TRIPS Dino Nicolia Book Trailer:

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "TRIPS Dino Nicolia Book Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=og39rpsshha"

Transcript

1 TRIPS di Dino Nicolia Book Trailer: Ogni riferimento a fatti e/o persone reali è puramente casuale

2 2005 LA SETE 31 gennaio Mumbay "Prendi anche l'ultima scatola, Avanish", disse Ekta, rivolgendosi al figlio. Lui la guardò interdetto. Non sapeva dove la madre l'avesse riposta. Si diresse di nuovo verso casa, entrò e, spostando leggermente la tenda, poté scorgerla. Si piegò sulla scatola di cartone, che si trovava proprio dietro la porta di entrata e la afferrò con entrambe le mani. Era pesante e, per poco, non gli sfuggì. "Maledizione!" esclamò Avanish. Fece appena in tempo a spingerla contro il muro, utilizzando le ginocchia, per non farla cadere. Tentò di riprendere stabilità, ma non riuscì a sollevarla. "E ora come faccio?" chiese a se stesso, restando immobile in quella scomoda posizione. Ritenne, allora, di avere sbagliato la presa e decise di riporre nuovamente la scatola per terra. Si rese conto che non avrebbe mai potuto farcela se non l'avesse afferrata per bene. Pensò che il segreto fosse nel lasciare scorrere la mano destra sotto la scatola, in modo da sollevarla leggermente, poi infilare l'altra mano e quindi fare uno scatto, come aveva visto fare ai sollevatori di pesi in televisione. Lui non avrebbe avuto la pretesa di portarsela sulla testa, come facevano i sollevatori di pesi, ma quello scatto sarebbe stato sufficiente per avanzare e giungere fino al vecchio pulmino, parcheggiato di fronte alla casa dello zio. Ekta stava attendendo fuori, mentre Ishan e Bina avevano già preso posto. Si erano seduti sul sedile posteriore. A fatica erano riusciti a ritagliarsi uno spazio striminzito, in mezzo alla risma dei pacchi e degli abiti, sistemati alla rinfusa. In verità, Bina non era neanche riuscita 2

3 a trovare il posto per sedersi comodamente. Al lato aveva dei vestiti sdruciti, caduti da una vecchia valigia di plastica marrone che Ekta e il cognato avevano, inutilmente, provato a chiudere con uno spago. La pressione dei panni aveva allentato lo spago e alcune magliette colorate erano cadute sul sedile. A quel punto, Bina aveva deciso di sedersi sopra le magliette colorate, senza fare molto caso a dove mettesse i piedi. La madre fece finta di non vedere. Non la rimproverò e lei rimase seduta sopra i panni. Ekta non aveva l'energia per rimproverarla. Stanca e disillusa, accettava l'evolversi della propria vita. A nulla sarebbe valso combattere. Era come se nella sua mente si fosse spento il ritmo della quotidianità. Quando Avanish giunse con la scatola di cartone nei pressi del pulmino, Ekta lo aiutò meccanicamente a deporla nel cofano. Anche lì non c'era spazio e dovettero fare una fatica enorme per farla entrare. La spinsero più volte, dapprima, verso destra, poi, verso sinistra. Finalmente riuscirono a trovare il varco giusto per infilarcela. Alla guida del pulmino c'era Namdev, un vecchio amico del cognato di Ekta. Avrebbe condotto ciò che restava di quella famiglia maledetta dalla parte opposta della città, dove la madre e i suoi figli erano riusciti a trovare un buco che li ospitasse. Namdev non tradiva le origini del suo nome. Era un poeta ma non perché scrivesse poesie. Era un poeta per la filosofia di vita che aveva adottato, fin dai tempi in cui amava perdersi nei campi. "La vita é come una margherita, che va sfogliata petalo per petalo", diceva Namdev, quando parlava della sua esistenza. I petali della sua vita non gli avevano dato molto, ma a lui, in fondo, era andata bene così. Gli era bastato sfogliare la sua margherita un petalo alla volta, per provare ad assaporarne il profumo. Quelli che lo conoscevano lo avevano apprezzato per questo. Ekta non lo aveva mai visto prima ma il cognato l'aveva assicurata che del poeta si sarebbe potuta fidare. "Ti darà una mano e, se necessario, ti aiuterà anche a sistemare la tua nuova casa". "Sai bene che non si tratta di una casa", gli aveva risposto Ekta ma il cognato aveva fatto finta di non sentire. Si era voltato e se ne era 3

4 tornato sull'uscio di casa. Dopo essere riuscita a trovare lo spazio per l'ultima scatola di cartone, per Ekta e i suoi figli non restava più niente da fare da quelle parti. Tra quelle mura avevano speso gli anni più belli della loro effimera esistenza, ma per loro non ci sarebbe stato più spazio. Avanish, che esattamente due mesi e due giorni prima aveva compiuto quattordici anni, appariva triste, mentre Ishan e Bina non lo erano. Ishan faceva le boccacce a Bina e Bina le faceva a Ishan. Entrambi facevano le boccacce e ridevano. Avanish, invece, era davvero triste. Nella sua giovane mente scorrevano i ricordi di quella breve vita. Il sorriso del padre, l'abbraccio della madre, la palla da tennis con cui giocava sul prato. Ekta se ne accorse e lo osservò. Aveva sempre avuto a che fare con i ragazzi e aveva imparato a leggerne i sentimenti. "Esiste nell'animo di un adolescente la percezione della fine?" Si chiese. "Non sarebbe logico e neanche coerente". Eppure, il viso di Avanish tradiva il senso della fine. Allora Ekta lo strinse a sé e gli diede un bacio sulla fronte. "Bisogna sempre sperare nel meglio, Avanish". Lo abbracciò ancora una volta e lo aiutò a salire sul pulmino. Avrebbe voluto sedersi davanti, ma Ekta non volle. Gli disse di sedersi dietro e Avanish lo fece. "Mi sembra che tutto sia stato caricato", osservò Namdev. "Si, si è tutto qui dentro", sospirò Ekta. La donna volse lo sguardo verso il cognato. Avrebbe voluto abbracciarlo, sebbene nutrisse un forte risentimento nei suoi confronti. "Allora, andiamo in marcia ", affermò Namdev, sorridendo. Avanish guardò Namdev, si girò dal lato delle mura, che stava abbandonando e poggiò la testa sul vetro. I capelli neri, schiacciati, ne ammorbidirono l'impatto. Tra quelli che partivano e quelli che restavano si apriva un baratro, che non sarebbe mai più stato colmato. Tutti ne avevano consapevolezza. Si scambiarono degli sguardi, poi si salutarono con la 4

5 mano, evitando qualsiasi contatto tra di loro. Ekta si sedette davanti, al lato di Namdev, che partì, facendo un cenno di saluto. Il vecchio amico fece qualche passo indietro, rinculando nuovamente sull'uscio. Vi rimase fin quando il pulmino di Namdev non sparì dal suo orizzonte visivo. Poi rientrò in casa, si sedette su una sedia nel piccolo cortile antistante e bevve. Faceva caldo e lui aveva sete. Bruxelles Erano da poco passate le quattro del pomeriggio ed Enzo Faramelli aveva sete. "Continuo a mozzicarmi la lingua. Invece, avrei bisogno di bagnarmi le labbra", sospirò. Aveva due opzioni possibili, una Coca-Cola al pian terreno oppure una birra al Wild Geese. Nel primo caso sarebbe dovuto uscire dall'ufficio, prendere l'ascensore, scendere tre piani, attraversare un lungo corridoio e giungere in caffetteria, dove avrebbe avuto la sua bibita preferita. Nel secondo caso, avrebbe dovuto attendere ancora un paio d'ore, fare parzialmente lo stesso percorso, uscire dall'edificio, attraversare Rue Joseph II ed entrare al Wild Geese. Rue Joseph II si snoda lungo noiosissimi palazzi di marmo, vetro e cemento, al centro di un quartiere senza anima, composto per l'ottanta per cento da uffici. Quando scende la notte, non resta nulla del vociare del giorno. E quando scende la nebbia sulla notte di Bruxelles, i noiosi palazzi di marmo si confondono nel grigio. Solo le luci del Wild Geese gli forniscono ossigeno per respirare. Non ci fosse il pub irlandese, si potrebbe perfino vedere il cappio al collo, che soffoca la strada e i suoi impavidi residenti. Enzo Faramelli, sorprendentemente, scelse la seconda opzione. Nonostante avesse sete, decise di attendere ancora due ore, prima di bere. Anzi, scelse di attendere due ore, proprio perché aveva sete. Il paradosso della scelta calzava a pennello sulla sua figura. Enzo associava la sete alla birra e quando aveva veramente sete non pensava ad altro che alla birra. Il Wild Geese, nel deserto di Rue Joseph II, lo 5

