ALBALONGA. Gli abitanti di quelle zone venivano chiamati Albanoí e Arbanitai.

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1 ALBALONGA ΙΠΣ ΡΙΨ:<<Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo» (Genesi 2,21-22) Molto tempo prima della nascita di Roma, il nome dell intera penisola italiana era Albalonga. Il toponimo Albalonga significava Longa Arbia cioè Longa Arabia. Fu coniato dagli scrittori Romani per riferirsi alla Lunga Arabia italiana. Lo stivale fu equiparato ad una Lunga Arabia, perché le popolazioni italiche che lo abitavano condividevano con le popolazioni arabe la stessa origine etnica e culturale, ma soprattutto perché era, all epoca, la proiezione dell Egitto Luminoso o Numinoso (Alba). Erano le stesse popolazioni che avevano colonizzato la Jugoslavia fino a Lubiana e, più ad oriente, l Ucraina fino a Mosca. Si trattava di una grande aggregazione di popolazioni definite arabe non tanto per la comune origine etnica quanto per il fatto dell arbën o arbër (Old Albanian), cioè dell ara ben (pen), dove veniva praticato il ben che arde (ben/ar, ben/al o ben/el). Gli arabi dei Balcani erano chiamati arbëreshë, arberesche o arabesche, cioè arabi dell Est. Arberesco significa originario dell albero genetico della Grande Arabia (arbor, arboris), per tale intendendosi il Nord Africa e il Medioriente, nonché discendente dell Arbor di Abramo 1. Nella lingua greca erano detti Ἀλβανοί, Albanesi 2, cacciatori di albi, cioè di bianchi, per il ben ben. Dal punto di vista etnico gli arberesche o albanesi non erano semplicemente arabi bensì una commistione, una macedonia, di rom, arabi, greci allo stesso modo degli arabi stanziati in Bessarabia (Besarabya). Il passaggio da albi in arbi si ha per rotacismo di l in r ed è un accorgimento linguistico che nasconde il concetto di arabo cacciatore dell albo, cioè del bianco (f-air). Molti secoli prima della nascita di Roma gli Arabi potevano essere identificati con i Brutii, abitanti del Brutium, cioè dell Italia meridionale. 1 Il termine latino arbor (albero) significa Rab Oro, ma possiede una molteplicità di significati crittati che rinviano alla tratta schiavistica dei bianchi verso l Africa e la Cina. Per individuarli occorre procedere dall endiadi arbor-albor. Tra i principali si ha harbor e harbour, sinonimo di albereto di Piramidi e Obelischi (vedi arbëreshë, arabe). Con l aggiunta della T iniziale si ha Tabor, cioè Mons Tabor e con l ulteriore aggiunta della M si ha Mons Tambor, uno dei nomi della Piramide e del suo Tamburo Drum, cioè τύμπανον δρόμος Nomi affini con TM erano Templum e Temblor, Timpanum, Tom, Tumulus 2 Nel II secolo a.c., Polibio nelle sue Storie menziona una tribù di nome Arbon nella zone centrali dell'odierna Albania. Gli abitanti di quelle zone venivano chiamati Albanoí e Arbanitai. 1

2 Brutii nella forma Abrutii significa a bey root, cioè genti discendenti dalla radice di Beyruth, mentre nella forma Aprutii (Aprutini) significa apri et capri del πῦρ. Un altro etnonimo equipollente è Pretutii, popolo delle predae, delle pretiae e del pretium dei Britanni. Come testimonia l espressione avverbiale latina ex abrupto, transitato significativamente nella lingua inglese nella forma abrupt, le popolazioni del Bey erano stigmatizzate, sotto il profilo etnoantropologico, con gli epiteti ira et rabia, allo stesso modo delle popolazioni stanziate in Iran, Iraq ed Arabia. Abrupto deriva dalla preposizione ex e dal participio passato del verbo rumpo, rumpis, rupsi, ruptum, rumpere, assimilabile etimologicamente al verbo rapio, rapis, rapii, raprtum, rapere, in inglese to rape. Gli arabi nella mitologia greca erano considerati Arpìe, gente immonda per essere stati al servizio dell Ara Pia o dell Arabia, cioè dell Egitto, sede del Faraone Rab, The Rapist. I Russi definiscono gli arabi rupìe, con ciò accomunandoli agli indù. Stesso significato crittato di Arabia avevano i toponimi Lucania, Locride (Luceride), Licia, Cilicia etc.. Essi testimoniavano la presenza di insediamenti di popolazioni nordiche tra le popolazioni aduse alle varie forme di olocausto. Allo stesso modo i toponimi creati sulla base del termine Gallo si riferivano alle popolazioni galliche ma erano nati dal termine gaol o equivalente al greco καλός cioè K ALO e K-ALI (ὠραῖος, εὐπρεπής). In Italia le varie sottoetnìe italiche portavano nomi che rivelavano le loro remote e comuni origini arabe: i Samnites o Sanniti erano Sunniti, i Sabini, Sabelli o Sabei erano Sabrei di Sabra, i Brutii o Marsi erano Beruti o Beriti. L Italia Albalonga 3 poteva essere considerata la Longa Manus dell Arabia sull Europa ed il suo Arbiter Absolutus. La penisola fu così chiamata perché doveva essere la Fucina 4 o il grembo della lunga gestazione per veder nascere nuovamente il Sole e l antico splendore della Piramidi d Oro. 3 Il toponimi dove compare il nome Alba indicano zone più o meno estese dove venivano sacrificati i bianchi. L Abruzzo interno morsicano era una zona Alba Fucens, come desumibile dal toponimo ad hoc coniato dai Romani, acerrimi nemici dei Marsi. Era una fucina dove si martellavano, cioè si martirizzavano, i prigionieri galli. L Abruzzo ed il vicino Lazio, in epoca pre-romana, erano zone Anio (Aniene), dove affluivano grandi quantitativi di agni destinati al macello. Anche la Toscana era una zona Anio o Arno (ἀρνός) e, più in generale, l intera Albalonga (Arabia o Albania Longa). Più in generale si può dire che le varie regioni europee dove si rinvengono toponimi che implicano il concetto di bianco e di luce erano zone dove sorgevano altari sacrificali (luci). 2

3 I Romani definirono il sistema della martirizzazione di matrice isiaca Theatrum Marcelli, cioè atrus et atrox mars macellum della θεά (TH A). Era l Ade dislocato in Europa e, per quanto riguarda l Italia, la regione abruzzese era Teate o Tsade, cioè l Ade per il lamb-aid (lambda), schiavo del TH Ramnis (sp. amo dal verbo latino amo, amas, amavi, amatum, amare e dal greco ἀμνός). L Abruzzo era Interamnia cioè inter amnes ἀμνῶν provenienti da Alba con un importante ara per i sacrifici ubicata sull Altopiano delle Rocche (Aquila). I Romani, fieri nemici degli africani, degli arabi e dei mercanti ebrei, fecero dell Abruzzo, dopo la conquista della Giudea e delle Numidia africana, una delle zone di concentramento degli amnigeni e degli amnici (amici), cioè delle popolazioni che si erano riconosciute nel οταμός egizio. Nella lingua osco-umbro-sabina ὁ ἀμνός era la habina o sabina, cioè la vittima destinata allo stupro e quindi allo shave bean. Il bean, cioè il ῥήν, sottoposto allo shave era, al tempo stesso, il pene della vittima con i relativi ῥημός, cioè con le due gonadi, sui quali si infieriva con il pen o punta (presso gli antichi Egizi il ben era la πέντε αλφα o punta elettrica passover che causava il κηρός pasquale). I Romani crittografarono le gònadi in ova (voce transitata nello spagnolo oveja) e il penis in panis o cibus (transitato nello spagnolo chivo e nel traslato italiano schifo). La Festa Punica o Poenorum era coram populo ed era da panico (πάμπαν, παντάπασι, σύμπασι, senso pànico o panpsichismo). Lo shave era la σχίσις (σχίζω, σχίζα e σχάζω), per lo sclavus, così definito per la clavis (κλείς) dello X ἰός (clavus). X ἰός S M IO ten o zen SATOR Il 4 del quadrato è τέσσαρες MAM-YO Chain di Kaino Cadena di Caina/Caino Rueda del Gallo Pavo per Galo e Galina (Galli o Polloi) Il MasXios (masculus) era la maison o mansio per il mansus, cioè per il man-sus o mansus, il recinto sacro con l altare (οἰκία) dove il macellarius (lanio o lanius) eseguiva il καινειν sul καινός ayn in chain e in chin, cioè inchinato. Mansus è: - il participio passato del verbo mando, mandis, mandi, mansum, mandĕre. - il participio passato del verbo mănĕo, mănes, mansi, mansum, mănēre. Il boia dopo aver seviziato l ano (Ίλιον) della vittima, con il filetto della lama tagliava il THP (τρεῖς o τρία) della Τροία incatenata o legata, tetragona nel τετρακτύς (τέσσαρες o τέτταρες, ἀκτή e ἀκτίς), poi il gozzo, bevendone il sangue (sp. gozo), poi gli arti e l addome (exta), poi il craneus (σχίζειν del φρήν): era la potatura. Sulle vittime di sesso femminile il pene veniva praticato sulla vagina e sulle ovaie (ωα, ova). Appena il carnefice o aguzzino aveva eseguito l eviratio e mostrava alla platea i genitali della vittima, ostensio, si alzava l ovatio, il plausus o la clamatio. In Egitto l esecuzione era invece praticata con la corrente elettromagnetica e per questo era una tetra-agonìa, teta o zeta agonìa (vedi verbo τρέω). L Egitto era: - la Tessaglia, l area della tessitura; - la Tela di Aracne (ἀράχνη), cioè l Ara HXN. - latela di Penelope (Πηνελόπεια) o del Peloponneso (Πελοπόννησος), cioè di Pelope (Πέλοψ), dove rimanevano irretiti i pesci (Ke)opes: erano gli schiavi K-Oropes o K-Europes (Orops). Lo schiavo bianco era chiamato in greco ὄψ, ὀπός (plurale ὄπες), in latino ops, opis (plurale opes), termine da cui derivò piscis, piscis (plurale pisces): da ὄψ è derivato il latino lupus (sp. lobo), pseudonimo del Lu Purk del lubere e labere. Nella crittografia anglosassone il nome Ίλιον ed il suo sinonimo Τροία significano: - <<I lyon, You lie (Julus, Jutland)>> - <<Yo leòn, Tu roja (Troia, Troade, Troia in Ade)>> Lo spagnolo Julio corrisponde al latino Iulus, nome che nella crittografia romana significava I(talicus) (n)ullus, analogamente all altro nome Tullus, che significava tollo hostiles, cioè i popoli dei sacrifici dell Ostia bianca. 3

