Fonte dati: Bureau of Economic Analysis, Eurostat

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Fonte dati: Bureau of Economic Analysis, Eurostat"

Transcript

1 Perché l Europa non esce dalla crisi Paolo Manasse e Isabella Rota Baldini Europa e Stati Uniti, racconto di due città: mentre oltreoceano la ripresa economica è ben avviata la zona Euro continua ad arrancare. Perché? Le differenze cruciali tra le due aree sono alla base della loro diversa capacità di uscire dalla recessione. Gli USA sono uno stato unitario di natura federale e un mercato unico e competitivo per beni, fattori di produzione e attività finanziarie. Viceversa l Eurozona è una federazione composita di stati; un area di scambio con mercati ancora fortemente segmentati, concorrenza imperfetta e con istituzioni non adeguate a far fronte alle attuali difficoltà. Non a caso infatti la crisi ha frenato il processo di convergenza tra i paesi europei portando alla luce nodi strutturali irrisolti. Questi nodi hanno aggravato l impatto recessivo degli shock di domanda, il credit crunch e le politiche di austerità. I recenti anni di difficoltà economica hanno anche esposto la fragilità e l inadeguatezza delle istituzioni europee, rivelandone gli errori del loro disegno complessivo. 1. Reddito Pro-Capite Innanzitutto, è utile osservare l andamento del reddito medio reale nelle due aree negli anni recenti (Figura 1). Come si può notare, la flessione del accomuna entrambe le aree. L impatto sul reddito medio americano (linea blu) è di ben 2459 dollari a prezzi costanti (-6%), mentre nell Eurozona il reddito medio, linea gialla, subisce inizialmente un calo inferiore, di circa 12 Euro (-4,7%). Si osservi però che già nel 212 il reddito medio americano torna ai livelli pre-crisi, mentre quello europeo nel 212 è ancora il 2,5% inferiore rispetto a quello del 27. Questo sembra indicare che benché la crisi colpisca con maggior forza gli Stati Uniti, da cui per altro era partita, le conseguenze recessive si rivelano molto più persistenti nell Eurozona. USD Figura 1: Pil reale pro capite (Prezzi costanti 25) Euro Intervallo USA USA Intervallo Eurozona Eurozona Fonte dati: Bureau of Economic Analysis, Eurostat La Figura 1 evidenzia anche l eterogeneità interna ai paesi, illustrata dalle bande, blu per USA e gialla per Eurozona, i cui limiti superiori ed inferiori descrivono il reddito pro capite nello Stato più ricco e in quello più povero: rispettivamente Distretto di Columbia e Mississippi negli USA; Lussemburgo e Estonia nell Eurozona. Dal grafico è chiaro che le differenze fra stati sono decisamente maggiori nell Eurozona

2 rispetto all America. Tra 2 ed il 212 il reddito per abitante dello stato americano più ricco è di 5 volte maggiore di quello dello stato più povero. Nell Eurozona nello stesso periodo questo rapporto è di 8,6 a 1. La Figura 2 mostra l evoluzione di queste differenze nel tempo. Le linee gialla e blu rappresentano, per Eurozona e USA rispettivamente, un indice che misura la distanza degli stati dalla media (lo scarto quadratico medio tra redditi pro capite, diviso per la media). Se la linea scende le differenze di reddito all interno dell area si riducono e gli stati diventano più uguali. Si evince che fino al 28 in Europa le differenze tra stati si sono ridotte, ma questo processo è rallentato con la crisi. In America, la crisi ha invece inizialmente accelerato l aumento delle diseguaglianze inter-statali, ma già dal 29 questa tendenza si è poi invertita.,6 Figura 2: Dispersione nel Pil pro capite (Coefficiente di Variazione),55,5,45,4,35, CV_Euro CV_USA 2. Convergenza/Divergenza Secondo i modelli economici di crescita, i paesi più poveri dovrebbero crescere più rapidamente di quelli ricchi poiché il capitale, rispetto al lavoro, è relativamente scarso e dunque, a parità di tecnologia, più produttivo, cosa che incentiva il risparmio e l investimento. Questo processo di convergenza si è effettivamente verificato in Europa fra il 2 e il 27, come documentato anche dalla riduzione della dispersione tra i redditi pro capite, ma la velocità di questa tendenza si è dimezzata nel periodo più recente. Nella Figura 3 ogni punto rappresenta un paese nei periodi 2-7 (in blu) e (in rosso). Il grafico mostra la relazione tra livello di reddito reale pro-capite iniziale, sulle ascisse, e l aumento medio del reddito negli anni successivi, sulle ordinate. Quando i punti (paesi) si dispongono intorno ad una retta inclinata negativamente significa che in media i paesi che inizialmente avevano i redditi pro-capite più bassi sono cresciuti più rapidamente. Tanto maggiore è la pendenza (negativa) della retta, tanto maggiore è la velocità di convergenza nel periodo considerato. Una pendenza positiva segnala divergenza. Come si può notare, nel periodo post-crisi (in rosso) la velocità di convergenza nella zona Euro si è praticamente dimezzata rispetto al periodo precedente (in blu). Negli Stati Uniti, si veda la Figura 3.2, la relazione tra crescita e redditi iniziali è molto più confusa, statisticamente poco significativa. Essa suggerisce che nel periodo più recente sia aumentata la divergenza tra stati.

3 Crescita cumulata del pil pro capite Figura 3.1: Convergenza nell'eurozona,8,6,4,2 -,2 -,4 -, Reddito pro capite iniziale Crescita Cumulata del PIL procapite Figura 3.2: Divergenza negli USA,35,3,25,2,15,1,5 -,5 1 1, ,5 12 Reddito procapite iniziale Per capire perché alcuni paesi abbiano sofferto più di altri, dobbiamo considerare due aspetti. Il primo è l entità degli shock di domanda a cui sono stati soggetti, in particolare le conseguenze del mancato accesso al mercato dei capitali (soprattutto per paesi in cui banche o Stato sono diventati insolventi) e le eventuali ripercussioni delle manovre di aggiustamento di bilancio. Il secondo sono le condizioni strutturali di offerta che promuovono o frenano la crescita della produttività e favoriscono/frenano la flessibilità dei prezzi e dei salari. La caduta della domanda ha effetti tanto più negativi su Pil e occupazione tanto maggiore è la rigidità dei prezzi (le imprese sfruttano il loro potere di mercato per non ridurli, aggravando il calo dei consumi) e dei salari (i disoccupati non sono riassorbiti dalle imprese perché gli insider mantengono i salari inalterati nonostante la recessione). Partiamo dal lato dell offerta. 3.1 Produttività Se guardiamo alla produttività, vediamo che i paesi che prima del 28 presentavano una crescita della produttività più bassa e maggiori distorsioni sul mercato del lavoro sono stati quelli che hanno sofferto di più. La Figura 6 mostra la relazione tra la crescita cumulata della produttività totale dei fattori in Europa nel periodo precedente la crisi, 2-8, e la successiva variazione del Pil reale pro capite, I paesi in cui la produttività è aumentata di meno prima della crisi sono in media proprio quelli in cui il Pil pro capite è diminuito di più (o aumentato di meno) durante la crisi. Ci sono delle eccezioni: la Grecia, in basso nel grafico, pur in presenza di una precedente (modesta) crescita di produttività (+1,5%) ha avuto un tracollo del Pil pro capite nella crisi (-17%); e la Slovacchia, a destra nel grafico, nonostante una spettacolare crescita cumulata di produttività tra 2-8 (+31%) ha subito una lieve contrazione del reddito pro capite (- 2,8%). Il caso della Grecia si spiega con default sovrano e le dure misure di austerità, quello della Slovacchia è dovuto in larga misura alla forte contrazione delle esportazioni. Entrambi i casi mettono in luce il ruolo importante che hanno avuto gli shock di domanda (si veda più avanti).

