Atto Camera. Mozione presentata da ANTONIO BORGHESI testo di martedì 20 dicembre 2011, seduta n.563

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Atto Camera. Mozione 1-00787 presentata da ANTONIO BORGHESI testo di martedì 20 dicembre 2011, seduta n.563"

Transcript

1 Atto Camera Mozione presentata da ANTONIO BORGHESI testo di martedì 20 dicembre 2011, seduta n.563 La Camera, premesso che: l'accordo sui requisiti minimi di capitale firmato a Basilea, meglio noto come «Basilea 2», è un accordo internazionale di vigilanza prudenziale riguardante i requisiti patrimoniali delle banche. In base a esso, le banche dei Paesi aderenti devono accantonare quote di capitale proporzionate al rischio assunto, valutato attraverso lo strumento del rating. Sono state poi adottate nuove regole per la gestione delle attività a rischio del sistema bancario, note come «Basilea 3»; queste nuove regole dovranno integrare o sostituire sia la versione del 1988 («Basilea 1»), sia la versione «Basilea 2» entrata in vigore nel Le regole di «Basilea 3» si articolano su tre punti: la garanzia di liquidità a breve, la trasformazione delle scadenze e i requisiti di capitale; la crisi sistemica, iniziata il 7 luglio 2007 con la bolla dei mutui subprime è stata indubbiamente generata anche dall'emissione massiccia di derivati. Per il salvataggio degli istituti di credito dal 2008 ad oggi sono impegnati, a spese degli Stati, più di miliardi di dollari. Gli ambienti della finanza internazionale hanno saputo però operare con efficacia per evitare un sistema regolatorio più stringente; l'autorità bancaria europea (European Banking Authority - EBA) è un organismo dell'unione europea con sede a Londra, operativa a partire dal gennaio 2011, data in cui ha sostituito il Comitato delle autorità europee di vigilanza bancaria (Committee of european banking supervisors - Cebs). Obiettivo primario dell'autorità bancaria europea, dotata di personalità giuridica, è quello di proteggere l'interesse pubblico, contribuendo alla stabilità e all'efficacia del sistema finanziario a beneficio dell'economia dell'unione europea, dei suoi cittadini e delle sue imprese; nell'ambito dell'attività di vigilanza sul mercato bancario europeo, l'autorità bancaria europea svolge principalmente i seguenti compiti: a) nei casi indicati dal regolamento, elabora proposte di norme di regolamentazione e di attuazione, per la definizione di standard tecnici comuni, che possono essere trasfusi in regolamenti dell'unione europea; b) al fine di garantire l'interpretazione e l'applicazione uniforme della normativa comunitaria, svolge indagini su specifiche questioni, adotta raccomandazioni nei confronti delle autorità nazionali, e, ove necessario, assume decisioni con efficacia diretta nei confronti di singole istituzioni finanziarie dei Paesi membri dell'unione europea; gli stress test sui requisiti patrimoniali delle banche europee sono stati condotti dall'autorità bancaria europea e dalle autorità di vigilanza nazionali degli Stati membri dell'unione europea, in stretta collaborazione con il Comitato europeo per il rischio

2 sistemico (Esrb), la Banca centrale europea (Bce) e la Commissione europea; i cinque gruppi bancari italiani che hanno partecipato allo stress test europeo (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca) hanno superato con ampio margine il valore di riferimento del 5 per cento. Le banche coinvolte rappresentavano oltre il 62 per cento del totale dell'attivo del sistema bancario nazionale. L'esercizio ha confermato l'adeguatezza della capitalizzazione delle banche italiane e la capacità di assorbire l'impatto di un forte deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato; applicando le severe condizioni ipotizzate nello stress test, per ognuno dei cinque gruppi il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità («Core Tier 1 ratio») risulterebbe, alla fine del 2012, ben al di sopra della soglia del 5 per cento, stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione. La media ponderata del «Core Tier 1 ratio post-stress» per i cinque intermediari sarebbe del 7,3 per cento. Il risultato tiene conto delle misure di rafforzamento patrimoniale decise entro l'aprile del Includendo anche ulteriori risorse patrimoniali, tra cui alcuni strumenti non compresi nella definizione di «Core Tier 1», ma caratterizzati da elevata capacità di assorbire le perdite, il coefficiente patrimoniale medio dei cinque gruppi risulterebbe del 7,9 per cento alla fine del 2012; l'autorità bancaria europea ha chiesto di aumentare il «Core Tier 1» delle banche entro giugno 2012 al 9 per cento; per la valutazione del rischio, l'autorità bancaria europea ha usato il criterio mark to market (analoga metodologia che ha alimentato la bolla pre-lehman Brothers) ossia l'attribuzione non del valore nominale o cedolare dei titoli ma il prezzo corrente di mercato, che ha messo in moto per i Btp, già in crisi di spread, un meccanismo deleterio per le banche che, qualora volessero evitare la ricapitalizzazione, dovrebbero vendere i titoli, deprezzati del per cento del valore nominale, con effetti dirompenti sia sui mercati che sulle fortissime minusvalenze dei conti; questa decisione dell'autorità bancaria europea, invece di dimostrare equilibrio ed equità, ha finito per penalizzare il sistema bancario italiano che ha meno titoli tossici e strumenti derivati rispetto alle banche francesi o tedesche; il sistema creditizio italiano, tra i suoi asset, ha titoli di Stato italiani per 160 miliardi di euro e titoli di Stato degli altri Paesi «Pigs» per 3 miliardi di euro. A fronte di questo, le nostre banche hanno titoli «tossici» (essenzialmente mutui subprime) per una quota pari al 6,8 per cento del patrimonio di vigilanza, contro una media europea del 65,3 per cento. Secondo le nuove norme di valutazione degli asset stabilite dall'autorità bancaria europea, si è al paradosso: i titoli di Stato in portafoglio vengono considerati «tossici» per le banche italiane, peggio di quanto non lo siano i subprime per le banche straniere; le banche italiane hanno dovuto subire, di conseguenza, un abbassamento dei propri indici patrimoniali, mentre gli istituti francesi e tedeschi, peraltro assai più gravati rispetto alle banche italiane dai titoli di Stato greci, hanno potuto, grazie ai criteri sopraesposti, largamente coprire le minusvalenze derivanti dal loro abbassamento di valore. Se si fosse adottato invece un criterio di valutazione basato sul valore di realizzo a scadenza - o quanto meno mediato e temperato con esso - la situazione poteva essere diversa: adesso non sarebbe così stringente l'obbligo per gli istituti di credito primari italiani

