Il Sir si ferma dal 22 dicembre al 2 gennaio.

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1 n. (989) 87 anno dicembre GIUBILEO UN PRIMO BILANCIO... OLTRE I NUMERI Buon Natale! Il Sir si ferma dal 22 dicembre al 2 gennaio. 13 Un testo approvato dai vescovi dell Emilia Romagna Il card. Arinze per la fine del Ramadan Resterà memorabile Anche l Islam si apra 8 Lassù c è la Madonnina DUOMO DI MILANO La bomba tra le guglie 22 Domande sulla felicità TAIZÉ A fine anno l incontro europeo a Barcellona S.Clementi, E.Brivio 21 I bambini di Chernobyl SOLIDARIETÀ Dopo la chiusura della centrale nucleare 23 Le cose ultime TEOLOGIA Congregazione per la dottrina della fede

2 SOMMARIO Cei-Santa Sede: La settimana per l unità/ La Cei per le alluvioni/ Nuovi santi e beati/ Il Papa e l Europa Diocesi: Carpi/ Cremona/ San Severo/ Pompei/ Cuneo/ Faenza Associazioni: Aimc/ Confap/ Ed. La Scuola/ Don Orione/ Mieac (p.21) Milano: la bomba sul duomo Lassù c è la Madonnina C.M.Martini, S.Clementi, E.Brivio Immigrazione Il mondo in un aula Giubileo Resterà memorabile Europa ed Asia Dai mercati ai diritti Cristo nell arte Il Volto dei volti Musulmani Anche l Islam si apra Immigrati Contenti a metà Il Papa e l Europa Perché cristiana? S. Fontana Buono scuola E legge in quattro regioni Scheda - Fausto Bonini Giubileo dello spettacolo Ritrovare la gioia Il Papa e Haider Il grande e il piccolo S. Spaccatrosi, C.Caviglione (anche pag.26) Emigrazione Italiani nel mondo Solidarietà I bambini di Chernobyl I 60 anni di Taizé, Domande sulla felicità Teologia Le cose ultime Brevi: Cooperazione, le proposte delle ong/ Mons. Poletto sul Natale/ Caritas ambrosiana ed anziani Agenda gennaio 2001 Una mostra Donne dimenticate SPECIALE CEI: DAL GIUBILEO AGLI ORIENTAMENTI PASTORALI (1) NOTA Spendersi per l Europa Di fronte ad Haider, mai nominato, il Papa si è limitato, come si sa, ad una impeccabile meditazione sull albero. Ma al governatore della Carinzia, che in Vaticano è apparso per quello che è, al di là del gran circo politico-mediatico che ha saputo evocare e gli è stato costruito, ha parlato con chiarezza: consegnandogli il messaggio per la giornata mondiale della pace 2001 e con altri significativi argomenti. Proprio lo stesso giorno in un impegnato messaggio al convegno storico per i milleduecento anni dell incoronazione di Carlo Magno, Giovanni Paolo II ancora una volta si è speso per l Europa. Il Papa appartiene alla generazione che ha attraversato tutto il ventesimo secolo e non può dimenticare. Non può dimenticare quelle ideologie totalitarie, sterili e distruttive, che sono uscite da un Europa che aveva voluto dimenticare le sue fondamenta cristiane. Non dimentica, papa Wojtyla, non perché pensa al passato, ma al contrario perché guarda in avanti. Ecco allora il monito per l Europa di oggi: per l Unione da un lato e per gli altri paesi che stanno faticosamente trovando la strada della democrazia. Ritorna un punto su cui il Papa da sempre insiste: è proprio alla luce delle sventure riversatesi sul ventesimo secolo che si comprende come i diritti di Dio e dell uomo si affermino o cadano insieme. Per questo la Carta Europea dei diritti fondamentali non lo soddisfa. Per quella reticenza a parlare di Dio che finisce coll impoverire tutta la costruzione. Eppure è proprio questo il baluardo contro le idolatrie della razza, della classe, dello stato, della nazione, del partito, contro le minacce che aborto, eutanasia, manipolazione genetica portano all elementare diritto alla vita. L identità dell Europa si gioca insieme sulle radici e sulla tensione allo sviluppo. Questo vale sia per l Unione che per gli altri paesi. E al nuovo ambasciatore croato il Papa ha riaffermato la prospettiva dell Europa come una casa comune, un area di solidarietà fattiva, permeata dai valori del Vangelo, che ne hanno plasmato la storia. La ricostruzione dei Balcani è un punto essenziale per costruire questa prospettiva. E di qui parte anche una delle strade verso Mosca, che resta una delle mete nel cuore di Giovanni Paolo II. Presto sarà in Ucraina. E proprio il 16 dicembre, sempre mentre tutto il nostro sistema della comunicazione era concentrato sul piccolo HAider, al presidente Leonid Kuchma ha indirizzato un messaggio in occasione della chiusura della centrale atomica di Chermobyl, segno di speranza per un mondo più sicuro e più fraterno. Il Papa ci crede e continua a spendersi, senza riserve. FRANCESCO BONINI 1

3 CEI - SANTA SEDE La settimana per l unità Io sono la via, la verità e la vita (Giovanni 14, 1-6). E il tema scelto quest anno per la Settimana di preghiera per l unità dei cristiani che si svolgerà dal 18 al 25 gennaio Come di consueto, la Settimana viene presentata in un opuscolo edito dalle Paoline e dal Centro Pro Unione, e presentato dai rappresentanti delle chiese cristiane presenti in Italia: per la chiesa cattolica, mons. Giuseppe Chiaretti, presidente del Segretariato Cei per l ecumenismo e il dialogo; per la Federazione della Chiese evangeliche in Italia, Domenico Tomasetto, presidente; per la vicaria ortodossa romena d Italia, padre Traian Valdman, arciprete e vicario eparchiale. Il secondo millennio detto delle divisioni si legge nella presentazione conosce anche la nascita del movimento ecumenico moderno, che nel ventesimo secolo ha dato voce all ardente desiderio di unità ecclesiale. Il processo di unione ha registrato significative convergenze teologiche, gesti simbolici di ritrovata fraternità, di riscoperta dell ecclesialità altrui, ma anche momenti di incomprensione e di smarrimento in cui ci siamo chiesti, con Tommaso: Signore come facciamo a sapere la strada?. All inizio del terzo millennio, le chiese hanno scelto, come strada da seguire, la risposta di Gesù: Io sono la via, la verità e la vita. E lui scrivono Chiaretti, Tomasetto e Valdman la via verso il Padre. Nel nostro mondo moderno ci troviamo davanti ad una rete stradale molto complessa e intricata. Ma la segnaletica ci aiuta a prendere la direzione desiderata. La guida alla Settimana di preghiera è stata formulata quest anno dalle Chiese della Romania. Se il passato millennio ha visto una divisione tra le chiese si legge nell introduzione al testo le stesse, in tempi recenti, hanno gettato le basi affinché nel nuovo millennio esse siano di nuovo uno, nell unità. Il 2001, proseguono le chiese romene, offre ampie occasioni per porre alcune pietre miliari nel nostro cammino comune. La più importante è che tutti i cristiani nel mondo celebreranno la festa della Pasqua nello stesso giorno. Un altra occasione di celebrazione ecumenica sarà la festa che la Chiesa ortodossa armena celebrerà in occasione della fondazione del primo Stato cristiano in Armenia, 1700 anni fa. Un altra opportunità affermano le chiese - sarà offerta dalla Charta Oecumenica, un testo scaturito dalla seconda Assemblea ecumenica di Graz nel 1997, segno tangibile della crescente vita comune delle Chiese in Europa. La Cei per le alluvioni Per far fronte alle recenti alluvioni che hanno colpito il Nord Italia, la delegazione regionale della Caritas di Piemonte e Val d Aosta ha stanziato altri 600 milioni a favore delle zone più colpite: 200 milioni alla diocesi di Vercelli, 200 milioni a Casale Monferrato, 100 a Torino e 100 ad Aosta. Per quanto riguarda la Valle d Aosta afferma la Caritas 6 comuni presentano ancora problemi urgenti: in queste zone quasi 200 famiglie e una sessantina di piccole imprese sono state considerate in precarie condizioni economiche. In Piemonte, nel Vercellese, sono più di 700 le famiglie considerate in evidente stato di bisogno e una ventina le piccole aziende artigianali segnalate. Nella diocesi di Casale Monferrato, dove il fiume Po ha raggiunto un altezza superiore di un metro a quella dell alluvione del 1994, sono stati toccati soprattutto 9 centri, in 6 comuni: circa 500 famiglie in stato di bisogno e 100 imprese. Quello stanziato dal Comitato per l alluvione, istituito dalla delegazione regionale della Caritas di Piemonte e Val d Aosta, è il secondo stanziamento effettuato dalla Caritas regionale, che aveva già assegnato 300 milioni per le zone alluvionate, che facevano parte dei fondi stanziati dalla Cei grazie all otto per mille. Ogni diocesi - informa ancora la Caritas - ha provveduto a fornire gli aiuti economici alle famiglie, alle piccole imprese e alle istituzioni religiose. Le diocesi che hanno riportato richieste per somme inferiori a quanto ricevuto, hanno restituito alla delegazione i fondi eccedenti. Nuovi santi e beati Il martirologio del ventesimo secolo si allungherà di 102 nomi. Un folto gruppo di martiri spagnoli, uccisi in odio alla fede nel 1936 durante la persecuzione religiosa della guerra civile, è stato infatti inserito nei decreti dalla Congregazione delle Cause dei Santi, che si riferiscono a 19 cause, e sono stati promulgato il 18 dicembre scorso alla presenza di Giovanni Paolo II. I decreti, oltre ai 102 martiri, 2

