necessario avesse un nome facile, un nome da r i c o r d a r e e c o s ì n a c q u e Un portale che decantasse le bellezze di un posto un po' sottovalutato dalle stesse persone che lo abitano; ma il mio era ed è soltanto un portale di promozione del territorio, un portale informativo che doveva però prendere forma attraverso un qualcosa di istituzionale e così mi venne in mente di ristrutturare un po' il sito internet della Pro Loco di Opi il cui obiettivo è proprio quello di promuovere e sostenere le iniziative turistiche della zona. Presentai il progetto all'amministrazione dell'associazione che, dopo i timori iniziali, accolse l'iniziativa con molto entusiasmo facendomi registrare il parere positivo di tutti i collaboratori. Oggi la Pro Loco di Opi finalmente torna a dare risalto attraverso il nuovo sito internet, consultabile all indirizzo non solo alle bellezze paesaggistiche naturali e rurali del borgo, ma mette anche in luce i numerosi eventi e servizi che ogni anno vengono organizzati nel paese. Il nuovo sito sostituisce il precedente ringraziando coloro che prima di me hanno svolto questo importante lavoro e che hanno mostrato piena collaborazione al nuovo progetto. Il nuovo format di sito porta la Pro Loco di Opi in cima alla classifica dei portali più cliccati e innovativi dato che è possibile consultarlo anche attraverso i moderni smartphone e tablet. Questo nuovo strumento di comunicazione, unito ad opiabruzzo.com al nuovo portale del Comune di Opi ed ai profili Pagine e Gruppi Facebook, rappresenta uno strumento essenziale per mantenere un contatto sentimentale e strumentale con il paese. La testimonianza deriva dall'importante ruolo che queste pagine informative hanno svolto proprio durante l'emergenza neve in cui si è evidenziata una grande partecipazione registrata dalle visite nei diversi portali: nei giorni più difficili vi sono state sul sito opiabruzzo.com ben 180 visualizzazioni e le visite aumentano quotidianamente. Tra i vari servizi dedicati ai cittadini e amanti di Opi c'è la facoltà, impossibile fino ad oggi, di consultare on line una copia del borghetto e scaricarla gratuitamente; di far pervenire attraverso una le proprie foto attinenti al paesello alla segreteria della Pro Loco di Opi affinchè vengano pubblicate, con il proprio nome, nelle varie gallery del portale. Concludo dicendo che il mio progetto ovvero la mia voglia di rilanciare e comunicare una nuova immagine di Opi, ha incontrato delle persone che mi hanno permesso di lavorare in tal senso. Ringrazio quindi tutti coloro che come me, sono ancora innamorati di questo paese e vogliono il suo bene.

2 Pag. 2 LA VOCE DELLA PRO LOCO... COMUNICATO STAMPA ANTICHI MESTIERI L a Pro Loco di Opi (AQ) ripropone Sabato 28 Aprile 2012, un importante progetto di forte rilevanza turistica verso la promozione, accoglienza, intrattenimento locale e comprensoriale, l VIII ed della Festa di Primavera Antichi Mestieri nello splendido scenario di uno dei Borghi più belli d Italia. Questo evento, ormai affermatissimo e che vede ogni anno la presenza di un gran numero di visitatori, ha come obbiettivo quello di rappresentare la vita quotidiana del nostro piccolo Borgo così come era nel passato. L evento rientra perfettamente nel progetto Patrimonio immateriale con l obiettivo di conservare la memoria storica legata alle condizioni ambientali, alle consuetudini e alle necessità primarie della popolazione, presenti fino a poco più di un secolo fa e contribuire nello stesso tempo a promuovere un turismo attento alle caratteristiche peculiari, impegnando l intera popolazione. Il piccolo borgo medievale, ai piedi del Marsicano, nel cuore del Parco Nazionale d Abruzzo, Lazio e Molise, chiude le porte all era post moderna per un viaggio fedele ed irripetibile nella storia delle terre d Abruzzo e delle sue tradizioni. Un tuffo all indietro tra la natura, i vicoli e gli scorci del borgo medievale e gli antichi sapori ogni angolo del paese, per l occasione, si veste di pas sato Gli abitanti indossano abiti di anni e di secoli passati e diventano, per qualche ora, contadini, artigiani, mercanti, maniscalchi, boscaioli e mulattieri. Tutte le piazzette e i vicoli del centro storico si trasformano in botteghe, in laboratori interattivi, ospitando animali, oggetti di rame, attrezzi di qualsiasi natura ricalcanti i giorni passati e antichi riti. Da una parte si può trovare il fabbro che batte sul ferro rovente, dall altro il pastore che prepara il formaggio, dall altra ancora la donna che va a prendere l acqua con la conca alla fontana, che lavora il tombolo, che fila la lana con il fuso, i mulattieri che caricano e scaricano la legna trasportata dai boschi, maniscalchi, scultori, intagliatrici, ombrellai, cestai, falegnami, ed altri ancora. Lungo il percorso vengono imbandite, per l occasione, tavolate di piatti tradizionali, ricchi di sapori e di antica tradi- zione. Durante tutta la rievocazione, alla tradizione degli antichi mestieri, ai sapori e piatti tradizionali, si unisce una compagnia di suonatori con musiche popolari, lungo le strade del piccolo borgo. Un servizio navetta permette ai visitatori di raggiungere la festa con facilità nel centro storico. Per un giorno il villaggio medievale stacca la spina col presente e anche i visitatori dovranno stare alle regole : niente auto, solo muli e cavalli, niente elettricità, solo fiaccole e candele e quando arriverà la notte, il borgo, come d incanto, si veste di allegria e di un atmosfera magica. Dalla Piazza Centrale e attraverso le due vie principali, e le stradine del centro storico, è possibile far visita negli angoli più nascosti del paese, dove gli artigiani come cantastorie, raccontano i segreti dei loro mestieri. Con questa interattività con gli artigiani, la partecipazione è didatticamente innovativa, in quanto il pubblico vive da vicino la rappresentazione, facendo domande dirette agli stessi protagonisti. Per le persone più anziane di Opi, che per l occasione sono attori del loro passato, sono momenti di vero piacere perché rivivono emozioni ormai lontane. Anche per i più piccoli è un momento di festa e di scoperte, rimangono meravigliati, soprattutto quelli provenienti dalle grandi città, che non hanno visto così da vicino tosare pecore e ricavarne la lana, mungere una mucca, usare attrezzi antichi utilizzati dai nostri antenati. La rappresentazione degli Antichi Mestieri ha un duplice scopo, in primo luogo la valorizzazione dell antico borgo con le sue piazzette, le affacciate ( v ttale ), che quasi d incanto proiettano verso maestose montagne, ma nello stesso tempo far rivivere le sue tradizioni e le sue peculiarità che, associate alle bellezze naturali del territorio del Parco Nazionale D Abruzzo, fanno di Opi un attrattiva unica, proiettandolo verso uno sviluppo sostenibile di cui oggi tanto si parla. La scomparsa degli antichi mestieri costituisce una perdita incolmabile perché rappresenta la cancellazione delle abilità e della creatività umana e quindi di un aspetto della nostra civiltà. TORNEO DI CARTE di Emidio Ricci A nche quest anno la Pro Loco di Opi ha pensato di riproporre una delle manifestazioni che è ormai entrata stabilmente nel calendario delle attività, il Torneo di Carte, giunto ormai alla trentesima edizione. Alla competizione hanno preso parte nove squadre. Le partite si sono svolte dal pomeriggio alla sera nel mese di Febbraio presso il Bar Al Muraglione. Di seguito riportiamo i risultati finali: Squadra Vincitrice Torneo: Cellone Pietrangelo e Cellone Emanuele Squadra Vincitrice Tressette: De Arcangelis D.F. Tommaso e Cimini Cesidio 80 (è stato disputato uno spareggio per l assegnazione del Trofeo) Squadra Vincitrice Briscola: Di Santo Nunziato e Cellone Mario Squadra Vincitrice Scopone: Boccia Ciro e D Ercole Maurizio. La Pro Loco di Opi ringrazia il Sig. Cimini Gabriele per la collaborazione concessa, ospitandoci nel suo locale per lo svolgimento del Torneo e lo staff del Ristorante il Vecchio Mulino per la cordialità e la collaborazione prestata in occasione della cena di fine Torneo. Concludo con alcuni personali ringraziamenti che vanno al Presidente della Pro Loco Sig. Di Rocco Carlo e a tutto il consiglio direttivo per avermi nominato principale organizzatore dell evento; ringrazio inoltre la Sig.ra Di Marino Fabiana e il Sig. Tatti Vincenzo che hanno strettamente collaborato con me per la buona riuscita della manifestazione. FESTA DELLA DONNA La Pro Loco per l 8 Marzo ha organizzato il convegno dal tema Nascere Donna presso la Sala Consiliare, a seguire cena - buffet presso il Ristorante La Vecchia Locanda CARNEVALE...21 Marzo... grande successo per la sfilata in maschera di Carnevale lungo le vie del paese e per festa dei più piccoli presso la Sala Consiliare

