STAMPA REGGIANA L'UNIVERSITA' DI REGGIO NON DECOLLA

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1 AutoGepy STAMPA REGGIANA AutoGepy periodico di attualità > cultura > spettacolo > sport L'OGGI DI BOLOGNA Soc.Coop. a r.l - Direttore Responsabile: Ivano Davoli - Direzione, Redazione Via Pasteur, Reggio Emilia - Tel. 0522/ Fax 0522/ sito web: - Pubblicità: PUBBLI7 Via Pasteur,2 Reggio Emilia Tel.0522/ Fax 0522/ Poste italiane spa - spedizione in a. p. D.L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 1, DCB Reggio Emilia - Iscrizione al ROC nr anno VIII numero 5 > MAGGIO Euro 3,00 L'UNIVERSITA' DI REGGIO NON DECOLLA Dal dimenticato progetto di una sede autonoma a vera e propria filiale di Modena di cui tutti parlano e su cui nessuno investe concretamente Pare che a norma di statuto dell'ateneo, la sede di Reggio Emilia abbia diritto ad indicare tramite elezioni un rappresentante dei docenti nel Consiglio d'amministrazione dell 'Ateneo per rappresentarne le esigenze ed il punto di vista. Pare che però il numero di docenti che si è recato a votare sia stato troppo esiguo e così, non avendo raggiunto il quorum necessario, questo rappresentante in Consiglio di Amministrazione non ci sarà. Vale la pena di riflettere su questo dato, sinonimo di una ormai azzerata identità del progetto reggiano dell'ateneo a reti di sedi, con pari dignità e su cui territorio ed università dovrebbero investire per portare rapidamente il polo reggiano alle dimensioni di quello modenese. Evidentemente non si è costruita da AVANTI CINESI, LA CITTA' E' IN VENDITA parte degli enti locali, Comune in primis quella unità di intenti e di obiettivi comuni, quella soggettività reggiana in grado di mobilitare tutti i protagonisti dell'ateneo di Reggio Emilia: evidentemente la pratica dei rapporti diretti con il rettorato ha svuotato il progetto, demotivato i protagonisti e consentito agli enti locali reggiani e territoriali di non investire più il becco di un quattrino sull'università, dopo l'esaurimento del vecchio accordo di programma, che portò allora Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Manodori, forze imprenditoriali, privati ed università ad investire diversi milioni di euro per sostenere l'avvio dell'ateneo. A.S. segue a pagina 6 LA TELENOVELA DELLA DIGA DI VETTO La storia della grande opera progettata da Giuseppe Carlo Grisanti nel 1800 e mai realizzata per una ottusa opposizione politica e ambientale di Carlo Baldi da pagina 9 a 11 Le attività economiche sono in espansione: al primo posto il confezionamento di articoli di abbigliamento. Trenta ristoranti in più solo in un anno. Le imprese di commercio al dettaglio sono 141 di Simone Russo a pagina 3-4 > REPORTAGE UNA REGGIANA TRA GLI SCAVI NEL DESERTO EGIZIANO di Paola Davoli da pagina 19 a 21 > EVENTO LA CITTA' IN EUROPA CON LA MOSTRA FOTOGRAFICA di Carlo Pellacani da pagina 13 a 17

2 CNA Reggio Emilia: Via Maiella, 4 Tel. 0522/3561 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

3 Primo Piano > LARGO AI CINESI CHE PAGONO IN CONTANTI di Simone Russo Mentre i segnali contraddittori dell economia costringono gli esperti del settore a trasformarsi in maghi per immaginare la fine della crisi, c è un particolare settore del mondo produttivo reggiano che sembra sempre vivace ed è quello che viaggia con targa cinese. Gli orientali acquistano, e lo fanno in contanti. In un momento in cui la liquidità è scarsa, loro acquisiscono. Da dove provengano queste possibilità economiche non è sempre chiaro, tanto che Confcommercio con la sua presidente Donatella Prampolini in una recente intervista ad E Tv ha sottolineato la particolarità del fenomeno. In assenza di indagini recenti sul tema, la segnalazione resta un campanello d allarme che prima o poi andrà raccolto. Nel frattempo la rete dell impresa cinese intercetta pesci commercialmente ghiotti e collocati in luoghi simbolo della città. E di queste settimane la notizia dell acquisizione dello storico bar del grattacielo di piazza del Tricolore. Cinese è anche un bar all angolo i piazza Prampolini, proprio sotto le finestre di piazza Prampolini. E sostanziose offerte sarebbero arrivate anche ad un notissimo e storico bar di piazza San Prospero, anche se in questo caso il proprietario avrebbe smentito la circostanza. Il tutto in un quadro in cui intere vie della città, in particolare via Eritrea e via Turri e piazzale Marconi, sono ormai diventate luoghi a quasi esclusiva prevalenza cinese. Insomma, la macchia si allarga, con tutta una serie di conseguenze. La prima è il perdersi dell identità reggiana dei luoghi in cui più forte è la penetrazione di questa comunità di immigrati. E sotto gli occhi di tutti ormai da un decennio la lenta e progressiva nascita di una Chinatown nella zona stazione di Reggio, dove abbondano negozi e ristoranti con le insegne piene di eleganti ma indecifrabili ideogrammi. Al fenomeno si accompagnano i dubbi dei cittadini, costretti alla vicinanza forzata con una comunità impenetrabile per usi e consumi, poco aperta allo scambio con i locali, dedita ad affari che in più di un caso sono finiti nel mirino dei controlli. Ad occuparsi di tutti questi problemi non solo le forze dell ordine ma anche l amministrazione comunale: laddove l obbiettivo delle prime è reprimere, quello dell amministrazione è cercare di superare le barriere della separazione e accompagnare la comunità verso l adeguamento ad una serie di norme legislative e culturali evidentemente estranee agli immigrati cinesi. Il processo è lungo e i problemi sono diversificati, tanto che il Comune sta predisponendo un patto di convivenza con la comunità. Gli aspetti problematici afferiscono a sfere diverse ma si concentrano in alcune aree ben specifiche. Ai primi posti tra i problemi individuati dal comune ci sono: fenomeni di mancato rispetto delle norme da parte di alcuni negozianti, la crescita della prostituzione, la diffusa ignoranza della lingua italiana anche da parte di immigrati presenti da anni sul territorio. <A Reggio Emilia si legge in un documento del Comune - si concentra il più alto numero a livello regionale (28.7%) di realtà imprenditoriali gestite da titolari cinesi. Il tema del commercio etnico, supermarket, bar, parrucchieri, bazar cinesi (ma anche kebab, macellerie, call center gestite anche da titolari di altre origini), evidenzia problemi di concentrazione in alcune zone della città, necessità di controlli amministrativi e sanitari in rispetto delle regole e delle discipline specifiche, problemi di convivenza nel quartiere>. I dati della camera di commercio dimostrano come le attività segue a pag. 4 STAMPA REGGIANA periodico di attualità cultura spettacolo sport Proprietario: Editoriale Tricolore S.r.l. Editore: L'Oggi di Bologna Soc. Coop.a r.l.- V.le Aldo Moro, Bologna - Direttore Responsabile Ivano Davoli - Art Director Roberta Castagnetti Servizi fotografici Stefano Rossi Marco Moratti - Sede e Redazione: Via Pasteur 2 - Reggio Emilia - Tel. O Fax O Pubblicità: PUBBLI7 Uff. Commerciali: Via Pasteur Reggio Emilia Stampa: Società Editrice Lombarda S.R.L. Via Dè Berenzani Cremona - Autorizzazione del Tribunale di Reggio Emilia n del 14/02/2006 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

