MONS. VITO CINA, BONUS MILES BEATAE VIRGINIS MARIAE, TRA OPPIDO MAMERTINA E SAN NICOLA DA CRISSA di ANTONIO GALLORO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MONS. VITO CINA, BONUS MILES BEATAE VIRGINIS MARIAE, TRA OPPIDO MAMERTINA E SAN NICOLA DA CRISSA di ANTONIO GALLORO"

Transcript

1 1 MONS. VITO CINA, BONUS MILES BEATAE VIRGINIS MARIAE, TRA OPPIDO MAMERTINA E SAN NICOLA DA CRISSA di ANTONIO GALLORO Questo studio biografico è stato cordialmente offerto dall Autore alla Confraternita del SS. Rosario di San Nicola da Crissa (VV), per commemorare, nel ventottesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 24 gennaio 1981, la personalità di mons. Vito Cina e la sua vigorosa attività religiosa, svolta tra Oppido Mamertina (RC: ) e San Nicola da Crissa (VV: ). *************** 1. LA VITA : DALLA NASCITA (1896) AL SUO ARRIVO AD OPPIDO MAMERTINA (1920) Mons. Vito Cina, il cui vero nome anagrafico era quello di «Vito Giuseppe Marzio», è nato a San Nicola da Crissa il 19 marzo 1896 da Gregorio, esercente l attività di industrioso commerciante del luogo, e da Marta Durante, casalinga. Sin da bambino, ha nutrito la vocazione di abbracciare la carriera ecclesiastica e di diventare prete e, certamente, a questa sua scelta di vita non è stata del tutto estranea la profonda pietà cristiana, che si respirava all interno della sua famiglia, e gli insegnamenti religiosi, impartitigli, sin da piccolo, da due zii ecclesiastici: -l uno, fratello del genitore, era Vito Cina, sacerdote di buona cultura e già padre spirituale della locale Confraternita del Crocifisso, morto nel 1904, quando il Nostro contava appena otto anni, cui, poi, gli abitanti di San Nicola hanno assegnato l appellativo di Il Vecchio, per meglio distinguerlo dall omonimo giovane nipote; -l altro, fratello della madre, era l arciprete Domenico Durante. Dopo aver frequentato, con notevole profitto, le scuole elementari del paese natale, animato fortemente da questa sua aspirazione al sacerdozio, ha chiesto di poter accedere al Seminario vescovile di Mileto, dove, però, benché mostrasse di possedere già non comuni doti di intelligenza ed una singolare preparazione culturale, ha potuto frequentare soltanto la quarta classe ginnasiale. L improvvisa interruzione degli studi, nonostante il suo ingegno vivace, si può esclusivamente addebitare a due ben precise ragioni: -innanzi tutto, alle sue precarie condizioni fisiche e, più precisamente, ad una gracile e debole costituzione corporea, soggetta ad ammalarsi facilmente, che ha determinato, in lui, sin dall età puerile, l insorgenza

2 2 di quello stato di salute cagionevole, che, sfortunatamente, lo ha accompagnato per il resto della vita; -secondariamente, ad un intenso dolore e profondo turbamento interiore, derivantigli dall improvvisa morte della madre, appena quarantenne, avvenuta nel La gravissima perdita della genitrice, che per lui ha significato la prima grande esperienza della sofferenza, ha segnato profondamente l animo del Nostro, dischiudendolo al mistero del dolore, considerato come accettazione della volontà di Dio. Dopo il decesso della madre, il giovane Vito ed i suoi fratelli sono stati allevati dalle premurose cure di tre delle cinque zie paterne, Vincenza, Maria Rosaria e Maria Rosa (le altre due, Maria e Vittoria, si erano già sposate), le quali, decidendo di rimanere nubili, hanno trascorso l intera loro esistenza nella dimora paterna, accudendo amorosamente ai loro due fratelli, il sacerdote Vito senior, ricordato sopra, e Gregorio, assumendosi, conseguentemente, anche l oneroso incarico di prendersi cura dei figli di quest ultimo, rimasti orfani di madre. Ripresi gli studi interrotti e dopo aver frequentato, nell anno scolastico , presso il Regio Liceo-Ginnasio Gaetano Filangieri (oggi Liceo-Ginnasio Michele Morelli ) della vicina Monteleone (ora Vibo Valentia), la quinta classe ginnasiale, superando brillantemente le relative prove di esame, è stato ammesso, nell ottobre del 1912, al Seminario Pontificio Regionale Pio X di Catanzaro, grande fucina di anime destinate al sacerdozio, dove ha frequentato il corso triennale di Liceo e quello quadriennale di Teologia. In questo Istituto ecclesiastico catanzarese, ha trascorso l ultimo anno di formazione in compagnia del novello seminarista, suo compaesano, Domenico Sanzo, cui, al pari di un fratello maggiore, ha prestato ogni amorevole cura, sia per agevolarne l integrazione nel nuovo ambiente religioso e sia, soprattutto, per alleviare i comprensibili disagi morali, prodotti, nell animo del giovane conterraneo, dal distacco dall amata famiglia. Questi due nostri sacerdoti sono stati, sempre e fino al termine dei loro giorni, legati da un sentimento di reciproca stima e profonda amicizia, che era davvero sincera, perché traeva origine da questa antica comune formazione seminarile catanzarese, anche se, talvolta, per le strane vicissitudini della vita, nel corso di accese lotte politiche di carattere municipalistico, hanno inteso operare delle scelte ideologicopartitiche diverse, mantenendo, però, sempre un comportamento dignitoso e, comunque, rispettoso l un dell altro. Il giorno 29 maggio 1919, conseguiti, con ottima votazione, gli studi teologici necessari allo scopo, è stato ordinato sacerdote, nella Cattedrale di Mileto, dal vescovo di quella diocesi, mons. Giuseppe Morabito, nonostante, qualche anno prima, il suo delicato e sensibile animo fosse stato messo, ancora una volta, a dura prova da un altro grave lutto familiare: il letale morbo della tubercolosi, tra le tante vittime mietute a San Nicola, aveva stroncato, nel 1916, pure il fratello maggiore, Francesco, ventitreenne.

3 3 Perdurava ancora, nel suo animo, l incontenibile gioia provata per la sua ordinazione sacerdotale che già, ad appena cento giorni dal conferimento di questo sacramento, mentre si trovava ad Oppido Mamertina, al seguito del vescovo Galati, è stato raggiunto da un altra luttuosa notizia: il giorno 6 settembre 1919 era morto, ancora di tubercolosi, anche il fratello secondogenito, Vincenzo, ventiduenne. I sette anni di «studio matto e disperatissimo», tanto per dirla con il Leopardi, trascorsi dal Cina nella Pontificia Università Teologica Pio X di Catanzaro, sono stati, senza alcun dubbio, i più fecondi ed edificanti di tutta la sua vita, perché è proprio qui che ha maturato una grande formazione spirituale, religiosa ed umanistica, sotto la saggia ed illuminata guida di formatori di anime sacerdotali, come, ad esempio, i rettori mons. Giorgio De Lucchi, nominato vescovo ad hoc, prima, e mons. Francesco Mennini, poi. È esattamente in tal luogo che il giovane studente Cina ha acquisito una profonda conoscenza della psiche umana ed ha affinato, alla scuola di mons. Mennini, che, oltre ad essere un educatore era anche un organizzatore nel senso più nobile ed elevato del termine, la sua capacità di promuovere, organizzare, coordinare e gestire, sino alla sua completa attuazione, una qualsiasi iniziativa e/o attività sociale. È ancora in questo posto che il Nostro ha appreso e fatto proprio il concetto che la vita del vir probus è regolata da precise norme comportamentali, tra cui l imposizione di una ferrea disciplina, fondata soprattutto sull ordine, sulla cieca e pronta ubbidienza alle autorità superiori e sulla scrupolosa osservanza dei propri doveri. Tutte doti, queste, che si sono rivelate assai utili, allorquando ha dovuto svolgere, ad Oppido Mamertina, il gravoso compito di coadiutore di ben quattro vescovi, nel governo e nell amministrazione di quella Chiesa e di tutta la sua vasta diocesi, e che ha potuto mettere in pratica, in modo particolare, come avremo modo di vedere più avanti, nell opera di ricostruzione e riparazione dei luoghi di culto, appartenenti a quel territorio diocesano e che erano stati gravemente danneggiati dal terribile sisma avvenuto il 28 dicembre Negli ultimi due anni di studio trascorsi nel Seminario Regionale di Catanzaro, durante il rettorato di mons. Mennini, il maturo allievo Cina deve aver avuto modo, senz altro, di conoscere il giovane collegiale Francesco Mottola, futuro Umile Servo di Dio e fondatore del Movimento religioso degli Oblati del Sacro Cuore, che, nato a Tropea (VV) nel 1901, ha fatto il suo ingresso in questo Istituto religioso nel Non è ancora in nostro possesso alcun documento, che comprovi l esistenza di un qualsivoglia genere di legame tra i due, ma non è neppure pensabile, del resto, che i non molti seminaristi di questo Collegio Apostolico calabrese, che, all epoca, non contava neppure cento studenti, non si conoscessero e, in alcuni casi, non stringessero addirittura rapporti di fraterna solidarietà e cordiale amicizia. Sappiamo, tuttavia, con certezza, che don Mottola, tra gli altri luoghi calabresi, veniva invitato, frequentemente, anche nelle varie

4 4 parrocchie di Oppido Mamertina, per diffondere, con la sua brillante perizia oratoria, la Parola di Dio. Se queste Sue predicazioni sono avvenute quando ancora mons. Vito Cina operava nella diocesi oppidese, cioè prima ancora del suo ritiro definitivo a San Nicola, è verosimile supporre che a sollecitarle ed a favorirle sia stato proprio il Nostro, in virtù di quell assai probabile amicizia seminarile, che è stata poco prima ipotizzata. Il Cina, lasciato il Seminario Pio X di Catanzaro nel 1919, non se n è mai, però, distaccato del tutto, ma ha mantenuto con questo frequenti rapporti, attraverso la lettura della rivista L Unione Sacra, organo dell Associazione di Perseveranza, fondata da ex alunni del Seminario, ormai sacerdoti, con il preciso scopo di tenersi sempre in continuo contatto tra di loro e, tutti insieme, di mantenere ancora vivo l antico legame con l Istituto religioso che li aveva formati. Il Nostro ha aderito all Associazione di Perseveranza ed al suo periodico bimestrale L Unione Sacra, tanto da essere nominato, dalla Redazione della rivista, corrispondente della diocesi di Oppido Mamertina, per la sezione Vita ed Azione, che si interessava della vita associativa dell Azione Cattolica di tutte le diocesi calabresi. Un altra prova che il Cina, nel suo animo, ha sempre serbato un grato e riconoscente ricordo dell esperienza seminarile catanzarese e della formazione qui ricevuta è costituita dal fatto che egli, già Canonico, ha voluto prendere parte ai solenni festeggiamenti, che si sono svolti a Catanzaro, nella primavera del 1922, per celebrare il decimo anniversario della fondazione del Seminario Pontificio, avvenuta appunto nel E la sua è stata una partecipazione attiva, poiché, il giorno 26 aprile dell anno sopra menzionato, ha tenuto, da par suo, una relazione, avente per tema La predicazione, che dalla Rivista ufficiale del Collegio Apostolico, che ne ha commemorato l evento, è stata definita semplicemente «geniale». 2. LA SUA VENTENNALE OPEROSA ATTIVITÀ RELIGIOSA ED AMMINISTRATIVA SVOLTA AD OPPIDO MAMERTINA ( ) Entrato nella simpatia e nelle grazie del vescovo Antonio Galati da Vallelonga (VV), paese assai vicino a San Nicola da Crissa, questi lo ha avuto così caro da portarlo con sé ad Oppido, allorquando, nell estate del 1920, è stato chiamato a reggere questa diocesi reggina. Qui, il presule vallelonghese, che già aveva avuto modo di notare ed apprezzare le non comuni doti di intelligenza, serietà e dottrina del sacerdote Cina, per essere stato suo professore di lettere classiche nel Seminario vescovile di Mileto, oltre che Vicerettore dello stesso Istituto religioso, lo ha nominato, benché giovanissimo -il Nostro contava allora, infatti, appena ventiquattro anni-, dapprima, Canonico e, successivamente, con apposita bolla pontificia, Teologo.