3 A RICORDO DI CIRO CIMINI Tratto da: il Quotidiano del Molise I l 15 marzo nella sua abitazione a Campobasso, circondato da tutti i familiari che lo hanno amorevolmente assistito durante la sua lunga malattia, si è spento Ciro Cimini, professore di filosofia, amato e stimato da tutti come testimoniato dal trafiletto pubblicato nel giorno del suo funerale dal Quotidiano del Molise (di seguito riportato). Vorrei ricordarlo ai lettori del Borghetto pubblicando un suo scritto tratto dal suo libro Diario riflessioni casuali filosofiche (Aprile 97) e letto da un familiare durante il rito funebre. Il Valore della morte di Ciro Cimini (04/04/96). L esperienza più interessante, ultima, definitiva, sarà la morte a condizione che si riuscirà ad essere consapevoli di quell attimo irripetibile, prevedendone l approssimarsi. La morte è il viaggio verso l ignoto: infatti andremo verso il Nulla o verso una dimensione nuova che l intelligenza non può minimamente prefigurare e che la fede chiama Resurrezione. Del resto anche il Nulla è inimmaginabile, questa parola presenta i limiti e l insufficienza del linguaggio umano; non sempre ha un significato negativo. Nel Buddismo indica l assoluta indifferenza dell unità a cui tutti gli individui ritornano. Nella Genesi il Nulla è la realtà abissale da cui Dio creò il mondo. Il N u l l a è i l l i m i t e u l t i m o dell esperienza oltre il quale il pensiero non può andare e al di là del quale è il mistero. Nella cultura occidentale la morte è diventata un tabù, che si rimuove ad ogni costo, anche se essa è diventata uno spettacolo che la televisione offre quotidianamente ai nostri occhi con particolari abbondanti e, spesso, raccapriccianti. Noi assistiamo indifferenti alla morte degli altri, ma ci rifiutiamo di pensare alla nostra. La vecchiaia non è vissuta come una fase della vita, che ha le sue caratteristiche di saggezza e di serenità pur nella debolezza fisica dell età. Essendo incapaci di vivere la vecchiaia con naturalezza e partecipe accettazione, inseguiamo una giovinezza illusoria, che sotto il cerone nasconde la paura della morte. Vivere per la morte, come afferma Heidegger, non vuol dire sfuggire alle responsabilità e all impegno della vita, ma capire che la nostra esistenza qui ed ora nel mondo ha una durata finita nel tempo, perciò questa esistenza dobbiamo arricchirla di un senso profondo, dobbiamo fare le scelte che per ciascuno di noi sono E MORTO IL PROFESSOR CIRO CIMINI Tratto da: il Quotidiano del Molise importanti e decisive. La nostra esistenza non deve essere una fuga dalla libertà, ma un cammino nella libertà. In questo cammino dalla nascita alla morte si esercita il difficile mestiere di vivere, costituito di attimi, ciascuno dei quali è una nostra consapevole decisione tesa al raggiungimento di un orizzonte spirituale più ampio e più ricco di esperienze intersoggettive. L uomo riesce a meditare sul senso della vita solo se avverte che l alone della trascendenza e del mistero lambisce l isola del proprio IO; se egli resta immerso nel chiasso e nella confusione di un divenire senza meta, in cui manca la consapevolezza interiore della morte, è irrimediabilmente perduto. Egli è simile ai vegetali e agli animali, è incapace di interrogarsi sul proprio destino e capire se il progetto di se stesso sia da realizzarsi nell immanenza della vita terrena o abbia un ulteriore epilogo in un altra sfera di realtà. Questo problema è sorto nella filosofia greca con Platone, è continuato nel Cristianesimo, è stato ed è un problema di tutta la riflessione filosofica e della fede. P ercorrendo frettolosamente una delle tante nostre strade aggredite dal traffico quotidiano che contribuisce assai a rendere gli abitanti estranei tra loro, basta il richiamo di un manifesto funebre per restituire al passante un appartenenza alla collettività, caricata, però, di sensi di colpa. E morto il professor Ciro Cimini. L annuncio lo si legge su un buon numero di manifesti affissi sulla parete di un palazzo di Via D Amato e quasi ci si meraviglia che un personaggio relegato ad un collettivo lontano passato scolastico, fosse ancora tra noi. Ed è perciò che la tristezza per la perdita di una persona nota quando questa città era più a misura d uomo, si fonde con una sgradevole sensazione di colpa per aver anticipatamente sepolto, se non altro nella memoria, un insegnante che è noto fino a che punto sia stato compreso. Il Professor Cimini è stato un insegnante che sentiva come grande la responsabilità di educare i giovani. Insegnante di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico M.Pagano pur senza possedeva la forza trascinante del leader, anzi al contrario, molto dimesso e umile, si spendeva nel rendere illuminate le menti degli alunni esortandoli a guardare oltre i resoconti quadriennali a crescere e con intelligenza a saper guardare lontano. Questo accadeva dal 1968 in poi, in un epoca molto drammatica per la storia del nostro Paese in cui anche la scuola era attraversata da inquietanti vicissitudini. Uomo di ispirata dottrina politica, sicuramente di sinistra, ma mai schierato in questo o quel partito pronto, nella scuola, a schierarsi dalla parte dei giovani, degli alunni, invitando gli altri colleghi a comprendere le ansie a giustificarne se non proprio incoraggiarne i sogni. Una persona tutta scuola, libri e famiglia. Sappiamo che ha trascorso gli ultimi anni in modo difficile per problemi di salute. Se potessimo essere noi a dire a lui qualcosa non potremmo che ringraziarlo per l esempio di cristallina onestà che ci ha fornito. Pag. 3

4 S i fabbricano campane dalla notte dei tempi, praticamente da quando l uomo ha conosciuto il modo di utilizzare i metalli. Dapprima realizzate in ferro battuto poi si preferì il bronzo (lega di rame e stagno), perché metallo più duttile e più sonoro. Le più antiche, ritrovate in Cina, risalgono intorno all anno Mille a.c. Da allora le campane hanno rappresentato uno strumento importante della vita della collettività, scandendo il trascorrere del tempo, chiamando a raccolta le popolazioni per feste, riti religiosi, per annunciare fausti o gravi eventi oppure pericoli incombenti. Torna immediatamente alla mente il ricordo scolastico relativo all episodio che vide p r o t a g o n i s t a a Firenze Pier Capponi. Dinanzi alla minaccia del re di Francia, Enrico IV di cingere d assedio F i r e n z e, r i s p o s e : Suonate pure le vostre trombe, che noi suoneremo le nostre campane, intendendo di chiamare alle armi tutti i cittadini fiorentini a difesa della città. La decisa risposta del gonfaloniere di Firenze fece desistere il re dal portare a compimento la sua minaccia. Oggi non c è città, paese o pieve che non si raccolga attorno alle sue campane. Una comunità non è veramente tale senza una campana attorno alla quale radunarsi e riconoscersi. Le popolazioni hanno condiviso, nei secoli, i loro destini con le loro campane e, di conseguenza, molte sono le tradizioni popolari nate attorno ad esse: una credenza popolare voleva che, per la cacciata delle streghe dai luoghi infestati, fosse necessario il suono delle campane. Altra credenza vuole che le campane non e mettano alcun suono se prima non fossero state benedette. Ancora oggi, in qualche località italiana, si ritiene che il suono delle campane sia idoneo a scongiurare la grandine. Suscita sconcerto infine la leggenda sulla fusione delle campane secondo la quale la sonorità argentina di una campana dipenderebbe dall aggiunta Pag. 4 IL SUONO DELLE MIE CAMPANE di Nino G. Boccia di sangue di una fanciulla al metallo fuso. Lasciando da parte le favole, secondo me, non c è suono più caro, dopo le voci dei propri familiari, di quello delle campane del proprio paese. E un suono amico che ti è entrato dentro fin dalla prima infanzia, che ti ha accompagnato nelle vicende della vita, fauste ed infauste lo riconosci subito, ne comprendi il linguaggio, ne interpreti il messaggio, sa suscitarti emozioni e sentimenti i più diversi. Il campanile della nostra Chiesa Madre, massiccia costruzione in pietra locale, asciutta e sobria nel suo vago stile romanico, ospita, alla