Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia Rapporto. Alessandro Trigila, Carla Iadanza Rev Data Archivio. Titolo. Tipo.

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1 Titolo Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia 2014 Tipo Rapporto Dipartimento Difesa del Suolo/ Servizio geologico d Italia Servizio Istruttorie, Piani di Bacino e Raccolta Dati Redatto da Alessandro Trigila, Carla Iadanza Rev Data Archivio 00 Novembre 2014 RT/SUO-IST 047/2014

2 Indice 1 LE FRANE Le frane in Italia Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI) Popolazione esposta a frane Punti di criticità per frane lungo le infrastrutture lineari di comunicazione LE ALLUVIONI Aree a criticità idraulica Popolazione esposta ad alluvioni Soluzioni per la mitigazione del rischio idrogeologico Piani di Assetto idrogeologico: Comuni con aree ad alta criticità idrogeologica Interventi di difesa del suolo finanziati Fabbisogno per interventi di difesa del suolo Eventi che hanno prodotto danni alle persone... 12

3 1 LE FRANE 1.1 Le frane in Italia L Italia è uno dei paesi europei maggiormente interessati da fenomeni franosi. Ogni anno oltre un migliaio di frane colpiscono il territorio nazionale e solo negli ultimi 5 anni gravi eventi di frana hanno causato vittime e ingenti danni a centri abitati e a infrastrutture di comunicazione, come ad esempio nel 2014 a Roma; nel 2013 nelle province di Parma e Reggio Emilia (es. frana di Capriglio nel comune di Tizzano Val Parma); il 5 agosto 2012 in Alta Valle dell Isarco (BZ); il 25 ottobre 2011 nelle Cinque Terre, Val di Vara (SP) e Lunigiana (MS); il 31 ottobre 2010 a Massa (MS); il 12 aprile 2010 a Merano (BZ); l 11 marzo 2010 a Montaguto (AV); il 15 febbraio 2010 a Maierato (VV); il 13 febbraio 2010 a San Fratello (ME); il 1 ottobre 2009 a Giampilieri (ME); il 18 luglio 2009 a Borca di Cadore (BL) e il 25 gennaio 2009 sull Autostrada A3 ad Altilia (CS). Ogni anno sono circa un centinaio gli eventi franosi principali, ovvero quelli che causano vittime, feriti, evacuati e danni a edifici e infrastrutture lineari di comunicazione primarie. 1

4 Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia ISPRA 1.2 Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI) L ISPRA in collaborazione con le Regioni e Province Autonome d Italia realizza l Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI). L Inventario fornisce un quadro di dettaglio sul dissesto da frana in Italia e ha censito, ad oggi, frane che interessano un area di km2, pari al 7% del territorio nazionale. L adozione di una metodologia standardizzata di lavoro ha permesso di ottenere dati omogenei e confrontabili a scala nazionale. L Inventario IFFI è la banca dati sulle frane più completa e di dettaglio esistente in Italia, per la totale copertura del territorio nazionale, il dettaglio della cartografia delle frane (scala 1:10.000) ed il numero di parametri ad esse associati. Tuttavia esiste una forte criticità relativa all aggiornamento della banca dati dell Inventario IFFI su tutto il territorio nazionale: i dati sono aggiornati al 2007 per la maggior parte delle Regioni, al 2008 per la Regione Liguria e al 2013 solamente per l Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Basilicata (Annuario dei Dati Ambientali, ISPRA, Ed. 2013). A tale riguardo è stata predisposta una proposta tecnico-economica di rifinanziamento del Progetto IFFI, approvata dalla Conferenza Stato-Regioni il 23 ottobre 2012, che deve essere ancora attuata. 2

5 Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia ISPRA ISPRA, dal 2005, pubblica il servizio di cartografia online del Progetto IFFI che registra oltre contatti l anno (http://www.progettoiffi.isprambiente.it). 3