4 Come noto, erano presenti anche genti Greche, genti Sardo-Turche (Sardu/Urdu/Turcu) e genti Siro-Fenicie. I Messapici o Iapigi stanziati nelle Puglie erano di origine picena o peucetia, così come i Piceni stanziatisi in Abruzzo e nelle Marche con propaggini settentrionali fino a Piacenza. Erano considerati popolo del Messia, in quanto in tempi remoti, durante l Impero Egizio, erano stati missi dominici, inviati del Signore, per la raccolta della Massa Cerealis (La Messe, The Mess o The Mass). Un altro nome dell Italia era Vitelia 5, cioè Terra delle Vittime di Elio e Terra della Vittoria di Elio 6. Tuttavia Vitelia era non solo l Italia ma l intera Europa, somigliante per la sua forma geografica ad una donna reclinata in avanti, in procinto di essere concupita dal Toro anatolico-africano. L Europa era la Vitula (Vitella) e la Turchia con il fallo gigante africano sottostante il Taurus (Toro), come può essere desunto dal mito di Pasifae e Minotauro. Per gli ebrei europei il Toro turco era sinonimo non di semplice monta bensì della terrificante Tora, Mukka o Makka. I Romani, al pari dei Greci, non appartenevano alle etnie italiche e, contrariamente a quanto si potrebbe supporre in base al loro nome, non erano nemmeno discendenti dei Medi Romani, popolazione indiana che dall Industan, l antica Romania, per sfuggire alla dominazione cinese, da loro subita durante il periodo delle Piramidi d Oro (Xian), era emigrata in India Media, coincidente con i territori di Iraq, Siria, Asia Minore e, più a nord, con la Romania. Il nome Medio è una derivazione di Metis, sinonimo di Medinas, uno dei nomi della Piramide Energetica. 4 Il Lago del Fucino e la regione del Fucino presero il nome da Fucina, l officina di Vulcano o Efesto (Ἥφαιστος). Vulcano, il Dio della Luce e del Fuoco, era il Signore di Ἡλίου πόλις o Αιγυπτος, dove si svolse per millenni la E- Festa Puerorum Solarium o Ε-ορτή παιδῶν (τό ὈΡΩ ζῷον). Ἥφαιστος o Ἇφαιστος era Ο παῖς di Vulcanus, Volcanus o Volkanus. Παῖς significava Πατήρ Ἶσις: gli inglesi ne trassero i verbi to pay e to ray (in base alla regola crittografica Pi Ro), mentre vulcanus in vv canis. Un altro nome abruzzese dell Egitto era Corfinium, anagramma di: - Cor Fucinum, cioè Cuore della Fucina; - Fines Cordis, cioè Confini del Cuore o Africa Borders. Il Cuore, ἡ Kαρδία è l Africa, chiamata anche Xώρα. Efesto in greco Ἥφαιστος era il Dio della Luce φῶς, φωτός e del Fasto. Il Fasto delle Feste era simboleggiato nell arte dai Festoni. 5 Il vocabolo spagnolo per vitella, ternera, deriva da Terranera, nome italianizzato di Egitto T[er]re, Terno, Eterno, dove la ternera terna subiva il Talio (il J taglio). Nella crittografia anglosassone I significa Ilio o Elio ed HI era il saluto estremo verso H liopol I, come pure HEI o HEY. L avverbio HERE significava dall Eire o Aire (ἀήρ) verso la Terra di Era/Eros (THR o TH ρ). 6 Dalla radice VIT deriva anche l etnonimo INUIT, remota testimonianza di Elio Invitto fino alla Finlandia. Nelle regioni nordiche la radice VIT/VITH/VIZ era associata al concetto della malvagità, come desumibile dai vocaboli wit, witch, wick. 4

5 La Piramide era così chiamata perché era la ME-Dinamo, cioè la Dinamo Elettro-Magnetica necessaria al Mη o Mα, cioè fondamentale per la praticare la Mecca o Makka 7, cioè l esecuzione meccanica. I Medi, quindi, potrebbero essere definiti, con una circonlocuzione, popolo del Me Dinamo India o Me Dinamo Induo. Dato che il toponimo India significava In Duo, cioè In (nel territorio Chin o Kin), Duas Piramides, è plausibile ritenere che i Medi erano stati vittime della Mecca o Macca gestita dai meccanici cinesi. I Medi furono chiamati anche Curdi per il fatto che provenivano dalla terra a forma di piccolo Cuore, vale a dire l India, ed erano stati sottomessi dagli Urdu cinesi, impadronitisi del Curdu o Cor indiano. I Cinesi furono per un periodo gli Urali degli Indiani in Industan, cioè i loro pecurali ed ultori 8, ma lo furono anche delle popolazioni Urdu, in quanto sia gli uni che gli altri erano appartenuti a Ur Due o Induo, vale a dire alle Piramidi Cinesi (Chin o Kin Duo). Gli Indiani erano un popolo di incineratori (la pira indiana), probabilmente perché, dopo essersi affrancati, erano ancora memori del periodo in cui erano stati vittime della Zombizzazione Cinese 9. I Palestinesi, invece, era un popolo italiano, che aveva fondato alcuni insediamenti nella penisola: Napoli era stata Nablus palestinese prima di divenire la Nea-Polis greca. Erano detti anche prenestini o palestrini in quanto braccavano come cani (cananei) gli ebrei. Erano convinti che gli ebrei dovessero tornare al Nestos, cioè al loro Nido. Praeneste significava in italico <<pra-ite nesto>>, cioè tornatevene al Nido. Quindi prae-nestos significava tornare alla situazione prae-nestos ossia al periodo in cui gli ebrei erano nel Nido delle Aquile (ingl. Nest, lat. Onus, da cui Munus ed Honos). Il Nestos e la Paleos Trina sono le antiche Piramidi Egizie dove rimasero schiavi per millenni gli ebrei. 7 Dalla congiunzione greca μὴ è derivato necare, ma prima ancora νικάω, l inglese need (μὴ Dio), neck (μὴ κάρα), care (abbreviazione di μὴ κάρα o né care), cioè decapitazione od evirazione. 8 In dialetto italico il pecurale è il pastore padrone del peculium, cioè del gregge di pecore: pecorum grex (pecus, pecoris). Ma nel linguaggio biblico il pastore o pecoraio è il padrone del grex hebraeus (peculium), del quale dispone per i sacrifici cruenti. La parola latina pecus era sinonimo di οἶνος (oinos), sangue, di specus (speculus), spacu (spago per l incaprettamento) e pacu (spago o corda per l incaprettamento e lo spacco) ed era altresì un crittogramma che significava pesus (in spagnolo pes, peso), cioè riduzione a colla di pesce (jellyfish) e reificazione: in codice PHS. 9 I Cinesi erano così chiamati dai popoli a loro assoggettati perché si comportavano come cani, κυνόι, alla stessa maniera degli Egizi, perché erano in possesso dell energia cinetica o cinesi, perché praticavano le arti magiche capaci di far risorgere i defunti (vedi Bardo Todol e Nirvana nella religione buddista). Il fenomeno è definito modernamente zombismo. La parola zombie si rinviene nei nomi geografici africani Zambia, Zimbabwe, Gambia e Gabon. La gamba o zampa è l allegorìa fallica del defunto che si solleva, cioè cambia stato, passando dalla morte apparente alla vita, cioè alla postura eretta. 5