4 CEI - SANTA SEDE riguardano 4 canonizzazioni, 1 beatificazione, e il riconoscimento delle virtù eroiche per 7 Servi di Dio. Nell elenco vi si trovano rappresentati, ha spiegato mons. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, uomini e donne di ogni ceto, diverse condizioni sociali, stati di vita e nazionalità diverse, cioè il Canada, il Costa Rica, la Croazia, la Francia, la Germania, l Italia, il Messico, il Nicaragua, la Polonia, la Spagna. Dalla folla di martiri del ventesimo secolo, ha detto il vescovo, quasi militi ignoti della grande causa di Dio, la Chiesa dell arcidiocesi di Valencia, in Spagna, ha potuto individuare su oltre 1000 Testimoni della fede, il martirio storicamente e teologicamente accertato di 102 Servi e Serve di Dio. Si tratta di sacerdoti diocesani, di membri di Ordini e congregazioni religiose maschili e femminili, laici e laiche impegnati nei movimenti di Azione Cattolica e di molteplici associazioni e sodalizi dell apostolato parrocchiale e diocesano. A questi si aggiunge il laico Francesco Castello y Aleu, della diocesi di Lérida. I quattro beati per i quali è stata richiesta la canonizzazione sono Giuseppe Marello ( ), vescovo di Acqui, fondatore della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe di Asti; Teresa Eustochio ( ), fondatrice dell Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù; Francesca Salesia ( ), fondatrice della Congregazione delle Suore Oblate di San Francesco di Sales; Maria Crescenzia ( ), monaca professa del Terz Ordine regolare di San Francesco. La beatificazione viene invece chiesta per la Serva di Dio Emilia Tavernier ( ), fondatrice della Congregazione delle suore della Provvidenza di Montréal. Per l esercizio eroico delle virtù emergono forti personalità di religiosi come Vendelino Vosnjak, sacerdote dell Ordine dei Frati Minori, che riunì le diverse famiglie francescane di Slovenia e Croazia, e il laico professo Giuseppe Ghezzi, che rinunciò al titolo nobiliare e agli averi per dedicarsi alla vita di preghiera e di carità. Accanto a loro, cinque religiose Serve di Dio: Liberata dal sacro Cuore di Gesù, Maria Pilar Izquierdo Albero, Sanzia Szymkowiak, Maria Candida dell Eucarestia, Maria Romero Meneses. Il Papa e l Europa A tutte le Nazioni d Europa, piccole o grandi che siano, vanno assicurate libertà e democrazia con pari diritti e doveri. E questa la strada che conduce verso un futuro di pace stabile e di un autentico sviluppo a beneficio non solo dell Europa. Con queste parole, Giovanni Paolo II ha ricevuto il 15 dicembre l ambasciatore della Repubblica di Croazia presso la Santa Sede, Franjo Zenko, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. La democrazia ha ricordato il Papa - non si impone né si improvvisa ma, al contrario, esige educazione e sostegno. Ciò richiede una costante crescita della coscienza civile e sociale e un ininterrotta partecipazione di tutte le componenti del Paese alla costruzione del bene comune, mai perdendo di vista la verità sull uomo e sulla donna da Dio creati a sua immagine e somiglianza. La democrazia ha proseguito - esige che le strutture dello Stato siano messe a servizio di tutti i cittadini, non solo di singoli gruppi, e che si sviluppi un dialogo stabile tra tutte le componenti politiche e sociali nella ricerca condivisa del bene comune e nel rispetto per tutti e per ciascuno. Per Giovanni Paolo II chi è chiamato a servire la comunità è tenuto a far riferimento in ogni circostanza ai principi etici ed alle norme morali, su cui deve poggiare ogni società. E importante, ha ribadito il Pontefice, che i Governanti sappiano infondere speranza e fiducia alla popolazione, specialmente alle persone e ai ceti più deboli e bisognosi. E indispensabile ha concluso - tener conto delle legittime e giuste esigenze delle famiglie e dei giovani, e proteggere la persona e la vita umana, in ogni sua fase, dal suo primo sbocciare fino al tramonto naturale. Le famiglie ed i giovani aspettano con ragione di poter vivere lavorando onestamente per costruire con fiducia un futuro sereno. 3

5 DIOCESI La domenica del cristiano Come andare controcorrente? : la domanda è del vescovo di Carpi, mons. Elio Tinti ed appare nella 4

6 DIOCESI Un nuovo settimanale diocesano Uno strumento di comunicazione che aiuti la nostra comunità a vivere il Vangelo e ad esercitare il ruolo di coscienza critica in un tempo di grandi trasformazioni culturali e di disorientamento etico. Così mons. Michele Seccia, vescovo di San Severo (in provincia di Foggia), annuncia la nascita di Oltre la Porta mensile diocesano che partirà, con il numero zero, dal prossimo mese di gennaio. Un giornale rivolto a chi opera nel campo ecclesiale, ma anche al territorio per contribuire, tra l altro scrive inoltre mons. Seccia a seminare i valori cristiani della cultura del nostro tempo, a diffondere l insegnamento della Chiesa e ad informare sulla vita della nostra comunità locale. Attenzione alla vita della Chiesa, ma anche alle vicende sociali, politiche e culturali del territorio: queste le caratteristiche del periodico alla cui guida è stato nominato Francesco Armenti. E partito in questi giorni anche il rilancio di Radio missione cenacolista, un iniziativa della Chiesa locale che si prefigge l obiettivo di diffondere il messaggio evangelico nelle case della diocesi. Pompei: inaugurata la biblioteca Contiene oltre 30 mila volumi, dal XVI secolo ai giorni nostri, la nuova biblioteca del santuario di Pompei, inaugurata nei giorni scorsi. Per l occasione è anche stato aperto al pubblico l archivio Bartolo Longo, che raccoglie migliaia di documenti sulla storia del santuario, a partire dall anno 1872, in cui arrivò nella città campana il fondatore del centro mariano. I documenti sono divisi in 24 sezioni, che comprendono, tra l altro, i documenti contabili delle offerte per la costruzione del santuario, le testimonianze delle grazie ricevute (questa sezione è ricca di ben 174 fascicoli, a partire dal 1876), la sezione che conserva la corrispondenza del beato oltre a numerosi suoi scritti, tutta la documentazione sul processo di beatificazione, insieme a sezioni quali quella della raccolta completa della rivista Il Rosario e la Nuova Pompei, fondata dallo stesso Longo nel 1884 e attualmente spedita in 300 mila copie in tutto il mondo. Nell archivio ci sono altre curiosità, quali ben 36 tesi di laurea sul fenomeno religioso di Pompei e sul suo fondatore Bartolo Longo. Tra i mecenati del santuario, al marchese Domenico De Luca è stata dedicata la sala di lettura. La biblioteca è stata informatizzata secondo le regole internazionali di catalogazione (Isbd), con l impiego del software indicato dall Unesco (Cds Isis 30). Attualmente comprende opere di vari argomenti, anche se, secondo la sua naturale vocazione, si propone come centro di studi mariani e mariologici. Dopo la benedizione da parte del vescovo prelato mons. Francesco Saverio Toppi, vari relatori hanno preso la parola. Tra gli altri, Francesco Sisinni, dirigente pubblico, ha descritto il ricchissimo patrimonio bibliografico italiano con 12 mila biblioteche, di cui 6 mila ha detto sono ben attrezzate. In particolare si è soffermato sui testi usciti in occasione del Giubileo, in totale circa 250 sugli aspetti storici, metafisici e di cronaca. Sisinni ha anche ricordato che la prima guida del pellegrino uscì nel lontano anno 315, appena due anni dopo l Editto di Costantino. Nel 1345 uscì la prima guida giubilare. Cuneo: la Madonna degli Angeli A quattro anni dal crollo della cupola, il santuario Madonna degli Angeli a Cuneo verrà restituito alla città con una cerimonia ufficiale di riapertura, durante la messa di mezzanotte di Natale. Il programma della serata prevede il concerto dell orchestra e del coro del conservatorio Ghedini di Cuneo, con brani natalizi, quindi seguirà la messa celebrata dal vescovo mons. Natalino Pescarolo e dal provinciale dei Frati Minori p. Fedele Pradella. Come spiega don Eraldo Serra, direttore de La Guida di Cuneo, si tratta di un momento significativo per la città, oltre che per la diocesi, in quanto il comune è proprietario della struttura e considerando il fatto che il santuario è uno dei luoghi sacri più cari ai cuneesi. Inoltre il 2000 è stato anche l anno dei festeggiamenti per i 250 anni del viale degli Angeli, che congiunge la zona della chiesa con il centro cittadino e che rappresenta uno dei monumenti urbani più accoglienti. Il crollo della cupola avvenne il 30 dicembre 1996: la struttura, sulla quale erano in corso lavori di alleggerimento del tetto, cedette, causando danni gravissimi all edificio, ma, per fortuna, senza conseguenze sulle persone. Per i lavori di ripristino intervennero le Soprintendenze regionali e del ministero dei Beni culturali, sostenendo finanziariamente i lavori assieme al comune, con il vincolo di ricostruire una cupola analoga all originale. Faenza: targhe devozionali Presso il Museo internazionale delle ceramiche di Faenza è aperta, fino al 6 gennaio 2001, la mostra Lungo le vie della devozione. Sono esposte 150 opere che illustrano cinque secoli di immagini della Vergine e dei santi, nelle targhe devozionali dell Emilia Romagna, specialmente della zona faentina. L itinerario della mostra è strutturato in modo da permettere al visitatore, anche grazie all ausilio di pannelli didatti ci, di conoscere le caratteristiche e la destinazione architettonica delle targhe, e la loro funzione religiosa nella vita quotidiana. 5