3 (Monte dei Paschi di Siena, UniCredit) di dover ricorrere a una forzosa e tutt'altro che facile ricapitalizzazione; dopo le stime preliminari di fine ottobre 2011, l'autorità bancaria europea ha analizzato i conti e le consistenze delle prime 71 banche europee e ha innalzato a 114,7 miliardi di euro il fabbisogno di capitale da trovare entro giugno Si tratta dell'8 per cento in più rispetto alla precedente richiesta, quando era stato introdotto il concetto di «cuscinetto temporaneo» per gli istituti chiedendo loro, a fronte della turbolenza finanziaria in atto, di aumentare il patrimonio «Core Tier 1» al 9 per cento; secondo i dati ufficiali e definitivi, alle grandi banche tedesche mancano 13,1 miliardi di euro (in crescita dai 4,4 miliardi di euro precedenti), a quelle spagnole 26,2 miliardi di euro (dato stabile), a quelle francesi 7,3 miliardi di euro (in calo da 8,8 miliardi di euro), a quelle italiane 15,36 miliardi di euro, contro 14,77 miliardi di euro di un mese e mezzo fa. Nel dettaglio, l'esigenza di capitale supplementare per UniCredit sale da 7,38 a 7,97 miliardi di euro, per Monte dei Paschi di Siena da 3,09 a 3,26 miliardi di euro, per Banco popolare cala da 2,81 a 2,73 miliardi di euro, per Ubi Banca 1,48 a 1,39 miliardi di euro. Tutti gli istituti hanno tempo fino al 20 gennaio 2012 per presentare i piani di rafforzamento patrimoniale; secondo il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, «in base ai criteri Eba, le banche devono rafforzare il patrimonio e ricapitalizzare. Per farlo hanno due strade: o vanno sul mercato a cercare soldi, o vendono asset. In entrambi i casi, il sentiero è strettissimo»; ora anche l'autorità bancaria europea avverte il rischio di una stretta al credito nel caso in cui le banche dovessero ridurre l'ammontare dei prestiti concessi. «Potremmo avere il problema che le banche diventino troppo avverse al rischio», ha dichiarato il presidente dell'autorità bancaria europea, Andrea Enria, e questo potrebbe portare ad un «grave credit crunch». L'obiettivo dell'autorità bancaria europea è far sì che le banche non raggiungano i requisiti di patrimonio richiesti, riducendo la propria attività; finché l'autorità bancaria europea, tuttavia, tiene fermo l'obbligo, per le banche, di valutare alle quotazioni correnti tutti i titoli pubblici dei loro portafogli, e non solo quelli disponibili per la vendita, le banche rischiano di avvitarsi in una spirale di svalutazioni e aumenti di capitale. Ma se le banche (e le assicurazioni) italiane non ritirano più la solita quantità di titoli di Stato, l'opera del Governo per ristabilire la fiducia nel debitore Italia può venire vanificata. Non serve, in queste condizioni, fare manovre che penalizzano duramente i cittadini per cercare di ridurre il differenziale dei nostri Btp con i Bund tedeschi, se il compratore principe - il sistema creditizio - tenuto ad una gestione prudente del proprio capitale di riserva, non può comprare titoli del tesoro italiani; queste circostanze hanno reso ancor più difficile l'accesso al credito per molte piccole e medie imprese. Per esse, in pratica, il canale del credito risulta bloccato; l'eventualità di una crisi del credito colpirebbe insieme banche e imprese: il rischio-paese che costringe lo Stato a emettere Btp triennali a tassi vicini al 7-8 per cento ha prosciugato le fonti di finanziamento degli istituti di credito; i tassi effettivi per prestiti a tre anni (quelli a scadenza più lunga sono di fatto bloccati) costano in media oggi il 7 per cento. Ma è una media: si va dal 2,2-3,9 per cento per le grandissime imprese con merito di credito elevato; le medie imprese pagano tassi da un

4 minimo del 4,16 per cento a un 6,8 per cento massimo; le piccole imprese pagano da un minimo del 6,5 per cento a un massimo del 10,5 per cento. Livelli vicini all'usura. Questi dati sono, in questi giorni, ulteriormente sotto pressione verso l'alto. II conto è talmente salato che molti rinunciano a chiedere prestiti; ci si può interrogare se in Italia si stia andando verso un credit crunch. Per ora i numeri non lo dicono con certezza, anche se i primi segnali già ci sono. I finanziamenti alle imprese sono sempre a più breve durata, il costo del denaro è sempre più elevato, le banche sono sempre più parche nelle erogazioni; lo stock di prestiti alle aziende italiane è di circa 900 miliardi di euro. Nel 2012 andranno a scadenza miliardi di euro di obbligazioni bancarie, insieme a circa 200 miliardi di euro di titoli di Stato; nel decreto-legge n. 201 del 2011, in via di approvazione da parte del Parlamento, l'articolo 8, al fine di evitare una restrizione del credito interno (compreso quello tra le banche stesse), e soprattutto di non fare mancare finanziamenti all'economia reale, prevede la concessione di una garanzia da parte dello Stato sulle passività bancarie con scadenza da tre mesi a 5 anni, ovvero 7 anni se emesse dal 1 o gennaio 2012, nel caso si tratti di obbligazioni bancarie emesse nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione. Si punta a sostenere la liquidità del sistema bancario per mezzo di una garanzia pubblica su quelle passività che sono utilizzabili come collaterale nel finanziamento presso l'eurosistema; il comma 4 dell'articolo 3 del decreto-legge citato incrementa la dotazione del fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese di 400 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014; il fondo di garanzia guadagna risorse, ma l'accesso al credito resta un problema per le imprese italiane. Le nuove regole sul credito bancario, che saranno valide dal 1 o gennaio 2012, infatti, rappresenteranno un rischio reale per le piccole e medie imprese. Il 31 dicembre 2011, infatti, si concluderà il periodo di deroga concesso da «Basilea 2» alle banche italiane per effettuare la segnalazione degli sconfinamenti dopo 180 giorni e, anche in Italia, in linea con quanto già avviene negli altri sistemi bancari europei, la segnalazione dovrà essere attivata dopo 90 giorni. Gli effetti potrebbero essere pesanti sia per le imprese, sia per gli istituti di credito. Per le prime, infatti, lo sconfinamento comporterebbe la segnalazione in centrale dei rischi come past due e, di conseguenza, la possibile revoca delle linee di credito, la richiesta di immediato rientro dell'esposizione e la segnalazione a tutte le banche della presenza di crediti sconfinati con l'effetto, per l'azienda, di essere considerata insolvente dal sistema; sono serie le conseguenze anche per gli istituti di credito. Dopo 90 giorni questi sarebbero, infatti, costretti a classificare i crediti sconfinati come «crediti deteriorati» con un aggravio dei requisiti patrimoniali, già molto stringenti, che richiederebbero nuovi accantonamenti. Infatti, il tasso di default è uno dei parametri principali che le banche, con «Basilea 2», utilizzano per calcolare i propri requisiti patrimoniali. Facendo una stima, è presumibile che, a fronte di mille euro di requisiti patrimoniali attualmente richiesti, con il passaggio a una definizione di default a 90 giorni, il requisito diventi di euro, quindi con un incremento superiore al 15 per cento, impegna il Governo:

5 a porre in essere ogni iniziativa di competenza volta a monitorare la fase di transizione, in vista della piena attuazione degli accordi di «Basilea 2» e «Basilea 3», nonché l'andamento dei tassi di interesse, delle spese e delle commissioni applicate dalle banche alle famiglie ed alle imprese; a predisporre tutte le iniziative necessarie al fine di evitare la crisi del credito, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, anche subordinando la concessione delle garanzie alle banche da parte dello Stato all'effettiva concessione di linee di credito al sistema produttivo italiano da parte delle banche medesime; ad intervenire in tutte le sedi europee necessarie per ottenere la revisione del criterio che vede l'attribuzione ai titoli di Stato non del valore nominale o cedolare, ma del loro prezzo corrente di mercato, criterio che penalizza pesantemente gli istituti di credito italiani.

BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE

BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE Crisi dell Euro: il rischio bancario Giorgio Solcia Vicenza, 25 giugno 2012 Credenze incrollabili...crollate Gli immobili sono un investimento sicuro che non farà

Dettagli

LA GRANDE CRISI DEL SISTEMA

LA GRANDE CRISI DEL SISTEMA 593 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com LA GRANDE CRISI DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO 18 settembre 2013 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 Nell ultima riunione Ecofin del

Dettagli

Lo spettro del Credit Crunch

Lo spettro del Credit Crunch Lo spettro del Credit Crunch (se il credito va in apnea) A cura di Renato Brunetta Indice 2 Un conto salato per le imprese italiane Cosa si intende per Credit Crunch Le cause alla base di un pericolo reale

Dettagli

decreto legge 11 dicembre 2012, n. 216;

decreto legge 11 dicembre 2012, n. 216; MOD.99/01 VISTO il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza

Dettagli

Patrimonio e Meccanismi di Pricing. Le basi per un confronto

Patrimonio e Meccanismi di Pricing. Le basi per un confronto Seminario di confronto tra il settore bancario e l attività immobiliare Patrimonio e Meccanismi di Pricing. Le basi per un confronto Intervento di Andrea Ragaini Direttore Centrale GRUPPO BANCA CARIGE

Dettagli

Bilancio Consolidato e Separato

Bilancio Consolidato e Separato 2014 Bilancio Consolidato e Separato 9 Gruppo Hera il Bilancio consolidato e d esercizio Introduzione Relazione sulla gestione capitolo 1 RELAZIONE SULLA GESTIONE 1.06.03 POLITICA FINANZIARIA E RATING

Dettagli

Le crisi bancarie Effetti delle crisi bancarie

Le crisi bancarie Effetti delle crisi bancarie Le crisi bancarie 1 Effetti delle crisi bancarie Interruzione del funzionamento del sistema dei pagamenti; Contrazione del credito erogato al sistema produttivo; Crisi di fiducia dei depositanti; Brusca

Dettagli

26 gennaio 2014 Roberto Russo

26 gennaio 2014 Roberto Russo Nota sull aumento di capitale del gruppo Banco Popolare 26 gennaio 2014 Roberto Russo www.assitecasim.it Lo scorso 24 gennaio si è riunito il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Banco Popolare per

Dettagli

Sistema bancario. Angelo Baglioni. Ciclo di seminari: La congiuntura più lunga 15/4/2014 1

Sistema bancario. Angelo Baglioni. Ciclo di seminari: La congiuntura più lunga 15/4/2014 1 Sistema bancario Angelo Baglioni Ciclo di seminari: La congiuntura più lunga 1 Schema della presentazione Credit crunch Rischio di credito - sovrano Patrimonio Funding, liquidità Prospettive: vie d uscita?

Dettagli

CRISI ECONOMICA E CONFIDI: IL CASO ITALIANO MAURO GORI COOPERFIDI ITALIA

CRISI ECONOMICA E CONFIDI: IL CASO ITALIANO MAURO GORI COOPERFIDI ITALIA 1 CRISI ECONOMICA E CONFIDI: IL CASO ITALIANO MAURO GORI COOPERFIDI ITALIA Foz Iguacu - 6 Giugno 2014 2 INDICE DEGLI ARGOMENTI 1. Le garanzie: strumento di politica economica per i soggetti pubblici 2.

Dettagli

8 febbraio 2013 Roberto Russo

8 febbraio 2013 Roberto Russo Facciiamo chiiarezza sull Monte deii Paschii! 8 febbraio 2013 Roberto Russo www.assitecasim.it Il Monte dei Paschi di Siena negli ultimi venti giorni è stato al centro di una campagna mediatica senza precedenti

Dettagli

Associazione Bancaria Italiana Assemblea Ordinaria. Intervento del Governatore della Banca d Italia Mario Draghi

Associazione Bancaria Italiana Assemblea Ordinaria. Intervento del Governatore della Banca d Italia Mario Draghi Associazione Bancaria Italiana Assemblea Ordinaria Intervento del Governatore della Banca d Italia Mario Draghi Roma, 13 luglio 2011 La crisi e l euro Le prospettive di crescita e i mercati finanziari

Dettagli

Il nuovo quadro regolamentare e prudenziale: implicazioni nei rapporti di finanziamento

Il nuovo quadro regolamentare e prudenziale: implicazioni nei rapporti di finanziamento Il nuovo quadro regolamentare e prudenziale: implicazioni nei rapporti di finanziamento 1. REGOLAMENTAZIONE, STABILITA E CRESCITA: QUALI PRIORITA? 2. QUALI VINCOLI «ESTERNI» ALL ATTIVITÀ DI EROGAZIONE

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA. Audizione. Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea

SENATO DELLA REPUBBLICA. Audizione. Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea SENATO DELLA REPUBBLICA Audizione Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea 6ª Commissione permanente Senato (Finanze e tesoro) Audizione del Presidente

Dettagli

Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013. anno 2012 centodiciannovesimo esercizio.

Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013. anno 2012 centodiciannovesimo esercizio. anno centodiciannovesimo esercizio Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013 esercizio CXIX 16. Il sistema finanziario Gli andamenti nell anno Nel il sistema finanziario

Dettagli

PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE

PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE Prof. Roberto Bottiglia Università degli Studi di Verona Dipartimento di Economia Aziendale OLTRE LA CRISI: STRATEGIA E FINANZA PER IL RILANCIO

Dettagli

CRONOLOGIA MPS PER ARGOMENTI

CRONOLOGIA MPS PER ARGOMENTI 308 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com CRONOLOGIA MPS PER ARGOMENTI 28 gennaio 2013 a cura di Renato Brunetta CRONOLOGIA MPS 2 1990. Mps acquisita il controllo del Mediocredito Toscano

Dettagli

OBBLIGAZIONI BANCARIE: I COCO BONDS

OBBLIGAZIONI BANCARIE: I COCO BONDS OBBLIGAZIONI BANCARIE: I COCO BONDS Siena, giugno 2012 dr GILIBERTO Camillo Le opinioni espresse non impegnano le responsabilità delle società di appartenenza Riproduzione vietata Partial or total reproduction

Dettagli

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Università degli Studi di Parma Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Prof.ssa Paola Schwizer Anno accademico

Dettagli

Le banche e le assicurazioni

Le banche e le assicurazioni IV 1 La redditività delle banche quotate Nei primi nove mesi del 213 la redditività delle principali banche quotate, misurata rispetto agli attivi ponderati per il rischio (RWA), è stata connotata da andamenti

Dettagli

NOTA TECNICA SULLE MODALITÀ DI CONDUZIONE DELL ESERCIZIO DI VALUTAZIONE APPROFONDITA (COMPREHENSIVE ASSESSMENT)

NOTA TECNICA SULLE MODALITÀ DI CONDUZIONE DELL ESERCIZIO DI VALUTAZIONE APPROFONDITA (COMPREHENSIVE ASSESSMENT) NOTA TECNICA SULLE MODALITÀ DI CONDUZIONE DELL ESERCIZIO DI VALUTAZIONE APPROFONDITA (COMPREHENSIVE ASSESSMENT) Roma, 26 ottobre 2014 L esercizio di valutazione approfondita (Comprehensive Assessment,

Dettagli

BANCA CREMASCA. Credito Cooperativo Soc. Coop.

BANCA CREMASCA. Credito Cooperativo Soc. Coop. BANCA CREMASCA Credito Cooperativo Soc. Coop. POLICY DI PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE/EMISSIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DELLA BANCA (Adottata ai sensi delle Linee guida interassociative

Dettagli

Informativa Pubblica

Informativa Pubblica Informativa Pubblica - (Terzo Pilastro) 31 Dicembre 2011 Sigla Srl Indice del documento PREMESSA... 3 TAVOLA 1: ADEGUATEZZA PATRIMONIALE... 4 Informativa Qualitativa... 4 Informativa Quantitativa... 6

Dettagli

Informativa Pubblica

Informativa Pubblica Informativa Pubblica (Terzo Pilastro) 31 Dicembre 2014 Sigla Srl Indice del documento PREMESSA... 3 TAVOLA 1: ADEGUATEZZA PATRIMONIALE... 4 Informativa Qualitativa... 4 Informativa Quantitativa... 6 TAVOLA

Dettagli

Il patrimonio netto contabile e i Fondi propri (patrimonio di vigilanza)

Il patrimonio netto contabile e i Fondi propri (patrimonio di vigilanza) Il patrimonio netto contabile e i Fondi propri (patrimonio di vigilanza) 1 Agenda Il patrimonio netto contabile Elementi che compongono il patrimonio netto contabile Principali novità introdotte dagli

Dettagli

SCHEDA PRODOTTO. relativa all offerta del Prestito Obbligazionario Subordinato di euro 3.000.000,00 denominato:

SCHEDA PRODOTTO. relativa all offerta del Prestito Obbligazionario Subordinato di euro 3.000.000,00 denominato: Banca di Credito Cooperativo di Marcon-Venezia S.c. Piazza Municipio 22-30020 Marcon (Venezia) Codice ABI 08689 Tel. 041.5986111 - Fax 041.5952770 www.bccmarconvenezia.it e-mail: info@bccmarconvenezia.it

Dettagli

ECB-PUBLIC PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA. del 25 marzo 2015. sulla riforma delle banche popolari (CON/2015/13)

ECB-PUBLIC PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA. del 25 marzo 2015. sulla riforma delle banche popolari (CON/2015/13) IT ECB-PUBLIC PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA del 25 marzo 2015 sulla riforma delle banche popolari (CON/2015/13) Introduzione e base giuridica Il 20 febbraio 2015 la Banca centrale europea (BCE) ha

Dettagli

Relazione Semestrale Consolidata. al 30 giugno 2015

Relazione Semestrale Consolidata. al 30 giugno 2015 Relazione Semestrale Consolidata al 30 giugno 2015 9 Gruppo Hera il Bilancio consolidato e d esercizio Introduzione Relazione sulla gestione capitolo 1 RELAZIONE SULLA GESTIONE 1.09 POLITICA FINANZIARIA

Dettagli

Rapporto ABI 2013 sul settore bancario in Italia. Roma, 21 maggio 2013. Giovanni Sabatini

Rapporto ABI 2013 sul settore bancario in Italia. Roma, 21 maggio 2013. Giovanni Sabatini Rapporto ABI 2013 sul settore bancario in Italia Roma, 21 maggio 2013 Giovanni Sabatini Lo scenario di riferimento macro La dinamica del mercato del credito Risultati 2012 Primo trimestre 2013 Prospettive

Dettagli

Informativa al Pubblico

Informativa al Pubblico 1 Informativa al Pubblico Pillar 3 Informazioni al 31 Dicembre 2010 2 MPS Gestione Crediti Banca S.p.A. Sede Sociale in Siena, Piazza Salimbeni 3, www.mpsgestionecreditibanca.it Iscritta al Registro Imprese

Dettagli

SOLUZIONE O IMBROGLIO?

SOLUZIONE O IMBROGLIO? 818 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com BAD BANK. SOLUZIONE O IMBROGLIO? 13 febbraio 2014 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 In questi giorni si sta parlando molto della proposta

Dettagli

GLI ACCORDI DI BASILEA

GLI ACCORDI DI BASILEA Scuola di Diritto Scuola di Economia e Management Diritto delle Banche e dei Anno Accademico 2014/2015 GLI ACCORDI DI BASILEA E LA LORO EVOLUZIONE PROF. FERDINANDO PARENTE Versione al 29 aprile 2015 Agenda!

