Grecia, il fiato corto del sistema bancario Rame, occhio al Pil della Cina Fuga da Hong Kong?

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1 ANNO VII-21 aprile 2015 Grecia, il fiato corto del sistema bancario Rame, occhio al Pil della Cina Fuga da Hong Kong? Spread, la guerra dei bond europei Petrolio, nuovo massimo da 4 mesi Gas naturale, come varia il prezzo da Paese a Paese Commodity World Weekly, anno VI 21/04/2015 realizzato in collaborazione con Associazione no profit Arena Media Star Supplemento mensile: Arena Media Star Magazine Registrazione al Tribunale di Pavia n. 673 del 17/5/2007

2 21/4-27/4 EVENTI CHIAVE DELLA PROSSIMA SETTIMANA a cura di Fiorella Bergami Martedì Germania, pubblicazione dell economic sentiment elaborato dall istituto tedesco Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung (ZEW), che determina il sentiment degli investitori istituzionali tedeschi (16 in Europa) L American Petroleum Institute pubblica i livelli delle scorte di greggio, benzina e distillati. Il dato mostra quanto quanto le riserve. Altri dati trattano la richiesta di prodotto per regione, nonché la produzione di petrolio USA e l importazione di prodotti grezzi e raffinati. Mercoledì 3.30 Australia, pubblicazione dell indice dei Prezzi al Consumo (IPC), che misura i cambiamenti nei prezzi di beni e servizi. L IPC misura il cambiamento del prezzo dal punto di vista del consumatore. Mostra i cambiamenti nelle tendenze di acquisto e l inflazione in Australia. Un dato più elevato del previsto deve essere interpretato come un segnale positivo/rialzista per il dollaro australiano (AUD) (in quanto lo strumento più comune per combattere l inflazione è l aumento dei tassi, che può attrarre investimenti stranieri), mentre un dato inferiore al previsto deve essere interpretato come un segnale negativo/ribassista per il AUD Inghilterra, pubblicazione dei verbali degli incontri del Comitato per la politica monetaria (MPC) della Bank of England (BOE). Si avrà un resoconto dettagliato degli incontri di due settimane prima in materia di tassi di interesse. Fornisce un quadro delle condizioni economiche in Gran Bretagna. Se la BoE è rigida sulle prospettive inflazionistiche, l interpretazione è in senso positivo/rialzista per la sterlina britannica (GBP). 2 Giovedì 3.45 Cina, pubblicazione indice PMI, si prevede un risultato superiore al precedente, segno rialzista per il CNY Inghilterra, pubblicazione vendite al dettaglio, su una base a campione di punti vendita di tipologie e dimensioni diverse in Gran Bretagna rispetto all Italia. Venerdì Inghilterra, pubblicazione indice aziendale tedesco Ifo (Information und Foschung, Ifo, su 7000 aziende), che determina il sentiment e le condizioni nel settore aziendale della zona euro. Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/rialzisti per l euro (EUR), mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ribassista per l EUR. di Giulia Narisano FOCUS ON...BOND & SPREAD Settimana di rialzo per il tassi di rendimento sui bond italiani che arrivano all 1.50 (picco del 17 aprile) e ridiscendono fino all trascinando lo spread e portandolo a chiudere venerdì a 137,66679 punti. Analizzando invece la scena europea troviamo per la Francia un trend lievemente al ribasso nei tassi, con un picco alle 14:50 del 15 aprile che ha portato il rendimento al livello di , per poi tornare su livelli intorno allo 0.3, chiudendo infine allo Per quanto riguarda lo spread la situazione ha subito poche variazioni, concludendo la settimana con punti. Passando al Portogallo abbiamo una settimana piuttosto turbolenta, con parecchi picchi, che vanno a concludersi con una chiusura comunque al rialzo dal valore di Lo spread è in leggero rialzo e arriva a venerdì con punti. Si registra una situazione più stazionaria per i bond irlandesi, il cui tasso di rendimento, fatta eccezione per la chiusura del 17 aprile, ha concluso la settimana con un valore di Di conseguenza l andamento dello spread ha mostrato anch esso poche variazioni significative, chiudendo in leggero rialzo con un valore di Infine la Spagna: ha vissuto una settimana di trend al rialzo con diversi picchi (il più alto sempre il 17 aprile) arrivando alla chiusura dei mercati con 1, Di conseguenza anche lo spread ha avuto un incremento, chiudendo a

3 EDITORIALE Grecia, tutti gli occhi puntati sulle banche, si temono default Katia Ferri Melzi d Eril direttore responsabile La Bce potrebbe presto chiudere i rubinetti della liquidità alle banche greche. Lo scrive Bloomberg citando fonti ben informate, mentre andiamo on line. Gli istituti di credito greci starebbero per finire il capitale collaterale indispensabile per avere accesso al canale di finanziamento di emergenza della Bce (ELA). Le banche greche attualmente fanno affidamento su tali canali per restare finanziariamente a galla. La banca centrale europea è preoccupata per l impasse senza via d uscita delle trattative sul debito di Atene. Draghi e i suoi colleghi stanno studiando un modo per interrompere gli aiuti finanziari al travagliato settore bancario elleni, pur senza proclamare il default della Grecia. Si