BILANCIO DELL ESERCIZIO 2010

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1 BILANCIO DELL ESERCIZIO 2010 RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINSTRAZIONE BANCA DI ROMAGNA SPA SEDE LEGALE IN FAENZA CORSO GARIBALDI 1. SOCIETÀ APPARTENENTE AL GRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI CESENA (ISCRITTO ALL'ALBO DEI GRUPPI BANCARI). SOGGETTA ALL'ATTIVITÀ DI DIREZIONE E COORDINAMENTO DELLA CAPOGRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI CESENA SPA.

2 ORGANI DELLA BANCA DI ROMAGNA SPA Consiglio di Amministrazione Presidente Vice Presidente Consiglieri Atos Billi Giovanni Tampieri Vittorio Farabegoli Donatella Callegari Ciani Giancarlo Fulvio Colletti Paolo Fabbri Gianluca Giovannetti Bruno Piraccini Collegio Sindacale Presidente Sindaci Effettivi Sindaci Supplenti Enrico Piombini Giovanni Della Bella Carlo Lugaresi Cesare Bedeschi Matteo Montini Direzione Direttore Dirigente Francesco Pinoni Filomena Gottarelli

3 RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SUL BILANCIO DELL ESERCIZIO 2010

4 Signori Azionisti, l esercizio appena concluso coincide con il dodicesimo anno di attività del Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Cesena di cui Banca di Romagna è parte. Nel 2010, in un contesto di crescita contenuta delle economie avanzate, si sono evidenziati i problemi collegati al debito pubblico di alcuni Stati sovrani, cui hanno contribuito anche politiche di sostegno ai rispettivi sistemi bancari. In particolare, è emersa la fragilità di Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna arrivando a mettere in dubbio il rapporto di sostenibilità dell Unione Europea, che pare manifestarsi più come un unione monetaria che politica. Gli effetti della forte turbolenza finanziaria iniziata nell estate 2008, proseguita poi a livello di economia reale, ha causato la crisi di diverse realtà aziendali e ad esse collegate contribuendo anche a deteriorare i bilanci del settore bancario. In questo contesto, la nostra Banca ha saputo differenziarsi per l affidabilità della gestione dei risparmi riaffermando il proprio ruolo di banca territoriale, rispettosa delle esigenze dell economia reale. Prima di esaminare la relazione sulla gestione e sui risultati conseguiti delineiamo, in maggior dettaglio, il quadro operativo nell'ambito del quale si è svolta l'attività delle banche appartenenti al Gruppo. 1) QUADRO OPERATIVO DI RIFERIMENTO 1.1) Economia Internazionale Si illustra l andamento dell economia internazionale sulla base dei dati desunti dalla relazione annuale della Banca d Italia e della relazione annuale dell Associazione Bancaria Italiana. Dopo la crisi iniziata nell estate del 2007 nel mercato dei mutui immobiliari americani che ha progressivamente esteso i suoi effetti negativi sull economia reale dei principali Paesi e il cui punto ciclico di minimo è stato toccato nel corso del primo trimestre 2009, il 2010 è stato un anno di robusta crescita nelle principali economie emergenti e in misura meno accentuata in quelle avanzate. La dinamica del Prodotto Interno Lordo nelle principali economie ha registrato un deciso aumento. Secondo le proiezioni dell OCSE, nella media del 2010 il prodotto mondiale è aumentato del 4,6%. Dall estate 2010 il prezzo del petrolio ha ripreso ad aumentare riflettendo il deprezzamento della valuta comune nei confronti del dollaro e il rafforzamento della domanda, soprattutto da parte di Stati Uniti e Cina. Le prospettive restano tuttavia incerte, in particolare nelle economie avanzate, dove i consumi privati risentono della debolezza del mercato del lavoro e della necessità di risanare i bilanci pubblici in alcuni paesi, in un contesto caratterizzato da mercati immobiliari ancora assai vulnerabili. Sulla base delle informazioni contenute nei bollettini della Banca d Italia e della Banca Centrale Europea, lo scorso anno gli Stati Uniti hanno registrato una crescita del prodotto interno lordo pari al 2,9%, rispetto al calo del 2,6% del 2009; l attività è stata sostenuta principalmente dai consumi privati e dall accumulo di scorte. La ripresa dell attività produttiva statunitense è spiegata in primo luogo dalla crescita degli investimenti fissi, aumentati lo scorso anno del 5,5% (-17,1% nel 2009). Anche i

5 consumi privati sono tornati a crescere (+1,8%), così come le esportazioni (+11,7% rispetto al -9,5% nel 2009) e le importazioni (+12,6% contro il -13,8% nel 2009). Al fine di consolidare la ripresa, il governo statunitense ha varato in dicembre un nuovo programma di stimolo fiscale, con nuove misure a sostegno dei redditi e degli investimenti con effetti positivi attesi sulla crescita del PIL, sulla crescita dei consumi privati e delle esportazioni. In prospettiva, sull intensità della ripresa continuano tuttavia a gravare rilevanti fattori di rischio; infatti, il recupero dell occupazione è stato sinora modesto e le prospettive restano deboli. Alla debolezza del mercato del lavoro si aggiunge la perdurante stasi del settore immobiliare, con il volume delle compravendite di abitazioni che ha ristagnato. Nel corso del 2010 l andamento dell indice generale dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è tornato a crescere: il tasso medio d inflazione è passato, infatti, dal -0,3% del 2009 al +1,6% del In Giappone, il Prodotto interno lordo è risultato nel 2010 in deciso aumento con una crescita del 4,0% rispetto al calo marcato dello scorso anno (-6,3%), nonostante una flessione nell ultimo trimestre dell anno. Un contributo positivo alla crescita l hanno portato gli investimenti privati non residenziali e le scorte. In Giappone, dopo il calo dell 1,1% dei prezzi al consumo nel 2009, il 2010 è stato caratterizzato da un aumento dell inflazione dell 1%. L attività economica nei principali Paesi emergenti nella seconda metà del 2010 ha mostrato una crescita generalmente solida, pur con segni di moderazione, soprattutto in Brasile. Dall autunno le pressioni inflazionistiche si sono accentuate nel complesso dei paesi emergenti, soprattutto per effetto del rincaro dei prodotti alimentari in connessione con l accelerazione dei prezzi delle corrispondenti materie di base sui mercati internazionali. Per questo le autorità monetarie sono intervenute con politiche restrittive quali aumenti dei coefficienti di riserva obbligatoria (in Cina), rialzo dei tassi di interesse (in India); alcuni paesi hanno poi introdotto misure di controllo sugli afflussi di capitale a breve termine. Nel Regno Unito il PIL è aumentato del 2,9% nel terzo trimestre in ragione d anno, contro il 4,6% nel secondo. La crescita è stata sostenuta dalla domanda interna, a fronte di una flessione delle esportazioni nette. L inflazione ha segnato un ulteriore incremento in novembre al 3,3%. La Banca d Inghilterra ha mantenuto invariato il tasso di riferimento della politica monetaria allo 0,5% e non ha modificato l obiettivo di acquisizione di attività finanziarie. Nell Area Euro, il 2010 si è chiuso con una crescita media del PIL dell 1,7%, in deciso aumento rispetto al calo del 2009 (-4,0%). Gli investimenti fissi lordi hanno mostrato una caduta nei primi tre trimestri (-1,9%), mentre i consumi privati sono aumentati dello 0,7% nello stesso periodo rispetto all anno precedente; le esportazioni, nei primi tre trimestri del 2010 sono aumentate del 9,6%, contro il calo del 13,1% complessivo del 2009, mentre la produzione industriale dell Eurozona ha fatto registrare nel 2010 una crescita media del 7,1%. Nel corso del 2010 l inflazione dell area, misurata dall indice armonizzato dei prezzi al consumo, è gradualmente aumentata; questa tendenza è attribuibile in gran parte all accelerazione dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari, accompagnati dal progressivo incremento delle quotazioni delle materie di base. Nell Area Euro, in media d anno, si è manifestata un inflazione al consumo pari all 1,6% (0,3% nel 2009).