sua sommità, tre campane di crescente grandezza e di differenti timbri sonori: la Squilla, la Mediana e la Grande. La Squilla: è la campana più piccola, posizionata sul lato fronte al monte Marsicano. Il suo tintinnare è dolce, allegro, svelto, argentino. Il poeta scriveva: Or la squilla da segno della festa che viene ed a quel suon diresti che il cor si riconforta. Invero, al sabato, all imbrunire, dopo il vespro, la squilla ci annuncia il giorno festivo della domenica. E un messaggio gioioso, rassicurante e rasserenante. La Mediana: è la campana appunto di media grandezza, collocata a guardia del paese sul lato delle prata. La sua sonorità è pacata,direi più grave. Il suo suono, da sola, può apparire scarno, essenziale, quasi disadorno, ma quando si unisce al coro delle altre campane anche la sua voce acquista corpo ed accenti di rara bellezza. La Grande: la campana Madre il campanone. Il mio mito. Quando facevo il chierichetto, da fanciullo, alla sua presenza avvertivo un sentimento di timore e di rispetto. La vedevo grande, possente, irraggiungibile. Il mio sogno era arrivare a suonarla a distesa, tirando con forza le IL BORGHETTO funi legate al ceppo, cercando però di non farsi trascinare in alto nella fase di rientro dell oscillazione. Ma non fu facile perché per il suono delle campane, si procedeva per gradi: prima ti assegnavano la squilla, poi passavi alla mediana, quindi, crescendo nel fisico, passavi alla grande. Come dire: scuole elementari, medie e superiori. Ma una particolare perizia andava acquisita per gestire il battaglio nell avvio del movimento a distesa della campana grande. Tale perizia costituiva un master, diciamo di livello universitario. Confesso che tale bravura non l ho mai raggiunta. Infatti, avviando l oscillazione, era necessario bloccare e spingere in avanti il battaglio (i toc)con la mano perché non battesse anzitempo il bronzo, dando così luogo a rintocchi sporchi sia nell intensità del suono che nel sincronismo. Raggiunta l oscillazione giusta, si lasciava libero il battaglio di battere ed iniziava così il suono a lungo. Mi è rimasto dentro un sentimento di venerazione verso questa campana: la sua voce è armoniosa e possente, grave e gentile insieme. Essa sa, nel suono a distesa, infondere un aria di festa, di allegrezza, di gioia di vivere. Sa, di contro, col suono a rintocchi, creare atmosfere che vanno dalla tristezza all invito alla riflessione. Un accenno particolare merita la campana della Chiesa di San Giovanni Battista. Una campana il cui timbro, secondo la mia stima, si colloca tra la squilla e la mediana. Essa tace per gran parte dell anno e fa sentire la sua gradevole voce soltanto in particolari circostanze, specialmente nella ricorrenza della festività del Santo Patrono. Allora il suo suono si unisce a quella delle altre campane della torre campanaria in un festoso concerto, gareggiando quasi tra loro nel cantare la gloria del Santo. Le campane suonano a tarantella. E il suono ordinario, direi feriale delle nostre campane; quello più speditivo, più semplice. Impugnando il battaglio della campana madre, tramite la fune di vincolo, si percuote, con una certa energia ed in rapida successione, il bronzo. Non sono singoli rintocchi ma una serie di rintocchi talmente ravvicinati tra loro Continua a pag.5

5 Segue da pag. 4 da rassomigliare ad una armoniosa cantilena. Analogamente si procede per le altre due campane, anche se è possibile ad una sola persona, ma occorre bravura, suonarle insieme (non ne sono capace ma l ho visto fare), impugnando a mano destra e a mano sinistra le funi legate ai rispettivi battagli. Le sonorità che ne derivano gradevoli e capaci d essere avvertite in tutto il paese e nel circondario. Le campane suonano a morto. Due rintocchi della squilla, cadenzati e distanziati tra loro, seguiti da un lungo, interminabile intervallo di tempo sono sufficienti per riconoscere immediatamente il pianto delle nostre campane. Rintocchi lenti, strazianti, quasi fossero dei sospiri e le tre campane, a turno tra loro, con voce afflitta, annunciando l evento triste, rivelano il loro dolore. Un suono lugubre, funereo. Sono convinto che le campane hanno un anima, hanno dei sentimenti. Perché non c è voce umana che sappia annunciare un dolore, un lutto con tale intensità e con tale partecipazione. Due rintocchi lenti della squilla che d un tratto, persa la consueta allegrezza, somigliano a due gemiti. Poi una lunga pausa, mentre le due note vibrate si disperdono e si spengono mestamente nelle valli circostanti e nel paese. Sembrano due singhiozzi, sommessi cui fanno seguito, a distanza, due rintocchi lamentevoli della campana mediana. Anch essi lenti, flebili, cadenzati, sanno di pianto. Avverti una stretta al cuore ed un fremito di commozione ti attraversa l anima. Interviene, ultima, la campana grande: la sua voce sembra essere quella di una madre ferita, dolente: il suo bronzo potente sembra non trattenere l emozione. Il suo suono armonioso non c è più, sembra smarrito, ora c è un tono minore, una voce rotta, accorata, straziata, velata di angoscia. E una voce che ha dell umano, che annuncia un evento luttuoso e nel contempo vuole consolare. Annuncia una morte, racconta un dolore, ma ricorda, nello stesso tempo, la speranza di una resurrezione. Le campane suonano a lungo. Sentire le campane suonare a distesa è un piacere spirituale e fisico insieme. E un evidente segno di festa, di festa grande. Avviare il campanone, ricordo, era un impresa. Massiccio, severo, Pag. 5 pesantissimo il bronzo è lì sospeso al ceppo in tutta la sua mole a guarda, come una sentinella, di quella parte del paese che dalla Piazza si distende fino alla Croce. All inizio, per rimuovere la sua staticità, è necessaria tanta energia. Nello stesso tempo va trattenuto, con particolare tecnica, il battaglio per evitare, come sopra ho accennato, suoni scomposti, intempestivi e disordinati. Soltanto quando il campanone ha raggiunto la giusta oscillazione, si permette al battaglio di percuotere il bronzo. Ed ecco sprigionare tutta la sua sorprendente, esultante sonorità che riempie tutta la valle ed il paese. Avviato il campanone, nel breve intervallo che corre tra un rintocco e il successivo, ne approfitta la squilla che, impertinente e svelta, temendo di essere sopraffatta dalle sorelle maggiori, si inserisce con due rintocchi eleganti. Quindi interviene la mediana che, sapientemente sincronizzata, in piena ed armonica consonanza, unisce all unisono i suoi rintocchi a quelli della campana madre. Ne scaturisce un concerto di suoni di stupefacente, inebriante purezza, così gioioso, così gradito, così dolce da rimanere incantati. Da questa progressione di sonorità, si dipartono le note vibrate dai tre bronzi, armoniosamente legate tra loro e dilagano come una cascata di cristalli rimbalzanti tra le case, le vie e le piazzette del paese. Le montagne intorno restituiscono il suono sotto forma di un eco ovattata. Credo che nemmeno in Paradiso dispongano di armonie di tale suggestione. Sarebbe bello ricostruire anche la storia delle nostre campane: anno e modalità di fusione, provenienza, tonalità sonora, dediche, decori ma questa è davvero un altra storia per un altra volta!!! COMITATO FESTE PATRONALI ANNO 2012 A nche quest anno sono stati estratti i componenti del Comitato Feste e organizzeranno le festività religiose che da sempre si celebrano nel nostro Paese. Costrini Olivio (volontario) Cimini Maria Crocifissa (sostituisce D Ercole Donatella) Sgammotta Gaetana Sforza Romeo Ruggiero Giannicola (sostituisce Ruggiero Antonio) Leone Giuseppe D Ercole Laura (sostituisce Marinari Agnese) Boccia Angela De Arcangelis Filippo (volontario) Di Vito Sergio Sgammotta Domenico 59 (volontario) Buon Lavoro!!! INFORMAZIONE IMPORTANTE: L a Redazione de Il Boghetto, ha deciso di non pubblicare l articolo dal titolo Il depuratore Imposto a firma del Costituendo Comitato spontaneo pro Opi. La Redazione ricorda che: * il nostro periodico è uno strumento a servizio dei soci e della collettività; * non pubblica scritti anonimi. * propone un informazione fresca e semplice, dando sostegno a tutte le iniziative opportune, da chiunque proposte fornendo notizie dei problemi locali ; * gli articoli non devono contenere espressioni volgari, blasfeme, offensive, ingiuriose verso altri, o che costituiscono la violazione della privacy; * agli autori è lasciata ogni responsabilità per le opinioni espresse.