4 Crescita cumulata del Pil pro capite Figura 4: Produttività e Crisi nell'eurozona,15,1,5 -,5 -,1 -,15 -,2 -,1 -,5,5,1,15,2,25,3,35 crescita cumulata della PTF Mercato del lavoro Fonte dati: European Commission, Eurostat Guardando al mercato del lavoro possiamo osservare che l effetto della recessione è stato più forte nei paesi in cui la disoccupazione (e dunque la rigidità del mercato del lavoro) era già alta prima della crisi. Nelle Figure 5 ogni puntino rappresenta uno Stato: sull asse delle ascisse abbiamo il saggio di disoccupazione medio nel periodo precedente la crisi; su quello delle ordinate la variazione del tasso di disoccupazione in quello post-crisi. La pendenza positiva della retta significa che, come detto in precedenza, la disoccupazione in media è aumentata di più laddove era già alta prima della crisi. Questo processo di divergenza è molto più accentuato in Europa rispetto agli Stati Uniti, dove la retta è più piatta. Non dobbiamo perciò stupirci se in Europa, dove già prima della crisi presentava mercati del lavoro molto segmentati ed eterogenei, si assista ad un ulteriore aumento degli spread della disoccupazione. Figura 5.1: Divergenza disoccupazione nell'eurozona Figura 5.2: Divergenza disoccupazione negli USA Aumento disoccupazione Disoccupazione 2-8 Aumento disoccupazione Disoccupazione 2-8 La Figura 6 mostra i tassi di disoccupazione medi della zona Euro e degli Stati Uniti e le bande che descrivono i livelli massimi e minimi di ciascuna area. Negli USA nel 27, alla vigilia della crisi, la differenza massima nei tassi di disoccupazione tra gli stati è al 4,6%; lo shock della crisi amplia questo

5 divario che raggiunge il 1% nel 21, ma poi torna a calare. Il quadro europeo è ben diverso. Già nel periodo pre-crisi, il mercato del lavoro europeo appare molto più segmentato di quello americano, a causa della minor mobilità internazionale del lavoro. Con la crisi questa forbice si amplia fino a raggiungere 2,7 punti (tra Spagna, 25%, e Austria, 4.3%) nel 212. Il risultato aggregato è che in USA la disoccupazione cala dal 21, in Europa continua a crescere. 25 Figura 6: Tasso di Disoccupazione Intervallo USA USA Intervallo EU Eurozone Fonte dati: Bureau of Labour Statistics, Eurostat 3.3 Deficit di bilancio La politica fiscale costituisce l altro elemento che spiega le difficoltà europee rispetto agli Stati Uniti. Negli USA il rapporto fra disavanzo federale e Pil è passato dallo,7% del 26 a oltre il 13% nel 29 mantenendosi al di sopra dell 8% fino al 212. Questo andamento riflette, in parte, le politiche espansive messe in atto dall amministrazione Obama per contrastare la crisi, in parte l effetto degli stabilizzatori automatici (la tendenza automatica all aumento dei trasferimenti e della riduzione delle entrate in recessione) insieme a quello meccanico della caduta del denominatore (il Pil). In Europa, il bilancio federale, dal punto di vista macroeconomico, è inesistente: il bilancio della Comunità Europea rappresenta circa l 1% del Pil dell Europa 27 ed è sempre in pareggio, poiché non è prevista la possibilità di emettere titoli di debito comune. Per questo, la linea gialla della Figura 5 rappresenta la media dei rapporti deficit/pil nei paesi dell Eurozona, e non un bilancio federale. L aumento del disavanzo medio nell Eurozona fra il 27 e 29 (5,7 punti di PIL) è in larga misura ascrivibile al crollo del Pil e agli stabilizzatori automatici. Intorno alle due linee continue, il grafico mostra anche il livello massimo e minimo del rapporto deficit/pil negli stati americani ed europei. Dalla figura 7 si vede chiaramente che in America è il bilancio federale che si fa carico della stabilizzazione, mentre gli stati federali non si allontanano troppo dal pareggio di bilancio (banda blu). Negli USA sono gli stati a darsi in maniera autonoma regole esplicite o implicite per la disciplina del bilancio. In Europa avviene il contrario: con un bilancio federale è praticamente inesistente, non possono che essere gli stati nazionali ad esercitare politiche fiscali di stabilizzazione. Le istituzioni centrali europee stabiliscono delle regole (patto di stabilità e crescita, fiscal compact) volte ad assicurare la disciplina dei bilanci statali, ma queste regole vengono sistematicamente violate, specialmente quando la situazione economica si deteriora.

6 Come si evince dal grafico, a partire dal 28, la forbice fra i paesi si è molto accresciuta in Europa (fascia gialla nella figura). Tuttavia, già a partire dal 29-1 quasi tutti paesi dell Eurozona mettono in atto, seppur in misura diversa, politiche di riduzione dei disavanzi di bilancio che porta ad una riduzione del deficit dell area e della forbice. 25 Figura 7: Rapporto Deficit/Pil (GSP) in USA e Eurozona Intervallo USA Deficit Federale USA Intervallo Eurozona Deficit Eurozona Fonte dati: Eurostat, IMF World Economic Outlook April 213, nostre elaborazioni su dati 3.4 Debito pubblico L andamento del rapporto debito/pil (Figura 8) mostra le conseguenze delle precedenti differenze tra Europa e America. Il debito federale americano è cresciuto dal 6,4 fino al 16,5% del Pil tra 26 e 21, mentre i debiti degli stati federali (banda blu), non hanno mai superato il 2%. In Europa il rapporto debito/pil medio degli stati (non esiste un debito federale) è cresciuto dal 7 al 9,6%, molto meno che in America; ma al contrario di quanto avvenuto negli USA, la forbice dei debiti europei è esplosa (nel 212 l Estonia è al 1% e Grecia al 157%).