7 ASSOCIAZIONI / ENTI Scuola e formazione Contratto docenti: motivo di soddisfazione - Nei giorni scorsi si è conclusa, pur tra dissensi di alcune parti sindacali, la trattativa tra il governo e i docenti delle scuole statali per il rinnovo del contratto di lavoro. Sulla vicenda interviene l Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), con una nota firmata dal consiglio nazionale in cui tra l altro si afferma che il raggiunto accordo costituisce un motivo di soddisfazione non tanto per il quantum di aumento stipendiale, ma soprattutto per il significato che la soluzione raggiunta ha in sé. Per l Aimc, infatti, si tratta di un primo riconoscimento dovuto a professionisti che si sono impegnati e si stanno impegnando in un processo complesso ed esigente per il sistema scolastico. Si tratta anche di una tappa di avvicinamento per l equiparazione dei docenti italiani ai parametri dei colleghi europei. Un segnale che può contribuire a quel percorso di riaccreditamento e di recupero di stima sociale il cui indebolimento è fra le cause, anche se non la sola, del malessere serpeggiante fra gli operatori della scuola. L Aimc auspica poi che si giunga rapidamente a chiudere anche la questione del contratto dei dirigenti scolastici, figure snodo dice da poco ridefinite nel loro profilo e nella loro funzione con accresciute responsabilità. Per una qualità della scuola cattolica - Presidenti e dirigenti dei 400 tra enti e centri presenti in Italia che aderiscono alla Confap (Confederazione nazionale formazione aggiornamento professionale) si sono riuniti a Roma nei giorni scorsi per riflettere sul tema Per una cultura della qualità nella Scuola Cattolica: promozione e verifica. La relazione di base è stata svolta da Bruno Stenco, che ha redatto insieme a Guglielmo Malizia dell Università Pontificia Salesiana la ricerca sulle prime linee del progetto qualità della scuola cattolica, in collaborazione con altri specialisti. Stenco ha ricordato che l idea di fondo è di strutturare un modello annuale di monitoraggio della scuola cattolica basato su indicatori. per rilevare annualmente dati empirici sul funzionamento organizzativo e didattico e sugli esiti della scuola cattolica, da integrare con altre ricerche. La ricerca sulla qualità e il controllo della formazione professionale è stata sviluppata da Dario Nicoli, mentre il dirigente dell Isfol, Fulvio Ghergo, ha illustrato il processo di accreditamento delle sedi formative. Impegni crescenti per l Editrice La Scuola - Novità anche per la casa editrice scolastica di Brescia. Nei giorni scorsi è stato raggiunto un accordo per una compartecipazione di rilievo da parte della Editrice La Scuola con la società Gem proprietaria di Nicola Milano Editore e di Cappelli Editore. In base a questo accordo le produzioni editoriali delle due società verranno commercializzate in esclusiva dalla rete distributiva dell Editrice La Scuola a partire dal gennaio Le due società con cui è stato stabilito l accordo commerciale sono specializzate rispettivamente nel campo della scuola materna ed elementare la Nicola Milano, con un catalogo di circa 50 titoli, e in quello della scuola superiore la Cappelli con 80 titoli specialmente nelle materie umanistiche (latino e greco) e nei manuali per gli istituti professionali. Nel 2001 l Editrice La Scuola darà vita a un accordo con due nuovi editori: Scuola di Base, per il settore di cui porta il nome, e Alice, marchio dedicato ai testi per le medie e alla narrativa di qualità per le scuole superiori. Recentemente sono state anche siglate intese e avviate acquisizioni. Tra l altro è stato lanciato Il Passatempo, mensile di giochi e attività creative per l infanzia; è stato acquistato il catalogo per la scuola media inferiore e superiore del Gruppo Editoriale Giunti ; è avvenuto l ingresso nell azionariato dell editrice La Spiga Languages che è leader nel campo dell editoria tascabile scolastica delle lingue straniere. Per concludere sugli accordi più significativi, l Editrice La Scuola ha anche stretto un legame con le editrici Morcelliana e Studium specializzate in campo teologico e della saggistica storica, filosofica e letteraria. A CURA DI LUIGI CRIMELLA Lo studio delle reliquie dei santi Sul territorio italiano è presente un grandioso patrimonio di fede e cultura, rappresentato dai corpi e dalle reliquie dei Santi, Beati e Servi di Dio. Per motivi di devozione, i corpi di personaggi insigni della Chiesa sono stati trattati con particolare venerazione, rispetto e cura, ponendo i presupposti essenziali alla loro conservazione. A questo patrimonio di grande importanza per la fede, la cultura e la scienza è stato dedicato nei giorni scorsi un convegno a L Aquila dal titolo Le reliquie insigni dei santi: punto d incontro tra storia, scienza e devozione. 6

8 ASSOCIAZIONI / ENTI E il primo convegno che riunisce autorità ecclesiastiche, responsabili del ministero dei Beni Culturali e i più eminenti uomini di scienza esperti in questo campo di un bene che è eminentemente religioso, ma anche civile e scientifico, ha osservato Terenzio Ventura, dell Associazione medici cattolici italiani, aprendo i lavori. Il convegno scientifico è stato organizzato congiuntamente dall Associazione medici cattolici italiani, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con il patrocinio del ministero dei Beni Culturali, dall arcidiocesi di L Aquila con il fattivo impegno dell arcivescovo Giuseppe Molinari. Al tavolo dei relatori nella sala congressi Dompé, venerdì 15 dicembre, si sono susseguiti gli interventi di mons. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, Ezio Fulcheri, anatomo-patologo dell Università di Genova, Luigi Capasso della Soprintendenza archeologica dell Abruzzo, Gino Fornaciari, paleopatologo dell Università di Pisa, Nazareno Gabrielli, direttore dei laboratori scientifici dei Musei Vaticani, Renato Grilletto, biologo dei laboratori di antropologia dell Università di Torino ed altri. Filmati e diapositive hanno illustrato ai convegnisti tecniche e risultati di interventi conservativi. Le reliquie insigni ed i corpi di Santi conservati e venerati nei luoghi di culto sono 342 ed il loro numero si accresce alla luce del progressivo censimento. Molti poi sono i sepolcri e le urne collocati all interno delle chiese. L insieme costituisce un importante archivio biologico e antropologico, degno di grandissimo interesse. Imponenti sono poi i reperti storici, archeologici, artistici e documentaristici ad essi strettamente collegati. Negli ultimi anni c è stato un deterioramento di corpi e reliquie impressionante, molte volte con danni irreparabili. Ezio Fulcheri, ha dato voce all allarme degli addetti ai lavori italiani. Anche il prefetto della Congregazione vaticana per le cause dei santi, sotto la cui responsabilità sta la promozione della tutela e della venerazione delle Reliquie dei Santi, ha riconosciuto che la ricognizione dei resti mortali antichi è diventato sempre più oggetto di grande interesse anche da parte della scienza, soprattutto in questi ultimi anni. Un altro fenomeno è stato segnalato. Laboratori di tutto il mondo si contendono lo studio di questo materiale biologico dal quale possono trarre molte notizie. C è il rischio di un nuovo commercio delle reliquie, sotto forma di interesse scientifico. F.P. Piccolo Cottolengo: 50 anni Si deve alla generosità di un benefattore, Giovanni Colli, l apertura del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, in provincia di Milano, avvenuta nel L uomo, che aveva due fratelli sacerdoti, donò all opera orionina il terreno dove poi sorse l istituto ed un consistente lascito in denaro. Per sua espressa volontà, non si poté usufruire del denaro per 10 anni. Se la struttura è valida, in questo periodo potrà camminare con le sue gambe. Se non lo è, crollerà era solito ripetere. Colli prese questa decisione dopo essere stato folgorato dalla figura di don Luigi Orione, da lui conosciuto nel febbraio del 1940, quando il Beato di Pontecurone arrivò in città, pochi mesi prima della sua morte, per assistere alla traslazione della salma di Cornelia Tanzi Pozzi, che aveva saputo lavorare con profitto a favore delle classi più deboli. Nel 1954 venne inaugurata la chiesa, dedicata a Maria Ausiliatrice. Un anno più tardi cominciarono i lavori per un nuovo padiglione; a metà degli anni sessanta se ne aggiunse un secondo. In quegli anni, venne chiuso il cosiddetto reparto vecchioni dell ospedale di Seregno e il Piccolo Cottolengo cominciò ad accogliere anziani impossibilitati a vivere nelle loro case. Negli anni 70 e 80 sorsero i nuovi reparti che occupano il cortile interno. Così, il Piccolo Cottolengo è venuto crescendo e oggi si presenta come un opera d avanguardia vitalmente inserita nel tessuto religioso e civile della Brianza. I festeggiamenti del 50 della casa hanno avuto il momento culminante nella celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Mascheroni, vescovo ausiliare di Milano. Attualmente spiega il direttore della casa don Nello Tombacco - ospitiamo 90 anziani e 70 portatori di handicap, 15 dei quali vivono in maniera il più possibile autonoma nella comunità Don Orione 2000, di recente apertura. Nel nostro lavoro, poniamo al primo posto la persona, come esigono la dottrina cristiana e quella del nostro fondatore don Luigi Orione. Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me. Tante volte l ho intravisto nei più reietti e nei più infelici. In questa frase di don Orione, a mio parere, è ben riassunto lo scopo del nostro impegno. Egli prosegue don Tombacco - era solito ripetere anche questo assunto Nel più misero degli uomini vedo brillare l immagine di Dio. Si può ben capire, da queste semplici frasi, quale fosse la sua filosofia. Considerava i rottami della società le sue perle e la sua ricchezza. 7

9 MILANO: LA BOMBA SUL DUOMO Lassù c è la Madonnina Quel chilo di polvere da sparo collocato tra le guglie del Duomo non è solo un insulto alla Chiesa ambrosiana e alla città di Milano: chi ha pensato e attuato questo gesto ha scelto un edificio che è un simbolo per l intera comunità lombarda. Basta guardare la carta geografica per cogliere la centralità di Milano e della sua chiesa madre. Collocata esattamente al centro della regione, è punto di riferimento spirituale per oltre 5 milioni di persone. Non è la prima volta che il cuore della metropoli viene scelto per lanciare segnali di morte a tutto il Paese. Come non ricordare infatti che a pochi metri dal Duomo, nella vicinissima piazza Fontana, ebbe inizio quel lungo periodo di stragi e attentati passato alla storia come anni di piombo. Anche allora, era il 12 dicembre 1969, menti e mani in parte ancora misteriose scelsero il periodo che precede il Natale per inviare lugubri avvertimenti ad un Italia in profonda e rapida trasformazione. Toccò al cardinale Giovanni Colombo uscire dall Arcivescovado, che sta proprio di fronte alla Banca dell Agricoltura, per benedire i 16 corpi straziati dall ordigno e confortare gli 84 feriti. E pochi giorni dopo, in un gelido e nebbioso pomeriggio, c era tutta Milano in piazza del Duomo alle esequie celebrate dallo stesso Cardinale. Più recente (il 28 giugno scorso) è invece l altro sfregio alla sensibilità dei milanesi con il ritrovamento di bottiglie incendiarie nella cripta della basilica romanica di Sant Ambrogio, proprio dove si venerano i resti di colui al cui nome è legata la specificità della stessa diocesi. Questa volta, non si sa se per scelta o per il tempestivo intervento degli addetti alla vigilanza, dobbiamo registrare e condannare soltanto un gesto gravissimo, ma per fortuna senza vittime. Il cardinale Carlo Maria Martini ha commentato la notizia dell attentato ricordando che dal Duomo si diffondono parole di fede, di pace e di riconciliazione per tutti e che è anche il luogo dove tutta la città si scopre amica. Chi ha collocato un ordigno tra le sue guglie, sottolinea ancora Martini, offende tutti coloro che cercano la pace e amano la città. E un gesto grave e irresponsabile che non serve a nessuno e non porta da nessuna parte. I milanesi vollero collocare sulla guglia più alta una statua di Maria e affidarono la città alla sua protezione. Sono in molti in questi giorni ad alzare gli occhi verso la celebre Madonnina e a mormorare una preghiera... SAVERIO CLEMENTI Un gesto grave ed irresponsabile che non serve a nessuno e che non porta da nessuna parte. Con queste parole l arcivescovo di Milano, card. Carlo Maria Martini ha stigmatizzato il ritrovamento, avvenuto il 18 dicembre, di un ordigno collocato tra le guglie del Duomo di Milano. Il Duomo ha dichiarato il cardinale - è il cuore della chiesa ambrosiana ed è il simbolo della città di Milano. Da questo luogo si diffondono parole di fede, di pace e di riconciliazione per tutti. E anche il luogo dove tutta la città si scopre amica. Il gesto compiuto di collocare un ordigno tra le sue guglie offende tutti coloro che cercano la pace e amano la città. Noi manteniamo ha poi concluso un atteggiamento sereno sia pure vigile ed attento all evolversi delle indagini che spettano agli inquirenti. Per commentare il gesto che, secondo gli inquirenti, appare di matrice anarchica, il Sir ha posto alcune domande ad Ernesto Brivio che per oltre 40 anni è stato architetto della Fabbrica del Duomo di Milano ed oggi direttore emerito del Museo del Duomo. Perché collocare un ordigno proprio in uno dei punti più elevati della cattedrale? Credo che chi compie tali gesti non abbia quelle raffinatezze spirituali che caratterizzano l elevarsi del duomo nelle sue numerose guglie. Penso piuttosto che la scelta del posto e della probabile esplosione (prevista per le tre della notte; ndr) sia dovuta alla volontà di causare meno danni. All interno del Duomo l ordigno avrebbe provocato ingenti danni alle vetrate e alle sculture. Credo sia stata un azione dimostrativa. Milano si sente offesa, tornano tristi ricordi del terrorismo. Sarà un Natale diverso per i milanesi? Non credo. I milanesi sanno reagire alla svelta. La vicinanza del Natale evita un senso di angoscia e di ansia che sarebbe pericoloso. Sarebbe come dare ragione a chi ha fatto questo atto dimostrativo per creare inquietudine. Si può pensare che la Madonnina abbia evitato il peggio? Il fatto che l ordigno sia stato scoperto in tempo, che non abbia causato danni fa intravedere una mano dal cielo. Se fosse esploso di pomeriggio avrebbe certo causato una strage. In questo vedo veramente la pro- 8