dice che lo staff di esperti della Bce abbia avanzato una proposta per chiedere maggiori garanzie sul collaterale che viene richiesto alle banche perché possano ricevere prestiti dalla Banca centrale greca. Anche se le misure non sono ancora state discusse in via ufficiale dal Direttorio della Banca centrale Europea, il board le prenderà in seria considerazione se il governo non dovesse riuscire a convincere i ministri delle Finanze dell Eurogruppo di essere capace di attuare le riforme che vengono richieste per potersi assicurare nuovi finanziamenti. Nelle cancellerie europee si è diffuso molto nervosismo. Ieri Vitor Costancio, vice governatore della Bce aveva precisato che in caso di default non c è un coinvolgimento automatico delle banche, se le stesse non risultano insolventi e i loro collaterali vengono accettati. Costanciso, parlando alla stampa, ha ricordato che nel plafond di aiuti alla Grecia ci sono ancora 10 miliardi di euro da utilizzare per la ricapitalizzazione delle banche, anche se l eventuale impiego di questo tesoretto deve essere sottoposto alla decisione del board della Bce. Attualmente l ammontare totale della liquidità garantita dalla Bce alle banche elleniche, ritenute solventi al momento, è di 1,1 miliardi di euro, vicino al 70% del pil della Grecia. Quindi, è difficile dire che non stiamo finanziando le banche greche, ha aggiunto, ammettendo però che non può promettere che finanzieremo la Grecia qualunque sia la situazione. Secondo Constancio serve, infatti, guardare alle regole, ai collaterali che gli istituti di credito possono offrire per ottenere liquidità. Tutto ciò accade mentre il governo greco ha compiuto il primo passo verso l introduzione dei controlli sui capitali. Un chiaro segnale delle difficoltà che sta incontrando Atene a rifinanziarsi in vista delle prossime scadenze. Chi ha comprato titoli greci, con rendimenti a due cifre, alzi la mano. Forse meglio due, per arrendersi... COMMODITY WORLD WEEKLY MAGAZINE - ANNO VII - 21 aprile 2015 Settimanale web edito da Katia Ferri Melzi d Eril in collaborazione con l associazione culturale senza scopo di lucro Arena Media Star. www. arenamediastar.com Redazione: Via S. Giovannino Pavia tel Direttore responsabile: Katia Ferri Melzi d Eril. Contributors: Fiorella Bergami, Niccolò Carcano, Fabio Di Mari, Giulia Lopez, Giulia Narisano, Michel Nchare, Flavia Placidi, Margherita Vigo. Supplemento mensile: Arena Media Star Magazine. Tutti i diritti riservati. Tutti i contenuti, gli articoli, i grafici e le previsioni di Commodity World Weekly non costituiscono invito al trading. Nessun compenso è stato pagato per l inserimento di campagne pubblicitarie di onlus e mostre d arte. 3

4 di Niccolò Carcano Bce-Grecia quando ce la diranno tutta? L ultimo meeting della BCE è stato seguito anche dai non addetti ai lavori, per una volta. Di sicuro non è stato un non evento a cominciare dalle fasi iniziali con l irruzione sul desk del Presidente Draghi di una manifestante contro la dittatura della BCE, che gli ha rovesciato addosso dei coriandoil. L incidente superato, ma l argomento è stato portato alla ribalta dei mass-media, alcuni commentatori l hanno ripreso anche sui giornali italiani valutando però l importanza dell azione della BCE in questi anni di crisi e soprattutto per il fatto che la BCE è stata in qualche modo costretta ad intervenire nonostante l opposizione della Germania, proprio per la mancanza di altre leve pro-ripresa a cominciare dall austerità della politica fiscale e della necessità di procedere con riforme strutturali volte a migliorare crescita e occupazione. Una interpretazione che, anche il FMI riunito per l Assemblea Annuale a Washington, in questi giorni, ha sottolineato basando le sue tesi non sul lancio di coriandoli, ma sui numeri della crescita potenziale e dell output gap, più volte ripreso come indicatore della capacità di crescita futura. Le previsioni del FMI lasciano intendere che l Europa, ai ritmi attuali, non riuscirà a raggiungere la produzione potenziale almeno sino al Le necessità di accelerare sono quindi importanti anche se lo stesso FMI indica che l invecchiamento della popolazione e il lento recupero degli investimenti costituiscono i due principali freni. Un effetto che rallenta le ripresa delle Economie Avanzate rispetto ai livelli pre-crisi mentre frena prospetticamente (soprattutto per la discesa degli investimenti) il potenziale delle Economie Emergenti. Non è quindi un caso che da più parti si sottolineino i rischi di minor crescita che corrono gli Emerging Markets e le potenziali ripercussioni di un innalzamento dei tassi in dollari. Ritornando al meeting della BCE, il Presidente Draghi ha sottolineato con la massima chiarezza, supportato anche dalle risultanze del Bank Lending Survey pubblicato martedì, che l azione della Banca Centrale sta favorendo la ripresa e che le prospettive dell economia europea stanno migliorando. L azione del Quantitative Easing è evidente e per questo la BCE non ha nessuna intenzione di parlare di annacquamento e di revisione anticipata. Il QE continuerà sino a settembre 2016 e comunque sino a