Di noi tremò la nostra vecchia gloria. Tre secoli di fede e una vittoria G. D'Annunzio

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1 ORGANO UFFICIALE DELLA PRESIDENZA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE GRANATIERI DI SARDEGNA ANNO LVIV - N. 1 - GENNAIO - MARZO PUBB. TRIMESTRALE - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE ART. 2 COMMA 20/C DELLA LEGGE 662/96 - FILIALE DI ROMA Di noi tremò la nostra vecchia gloria. Tre secoli di fede e una vittoria G. D'Annunzio

2 LA LETTERA DAL DIRETTORE Con questo numero si apre l anno editoriale Finalmente, si sono potuti assorbire i ritardi nella pubblicazione dei testi che si erano accumulati dal numero 3/2005, a causa dello spazio dato, giustamente, alle cronache del raduno di Jesi. Ora siamo in paro e ci scusiamo con i collaboratori esterni, per il ritardo che si è avuto nella pubblicazione di quanto gli stessi ci avevano proposto. D altro canto, la pubblicazione della rivista è trimestrale e, conseguentemente, riporta notizie e avvenimenti quasi sempre datati. La Redazione, d intesa con la Presidenza nazionale, sta valutando la possibilità di portare la periodicità della rivista a bimestrale in modo di avere, negli articoli, in particolare di cronaca, una maggiore aderenza temporale con i vari avvenimenti d interesse. Chissà se, a breve termine, non si possa avere la sorpresa, costi permettendolo? Il Calendario del 2005, pur se realizzato in maniera spartana, ha avuto grandissimo successo. Su richiesta di moltissimi lettori e Presidenti, quello del 2007, opportunamente migliorato, verrà inviato con il numero di Settembre (e non con quello di dicembre, come nel passato) e verrà stampato in un numero di copie tale da poter essere ceduto, anche a parte, a chi lo richiedesse. Questo numero della rivista è abbastanza corposo : ciò denota che la collaborazione con le Sezioni e con i Reparti in armi va diventando sempre più intensa. Buon segno! Vuol dire che il periodico interessa ed è seguito con grande attenzione da tutti i granatieri: con e senza stellette. Come esattamente volevamo noi. Direttore responsabile: Antonino Torre Redazione: Claudio Conti, Alba Maria Mendico, Guido Tamburini, Adalberto Bendinelli Segreteria: Feliciano di Felice, Corrado Trambusti indirizzo Autor. Trib. N del Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (R.O.C.) n del 10 ottobre 2001 Composizione: Topsygraph snc - Via Buccari, Roma - Tel. 06/ Stampa: Arti grafiche Roma per conto di Grafiche Professionali - Roma - Editore: ASSOCIAZIONE NAZIONALE GRANATIERI DI SARDEGNA Roma, piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7 Tel 06/ Fax. 06/ Presidente Onorario: On. Lino Fornale Presidente: Mario Buscemi Vice Presidente: Gianfranco Imperatori Segretario Nazionale: Antonio Lattanzio Comitato Centrale: Arsenio Rossoni, Guido Tamburini, Gian Paolo Torrini, Corrado Trambusti CONDIZIONI DI CESSIONE DEL PERIODICO Una copia Euro 2,00 Abbonamento ordinario Euro 5,00 Abbonamento sostenitore Euro 15,00 Abbonamento benemerito Euro 25,00 Una copia arretrata Euro 2,50 Gli abbonamenti possono essere sottoscritti anche mediante il c/c postale n intestato alla Presidenza Nazionale ANGS avendo cura di indicare nella causale: sottoscrizione abbonamento Quanto espresso dai singoli autori negli articoli firmati non rispecchia necessariamente il pensiero dell'editore e del direttore La collaborazione al giornale avviene a titolo volontario e gratuito. Tutto il materiale che perviene in Redazione, anche se non pubblicato, non viene restituito. La redazione si riserva la facoltà di modificare e/o sintetizzare i testi che vengono forniti. Chiuso in tipografia il?? aprile 2006 In copertina: IN QUESTO NUMERO Anche la Redazione tira le somme Alamari con le stellette da Attività associativa 7 Frà Gianfranco Maria Chiti è sempre presente Le navi dei Granatieri Tre foto una storia da gennaio - marzo 2006

3 Non ristare N on ristare è il motto di una Scuola d Arma dell Esercito ormai trasformata e assorbita in un organismo più ampio nel corso di una delle tante ristrutturazioni della nostra Forza Armata. Non ristare, non indugiare sui risultati conseguiti, aspirare ad evolversi e a migliorare debbono essere il motto di qualsiasi organismo desideroso di essere fattivo e vitale. Non ristare vuole perciò essere un indicazione, un impegno, un monito anche per noi. Si è appena concluso il Consiglio Nazionale 2006, particolarmente importante perché collegato al rinnovo triennale degli incarichi di Presidenza. Nel giro degli ultimi mesi anche vari Centri Regionali avevano eletto il loro Presidente. Ci attende ora un periodo di consolidamento che non può però tradursi in un sedersi sugli allori ma deve anzi essere di stimolo per iniziative ed attività all altezza delle nostre indubbie capacità. Il Consiglio Nazionale di quest anno è stato un vero successo, per la compostezza che lo ha caratterizzato e per lo spirito di solidarietà che ha espresso. E questo è certamente motivo di piena e comune soddisfazione per tutti noi. Un ringraziamento sentito va a tutti i Consiglieri Nazionali che hanno lasciato la carica per il normale avvicendamento che scaturisce dalle elezioni. Le scelte imposte dalle alternative che si sono configurate hanno comportato qualche inevitabile rinuncia. In particolare, un grato, affettuoso saluto va al Consigliere Guido Tamburini che si era dedicato con grande impegno e con ottimi risultati alla elaborazione di un documento di bilancio finalmente oggetto di generale consenso. La sua assenza lascia indubbiamente un vuoto che cercheremo di colmare, nella speranza di non andare più incontro ai trascorsi malintesi (peraltro, lo ripeto, sempre di carattere esclusivamente formale). Un espressione di immutata e devota stima va altresì al Presidente Emerito generale Di Nardo che nel corso dell assemblea ha voluto chiarire alcuni aspetti del suo trascorso mandato ed al quale chiediamo affettuosamente scusa per involontarie espressioni che possono essergli dispiaciute e che certo non intendevano in Mario Buscemi alcun modo inficiare la sua prestigiosa immagine di dodecennale Presidente Nazionale da tutti rispettato e benvoluto. Un augurio di buon lavoro ai nuovi eletti e di buona prosecuzione nell attività dell Associazione a coloro che sono stati confermati. Il futuro che ci attende non è facile e non si vedono grandi prospettive di cambiamento. Le difficoltà che presenta la vita delle Associazioni d Arma sono a tutti ben note. La funzione di Assoarma, che si sperava offrisse positive aperture, è purtroppo ostacolata da ricorrenti difficoltà. Il numero dei soci che ci lasciano per... limiti di età è sempre purtroppo rilevante. L attenzione della società civile verso le questioni militari continua ad essere piuttosto tiepida. Ma noi, non vogliamo rassegnarci e non vogliamo sentirci travolti. Si è visto che siamo consapevolmente uniti nell intento di tener vive le nostre tradizioni e di celebrarne il valore in ogni circostanza. Qualche Amministrazione comunale ci è vicina e ci sostiene, surrogando così il carente supporto delle Autorità Centrali. Il Comando brigata Granatieri ed il 1 reggimento, fanno di tutto per esserci d aiuto in ogni circostanza. I giovani granatieri in armi, o recentemente congedati, si mostrano, di tanto in tanto, interessati a noi e potrebbero essere linfa vitale per il futuro. Il nostro giornale è certamente fra i migliori nel suo genere e contribuisce, validamente, a tener alta l immagine dei Granatieri e a farci sentire parte di un tutto solido ed omogeneo. Molti Presidenti Regionali, Provinciali e di Sezione si distinguono per attivismo e spirito d iniziativa. C è da sperare che gli altri sappiano trarre utili ammaestramenti dal loro esempio La consapevolezza di rappresentare un valido punto di riferimento fra tutte le Associazioni d Arma minori, la stima ed il rispetto che ci circondano, lo spirito di solidarietà che ci caratterizza sono i punti di forza del nostro sodalizio. Su questi valori obiettivi di cui ci sentiamo orgogliosi dobbiamo fare affidamento per Non ristare e tener alto, con immutato spirito ed entusiasmo, il nostro antico impegno granatieresco. L EDITORIALE ELEZIONI PER LA NOMINA DEI VERTICI NAZIONALI Il giorno 16 febbraio 2006, presso il Comando della Brigata Granatieri di Sardegna, il Consiglio Nazionale dell Associazione per procedere all elezione dei Dirigenti nazionali che resteranno in carica per il prossimo triennio. Dalla consultazione elettorale, fra i Presidenti regionali (assenti Bombonato per il Trentino-Alto Adige e Galluccio per la Sicilia), effettuata secondo i dettami del Regolamento, sono risultati eletti: PRESIDENTE ONORARIO: onorevole Lino Fornale PRESIDENTE NAZIONALE: generale Mario Buscemi VICE PRESIDENTE NAZIONALE: professor Gianfranco Imperatori SEGREGRETARIO NAZIONALE: generale Antonio Lattanzio CONSIGLIERI NAZIONALI: granatieri: Corrado Trambusti, Gian Maria Setti Carraro, Antonino Torre, Roberto Santelli PRES. COLLEGIO PROBI VIRI: dottor Giancarlo Quattrini PRES. COLLEGIO REVISORI DEI CONTI: ragionier Roberto Ottaviani PRES. CENTRO STUDI: generale Roberto Di Nardo A TUTTI I GRANATIERI, ELETTI O CONFERMATI, I PIU SENTITI AUGURI DELLA REDAZIONE gennaio - marzo