6 Palestina, come deducibile dall attuale toponimo di Preneste, cioè Palestrina, significava anche piccola palestra o piccolo gymnasium, cioè zona ristretta per l addestramento militare romano. Ma il gymnasium era originariamente il luogo dove ci si esercitava alla [G]umma, era cioè la città di Goma o Gomorra coincidente con l antico Egitto 10. In altre parole era l Ara o Area della Guma (Gumara). In epoca egizia avere in mente il concetto di gymnasio o quello di liceo era la stessa cosa 11. Nel liceo la comunità appartenente a Ru[m]ma, cioè a ROME egizia, era vittima della UMMA. La umma consisteva nell uccisione mediante i raggi gumma, cioè gamma, o mediante la RU[M]MA cioè la reuma (corrente elettrica). 10 Guma e goma, in italiano gomma, significava soprattutto cuma o coma, nonché cima e culmen (columen e columna). Presso i nordici era cimru o cimbru, dulmen o dolmen al posto di culmen (columna): i menhir erano i men neri o negri cioè gli homines nigri cui piaceva fare il N-eros (l amore rosso e nero cioè la carbonizzazione). 11 Liceo deriva dal verbo liceo, lices, licui, licitum licere, verbo che ha lo stesso etimo dei termini latini lac, lactis (spagnolo leche), lux, lucis e del verbo latino lucere. Tutti derivano dalla radice leu- o lu- e reu, ru, da cui reo. Nella lingua latina liceo ha ormai assunto il significato passato poi nella lingua italiana, vale a dire è lecito, è consentito. Tuttavia in alcuni contesti crittografici licet viene ancora usato in riferimento al lac/licitum. In un senatusconsultus neroniano si trovano le frasi <<non licet esse Christianos>> e <<collegium illicitum>>. Il loro significato crittato, al di là del significato manifesto delle norme, è che i Cristiani sono a favore della licitazione o saponificazione, cioè dell esecuzione in-licitum. La procedura del licitum può essere definita anche procedura della luteizzazione: i barili ermetici erano riempiti con un liquido detto nitron, contenente cloro, collegati alla corrente elettrica e portati ad una temperatura non letale. La vittima si consumava per lungo tempo nel contenitore ermetico, successivamente si aumentava il voltaggio della corrente elettrica fino a bruciare la vittima, il cui corpo si liquefaceva nella sostanza divenuta acida per effetto dell elettricità. Il liquame prodotto era chiamato limo, tabe o anche luteum (gli elementi etimologici sono sal, saltus, salt (ingl.) - cloro, clarus, calor salir (sp.), luteum, lutum, lutulentus, solveo, solutus, yellowish, jewish, glutin, jelly). Ad ogni tornata di luteizzazione seguiva il luctus, che non era un lutto funebre, bensì una vera e propria festa, il Lusso o il Luxor, che i Romani commemoravano nei Lustralia I I I: essa consisteva cioè nella fertilizzazione delle terre egizie con il luteum, chiamato anche funus o fenus (da limo sono nata le parole latine limes, -itis e limen, liminis, terra limitanea del Nilo). Terminata la macerazione, i barili ermetici venivano aperti e si procedeva alle esequie. Le esequie erano l ex-equum o ex-quba (cuba), cioè l estubazione delle reliquie e la loro aspersione sui campi. Il fumus/sumo/humo/humor, cioè il prodotto del fumo, cosparso avrebbe prodotto i futuri frutti (fenus, fenora). In un passo delle Epistulae (I, 17, 36) di Orazio si legge: <<Non licet omnibus adire Corinthum>>, in un altro si legge <<Non cuiuis homini contingit adire Corinthum>>, frase diventata un aforisma. La decifrazione della prima è non licet (inlicet cioè in-licitum) omnibus (omnes-boves) adire (A-Dira/Hades) Corinthum (Cori/Kora In dù). La decifrazione della seconda è incivilis homo contigit oppure civis homo non contigit adire χώρα o χώρα Indù. 6

7 Il sinonimo di ginnasio, palestra, deriva dal fatto che le vittime diventavano pale, cioè pallide, per effetto delle radiazioni e della somministrazione di corrente elettrica a basso voltaggio nei barili ermetici, dove venivano fatte macerare ed infine liquefare. Era la cosiddetta Tabe o Tebe o la cosiddetta Lue, parola derivante dal verbo greco λύω 12. La parola umma era non solo un abbreviazione di Ruma o Rymam (Rumam), ma anche di Suma, Sumna (Sunna) e Sumer. Da Rymam, cioè da Rimam, nacque il titolo ieratico islamico Imam 13, una delle figure di spicco o, forse, la più importante, della persecuzione degli Aryman. Aryman era l uomo destinato all ara o altare sacrificale, e nel momento in cui veniva evirato e trasformato in eunuco/donna diventava ary-mam, cioè Mamma degli Afro-Egizi (mama, mumie, moma). Il linceo, oltre ad essere il luogo del liqueo, era altresì il luogo del linciaggio di Umma. In questo luogo del deliquio delinque o derelinque chi riesce a sottrarsi alla Umma. Il Re dell Energia Gamma (Gumma) era il Ra IS, cioè il Re dei Rays di Iside. La Piramide è σος e Iside è lo stesso Faraone 14. Egli, il Faraone, è semplicemente o G, cioè God. Il termine Raʾīs, scritto anche Raïs, Rais, Raìs, Raiss, Raìss o Reis, si ritrova nella lingua araba moderna. Rais deriva dal greco ῥίζα, cioè radice o rizoma. In realtà il termine greco è un crittogramma che si decifra come si spiega di seguito. Considerando la lettera ῥ come una P maiuscola si ha: PIZA trasponendo al greco PIZA si ha A prendendo la lettera (pi) come una sillaba composta da si ha e se si aggiunge la N si ha 12 I sacerdoti addetti ai culti misterici erano in grado di resuscitare alcune vittime sottoposte al trattamento leukos o ànemos ma decedute prima del successivo stadio limo. Per il loro pallore, ma anche perché zombies parlanti, venivano dette Palladi di Athen o di Athon (vedi Pallante Evandro). 13 I MAM significa man evirato cioè senza I e quindi mamma, oppure I5 Y equivalente a IS(ide). 14 I Campani la chiamavano Cuma, gli antichi spagnoli Cumbre, gli antichi sassoni Teuton, gli antichi abruzzesi Columen Ele (Columella o Colonnella). I 7