7 Figura 8: Debito/Pil federale e per Stato Intervallo USA Debito federale USA Intervallo Eurozona Debito Eurozona Fonte dati: Eurostat, IMF World Economic Outlook April 213, 3.5 Austerità La spiegazione del differente impatto della crisi tra i paesi della zona Euro non può prescindere dalle manovre di consolidamento fiscale. La Figura 9 mostra la relazione tra la severità della stretta fiscale nel periodo 29-12, misurata sulle ordinate dal miglioramento nel saldo di bilancio in punti di Pil, e la crescita del Pil pro capite nello stesso periodo: in media ad ogni punto percentuale di riduzione del rapporto disavanzo/pil si associa una diminuzione di,84 punti del Pil pro capite. Dalla figura emerge una forte eterogeneità nella risposta dei paesi europei alle manovre di bilancio, questo indica che l austerità fiscale, da sola, non è sufficiente a spiegare l impatto della crisi. I casi più significativi sono Grecia e Irlanda, due paesi che per motivi diversi, hanno perso l accesso al mercato internazionale dei capitali, subendo le conseguenze di un credit crunch, e hanno dovuto ricorrere ai prestiti e alle condizioni della Troika. In Grecia, in basso a destra nel grafico, il Pil pro capite si è ridotto di quasi 2 punti percentuali, in corrispondenza di una stretta di bilancio di poco meno di 4 punti di Pil. Viceversa, in l Irlanda, a destra nel grafico, il reddito pro capite è rimasto sostanzialmente invariato nonostante una stretta di bilancio di oltre 6 punti di Pil. La differenza tra i due paesi esemplifica la differenza tra un economia rigida e una flessibile descritta in precedenza.

8 variazione pil pro capite Figura 9: Politica Fiscale e Pil pro capite nell'eurozona variazione Bilancio/Pil Redistribuzione in Europa e America Poiché l Eurozona non ha un bilancio adeguato, non dispone neppure di un efficace sistema di perequazione (o assicurazione) inter-statale. L Italia, il maggior contribuente netto europeo rispetto al suo Pil, versa al bilancio comunitario lo,38 percento l anno, mentre l Ungheria, lo Stato che più beneficia del bilancio europeo, riceve trasferimenti pari al 4,76 percento del proprio Pil (Tabella 1). L entità del sistema perequativo americano è di un ordine di grandezza maggiore (Tabella 2). Gli stati più poveri come West Virginia, Mississippi, New Mexico e Puerto Rico hanno ricevuto nel decennio trasferimenti che vanno dal 244 al 291% del loro Pil, mentre stati ricchi come New Jersey, Minnesota e Delaware hanno versato in un decennio contributi che rappresentano tra il 15 ed il 26% del proprio reddito. Tabella 1: Contributi netti al bilancio Comunitario in Europa

9 Tabella 1: Contributi netti al bilancio comunitario in Europa Paese Contributo netto (Milioni di ) % Pil Belgio ,36 Bulgaria 725 1,94 Repubblica Ceca ,1 Danimarca ,34 Germania -92 -,34 Estonia 35 2,31 Irlanda 383,31 Grecia ,22 Spagna 2994,29 Francia ,31 Italia ,38 Cipro 6,8,4 Lettonia 731 3,62 Lituania ,63 Lussemburgo -75 -,24 Ungheria ,67 Malta 67 1,15 Olanda ,36 Austria -85 -,27 Polonia ,1 Portogallo ,81 Romania ,8 Slovenia 49 1,4 Slovacchia 116 1,71 Finlandia ,34 Svezia ,33 Regno Unito ,32 Fonte: Eu commission, dati al 211 Fonte: European Commission, Financial Programming and Budget (dati al 211) Tabella 2: Trasferimenti inter-statali negli USA

10 5.Conclusioni Come abbiamo visto, la crisi ha frenato il processo di convergenza tra le economie europee amplificando anzi le differenze in termini di reddito, disoccupazione, saldi di bilancio e debito pubblico nella zona Euro.

11 Ciò è avvenuto perché i paesi hanno dovuto affrontare shock di domanda, austerità e credit crunch di diversa entità ma anche perché questi shock hanno interagito con alcuni pre-esistenti nodi strutturali nei mercati dei beni, del lavoro (e del credito), che hanno accresciuto la vulnerabilità e ridotto la reattività di alcuni paesi rispetto ad altri. La crisi ha poi messo in evidenza l inadeguatezza delle istituzioni europee. Nel sistema americano il bilancio federale svolge una duplice funzione: una macroeconomica di stabilizzazione della domanda attraverso spese, entrate e debito, e una redistributiva attraverso il sistema di perequazione tra stati. Non solo, gli stati americani scelgono autonomamente la disciplina di bilancio a cui sono soggetti; disciplina sostenuta da un impegno esplicito di no bail-out del governo federale, nel caso in cui lo Stato dovesse fallire. Inoltre, anche se ciò si verificasse, in nessun caso viene messa in discussione l appartenenza dello stato agli Stati Uniti (e alla sua moneta). Viceversa, nell Eurozona, il bilancio federale è irrisorio e sempre in pareggio, quindi l onere della politica macroeconomica di stabilizzazione ricade sui bilanci nazionali. Le regole di disciplina di bilancio sono imposte dal centro, con efficacia risibile. Inoltre, i trasferimenti inter-statali sono irrilevanti. Data l attuale struttura, per arginare la crisi nella zona Euro è intervenuta la Banca Centrale Europea offrendo liquidità a buon mercato alle banche in crisi, permettendo loro di comprare titoli di stato. Il cosiddetto il fondo salva stati (EFSF divenuto poi ESM) ha contribuito alla ricapitalizzazione delle banche in Spagna e dovrebbe anche finanziare interventi sul mercato dei titoli di Stato per arginare attacchi speculativi e fenomeni di contagio. Questo strumento rischia però di generare azzardo morale perché non è sorretto da un esplicito impegno di no bail-out, nonostante sia soggetto a condizionalità. E poiché l integrità dell Eurozona dipende in ultima analisi dalla volontà politica di ciascuno stato membro e non da Bruxelles o Francoforte l area dell Euro è intrinsecamente vulnerabile ad attacchi speculativi che scommettono sull uscita di questo o quel paese. Questo sistema non funziona. La strada per mettere la zona dell Euro al riparo dal rischio di disintegrazione è lunga e presenta grandi ostacoli di ordine politico. Richiede che ciascun paese riprenda con forza la via delle riforme, elimini le barriere alla concorrenza, le rendite di posizione di imprese, sindacati e banche nazionali; richiede che l Europa inizi a dotarsi gradualmente di un bilancio federale e di assicurazione inter-statale ad esempio devolvendo il gettito e l amministrazione di una base imponibile (l IVA) al centro e infine richiede che da regole centrali inefficaci e invasive si passi ad una politica basata sulla ownership nazionale della disciplina di bilancio, unita a un impegno vincolante di non bail out delle istituzioni europee. D altra parte, la disintegrazione dell Euro, oltre a forti rischi per la solvibilità degli stati e delle banche, porterebbe verosimilmente ad una stagione di svalutazioni competitive e ritorsioni commerciali che cancellerebbero in poco tempo i benefici della libera circolazione di beni, persone e investimenti. Proprio le cose che rendono forte l economia americana.

