Le parole dell Economia e della Finanza

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1 indirizzare i propri risparmi verso l economia produttiva, verso investimenti in attività che abbiano ricadute positive sul lavoro, l ambiente, la coesione sociale. Lo abbiamo imparato facendo la spesa: farci domande per scegliere i prodotti più sani, etici e sostenibili. Con il denaro dobbiamo fare lo stesso. Le parole dell Economia e della Finanza a cura di Nadia Lambiase e Paolo Piacenza Austerità In inglese austerity. Si chiama anche politica del rigore. È la politica economica adottata da un governo per ridurre il deficit pubblico (vedi sotto) attraverso il taglio delle spese pubbliche e/o l aumento delle imposte, ma pure, in certi casi, per limitare i consumi. L effetto depressivo sui consumi di solito si produce comunque. In teoria il governo fa come quando il buon padre di famiglia taglia le spese: niente pranzi o cene al ristorante, niente smartphone per il figlio, niente parrucchiere una volta a settimana per la moglie, niente auto nuova per sé. Restano solo le spese necessarie: i libri di scuola, il cibo e così via. Purtroppo a volte i governi sono più ingiusti o più incapaci di molti padri di famiglia. Azione Le azioni sono frazioni identiche e omogenee del capitale di una società per azioni, o di una società in accomandita per azioni. Dunque ne rappresentano una quota di proprietà: il titolare (si chiama così...) di una o più azioni di una società è socio della stessa società. Sono anche detti titoli azionari, mentre quando si parla di mercato dei titoli a proposito di una borsa si fa riferimento non solo alle azioni ma anche alle obbligazioni (v.). Le azioni nascono all epoca di Elisabetta I, per finanziare la

2 Compagnia delle Indie che aveva bisogno di molte risorse per un attività redditizia ma rischiosa: la Regina concesse l autonomia patrimoniale (ai soli nobili), cioè la separazione del patrimonio dell impresa da quello dei singoli investitori ai fini della responsabilità verso i debitori, e venne creata una cassa comune suddivisa in quote. Le azioni sono di norma trasferibili e con esse si trasferiscono i diritti connessi, patrimoniali (il dividendo dell azionista), amministrativi (il diritto di voto) e di controllo (azioni di responsabilità). Per le società per azioni il meccanismo di voto è legato al numero delle azioni: tante azioni, tanti voti. Per le società cooperative per azioni invece il diritto di voto resta individuale: una testa, un voto. Le azioni delle società quotate in borsa possono essere scambiate sul mercato regolamentato dei titoli di borsa a un prezzo che emerge dalla libera contrattazione. Chi è più bravo a capire se il prezzo sale o scende si porta a casa più soldi. Azzardo morale È la condizione di chi, messo al riparo dalle eventuali conseguenze economiche negative di un rischio, si comporta in modo diverso da come farebbe se dovesse subirle. Il caso classico è quello in campo assicurativo: c è azzardo morale se chi è assicurato non è incentivato, almeno in parte, a ridurre al minimo, per quello che dipende da lui, il rischio che si verifichi l evento a cui è connesso il pagamento del capitale. In pratica c è l azzardo morale quando qualcuno dice: tanto paga un altro... Per le banche l azzardo morale descrive l assunzione di rischi eccessivi quando ci si ritiene troppo grandi per fallire ; a pagare sarà lo Stato, costretto a intervenire a tutela dei risparmiatori. Guarda caso, è proprio quello che è successo. Banca La banca è quell impresa la cui attività consiste nella raccolta (con obbligo di restituzione) del risparmio e nell esercizio del credito. Cosa significa che ha carattere di impresa? Che si assume un rischio e quindi, come conseguenza, può generare profitti o perdite. Il rischio che la banca si assume è quello di decidere a chi e per cosa imprestare i soldi che i risparmiatori le hanno affidato. Questo è il compito delle banche commerciali (che hanno sportelli sul territorio) e si differenziano dalle banche d affari che non prevedono l attività di raccolta da parte dei risparmiatori privati e si caratterizzano per un attività fortemente speculativa. Il problema è che negli anni 90 la distinzione tra le due forme di banca è andata via via a perdersi e molte banche commerciali hanno cominciato a fare profitti non grazie alla classica attività di intermediazione del credito, ma attraverso grandi operazioni finanziarie. Banca centrale europea o Bce (in inglese European Central Bank o Ecb) È la Banca centrale incaricata di emettere moneta e di indirizzare la politica monetaria per i Paesi che hanno aderito all euro e formano la cosidetta Zona Euro o Eurozona. In Europa il Trattato di Maasstricht del 1992 ha istituito il Sistema europeo delle Banche centrali, costituito dalla Bce e dalle banche centrali nazionali dei singoli Paesi membri dell Unione monetaria. In Italia è presente la Banca d Italia. Quando la Bce fu creata hanno pesato molto, sulla definizione dei suoi poteri e dei suoi indirizzi, le richieste della Germania, costretta a rinunciare al marco per aderire a una moneta condivisa con Paesi molto indisciplinati nel rigore monetario (come l Italia). Per questo il principale obiettivo della Bce è la stabilità

