ELABORATO 5 Impatti ambientali dell opera

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1 Impianto di depurazione S. Giustina (RN) Verifica di assoggettabilità L.R. 9/99 come integrata ai sensi del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. STUDIO DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE Sezione di recupero fanghi di depurazione ELABORATO 5 Impatti ambientali dell opera Approvato P. P. Piccari Controllato K. Gamberini Redatto M. Bartoli Rev. 00 Data 15/09/2010 Cod. Doc. TB 02 RN SC 00 SC IM Pagine 1 di 15

2 SOMMARIO 1 PREMESSE IMPATTO IN ATMOSFERA EMISSIONI IN ATMOSFERA GENERATE DALL ESERCIZIO DELL IMPIANTO EMISSIONI IN ATMOSFERA DA TRAFFICO VEICOLARE INDOTTO IMPATTO DOVUTO AGLI SCARICHI IDRICI IMPATTO ACUSTICO IMPATTO CONNESSO A TRAFFICO VEICOLARE INDOTTO IMPATTO SU SUOLO E SOTTOSUOLO IMPATTO SU FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI IMPATTO SUL PAESAGGIO CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE di 15

3 1 PREMESSE Scopo del presente documento è quello di illustrare gli impatti ambientali della configurazione impiantistica proposta. In particolare saranno analizzati nel corso del presente documento: impatto in atmosfera e sulla qualità dell aria; impatto dovuto agli scarichi idrici; impatto acustico; impatto connesso a traffico veicolare; impatto su suolo e sottosuolo; impatto su flora, fauna ed ecosistemi; Si sottolinea che, come emergerà dalle trattazioni di seguito riportate, la soluzione impiantistica oggetto del presente studio non comporterà significative variazioni in termini di impatto ambientale complessivo rispetto a quanto esaminato con procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al potenziamento del depuratore biologico reflui civili. 3 di 15

4 2 IMPATTO IN ATMOSFERA Ai fini della caratterizzazione dell impatto in atmosfera si opera un analisi dei seguenti contributi: emissioni generate dall esercizio dell impianto; emissioni correlate al traffico veicolare indotto dall esercizio dell impianto. 2.1 EMISSIONI IN ATMOSFERA GENERATE DALL ESERCIZIO DELL IMPIANTO L esercizio dell impianto di recupero fanghi genera i seguenti contributi emissivi: emissione convogliata (E1) delle arie esauste che si generano nel reattore previo passaggio in un sistema di depurazione (scrubber); emissione diffusa di carattere polverulento dalle aree di stoccaggio in cumuli del Gesso agricolo (ED2) e del Carbonato di Calcio (ED3); emissione diffusa di carattere potenzialmente odorigeno generata dallo stoccaggio in cumuli del fango di depurazione stoccato (ED1); emissione diffusa di carattere potenzialmente odorigeno generata dallo stoccaggio in cumuli del Gesso di defecazione (ED4 e ED5). Le emissioni di cui ai primi due punti sono da considerarsi localizzate e poco significative in termini di impatto ambientale. Relativamente alle emissioni di carattere odorigeno, nella gestione dell impianto saranno adottati una serie di accorgimenti volti a ridurre la diffusione di odori molesti: installazione di nebulizzatori di composti odorizzanti in corrispondenza delle aree di stoccaggio del fango biologico da trattare e del biosolfato; ottimizzazione del dosaggio dei reagenti e del contenuto in sostanza secca del fango da trattare; riduzione al minimo dei tempi di stoccaggio. Nella figura seguente sono indicate le sorgenti delle emissioni diffuse e convogliate. 4 di 15

5 2.2 EMISSIONI IN ATMOSFERA DA TRAFFICO VEICOLARE INDOTTO Il trattamento dei fanghi di depurazione prodotti da tutti gli impianti presenti nell Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Rimini (ATO 9) presso l impianto oggetto di studio comporta una riduzione complessiva, a livello di scala vasta, dei chilometri percorsi per il trasporto di tali rifiuti con una conseguente riduzione dell inquinamento da traffico veicolare indotto da tale attività. Ad oggi i fanghi prodotti dai depuratori di ATO 9, fatta eccezione per quelli del depuratore di Santa Giustina, sono conferiti in impianti di smaltimento o recupero ubicati fuori Provincia di Rimini, principalmente in quella di Ravenna. Nella configurazione gestionale proposta nell ambito del presente studio, tutti i fanghi prodotti dagli impianti di depurazione sono recuperati presso l impianto di Santa Giustina. Tale scelta logistica comporta una riduzione complessiva dei km percorsi di circa il 70% ed una conseguente riduzione dell emissione di inquinanti da traffico paria a: -80 kg/a di polveri; 5 di 15

6 kg/a di NO x kg/a di CO 2 Per la trattazione di dettaglio si rimanda all allegato IM 5.1 alla presente relazione. 6 di 15