8 GIZAN che letta al contrario dà NAZI G, dove la lettera G è l iniziale di Geese o Goat o Gath o Goto (Goto significa G 8 cioè pastora, legamento, per Goat). prendendo poi le lettere di A come III si ha III ZA sigla che contiene in sé gli elementi del Tempio-Piramide o del Tempio Greco (Grex): - la cremagliera o ghiera III della ruota energetica - l at-trezzo peot, cioè il generatore di energia 15 r III Il capo della PIZA ( ) era la Sibilla PIZIA o Sibilla di APOLLO 16, cioè il Faraone gestore dell A-POLO o A-polarizzatore (Ἄπλουν), un congegno tecnologico stupefacente che consentiva agli antichi Egizi di avere a disposizione un Calamity Tool o Machine di portata planetaria (Cam e Camiti). 15 Attrezzo deriva da A Tre ZA o A Tre SA, sigla che significa - treccia. La lettera alfa è detta anche gambero (gamba-rossa, cry-fish, pray-won, cane-cero) o scorpione (alacran, escorpion, σκορπίος, s-corpse, s-corpus), da cui sgorbio, scarabocchio. Atrez si può scrivere come TRE Z ed è la Piramide che produce energia AZA o ASA. Ma l attrezzo era anche lo spiedo, stiletto o fioretto per trafiggere sadicamente le vittime prigioniere: esse sono PHS (res) o PES (pisces). L etimo di attrezzo si può far risalire all avverbio spagnolo atras, derivante dal latino ad trans, il cui significato originario risiede nell idea di movimento da dietro in avanti, di trans-passare. Trans deriva da inter/intra più εἰς, cioè ἐντός O εἰς, dentro fuori, in tres es tres, in-traho es-traho. Dalla preposizione trans derivano i verbi: - traho (trans ago), tiro o porto oltre - transfigo (trans figo), trafiggo - to trespass (trans passo), trapasso - attraggo (ad traho cioè ad trans ago), tiro dietro, verso di me ed oltre di me - tractare (trans acto o trans ago), transigo o vado oltre. L attrezzo PEOT nell antico Egitto è la QUBA elettrificata, cioè l OTRE dove viene calato il PES. Il PES è il pessimo pesce, cioè l ebreo del quale gli Egizi sono ebbri. L O-TRE è la O ripetuta tre volte, cioè la stesso cilindro QUBA, il tunnel sotterraneo e la simbolizzazione elementare dell onda elettromagnetica 16 Apollo Pythio come Signore di Delphi e dei suoi Adelfi era un Dio oracolare, profetico e giudice circa l Oracolo Delfino. La sua vittima preferita era la Πυθία, cioè la ἀήρ καὶ ἔαρ resa Ptah (putius et putia, puto y puta). Il Faraone Cinese, ὁ κύων, prediligeva la medesima vittima bianca, chiamata Putra o Budda. 8

9 La PIZA era propriamente la Ruota Energetica con la sua Radice (ῥίζα) ovvero il suo Albero- Pignone nella Piramide Le Piramide era verosimilmente un Quadripolo Tesla (τεσσαρες o τετταρες), che i Romani chiamavano Janus Bifrons o Janus Quadrifons. Nel Nuovo Testamento l insieme Piramidi e rete di obelischi è definito Vigna del Signore, il Faraone è paragonato ad un Vignaiolo, non solo perché l attivazione della Vigna e dei Filari di Vite (Filadelfia) poteva produrre vino, cioè sangue, ma anche perché il suo funzionamento era spiegato dall allegoria degli acini dei grappoli d uva. Gli acini del grappolo erano gli ioni (ionizzatore). 9

10 Y r s semen acini o pietre σπόρος πτύω PTA Pater o Petra PTR sex FIGA IMAM o IMAN vertex teta con amen teta con Imen teta con Omen turbo vortex S πῦρ spira volatus voluta O O O O O O O O Q F I pipe seed stone PIP PIP RIY d D Delta funzione d'onda fertile con barriga Z Zed Zen penta rei 5 tettares 4 treis 3 G duo 2 F eis, mia, en 1 I Gamma En. La Teta o Tit era in grado di provocare movimenti tettonici e di generare fasci di energia Lampo (lambda). Nell Odissea di Omero il mostro di potenza è paragonato ad un gigante con un solo occhio ed è chiamato Polifemo (Πολύφαμος Κύκλωψ o Θεοκριτου Κυκλωψ). 10

11 Il gigante scagliava enormi massi provocando maremoti e terremoti: il suo nome era Polifemo, in primo luogo perché poteva parlare in tutte le direzioni, in secondo luogo perché in Egitto erano presenti (Na)Babbi o (Na)Batei di tutte le nazionalità, parlanti lingue disparate (cinesi, maya, urdu etc.). Un altro nome del gigante era Torre di Babele, nome dovuto al fatto che vi giungevano enormi masse di schiavi babies ed al fatto che era capace di scagliare pietre, in realtà disruptive waves, fino alla Gran Bretagna o Ele (Ele è l energia lambda ). L Egitto era una Babilonia e molti erano i verbum, i λόγος e las palabras, cioè le parabole di terra, enormi dischi o piatti sul suolo capaci di produrre l energia divina E O 17. Una rappresentazione plastica ancora esistente della pizza è la Mole di Adriano o Castel Sant Angelo in Roma e, prima di essa, era stato il Mausoleo di Augusto. La parola pizza in italiano contiene in sé il significato di forma geometrica piana e rotonda o piana e rettangolare, così come le parole spiazzo e piazza, che rimandano ad un idea di superficie piana ed aperta. Derivano dalle radici pas- e paz-, da cui i vocaboli inglesi path e pattern e quelli italiani sprazzo, spazzo, spacco, spatola, patente, patta, paterno. Pater in particolare significa che passa, path, la mat-eria: pa.+ ma. mara o maria, rama o ramo. In codice la Piramide tecnologica era la PIZA (ῥίζα o al qizah o Λάρισα) o anche: LA PIZ LA PIX LA PAX LA PAZ Capitale della Bolivia RAPAX RAPAZ Da A- (Piza-Giza) attraverso una serie di passaggi crittografici si ottiene RIAD Capitale della Arabia Saudita RIZA 17 Erano piatti o dischi energetici di varie dimensioni, dalla più piccola alla più grande. Erano platones et edones, τάλατα καὶ ηδονές. Per usare i nomi dei filosofi greci idealisti la parabola di terra poteva essere Plato, Πλάτων oppure Plotino, Πλωτίνος. Lo scultore greco Mirone lo allegorizzò nella figura del Discobolo: l Atleta di Atlante sta per lanciare un disco capace di colpire ad enorme distanza (pseudonimo Talete, Θάλητος=τάλατα καὶ ηδονές). Lo pseudonimo Mirone lascia presumere che l energia sparata dal disco nella scultura il disco stesso colpirà in maniera precisa, seguendo la mira balistica mirone - presa sulla base di calcoli geodetici. I nomi dei due famosi filosofi greci, teorizzatori del principio delle emanazioni (Enneadi) e degli eoni (ioni), rimandano anche all impiego del plutonio presso gli Egizi chimici o alchemici. 11

12 PIZA (greco da leggersi RIZA come rizoma) PIAZ RYAD (la y al posto della iota, può leggersi anche alla francese RUAD) ma anche DARYS (da leggersi DARIUS) Come appena detto PIZZA è sinonimo di PIAZZA PLANITIES, PIANETA o PIANEZA (è il Pianeta su carta geografica piana) PIANO PLACE PALACE PALATIUM PA-LATUS RA-LATUS ALATUS Il Ra-Alatus è il dardo-freccia 18 o flecha, è il flash (laser) che frigge la flesh Il Palatium o P-alatum o P-Ala-Aton è GIZA o, meglio, Giza è il Lucus Palatii o Lucis Palatium. Da P-alatum, omettendo la lettera a tra la lettera pi e la lettera elle, si ricava: PALATO πλάτος PLATINO πλάτων PLOTINO è il palazzo dove si viene fatti a pezzi e divorati i piatti (platos) erano i dischi energetici delle Piramidi (latino lanx, lancis) era l oro usato per la copertura delle Piramidi il nome del filosofo Greco che allude ad Atlantide il nome del filosofo Greco seguace del primo che parla di ioni ed eoni 18 Freccia deriva dal latino frango (fractus, fractio). Il raggio freccia in latino è iaculum, sagitta, telum. Oltre ad essere il raggio che brucia il iaculum è la lama con cui si recide la giugulare durante la giaculatoria ed il telum è la veste bianca di lino del carnefice. La sagitta è la saetta ed è lo stesso E-gitto Solare (E o H), che gitta saette (tuoni e fulmini, truenos e relampagos, thunder e lightenings): S(olaris) Aegyptus o ( λoς) Αἴγυπτος. In greco è il raggio-freccia è βέλος cioè Beam di Elios e solare è ἡλιώτης, da cui Niloti. Il era la fonte dell o del mare di onde o di salt Era al tempo stesso Il Sole e La Sala: i Salii dell antica Roma erano i sacerdoti epigoni dei sacerdoti Eliopolitani e delle Sale o Camere della Morte. In latino La Fonte era detta Tullius (fonte, acqua zampillante) e in indoeuropeo Tuelos. Da tuelos deriva tuorlo, metafora del Sole, paragonato al tuorlo di un uovo che emana luce bianca, la chiara dell uovo. 12

13 Il P Alato ALATO o Pa Latium dinosauro dinamo S aurum D LI LUO εἰς πίνω espina espio IVI LIO VTVT VIT Q P8 PEOT VIII I I I EQUBA κρέας, -ατος, τὸ KS ρέα BEA BEAN REAN RENE BEAM REHEN ARENA 13