4 > Primo Piano segue da pag. 3 economiche cinesi siano in espansione, pur in un quadro in cui l economia di certo non corre. Le imprese registrate sono passate da a Tra le tipologie commerciali a farla da padrone è l attività di confezionamento di articoli di abbigliamento, con 726 imprese registrate. Al secondo posto le imprese di commercio al dettaglio, con 141 iscritti; e al terzo l attività di ristorazione, con 134. Questi ultimi appaiono in grossa crescita, con 30 ristoranti cinesi in più in un anno. Di fronte a tanto attivismo, le antenne delle forze dell ordine restano costantemente accese. E i dati della Guardia di Finanza dimostrano che è giusto mantenere un certo livello di controllo sulle imprese cinesi. Basterebbe un dato per tutti. Nell anno tra il febbraio 2009 e il febbraio 2010, le Fiamme gialle hanno operato il sequestro di articoli: prodotti non in regola con le necessarie certificazioni, contraffatti ma soprattutto non sicuri. Ma c è anche dell altro: il 10% delle infrazioni rilevate dalla Gdf in campo fiscale riguarda imprese cinesi. E il 30% dei lavoratori irregolari scoperti è dipendente di imprese gestite dagli orientali. A fronte dei controlli è stata chiesta la chiusra di 16 imprese, e la misura è stata eseguita effettivamente in cinque di questi casi. In ogni caso va detto che queste imprese sono al 99% collegate alla catena di creazione del valore dell imprenditoria italiana: le aziendine abusive non lavorano praticamente mai solo per la comunità cinese, ma nella maggioranza dei casi fanno da fornitori per poco onesti committenti italiani. Per concludere c è un altro aspetto molto particolare della comunità orientale che va ricondotto alla comprensione razionale: quello dell assenza di funerali. In effetti l impressione è fondata, ma si tratta di un fenomeno che ha ben poco di misterioso. La popolazione residente a Reggio è molto giovane, in grandissima parte al di sotto dei 50 anni. I decessi sono ancora oggi un fatto piuttosto sporadico, ma ci sono. A renderli poco Imprenditori CINESI per classe di attività economica in provincia di Reggio Emilia - Anno 2009 Attivita' Imprenditori Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, c... 4 Industrie alimentari 9 Industrie tessili 44 Confezione di articoli di abbigliamento; confezione di ar Fabbricazione di articoli in pelle e simili 10 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 5 Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali 23 Fabbricazione di prodotti in metallo 8 Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca 2 Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 1 Altre industrie manifatturiere 3 Costruzione di edifici 2 Lavori di costruzione specializzati 5 Commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di auto 1 Commercio all'ingrosso 17 Commercio al dettaglio 141 Alloggio 1 Attività dei servizi di ristorazione 134 Telecomunicazioni 3 Attivita' immobiliari 4 Altre attività professionali, scientifiche e tecniche 1 Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator 1 Attività di servizi per edifici e paesaggio 3 Attività di supporto per le funzioni d'ufficio e altri servizi 4 Attività sportive, di intrattenimento e di divertimento 6 Riparazione di computer e di beni per uso personale 1 Altre attività di servizi per la persona 7 Imprese non classificate 46 TOTALE Fonte: elaborazione Ufficio Studi CCIAA Reggio Emilia su dati Infocamere visibili è la totale assenza di rito funebre. Questo perchè buona parte della popolazione immigrata a Reggio non pratica alcuna religione. Inoltre il rito originale è assai complicato e non avrebbe senso riprodurlo nel contesto italiano. Nessuna stranezza, quindi: le tombe ci sono, a Coviolo, mescolate a quelle di defunti italiani. Eppure, anche in quel caso, quasi invisibili. 4 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