quando l inflazione non sarà tornata sui livelli 4 di Niccolò Carcano Atene, Fondi: i tutti Sirtaki gli bonds strumenti sono migliori ai massimi per (25,2%). puntare Ma sull economia la Bce non giapponese vuole il default obiettivo. La BCE in questo modo non chiude le porte, ma chiarifica ulteriormente le sue intenzioni e l obiettivo espansivo della BCE. Bisogna anche aggiungere che Draghi ha dichiarato sia di non vedere al momento un rischio scarsità sui titoli oggetto degli acquisti della BCE sia la inconsistenza delle tesi di bolla finanziaria sui mercati. Affermazioni che hanno premiato l azionario e l obbligazionario europeo e penalizzato l euro che ha perso quota contro il dollaro. Anche i professional forecasters che forniscono i dati alla BCE mostrano un miglioramento delle previsioni. Le parole di Draghi hanno contenuto il rischio Grecia che anche mercoledì ha avuto una nuova sbandata con i Sirtaki Bond che giovedì mattina raggiungono nuovi massimi con i titoli a 3 anni che esprimono un rendimento superiore al 25,2% e il decennale si attesta al 12%. Sempre giovedì mattina i titoli italiani e spagnoli hanno registrato un lieve innalzamento dei rendimenti mentre i Bund segnano nuovi minimi con il decennale che scivola al di sotto dello 0,1% di rendimento (0,089%)! Da più parti si continua a parlare di Grexit e di default sui titoli ellenici, al momento i segnali di un possibile contagio a Italia, Spagna e Portogallo sembrano minimizzabili grazie anche al QE della BCE, ma su questo fronte è meglio procedere con la massima cautela perché, come hanno dimostrato questi anni di crisi le sorprese non sono mai mancate e la speculazione è sempre alla ricerca di opportunità. In America la produzione industriale di marzo segna una nuova e inattesa flessione più profonda rispetto alle previsione. Il -0.6% m/m di marzo segue il modesto +0.1% di febbraio, ma si tratta del terzo segno negativo negli ultimi 4 mesi. In flessione anche la capacità di utilizzo degli impianti, con una dinamica discendente anche per l ISM Manifatturiero. La produzione industriale è a valori tendenziali per cui il confronto anno su anno rimane decrescente ma ancora positivo. L economia USA nel complesso rimane in espansione anche se i primi tre mesi del 2015 evidenziano una decelerazione dopo la risalita iniziata nel 2 trimestre Si ricordi, infatti, il blocco USA per il gelo 2014 e il dato negativo del PIL nel 1 trimestre Guardando ai valori tendenziali si evince che comunque rispetto al 1 trimestre 2014 questo del 2015 ha visto una crescita superiore. Pesa comunque il rafforzamento del dollaro sull export. Nel pomeriggi odi martedì il FMI ha pubblicato le nuove stime di crescita del PIL 2015 e Magra consolazione per l Italia che registra una modesta revisione al rialzo delle stime pubblicate a gennaio (la più bassa nell Euro Zona) e che anche il termini assoluti lascia l Italia come fanalino di coda della ripresa europea. Previsioni per il Nostro Paese che rimangono al momento inferiori rispetto a quelle dei altri autorevoli previsori come l OCSE e la Commissione Europea e anche al di sotto del dato del Governo nell aggiornamento del DEF della scorsa settimana. Da segnalare la revisione al ribasso per Brasile, Russia (queste prime due con segno meno anche in termini assoluti), Sud Africa (i BRICS traballano) e Medio Oriente.

5 Fondo monetario: intervenire ora sulla debolezza dei Paesi emergenti La Cina sembra destinata a una minor crescita secondo anche queste previsioni ma la pubblicazione questa mattina di un PIL nel primo trimestre 2015 in crescita del 7% a/a (+1.3% trim/trim) positiva ma non brillante più che scoraggiare ha suggerito che la Banca del Popolo e il Governo possono intervenire sulle domanda aggregata nazionale per dare sostegno all espansione sia con politiche monetarie che fiscali. Limatura al ribasso anche per gli Stati Uniti per il quali la crescita del 2015 dovrebbe attestarsi al 3.1% rispetto al 3.6% precedente e comunque ancora al di sopra delle previsioni della FED. Martedì il FMI non ha fornito grandi novità per i Paesi Sviluppati mentre ha messo in guardia sulle debolezze dei Paesi Emergenti. Ha ricordato inoltre che i rischi macroeconomici si sono attenuati ma sono cresciuti i rischi geopolitici e finanziari. Per l Europa e per i Paesi UEM più deboli il capo economista del FMI Blanchard ha sottolineato l importanza delle riforme e quelle del mercato del lavoro, ma anche l importanza degli investimenti infrastrutturali argomento che però riguarda anche l America. Nelle pieghe del rapporto merita anche un altra osservazione, il FMI ha rivisto al ribasso anche il volume dei commerci internazionali, una limatura sul 2015 mentre una contrazione più significativa per il Si tratta sempre di numeri in recupero rispetto all ultimo triennio ma che si attesta a quasi la metà del decennio e dell anno 2007 (+8%) che precedette la crisi finanziario iniziata in America. L euro è in calo questo lunedì, mentre pesano i timori per l assenza di un accordo tra la Grecia ed i suoi creditori sulle riforme economiche per l accesso ai fondi di salvataggio. Il cambio