5 5 Tuttavia, la carica di maggior prestigio e responsabilità, che il Cina ha ricoperto in questo periodo, è stata quella di Consigliere e Segretario personale del vescovo Galati, di cui è divenuto l alter ego, finché questi non è stato trasferito, nel 1927, nella sede arcivescovile di Santa Severina (KR). Eppure, in quel tempo, nella circoscrizione diocesana oppidese, oltre al giovanissimo Cina, operavano altri sacerdoti di buon livello intellettuale e morale, che, in virtù della loro maggiore età, potevano certamente vantare, rispetto a lui, una più matura esperienza di vita religiosa. Appare superfluo, a questo punto, ricordare come e quanto il vescovo Galati si sia costantemente, per non dire quotidianamente, avvalso dei suoi indispensabili consigli ed insostituibili servigi, nel faticoso lavoro di amministrazione di questa non facile diocesi reggina, alla cui ricostruzione, materiale e spirituale, l assai giovane Vito Cina ha contribuito notevolmente, profondendo, in questa attività gestionale e direzionale, ogni sua energia fisica, morale ed intellettuale. Quando, nell aprile del 1921, il vescovo di Gerace, mons. G. F. Delrio, è stato trasferito ad altra sede, l amministrazione di questa diocesi, per espressa disposizione pontificia, in attesa che si procedesse alla nomina del nuovo presule titolare, è stata assegnata al vescovo di Oppido, mons. A. Galati. Questi, a sua volta, ne ha affidato la cura e la direzione, per ventidue mesi, vale a dire fino al febbraio del 1923, allorquando è giunto sul posto il nuovo vescovo, mons. G. B. Chiappe, al nostro Vito Cina, quale suo Delegato Generale, che ha svolto l incarico assegnatogli e retto la comunità ecclesiale ionica con grande perizia amministrativa, contribuendo, in tal modo, non poco, al suo miglioramento in campo religioso, morale e sociale. Nel 1923, sempre sotto il vescovato di mons. Galati, il Cina è stato nominato Arciprete della Cattedrale di Oppido, carica, questa, che ha tenuto fino al 1929, ed ha ricoperto, nel contempo, il ruolo di professore di italiano e latino del Seminario vescovile della stessa città, rivelando una sicura padronanza di un ricco sapere pluridisciplinare ed una straordinaria ricchezza di eloquio. Grazie alla sua dottrina ed al costante impegno profuso nell insegnamento delle materie di sua competenza, la qualità dell apprendimento dei suoi allievi ed il livello di preparazione umanistica e culturale in genere da essi raggiunto erano così elevati da poter addirittura disquisire con lui in lingua latina e da meritare, pertanto, il pubblico plauso di un fine intenditore di cultura classica, quale Ildefonso Schuster -eletto, successivamente, cardinale e, nel 1929, arcivescovo di Milano-, che, nel 1925, ha avuto l incarico di ispezionare il Seminario di Oppido, in veste di Visitatore apostolico. Nel 1927, per l intolleranza mostrata nei suoi confronti dai caporioni fascisti locali, con i quali ha dovuto violentemente scontrarsi più di una volta, il presule Galati, come già anticipato sopra, è stato rimosso da Oppido e gli è stata assegnata la cura dell arcivescovato di S. Severina.

6 6 A mons. Vito Cina, che non aveva voluto seguire, nella nuova sede episcopale, il suo amico vescovo e nume tutelare, benché questi, più volte, lo avesse esortato a farlo, quasi presagendo la tempesta che si sarebbe poi abbattuta su di lui, è stato conferito, da parte di mons. Carmelo Pujia, arcivescovo di Reggio Calabria ed Amministratore apostolico della diocesi di Oppido, l incarico, ad interim, di governare questa diocesi, quale suo Delegato vescovile, fino all arrivo in sede del nuovo presule, vale a dire per tutto l anno Quando, il 17 febbraio 1929, il novello vescovo G. Peruzzo ha preso possesso della diocesi di Oppido, questi ha subito designato mons. Vito Cina, prima, come Rettore del Seminario, carica che ha mantenuto fino al 1930, e Delegato episcopale e, qualche mese più tardi ( ), come suo Vicario Generale, dignità, questa, che ha ricoperto fino al giorno in cui ha abbandonato, per sempre, Oppido, per ritirarsi definitivamente a San Nicola da Crissa. Nel 1930, a seguito del Concordato stipulato, l anno precedente, tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica ( Patti lateranensi ), che stabiliva la libera amministrazione del patrimonio ecclesiastico, il Cina è stato nominato Primo Presidente del Consiglio di Amministrazione diocesano di Oppido, con il preciso compito di gestire il patrimonio posseduto dalla Chiesa locale. Con l assunzione di questa ennesima prestigiosa carica, che gli consentiva di avere in pugno anche la situazione economica, mons. Vito Cina teneva sotto il suo diretto controllo l intera vita della diocesi di Oppido, nei suoi molteplici aspetti, divenendone, per oltre un decennio, nel corso del quale si sono avvicendati ben tre vescovi (Peruzzo, Colangelo e Canino), uno dei suoi pilastri fondamentali. E, tuttavia, nonostante questo enorme potere concentratosi nelle sue mani, egli, nel difficile ambiente ecclesiastico e sociale oppidese, ha sempre saputo svolgere la sua missione sacerdotale con grande spirito di carità cristiana, agendo con grande umiltà e piena consapevolezza dei limiti umani. Si è sempre mosso con estrema discrezione e prudenza, ha costantemente operato giammai in maniera dispotica ed arbitraria, ma sempre in totale conformità alle disposizioni pastorali emanate dai suoi superiori ed agli ordini ricevuti da costoro, della cui stima godeva ampiamente e che in lui riponevano la massima fiducia. Egli si è sempre adoperato per esercitare il suo delicato compito di controllore della condotta religiosa e morale dei parroci della diocesi di Oppido, seguendo, della regola pedagogica gesuitica -fortiter in re, suaviter in modo-, più la seconda norma che la prima. Infatti, oltre ad essere dotato di quel grande senso di equilibrio e di grande umanità, che, certamente, non devono mancare in chi è chiamato a giudicare e valutare uomini e fatti, ha sempre cercato di comportarsi con gli altri in maniera dolce e gentile, con il sorriso sulla bocca e con quel suo modo di agire signorile, che ancora oggi, a distanza di molti decenni, viene ricordato ed additato, dalle vecchie

7 7 generazioni oppidesi alle nuove, come un vero esempio di corretto comportamento umano. Non è stato solo un amico affettuoso e confidente dei parroci della sua diocesi, di cui, con partecipazione sincera, ha sempre condiviso gioie e dolori, ma si è anche sentito fraternamente vicino a quanti si trovavano oppressi dalla fame e dal bisogno, che in Calabria hanno sempre imperversato inesorabilmente, specie nel difficile periodo storico, posto tra le due grandi guerre, in cui egli ha operato in Oppido. Infatti, non erano rare le persone, che si rivolgevano al suo cuore generoso, in modo diretto e senza alcuna formalità burocratica, per: a)-ricevere un semplice consiglio; b)-ottenere un aiuto materiale, come cibo ed indumenti, con cui sfamare e vestire la propria numerosa prole; c)-procurarsi, addirittura, del denaro -spesso appartenente al suo fondo personale e non alla cassa della Curia-, con cui pagare qualche delicata e costosa operazione chirurgica, nella speranza che si potessero definitivamente debellare quelle serie malattie, da cui erano gravemente affette. Tra i tanti casi di grave infermità, verificatisi ad Oppido e dintorni e risoltisi felicemente per merito di mons. Vito Cina, annoveriamo quello, che ha avuto per protagonista il sig. Francesco Musicò, che, colpito da una grave malattia agli occhi, che gli stava causando la perdita totale della vista, è stato sottoposto ad un tanto urgente quanto delicato e costoso intervento oculistico, che è stato possibile eseguire, nella vicina città di Messina, anche grazie al sostegno economico offerto gratuitamente dal Nostro. Se mons. Vito Cina è riuscito ad essere l alter ego del vescovo Galati e il Vicario Generale dei successivi tre vescovi oppidesi, tanto da raccoglierne, per la qualità del lavoro svolto ed i fruttuosi risultati conseguiti, non solo la stima e l ammirazione, ma anche l amicizia, che sovente è divenuta calorosa familiarità, vuol dire, dunque, che egli veramente è stato dotato di quelle doti umane e morali, viva intelligenza e non comune altezza di ingegno, che gli sono state unanimemente riconosciute da quanti lo hanno frequentato o hanno avuto con lui rapporti inerenti alla sua attività ecclesiastica, pur non condividendone sempre le decisioni o l operato. Tutti i vescovi, che egli ha fedelmente servito, per poter svolgere più proficuamente la loro attività pastorale e condurre a buon fine questioni delicate ed importanti di ogni natura, si sono dovuti necessariamente avvalere dei suoi saggi consigli, della sua fine, accorta e paziente abilità diplomatica, delle sue indubbie capacità operative, che si fondavano su una visione pragmatica della vita e su una spiccata propensione nel saper scrutare a fondo l animo umano, dote, quest ultima, che gli era congeniale e che, nella risoluzione di una controversia o nella conduzione di una trattativa, lo ponevano in una posizione di assoluto vantaggio rispetto alla controparte. Ad onor del vero, è giusto, sin da adesso, preannunciare come il Cina non sia andato molto d accordo con il solo vescovo Nicola Canino, che

8 8 pure, però, ne apprezzava gli indubbi pregi morali ed intellettuali, e la causa di tale disarmonia va ricercata esclusivamente nella profonda diversità caratteriale esistente tra le due eminenti personalità ecclesiastiche e di cui, in seguito, avremo modo di ragionare più approfonditamente. Ad ogni modo, tutte queste particolari qualità del Cina venivano da lui messe in pratica e sottoposte a dura prova assai spesso, cioè allorquando, per conto della Curia vescovile oppidese, era chiamato a dirimere quelle spinose controversie o risolvere quelle complesse situazioni, nelle quali la Chiesa locale, di frequente, si veniva a trovare. Se è vero che i segni più evidenti della laboriosità di una persona sono rappresentati dalle opere che questa è capace di realizzare nel territorio in cui svolge la sua attività, a proposito del Cina, possiamo affermare, con assoluta certezza, che, nella circoscrizione diocesana oppidese, nonostante siano trascorsi ormai quasi settanta anni dal suo abbandono, ancora oggi facta sua magnopere loquuntur e testimoniano il suo instancabile dinamismo sacerdotale esplicato in quel luogo. E non si dimentichi, peraltro, che il Cina ha operato in tempi assai difficili e, soprattutto, in un territorio ed in un ambiente sociale non sempre tranquilli e pacifici, soprattutto se si pone mente non solo al fatto che Oppido, al momento del suo arrivo, si trovava in condizioni di degrado economico e sociale e che non erano pochi gli abitanti del luogo che nutrivano tenaci idee anticlericali, ma che l intera vita religiosa oppidese era stata, di recente, macchiata di sangue. Infatti, nel luglio 1919, appena un anno prima del suo arrivo ad Oppido, al seguito del vescovo Galati, la vita di questa città era stata profondamente turbata dalla morte violenta dell arciprete del Duomo cittadino, don Giovanni Sposato. Una trattazione particolare merita l amore straordinario, che mons. Vito Cina ha sempre nutrito per l Azione Cattolica oppidese, che gli derivava dalla formazione spirituale ricevuta nel Pio X di Catanzaro, profondendo un particolare impegno nell organizzazione diocesana dei relativi Circoli giovanili (GIAC), al tempo in cui era vescovo G. Peruzzo. In verità, dopo un inizio un po deludente, per le difficoltà ambientali che ne impedivano l attecchimento -non va sottaciuto, infatti, che, in quel tempo, molte famiglie vivevano in Oppido senza religione e senza Dio-, i Circoli giovanili oppidesi di Azione Cattolica, a seguito di una «provvidenziale» visita effettuata, il 12 febbraio 1937, in questa diocesi da Giulio Pastore, in cui sono state individuate le carenze di carattere organizzativo che ne impedivano la crescita e poste le basi per un loro futuro sviluppo, hanno cominciato a funzionare bene e ad ampliarsi. Tuttavia, questo associazionismo religioso in Oppido, che, dopo un faticoso avvio, sembrava proiettato verso un prospero futuro, ha conosciuto anch esso, unitamente al Seminario vescovile, un lungo periodo, prima, di stasi e, poi, di vera e propria decadenza, a causa dell acuirsi delle tensioni in diocesi, le stesse che, poco più tardi,