5 di Sebastiano Simonini REPETITA JUVANT? Uso la forma interrogativa, perché devo constatare come, in realtà, sembra che la ripetizione non giovi molto. Molti amici mi apostroferanno ma basta, sempre le stesse cose, sei il solito anziano brontolone cui non va mai bene niente e così via. Però davvero qualcosa non torna. Sono ormai anni che molti cittadini, non solo il sottoscritto, lamentano sempre le stesse cose, i bivacchi nelle aree verdi, lo spaccio libero e diffuso, l uso scorretto degli spazi pubblici, la sicurezza percepita come problematica e così via. Davvero sempre la solita litania. Vi sembra ad esempio logico che alcuni gruppi di extracomunitari trascorrano le loro giornate appollaiati sui gradini della Chiesa di San Giorgio? Evidentemente non lavorano e di conseguenza sorgono spontanee le solite domande: come si mantengono? E accettabile che un luogo deputato allo studio e prevalentemente frequentato da giovani sia abbandonato in questo modo? Stesso discorso per il sagrato del Duomo, la statua del Crostolo e molti altri monumenti analogamente offesi. C è poi la tanto celebrata fontana del Valli, attorno alla quale diversi gruppi etnici si ritrovano ogni giorno e si dedicano a diverse interessanti attività, che vanno dallo spaccio allo schiamazzo, ma con il comune denominatore del continuo consumo di alcolici. Andrà bene così, vorrei almeno che l Amministrazione lo dichiarasse: cari cittadini, va bene così e smettetela una buona volta di romperci continuamente le scatole. Leggo dello stato in cui versa il Parco Tocci, degrado che è comune a tutta la zona, viali di circonvallazione, San Zenone, Esselunga, Via Guasco, Santo Stefano. So di ripetermi ancora, ma spaccio, bivacchi e riunioni di forti bevitori sono una costante, con le conseguenze del caso in termini di sicurezza e coesione sociale. L intervento delle forze dell ordine è episodico, anche se leggiamo che ogni volta in cui intervengono qualche risultato lo ottengono, è troppo chiedere maggiore sistematicità? E troppo chiedere al Sindaco che faccia rispettare quelle elementari regole e norme richieste e previste per una civile convivenza? Lo so, è faticoso, ben più facile e comodo far finta di niente e convincersi che siano tutte balle e che va tutto bene, ma così non è, e sarebbe bello che questa volta una risposta non arrivasse ricordando i trionfi di Reggio Children, le visioni e le suggestioni dell Area Nord corroborando il tutto con qualche convegno o festa di piazza, è ora di una risposta concreta, è ora di risultati, è ora che questi cittadini brontoloni possano finalmente smetterla di brontolare. di Dario Caselli Opinioni > IL "COLORE" DELLA BANCHE Vogliamo le banche, è stato l ultimo slogan di Umberto Bossi e subito i dirigenti leghisti si sono mossi, Zaia ha parlato all assemblea di Veneto Banca ed il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha partecipato all assemblea del Banco Popolare e già che c era, pure all assemblea della Cattolica, che è un assicurazione, ma tutto fa brodo. I leghisti sono specialisti nella politica dell annuncio, non sempre alle parole seguono i fatti, ma tanto è bastato ad agitare un dibattito furioso sulla Lega lottizzatrice, mentre pochi hanno ricordato che la stragrande maggioranza di banchieri e membri dei cda appartengono alla sinistra. Tutto il vertice di Intesa, Bazoli, Salza e Passera, è composto da uomini vicini al Pd, come pure i presidenti delle Fondazioni maggiori azioniste, Cariplo e Compagnia San Paolo, Guzzetti e Benessia; anche in Unicredit, l Ad Profumo è un frequentatore delle primarie del Pd ed a quell area appartengono i rappresentanti nei cda delle Fondazioni di Torino e Modena, Palenzona e Calandra. Anche gli esponenti indicati dalla Manodori, Donato Fontanesi (ex presidente di Coopsette), nel cda della capogruppo e Girolamo Ielo (ex assessore al bilancio), vice-presidente di Fineco banca, appartengono a quell area, o almeno vi appartenevano al momento della nomina. Si potrebbe continuare citando il monocolore del Monte Paschi, a Siena anche la Curia è organica al Pd, ma credo possa bastare. Dunque quello di Bossi è un proposito che si realizzerà nel tempo, attraverso le nomine degli Enti Locali i leghisti entreranno nei consigli delle Fondazioni e per quella via Il dott. Fabrizio Viola (AD di BPER) ed il Pres. Guido Leoni nei cda delle banche, anche se, per come sono fatti gli statuti, ben difficilmente conquisteranno la maggioranza. Questo non impedisce di giocare sulle divisioni del centro- sinistra per portare a casa qualche risultato, come nel caso della sostituzione di Salsa alla presidenza del Comitato di Gestione di Intesa, dove il governatore Cota ha fatto da sponda al sindaco Chiamparino. Occorre dire che in questa, come in altre vicende (vedi la nomina a presidente della Popolare di Milano dell ex prodiano Ponzellini), il vero vincitore è Giulio Tremonti, il quale ha capito che la sua strada verso la Presidenza del Consiglio è facilitata da buone relazioni col sistema bancario. Bossi, condividendo il disegno, ha pensato bene di mettervi sopra il cappello. Al netto delle sparate, la Lega ha però ben compreso che anche senza consiglieri, le banche di riferimento dei suoi elettori sono le Popolari e le Rurali, perché, data la loro vicinanza al territorio, sono già ora il perno della tenuta del sistema delle piccole imprese. Si tratta di banche solide ed in espansione, come Veneto Banca e Popolare dell Emilia, con un azionariato coeso e legato agli Istituti, si spiega così il fallimento dell ennesimo tentativo di entrare nel cda dell Emilia, dell avvocato Samorì. La maggioranza dei soci non teme l ingresso della minoranza, ma vede dietro questa candidatura il pericolo di contrasti e divisioni dentro il consiglio. Considerando che per svolgere al meglio la loro missione, le Fondazioni dovranno alleggerire l investimento nelle banche, come hanno recentemente fatto quelle di Modena, cedendo uno 0,50% di Unicredit e la Manodori, spostando ventidue milioni di azioni dal capitale all utile, diventa sempre più importante per un partito come la Lega, il rapporto con le banche del territorio, cosa ben chiara anche alle cooperative rosse, che pur possedendo una banca come Unipol, stanno sempre più legandosi alla Popolare emiliana. Come si vede, il risiko bancario, non solo è molto complesso, ma ha vari protagonisti, diversi trasversalismi e non sempre chi parla forte, conta più di chi tace. MERCATO STRAORDINARIO OLTRE 100 BANCHI DI QUALITÀ IL PIACERE DELLO SHOPPING COL MIGLIOR RAPPORTO QUALITÀ PREZZO in collaborazione con: I Comuni della Provincia di Reggio Emilia Segui i nostri appuntamenti STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