6 avrebbe aiutato a compiere il paradosso della sua scelta. A mezzogiorno e mezzo aveva mangiato una pizza intera alla Riviera, insieme a Javier Gonzales e Damien Kudada. Durante il pranzo aveva bevuto dell'acqua liscia ma, alle quattro, la sete gli era tornata prepotente. Nessuno dei suoi colleghi avrebbe potuto sospettare che Enzo avesse tanta sete. Solo chi ne ha tanta riesce a percepire la sensazione della sete degli altri. E solo chi non riesce a soddisfarla ne teme la sensazione quando arriva. Non era il caso di Enzo. Non era neanche il caso dei suoi colleghi. Sapevano che avrebbero potuto soddisfare la sete come avrebbero voluto. Enzo continuò a lavorare tranquillamente nel suo ufficio, facendo crescere il desiderio. Lo fece ancora per due ore, come aveva previsto. Alle sei in punto spense il computer e si alzò dalla sedia ergonomica, che aveva fatto portare apposta per alleviare i maledetti dolori alla schiena, che lo tormentavano dall'età di venti anni. La accostò alla scrivania e si mise in cammino. Doveva prendere l'ascensore, scendere tre piani e imboccare la porta d'uscita. In ascensore incrociò Jean Marc Brunet. I due si conoscevano. L'ufficio di Jean Marc non era lontano dal suo. Li separavano due porte, che davano entrambe sulle scale che, nessuno aveva mai utilizzato per scendere da un piano all'altro. Una volta era capitato che avessero discusso della conferenza di Copenhagen su Competizione industriale e apertura di nuovi mercati. Avevano preso parte alle riunioni preparatorie e, giunti a Copenhagen, si erano confrontati sui paesi terzi. Jean Marc gli aveva chiesto cosa lui intendesse per paesi terzi. Enzo gli aveva risposto, senza cadere nell'ipocrisia del politically correct. "Sono gli stati sfigati che, purtroppo per loro, non fanno parte del circolo virtuoso degli eletti europei. Si trovano alle porte dell'europa, distanti lo spazio sufficiente per sentire l'odore del benessere". "Possono vedere ma non toccare". "Esattamente!" 6

7 Avevano parlato anche di concorrenza industriale e nuovi mercati, perché entrambi avrebbero dovuto preparare un briefing per il giorno successivo e avevano necessità di coordinare i loro input. Nonostante avessero avuto modo di parlare, quando Enzo entrò in ascensore e vide Jean Marc, non disse nulla. I due si ignorarono completamente. Enzo preferì fissare lo specchio, che aveva di fronte, mentre Jean Marc seguì la luce gialla posta sulla porta, che illuminò, dapprima il quattro, poi il tre, il due, l'uno e, infine, lo zero. Non si salutarono neanche di fronte alla porta d'uscita La varcarono continuando a ignorarsi, proprio come due perfetti sconosciuti. "Che strana sensazione quello specchio!" sospirò Enzo. Era abituato alle strade, alla polvere, alla puzza di gasolio, alle officine scalcinate. Si era sempre perso e ritrovato, senza mai guardarsi dentro. L'uomo amava fermarsi nelle bettole e nei piccoli alberghi, a ridosso delle frontiere e tra i faccendieri. Enzo amava tutto quello che il suo Mediterraneo rappresentava fuori dagli stereotipi e lontano dalle cartoline per i turisti. Il Mediterraneo lo aveva marchiato. Solo lui che c'era nato poteva averlo dentro. Il mare e il sole erano connaturati alla sua coscienza. La concezione della vita di Jean Marc non era tanto diversa da quella di Enzo ma nessuno dei due lo sapeva. Jean Marc era nato nel nord della Francia, quella che i niçoises neanche conoscono, immaginandola triste e piovosa, fredda e sconsolata. I francesi del sud la qualificano senza esserci mai stati. Eppure quella Francia è molto più mediterranea della Côte d'azur. La gente parla, sorride, sa riconoscere l'ora del tramonto senza restarne abbagliata. Sarebbe stato nella natura di entrambi salutarsi e discutere. Eppure non lo fecero, lasciando prevalere un misterioso senso di riservatezza, che solo Bruxelles è capace di trasmettere. Se Enzo avesse incontrato Jean Marc da qualche altra parte del mondo, avrebbe certamente chiacchierato con lui. A Bruxelles, invece, riuscì ad ignorarlo, pur trovandosi a pochi centimetri di distanza. In quegli attimi di silenzio, gli tornarono in mente i vicoli del Mediterraneo, dove conta ancora il tempo perso al tavolino e il non fare niente per percepire se stessi. La paura del vuoto non si avverte e non c'è la necessità di riempire tutti gli spazi. A Bruxelles, ogni attimo, 7

8 ogni silenzio, ogni luogo deve essere riempito di azioni, di suoni o di merci da produrre e, poi, consumare. Uscì dall'ascensore subito dopo Jean Marc e si diresse verso l'uscita. Intravide il capo pelato dell'usciere calabrese. "Quando vai in Calabria?" gli chiese Enzo. "Purtroppo solo in estate, dottore", gli rispose l'usciere, che se ne stava seduto dietro il bancone dell'entrata, come se fosse al comando di una nave. "Dovresti dare più valore al riposo", gli fece notare Enzo, che, intanto, aveva appoggiato la mano destra sul bancone. "Non c'è tempo, dottore". "Ecco, la disponibilità del tempo " "Il tempo, ci manca il tempo, dottore". "Tempo, spazio, calma sono beni persi nel tempo, resi sempre più scarsi e che proprio per questo dovrebbero rappresentare i nuovi status symbol. Dovrebbero essere i nuovi beni di lusso ai quali dovrebbero accedere quelli che stanno bene. Ma avere più tempo libero è davvero qualcosa che ognuno di noi debba augurarsi?" chiese Enzo, sviluppando un monologo, che solo lui era capace di intendere. L'usciere rimase interdetto, non sapendo cosa avrebbe dovuto e potuto rispondere. "Sarebbe meglio non affidare questi interrogativi ai sociologi. Meglio affidarli a Pascal", aggiunse Enzo "Come dice, dottore?" domandò l'usciere, sempre più interdetto. "Che chi vuole riempire tutti i vuoti, spesso lo fa per evitare di restare solo con se stesso". "Io ci resterei volentieri. Solo con me stesso, intendo. Se potessi, ovviamente " "E perché non lo fai?" "Mia moglie, i bambini non è facile". "E, invece, dovresti trovare il tempo per te stesso". 8