9 9 hanno costretto mons. Vito Cina ad allontanarsi, per sempre, da Oppido. Giova ricordare, tuttavia, che un efficiente strutturazione ed organizzazione dell Azione Cattolica in Oppido -come, del resto, in tutta Italia- e, soprattutto, la formazione dei giovani, secondo i principi religiosi, morali e sociali propugnati dalla Chiesa di Roma, non potevano di certo piacere al Partito fascista. Il quale non era solo geloso del notevole incremento che andava assumendo il movimento giovanile cattolico, ma anche fortemente preoccupato che tale affermazione potesse nuocere allo sviluppo delle sue organizzazioni paramilitari giovanili, che, a seconda della fascia d età, erano divise in Fasci giovanili, Avanguardisti, Opera Nazionale Balilla e Figli della lupa. Grazie a queste strutture, infatti, il Regime mirava a gestire, in maniera monopolistica, l educazione e la formazione di tutta la gioventù italiana, che gli stava tanto a cuore ed a cui intendeva fornire non solo una normale istruzione, ma anche e soprattutto un indottrinamento ideologico. Per questa ben precisa ragione, nel 1931, ha imposto lo scioglimento e decretato la chiusura dei Circoli giovanili cattolici della diocesi di Oppido, contro cui si sono energicamente opposti tanto il presule G. Peruzzo quanto il suo Vicario Generale, mons. Vito Cina, anche nella sua qualità di Presidente della nuova Giunta Diocesana per l Azione Cattolica, i quali hanno dovuto lottare non poco per difendere queste associazioni religiose dai continui assalti fascisti. A questo punto della narrazione, per inquadrare meglio la personalità di mons. Vito Cina antifascista e far meglio comprendere quanto egli, per questo suo ostinato atteggiamento di opposizione al Regime, fosse inviso agli occhi dei caporioni politici locali e provinciali, è necessario illustrare brevemente quali fossero i rapporti tra la Chiesa calabrese ed il Fascismo. Buona parte dell episcopato e dell alto clero calabrese, sin dal primo momento, ha assicurato al Regime fascista la sua simpatia ed adesione, un po per convinzione, un po per paura e, quindi, per proteggersi da eventuali persecuzioni, ed po anche per convenienza economico-politica. Basti ricordare che qualche alto dignitario della Chiesa cattolica -come, ad esempio, il vescovo di Gerace, mons. Chiappe-, con esultanza, è persino giunto a definire Mussolini «Uomo della Provvidenza». Mons. Vito Cina, al contrario, da subito, assieme a ben pochi altri prelati maggiori, ha preso le distanze dal Fascismo, guardandolo con sospetto e diffidenza, tenacemente convinto dell inconciliabilità della radice culturale dell ideologia fascista con quella cattolica e del fatto che il vero ed unico scopo del Regime mussoliniano fosse non già quello di difendere la Chiesa cattolica dai suoi tradizionali nemici, ma di assoggettarla alla propria volontà e di farne un personale strumento di potere, per poter meglio governare l Italia.

10 10 Il Cina, rivelatosi antifascista irriducibile sin dal primo momento, non si è unito al coro di quei molti ecclesiastici, che, entusiasticamente, dopo la stipula del ricordato Concordato tra Stato e Chiesa dell 11 febbraio 1929, hanno gioito per lo storico evento ed inneggiato alla pacificazione tra i due poteri, considerata condizione indispensabile per il bene dell Italia. Anzi, non perdeva mai l occasione, per manifestare apertamente tutto il suo dissenso verso il Fascismo, per tuonare contro di esso, per criticarlo duramente ed attaccarlo violentemente, senza risparmio alcuno di colpi, ricorrendo a battute e sottili riferimenti -o allusioniallegorici, abilmente inseriti nelle omelie, fatte ai fedeli durante la celebrazione delle messe domenicali o di altre importanti funzioni religiose. Egli, mal tollerando la tracotanza, la prepotenza e lo strapotere del Partito fascista e l arrogante ingerenza del potere politico locale negli affari religiosi della Chiesa, sosteneva, con risoluta fermezza, che solo ed esclusivamente all Autorità ecclesiastica -oppidese, nel nostro specifico caso-, e non ad altri, spettasse il compito di educare e formare la gioventù italiana ai nobili valori della famiglia, della patria e della religione. Il settore, però, in cui l alacre operosità del Cina è apparsa con maggiore evidenza è stata la ricostruzione delle Chiese parrocchiali della diocesi di Oppido, già distrutte o gravemente danneggiate dai terremoti del 1905 e del 1907, ma colpite, in maniera alquanto preoccupante, dal più rovinoso di tutti i sismi, quello che si è verificato il 28 dicembre 1908 e che ha raso al suolo le città dello Stretto, Reggio Calabria e Messina, per le quali non si era potuto intervenire prima, a causa dello scoppio della prima guerra mondiale Per le mani di mons. Vito Cina, che, dal 1926 al 1940, ha diligentemente curato l attività amministrativa della riedificazione o ristrutturazione degli edifici di culto oppidesi, è transitata, in verità, una gran quantità di denaro, facente parte dei sussidi erogati dallo Stato, meglio ancora dagli Enti pubblici coinvolti nel piano, del cui impiego doveva rendere conto al solo mons. Paolo Albera, vescovo di Mileto, cui, dalle autorità ecclesiastiche competenti, era stata conferita la carica di Presidente dell Opera Interdiocesana per la ricostruzione delle Chiese nella Calabria, atterrate dai suddetti movimenti tellurici. Il Cina, unendo la nuova mansione di Responsabile unico del settore relativo alla ricostruzione degli edifici di culto diruti ai vecchi incarichi di Vicario Generale della diocesi oppidese e di Direttore del suo Ufficio amministrativo, era diventato il vero fulcro della vita di quel vescovado, nel senso che, dal punto di vista operativo, tutto era sotto il suo diretto controllo e non si muoveva foglia senza il suo volere. Era lui che sottoscriveva i vari contratti di appalto con le imprese edili, cui veniva concessa l esecuzione dei lavori di riedificazione dei luoghi pii, o li rescindeva, quando si accorgeva che le ditte appaltatrici erano inadempienti nella realizzazione delle opere ad esse affidate, per lentezza, inosservanza degli obblighi assunti o violazione delle

11 11 fondamentali regole contrattuali, stabilite per iscritto nel relativo capitolato. Era ancora lui che curava i preventivi di spesa dei lavori da iniziare. Era sempre lui, che si occupava del disbrigo delle pratiche relative alla redazione dei progetti delle Chiese, presso gli uffici tecnici dell Opera posti in situ, quelli statali competenti con sede in Reggio Calabria e ministeriali di stanza a Roma. Era, infine, lui che, dopo un preventivo calcolo di spesa, chiedeva allo Stato, che era il finanziatore di questo gigantesco programma di ricostruzione di edilizia sacra, di erogare le necessarie somme di denaro, che giungevano puntualmente da Roma, con cui saldare quelle imprese edili, che avevano già completato i lavori assegnati e superato la relativa prova di collaudo finale, o da versare come anticipo ad altre, in quota proporzionale allo stato delle opere fino ad allora eseguite, in attesa della loro ultimazione e conseguente corresponsione della parte residua. Grazie a questi sussidi statali, egli, oltre alle ditte appaltatrici, provvedeva a retribuire anche le prestazioni offerte da ingegneri, architetti, operai, artigiani, maestranze varie e qualsiasi altra forma lavorativa fornita. Il Cina ha sempre espletato questa attività tecnico-amministrativa con scrupolo, oculatezza e competenza ampiamente riconosciutigli da tutti, ma, soprattutto, con onestà assoluta, perché totalmente protesa alla sola difesa dei principi morali e degli interessi della Chiesa oppidese. Nell espletamento di questo gravoso e delicato incarico, l intransigente rettitudine e l eccessivo scrupolo del Nostro, qualche volta, hanno dovuto duramente scontrarsi con le assurde pretese di quelle ditte appaltatrici, che chiedevano di essere definitivamente quietanzate, pur non essendo riuscite ad eseguire le opere ad esse assegnate in maniera conforme alle richieste dei progetti redatti ed in stretta osservanza alle norme stabilite nel contratto d appalto, a suo tempo stipulato con la parte committente. In questi specifici casi, egli, nella sua qualità di Responsabile unico dell Opera per la ricostruzione delle Chiese oppidesi, si è sempre rifiutato di certificare l efficienza e la buona qualità dei lavori edili realizzati, procurandosi, in tal modo, non pochi nemici autorevoli, non solo tra i titolari delle imprese edili coinvolte, ma anche tra i loro sostenitori e/o soci occulti. E inutile sottolineare come risultassero del tutto vane le pressioni, esercitate sulla sua persona anche da personaggi importanti, tendenti ad ammorbidirlo del tutto o, quanto meno, a farlo desistere solo un po da questo suo inflessibile rigore morale. Tra le molte prove tangibili, che si potrebbero addurre per comprovare la sua tanta conclamata integrità etica, abbiamo preferito, per ovvie ragioni di spazio, soffermarci su una sola, che ci sembra, fra tutte, la più emblematica. Nel 1958, al Delegato vescovile di Mileto, mons. Aurelio Sorrentino, che lo pregava di voler intervenire alle riunioni mensili che si tenevano

12 12 in quei locali episcopali, il Cina, che era stato nominato membro della Commissione per la preparazione del Sinodo diocesano, giustificava le sue assenze con il fatto che non poteva servirsi del pullman di pubblico servizio, in quanto questo aveva un orario che non sempre gli riusciva comodo, date le sue malferme condizioni di salute, né poteva avvalersi di un apposita automobile privata, perché questa gli avrebbe comportato l onere di affrontare una spesa notevole, pari a tremila lire, che, di sicuro, non avrebbe potuto sostenere. Se un ex Vicario Generale di tre o quattro vescovi, qual è stato il Cina, che ha maneggiato somme di denaro davvero ragguardevoli, cioè decine e decine di milioni del tempo, non ha potuto neppure disporre dei soldi necessari per acquistare, per uso personale, una modesta autovettura, quale altra prova più tangibile e convincente si potrebbe portare, a dimostrazione e sostegno della sua onestà amministrativa? Del resto, il 9 maggio 1940, cioè il giorno prima di lasciare la diocesi di Oppido, per rientrare, per sempre, nel suo nativo paesello di San Nicola da Crissa, egli, da saggio amministratore, ha consegnato a chi avrebbe dovuto prenderne il posto, sostituendolo in quel delicato incarico, la contabilità del Seminario e quella dell Ospizio Ricovero S. Francesco di Paola (o Casa della Divina Provvidenza ), che, per la prima volta, presentava un attivo di lire tremila, una somma, questa, pari esattamente al costo del noleggio quotidiano dell autovettura, di cui si è detto sopra. Questa Casa di riposo, che da tempo ospitava venticinque povere donne anziane, bisognose di cura ed assistenza, era stata fondata dalla nobildonna Beatrice Grillo, la quale, alla sua morte, avvenuta nel 1930, aveva lasciato al vescovo di Oppido del tempo, mons. Peruzzo, tutte le sue pingui sostanze, perché venissero devolute ed impiegate nell opera di prosecuzione di questa sua benefica iniziativa sociale. Dopo una precedente direzione amministrativa, pessima e fallimentare, il presule Peruzzo ha pensato bene di affidare la gestione dell Ospizio al solito Cina, il quale, da par suo, nel giro di pochi anni, non ha deluso le aspettative del suo vescovo, portando in attivo il già dissestato bilancio della Casa di riposo, sia pure, come anticipato sopra, di poche migliaia di lire. Ha così fornito, ancora una volta, ampia prova della sua competenza amministrativa e della sua dirittura morale, come ben risulta dai relativi registri contabili, depositati presso l Archivio vescovile di Oppido, che sono a completa disposizione di chiunque voglia consultarli, come abbiamo fatto noi, per poter redigere il presente lavoro. Quando al Peruzzo è succeduto il vescovo Nicola Colangelo, il Nostro non solo è stato riconfermato nella carica di Vicario Generale, ma è stato anche designato come Decano del Capitolo ( ). Anche con il nuovo presule il Cina, che era già stato un fedele e leale collaboratore degli altri tre precedenti ordinari diocesani oppidesi e scrupoloso esecutore delle loro direttive pastorali, è andato sempre d amore e d accordo, pur considerando che mons. Colangelo,