6 > Università segue dalla prima Intanto nelle Commissioni consiliari del Comune di Reggio Emilia e prossimamente in Consiglio Comunale vanno in onda bozze di documenti di oltre sessanta pagine e copiose quantità di disegni avveniristici chiamati : Programma sulla riqualificazione del complesso del San Lazzaro, il cosidetto Campus, senza che ci sia la benché minima indicazione di chi fa che cosa, e cioè di quali soggetti si impegneranno ad acquistare dall'asl gli edifici e le aree connesse e si impegneranno a ristrutturarli, con che mezzi finanziari e con che tempi. Le solite lucciole di carta che l'amministrazione Comunale di Reggio Emilia è ormai specializzata a diffondere, sganciate dalla benché minima e credibile fattibilità e tempistica. Se va bene entro quattro anni si assisterà alla spesa di qualche finanziamento molto datato per aggiustare un po' di vialetti e togliere un po' del tanto pantano che alla prima pioggia si forma. D'altronde che sul San Lazzaro non si sarebbe investito realmente per completarne il recupero è stato chiaro sin da quando il Comune, nel suo agire confuso, pur in assenza di un progetto concreto, credibile e fattibile sull'area, ha deciso di situare il cosidetto Tecnopolo in un vecchio capannone delle ex officine Reggiane. Scelta fatta in solitaria e digerita poi dalla Provincia e dall'ateneo. Scelta che oggettivamente ha significato l'abbandono dell'impegno per il recupero completo ed in tempi non biblici del San Lazzaro. Intanto gli anni passano e, passeranno velocemente anche gli ultimi di questa legislatura amministrativa che lascerà ai giovani tanti bei disegni, tante belle suggestioni ma, certamente, non un Campus universitario completato. Sullo sfondo poi, a proposito di risorse che nessuno mette a sostegno dell'università, c'è la discussione interna all'ateneo sul fatto che per la realizzazione del Tecnopolo reggiano, a parte la Regione che metterà una parte di risorse, le altre necessarie le metterà direttamente e solamente l'università: diventa quindi difficile se le affermazioni del prof.giudici non saranno smentite e le domande non otterranno una risposta, affermare che i Tecnopoli rafforzeranno l'università. A.S. Complesso campus del San Lazzaro PERCHE IL TECNOPOLO INDEBOLIRA L ATENEO Studenti e campus saranno danneggiati dal tecnopolo; qualche vantaggio per alcuni docenti che disporranno di maggiori risorse e per la politica locale che ne trarrà maggiore visibilità : è la convinzione, espressa pubblicamente nei giorni scorsi, del prof. Paolo Giudici ordinario di microbiologia agraria presso l università di Modena e Reggio Emilia. Convinto sostenitore della necessità di realizzare a Reggio Emilia un vero campus adeguato alle esigenze degli studenti, ritiene che con i tecnopoli in realtà l Università si svenda, indebolendosi sul piano economico e didattico per gli studenti. I tecnopoli, fortemente voluti dalla Regione Emilia romagna, costituiranno nel loro insieme una rete per il trasferimento tecnologico e se, all apparenza, possono sembrare una positiva iniziativa, in realtà nascono in una situazione ben più complessa: ad es. a RE dovranno obbligatoriamente essere collocati fuori da sedi universitarie (a RE il Comune metterà a disposizione un capannone nell area ex Reggiane), la Regione finanzia i progetti per il 50% delle spese, il restante 50% è finanziato dall università con il conferimento di proprie attrezzature, il lavoro del proprio personale e di denaro pari ad almeno il 25% del costo delle attrezzature di nuova acquisizione. In sostanza la Regione paga il nuovo personale a tempo determinato per tre anni ed il 50% delle nuove attrezzature. Se la Regione, come pare, finanzierà progetti di ricerca e cooperazione con le imprese solo attraverso i tecnopoli e, come prevedibile, i docenti cercheranno i contratti di ricerca da privati (una fonte di finanziamento oggi importante per l università) attraverso i tecnopoli per evitare di versare il 10% a La sede di Viale Allegri sostegno dei costi di dipartimento ed ateneo, il danno per ateneo e studenti, per il prof. Giudici appare chiaro e si aggiunge ai tagli già effettuati dal governo. Già in passato, sostiene ancora il docente, si sono viste strutture analoghe che sono costate molto ed hanno prodotto pochissimo. A.S. 6 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

7 Università > MOBILI COMPLEMENTI D ARREDO QUADRO vivere e abitare OGGETTI PROFUMI D AMBIENTE BIJOUX AGAVE - Via Emilia Ospizio, 51(RE) Tel Fax STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

8 ASSISTENZA IMMEDIATA PER BLINDATURE DI TUTTE LE MARCHE E PER QUALSIASI TIPOLOGIA D INTERVENTO STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

9 Primo Piano > DIGA, UNA GRANDE OPERA CHE VA REALIZZATA di Carlo Baldi Profuse in questo progetto ingenti somme ed una fenomenale attività, ma tutta la sua energia e gli sforzi da lui fatti si infransero contro la barriera appostagli dalla ignoranza, dalla malafede,dall invidia, dalla riluttanza. ad accogliere idee nuove anche in opposizione ai loro interessi. Si disse che allora i tempi non erano maturi per questa impresa, ma sembra che occorrano per noi secoli per maturare idee ormai comuni e messe in pratica in tutto il mondo fin dalle più remote età. Questo è quanto scrive un erede di Giuseppe Carlo Grisanti ed il progetto di cui si parla è quello della diga di Vetto del Ed ancora Questo vasto progetto non è stato compreso o non si è voluto comprendere ed è notevole il fatto che una gran parte si è schierata con oppositori sostenendo che il progetto non era pratico sebbene per dichiarazione di loro stessi non l abbiano mai visto Tutti riconoscono la necessità di provvedere acqua; il valore che essa ha per la produzione agraria nonostante si preferisce lasciar scorrere per i nostri torrenti ingenti volumi di acque completamente inutilizzate che il più delle volte sono causa di danni anche notevoli in ispecie nella parte inferiore del loro corso. E difficile il potersi render conto di questo fenomeno di opposizioni contro opere che sono riconosciute dagli stessi oppositori di assoluta utilità. Sembrerebbe attualità, in realtà si tratta del diario della famiglia Grisanti,scritto da più mani dal 1758 ai primi del 1900, che ho rinvenuto presso l ultimo erede deceduto qualche anno fa a S. Polo. Lo stesso erede ed Ascanio Bertani, grazie al quale ho rintracciato la fonte, mi hanno consegnato i progetti della diga realizzati nel 1800, che sono ora depositati in parte presso la Biblioteca universitaria di Via Allegri ed in parte presso la Fondazione Studium Regiense, a cui sono stati donati.. Il Podestà di S. Polo, continua la ricerca, o chi per esso, forse per odio personale,guidato da criteri che allora, come oggi, informano per lo più gli atti dei nostri amministratori per quel che riflette ogni iniziativa che esorbita dai normali metodi e sistemi, si oppose al progetto Grisanti cercando come al solito di assicurarsi il quieto vivere allontanando da sé e dai colleghi di amministrazione tutte le cause che potessero turbare le stasi del loro cervello con idee nuove per loro e poco comprensibili. Il documento parla poi di dieci generazioni dei Grisanti. La prima, con Grisanti e Cagossi nato nel 1560, avrebbe abitato a Roncolo di Quattro Castella, giurisdizione di Montevetro, e l ultima con la morte di Livio a Varazze il 15 settembre La famiglia Grisanti si spostò poi a Bibbiano in località Fossetta ed acquisì gradualmente segue a pag. 10 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