6 GENERICO??? BENVENUTO TRA NOI! Seconda parte di Vincenza Decina I mportanti aziende tedesche, hanno iniziato le procedure di registrazione dei generici in Italia, in modo da non trovarsi impreparate al momento del decollo di tale mercato. La struttura del mercato di riferimento, muta radicalmente nel passaggio dalla specialità coperta da brevetto, prodotta quindi dalla sola azienda innovatrice, al farmaco generico prodotto potenzialmente da un numero illimitato di imprese. Il monopolio che permetteva all azienda farmaceutica innovatrice di recuperare, tramite prezzi elevati, gli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo, viene sostituito da un mercato concorrenziale in cui le aziende si concentrano sui processi produttivi più efficienti per offrire il farmaco a prezzi più bassi. I prodotti per i quali la copertura brevettuale è venuta meno, perdono d importanza all interno del portafoglio prodotti dell azienda in quanto commercializzati da una pluralità di soggetti a prezzi presumibilmente più bassi. L azienda innovatrice è quindi portata a lanciare sul mercato prodotti che rendano obsoleti quelli per cui è scaduta la protezione brevettuale. I generici possono essere prescritti solo dai medici, con le stesse modalità delle specialità medicinali quindi con ricetta SSN per quelli di classe A o ricetta bianca (con indicazione ripetibile o non) per quelli di classe C con obbligo di prescrizione. Il Nuovo Prontuario Nazionale dei Farmaci, emanato il 22 Novembre 2002 ed entrato in vigore il 16 Gennaio 2003, riporta 366 confezioni di farmaci in fascia A più di prima (3925 in totale) che sono i meno costosi e 114 portati in fascia C (più costosi). I farmaci di fascia A sono totalmente a carico del SSN, mentre quelli di fascia C a totale carico del cittadino, mentre le ex classi B1 e B2 erano a parziale carico del cittadino (rispettivamente 20% e 50%). Il Nuovo Prontuario riclassifica una serie di farmaci gratuiti solo se prescritti per patologie gravi e croniche su diagnosi e piano terapeutico di Centri Specialisti individuati dalla Regione rispettando le regole della Commissione Unitaria del Pag. 6 farmaco. Il principale vantaggio è quello di praticare la terapia più opportuna ad un costo inferiore almeno del 20%. Motivo questo di interesse non solo per la spesa pubblica in quanto essi sono a carico del SSN, ma anche per il cittadino in caso di pagamento diretto. Il risparmio consente di inserire nella fascia A farmaci innovativi ma costosi, altrimenti non inseriti per motivi di bilancio. Con il nuovo sistema il cittadino deve essere informato correttamente sull utilizzo dei farmaci, compito che la legge assegna ai medici specialisti e di famiglia, i quali all atto della prescrizione dovranno spiegare al paziente il tipo di medicinale prescritto. È bene sapere che ci sono molti farmaci uguali, diversi in nome e prezzo, ma con lo stesso principio attivo che con sostanze inerti o eccipienti non variano le proprietà curative del farmaco; la sostanza curativa è il principio attivo! Sotto l aspetto legislativo il settore della commercializzazione del farmaco generico è disciplinato dall art. 7 della Legge di conversione 16 novembre 2001, n. 405 "Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria" - Legge Finanziaria 2001 (art. 85 comma 26). Secondo la Legge 405/01, il medico può indicare sulla ricetta che il medicinale non è sostituibile e il paziente in questo caso dovrà pagare la differenza di prezzo tra il prezzo rimborsato e il prezzo del medicinale prescritto o se comunque non accetta la sostituibilità da parte del farmacista, inoltre è espressa la facoltà per quest ultimo di sostituire il medicinale prescritto se non disposto diversamente dal medico e la possibilità del paziente di non accettare la sostituzione. In tal modo, appare evidente come nella legge n. 405/2001 il "diritto all'informazione" sia stato spostato dal medico al farmacista, fermo restando l'obbligo del medico - previsto nella legge finanziaria n. 388/2000, ad oggi, non abrogata - nel caso di prescrizione di un medicinale avente prezzo maggiore del prezzo rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale, di informare il paziente dell'esistenza del medicinale equivalente che costa meno. Oltremodo appare evidente il ruolo che paziente, medico curante e farmacista possono giocare nel contenimento della spesa farmaceutica soprattutto in una Regione come la nostra dove il fabbisogno sanitario, in termini di bilancio, assorbe circa l ottanta per cento delle risorse finanziarie lasciando poco spazio alle risorse destinate allo sviluppo o per la copertura di altri servizi per la collettività, senza tralasciare di tutelare il diritto alla salute. In farmacia può accadere che: se abbiamo la ricetta per un farmaco di classe A (rimborsabile dal SSN): - il farmaco, ancora coperto da brevetto (non esiste il generico corrispondente), non è disponibile in quel momento, ma lo è un farmaco identico commercializzato da un Azienda differente (e, quindi, con un nome diverso). Il farmacista potrà proporre la sostituzione, ma solo se esiste una chiara urgenza; - esiste sul mercato il farmaco generico corrispondente a quello prescritto. Se il medico non ha espressamente indicato sulla ricetta di non sostituire la prescrizione, il farmacista sarà tenuto a sostituire il farmaco con il generico. Se non intendiamo accettare la sostituzione perché preferiamo la specialità prescritta, dovremo farci carico della differenza di prezzo tra la specialità e il generico. Se invece dobbiamo acquistare un farmaco di classe C (non rimborsabile in nessun caso da SSN), per il quale non è necessaria la ricetta del medico, il farmacista ci informerà se è presente un generico a un prezzo inferiore: spetterà a noi decidere che cosa fare.

