TTO III ALIANO A ATTO III SPIRITO IT

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1 ATTO III

2 un progetto di

3 ATTO III a cura di Annalisa Bergo patrizia emma scialpi vincenzo todaro barbara uccelli

4 Spirito Italiano Atto III a cura di Annalisa Bergo 17 aprile giugno 2013 Inaugurazione mercoledì 17 aprile 2013 Un progetto di FABBRICA BORRONI via Matteotti, Bollate (MI) T Mostra e catalogo a cura di Annalisa Bergo Testi Eugenio Borroni, Annalisa Bergo Progetto grafico Simona Viscardi Fotografie delle opere di proprietà degli autori Allestimento Riccardo Pirovano e Raffaele Nardulli Responsabile Comunicazione Federica Fullin con il patrocinio del Comune di Bollate Si ringraziano Eugenio Borroni e tutto lo staff di Fabbrica Borroni: Federica Fullin, Simona Viscardi, Stefania Bianchi e Gaia Boldorini. Lo staff di allestimento: Riccardo Pirovano e Raffaele Nardulli. I custodi: Franco e Antonietta Jannarone. Fabbrica Borroni ringrazia gli artisti per la serietà nel proprio lavoro e l ironia nella vita. Il curatore, in particolare, ringrazia gli artisti per la condivisione dei pensieri, delle esperienze e dei momenti.

5 indice la differenza fra noi e loro Eugenio Borroni solo il passato ci appartiene Annalisa Bergo patrizia emma scialpi dove sono nata io AB vincenzo todaro (s)oggetti AB barbara uccelli c era una volta, poi due, tre... AB biografie

6 LA DIFFERENZA FRA NOI E LORO Eugenio Borroni Spirito Italiano prosegue nella sua esplorazione delle recenti radici della giovane arte italiana, e questa volta presenta tre profonde riflessioni sull identità, il distacco e l assenza. Vincenzo Todaro indaga sulla sorte delle fotografie di famiglia, espulse dalle loro case, cadute in mano a persone estranee, ritrovate e ricomposte con amore da qualcuno che ne riconosce la storia: la loro identità è scomparsa, ma rimane e riemerge potente e misteriosa la loro capacità di rievocazione di mondi lontani e forse felici. Patrizia Emma Scialpi ricuce e ricompone quello che appartiene e quello che si distacca, nel nobile tentativo, a mia vista riuscito, di non spezzare una storia che va raccontata nella sua interezza e che non deve soffrire per cause esterne. Barbara Uccelli, ricordando la sua e tutte le infanzie, fa riemergere la presenza/assenza dei genitori, le loro voci, i loro comportamenti, proprio nel momento più sacro e misterioso di ogni bambino felice o infelice: quando si spegne la luce e deve venire il sonno, e la giornata appena trascorsa appare come una fiaba vera da raccontarsi senza che nessuno ascolti. La differenza fra noi (gli italiani, gli artisti) e loro (quelli che ancora oggi stanno discutendo cosa fare dell Italia) è tutta qui: noi pensiamo, agiamo, andiamo avanti. Loro stanno fermi come statue di legno a pensare cosa fare di tutti noi. Lo Spirito Italiano è passato da Roma, forse, ma solo in Piazza san Pietro. Speriamo ci ripensi. 9