9 " E poi il lavoro i soldi " "Ah, il lavoro Ti assicuro che molti si rifugiano nella medicina del lavoro per evitare di restare soli con loro stessi. Sono quelli che non avrebbero neanche bisogno di lavorare". "Beati loro", concluse l'usciere calabrese. Il tempo libero è soprattutto dialogo con se stessi, ma é come la libertà di parola. Una volta ottenuta occorre che sia utilizzata per dire qualcosa. La disponibilità di tempo è una benedizione per pochi e una maledizione per molti. In fondo, se Enzo avesse trovato il tempo di riflettere, avrebbe potuto scoprire, suo malgrado, che si trattava di una maledizione anche per lui. Aveva lasciato la quiete della provincia per il dinamismo di Bruxelles, temendo che il suo piccolo paese lo potesse costringere a pensare. A Bruxelles, invece, il tempo per pensare non lo aveva mai trovato. Si svegliava la mattina presto, si precipitava al lavoro, ingurgitava un caffè durante una pausa volante, sbocconcellava un panino davanti al video del suo computer, correva a casa, sudava un paio d'ore in palestra, faceva un salto al supermercato, preparava in fretta la cena e, poi, usciva di nuovo per una serata al cinema, a teatro oppure in discoteca. La sera crollava, esausto. "Perché non riscoprire il valore positivo dell'ozio e metterlo al centro di uno stile di vita più sostenibile?" chiese Enzo all'usciere, che non gli rispose. Enzo avrebbe dovuto porre quella domanda soprattutto a se stesso. Nel mondo che aveva scoperto a Bruxelles, dominato dall'etica del lavoro, dall'efficienza, dai martellanti messaggi che incitano a fare, produrre, guadagnare, consumare, il non atto dell'ozio veniva considerato quasi un atto sovversivo, rivoluzionario. Avrebbe dovuto porre quella domanda soprattutto a se stesso perché da tempo aveva iniziato ad avvertire l'esigenza di riappropriarsi del proprio tempo e di percepire il profumo della libertà di vivere la vita che si vuole fare. Liberi da capi, salari, pendolarismo, consumi e debiti. Perché allora porre quella domanda all'usciere di origini calabresi? Era l'unico che lo salutava, pur non conoscendone il nome. L'uomo nella cabina di comando della nave era diverso da Jean Marc 9

10 Brunet. Era ormai un belga mediterraneo, benché lui si dichiarasse italiano ed Enzo avesse considerato come vera la sua dichiarazione. L'Italia l'aveva conosciuta attraverso il racconto della madre. Ci andava in vacanza d'estate, tre settimane in Calabria nel mese di agosto. Diceva di essere italiano perché durante il campionato europeo di calcio, aveva fatto il tifo per l'italia, anche quando la squadra italiana aveva incrociato sul suo cammino la Nazionale belga. Enzo lo aveva interpretato come un atto di fede e aveva pensato che la soffice morbidezza dell'essenza mediterranea si fosse ben conservata sotto la crosta nordica. Si sarebbe volentieri fermato a discutere più a lungo, se avesse potuto. Però, andava di fretta. Aveva sete e doveva soddisfare la sua percezione. Aveva trascinato la sua sete per due ore e non aveva più la forza fisica per aspettare di bagnarsi le labbra. Il Wild Geese era a portata di mano. Altri cinque minuti, compresi i tempi morti spesi tra l'ordinazione e la rimessa della birra direttamente al tavolo, e si sarebbe finalmente dissetato. Percorse il cammino che lo separava dalla birra, a passo svelto. Entrò al Wild Geese e si sedette al primo tavolo che trovò libero. "Can I help you?" Le chiese la cameriera irlandese. "Una birra, fredda e bionda come quella signora", rispose Enzo, indicandola con il dito. La cameriera irlandese gli portò la birra. Subito dopo avergliela versata nel bicchiere stretto e alto, gli mostrò lo scontrino. Enzo, prima ancora di tirare fuori le monete per pagare, bevve la birra e si sentì rinascere. La butto giù in due soli sorsi. Pensò che l'attesa fosse stata ricompensata. Qualche minuto dopo, poté abbandonare il Wild Geese per ritrovarsi di nuovo nella strada senza anima. Mumbay Nel pomeriggio, Avanish scese in strada. Non conosceva ancora nessuno nel suo nuovo quartiere. Tirò la palla contro il muro di pietre ma non rimbalzò. Provò ancora una volta ma l'effetto fu lo stesso. Rinunciò a tirare la palla e si sedette in un angolo, con le spalle 10

11 appoggiate al muro di pietre. Gli apparve strano, deforme, come se non avesse un'anima. Ebbe nostalgia della vecchia casa ma, soprattutto, ebbe nostalgia di suo padre che non c'era più. Era morto da quasi un mese e non c'era stato un solo giorno che non avesse pensato a lui. Lo ricordò come un uomo dolce, capace di trasmettergli il gusto per le cose che possono piacere agli altri. Ricordò che il primo giorno di scuola lo aveva tenuto per mano. Allora, si portò la mano destra su quella sinistra. La strinse per provare a rivivere le sensazioni di quel giorno. Chiuse gli occhi per renderle ancora più vere ma, pochi attimi dopo, l'effetto si dissolse. Avanish aprì gli occhi e riprese contatto con la realtà. Si alzò in piedi e scagliò nuovamente la palla con rabbia contro il muro. Anche Ekta aveva pensato ogni giorno al marito. Da giovane era stata una bellissima ragazza, con la carnagione scura, gli occhi neri grandi, i capelli lunghissimi, lisci e neri. Elegante e aggraziata. Quando studiava all'università era stata innamorata di un suo compagno di studi. Ora non ne ricordava più neanche il nome. Lo frequentò per quasi un anno, fin quando la madre, una sera di aprile, le disse che insieme a suo padre avevano scelto per lei un altro uomo. madre. "Perché?" domandò alla madre. "Perché non sei solo tu a sposarti". "Spero che mi piaccia". "Ti piacerà". Alla fine, accettò serenamente la scelta dei genitori. "Se piace a te, piacerà certamente anche a me", riferì alla Le due famiglie organizzarono il matrimonio. La nonna, madre di suo padre, decorò le partecipazioni due giorni prima. Appose un cordoncino dorato, legato in fondo da un fiocchetto rosso, simbolo di buon augurio. La prima facciata della partecipazione, che rappresentava una scena di matrimonio, era simile a una miniatura incisa in oro e polvere rossa. "Vai da tua madre", le consigliò la nonna, "non perdere tempo qui con me". 11

12 Stava arrivando il futuro sposo e Ekta e la madre lo avrebbero accolto sulla porta. Prima, però, avrebbero dovuto preparare i dolci di benvenuto. "Cucina quelli con il miele, il burro fuso, le banane e il riso per accoglierlo nel migliore dei modi", gli suggerì la nonna. lei". "Non sono facili da fare", commentò Ekta. "Per questo ti ho detto di andare da tua madre. Fatti aiutare da Ekta fece una smorfia di disappunto. La nonna la rassicurò. "Anche tua madre non sapeva prepararli. Le ho fatto vedere io come si fa e ora lei lo farà vedere a te". Il futuro sposo giunse a casa di Ekta a cavallo. Erano le quattro del pomeriggio. Lei aveva cucinato i dolci con il miele, il burro fuso, le banane e il riso per accoglierlo nel migliore dei modi, così come le aveva proposto la nonna. Non era stato facile ma sua madre l'aveva aiutata. Il futuro sposo, dopo essere sceso da cavallo, salutò la madre, il padre e la nonna di Ekta. Finalmente si avvicinò alla sua futura moglie e le prese la mano. La sera prima delle nozze, Ekta si ritrovò con le amiche. "Scommetto che la prima cosa che ti chiederà sarà di fare un lungo viaggio in Europa", affermò Amita. "Non credo me lo chiederà. In Europa ci va per lavoro". "Lui ci andrà per lavoro e tu per piacere", la interruppe Amita, provocando l ilarità delle altre ragazze. Anche Ekta sorrise. Poi aggiunse: "Non è importante. A me non interessa tanto l Europa". "Però ti piacerebbe viaggiare?" Domandò Kusuma. "Non lo so", replicò Ekta. "Sarebbe un modo per conoscervi. Io ritengo di avere veramente conosciuto mio marito durante il viaggio in Rajasthan. La gente si svela completamente quando viaggia", aggiunse Rama, che era la meno giovane tra tutte. 12