4 ATTUALITA Il Generale Emilio Frisaldi è andato avanti Era stato, fra l altro, il primo comandante del IV battaglione meccanizzato Granatieri di Sardegna Il 4 gennaio 2006, è venuto a mancare all affetto dei suoi cari e di quanti, in particolare Granatieri, ebbero la fortuna e l onore di conoscerlo. Era nato a Roma, il 19 dicembre 1918 e iniziò la carriera delle armi nell ottobre del 1935, quando entrò, quale allievo del corso Masotto, nella Scuola Militare di Milano, da poco riaperta. Assegnato, subito dopo l Accademia, al 1 reggimento Granatieri di Sardegna, partecipò con valore a tutti gli eventi bellici che interessarono tale unità. Lo troviamo, infatti, appena promosso sottotenente, sul Fronte Occidentale e, subito dopo la Scuola di Applicazione, in Slovenia con il II battaglione dove fu ferito e meritò, per il suo comportamento, una Medaglia di bronzo al Valor Militare. Dopo un lungo periodo di cure mediche e di licenze di convalescenza, riprese servizio presso la Scuola Militare di Roma dove rimase, come insegnante, fino alla dichiarazione dell armistizio. Dopo i tragici fatti dell 8 settembre, partecipò, da volontario, alla Guerra di liberazione, nel III battaglione granatieri dell 88 reggimento del Gruppo di Combattimento Friuli. Egli prese parte, con l incarico di comandante di compagnia, a tutte le operazioni belliche che dal Sannio, portarono i Friuli, alla liberazione di Bologna. La sua carriera, in tempo di pace, ultimata con il conseguimento del grado di generale di C.A, a titolo onorifico, lo vide impegnato sia in incarichi presso la Specialità granatieri sia, in quanto brevettato Osservatore dall aeroplano,.nell allora neo-costituita Aviazione Leggera dell Esercito. Nel grado di tenente colonnello, ebbe la ventura di essere il primo comandante del IV battaglione meccanizzato Granatieri di Sardegna, costituito nella Caserma Gandin il 1 febbraio del 1963 e trasferito, con l arrivo dei carri armati M 47 in sostituzione di quelli M 24 in dotazione alle compagnie meccanizzate, nella sede di Civitavecchia. Fu sua, fra l altro, l idea di dotare i granatieri meccanizzati, in similitudine con quanto in uso nei reparti di volo, del foulard rosso-bianco che, successivamente, fu adottato da tutti gli altri reparti. Chi lo conobbe, ricorda la sua figura elegante e distinta, il tratto gentile nei confronti dei dipendenti e l altissima professionalità, tutte doti che facevano di lui un ufficiale di vecchio stampo - come dovrebbero ancora essere, i veri ufficiali dei Granatieri di Sardegna. RICORDO DI PADRE GIANFRANCO MARIA CHITI NEL GIORNO DELLA SUA NASCITA Su iniziativa della nostra Sezione di Pesaro-Urbino, è stato organizzato un Raduno interregionale. da tenersi a Pesaro, nei giorni 5, 6 e 7 maggio prossimi, per ricordare e onorare la figura di Padre Gianfranco Chiti, nell anniversario della sua nascita, avvenuta il 6 maggio del 1921 e che riposa proprio a Pesaro, città in cui stabilì la residenza il padre Giovanni, presso la tomba di famiglia. Il Raduno prevede un denso programma di attività, anche di tipo culturale e turistico, che culmineranno il giorno 7 maggio con una sfilata dei partecipanti nelle vie cittadine, la Santa Messa presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, la visita alla tomba di Padre Chiti presso il Camposanto comunale dove avrà luogo la commemorazione vera e propria, e il convivio associativo presso un noto ristorante di Gradara. Per avere informazioni dettagliate sul Raduno, anche per quanto riferito ai costi, informazioni che, sono reperibili, comunque, presso tutte Sezioni ANGS, ci si può rivolgere telefonicamente, dalle ore 18 alle ore 20, ai seguenti granatieri che fanno parte del Comitato organizzatore: GIORGINI tel FRANCOLINI tel BORGHI tel SIROTTI tel Le informazioni sulle sistemazioni alberghiere, invece, possono essere richieste all Agenzia convenzionata EVEN- TOUR, chiedendo di Fabio al numero o, al FAX Dalle ore 14 del 5 maggio, entrerà in funzione una Segreteria del Raduno, presso L Associazione Albergatori Pesaresi, situata al Viale della Repubblica, 46 di Pesaro e provvista di telefono n gennaio - marzo 2006

5 La grande uniforme speciale dei Granatieri Per i servizi di rappresentanza e d onore la Specialità dispone di una bellissima uniforme A metà degli anni ottanta del secolo scorso, quando la Brigata era comandata dal generale Buscemi, i Granatieri di Sardegna hanno ricevuto in dotazione, per iniziativa dell allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, una bellissima uniforme caratterizzata dall alto colbacco di pelo nero. In effetto il modello, pur ispirandosi all uniforme utilizzata dai granatieri durante la prima guerra d indipendenza (Goito 1848), si discosta da quella in molti particolari: è stata praticamente attualizzata. In quel particolare momento si verificò nell Esercito un fatto veramente importante dal punto di vista uniformologico: oltre all Arma dei Carabinieri che diponeva da sempre di un uniforme speciale di colore nero e con il classico copricapo a lucerna ornato da un pennacchio rosso e blu, una Specilità della Fanteria quella dei Granatieri veniva dotata di un analoga uniforme da usarsi, prevalentemente, nei servizi di rappresentanza. Venne così a finire quello che potremmo definire il monopolio uniformologico dei Carabinieri. Quasi contemporaneamente, il reggimento Lancieri di Montebello (8 ) - in organico alla nostra Brigata - adottò una altrettanto bella uniforme che si rifaceva a quella in uso nei reparti di cavalleria sul finire del 800. Da quel periodo ad oggi, i Granatieri ed i Lancieri, vincendo molte resistenze e, ma si diciamolo, invidie interne alla nostra Forza Armata (sigh!), hanno iniziato ad indossare sempre più spesso queste uniformi in moltissime cerimonie ed occasioni. Purtroppo, a livello di regolamenti sull uso delle uniformi, lo Stato Maggiore dell Esercito non ha mai provveduto ad inserire tali uniformi, ritenute impropriamente troppo spesso storiche tra quelle che si possono utilizzare nel corso delle cerimonie di maggiore risonanza anche mediatica. In pratica, le unità dell Esercito hanno diritto ad indossare soltanto l uniforme kaki con anfibi e cinturone, meglio nota come SAI3 o SAE3 (Servizi Armati I = Invernale; E = Estiva). Spesso i Granatieri e i Lancieri indossano, però, la loro GUS (Grande Uniforme Speciale) forzando il protocollo del cerimoniale. Tutto questo avviene mentre i più dinamici e intraprendenti Carabinieri, divenuti di recente la quarta Forza Armata italiana, si sono dotati di un regolamento sull uso delle uniformi che pone in primissimo piano l impiego della loro GUS. In attesa che lo Stato Maggiore dell Esercito emani disposizioni intese a dare definitivamente e finalmente la dignità regolamentare che merita la GUS dei Granatieri e dei Lancieri - ovvero dei Reggimenti di rappresentanza della Forza Armata a Roma - poniamo all attenzione dei lettori il fatto che il Presidente del Consiglio, amante dell estetica e profondo conoscitore delle strategie di comunicazione mediatica, ha esplicitamente disposto che gli onori militari protocollari, previsti in occasione delle visite di autorità politiche straniere, presso palazzo Chigi o villa Madama in Roma - sedi istituzionali del Governo - siano forniti esclusivamente dai Granatieri, dai Lancieri e dai Carabinieri. Il motivo di questo deciso intervento del presidente del consiglio deve essere ricondotto al fatto che tutti e tre i Corpi citati possiedono le loro splendide Grandi Uniformi Speciali che danno risalto all Italia e alle sue Forze Armate e costituiscono uno spettacolare biglietto da visita per gli ospiti stranieri. Siamo in piena campagna elettorale e questo articolo non vuole contravvenire in alcun modo al dettato dello Statuto associativo che vieta l attività politica. La foto, presa dal quotidiano nazionale Il resto del carlino del 26 gennaio 2006, non vuole quindi essere uno spot elettoralistico (la rivista, peraltro, arriverà ai lettori dopo le elezioni politiche), ma solo lo spunto per far risaltare il favore con cui il vertice politico dello Stato guarda alla nostra Specialità ed alla nostra bella, imponente ed elegante Grande Uniforme Speciale. emanuel ATTUALITA gennaio - marzo