7 SOLO IL PASSATO CI APPARTIENE 1 Annalisa Bergo 11 NOTE: 1 Seneca, De Brevitate vitae, 10, 2-5. Con questo titolo, che mi appare in questo momento così provocatorio, voglio introdurre l Atto III di Spirito Italiano nel quale, attraverso i lavori presentati, i tre artisti riflettono sul tema del tempo, in particolare della memoria, personale e collettiva. Visto con sospetto e considerato un àncora che ci tiene costretti ad uno stato di sicurezza, impedendoci di evolvere come persone, il passato può essere inteso come negazione delle future possibilità oppure, al contrario, essere alla base della costruzione delle opportunità, grazie alla conoscenza che ci permette di avere di noi stessi. Conoscere il passato per capire il futuro, ci insegnano. Vincenzo Todaro, però, parla di un passato che non gli appartiene. Che operi direttamente sulle fotografie oppure ne riproduca le immagini attraverso la pittura, Vincenzo agisce chirurgicamente rimuovendo i tratti somatici personali dei soggetti raffigurati, in particolare i volti dei quali, però, lascia ancora trasparire l espressione, felice o compunta, attraverso la piega delle labbra; un operazione di spersonalizzazione sistematica di coloro che sono raffigurati nelle fotografie, sconosciuti dei quali non possiamo sapere altro che quello che vediamo. Non sono i nostri ricordi, sono oggetti e come tali non trovano spazio nella nostra memoria personale, ma soltanto nella storia collettiva. Anche Patrizia Emma Scialpi compie una ricerca sulla fotografia del passato, ma la sua analisi si sposta sulla memoria del luogo, intesa come senso di appartenenza ad un ambiente, una particolare condizione naturale o una comunità. L artista lavora non tanto sui soggetti, quanto sul contesto dentro al quale i personaggi si confondono: questi sconosciuti, in posa o intenti nelle loro azioni, sono letti unicamente nel loro legame con l ambiente, in un processo di fusione tra figura e sfondo. Vera protagonista delle fotografie scelte è la nostalgia, considerata come uno dei raccordi fondamentali tra l identità personale e i processi di identificazione collettiva. La riflessione di Barbara Uccelli è delicata nell aspetto, violenta alla comprensione. L artista narra un fatto personale, scava nei suoi ricordi infantili raccontando di un assenza, quella della figura materna, in un momento molto particolare per un bambino: gli attimi prima di andare a dormire. Tutte le favole della buonanotte mancate dell infanzia sono ora riscritte e custodite, in attesa di essere salvate da chiunque scelga di prendersi la responsabilità di averne cura. Memoria personale e memoria collettiva si intrecciano, così come le storie, individuali e familiari, quelle che abbiamo vissuto e che ci vennero tramandate, quelle che possiamo solo ipotizzare che appartengano anche ad altri. Storie reali o forse immaginate, ma comunque, storie e memorie che diventano la base per la scrittura di un seguito, di un presente con il quale dobbiamo riconciliarci.

8 ATTO III

9 patrizia emma scialpi LOVE AND LOSS 4, acrilici su stampa, 20x30cm, 2013, dettaglio

10 DOVE SONO NATA IO 1 L appartenenza è avere gli altri dentro di sé 2 L universo è un infinita costruzione basata su quattro dimensioni: tre relative allo spazio ed una al tempo. Spazio e tempo, che siamo soliti considerare come entità separate, si influenzano reciprocamente. LOVE AND LOSS 4, acrilici su stampa, 20x30cm, NOTE: 1 Il titolo si riferisce al nome attribuito dall artista stessa alla sala in cui sono esposte le opere della serie Love and Loss. 2 Giorgio Gaber, Canzone dell appartenenza, di Gaber - Luporini, 1996, Warner Chappell Music Italiana Srl. 3 Virginia de Micco, Le culture della salute-immigrazione e sanità, un approccio trans-culturale. Nel gioco della memoria, parliamo di un tempo e di un luogo che non sono più, perché ormai passati, ma che possono tornare, in modo differente da come erano ed eravamo anche noi prima, man mano che ci riavviciniamo a quel luogo specifico. Come se, allontanandosi da un preciso spazio, il tempo si dilatasse, diventasse bidimensionale fino a raggiungere lo spessore di una linea, allungandosi all infinito come l orizzonte stampato sulle fotografie. C è un che di spirituale nel movimento oscillatorio che ci porta a toccare diversi luoghi in diversi tempi, cullati in un perpetuo allontanamento e ritorno come dall andirivieni delle onde. Ritornare significa tornare indietro, ma anche ridiventare, diventare qualcun altro, rimpatriare o rincasare. Il dolore del ritorno, una patologia reale meglio nota con il termine nostalgia, è sempre esistito anche se fino al XVII secolo si usava chiamarlo grossolanamente mal du pays, per descrivere un sentimento di tristezza e rimpianto. La nostalgia è un affezione, un dolore della casa che non si riferisce alla casa in quanto struttura materiale, ma a tutta quella sfera di rapporti personali che un individuo ha con se stesso, con altri e con l ambiente sociale e materiale che lo circonda. Affezione, termine dal curioso doppio significato che si riferisce all attaccamento affettivo, ma anche ad uno stato patologico; nella doppia interpretazione si situa anche il significato di nostalgia che è, sì, una disillusione che può portare ad un malessere psichico e fisico, nei casi più gravi, e come tale deve essere risolta attraverso strumenti antropologici che consentono una visione ed un integrazione più profonda dell individuo nell ambiente in cui vive e opera 3, ma è anche una spinta ad andare verso il luogo di origine. Un moto a luogo, un azione di salvaguardia contro tutto ciò che minaccia la nostra identità e, dunque, un rifugio contro le incertezze e lo spaesamento terrifico. Una consolazione condensata attorno a tutti quegli oggetti, generalmente legati in qualche modo alla famiglia o al luogo d origine, che acquistano un significato simbolico o evocativo in relazione ad una condizione di benessere precedente, in realtà spesso idealizzata. Un ruolo fondamentale tra questi oggetti-allegoria è rivestito dalle fotografie di famiglia, estratti da album e momenti di vita salvati così da poter essere perpetuati costantemente, anche se in maniera man mano sempre più falsata dalla ripetizione nella nostra mente.