10 > Primo Piano segue da pag. 9 un patrimonio notevole fra Barco, Bibbiano, Montecchio, S. Polo d Enza e Reggio. Il documento elenca accuratamente le molteplici proprietà di terreni e di immobili. Il progetto della diga sull Enza è in relazione alla settima generazione, al dr. Giuseppe Carlo Grisanti, nato a Bibbiano nell agosto del 1808 e morto a Parma il 23 gennaio Licenziatosi con successo dal Collegio Seminario di Correggio, frequentò l Università di Pisa, dove ne uscì dottore in legge. Il Grisanti però,anziché dedicarsi all attività forense, per atavismo, per intuizione, per osservazione diretta e per gli studi fatti fin dai primordi comprese che la ricchezza ed il benessere economico di un paese dipende anche dalla produzione agraria, fonte di ogni prosperità e diede tutto se stesso e si dedicò col suo naturale slancio e con l infrenabile suo spirito di iniziativa all applicazione nel vasto campo dell agricoltura, nel rispetto dei principi e delle teorie che si facevano strada per opera specialmente dell eminente agronomo Filippo Re. Passò diverso tempo in Sardegna, a Torino, a Genova ed altrove, strinse amicizie con diverse personalità politiche, scientifiche e letterarie. Nell adunanza degli utenti del Canale di Bibbiano del 5 maggio 1836 fu nominato Sovraintendente alle acque ed irrigazione di detto canale. Dopo aver acquisito il diritto di sfruttamento dei terreni demaniali lungo l Enza, con l opposizione del Comune di S. Polo, che iniziò una lite giudiziaria che durò dal 1847 al 1874, il Grisanti integrò la sua idea col progetto di un grandioso serbatoio nel fiume Enza e di un canale per l irrigazione dell agro reggiano e parmense sopra alla Via Emilia. Come si legge dai documenti dell epoca, la domanda di concessione di derivare acqua dall'enza, dalla quale ebbe origine il progetto chiamato bacino Grisanti, fu presentata dai Grisanti nel 1863 al Consiglio superiore dei lavori pubblici, il quale richiese alcune integrazioni. Gli eredi Grisanti sotto il nome di ditta Grisanti-Carmi di Reggio Emilia fecero modificare il primitivo progetto dal professor Torricelli della facoltà di ingegneria dell Università di Roma, progetto che tornò alla Commissione idraulica del Ministero dell'agricoltura. Il progetto, nel suo insieme, consisteva: nella costruzione del serbatoio delle Gazze sull'enza a 25 km da San Polo, capace dell'intera quantità d'acqua occorrente; della diga di presa a Guardasone dalla quale avevano origine due canali: uno in provincia di Reggio per irrigare circa ettari 7000 di terreno ed uno in provincia di Parma per ettari L'acqua del serbatoio delle Gazze,introdotta liberamente nel corso dell'enza, veniva arrestata dalla diga impermeabile di Guardasone, che la guidava poi a due edifici di presa. I canali principali di massima seguivano il piede delle colline sia in provincia di Reggio che in quella di Parma. Quello di Reggio sboccava nel torrente Crostolo presso Puianello, l'altro nel torrente Parma. Ciò serviva per irrigare, durante 100 giorni, un'estensione di terreno di circa ha. La diga raggiungeva l altezza di 60 metri dal letto del fiume e aveva una larghezza predominante di mezzo kilometro e massima di 1 km. Il costo stimato dell opera era di lire La domanda venne finalmente accolta dai consigli provinciali Lavaggio Self-Service a Piste e Automatico Senza Spazzoloni Vasto assortimento di prodotti gastronomici Al Conad Il Colle ogni giorno la qualità dei Supermercati Conad è di casa! di Lauro Ferrarini ALBINEA (RE) Via XXV Aprile 1/B Tel Orario continuato 8,30-20,00 tutti i giorni martedì 8,30-14,00 CHIUSO MARTEDI POM. LE FORCHE PUIANELLO (RE) Via G.di Vittorio 39/H Tel Orario 8,30-13,30 15,30-19,30 Giovedì 8,30-13,30 Sabato continuato 8,30-19,30 CHIUSO GIOVEDI POM. MONTECAVOLO (RE) (NUOVO PUNTO VENDITA) Via F. Cervi, 28 Tel Via Bosco, 16/a PRATISSOLO di Scandiano (RE) Cell STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