6 ATTUALITA Un granatiere alle Olimpiadi E state 2004: aderisco all appello del Comitato Organizzatore dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino, appello rivolto tra gli altri anche alla Sezione ANGS, per reperire i volontari necessari allo svolgimento dell evento. Febbraio 2006: dopo un lungo iter di selezioni, colloqui, corsi teorici e pratici... siamo finalmente pronti! Sono stato assegnato, per le mie caratteristiche e per la conoscenza della lingua inglese, al VCC, sigla misteriosa che sta a significare Centro di Comunicazione e Controllo di sito olimpico. Il mio sito in questione è il comprensorio del Lingotto : dovrò coordinare il buon funzionamento del Centro Media ( giornalisti da tutto il mondo), dell Oval (l impianto che ospita il pattinaggio di velocità, teatro dell imprese di Enrico Fabris) e degli Hotels a 5 stelle, dove alloggiano i grandi capi del CIO e i loro ospiti mondiali... AIUTO! L emozione (e un pò di timore) è tanta, ma indosso con fierezza la mia uniforme di Volontario, con bene in vista sul petto la placchetta granatina e il caro foulard bianco-rosso al collo. Fin dal primo turno di servizio vedo che i Volontari degli Alpini Una Giubba Rossa di casa Canadà, fra il Volontario Ferro e il Presidente della Sezione ANGS, Valter Costamagna. Il plotone Guardie del Gruppo Pietro Micca, comandato dal nostro Costamagna, ha assicurato una importante presenza granatieresca, che è stata riportata ampiamente dalle riprese televisive, nella cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici. inalberano il loro tipico cappello, cui rispondo subito con il mio basco con granata! Immediata la curiosità di tutti e l immancabile domanda: «Sei un Carabiniere?». I Carabinieri - quelli veri addetti ai controlli di sicurezza agli ingressi, invece, fraternizzano subito e mi accolgono ogni mattina con un sorriso e quattro chiacchiere. Quanti ricordi belli, commoventi, divertenti o faticosi mi vengono alla mente ora che l Olimpiade è finita... con un pò di nostalgia, guardo il braciere olimpico spento, là dove, per 16 giorni e notti, ha bruciato alto nel cielo di Torino il fuoco sacro agli antichi. E mi rendo conto della fortuna di aver vissuto un esperienza unica, indimenticabile, che lascia il segno nel cuore: la stessa sensazione forte e bella di quando, tanti anni or sono, ebbi l onore e la gioia di indossare i Bianchi Alamari... Granatiere per sempre, Volontario per sempre! Pier Andrea Ferro Lettere al Direttore Il granatiere Pietro Antonio Piroli all epoca del servizio militare nei Balcani Gentile Direttore, con un ritardo causato da una serie di motivi che sarebbe troppo lungo elencare, intendo ricordare la scomparsa di mio padre, il granatiere Piero Antonio Piroli classe avvenuta il 9 settembre del Egli, combattente della 2ª Guerra mondiale, apparteneva al 2 reggimento Granatieri di Sardegna reggimento verso il quale, anche in pace e per tutta la vita, non ha mai cessato spiritualmente di appartenere. Papà, come del resto tanti altri Granatieri, si era comportato con valore sul difficile fronte dei Balcani; lo testimoniano, infatti, le due Croci di guerra che seppe guadagnarsi. Notevole fu inoltre il suo impegno nell Associazione dove, per tanti anni, rivestì la carica di Presidente della Sezione di Ceccano. Mi rimane difficile descrivere, da figlio, le sue innumerevoli qualità umane, qualità che, comunque, conservo nel mio cuore e che sostengono il cammino della mia vita. Questa lettera è un atto d amore al più grande dei miei eroi affinché venga ricordato dagli uomini che apprezzava di più e che sono stati fonte d orgoglio per tutta la sua vita: i Granatieri di Sardegna che, con l occasione, ringrazio per quello che hanno significato per mio padre e per quanto ancora significano per me. granatiere Antonio Piroli - Ceccano Caro Antonio, eccoti accontetato. 6 gennaio - marzo 2006

7 PREMI ALLE SEZIONI PIU ATTIVE SUL PIANO DEL PROSELITISMO Il Comitato Centrale ANGS, allo scopo di dare un maggiore impulso all attività di proselitismo svolta dalle Sezioni, ha deliberato di istituire due forme di sostegno economico, a riconoscimento di tale attività. Esse consisteranno: Nell abbuono, per il primo anno, delle quote di iscrizione degli eventuali nuovi granatieri che dovessero essere reclutati ; In un premio in denaro, da definirsi a fine anno sulla base delle risorse economiche disponibili, per le prime 5 Sezioni che avranno un maggiore incremento percentuale del numero degli iscritti rispetto all anno La forza dell Associazione è data anche dal numero degli iscritti. Ognuno di noi può diventare un protagonista, anche trovando un solo nuovo socio, nell attività di potenziamento associativo. UNA TAVOLA ROTONDA PER RICORDARE PADRE GIANFRANCO MARIA CHITI Su iniziativa della Sezione di Roma, il giorno 5 maggio 2006, alle ore 18.00, presso il Salone d Onore del Museo Storico, gentilmente messo a disposizione del Comando della Brigata Granatieri, si terrà una Tavola rotonda dal titolo: Un uomo, un soldato, un frate. Lo scopo è quello di ricordare, nell anniversario della sua nascita avvenuta il 6 maggio del 1921, la figura di questo grande personaggio che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del Corpo dei Granatieri e nella vita di quanti ebbero la fortuna e il privilegio di conoscerlo. Il programma prevede una rievocazione, del periodo che va dall ingresso nella Scuola Militare alla sua morte, fatta da personaggi che con lui condivisero le vicissitudini della vita e che, quindi, possono fornirne delle valide e probanti testimonianze. ATTUALITA IL 90 ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI MONTE CENGIO Il pellegrinaggio annuale di Monte Cengio, quest anno, sarà celebrato il giorno 11 giugno (seconda domenica del mese) e sarà particolarmente importante e solenne ricorrendo il 90 anniversario dell epica battaglia del maggio-giugno Il Comitato della Zona Sacra sta già predisponendo l organizzazione e il suo Presidente, il granatiere onorevole Lino Fornale, si è incontrato a Roma con il generale Venci e con il Comandante del 1 Reggimento che hanno assicurato la loro presenza e quella della Bandiera di guerra del reggimento, decorata di Medaglia d Oro al V.M. proprio per i combattimenti Cartolina del salto del granatiere sul Cengio, a Cesuna e Roana, accompagnata da una nutrita rappresentanza di ufficiali, sottufficiali e granatieri del reggimento. Alla manifestazione sono invitati, fin d ora, i Centri Regionali e le Sezioni ANGS del Centro e Nord Italia. Il Comitato si prepara ad accogliere non meno di 500 soci ANGS con il Presidente nazionale Buscemi, oltre ai generali Simone, Corrado, Canarile, Torre ed i Sindaci dei comuni che, nel 1916, furono interessati dai combattimenti e cioè: Cogollo del Cengio, Roana, Caltrano.Il programma del pellegrinaggio prevede l apertura con l alzabandiera, l celebrazione della Santa Messa, il discorso celebrativo, la cerimonia di onore ai Caduti che, fra mattina e pomeriggio, prevede la deposizione di corone d alloro: ai piedi del cippo delle Medaglie d Oro situato nella Chiesa Votiva, al Piazzale del Saldo del Granatiere, alla lapide, infine, di quota 1152 che ricorda le gesta di Bignami, Samoggia e Capocci. Il tradizionale pranzo sociale si terrà alle ore 12,30 in alcuni ristoranti di Cesuna. L occasione sarà particolarmente propizia per festeggiare anche i 90 anni del granatiere Lino Fornale, nato proprio gli stessi giorni in cui i nostri anziani si coprivano di gloria sul Cengio. gennaio - marzo