14 HORATII e CURATII Gli Oratii erano nemici dei Curiatii, i primi erano Dorii o, per essere più precisi, reduci della devoratio (oratio e devotio a Ra), i secondi erano Latini. I Curiatii o Quirites erano uno dei popoli della cura. I Dorii erano stati i curati, i Latini, insieme ad altri popoli, erano stati i loro curatores per Troia d Egitto. La capitale del popolo Latino era Cori, toponimo che significa Cuore, derivante dal latino Cor (cordis) e dal greco Kαρδία, nome dell Africa durante il millenario Impero egizio. Gli inglesi lo chiamavano The Heart o The Earth, gli italiani Teate o Teram (TH ARTH, THATHR), i latini Reate (TH ἔαρ o TH AREA), i musulmani Teran o Tyran (TH RA n E). Dopo il crollo dell Impero solare Orazi, Curiazi, Latini, gli altri popoli italici, i criptoebrei ed i cristiani, diffusi anche al di fuori della penisola italiana, rimasero per secoli in competizione per la questione della sua rifondazione. Nel dipinto Il giuramento degli Orazi del pittore Jacques-Louis David, realizzato nel 1784 e conservato al Musée du Louvre di Parigi, il concetto è espresso nei tre militari romani che prestano giuramento di fronte al Centurione, formando con le loro braccia tese e le spade una Piramide. 14

15 La sagoma della Piramide egizia è delineata dalle braccia tese dei tre militari, dalle braccia del centurione e dalle spade, mentre le sue pietre dal muro a sinistra del dipinto. I tre commilitoni o camerati del Fascio Romano corrispondono alle tre donne a destra del dipinto. Quello al centro è di etnia nordica, così come la donna che gli sta di fronte, anche se non è di pura razza ariana. Quello in fondo è di etnia araba e corrisponde alla donna inclinata sul bambino, vestita secondo la foggia musulmana. Quello in primo piano è italiano e si specchia nella donna italiana. Il centurione è greco, ma non nel solo senso di ellenico, bensì anche nel senso di pastore del Grex. Tutti i personaggi del quadro sono disposti su di una carta geografica invisibile che rappresenta l Europa, dalla Spagna, alla Gran Bretagna, ai Balcani, con l Africa e le Piramidi sottostanti. Essi rappresentano le conquiste successive dell Europa e della Gran Bretagna a partire dall età delle Piramidi egizie. Il bambino con i capelli biondi che, nella carta geografica crittata, va immaginato sopra i capitelli delle due colonne retrostanti, rappresenta l Eire o Aria dispersa nel Globo (G.B.o J.B.) e la donna con la tunica nera le popolazioni musulmane che, dopo aver conquistato l Isola, l avevano precipitata nel tunnel egizio. Tra i musulmani conquistatori vi erano anche gli italiani, come lascia intendere la spada romana tra le due sciabole arabe, che, oltre a rappresentare Roma, rappresenta anche l Italia pre-romana. Il bambino con i capelli biondi è al tempo stesso la donna con i capelli biondi e il militare con l elmo dorato: rappresenta non solo la Gran Bretagna ma più in generale le popolazioni galliche. Egli, divenuto militare, forma un fascio con gli altri Orazi ed insieme giurano di capovolgere l Italia, come può dedursi dal suo sguardo rivolto verso la mano del centurione, che slancia verso la colonna a forma di Italia capovolta. La mano del centurione dice che l Italia in quel momento è Cinque o Penta-alfa, cioè è nelle mani dei Phrentani di Alif (Frentani, Piceni, Aprutii, Apuli etc.). Per Orazi devono intendersi non solo i Dorii veri e propri ma anche quelli che, pur avendo origini doriche, avevano perso le loro caratteristiche razziali. Costoro erano criptoebrei, da non confondersi con i criptoebrei israeliani, appartenenti o alla razza romena o alla razza araba. I primi erano i discendenti degli ebreizzati o vampirizzati, i secondi erano stati loro mercanti. Il traffico degli Orazi verso le Piramidi è descritto nella carta geografica crittata. 15

16 Eire G B Ger Pom Glo Bo Le tre donne a destra coincidono con l Illiria, mentre il Centurione coincide con l Italia. I tre militari coincidono con la Spagna e il punto dove le loro mani tese quasi toccano le mani del Centurione è il Golfo di Biscaglia o Guascogna (le tre mani distese, le tre lame, le sei gambe dei militari, le tre gambe del Centurione rappresentano le Piramidi egizie). La zona è messa in evidenza dal pittore perché l endiadi biscaglia e guascogna significa che il serpente basco(ne) si avvinghia con forza (vis o viz) alla caina (cayna) e la vasca a Bisceglie cioè al Serpente o al Pesce Scaglie del Nilo. Il Centurione con la mano aperta indica verso la Gran Bretagna, che da quella posizione deve essere immaginata nella mattonella bianca di destra, dove era Giza. Le cinque dita della mano aperta stanno a significare che la civiltà delle Piramidi governava i cinque continenti Potrebbero voler dire anche che a parte le Piramidi bosniache, alle spalle del Centurione-Italia, in direzione delle mani tese dei militari potrebbero esservi altre Piramidi, dello stesso periodo, appartenenti al Pentalfa Sirio cioè in definitiva al Serpente (5= S). Un ulteriore indizio in tal senso è la mezza piramide che si intravvede sul capitello della colonna a destra. Bisogna immaginare di far cadere l intersezione su Chioggia (VE) e proseguire lungo la direttrice di Gorizia. Che il punto di incrocio sia Chioggia è suggerito dall etimo del toponimo della città veneta, chioccia, corrispondente nel dipinto alla donna araba curvata a mò di chioccia sul pulcino biondo. 16

17 Le mattonelle bianche simboleggiano gli schiavi bianchi mentre il marrone del pavimento a spina di pesce simboleggia gli africani ed i meticci 20 : la mattonella è una metafora della piastra o piastrella, impiastro o pasticcio di carne, e del mattone, grande mattanza 21. I sandali dei militari rappresentano le navi veloci che collegavano Gibilterra a Tangeri, a Tunisi, a Tripoli e ad Alessandria, ma i sandali del Centurione rappresentano al tempo stesso la Sicilia e il Salento, mentre il piede caprino della donna bionda rappresenta la Grecia e il raccapriccio per le esecuzioni egizie. La lancia dice che si trattava di navi veloci (lanchas), ma a parte ciò, dice che a Giza si usava l energia elettromagnetica e lo stiletto elettrico. Il bambino, che rappresenta l Eire, Aire, Aria o l Europa bianca, è nelle mani della donna araba e vede sé stesso con la testa calva, disteso e cadavere sulla Tavola del Cuore Questa è la tavola Surf/Serf (Sufi) cioè la tavola della Serpe a sonagli per navigare il Servo del Globo. Nella cartina geografica nascosta è il ponte di Istanbul sui Dardanelli con il bambino-globo che discende verso l Anatolia, ma trasponendo il piccolo cuore sul grande cuore il bambino-globo, ora tra le mani del Centurione, potrà scivolare non solo a destra ma anche sinistra, verso Tangeri. Le mattonelle bianche agli angoli della rete rappresentano altrettante Zone Piramidi, a partire dalla più nota, quella di Gaza, da immaginarsi sulla mattonella in basso a destra. La mattonella in basso a sinistra rappresenta le Piramidi d oltreoceano, precisamente le Piramidi di Cuba, recentemente scoperte sul fondale marino nordovest dell isola, mentre la mattonella più in alto rappresenta un complesso piramidale da localizzarsi, probabilmente, negli Stati Uniti 22. La quarta mattonella angolare coperta dalla donna nera rappresenta le Piramidi di Visoko. 20 La spina di pesce o spiga di grano è il simbolo dell onda elettromagnetica sui bianchi ariani. Essa è rappresentata anche dalla mano della donna araba o arbereshe o albana, che, osservando bene, risulta essere la tela di un ragno, cioè il famigerato lo spider o spiedo elettrico. 21 Matanzas mattanza - è il nome di una città di Cuba, nome che, come visto altrove, equivale ad Egitto o, per meglio dire, ad Incubo Egizio. La cuba è la kaba o casba araba, è la baku azera (bakery), è la cob o il job dello schiavo bianco ariano, è la tuba, barrel o tonnel elettromagnetica dove quello veniva inserito per essere ucciso lentamente. Egli era la cyba o chiva (cría hembra de la cabra, abaka) da sacrificare per un sentimento di assoluta superiorità razziale africana. Era Santiago de Cuba, il santo bianco da condurre in cuba e uccidere con l ago, cioè con lo spillone o stiletto, elettrico o meno che esso fosse (santerìa, vodoo, cumbia, macumba). Il medesimo sentimento di superiorità razziale provavano gli arabi ma soprattutto i cinesi, paragonati dalle vittime a cani feroci e spietati:perros. Cinese è sinonimo di cinico e di nippon, nel senso reso palese dal verbo inglese to nip. I cinesi peruani essi erano chiamati perros. La vittima era chiva nella macellazione rituale musulmana, durante la quale il chivo, l agnello, veniva evirato, divenendo così chiva prima di morire, ma nell esecuzione in cuba era chivo, agnello od abbacchio in un altro senso, perché, in questo caso, veniva trasformato in baco de seta (abaka, baka, baku), cioè orrenda larva nel bòzzolo, che successivamente veniva evacuato: baku vacuus. 22 Il gioco dei piedi e dei calzari indica comunque l esistenza di altri altari minori, come per esempio quelli dello Yucatàn. 17