EUR/USD scende dello 0,10% a 1,0801, staccandosi dal massimo di una settimana segnato venerdì di 1,0848. Atene non è vicina al raggiungimento di un accordo con i partner della zona euro e con il Fondo Monetario Internazionale circa le riforme economiche necessarie per ottenere ulteriori aiuti ed aumentano i timori che la Grecia possa essere costretta ad uscire dalla zona euro. La moneta unica scende anche contro lo yen, con la coppia EUR/JPY in calo dello 0,19% a 128,17. Il dollaro resta debole dopo la recente serie di dati economici deludenti che hanno convinto gli investitori a rinviare le aspettative di un aumento dei tassi di interesse statunitensi. Il biglietto verde sembra non aver tenuto conto dei dati di venerdì che hanno mostrato un aumento per il secondo mese consecutivo dei prezzi al consumo USA a marzo. L indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% il mese scorso, confermando il dato di febbraio. Su base annua, l indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,1% a marzo dopo essere rimasto stabile a febbraio. L indice dei prezzi al consumo core, che esclude i costi di alimenti ed energia, è salito dello 0,2% a marzo segnando un aumento annuo dell 1,8%, il massimo da ottobre. La coppia USD/JPY scende dello 0,22% a 118,66, il minimo dal 26 marzo. L Indice del Dollaro USA, che replica l andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile a 97,6. Austria, giù la disoccupazione ma cala anche il rating di Fitch di Flavia Placidi Questo non è certo un golden period per l Austria. Rimangono mediamente buoni i dati sulla disoccupazione che al 1 aprile di quest anno scende al 9.4%, risultato certamente migliore rispetto al 10.5% effettivo di inizio 2015.Sembra quindi che ci si stia avvicinanco alla positiva previsione del calo fino al 7,2% sperato per il prossimo luglio.per quanto riguarda il tasso d inflazione annuale, l Austria è attualmente all 1% ma è previsto un rialzo fino all 1.26%, ancora lontanto dal 2% che la BCE reputa il tasso ottimale. I tassi d nteresse sono ai minimi storici e rimangono invariati allo 0.05 come confermato dalla riunione del 15 aprile scorso. Si legge un miglioramento nelle statistiche mensili per quanto riguarda gli indici compositi per la fiducia di imprese ( -9.1) e consumatori (-24 ) che risalgono di un paio di punti. Tali dati si fermano comunque su risultati negativi e con previsioni ulteriormente pessimistiche soprattutto per quanto concerne la fiducia dei consumatori austriaci, è infatti del la previsione per luglio. E sulla bocca di tutti l ormai avviata crisi bancaria che spaventa Eurolandia da un po, ma in pochi si aspettavano che il secondo Bail-out dell Eurozona dopo Cipro sarebbe stato nella piccola e (quasi) sempre virtuosa repubblica austriaca, i cui cittadini hanno già sborsato denaro per un ammontare pari all 11% del loro PIL. Attualmente l Austria risulta iper-esposta in debiti di valuta a rischio per il 59% del proprio PIL (circa 194 miliardi di euro) ma dal 1 luglio 2015 si passerà al regime di bail in che abbiamo descritto la scorsa settimana, per il quale, in caso di fallimento di una banca, ad accollarsi le perdite non saranno più i contribuenti e lo Stato ma i creditori della stessa banca. A deciderne l applicazione, le 3 banche più importanti del paese Raiffeisen, Volksbanken e Ernstre che rischiano di essere catapultate sotto i riflettori come nuove Lehman Brothers, nel caso dovessero finire come la loro compagna Hepa. Stop ai supporti per la bad bank Heta dell istituto di credito Hypo Alpe Adria annuncia il ministro delle finanze austriaco con fermezza. L agenzia di rating Fitch ha recentemente declassato l Austria, che scende da AAA ad AA+, che rimane comunque un buon risultato ma non certo prime. Sempre Fitch ha previsto che il rapporto debito/ PIL continuerà a salire fino a raggiungere l 89%, ben 15 punti in più di quanto previsto dagli stessi analisti poco più di un anno fa e del 74,5 registrato nel Questo a causa, sia della crisi bancaria, ma anche della troppo debole crescita del PIL nominale.anche le previsioni confermano questa tendenza di crescita debole del GDP nominale austriaco, che non riesce a tenere il passo con la media degli altri paesi OECD. 5

6 6 Analisi Nordafrica: o il baratro o un super piano di rilancio Solo il Marocco può attirare nuovi di Michel Nchare flussi di investimenti internazionali Lo sviluppo economico del nord Africa continua a preoccupare.per quanto riguarda le prospettive economiche, secondo la Banca Mondiale la situazione dovrebbe purtroppo rimanere stazionaria nel Magreb.La crescita dovrebbe rallentare nel 2015 per stabilirsi al 3,1% o al 3,3%. Livello, già inferiore dell anno scorso e che non lascia intravedere prospettive di miglioramento nel Il miglioramento della sicurezza in Libia e una ripresa delle esportazioni di petrolio potrebbero promuovere un rimbalzo della crescita regionale media a 5% nel Tanti fattori spiegano questo periodo buio. L instabilità politica in Libia, la riduzione dei prezzi del petrolio che diminuisce le entrate e tira sotto le performance dei paesi esportatori e la timidezza con la