6 Quanto ai diversi Paesi aderenti all Euro, secondo i dati armonizzati forniti dall Eurostat, si è registrata la seguente dinamica nel tasso di inflazione: in Germania una crescita dell 1,2% (contro lo 0,2% del 2009), in Italia una crescita dell 1,6% (+0,8% nel 2009) e in Francia una crescita dell 1,7% (+0,1% nel 2009). 1.2) Economia Italiana Sulla base delle informazioni contenute nei bollettini della Banca d Italia e nella relazione annuale ABI, la performance macroeconomica italiana nel 2010 ha visto una ripresa del Prodotto Interno Lordo pari all 1,3% dopo l andamento annuo nel 2009 marcatamente negativo (-5,2%). I dati trimestrali mostrano un andamento migliore nella prima parte dell anno, mentre il terzo e quarto trimestre hanno evidenziato una nuova frenata. L indice della produzione industriale ha registrato nel 2010 una crescita media del 5,4% dopo il forte calo del 2009 (-18,2%); con l eccezione dei mesi di settembre e ottobre, nel resto dell anno l indice è sempre cresciuto su base mensile. Dal lato della domanda, al modesto incremento dei consumi delle famiglie si è affiancata la decelerazione degli investimenti. Sostenuta dal comparto non residenziale, l attività del settore delle costruzioni ha registrato un aumento degli investimenti di circa lo 0,6% rispetto all anno precedente, interrompendo una flessione che perdurava dall inizio del Il clima di fiducia delle imprese operanti nel comparto edile ha segnato un recupero in ottobre e in novembre, sia nella componente attuale che in quella prospettica. Nel terzo trimestre 2010 è continuato il recupero della produttività oraria del lavoro (+2,0% nei primi 9 mesi dell anno nel settore privato). La redditività delle imprese (secondo stime basate sui conti nazionali) ha continuato a migliorare nei dodici mesi terminanti a settembre 2010, consolidando la ripresa della prima metà dell anno. Nello stesso periodo il fabbisogno finanziario (calcolato come differenza tra investimenti lordi e autofinanziamento) è leggermente aumentato, riflettendo il recupero degli investimenti avviato in giugno. Nei primi 9 mesi del 2010 i consumi medi delle famiglie hanno registrato un lieve recupero (+0,7% rispetto allo stesso periodo del 2009), grazie alla crescita della spesa in beni durevoli, pur continuando a risentire della debolezza del reddito disponibile reale. Dopo essere peggiorato nella prima metà del 2010, dallo scorso agosto si registra una lieve crescita della fiducia delle famiglie per quanto riguarda la convenienza degli acquisti di beni durevoli e le possibilità future di risparmio. Nel terzo trimestre 2010 il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è aumentato, portandosi al 65%. L incidenza resta comunque largamente inferiore a quella registrata nel complesso dell area euro (98% in giugno). Si è registrato in Italia nel 2010 un aumento del tasso d inflazione; l incremento annuo dell indice dei prezzi al consumo per l intera collettività nazionale è stato pari all 1,5% (+0,8% nell anno precedente), assistendo ad un progressivo rialzo nel corso dell anno. Le esportazioni nei primi tre trimestri del 2010 hanno evidenziato una variazione media tendenziale positiva pari al 6,9%, rispetto a una flessione media del 19,1% nel 2009; l aumento ha riguardato tutti i settori merceologici, soprattutto i comparti della meccanica, dei mezzi di trasporto e del made in Italy (tessile e abbigliamento)