10 IMMIGRAZIONE Il mondo in un aula Sono circa 120 mila i minori stranieri iscritti nella scuola italiana, l 1,4% dell intera popolazione scolastica nazionale. Svantaggiati e per lo più destinati all insuccesso per difficoltà linguistiche e di inserimento: il 44% si trova in ritardo da uno a tre anni rispetto al normale corso degli studi. Provengono soprattutto dall Africa del Nord, dall Albania e dalla ex Jugoslavia. Ma l Italia è fanalino di coda in un panorama europeo caratterizzato da una presenza ben più marcata di minori immigrati: nelle scuole francesi sono quasi 740 mila e rappresentano il 6,2% degli alunni, in Svezia 172 mila (il12%), in Belgio addirittura il 14,2% della comunità francese. Sono alcuni dati della ricerca Children in between Minori e immigrazione in Europa, condotta dal Censis insieme con sette istituti di ricerca di altrettanti Paesi nell ambito del progetto europeo Child immigration project e presentata il 18 dicembre a Roma. Quale accoglienza? Un progetto ha spiegato Carla Collicelli, vice direttore dell Istituto che si è articolato in tre anni ponendo a confronto la condizione dei minori nei Paesi coinvolti nella ricerca: Belgio, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Svezia e Israele, attraverso lo studio delle politiche di accesso e di integrazione loro destinate. Diversi i modelli di accoglienza esaminati, da quello francese imperniato sull assimilazione, a quello multiculturale della Svezia e parte della Gran Bretagna; tutti però dimostrano come manchino a livello europeo una coscienza collettiva e una politica unitaria sul tema. E pertanto urgente, ha rimarcato Collicelli una strategia di intervento comune sugli aspetti del diritto di cittadinanza e del benessere dei minori di origine straniera, e su quello dello scambio e del confronto culturale tra società di accoglienza e cultura di provenienza. Identità e scuola. Il nodo centrale in Italia è quello dell identità: quale identità offrire e quale difendere?. A rilevarlo è il segretario del Censis Giuseppe De Rita. In un Paese con un identità fragile come il nostro ha detto si accentua il bisogno di autodifesa e oggi, che occorre misurarsi con la sfida della multiculturalità, bisogna chiedersi se l istituzione scolastica possa essere veramente un luogo potenziale di incontro. Ad avviso del ministro della Pubblica istruzione Tullio De Mauro, il progetto di riordino dei cicli chiede alla scuola di assumere nuovi standard di cultura e di conoscenze in un percorso che, al riguardo, metta al centro il bambino straniero con il suo patrimonio culturale riconoscendogli il diritto di crescere secondo i propri ritmi. Intanto, si legge nella ricerca, soltanto in Belgio, Francia e Svezia esistono specifiche misure per l apprendimento da parte dei minori immigrati, o nati da immigrati, della propria lingua d origine. Identità e cittadinanza. Sul concetto di cittadinanza come casa stabile, in grado di interrompere il senso di precarietà e prevenire le patologie da spaesamento e da crisi di identità cui sono particolarmente esposti i bambini è intervenuto Raffaele Bracalenti, dell Istituto psicanalitico per le ricerche sociali. I minori ha precisato, in quanto tali non possono essere espulsi da nessun Paese, ma è auspicabile un cambiamento culturale che mettendo in relazione la cittadinanza con l identità, ne favorisca una politica di concessione più agile. Il valore dell intercultura. Il tema dei bambini stranieri a scuola va ben oltre gli aspetti educativi. E l opinione di Peter Braham dell Open University di Londra che ha rilevato: Spesso le famiglie di immigrati si trovano a dover vivere in ambienti molto più degradati di quelli d origine, magari in situazioni di conflitto tra appartenenti a diverse etnie. A Bruxelles, ha osservato Bruno Ducoli, del Centre bruxellois d action interculturelle, il 42% della popolazione giovanile è costituito da immigrati e secondo stime dell Onu da qui al 2025 l Europa dovrà importare 159 milioni di persone per pareggiare il saldo demografico. Una società multiculturale dunque, che dovrà imparare ad essere interculturale in uno scambio in cui ognuno dia il meglio di sé. Le proposte. Una cultura che è possibile costruire, secondo il Censis, promuovendo una vasta azione attraverso politica, scuola e massmedia. Queste alcune indicazioni: costituzione di una commissione intergovernativa europea, armonizzazione dei criteri di rilevazione statistica dei minori immigrati e monitoraggio del loro benessere. Agli Stati nazionali l Istituto propone l aggiornamento degli operatori della formazione, la realizzazione di programmi di scambio tra studenti, la definizione e lo sviluppo della figura dei mediatori culturali, la progettazione di campagne informative su diritti e doveri degli immigrati e l aggiornamento dei codici di autoregolamentazione dei media con riferimenti espliciti al rispetto delle minoranze. A CURA DI GIOVANNA PASQUALIN TRAVERSA 9

11 GIUBILEO Resterà memorabile L Anno Santo che si concluderà il prossimo 6 gennaio resterà memorabile per tre motivi. A rilevarlo è Luigi Zanda, presidente dell Agenzia romana per la preparazione del Giubileo, intervenuto il 19 dicembre a Roma alla conferenza stampa di presentazione del bilancio delle attività svolte dall Agenzia. Chi ha vissuto il Giubileo del 2000 ha detto, ed anche chi lo ha solo osservato da lontano, lo ricorderà innanzitutto per le parole del Papa, che ha parlato al mondo non solo di temi religiosi e spirituali, ma anche delle grandi questioni ancora aperte sul piano sociale, etico e morale. Un Giubileo memorabile. Ad avviso di Zanda, a Giovanni Paolo II va riconosciuto il merito di avere scandito il ritmo dell intero anno 2000 con un grande dibattito di alto contenuto civile sulla condizione dei più deboli e degli emarginati, sui problemi dei lavoratori, dei giovani, della famiglia, dei migranti, degli anziani, dei disabili. Ma anche con un forte richiamo ai media di tutto il mondo, spesso obbligati a dedicare la prima pagina alla moratoria delle guerre, alla remissione del debito dei Paesi più poveri, all abolizione della pena di morte, alla riduzione della pena di detenuti, alla diminuzione del danno ambientale, alle conquiste della bioetica. La sorprendente bellezza di Roma rimessa a nuovo e restituita ai suoi colori naturali e l accoglienza che i romani hanno riservato ai pellegrini, unita alla civiltà con la quale si è svolto il pellegrinaggio, sono le ulteriori ragioni che concorrono, secondo Zanda, a rendere questo Anno Santo un evento davvero straordinario. Cinque anni di attività. 24,5 milioni di arrivi a Roma e provincia stimati per l intero Anno Santo con una permanenza media di 2,7 giorni; eventi tra celebrazioni religiose e manifestazioni laiche dal 24 dicembre 1999 al 6 gennaio Tra gli eventi religiosi più significativi: le aperture delle Porte Sante e le cerimonie natalizie che hanno fatto registrare un milione e 400 mila presenze, la Giornata mondiale della gioventù con la partecipazione di due milioni di persone, il Giubileo dei lavoratori con 200 mila pellegrini. Sono numeri resi noti dall Agenzia romana per la preparazione del Giubileo, costituita nel 1995 per fornire supporto tecnico, progettuale e organizzativo alle amministrazioni pubbliche responsabili della preparazione e gestione degli eventi giubilari. Compito principale dell Agenzia è stato il piano di accoglienza, approvato nel luglio 97 e successivamente aggiornato periodicamente, che ha suddiviso le attività in tre ambiti: gestione, informazione e organizzazione. Gestione intesa come pianificazione e realizzazione di servizi sul territorio, ma anche programmazione dei flussi dei visitatori ha spiegato il direttore dell Agenzia Ciro Dell Acqua, aggiungendo che, a questo riguardo, la rilevazione e l analisi statistica sono state effettuate in collaborazione con l Istat (Istituto nazionale di statistica) per i visitatori italiani e con l Uic (Ufficio italiano cambi) per gli stranieri. Una sala attiva 24 ore al giorno e per tutti i giorni, luogo di raccordo tra le 22 istituzioni coinvolte nella regia del Giubileo coordinato dal prefetto di Roma, e una banca dati con 24 mila schede informative sui luoghi di culto, la ricettività, i servizi di trasporto, sanitari e di sicurezza cittadini. Sono alcune delle realizzazioni dell Agenzia che ha inoltre predisposto alcuni piani relativi ai servizi di base in collaborazione con le istituzioni competenti: sanità, igiene urbana, ospitalità, mobilità, regolamentazione della circolazione degli autobus turistici, adeguamento delle aree basilicali e degli itinerari giubilari. Infine, la creazione di un sito web con quattromila pagine in italiano e nelle principali lingue europee per richiedere informazioni e accedere al sistema di prenotazione degli eventi. I volontari. Nell accoglienza ha giocato un ruolo strategico il Centro del volontariato appositamente istituito che per il periodo 22 dicembre gennaio 2001 ha reso noto Donato Mosella, responsabile dello stesso Centro ha messo in campo un totale di volontari per missioni di servizio. Altri 32 mila volontari reclutati sono rimasti in attesa perché in esubero ha aggiunto - la risposta all appello da parte del volontariato nazionale e internazionale è stata di altissimo profilo. Tra i volontari italiani, sono romani. Gli stranieri sono provenienti da: 23 Paesi europei, 16 americani, 10 africani, 9 asiatici e 2 dell Oceania. Vanno poi ad aggiungersi studenti di scuola superiore coinvolti in uno specifico progetto e singoli reclutati direttamente dal Centro. Il 61% del totale è costituito da donne; il 50% è compreso nella fascia d età anni, il 37% in quella 31-60; il 13% ha tra 61 e 79 anni. Sono 210 le diocesi italiane coinvolte nel progetto, 66 le associazioni laiche e religiose, 60 i comitati nazionali di tutto il mondo. G.P.T. 10