quale le riforme vengono avviate che non aiutano la ripresa degli investimenti.se dovesse perdurare, questa situazione peserebbe seriamente sul livello globale della disoccupazione (12%) e sulla povertà nella regione, che non pare in grado di assorbire il contraccolpo degli eventi politici in Egitto,Libia e Tunisia e l impatto della crisi della zona Euro, con la quale la regione ha legami commerciali stretti. Tuttavia, se il Nord Africa ha registrato una crescita reale media di 1,9% nel 2013, quest ultima ammonta a 3,8% se non si conta la crescita negativa del prodotto interno lordo (PIL) in Libia. Quest ultimo tasso regionale est vicino al tasso di crescita media in Africa che è di circa 4% ( performance superiore a quella dell economia mondiale 3% nel 2013). L economia algerina ha registrato una crescita stimata a 3%, mentre la crescita in Egitto supera quasi il 2% considerando gli esercizi 2011/2012 e 2012/2013. L economia marocchina ha mostrato un tasso di crescita del 4,7%. Il dinamismo del 2012 è proseguito in Mauritania con un tasso di crescita di circa il 6,8% mentre la Tunisia ha registrato una crescita moderata del 2,6%, al ribasso in confronto al rapporto del La situazione è più difficile in Libia, dove dopo una rapida ripresa economica nel 2012 grazie alle esportazioni di idrocarburi, il paese ha saputo fronteggiare le nuove perturbazioni nel 2013 e una riduzione del PIL del 12,1% circa. Le pressioni inflazionistiche sono leggermente diminuite nella maggior parte dei Paesi della regione con la stabilizzazione dei prezzi dell energia e il calo dei prezzi alimentari. L inflazione è scesa a 3,3% in Algeria, a 1,9% in Marocco e a 4,1% in Mauritania, confermando il risultato di politiche monetarie prudenti.le pressioni inflazionistiche che rimangono elevate in Egitto e in Tunisia, dovrebbero peggiorare in Libia. Dopo le primavere arabe, le posizioni di bilancio dei Paesi in questione si sono peggiorate a causa del calo delle entrate e di un aumento delle spese. Alcune misure correttive sono state avviate, ma il recente degrado della situazione economica e sociale ha mantenuto la pressione sulla finanza pubblica e non ha aiutato nel contenere il deficit di bilancio che è salito a 13,7% in Egitto, 9,3% in Libia e 6,2% in Tunisia. In Algeria la cauta politica di bilancio ha permesso di abbassare il deficit fino allo 0,2% mentre ha raggiunto il 5,3 % in Marocco. Il deficit di bilancio mauritano stimato a 3,7% rimane sostenibile. La riforma dei sistemi di compensazione al livello dell energia e dei prodotti di base così come il loro allineamento progressivo con i prezzi mondiali rimangono un problema importante per la regione. La posizione con l estero di molti paesi del Nord Africa è ancora fragile. In Tunisia, il commercio internazionale non ha ritrovato il suo dinamismo, e il deficit commerciale ha registrato un aumento del 1,8% del PIL riguardo al 2012 e pesa sul deficit corrente, che ha raggiunto l 8,2% nel fine del In Mauritania, il deficit commerciale ha raggiunto il 16% del PIL e il deficit corrente il 32,8%. Una riduzione progressiva è aspettata nel In Marocco gli accordi commerciali hanno permesso di dinamizzare il commercio con l estero e ridurre l importante deficit commerciale.i flussi di investimenti diretti stranieri con destinazione questo Paese hanno registrato un guadagno di circa 20% riguardo al Il Marocco attira quindi quasi il 25% dei flussi d investimenti diretti stranieri destinati ai paesi del Nord Africa, che sono l 8,3% dei flussi destinati a l Africa. Il deficit commerciale si è ridotto leggermente in Egitto, passando da 13,2% del PIL nell esercizio 2011/2012 a 12,9% nel 2012/2013, grazie ad un calo delle importazioni dei prodotti non petroliferi e ad un aumento delle esportazioni.le entrate del turismo e i trasferimenti dei migranti hanno ugualmente contribuito a riportare il deficit corrente a 2,1% nel 2012/2013. Se i flussi entranti netti degli investimenti diretti stranieri si sono ridotti del 25%, il conto capitale e delle operazioni finanziarie ha registrato un importante surplus, principalmente grazie all aiuto proveniente dei paesi del Golfo. Il settore degli idrocarburi, principale prodotto di esportazione della Libia, è stato gravemente colpito dalla salita delle milizie nel paese con conseguente perdita di oltre 10 miliardi di dollari nel Nonostante sia rimasta solida, la posizione con l estero dell Algeria inizia a mostrare segni di indebolimento nel 2014: l eccesso di transazioni correnti si è ridotto considerevolmente a cause della riduzione delle esportazioni degli idrocarburi e dell aumento delle importazioni. Tuttavia la solidità della posizione finanziaria con l estero del paese rimane consolidata da grandi riserve monetarie e da un debole debito pubblico stimato a 1,5% del PIL. Una delle più importanti preoccupazioni nel Nord Africa è la disoccupazione, e particolarmente quella giovanile, specialmente i giovani diplomati e le donne. La sfida consisterebbe quindi nel creare condizioni economiche più favorevoli che migliorerebbero le possibilità di assunzione per una gioventù sempre più istruita.