Dettagli

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 12.3.2014

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 12.3.2014 COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 12.3.2014 C(2014) 1553 final REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE del 12.3.2014 che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio

Dettagli

Febbraio 2013. Dott. Ivan Fogliata

Febbraio 2013. Dott. Ivan Fogliata Febbraio 2013 Dossier Montepaschi Note tecniche sui prodotti finanziari che interessano le principali operazioni che costituiscono il dossier Monte Paschi Siena. Riflessioni emerse dalle ricostruzioni

Dettagli

(Divieto d ) accesso al credito per le imprese: (serve capitale

(Divieto d ) accesso al credito per le imprese: (serve capitale (Divieto d ) accesso al credito per le imprese: (serve capitale per) il ruolo dei Confidi 15 Maggio 2012 1 Agenda Premessa (sulle ragioni della crisi) (Divieto d ) d) accesso al credito per le imprese:

Dettagli

ISA SpA III Pilastro Informativa al pubblico - Anno 2012

ISA SpA III Pilastro Informativa al pubblico - Anno 2012 PREMESSA La Circolare 216 di Banca d Italia del 5 agosto 1996 7 aggiornamento del 9 luglio 2007, al Capitolo V, al fine di rafforzare la disciplina prudenziale per gli Intermediari Finanziari iscritti

Dettagli

Il contesto economico abruzzese ed il rapporto banca-impresa alla luce del nuovo accordo di Basilea

Il contesto economico abruzzese ed il rapporto banca-impresa alla luce del nuovo accordo di Basilea SPIN OFF: un impresa possibile Fondi per iniziative e attività culturali e sociali degli studenti Ud A (Decreto Rettorale n. 307 del 23.01.2006, ai sensi della Legge n. 429 del 3 agosto 1985 e al D.M.

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it 1 Argomenti I prestiti e la gestione del rischio di credito Da Basilea 1 a Basilea 2 Il Basilea 3 2 Da Basilea 1 a Basilea 2

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Informazione regolamentata * - Bruxelles, Parigi, 26 febbraio 2009 07h00

COMUNICATO STAMPA. Informazione regolamentata * - Bruxelles, Parigi, 26 febbraio 2009 07h00 Informazione regolamentata * - Bruxelles, Parigi, 26 febbraio 2009 07h00 Nel 2008 perdita netta di 3.326 milioni Il coefficiente Tier 1 rimane solido al 10,6% Intero esercizio 2008: fatti più rilevanti

Dettagli

Analisi della performance degli intermediari creditizi

Analisi della performance degli intermediari creditizi Analisi della performance degli intermediari creditizi Lezione 4 L analisi dei rischi e del patrimonio di vigilanza: il Terzo Pilastro di Basilea 2 Università di Bologna Facoltà di Economia, Forlì 11 dicembre

Dettagli

RAPPORTO BANCHE 1/2 0 1 5

RAPPORTO BANCHE 1/2 0 1 5 RAPPORTO BANCHE 1/2015 N. 1-2015 Il Rapporto Cer-Banche è frutto della ricerca in campo bancario svolta in questi anni dall'istituto. Il programma di attività ha condotto alla costruzione di un modello

Dettagli

SCHEDA PRODOTTO PER IL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO BANCA POPOLARE DI BARI 6,50% 2014/2021 SUBORDINATO TIER II

SCHEDA PRODOTTO PER IL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO BANCA POPOLARE DI BARI 6,50% 2014/2021 SUBORDINATO TIER II SCHEDA PRODOTTO PER IL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO DENOMINATO BANCA POPOLARE DI BARI 6,50% 2014/2021 SUBORDINATO TIER II Quanto segue costituisce una sintesi delle principali caratteristiche del Prestito

Dettagli

PROSPETTO SEMPLIFICATO Per l offerta al pubblico di cui all articolo 34 ter, comma 4 del Regolamento Consob n. 11971/99

PROSPETTO SEMPLIFICATO Per l offerta al pubblico di cui all articolo 34 ter, comma 4 del Regolamento Consob n. 11971/99 PROSPETTO SEMPLIFICATO Per l offerta al pubblico di cui all articolo 34 ter, comma 4 del Regolamento Consob n. 11971/99 Prospetto relativo all offerta pubblica di sottoscrizione delle Obbligazioni Banca

Dettagli

Monti Bonds capitale pubblico per una società privata sì, ma fino a quando?leggioggi.it

Monti Bonds capitale pubblico per una società privata sì, ma fino a quando?leggioggi.it Monti Bonds capitale pubblico per una società privata sì, ma fino a quando?leggioggi.it Lo scandalo Mps e la soluzione dei Monti Bonds Perché un panificatore sforni pane, serve farina. Perché una banca

Dettagli

IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE

IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE IL RATING BANCARIO PUÒ MIGLIORARE Un decalogo per l impresa ODCEC Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino Confidi Macerata Società Cooperativa per Azioni Possiamo

Dettagli

CONAFI PRESTITO S.p.A. Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al Pubblico Situazione al 31/12/2011

CONAFI PRESTITO S.p.A. Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al Pubblico Situazione al 31/12/2011 CONAFI PRESTITO S.p.A. Basilea 2 Terzo Pilastro al Pubblico Situazione al 31/12/2011 CONAFI PRESTITO S.p.A Sede legale ed amministrativa: Torino, via Cordero di Pamparato 15 cap 10143 tel. 011/7710320

Dettagli

Informativa al Pubblico. Ai sensi del Cap. V, Sez. XII, della Circolare della Banca d Italia n. 216/1996

Informativa al Pubblico. Ai sensi del Cap. V, Sez. XII, della Circolare della Banca d Italia n. 216/1996 Informativa al Pubblico Ai sensi del Cap. V, Sez. XII, della Circolare della Banca d Italia n. 216/1996 31 dicembre 2014 INDICE INTRODUZIONE... 2 1. ADEGUATEZZA PATRIMONIALE... 3 2. RISCHIO DI CREDITO:

Dettagli

CONAFI PRESTITO S.p.A. Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al Pubblico Situazione al 31/12/2010

CONAFI PRESTITO S.p.A. Basilea 2 Terzo Pilastro Informativa al Pubblico Situazione al 31/12/2010 CONAFI PRESTITO S.p.A. Basilea 2 Terzo Pilastro al Pubblico Situazione al 31/12/2010 CONAFI PRESTITO S.p.A Sede legale ed amministrativa: Torino, via Cordero di Pamparato 15 cap 10143 tel. 011/7710320