12 EUROPA ED ASIA Dai mercati ai diritti Per una rana in fondo al pozzo il cielo non è grande, il card. Roger Etchegaray, presidente del Comitato centrale del Giubileo ha preso spunto da questa massima di Confucio per parlare del rapporto tra gli europei e l Asia. L occasione è stata offerta dalla presentazione di Heartland una rivista trimestrale pubblicata da Limes in collaborazione con la Cassan Press di Hong Kong e la rivista cinese Strategy and Management. Si tratta di un esperimento di rivista euroasiatica di geopolitica, stampata in inglese e diffusa in Estremo Oriente. Etchegaray, che venti anni fa fu il primo rappresentante della Santa Sede a visitare la Cina comunista, ha fatto notare che noi europei stiamo in fondo al pozzo e non riusciamo a capire quanto è grande il cielo asiatico. Così dimentichiamo che l Asia è la madre di tutte le grandi religioni e andrà conquistando sempre maggiore importanza nel mondo. La Cina nel XXI secolo potrà diventare quello che nel XX secolo furono gli Stati Uniti quanto a centralità economica e geopolitica, ha rilevato Fiorella Kostoris Padoa- Schioppa, economista. Bastano poche cifre per dare un idea delle potenzialità della Cina: Un miliardo e 300 mila abitanti, un tasso del 7% di crescita annua, un aspettativa di vita media che ha raggiunto i 70 anni, ha riferito la docente. Accanto alla Cina ci sono realtà come l India, con un numero di abitanti che ha raggiunto il miliardo. Senza dimenticare, naturalmente, il Giappone e le altre tigri asiatiche. Da qui deriva la necessità ineludibile, ha osservato Lucio Caracciolo, direttore di Limes, del dialogo e della conoscenza reciproca tra europei e asiatici. Tuttavia, ha proseguito il card. Etchegaray, taluni si chiedono se l Asia esista come tale, avendo riguardo alle differenze sostanziali che intercorrono tra Paesi come l India e la Cina ad esempio. In realtà, per il cardinale, l Asia è presente come un unico fascio di relazioni, delle quali la via della seta è l illustrazione storica che meglio le simboleggia. Oggi, ha aggiunto, ci sono beni molto più importanti della seta che devono attraversare l Asia: L armonia, la fraternità, la libertà che sono le vere ricchezze degli uomini e dei popoli. Certamente i rapporti commerciali e, più in generale, economici si vanno intensificando tra l Europa e l Asia, in particolare la Cina, tenendo conto dello sviluppo crescente che conosce questo Paese. E con l economia arrivano anche i rapporti politici e culturali. Ma tutto questo è sufficiente per far dimenticare i gravi limiti che conosce ancora la Cina sul versante della protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, a partire dalla libertà religiosa? La nozione di diritti umani ha risposto Yu Schicun, direttore di Strategy and Management è astratta. In Cina ci sono molte opinioni diverse su cosa debba intendersi per diritti della persona e quali di questi diritti vadano riconosciuti. I diritti, ad esempio, si articolano in vari aspetti: la vita, il lavoro, la società, che vanno esaminati separatamente. Tuttavia, rispetto al passato, ha affermato Schicun, c è una prospettiva comune: l obiettivo ultimo è migliorare i diritti umani. A questo riguardo abbiamo molto rispetto e ammirazione per quanto si fa in Occidente. Anche in Cina, ha ricordato, sono stati compiuti molti progressi negli ultimi venti anni in questa direzione e nei prossimi dieci anni acquisterà sempre più forza il concetto di individualità personale. Quest ultimo è uno degli elementi culturali più significativi che impedisce all Estremo Oriente di condividere la nostra stessa nozione di persona e dei suoi diritti. Non si può negare che in Giappone ha spiegato in proposito Naoto Kan, segretario generale del partito democratico nipponico più dell opinione dell individuo conti quella del gruppo. E questo atteggiamento segna tutti gli aspetti della vita sociale, compresi i diritti, che vanno perciò considerati rispetto a tale contesto sociale e culturale. Tuttavia, per il card. Etchegaray, non si può misconoscere che i valori comuni ad ogni cultura sono radicati nelle persone. In tali valori comuni l umanità svela i suoi tratti più veri e più autentici. Questi valori vanno conosciuti o riscoperti percorrendo diverse strade possibili. Una può essere il dialogo interreligioso ha spiegato il cardinale - che deve andare oltre la semplice tolleranza e deve svilupparsi. E necessario proteggere il dinamismo spirituale che è insito in ogni uomo. Intanto, ha rilevato il presidente del Comitato del Giubileo, l Oriente religioso comincia ad essere scosso dal secolarismo che ha già segnato l Occidente : per scongiurare questo pericolo, a suo avviso, bisogna raccogliere alcune sfide, a cominciare dal pluralismo religioso. A CURA DI IGNAZIO INGRAO 11

13 CRISTO NELL ARTE Il Volto dei volti Si è svolta sabato 16 dicembre a Roma, presso la sede de La Civiltà Cattolica, la presentazione del volume Il Volto dei volti, Cristo, edito dalla Velar. L opera raccoglie le 26 lezioni sulla relazione tra il Volto di Cristo e il suo Corpo rivedute in forma di saggio e seguite da un apparato iconografico di 150 tavole a colori tenute al IV Congresso internazionale omonimo del giugno scorso. Molto di più di quanto si pensi, la riflessione teologica, le testimonianze mistiche, l arte cristiana si sono soffermate sul rapporto tra Eucaristia e Volto di Cristo, ha osservato il cardinale Fiorenzo Angelini, presidente dell Istituto internazionale di ricerca sul Volto di Cristo che dal 97 anno della sua fondazione organizza il Congresso e cura la pubblicazione; il cardinale ha anche proposto di istituire borse di studio per chi presenterà delle tesi di laurea sul Volto di Gesù. L iniziativa si è tenuta pochi giorni dopo l inaugurazione della mostra Il Volto di Cristo, organizzata in occasione del Giubileo dalla Biblioteca Apostolica Vaticana al Palazzo delle Esposizioni di Roma, che resterà aperta fino al 16 aprile L allestimento presenta un centinaio di opere, fra le quali icone, miniature, gemme intagliate, dipinti su tavola, codici miniati. Le immagini offrono un approfondimento e supporto visivo ai contributi dei relatori intervenuti alla presentazione del libro. Immagini del Volto: la Veronica e la Sindone Gli artisti hanno smarrito il vero modello: le opere acheropite, cioè non dipinte da mani d uomo ma, secondo la tradizione altomedioevale, impresse miracolosamente su tessuti e altri materiali: ne è convinto il gesuita padre Heinrich Pfeiffer, docente di storia dell arte cristiana presso la Pontificia Università Gregoriana. Due esempi di rappresentazioni del Santo Volto acheropite, fonti di ispirazione per tutta l iconografia cristiana, sono proposti nelle prime sezioni della mostra romana: il Mandylion (in arabo significa fazzoletto ) di Odessa, che raffigura il Volto e rappresenta la devozione dell Oriente cristiano. La seconda opera è la Veronica di Roma, simbolo del Giubileo per secoli e dal 1300 mostrata ai fedeli con regolarità, ora custodita a Manoppello; secondo i Vangeli apocrifi, una donna asciugò il Volto di Cristo lungo la via del Calvario, e le sembianze rimasero impresse sulla stoffa del sudario venerato. Queste due immagini furono copiate e costituirono un modello per gli artisti medioevali, rinascimentali e barocchi: dal Beato Angelico ad Andrea Mantegna, da Tiziano a El Greco e Guido Reni. Con il velo di Manoppello e la Sindone abbiamo un dono particolarissimo e personale di Cristo alla Chiesa, ha commentato padre Pfeiffer. Alla Sindone di Torino, legata alle antiche raffigurazioni del Volto di Cristo, la mostra dedica una sezione presentandone la prima copia (un dipinto su tessuto del 1516) e la foto originaria, scattata da Secondo Pia nel 1898 con dedica a papa Pio XI. L Eucaristia e il Volto È stata Chiara Lubich a dire, durante un incontro con artisti di tutti i generi, che Gesù ha creato il suo capolavoro artistico con l istituzione del Santissimo Sacramento dell Eucaristia rileva nel volume padre Pfeiffer -. Come ogni artista vuole rimanere presente attraverso la sua opera lungo i secoli per molti uomini, così anche Gesù, esprimendosi pienamente nell ostia e nel vino consacrati. Inoltre la prima espressione di ogni persona è il suo volto prosegue il gesuita -. Chi sfoglia le tavole del libro è invitato a scoprire il segreto legame tra l espressione eucaristica di Gesù e ciò che gli artisti hanno saputo cogliere dell espressione del suo Volto. Secondo l ipotesi formulata dai coniugi Jackson, menzionata da Pfeiffer, il Lenzuolo di Torino sarebbe stato la tovaglia dell Ultima Cena; è un dato certo che la Sindone fu usata per la celebrazione delle Messe. L arte contemporanea e il volto di Cristo Un suggerimento è venuto dal senatore a vita Giulio Andreotti: Abbinare al Congresso annuale un concorso artistico, ad esempio di pittura, augurandosi che i cattolici tornino ad essere committenti dell arte, mentre il gesuita padre Giovanni Marchesi, scrittore e teologo de La Civiltà Cattolica, ha notato una caduta di stile e di qualità nell arte sacra degli ultimi due secoli: si tratta di raffigurazioni senz anima, che non fanno vibrare il cuore. E dopo questa constatazione si è chiesto: Manca un ispirazione religiosa in quest arte, oppure gli artisti si sono sentiti incompresi nella Chiesa e quindi abbandonati?. A CURA DI LAURA BADARACCHI 12