L ITALIA VISTA DALL EUROPA Verso i traguardi di Lisbona: i risultati dell Italia 4a edizione - Marzo 2007

L ITALIA VISTA DALL EUROPA Verso i traguardi di Lisbona: i risultati dell Italia 4a edizione - Marzo 2007 L ITALIA VISTA DALL EUROPA Verso i traguardi di Lisbona: i risultati dell 4a edizione - Marzo 2007 SINTESI Confindustria pubblica per la quarta volta L vista dall Europa, documento annuale che fa il punto

Dettagli

Tassi di crescita reale, su base congiunturale e tendenziale, del PIL e delle sue voci nel secondo trimestre 2015 (variazioni percentuali) 0,3

Tassi di crescita reale, su base congiunturale e tendenziale, del PIL e delle sue voci nel secondo trimestre 2015 (variazioni percentuali) 0,3 IL QUADRO AGGREGATO Come già avvenuto nel primo trimestre dell anno, anche nel secondo il prodotto interno lordo ha conosciuto una accelerazione sia congiunturale che tendenziale. Tra aprile e giugno dell

Dettagli

Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE

Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE International Institute for Labour Studies Nella UE, mancano quasi 6 milioni di posti di lavoro per tornare alla situazione occupazionale pre-crisi

Dettagli

I CONTI PUBBLICI NEGLI ANNI DELLA CRISI POLITICHE FISCALI E REDISTRIBUZIONE CAPITOLO 5

I CONTI PUBBLICI NEGLI ANNI DELLA CRISI POLITICHE FISCALI E REDISTRIBUZIONE CAPITOLO 5 I CONTI PUBBLICI NEGLI ANNI DELLA CRISI POLITICHE FISCALI E REDISTRIBUZIONE CAPITOLO 5 5 5. I conti pubblici negli anni della crisi: politiche fiscali e redistribuzione QUADRO D INSIEME Le condizioni

Dettagli

3. L industria alimentare italiana a confronto con l Ue

3. L industria alimentare italiana a confronto con l Ue Rapporto annuale 2012 3. L industria alimentare italiana a confronto con l Ue IN SINTESI Nel 2011, la contrazione della domanda interna nonostante la tenuta di quella estera ha determinato un calo dell

Dettagli

L OSSERVATORIO. 14 Aprile 2014 CATEGORIA: SOCIETA EFFICACIA DELLA LAUREA

L OSSERVATORIO. 14 Aprile 2014 CATEGORIA: SOCIETA EFFICACIA DELLA LAUREA L OSSERVATORIO 14 Aprile 2014 CATEGORIA: SOCIETA EFFICACIA DELLA LAUREA LAUREATI, DISOCCUPATI E SCORAGGIATI 14 Aprile 2014 Nella prima metà degli anni Cinquanta, per le strade circolavano poco più di 400mila

Dettagli

Tabella 1 - Immatricolazioni Autocarri Pesanti (>16 t) EST Europeo - Fonte ACEA

Tabella 1 - Immatricolazioni Autocarri Pesanti (>16 t) EST Europeo - Fonte ACEA Crollo del Mercato Autocarri e del Trasporto Merci su strada in Italia, quali le cause? Rapporto 2015 Cabotaggio, concorrenza sleale, dimensioni delle Aziende di trasporto, scarsa produttività, costi del

Dettagli

Lo stato della finanza pubblica in Italia

Lo stato della finanza pubblica in Italia di Angelo Giubileo. Lo stato della finanza pubblica in Italia Crisi produttiva e aumento del debito pubblico In ambito europeo, la situazione di crisi internazionale ha avuto forti ripercussioni sul rapporto

Dettagli

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI Aggiornamento del 29 maggio 2015 I CONTENUTI IL SISTEMA ECONOMICO LA FINANZA PUBBLICA LA SANITA IL SISTEMA ECONOMICO LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI IL PIL PIL: DINAMICA E PREVISIONI NEI PRINCIPALI PAESI UE

Dettagli

IL RAPPORTO ISTAT 2014. UN ITALIA ALLO STREMO

IL RAPPORTO ISTAT 2014. UN ITALIA ALLO STREMO 869 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com IL RAPPORTO ISTAT 2014. UN ITALIA ALLO STREMO 29 maggio 2014 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Lo scorso 28 maggio l Istat ha rilasciato

Dettagli

Crescita, competitività e occupazione: priorità per il semestre europeo 2013 Presentazione di J.M. Barroso,

Crescita, competitività e occupazione: priorità per il semestre europeo 2013 Presentazione di J.M. Barroso, Crescita, competitività e occupazione: priorità per il semestre europeo 213 Presentazione di J.M. Barroso, Presidente della Commissione europea, al Consiglio europeo del 14-1 marzo 213 La ripresa economica

Dettagli

PROPOSTE DI SPENDING REVIEW E SOSTENIBILITÀ DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

PROPOSTE DI SPENDING REVIEW E SOSTENIBILITÀ DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PROPOSTE DI SPENDING REVIEW E SOSTENIBILITÀ DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NOTA A CURA DELLA DIVISIONE SALUTE, ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO (OCSE), A SEGUITO DI RICHIESTA

Dettagli

SISTEMI SANITARI EUROPEI. Il sistema sanitario italiano

SISTEMI SANITARI EUROPEI. Il sistema sanitario italiano SISTEMI SANITARI EUROPEI MODELLI A CONFRONTO Il sistema sanitario italiano Domenico Iscaro Presidente Nazionale Anaao-Assomed Firenze, 13 febbraio 2015 IN ITALIA PRIMA DEL 1978 Sistema mutualistico (modello

Dettagli

QUADERNO DI LAVORO: GLI SCENARI ECONOMICI (gennaio 2007)