11 Primo Piano > di Parma e di Reggio Emilia nel 1890 e nel 1891 e la concessione venne data nel 1902 alla ditta successori Grisanti che poi cedette nel 1907 al cav. Gaetano Anaclerio tutti i diritti di derivazione della acque. Non sto qui ad elencare il successivo iter. Evidenzio l'intervento del Ministero lavori pubblici del 27 agosto 1921 che parlò della possibilità che l energia proveniente da tale impianto potesse essere utilizzata nella elettrificazione ferroviaria della Milano Bologna. Dopo diverse discussioni e diatribe venne rivisto il progetto col concorso delle Ferrovie dello Stato. Esso prevedeva la creazione, oltre ai relativi impianti idroelettrici, la costruzione di una diga alle strette delle Gazze dell'altezza di 70 m, consentendo così di realizzare un serbatoio di 55 milioni di metri cubi. Nel corpo stesso della diga era prevista una centrale di punta della potenza massima di KW/ora. Nella stretta di Vetto era prevista una seconda diga dell'altezza di ritenuta di metri 50, consentendo così di realizzare un lago della capacità di 44 milioni di mc.anche in questa seconda diga era prevista una seconda centrale della potenza di 6000 KWh. L'acqua di scarico di detta centrale veniva poi immessa nel torrente con una galleria di 1200 mt, per poi essere ripresa dallo sbarramento del Guardasone, dopo circa 12 km, per immetterla nei canali di irrigazione. Il bacino imbrifero sfruttato da tali impianti, dice la relazione, è di circa 280 Kmq e si prevedeva di irrigare più di ettari di terreno. Conclude che il progetto in parola avrebbe fornito l energia elettrica necessaria per la elettrificazione della Milano- Bologna e della Parma- Spezia, per l alimentazione delle quali, altrimenti, si dovrebbe portare l energia degli impianti del Trentino con grandi linee di trasporto, le quali, per l elevato costo, aumenterebbero il prezzo dell energia. Ed ancora i serbatoi hanno lo scopo di rendere costante la portata del fiume, eliminando i gravissimi inconvenienti che le grandi piene producono a valle, risparmiando così le ingenti spese alle quali lo Stato è annualmente costretto per evitare o riparare i danni prodotti da tali piene. Ci si augurava che la realizzazione del progetto partisse finalmente a breve. Con la prima guerra mondiale e infine con la seconda tutto è caduto nel vuoto. Dopo l ultima guerra il progetto fu ripreso e negli anni 80, su progetto dell ing. Marcello, l opera poteva avere finalmente inizio, grazie ai finanziamenti ottenuti per la realizzazione delle basi della diga e degli speroni. Ma per non disturbare due lontre intraviste nel fiume (ignorando tra l altro la produzione di energia pulita), l'ottusità e il conflitto politico hanno paralizzato di nuovo l'iniziativa per realizzare l idea geniale del Grisanti. Sul campo di queste diatribe, a causa dell ignoranza, dell invidia, della riluttanza ad accogliere nuove idee anche in opposizione ai loro interessi avrebbero detto i Grisanti, restano la distruzione del patrimonio dei Grisanti profuso a tale fine e le grandi spese sostenute fino ad oggi, rinviando sine die la realizzazione di idee che sono messe in pratica dalle più remote antichità. Se ne sta finalmente parlando di nuovo, e la storia si ripete. Dopo un secolo e mezzo c'è ancora opposizione, molte volte per partito preso, senza conoscere il progetto stesso e senza capire l'importanza che potrebbe avere per tutta la nostra economia. A maggior ragione oggi, quando, di fronte alla crisi in atto, le grandi opere infrastrutturali possono dare un contributo significativo all inversione del ciclo economico. Confidiamo però per dirla con Dobroliubov, che finalmente venga il nuovo giorno. Nelle foto:vetto d Enza Inizio dei lavori e visita delle autorità durante i sondaggi. Via Nobel, 11 Sesso Reggio Emilia - Tel. 0522/ Fax 0522/ STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

12 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

13 Eventi > FOTOGRAFIA EUROPEA IL RICONOSCIMENTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO Conferenze, incontri, workshop, reading, proiezioni e spettacoli in oltre 200 sedi di Carlo Pellacani Fino al 13 giugno Reggio vive l euforia di essere centro d arte internazionale. La manifestazione Fotografia Europea, che per la quinta volta è in pieno svolgimento dal 7 maggio, sembra aver generato uno scatto d orgoglio nella città. Un contributo significativo è derivato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, attribuendo un proprio riconoscimento ufficiale all iniziativa culturale, esalta le potenzialità della nostra terra e attribuisce un meritato apprezzamento ad un sistema culturale d eccellenza che ha i suoi cardini nei servizi bibliotecari e museali del Comune, nelle esposizioni di Palazzo Magnani e nella produzione dei Teatri. Accantonate le controverse valutazioni della vigilia, la manifestazione sembra coinvolgere l intera collettività e superare la soglia delle centomila visite dello scorso anno. Anche se la durata delle giornate inaugurali (momento clou delle conferenze, dei work-shop, delle letture e proiezioni, e degli spettacoli e concerti) è stata ridotta a causa delle minori disponibilità finanziarie, l incremento degli spazi off (passati da 150 ad oltre 200) e la possibilità di visitare le mostre fino al 13 giugno inducono a considerare attendibile tale previsione. E attribuiscono contorni di verosimiglianza all ipotesi di un consistente indotto per la città. L incanto, Man Ray e le mostre personali L incanto è il tema scelto dal curatore Elio Grazioli, cioè la possibilità di scoprire e svelare i segni della trasformazione e del cambiamento della realtà attraverso il filtro della fotografia. I filoni in cui si articola la manifestazione sono quattro: omaggi, mostre personali, produzioni e progetti. Ciascuno sarà visitabile fino al 13 giugno, nei Musei Civici, nei Chiostri di San Pietro e negli spazi espositivi dei Chiostri di San Domenico, nella Galleria Parmeggiani, a Palazzo Casotti, nello Spazio Gerra, nella Sinagoga e nel Museo dei Cappuccini. Alle mostre istituzionali si affiancherà il Circuito Off, la sezione indipendente con più di duecento eventi (erano stati 150 del 2009) ospitati in gallerie d arte, bar, ristoranti, librerie, appartamenti e spazi commerciali della città. L evento di spicco della quinta edizione di Fotografia Europea Man Ray 1934, autoritratto è l omaggio al grande fotografo Man Ray (Filadelfia 1890 Parigi 1976), realizzato in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano. La retrospettiva copre l intero arco del percorso creativo dell artista, dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Le mostre personali sono dedicate a quattro autori: l eclettico Mark Borthwick, film-maker, musicista e fotografo inglese noto soprattutto nel settore della fotografia di moda ma artista a tutto campo; Ange Leccia, artista francese attivo fin dagli anni Ottanta negli ambiti della fotografia e del video; Alessandra Spranzi, brillante fotografa che si dedica a situazioni quotidiane dai risvolti surreali e perturbanti; e Richard Wentworth, scultore contemporaneo inglese impegnato in work in progress fotografico sulle sculture di ogni Alessandra Spranzi, Cavallo mascherato giorno. Le produzioni e i progetti Fotografia Europea propone, inoltre, produzioni originali di Francesco Jodice, fotografo particolarmente sensibile al tema della natura mutevole della città contemporanea nelle sue relazioni tra le persone e le architetture, che realizzerà un progetto, curato da Marinella Paderni, dedicato al tema della mobilità e all evoluzione dell automobile da bene a servizio. Nell ambito del progetto europeo SETSE (Seeing European Culture Through a Stranger's Eyes) viene presentata la ricerca svolta dal fotografo francese Alain Willaume a Reggio Emilia: La parte in comune + Rumori di un banchetto gioioso. Alain Willaume coinvolgerà alcune famiglie che hanno aderito al progetto e le ritrarrà durante e subito dopo il momento del pasto, concentrandosi sui rituali domestici quotidiani. In mostra anche una selezione di fotografie estratte dagli album delle famiglie e dagli archivi storici del Comune, in collaborazione con Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e Anne Testut. L offerta espositiva prevede segue a pag. 14 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