8 LA STORIA Micheli ed El Alamein Se un «mal d Africa» veramente esiste come molti affermano, il nostro Sergio Micheli di Grosseto ne è afflitto in maniera inguaribile. Egli, infatti, già da tanti anni, affrontando i disagi e le fatiche derivanti dal lungo viaggio ed il clima non certo salutare del posto, trova ogni occasione per recarsi ad El Alamein, da quelle parti cioè, dove giovane e aitante Granatiere si trovò a cercare di contrastare, fino all estremo lembo della Tunisia, agli ordini dell eroico Gervasoni e con armi del tutto impari,. l avanzata di quella che veniva definita la Perfida Albione. Anche quest anno, è ritornato nei luoghi dell immane La targa che ricorda il valore dei Granatieri del IV controcarro Il 30 ottobre 1960 fu inaugurato, a San Polo di Monfalcone, presso il confine di Ronchi, un monumento in onore del poeta-comandante Gabriele D Annunzio, consistente in una bellissima stele. Lo scopo era quello di ricordare il 12 settembre 1919, quando il Vate, insieme con un manipolo di Volontari, procedette alla volta di Fiume italiana. Finora, purtroppo, è stato taciuto che i detti Volontari erano Granatieri del II battaglione del 2 reggimento Granatieri di Sardegna, forse, poiché si trattò di un «indubbio doloroso incrinamento alla disciplina militare, che però si confuse in un movimento generoso che valse a far si che il confine d Italia fosse poi al Monte Nevoso e al Quarnaro», come affermò il generale Renato Castagnoli nel libro: I granatieri di Sardega, Quei Volontari granatieri erano capeggiati da 7 giovane ufficiali subalterni sempre dei granatieri che avevano giurato a Ronchi di liberare Fiume per assicurarla all Italia. Essi, infatti, sono passati alla storia come i Giurati di Ronchi i loro nomi erano: Riccardo Frasetto, Carlo Grandjaguet, Rodolfo Cianchetti, Carlo Adami, Vittorio Rusconi, Lambrto Ciatti, Enrico Bricchetti; loro comandante di battaglione era il maggiore, conte Carlo Reina. Questa è l ora nella quale, dopo ben 87 anni, la verità storica deve essere affermata a voce piena sotto la luce del sole, e cioè, che i promotori e i Sergio Micheli con giovani sottufficiali della Marina Militare battaglia, forse per rinnovare la sabbia che, da allora, gli è rimasta nelle orecchie. Sergio, da bravo granatiere quale é, ci ha inviato una breve relazione corredata dalle fotografie che pubblichiamo. (La targa che ricorda i Granatieri è stata recuperata dal nostro Direttore nei magazzini del Sacrario e ora fa bella mostra di sè nella parete destra dell atrio d ingresso dove fu posizionata dallo stesso Direttore nel momento in cui era stato incaricato di ristrutturare il Museo della Battaglia - n.d.r.) Ancora omissioni nella storia di Fiume protagonisti di quei fatti furono i Granatieri di Sardegna. D Annunzio, in effetti, fu messo alla testa dei Granatieri poiché era un simbolo e poteva assicurare l impunità quale decorato di Medaglia d Oro al Valor Militare. Pertanto, ormai è necessario che ciò si sappia da parte di tutti, iniziando, magari, a far risultare sul suddetto monumento commemorativo che quelli che sono stati definiti, genericamente, volontari, in effetti erano Granatieri. Giovanni Scarpelli (n.d.r.) Altra figura di spicco dei Granatieri, nella vicenda Fiumana, fu quella del tenente pluridecorato (n. 3 MAVM) Fulvio Balisti che, a Fiume, era il capo della Segreteria di D Annunzio e successivamente, durante il secondo conflitto mondiale, fu il Comandante di un battaglione del reggimento del Regio Esercito Giovani Fascisti, quel reggimento che si coprì di gloria a Bir el Gobi. 8 gennaio - marzo 2006

9 Guido Ferracci, incontri nel giorno del saluto M olta gente nella Chiesa di San Mattia per l estremo saluto al fedele Guido Ferrucci, amico del parroco don Mario; si conoscevano bene e si stimavano. La fede si esprime in varie maniere, come il dolore, che non si può nascondere. Ti ritrovi, un certo momento, davanti al traguardo e solo quel filo di lana ti separa dalla fine. Che non ti aspetti, anche se sai che è là dietro, anzi là davanti. Devi passare e l ultimo sforzo non ti basta; forse neppure vuoi provarci, perché è inutile andare contro le grandi decisioni. E così che sta scritto. Come quel giorno in Grecia si era in piena guerra quando una granata ti sfracellò la clavicola destra e tu stesso ti trovasti ad aiutare il chirurgo, che ti stava asportando gli ormai inutili frammenti. Dopo una lunga esistenza, da Pontedera a Roma, passando per mezzo mondo, ma, soprattutto, per Viterbo e tutte le iniziali vicende della Compagnia Volontari Universitari del 3 Granatieri di Sardegna (e di Albania), il Sottotenente Ferrucci se ne è andato. E dopo la Grecia, dopo la mutilazione, continuò il suo servizio come sminatore, tanto che a Ponte Milvio dovrebbero metterci un segno a ricordo dei gravi pericoli cui si sottopose. Non ne teneva l obbligo, ma non avrebbe fatto parte di quella Compagnia se non avesse avuto quella volontà e quel coraggio. Anche le guerre hanno un termine, così Ferrucci poté portare a termine gli studi con una laurea in economia e commercio, che doveva portarlo anche alla libera docenza di statistica all Università Pro Deo. Nel resto della vita, divise il suo tempo tra l Istituto Centrale di Statistica, dove era entrato per concorso e dove ricoprì la carica d Ispettore Generale e poi Direttore Generale ad interim, operando fino al Fu attivo nelle diverse Commissioni della FAO, spostandosi così a Ginevra, per seguire l importante incarico. Ma si stava preparando per la seconda, e non meno importante, parte della sua vita: lo sport e le soddisfazioni raccolte non furono poche: il CONI lo premiò con le stelle di bronzo e d argento e, poi, con quella d oro al Merito sportivo. La sua passione era il nuoto e fu presidente della Roma Nuoto e del Comitato regionale laziale della Federazione Italiana di nuoto e poi componente del mondo dei Giudici Sportivi, sino al rango internazionale. Anche il Panathlon Club lo ebbe per molti anni al vertice, ed il dottor Roberti, che è di Pola, lo volle ricordare nel giorno del saluto. Lungo e doveroso, sarebbe ricordare, nel particolare, tutte le sue benemerenze, i riconoscimenti ricevuti e gli incarichi ricoperti, tra i quali quelli di Consigliere Nazionale dell Accademia Olimpica Nazionale Italiana e di Socio onorario dell Associazione Nazionale Atleti Azzurri d Italia. Insomma, idealmente sugli attenti nel ricordare questo nostro Granatiere che se ne è andato, senza arrecare disturbo, lasciando un grande rimpianto. Ho davanti a me una mia pubblicazione che mi lega a Ferrucci, dedicata alla produzione, consumi, importexport delle bevande alcoliche, che abbracciava tutto il mondo, con qualche difficoltà nel reperire i dati dalla Cina e dall URSS, avuti per dispetto fra i due. Avevamo rappresentavo un Associazione d Industriali l obbligo, per legge, di far pervenire all ISTAT, mi sembra ogni tre mesi, tutti i dati del settore. Ma, l Istituto non ce la faceva mai a restituirli nella globalità, con una cadenza che andasse oltre l interesse storico. Era stato così che mi ero arrabbiato e che, a suon di protestare, ero pervenuto a quei vertici. Immaginarsi la reciproca sorpresa e la litigata finì sul nascere. Il Signor Dirigente (Ferrucci) mi accoglieva in portineria, tra lo stupore del personale e poi, a discutere nel suo ufficio. Ricambiavo con la cessione, gratuita s intende, dei dati che raccoglievo, via via, tra Dusseldorf e Bruxelles, Wiesbaden e Barcellona, mettendo insieme colonne di cifre da far invidia al suo Istituto. Quanti altri amici, tutti a lavorare onestamente e duro e gli Alamari d argento a farci compagnia e guida. Ferrucci divenne Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della nostra Associazione ed eravamo in diversi, della Compagnia, a ricoprire incarichi. Perché, Granatieri un giorno, Granatieri per tutta la vita. Ciao Guido, arrivedersi. Luigi Papo de Montona LA STORIA CHI E IL GRANATIERE? Una sera d autunno del 1961, verso le ore 23, un giovane granatiere abruzzese, figlio di un granatiere degli anni 20 del secolo scorso, al rientro dalla libera uscita, sta meditabondo seduto sull autobus diretto a Pietralata, ove è acquartierato nella caserma Gandin il 1 reggimento Granatieri di Sardegna, al quale appartiene per il servizio di leva. Alla penultima fermata, sale velocemente sull automezzo il maggiore Gianfranco Chiti, suo diretto superiore. Il giovane granatiere, a quella vista, scatta in piedi sull attenti e saluta impeccabilmente, ma resta evidentemente imbarazzato dall occhiata penetrante dell alto ufficiale del quale conosce bene la severità e il rigido formalismo. L ufficiale, però, resosi conto dell imbarazzo che aveva prodotto con la sua presenza, ammansisce bonariamente il baldo giovane dicendogli, con pronuncia tagliente: «Tu non sei uno qualsiasi. Sei più di un uomo. Tu sei un Granatiere!». Quel non più giovane, ma pur sempre granatiere, non ha mai dimenticato quell ufficiale e il suo monito ed è orgoglioso della formazione ricevuta nei reparti Granatieri. Si tratta del professor Mario Miscia di Chieti, nostro socio da sempre. relata refero di Giovanni Scarpelli gennaio - marzo