13 13 contrariamente alla sua risoluta fermezza antifascista, aveva mostrato, sin dalla prima ora, una certa simpatia verso il Regime ed un atteggiamento accomodante e di collaborazione verso i suoi esponenti locali. Era così alta la stima che il vescovo Colangelo nutriva per mons. Vito Cina e per la sua profonda dottrina teologica da nominarlo suo Assistente speciale, pretendendo che stesse sempre al suo fianco, per tutta la durata del Concilio Plenario Calabrese, che si è svolto a Reggio Calabria, nei giorni marzo Le finalità di questa Assise ecclesiastica erano quelle di discutere sulla necessità di applicare, anche nella vita della Chiesa della nostra regione, quelle disposizioni ed adottare quei provvedimenti, che venivano reclamati dai tempi nuovi, in armonia con i canoni del nuovo Codice di diritto canonico dell epoca. Nel 1937, a reggere la diocesi di Oppido, in sostituzione del Colangelo, trasferito a Nardò, in Puglia, è stato chiamato il vescovo Nicola Canino, arciprete in Gimigliano, formatosi nel Seminario Pontificio Regionale Pio X di Catanzaro e, per di più, negli stessi anni in cui questo Collegio Apostolico era stato frequentato dal Cina, di cui era coetaneo, essendo nato ad Albi (CZ) nel 1897, vale a dire appena un anno dopo di lui. E bene sottolineare come Mons. Canino sia stato il primo vescovo, nominato tra gli ex alunni di questo Istituto religioso. A detta degli studiosi di storia ecclesiastica locale, delle cui opere, citate nella bibliografia finale, ci siamo avvalsi per la redazione del presente lavoro, il Canino, pur essendo un presule caritatevole, dotato di profonda pietà cristiana, operoso ed attivo, mancava, però, in verità, di quell accortezza e prudenza, di quel tatto di fine diplomazia, di quella abilità, che gli consentivano di mediare e risolvere le situazioni conflittuali più spinose, di cui, invece, era fornito il Cina e che, d altronde, dovrebbero costituire le doti principali di un pastore di anime. Pur se munito di un intensa spiritualità e di una forte personalità religiosa, aveva un carattere eccessivamente autoritario e poco sopportabile e, convinto della giustezza delle sue idee, pretendeva di imporle, dispoticamente, ai suoi sottoposti, che voleva ubbidienti esecutori dei suoi ordini. Teneva in scarsa considerazione le opinioni degli altri, con i quali, in verità, dialogava assai poco. A causa del suo temperamento chiuso e permaloso, mons. Canino si è dovuto spesso e duramente scontrare con i preti della diocesi, con il Capitolo cattedrale, con i suoi più stretti collaboratori, che ben presto hanno cominciato ad allontanarsi da lui, e, tra costoro, in modo particolare, con il nostro Vito Cina, di carattere diametralmente opposto al suo e che mal tollerava che i suoi poveri sacerdoti, ad ogni piè sospinto e senza alcun giustificato motivo, venissero bistrattati.

14 14 Il Nostro non sopportava, in modo particolare, che il singolare modo di comportarsi ed agire del vescovo Canino, stesse soffocando quella lieta armonia di vita diocesana, che egli, con l imprescindibile collaborazione di altri sacerdoti, era finalmente riuscito ad instaurare nel difficile ambiente ecclesiastico di Oppido ed alla cui realizzazione si era pazientemente dedicato, sin dai tempi del vescovo Galati. Non è difficile immaginare di quale portata e conseguenze, per il sereno andamento della vita diocesana oppidese, possano essere stati i dissapori sorti tra il vescovo Canino e mons. Vito Cina e gli scontri frontali avvenuti tra i due ed è chiaro che al Nostro, per quel fiero carattere che lo distingueva, non piaceva di certo l idea di dover rimanere ancora in quella Curia, dominata da quotidiani aperti contrasti. Se avesse voluto mantenere la consueta carica di Vicario Generale, questo, molto probabilmente, per la sua riconosciuta dottrina teologica e giuridica e provata competenza amministrativa, gli sarebbe stato pure concesso, ma certamente non più nella felice condizione di prete libero, come lo era sempre stato prima, ma in quella di sacerdote cortigiano, servile adulatore del novello presule e cieco attuatore della sua volontà. Il Cina, però, fermamente deciso a non rinunciare alla personale libertà di pensiero e di azione ed a difendere, ad ogni costo, il sacrosanto diritto di rimanere padrone di se stesso e poter disporre autonomamente della propria vita, piuttosto che cedere a qualsiasi compromettente atteggiamento di cortigianeria, che avrebbe certamente ripugnato alla sua coscienza di uomo libero ed alla dignità di sacerdote puro ed integro, non ha esitato un solo istante a fare le valigie, abbandonare Oppido e tornarsene, risolutivamente, a San Nicola. Resosi conto che la sua presenza presso la diocesi di Oppido era ormai diventata inutile e probabilmente assai poco gradita, il giorno 10 maggio 1940, dopo aver affettuosamente salutato il clero di tutta la diocesi, convenuto ad Oppido in una straordinaria e significativa sessione plenaria, presieduta dal vescovo Canino in persona, mons. Vito Cina, con quella signorile compostezza e con quel decoroso comportamento che fino ad allora lo avevano sempre contraddistinto, ha deciso di mettersi da parte, uscire di scena, abbandonare tutto, lasciare la diletta Oppido, per fare ritorno, per sempre, con dignitosa povertà, a San Nicola da Crissa. Nel corso della mesta cerimonia d addio, i sacerdoti tutti della diocesi di Oppido, per mano del loro stesso presule, mons. Canino, hanno voluto offrirgli in dono, in segno di affetto, stima e riconoscenza, per il gran bene che la sua mente ed il suo cuore avevano prodotto a beneficio di quella vasta comunità religiosa, in poco più di vent anni di permanenza in mezzo ai suoi abitanti, un calice d oro, che egli, poi, ha deciso di donare, devotamente, alla Madonna del SS. Rosario di San Nicola da Crissa.

15 15 Per testimoniargli, fino all ultimo, la loro sincera amicizia e devota gratitudine, quel giorno, tutti i professori del Seminario vescovile di Oppido ed altri religiosi hanno ritenuto doveroso accompagnare il loro amato Maestro nel suo paesello d origine. 3. IL VOLONTARIO RITIRO A SAN NICOLA DA CRISSA ( ) Che il Cina sia stato un elemento indispensabile per il buon governo della diocesi di Oppido, oltre a tutti gli argomenti fin qui trattati, lo dimostra anche il fatto che, nei primi anni del suo ritiro in patria, nella sua dimora sannicolese, c è stato un gran via vai di gente ecclesiastica, che veniva dalla lontana Oppido, appositamente per chiedergli consigli di varia natura. Anche dopo il suo rientro nella terra nativa, per diversi anni ancora, dunque, la sua persona ha potuto godere di un ampia ed indiscussa considerazione presso il clero e la popolazione oppidesi e, nonostante la grande distanza che li separava, il suo saggio parere era da loro molto ricercato, stimato ed ascoltato. Infatti, benché avesse lasciato a posto, more solito suo, tutte le carte ed i documenti, che riguardavano i diversi incarichi amministrativi da lui ricoperti, coloro, che ne avevano preso il posto all interno della diocesi oppidese, non esitavano ad interpellarlo epistolarmente o ad incontrarlo de visu a S. Nicola, sobbarcandosi così la fatica di un lungo viaggio, a seconda dell urgenza imposta dalla circostanza, per domandargli ragguagli e spiegazioni o chiedergli consigli utili alla risoluzione di delicate e complesse questioni amministrative di quella Curia, nel quale settore aveva dimostrato di possedere una grande perizia. La partenza di mons. Vito Cina da Oppido, dunque, ha prodotto, nell intera diocesi, degli effetti negativi, che, dapprima, si sono ripercossi soltanto sull ambiente religioso e, poco più tardi, hanno finito per influire anche sulle già precarie condizioni economiche di tutta la società civile, alla quale il Nostro era legato da particolare affetto, che, a partire proprio da quell anno e per gli altri successivi, sono state rese ancora più drammatiche dallo scoppio del secondo conflitto mondiale. Certamente, non è stato facile sostituire la sua nobile figura di educatore e formatore tanto dei giovani seminaristi oppidesi quanto di quelli, che militavano nei Circoli Giovanili della locale Azione Cattolica (GIAC). Dalle notizie, che, nel 1946, mons. Cina riceveva, in San Nicola, da fedeli amici oppidesi e che riguardavano lo stato della loro diocesi, risulta che il Seminario vescovile versava in una condizione di totale abbandono e così penosa da essere frequentato da appena due soli allievi. Eppure, nel ventennio in cui ha operato il Cina ad Oppido ( ), questo Istituto religioso era assai fiorente e costituiva, per quei

16 16 giovani che avevano la fortuna di frequentarlo, un eccellente palestra di formazione umana, spirituale e culturale, anche se, successivamente, non sono mancate delle dure critiche, dettate solo da un accanito animo anticlericale e da una sviscerata voglia di gettare fango sulla Chiesa cattolica, al suo rigoroso sistema educativo e ad un non sempre edificante ambiente formativo di quegli anni. Mons. Vito Cina, anche dopo il distacco da essi, ha sempre amato, come fossero suoi figli, gli abitanti di Oppido e dei paesi facenti parte della sua circoscrizione diocesana, avendo contribuito, in oltre vent anni di febbrile attività religiosa, alla loro elevazione spirituale e promozione sociale. Durante il suo ritiro sannicolese, della sua Oppido, dove aveva trascorso gli anni più fecondi del suo apostolato sacerdotale, che gli aveva fatto assaporare infine gioie spirituali e soddisfazioni morali, sebbene lo stesso luogo gli avesse riservato quella profonda amarezza finale, ha sempre serbato nell animo, fino alla morte, un grato e nostalgico ricordo, al punto che, quando, anche lontanamente, sentiva pronunciare questo nome, i suoi occhi brillavano di gioia, il suo cuore batteva forte per la commozione provata, mentre la sua mente si dischiudeva al dolce ricordo degli anni giovanili, che colà aveva trascorso attivamente. Gli Oppidesi, per tutta risposta, grati del bene ricevuto, hanno sempre conservata intatta, nel loro animo, la memoria di questo antico, ma mai dimenticato, Benefattore e del suo dinamico fervore religioso, che si è estrinsecato nella realizzazione delle sopra menzionate opere. E la più chiara manifestazione di tanta gratitudine può rinvenirsi nella loro presenza massiccia, in San Nicola da Crissa, quel 24 gennaio 1981, quando, in occasione delle sue esequie, hanno sentito prorompente il bisogno di rivolgergli, come ad un padre, il loro affettuoso estremo saluto e ringraziamento per la sua, mai dimenticata, indefessa laboriosità religiosa e le sue straordinarie doti di cuore e di mente, nonostante fossero trascorsi oltre quarant anni dalla loro definitiva separazione. Il Comune di Oppido, al mesto rito funebre, era rappresentato dal suo gonfalone, listato, per l occasione, a lutto, e da una qualificata rappresentanza ufficiale dell Amministrazione civica. Un altra grande dimostrazione di affetto, nei confronti di mons. Vito Cina, da parte delle massime autorità religiose, civili e culturali della città di Oppido, si è avuta, allorquando noi, giorno 1 febbraio 1997, auspice la locale Parrocchia della SS. Annunziata e con il patrocinio della Confraternita del SS. Rosario, abbiamo ritenuto doveroso commemorare, in San Nicola da Crissa, la vita e l opera da lui svolta, tra Oppido Mamertina ( ) ed il suo paese d origine, San Nicola da Crissa ( ), nella ricorrenza del centenario della sua nascita ( ). In tale cerimonia celebrativa, alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico, locale e forestiero, com è stato ampiamente sottolineato dalle cronache giornalistiche del tempo, che si sono