13 "Vuoi dire che chi non viaggia non conoscerà mai suo marito?" "No, non sono tanto sciocca". "Vuole dire che chi viaggia conosce meglio", provò a spiegare Kusuma. "Chi viaggia si libera della maschera che indossa e mostra se stesso". "Un marito che resta a casa e non viaggia indosserà sempre una maschera", esclamò provocatoriamente Amita. "Non lo so, non lo so", rispose Rama, "mi state imbarazzando con le vostre osservazioni. Io volevo semplicemente dire che il viaggio svela la vera natura degli uomini". Smisero di parlare di viaggi e di uomini e ripresero a mangiare. L aria calda della sera inteneriva il pane e ammorbidiva il riso. Il giorno successivo Ekta e il suo sposo celebrarono il matrimonio sotto una tettoia. Faceva molto caldo e non avrebbero resistito se si fossero esposti direttamente al sole. Lo sposo indossava un vestito bianco, al collo alcune ghirlande di fiori. Dai capelli gli scendeva sulla fronte un ornamento d'argento, che si andava a posare tra le due sopracciglia. Ekta vestiva un sahari bianco, finissimo, di toussour di seta con bordi in oro. Dalla madre, era stata ricoperta di monili di oro, parte della sua dote. Ghirlande di fiori e ornamenti in oro sulla fronte. Gli sposi vennero unti con unguenti profumati e polvere di zafferano. Fu ovviamente acceso il fuoco sacro, simbolo del Dio Honi, vicino al quale erano stati posti un vaso d'acqua e una pietra. Ekta e suo marito fecero un giro intorno al fuoco, compiendo il rito dei sette passi. Il marito, infine, toccò il cuore di Ekta, legandole il mangala subrabandhana al collo. La cerimonia fu molto lunga. Alla fine, entrambi gli sposi non desiderarono altro che riposare. Da quel matrimonio nacquero tre figli. Dapprima Avanish e, dopo qualche anno, Ishan e Bina. Ekta, in particolare, li aveva tanto desiderati e avrebbe voluto 13

14 goderseli a lungo. Invece, le cose non andarono come avrebbe sperato. Scoprì la malattia del marito ancora prima che il marito stesso ne venisse a conoscenza. I risultati delle analisi le furono comunicati dal medico dell'ospedale. "In questi casi preferisco parlarne dapprima con un congiunto e, solo nel caso venga esplicitamente autorizzato, ne parlo direttamente con il diretto interessato", affermò il medico. "Ne parli prima con me", confermò Ekta. "I risultati delle analisi sono inequivocabili. Suo marito ha contratto il virus". Ekta scoppiò in lacrime. "Non si deve disperare. Proveremo a curarlo", tentò di rassicurarla il medico. Ekta, invece, continuò a piangere. Era consapevole che le parole del medico rappresentavano una sentenza di morte. "Sarò io a parlarne con mio marito", propose Ekta. Non lo fece. Pensò che sarebbe stato come farlo morire prima del giorno che il destino gli aveva dato in sorte. Sapeva che non sarebbe stato possibile curarlo. Non in India. Forse da qualche altra parte del mondo. Quando fece ritorno a casa, nascose gli esiti delle analisi al marito ma, quando la situazione iniziò chiaramente a degenerare, non poté non confidargli il suo terribile segreto. "Dovrai lottare con tutte le tue forze, perché il male che è in te proverà a sopraffarti". "Non so quante forze mi siano rimaste". "Non importa quante te ne siano rimaste. E importante lottare". "Si deve lottare quando c è una speranza di vincere. Tu pensi che io abbia una speranza?" "Si deve lottare sempre e comunque. Non conta il risultato della battaglia quanto la tensione che ci metti. Il giorno in cui esalerai l ultimo respiro non dovrai rimproverarti di non avere lottato". 14

15 Il giorno dell ultimo respiro giunse puntuale. Il marito di Ekta morì non senza potere dire di avere lottato fino alla fine. Anche Avanish sapeva che suo padre aveva lottato. Promise a se stesso che avrebbe ricordato per sempre quella lezione. Nel quartiere, tutti sapevano e tutti aspettavano il giorno della sua morte. Anche suo fratello attendeva il giorno della morte. Si trattava di un fatto ineluttabile, che non si sarebbe potuto evitare. Non si conosceva il giorno e l ora, ma prima sarebbe accaduto e meglio sarebbe stato per tutti. Per la precisione, Avanish seppe che suo padre sarebbe morto il diciotto aprile Aveva solo dodici anni. Ekta, sua madre, lo prese in disparte e gli disse: "Ormai sei grande. È giusto che tu sappia". Avanish ascoltava le parole della madre benché non ne comprendesse le ragioni. Non capiva perché gli stesse dicendo che fosse grande, ma si sentì fiero di esserlo. Di fronte allo sguardo smarrito di Avanish, Ekta non seppe fare altro che prenderlo tra le braccia. "Tuo padre ci lascerà tra qualche tempo. Sarai tu l'uomo della famiglia". Avanish si sentì ancora più fiero. Non pensò che suo padre non ci sarebbe più stato ma che avrebbe fatto l'uomo di casa. Quando la madre lo abbracciò forte, avvertì il suo cuore pulsare più rapidamente. "Perché vuoi che io sia l'uomo della famiglia?" "Non sono io che lo voglio. Così è stato stabilito e così sarà". "E nostro padre?" "Tuo padre ci lascerà". "Per sempre?" "Per sempre!" A partire da quel momento Avanish si sentì più forte e anche il giorno in cui suo padre morì, non pianse. Era stato stabilito che dovesse essere l'uomo della famiglia e iniziò ad esserlo. 15

16 "Il pianto mi farebbe debole agli occhi degli altri". Avvertì, comunque, una tristezza che non lo avrebbe mai più abbandonato. In quegli istanti, a nulla valse pensare che suo padre avesse lottato fino all ultimo respiro. Neanche Ekta pianse. La notte prima della morte, rimase accanto al marito, in attesa che gli ultimi attimi della loro unione si consumassero. "Voglio che tu sappia che percepisco tutti i tuoi brividi, di dolore e di sofferenza", gli confidò. "Prova a condividerli con me, per quanto questi brividi appartengano solo ed esclusivamente al mio corpo", le propose il marito. "Sono accanto a te proprio per condividere. La sofferenza e il dolore appartengono a tutti, benché i brividi siano solo tuoi". L'attimo in cui il moribondo esalò l'ultimo respiro non fu diverso da quelli precedenti. Ekta non riuscì a notare la differenza. "Non è facile vedere la morte nel momento in cui arriva. Sfugge, svanisce dopo avere preso quello che stava cercando". L'attimo in cui la morte prese il corpo del marito, Ekta rimase impassibile. Invece, Ishan e Bina piansero, ma solo perché avevano fame. Fu pura casualità. Avanish rimase freddo, come la madre. Sentì il sangue gelarsi dentro le vene. Si sedette per terra in un angolo e rimase immobile per quasi dieci minuti. Poi si alzò e si mise a guardare in strada dalla finestra, a destra della porta di entrata. Gli ricordarono che non doveva essere triste. "La morte non é un evento tragico, ma un momento di lode in cui l'anima si muove per incontrare il Supremo", precisò lo zio. Benché quelle parole fossero state accompagnate da un sorriso rassicurante, non suscitarono affatto sicurezza nell animo di Avanish. Il rito funebre durò ben tredici giorni. Come era stato stabilito, nessuno pianse e nessuno si disperò. Il corpo del defunto venne lavato e rivestito con abiti nuovi. Venne deposto nel grande atrio di entrata per essere visibile a tutti. Accanto vennero lasciati un coltello, 16