7 Volano live hogs, grano, titoli energetici, L oro ha interrotto il trend, -1,70usd In Il mercato delle materie prime ha fatto segnara una buona performance anche questa settimana (la quinta consecutiva). Il CRB Index ha chiuso gli scambi a quota 223,94 punti, in rialzo del 3,14%, per un -2,62% da inizio anno. Guardando alle quotazioni su base giornaliera si può notare come questa settimana abbiano violato verso l alto la media mobile a 50-giorni (219,63 punti). Così facendo la prima resistenza è ora rappresentata dalla media mobile a 100-giorni passante a 227,41 punti. Il rialzo delle quotazioni è stato accompagnato da una risalita dell indicatore RSI a 14-giorni da 50,0 a 59,0 punti. Gli acquisti degli investitori si sono concentrati soprattutto sul comparto energia. I suini da macello (+12,75%) e il grano (-6,08%) sono stati la migliore e la peggiore commodity della settimana. E andato benissimo invece il petrolio (+24,31%). Dallo scorso 13 marzo 2015 l apporto è stato negativo solo per il cacao (-2,17%), il grano (-2,80%), il gas naturale (-3,41%) e il nickel (-11,18%). Il primo contratto future in scadenza sul petrolio WTI si è mosso nell intervallo di prezzo 51,47 $ 57,42 $ (nuovo massimo degli ultimi quattro mesi) per poi concludere a quota 55,74 $ al barile, in rialzo di 4,10 dollari. Sempre guardando al grafico su base giornaliera le quotazioni hanno violato verso l alto la media mobile a 100-giorni (52,66 $). Il primo supporto è ora, in una trendline discendente di breve periodo, in prossimità dei 67,0 $. L indicatore RSI a 14-giorni è salito attestandosi a quota 63,0 punti. La curva dei prezzi futures procede in contango con il 6-mesi a 60,61 $, il 12-mesi a 62,34 $ e il 18-mesi a 63,18 $. In Europa il petrolio ha archiviato gli scambi a quota 63,45 $ al barile, in rialzo di 5,58 dollari, per un differenziale di prezzo rispetto al petrolio statunitense pari a 7,71 dollari al barile. Al 17 aprile 2015, il numero degli impianti di perforazione di petrolio neglistati Uniti si è ridotto di ventisei unità rispetto alla settimana precedente, toccando 734, il livello più basso da dicembre DA notare un ribasso che dura da diciannove settimane consecutive, evidenziando una flessione del 53,4%.Il report settimanale sulle scorte di petrolio e derivati statunitensi, elaborato dal Dipartimento dell Energia USAe aggiornato al 10 aprile, evidenziato per la 14esima settimana consecutiva una crescita delle scorte di petrolio, questa volta di 1,294 milioni di barili. Si girano al rialzo anche i distillati (+2,017 milioni di barili vs estimate +255 mila) mentre scendono le riserve di benzina (-2,072 milioni di barili vs estimate -660 mila). La capacità d utilizzo degli impianti è aumentata del 2,20% se si guarda al dato settimanale, attestandosi a quota 92,30 punti (+3,94% y/y), sui massimi da inizio gennaio Le scorte di petrolio sono ancora forti, pari a 483,687 milioni di barili (+22,72% y/y), sui massimi di sempre. Basse invece le riserve di benzina sono pari a 227,873 milioni di barili (+8,37% y/y), sui minimi dal 19 dicembre 2014 mentre i distillati si sono collocati a 128,941 milioni di barili (+15,21% y/y), sui massimi dallo scorso 6 febbraio. Le importazioni di petrolio si sono attestate a 7,148 milioni di barili al giorno, in calo di 1,069 milioni rispetto alla settimana precedente, per un -13,58% y/y. La produzione di petrolio si è attestata a 9,384 milioni di barili al giorno, in prossimità dei massimi di sempre, in calo di 20 mila barili rispetto alla settimana precedente, per un +13,05% y/y. L oro ha invece interrotto il trend rialzista sul quale molti speravano. Al Comex il primo contratto future in scadenza si è attestato nel finale a quota 1.202,90 $/oz, in calo di 1,70 dollari. FUGA DA...L INDICE HANG SENG Alcuni fondi stanno uscendo velocemente dagli investimenti su Hong Kong e sul relativo indice. Dopo la performance del 20% nell ultimo mese, tira aria di vendite. Gli investitori di Hony Capital hanno venduto ad aprile, attraverso un offerta secondaria sul mercato, azioni scambiate sul mercato Hang Seng, per un valore di $3,4 miliardi, con uno smobilizzo che, su base mensile, è stato il maggiore in 11 anni e mezzo. Hony, società di private-equity cinese, ha guadagnato inoltre lo scorso venerdì $1,3 miliardi dopo aver venduto la quota detenuta in CSPC Pharmaceutical, titolo che aveva registrato incrementi record nell ultimo anno. Consigliano di tagliare l esposizione verso questo indice anche gli analisti ditemasek Holdings, la società di investimento statale di Singapore, e il fondatore dell azienda Cosmo Lady China Holdings. Che sia ora di uscire, lo pensano anche gli esperti di Haitong International Securities. Il gruppo Carlyle ha smobilizzato la partecipazione rimanente in Haier Electronics Group per $424 milioni, mentre la banca svizzera UBS ha guadagnato $245 milioni attraverso la vendita delle azioni del gestore di crediti inesigibili China Cinda Asset Management. L ultima volta che il mercato venne colpito da così tante offerte sul secondario fu due anni fa, nel novembre del 2013, dopo un rally +22% dell Hang Seng. Sebbene il rally attuale non abbia testato ancora il suo record, altri osservatori ritengono che alcuni investitori istituzionali potrebbero vendere ancora, visto che le valutazioni di molti titoli sono diventate decorrelate dai fondamentali delle società. 7