10 LA STORIA Fausto Pesci, leggendario Granatiere del cielo P adre Gianfranco Chiti, all epoca in cui militava nel Reggimento Granatieri, ebbe modo di dire ad un ufficiale del reggimento che voleva andare nei Paracadutisti: «Vai pure senza rammarico, tanto i Granatieri hanno costituito, da sempre, la linfa vitale di tutti gli altri Corpi e Specialità». La storia del capitano Pesci è la prova di quanto fosse vera tale affermazione. Il testo che segue è stato tratto da un articolo scritto per una cerimonia svoltasi il 28 marzo 1972, presso l aeroporto militare di Bologna in occasione dello scoprimento del busto in bronzo del capitano Pesci, ora conservato presso il Museo dell A.M. di Vigna di Valle (RM). Ringraziamo il Presidente Roberto Padovani per averci inviato la foto e il testo. Fausto Pesci, di nobile lignaggio, ascrisse a proprio onore l aver raggiunto il grado di capitano, provenendo, come si suol dire, dalla gavetta. I genitori lo educarono, fin da giovinetto, al culto della Patria. Nel 1902, soldato volontario nel 2 reggimento Granatieri di Sardegna, rivestì il grado di caporale, di sergente, di sergente maggiore, dopodiché, il 4 settembre 1908 (il destino volle fatalità delle date! immolarlo esattamente otto anni dopo la nomina a sottotenente), riceveva le spalline da ufficiale. Nel novembre del 1914 conseguì la laurea in scienze politiche e coloniali presso l Istituto Superiore di Studi Commerciali e Amministrativi di Roma. Partì subito per la Tripolitania, dove meritò le prime ricompense al valore militare. Assegnato al battaglione Aviatori il 1 maggio 1915, frequentò un breve corso di osservazione aerea. Promosso capitano, il 13 giugno 1915, raggiunse il territorio dichiarato in stato di guerra, dove ebbe modo di mettere in luce le sue intrepide doti di generoso combattente del cielo. Sul fronte greco-albanese, dove venne successivamente assegnato, assunse il comando della 34ª squadriglia aviatori,di stanza a Valona. Due episodi di caratterizzante coraggio e nobiltà d animo, meritano di essere ricordati. In Albania, l?alto Comando Militare italiano è ha conoscenza che, nei presi di Punta Samana, gli austriaci hanno fatto approntare, in tutto segreto, importanti depositi di combustibili e di munizioni, per rifornire la propria flotta che opera nel Basso Adriatico e decide di tentarne, con un colpo di mano, la distruzione. Il temerario incarico viene affidato, per fiduciosa scelta di sereno arditismo e di provata capacità combattiva, agli aviatori della base aerea di Valona. Ed ecco come la motivazione della medaglia d argento al V.M., tributata, sul campo con Sovrano motu-proprio, agli ufficiali che hanno partecipato all impresa, sintetizza l esaltante momento di un azione che sbigottì lo stesso nemico, impreparato e sgomento di fronte a tanta incredibile audacia: «Il 1 aprile 1916 ammarò con il suo idroplano sulla costa albanese. Unitamente ad altri ufficiali, partecipò ad un ardita incursione su Punta Samana. Raggiunta risolutamente la stazione locale, la incendiò, unitamente ai baraccamenti militari, mentre la forza nemica si dava alla fuga. Appiccò il fuoco agli adiacenti depositi di munizioni e di combustibili, facendoli saltare. Distrutto il pontile, riprese il volo per raggiungere, incolume, la base italiana di Valona». Un altra volta sfidò la rabbiosa reazione contraerea austro-ungarica per lanciare, utilizzando il suo lento e ingombrante Farman, un messaggio sulla base nemica di Fieri: era un messaggio di solidarietà umana. Avvertiva che il tenente Kukler era stato abbattuto dai cannoni della Marina Militare italiana e che il suo corpo era stato recuperato in mare e che ad esso, gli aviatori italiani avevano reso l onore delle armi. Il destino volle che, proprio sul cielo di quella base nemica, violata per una missione d amore, venisse successivamente colpito dalle armi di bordo del tenente dalmata Lukas, in un duello sostenuto contro i più maneggevoli Coboldi, i più veloci caccia della croce Coburgo-Gotha. Gli avversari della compagnia austro-ungarica, memori del gesto cavalleresco del capitano Pesci, lanciarono a loro volta un aviomessaggio su Valona, per comunicare al nostro comando la ferale notizia della sua tragica fine. Il nemico rese al capitano Pesci l onore delle armi, non solo, ma dispose che alla sua memoria venisse eretta, nel piccolo cimitero militare di Fieri, una stele sepolcrare, ad esempio e glori sempiterna dell aviatore italiano. Cinque medaglie d argento, due di bronzo al V.M. e un encomio solenne, sono il compendio di una vita dedicata alla Patria.... Il poeta Guido Contini, in un ode a lui dedicata, scrisse: «Fausto Pesci, nobile cavaliere del cielo, levitasti gli Alamari d argento sulle perigliose rotte nemiche...» 10 gennaio - marzo 2006

11 Magia e fascino dell uniforme Dai ricordi di Alba Maria Mendico Roma 17 febbraio 2006 la Basilica di Santa Maria degli Angeli, gremita d autorità civili e militari e di tanta folla commossa. Si celebra la solenne Messa funebre dedicata a don Alberto Genovese, duca di San Pietro, come da lui voluto per testamento e munifico lascito fatto, nel 1776, al proprio reggimento. Una cerimonia che si ripete ogni anno e che ogni volta sorprende ed emoziona. Il 1 reggimento Granatieri, con il proprio comandante, impeccabile nella Grande Uniforme Speciale, è presente. Sfilerà, poi, con la sua gloriosa Bandiera rendendo gli onori alle autorità e al pubblico che assiste alla Messa, dinanzi alla Basilica. Uno spettacolo che è ormai difficile vedere nelle vie delle nostre città. Tanti militari, tante uniformi, tanta dignità e compostezza. E il mio pensiero è andato a ritroso nel tempo. Avevano le mani incallite per il duro lavoro nei campi e nei boschi, quei giovani di Gerano, sempre a maneggiar zappa e vanga, accetta e sega. Quando avrebbero potuto avere qualcosa di diverso, fare nuove esperienze? Tornavano a casa stanchi e la sera non avevano di che distrarsi. In paese non c era che un caffé e qualche osteria. Ma non avevano soldi per frequentarli. Allora? C era solo da sperare che arrivasse la data della leva. Cosa rappresentava per loro, oltre l impegno militare, quel manifesto che chiamava «i nati nell anno...», dove figurava il loro nome? Sicuramente, poter uscire fuori dai confini del paese, raggiungere il Distretto Militare e perciò fare un viaggio, vedere altri luoghi, conoscere nuove persone. Così, quando finalmente arrivava il loro turno, prendevano animo e voce e percorrevano almeno cinque, dieci volte, le strade del paesino, cantando a squarcia gola: «Addio, mia bella, addio... sul cappello, sul cappello, che noi portiamo... o cappellone, cammina un pò più piano, se no la mamma ci sentirà...» e continuavano con le canzoni che già erano state dei loro padri. Io li ricordo così, i coscritti di Gerano. Correvo a vederli dal balcone quando passavano sotto la nostra casa. Capitava, anche, che qualcuno venisse su a salutarci. Mia madre, allora, dopo averlo abbracciato, apriva il portamonete e «Prendi diceva ti potranno servire per scrivere qualche cartolina». Dopo pochi mesi, se ottenevano una breve licenza, venivano a farsi vedere in divisa. Sembravano più belli, il sorriso smaliziato, agili e composti, più educati nel parlare. Le mani, però, sempre forti, abituate ad altre fatiche. Quella divisa grigio-verde, con le mostrine di appartenenza e le stellette (già, «le stellette, le stellette che noi portiam, son disciplina di noi soldà...»), aveva operato il miracolo. Se poi, su quelle maniche spesso troppo lunghe o troppo corte e larghe, appariva il primo grado di caporale (una V rossa, mi pare), allora era l apoteosi. Loro facevano conquiste tra le ragazze e i genitori li guardavano con malcelato orgoglio. La situazione era diversa per quei giovani che, per cultura, estrazione sociale, o loro scelta, potevano frequentare le Accademie Militari o i corsi Allievi Ufficiali di Complemento. Loro avevano altri orizzonti ed altre aspirazioni. L uniforme era più ricca, più accurata, ben calibrata e donava loro un fascino al quale soccombevamo un pò tutti. Dignitosi, fieri dei loro fregi e dei loro gradi, passavano per le vie di Roma, quasi sempre convergendo verso il centro e Via Veneto. Eh! Li ricordo quei Granatieri della caserma di Santa Croce in Gerusalemme, quelli di Via Lepanto, dove prestava servizio mi fratello, e quelli del Campo estivo a Gerano; ero ancora bambina! Quando li vedevo marciare, a me veniva in mente la canzoncina che avevo imparato a scuola: «eccoli arrivano, mia mamma cara, le trombe squillano, della fanfara... eccoli passano, marziali e snelli, come son belli, come son belli, ta-ta, ta-ta-ta-ta-ta». Quando però venne la guerra del 1940, che fossero alti, snelli, aitanti o un po dimessi non interessava molto; non si badò più tanto alla loro uniforme, ci avvinceva il loro coraggio, si pensava ai loro sacrifici, alla loro vita in pericolo. Perché tutti quei ragazzi, anche se non elegantissimi, affrontavano gli stessi rischi per amore e onore della Patria e... molti, sicuramente troppi, non ritornarono. A.M.M. LA STORIA gennaio - marzo