18 Le altre due mattonelle, invisibili sotto le colonne, rappresentano, quella di sinistra le Piramidi d oltreoceano americane, quella di destra le probabili Piramidi ucraine. I capitelli sono le stesse piastrelle, che il susseguirsi degli archi portano ad ovest e ad est. Il capitello di destra è una nave (zeppa di schiavi), peace of cheese for the chinese o di pedazo de formaje por el Maya. La particolarità del quadro risiede nella sua animazione. Una prima animazione vede il Centurione del popolo di mercante di Maria riceve il bambino-globo e lo lascia scivolare sulle braccia dei militari, cioè verso la Spagna e Gibilterra, oppure lo prende e lo depone sotto la donna-chioccia araba. Una seconda animazione vede il Centurione mettere nella colonna-tubo di sinistra il bambinoglobo, da dove cala fino alla Lusitania e quindi in Marocco, oppure nella colonna-tubo di destra, da dove scivola sotto la chioccia araba della Bosnia e sotto la gonna tenda-berbera per proseguire la sua corsa fino a Giza. Da Gibilterra la lancia del militare indica che esisteva una rotta schiavistica verso i Carabi. Le due colonne significano che le Piramidi americane e le Piramidi egizie erano Pilastri, cioè fondamentali nel sistema schiavistico. Gli archi a tutto tondo rappresentano le onde marine percorse dalla nave posta sul capitello della colonna di destra. Le onde simboleggiano anche i Portici di Salomone, cioè l energia elettromagnetica prodotta dal popolo delle Piramidi che le vittime definivano porch cioè pork nel senso di P-Orchi o -Orchi (vedi Isole Orcadi). Lo stesso concetto si estrapola dalla parola Globo. Infatti se al posto della G si mette la J, si ottiene J lobo, cioè J più le orecchie del Lupo M Le due sciabole e la spada al centro sono l allegoria di un grande pesce famelico, un orca, uno squalo. Era il Tiburòn delle Piramidi che divorava voracemente gli schiavi condotti in Egitto. Lo spagnolo tiburòn deriva da Tibur, che a sua volta deriva da Tebe o Te Pesc, il luogo in cui con la Tensione il Pescatore friggeva il Pesce (che durante l arrostimento e prima della carbonizzazione rimaneva con la bocca spalancata e a lingua di fuori). L itticoltura era praticata anche in Cina, come lasciano intendere le indicazioni crittate fornite dalla figura della donna dai capelli biondi. 18

19 Essa rappresenta la Turchia fino al grembo, il Mar Caspio con la blusa e Alma Ata (Almaty) con la testa. Da lì sopra vede l India sottostante, coincidente con il lenzuolo rosso della sedia, da ruotare però fino alla panca per farlo coincidere con la forma geografica del paese indù. Stessa rotazione va immaginata per la testa della donna vicina, in modo tale che i suoi occhi cadano sulla Cina. Il muro retrostante rappresenta le Piramidi Cinesi. Le due donne, che sono le stesse vittime, sembrano svenire per l orrore della visione. Lo svenimento, in spagnolo desmayo, è dovuto alla crudeltà dell esecuzione capitale COR, praticata durante l era delle Piramidi dai Maya Cinegri (cinesi, cinesi-peruani e africani). Essa è descritta nel dipinto. Il bambino gallo deve essere immaginato vittima sacrificale al centro dell agone, il militare gallo, con l elmo dorato al posto del bambino, suo figlio, nella posizione di osservatore. Al termine del rito il bambino gladiolus risulta evirato, decorato e decapitato per l uso del gladius. La plausibile dinamica del quadro suggerisce che, dopo il bambino, muore il militare, reso donna per evirazione, e quindi la madre del bambino, previamente seviziata alla vagina. 19

20 La vagina coincide nel dipinto con lo stesso Cor trafitto dalle lame. La madre veniva successivamente appesa all ingiù, come desumibile dal movimento rotatorio che viene impresso alle forme dalla donna araba incurvata L esecuzione era detta anche Maria, perchè l aria, la famiglia ariana, durante l uccisione, era sottoposta a sevizie con l impiego di onde elettromagnetiche (rappresentate nel dipinto dalle gambe dei militari e del Centurione) 23. Il rito era officiato dal Triangolo Massonico Egizio o Maya o Sion, che in epoca romana fu trasposto, mutatis mutandis, nel triangolo Rex Sacrificulus et Duo Consules (Mono S, Duo S, Tre IS e Tria/Troia). 23 Maria rappresenta il popolo Ira[n] o Rab[ia] in Ireland o E-Ire-Land. È nell atto di ghermire l ἀήρ καλός. Questi è la preda brètone o pritana, depredata e destinata al pres, praeses, preside, prete, Petrus o Pater di Petra, il Prieto Obscuro che la interpreterà. Nell antica Roma l interpretatio del sacerdos con i suoi iurisperiti (pontifex et consules) significava intra aperire aprum, cioè hiatus, patefactio, non l ape bensì il caprum o caffero (qui ferèbat ad Africam, cioè al K-afren per la fertilizzazione). Da prìtano, in greco πρυτανήιον, deriva puritano, parola di origine inglese, che può essere resa in italiano come pura tana, anche se la sua etimologia va ricondotta a πῦρ Tau Ayn. I iurisperiti o iurisconsulti (i consules del ius) erano per i Romani i religiosi periti nell arte del perire. Discendevano dagli ierofanti ed utilizzavano il πῦρ (perito ha lo stesso etimo di peritoneo, termine medico che deriva da πῦρ Ἀθῆναι, πῦρ Athen o πῦρ Athon cioè ). I Romani consideravano sé stessi: - ἄ-πυρος, immuni dal πῦρ, rispetto agli schiavi destinati al πῦρ della Casba o Kaba: puri, P-urati o B-urati in Buraq (è l equivalente di barrack e deriva da bara). - ἀ-πειρος, immuni dal πείρω o περάω, rispetto agli schiavi destinati al φόρος (foro, faro, pharaoh o piercing ): fori o flores (dal verbo flo, flas, flavi, flatum, flāre, corrispondente ai verbi inglesi to flow e to flare). Da πῦρ derivano il termine italiano sbirro e quello spagnolo perro: il Perro, cioè il Faraone, era il ύων, il Canis Sinae ed era a capo della civiltà delle Piramidi, che abbracciava America, Europa, Africa ed Asia. Fu chiamato anche Serpente e sbirri o perros i suoi procuratores. Dopo il crollo dell Impero egizio, durante l egemonia etrusca-greco-romana nel Mediterraneo, essi continuarono ad operare e vennero chiamati judaei, proceres, patricii, quaestores etc., ma il quaestor, come pure le altre figure istituzionali della Res Publica Romanorum, furono concepite per essere di contrasto alla questua di schiavi. Il giudeo era l uomo della Iunctio Aedes o Iunius (juseph, jussuf o joseph) e durante l Impero egizio era stato l uomo della Iunctio Ades (I uno a ). 20