11 LOVE AND LOSS 8 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 NOTE: 4 Gioia Perrone, Patrizia Emma Scialpi, Restano cure, in Salento Poesia, luglio Lo sguardo, mentre cerchiamo nuovi dettagli nelle immagini riviste mille volte, ha la tenerezza data dalla consapevolezza del trascorrere del tempo sui colori ingialliti della carta e sui volti dei nostri cari o di sconosciuti. Nella sala Dove sono nata io, stanza in cui si esprime Patrizia Emma Scialpi, il simbolo, interruttore dei sentimenti, è il mare. Una distesa piatta d acqua, un confine non visibile all occhio e, quindi, forse, inesistente. Partendo da riferimenti biografici e dal proprio vissuto, Patrizia conduce la dimensione personale del ricordo verso uno specifico genere: la fotografia al mare. Nella serie Love and Loss gli scatti amatoriali realizzati durante le vacanze estive vengono sostituiti da stampe in cui le figure, seguendo i canoni classici, s innalzano in posizione ieratica a dividere la linea d orizzonte, a volte immersi parzialmente nell acqua, ma più spesso statici sulla battigia, mentre alle loro spalle il mare prosegue la sua litania. Da testimoni di momenti sereni e spensierati, le immagini diventano un tramite di elaborazione nostalgica. L artista concentra la sua analisi sulla memoria del luogo, intesa come senso di appartenenza ad un ambiente, una particolare condizione naturale o una comunità. Patrizia non lavora tanto sui soggetti, quanto sul contesto dentro al quale i personaggi stanno immobili, confondendosi con esso; sagome, simili a idoletti d argilla dopo l intervento pittorico annullante, in posa o intente nelle loro azioni, ma comunque percepiti sempre e unicamente nel loro legame con l ambiente in un processo inziale di fusione tra figura e sfondo: il luogo si fa essere e l essere si fa luogo. Un delicato segno pittorico si stende come una seconda patina, recuperando la gamma cromatica, spesso sbiadita, delle stampe fotografiche per creare un gioco di innesti, quasi una ri-cucitura emotiva 4. Le linee di connessione tra la figura e l elemento naturale proseguono la poetica che Patrizia ha portato avanti in questi anni, un tentativo di instaurare un dialogo interiore tra se stessa e il presente, attraverso la relazione tra passato e futuro. L elaborazione nostalgica, infatti, non è realmente tesa verso un ritorno al passato. Essa assomiglia a uno struggente commiato da una parte del Sé non più presente, quasi fosse un rito funebre necessario per riconciliarsi, in modo a volte dolce altre rancoroso, con il presente. Il ricordo malinconico del passato segnala, dunque, una seppur dolorosa accettazione dello spostamento delle coordinate spazio-temporali, consentendo di riposizionare entro tali coordinate le proprie attese, personali e collettive per il futuro.