3 dei prezzi che passa attraverso un contenimento dell inflazione sotto al 2%. In caso di recessione (v.), a differenza delle altre banche centrali ha quindi dei limiti nella promozione di una politica monetaria espansiva (che come possibile effetto ha l aumento dell inflazione) al fine di stimolare la piena occupazione e la ripresa. È stata criticata con durezza, oppure osannata per aver salvato l euro durante la crisi dei debiti europei. In realtà fa quello che può: la Bce, in base ai Trattati, non può infatti coprire con emissione di moneta i debiti dei paesi membri dell Eurozona, né garantire la loro solvibilità. L Unione monetaria soffre quindi di un evidente limite di natura istituzionale. Inoltre è difficile che un area monetaria alla lunga possa reggere senza una politica economica e fiscale comuni. Che in Europa non ci sono. Bolla speculativa (o finanziaria) È una fase economica caratterizzata dal rialzo continuo del prezzo di azioni, titoli, immobili o altri beni, che si alimenta perché tutti si aspettano un ulteriore aumento del prezzo. Passo dopo passo, la spirale si autoalimenta e i prezzi crescono fino a livelli assolutamente irragionevoli. Finisce con il crollo dei prezzi (si dice che la bolla scoppia, o si sgonfia), il che comporta gravi perdite per gli investitori. Tutti sanno che una bolla prima o poi scoppia, ma nessuno vuole sembrare così fesso da perdere il treno dei guadagni facili. Il risultato è che alla fine, di solito, a rimetterci sono soprattutto i piccoli risparmiatori, più sprovveduti o più lenti a disinvestire. Cartolarizzazione È una operazione finanziaria che serve a cedere un credito o un altra attività (cioè un qualcosa che posso mettere nella colonna degli attivi nel mio bilancio) che non era negoziabile, trasformandola e suddividendola in titoli di credito negoziabili sui mercati. È un meccanismo utilizzato da soggetti privati, ma anche dai governi. Nel caso delle banche, per esempio, un istituto di credito può cartolarizzare i mutui immobiliari che ha erogato e che tanti Jack o Mario Rossi gli devono restituire, emettendo una serie di titoli che hanno come garanzia quei mutui. I titoli sono venduti sul mercato a degli investitori e così la banca rientra in anticipo dei soldi che ha prestato. Ma soprattutto incassa con sicurezza e scarica il rischio di insolvenza sugli investitori. Potendo fare questo giochino, nel periodo della bolla immobiliare, le banche si sono messe a prestare soldi a tutti (tanto il rischio lo scaricavano...). Anche a chi non avrebbe mai potuto restituire il prestito (clientela subprime, da cui mutui subprime, v.). Credit crunch Parola inglese che significa stretta creditizia o stretta del credito. E non si capisce perché non si possa chiamarla così. È il forte e rapido calo dell offerta di credito sul mercato (o un peggioramento delle condizioni dell offerta), al termine di una fase di crescita. Ha effetti negativi sull andamento dell economia, ovviamente: meno soldi disponibili (o molto più cari) dalle banche, più difficile fare investimenti per produrre beni, o avere il mutuo per comprare casa. A volte è un evento legato all innalzamento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale verso le banche minori. Altre volte, invece, nonostante la Banca centrale mantenga tassi bassi per continuare a favorire il credito, le banche riducono comunque l offerta. Per mancanza di fiducia, ma anche, negli ultimi tempi, perché preferiscono utilizzarli per operazioni finanziarie