17 17 interessate dell evento, ci siamo preoccupati di tracciare un puntuale profilo biografico del Cina, frutto di testimonianze orali e numerosi documenti, rinvenuti nei vari archivi diocesani calabresi, da noi pazientemente investigati. Una volta rientrato in San Nicola da Crissa, mons. Vito Cina ha trascorso una vita di assoluta clausura, tutta dedita all adempimento del suo ufficio sacerdotale, nella filiale Chiesetta della Vergine del SS. Rosario, di cui ben presto è divenuto Rettore e che, nel corso degli anni, ha provveduto a restaurare, in maniera assai egregia, tanto internamente quanto esternamente. Si è dedicato, in modo particolare, alla cura disciplinare ed all organizzazione amministrativa della Confraternita del SS. Rosario, di cui è diventato, sin dal suo rientro da Oppido, Padre spirituale. Secondo noi, egli, per delle ragioni prettamente personali, ma che non è davvero difficile comprendere, ha ritenuto opportuno non dover partecipare al concorso, che la Curia vescovile di Mileto ha bandito nel 1945, allo scopo di designare, nella parrocchia di Maria SS. Annunziata, in San Nicola da Crissa, il sostituto dell arciprete don Domenico Marchese, morto qualche anno prima (1943). Il 31 marzo 1946, pertanto, con apposita bolla vescovile, è stato nominato parroco di San Nicola da Crissa, perché vincitore della prova selettiva sopra ricordata, il rev.mo don Domenico Sanzo, illustre professore di lettere classiche nel Seminario vescovile di Mileto, nonché amico di vecchia data del nostro Vito Cina, come, doverosamente, già ricordato sopra. L attività religiosa sannicolese di mons. Vito Cina è stata interrotta solo da rarissime uscite dal paese nativo, come quelle compiute per prestare la sua opera di forbito predicatore in alcune parrocchie poste in diocesi o fuori di essa o per sottoporsi, nel 1942, prima a Galatro (RC) e poi a Guardia Piemontese (CS), ad intense cure idrotermali, nella speranza di poter alleviare gli intensi dolori prodotti dai reumatismi articolari acuti, che lo affliggevano e lo paralizzavano non poco, tanto da costringerlo, nei mesi invernali, a rimanere a casa, per diversi giorni, del tutto inattivo. Nel 1954, approfittando del fatto che, qualche anno prima (1951), il vescovo Canino, vivamente contestato da tutto il clero della sua diocesi, per il suo particolare modus operandi, era stato rimosso da Oppido e trasferito a Roma, il Cina ha avvertito l impellente bisogno di prendere parte al Congresso Mariano annuale, che si teneva in quella città e di cui, in tutti gli anni in cui ha dimorato in Oppido, è stato grande animatore. Non conosciamo l origine di questo Convegno, ma, considerata la sfrenata devozione nutrita dal Nostro nei confronti della Madonna, come avremo modo di sottolineare appresso, non ci meraviglieremmo di certo se, un giorno, attraverso la lettura di appropriate fonti archivistiche, venissimo a sapere che è stato proprio lui, appena giunto ad Oppido, l ideatore e l artefice della sua istituzione o, per lo meno, uno dei suoi principali ispiratori ed organizzatori.

18 18 È stata, questa, un occasione propizia non solo per rivedere, dopo una lontananza quasi quindicennale, la sua Oppido, ma anche per incontrare e riabbracciare, dopo lunghi anni di distacco, un suo vecchio amico e benefattore, il vescovo G. Peruzzo, che, in quel tempo, svolgeva la sua attività pastorale in Agrigento. Nel 1958, mons. Vito Cina si è recato nella città di Messina, per partecipare ad un corso di esercizi spirituali, che si è tenuto presso l Istituto religioso Ignatianum. Nel corso degli anni che vanno dal 1947 al 1970, la Curia vescovile di Mileto, come risulta dagli Atti ufficiali depositati presso il suo Archivio, ha conferito a mons. Vito Cina vari incarichi. Anche se in apparenza possono sembrare molti ed onorifici, essi, in realtà, hanno costituito assai ben poca cosa o, meglio, niente, rispetto alle cariche assai prestigiose e di alta responsabilità religiosa ed amministrativa, che il Nostro aveva ricoperto, appena qualche decennio prima, nella diocesi di Oppido. In tanto abbandono e solitudine, l unico ufficio ecclesiastico di un certo rilievo, che gli è stato affidato, è stato quello di Giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro, presieduto da mons. Stefano Zoccali, che aveva la sua sede in Reggio Calabria, presso il palazzo dell Arcivescovato. Questa carica, che ha mantenuto fino agli anni Sessanta del secolo scorso, gli è stata assegnata nel dicembre 1940 solo ed esclusivamente in virtù della sua eccelsa ed unanimemente riconosciuta scienza teologica e giuridica. 4. IL SUO ARDENTE CULTO MARIANO Anche la sua infinita devozione per la Vergine del SS. Rosario, sempre così ardentemente sentita da suscitare in lui un intensa commozione, che non di rado sfociava in un pianto silenzioso, nel corso della declamazione della Supplica alla medesima Regina di Pompei, nelle due annuali commemorazioni religiose, ricorrenti, la prima, l 8 maggio e, la seconda, la prima domenica di ottobre, era germogliata al tempo del suo settennale soggiorno nel Seminario catanzarese Pio X. Infatti, i primi seminaristi di questo Collegio Apostolico, della cui compagine il giovane Cina faceva parte, per la particolare venerazione che nutrivano, da tempo, verso Maria, saggiamente guidati dal loro Rettore, il già ricordato mons. Francesco Mennini, avevano deciso di istituire una vera e propria Congregazione mariana, intitolata Regina Apostolorum, ed, ovviamente la Vergine SS. era la Madre Amabile di questa numerosa Famiglia. Eppure, tra i Sannicolesi più attempati, c è ancora chi ritiene, erroneamente, che il culto mariano, nell animo di mons. Vito Cina, sia nato, allorquando egli, nel maggio del 1940, rientrando definitivamente da Oppido in San Nicola da Crissa, ha assunto la direzione spirituale della locale Confraternita del SS. Rosario.

19 19 Va sottolineato, inoltre, come questo particolare sentimento religioso, provato nei confronti della Vergine, non si limitasse alle sole due occasioni sacre sopra menzionate, ma si estendesse agli interi relativi mesi, in cui, oltre alla quotidiana recita comunitaria del S. Rosario, egli sapeva intrattenere i fedeli su alcuni aspetti fondamentali, che riguardano la figura della Mamma Celeste, ed, in particolar modo, sull indispensabile ruolo da Lei rivestito all interno della religione cattolica. Tutto l odoroso mese di maggio, infatti, era da lui dedicato alla Vergine SS., che amava definire Madonna delle rose, mentre l intero mese di ottobre era riservato alla stessa Mamma Celeste, che, però, preferiva chiamare, molto significativamente, Regina delle vittorie. Tale particolare denominazione, che peraltro è riportata all inizio della stessa Supplica, non era casuale, ma faceva -e fa- esplicito riferimento storico alla battaglia navale di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre 1571, nella quale la flotta cristiana, proprio grazie al provvidenziale aiuto prestato dalla Madonna del Rosario, ha potuto infliggere una disastrosa sconfitta alla temutissima armata navale turca od ottomana. È opportuno ricordare, a questo punto, come l intercessione della Vergine SS. sia stata accoratamente invocata, con la preghiera del Rosario, dal papa del tempo, Pio V (al secolo Antonio Michele Ghislieri, già monaco domenicano, santificato nel 1712 da Clemente XI), e da tutti i cristiani, fortemente preoccupati per le continue scorrerie ottomane, che, nei secoli della pirateria ( ), flagellavano le coste delle nazioni cattoliche -specialmente quelle dell Italia meridionale ed, al suo interno, della nostra Calabria-, arrecando incalcolabili sventure e rovine a persone e cose. Il successore del papa Pio V, Gregorio XIII, in ricordo e ringraziamento del miracoloso evento, ha istituito la festività della Madonna del Rosario, fissandone la celebrazione per la prima domenica del mese di ottobre, ma il pontefice Pio X, ai primi del Novecento del secolo scorso, ha deciso di spostarne la data, facendola coincidere esattamente con quella, in cui è avvenuto il memorabile scontro tra le due opposte civiltà, cioè con il giorno 7 ottobre. Mons. Vito Cina, da grande erudito e profondo conoscitore della storia della Chiesa qual era, ma soprattutto in qualità di devoto sincero della Madonna, per rievocare la memorabile battaglia di Lepanto e rendere pubbliche e solenni lodi a Colei, che aveva assicurato la vittoria alla flotta cristiana, ha fatto raffigurare l evento su un meraviglioso quadro, che ha pensato bene di porre al centro del soffitto della Chiesetta della Vergine Maria del SS. Rosario, in posizione dominante, perché chiunque, entrando nell edificio religioso e guardando in alto, potesse -e possa ancora- ammirarlo. Il dipinto, di forma rettangolare e di notevoli dimensioni, che misurano cm 140 x cm 280, è stato eseguito nel 1968 a tempera su tavola, che è stata poi fissata in alto, mediante appositi bulloni, da un valente artista di Serra San Bruno, Giuseppe Maria Pisani.

20 20 Al centro dell opera, grandeggia, in tutta la sua magnificenza spirituale, la mistica figura di papa Pio V, il quale, con volto ascetico e sguardo supplice, efficacemente rappresentati dall apertura massima delle braccia elevate al Cielo, è stato riprodotto nell atto di pregare e di invocare, disperatamente, l aiuto della Vergine Maria del SS. Rosario, perché, una volta per tutte, venisse debellato il dilagante flagello turco. Lo sfondo del quadro, invece, è dominato dal nero fumo e dalle dense fiamme, che si innalzano minacciose dalle navi musulmane soccombenti, mentre su quelle cristiane, vittoriose, sventola il vessillo trionfatore della Santa Lega, cioè la Croce cristiana. L Autore del dipinto, sapientemente guidato dalla dottrina storicoreligiosa del Cina, ha saputo esprimere, molto efficacemente, con una magistrale tecnica pittorica, l intensità dei sentimenti e degli stati d animo dei personaggi raffigurati, in modo particolare la condizione psichica e morale del pontefice Pio V. Infatti, il Realizzatore del capolavoro artistico ha saputo ritrarre, con grande potenza espressiva, la grande sofferenza fisica ed interiore del Santo Padre, fortemente preoccupato per le sorti della cristianità tutta, a lungo minacciata dalla feroce barbarie ottomana, rappresentandocelo con la faccia smunta, le mani scarne ed, in particolar modo, mettendone in evidenza l eccessiva magrezza del corpo. Dopo questa doverosa digressione, volta a sottolineare, da una parte, il fondamentale ruolo svolto dalla Regina delle vittorie nella crociata promossa contro i Turchi e, dall altra, il grato ricordo che il Nostro del prodigioso avvenimento ha sempre serbato nell animo per tutta la vita, riprendiamo il discorso sulla sua devozione mariana. Quando, poi, mons. Vito Cina, nel corso delle funzioni sacre vespertine, che si svolgevano nei mesi di maggio ed ottobre, era immerso nelle predicazioni in onore della Vergine SS., il suo volto assumeva, improvvisamente, un aspetto ieratico ed i suoi occhi, di per sè vividi, ma che, per la particolare occasione, si illuminavano di una particolare e misteriosa luce, rivelavano ai fedeli astanti la presenza, nel suo animo, di un indescrivibile gaudio spirituale, la cui manifestazione esterna più appariscente era rappresentata -anche qui, come nelle due suddette celebrazioni della Supplica - dalla voce rotta da un emozione così profonda da fargli venire, sommessamente, addirittura le lacrime agli occhi. Provava, nei confronti della Madonna, un tale sentimento di devozione da destinare al Suo culto anche la prima domenica di ogni mese dell anno, nel corso della quale cerimonia liturgica, prima dell inizio della Santa Messa, venivano recitati salmi, litanie, preghiere ed elevati canti celebrativi vari, i cui testi erano contenuti in un apposito breviario, che egli, puntualmente, aveva provveduto a distribuire ai suoi fedeli, detto per questo Ufficio della Madonna. Insomma, sentiva dentro di sé un così ardente amore per la Madre Celeste da non riuscire a concludere alcuna omelia domenicale o

STATUTO DELLA CONFRATERNITA MADONNA del ROSARIO di PERITO (SA)

STATUTO DELLA CONFRATERNITA MADONNA del ROSARIO di PERITO (SA) STATUTO DELLA CONFRATERNITA MADONNA del ROSARIO di PERITO (SA) APPROVATO DA S.E. REV. MONS. GIUSEPPE ROCCO FAVALE, VESCOVO DI VALLO DELLA LUCANIA CON DECRETO VESCOVILE DEL 7 OTTOBRE 2009 Finalità Art.