7 Le importazioni sono cresciute del 7,8 % (-14,6% nel 2009), sostenute in particolare dall incremento delle importazioni di prodotti elettronici e di autoveicoli. Nei primi 10 mesi del 2010 il disavanzo corrente della bilancia dei pagamenti è stato pari a 43,0 miliardi di euro, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2009 (28,8 miliardi). Il saldo commerciale è peggiorato con un disavanzo di 13,1 miliardi, in relazione all ampliamento del deficit energetico e alla riduzione dell avanzo negli altri prodotti. L'andamento del mercato del lavoro è stato uno dei principali elementi negativi dello scenario economico dello scorso anno; secondo l Istituto Nazionale di Statistica, il tasso di occupazione medio italiano del 2010 è stato del 56,8%, in calo dal 57,5% del Il tasso di disoccupazione è aumentato nel confronto tendenziale: il dato si è attestato all 8,5% (7,8% nello stesso periodo dello scorso anno) e si è mostrato in aumento soprattutto tra settembre ed ottobre, un livello comunque inferiore rispetto ai Paesi dell'area Euro (ancora prossimo al 10%). Il tasso di disoccupazione giovanile ha registrato un aumento più marcato attestandosi al 27,8% (25,4% nel corrispettivo periodo del 2009). Nel 2010 le ore di Cassa integrazione guadagni (CIG) autorizzate dall INPS sono cresciute del 31,7% rispetto all anno precedente. Nei primi 9 mesi del 2010 le retribuzioni unitarie di fatto sono rimaste sostanzialmente invariate (+0,1% rispetto allo stesso periodo del 2009, +0,6% nel settore privato non agricolo) crescendo ad un ritmo inferiore rispetto a quello dei prezzi al consumo. 1.3) Economia della Regione Emilia-Romagna I dati del rapporto annuale dell Unioncamere confermano che anche per l Emilia- Romagna la fase più acuta della crisi dovrebbe essere ormai alle spalle. Il 2010 è previsto chiudersi con un incremento reale del Prodotto Interno Lordo regionale pari all 1,5%, recuperando solo in minima parte le flessioni dell 1,5% e del 5,9% rilevate rispettivamente nel 2008 e Il settore industriale, dopo aver risentito della netta inversione di segno negativo della congiuntura mondiale nel corso del 2009, a partire dalla primavera ha mostrato una moderata ripresa. La previsione elaborata da Unioncamere e Prometeia stima il valore aggiunto in aumento del 4,1% a fine 2010, rispetto alla riduzione del 15,0% fatta segnare lo scorso anno. La ripresa pare essersi avviata prima per le imprese maggiori e poi essersi progressivamente diffusa alle imprese più piccole, grazie all esternalizzazione dell attività. Nei primi nove mesi dell anno il fatturato è salito del 2,1% per le imprese regionali medio-grandi (dai 50 ai 499 dipendenti), dello 0,6% per quelle piccole (dai 10 ai 49 dipendenti), ma è risultato ancora in calo dell 1,7% per le imprese minori (da 1 a 9 dipendenti). L evoluzione del fatturato estero è risultata più marcata in tutti i settori, in particolare per quelli della moda. Anche l andamento delle esportazioni regionali nei primi nove mesi del 2010 (+2,6%) è risultato lievemente migliore rispetto a quanto registrato in Italia (+2,0%) e nel Nord-Est (+2,3%). Analizzando i vari settori emerge che l industria alimentare e delle bevande, nonostante il suo carattere di settore anticiclico, ha risentito della pressione negativa sui consumi delle famiglie con il fatturato in calo dello 0,6%.

8 L industria del settore moda - tessile, abbigliamento, cuoio, calzature ha registrato un fatturato che, a settembre 2010, si era ridotto del 3,2%, mentre l esportazione, in contro tendenza, ha segnato un aumento dell 1,0%. Anche l industria del legno e del mobile ha attraversato per tutto l anno una fase congiunturale avversa, con la sola eccezione del secondo trimestre. Nei primi nove mesi dell anno il fatturato è salito appena dello 0,3%, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, il valore delle esportazioni è sceso del 3,2% nei primi sei mesi dell anno e la produzione è rimasta sostanzialmente invariata, con un aumento dello 0,2%. L industria meccanica, elettrica e dei mezzi di trasporto dopo essere stata pienamente investita dalla crisi internazionale nel corso del 2009, che ha determinato una forte caduta della spesa in beni d investimento e di consumo durevole, non ha registrato una ripresa particolarmente forte. Il settore, da sempre trainante dell industria regionale, ha conseguito nei primi nove mesi dell anno un aumento del 2,2% sia del fatturato, sia della produzione. Per l industria delle costruzioni, continua la crisi avviata nel 2008 e, per il 2010, è prevista una diminuzione reale del valore aggiunto pari al 2,3%, più contenuta rispetto alla pesante flessione dell 8,3% registrata nel Nei primi nove mesi del 2010 il volume di affari è diminuito del 3,3% rispetto all analogo periodo del 2009, consolidando la tendenza negativa in atto dall estate del L occupazione è apparsa in calo, consolidando la tendenza negativa avviata nel Secondo l indagine Istat sulle forze di lavoro, nel primo semestre del 2010 la consistenza degli occupati è diminuita mediamente del 2,8% rispetto all analogo periodo del 2009, in contro tendenza rispetto a quanto avvenuto in Italia e nel Nord-est. Il calo è stato essenzialmente determinato dagli addetti dipendenti (-4,2%), a fronte di un più moderato calo degli autonomi (-1,4)%. La disoccupazione nel primo semestre 2010 è stata pari al 6,0%, in aumento dal 4,3% dell anno precedente. Secondo lo scenario di previsione predisposto da Unioncamere Emilia-Romagna e Prometeia, il 2010 si chiuderà con un tasso di disoccupazione del 6,2%, destinato a salire ulteriormente al 7,5% nel 2011 e all 8,2% nel Per il commercio nei primi nove mesi del 2010 si è registrata una diminuzione media nominale del fatturato pari all 1,0% rispetto all analogo periodo dell anno precedente. Nello stesso periodo del 2009 le vendite erano diminuite del 3,2%. La dimensione più contenuta è quella maggiormente penalizzata. Infatti, mentre la piccola distribuzione (da 1 a 5 addetti) registra una diminuzione delle vendite pari al 3,1% (in miglioramento rispetto alla flessione del 5,8% dell anno passato), la media distribuzione (da 6 a 19 addetti) registra una diminuzione pari all 1,9% (-5,0% nel 2009), la grande distribuzione (20 addetti ed oltre) fa segnare una crescita dello 0,9% (-1,0% il dato del 2009, unica variazione negativa del decennio). Secondo le stime dell Assessorato dell Agricoltura della Regione, l andamento della produzione lorda vendibile del settore agricolo per il 2010 dovrebbe salire di oltre il 5%, invertendo il trend negativo che aveva caratterizzato lo scorso biennio. A determinare la ripresa sono stati, in particolare modo, i comparti dei cereali e della frutta, oltre alla ripresa delle colture industriali, mentre è risultato negativo il saldo del comparto degli ortaggi. Il valore della produzione lorda vendibile della zootecnia da carne bovina dovrebbe risultare sostanzialmente invariato, a causa della debolezza delle quotazioni. L andamento dell annata per gli allevamenti avicunicoli dovrebbe risultare negativo: l avicunicoltura da carne dovrebbe vedere diminuire il proprio valore del 6%, a causa della riduzione delle quotazioni.