14 > Eventi segue da pag. 13 anche una selezione di progetti speciali cui partecipano i fotografi reggiani Alessandro Rizzi, Sonia Panciroli e Elisa Pellacani, e giovani talenti come Maurizio Agostinetto, Alessia Bernardini e Machiel Botman. Di grande impatto sono gli scatti del fotografo inglese Kevin Cummins, che dagli anni Settanta ad oggi ha realizzato ritratti di alcuni dei più acclamati musicisti inglesi. FOTOGRAFIA EUROPEA: PER LA QUINTA Le mostre collettive Importanti sono anche le mostre collettive. Sono: Al di là delle apparenze opache, a cura di Gigliola Foschi, che propone opere di Nunzio Battaglia, Maggie Cardelús (Spagna-Stati Uniti), Martina Della Valle, Martina Dinato, Thomas Flechtner (Svizzera), Pierluigi Fresia, Francesca Grilli, Daniele Lira, Claudia Losi, Esko Männikkö (Finlandia), Lala Meredith-Vula (Bosnia Erzegovina), Jari Silomäki (Finlandia), Pio Tarantini, Davide Tranchina, Devis Venturelli, Dubravka Vidovic (Croazia), Thomas Wrede (Germania); la collettiva degli otto fotografi del progetto europeo SETSE (Seeing European Culture Through a Stranger's Eyes),György Gáti (Ungheria), Simona Ghizzoni (Italia), Alain Willaume (Francia), Vanessa Pastor (Spagna), Martti Kapanen (Finlandia), Tomasz Galecki (Polonia), Georgios Makkas (Grecia), Petra Cepková (Slovacchia); una selezione di scatti di Dita Pepe, Léa Crespi e Rob Hornstra, vincitori della prima edizione del concorso internazionale di fotografia industriale promosso da GD4PhotoArt, cui si affiancheranno i quattro vincitori della seconda edizione del concorso. A uno dei maggiori protagonisti dell'astrattismo italiano, Luigi Veronesi, appartiene invece la collezione di fotografie, grafica e libri d artista nata dall attività di ricerca e collezionismo di Liliana Dematteis, che ha donato i materiali raccolti alla Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. E parte della rassegna anche il progetto sul quartiere Santa Croce di Reggio Emilia, basato sull interpretazione artistica di un gruppo composto da Fabrizio Cicconi, Lorenza Franzoni, Mirella Gazzotti, Pietro Iori, Manuela Pecorari e Alessandro Scillitani, mentre Istoreco realizzerà l esposizione denominata Disincanto africano con foto di Gino Cigarini sulla sua partecipazione all avventura coloniale italiana. Recupero di un identità Fotografia Europea costituisce, dunque, un significativo test per l affermazione di una dimensione culturale e propositiva a Reggio Emilia. Le presenze di artisti di respiro internazionale e l af flusso di visitatori provenienti in larga parte da città limitrofe e dall estero possono contribuire a far maturare nuove convinzioni e attese. E possono rappresentare l occasione per promuovere l idea di una città con forti potenzialità espressive, facendo emergere la vera identità culturale di una comunità detentrice di antiche nobiltà e di grandi patrimoni d arte. La rassegna dispone di un catalogo, pubblicato da Electa, che accoglie tutte le opere esposte, i contributi critici dei curatori e i testi dei reading degli autori invitati. Foto 1: Mark Borthwick Lovers, Lights Upstate NY. Foto 2: Man Ray MR1926 NoireetBlanche. Foto 3: Esko Männikkö fenicottero. Foto 4: Ange Leccia, Laure, Paris, 1999 Video 4/3, 60'. Foto 5: Maurizio Agostinetto, Alberi - mosso dal vento. Foto 6: Sonia Panciroli, Nasik, India, Foto 7: Mark Borthwick, Us Three, Equinox, Foto 8: Elisa Pellacani, L'incanto della città STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

15 VOLTA REGGIO CENTRO D'ARTE INTERNAZIONALE Eventi > STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

16 COMUNICARE A COLORI OFFICE AUTOMATION STAMPANTI - COPIATRICI - FAX - FOTOCAMERE - DUPLICATORI - SCANNER SOLUZIONI E APPLICATIVI PER UFFICI, GRUPPI DI LAVORO, CENTRI SERVIZI CONCESSIONARIO REGGIO EMILIA E PROVINCIA LA TECNOCOPIE SRL - Via Napoli Z.I. Mancasale - Reggio Emilia (Italy) TEL FAX STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

17 Eventi > ANCHE LA MONTAGNA HA I SUOI FOTOGRAFI In un luogo di paesaggi incantevoli e incantati, emerge con più urgenza l interrogativo: cos è quel quid che c incanta e non sappiamo spiegare?, la curatrice della mostra L enigma dell incanto Alessandra Azzolini chiama i fotografi dell Appennino reggiano, per la prima volta insieme a Fotografia europea, a rispondere per immagini. Il tema è quello dell Incanto. Lo sguardo sul mondo, proposto dalla quinta edizione della rassegna, che Laura Leonelli, a pagina quaranta del domenicale del Sole 24 Ore del 25 aprile, ha definito di straordinario livello internazionale. Anche la montagna porta il suo contributo. Dall'8 maggio al 13 giugno, la Darkness Art Gallery di Castelnovo ne' Monti invita i visitatori di Fotografia europea a proseguire la visita fuori dalle mura cittadine. In un unica esposizione, è possibile fruire degli scatti di Giuliano Bianchini (Ramiseto), James Bragazzi (Casina), Vanni Francia, Paolo Ielli, Giandomenico Reverberi, Dante Simonazzi e Benito Vanicelli (Castelnovo ne Monti). Inaugurazione sabato 8 maggio alle 17, in via Roma 63. La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Castelnovo ne Monti, della Provincia e del Comune di Reggio Emilia, presenta una selezione di immagini inedite di una generazione di fotografi, professionisti e artisti, con le loro differenti sensibilità tecniche, stilistiche e predilezioni di genere. Il giglio ha un profumo inebriante, eppure è l immagine della purezza; la donna, intorno alla quale tutto è sempre in effervescenza, in fosforescenza, è al pari della musica la cosa più elevata e la più indecisa del mondo; l enigma della montagna non è ancora stato sciolto, per tacere della notte, così le parole del filosofo tedesco Ernst Bloch, nel testo intitolato Tema dell incantamento e contenuto nel volume Tracce del 1930, colgono lo spirito dell esposizione. Fotografia europea 2010 costituisce un occasione da non perdere, in particolare per un appennino che ha a lungo sofferto di isolamento non solo fisico e territoriale, ma anche culturale; per inserirsi nel contesto di produzione di un immaginario collettivo di respiro europeo, dice Azzolini. Vanni Francia, Notturno a Firenze, 2009 (Custom) Paolo Ielli, senza titolo,2003 (Custom) James Bragazzi, senza titolo, 2010 (Custom) Giandomenico Reverberi, Sguardi, 2009 (Custom) Dante Simonazzi, Rosso veneziano, 2009 (Custom) STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