17 un bracciale in acciaio inossidabile, un intimo, un piccolo pettine e dei capelli integri. I parenti si sedettero vicino alla bara. Avanish, invece, rimase dietro la finestra. Furono recitate le scritture senza sosta, per due giorni interi, notte e giorno. Anche nei dieci giorni successivi si recitarono le scritture per infondere consolazione e coraggio. Il tredicesimo giorno la salma venne condotta verso il crematorio. Lungo il cammino, si intonarono canti per favorire il distacco dell'anima dal corpo e anche prima della cremazione si recitarono le preghiere, invocando la benedizione per la partenza dell'anima. Avanish fu incaricato di infiammare la pira funebre, mentre tutti gli altri si sedettero poco lontano. Il ragazzo indossava un velo nero e anche tutti gli uomini che erano presenti al rito indossavano un velo nero. Ekta, invece, indossava un velo di colore bianco come tutte le altre donne. Mentre la salma bruciava, Avanish raggiunse la madre. Si abbracciarono. Le ceneri vennero raccolte per poi essere disperse nel mare. Dopo la cremazione, la famiglia rientrò a casa. Prima di entrare, tutti si lavarono come segno di purificazione, mentre una candela di ghee e cotone venne accesa per purificare la casa. Un buon odore si disperse dappertutto. I giorni seguenti li trascorsero a leggere e cantare. Ginevra Non ce la faceva più ad aspettare. Avvertiva uno strano odore di caffè, che proveniva dalla stanza vicina. Non riusciva a comprendere se fosse realtà oppure una strana illusione olfattiva. Quel pomeriggio Antoine aveva davvero voglia di dormire ed era sufficiente l illusione del caffè a tenerlo sveglio. Si era alzato all'alba, anzi, molto prima del sorgere del sole. Il padre lo aveva caricato sulla sua vecchia Citroen a forma di squalo e lo aveva condotto velocemente alla stazione. Era in ritardo e, se ci fosse stato traffico, non sarebbe mai arrivato in tempo. Fortunatamente, a quell ora, di macchine in giro ce n erano pochissime ed era riuscito a 17

18 saltare, appena in tempo, sul treno delle cinque e trenta per Lione. Si sedette a fianco di una donna sulla quarantina che non lo degnò neanche di uno sguardo. Lui ne approfittò per sonnecchiare. Il viaggio non era lungo ma sarebbe bastato a ricaricarlo di quelle poche energie necessarie per affrontare il volo dall aeroporto di Lione a Ginevra. Come il tragitto in treno, anche il volo non fu particolarmente significativo. Qualche turbolenza appena entrato nello spazio aereo svizzero ma non successe nulla che lo potesse rendere davvero indimenticabile. Non parlò con nessuno, neanche con i due uomini, ben vestiti, che gli erano a fianco. Giunse a Ginevra esattamente alle due e quattordici. Dopo avere ritirato il bagaglio, bevve un caffè. Alle quattro e mezzo lo attendeva Monsieur Herbert. All'appuntamento giunse puntuale, anzi con qualche minuto d'anticipo rispetto all'orario concordato. Il suo anticipo, tuttavia, non valse a niente. Monsieur Herbert era occupato e, non solo non avrebbe potuto riceverlo alle quattro e mezzo, come concordato, ma avrebbe dovuto attendere altri dieci minuti. Infatti, subito dopo essersi fatto annunciare, gli fu stato chiesto di pazientare. "Non c è problema", rispose prontamente. "Bene!" Esclamò Mademoiselle Henriette, una giovane con il caschetto biondo, che Antoine non poté fare a meno di notare. Indossava un jeans sdrucito e un maglione a collo alto. "Se vuole, le faccio portare un caffè", aggiunse. "Molto volentieri. Ne ho davvero bisogno", le rispose Antoine. Stava per dirle che lui si era alzato presto e che il caffè lo avrebbe aiutato a tenersi sveglio ma non fece in tempo. La giovane con il caschetto biondo e il maglione a collo alto, non appena ebbe inteso l indicazione di Antoine, si diresse verso la macchina del caffè, abbandonandolo alle sue frasi sospese. In attesa del caffè, si stravaccò sulla poltrona di pelle morbida, nel corridoio. Mademoiselle Henriette ritornò con la tazza in mano. La porse ad Antoine, che la sorseggiò in maniera regolare. Un sorso, una pausa, un altro sorso, un altra pausa fino a svuotare la tazza. 18

19 Nonostante il caffè, faceva ugualmente fatica a tenere gli occhi aperti e avrebbe avuto bisogno di sonnecchiare ancora un po, come aveva fatto in treno la mattina. Purtroppo, non poteva farlo. Monsieur Herbert avrebbe potuto chiamarlo da un momento all'altro e non sarebbe stato conveniente né educato, farsi trovare con gli occhi socchiusi e, magari, il nodo della cravatta sciolto. Non gli restava altro da fare che avere pazienza. Stravaccarsi e aspettare. Dopotutto, aveva fatto tanto per trovarsi proprio in quel posto e in quel preciso momento. Non poteva trattarsi neanche di un grande sacrificio. "Monsieur Herbert si è liberato. Può entrare", propose Mademoiselle Henriette, abbozzando un sorriso. "Mi scusi", replicò Antoine, riferendosi alla sua posizione da stravaccato. Mademoiselle Henriette fece cenno che non era importante e gli fece comprendere che, se avesse voluto, avrebbe potuto stravaccarsi come e quando volesse. Antoine rimase leggermente sorpreso da quella reazione. Non era così che immaginava quell'ambiente ovattato. Non si raffigurava i jeans e non pensava di potersi stravaccare sulle poltrone. Si era preparato al meglio, indossando un vestito scuro e una cravatta azzurra. Entrando nell'ufficio venne rassicurato dall'abbigliamento di Monsieur Herbert, che indossava un abito scuro, proprio come lui, ma che a differenza di lui completava con una cravatta rossa con dei pois blu. "Evidentemente Mademoiselle Henriette non fa testo", pensò, prima di salutare Herbert. Nel vederlo entrare, Herbert si sollevò dalla sedia e gli andò incontro. Lo salutò con una stretta di mano. "Prego, si accomodi", esordì con un tono gentile ma deciso. Antoine sorrise ma non disse nulla a parte il suo nome. C erano alcuni documenti sulla scrivania che Herbert mise in ordine, accatastandole l una sull altra. Antoine sorrise di nuovo e Herbert iniziò a parlargli. "Ha fatto un buon viaggio?" 19

20 Non gli lasciò il tempo di reagire e aggiunse: "Spero di si". "Certo, un buon viaggio", confermò Antoine. "Non deve essere lontano Lione da Ginevra". Di nuovo non gli lasciò il tempo di reagire. Aggiunse: "Un'ora?" "Di volo effettivo anche meno", replicò prontamente Antoine. "Ah, anche meno di un ora". "Cinquanta minuti". "Lione, Lione il confine tra la Francia mediterranea e la Francia continentale", sospirò Herbert. Anche in questo caso, Antoine sorrise senza dire nulla. "Ha già trovato una sistemazione?" "No, non ancora" "Non ha trovato una sistemazione? E dove passerà la notte?" "Voglio dire che non ho ancora trovato una sistemazione definitiva". "Ah, ecco " "Dovrò sistemarmi provvisoriamente in una pensione ma sarà solo per queste due notti". "Se domani avesse bisogno di una giornata libera per sistemarsi, non esiti a chiedermela", specificò Herbert. "Non si preoccupi. Non credo di averne bisogno. Approfitterò del prossimo fine settimana per sistemarmi definitivamente". "Ah, bene!" "Beh, si a cosa serve il primo fine settimana se non a sistemarsi". "Le piace Ginevra?" "Non saprei. Non ho avuto ancora modo di visitarla". "Avrà tutto il tempo per farlo. Magari, non il primo fine settimana ", sorrise Herbert. 20

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo.

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo. Estate_ Era una giornata soleggiata e piacevole. Né troppo calda, né troppo fresca, di quelle che ti fanno venire voglia di giocare e correre e stare tra gli alberi e nei prati. Bonton, Ricciolo e Morbidoso,

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Mafia, amore & polizia

Mafia, amore & polizia 20 Mafia, amore & polizia -Ah sì, ora ricordo... Lei è la signorina... -Francesca Affatato. -Sì... Sì... Francesca Affatato... Certo... Mi ricordo... Lei è italiana, non è vero? -No, mio padre è italiano.

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

stelle, perle e mistero

stelle, perle e mistero C A P I T O L O 01 In questo capitolo si parla di un piccolo paese sul mare. Elenca una serie di parole che hanno relazione con il mare. Elencate una serie di parole che hanno relazione con il mare. Poi,

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Io..., papà di...... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Lettura albo, strumento utilizzato in un Percorso di Sostegno alla Genitorialità biologica EMAMeF - Loredana Plotegher, educatore professionale

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1)

Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1) Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1) Cos è il virtu@le? Un giorno entrai di fretta e molto affamato in un ristorante. Scelsi un tavolo lontano da tutti,

Dettagli

*** SASHA per SEMPRE ***

*** SASHA per SEMPRE *** *** SASHA per SEMPRE *** Siamo una coppia di portoghesi che abita in Italia da più di 10 anni. Abbiamo un figlio piccolo e nel 2010 abbiamo deciso di avventurarci in un progetto di solidarietà e di Amore:

Dettagli

Articolo giornale campo scuola 2014

Articolo giornale campo scuola 2014 Articolo giornale campo scuola 2014 Condivisione, stare assieme sempre, conoscersi? In queste tre parole racchiuderei la descrizione del campo estivo. Sono sette giorni bellissimi in cui si impara prima

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!!

MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI!! MODULO UNO : La tua STORIA con i SOLDI Ciao e Benvenuta in questo straordinario percorso che ti permetterà di compiere un primo passo per IMPARARE a vedere finalmente il denaro in modo DIFFERENTE Innanzitutto

Dettagli

Esercizi il condizionale

Esercizi il condizionale Esercizi il condizionale 1. Completare secondo il modello: Io andare in montagna. Andrei in montagna. 1. Io fare quattro passi. 2. Loro venire da noi. 3. Lui prendere un caffè 4. Tu dare una mano 5. Noi

Dettagli

COME NON PERDERE TEMPO NEL NETWORK MARKETING!

COME NON PERDERE TEMPO NEL NETWORK MARKETING! COME NON PERDERE TEMPO NEL NETWORK MARKETING Grazie per aver scaricato questo EBOOK Mi chiamo Fabio Marchione e faccio network marketing dal 2012, sono innamorato e affascinato da questo sistema di business

Dettagli

- 1 reference coded [0,86% Coverage]

<Documents\bo_min_9_M_18_ita_stu> - 1 reference coded [0,86% Coverage] - 1 reference coded [0,86% Coverage] Reference 1-0,86% Coverage E le altre funzioni, le fotografie, o, non so le altre cose che può offrire il cellulare sono cose che

Dettagli

Paola, Diario dal Cameroon

Paola, Diario dal Cameroon Paola, Diario dal Cameroon Ciao, sono Paola, una ragazza di 21 anni che ha trascorso uno dei mesi più belli della sua vita in Camerun. Un mese di volontariato in un paese straniero può spaventare tanto,

Dettagli

Evangelici.net Kids Corner. Abramo

Evangelici.net Kids Corner. Abramo Evangelici.net Kids Corner Abramo Abramo lascia la sua casa! Questa storia biblica è stata preparata per te con tanto amore da un gruppo di sei volontari di Internet. Paolo mise le sue costruzioni nella

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente

LISTA DIALOGHI. Non ti aspettavo. di barbara rossi prudente LISTA DIALOGHI Non ti aspettavo di barbara rossi prudente - EST. GIORNO Oggi è 28 maggio? 28 maggio? Sì, forse sì PAOLO: 29 al massimo Come 29? No, 30 PAOLO: Secondo me è 29. Comunque, quanti giorni fa

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

NONA LEZIONE L AUTOSTOP

NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE L AUTOSTOP NONA LEZIONE 96 L autostop Scendi pure tu dalla macchina? Devo spingere anch io? Sì, se vuoi. Ma scusa, quanto è distante il distributore di benzina? Non lo so qualche chilometro.

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

I 6 Segreti Per Guadagnare REALMENTE Con Internet... E Trasformare La Tua Vita

I 6 Segreti Per Guadagnare REALMENTE Con Internet... E Trasformare La Tua Vita I 6 Segreti Per Guadagnare REALMENTE Con Internet... E Trasformare La Tua Vita Come Guadagnare Molto Denaro Lavorando Poco Tempo Presentato da Paolo Ruberto Prima di iniziare ti chiedo di assicurarti di

Dettagli

QUESTIONARI PER GENITORI E BAMBINI

QUESTIONARI PER GENITORI E BAMBINI QUESTIONARI PER GENITORI E BAMBINI UISP SEDE NAZIONALE Largo Nino Franchellucci, 73 00155 ROMA tel. 06/43984345 - fax 06/43984320 www.diamociunamossa.it www.ridiamociunamossa.it progetti@uisp.it ridiamociunamossa@uisp.it

Dettagli

La Domanda Perfetta Scopri Subito Chi ti Mente

La Domanda Perfetta Scopri Subito Chi ti Mente La Domanda Perfetta Scopri Subito Chi ti Mente Una tecnica di Persuasore Segreta svelata dal sito www.persuasionesvelata.com di Marcello Marchese Copyright 2010-2011 1 / 8 www.persuasionesvelata.com Sommario

Dettagli

E ora inventiamo una vita.

E ora inventiamo una vita. E ora inventiamo una vita. - Venga Cristina, facciamo due chiacchiere. Il ragioniere dell'ufficio personale si accomoda e con un respiro inizia il suo discorso. Lei sa vero che ha maturato l'età per il

Dettagli

TANDEM Köln www.tandem-koeln.de info@tandem-koeln.de

TANDEM Köln www.tandem-koeln.de info@tandem-koeln.de Nome: Telefono: Data: Kurs- und Zeitwunsch: 1. Ugo è a. italiano b. da Italia c. di Italia d. della Italia 3. Finiamo esercizio. a. il b. lo c. gli d. l 5. Ugo e Pia molto. a. non parlano b. non parlare

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

Scopri il piano di Dio: Pace e vita

Scopri il piano di Dio: Pace e vita Scopri il piano di : Pace e vita E intenzione di avere per noi una vita felice qui e adesso. Perché la maggior parte delle persone non conosce questa vita vera? ama la gente e ama te! Vuole che tu sperimenti

Dettagli

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 Zeta 1 1 2 NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 2010 by Bonfirraro Editore Viale Ritrovato, 5-94012 Barrafranca - Enna Tel. 0934.464646-0934.519716

Dettagli

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA HEAL YOUR LIFE WORKSHOP 4/5 OTTOBRE 2014 PRESSO CENTRO ESTETICO ERIKA TEMPIO D IGEA 1 E il corso dei due giorni ideato negli anni 80 da Louise Hay per insegnare il

Dettagli

DOLCI RICORDI - Adattamento e riduzione -

DOLCI RICORDI - Adattamento e riduzione - PROVA DI ITALIANO DOLCI RICORDI - Adattamento e riduzione - Molti anni fa vivevo con la mia famiglia in un paese di montagna. Mio padre faceva il medico, ma guadagnava poco perché i suoi malati erano poveri

Dettagli

TEATRO COMUNALE CORSINI. giovedì 28 febbraio 2013

TEATRO COMUNALE CORSINI. giovedì 28 febbraio 2013 TEATRO COMUNALE CORSINI giovedì 28 febbraio 2013 Credo che tutti i ragazzi in questa fase di età abbiamo bisogno di uscire con gli amici e quindi di libertà. Credo che questo spettacolo voglia proprio

Dettagli

Wretched - Libero Di Vevere, Libero Di Morire. Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 03:35

Wretched - Libero Di Vevere, Libero Di Morire. Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 03:35 01 - Come Un Cappio Un cappio alla mia gola le loro restrizioni un cappio alla mia gola le croci e le divise un cappio che si stringe, un cappio che mi uccide un cappio che io devo distruggere e spezzare

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

Indice. Pasta per due... pag. 5. Scheda culturale - Le carte... pag. 42. Esercizi... pag. 45. Soluzioni degli esercizi... pag. 63

Indice. Pasta per due... pag. 5. Scheda culturale - Le carte... pag. 42. Esercizi... pag. 45. Soluzioni degli esercizi... pag. 63 Indice Pasta per due... pag. 5 Scheda culturale - Le carte... pag. 42 Esercizi... pag. 45 Soluzioni degli esercizi... pag. 63 Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma.

Dettagli

PORCHIPINO. Periodo attuazione: ottobre/dicembre 2007

PORCHIPINO. Periodo attuazione: ottobre/dicembre 2007 PORCHIPINO Temi: L incontro, lo stare e il partire. La narrazione della storia di Porchipino, un piccolo riccio rimasto solo nel bosco, introduce i bambini al tema dell incontro, dell accoglienza del diverso

Dettagli

Quale pensi sia la scelta migliore?