9 Per quanto riguarda il settore turistico, dai dati di ottobre 2010 è emerso in Emilia- Romagna un andamento di segno leggermente positivo per gli arrivi (+0,3%), e negativo per le presenze (-0,8%); in flessione i dati relativi alla clientela italiana (-2,8% per gli arrivi e - 3,1% per le presenze) mentre il turismo straniero segna una ripresa (con la Germania che continua ad essere il paese più rappresentato). Nei primi nove mesi del 2010 l artigianato manifatturiero dell Emilia - Romagna ha evidenziato qualche segnale di ripresa, dopo la fase recessiva che aveva caratterizzato il 2009, ma il bilancio complessivo è risultato ancora negativo. Nel periodo considerato la produzione è scesa, mediamente, del 2,2% (-15,4% nel 2009), con i primi tre mesi dell anno particolarmente negativi (-7,8% su base tendenziale), seguiti da una ripresa (+1,8%) nell ultimo trimestre. Per quanto riguarda i prezzi al consumo il 2010 è iniziato con una crescita tendenziale dell 1,1%. Il moderato rialzo dell inflazione è maturato in un contesto di ripresa dei prezzi industriali alla produzione che sono aumentati tendenzialmente ad ottobre 2010 del 3,8%, consolidando la tendenza espansiva avviata a febbraio. La causa è da ricercarsi principalmente nel forte aumento delle materie prime che ha contraddistinto i primi dieci mesi del 2010 (+34,9% il dato di ottobre). L export dei primi sei mesi del 2010 ha evidenziato un aumento dell 11,7%, dopo la forte flessione dello stesso periodo del 2009 (-23,3%), allineandosi a quanto registrato nelle altre regioni italiane, in particolare nel Nord-Est (+11,4%) e in Italia (+12,4%). L Emilia- Romagna è risultata comunque la terza regione esportatrice, alle spalle di Lombardia e Veneto. L export continua ad essere fortemente caratterizzato dai prodotti metalmeccanici, che nel primo semestre 2010 hanno rappresentato il 55,0% del totale delle vendite all estero; seguono i prodotti agro-alimentari (10,0%), la moda e i prodotti della trasformazione dei minerali non metalliferi (8,3%). 1.4) Economia della Provincia di Ravenna Sulla base dei dati resi disponibili dalla Camera di Commercio di Ravenna si evince che dopo la crisi internazionale e nazionale che nel 2009 ha colpito anche la provincia di Ravenna, nel secondo trimestre 2010 i dati della produzione hanno mostrato una variazione positiva tracciando un profilo coerente di risalita del ciclo congiunturale. A settembre 2010 la produzione dell industria manifatturiera, pur segnando un calo tendenziale nel primo trimestre del 3,5%, ha registrato una variazione positiva alla fine del terzo trimestre al 2,4%. Dall analisi settoriale, nei primi tre trimestri del 2010, emerge il progressivo diffondersi della ripresa tra i diversi settori manifatturieri. Il terzo trimestre 2010 mostra una crescita della produzione particolarmente rilevante nel settore metalmeccanico e nei settori del tessile e dell abbigliamento. L andamento del fatturato rispecchia quello della produzione. Nella provincia, il fatturato dell industria manifatturiera era sceso nel 2009 mediamente dell'11,3%, inferiore al dato regionale. Nella prima parte del 2010 la diminuzione di fatturato è stata del 3,6%; a partire dal secondo trimestre la variazione si è portata in positivo e il terzo trimestre si chiude con un aumento dello 0,5%, inferiore rispetto al dato regionale. Anche il comparto manifatturiero artigiano ha mostrato segnali di inversione ciclica, con la produzione che nei primi nove mesi del 2010 è aumentata del 4,0%, il fatturato del 4,1% e gli ordinativi del 3,6%.

10 Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, non si registra ancora una chiara inversione di tendenza evidenziando nel primo trimestre 2010 un risultato leggermente positivo (+0,6%) per poi mantenersi pressoché stabile nei due trimestri successivi (+0,3% e -0,3% nel secondo e terzo trimestre). Le esportazioni (fonte Istat) delle imprese della provincia di Ravenna a giugno 2010 registravano un aumento del 30,0% rispetto allo stesso periodo del 2009, dato superiore a quello regionale e nazionale. Nel dettaglio settoriale, il 95% dell export provinciale è costituito da prodotti dell industria manifatturiera. Sotto il profilo dei mercati di sbocco, le esportazioni verso i Paesi dell Unione Europea sono aumentate del 14,2%, mentre da segnalare è la crescita straordinaria delle merci e dei servizi destinati all Asia Centrale. Per quanto riguarda l agricoltura, la situazione provinciale del 2010 si presenta con luci ed ombre e con carenze strutturali molto importanti; infatti le avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio hanno inciso negativamente sulle rese qualitative-produttive. Nel settore dell attività portuale, si è registrato un aumento delle movimentazioni di merci del 19,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il turismo, il 2010 è stato un anno di leggera flessione rispetto al dato del I dati progressivi al 31 ottobre evidenziano un calo del 2,9% sugli arrivi e del 3,8% sulle presenze. I dati Unioncamere sulle vendite del commercio al dettaglio indicano una parziale ripresa nel terzo trimestre dell anno, dopo una contrazione di circa il 2% nei primi due trimestri. Infatti, nel terzo trimestre 2010 la variazione delle vendite ha segnato un +0,4% rispetto al calo del 4,0% del I prezzi al consumo nei primi nove mesi del 2010 risultano stabili intorno all 1%, mezzo punto al di sotto della media nazionale. Per quanto riguarda l occupazione, nei primi nove mesi del 2010 il mercato del lavoro registra una ripresa, in particolare nel terzo trimestre (+5,8%) rispetto a settembre ) Mercato Monetario, Finanziario e Creditizio I tassi di interesse In merito alle politiche monetarie nelle principali aree economiche mondiali, in presenza di una domanda interna ancora fragile e di rischi inflazionistici contenuti, si è mantenuto un orientamento fortemente espansivo, con tassi ufficiali ai minimi storici. Agli inizi di novembre la Federal Reserve americana ha varato un nuovo programma che prevede l acquisto di titoli di Stato a lungo termine e ha mantenuto, nel corso del 2010, il tasso sui Federal Funds a un livello compreso tra lo 0% e lo 0,25%. Presso la BCE, il tasso di rifinanziamento principale è stato mantenuto durante tutto l anno al livello minimo dell 1%. In Italia il tasso Euribor a 3 mesi ha manifestato nel corso del 2010 un assestamento sui bassi livelli raggiunti a fine 2009, dopo aver registrato il minimo storico dello 0,64% ad aprile 2010, seguito da un leggero rialzo verso fine anno, che lo ha posizionato all 1,02% a dicembre, rispetto allo 0,71% dello scorso anno. Peraltro, dall inizio dell anno 2011 il trend a rialzo è proseguito portando, alla fine del primo trimestre, il tasso Euribor a 3 mesi all 1,24% e quello a 6 mesi all 1,56%.