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891

SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891 SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891 Sede Legale e Direzione Generale: 04022 Fondi (LT) Via Giovanni Lanza, 45 Iscritta all Albo delle Banche al n. 1554 - ABI n. 05296.9 Iscritta all albo delle Società

Dettagli

Potete essere un investitore della prima ora: approfittatene. Swisscanto (LU) Bond Invest CoCo

Potete essere un investitore della prima ora: approfittatene. Swisscanto (LU) Bond Invest CoCo Potete essere un investitore della prima ora: approfittatene Swisscanto (LU) Bond Invest CoCo La sfida: le banche devono incrementare la dotazione di capitale proprio Le ripercussioni della crisi finanziaria

Dettagli

LA NUOVA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE RELAZIONE SULL ANALISI D IMPATTO

LA NUOVA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE RELAZIONE SULL ANALISI D IMPATTO VIGILANZA BANCARIA E FINANZIARIA LA NUOVA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE RELAZIONE SULL ANALISI D IMPATTO 1. Introduzione... 2 2. Benefici e rischi degli strumenti... 2 3. I covered bond

Dettagli

Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e

Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e Parlamento della Padania Sarego, 4 febbraio 2012 On. Maurizio Fugatti Grazie, buongiorno a tutti. Tratterò un argomento che riguarda, in questo momento particolare, il rapporto delle piccole e medie imprese

Dettagli

Il sistema dei rischi bancari

Il sistema dei rischi bancari Il sistema dei rischi bancari 1 Il rischio finanziario Rischi in Finanza Rischi puri Rischi finanziari Rischi sistematici Rischi non sistematici (specifici) 2 Il rischio finanziario Concetto connaturato

Dettagli

1 Relazione sulla gestione

1 Relazione sulla gestione Settore Bancario Andamento della gestione del Gruppo Unipol Banca Il 2013 è stato un anno caratterizzato da profondi cambiamenti che hanno riguardato sia la struttura direzionale della banca che la composizione

Dettagli

i dossier TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU SPREAD, ASTE, BTP E NESSUNO VI HA MAI DETTO www.freefoundation.com

i dossier TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU SPREAD, ASTE, BTP E NESSUNO VI HA MAI DETTO www.freefoundation.com 41 i dossier www.freefoundation.com TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU SPREAD, ASTE, BTP E NESSUNO VI HA MAI DETTO 27 febbraio 2012 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE SUMMARY 2 A leggere i dati

Dettagli

Risultati di Gruppo 2014. 12 Febbraio 2015

Risultati di Gruppo 2014. 12 Febbraio 2015 Risultati di Gruppo 214 12 Febbraio 215 Principali evidenze del 214 Superati tutti gli obiettivi di crescita per il 214: Impieghi in crescita di 1.57 milioni rispetto all obiettivo annunciato di un miliardo

Dettagli

INFORMATIVA AL PUBBLICO SULLA SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE 2013

INFORMATIVA AL PUBBLICO SULLA SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE 2013 INFORMATIVA AL PUBBLICO SULLA SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE 2013 Sintesi del documento pubblicato ai sensi del Titolo IV della Circolare 263/06 della Banca d Italia L Informativa al pubblico adempie all obbligo

Dettagli

illustrare le diverse tipologie di Bonds cui le banche possono ricorrere per rafforzare il patrimonio di vigilanza;

illustrare le diverse tipologie di Bonds cui le banche possono ricorrere per rafforzare il patrimonio di vigilanza; ORRICK, HERRINGTON & SUTCLIFFE VIA VISCONTI DI MODRONE, 12 20122 MILANO, ITALIA TEL +39 02 45 41 3800 FAX +39 02 45 41 3801 REA MILANO: 1731117 CORSO G. MATTEOTTI, 10 20121 MILANO, ITALIA TEL. +39 02 77

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA SEZIONE 4 Società per Azioni CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA "BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA S.p.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 30/2008

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 30/2008 DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 30/2008 SCHEMA DI REGOLAMENTO RECANTE LA DISCIPLINA DELLE POLIZZE CON PRESTAZIONI DIRETTAMENTE COLLEGATE AD UN INDICE AZIONARIO O AD UN ALTRO VALORE DI RIFERIMENTO DI CUI

Dettagli

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso BANCO DI SARDEGNA S.P.A. Sede legale: Cagliari - Viale Bonaria 33 Sede amministrativa e Direzione generale: Sassari - Viale Umberto 36 Capitale sociale euro 155.247.762,00 i.v. Cod. fisc. e num. iscriz.

Dettagli

Danilo Mascia, PhD Student Università degli Studi di Cagliari Anno Accademico 2012-2013 Economia e tecnica del mercato mobiliare

Danilo Mascia, PhD Student Università degli Studi di Cagliari Anno Accademico 2012-2013 Economia e tecnica del mercato mobiliare Danilo Mascia, PhD Student Università degli Studi di Cagliari Anno Accademico 2012-2013 Economia e tecnica del mercato mobiliare danilo.mascia@gmail.com 1 Credit spread products I credit spread products

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891

SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891 SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891 Sede Legale e Direzione Generale: 04022 Fondi (LT) Via Giovanni Lanza, 45 Iscritta all Albo delle Banche al n. 1554 - ABI n. 05296.9 Iscritta all albo delle Società

Dettagli

Italia: il credit crunch prosegue nel 2014

Italia: il credit crunch prosegue nel 2014 11 gennaio 2014 Numero 2014-2 NOTA DAL CSC Italia: il credit crunch prosegue nel 2014 Nel 2015 inversione di tendenza grazie agli effetti positivi della valutazione BCE Ciro Rapacciuolo In Italia la caduta

Dettagli

IV RAPPORTO SULLA FINANZA IMMOBILIARE 2011 Abstract

IV RAPPORTO SULLA FINANZA IMMOBILIARE 2011 Abstract Comunicato stampa IV RAPPORTO SULLA FINANZA IMMOBILIARE 211 VERSO UN NUOVO PROFILO FINANZIARIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE La condizione finanziaria delle famiglie italiane, da sempre caratterizzata da un

Dettagli

CONTI DEPOSITO: LA MOLTIPLICAZIONE INFINITA DELLE ZUCCHE E DELLE OFFERTE SPECIALI (13/09/2011)