Quale pensi sia la scelta migliore? Quale pensi sia la scelta migliore? Sul nostro sito www.respect4me.org puoi vedere le loro storie e le situazioni in cui si trovano Per ogni storia c è un breve filmato che la introduce Poi, puoi vedere

Dettagli

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le Indice Introduzione 7 Miagolina si presenta 11 Quella volta che Miagolina è caduta nel buco della vasca 24 Quando è nato Spigolo 44 Miagolina e le parole storte 56 Spigolo va all asilo 75 Miagolina si

Dettagli

Test d Italiano T-1 Italian Introductory test T-1

Test d Italiano T-1 Italian Introductory test T-1 Inserisci il tuo nome- Your Name: E-Mail: Data : Puoi dare questa pagina al tuo insegnante per la valutazione del livello raggiunto Select correct answer and give these pages to your teacher. Adesso scegli

Dettagli

un tubicino che gli entrava nell'ombelico.

un tubicino che gli entrava nell'ombelico. Un altro Miracolo Quel bimbo non aveva un nome né sapeva se era un maschietto o una femminuccia. Inoltre non riusciva a vedere, non poteva parlare, non poteva camminare né giocare. Riusciva a muoversi

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA

SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA SETTIMA LEZIONE 72 Lucia non lo sa Claudia Claudia Come? Avete fatto conoscenza in ascensore? Non ti credo. Eppure devi credermi, perché è la verità. E quando? Un ora fa.

Dettagli

..conoscere il Servizio Volontario Europeo

..conoscere il Servizio Volontario Europeo ..conoscere il Servizio Volontario Europeo 1. LʼEDITORIALE 1. LʼEDITORIALE Cari amici, il tempo dell estate è un tempo che chiede necessariamente voglia di leggerezza. Proprio di questa abbiamo bisogno

Dettagli

Claudio Bencivenga IL PINGUINO

Claudio Bencivenga IL PINGUINO Claudio Bencivenga IL PINGUINO 1 by Claudio Bencivenga tutti i diritti riservati 2 a mia Madre che mi raccontò la storia del pignuino Nino a Barbara che mi aiuta sempre in tutto 3 4 1. IL PINGUINO C era

Dettagli

Roberta Santi AZ200. poesie

Roberta Santi AZ200. poesie AZ200 Roberta Santi AZ200 poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Roberta Santi Tutti i diritti riservati T amo senza sapere come, né quando né da dove, t amo direttamente, senza problemi né orgoglio:

Dettagli

Poesie, filastrocche e favole per bambini

Poesie, filastrocche e favole per bambini Poesie, filastrocche e favole per bambini Jacky Espinosa de Cadelago Poesie, filastrocche e favole per bambini Ai miei grandi tesori; Elio, Eugenia ed Alejandro, coloro che ogni giorno mi fanno crescere

Dettagli

Test di ascolto Numero delle prove 2

Test di ascolto Numero delle prove 2 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e messaggi. In quale luogo puoi ascoltare i testi? Scegli una delle tre proposte che ti diamo. Alla fine del

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama!

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Si vede subito quando una donna ama. E più disponibile ad accettare uno come me. L amore vero, di

Dettagli

Come migliorare la tua relazione di coppia

Come migliorare la tua relazione di coppia Ettore Amato Come migliorare la tua relazione di coppia 3 strategie per essere felici insieme I Quaderni di Amore Maleducato Note di Copyright Prima di fare qualunque cosa con questo Quaderno di Amore

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli

http://www.sprachkurse-hochschule.de

http://www.sprachkurse-hochschule.de Lingua: Italiana Livello: A1/A2 1. Buongiorno, sono Sandra, sono di Monaco. (a) Buongiorno, sono Sandra, sono da Monaco. Buongiorno, sono Sandra, sono in Monaco. 2. Mia sorella chiama Kerstin. (a) Mia

Dettagli

Sono stato crocifisso!

Sono stato crocifisso! 12 febbraio 2012 penultima dopo l epifania ore 11.30 con i fidanzati Sono stato crocifisso! Sia lodato Gesù Cristo! Paolo, Paolo apostolo nelle sue lettere racconta la sua storia, la storia delle sue comunità

Dettagli

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29 Sono qui da 15 giorni e ho già avuto il primo grosso scombussolamento emotivo: un ondata di dubbi, paure, rabbia, senso di inadeguatezza, solitudine e chi più ne ha, più ne metta. Il tutto stimolato da

Dettagli

La cenerentola di casa

La cenerentola di casa La cenerentola di casa Audrina Assamoi LA CENERENTOLA DI CASA CABLAN romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Audrina Assamoi Tutti i diritti riservati Questa storia è dedicata a tutti quelli che

Dettagli

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 F= risposta degli alunni/figli G = risposta dei genitori F: 1- Cosa pensi della dipendenza elettronica?

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

SPIRITO SANTO E MATRIMONIO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II. Don Przemyslaw Kwiatkowski

SPIRITO SANTO E MATRIMONIO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II. Don Przemyslaw Kwiatkowski SPIRITO SANTO E MATRIMONIO NEL PENSIERO DI GIOVANNI PAOLO II Don Przemyslaw Kwiatkowski Ciao a tutti! Siamo Alberto e Silvia di Cherasco, in Piemonte e siamo sposati da quasi 6 anni. E noi siamo Alberto

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio.

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Siccome il cancro è una malattia incurabile, Gesù vuole spiegare

Dettagli

L attimo fuggente. Charlot soldato. Charlot soldato

L attimo fuggente. Charlot soldato. Charlot soldato L attimo fuggente Charlot soldato L attimo fuggente Charlot soldato Due sequenze tratte da due film assai diversi e lontani nel tempo: Charlot soldato di Charlie Chaplin (1918) e L attimo fuggente di Peter

Dettagli

- 1 reference coded [1,02% Coverage]

<Documents\bo_min_2_M_17_ita_stu> - 1 reference coded [1,02% Coverage] - 1 reference coded [1,02% Coverage] Reference 1-1,02% Coverage Sì, adesso puoi fare i filmati, quindi alla fine se non hai niente da fare passi anche un ora al cellulare

Dettagli

Maggio 2014 San Vito. Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane

Maggio 2014 San Vito. Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane Maggio 2014 San Vito Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane PRIMO INCONTRO In cerchio. Presentazione dell attività e delle regole Presentazione (sedute in cerchio). Mi chiamo.la favola/fiaba

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

E poi aggiunse - Non voglio giocare a pallamuso, è solo per la fontanella, giuro! Gli avversari_

E poi aggiunse - Non voglio giocare a pallamuso, è solo per la fontanella, giuro! Gli avversari_ Gli avversari_ (leggi la prima parte) Dopo un po che si allenavano, Zio Champion disse loro di fermarsi e di bere qualcosa, sgridandoli, quando scoprì che non avevano portato nulla da bere! - È importante

Dettagli

MENTRE I TRE SI AVVICINAVANO ALLA ANDAVANO NELLA STESSA DIREZIONE: «NEI PERICOLI È MEGLIO ESSERE IN «E SE CI TROVIAMO IN UNA BATTAGLIA?

MENTRE I TRE SI AVVICINAVANO ALLA ANDAVANO NELLA STESSA DIREZIONE: «NEI PERICOLI È MEGLIO ESSERE IN «E SE CI TROVIAMO IN UNA BATTAGLIA? CAPITOLO XXX MENTRE I TRE SI AVVICINAVANO ALLA VALLE, TROVARONO COMPAGNI CHE ANDAVANO NELLA STESSA DIREZIONE: «TANTA GENTE ATTIRA I SOLDATI. POVERO ME!» BORBOTTAVA DON ABBONDIO. «NEI PERICOLI È MEGLIO

Dettagli

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.

Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio. Illustrazioni, ideazione grafica e impaginazione realizzate da MoaiStudio di Canovi Christian e Roggerone Maurizio www.moaistudio.com Storia di Milena Lanzetta SE C È UN GIORNO DELLA SETTIMANA CHE FILIPPO

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

Perché non ho provato

Perché non ho provato Elena Colella Perché non ho provato Sin dai primi giorni, l arrivo di Esther mise sottosopra l intero quartiere. Esther, 30 anni circa. Jeans aderenti e stivali neri in pelle. Maglie scure aderenti. Carnagione

Dettagli

CAP I. Note. Parte prima KATE

CAP I. Note. Parte prima KATE 7 Parte prima KATE CAP I - Mi chiamo Kate Maxwell. Nell ufficio dell investigatore Antonio Esposito sono le nove e mezza di una fredda mattina d ottobre. La donna è venuta senza appuntamento. Ha circa

Dettagli

LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO

LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO LIBO' L'ITALIANO ALLA RADIO ESERCIZI PUNTATA N 14 Incontrare degli amici A cura di Marta Alaimo Voli Società Cooperativa 2011 1 Incontrare degli amici DIALOGO PRINCIPALE B- Ciao. A- Ehi, ciao, è tanto

Dettagli

Esercizi pronomi indiretti

Esercizi pronomi indiretti Esercizi pronomi indiretti 1. Completate il dialogo con i pronomi dati: Bella la parita ieri, eh? Ma quale partita! Ho litigato con mia moglie e... alla fine non l ho vista! Ma che cosa ha fatto? Niente...

Dettagli

Il principe Biancorso

Il principe Biancorso Il principe Biancorso C era una volta un re che aveva tre figlie. Un giorno, stando alla finestra con la maggiore a guardare nel cortile del castello, vide entrare di corsa un grosso orso che rugliava

Dettagli

SLOWEAR A SLOW TALE CONTEST GIULIA MENICONZI UN AMORE IMPOSSIBILE PARTNER

SLOWEAR A SLOW TALE CONTEST GIULIA MENICONZI UN AMORE IMPOSSIBILE PARTNER SLOWEAR A SLOW TALE CONTEST GIULIA MENICONZI UN AMORE IMPOSSIBILE PARTNER Idea Una ragazza è innamorata della sua istruttrice, ma è spaventata da questo sentimento, non avendo mai provato nulla per una

Dettagli

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è I fogli bianchi Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è frutto di immaginazione e non ha nessuna

Dettagli

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR PERSONE DA AIUTARE Ci sono persone che piangono dal dolore, li potremmo aiutare, donando pace e amore. Immagina

Dettagli

TESTO SCRITTO DI INGRESSO

TESTO SCRITTO DI INGRESSO TESTO SCRITTO DI INGRESSO COGNOME NOME INDIRIZZO NAZIONALITA TEL. ABITAZIONE/ CELLULARE PROFESSIONE DATA RISERVATO ALLA SCUOLA LIVELLO NOTE TOTALE DOMANDE 70 TOTALE ERRORI Test Livello B1 B2 (intermedio

Dettagli

Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno

Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno Il piccolo Arco Baleno viveva tutto solo sopra una nuvola. La sua nuvoletta aveva tutte le comodità: un letto con una grande coperta colorata, tantissimi

Dettagli

www.iluss.it - Italiano online Scheda grammaticale

www.iluss.it - Italiano online Scheda grammaticale Discorso indiretto - o n 1 Trasformare il discorso diretto in indiretto 1. "Che cosa fai?". Mi chiese che cosa. 2. "Sono venuto a saperlo per caso". Disse a saperlo per caso. 3. "Per favore, telefoni a

Dettagli

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci CAPITOLO 1 La donna della mia vita Oggi a un matrimonio ho conosciuto una donna fantastica, speciale. Vive a Palermo, ma appena se ne sente la cadenza, adora gli animali, cani e cavalli soprattutto, ma

Dettagli

TEST DI AMMISSIONE AL LIVELLO A2 (Elementare 3)

TEST DI AMMISSIONE AL LIVELLO A2 (Elementare 3) Nome studente Data TEST DI AMMISSIONE AL LIVELLO A2 (Elementare 3) 1. Completa il testo con gli articoli e le desinenze dei nomi e degli aggettivi. Le tendenze alimentari italiane. Quali sono le mode alimentari

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 COME SI CREA UN RICORDO NELLA NOSTRA MENTE?

SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 COME SI CREA UN RICORDO NELLA NOSTRA MENTE? SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S.2013/14 PROGETTO SCIENTIFICO di Marica Loppo Gruppo anni 5 LA MEMORIA è una GRANDE CASA in cui si depositano le informazioni recuperate con l aiuto dei sensi (LE FINESTRE)

Dettagli

Logopedia in musica e. canzoni

Logopedia in musica e. canzoni Logopedia in musica e canzoni Un Lavoro di Gruppo, Giugno 2013 INTRODUZIONE Siamo un gruppo di persone, chi ricoverato in Degenza e chi in Day Hospital, del Presidio Ausiliatrice-don Gnocchi di Torino

Dettagli

2 lectio di quaresima

2 lectio di quaresima 2 lectio di quaresima 2014 GESU E LA SAMARITANA Sono qui, conosco il tuo cuore, con acqua viva ti disseterò. sono io, oggi cerco te, cuore a cuore ti parlerò. Nessun male più ti colpirà il tuo Dio non

Dettagli

Lasciatevi incantare

Lasciatevi incantare Lasciatevi incantare Rita Pecorari LASCIATEVI INCANTARE favole www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Rita Pecorari Tutti i diritti riservati Tanto tempo fa, io ero ancora una bambina, c era una persona

Dettagli

Livello CILS A1 Modulo per l integrazione in Italia

Livello CILS A1 Modulo per l integrazione in Italia Livello CILS A1 Modulo per l integrazione in Italia GIUGNO 2012 Test di ascolto numero delle prove 3 Ascolto - Prova n.1 Ascolta i testi. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento.

Dettagli

La Sagrada Famiglia 2015

La Sagrada Famiglia 2015 La Sagrada Famiglia 2015 La forza che ti danno i figli è senza limite e per fortuna loro non sanno mai fino in fondo quanto sono gli artefici di tutto questo. Sono tiranni per il loro ruolo di bambini,

Dettagli

Collana: Libri per bambini

Collana: Libri per bambini La Madonna a Medjugorje appare SHALOM Collana: Libri per bambini Testi e illustrazioni: Editrice Shalom Editrice Shalom 25.06.2014 33 o Anniversario delle apparizioni a Medjugorje ISBN 9788884043498 Per

Dettagli

Come si fa a stare bene insieme?

Come si fa a stare bene insieme? Come si fa a stare bene insieme? Stare insieme è bello. Alle volte per noi bambini è difficile. Abbiamo intrapreso questo viaggio alla scoperta di un modo migliore per vivere a scuola e non solo. Progetto

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

VADO A SCUOLA CON LO SCUOLABUS. Servizi Scolastici Integrativi Comunali TRASPORTO SCOLASTICO

VADO A SCUOLA CON LO SCUOLABUS. Servizi Scolastici Integrativi Comunali TRASPORTO SCOLASTICO VADO A SCUOLA CON LO SCUOLABUS Servizi Scolastici Integrativi Comunali TRASPORTO SCOLASTICO Vado a scuola con lo Scuolabus Vado con lo Scuolabus alla scuola dell infanzia o alla scuola primaria Se non

Dettagli

LA DIVERSITÀ Obiettivo: accettare la diversità propria e altrui; considerare la diversità come un valore; comprendere un racconto.

LA DIVERSITÀ Obiettivo: accettare la diversità propria e altrui; considerare la diversità come un valore; comprendere un racconto. LA DIVERSITÀ Obiettivo: accettare la diversità propria e altrui; considerare la diversità come un valore; comprendere un racconto. Attività: ascolto di un racconto. La bambola diversa Lettura dell insegnante

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

Tabelle descrittive al tempo zero. Tabella 1. Dati socio-demografici e clinici dei pazienti

Tabelle descrittive al tempo zero. Tabella 1. Dati socio-demografici e clinici dei pazienti Tabelle relative ai pazienti con depressione maggiore e ai loro familiari adulti e minori che hanno partecipato allo studio e sono stati rivalutati a sei mesi - dati preliminari a conclusione dello studio

Dettagli