Dettagli

una profonda devozione eucaristica può aver significato fuori di una dimensione di servizio. L attualità del servizio di Allucio è altrettanto forte:

una profonda devozione eucaristica può aver significato fuori di una dimensione di servizio. L attualità del servizio di Allucio è altrettanto forte: Sant Allucio 2015 «Beato l uomo che trova grande gioia nei tuoi comandamenti» perché i comandamenti del Signore sono gioia, perché il comando del Signore è amare e la gioia più grande di ogni cuore è proprio

Dettagli

Don Michele. il suo ricordo e il suo sorriso sono la nostra pace

Don Michele. il suo ricordo e il suo sorriso sono la nostra pace Don Michele il suo ricordo e il suo sorriso sono la nostra pace Don Michele Oliva A 17 Maggio 1944 Ω 8 Ottobre 2012 Parroco della Parrocchia San Giuseppe Lavoratore in Scalea e Vicario Foraneo della Forania

Dettagli

MISSIONARIO VINCENZIANO

MISSIONARIO VINCENZIANO GMV: origini, identità, attività... GRUPPO MISSIONARIO VINCENZIANO Origine e storia Bisogna risalire ai primi anni del dopoguerra per trovare la fonte da cui scaturì il MOVIMENTO MISSIONARIO VINCENZIANO.

Dettagli

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA

Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Sulle ali dello Spirito IL PADRE, I POVERI, UNA COMUNITÀ FRATERNA E MISSIONARIA Orientamenti pastorali per il triennio 2016/2019 Che cosa ci chiede oggi il Signore? Che cosa chiede alla chiesa pistoiese?

Dettagli

Monica nacque a Tagaste nell odierna Algeria del nord, nell anno 331, da genitori cristiani, ma che non erano eccessivamente preoccupati di dare una

Monica nacque a Tagaste nell odierna Algeria del nord, nell anno 331, da genitori cristiani, ma che non erano eccessivamente preoccupati di dare una Monica nacque a Tagaste nell odierna Algeria del nord, nell anno 331, da genitori cristiani, ma che non erano eccessivamente preoccupati di dare una seria educazione cristiana ai figli. Agostino fu educato

Dettagli

Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio

Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio Carta di Fondazione, Statuto e Direttorio Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII CARTA di FONDAZIONE Testo approvato dal Pontificio Consiglio per i Laici il 25 marzo 2004 1) Il carisma della Comunità

Dettagli

Rivista Diocesana Vigevanese

Rivista Diocesana Vigevanese Rivista 333 A n n o X C = N 9 = 3 0 N o v e m b r e 2 0 1 0 Lettera alla Diocesi per comunicare la nomina di S. E. Mons. Vincenzo Di Mauro Arcivescovo Titolare di Arpi a Vescovo Coadiutore di Vigevano

Dettagli

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI Diocesi San Marco Argentano-Scalea Parrocchia Santa Maria del Piano VERBICARO Solenni Festeggiamenti in onore di MARIA SANTISSIMA DELLE GRAZIE - PATRONA DI VERBICARO 23 giugno-3 luglio 2013 Cari Verbicaresi,

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO STATUTO DELL ASSOCIAZIONE RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO Il presente testo di statuto è stato approvato dal Consiglio Episcopale Permanente nella sessione del 22-25 gennaio 2007. Si consegna ufficialmente

Dettagli

SINTESI DEI DOCUMENTI CONCILIARI

SINTESI DEI DOCUMENTI CONCILIARI SINTESI DEI DOCUMENTI CONCILIARI 1. LE QUATTRO COSTITUZIONI CONCILIARI La Costituzione dogmatica sulla Chiesa Questo documento, il più solenne di tutto il Concilio, comincia con le parole «Lumen gentium»

Dettagli

Indice. 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ---------------------------------------------------------- 3

Indice. 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ---------------------------------------------------------- 3 INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELLE RELIGIONI LEZIONE III L ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLA CHIESA IN ITALIA PROF. MARCO SANTO ALAIA Indice 1 L organizzazione territoriale della Chiesa ----------------------------------------------------------

Dettagli

La Santa Sede CELEBRAZIONE EUCARISTICA A CONCLUSIONE DEL «FAMILYFEST» OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II. Domenica, 6 giugno 1993

La Santa Sede CELEBRAZIONE EUCARISTICA A CONCLUSIONE DEL «FAMILYFEST» OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II. Domenica, 6 giugno 1993 La Santa Sede CELEBRAZIONE EUCARISTICA A CONCLUSIONE DEL «FAMILYFEST» OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II Domenica, 6 giugno 1993 1. Che il Signore cammini in mezzo a noi (Es 34, 9). Così prega Mosè, presentandosi

Dettagli

Per il terremoto del Friuli

Per il terremoto del Friuli Per il terremoto del Friuli Il Santo Padre, nella dolorosa circostanza della catastrofe che la sera del 6 maggio c.a. ha colpito la regione friulana, ha espresso la sua profonda paterna partecipazione

Dettagli

Progetto Educativo. Istituto infanzia parrocchiale BEATA VERGINE DEL ROSARIO Via Don Bosco 1 Azzano X

Progetto Educativo. Istituto infanzia parrocchiale BEATA VERGINE DEL ROSARIO Via Don Bosco 1 Azzano X Progetto Educativo Istituto infanzia parrocchiale BEATA VERGINE DEL ROSARIO Via Don Bosco 1 Azzano X Parrocchia San Pietro Apostolo Via Don Bosco 12 Azzano X La scuola dell infanzia Beata Vergine del Rosario,

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli

Eucaristia-Ministri Straordinari-Norme-1984

Eucaristia-Ministri Straordinari-Norme-1984 Eucaristia-Ministri Straordinari-Norme-1984 NORME PER I MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE L.V.D. LXXV (1984) pp. 373-380 L Eucaristia è sorgente e vertice di tutta la vita cristiana, ed è fonte dell

Dettagli

Il Vescovo di Crema. Piazza Duomo, 27 26013 CREMA (CR) Telefono 0373/256565

Il Vescovo di Crema. Piazza Duomo, 27 26013 CREMA (CR) Telefono 0373/256565 Il Vescovo di Crema Alle Parrocchie di Palazzo Pignano, Cascina Caprio, Cascina Gandini, riunite in unità pastorale; al parroco, don Benedetto Tommaseo, al cappellano, don Ernesto Mariconti al consiglio

Dettagli

La Santa Sede GIOVANNI PAOLO II LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO IUSTI IUDICIS

La Santa Sede GIOVANNI PAOLO II LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO IUSTI IUDICIS La Santa Sede GIOVANNI PAOLO II LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO IUSTI IUDICIS CON CUI SI RIORDINA INTEGRALMENTE LA MATERIA RIGUARDANTE L ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DEI PATRONI E DEGLI AVVOCATI

Dettagli

Andrea Carlo Ferrari.

Andrea Carlo Ferrari. Per questo ammirabile esercizio di carità tutti vedevano in Lui il santo e lo dichiaravano apertamente.. Il Servo di Dio praticava le opere di misericordia sia spirituali che corporali.. Andrea Carlo Ferrari.

Dettagli

La parola tutela è molto ricca di significati, e ha una storia molto lunga che affonda le sue radici nel

La parola tutela è molto ricca di significati, e ha una storia molto lunga che affonda le sue radici nel Il Tutore volontario... quasi un Microgarante Tutela e protezione La parola tutela è molto ricca di significati, e ha una storia molto lunga che affonda le sue radici nel diritto romano. In generale, nella

Dettagli

Monza Ascensione del Signore Santissima Trinità d Amore

Monza Ascensione del Signore Santissima Trinità d Amore Lettera ai Sacerdoti, ai Membri dei Consigli pastorali parrocchiali, ai Membri dei Consigli per gli Affari economici, ai Membri del Consiglio pastorale decanale del Decanato di Monza Carissimi, è ancora

Dettagli

P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto

P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto P.E.I. Progetto Educativo dell Istituto 1.Premessa La Scuola cattolica privilegia la promozione integrale della persona, adempie ad una funzione educativa e didattica ed è chiamata ad assolvere un compito

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE DELLA SCUOLA MATERNA PRINCIPE DI NAPOLI E NIDO INTEGRATO

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE DELLA SCUOLA MATERNA PRINCIPE DI NAPOLI E NIDO INTEGRATO STATUTO DELL ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE DELLA SCUOLA MATERNA PRINCIPE DI NAPOLI E NIDO INTEGRATO Costituzione Sede Durata Scopi TITOLO I IDENTITA E FINALITA DELLA SCUOLA ---------------------------------------------------------Art.1----------------------------------------------------------------

Dettagli

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE Parrocchia S. Biagio in Ravenna Anni: 2014-2015 e 2015-2016 PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE PER L INIZIAZIONE CRISTIANA Che cos è l iniziazione cristiana? È l introduzione

Dettagli

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI Convegno Regionale FISM Toscana 2014 LE SCUOLE PARITARIE E IL MODELLO TOSCANO. LAVORI IN CORSO! Novità, impegni e progetti per un sistema scolastico realmente integrato e paritario Firenze, Convitto della

Dettagli

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo:

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo: LITURGIA DEL MANDATO PER IL SERVIZIO DI ANIMATORE DEI GRUPPI DI ASCOLTO DEL VANGELO Sabato 29 novembre 2014 (Rm 10,9-18; Mr 16,9-15) ITALO CASTELLANI Arcivescovo di Lucca Nella mia Lettera ai cristiani

Dettagli

Roma, gennaio 2011. EcclesiaStudio

Roma, gennaio 2011. EcclesiaStudio La Chiesa ha bisogno di santi, lo sappiamo, ma essa ha bisogno anche di artisti bravi e capaci; gli uni e gli altri, santi e artisti, sono testimoni dello spirito vivente in Cristo. PAOLO VI Lettera ai

Dettagli

4. 23 dicembre 2013: La sinodalità

4. 23 dicembre 2013: La sinodalità 1 4. 23 dicembre 2013: La sinodalità Una volta precisata la natura della parrocchia come comunità ecclesiale, e del sacerdote parroco come pastore del popolo, passo a vedere come si debba affrontare al

Dettagli

San Giuseppe ai Padiglioni Il centenario

San Giuseppe ai Padiglioni Il centenario San Giuseppe ai Padiglioni Il centenario Aria di festa in Ospedale Policlinico da domenica 4 maggio a venerdì 9 per il centenario della Chiesa di San Giuseppe ai Padiglioni: chiesa amata particolarmente

Dettagli

COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME. Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame

COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME. Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame COS È UNA EQUIPES NOTRE DAME Allegato alla Carta delle Equipes Notre-Dame Cos è una Equipe Notre-Dame 1 - Un progetto Vieni e seguimi : questa chiamata, Cristo la rivolge a ciascuno di noi, a ciascuna

Dettagli

ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana

ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana G.Gatti - Evangelizzare il Battesimo - 199 ogni figlio di dio: una promessa di vita cristiana UNO SGUARDO ALL AVVENIRE L amore vero guarda lontano Chi ama, guarda sempre lontano, al futuro. L amore, infatti,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO LECTIO DOCTORALIS. Maria Luisa Cosso. Aula Magna del Rettorato 24 luglio 2007. Via G.