QUADERNO DI LAVORO: GLI SCENARI ECONOMICI (gennaio 2007) QUADERNO DI LAVORO: GLI SCENARI ECONOMICI (gennaio 2007) CRS PO-MDL 1 GLI SCENARI ECONOMICI Prima di affrontare una qualsiasi analisi del mercato del lavoro giovanile, è opportuno soffermarsi sulle caratteristiche

Dettagli

IL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO È IL MENO EFFICIENTE D EUROPA L

IL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO È IL MENO EFFICIENTE D EUROPA L IL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO È IL MENO EFFICIENTE D EUROPA L Italia è 136esima a livello mondiale e ultima in Europa: dal 2011 siamo retrocessi di 13 posizioni. Continuano a pesare la conflittualità tra

Dettagli

BIELLA Associazione Provinciale. Energia, bolletta molto salata per le piccole imprese

BIELLA Associazione Provinciale. Energia, bolletta molto salata per le piccole imprese BIELLA Associazione Provinciale Via Repubblica 56-13900 Biella Tel: 015 351121- Fax: 015 351426 Internet: www.biella.cna.it email: mailbox@biella.cna.it Certificato n IT07/0030 Energia, bolletta molto

Dettagli

LA SPESA DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

LA SPESA DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE DIREZIONE AFFARI ECONOMICI E CENTRO STUDI LA SPESA DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE PER INVESTIMENTI FISSI: CONFRONTO EUROPEO ESTRATTO DALL OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI GIUGNO

Dettagli

Il sintomatico caso degli stage alla Commissione europea e della massiccia presenza di candidature italiane

Il sintomatico caso degli stage alla Commissione europea e della massiccia presenza di candidature italiane Il sintomatico caso degli stage alla Commissione europea e della massiccia presenza di candidature italiane di Francesca Fazio Uno stage presso la Commissione europea? È il sogno di molti ragazzi italiani

Dettagli

Buona integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini dell UE/AELS in Svizzera

Buona integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini dell UE/AELS in Svizzera Buona integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini dell UE/AELS in Svizzera Riassunto dei principali risultati dello studio Oggetto dello studio L inizio della crisi economica, nel 2008, in Svizzera

Dettagli

Consumi finali delle famiglie pro-capite

Consumi finali delle famiglie pro-capite Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9/4/22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

Una simulazione degli effetti della riforma previdenziale C l o e D ll Aringa Presidente REF Ricerche www.refricerche.it

Una simulazione degli effetti della riforma previdenziale C l o e D ll Aringa Presidente REF Ricerche www.refricerche.it Una simulazione degli effetti della riforma previdenziale Presidente REF Ricerche www.refricerche.it Un analisi fondata su coorti e tempo Età nell anno t: Anno Nascita 2004 2011 2020 1950 54 61 70 1955

Dettagli

Lezione 26 (BAG cap. 24)

Lezione 26 (BAG cap. 24) Lezione 26 (BAG cap. 24) Politica Monetaria e Fiscale: regole e vincoli Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Cosa sappiamo Nel breve periodo la politica monetaria influisce sia

Dettagli

Retribuzioni, produttività e distribuzione del reddito un confronto internazionale

Retribuzioni, produttività e distribuzione del reddito un confronto internazionale Retribuzioni, produttività e distribuzione del reddito un confronto internazionale di Giuseppe D Aloia 1 L inflazione Negli anni scorsi tutto il dibattito sul potere d acquisto delle retribuzioni si è

Dettagli

A tre anni dalla crisi dell euro: un austerità fallimentare?

A tre anni dalla crisi dell euro: un austerità fallimentare? A tre anni dalla crisi dell euro: un austerità fallimentare? di Antonio Misiani Il 19 ottobre 2009 il primo ministro greco, George Papandreou, annunciò che i conti pubblici ellenici erano drammaticamente

Dettagli

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori.

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013 1 La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. A luglio 2013 gli occupati sono il 55,9% ossia 22 milioni 509 mila, mentre i disoccupati sono 3 milioni

Dettagli

La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave

La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave MEMO/08/XXX Bruxelles, 16 ottobre 2008 La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave La Commissione europea pubblica oggi il resoconto annuale delle tendenze sociali negli Stati

Dettagli

Fondi strutturali: leva per uscire dalla crisi

Fondi strutturali: leva per uscire dalla crisi Fondi strutturali: leva per uscire dalla crisi 26 giugno 2014 Alessandro Laterza Vice Presidente per il Mezzogiorno e le Politiche regionali Con la crisi, in calo gli investimenti pubblici in Europa 4,5

Dettagli

IN CALO LE PRINCIPALI TARIFFE PUBBLICHE. COSA MAI AVVENUTA DA 20 ANNI A QUESTA PARTE I prezzi di luce e gas, però, sono tra i più alti d Europa.

IN CALO LE PRINCIPALI TARIFFE PUBBLICHE. COSA MAI AVVENUTA DA 20 ANNI A QUESTA PARTE I prezzi di luce e gas, però, sono tra i più alti d Europa. IN CALO LE PRINCIPALI TARIFFE PUBBLICHE. COSA MAI AVVENUTA DA 20 ANNI A QUESTA PARTE I prezzi di luce e gas, però, sono tra i più alti d Europa. =========== Le tariffe pubbliche cominciano a scendere:

Dettagli

altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto

altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto In corrispondenza della crisi finanziaria, confluita nella tumultuosa stagione dei debiti sovrani, la composizione

Dettagli

La tassazione del lavoro: l Italia nel contesto europeo

La tassazione del lavoro: l Italia nel contesto europeo Econpubblica - Centre for Research on the Public Sector La tassazione del lavoro: l Italia nel contesto europeo Giampaolo Arachi Università del Salento e Econpubblica Alberto Zanardi, Università di Bologna

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 6 maggio 2013 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2013-2014 Nel 2013 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari all 1,4% in termini reali, mentre per il 2014, il recupero

Dettagli

Banca e Finanza in Europa

Banca e Finanza in Europa Università degli Studi di Parma Banca e Finanza in Europa Prof. 1 2. EUROPA: PROFILI ISTITUZIONALI Le tappe Le istituzioni La Banca centrale europea 2 2. Europa: profili istituzionali 3 2. Europa: profili

Dettagli

Corso di Economia italiana

Corso di Economia italiana Corso di Economia italiana AA 2013-2014 Prima parte La nuova Europa Prof. Silvia Nenci silvia.nenci@uniroma3.it 2 28 Stati membri dell'ue Austria (1995) Belgio (1952) Bulgaria (2007) Cipro (2004) Croazia

Dettagli

La Germania rende zoppa la correzione dei conti esteri dentro l Area euro

La Germania rende zoppa la correzione dei conti esteri dentro l Area euro 17-01-2015 Numero 15-3 NOTA DAL CSC La Germania rende zoppa la correzione dei conti esteri dentro l Area euro Nella crisi tutti i paesi euro in deficit hanno aggiustato i conti con l estero. Il saldo dell