8 8 Cina Settimana no per il frumento, che tocca un nuovo minimo Pil cinese, la crescita lenta si ripercuote sui prezzi del rame di Fabio Di Mari di Margherita Vigo Settimana no per i cerali, crollano i futures del frumento USA che toccano un nuovo minimo di sei settimane questo mercoledì (490,63 $ per bushel ) perdendo 20 punti circa rispetto la prima quotazione settimanale, dopo che i metereologi esperti del settore agricolo hanno previsto ancora pioggia nelle principali zone di coltivazione di frumento negli USA. Sul Chicago Mercantile Exchange, il frumento USA con consegna a maggio tocca il minimo della seduta di 4,9000 dollari al bushel, il minimo dal 10 marzo, prima di attestarsi a 4,9163 dollari negli scambi di giovedì 16 / 04 / 2015, in salita dello 0,21%. Chiude la settimana in leggera risalita la quotazione del grano, sfiorando quota 500 $ e chiudendo a 493, 13 $ per contratto. Lunedì il Dipartimento per l Agricoltura USA ha dichiarato che il 42% del raccolto invernale statunitense è stato giudicato eccellente, in calo rispetto al 44% della settimana precedente. Nella stessa settimana dello scorso anno circa il 34% del raccolto era stato giudicato così positivamente dal dipartimento statunitense. L USDA ha dichiarato inoltre che la scorsa settimana è stato piantato il 17% del frumento primaverile, contro il 5% della stessa settimana dello scorso anno e al di sopra anche della media quinquennale dell 11% per questo periodo dell anno. Sul Chicago Board of Trade, la soia USA con consegna a maggio è scesa giovedì di 1,12 centesimi, o dello 0,12% a 9,6388 dollari al bushel, dopo che mercoledì il prezzo della soia aveva realizzato un balzo di 4,6 centesimi, a 9,6500 dollari, chiudendo la settimana con 18 punti in più (circa) per contratto rispetto la prima quotazione della settimana fatta registrare in borsa. Il prezzo della soia è stato sostenuto dalla decisione a sorpresa della banca centrale cinese di tagliare il coefficiente di riserva obbligatorio nel corso del weekend per incoraggiare l attività economica. La nazione asiatica è il principale consumatore mondiale di soia, ma nonostante ciò i rialzi sono rimasti contenuti per via dell ottimismo per le scorte sudamericane. Brasile ed Argentina sono, infatti, i principali esportatori di soia e sono in competizione con gli Stati Uniti per le vendite sui mercati globali. La prospettiva di raccolti abbondanti in Sudamerica potrebbe Mercoledì 15 aprile è stato pubblicato il report sul PIL cinese del primo trimestre, e i dati che si riflettono immediatamente sul business del rame, non sono incoraggianti. L economia cinese cresce sempre più lentamente, con importazioni ed esportazioni che dall anno precedente sono diminuite rispettivamente del 12,7% e 15%. Queste notizie non sono rassicuranti per il mercato del rame, dato che la Cina è il principale consumatore a livello mondiale del metallo rosso, col 40% della richiesta globale lo scorso anno. Tuttavia i dati cinesi non hanno turbato l andamento delle quotazioni di rame della scorsa settimana, le quali hanno mantenuto un andamento piuttosto stabile. Escludendo i livelli più bassi registrati a cavallo della giornata di mercoledì, la settimana si è conclusa in rialzo con la chiusura a 2,792 dollari, dopo che il prezzo massimo registrato in giornata (e in settimana) è stato 2,809 dollari. Chiudendo con +0,018 punti, il rame è stato una delle commodities migliori della settimana. La giornata del 20 aprile si è aperta sostenuta da questo trend positivo, portando immediatamente il rame a 2,828 dollari per libbra, ma in mattinata il prezzo è sceso del -1,83% anche se non ha toccato i minimi della settimana precedente. MOODY S CI RIMETTE SOTTO ESAME Il potenziale del tessuto imprenditoriale italiano è alto e l indebitamento del privato è basso. Motivi validi per cui in caso di riforme che risolvano tutta una serie di problemi strutturali, l Italia incasserebbe la promozione da parte di Moody s.l agenzia di rating, che si augura la positiva implementazione delle riforme eonomiche e del mercato del lavoro, ha aperto alla possibilità di rivedere al rialzo il rating sui bond governativi del paese, nel caso di un effettivo rafforzamento delle prospettive di crescita dell economia grazie all avvio delle riforme economiche e del mercato del lavoro. L agenzia, che ha rating Baa2 sui Btp, definisce elevata la forza economica dell Italia, grazie al tessuto imprenditoriale e all alta ricchezza finanziaria delle famiglie. L economia italiana ha registrato una crescita reale del Pil più bassa rispetto agli altri partner dell area euro negli ultimi due decenni a causa di problemi strutturali: bassa produttività, mercato del lavoro rigido, scarsa competitività, specie nel settore dei servizi e alta tassazione.