11 Negli ultimi mesi del 2010 i rendimenti dei titoli pubblici a lungo termine delle maggiori economie avanzate sono aumentati. Da novembre si sono acuite le tensioni sul debito sovrano di alcuni paesi dell area euro. Vi hanno concorso le gravi difficoltà del sistema bancario irlandese e le incertezze sulle nuove regole per la risoluzione della crisi del debito sovrano in Europa, in particolare per alcuni paesi (Grecia, Irlanda, Portogallo). Nel corso del quarto trimestre 2010 la rischiosità delle maggiori banche internazionali europee e statunitensi è tornata ad aumentare. I premi sui credit default swap (CDS), che erano scesi rispetto ai massimi registrati in primavera in connessione con la crisi greca, sono tornati a salire in novembre, collocandosi a metà gennaio 2011 mediamente attorno ai 210 punti base. Il mercato interbancario Condizione dei mercati e andamento degli scambi. Le condizioni sui mercati interbancari (e-mid) sono rimaste nel complesso stabili con volumi in lieve contrazione rispetto a quelli scambiati nel corso del 2009 (-6,09%). Si sono tuttavia riscontrati segnali di nervosismo in prossimità delle scadenze delle aste straordinarie della Banca Centrale, con fenomeni di repentini rialzi dei tassi e concentrazione degli scambi sulle scadenze più brevi (tipicamente overnight). Analizzando la distribuzione delle scadenze dei contratti interbancari nel corso del 2010 si nota una netta preferenza degli intermediari a negoziare depositi a breve termine rispetto alle scadenze superiori al mese: i volumi complessivamente scambiati con scadenza da un mese a sei mesi è passato, infatti, dal 1,113 miliardi del 2009 ai 299 milioni di euro del 2010 (-73,16%). Anche sul segmento collateralizzato (MIC), che ha senza dubbio contribuito all allungamento delle scadenze dei depositi, si è assistito, sulla parte finale dell anno, ad una rarefazione degli scambi e ad una diminuzione degli intermediari disposti a prestare liquidità. La Banca Centrale Europea ha continuato a fornire abbondante liquidità al mercato attraverso le operazioni di politica monetaria, ovvero finanziamenti collateralizzati a breve termine a tasso fisso all 1% con piena soddisfazione della domanda. Marginale è stata invece la liquidità fornita attraverso l acquisto in via definitiva di obbligazioni garantite (covered bond), come pure mediante acquisti di Titoli di Stato dei paesi periferici dell area (in primis emissioni governative di Grecia, Irlanda e Portogallo) che sono stati sterilizzati attraverso operazioni settimanali di drenaggio di liquidità per evitare pressioni inflazionistiche e favorire la stabilità dei prezzi. Pur mantenendo una politica monetaria espansiva la Banca Centrale Europea ha iniziato a dettare tempi e modi della cosiddetta exit strategy, cioè il progressivo rientro da misure di politica monetaria non convenzionale quali, a titolo esemplificativo, il meccanismo del tasso fisso in luogo dell asta competitiva, le aste straordinarie con scadenza a 6 e 12 mesi introdotte nel corso del 2009 e l estensione temporanea del collaterale. Per quel che riguarda quest ultimo aspetto, ovvero i requisiti minimi delle attività stanziabili depositabili presso l Eurosistema, era stato previsto un inasprimento dei requisiti per gli ABS a partire dal 1 marzo 2011 (almeno due rating). L 8 aprile 2010 il Consiglio Direttivo ha rivisto ulteriormente la propria strategia operativa: infatti è stata mantenuta la soglia minima di rating accettabile pari a BBB-/Baa3, mentre è stato annunciato che dal 1 gennaio 2011 non sarebbero più stati ammessi, quali

12 collaterali, alcuni strumenti finanziari in precedenza accettati. Nel contempo sono stati introdotti limiti di valutazione dei titoli (haircut) più elevati. Nella riunione del Consiglio direttivo della BCE svoltasi il 3 marzo scorso, la Banca Centrale Europea, pur mantenendo invariato il tasso di riferimento all 1%, ha sottolineato che eserciterà una forte vigilanza affinché il recente rialzo del saggio d inflazione non generi pressioni inflazionistiche. Pertanto è altamente probabile che un aumento dei tassi avvenga già nel corso del secondo trimestre 2011, anziché nella seconda parte dell anno. In un ottica di piena separazione fra politica monetaria convenzionale e misure non convenzionali, la Banca Centrale ha invece deciso di estendere il tasso fisso e la piena allocazione sulle operazioni di rifinanziamento principale fino a quando sarà necessario e almeno sino alla fine del periodo di riserva che terminerà il 12 luglio prossimo. Andamento dei tassi interbancari. In presenza di un ampia offerta di liquidità da parte delle banche centrali, i rendimenti sui mercati interbancari sono rimasti nel complesso stabili. La media mensile del tasso interbancario a un giorno Eonia (Euro OverNight Index Average) è stata pari allo 0,438% in calo rispetto ad un 0,708% del Analizzando le medie mensili si nota che solo a partire dal secondo semestre dell anno il tasso Eonia ha iniziato ad aumentare. EONIA media mensile Variazione Gennaio 0,344 1,812-1,468 Febbraio 0,341 1,257-0,917 Marzo 0,348 1,062-0,714 Aprile 0,353 0,842-0,489 Maggio 0,344 0,782-0,438 Giugno 0,354 0,698-0,344 Luglio 0,481 0,358 +0,124 Agosto 0,426 0,347 +0,078 Settembre 0,454 0,363 +0,090 Ottobre 0,701 0,359 +0,343 Novembre 0,593 0,362 +0,230 Dicembre 0,498 0,355 +0,144 Media Annua 0,438 0,708-0,270 Rendimenti medi mensili EONIA: confronto (Fonte: Bloomberg) Eonia: Euro OverNight Index Average La media dell Euribor a 3 mesi nel 2010 è stata pari allo 0,82% contro l 1,24% del 2009 (4,70% nel 2008). L Euribor a 6 mesi medio del 2010 è stato pari all 1,09% rispetto all 1,45% dell anno precedente (4,78% nel 2008).