Dettagli

Dove Famiglia SpA assorbe la crisi

Dove Famiglia SpA assorbe la crisi Nel 200 si prevede che la ricchezza finanziaria delle famiglie in Europa centro-orientale raggiungerà i 1 miliardi di euro, sostenuta da una forte crescita economica e da migliorate condizioni del mercato

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

Lezione 14. Risparmio e investimento. Leonardo Bargigli

Lezione 14. Risparmio e investimento. Leonardo Bargigli Lezione 14. Risparmio e investimento Leonardo Bargigli Risparmio e investimento nella contabilità nazionale Ripartiamo dalla definizione di PIL in termini di spesa finale Y = C + I + G + NX Consideriamo

Dettagli

L azione della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale

L azione della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale L azione della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale Presentazione del rapporto annuale L'ASSICURAZIONE ITALIANA 2011-2012 Umberto Guidoni Segretario Generale Fondazione ANIA per la sicurezza stradale

Dettagli

Bilancia dei pagamenti e tasso di cambio

Bilancia dei pagamenti e tasso di cambio Bilancia dei pagamenti e tasso di cambio La definizione e le componenti della bilancia dei pagamenti Il tasso di cambio e la sua determinazione sul mercato delle valute. Un confronto tra regime di cambi

Dettagli

Gli USA battono l Eurozona con politiche di bilancio pubblico più espansive

Gli USA battono l Eurozona con politiche di bilancio pubblico più espansive 17-04-2015 Numero 15-8 NOTA DAL CSC Gli USA battono l Eurozona con politiche di bilancio pubblico più espansive Il PIL USA nel 2014 ha superato del 10,1% il livello pre-crisi, quello dell Areaeuro è dello

Dettagli

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa.

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. La moneta La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA La moneta e le istituzioni monetarie Le forme fisiche assunte dalla moneta sono diverse,

Dettagli

Dopo il crollo nella crisi, gli investimenti ripartono. Cruciale sostenerli per avere una crescita più robusta

Dopo il crollo nella crisi, gli investimenti ripartono. Cruciale sostenerli per avere una crescita più robusta 1-08-2015 Numero 15-11 NOTA DAL CSC Dopo il crollo nella crisi, gli investimenti ripartono. Cruciale sostenerli per avere una crescita più robusta Tra il e il gli investimenti fissi lordi si sono contratti

Dettagli

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 A. Il modello macroeconomico in economia chiusa e senza settore pubblico. A.1. Un sistema economico

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 2. L agricoltura italiana a confronto con l Ue IN SINTESI Nel 2011, secondo i conti economici dell agricoltura pubblicati da Eurostat, il reddito agricolo italiano

Dettagli

MUTUI CASA: SEPPUR IN CALO, I NOSTRI TASSI DI INTERESSE RIMANGONO PIU ALTI DELLA MEDIA UE

MUTUI CASA: SEPPUR IN CALO, I NOSTRI TASSI DI INTERESSE RIMANGONO PIU ALTI DELLA MEDIA UE MUTUI CASA: SEPPUR IN CALO, I NOSTRI TASSI DI INTERESSE RIMANGONO PIU ALTI DELLA MEDIA UE Nel primo trimestre del 2015 il mercato della compravendita degli immobili residenziali non dà segni di ripresa.

Dettagli

La spesa sanitaria e altri indicatori di salute nei dati Ocse 2002

La spesa sanitaria e altri indicatori di salute nei dati Ocse 2002 HW Health World Ocse health data 2002 di Mario Coi e Federico Spandonaro Ceis Sanità, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata La spesa sanitaria e altri indicatori di salute nei

Dettagli

Capitolo 11. Estensione del modello a prezzi vischiosi: altri strumenti analitici. Francesco Prota

Capitolo 11. Estensione del modello a prezzi vischiosi: altri strumenti analitici. Francesco Prota Capitolo 11 Estensione del modello a prezzi vischiosi: altri strumenti analitici Francesco Prota Piano della lezione Lo stock di moneta e l equilibrio nel mercato monetario: la curva LM Il modello IS-LM

Dettagli

Macroeconomia 9 gennaio 2014 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO

Macroeconomia 9 gennaio 2014 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO Macroeconomia 9 gennaio 2014 Il punteggio di ogni domanda è fissato in uno o due asterischi. Il punteggio intero viene dato solo Non consegnare se non sei convinto di aver realizzato almeno 7 punti. 1.

Dettagli

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 CAPITOLO 10 Crescita: i fatti principali 1) Spiegate cosa si intende per convergenza nella teoria della crescita e mostrate il grafico con cui si rappresenta. 2) Spiegate

Dettagli

29 gennaio 2016. Italia: prestiti per settori

29 gennaio 2016. Italia: prestiti per settori Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 19/ del 9// Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca. Italia:

Dettagli

Statistiche matrimonio e divorzio Da Eurostat - Statistics Explained http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php. Dati di maggio 2014.

Statistiche matrimonio e divorzio Da Eurostat - Statistics Explained http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php. Dati di maggio 2014. Statistiche matrimonio e divorzio Da Eurostat - Statistics Explained http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php Dati di maggio 2014. Questo articolo presenta gli sviluppi che hanno avuto

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 20 novembre 2014 S.A.F.

Dettagli

Domande sulla parte monetaria date nei precedenti compiti scritti di Economia Internazionale e riportate qui un po alla rinfusa

Domande sulla parte monetaria date nei precedenti compiti scritti di Economia Internazionale e riportate qui un po alla rinfusa Domande sulla parte monetaria date nei precedenti compiti scritti di Economia Internazionale e riportate qui un po alla rinfusa 1. Il surplus persistente della bilancia dei pagamenti correnti giapponese

Dettagli

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole XIII Commissione Agricoltura Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole Giorgio Gobbi Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d Italia Camera dei Deputati

Dettagli

Il commercio internazionale. I vantaggi del libero scambio

Il commercio internazionale. I vantaggi del libero scambio Il commercio I vantaggi del libero scambio Gli argomenti pro e contro il libero scambio Elementi di storia delle relazioni commerciali dagli anni trenta ad oggi I diversi tipi di accordi commerciali Vi

Dettagli

LA POLITICHE FISCALI IN UN UNIONE MONETARIA

LA POLITICHE FISCALI IN UN UNIONE MONETARIA LA POLITICHE FISCALI IN UN UNIONE MONETARIA In un unione monetaria la politica fiscale è il principale strumento a disposizione per affrontare shock asimmetrici ❶ con bilancio pubblico centralizzato: stabilizzatori