12 LOVE AND LOSS 1 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 LOVE AND LOSS 2 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013

13 LOVE AND LOSS 10 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 Nella pagina successiva LOVE AND LOSS 3 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 LOVE AND LOSS 6 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013

14 LOVE AND LOSS 7 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 Nella pagina precedente LOVE AND LOSS 9 acrilici su stampa, 20x30 cm, 2013 LOVE AND LOSS 5 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013

15 LOVE AND LOSS 11 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 Nella pagina successiva LOVE AND LOSS 14 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013 LOVE AND LOSS 15 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013

16 In queste pagine LOVE AND LOSS 12 acrilici su stampa, 20x30cm, 2013

17 In queste pagine CARMEN (da una foto di Carmen Mitrotta) acrilici su carta, 35x50cm, 2012

18 vincenzo todaro (un)memory #042, portrait of unknown man, olio e smalto su tela, 40x30cm, 2011, dettaglio

19 (S)OGGETTI Nel Paese della Memoria il tempo è sempre Ora. 1 Credo che la paura più grande per l uomo contemporaneo sia il non-essere. Non essere vissuto o non venir ricordato diventano sinonimi. Perché, dopo di noi, solamente il nostro ricordo sopravvive. Ecco, dunque, il tentativo di ciascuno di vivere in eterno nella memoria di altri. La fotografia, nel suo essere un autobiografia per immagini, è il modo più immediato di suscitare un ricordo alla nostra mente, ma quando il presente si mescola troppo a fondo con il passato, la fotografia acquista valore soltanto in quanto oggetto fine a se stesso, mentre il soggetto impresso (per usare un termine relativo alla vecchia tecnica fotografica) lentamente sbiadisce. 2 Sbiadisce l immagine, più velocemente del ricordo, se questo non viene perpetuato anche attraverso il racconto. Uno scatto fotografico consegna al soggetto raffigurato una vita in un finto eterno presente. Ma i soggetti del passato, nel presente sono sostituiti dall assenza. (un)memory #042, portrait of unknown man, olio e smalto su tela, 40x30cm, NOTE: 1 Stephen King, La canzone di Susannah, Usiamo propriamente il termine sbiadire se parliamo delle vecchie fotografie in cui l immagine veniva impressa sulla carta fotografica; ma, in realtà, anche gli scatti digitali, che rimangono ammucchiati nelle memorie virtuali di fotocamere e computer, vengono via via soppiantate per far spazio a nuovi personaggi ed eventi della vita. L arte di Vincenzo Todaro è uno strumento di analisi antropologica che si muove tra le memorie del passato e il rapporto con la realtà. Le fotografie, punto di partenza dei suoi studi, sono vecchi scatti amatoriali acquistati a poco prezzo nei mercatini o trovate dopo esser state gettate per far posto al nuovo. Un tempo appartenute a qualcuno, queste immagini erano documenti, ricordi affettivi, memorie familiari, sicuramente preziose poiché ogni singolo scatto è frutto di una scelta, è una magia che permette di rivivere più e più volte lo stesso momento. Ora i soggetti sono per noi degli sconosciuti, li guardiamo e ci guardano, ma vediamo solamente la postura, l abbigliamento, usi e costumi di un epoca, possiamo immaginare le relazioni, il tipo di lavoro svolto, formulare ipotesi dagli indizi lasciati. Sono ritratti di persone che sono state care a qualcuno e che, ora, però, probabilmente non sono nemmeno più in vita. Forse chi sono state non ha più importanza. Non per noi, comunque. Perdendo il loro significato originario, le fotografie diventano semplici immagini, oggetti anonimi che parlano unicamente di loro stesse. Ormai svuotate del valore affettivo, Vincenzo ne svuota anche i soggetti: omettendo del tutto o parzialmente i tratti distintivi, l artista ritaglia e asporta i corpi dalle fotografie, nelle pitture non dipinge i volti riportando solamente qualche indizio che lasci trasparire l espressione, le labbra, vagamente l ombra del naso, forse l incavo degli occhi, quasi a voler sottolineare che l unica cosa che conta e che rimane è l emozione al momento dello scatto.