21 Il sarcofago rosso, sotto la donna vestita di bianco, rappresenta invece l esecuzione alchemica nella Cuba o Kaba. Gli antichissimi popoli Maya o Maja erano i popoli accomunati dal mactare, principalmente in MAX o XAM (spagnolo cama): nella lingua inglese il termine May, equivalente a Faraone, è addirittura diventato il verbo to may, might, l aggettivo mighty o major. La parola latina cor, che significa cuore, era usata nel linguaggio crittato come sinonimo di ρειν, vale a dire come abbreviazione di corrente elettromagnetica. Il contrario di Cor è Roc, sigla con cui ci si riferiva alla Roca, cioè alla Piramide ad energia solare. s r Y X vulva GENOS GUNH G eno M G une a L a a ICQUS tettares 4 L naso Duo Zeus o Troia Zeus o Deus Mono S Pato/pathos ziqqurat mastaba altar ara LT (co)art (co)ars eno=oinos=vinum pente ex 6 eptà 7 octo 8 ennea 9 deca o zen X Croce patente o per il patere Cella d'ape per il mel-ior Presso i Romani, come d altronde presso tutti i popoli dell antichità, l esecuzione Cor consisteva nel sacrificare le vittime, prigionieri stranieri o anche criminali, in maniera cruenta con il taglio del petto e l estrazione del cuore. Nel dipinto lo spazio tra i militari ed il Centurione rappresenta il Cuore che viene spaccato dal gladio romano. Il Cuore, in questo caso, è quello delle popolazioni musulmane (arabi e negri), come si desume dalle due sciabole laterali: esse rappresentano il Cuore del popolo della χώρα, aperto dal gladio romano, oramai incuneatosi in Africa. Da gladio deriva la parola gladiatore. 21

22 Gladiatori, nel significato deteriore e poco noto della parola, erano stati i popoli musulmani, primo tra tutti il popolo egizio, i quali avevano utilizzato il gladius elettromagnetico per lo sterminio di massa dei Galli. In inglese l espressione I am glad 24 è una reminiscenza del periodo dello schiavismo musulmano, quando il Gallo era destinato al gladio ed era costretto ad essere grato, cioè ratto sulla graticola di San Lorenzo (Sanctus Laurentius era il Santo Sacrificatore ad Oro o ad Oriente). Plinio Il Giovane parla allegoricamente dell odiosità del gladius nel Liber XXI della Naturalis Historia descrivendo il gladiolus, il fiore purpureo, scarlatto o carminio, metafora del bambino insanguinato: << gladiolus comitatus hyacintho. novissima rosa, eademque prima deficit excepta sativa; e ceteris hyacinthus maxime durat et viola alba et oenanthe, sed haec ita, si devolsa crebris prohibeatur in semen ire. nascitur locis tepidis; odor idem ei, qui germinantibus uvis, atque inde nomen>>. L esecuzione Cor avveniva coram populo, cioè di fronte ai cittadini riuniti in un luogo pubblico, di solito in un anfiteatro (nel mondo musulmano è ricordato nella cerimonia della Mecca). I Romani la chiamavano coram populo, perché odiavano le popolazioni del Cor egizio ed islamico, come desumibile anche dal contrario di coram, che è maroc e maros, cioè Marocco e Mar Rosso. Tuttavia, a partire dal momento in cui il dominio di Roma si estese fino al Nordeuropa ed alla Gran Bretagna, i Romani spesso imitarono lo schiavismo del Cor islamico sulle popolazioni gallicogermaniche Nella crittografia anglosassone I am glad significa: - Italian jam german lads (to lade) - May(a) God o May(a) Dog (Almighty) - Italica Maria genus romanum ladronum - Iam gravis ladro - Iam genus lardum (iam generator lardi) Tuttavia l espressione equivale, in primo luogo, al latino amen, la parola di ringraziamento che dovevano pronunciare gli schiavi vittime di Amon (spagnolo jamon, arabo amman) prima di essere uccise. Amon era A Monos o A DE monos (Il Demonio). Gli Ammoniti erano i popoli che lavoravano per Ammon (The Jammon o Il Grande Gamma). Dal greco μόνος derivano i verbi latini moneo e admoneo, minacciare di morte con il μόνος, cioè la corrente elettromagnetica (energia gamma) con o senza stiletto elettromagnetico Gli anglosassoni, chiamavano sé stessi anglosaxon people, perché il plebs o popolum di πολλοὶ deportati ai Sassi ad Angolo, cioè alle Piramidi, dove li attendevano gli assassini dell Ank. Definivano il loro popolo μάρτυρος, cioè vittima del martirio o martellamento dell uro (The Jammon) turanico, cioè del tour o ègira. In greco μάρτυρος significa testimone, ma, al di là del significato letterale della parola, il suo significato criptato era quello di martire del demonio sui testicoli ( μόνος ). Da tale circostanza nacque il concetto arcaico di testimone giudiziario, colui che doveva dire la verità sui fatti sotto pena di evirazione con sevizie (se dici il falso testerai il testimonio). 25 Occorre precisare che l Europa gallo-germanica dell epoca era già stata popolata da popolazioni mediterranee ed arabe, affluite a Nord nel corso dei lunghi secoli della pastorizia greca. 22

23 Numerosi anfiteatri furono realizzati in ogni parte dell Impero sia per lo svolgimento dei ludii gladiatori sia per l esecuzione coram populo di prigionieri, schiavi e criminali comuni. Agli albori di Roma si occupavano delle esecuzioni, sotto forma di sacrifici alle divinità, i collegia sacerdotum, a capo dei quali era il Pontifex Maximus. Venivano sacrificati, oltre agli schiavi dei popoli ostili a Roma, anche cristiani ed ebrei, i primi perché appartenenti al popolo della cresta gallica, i secondi perché mercanti di schiavi galli, al pari dei Romani Daciae, cioè dei Romeni, Curdi ed Indiani. Questi ultimi appartenevano al popolo mercante del dac mihi traho Dragoni 26. Nel quadro è possibile individuare una serie di date e numeri. Il pittore sembra voler dire che nell 800 a.c. (le 5 dita più le tre else più la C di Centum) l Italia era spaccata in due, sotto c erano i Greci (ELLAS), da Roma in su gli Etruschi provenienti dall Asia Minore. Da Troia a Roma Spesso a capo dei popoli nordici vi erano criptoebrei e criptoarabi, che riuscivano astutamente a piegare ai loro riposti interessi le popolazioni galliche. Per esempio i Druidi, di origine musulmana, costituivano una potente casta sacerdotale presso i Celti 26 Il Drago erano le Piramidi viste come creste di un enorme drago: la Dacia era la Piramide d Asia (Assia). I Daci si erano insediati nella Betica spagnola, nella Romania, nell Illirico, in Turchia, soprattutto nel Curdistan, in Oman, in Palestina, in Italia e in altre zone dell Europa. La loro atavica madrepatria era Madras cioè l India. Nei punti chiave in cui si erano stanziati potevano dedicarsi al commercio schiavistico che tormentò per lunghi secoli l Europa bianca. La Betica era così chiamata per essere un punto di passaggio verso lo Shin Bet, cioè la Casa (bet o bàita) del Chino (κύων, κυνός, ὁ). Corrispondeva all attuale España, toponimo che significa expansio dell Islam. I Romani contrastarono efficacemente l expansio islamica conquistando l intera Spagna ed estendendo il dominio di Roma sul Nordafrica ed il Medioriente 23

24 Magna Grecia Gli Etruschi erano chiamati Lucumones, Luceres o Lucani perché davano la caccia ai Galli Boi per sacrificarli a Sirio, ma identici agli Etruschi erano i Greci, come desumibile dal Centurione medesimo, che ha l aspetto di un greco, vestito di rosso e con la mano destra che evidenzia il numero 5. Il numero 5 è situato a metà della gamba del 7 capovolto e insieme al numero 3 (le tre else e le tre mani) dà la data 753 a.c. il dies natalis di Roma. Il Centurione, prima ancora che etrusco e greco, è un negro egizio, primo perché è il capo delle Piramidi, secondo perché i suoi capelli sono quelli di un vecchio negro. D altronde la caccia ai Dan era cominciata ben prima del periodo pre-romano, nell età delle Piramidi, quando il Mediterraneo e l Europa erano sotto il dominio di L o EL (mano aperta: E ed L). Sommando si ottiene il numero 15, numero che sommato ai due zeri di Centum dà Il dies natalis della ρώμη d Egitto 27, la Potenza planetaria, definita dai Romani Sol Invictus (anche nel senso di Sol in Vitto), sarebbe il a.c., mentre quello della piccola ρώμη d Italia, Romula, risalirebbe al 1500 a.c.. Il numero 15 equivale, dal punto di vista grafico, alle lettere IS. IS è EL, cioè il Dominus della ELE o Ellade, il nemico belluino della οινή o κοινή d Europa. La donna ovina, [b]ovina, [s]ouina o [su]avis, l orina d Europa, era Elena, Ἑλένη, utilizzata come aes, aeris, cioè come danaro, nelle alienazioni. Alienazione nel senso di compravendita deriva da alius e alienus. Il Gallus diventava di alius cioè galienus; alius era in greco ἄλλος, colui che per uccidere lentamente e crudelmente utilizzava l ἁλς, ἁλός delle onde elettromagnetiche. Il αλός era venduto ad Aeneus o ννεάς, Enea o Enne-Ade, il compratore del prezioso Aes, che non era volgare bronzo, bensì Aire dell Eire. 27 Dies Natalis significa Dies NAZ, sigla che racchiude in sé la svastica Nazi, data dalla congiunzione della N e della Zeta, e la Piramide, rappresentata dalla A (alfa, aleph o alif). Il termine latino dies, giorno, ha lo stesso etimo dell inglese to die e to dye: era la luce in grado di uccidere o di bruciare, su piccola o su larga scala (devastatio, deriva da, vastus e svastica). 24