7 ANTICHE CRONACHE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI OPI (tratte dalla documentazione conservata nell archivio storico del Comune di Opi) L INCENDIO DELLA CHIESA - (1899) di Mario Cimini Seconda parte T ra i lavori in legno risultavano urgenti il rifacimento della:. porta di ingresso della chiesa, la chiusura dell atrio con le relative aperture; due invetriate fisse nella facciata a ponente, la porta di ingresso ed una invetriata fissa nella sagrestia; due finestrine nel vano superiore a questa e la ricostruzione del pulpito con la relativa scaletta in legno Infine, il tetto la cui:. coperta era prima formata da tegole curve, ma per urgenti bisogni fu ricostruita con tavolette grezze di faggio. Come trovasi attualmente non può a lungo rimanere e quindi è necessario ripristinare tutta la coperta con tegole a canale, le quali saranno convenientemente messe sopra la copertura di legno tutt ora esistente Da notare come il Petrella dichiari che: in tutti questi lavori ho stimato quello che è strettamente necessario e urgente, limitandomi nei lavori di lusso i quali richiederebbero ingenti spese. L 8 febbraio 1900 il comune trasmette la perizia Petrella al Subeconomato di Avezzano per la richiesta di sussidio; ma le cose si complicano e, nella risposta del 18 luglio, il Subeconomato comunica che:.avendo inviato all Economato Generale la perizia trasmessami dalla S.V. col foglio a margine segnato, il predetto Superiore Ufficio con nota del 10 corrente mese n Ufficio Amministrativo, me l ha ritornata significandomi quanto appresso: Nel rimanere inteso di quanto la S.V. riferisce con la nota segnata al margine, Le ritorno la perizia redatta dall agrimensore Petrella, con preghiera di invitare gli interessati a riprodurla dopo che sarà stata esaminata e riveduta dall Ufficio Tecnico del Genio Civile, in conformità di quanto dispone l art. 17 del nuovo Regolamento, con avvertenza che alla massima spesa che sarà prevista dovranno concorrere efficacemente il Beneficiato, il Municipio e gli altri Enti locali con i fedeli. Quindi, per essere ammessa alla con cessione del sussidio richiesto, la perizia deve essere valutata e approvata dal Genio Civile. Il Sindaco, in data Pag luglio, trasmette la perizia alla Prefettura che, secondo la prassi, provvederà ad inoltrarla al competente Ufficio del Genio Civile. E qui cominciano i guai, in quanto la Prefettura comunica al Comune che:. l ufficio del Genio Civile a cui trasmisi la perizia dei lavori di restauro occorrenti alla chiesa parrocchiale di codesto comune, ha risposto nei termini seguenti:<< In riscontro alla nota al margine riportata, significo a codesta Regia Prefettura che la perizia dei lavori di restauro alla chiesa parrocchiale di Opi, oltre ad essere incompleta, è stata redatta in modo talmente sommario che questo ufficio non è al grado di emettere un adeguato giudizio in merito alla medesima. Stando a quanto prescrive l art. 26 del regolamento 29 maggio 1895 sulla compilazione dei progetti, la perizia per opere di poca entità deve essere costituita dai seguenti documenti: 1 - Relazione, 2 - Disegni, 3 - Analisi, 4 - Stima dei lavori, 5 - Capitolato Speciale d appalto. Le analisi potranno omettersi qualora si tratti di lavori che abbiano prezzi già stabiliti nel comune commercio. La stima sarà descrittiva delle varie parti costituenti l opera progettata in modo da esibire i corrispondenti computi metrici. Il Capitolato Speciale però sarà compilato giusta le norme date dall art. 22 del ricordato regolamento.>> Restituisco quindi la perizia perché sia compilata nel modo indicato dal Genio Civile. Il Comune non la prende bene tant è che il Sindaco il 6 settembre 1900 invia al Prefetto una puntuale nota in cui espone le proprie ragioni sostenendo che: in vero i lavori in parola riflettono in massima parte rifacimenti, rattoppi, rinforzi, imbianchimento e coperto di canali sul tetto già esistente di tavolette; quindi, per quanto si voglia riflettere, non si comprende quali disegni siano necessari né come questi possano eseguirsi. Come pure non sembra necessaria l analisi dei prezzi di detti lavori, giacché anche nei progetti importanti per i rifacimenti, imbianchimenti, rattoppi, ecc., si stabilisce un prezzo unitario; e per il coperto a canali vi è il prezzo di commercio del cosiddetto laterizio (che è la stima più esatta) sul quale è basato il prezzo di. 2,10 Il Sindaco insiste anche sul fatto che: per mettere in esecuzione quanto il Genio Civile ha espresso, la S.V. Ill.ma può benissimo comprendere che questa amministrazione avrebbe dovuto affidare l incarico ad un ingegnere o architetto, e quindi la spesa del progetto sarebbe stata di una certa importanza e di una cifra elevata; il ché, avuto riguardo alla poca entità dei lavori, alla minima importanza delle opere d arte ed all indole della cosa quale è quella di ottenere un sussidio, sarebbe di discapito piuttosto che di utile... E, a conclusione, ritrasmette tal - quale la contestata perizia insistendo per la sua approvazione. Nel frattempo, per cercare di saltare tutti gli ostacoli frapposti dagli Enti preposti all approvazione della pratica di sussidio, il Comune tenta la scorciatoia rivolgendosi direttamente al competente Ministero di Grazia, Giustizia e dei Culti e nella nota del 14 novembre il sindaco evidenzia che: Sua Eccellenza il Sottosegretario di Stato del Ministero dei Culti assicurava il 2 settembre 1900 gli onorevoli Deputati De Amicis e Di Giacomo che prendeva memoria del loro interessamento (per la concessione del sussidio) e che attendeva tutt ora i rapporti dell Economato Generale dei Benefici Vacanti di Napoli, a cui erano state fatte opportune sollecitazioni... Sia questa lettera che i successivi solleciti del 20 dicembre e del 4 gennaio non hanno, però, alcun esito.

8 Pag. 8 LO SCAGNATORE di Antonio Ursitti P er meglio illustrare quale fosse il compito dello scagnatore bisogna spiegare chi fosse, come operasse e a cosa servisse. Lo scagnatore non era altro che un pastore alle dipendenze dei facoltosi proprietari di greggi che, nei paesi della nostra valle e in tutto l Abruzzo montano, possedevano oltre un migliaio di pecore. I più noti a noi erano: i Sipari e i Gentile di Pescasseroli, gli Ursitti e i Cimini di Opi, i Graziani di Villetta Barrea, i Tarolla di Civitella Alfedena, i Di Loreto di Barrea ed altri. Le loro aziende di ovini venivano denominate partite, divise in tanti branchi detti morre, composti da 300 a 350 capi. Così diviso, il gregge affronta la transumanza, cioè lo spostamento dal monte al piano e viceversa a seconda delle stagioni. Esso avanzava con ordine, un branco dietro l altro, vigilato da un pastore e da un ragazzo allo scopo di evitare che i branchi si mischiassero. Lungo il tratturo vi erano le poste, punti di sosta dove la partita trovava il necessario per passare la notte: il tutto preparato dai cosi detti butteri che di giorno in giorno precedevano l arrivo del gregge (anche quello del buttero è un mestiere ormai scomparso). Di solito l intero viaggio durava circa una settimana e più. Finalmente, dopo una lunga assenza, arrivava il sospirato giorno del ritorno, una vera festa per tutto il paese poiché i pastori tornavano presso le loro famiglie. Le pecore, stanche per il lungo cammino, venivano destinate agli stazzi montani, dove potevano brucare erbe fresche e profumate: la partita di Opi nelle località di Fondillo, Valle Fredda, Prato Martinello, Forcone, Pianezza e altre, dove il padrone in primavera faceva aggiustare sia la capanna che le mandrie, ossia i recinti per le greggi. AI pastore, dopo i lunghi mesi trascorsi nelle Puglie senza usufruire di nessun permesso, veniva concesso ogni 15 giorni un periodo di riposo di 3 giorni detto la quindicina. Qui entra in scena lo scagnatore, scelto dal padrone fra i pastori migliori e di sua fiducia. Il suo compito era quello di dare il cambio a tutti i pastori durante l intera estate, per cui doveva essere in grado di mungere le pecore e fare il formaggio, saper valutare la quantità e la qualità del prodotto, nonché l andamento dello stazzo. Altra sua incombenza era quella di dispensare consigli e raccomandazioni sul come nutrire e addestrare i cani preposti alla difesa del gregge dalle aggressioni degli orsi e dei lupi che, in passato, erano molto numerosi sui nostri monti. A causa della scomparsa delle grandi aziende pastorizie di un tempo, il mestiere modello scagnatore non esiste più: esso rimane solo nella memoria degli anziani. Una volta l allevamento degli ovini rappresentava, per la molteplicità dei mestieri ad esso connessi, una buona opportunità di lavoro per tante famiglie: una sicura fonte di guadagno per la nostra valle e per tutto l Abruzzo montano; ore, invece, è privo di quella forma di vita che così fortemente l animava e contribuiva al suo benessere ed alla sua crescita. POESIA A CAVALLAR di Mario Ursitti in dialetto Pescasserolese So l quattr i ancura è nott n nz sent n r'mur nfrddlit chian chian sta p sci' s cavallar L capezz l'ha pgliat i gl bucc gl ha r'nghjt pan i casce s'è prtat tramen dorm s paisce S n va' p'lla mntagna sul sul...n'ha pavura s rtrova quila mula a cavall s n va' Quand arriva alla mntagna i l mul n rtrova n pnzair s' accmbagna ca s lup c rtrova Quis lup malditt c n'ha pena p nsciun s n'ha fatt gia' a banchitt c'ha prvat d s'cur P frtuna abball a copp s'è snduta la cambana "sci, so tutt, men mal!!!" s 'ha lvat n pnzair N' gapzzat pu l mul cala abball svcliun quila via loc sott porta ritt abball a m'bost Az m'bost c'è arrvat ma na mula s 'è sfrrata c rmett ferr i chiuv mett a mmast i va scur Saglie saglie alla viarella c z porta azzì a Trnghill na f'schata i na cantata la jernata è chmnzata Tosta è la vita cavallar sembr curr i maj t firm mesa lira t vadagne p la moglie i p gl figlie I c z occhje assai lucent d chi cria ha maj avut sott a saul, acqua i vent sembr lurd ma cuntent.