6 Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia ISPRA 1.3 Popolazione esposta a frane La popolazione esposta a fenomeni franosi in Italia ammonta a abitanti. La stima è stata effettuata da ISPRA intersecando, in ambiente GIS, le sezioni di censimento ISTAT 2001 con le frane dell Inventario IFFI. Per popolazione esposta a fenomeni franosi si intende la popolazione residente esposta al rischio di danni alla persona (morti, dispersi, feriti, evacuati). 4

7 Regione Popolazione esposta a frane (N. ab.) Piemonte Valle d'aosta 9138 Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia 7310 Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia 8098 Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Totale Italia

8 1.4 Punti di criticità per frane lungo le infrastrutture lineari di comunicazione Per quanto riguarda le principali infrastrutture lineari di comunicazione l ISPRA ha stimato punti di criticità per fenomeni franosi lungo la rete stradale principale (autostrade, superstrade, strade statali, tangenziali e raccordi), di cui 720 lungo la rete autostradale punti di criticità per frana sono stati individuati lungo i km di rete ferroviaria. In tali punti i tracciati stradale e ferroviario potrebbero essere interessati dalla riattivazione di frane già censite e cartografate nell Inventario IFFI. Occorre precisare che tali stime non considerano gli eventuali interventi strutturali di consolidamento e bonifica dei versanti effettuati lungo i suddetti tracciati. 6

9 2 LE ALLUVIONI 2.1 Aree a criticità idraulica Le aree ad alta criticità idraulica sono pari a km 2 (elaborazione MATTM Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 2008) e comprendono: aree a pericolosità da alluvione elevata e molto elevata (P3, P4), aree a rischio da alluvione elevato e molto elevato (R3, R4), aree d alveo, aree golenali, aree di fascia A, B, C con tempi di ritorno minori o uguali a 200 anni (Tr 200) perimetrate nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) redatti dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome (fonte: Il rischio idrogeologico in Italia, MATTM, 2008). Le aree a criticità idraulica, che comprendono oltre alle aree suddette anche le aree a pericolosità da alluvione con tempi di ritorno fino a 500 anni (Tr 500) e le aree di attenzione, sono pari a km 2 (elaborazione ISPRA 2012) 1. 1 Le elaborazioni sono state effettuate precedentemente alla redazione delle nuove mappe di pericolosità idraulica ai sensi del D.lgs. 49/2010 (Recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE) prodotte dalle Autorità di Bacino/Distretto Idrografico nel giugno

10 Rapporto di sintesi sul dissesto idrogeologico in Italia ISPRA 2.2 Popolazione esposta ad alluvioni La popolazione esposta ad alluvioni in Italia, considerando lo scenario massimo atteso (aree a criticità idraulica con tempo di ritorno fino a 500 anni) ammonta a abitanti. La stima è stata effettuata da ISPRA intersecando, in ambiente GIS, le sezioni di censimento ISTAT 2001 con le aree a pericolosità idraulica perimetrate nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) redatti dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome. Per popolazione esposta ad alluvioni si intende la popolazione residente esposta al rischio di danni alla persona (morti, dispersi, feriti, evacuati). 8

11 Regione Popolazione esposta ad alluvioni (N. ab.) Piemonte Valle d'aosta 4338 Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise 4351 Campania Puglia Basilicata 2829 Calabria Sicilia Sardegna Totale Italia

12 3 Soluzioni per la mitigazione del rischio idrogeologico Si riporta lo schema delle soluzioni per la mitigazione del rischio da frana: Per le aree già edificate sono necessari l insieme di interventi strutturali e non strutturali che vanno dalle opere di ingegneria per il consolidamento dei pendii instabili e la messa in sicurezza dei centri abitati, alle delocalizzazioni e alle reti di monitoraggio strumentale che consentono l attivazione di sistemi di allerta e allarme (es. rete Rercomf - ARPA Piemonte, Centro Monitoraggio Geologico di Sondrio - ARPA Lombardia). Per le aree non ancora edificate è fondamentale ubicare in posti sicuri gli edifici strategici quali ospedali, scuole, uffici pubblici e attuare una corretta pianificazione territoriale, mediante l applicazione di vincoli e regolamentazione d uso del territorio (PAI), che costituisce l'azione più efficace di riduzione del rischio nel lungo termine. Nell ottica della mitigazione del dissesto idrogeologico, oltre alla realizzazione degli interventi strutturali, risulta strategica l attività conoscitiva a scala nazionale, anche secondo quanto stabilito dagli artt. 55 e 72 del Dlgs. 152/