12 LETTI PER VOI Dan Brown IL CODICE DA VINCI Mondadori editore Entrare nel merito delle tante speculazioni teologiche, filosofiche e dottrinali, che il libro ha suscitato appare piuttosto arduo. Per capirne di più, però, basterebbe leggere i due articoli pubblicati sul n. 3 e sul n. 5 del Gesù nuovo del 2005, edito dai padri Gesuiti. Nella rubrica Osservatorio religioso, il padre Armando Gargiulo titola: Il Codice da Vinci: accuse e menzogne su Gesù Cristo e la Chiesa, ed ancora: Mania, Codice alla Dan Brown: si stravolge la storia e si offende la religione. Il religioso, per avvalorare la su affermazione, fornisce ampie spiegazioni basate sui testi sacri, antichi, con dovizia di riferimenti storici, citazioni e critiche. Noi, invece, non possiamo che fornire un breve riassunto del romanzesco contenuto del libro di Dan Brown che, per numero di copie vendute, ha riscosso un successo fuori da ogni aspettativa. Dal misterioso omicidio del Curatore del Museo Del Louvre, il professore Iacques Sauniér, inizia per Robert Langdon, professore americano, una serie di disavventure. Complice, Sophie Neveu, nipote del Curatore ucciso, appartenente al corpo di polizia più prestigioso di Parigi. La Monna Lisa, icona e signora del museo, è il primo enigmatico elemento che entra nella vicenda che si svilupperà in una molteplicità di altri posti. Il racconto si basa su un susseguirsi di fughe rocambolesche, nascondigli, inseguimenti, appropriazioni indebite ed altro, che portano i due protagonisti a dare scacco matto a tutti coloro, e sono tanti, che ostacolano la loro ricerca del significato di simboli, scritte, anagrammi, che dovrebbero portare alla scoperta di elementi assai importanti, quali il misterioso Sacro Graal. E non mancano altre morti oscure anche in luoghi sacri. Certamente, gli amanti del simbolismo e del noir, sono attratti da tutti gli elementi simbolici e dai crittogrammi di cui è ricco e abbastanza ripetitivo il libro. In un finale inaspettato e quasi fiabesco, Sophie, dopo tante vicende anche rischiose, ritrova la nonna e il fratello che sapeva scomparsi, da tempo, insieme al resto della sua famiglia e, conseguentemente, cade il velo di mistero di cui è intrisa tutta la trama che, per certi versi, riesce sicuramente ad avvincere il lettore. Non si tratta però di un libro confessionale. Chi ha sempre ammirato L ultima cena di Leonardo, ritenendo che l apostolo che siede alla destra di Gesù sia San Giovanni, rimarrà sconcertato. Apprenderà, invece, che si tratterebbe della Maddalena, moglie dello stesso Gesù, che in Francia gli dette dei discendenti continuando, così, la sua discendenza divina. Maria Maddalena, secondo l autore, sarebbe la raffigurazione dell eterno femminino e questa sua prerogativa, in effetti, sarebbe simboleggiata dal Santo Graal, oggetto di tante ricerche e studi ancora ai giorni nostri. Queste affermazioni, sicuramente, appaiono molto insidiose e quasi blasfeme per i cattolici-cristiani. Il libro, comunque, è ben strutturato in brevi narrazioni di episodi che avvengono in contemporanea, anche se in luoghi diversi. Il comune lettore, pertanto, avverte il bisogno, ogni tanto, di fare il punto per ricollegare il nome dei personaggi ai fatti che vengono narrati. Alba Maria Mendico Sandra Clerici IN VIAGGIO CON IL CARDINALE La compagnia delle Opere editore L Autore, già caporale nel 1 reggimento Granatieri di Sardegna (cont.3 /1966) e attualmente socio della Sezione ANGS di Milano, racconta in 530 pagine e 101 fotografie, la sua esperienza maturata, nei 27 anni e 7 mesi trascorsi, al fianco dell Arcivescovo di Milano, Cardinale Carlo Maria Martini, in qualità di autista e accompagnatore. L idea di trasformare quello che era un vero e proprio diario in un opera letteraria, è stata di don Giuseppe Ponti, Parroco emerito di Trezzano sul Naviglio, paese d origine dell Autore, che ha ritenuto particolarmente interessanti e degne di nota quelle note redatte inizialmente solo per uso personale. Nel libro, in particolare, vengono ricordare le due visite di Papa Giovanni Paolo II a Milano, del 1983 e nel 1984, e si fanno conoscere al lettore, attraverso una serie di episodi riguardanti i numerosi viaggi in Italia e nel mondo dell alto prelato, gli aspetti umani del Cardinale che si è affermato come grande personaggio della chiesa cattolica dei giorni nostri.il libro non è stato stampato a fine di lucro. I ricavati dalla vendita, che superino le spese di stampa e spedizione (26 euro), infatti, saranno devoluti al Patriarca Latino di Gerusalemme per le Opere nella martoriata Terra Santa. Per acquistare il libro ci si può rivolgere a La Serigrafica Via Toscanelli, Buccinasco (MI) tel FAX Chi volesse contattare l Autore, magari per ricordare la naja trascoirsa insieme, invece, può farlo a Via Piave, Rescaldina (MI). 12 gennaio - marzo 2006