9 I l mese, mistico e pratico, è stato dato all uomo dalla natura, la sua origine va ricercata nell arco di tempo che la luna impiega per compiere un orbita intorno alla terra (circa 29 giorni). Dato che la luna è da gran tempo oggetto di ammirazione e di venerazione, in molte società il mese assume un significato mistico, oltre ad essere un comoda unità di tempo, un modo utile per suddividere l anno e le stagioni con funzione anche di natura lavorativa e commerciale. Aprile...alito di primavera, eterna fata della fiaba della vita che sorride al cielo, al mare, ai monti a tutta la terra triste e fredda......nello bello aprile degli anni...passo del viver mio la primavera... (G.Leopardi); mese della rinascita e del risveglio della natura dopo il sonno dell inverno, anticamente consacrato ad Afrodite, secondo alcuni deve il proprio nome al vocabolo greco aphròs, la spuma del mare da cui, secondo la mitologia, sarebbe nata la dea della bellezza e dell amore; secondo altri l origine del nome sarebbe, invece, il latino aperire, poichè in questo mese la terra si apre alla vita cedendo alla forza dei germogli. Proprio perchè mese della rinascita, nell antica Roma, aprile era ricco di feste propiziatorie legate al mondo agricolo. Dopo la luna piena di aprile gran parte dei vegetali è in procinto di completare il proprio sviluppo ed è quindi possibile avere un idea precisa di quello che sarà il raccolto; perciò, in alcune regioni vige il detto che la luna nuova tra aprile e maggio fa maturare il grano, mentre la luna crescente fa maturare le ciliege e decide la sorte di tutti i frutti a nocciolo. Una credenza proverbiale dice che il tempo che fa il terzo/quarto giorno di aprile dura quaranta giorni, Quattro aprilante quaranta dì durante. Per una buona riuscita dei raccolti è auspicabile che il mese sia tiepido e ricco di piogge. In questo periodo si risveglia anche il nostro organismo: con l arrivo della bella stagione, l attività funzionale del corpo umano aumenta e APRILE di Elena Boccia ciò comporta un maggior consumo di energia che si traduce in un calo di forze, è una sensazione di stanchezza diffusa, astenìa, dal greco a-sténos, mancanza di forza, che si protrae nel tempo e non sembra alleviarsi col riposo, per questo vale il detto: Aprile dolce dormire. Esiste anche come nome di persona: aprile, esotico, dato ad un figlio nato nell omonimo mese, deriva dal latino aprilis ed era già popolare in epoca romana, oggi è considerato assai raro, presente in Italia anche nella variante Aprilia. Tutti sappiamo che colui il quale riceve una burla il primo giorno di questo mese, viene chiamato pesce d aprile, se si fa uno scherzo simile negli Stati Uniti a qualcuno e questi ci casca è il matto d aprile, in Scozia, invece, lo chiamano cuculo d aprile. Sembra che l abitudine di fare scherzi e burle il primo di aprile sia nata a Firenze. Pare, infatti, che un tempo, in questa città, ci fosse l usanza di mandare per scherzo le persone molto ingenue e un pò sciocche a comperare, in una certa piazza, un pesce scolpito in un bassorilievo. Altri pensano che questa usanza sia nata in Francia, forse la tradizione è nata perchè, tanto tempo fa, l anno ufficiale incominciava il primo di aprile, in seguito, quando si adottò il nuovo calendario e il capodanno cadeva il primo gennaio, alcuni, scioccamente continuarono a festeggiare il primo di aprile e vennero perciò chiamati i pesci di aprile. APPELLO DALLA PRO LOCO Chiunque fosse in possesso di abiti di tempi passati (da uomo e da donna) appartenenti alla vita di Opi e fosse disponibile a farli indossare e riviverli anche solo per qualche occasione, può comunicarlo all Ufficio Turistico della Pro Loco di Opi. La prima occasione per indossare i costumi di Opi è la Festa degli Antichi Mestieri del 28 Aprile. CONTATTATECI ALL UFFICIO TURISTICO DELLA PRO LOCO Tel. 0863/ L a IL BORGHETTO AVIS PESCASSEROLI Il Direttivo E stato raggiunto un eccellente traguardo da parte dell Avis di Pescasseroli che comunica, con grande soddisfazione, ai propri soci e ai simpatizzanti, che nel corso del 2011, 20 anniversario della fondazione, sono state raccolte ben 100 sacche di sangue, tra autoemoteca e centro trasfusionale di Avezzano: Tutto questo nonostante i notevoli disagi che i volontari incontrano per donare in modo gratuito e anonimo. Il Direttivo ringrazia soprattutto i giovani donatori che, con il loro entusiasmo e la loro impeccabile organizzazione, hanno contribuito al raggiungimento di tale risultato. Si invitano tutti coloro che più sensibili ai problemi del prossimo, vorranno condividere ed accrescere i successi dell Avis ed unirsi all associazione, per aiutare chi ha bisogno di solidarietà. IL VALORE DEL VOLONTARIATO D a tanti anni un gruppo di donne di OPI costantemente ogni giovedì si recano ad Avezzano presso la mensa della Caritas e preparano un piatto caldo ai bisognosi. Un gesto di solidarietà che in questo mondo divenuto figlio del materialismo più ampio riapre le porte alla speranza del bene Cristiano. La scorsa settimana dopo aver erogato il pasto un bisognoso ha chiesto un foglietto di carta per ringraziare le signore che gli avevano dato un piatto caldo da mangiare. Di seguito riportiamo il pensiero di ringraziamento: Siete le persone più belle del mondo non perché mi avete dato da mangiare... mi bastava solo il vostro sorriso. Una croce non basta per dire TI AMO. Dimostralo dentro di te Pag. 9

10 L a IL BORGHETTO OPI: COSE BUONE E MENO BUONE PER L ACQUA di Giuseppe Mario Ursitti D urante la mia breve permanenza estiva 2011 trascorsa ad Opi sono stato molto lieto e ben impressionato per la presenza dell acqua nei rubinetti domestici ventiquattro ore su ventiquattro. Oltre che per me anche per tutti i paesani, che ritornano nel nostro borgo maggiormente durante l estate, si è trattato di una bella novità. Da questa nuova situazione ne trae un vantaggio l intera comunità locale, l amministrazione comunale ne ha tratto un merito infine si è dimostrata molto utile principalmente per gli operatori turistici. Durante le precedenti amministrazioni esisteva una grave carenza di acqua; pur chiedendo spiegazioni o delucidazioni in merito al problema, mi veniva risposto dagli amministratori dell epoca in modo evasivo. Si accampavano motivazioni diverse, ora legate alla scarsa potenza delle pompe di sollevamento, ora all eccessivo costo dell energia elettrica (per cui le predette pompe dovevano funzionare ciclicamente), ora all insufficiente gettito idrico dei pozzi. Le precipitazioni piovose e nevose da parecchio tempo sono più o meno della medesima consistenza quindi la carenza di acqua era legata ad altri motivi. Infatti, per merito dell attuale giunta municipale, si è s c o p e r t o c h e erano intasamenti nella condotta idrica; inoltre le pompe di sollevamento avevano una potenza inadeguata per cui, oltre a non superare lo spunto per la mandata, consumavano più energia del dovuto. Tutto ciò dimostra che insignificanti problemi, non affrontati e quindi non risolti, comportano grandi problematiche e grossi disagi che, oltre a gravare sugli utenti, mettono in cattiva luce le amministrazioni locali. Oggi il problema è risolto e tutti si augurano che nel temp o n o n s i r i p r e s e n t i p i ù. Un bravo va dato alla capacità professionale degli attuali idraulici incaricati dal Comune; un doveroso complimento deve essere espresso all amministrazione ed in particolare al Sindaco al quale auguro personalmente un lavoro proficuo