20 (un)memory #101, portrait of unknown boy, olio su tela, 40x30cm, 2011 (un)memory #106, portrait of unknown woman, olio su tela, 40x30cm, 2011 (un)memory #102, portrait of unknown woman, olio su tela, 40x30cm, 2011 NOTE: 3 Da del 16 settembre Che siano fotografie traforate con precisione chirurgica o interventi pittorici su stampe di grande formato, ciò che viene lasciato sono i capelli, con le acconciature povere o ricercate, i gioielli sopra gli abiti da sera o le medaglie appuntate sulle divise militari, i giochi dei bambini. Oggetti, anch essi. Le persone non vivono il presente, l oggetto invece vive in un eterno presente. (un)memories, Somebody s Portraits e AnThROPOS sono le serie presentate da Vincenzo Todaro per Spirito Italiano, di cui le ultime due sono inedite. Studi antropologici che si mescolano a quelli sociali insieme ad un tentativo di classificazione entomologica, studi empirici e imperfetti. Un sottile gioco sul significato del titolo, che oscilla tra l uomo (Anthropos, in greco) e il suo ineluttabile destino (Atropos, una delle tre Moire della mitologia greca che aveva il compito di recidere il filo della vita), accompagnato da un lungo codice numerico identificativo, precede la visione di queste opere che, a prima vista, ricordano le cassette entomologiche per la raccolta ordinata degli insetti. Invece, in bella mostra, ci sono serie di volti allineati, collezioni di soggetti umani, classificazioni di tipologie ordinate per dimensioni e tipo. Ancora una volta, i soggetti non sono altro che oggetto d indagine. Somebody s Portrait, il ritratto di qualcuno, qualcuno l ha fatto, qualcuno se l é fatto fare. Forse una persona importante, facoltosa, i ritratti non sono certo per tutti. Una persona ugualmente dimenticata. Non si tratta di privare queste persone della loro identità o di rubarne la storia personale, si tratta di rendere eterno l attimo, non in quanto persona ma in quanto soggetto-oggetto. Il paradosso del lavoro di Vincenzo è che non è possibile salvare le singole storie perché non ci appartengono, ma è l oggetto in quanto tale che rimane, ricompreso nel grande vortice della storia collettiva. Però, mentre osservo i volti sagomati o il colore che descrive i contorni e la luce, non posso fare a meno di chiedermi, romanticamente, se un giorno il mio ricordo fotografico sarà ammassato in qualche luogo, svenduto o, più probabilmente, rimosso cliccando semplicemente sul tasto canc. Un uomo senza memoria è un ammasso di presente senza futuro. In Inghilterra vive un uomo con gravi problemi di memoria: ricorda i fatti accaduti solamente fino a pochissimi secondi prima. Non riconosce le persone intorno a lui. Vive nello stesso momento più e più volte, senza consapevolezza o memoria. Mi riferisco al caso di Clive Wearing, ex direttore d orchestra che, attualmente, vive in una clinica a Londra. L uomo anni fa è stato colpito da un virus che ha intaccato la parte del cervello deputata all apprendimento e alla memoria, provocando la quasi totale perdita di memoria e l impossibilità di immagazzinare dati e ricordi nel suo cervello. 3

21 Somebody s Portrait 03, olio su fotografia antica originale in cornice di legno, 56x38x5,5cm, 2013 Somebody s Portrait 04, olio su fotografia antica originale in cornice di legno, 56x38x5,5 cm, 2013

22 Somebody s Portrait 01, olio su fotografia antica originale in cornice di legno, 73x58x5,5cm, 2013 Somebody s Portrait 02, olio su fotografia antica originale in cornice di legno, 73x58x5,5cm, 2013 Somebody s Portrait 07, idropittura su fotografia antica originale in cornice di legno, 66x51x5,5cm, 2013 Somebody s Portrait 05, pastelli, carboncino, grafite e gesso su fotografia antica originale in cornice di legno, 60x51x5,5cm, 2013 Nella pagina successiva Somebody s Portrait 06, doratura e grafite su fotografia antica con passepartout originale in cornice di legno, 62x50x5,5cm, 2013