13 Medie mensili Euribor 3M Medie mensili Euribor 6M Variazion Variazion Variazion Variazion e e e e Gennaio 0,689 2,491 4,544-1,801-2,053 0,991 2,574 4,564-1,583-1,990 Febbraio 0,671 1,970 4,423-1,299-2,453 0,978 2,062 4,417-1,085-2,355 Marzo 0,654 1,658 4,660-1,004-3,002 0,965 1,799 4,657-0,834-2,858 Aprile 0,654 1,442 4,850-0,789-3,408 0,968 1,631 4,862-0,662-3,231 Maggio 0,696 1,300 4,925-0,603-3,625 0,996 1,501 4,965-0,505-3,465 Giugno 0,738 1,245 5,009-0,507-3,764 1,026 1,456 5,159-0,430-3,703 Luglio 0,860 0,989 5,030-0,128-4,041 1,120 1,230 5,220-0,110-3,990 Agosto 0,908 0,872 5,034 0,035-4,162 1,163 1,131 5,232 0,032-4,101 Settembr e 0,893 0,783 5,089 0,110-4,306 1,153 1,057 5,292 0,097-4,235 Ottobre 1,012 0,748 5,184 0,264-4,437 1,241 1,031 5,250 0,210-4,219 Novembr e 1,057 0,726 4,297 0,330-3,571 1,287 1,007 4,354 0,280-3,347 Dicembre 1,036 0,722 3,338 0,314-2,616 1,268 1,010 3,412 0,258-2,403 Media Annua 0,822 1,245 4,699-0,423-3,454 1,096 1,457 4,782-0,361-3,325 Rendimenti medi mensili Euribor a 3M e 6 M: confronto (Fonte: Bloomberg) Nel corso del 2010 il tasso BCE (Refi rate) è stato fermo all 1% rispetto ad un valore medio del 2009 pari all 1,23%. Mercato azionario L indice generale della borsa FTSE Italia (ex Mibtel) è sceso nel 2010 del 11,5% (+19,2% nel 2009). A livello europeo l indice DAX della Germania ha registrato una crescita del 16,1%, l indice CAC della Francia un calo del 3,3%, l indice IBEX della Spagna un calo del 17,4% e l indice SMI della Svizzera un calo dell 1,7%. I mercati azionari internazionali hanno mostrato le seguenti dinamiche: l indice Standard & Poor s 500 della Borsa di New York ha registrato un aumento su base annua del 12,8% e l indice Nikkei 225 della Borsa di Tokio una flessione del 3,0%.

14 FTSE Italia (ex Mibtel) -11,5% 19,2% -48,6% -7,8% 19,1% FTSE Mib (ex S&P Mib) -13,2% 19,5% -49,5% -6,5% 17,5% D J Stoxx50-5,8% 21,1% -43,4% -0,4% 10,4% Germania DAX 30 16,1% 23,8% -40,4% 22,3% 22,0% Francia CAC 40-3,3% 22,3% -42,7% 1,5% 17,5% Spagna IBEX 35-17,4% 29,8% -39,4% 7,3% 31,8% Svizzera SMI -1,7% 18,3% -34,8% -3,4% 15,3% UK FTSE 100 9,0% 22,1% -31,3% 3,8% 10,7% USA S&P ,8% 23,5% -38,5% 3,5% 13,6% USA Dow Jones 11,0% 18,8% -33,8% 6,4% 16,3% USA Nasdaq 16,9% 43,9% -40,5% 9,8% 9,5% Giapp. Nikkei 225-3,0% 19,0% -42,1% -11,1% 6,9% La capitalizzazione complessiva della borsa italiana a fine 2010 è risultata pari a 425,1 miliardi, circa 32 miliardi in meno rispetto a fine All'interno dell'eurozona, il peso della capitalizzazione del mercato azionario italiano è pari al 10,2% (11,4% nel 2009). Osservando la ripartizione a livello di macro-settori del mercato di Borsa principale si osserva che la riduzione ha riguardato principalmente il settore finanziario, la cui capitalizzazione si è attestata a 126,2 miliardi di euro a fine 2010, in riduzione di 41,3 miliardi di euro rispetto a 12 mesi prima (33,2 miliardi di tale calo sono da attribuire al settore bancario). Mercato valutario Nel corso del 2010 l euro si è svalutato nei confronti delle altre principali valute del panorama internazionale. Il cambio dell euro verso la valuta statunitense si è attestato, in termini di media annua, a quota 1,326 rispetto a 1,394 del 2009 (-4,9%). Rispetto alla sterlina, l euro ha toccato la quotazione media di 0,858 nel 2010, contro lo 0,891 nel 2009 (-3,7%). Verso lo yen giapponese l euro è stato mediamente quotato a 116,4 nel 2010 (contro i 130,4 del 2009), mentre nei confronti del franco svizzero la quotazione media è passata nel 2010 a 1,381 (contro l 1,510 del 2009). Variazione cambio euro: 2010 su 2009 Media annua cambi ( contro valuta) Var. ass. Var. % $ USA 1,326 1,394-0,068-4,9% Sterlina Inglese 0,858 0,891-0,033-3,7% YEN 116,4 130,4-14,0-10,7% Franco Svizzero 1,381 1,510-0,129-8,5% Fonte: ABI Tuttavia nel corso del primo trimestre 2011, l euro ha invertito la tendenza portando il cambio verso il dollaro Usa a ridosso di 1,45.