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO LECTIO DOCTORALIS. Maria Luisa Cosso. Aula Magna del Rettorato 24 luglio 2007. Via G. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO LECTIO DOCTORALIS Maria Luisa Cosso Aula Magna del Rettorato 24 luglio 2007 Via G. Verdi, 8 - Torino Magnifico Rettore, Signor Preside, Professor Conti, Signore e Signori,

Dettagli

(1822) (1843) (1889) (1916)

(1822) (1843) (1889) (1916) Una chiamata per tutti La consapevolezza che il Vangelo è un dono da condividere con il mondo intero e che la missione riguarda tutti, nessuno escluso, è all origine delle Pontificie Opere Missionarie

Dettagli

STATUTO. Della Veneranda CONFRATERNITA. sotto il titolo. di SAN MICHELE ARCANGELO

STATUTO. Della Veneranda CONFRATERNITA. sotto il titolo. di SAN MICHELE ARCANGELO STATUTO Della Veneranda CONFRATERNITA sotto il titolo di SAN MICHELE ARCANGELO STATUTO CAPO I Istituzione Art. 1 E istituita presso la Chiesa del Purgatorio di Trapani la Confraternita di San Michele Arcangelo

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA. PATTO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA (Linee guida per il Patto Educativo - DPR 21 Novembre 2007, n. 235)

SCUOLA PRIMARIA. PATTO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA (Linee guida per il Patto Educativo - DPR 21 Novembre 2007, n. 235) Pag. 1 di 5 SCUOLA PRIMARIA PATTO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA (Linee guida per il Patto Educativo - DPR 21 Novembre 2007, n. 235) Nell attuale società frammentata e sempre più complessa, di fronte all

Dettagli

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE DI PONTE NUOVO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA

PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE DI PONTE NUOVO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA PROGETTO CATECHISTICO PARROCCHIALE DI PONTE NUOVO PER L INIZIAZIONE CRISTIANA Che cos è l iniziazione cristiana? È l introduzione e l accompagnamento di ogni persona all incontro personale con Cristo all

Dettagli

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICULUM SCUOLA PRIMARIA RELIGIONE CATTOLICA Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Giulio Bevilacqua Via Cardinale Giulio Bevilacqua n 8 25046 Cazzago San Martino (Bs) telefono 030 / 72.50.53 - fax 030 /

Dettagli

STATUTO AZIONE CATTOLICA

STATUTO AZIONE CATTOLICA STATUTO AZIONE CATTOLICA 1. L Azione Cattolica Italiana è una Associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con la Gerarchia, per la

Dettagli

Il Convegno Regionale dei Gruppi del

Il Convegno Regionale dei Gruppi del E D I T O D A L L A C O N F R A T E R N I T A D E L S A N T I S S I M O S A C R A M E N T O DI S A N T A M A R I A IN T R A S T E V E R E I miei Gruppi di Preghiera di Roma e del Lazio A N N O V I I I

Dettagli

Domenica 4 settembre la Comunità Parrocchiale Mater Domini ha salutato don Donato Panna l ha guidata per otto anni.

Domenica 4 settembre la Comunità Parrocchiale Mater Domini ha salutato don Donato Panna l ha guidata per otto anni. Domenica 4 settembre la Comunità Parrocchiale Mater Domini ha salutato don Donato Panna l ha guidata per otto anni. Prima della conclusione della S. Messa, concelebrata da don Donato, don Giuseppe Pendinelli

Dettagli

Omelia nella memoria di san Carlo Borromeo nel 40 dell ordinazione sacerdotale Guastalla Chiesa dei Servi, 4 novembre 2015

Omelia nella memoria di san Carlo Borromeo nel 40 dell ordinazione sacerdotale Guastalla Chiesa dei Servi, 4 novembre 2015 Omelia nella memoria di san Carlo Borromeo nel 40 dell ordinazione sacerdotale Guastalla Chiesa dei Servi, 4 novembre 2015 Cari fratelli e sorelle, oggi, come ogni anno, ricordiamo san Carlo Borromeo,

Dettagli

IL PROGETTO EDUCATIVO DEL PRESEMINARIO S. PIO X

IL PROGETTO EDUCATIVO DEL PRESEMINARIO S. PIO X Nella pedagogia degli anni 70 qualcuno arrivava a parlare di una impossibilità di scelta in età infantile e adolescenziale, e di conseguenza riteneva che il Preseminario (e anche il seminario minore) non

Dettagli

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro.

Sono parole che volentieri riprendo con voi, sicuro che aiuteranno la nostra fede e la nostra vita anche per il futuro. Ci ritroviamo in Cattedrale per celebrare la santa Messa di ringraziamento per il dono di Papa Benedetto XVI ed anche per pregare per la Chiesa chiamata, per la responsabilità dei cardinali, ad eleggere

Dettagli

1 Associazione Internazionale delle Carità fondate da San Vincenzo dè Paoli.

1 Associazione Internazionale delle Carità fondate da San Vincenzo dè Paoli. STATUTO GRUPPI DI VOLONTARIATO VINCENZIANO AIC ITALIA Approvato dal Comitato di Presidenza nazionale il 10 maggio 2007 Approvato dal Consiglio nazionale il 10 maggio 2007 Art. 1 - Costituzione I Gruppi

Dettagli

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità

COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA. Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità PRINCIPI GENERALI DELLA COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA Preambolo Il nostro carisma Vita e organizzazione della Comunità Dio ci ama e ci salva L'azione dello Spirito Una storia di grazia PRINCIPIGENERALIDELLACOMUNITÀ

Dettagli

Saluto del Prof. Franco Gallo al Presidente Quaranta Palazzo della Consulta (Udienza pubblica del 15 gennaio 2013)

Saluto del Prof. Franco Gallo al Presidente Quaranta Palazzo della Consulta (Udienza pubblica del 15 gennaio 2013) Saluto del Prof. Franco Gallo al Presidente Quaranta Palazzo della Consulta (Udienza pubblica del 15 gennaio 2013) Il prossimo 27 gennaio il Presidente Quaranta cessa dalla sua carica di giudice costituzionale.

Dettagli

PRESUPPOSTI DOTTRINALI

PRESUPPOSTI DOTTRINALI La comunità ecclesiale celebra le proprie Liturgie, ma nello stesso tempo non si dà pace, finché ci saranno fratelli e sorelle nella sofferenza spirituale e materiale" PRESUPPOSTI DOTTRINALI La comunità

Dettagli

Istituto Superiore per Formatori STATUTO

Istituto Superiore per Formatori STATUTO Istituto Superiore per Formatori STATUTO I. FINALITA Art. 1. Scopo dell Istituto Superiore per Formatori è di preparare formatori che operino nel campo della vocazione sacerdotale, religiosa e laicale,

Dettagli

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011

ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 ANNO SCOLASTI CO 2010/ 2011 FINALITA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI Acquisire atteggiamenti di stima e sicurezza di se e degli altri Scoprire attraverso i racconti

Dettagli

STATUTO Art. 1 Natura Art. 2 Personalità giuridica Art. 3 Compiti

STATUTO Art. 1 Natura Art. 2 Personalità giuridica Art. 3 Compiti STATUTO Art. 1 Natura La Caritas diocesana di Locri-Gerace è l organismo pastorale istituito dal Vescovo al fine dì promuovere latestimonianza della carità della comunità diocesana e delle comunità parrocchiali,

Dettagli

VENITE ALLA FESTA. Nella vita della Chiesa ASCOLTARE SCOPRIRE PARTECIPARE

VENITE ALLA FESTA. Nella vita della Chiesa ASCOLTARE SCOPRIRE PARTECIPARE VENITE ALLA FESTA Nella vita della Chiesa ASCOLTARE SCOPRIRE PARTECIPARE DOPO LA SETTIMANA DELLA CHIESA MANTOVANA Alle comunità parrocchiali, alle associazioni, ai movimenti e gruppi, ai presbiteri e diaconi,

Dettagli

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO

RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, come dono di Dio Creatore. RELIGIONE CATTOLICA INDICATORE (CATEGORIA) DIO E L UOMO PRIMARIA

Dettagli

Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu

Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu Sinodo Diocesano Parroco: Don Ignazio Trogu Signore Gesù, come vuoi che sia la tua Chiesa? Chiesa intesa come una famiglia, dove ognuno deve sentirsi partecipe e vivo, ricordandosi che ognuno di noi è

Dettagli

STATUTO. dell'associazione Pubblica di Fedeli APOSTOLATO ACCADEMICO SALVATORIANO

STATUTO. dell'associazione Pubblica di Fedeli APOSTOLATO ACCADEMICO SALVATORIANO STATUTO dell'associazione Pubblica di Fedeli APOSTOLATO ACCADEMICO SALVATORIANO Art. 1 L APOSTOLATO ACCADEMICO SALVATORIANO è un Associazione pubblica di fedeli eretta nella Diocesi di Roma (cf. cann.

Dettagli

I. Celebrazione del battesimo

I. Celebrazione del battesimo I. Celebrazione del battesimo Obiettivi Siamo al momento culminante della prima fase della pastorale pre e post battesimale. Dopo il cammino che ha coinvolto i genitori e ha interessato la comunità cristiana,

Dettagli

RISTRUTTURAZIONE DEI SETTORI PASTORALI AFFIDATI ALLA RESPONSABILITÀ DI UN VICARIO EPISCOPALE

RISTRUTTURAZIONE DEI SETTORI PASTORALI AFFIDATI ALLA RESPONSABILITÀ DI UN VICARIO EPISCOPALE RISTRUTTURAZIONE DEI SETTORI PASTORALI AFFIDATI ALLA RESPONSABILITÀ DI UN VICARIO EPISCOPALE Cancelleria Arcivescovile Prot. 2082 Tit. 1 Fasc. 8 Anno 2005 C A R L O C A F F A R R A PER GRAZIA DI DIO E

Dettagli

Parrocchie di Villadossola

Parrocchie di Villadossola I funerali nelle nostre comunità Parrocchie di Villadossola Ai familiari dei fedeli defunti Cari familiari, sono don Massimo, il parroco di Villadossola. Vi raggiungo a nome delle comunità cristiane di

Dettagli

S. DOMENICO di Guzman

S. DOMENICO di Guzman Carissimi bambini, abbiamo pensato di farvi una sorpresa... sapete che questo è il giornalino del rosario, ma vi siete mai domandati chi ha inventato il rosario? Nooooo?! E allora, bambini e bambine, in

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA

CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA CURRICOLO VERTICALE DI ISTITUTO SCUOLA DELL INFANZIA - PRIMARIA - SECONDARIA RELIGIONE CATTOLICA L I.R.C., come ogni altra materia curricolare, contribuisce allo sviluppo delle competenze per l apprendimento

Dettagli

DELEGATE DIOCESANE USMI

DELEGATE DIOCESANE USMI DELEGATE DIOCESANE USMI 24-25 GENNAIO 2015 Lo Statuto USMI definisce con la parola animatrice l identità, la fisionomia e il cuore del compito della delegata diocesana. Così recita: la delegata diocesana

Dettagli

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi

vivo noi tra VERSIONE MISTA strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti Digitali integrativi Gruppo Scuola Nuova Percorsi facilitati per lo sviluppo e la valutazione della competenza religiosa è vivo tra noi strumenti per una didattica inclusiva Scarica gratis il libro digitale con i Contenuti

Dettagli

a favore Un testamento dei poveri

a favore Un testamento dei poveri a favore Un testamento dei poveri Un segno concreto per tutti i poveri Un testamento, perché? Un testamento sono le ultime parole, quelle decisive di una vita, quelle che fanno la differenza, quelle che

Dettagli

SAN GIUSTO MARTIRE. Omelia. +Giampaolo Crepaldi. Arcivescovo-Vescovo di Trieste. 3 novembre 2010

SAN GIUSTO MARTIRE. Omelia. +Giampaolo Crepaldi. Arcivescovo-Vescovo di Trieste. 3 novembre 2010 SAN GIUSTO MARTIRE Omelia +Giampaolo Crepaldi Arcivescovo-Vescovo di Trieste 3 novembre 2010 Distinte Autorità civili e militari, fratelli e sorelle, bratije in sestre, 1. La Chiesa di Trieste onora e

Dettagli

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE

IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE PROGETTO EDUCATIVO IL RISPETTO DEI DIRITTI PROPRI DI OGNI PERSONA E DI OGNI BAMBINO, E IL SEGRETO PIU PROFONDO DELLA VERA PACE IDENTITA DELLA SCUOLA La Scuola dell Infanzia parrocchiale S.Giuseppe vuole

Dettagli

Comune di Villaspeciosa

Comune di Villaspeciosa Comune di Villaspeciosa Provincia di Cagliari IL SINDACO Buonasera a tutti. Penso che in noi, in tutti noi, ci sia, in queste ore, turbamento. Voglio aprire così. Profondo turbamento per il grave attentato

Dettagli

La Santa Sede DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II DURANTE LA VISITA ALLA PARROCCHIA DI SAN LEONE I. Domenica, 17 dicembre 1989

La Santa Sede DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II DURANTE LA VISITA ALLA PARROCCHIA DI SAN LEONE I. Domenica, 17 dicembre 1989 La Santa Sede DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II DURANTE LA VISITA ALLA PARROCCHIA DI SAN LEONE I Domenica, 17 dicembre 1989 Alla popolazione del quartiere Una visita ad un quartiere difficile quella che compie