CONTI DEPOSITO: LA MOLTIPLICAZIONE INFINITA DELLE ZUCCHE E DELLE OFFERTE SPECIALI (13/09/2011) CONTI DEPOSITO: LA MOLTIPLICAZIONE INFINITA DELLE ZUCCHE E DELLE OFFERTE SPECIALI (13/09/2011) S puntano ormai come funghi offerte per remunerare la liquidità detenuta dagli italiani. Un atto di generosità

Dettagli

Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione con delibera del 21/12/2010

Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione con delibera del 21/12/2010 Policy di Valutazione e Pricing e Regole Interne per la negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dal Credito Cooperativo ravennate e imolese Soc. coop. (ai sensi delle Linee guida interassociative

Dettagli

Policy di Valutazione e Pricing dei prestiti obbligazionari di propria emissione

Policy di Valutazione e Pricing dei prestiti obbligazionari di propria emissione Policy di Valutazione e Pricing dei prestiti obbligazionari di propria emissione Approvazione Consiglio di Amministrazione Data 17/11/2014 Versione 14.01 INDICE 1. PREMESSA... 3 2. POLITICA DI VALUTAZIONE

Dettagli

ESPOSIZIONI SCADUTE E/O SCONFINANTI: RELAZIONE SULL ANALISI D IMPATTO

ESPOSIZIONI SCADUTE E/O SCONFINANTI: RELAZIONE SULL ANALISI D IMPATTO ALLEGATO 1 VIGILANZA BANCARIA E FINANZIARIA Servizio Normativa e politiche di vigilanza Divisione Analisi macroprudenziale Settore Impatto della regolamentazione ESPOSIZIONI SCADUTE E/O SCONFINANTI: MODIFICA

Dettagli

Economia dei Mercati Finanziari Secondo Modulo Prof. Luca Malavolta. Mercato Obbligazionario

Economia dei Mercati Finanziari Secondo Modulo Prof. Luca Malavolta. Mercato Obbligazionario Economia dei Mercati Finanziari Secondo Modulo Prof. Luca Malavolta Mercato Obbligazionario OBBLIGAZIONE: Titolo di debito che impegna l'emittente al rimborso del capitale oltre che alla corresponsione

Dettagli

Informativa al pubblico

Informativa al pubblico Informativa al pubblico Terzo pilastro di Basilea 2 al 31 dicembre 2009 Le disposizioni emanate dalla Banca d Italia in applicazione della normativa europea in materia di Convergenza internazionale della

Dettagli

La crisi del settore bancario in Europa

La crisi del settore bancario in Europa La crisi del settore bancario in Europa 26 ottobre 2011 Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, già ad agosto aveva dichiarato che occorrevano circa 200 miliardi di Euro per ricapitalizzare

Dettagli

MERCATO IMMOBILIARE: CRISI FINANZIARIA?

MERCATO IMMOBILIARE: CRISI FINANZIARIA? MERCATO IMMOBILIARE: CRISI FINANZIARIA? MILANO, 24 Giugno 2008 La crisi Immobiliare in Europa - Lorenzo Greppi CRISI IMMOBILIARE E PARAMETRI DI RISCHIO La crisi internazionale ha avuto pesanti riflessi

Dettagli

Corso di Finanza aziendale

Corso di Finanza aziendale Basilea II Corso di Finanza aziendale Elementi del nuovo accordo di Basilea Basilea II? Si tratta della recente revisione del complesso di norme regolamentari che dal 1988 sono imposte alle banche dalla

Dettagli

Le regole di Basilea 2 per il credito al consumo

Le regole di Basilea 2 per il credito al consumo Le regole di Basilea 2 per il credito al consumo Francesco Cannata Banca d Italia Vigilanza Creditizia e Finanziaria Convegno ABI Credito alle famiglie 2007 Sessione Parallela A2 L efficienza nel credito

Dettagli

Dott. GABRIELE TONIOLO

Dott. GABRIELE TONIOLO BASILEA 3: Buffer di Capitale ed impatto sul Pricing alle imprese Verso Basilea 3 Dott. GABRIELE TONIOLO L accordo di Basilea nasce con l obiettivo di tutelare il piccolo risparmiatore e di garantire la

Dettagli

Il rapporto banca impresa nella crisi del debito sovrano. Gregorio De Felice Chief Economist

Il rapporto banca impresa nella crisi del debito sovrano. Gregorio De Felice Chief Economist Il rapporto banca impresa nella crisi del debito sovrano Gregorio De Felice Chief Economist 1 Credito alle imprese in forte crescita negli ultimi 1 anni La recente flessione del credito segue un periodo

Dettagli

l Gestione di portafoglio

l Gestione di portafoglio Avanti tutta! Le banche italiane hanno compiuto progressi significativi nella gestione del rischio associato al portafoglio crediti, anche se permangono diversi punti deboli, soprattutto collegati al pricing

Dettagli

Note di stabilità finanziaria e vigilanza

Note di stabilità finanziaria e vigilanza Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 1 Aprile 2014 1. Il trattamento fiscale delle perdite su crediti: il vecchio regime... 2 2. Gli effetti della nuova disciplina... 4 3. Il rafforzamento dell

Dettagli

IL MANTENIMENTO DI INTERESSI NELLA CARTOLARIZZAZIONE: LE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DI BANCA D'ITALIA SULLA RETENTION RULE

IL MANTENIMENTO DI INTERESSI NELLA CARTOLARIZZAZIONE: LE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DI BANCA D'ITALIA SULLA RETENTION RULE NEWSLETTER Global Finance - Italy IL MANTENIMENTO DI INTERESSI NELLA CARTOLARIZZAZIONE: LE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DI BANCA D'ITALIA SULLA RETENTION RULE Con il 7 aggiornamento delle Disposizioni di

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 Il rischio di interesse 2 Il rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse può essere

Dettagli

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI LESMO in qualità di Emittente

MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI LESMO in qualità di Emittente MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI LESMO in qualità di Emittente Società Cooperativa con sede legale in Lesmo (MB), Piazza Dante 21/22 Iscritta: all Albo delle Banche al

Dettagli

III PILASTRO INFORMATIVA AL PUBBLICO AL 31/12/2014

III PILASTRO INFORMATIVA AL PUBBLICO AL 31/12/2014 III PILASTRO INFORMATIVA AL PUBBLICO AL 31/12/2014 1 Premessa Le disposizioni contenute nella Circolare della Banca d Italia n.216 del 5 agosto 1996 7 aggiornamento del 9 luglio 2007, Capitolo V - Vigilanza

Dettagli

DA BASILEA 2 A BASILEA 3:

DA BASILEA 2 A BASILEA 3: DA BASILEA 2 A BASILEA 3: GLI EFFETTI SULLE BANCHE E SUL CREDITO MARCO GIORGINO ORDINARIO DI FINANZA, POLITECNICO DI MILANO MARCO.GIORGINO@POLIMI.IT Milano, 8 ottobre 2010 AGENDA Da Basilea 2 a Basilea

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA 6a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro)

SENATO DELLA REPUBBLICA 6a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro) SENATO DELLA REPUBBLICA 6a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro) Indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea 20 gennaio 2015 Audizione dell Amministratore Delegato

Dettagli

1. FATTORI DI RISCHIO

1. FATTORI DI RISCHIO BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI STEP UP Banca di Cesena 24/01/2011-24/01/2016 Step Up

Dettagli

Banca-Impresa 2014: il punto della situazione. Trasparenza e corretta comunicazione contano più del bilancio? 21 gennaio 2014

Banca-Impresa 2014: il punto della situazione. Trasparenza e corretta comunicazione contano più del bilancio? 21 gennaio 2014 Banca-Impresa 2014: il punto della situazione. Trasparenza e corretta comunicazione contano più del bilancio? 21 gennaio 2014 CSC: il credit crunch prosegue nel 2014 - nel 2015 inversione di tendenza?

Dettagli

Bari economia & cultura, Trimestrale della Camera di Commercio di Bari, n.1/2014, pp.103-111. ISSN: 2284-2756

Bari economia & cultura, Trimestrale della Camera di Commercio di Bari, n.1/2014, pp.103-111. ISSN: 2284-2756 LE IMPRESE ITALIANE ED IL FINANZIAMENTO di Annalisa Di Clemente Attualmente le condizioni complessive del credito rappresentano uno dei punti critici dello scenario macroeconomico italiano. Stime di Banca

Dettagli

I NUOVI ORGANISMI DI CONTROLLO BANCARIO INTERNAZIONALE (USA, UE)

I NUOVI ORGANISMI DI CONTROLLO BANCARIO INTERNAZIONALE (USA, UE) I NUOVI ORGANISMI DI CONTROLLO BANCARIO INTERNAZIONALE (USA, UE) Sintesi del seminario tenuto presso l'università di Trieste - Facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche - per l'insegnamento di Geografia

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891

SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891 SOCIETA COOPERATIVA FONDATA NEL 1891 Sede Legale e Direzione Generale: 04022 Fondi (LT) Via Giovanni Lanza, 45 Iscritta all Albo delle Banche al n. 1554 - ABI n. 05296.9 Iscritta all albo delle Società

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE

CONDIZIONI DEFINITIVE B.10. MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE In qualità di emittente CONDIZIONI DEFINITIVE DELLA NOTA INFORMATIVA DEL PROGRAMMA OBBLIGAZIONI BCC OROBICA Tasso Fisso BCC OROBICA 20/01/2012 20/01/2015 3,50%

Dettagli

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Advisory Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Ricerca di efficienza, gestione del capitale e dei crediti non performing Esercizio kpmg.com/it Indice Executive Summary 4 Approccio metodologico

Dettagli

Informazioni sulla soluzione delle crisi di Banca Marche, Banca Popolare dell Etruria e del Lazio, CariChieti e Cassa di Risparmio di Ferrara

Informazioni sulla soluzione delle crisi di Banca Marche, Banca Popolare dell Etruria e del Lazio, CariChieti e Cassa di Risparmio di Ferrara Informazioni sulla soluzione delle crisi di Banca Marche, Banca Popolare dell Etruria e del Lazio, CariChieti e Cassa di Risparmio di Ferrara Il Governo e la Banca d Italia, in stretta collaborazione e

Dettagli

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Prodotti finanziari a breve termine BOT: Buoni Ordinari del tesoro

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Prodotti finanziari a breve termine BOT: Buoni Ordinari del tesoro AREA FINANZA DISPENSE FINANZA Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Prodotti finanziari a breve termine BOT: Buoni Ordinari del tesoro ORGANISMO BILATERALE PER LA FORMAZIONE

Dettagli

RAFFORZATE SOLIDITA PATRIMONIALE E LIQUIDITA ; LA GESTIONE OPERATIVA TRAINA LA REDDITIVITA (+23%): UTILE NETTO 2013: 150 MILIONI

RAFFORZATE SOLIDITA PATRIMONIALE E LIQUIDITA ; LA GESTIONE OPERATIVA TRAINA LA REDDITIVITA (+23%): UTILE NETTO 2013: 150 MILIONI RAFFORZATE SOLIDITA PATRIMONIALE E LIQUIDITA ; LA GESTIONE OPERATIVA TRAINA LA REDDITIVITA (+23%): UTILE NETTO 2013: 150 MILIONI In un contesto ancora debole, il esprime una redditività in crescita continuando

Dettagli

HYPO ALPE-ADRIA-BANK

HYPO ALPE-ADRIA-BANK HYPO ALPE-ADRIA-BANK INFORMATIVA AL PUBBLICO Terzo pilastro di Basilea 3 Al 31 dicembre 2014 (Circ. n. 285 del 17 dicembre 2013) 1 Informativa al pubblico Dal 1 gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova

Dettagli

Nuovi indicatori di liquidità per Basilea 3

Nuovi indicatori di liquidità per Basilea 3 Liquidità per Basilea 3 Milano, marzo 2013 dr.giliberto Camillo Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della società di appartenenza Riproduzione vietata/partial or total reproduction and

Dettagli

RISULTATI COMPREHENSIVE ASSESSMENT

RISULTATI COMPREHENSIVE ASSESSMENT PRESS RELEASE COMUNICATO STAMPA RISULTATI COMPREHENSIVE ASSESSMENT Positivo risultato dell AQR considerando le misure di patrimonializzazione già realizzate, pari a complessivi 1.021,2 milioni (aumento

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 maggio 2015

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 maggio 2015 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 4 maggio 2015 Disposizioni relative alla concessione della garanzia dello Stato per gli investimenti nella societa' di servizio per la patrimonializzazione

Dettagli

PROSPETTO INFORMATIVO. Per le Emissioni di Obbligazioni Bancarie c.d. Plain Vanilla

PROSPETTO INFORMATIVO. Per le Emissioni di Obbligazioni Bancarie c.d. Plain Vanilla PROSPETTO INFORMATIVO Per le Emissioni di Obbligazioni Bancarie c.d. Plain Vanilla Banca Emittente ( L Emittente ) Banca Popolare Lecchese S.p.a. Banca Offerente ( L Offerente ) Banca Popolare Lecchese

Dettagli