14 MUSULMANI IN ITALIA Anche l Islam si apra E un impegno doveroso l azione concreta di carità verso ogni essere umano che si trovi nel bisogno e nella pena. Ma, particolarmente quando si tratta di musulmani, pastoralmente questo non basta. Occorre che ci si preoccupi anche e preliminarmente di acquisire una conoscenza non epidermica dell Islam. Lo scrivono gli arcivescovi e i vescovi dell Emilia Romagna, presentando il testo Islam e Cristianesimo di don Davide Righi, dello Studio teologico bolognese. Ai musulmani, si legge nella presentazione del testo, va chiesto che si accostino con rispetto e con animo aperto al nostro mondo, come si conviene a chi arriva non in una landa deserta e selvaggia ma in una cultura millenaria. Il cristianesimo, scrivono i vescovi, non è paragonabile all Islam, quindi si capisce come non possa nascere in noi nessuna paura dell Islam e non si dia nessuna ansietà per una sua concorrenza religiosa. Le nostre preoccupazioni sono invece per quelli tra noi che sventuratamente non conoscono più il dono di Dio e così sono esposti a tutte le disavventure esistenziali. I vescovi ritengono inoltre insufficiente limitarsi ad un approccio puramente culturale con l Islam ed invitano le comunità cristiane ad ascoltare anche chi conosce e testimonia, per esperienza diretta, il comportamento dei musulmani (dove la loro volontà è determinante) nei confronti degli altri, la loro durezza nell esigere che ci si adegui alle loro norme di vita, la loro sostanziale intolleranza religiosa quale è ampiamente documentabile per molti paesi, le loro intenzioni di conquista. La presentazione si conclude con un appello ai politici che non possono lasciare senza risposta pertinente gli interrogativi che tutti gli italiani di buon senso si fanno. Il libro Islam e Cristianesimo si divide in tre capitoli. Il primo è interamente dedicato alle differenze sostanziali che distinguono le due religioni. Il secondo capitolo offre un analisi sulla situazione della presenza dell Islam in Italia. La terza parte del testo è invece dedicata alle prospettive. La situazione. La presenza di immigrati di fede islamica nelle diocesi e parrocchie italiane da più di 15 anni, è una realtà in costante crescita. Questa presenza osserva don Righi - non si prospetta come transitoria visto che i ricongiungimenti familiari stanno avvenendo sul nostro territorio. Anche se non si può attribuire questo processo a una strategia congiunta messa in atto da governi o paesi o organizzazioni di ispirazione islamica chiaramente identificabili, tuttavia molti si chiedono se l Islam, soprattutto attraverso l immigrazione e una natalità superiore alla media, non stia invadendo a poco a poco l Europa per trasformarla in terra d Islam. Immigrati clandestini e sfruttamento di manodopera. Già da parecchi anni fa notare il sacerdote - le comunità ecclesiali italiane sono state interpellate per aiutare questi immigrati ad affrontare problemi riguardanti l italianizzazione, gli alloggi, il reperimento del necessario per vivere, e altre svariate richieste. Occorre però tenere conto anche che Ci sono gruppi sociali che non hanno nessuna intenzione di integrarsi nel sistema sociale italiano in quanto non ne condividono la cultura intesa in senso proprio, essendo portatori di un altra cultura-religione: l Islam. Indicazioni per le comunità cristiane. Catechesi, Caritas parrocchiali e matrimoni misti. Su questi tre argomenti si concentrano le indicazioni di don Righi. Per quanto riguarda la catechesi, ritengo opportuno scrive l esperto che si debbano mettere in luce i tratti caratteristici di un identità cattolica, anche in contrapposizione esplicita alla fede islamica, qualora se ne ravvivasse la necessità. L incontro con l Islam può favorire la riscoperta da parte dei cristiani di alcune tradizioni che rischiano di perdersi. L invito ai parroci è anche quello di sapere illuminare i propri fedeli in modo da evitare ogni forma di integralismo cristiano che non sa vedere con serenità i termini del problema e cede a facili generalizzazioni. Per quanto riguarda invece le Caritas parrocchiali, l indicazione è quella di coniugare una solidarietà con le famiglie meno abbienti con una testimonianza e annuncio della propria fede. Per i matrimoni misti don Righi indica due impegni: individuare in ogni diocesi una persona che si specializzi nell accompagnamento di queste coppie e offrire un informazione completa e aggiornata sulle leggi e gli statuti familiari dei Paesi di provenienza dell immigrazione islamica. A CURA DI MARIA CHIARA BIAGIONI 13

15 MUSULMANI / IMMIGRATI Educare al dialogo Educare al dialogo significa suscitare la speranza che sia possibile risolvere le situazioni di conflitto attraverso un impegno a livello personale e collettivo. Lo scrive il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, in un messaggio augurale inviato il 15 dicembre ai musulmani in occasione della fine del mese del Ramadan ( Id al- Fitr 1421 Egira/2000 ad). Nel messaggio che quest anno ha per tema Educare al dialogo: un dovere dei cristiani e dei musulmani, il cardinale ricorda che le Nazioni Unite hanno proclamato il 2001 Anno internazionale del dialogo fra le civiltà e commenta: esso offrirà l occasione di riflettere sui fondamenti del dialogo, le sue conseguenze, i benefici che l umanità potrà trarne. Il dialogo delle religioni, il dialogo delle civiltà, il dialogo delle culture, non sono forse incontri di uomini che edificano una civiltà dell amore e della pace? Ciascuno di noi è chiamato a favorire questi dialoghi nei loro vari aspetti, in modo da apprezzare i valori delle altre culture e delle altre religioni. Il cardinale sottolinea in particolare l importanza di educare al dialogo i giovani che devono essere preparati a vivere in una società di pluralismo etnico, culturale e religioso. Una educazione così intesa si legge nel messaggio - ci richiede innanzitutto di ampliare la nostra propria visione aprendola ad una prospettiva sempre più ampia, che ci consenta di guardare al di là del nostro paese, della nostra etnia, della nostra tradizione culturale, e considerare l umanità come una famiglia, nella sua diversità e nelle aspirazioni che essa condivide. È una educazione ai valori fondamentali della dignità umana, della pace, della libertà e della solidarietà. Essa ispira il desiderio di conoscere gli altri, di essere compassionevoli nei loro confronti, di comprendere i sentimenti più profondi che li animano. Il cardinale ricorda a questo proposito il messaggio conclusivo redatto lo scorso anno dall Assemblea interreligiosa alla quale hanno partecipato circa 200 persone in rappresentanza di una ventina di tradizioni religiose, tra cui anche 36 musulmani. Il messaggio enumerava tra le condizioni e i mezzi necessari per promuovere un educazione al dialogo il sostegno alla famiglia; la diffusione di una informazione obiettiva sulle religioni, soprattutto per mezzo di manuali di educazione religiosa e i mezzi di comunicazione sociale affinché ciascuno possa riconoscersi nell immagine che essi rinviano. Contenti a metà Una quota di nuovi ingressi di stranieri nel 2001 che soddisfa a metà anche la Fondazione Migrantes: al di là dei calcoli tecnici sulle quote, sui quali come organismi di Chiesa non siamo competenti e abilitati a pronunciarci, precisa padre Bruno Mioli, direttore dell ufficio per la pastorale dei profughi e degli immigrati, se venisse aumentata si sarebbe ben lieti, perché questa immigrazione regolare è la forma più dignitosa e sostanziosa di cooperazione allo sviluppo dei Paesi sottosviluppati, in quanto non si limita ad alleggerire il loro tasso di disoccupazione e la pressione alle frontiere, ma grazie alle rimesse contribuisce ad elevare il loro livello di vita e predispone al rientro di lavoratori e imprenditori qualificati. Dopo le proteste dei sindacati alla bozza del decreto flussi mentre domani andrà al voto della Camera la modifica dell attuale legge Turco- Napolitano sull immigrazione padre Mioli ricorda che la quota non lascia del tutto delusi, tuttavia non corrisponde alle attese delle parti sociali, comprese quelle di ispirazione cristiana. A favore di una quota più elevata - spiega - vengono addotti vari fattori: la buona prova data dalla quota dei dell anno corrente, che sembra si sia in fretta esaurita, tant è vero che già in luglio scorso si parlava di un supplemento di ingressi sulle unità; l insistente richiesta di alcuni settori del mercato, in particolare nel Nord-Est e degli stessi sindacati; la convinzione che gli ingressi regolari siano il più efficace antidoto al tentativo di ingresso clandestino e tolgano il pane di bocca agli scafisti ed altri mercanti di carne umana; l orientamento dell Unione europea a rallentare il lungo blocco delle frontiere ai lavoratori extracomunitari. Di positivo, secondo padre Mioli, è il fatto che per il 2001 siano stati riservati 2000 ingressi per infermieri, 3000 per tecnici dell informatica, 3000 per lavoro autonomo (mentre in precedenza erano solo 2000). Al contrario, c è stata una regressione da a della quota per inserimento nel mercato di lavoro mediante sponsorizzazione, che è uno dei punti più significativi e innovativi della nuova legge dal quale si attende, anziché una diminuzione, un potenziamento della sperimentazione. 14

16 IL PAPA E L EUROPA Perché cristiana? Giovanni Paolo II ha preso lo spunto da Carlo Magno per parlare della Carta dei diritti fondamentali che l Unione Europea si sta dando. Egli ha lamentato, tra l altro, che tale Carta non si appelli a Dio come fonte e garante di quei diritti. Il discorso ha un fondamento storico e di tradizione. L Europa è nata dal cristianesimo e dalle molteplici energie spirituali, culturali, sociali che il cristianesimo ha sprigionato lungo i secoli e che hanno fecondato perfino i molti atteggiamenti anticristiani. Campeggia su tutto l idea di persona umana che, formatasi sul ceppo della Sacra Scrittura e precisatasi durante le dispute trinitarie del IV e V secolo e ancor più nelle riflessioni dei grandi filosofi e teologi medioevali, è rimasta l orizzonte comune a molte famiglie spirituali della storia del nostro continente e la vera anima dei vari riconoscimenti dei diritti e doveri dell uomo. Ma si sa che le tradizioni valgono solo se si fanno sopravvivere e il passato non fa più molto testo in questa cultura post-tradizionale. Non perché una cosa è stata deve continuare ad essere. Se l Europa è sempre stata cristiana, perfino nelle deformazioni del cristianesimo, perché mai dovrebbe continuare ad esserlo? E possibile che l Europa entri in una fase post-cristiana (o che addirittura vi sia già entrata), e allora il riferimento a Dio suonerebbe stonato e superato. Ci devono essere altre ragioni, quindi, per motivare un riferimento a Dio in una Carta costituzionale, ragioni capaci di giustificare tale esigenza anche nella nostra epoca di accentuato pluralismo e di orgogliosa laicità. Non meno di ieri, la nostra società ha bisogno di legami di solidarietà, cerca identità comuni ed amicizia civica senza le quali nessun consorzio umano, direbbe Leone XIII con linguaggio ottocentesco, può stare in piedi. Tutti vedono ormai che il relativismo esasperato indebolisce la fiducia reciproca e il capitale sociale. Il nichilismo delle coscienze produce costi economici oltre che morali. Non basta togliere i controlli alle frontiere per legare tra loro i cittadini europei; allargare l Unione e aumentare il numero dei commissari non garantisce di per sé la capacità di collaborare rispettandosi. Per questo l Unione europea è oggi alla ricerca di una nuova religione civile e l esclusione della parla Dio dalla Carta dei diritti fondamentali può significare una partita persa già in partenza. Come è noto nell Europa medioevale lo Stato non c era. Lo Stato moderno ha dapprima voluto sottomettere la religione a se stesso con le varie forme di chiese gallicane e poi ha voluto sostituire la religione tradizionale con una religione civile fondata sullo Stato stesso. La filosofia positivistica, l ideologia del progresso scientifico e tecnico, la mitologia statalistica, la celebrazione delle virtù civiche, un insistito laicismo animarono nell Ottocento una religione civile che si secolarizzò ulteriormente nelle varie edizioni dello Stato sociale ma che non morì. Ma oggi, con la crisi dello Stato e con il relativismo etico le passate versioni di religione civile non allignano più. Le tradizionali virtù civiche rischiano di decadere nella stanchezza e nell indifferenza, con grave pericolo per la stessa democrazia. La convivenza democratica e gli stessi principi liberali si fondano su valori che essi da soli non riescono a fondare adeguatamente. Hanno bisogno di un surplus di anima, e ciò vale per gli stessi diritti umani che viceversa resterebbero a disposizione del primo che se li prende. Per fare questo non c è bisogno di tornare a forme passate di clericalismo, è sufficiente impiantare una religione nel civile, che tuttavia non si riduca ad una semplice secolarizzazione dei valori religiosi all unico scopo di farne da cemento tra i cittadini. Sarebbe una nuova forma di uso della religione come instrumentum regni. Il Papa non ha chiesto che Dio venga citato nella Carta solo per garantire meglio le libertà liberali, anche se ciò ne deriva per conseguenza. Rifacendosi a Dio, anche le libertà liberali vengono garantite meglio, dato che i diritti umani risultano rafforzati se si fondano sul Creatore piuttosto che sul Parlamento europeo. L Unione europea deve scegliere tra tre strade: considerare la religione un fatto privato; considerarla un fatto pubblico ma solo come religione civile ossia secolarizzando i suoi contenuti; considerarla come religione e basta, nella convinzione che la essa rende maggiormente il suo servizio alla società proprio quando rimane religione. Nel primo caso la parola Dio va esclusa dalla Carta con le difficoltà di integrazione che ne scaturiscono nel secondo essa va inserita ma nel senso secolarizzato del raccontino edificante che induce a non calpestare le aiuole nel terzo essa va inserita nel suo pieno significato religioso, che spetterà comunque ai singoli vivere. Tra cittadini che non si rifanno a Dio, cittadini che se lo figurano come il Babbo Natale dei buoni sentimenti e cittadini che ne vivono intensamente il rapporto religioso, la politica ha tutto l interesse a puntare su questi ultimi. Non per motivi religiosi, ma politici e di sana laicità. STEFANO FONTANA 15