9 Gas: primi caldi, i prezzi crollano ai minimi di 5 anni di Giulia Lopez La talvolta eccessiva sottovalutazione del gas dipende da molteplici motivazioni fondamentali, i più importanti tra i quali sono certamente la maggiore onerosità nel suo stoccaggio.ma anche il surplus a proposito sue scorte, problematica molto meno sentita nel caso del petrolio. Il pessimismo che aleggia su questa commodity è forse fin troppo elevato, e forse basterebbe anche solo un piccolissimo cambiamento in una delle principali variabili che lo influenzano quotidianamente per dare il via ad un importante ripresa, soprattutto se si punta alle scadenze più brevi. Il mercato sul quale viene prevalentemente utilizzato il gas naturale è sempre locale, per colpa degli elevati costi di trasporto che lo caratterizzano. E anche per quanto riguarda il suo stoccaggio, si può dire che questo sia sufficientemente complesso (basti pensare che in un passato non troppo lontano, per via di bruschi cali delle scorte, si sono verificati rapidi innalzamenti del prezzo). La differenza con il petrolio è sostanzialmente questa: mentre questo è un prodotto definibile globale essendo uguale in tutto il mondo, il gas naturale è invece un prodotto a qualità variabile, dunque legato all utilizzo locale; oltretutto, il petrolio è più facilmente trasportabile ed immagazzinabile rispetto al gas, ed è decisamente molto meno stagionale, fattore che certamente avvantaggia il nostro oro nero. Dal momento che i due possono essere mutuamente sostituibili in molte funzioni, queste commodities hanno avuto in passato una forte correlazione positiva; esiste un metodo per omogeneizzare le due, e consiste nell equiparare il potere energetico delle due. Il petrolio infatti può essere espresso in barili, mentre il gas naturale viene definito in million British Thermal Units (mmbtu); dal momento che un barile di petrolio equivale a circa 5,8 mmbtu, le due commodities in questione possono essere equiparate facendo ricorso a questa specifica unità di misura, moltiplicando o dividendo per 5,8, a seconda che ci si riferisca rispettivamente a gas naturale o petrolio, esprimendo in questo modo l uno in termini dell altro. E proprio il rapporto tra gas e petrolio che costituisce lo spread successivamente alla loro equiparazione, ed attualmente si aggira intorno ai massimi raggiunti da 18 anni ad oggi, con un petrolio che è salito quasi del 60% e un gas naturale che, al contrario, è stato caratterizzato da una performance negativa superiore al 30%. E ipotizzabile un recupero prossimo del prezzo del gas naturale? Sì se concorrono cause metereologiche (un uragano può bloccare l estrazione di gas e causare un rapido deterioramento delle scorte, data la minore quantità immagazzinabile rispetto al petrolio), politiche (una grande parte della produzione mondiale risiede infatti in Russia, con tutti i rischi a questo connessi), ambientali (il minore inquinamento rispetto a petrolio e carbone porterà in molti paesi a puntare sull utilizzo del metano per il riscaldamento e per la produzione elettrica) e le classiche implicazioni dovute al sistema di domanda-offerta, che regola anche questo specifico mercato (se in futuro la domanda dovesse ripartire, la lentezza nell adeguamento dell offerta potrebbe avere effetti negativi sui prezzi di breve termine).questa che si è appena conclusa è certamente stata un altra settimana nera per il gas naturale, che ha raggiunto i minimi degli ultimi cinque anni, specialmente per via delle speculazioni di una precoce fine della stagione invernale, la quale ha inevitabilmente causato un crollo dei consumi di gas per il riscaldamento domestico. Dai più recenti dati forniti del Department of Energy sugli storage di gas naturale, possiamo capire come nella prima settimana di aprile 2015 si sia registrato un aumento di 15 BCF (billion cubic feet), oltre gli 11 BCF attesi, contro il calo di 8 BCF che fu invece registrato nel medesimo periodo dello scorso 201; in questo modo gli storage si collocano a BCF, contribuendo ad un aumento di 651 BCF (78,9%) rispetto alla stessa settimana dello scorso anno, ma rimanendo ad ogni modo inferiori alla media registrata negli ultimi cinque anni di 173 BCF (-10,5%). Anche nelle zone maggiormente produttive si nota questo calo, con stock che risultano inferiori alla più recente media quinquennale di 77 BCF (-11,9%), nonostante la positiva variazione di 26 BCF della settimana passata. Nella giornata di martedì 14 aprile, i futures del gas naturale hanno fatto registrare una ripresa, mentre gli investitori hanno tentato di trovare sui mercati valutazioni più economiche, in seguito agli ultimi ribassi al minimo di tre anni che hanno dato il via ad una serie di acquisti speculativi. Sul New York Mercantile Exchange, i futures del gas naturale con consegna a maggio sono saliti di 3,2 centesimi a 2,543 dollari, mentre i prezzi sono calati, per la prima volta dopo giugno 2012, fino a 2,475 dollari per BTU.Proprio questi futures, nelle ultime settimane, sono stati oggetti di pressioni e speculazioni, proprio a causa del timore che questa fine anticipata della stagione invernale possa portare ad aumenti delle temperature e, di conseguenza, ad una drastica riduzione della domanda di carburante dedicata al riscaldamento domestico. I prezzi di breve termine rimarranno dunque piuttosto deboli dal momento che, il grande freddo è ormai passato.la scorte di gas naturale registrate durante la settimana scorsa ammontano a 1,476 mila miliardi di piedi cubici, circa il 79% in più rispetto ai rispettivi livelli raggiunti nel 2014; la scorsa primavera le scorte avevano visto un calo di circa il 55% in meno rispetto alla media quinquennale, chiaro indicatore del fatto che i produttori lo scorso anno sono riusciti con successo ad adeguare i livelli alla domanda. Giovedì 16 aprile si è potuto assistere ad un rialzo del prezzo gas, con una maniglia di supporto di 2,50 dollari e una resistenza che comunque arriva fino ai 3,30 dollari; è per questo che nonostante tutto, il gas rimane in una condizione sfavorevole anche secondo il rapporto della EIA e della società petrolifera Baker Hughes Inc., secondo la quale, a causa del calo dei prezzi del petrolio negli Stati Uniti il numero di piattaforme operative nell estrazione di petrolio e gas naturale, sarebbe calato fino al raggiungimento delle 988. Secondo la società sarebbero 760 i pozzi impegnati nella ricerca di petrolio, 225 quelli dedicati alla ricerca di gas naturale, e tre misti (843 in meno rispetto allo scorso anno). 9

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