13 4 Piani di Assetto idrogeologico: Comuni con aree ad alta criticità idrogeologica I comuni interessati da aree ad alta criticità idrogeologica sono 6.633, pari al 81,9% dei comuni italiani. Le aree ad alta criticità idrogeologica comprendono le aree a rischio (esposizione di territori con persone e cose) o soggette a pericolosità (esposizione di territori a prescindere dalla presenza di insediamenti) di alluvione, di frana o di valanga, caratterizzate da livelli di grado elevato e molto elevato o ad essi ritenuti equivalenti (Fonte: MATTM, Il rischio idrogeologico in Italia, 2008). L elaborazione è stata effettuata dal Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel 2008 sulla base dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) redatti dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome. 11

14 5 Interventi di difesa del suolo finanziati Dal 1999 ad oggi sono stati finanziati dal MATTM interventi di difesa del suolo per un totale di 4,47 miliardi di euro. Di questi, interventi sono relativi agli Accordi di Programma (AdP) , cofinanziati dalle Regioni e Province Autonome. In tale ambito l ISPRA svolge, per conto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l attività di monitoraggio dell attuazione degli interventi di Difesa del Suolo finanziati dal MATTM. Il Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS), implementato da ISPRA e disponibile online all indirizzo raccoglie le informazioni sugli interventi monitorati. Il principale obiettivo del Repertorio è la formazione di un quadro unitario, costantemente aggiornato, delle opere e delle risorse impegnate nel campo di difesa del suolo, condiviso tra tutte le Amministrazioni che operano nella pianificazione ed attuazione degli interventi. In questo senso la banca dati ReNDiS si propone come uno strumento conoscitivo utile a migliorare il coordinamento e, quindi l'ottimizzazione, della spesa nazionale per la difesa del suolo, nonché di favorire la trasparenza e l'accesso dei cittadini alle informazioni. 6 Fabbisogno per interventi di difesa del suolo Il fabbisogno necessario per la realizzazione degli interventi per la sistemazione complessiva delle situazioni di dissesto sull intero territorio nazionale ammonta a complessi 44 miliardi di euro: di cui, 27 per il Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il settore del patrimonio costiero. I dati derivano dai Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), Piani straordinari e piani decennali redatti dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome. La fonte dei dati sul fabbisogno per interventi di difesa del suolo è relativa all Audizione del Sottosegretario di Stato per l ambiente e la tutela del territorio e del mare on. Roberto Menia, nelle sedute del 16 e del 22 luglio 2009 nell ambito di un Indagine conoscitiva sulla difesa del suolo, sulle politiche per la tutela del territorio, al difesa del suolo e il contrasto agli incendi boschivi condotta congiuntamente dalla VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera e dalla 13a Commissione del Senato 7 Eventi che hanno prodotto danni alle persone Nel periodo compreso fra il 1279 ed il 2002, il catalogo del CNR IRPI riporta 4521 eventi calamitosi che hanno causato morti, dispersi, feriti, sfollati e senzatetto, di cui 2366 relativi a frane (52,33%), 2070 ad inondazioni (45,79%), e 85 a valanghe (1,88%). I morti per frana sono stati almeno , i dispersi 85 ed i feriti I morti per inondazione sono stati oltre , i dispersi 121, ed i feriti almeno 2366 (http://sici.irpi.cnr.it/danni_persone.htm). 12

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