7 3 IMPATTO DOVUTO AGLI SCARICHI IDRICI L impianto di recupero fanghi in oggetto è servito da una rete fognaria di raccolta delle acque di dilavamento che afferisce a uno scarico (S1) in pubblica fognatura e in particolare nella fognatura interna al sito del depuratore, che recapita direttamente in testa all impianto di depurazione stesso. Tale scarico è autorizzato dal Comune di Rimini. Si ritiene che l impatto ambientale generato da tale aspetto non sia da considerarsi significativo. 7 di 15

8 4 IMPATTO ACUSTICO Al fine della valutazione dell impatto acustico generato dall esercizio delle opere, si riporta in allegato IM 5.2 uno studio effettuato da tecnico abilitato in acustica in occasione della richiesta di nulla osta alla campagna mobile. Come emerge da tale valutazione, non si riscontrano criticità, in termini di impatto sul clima acustico, correlabili all esercizio dell impianto di recupero fanghi. 8 di 15

9 5 IMPATTO CONNESSO A TRAFFICO VEICOLARE INDOTTO Come anticipato al precedente punto 2, è stata operata una analisi a livello di area vasta sull entità del traffico veicolare indotto dal trasporto dei fanghi agli impianti di recupero/smaltimento finale. Tale analisi è descritta nel dettaglio in allegato IM 5.1 alla presente relazione e mette a confronto tre scenari gestionali: Scenario 1 esercizio impianto anno di riferimento 2009: tale scenario è rappresentativo della situazione attuale, per la quale vengono trattate, nell impianto di Santa Giustina, poco meno di t/a; le restanti t/a vengono trattate in altri impianti fuori Provincia; Scenario 2 esercizio impianto a servizio dell ATO 9: tale scenario considera il traffico indotto dalla modifica dei flussi, a seguito del convogliamento dei fanghi che già orbitano nell area vasta della Provincia di Rimini, verso Santa Giustina, per un totale di t/a trattate; Scenario 3 esercizio impianto in condizioni di massimo carico: tale scenario considera l ipotesi di sfruttamento della potenzialità massima richiesta (50000 t/a), comprendendo anche i quantitativi di fanghi provenienti da altri depuratori del Gruppo Hera, i quali tutt ora vengono trattati in altri impianti, pur mantenendo la priorità assoluta per i fanghi prodotti nell ATO 9; Da tale valutazione emerge che, con riferimento a tale aspetto, la scelta logistica di trattare tutti i fanghi prodotti dai depuratori dell ATO 9 all impianto in oggetto risulta la migliore dal punto di vista dell impatto ambientale complessivo. 9 di 15

10 6 IMPATTO SU SUOLO E SOTTOSUOLO L intera area su cui insiste l impianto di recupero fanghi è impermeabilizzata e dotata di una rete di raccolta delle acque di dilavamento che recapita in pubblica fognatura. Si ritiene che l interferenza dell attività su tali componenti ambientali non sia da considerarsi significativa. 10 di 15

11 7 IMPATTO SU FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI Da un punto di vista della localizzazione, l impianto di recupero fanghi oggetto di studio non presenta problemi relativi a una limitazione spaziale e funzionale di unità ambientali con caratteristiche di naturalità e quindi la vegetazione e la flora residuale presenti nell area di interesse non risultano alterate nella loro distribuzione. Tuttavia, sulla base dei dati forniti, si evidenziano alcuni fattori di pressione che possono determinare interazioni con le componenti ecosistemiche e in particolare dell agroecosistema. Essi risultano essere fondamentalmente correlati al traffico pesante su gomma. In un contesto ambientale così artificializzato i problemi di interazione sono relativamente limitati. L incidenza del traffico veicolare indotto dal conferimento dei fanghi rispetto al totale degli automezzi che transitano sui medesimi percorsi è stimabile in circa 2-4 mezzi/ora. Si sottolinea che gli effetti indotti dal traffico portano a una riduzione della qualità degli habitat soprattutto perché vengono alterati gli equilibri ecologici a causa di alcuni fattori ad esso collegati, quali: incidentalità; rumori; polveri. L ecosistema a una certa distanza dalla strada subisce gli effetti del traffico veicolare e in alcuni casi assistiamo all alterazione delle dinamiche di popolazione delle specie che frequentano le aree marginali all infrastruttura viaria. Inoltre, per quanto riguarda in particolare alcune classi di Vertebrati (Uccelli e Mammiferi), i fattori indotti dal traffico determinano condizioni di stress che inducono le seguenti reazioni: a) modificazione del comportamento aumentando le possibilità di predazione, di incidentalità e tutti gli altri fattori indotti dalla frammentazione degli habitat; b) diminuzione del tasso riproduttivo; c) incremento dell emigrazione e quindi sterilizzazione delle fasce di habitat limitrofe. La componente faunistica interessata da questi fattori è legata alla presenza di specie appartenenti alla microfauna selvatica caratterizzata da piccoli Vertebrati, in particolare Anfibi, 11 di 15