Dettagli

NOTA DAL CSC. In Italia più occupati anziani e meno giovani

NOTA DAL CSC. In Italia più occupati anziani e meno giovani 02-01-2015 Numero 15-1 NOTA DAL CSC In Italia più occupati anziani e meno giovani Durante la crisi i 55-64enni con lavoro sono aumentati di 1,1 milioni, contro il calo di 1,6 milioni tra i 25-34enni. Il

Dettagli

La Banca Centrale e la politica monetaria. Economia degli Intermediari Finanziari 6 maggio 2009 A.A. 2008-2009

La Banca Centrale e la politica monetaria. Economia degli Intermediari Finanziari 6 maggio 2009 A.A. 2008-2009 La Banca Centrale e la politica monetaria Economia degli Intermediari Finanziari 6 maggio 2009 A.A. 2008-2009 La politica monetaria (1) La politica monetaria, insieme alla politica dei redditi e di bilancio,

Dettagli

Ricerca e innovazione

Ricerca e innovazione CAPITOLO 11 Ricerca e innovazione Alla base del progresso Ricerca e innovazione costituiscono una determinante indiretta del benessere. Sono alla base del progresso sociale ed economico e danno un contributo

Dettagli

L impatto dell attuale crisi economica sulle imprese del settore TURISMO

L impatto dell attuale crisi economica sulle imprese del settore TURISMO Consultazione della Commissione Europea L impatto dell attuale crisi economica sulle imprese del settore TURISMO Lanciata dalla Commissione Europea lo scorso 17 febbraio, la consultazione ha lo scopo di

Dettagli

Gli investimenti pubblici in Italia, Germania e Francia. (valori concatenati; 2007=100) 70 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Italia Germania Francia

Gli investimenti pubblici in Italia, Germania e Francia. (valori concatenati; 2007=100) 70 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Italia Germania Francia Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 00187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/2002 del 9/4/2002 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della

Dettagli

L OSSERVATORIO. 30 Dicembre 2013 CATEGORIA: SOCIETA POPOLO DI NAVAGATORI MA NON SU INTERNET

L OSSERVATORIO. 30 Dicembre 2013 CATEGORIA: SOCIETA POPOLO DI NAVAGATORI MA NON SU INTERNET L OSSERVATORIO 30 Dicembre 2013 CATEGORIA: SOCIETA POPOLO DI NAVAGATORI MA NON SU INTERNET POPOLO DI NAVIGATORI MA NON SU INTERNET 30 Dicembre 2013 Nella fascia di popolazione tra i 54 e i 59 anni, la

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 22 novembre 2013 S.A.F.

Dettagli

ALTRO CHE SALVA ITALIA!

ALTRO CHE SALVA ITALIA! 79 i dossier www.freefoundation.com ALTRO CHE SALVA ITALIA! Panorama, 18 ottobre 2012 18 ottobre 2012 a cura di Renato Brunetta 2 All inizio del disastro è stato l anticipo del pareggio di bilancio al

Dettagli

La ricchezza delle famiglie italiane (miliardi di euro)

La ricchezza delle famiglie italiane (miliardi di euro) Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9/4/22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia III 1 La rilevanza del settore industriale nell economia Il peso del settore industriale nell economia risulta eterogeneo nei principali paesi europei. In particolare, nell ultimo decennio la Germania

Dettagli

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Dipartimento di Scienze Politiche - Università di Bari Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Modulo 13 Il Patto di Stabilità Per poter usare la moneta unica, occorreva la convergenza

Dettagli

Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie. (anno 2009; % sul totale mondo) 8,7 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3,0 5,6

Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie. (anno 2009; % sul totale mondo) 8,7 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3,0 5,6 35 3 Il consumo di energia elettrica e il Pil in alcune economie (anno 29; % sul totale mondo) 28,3 25 2 15 16,4 18,2 24,1 22, 1 5 5,7 3,7 3,8 4,6 1,8 1,9 2,6 3, Regno Unito 5,6 8,7 Francia Germania Giappone

Dettagli

dati e statistiche sulla sicurezza stradale in italia

dati e statistiche sulla sicurezza stradale in italia dati e statistiche sulla sicurezza stradale in italia Le dimensioni quantitative del problema In Italia, nel, gli stradali sono stati 230.871. Questi hanno determinato 5.131 e 325.850, con un costo sociale

Dettagli

Mercato lavoro, orari, produttività, salari

Mercato lavoro, orari, produttività, salari Mercato lavoro, orari, produttività, salari Roberto Romano 22 marzo 2012 Sommario Premessa... 2 Rigidità della protezione dell'occupazione... 2 Italia, paese dai bassi salari... 4 Ore lavorate... 5 Costo

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

La disoccupazione in Europa e la flexicurity come nuovo modello di lavoro: un solo modello per tutti?

La disoccupazione in Europa e la flexicurity come nuovo modello di lavoro: un solo modello per tutti? La disoccupazione in Europa e la flexicurity come nuovo modello di lavoro: un solo modello per tutti? Susanna Biancacci Università degli studi di Roma La Sapienza Facoltà di Economia 1960: Tasso di disoccupazione

Dettagli

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia Paolo Sestito Servizio struttura Economica, Banca d Italia Modena, 4 giugno 215 Il contesto internazionale e l area dell euro 2 Nei paesi emergenti,

Dettagli

Parte 2 Approfondimenti settoriali dedicati alle singole filiere del riciclo e recupero

Parte 2 Approfondimenti settoriali dedicati alle singole filiere del riciclo e recupero .1 Valutazione del contesto di mercato internazionale.1.1 La gestione dei PFU nei Paesi europei Un analisi esaustiva e aggiornata dei flussi di pneumatici usati e in Europa, riferita a statistiche ufficiali

Dettagli

Politica Monetaria, Politica Fiscale e prospettive per la crescita in Italia. Marco Lossani (Università Cattolica di Milano)

Politica Monetaria, Politica Fiscale e prospettive per la crescita in Italia. Marco Lossani (Università Cattolica di Milano) Politica Monetaria, Politica Fiscale e prospettive per la crescita in Italia Marco Lossani (Università Cattolica di Milano) Scenario internazionale Economia globale sconta ancora l eredità della crisi

Dettagli

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO IT IT IT COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 10.11.2010 COM(2010) 655 definitivo RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO Monitoraggio delle

Dettagli

Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook

Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook Consob - Auditorium Presentazione del Risk Outlook Gregorio De Felice Chief Economist Intesa Sanpaolo Roma, 24 febbraio 2014 Agenda 1 Le prospettive macro nel 2014-15 2 Credito ed economia reale nell area

Dettagli

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export Roberto Monducci Istituto nazionale di statistica Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche

Dettagli

Centro Studi Confagricoltura Digital Divide: diffusione delle infrastrutture di comunicazione a banda larga in Italia 17 marzo 2014 Bollettino Flash

Centro Studi Confagricoltura Digital Divide: diffusione delle infrastrutture di comunicazione a banda larga in Italia 17 marzo 2014 Bollettino Flash Centro Studi Confagricoltura Digital Divide: diffusione delle infrastrutture di comunicazione a banda larga in Italia Bollettino Flash 17 marzo 2014 Confagricoltura ha espresso più volte la propria preoccupazione

Dettagli

Le famiglie e il risparmio gestito

Le famiglie e il risparmio gestito V 1 La ricchezza delle famiglie nei principali paesi avanzati Alla fine del 211 la ricchezza netta delle famiglie, ossia la somma delle attività reali e finanziarie al netto delle passività finanziarie,

Dettagli

14. Interscambio commerciale

14. Interscambio commerciale 14. Interscambio commerciale La crescita economica del Veneto è sempre stata sostenuta, anche se non in via esclusiva, dall andamento delle esportazioni. La quota del valore totale dei beni esportati in

Dettagli

i dossier USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO www.freefoundation.com www.freenewsonline.it 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta

i dossier USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO www.freefoundation.com www.freenewsonline.it 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta 357 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com USA, GIAPPONE E EUROPA: POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO 6 marzo 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Usa: il «sequestro» Cosa è successo negli

Dettagli

Banca centrale europea. a cura di G.Garofalo

Banca centrale europea. a cura di G.Garofalo Banca centrale europea a cura di G.Garofalo Tanti acronimi, un unica Banca BCE [Francia, Spagna, Irlanda, Italia, Portogallo, Malta] ECB [Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Slovenia, Slovacchia] EZB

Dettagli

II L EVOLUZIONE DELL ECONOMIA ITALIANA

II L EVOLUZIONE DELL ECONOMIA ITALIANA II L EVOLUZIONE DELL ECONOMIA ITALIANA II.1 L Economia Italiana nel 2004 Gli Sviluppi Recenti Dopo la battuta d arresto avvenuta alla fine dell anno scorso, l economia italiana è tornata a crescere nel

Dettagli

L Unione Europea e le sue istituzioni: un introduzione

L Unione Europea e le sue istituzioni: un introduzione L Unione Europea e le sue istituzioni: un introduzione un po di storia le istituzioni e gli organi dell UE alcune informazioni di base sui paesi membri PAUE 05/06 I / 1 Cronologia dell Unione Europea 1951

Dettagli

OUTLOOK ABI-CERVED SULLE SOFFERENZE DELLE IMPRESE

OUTLOOK ABI-CERVED SULLE SOFFERENZE DELLE IMPRESE 1/2 3,6k 1.000 1k 1,5k OUTLOOK ABI-CERVED SULLE SOFFERENZE DELLE IMPRESE Stima e previsione dei tassi di ingresso in sofferenza delle per fascia dimensionale APRILE 2015 #1 (2 a+2b) 12,5% 75,5% 2 SOFFERENZE

Dettagli

COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (2) Concluding Statement of the IMF Mission

COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (2) Concluding Statement of the IMF Mission 234 COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (2) Concluding Statement of the IMF Mission 10 luglio 2013 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà

Dettagli

I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA

I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI IN ECONOMIA APERTA 1 I MERCATI DEI BENI IN ECONOMIA APERTA Il concetto di Economia aperta si applica ai mercati dei beni: l opportunità per i consumatori e le

Dettagli

I sistemi pensionistici

I sistemi pensionistici I sistemi pensionistici nei Paesi membri Comitato Esecutivo FERPA Bruxelles, 24/02/2012 Enrico Limardo Paesi coinvolti nella ricerca Austria Francia Italia UK Spagna Portogallo Germania Romania Belgio

Dettagli

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it Alessandro Scopelliti alessandro.scopelliti@unirc.it La crisi del debito pubblico Il vincolo di bilancio del governo e il disavanzo pubblico L avanzo primario e la riduzione del debito pubblico Le determinanti

Dettagli

Prospettive di sviluppo del mercato delle carte di pagamento: opportunità e fattori di rischio

Prospettive di sviluppo del mercato delle carte di pagamento: opportunità e fattori di rischio Prospettive di sviluppo del mercato delle carte di pagamento: opportunità e fattori di rischio Roma, 3 novembre 2011 Massimo Doria 1 Ø L obiettivo di riduzione del contante Ø Il framework regolatorio delle

Dettagli

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI 26 febbraio 2014 IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Edizione 2014 Il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua seconda edizione, fornisce

Dettagli

LA SPESA PER REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE: CONFRONTO TRA GERMANIA, FRANCIA, ITALIA, REGNO UNITO E SPAGNA.

LA SPESA PER REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE: CONFRONTO TRA GERMANIA, FRANCIA, ITALIA, REGNO UNITO E SPAGNA. LA SPESA PER REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE: CONFRONTO TRA GERMANIA, FRANCIA, ITALIA, REGNO UNITO E SPAGNA. La spesa per redditi da lavoro dipendente rappresenta la remunerazione complessiva erogata ai propri

Dettagli

Febbraio 2016. market monitor. Analisi del settore edile: performance e previsioni

Febbraio 2016. market monitor. Analisi del settore edile: performance e previsioni Febbraio 2016 market monitor Analisi del settore edile: performance e previsioni Esonero di responsabilità I contenuti del presente documento sono forniti ad esclusivo scopo informativo. Ogni informazione

Dettagli

IL SETTORE DELL EDILIZIA

IL SETTORE DELL EDILIZIA BELGIO: IL SETTORE DELL EDILIZIA L ICE Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, con la propria rete di Uffici nel mondo e con le attività di promozione e

Dettagli

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione

Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione MACCHINE E APPARECCHIATURE ELETTRICHE Le previsioni al 2015: valore aggiunto, produttività ed occupazione Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore dell industria dell elettronica;

Dettagli

Il trend degli stipendi degli insegnanti della scuola statale dal 1995 ad oggi

Il trend degli stipendi degli insegnanti della scuola statale dal 1995 ad oggi Il trend degli stipendi degli insegnanti della scuola statale dal 1995 ad oggi Tre cifre sintetizzano eloquentemente la situazione delle retribuzioni dei docenti della scuola statale negli ultimi 13 anni

Dettagli

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43 RAPPORTO BANCHE SOMMARIO E CONCLUSIONI 3 LA CONGIUNTURA BANCARIA IN EUROPA 7 L attivo bancario 8 Gli impieghi 8 I crediti deteriorati 14 I titoli in portafoglio 17 Le azioni e partecipazioni 19 Le passività

Dettagli