e vantaggioso per la nostra comunità Opiana. L a scena era veramente insolita e bella. Dico di più: a suo modo è stata unica. Stavo rientrando a piedi a casa e giunto nei pressi del monumento mi giungevano voci di bambini. Non ci sarebbe stato nulla di strano se quelle voci non mi avessero portato le note di una canzone. Di primo acchitto non riuscivo ad individuare di quale canzone si trattasse. Mi è bastato fare ancora qualche altro passo per distinguere esattamente che quelle note erano quelle dell Inno Nazionale e per scorgere sbalordito, due bambini in piedi davanti al monumento che cantavano l inno Fratelli d Italia diretti musicalmente da un anziana signora. Non poteva essere che la loro nonna! Mi sono fermato in disparte per godermi la scena del movimento delle braccia di quella nonna piena di impegno per far riuscire al meglio quel concerto patriottico che, senza vergogna, stava dirigendo sulla pubblica piazza. I suoi nipotini vicini all età scolastica, erano divertiti, ma anche disposti a seguire la nonna FRATELLI D ITALIA di Andrea Di Marino, fu Romolo che, certamente prima di farli esibire sul movimento deve averli in parte preparati a casa. Mi sono chiesto che cosa l avesse indotta a quel rito sul monumento della piazza. Chissa! Fra quei nomi c era forse quello di un suo parente ed essa voleva onorarlo con quel canto affidato alla voce di quei piccoli italiani! Eravamo poco distanti dalle celebrazioni commemorative del 4 novembre e la scena raccontata si addiceva perfettamente alla ricorrenza. Di essa se ne parla nelle scuole e questo ricordo incomincia a segnare la memoria dei piccoli. Molto più incisivo a questo fine è senza dubbio la simpatica iniziativa di questa nonna che si è lasciata coinvolgere in maniera così originale e convincente. Anche noi cristiani (che siamo anche italiani) abbiamo una memoria da coltivare e tenere viva. E la memoria di Uno la cui vicenda di vita è in grado di dare un particolare significato e valore alla nostra vita e, addirittura, alla nostra morte quindi anche alla morte di coloro che il monumento onorato da quei bambini, commemora. Mi viene spontaneo esprimere alcune considerazioni. Siamo sicuri che i caduti in guerra, elencati su tutti i monumenti edificati in tanti luoghi d Italia, che con sacrificio persero la vita per la patria, siano stati di esempio alle generazioni venute dopo? In questo periodo, tanto turbolento che stiamo vivendo, siamo sicuri che nell avvenire saremo capaci con fermo proposito, di creare una società senza disparità di diritti collettivi, priva di speculazioni lucrose, in modo da permettere a tutti i cittadini di condurre una vita dignitosa e costruire in particolare il futuro per i nostri figli e nipoti? Fiducioso spero nel buon operato di coloro che nella società detengono le cariche più importanti. La fortuna degli italiani più vecchi, vivendo così a lungo hanno potuto passare dall Italia del boom (anni 60) all Italia del crack! Pag. 10

11 CROCE ROSSA: NUOVO VEICOLO Campo Ligure - 13 novembre 2011 In ricordo di Pierluigi Cimini di Loredana Cimini D omenica 13 Novembre si è tenuta l inaugurazione della nuova ambulanza della C.R.I. del comitato di Campo Ligure. Una mattinata di sole ha accolto, in Piazza Vittorio Emanuele, il nuovo mezzo e i volontari della Croce Rossa locale al quale si sono uniti i militari di Masone, Rossiglione, Torriglia, Arenzano, Cogoleto e gli amici della Croce Verde di Mele. Ad aprire i festeggiamenti è stato il commissario Ivano Pasatorino che, dopo aver ringraziato i volontari per lo sforzo sostenuto che ha permesso l acquisto del nuovo mezzo, le consorelle partecipanti, la Croce Rossa di Rossiglione per la collaborazione e la ditta Orion per l allestimento del mezzo, ha chiesto ai presenti un applauso per i numerosi volontari che, in questi giorni, sono stati impegnati nelle zone liguri alluvionate. Ha preso poi la parola il vicesindaco Gian Mario Olivieri che ha espresso le felicitazioni del Comune per l acquisto del mezzo, ricordando il prezioso ruolo svolto dalla C.R.I., sia a livello volontario che sociale, soprattutto nel servizio assistenziale svolto verso le persone meno agiate, disabili e anziane. Alle 10:00 è avvenuto il taglio del nastro da parte della madrina, Lucia Ponte, moglie del compianto volontario del soccorso Pierluigi Cimini, scomparso pochi mesi fa. Alla madrina è stata consegnata, dal Commissario Ivano Pastorino, la medaglia d oro per i 25 anni di servizio svolti dal marito. Dopo la benedizione della nuova ambulanza, i partecipanti si sono recati nella Chiesa parrocchiale per assistere alla Messa officiata dal Parroco Don Edoardo Piombo. Al termine, si è tenuto il tradizionale corteo dei mezzi di soccorso e il rinfresco. Pag. 11

12 L a IL PARCO NAZIONALE D ABRUZZO CAMBIA NOME E DIVENTA: PARCO NAZIONALE D ABRUZZO, LAZIO E MOLISE di Andrea Di Marino IL BORGHETTO A l compimento del novantesimo anniversario dalla nascita del Parco Nazionale d Abruzzo. Mi viene in mente di ricordare un evento, che creò un giudizio pesantemente negativo dell intera vicenda, nel nostro Abruzzo. Fu una scelta fatta in zona cesarini, q u a n d o s i a r r i v a a l l ultimo momento, che creò molta soddisfazione alla regione Lazio e Molise, ma in Abruzzo restò l amaro in bocca, per la vicenda che pochi politici di allora si accorsero, per non parlare delle Amministrazioni Comunali e delle popolazioni. Ora sono passati undici anni, da quella data del 20 aprile Vogliamo ricordare le parole che disse Fulco Pratesi, allora Presidente del PNA: Nel merito non cambierà nulla, tutti continueranno a chiamarlo Parco Nazionale d Abruzzo. Già, diciamo noi, e allora perché fu cambiato il nome? E vero, alcuni dissero che il nuovo nome, somigliasse ad un nome di un medicinale, sta di fatto, che ora viene chiamato con il nome di PNALM, caro Pratesi! Nulla contro la Regione Lazio e la Regione Molise, con il Lazio siamo legati da antica data con scambi commerciali, che avvenivano attraverso i passi di: Monte Tranquillo, Forca d Acero, il Passo dell Orso con la Val di Canneto, il passo di Forca Resuni e il Passo dei Monaci, mentre con il Molise siamo cugini, eravamo fratelli fino all anno 1963, quando la Regione Molise si staccò dall Abruzzo. Le cronache di allora, riferiscono che quando venne presentato il nuovo logo alle Regioni Lazio e Molise, accompagnato da una comunicazione ufficiale da parte dell Ente, ormai ex PNA, la Regione Lazio stanziò una somma di un miliardo e duecento milioni di euro. Tutto bene, tutto in regola? Speriamo che la nuova denominazione abbia portato benessere al Parco Nazionale D Abruzzo, fatemelo chiamare così per questa volta, ma la legge istitutiva del 1923 e la legge quadro del 1991, cosa dicono in proposito? Non me ne volete, era solo un modo di ricordare gli undici anni del cambio dal nome del Parco Nazionale D Abruzzo. INCONTRO CON LA POESIA - EDIZIONE 2011 di Andrea Luise I l 25 Agosto 2011 si è svolto ad Opi, presso la Sala Polivalente, il secondo Incontro con la Poesia, sempre a cura di Andrea Luise. L evento ha avuto il Patrocinio della Società Dante Alighieri, del Comune e della Pro Loco di Opi. La celebre scrittrice Dacia Maraini ha generosamente accettato di presentare il Libro di Poesie di Andrea Luise Omaggio a Opi, con testi scritti in lingua italiana e con a fronte la traduzione in Abruzzese/Opiano curata da Andrea Di Marino. Dopo i saluti del Sindaco di Opi e del Rappresentante della Società Dante Alighieri, Dacia