23 (un)memory #019, landscape, olio, acrilico e smalto su tela, 40x40cm, 2010 (un)memory #017, landscape, olio, acrilico e smalto su tela, 40x40cm, 2010 Nella pagina precedente (un)memory #018, sea (the earth at the horizon), olio, acrilico e smalto su tela, 40x40cm, 2010

24 (un)memory #059, woman in landscape, olio su tela, 20x30cm, 2012 (un)memory #063, women and children, olio su tela, 20x30cm, 2012 Nella pagina successiva (un)memory #086, old man, olio e acrilico su tela, 90x60cm, 2011

25 (un)memory #060, woman, olio su tela, 30x20cm, 2012 Nella pagina precedente (un)memory #061, woman and girl, olio su tela, 30x20cm, 2012 (un)memory #064, baby standing, olio su tela, 30x20cm, 2012

26 (un)memory #073, soldier, olio, acrilico e collage su tela, 240x200cm, 2011

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28 Nelle pagine precedenti dalla serie (un)memory ph#, traforo su foto d epoca in cornice di legno a doppio vetro, dimensioni variabili, 2012

29 (un)memory ph162 traforo su foto d epoca in cornice di legno a doppio vetro, 27x39cm, 2012 Nelle pagine precedente (un)memory ph154 traforo su foto d epoca in cornice di legno a doppio vetro, 18x23cm, 2012 (un)memory ph158 traforo su foto d epoca in cornice di legno a doppio vetro, 21x27cm, 2012 (un)memory ph139 traforo su foto d epoca in cornice di legno a doppio vetro, 13x18cm, 2012

30 AnThROPOS , fotografie vintage, spilli, cornice a cassetta in legno, 19,5x13x5,5cm, 2013 Nella pagina precedente AnThROPOS , fotografie vintage, spilli, cornice a cassetta in legno, 52x39x5,5cm, 2013 AnThROPOS , fotografie vintage, spilli, cornice a cassetta in legno, 26x39x5,5cm, 2013 AnThROPOS , fotografie vintage, spilli, cornice a cassetta in legno, 26x39x5,5cm, 2013 AnThROPOS , fotografie vintage, spilli, cornice a cassetta in legno, 26x39x5,5cm, 2013

31 (un)memory - class diptych, traforo su fotografia d epoca originale in cornici di legno a doppi vetri, due elementi, 23,2x28,5cm ciascuno, white, 2013

32 (un)memory - class diptych, traforo su fotografia d epoca originale in cornici di legno a doppi vetri, due elementi, 23,2x28,5cm ciascuno, black, 2013