13 Cambio di comando alla Caserma Ruffo Il 2 dicembre 2005, presso la Caserma Albanese Ruffo, sede del Reparto Comando e Supporti Tattici della brigata Granatieri di Sardegna, ha avuto luogo la cerimonia del cambio del comando tra il tenente colonnello di artiglieria Francesco Duca, 20 Comandante cedente, ed il tenente colonnello carrista, Paolo Iacullo, 21 Comandante subentrante. Alla cerimonia ha presenziato il generale Antonio Venci, comandante della brigata Granatieri di Sardegna. A scandire i tempi della manifestazione, che ha visto presenti anche i comandanti di diversi Reparti, una folta schiera di personale effettivo alla Brigata, nonché gli invitati dei due Comandanti in avvicendamento, le marce della Musica d Ordinanza del 1 reggimento. Il tenente colonnello Duca, ha lasciato l incarico dopo circa un anno e tre mesi di Comando, prendendo parte, con il Reparto, negli ultimi sei mesi, alla missione Joint Enterprise (Kosovo). Dopo il comando, è stato destinato a prestare servizio presso il Comando ARRC in Rheindhalen (Germania). Il tenente colonnello Paolo Iacullo, invece, appartiene all arma di Cavalleria, specialità Carristi; ha svolto servizio per circa 10 anni presso il 132 Reggimento Carri della Brigata Ariete, glorioso reparto ricco di tradizioni e storia risalenti al secondo conflitto mondiale. Iacullo proviene dallo Stato Maggiore dell Esercito Reparto Logistico, ove ha prestato servizio negli ultimi 8 anni. Ha frequentato il 164 corso di Accademia Militare ed il 122 corso di Stato Maggiore. E sposato con la signora Simonetta ed ha un figlio, Federico. Ad una precisa domanda su cosa avrebbe basato la sua azione di comando, il nuovo comandante ci ha risposto sinteticamente con quattro parole: «Motivazione del personale e miglioramento infrastrutturale». Partendo da tali basi, egli è subito entrato nel vivo dello spirito della Brigata, partecipando con il Reparto nell esercitazione di fine gennaio svoltasi nel poligono di Monte Romano (Viterbo), ove si è provveduto all allestimento, ai collegamenti C4 ed al supporto logistico del Posto Comando Tattico di Brigata schierato in poligono. Ha dimostrato, inoltre, notevole senso pratico nella costituzione e nell impianto di una officina campale, montata sotto tenda, all interno della Caserma Ruffo, per ovviare alle molteplici inefficienze infrastrutturali della vecchia officina. Ricordato il soccorso alle popolazioni dell Irpinia A 25 Anni dal sisma, ancora viva la gratitudine per i Granatieri da parte dei cittadini di San Michele Di Serino (AV) San Michele di Serino, 26 novembre Durante una cerimonia semplice, ma piena di sentimento, il Sindaco e la cittadinanza di San Michele di Serino (AV) ha espresso, in occasione del 25 anniversario del terrificante sisma del novembre 1980, la sua gratitudine a coloro che, nelle ore immediatamente seguenti la calamità naturale, prestarono la loro opera di soccorso nel territorio comunale. Nella ridente cittadina sono convenuti i rappresentanti dei Vigili del Fuoco di Viterbo e della diocesi e della Caritas di Cremona e il Console della Repubblica di San Marino. Per i Granatieri erano presenti il generale. Periotto (allora giovane capitano alla testa di una compagnia dell allora 2 btg. Cengio che operò nella città irpina), il colonnello Meinero - in rappresentanza del generale Venci, comandante della brigata -, il luogotesegue a pagina 14 Il Generale Periotto riceve la medaglia d oro ALAMARI CON LE STELLETTE gennaio - marzo

14 ALAMARI CON LE STELLETTE nente Cafazzo (decano del reggimento ed uno dei pochi reduci dell intervento ancora in servizio) e due giovani Granatieri originari della zona. Alla presenza del prefetto di Avellino, il sindaco ha ringraziato tutti i convenuti, ha ricordato le quasi 40 vittime che il sisma provocò nella città e ha illustrato i risultati della brillante opera di ricostruzione seguita a quella devastante calamità naturale. Al generale Periotto e alla brigata Granatieri di Sardegna è stata consegnata una medaglia d oro a ricordo della generosa e infaticabile opera di soccorso, prestata dai granatieri, ai cittadini di San Michele di Serino in quel freddissimo inverno di 25 anni fa. Il colonnello Meinero, nel ringraziare la cittadinanza per l attestato di gratitudine, fra l altro, ha detto: «All epoca del sisma, ero sottotenente alla Scuola d Applicazione e quindi troppo giovane per partecipare alle attività di soccorso. Evidentemente, oggi sono abbastanza vecchio per venire a ricevere, a nome e per conto dei granatieri in servizio, questo riconoscimento. Grazie di vero cuore a tutti voi». Al luogotenente Cafazzo è stata poi consegnata una foto che ritrae alcuni momenti della vita della cittadina irpina prima e dopo il sisma. Al termine della riunione in Municipio, le autorità e i cittadini si sono recati nel luogo ove sorgeva la vecchia chiesa parrocchiale - distrutta dalla prima scossa tellurica e che provocò, nel crollo, il decesso del parroco - dove adesso si erge il monumento alle vittime del terremoto, per la deposizione di una corona d alloro. L omaggio floreale era portato dai due granatieri e scortato da due guardie comunali in alta uniforme. è poi seguita una visita alle scuole materne ed elementari dove i bambini hanno illustrato, con poesie, racconti e interviste, un itinerario della memoria di quel tragico evento. Il Sindaco ha ringraziato il generale Periotto e il colonnello Meinero per essere intervenuti alla celebrazione e ha fatto loro la promessa che, nel corso del 2006, una strada cittadina verrà intitolata ai Granatieri di Sardegna durante una cerimonia ove sarà richiesta la presenza di un picchetto in armi e della Musica d Ordinanza reggimentale... Granatieri dell ANGS della Campania, perché non approfittare di quella circostanza per organizzare un raduno interregionale a San Michele di Serino? emanuel Il Primo plotore di granatieri donne: nuove realtà alla Caserma Ruffo Le foto di questo testo sono su un cd che avete voi oppure dobbiamo scansionarle dalla stampata che c è allegata al testo? Al tenente colonnello. Paolo Iacullo, comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata Granatieri di Sardegna, và l onere e l onore di essere stato il comandante che per primo ha incorporato donne Granatieri, Volontarie in Ferma Prolungata (VFP 1). Giunte al Reparto nei mesi di dicembre 05 e gennaio 06, provenienti dal 5 e 6 blocco VFP 1, la loro forza effettiva ammonta oggi a 23 unità e costituiscono la vera innovazione al Reparto. Dopo aver effettuato l addestramento di base, durato 7 settimane, presso il 235 R.A.V. di Ascoli Piceno, sono ora nella fase di addestramento per conseguire l incarico di specializzazione. Esse sono state ripartite tra la compagnia comando e supporto logistico e la compagnia trasmissioni, ricoprendo incarichi quali: radiofonista, operatore ponti radio, centralinista, conduttore di automezzi 14 gennaio - marzo 2006

15 e di addetto ai comandi. Le ragazze si sono integrate fin dal primo momento nella vita di Reparto, partecipando attivamente a tutte le attività ed i servizi di Caserma. Hanno anche preso parte, inoltre, alle varie giornate di addestramento in poligono previste per il reparto, dove hanno dimostrando capacità sicuramente non inferiori a quelle dei colleghi uomini. Il numero dei Granatieri donna è destinato ad aumentare, in quanto il Reparto dispone di una capacità ricettiva, secondo gli standard abitativi previsti, per un totale di 80 unità. Il comandante del reparto, tenente colonnello Paolo Iacullo, in proposito ha affermato: «Era un cambiamento che da tempo si prospettava e ora è avvenuto. Fin dall arrivo in caserma il personale femminile ha mostrato nel servizio una notevole dose di abnegazione unita ad una professionalità ed assetto formale impeccabili. In tutte le attività Le foto di questo testo sono su un cd che avete voi oppure dobbiamo scansionarle dalla stampata che c è allegata al testo? di reparto, le ragazze hanno manifestato alto senso di responsabilità nonché impegno ed entusiasmo, ottenendo quotidianamente brillanti risultati». A Spoleto giurano i granatieri volontari Spoleto, 3 febbraio 2006 Sono arrivati da qualche mese, tornando a riempire la caserma rimasta vuota per diversi anni. E questa mattina in piazza Duomo a Spoleto c é stata grande emozione per i volontari del primo reggimento Granatieri di Sardegna. Trecento giovani schierati sul sagrato della Cattedrale, la musica d ordinanza, le più alte autorità militari e civili oltre a, naturalmente, i parenti dei soldati e tanti spoletini curiosi di assistere ad una cerimonia che ha segnato un importante ritorno, con ripercussioni anche economiche, per tutta la città. Dei trecento giovani che hanno prestato giuramento, circa la metà stanno svolgendo il servizio volontario a Spoleto, gli altri provenivano da Roma. E a passare in rassegna il reggimento è stato il comandante della brigata dei Granatieri di Sardegna, generale di brigata Antonio Venci, che proprio a Spoleto aveva comandato, dal 2000 al 2002, la caserma Graibaldi. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Spoleto, Massimo Brunini, il comandante regionale dell Umbria, generale di brigata Raffaele Palmeri ed il vescovo di Spoleto e Norcia, monsignor Riccardo Fontana. Presenti anche parlamentari umbri e alcuni consiglieri regionali. Lo schieramento è stato comandato dal colonnello Attilio Monaco, comandante del 1 reggimento. La cerimonia è stata accompagnata dalla Musica Reggimentale del 1 reggimento Granatieri. Annunciato, nel corso della cerimonia, un potenziamento della presenza a Spoleto dei militari, che dovrebbe portare all unificazione delle due attuali compagnie negli anni La Specialità dei Granatieri discende dall antico reggimento delle Guardie creato nel 1659 dal duca Carlo Emanuele II, ad esso, nell ordinamento del 1664, viene data laporecedenza sugli altri reggimenti ed anzianità quale primo della Fanteria d ordinanza. Sciolto nel 1798 e ricostituito nel 1814, unisce la propria storia a quella della attuale brigata Granatieri di Sardegna. Successivamente, sono state costituite altre unità granatieri quali: la brigata Granatieri di Lombardia (3 e 4 reggimento), la brigata Granatieri di Napoli (5 e 6 reggimento), la brigata Granatieri di Toscana (7 e 8 reggimento), reggimenti divenuti di Fanteria, rispettivamente con i numeri ordinativi: 73 e 74 (b. Lombardia), 75 e 76 (b. Napoli), 77 e 78 (b. Toscana). Più recentemente, operò una divisione Granatieri di Savoia con i reggimenti 10 e 11. Attualmente sono in vita i reggimenti della brigata Granatieri contraddistinti con i numeri 1 e 2. Alle Bandiere dei reggimenti della Specialità sono state conferite, complessivamente, tre Croci dell Ordine militare d Italia e tredici medaglie al valor militare (quattro d oro, sette d argento e due di bronzo). (AGE) RED-CENT ALAMARI CON LE STELLETTE gennaio - marzo