17 BUONO SCUOLA E legge in quattro regioni Ad oggi - oltre al caso del Friuli Venezia Giulia che, usufruendo dello statuto di regione speciale, ha una legge volta all erogazione dei buoni scuola sin dal 1993 le regioni che hanno legiferato in materia d interventi finanziari in favore delle famiglie per contribuire alle spese sostenute per l istruzione dei figli sono il Veneto, l Emilia Romagna e la Lombardia. Altre regioni stanno discutendo l opportunità di prevedere aiuti economici. La Puglia, dopo l approvazione della Giunta del 28 novembre scorso di un progetto quadro diretto a stabilire interventi in favore della famiglia, si appresta a discutere in sede di Consiglio regionale la possibilità di erogare buoni libro per consentire ai genitori la libera scelta della scuola ai propri figli, garantendo, parità di trattamento tra utenti di scuole statali e non statali, secondo il principio di eguaglianza. Contributi per studenti frequentanti scuole statali e non statali sono previsti da una proposta di legge all esame del Consiglio regionale del Piemonte; tra i diversi interventi è stabilita anche la fornitura di attrezzature, strumenti ed agevolazioni per le scuole non statali e senza scopo di lucro. Presso la Regione Toscana, che da alcuni anni finanzia le scuole private con una delibera della Giunta, è stato presentato un progetto di legge sul diritto allo studio diretto a sostenere anche le scuole dell obbligo e le secondarie private, attraverso assegni di studio. Francesco Storace, presidente della regione Lazio, ha garantito il suo impegno a promuovere entro il 2001 una legge regionale che introduca il meccanismo del buono scuola anche in questa regione. Di seguito vengono presentati i contenuti essenziali delle leggi approvate nelle tre regioni del Centro-Nord d Italia. Veneto Il 15 dicembre scorso il Consiglio regionale Veneto ha approvato la nuova legge volta a favorire gli alunni delle scuole statali e paritarie attraverso l attribuzione di buoni scuola alle famiglie di studenti residenti in Regione. La copertura delle spese, tra le quali quelle d iscrizione e di frequenza, è totale o parziale e viene rapportata al reddito, al numero dei componenti il nucleo familiare e all entità delle spese scolastiche che gravano sui singoli nuclei familiari. Privilegiate le famiglie che versano in condizioni economiche disagiate. Assieme alla legge (che prevede una dotazione finanziaria di 20 miliardi comprendente il sostegno ai disabili) il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno diretto a precisare le modalità di applicazione della normativa in oggetto. Il documento impegna la Giunta regionale a presentare entro il prossimo gennaio un regolamento volto ad individuare i criteri secondo le fasce reddituali dei richiedenti e privilegiando le fasce meno abbienti - per l assegnazione dei contributi e a stabilire gli importi reddituali massimi al fine di ottenere il buono scuola. Entro il 2001, inoltre, una proposta di legge organica dovrà disciplinare la materia del diritto allo studio a favore della parità scolastica, qualificazione del sistema scolastico e formativo integrato e lotta alla dispersione scolastica. Emilia Romagna - La legge sul diritto allo studio (n. 10/1999) sostiene le spese sostenute dalle famiglie per l iscrizione, la frequenza, l acquisto dei libri di testo, il trasporto pubblico, i sussidi didattici e l attività riconosciute per i crediti formativi. L assegno prevede un tetto massimo di copertura di 2 milioni di lire concesso agli alunni della scuola statale e non statale. Tale assegno copre il 50% delle spese effettivamente sostenute dalle famiglie con un reddito inferiore ai 45 milioni, mentre per i redditi compresi tra i 45 e i 51 milioni la copertura scende al 35%. Nel caso di studenti a rischio di abbandono scolastico la copertura è del 90%. Durante il primo anno di applicazione della legge la Regione ha stanziato 12 miliardi di lire. Lombardia - Nel quadro della politica di sostegno alle famiglie la Regione ha istituito con legge (n. 5/2000, art. 4, comma 121, lettera e) il buono scuola a favore degli allievi delle scuole elementari, medie, superiori statali e non statali per spese relative a: tasse, rette e contributi d iscrizione e di funzionamento delle scuole, oltre a quelle a carico delle famiglie di alunni portatori di handicap. Il buono scuola copre il 25% delle spese sostenute; non può essere inferiore a 100mila lire e non può superare il tetto di 2 milioni di lire per alunno (per gli alunni portatori di handicap può arrivare a 3 milioni). Il tetto di reddito per ottenere il buono è fissato in 60 milioni lordi moltiplicati per il numero dei componenti il nucleo familiare. Per la prima attuazione la Regione ha stanziato circa 100 miliardi di lire. Contro la delibera della Regione Lombardia che istituisce il buono scuola il Consiglio dei Ministri (seduta del 23 novembre u.s.) ha deciso di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. P.A. 16

18 BUONO SCUOLA La via europea Qualcosa si muove nel mondo della scuola. Anche nel Veneto. Ed è proprio a proposito della legge regionale relativa a interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie che vorrei proporre qualche riflessione. Il nodo scuola è molto intricato. Ci sono di mezzo molte remore di tipo ideologico. Per uscirne bisogna abbandonare questo terreno e discutere dei problemi concreti a partire dai soggetti che costituiscono una comunità nazionale. Non c è dubbio che i soggetti primi sono le persone e che i loro diritti vanno salvaguardati per primi, come non c è dubbio che il primo nucleo fondante una comunità nazionale è la famiglia. Tutto il resto viene dopo e deve armonizzarsi con i diritti della persona e con i diritti della famiglia. La Costituzione è estremamente precisa in questo riconoscimento. Nell art.2 è scritto che sono riconosciuti e garantiti i diritti inviolabili dell uomo e nell art.30 che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli. Nell art.31 poi si legge: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l adempimento dei compiti relativi. Mi pare che sia più che sufficiente come contesto del famoso senza oneri per lo Stato per interpretarlo in maniera meno restrittiva o per leggerci una contraddizione che in qualche modo deve essere superata. La Regione Veneto sta facendo quello che lo Stato finora non ha ancora realizzato: riconoscere e sostenere con dei buoni scuola il diritto delle famiglie alla libera scelta educativa. L ingresso in Europa ci chiede qualcosa di più. Il nostro è l unico Paese, all interno dell Europa, a non riconoscere l utilità pubblica del servizio scolastico privato e quindi a non sovvenzionarlo. E un anomalia che dovremo correggere. Da noi c è un riconoscimento di parità giuridica che non si trasforma però in parità economica. Negli altri Paesi si pongono meno il problema giuridico e invece lo Stato versa contributi, o addirittura paga gli insegnanti, alle scuole private che offrono un servizio aperto a tutti e che si assumono determinati obblighi e responsabilità. La Regione Veneto ha scelto questa strada europea. Ha riconosciuto la responsabilità educativa della famiglia e contemporaneamente ha riconosciuto l interesse pubblico del servizio reso dalle scuole non statali, destinando i contributi alle famiglie, ma anche indirizzandoli a totale o parziale copertura delle spese effettivamente sostenute a partire da quelle d iscrizione. Sono dunque le famiglie, tenuto conto delle condizioni di reddito e del numero dei componenti, le destinatarie dei contributi. La legge regionale è passata con i voti della maggioranza e con quelli di Insieme per il Veneto, una componente del centrosinistra. E un segno positivo. Significa che anche a sinistra qualcosa si muove e che gli steccati ideologici cominciano a cedere. La legge varata nel Veneto non è una legge a difesa delle scuole cattoliche, ma una legge che fa fare un passo in avanti alla democrazia. Lo capiranno a Roma? Ce lo auguriamo. FAUSTO BONINI Infanzia violata, convegno Mieac Infanzia violata: educazione, famiglia, territorio è il tema del convegno organizzato per il prossimo 28 dicembre dal Mieac (Movimeno di impegno educativo di Azione Cattolica) presso il santuario della Madonna dell arco in provincia di Napoli. In occasione dell incontro il Mieac diffonderà un documento di analisi e di proposta e lancerà in rete con altre organizzazioni di volontariato un consultorio educativo regionale aprendo il primo sportello d ascolto a Pomigliano d Arco. Il patto educativo sembra oggi essersi infranto spiegano i promotori del convegno. Se le Carte internazionali proclamano la centralità dei diritti dei minori, la nostra società, si dimostra incapace di tradurre i valori in azioni concrete e strategie efficaci. Molti i bambini espropriati degli spazi, del tempo, del diritto di essere accolti e ascoltati che finiscono per diventare soggetti a rischio e vittime di violenze perpetrate anche all interno delle famiglie. Di qui la necessità di una riflessione che porti ad un assunzione di responsabilità per restituire ad ogni bambino la speranza del futuro. Al convegno, che sarà inaugurato dalla vicepresidente del Mieac Mirella Arcamone e al quale interverrà Pasquale Andria, giudice dei minori del Tribunale di Salerno, è atteso anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Lumia. Per informazioni: 081/ , fax 081/