33 Barbara Uccelli Bedtime Stories I was never told, Gnome, ceramica, carta pergamena, ceralacca, 16x16x40cm, 2013

34 C ERA UNA VOLTA, POI DUE, TRE... Ninna nanna, ninna oh. È la mia voce quella che sento o è solo un sogno? Un ricordo lontano, che sfuma nella notte. Le notti che arrivano, una dopo l altra, tutte uniche, tutte uguali. Si spegne la luce. È di nuovo buio, è di nuovo solitudine. Ninna nanna, ninna oh. Non c è nessuna voce, solo il silenzio e il mio respiro. 65 Dunque, questa è una storia da leggere ai bambini oppure agli adulti? Forse è una storia per quell infanzia che se ne sta rintanata dentro ognuno, tra i ricordi e i desideri, per chi le favole della buonanotte non le ha ricevute e, invece, continua a cercarle. Luce accesa, luce spenta. Il passaggio dal fracasso del giorno alla solitudine della notte è segnato da quella linea di confine, marcata quanto un incisione. Non c è un momento di transizione tra le due realtà, non c è accompagnamento che esorcizzi le paure prima che si trasformino in mostri. Non ci sono favole lette insieme, con il loro carico evocativo e terapeutico. Luce accesa. Occhi aperti. Infiniti gnomi bianchi e scintillanti si dispongono allineati davanti ai nostri occhi, l espressione serena sotto il cappello a punta. Sono gli aiutanti senza magia delle favole, hanno il compito di vegliare e proteggere i sogni degli indifesi. Saggi e burloni al tempo stesso, sono simboli della crescita perché racchiudono in una sola figura infanzia, età adulta e vecchiaia. La statura è quella di un bambino, ma sul corpo da uomo c è il volto di un vecchio. Sono feticci dell infanzia, contenitori delle angosce e dei desideri, e come tali investiti di potere simbolico: rappresentano le infinite notti da salvare, tutte le notti dell infanzia in cui non ci sono state favole ad accompagnare il sonno che tardava ad arrivare. Ogni singolo gnomo è il custode di una storia, la accudisce, piccola favola mai scritta e mai letta prima. Conoscere il racconto significa spezzare il sigillo, vero e proprio, che la tiene al riparo, svuotare lo gnomo dal suo compito di guardiano. Scegliere, del resto, significa crescere. Infiniti gnomi per le infinite notti a cui ridare favole, perché quelle mancate dell infanzia non potranno essere lette mai più. Allunghiamo le braccia, le nostre mani afferrano una coperta e la tirano sopra la testa, coprendoci del tutto. Così ci sentiamo protetti, in un mondo parallelo fatto di un buio controllabile, un mondo dai confini morbidi e profumati. Una coperta che possiamo tenere sempre con noi, caricandola di tutto il potere affettivo di cui ci sentiamo privati e rivestendola del sacro ruolo di oggetto transizionale.

35 Un racconto di favole mai ricevute, fatto a maglia intrecciando delicatissime storie di carta e inchiostro. Ogni favola è ridotta a una sottile strisciolina di carta, avvolta con cura fino ad ottenere un gomitolo e lavorata ai ferri, per restituirci un manto avvolgente e docilissimo. Luce spenta, occhi spalancati. Sentiamo un metronomo battere i rintocchi, simili al suono regolare dei passi in corridoio. Sono al sicuro, c è qualcuno con me. Davanti a noi scorrono le immagini di una bambina che gioca in una stanza vuota, tic, tac, tic, tac. Il sogno si mescola al ricordo e alla fantasia. Dove siamo? Al buio non lo so. Non ci sono riferimenti, non c è tempo nel dormiveglia infinito. Tratteniamo il respiro, qualcosa si spezza, la rabbia si abbatte sugli gnomi e il loro carico di simboli, mandandoli in frantumi. Gli gnomi esplodono al rallenty, nulla è reale, la porcellana bianca in frammenti sembra meno preziosa. Tic. Il silenzio è più assordante del rumore. Rimangono spazi vuoti tra i volti rassicuranti degli gnomi, sono mancanze imperdonabili e, dunque, mai perdonate. Tac. Per ogni notte salvata c è uno gnomo, per ogni opportunità sprecata, rimangono soltanto i cocci.

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38 Bedtime Stories I was never told, Blanket, carta lavorata a maglia, 105x65cm, 2013

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41 Bedtime Stories I was never told, Video, durata 1 36, riprese e montaggio video di Eleonora Diana, 2013