25 Nella crittografia anglosassone The Alloy era il gestore multietnico del Gallo-Way che conduceva alla Fonderia delle Piramidi. La Romula italiana delle origini era impropriamente chiamata piccola Roma d Egitto, perché gli Etruschi (come d altra parte gli Ateniesi in Grecia), avevano ereditato dagli Egizi solo una piccola parte della ρώμη vera e propria, cioè la polvere pirica ed i lanciafiamme, armi che consentirono loro da un lato di terrorizzare e sbaragliare i Bruti italici, dall altro di respingere le scorrerie dei Galli. In realtà già nel tempo della fondazione di Roma il Pontifex Maximus ed i suoi sodales conoscevano il know-how necessario per rifondare la Potenza Solare Egizia. Nel 753 a.c. la ρώμη etrusca passò nelle mani dei Romani. Gli Etruschi erano Troiani come deducibile dalla data 753 a.c. Infatti, mutando l ordine dei tre numeri, si ottengono le date 735, 573, 537, 375, 357, la cui somma dà Il numero 3330 può essere reso come Tres Anus, da cui è derivato, passando per Tre Ano, Traianus e Troianus. Potrebbe essere la data dell insediamento in Italia degli Etruschi o Teucri dall Asia Minore, periodo in cui la nazione turca si espanse nell Europa Ukraina o Teukr Ayn. Tres Anus significa Ter Agnus e Terra dell Agnus, cioè Europa, terra delle prede per il Lupo. Il Tres Anus è lo schema trinitario egizio. Le 5 dita più le 3 else danno la data del 530 o 503 a.c., periodo in cui Roma si disfece degli Etruschi. La data del 357 a.c. è relativa al periodo delle lotte plebee che culminarono nella conquista del consul plebeus. La mano aperta del Centurione è slanciata verso England, Ank Land o Enki Land 28. Le tre mani dei legionari formano, al tempo stesso, la lettera E di England e la sagoma geografica della Gran Bretagna ma rivolta a destra, cioè verso Est: la Estensio o Estonia dei Galli. Il particolare sta a significare che i popoli mediterranei, tra i quali Greci e d Etruschi, erano l opposto dei Galli e li odiavano visceralmente. 28 Enki era un Dio della mitologia sumera ed era lo stesso Faraone protettore di Eridu o Eridania o ἤρα dei Δαναοί (la fertile Terra dei Danesi o Danaidi). Enki il signore di Abzu (Abruzzo) era chiamato E-abzu, cioè colui che abbrucia l Eire: to bush[fire] o to brush. 25

26 Occorre immaginare che il Centurione consegni le tre lame ai legionari e che questi ruotino verso destra sovrapponendosi al Centurione, dopodichè si deve immaginare che le tre braccia, coincidenti ora con le tre lame, ruotino come le lancette di un orologio, in senso orario, così come suggerisce la donna araba incurvata, la cui sagoma va immaginata sulle creste degli elmi scuri dei due legionari esterni nei quali si immedesima. Le donne arabe-legionari che, in virtù della rotazione, assorbono in sé stesse anche il Centurione, si trovano a sinistra del cuore grande e del cuore piccolo. Quello grande è individuabile tra legionari e centurione, quello piccolo è sotto la tavola, tra la donna araba e la gonna della donna bionda. L orologio segreto, invece, è stato collocato dal pittore sulla punta della lancia del legionario di sinistra. L insieme donne arabe-legionari-centurione rappresentano gli arabi che catturavano il guerriero gallo e la sua famiglia dapprima per i Faraoni, in seguito per i popoli dell Islam e della Grecia e l Italia pre-romana (etrusca-lìgure, volsco-umbro-sannita, àpula, sarda e siceliota). Per effetto del giro le tre lame lancette indicheranno il bambino gallo a ore cinque, come confermato ed evidenziato dall orologio posto all estremità della lancia: occorre notare che le lancette sono state dipinte in modo tale da simboleggiare la fòlgore. La lancetta svasata e tricuspidata rappresenta il pescecane (orca o tiburòn) e la spada nel mezzo il gladio sul gladiolo. L orologio serve al pittore per spiegare che il traffico schiavistico, sin dai tempi delle Piramidi egizie, si sviluppava in Europa secondo un andamento geografico circolare (E-gira) e secondo determinate tempistiche, ma, a parte ciò, la disposizione delle tre lame, con la spata romana che 26

27 apre le sciabole, vuol significare che l Impero di Roma si era aperto il varco su tutti i territori rivieraschi del bacino del Mediterraneo. La lancia è la lancetta di un orologio immaginario che va collocato sull Altopiano delle Rocche ed è altresì la lanx cioè la velox navis romana che da Gerusalemme trasferì Yoshua ed i suoi fidati amici a Roma, perché venissero consegnati nelle mani degli ebrei. Nel Vangelo la lanx che lascia le coste palestinesi è mascherata nell episodio di Longino, il legionario che trafigge Cristo al costato. Il costato è la costa di Acri e la lancia è la nave veloce romana che trasporta Yoshua tràditus da Akko verso la [R]okka 29 o Sull Altopiano delle Rocche il costato sono le costole dell Uomo che si delinea sul territorio con le braccia e le gambe divaricate, corrisponde cioè al sito dove è ubicata Rocca di Mezzo. 29 Rocca di Mezzo è la Gerusalemme Celeste o Gerusalemme del Cielo o di Celano, cioè dove cèlano Gesù di Nazareth. Celano è così chiamato per riflesso del Regno dei Cieli cioè Roma. I Cieli, in realtà, sono i Celleni cioè gli antichi sozzi ebrei della Rupe Tarpea o d Arpìa o d Arabia, mercanti di schiavi (Arpìa così come Arabia significa rupìa o rapina rabbiosa). Vedi la toponomastica di Aielli, Cellino Attanasio e, soprattutto, Celleno, provincia di Viterbo. Celleno equivale a Cileno. 27

28 Per questo motivo la lanx, cioè la lancetta dell Orologio, rappresentata da Rovere deve essere rivolta verso Rocca di Mezzo. A Rocca di Mezzo, coincidente con il costato dell Uomo-Altopiano, dovrebbe essere accostato, cioè addormentato nel sepolcro, Yoshua di Nazareth. La lancetta di Rovere rivolta verso la Costa Pescarese, antica Ostia Eterna, deve essere immaginata rivolta anche verso la Costa Romana, Ostia Antica, in modo tale che si formi una croce latina capovolta nell Altopiano-Aquila. La croce latina deve essere capovolta, perché nel rito criptoebreo e massonico con l Altopiano nella posizione corretta e il Baphomet nella posizione capovolta Israele vince su Yoshua (su tutti i popoli nemici degli ebrei che vengono rovesciato). Il Baphomet capovolto significa nel gergo criptoebraico: - abbasso i nemici di Israele, abbassa cioè ammassa ed ammazza i nemici di Israele - abajo los enemigos de Israel, abaja los enemigos de Israel - below Israel foes, cioè blow Israel phobias, blow Israel enemies, blow the W. Abbasso il Baphomet, cioè Maria, significa che bisogna capovolgere, rovesciare Maria ed il suo innumerevole popolo. Maria capovolta è W, Double W, Doble Uve o Diablo sconfitto 30. L Altopiano in una ipotetica posizione geografica capovolta, con il Baphomet nella posizione corretta, significherebbe che vincono i nemici degli ebrei (Maria). L inverosimiglianza dell ipotesi ha nell ebraismo magico-religioso ed escatologico di Israele il valore di promessa di vendetta e vittoria definitiva del popolo ebreo. 30 Il rito del capovolgimento del Baphomet fa parte delle cospirazioni rivoluzionarie della giudeo-massoneria. 28

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