19 GIUBILEO DELLO SPETTACOLO Ritrovare la gioia Gli artisti sono persone che lavorano con le immagini, i gesti, i suoni e dunque con l esteriorità, ma proprio per questo sono donne e uomini di forte interiorità. Diffondono autentica allegria che può essere una forma genuina di carità sociale. Ad ascoltare l omelia di Giovanni Paolo II per il Giubileo del mondo dello spettacolo, domenica scorsa, c erano ottomila fra artisti del cinema, della tv, del teatro, del circo del luna park mescolati insieme agli addetti ai lavori. Piazza San Pietro si era trasformata in un grande palcoscenico multicolore, affollato da giocolieri, clown, trampolieri, majorettes, madonnari. Tutti attorno al Papa poeta e commediografo, che in gioventù a Wadowice calcò le scene anche come attore. Ed è stato un grande attore, uno che è riuscito a realizzare il sogno di diventare attore e ad esserlo da una vita, Alberto Sordi, a porgere un saluto, a nome di tutti gli altri, al Santo Padre. Un occasione per ricordare lo schiaffone che si meritò, quando faceva il chierichetto, dal parroco di Santa Maria in Trastevere, perché aveva scambiato l altare per un palcoscenico. Calandosi dunque anche nei ricordi personali, il Papa ha risposto alla domanda che durante questo anno giubilare svariate categorie sociali e professionali sono venute a porgli: Che cosa dobbiamo fare?. In primo luogo, ha risposto il Santo Padre, occorre ritrovare la gioia. Il Giubileo termine che si collega con giubilo non è forse l esortazione ad essere pieni di gioia, perché il Signore è venuto ad abitare in mezzo a noi e ci ha donato il suo amore?. E questa gioia non è un allegria superficiale ed effimera. E una gioia profonda, radicata nel cuore e capace di pervadere l intera esistenza del credente. Una gioia che può convivere con le difficoltà, con le prove, addirittura per quanto ciò possa sembrare paradossale - con il dolore e con la morte. E se la gioia cristiana si pone in senso proprio su di un piano più direttamente spirituale ha spiegato il Papa -, essa abbraccia però anche il sano divertimento che fa bene al corpo e allo spirito. Per questo, la società deve essere grata a chi produce e realizza trasmissioni e programmi intelligenti e distensivi, divertenti senza essere alienanti, umoristici ma non volgari. Diffondere autentica allegria ha evidenziato il Santo Padre può essere una forma di genuina carità sociale. A tutti coloro che lavorano nel mondo dello spettacolo il Papa ha riferito un messaggio specifico della Chiesa: Nel vostro lavoro, abbiate sempre presenti le persone dei vostri destinatari, i loro diritti e le loro legittime attese, tanto più quando si tratta di soggetti in formazione. Non lasciatevi condizionare dal mero interesse economico o ideologico. E soprattutto i volti più noti al pubblico devono essere costantemente consapevoli della loro responsabilità. A loro la gente guarda con simpatia ed interesse. E proprio per questo devono essere modelli positivi e coerenti, capaci di infondere fiducia, ottimismo e speranza. Se avrete viva sensibilità per il bene, il vero e il bello ha suggerito il Papa -, i prodotti della vostra creatività, anche i più semplici, saranno di buona qualità estetica e morale. La Chiesa, ha affermato Giovanni Paolo II, conta sugli artisti per la nuova evangelizzazione. Un esplicito richiamo alle tante iniziative che ripropongono il messaggio biblico e il ricchissimo patrimonio della tradizione cristiana nel linguaggio delle forme, dei suoni, delle immagini mediante il teatro, il cinema e la televisione. Prima di recitare l Angelus, Giovanni Paolo II ha rivolto un pensiero particolare alle numerose bande musicali che hanno rallegrato la celebrazione, ai Madonnari, che hanno donato alcuni pannelli raffiguranti l Annunciazione e la Natività, per decorare alcune chiese nuove, e agli artisti itineranti, che lavorano nei circhi nei luna park o per le strade. Il vostro andare ha detto a questi ultimi si è fatto oggi pellegrinaggio, e ricorda a tutti che la Chiesa è un popolo sempre in cammino, senza una stabile dimora in questo mondo. A loro il Papa ha regalato una Croceicona, che accompagnerà durante il 2001 la missione giubilare nei circhi e luna park d Europa e d America. Infine il Santo Padre ha benedetto le statuette di Gesù Bambino, portate come di consueto dai bambini romani, prima di collocarle nei presepi fatti in casa. E stato questo l atto conclusivo dell ultima delle celebrazioni giubilari di categoria. Due giorni che hanno visto riuniti artisti di tutto il mondo, che hanno animato le piazze della Capitale. Venerdì 15, nel corso di un incontro di preghiera e testimonianze, ospitato negli studi della Titanus, il card. Paul Poupard, aveva detto: La bellezza, la professionalità, le qualità artistiche, che emergono dai numerosi spettacoli creati da voi artisti, formano un omogenea enciclopedia in cui il senso dell amicizia, della fratellanza, della cooperazione, della solidarietà, dei valori più squisitamente e profondamente umani sono o dovrebbero essere le voci salienti, le più durature. Quindi, il Giubileo del mondo dello spettacolo accoglie la diversità delle manifestazioni che fanno capo al composito mondo dello spettacolo, per ribadire, sottolineare, incrementare l origine unica e la meta comune del vostro lavoro. L origine è l uomo. La meta è la gioia, lo stupore, la meraviglia, l amicizia. M.G 18

20 IL PAPA E HAIDER Il grande e il piccolo Non è stato il primo - né sarà l ultimo - Joerg Haider a cercare l incontro ravvicinato con il Papa per collocare se stesso e la sua ambizione sotto i riflettori dell opinione pubblica. Tra gli altri l avevano fatto anche Pinochet e Castro e Giovanni Paolo II riceve chiunque, se può giovare alla causa della fede e dei diritti umani. Ma nessuno avrebbe immaginato tante polemiche, tre anni fa, quando secondo un alternanza di routine fu concordato che nel 2000 toccasse alla Carinzia l onore di porre un suo abete in piazza San Pietro, luogo per eccellenza di accoglienza e di solidarietà tra i più simbolici al mondo, per ogni uomo di cultura ed etnia diversa. Poi al vertice della regione austriaca è stato eletto Haider e il gesto di amicizia e di rispetto per il centro della cattolicità si è trasformato, per iniziativa del nuovo governatore, in un dono avvelenato, quasi blasfemo per una piazza per definizione aperta a tutte le genti. Con l aggiunta che, nel contesto del teatrino della politica italiana e delle sue pulsioni preelettorali, a molti non è parso vero di cogliere un occasione per un duro confronto politico e purtroppo, di violenza. Perché il Papa non ha chiuso la porta in faccia al suo ospite? L invito perentorio, è stato avanzato da molti laici, gelosi dell autonomia della politica dalla religione ma sempre pronti a suggerire quel che un Pontefice dovrebbe o non dovrebbe fare. Come se anch egli fosse sottoposto al politically correct e non ai contenuti del messaggio cristiano. Che le idee di Haider, e non solo sull immigrazione, non coincidano con quelle di Giovanni Paolo II, non è discutibile neppure. Basterebbe ricordare i suoi innamoramenti filonazisti e anticlericali prima di scoprirsi cattolico, forse di necessità in una regione dove la. fede ha salde radici. Ma più che scandalizzarsi di un dono peloso, sarebbe forse più onesto riflettere sui risultati dell incontro. Che certo non sono stati affatto favorevoli alla causa di Haider. Proprio il confronto con il Pontefice ha messo in rilievo lo stridente contrasto tra lui e il pastore della Chiesa universale, ed egli se n è ritornato in patria con le pive nel sacco, sia pure tentando di mascherare la sua debolezza con le sue provocazioni. Se la sua fede non sarà soltanto di facciata dovrà meditare sul testo del messaggio della pace che, per volontà di Karol Woityla, è stato consegnato a lui e ai suoi collaboratori: un testo del magistero dove, con parole chiare e senza equivoci, si chiede ad ogni cattolico di combattere ogni forma di xenofobia e di razzismo e lo si invita al dialogo con tutte le altre culture. Altro che legittimazione della sua. politica. Oggi, piuttosto, è ulteriormente diminuito il suo prestigio di fronte all Europa e alla sua Carinzia. Perché la dissonanza con il magistero può rappresentare un ulteriore sollecitazione per i cattolici che l hanno finora sostenuto a riflettere sulla propria identità e sui contenuti della propria fede. Ma la questione di fondo è un altra e riguarda il ruolo della Chiesa e del suo pontefice: che, soprattutto oggi, non consiste nel lanciare anatemi, o nell intimidirsi quando c è da correre qualche rischio nell annunciare la volontà di Cristo. Non è costume di Giovanni Paolo II esitare dinanzi alle difficoltà. Egli desidera che il suo messaggio arrivi al cuore della gente e dei suoi interlocutori, non si fa frenare dalle convenienze, soprattutto politiche. Attraverso Haider egli l ha potuto raggiungere anche quei fedeli che, magari in buona fede, sono stati abbandonati al populismo di un piccolo personaggio, nel nome di una fraintesa purezza della propria fede e della patria E se l invito alla riflessione avanzato da Giovanni Paolo II avrà effetto, sarà anche il risultato di un udienza con tanta impudenza pretesa dal governatore della Carinzia. Guardando quell albero SILVANO SPACCATROSI Si aspettava la parola del Papa. Ed è venuta, serena e conciliante, nella visita in Vaticano da parte dei rappresentanti della Regione Federale della Carinzia, con l attuale suo governatore Joerg Haider. Era lui per l opinione pubblica la pietra dello scandalo, con le sue opinioni, a tutti note. Si trattava di accogliere la porzione di un Paese, l Austria, in prevalenza cattolico e che non veniva a Roma con intenzioni politiche ma religiose. Come si poteva criticare l accoglienza del Papa che, come è noto, tutti riceve nella grande Casa comune, anche chi notoriamente non condivide né la fede né l insegnamento della Chiesa? Essere ricevuti dal Vicario di Cristo non vuol dire automaticamente essere approvati o condivisi per ciò che si è o per ciò che si pensa. Tutt altro! Il comportamento del 19

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