Dettagli

Avvenimenti di casa LA NOSTRA PICCOLA OPERA, HA VISTO, NEGLI ULTIMI MESI MOLTIS-

Avvenimenti di casa LA NOSTRA PICCOLA OPERA, HA VISTO, NEGLI ULTIMI MESI MOLTIS- Avvenimenti di casa LA NOSTRA PICCOLA OPERA, HA VISTO, NEGLI ULTIMI MESI MOLTIS- SIME INIZIATIVE ED AVVENIMENTI DI GRAZIA PER TUTTA L OPERA. CERCHIAMO DI RIPERCORRERLI. Il 13 Maggio ha rinnovato i Voti

Dettagli

Preghiera per la beatificazione della Venerabile Serva di Dio. ISABELLA de ROSIS Fondatrice delle Suore Riparatrici del S. Cuore

Preghiera per la beatificazione della Venerabile Serva di Dio. ISABELLA de ROSIS Fondatrice delle Suore Riparatrici del S. Cuore Cenni Biografici Madre Isabella de Rosis appartiene a quella schiera di anime elette, che, nel secolo scorso, mentre si diffondevano tante teorie contrarie alla fede, diedero vita a non pochi Istituti

Dettagli

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore Sac. Don Giuseppe Pignataro L oratorio: centro del suo cuore L'anima del suo apostolato di sacerdote fu l'oratorio: soprattutto negli anni di Resina, a Villa Favorita per circa un decennio, dal 1957 al

Dettagli

Illustri Autorità, Professori e Alunni,

Illustri Autorità, Professori e Alunni, Roma, 11 novembre 2010 Inaugurazione anno accademico Celebrazione eucaristica Omelia di monsignor Fernando Filoni Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato Vaticano Illustri Autorità,

Dettagli

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I

Curricolo di religione cattolica scuola primaria CLASSE I NUCLEI FONDANTI Dio e l uomo 1. Scoprire che per la religione cristiana Dio è Creatore e Padre e che fin dalle origini ha voluto stabilire un alleanza con l uomo. 2. Conoscere Gesù di Nazareth, Emmanuele

Dettagli

PASTORALE DEI PELLEGRINAGGI. UFFICIO DIOCESANO PELLEGRINAGGI «In cammino per conoscere Gesù e la Chiesa nella nostra vita»

PASTORALE DEI PELLEGRINAGGI. UFFICIO DIOCESANO PELLEGRINAGGI «In cammino per conoscere Gesù e la Chiesa nella nostra vita» PASTORALE DEI PELLEGRINAGGI PASTORALE DEI PELLEGRINAGGI UFFICIO DIOCESANO PELLEGRINAGGI «In cammino per conoscere Gesù e la Chiesa nella nostra vita» IL PELLEGRINAGGIO Il pellegrinaggio metafora della

Dettagli

apposta per te, per te sola. E arde dal desiderio di entrare nel tuo cuore Comunicati spesso, molto spesso. Ecco il solo rimedio se vuoi guarire.

apposta per te, per te sola. E arde dal desiderio di entrare nel tuo cuore Comunicati spesso, molto spesso. Ecco il solo rimedio se vuoi guarire. Diicembre 2013 Ill Verbo sii è fatto Carne Pio X era rimasto particolarmente colpito da una lettera scritta da Teresa di Lisieux alla cugina Maria Guérin il 30 maggio 1889. In essa voleva aiutare la cugina

Dettagli

Approvato nella riunione della Presidenza della C.E.I. del 28 gennaio 2015. Art. 1 Destinazione dei contributi (cfr. Disposizioni, art.

Approvato nella riunione della Presidenza della C.E.I. del 28 gennaio 2015. Art. 1 Destinazione dei contributi (cfr. Disposizioni, art. Regolamento applicativo delle Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana per l edilizia di culto Approvato nella riunione della Presidenza della

Dettagli

Celebrazione del Matrimonio (6 gennaio 1998)

Celebrazione del Matrimonio (6 gennaio 1998) Celebrazione del Matrimonio (6 gennaio 1998) Senigallia, 6 gennaio 1998 Solennità dell Epifania Ai Parroci Ai Rettori di Chiese Ai Religiosi A tutti i Sacerdoti Oggetto: Celebrazione del Matrimonio Cari

Dettagli

AZIONE CATTOLICA ITALIANA. Partecipazione e responsabilità dei laici nella Chiesa locale

AZIONE CATTOLICA ITALIANA. Partecipazione e responsabilità dei laici nella Chiesa locale AZIONE CATTOLICA ITALIANA ASSOCIAZIONE DIOCESANA DI TORINO Corso Matteotti, 11 10121 TORINO Tel. 011.562.32.85 Fax 011.562.48.95 E-mail: presidenza.ac@diocesi.to.it Partecipazione e responsabilità dei

Dettagli

CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è un organismo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli ( presbiteri, diaconi,

Dettagli

PRESENTAZIONE. Cfr. CEI, Il matrimonio canonico, n. 2.

PRESENTAZIONE. Cfr. CEI, Il matrimonio canonico, n. 2. PRESENTAZIONE È urgente dovere della Chiesa accompagnare la famiglia nelle diverse tappe della sua formazione e del suo sviluppo 1. Questo lavoro del dottor don Omar Larios Valencia, nato dall esperienza

Dettagli

La quotidianità di Giorgio

La quotidianità di Giorgio Giorgio La Pira La Storia Nella vita di Giorgio La Pira, spicca l'eccezionale personalità di un uomo ispirato dalla vocazione, votato alla pace e alla fratellanza, che seppe coniugare gli ideali del cattolicesimo

Dettagli

Lo sviluppo comunicativo da Acri in India

Lo sviluppo comunicativo da Acri in India Lo sviluppo comunicativo da Acri in India Già dal 1985, un gruppo di giovani ragazze indiane fecero domanda di entrare tra le suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori e vennero accolte nella casa di formazione

Dettagli

La prima confessione di nostro figlio

La prima confessione di nostro figlio GLI INTERROGATIVI CHE ATTENDONO LA VOSTRA RISPOSTA Parrocchia San Nicolò di Bari Pistunina - Messina QUANDO MI DEVO CONFESSARE ANCORA? Quando senti in te il desiderio di migliorare la tua condotta di figlio

Dettagli

Diocesi di Rieti. La Pastorale della Salute

Diocesi di Rieti. La Pastorale della Salute Diocesi di Rieti La Pastorale della Salute Che cos è la Pastorale della Salute? Con Pastorale si intende l azione multiforme della comunità cristiana dentro le concrete situazioni della vita. La Pastorale

Dettagli

Il cammino del Volontario AVULSS VIVERE LA RESPONSABILITÀ L UOMO COME FINE NELLA SOCIETÀ DEI VALORI. QUALI RESPONSABILITÀ SOCIALI?

Il cammino del Volontario AVULSS VIVERE LA RESPONSABILITÀ L UOMO COME FINE NELLA SOCIETÀ DEI VALORI. QUALI RESPONSABILITÀ SOCIALI? Federazione CONVEGNO NAZIONALE 2006 San Giovanni Rotondo 18-19 novembre 2006 Il cammino del Volontario AVULSS VIVERE LA RESPONSABILITÀ L UOMO COME FINE NELLA SOCIETÀ DEI VALORI. QUALI RESPONSABILITÀ SOCIALI?

Dettagli

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006

OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 OMELIA MESSA DEL GIORNO DI NATALE 2006 I. Vieni Signore Gesù!. Così la chiesa ha ripetuto spesso nella preghiera di Avvento. Così la chiesa, le nostre comunità, ciascuno di noi ha predisposto il cuore

Dettagli

L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI

L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI L ESSERE OPERATORE CARITAS MI AIUTA A VIVERE CON E PER CRISTO? DOTT.SSA LAURA SALVO PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA DOCENTE ISSR RICERCATRICE ITCI VIVERE CON E PER CRISTO Evangelizzare significa: Convertire Portare

Dettagli

Diocesi di Teramo-Atri

Diocesi di Teramo-Atri Diocesi di Teramo-Atri CALENDARIO PASTORALE anno 2015-2016 Settembre 2015 1 Ma 10.ma Giornata per la custodia del creato 2 Me 3 G Teramo, Sala Convegni Palazzo Vescovile ore 19: Sessione Straordinaria

Dettagli

Consegna dei diplomi DFA 22 giugno 2012

Consegna dei diplomi DFA 22 giugno 2012 Consegna dei diplomi DFA 22 giugno 2012 Intervento di Franco Gervasoni, direttore SUPSI SALUTO - Consigliere di Stato, Manuele Bertoli - Capodicastero Educazione, culto e partecipazioni comunali del Municipio

Dettagli

Codice Deontologico del Volontario adottato dalla Federazione Cure Palliative

Codice Deontologico del Volontario adottato dalla Federazione Cure Palliative Art.5. Agisce senza fini di lucro anche indiretto e non accetta regali o favori, se non di modico valore. ASSOCIAZIONE VOLONTARI ASSISTENZA PAZIENTI ONCOLOGICI Codice Deontologico del Volontario adottato

Dettagli

LA BEATIFICAZIONE. Milano, domenica 25 ottobre 2009

LA BEATIFICAZIONE. Milano, domenica 25 ottobre 2009 LA BEATIFICAZIONE Milano, domenica 25 ottobre 2009 79 «C è una bella Italia in piazza Duomo davanti all urna del beato don Gnocchi, un Italia che non sempre vediamo, che si ritrova nel bene e nel coraggio

Dettagli

L incontro con i cresimandi. 31 marzo, sabato pomeriggio in San Pio V.

L incontro con i cresimandi. 31 marzo, sabato pomeriggio in San Pio V. Tre giorni di festa, dal 30 marzo al 1 aprile, hanno animato la Parrocchia di San Pio V che ha vissuto intensamente la propria Missione Cittadina. Una missione che, partendo dall interno della comunità

Dettagli

Le guide operative di. I contributi pubblici agli enti ecclesiastici

Le guide operative di. I contributi pubblici agli enti ecclesiastici Le guide operative di I contributi pubblici agli enti ecclesiastici Supplemento a 3/2006 Fonti normative: D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

Dettagli

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Il primo maggio 2015 si inaugura a Milano l EXPO, un contenitore di tematiche grandi come l universo: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Una

Dettagli

Intesa relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche

Intesa relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche Intesa relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche Il Card. Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e l On. Giuliano

Dettagli

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V

Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Istituto Comprensivo G Pascoli - Gozzano Anno scolastico 2013/2014 Programmazione annuale RELIGIONE CATTOLICA CLASSI I II III IV V Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola

Dettagli

LA FAMIGLIA CHE EDUCA

LA FAMIGLIA CHE EDUCA LA FAMIGLIA CHE EDUCA Messaggio alle famiglie - Pasqua 2009 Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola L educazione delle virtù umane è alla base dell educazione cristiana Il senso dell autorità La famiglia

Dettagli

Si ringrazia la FONDAZIONE CREDITO BERGAMASCO per il sostegno all attività di ricerca.

Si ringrazia la FONDAZIONE CREDITO BERGAMASCO per il sostegno all attività di ricerca. Si ringrazia la FONDAZIONE CREDITO BERGAMASCO per il sostegno all attività di ricerca. ANNALI DELLA FONDAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII Bergamo 2013 - n. 1. EDITORIALE ALBERTO CARRARA 5 GIOVANNI GUSMINI 7

Dettagli

DIOCESI DI FORLI -BERTINORO. Statuto Associazione di volontariato Buon Samaritano - Forlì

DIOCESI DI FORLI -BERTINORO. Statuto Associazione di volontariato Buon Samaritano - Forlì DIOCESI DI FORLI -BERTINORO Statuto Associazione di volontariato Buon Samaritano - Forlì Art. 1 Costituzione Denominazione e sede 1. E costituita l associazione di volontariato denominata Ass. Buon Samaritano

Dettagli

Animazione alla testimonianza. comunitaria della Carità CORSO DI FORMAZONE DI BASE PER OPERATORI CARITAS 2012-2013

Animazione alla testimonianza. comunitaria della Carità CORSO DI FORMAZONE DI BASE PER OPERATORI CARITAS 2012-2013 CORSO DI FORMAZONE DI BASE PER OPERATORI CARITAS 2012-2013 Animazione alla testimonianza comunitaria della Carità Mimmo Iannascoli Resp. Formazione Caritas Diocesi di Caserta Cosa: ciò di cui andremo ad

Dettagli