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43 ATTO III

44 barbara uccelli vincenzo todaro patrizia emma scialpi

45 patrizia emma scialpi vincenzo todaro barbara uccelli è nata nel 1984 a Taranto, vive e lavora a Milano. Laureata nel 2009 in Beni Architettonici, Archeologici e dell Ambiente presso l Università degli Studi del Salento, è attualmente iscritta al Biennio Specialistico di Arti Visive presso l Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Da settembre 2010 è promotrice, in collaborazione con altri artisti, del progetto UNDERDOGSTUDIO, spazio indipendente per l arte contemporanea. Attualmente si occupa della Sezione Arte di VELUM, blog a cura di Giuseppe Damato per nssmag.com. è nato nel 1978 a Erice, vive e lavora tra Palermo e Sciacca. Diplomato in Decorazione e in Pittura all Accademia di Belle Arti di Palermo. La mia arte è un mezzo di indagine, riflessione e comunicazione, mi interessa l uomo e la realtà, l identità e le storie raccontate dalle cose e dalle immagini. Nella recente serie (un)memories, lavoro sulla perdita di identità e di memoria a partire da vecchie fotografie di sconosciuti. Lavori precedenti indagavano l identità e la memoria relative a non-luoghi, edifici e oggetti in abbandono. Non voglio limitarmi rigidamente dentro tecniche o stili, i quali sono solo mezzi, anche da modificare, ibridare o abbandonare a seconda delle necessità espressive. La mia attuale ricerca è sostanzialmente figurativa, ma una figurazione concettuale, è più importante il pensiero che c è dietro un opera più che l immagine in se stessa. persona comune, amante delle letterature, dei racconti, delle vite altrui. Attenta a ogni forma di relazione, studiosa del pensiero illogico negli scambi affettivi. Nel suo modus operandi è fondamentale l aspetto sottrattivo. Un lavoro è buono se è descrivibile con una manciata di parole e scatena una moltitudine di immagini. Solitamente chiede allo spettatore di essere consapevole del ruolo attivo nella visione. Tematiche ricorrenti sono i rapporti umani, intesi come dialogo che gli uomini hanno con se stessi, con gli altri e con il tempo. Può installare, fotografare, compiere azioni, filmare, scrivere. Non sa disegnare. 87

46 ANNALISA BERGO fabbrica borroni organizza e cura mostre d arte contemporanea dal Attualmente è curatore di Fabbrica Borroni, a Bollate, per la quale ha curato la tripersonale Unonessunocentomila (2011), il concorso UP_nea 12 e la sezione Arti Visive del Festival UP_nea Suburbia in Fabula (2012) presso Villa Arconati, Castellazzo di Bollate (MI). Come curatore indipendente, ha presentato la mostra personale di Angela Viola MA(ta)SSE (2013) e la bi_personale Storie incredibili di persone normali (2012) entrambe presso Oldoni Grafica Editoriale, Milano; la personale Hu die dell artista cinese Pan Wang (Circolo Rossini, Milano 2012). In collaborazione con un gruppo di artisti indipendenti, ha organizzato mostre ed eventi, tra i quali: IL MA, progetto composto da quattro mostre, curate da altrettanti giovani curatori, presentate alla KatyHouse Gallery di Monfalcone e negli spazi di Fabbrica del Vapore a Milano nel 2010; Mulier, performance a cui ha anche partecipato come attrice, presentata nella primavera del 2011 a Milano. nasce a Bollate (MI) da un progetto di Eugenio Borroni, imprenditore e appassionato d arte, che scelse di aprire al pubblico la propria collezione dando vita ad una struttura impegnata a promuovere la giovane arte italiana. La Collezione Borroni, allestita negli spazi di una ex fabbrica di collanti, comprende oltre 500 opere con una vasta rappresentanza della Scuola Romana di Via degli Ausoni, diversi esponenti della Scuola Mediale di Torino e Milano ed un ampia selezione di opere appartenenti alla cosiddetta Nuova Figurazione Italiana. A partire dagli anni 2000, giovani e giovanissimi artisti sono entrati a far parte della Collezione con opere di pittura, fotografia, scultura ed installazione. Infine, sono presenti alcuni tra i principali rappresentanti della street art italiana. Diversi sono stati i progetti a sostegno dell arte italiana, le conferenze e i dibattiti, ma soprattutto le mostre organizzate da giovani curatori, tra le quali: La Nuova Figurazione Italiana. To be continued (2007) a cura di Chiara Canali con la partecipazione di Vittorio Sgarbi, The Word is Yours (2008) a cura di Margherita Salmaso e Chiara Zizioli e Simmetria Personale (2008) a cura di Andrea Gaspari. Sotto la curatela di Fiordalice Sette dal 2009 ha preso avvio il progetto Archiviarti, un lavoro annuale di ricerca e selezione di giovani artisti che si conclude in una collettiva ormai riconosciuta a livello nazionale. Fabbrica Borroni lavora con il territorio, collaborando con il Comune, la Provincia e la Regione, oltre ad operare insieme alle realtà territoriali pubbliche e private per la promozione di eventi artistici e culturali, suscitando dibattiti e incentivando la partecipazione del pubblico.

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