18 VENDITA PROMOZIONALE SU TUTTE LE TAGLIE MORBIDE SCONTO FINO AL 30 % STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

19 Reportage > L'ARCHEOLOGA PAOLA DAVOLI CI RACCONTA GLI SCAVI NEL DESERTO EGIZIANO Un altro reggiano, il prof Mauro Cremaschi, collabora alla missione a nord del Birket Qarun PROGETTO INTERNAZIONALE Paola Davoli, nata e residente a Reggio Emilia, si è laureata e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l Università di Bologna. Dal 2002 è professore di Egittologia all Università del Salento (Lecce). È direttore archeologo della Missione della New York University ad Amheida nell oasi di Dakhla (Egitto) oltre che co-direttore della Missione archeologia a Soknopaiou Nesos. Dirige scavi in Egitto dal 1995 ed è autrice di quattro monografie e di numerosi articoli scientifici. Nel deserto occidentale egiziano, a nord del Birket Qarun, il lago salato che caratterizza l oasi di El-Fayyum, è una città fantasma, nota ai viaggiatori e agli esploratori del XVIII e XIX secolo con il nome di Dime es- Seba, Dime dei leoni. Il suo nome antico era Soknopaiou Nesos, che letteralmente significa l isola del dio Soknopaios, una collina in realtà che emergeva dalla pianura desertica su cui era stato eretto un tempio dedicato al dio che assumeva le sembianze di un coccodrillo. L insediamento venne fondato nel III secolo a.c. e dopo essere stato abbandonato dai suoi abitanti intorno alla metà del III secolo d.c. iniziò ad essere sepolto dalle sabbie del deserto. La sabbia e i crolli dei soffitti delle abitazioni sigillarono e protessero gli oggetti che gli abitanti avevano lasciato dietro di sé. La lontananza dai centri abitati e le difficoltà che comportava raggiungere un tale luogo hanno consentito una buona conservazione delle antichità. Fulcro culturale ed economico dell insediamento era un grande tempio circondato da mura ancora alte una quindicina di metri. Era raggiunto da una strada lastricata lunga circa 400 metri che divide la città in due quartieri e costituiva la via su cui le divinità erano portate in processione durante le feste. Dal 2003 una Missione Archeologica dell Università del Salento diretta dai prof. Paola Davoli e Mario Capasso, docenti di Egittologia e di Papirologia, ha iniziato una nuova fase di studio e di indagine del sito. Nonostante le difficoltà logistiche ogni anno la Missione effettua un mese di scavo e di survey topografico. Lo scavo è concentrato all interno del recinto templare dove è stato interamente portato alla luce il tempio principale in blocchi di calcare dedicato al dio oracolare Soknopaios e alla consorte Iside Neferses. Il santuario si conserva per 1,6 m di altezza, ma doveva avere più piani, come dimostrano due scale situate al suo interno. La decorazione del tempio non fu terminata, ma alcune scene religiose dipinte e scolpite a bassorilievo sono state rinvenute, Il Soknopaiou Nesos Project è un progetto internazionale nato nel 2005 all Università del Salento per lo studio delle fonti e la ricerca archeologica a Soknopaiou Nesos, aperto alla collaborazione di quanti si dedichino allo studio dei molteplici aspetti di questo sito. Il progetto e lo scavo archeologico sono diretti da M. Capasso e P. Davoli, rispettivamente docenti di Papirologia e di Egittologia nell ateneo salentino. L Università di Würzburg, nella persona del prof. Martin Stadler, collabora dal 2005 con il SNP per lo studio e l edizione nonostante l edificio sia stato demolito e usato come una vera e propria cava di materiali da costruzione. Moltissimi gli oggetti di arredo templare trovati dalla Missione, come i papiri scritti in greco e in demotico (l egiziano dell epoca), tra i quali alcuni papiri oracolari, parti di mobili in legno riccamente decorati con inserti in pasta vitrea policroma e lamina d oro, statue di divinità e di sacerdoti. Va infine menzionata anche una spada in ferro con pomello in ebano in perfette dei documenti demotici. Da anni ormai è inoltre attiva una collaborazione scientifica con il Kelsey Museum di Ann Arbor, in cui sono conservati gli archivi della missione archeologica della University of Michigan che scavò a Dime nel Lo scavo archeologico è sostenuto finanziariamente dall Università del Salento, dal Ministero per gli Affari Esteri, dal cav. Luca Trombi, mecenate della Missione ormai da diversi anni, e da alcuni sostenitori privati. Per chi vuole saperne di più: www. museopapirologico.org. condizioni, che un cavaliere romano lasciò nel tempio. La Missione collabora con archeologi reggiani, tra i quali anche il prof. Mauro Cremaschi, e con specialisti di varie università europee e statunitensi. Le scoperte fino ad ora effettuate sono di grande importanza storica, ma ancora molto resta da fare e da scoprire a Soknopaiou Nesos. Foto in alto: l area prima dello scavo, in basso a sx il restauro di una sfinge, e la statuetta in bronzo raffigurante un leopardo. segue a pag.20 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO

20 > Reportage Foto 1: casa scavata dalla University of Michi nale. Foto 4: l ingresso all aarea templare. Fo Foto 6: rilievo trovato nel tempio di Soknopa Foto 8: amuleto in papiro. 20 STAMPA REGGIANA > anno VIII numero 5 > MAGGIO 2010

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