12 Rettili e Mammiferi, che per esigenze di vario tipo (raggiungimento delle aree di riproduzione, dispersione dei giovani, ecc.) compiono spostamenti, talvolta anche di notevole entità, con attraversamento delle carreggiate stradali seguendo in particolare i fossati limitrofi alla strada spesso fortemente inquinati. È la componente di maggiore rilievo legata in particolare agli ecosistemi agricoli e al reticolo idrografico ad esso connesso. Gli episodi di investimento da parte degli automezzi in transito, soprattutto nelle aree di campagna, devono indurre l attuazione di misure per limitare le interazioni con le popolazioni di alcune di queste specie; l analisi del sistema idrografico e le modalità di attraversamento della viabilità attuale possono essere opportunamente integrate in modo da favorire l attraversamento delle strade e diminuirne così l impatto. Più raro può essere l incontro con un grande mammifero. Rumore: Le specie sono fortemente limitate dal rumore soprattutto da traffico veicolare. In termini generali i diversi fattori di interazione negativa variano con la distanza dalla strada e con la differente natura degli ecosistemi laterali. In ambienti aperti, come in genere sono quelli dell area in oggetto, l effetto dell inquinamento dell aria da polveri si recepisce fino a circa 300 m dalla strada mentre l effetto rumore lo si avverte in decremento fino a una distanza di circa 1000 m. Ad esempio è stato osservato come la densità relativa di nidi di alcune specie di Uccelli diminuisse in relazione all aumento del rumore da traffico con una soglia intorno ai 40 db. rumore Strada Qualità dell habitat Riduzione di densità di piccole medie e grandi popolazioni La linea rossa indica la distanza alla quale è influenzata la qualità dell habitat e quelle tratteggiate le distanze alle quali si riducono le densità 12 di 15

13 Polveri e Inquinanti Questi effetti sono relativi, nel caso di specie, soprattutto al traffico veicolare. Di conseguenza è opportuno evidenziare quali sono gli effetti delle mitigazioni che si possono mettere in atto nel caso si vogliano indirizzare alcuni interventi sulla riqualificazione del verde locale e della qualità dell habitat antropico. Una delle azioni importanti già pianificata nell ambito del progetto è l utilizzazione della vegetazione come elemento schermante e riassorbente. Infatti, l azione della vegetazione sulle polveri e gli inquinanti dell aria si esplica anche attraverso l effetto barriera, in cui viene ridotta la velocità della massa d aria fino a determinare un aumento della deposizione secca di inquinanti causato appunto dalle condizioni microclimatiche che si instaurano all interno dei microambienti tra foglia e foglia e, quindi, dipendenti dalle caratteristiche di compattezza della chioma. 13 di 15

14 8 IMPATTO SUL PAESAGGIO L area su cui insiste l impianto in oggetto rientra parzialmente in zone soggette a vincolo di tutela ai sensi del succitato Decreto Legislativo e, più nello specifico, dell art. 142, comma 1, lettera c). Sono infatti sottoposti alle disposizioni del Titolo I della Parte Terza, insieme agli altri contesti di pregio ed interesse paesaggistico: i fiumi, i torrenti, i corsi d acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna. In tali contesti ogni intervento deve essere autorizzato, ai sensi dell articolo 146, dalla Regione o dall ente locale al quale la Regione ha affidato la relativa competenza, previa presentazione del progetto e di una documentazione paesaggistica conforme a quanto previsto dal D.P.C.M. del 12 dicembre In sede di istruttoria edilizia (DIA) è stato rilasciato parere favorevole da parte della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio. Per la trattazione di dettaglio circa gli aspetti paesaggistici dell opera, si rimanda all elaborato 6 del presente studio di compatibilità ambientale. 14 di 15

15 9 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Sulla base delle considerazioni sopra riportate, si ritiene che gli aspetti di maggior interesse correlati all esercizio dell impianto di recupero fanghi a servizio di tutti i depuratori biologici dell ATO 9, fino a un massimo di trattamento pari a t/a, siano i seguenti: [aspetti che creano un impatto complessivo positivo] 1. l impianto di recupero permette di attuare un processo di valorizzazione della materia, altrimenti destinata a discarica, mediante un processo chimico di recupero dei fanghi di depurazione biologica, trasformati in un prodotto commerciale utilizzabile in agricoltura; 2. il prodotto, Gesso di defecazione, è un correttivo per suoli alcalini, prevalenti in Italia, ma anche una fonte di nutrienti essenziali quali Calcio e Zolfo. Sono inoltre presenti interessanti quantità di sostanza organica (circa il 20%), di Azoto organico (almeno lo 0,5%) e di altri nutrienti minerali derivanti dalla biomassa di origine; 3. l utilizzo di tale correttivo in agricoltura è sostitutivo rispetto all utilizzo di altri prodotti di sintesi; 4. una riduzione, a livello di scala vasta, del traffico veicolare indotto dal trasporto dei fanghi di depurazione in termini di chilometri percorsi e di inquinanti emessi; [aspetti che comportano elementi di criticità] 1. potenziale generazione di odori molesti; 2. incremento del traffico veicolare a livello di area locale. Visti gli interventi e le modalità gestionali che si intende adottare al fine di contenere la diffusione di odori molesti e i benefici valutati a livello di scala vasta, si ritiene che la gestione dell impianto oggetto di studio non comporti, complessivamente, impatti negativi significativi per l ambiente e per l uomo. 15 di 15

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