Maraini ha introdotto con grande cura il Libro, con valutazioni di contenuto e di tecniche stilistiche. Inoltre, sia la Maraini che il Rappresentante della Società Dante Alighieri hanno molto apprezzato la decisione di valorizzare, insieme con la lingua nazionale, il dialetto locale, con una operazione inusuale, ossia passando dall Italiano al dialetto locale. Quattro Interpreti, Amina Di Santo, Donato Sgammotta Roberta Costantino e Luca Paglia, si sono alternati nella lettura delle poesie nelle due lingue, con grandi e ripetuti apprezzamenti da parte del pubblico. La lettura delle poesie è stata intervallata o sottolineata da brani musicali della tradizione abruzzese, eseguiti da una orchestra amatoriale creata con l occasione, composta dagli amici Alberto d Orazio (chitarra), Edmondo Conte (fisarmonica) e Amelio Cetrone (mandolino). Ne è risultato un evento di grande successo culturale ed emotivo, con una numerosa e attenta partecipazione di Opiani e turisti. La serata si è conclusa degnamente con una degustazione di prodotti tipici, assicurata dal Sindaco di Opi. Con questa breve cronaca ringrazio di nuovo Dacia Maraini, gli Interpreti e i musicisti, i Patrocinanti dell evento. Pag. 12

13 - FONDI PER L AREA ARCHEOLOGICA DELLA CHIESA DI S. ELIA I l Comune ha ottenuto lo stanziamento di Euro per la realizzazione di un area archeologica alle pendici del Marsicano, dove qualche anno fa è stato rinvenuto il complesso della Chiesa di S.Elia, nota grazie ad alcuni documenti storici. Le intenzioni dell amministrazione sono quelle di realizzare un unico complesso, associando un area di visita dei resti archeologici ad un museo da realizzarsi in paese nei locali dell ex asilo. Compatibilmente con le disponibilità finanziarie questo progetto comincia a prendere forma, già lo scorso anno infatti furono realizzati dei nuovi infissi e serrande per i locali da adibire a museo, oggi con questi nuovi fondi passeremo a un livello ulteriore di realizzazione e sperando nel giro di qualche anno di riuscire a completare il disegno. NEVICATA STRAORDINARIA NELLA MARSICA Come tutti sanno, chi perché l ha vissuta in prima persona e chi è fuori per la risonanza mediatica che ha avuto il fenomeno, Opi è stato investito da una nevicata di proporzioni eccezionali che gli anziani hanno paragonato a quella del 56. Il Comune si è attivato immediatamente dichiarando lo Stato di calamità naturale e ha provveduto con mezzi privati a liberare il paese dall imponente coltre di neve, mantenendo libere le strade e cercando di limitare i disagi che certo non sono mancati. Gli amministratori sono stati presenti e al pari di tutta la popolazione con impegno continuo e costante si sono prodigati per far fronte all emergenza. Con l occasione si rivolge un ringraziamento sentito a tutti quei cittadini di Opi che volontariamente hanno prestato il loro aiuto e si sono messi a disposizione per liberare i vicoli e rendere accessibili le case delle persone anziane. Il paese nel suo insieme ha dato una grande prova di dignità, solidarietà, compostezza e di capacità di reazione. ALCUNI CONSIGLI PER RIDURRE LA BOLLETTA DELL ACQUA Senza rendercene conto ogni giorno sprechiamo una grande quantità di acqua che alla fine ha un costo non indifferente sulla nostra bolletta. Qualche piccolo consiglio può aiutarti a ridurre di oltre il 30% il consumo con evidenti risparmi: 1. Chiudi l acqua mentre ti insaponi sotto la doccia; 2. Preferisci la doccia al bagno; 3. Chiudi l acqua mentre ti lavi i denti; 4. Installa dei riduttori di flusso o rompi getto ai rubinetti; 5. Usa la lavatrice e la lavastoviglie sempre a pieno carico; 6. Ripara i rubinetti che perdono; 7. Installa le vaschette per il wc con doppio scarico; 8. Se il tuo impianto di scarico è vecchio, inserisci nella vaschetta una bottiglia piena d acqua per ridurre il volume da riempire ad ogni uso. BANDO DI SOSTEGNO PER IL SETTORE TURISTICO Sono aperti fino al 20 aprile i termini per la presentazione delle domande di partecipazione al bando Interventi di Sostegno Regionale alle Imprese Operanti nel Settore del Turismo. Le opportunità di finanziamento riguardano il potenziamento di realtà già esistenti o la creazione di nuove strutture. Il bando è stato diffuso dalla newsletter del Comune ed è stato organizzato anche un incontro pubblico per illustrarlo. Per maggiori informazioni scrivere a: Pag. 13

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15 L a IL BORGHETTO Alla data del 31 Marzo 2012 siamo 428 MATRIMONI Vincenzo Paglia e Valeria Gallucci si sono uniti in matrimonio l 11 Settembre a Roma Ai neo sposi vanno gli auguri della Redazione ANNIVERSARIO MATRIMONIO Teresa TATTI e Pasqualino BOCCIA hanno festeggiato 50 anni di matrimonio il 5 Febbraio 2012 LAUREA Cristina BOCCIA ha conseguito la laurea triennale in Biologia presso l Università degli studi dell Aquila il 15 Dicembre 2012 Luca PAGLIA ha conseguito la laurea magistrale in Lettere moderne presso l Università La Sapienza di Roma il 24 Gennaio 2012 Antonio DI SANTO ha conseguito la laurea specialistica in Management e Sviluppo Socioeconomico presso l Università degli Studi G.D Annunzio Chieti Pescara il 29 Marzo 2012 Chiunque voglia pubblicare le proprie foto a colori per le ricorrenze speciali nel Borghetto e sul sito deve farle pervenire in formato (jpg) con un piccolo contributo alla Pro Loco per la stampa del giornalino. NATI E nata Chiara figlia di Raffaella Conte e Fabrizio Piccinini il 15 Gennaio 2012 E nata Irene figlia di Francesca De Niro e Fabrizio Iacopini il 22 Gennaio 2012 Ai neo genitori vanno gli auguri della Redazione LUTTI Cesidio URSITTI è venuto a mancare a Foggia Settembre 2011 Davidina PAGLIA è venuta a mancare a Torino il 30 Dicembre 2011 Ezio URSITTI è venuto a mancare a Foggia il 1 Gennaio 2012 Giovannina DI VITO è venuta a mancare a Opi il 6 Gennaio 2012 Pasquale GRASSO è venuto a mancare a Lucera il 16 Febbraio 2012 Ciro CIMINI è venuto a mancare a Campobasso il 15 Marzo 2012 Donata DI SANTO è venuta a mancare ad Avezzano il 17 Marzo 2012 Alle famiglie le sentite condoglianze della Redazione La Redazione si riserva di non pubblicare o di rinviare la pubblicazione degli articoli e, comunque, non pubblicherà scritti anonimi. Verranno, inoltre, esclusi tutti gli articoli che recheranno offesa a persone o a religioni e tutti quelli che in qualche modo facciano propaganda politica. Gli autori degli articoli è lasciata tutta la responsabilità per le opinioni espresse. IMPORTANTE!! Tutti i soci ed i lettori sono invitati a scrivere al giornale, con proposte, idee e suggerimenti. Sarebbe opportuno inviare gli articoli per via telematica o su supporto informatico. Gli articoli per il prossimo numero dovranno pervenire entro il 10/06/2012 Redazione: Pro Loco Opi Via San Giovanni Opi (AQ) telefax 0863/ Orario 9.30/ /18.30 Direttore Responsabile: Carlo Di Rocco Capo Redattore: Maria Grazia Boccia Segr. di redazione: Fabiana Di Marino Redattori: Andrea Di Marino, Alberto Ricci, Giuseppe Leone, Ippolito Di Vito, Roberto Paolone, Paride Tatti, Roberto Rinaldi. Hanno collaborato a questo numero: Fabio Di Vito, Emidio Ricci, Nino G.Boccia, Vincenza Decina, Mario Cimini, Antonio Ursitti, Mario Ursitti, Elena Boccia, Il Direttivo Avis, Giuseppe Mario Ursitti, Andrea Di Marino Udine, Loredana Cimini, Andrea Di Marino, Andrea Luise, Comune di Opi Finito di stampare il 3 Aprile 2012 n. 90 COPIA GRATUITA PRODOTTA Pag. 15

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