15 Prestiti bancari Sulla base dei dati dell'associazione Bancaria Italiana, nel corso del 2010, la dinamica dei prestiti bancari ha manifestato un recupero dopo la fase di forte rallentamento ciclico dell economia italiana. Prestiti bancari al settore privato I prestiti a residenti in Italia al settore privato hanno segnato a fine anno un tasso di crescita tendenziale pari al 4,25 (+1,68% a fine 2009). A fine dicembre 2010 l'ammontare dei prestiti al settore privato è risultato pari 1.683,5 miliardi di euro (1.552,1 a fine 2009). Rispetto a fine 2009 il flusso netto di nuovi prestiti è stato di quasi 66 miliardi di euro. Prestiti a società non finanziarie e famiglie In particolare, i prestiti a famiglie e società non finanziarie sono risultati pari a miliardi, in crescita tendenziale del 3,78% (+0,53% a fine 2009) contro la crescita media dell'area euro del 2,0%. Ove si consideri la disaggregazione per durata, si rileva come il segmento con durata oltre un anno abbia segnato un ritmo di crescita tendenziale del 4,90% rispetto al 3,97% di fine 2009; il segmento a breve termine (fino a un anno) ha registrato un incremento dello 0,84% rispetto al calo del 7,47% di fine Prestiti a società non finanziarie Alla fine del 2010 la dinamica dei finanziamenti destinati alle società non finanziarie è risultata in aumento dell 1,6% rispetto al calo del 2,4% registrato nel L aumento italiano è in controtendenza rispetto alla flessione registrata nell'area Euro (-0,4%), nella Germania (-0,9%) e nella Spagna (-1,9%). Elevata rimane la quota degli impieghi alle imprese non finanziarie sul totale (59,4%), un valore notevolmente superiore alla media dell'area Euro (47,2%). Da rilevare che il rapporto fra l'utilizzo dei finanziamenti delle imprese non finanziarie rispetto all'accordato da parte del sistema bancario è pari, a settembre 2010, al 68,6% (67,5% a settembre 2009), a conferma dei margini di crescita tuttora esistenti e che l allocazione del credito non registra particolari tensioni. L incremento degli impieghi a breve termine è risultato a fine 2010 pari allo 0,5% rispetto al calo dell 8,7% a fine L incremento degli impieghi nel medio termine, oltre i cinque anni, è risultato in crescita del 5% in linea con l andamento del 2009 (+5,2%). In particolare, i finanziamenti bancari alle piccole imprese hanno segnato a novembre 2010 un tasso di crescita pari all 1,5% e, per le famiglie produttrici, un aumento del 2,4%. Il contributo rilevante offerto dal sistema bancario al finanziamento delle imprese di minori dimensioni, è confermato dall ammontare degli impieghi fino a 1 milione di euro la cui quota sul totale degli impieghi è pari al 23% (tale percentuale salirebbe al 43,5%, qualora si considerassero i finanziamenti fino a 5 milioni di euro ed al 52% qualora si considerassero i finanziamenti all intero comparto delle piccole e medie imprese con fatturato sino a 50 milioni di euro, così come previsto dall accordo di Basilea 2).

16 Prestiti a famiglie In ripresa è risultata la dinamica dei finanziamenti al settore famiglie con una crescita nel 2010 del 7,6%, superiore a quella registrata nel 2009 (+5,9%). In particolare, si è registrata una dinamica in accelerazione dei finanziamenti oltre i cinque anni, pari al 7,6% nel 2010, rispetto al 6,4% del Per quanto riguarda i mutui per l acquisto di abitazioni, la dinamica ha visto una marcata accelerazione nel corso del 2010, posizionandosi a fine anno al +8,0% (dal +6,1% di fine 2009); crescita maggiore rispetto alla media area euro (+4,4% a fine 2010, rispetto a +1,7% del 2009). Credito al consumo Il credito al consumo finalizzato all acquisto di beni e servizi da parte delle famiglie ha segnato un tasso di crescita tendenziale di circa il 2%, rispetto al 4,9% di fine 2009 ed in linea con l andamento dell area euro (+1,50%). Raccolta bancaria Con riferimento all attività di raccolta, rappresentata dai depositi a clientela residente e dalle obbligazioni, gli ultimi dati mostrano, a fine 2010, un lieve rallentamento della sua dinamica. La raccolta è pari a 2.191,3 miliardi e il tasso di crescita tendenziale è risultato pari al 3,0%, (rispetto al 9,2% registrato a dicembre 2009), di cui +6,3% nei depositi e -1,7% nelle obbligazioni. 1.6) I principali provvedimenti normativi dell esercizio 2010 Nell anno 2010 il sistema creditizio è stato interessato da diversi provvedimenti di cui se ne illustrano quelli più significativi: - il provvedimento di Banca d Italia, d intesa con Isvap e Consob, emanato il 31 dicembre 2009 ha dettato nuove disposizioni per la tenuta dell archivio unico informatico antiriciclaggio (AUI). Il provvedimento disciplina le modalità per la registrazione dei rapporti e delle operazioni poste in essere dagli intermediari bancari e finanziari e introduce alcuni elementi di novità rispetto al passato; in particolare, si segnalano: la registrazione dei dati inerenti al titolare effettivo dei rapporti continuativi; nuovi criteri che prevedono l obbligo di registrazione nell AUI a carico degli intermediari presso cui sono accesi rapporti continuativi o a cui le operazioni sono riferibili. - Il Decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 21, ha fissato norme dettagliate relative all acquisizione di partecipazioni in banche e società operanti nel settore finanziario, al fine di realizzare una disciplina uniforme a livello comunitario. - Il Decreto legislativo n. 39 del 27 gennaio 2010, emanato in attuazione della Direttiva 2006/43/CE, è intervenuto sulla disciplina della revisione contabile, riscrivendo le regole e riorganizzando in modo organico l intera materia. - La Legge n. 25 del 26 febbraio 2010, di conversione del Decreto legge 30 dicembre 2009 n. 194, ha riaperto i termini dello scudo fiscale, con una nuova finestra temporale (1

17 gennaio/30 aprile 2010) per effettuare le operazioni di emersione tramite pagamento di un imposta forfetaria. - In data 1 marzo 2010 è entrato in vigore il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, che ha recepito nell ordinamento giuridico italiano la direttiva comunitaria (2007/64/CE) sui Servizi di Pagamento (PSD). La direttiva si propone di: creare un mercato unico europeo dei servizi di pagamento al dettaglio, introducendo un quadro normativo omogeneo dei servizi di pagamento nell'unione Europea (soggetti abilitati, informazioni, contenuto dei contratti, modi di esecuzione dei pagamenti, etc.); migliorare la tutela degli utenti, la trasparenza delle operazioni e delle relative condizioni, l'accesso alle informazioni, nonché definire tempi certi e brevi di esecuzione; rendere uniformi i diritti e gli obblighi, sia degli utenti, sia dei soggetti che prestano servizi di pagamento; esigere una maggiore efficienza operativa del sistema bancario, anche imponendo la riduzione dei tempi di esecuzione delle operazioni. - Il 28 aprile 2010 la Consob ha emanato la delibera n in materia di Disposizioni concernenti gli obblighi di comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti da parte dei soggetti vigilati. Il documento, in vigore dal 1 luglio scorso, disciplina le informazioni e i dati che gli intermediari finanziari sono tenuti ad inviare alla Consob. - Il Decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito nella Legge 30 luglio 2010 n. 122 e noto come manovra economica aggiuntiva e correttiva alla finanziaria 2010, ha disposto misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica riducendo, tra l altro, il limite all uso del contante e dei titoli al portatore da euro ,00 a euro 5.000,00. - La Consob, con delibera n del 23 giugno 2010, ha introdotto il Regolamento in materia di operazioni con parti correlate. Tale disposizione definisce i principi che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate poste in essere dagli intermediari. - Con decreto legislativo n. 141 del 13/08/2010 è stata recepita nell ordinamento italiano la direttiva 2008/48/CE sui contratti di credito al consumo. Obiettivo delle nuove regole è consentire a chi vuole ottenere un prestito o un apertura di credito di confrontare le offerte in modo più agevole e consapevole. Inoltre, nell assicurare condotte responsabili nella concessione del credito, i finanziatori devono verificare il merito creditizio del consumatore al fine di garantire a quest ultimo la tipologia di finanziamento più appropriata. Contestualmente, il decreto ha introdotto significative modifiche al Capo I del Titolo VI del Testo Unico Bancario (TUB) che disciplina le operazioni e servizi bancari diversi dal credito al consumo. Tra le novità introdotte vi è quella che modifica in misura rilevante l articolo 118 del TUB che regola l esercizio del diritto di variazione unilaterale delle condizioni economiche da parte dell intermediario. 2) ASSETTI SOCIETARI DEL GRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI

18 CESENA L attuale Cassa di Risparmio di Cesena SpA è originariamente derivante da un ente creditizio a base associativa fondato nel Negli anni la Banca ha partecipato ad operazioni societarie, finalizzate ad un progetto di aggregazione con Banca di Romagna SpA, che hanno portato alla nascita del Gruppo Bancario Unibanca, operativo dal 1 gennaio Unibanca SpA fungeva da società Capogruppo con funzioni di indirizzo e controllo, accentramento amministrativo, compiti di tesoreria di gruppo, mentre Cassa di Risparmio di Cesena SpA e Banca di Romagna SpA, erano focalizzate sull attività commerciale. Nel settembre 2009, il Consiglio ha approvato il Piano strategico elaborato congiuntamente alla società di consulenza Prometeia. Dal Piano sono emerse le seguenti linee strategiche: rafforzamento del patrimonio, come presupposto per una crescita autonoma sostenibile e per poter svolgere con più efficacia un eventuale ruolo aggregante sul territorio; evoluzione del modello di Gruppo, per conseguire una più elevata efficienza operativa garantendo i livelli di servizio attualmente raggiunti; ricerca di una redditività sostenibile nel tempo, attraverso l evoluzione del modello di business (clienti, prodotti, canali) verso soluzioni che generino maggior valore per i clienti ; ottimizzazione del funding, per garantire la stabilità nel tempo delle fonti di provvista del Gruppo. In sintesi, il progetto ha espresso l obiettivo di rafforzare il proprio ruolo autonomo ed anche aggregante, mantenendo la propria mission di raccolta del risparmio e finanziamento a famiglie ed imprese attraverso la distribuzione di prodotti evoluti propri e di partner qualificati. Sulla base del progetto strategico sopra descritto: in data 7 aprile 2010 è stato attuato in Unibanca SpA l aumento di capitale per un valore di 24,3 milioni interamente sottoscritto dai soci attuali; in data 4 ottobre 2010 è stata realizzata la fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Cesena SpA nella controllante Unibanca SpA e contestualmente la Società post fusione ha assunto la denominazione sociale Cassa di Risparmio di Cesena SpA acquisendone il codice ABI. Il progetto di fusione è stato redatto in forma semplificata, conformemente agli art ter e 2505 primo comma, del Codice civile, in quanto Unibanca SpA partecipava al capitale della Cassa di Risparmio di Cesena SpA in misura totalitaria: non vi è stato pertanto alcun concambio. Le operazioni dell incorporata sono state imputate al bilancio della Banca incorporante a far data dal 1 gennaio 2010; analoga decorrenza è stata stabilita anche ai fini fiscali. La società risultante dalla fusione esercita i compiti propri di una Capogruppo e, nel contempo, opera come banca commerciale con la rete attuale di sportelli e con la denominazione di Cassa di Risparmio di Cesena SpA. Dopo tale operazione societaria, Cassa di Risparmio Cesena SpA detiene direttamente il controllo di Banca di Romagna SpA (99,99%), di Romagna Finance Srl (80,00%) e di Carice Immobiliare SpA (51,00%); indirettamente, tramite la controllata

19 Banca di Romagna SpA, detiene il controllo della Società Agricola Le Cicogne Srl (50,01%). Ai sensi dell art. 3 del D. Lgs. 87/92 si comunica che al 31/12/2009 l allora Unibanca SpA non deteneva azioni proprie ed anche le sue controllate Cassa di Risparmio di Cesena SpA e Banca di Romagna SpA non detenevano azioni della controllante Unibanca SpA. Al 31/12/2010 la controllata Banca di Romagna SpA non deteneva azioni della controllante Cassa di Risparmio di Cesena SpA, mentre quest ultima deteneva n azioni proprie pari allo 0,057% del capitale sociale, in attesa della relativa vendita. La configurazione del capitale sociale della Capogruppo Cassa di Risparmio di Cesena SpA si presenta al 31/12/2010 come segue: Numero azioni % Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena ,027% Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo ,575% Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza ,462% Azionisti Privati ,879% Azioni proprie in portafoglio acquistate tramite Fondo ,057% ,000% Il Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Cesena al 31 dicembre 2010 è così composto: Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza Privati + Fondo Acquisto Azioni Proprie 48,027% 11,575% 6,462% 33,936% Cassa di Risparmio di Cesena SpA Holding Capogruppo 99,99% 80,00% Banca di Romagna SpA Romagna Finance Srl Il perimetro di consolidamento comprende anche altre società controllate direttamente dalla Capogruppo (Carice Immobiliare SpA controllata al 51%) e indirettamente (Società Agricola Le Cicogne Srl controllata al 50,01% da Banca di Romagna SpA).

20 Di conseguenza le società consolidate con il metodo integrale al 31/12/2010 sono le seguenti: Capitale sociale Numero azioni Valore nominale Unitario - Cassa di Risparmio di Cesena SpA , ,16 - Banca di Romagna SpA , ,16 - Romagna Finance Srl , ,00 - Carice Immobiliare SpA , ,00 - Società Agricola Le Cicogne Srl , ,00

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