16 ALAMARI CON LE STELLETTE I Granatieri della Westfalia in Operazione A ncora una volta i Granatieri sono stati chiamati a rappresentare l Esercito Italiano nel delicato compito di concorso alle Forze di Pubblica Sicurezza nella vigilanza agli eventuali obiettivi di attacchi terroristici sul territorio italiano e, ancora una volta, la scelta è caduta sulla 1 a Compagnia fucilieri Westfalia, la Compagnia dei Bianchi Puledri, la più antica del Battaglione e del Reggimento (e quindi di tutto l Esercito Italiano! n.d.a.). Ma quale è oggi la differenza dagli anni precedenti? Perché, oggi, partecipare a questa Operazione assume un significato diverso? Sicuramente perché oggi la Westfalia, composta interamente da VSP, VFB e VFP1 del 1, 2 e 3 blocco 2005, rappresenta la svolta decisiva che è stata fatta verso l obiettivo della professionalizzazione della Forza Armata con la fine della Leva. La nuova figura del Granatiere Volontario ha donato nuova linfa alla Specialità grazie all entusiasmo di questi ragazzi che hanno dimostrato non solo di voler fare, ma di averne le capacità, coinvolgendo i Quadri Ufficiali e Sottufficiali della Compagnia con il proprio entusiasmo, quasi a ribaltare il canone classico secondo cui ogni comandante doveva essere di sprone ai propri uomini. Per rimanere fedeli all onere del proprio retaggio, ai Puledri della Westfalia è stata lanciata la sfida con l assegnazione del sito più importante del Lazio: l Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino dove, anche il Granatiere semplice, è chiamato a far fronte a problematiche diverse e spesso delicate che esulano dal semplice giro di ronda e la cui soluzione, in più occasioni, si è risolta in un ritorno di immagine positivo per tutta la Forza Armata, oltre che per la Specialità. I Granatieri hanno imparato in fretta a confrontarsi, nell espletamento del servizio, con le metodologie delle Forze di P.S. e, con la difficoltà derivante dal lavorare a contatto con persone estranee alla realtà militare, hanno imparato ad usare le apparecchiature fornite dalla P.S. e ad adattare alla tipologia del particolare servizio quelle a propria disposizione, ottenendo spesso risultati che hanno fatto riflettere sul reale valore dello strumento militare (in occasione di un esercitazione di attentato chimico, nel rapporto di fine esercitazione, è emerso che delle decine di persone chiamate ad intervenire, le uniche in grado di sopravvivere e di operare erano i Granatieri, perché i soli a disporre delle dotazioni di protezione individuale, in caso di tali attacchi, e dell addestramento necessario ad usarle). Al Granatiere in concorso all Autorità di P.S. è richiesto di saper utilizzare i terminali della Sala Operativa che gestiscono il complesso sistema d allarme dell Aeroporto; di saper utilizzare le apparecchiature radio della Polizia e le sue procedure in caso di comunicazione di eventi; ognuno deve essere perfettamente a conoscenza delle norme giuridiche che regolano il suo status e che limitano o permettono lo svolgimento del proprio dovere, soprattutto quando si trova a doverlo espletare nei confronti di personale civile. Tutto ciò costituisce un bagaglio di conoscenze che egli deve saper sfruttare pienamente per poter operare al meglio delle possibilità ed è per questo che la nuova figura del Volontario, ricopre un ruolo decisivo anche per il grado di preparazione culturale che la caratterizza. Ed i ragazzi della 1 a Compagnia Westfalia hanno dimostrato di essere perfettamente in grado di raccogliere la sfida lanciatagli. Capitano Fabrizio RUSSO C.te la 1 a cp. fuc. WESTFALIA 16 gennaio - marzo 2006

17 Granatieri di Sardegna: non solo truppe di rappresentanza M anca testo e foto ALAMARI CON LE STELLETTE gennaio - marzo

18 ALAMARI CON LE STELLETTE I Granatieri di Sardegna a Roma: una tradizione che dura da secoli M anca testo ma ci sono le foto 18 gennaio - marzo 2006

19 Il nuovo comandate del 1 Reggimento M anca testo e foto ALAMARI CON LE STELLETTE gennaio - marzo

20 BREVI E LIETE VECCHI FUSTI Così possiamo sicuramente definire i granatieri della Sezione di Cagliari che, il giorno 26 giugno del 1927 (dicasi 1927!), con il biglietto provvisto di bollo tondo che riproduciamo, invitavano la cittadinanza alla cerimonia di «inaugurazione del labaro sociale». Ringraziamo il Presidente regionale Mori Ubaldini, per averci fornito lo storico documento che, sicuramente, può essere considerato una vera e propria chicca. HA 105 ANNI, MA NON LI DIMOSTRA Parliamo della signora Emma, la cara mamma del granatiere Rino Danesin, socio dal lontano 1958 della Sezione di Mogliano Veneto. La signora, nata il 22 gennaio del 1901 nel comune di Preganziol, il 23 febbraio 1923, convolò a giuste nozze con il giovane Giuseppe Danesin, di professione: agricoltore e mezzadro, e trascorse i suoi anni nell operosa pace dei campi nella stessa casa dove ancora risiede; dal matrimonio nacquero sette figli. Oggi, la bella famiglia include anche 15 nipoti e 16 pronipoti. La nostra Emma, che ha festeggiato il suo compleanno con i numerosi famigliari e una nutrita rappresentanza di amici e di granatieri commilitoni del figlio, gode di buona salute e ricorda, lucidamente, gli attendamenti militari del nostro Esercito, allestiti nel 1918, vicino alla sua abitazione per ospitare i turni di riposo dei soldati provenienti dal fronte sul fiume Piave, che scorre a circa 30 chilometri di distanza. Molto graditi sono stati i voti augurali che, per l occasione, ha inviato il Presidente Buscemi, voti ai quali ci uniamo con affetto e convinzione. GALLO CAVALIERE AL MERITO DELLA REPUBBLICA Su proposta del Prefetto di Cuneo, S.E. il dottor Francesco Avellone, avanzata nel gennaio del 2005, il Presidente del Centro regionale Piemonte, Sebastiano Gallo, è stato insignito dell onorificenza di Cavaliere dell Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La motivazione di tale riconoscimento risale alle numerose attività svolte da Gallo sul territorio piemontese che hanno dimostrato il suo attaccamento ai valori patriottici come, ad esempio, quella della partecipazione fattiva alla commemorazione, in vari comuni del circondario, dei Caduti senza Croce. I 50 ANNI DELLE COPPIE BOMBONATO E PAGANI Raggiungere i 50 anni di matrimonio, in un contesto come quello dei giorni nostri ove i matrimoni, in una maggioranza preoccupante, durano poco più dello spazio di un mattino, è un fatto veramente rimarchevole e degno di nota. Ma così non è, di massima, per i Granatieri di Sardegna, fedeli alla consegna e... alla consorte! Due nostri anziani, infatti, hanno confermato l asserto festeggiando il loro 50 anniversario di matrimonio il primo, in data 14 gennaio 2006 e, il secondo, il 12 febbraio Le felici coppie sono quelle dei coniugi Anna e Costantino Bombonato di Bolzano e Luigia e Adolfo Pagani di Lestizza, in provincia di Udine. Manco a dirlo gli sposi felici hanno festeggiato 20 gennaio - marzo 2006

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