4 Debito pubblico È il debito contratto da uno Stato attraverso l emissione di titoli di credito di Stato; per esempio, in Italia, i Bot (Buoni ordinari del Tesoro) o i Btp (Buoni del Tesoro polinennali). Lo Stato si fa prestare i soldi dagli investitori ammessi all asta per il debito pubblico (le banche e gli investitori istituzionali) e li ripaga con il pagamento degli interessi concordati e l impegno a restituire il capitale. Le banche e gli altri investitori piazzano poi i titoli di debito pubblico sul cosiddetto mercato secondario ai risparmiatori che vogliono investire. Così facendo lucrano sulla differenza di prezzo. Il debito pubblico serve a finanziare investimenti utili a tutti, e secondo l economista britannico John M. Keynes lo Stato non solo può, ma addirittura deve indebitarsi per rilanciare l economia in caso di recessione. Ripartito il ciclo di crescita, lo Stato incamera maggiori entrate e rientra dal debito. Evidentemente molti decisori pubblici che si dicono keynesiani non hanno letto Keynes. Default Parola inglese che significa assenza, mancanza. Viene usata in informatica per definire una condizione operativa automatica di un programma o di un sistema senza necessità di indicazione dell operatore. In senso traslato è passata a indicare un azione abituale, quasi automatica: L aperitivo è di default. In finanza la parola default, simile al termine fallimento, indica invece qualcosa di molto negativo: la condizione di insolvenza, quando cioè non si riescono a onorare le condizioni di un finanziamento. Nel caso dello Stato, non si possono pagare gli interessi sul debito, o più in generale, quando il deficit pubblico (v.) non trova copertura. Si chiama allora default dello Stato sovrano. Ed è una condizione piuttosto brutta, specie per i cittadini (chiedere ad Argentini o Greci). Deficit pubblico Parola latina che significa manca. A mancare sono i soldi. L espressione indica infatti un fenomeno contabile che si realizza quando, in un esercizio economico-finanziario, le uscite della pubblica amministrazione superano le entrate, calco-lando anche gli interessi pagati sul debito pubblico. Il suo contrario è l avanzo pubblico. Il saldo tra entrate e uscite pubbliche al netto degli interessi sul debito si chiama invece avanzo primario (se positivo) o disavanzo primario (se negativo). Deregulation Parola inglese che indica il progressivo allentarsi di regole. Nel caso dell economia e della finanza indica il progressivo allentarsi delle regole e dei limiti imposti a imprese, banche, operatori. Visti i risultati potrebbe essere utile un ripensamento. Derivati (o strumenti derivati) Sono complessi strumenti finanziari il cui valore deriva, appunto, da un altro prodotto, chiamato sottostante. Il sottostante può essere qualsiasi cosa: materie prime, tassi di interesse, valuta, titoli finanziari. Nascono nuovi derivati praticamente ogni giorno, con diversi profili finanziari e diversi gradi di sofisticazione. E con nomi strani: Cds, Cdo ecc. In gergo, i derivati standard sono detti plain vanilla (solo vaniglia, come il gelato base in America), mentre i tipi più complessi sono chiamati esotici. Le tipologie più note e diffuse sono i futures, i forward rate agreement, gli swap e le opzioni

5 I derivati sono nati inizialmente come strumento di copertura dai rischi legati a investimenti, ma molto più spesso oggi sono utilizzati come strumento speculativo. Un esempio? Nel 1996 i derivati sul frumento erano utilizzati nell 88% dei casi come strumento di copertura dal rischio (rischio che il raccolto potesse andare male o che i prezzi subissero variazioni per cause estranee al mercato); nel 2011 il 70% dell utilizzo era ormai a fini speculativi (guadagnare dal rialzo o ribasso del prezzo del grano). Fed o Federal Reserve Sigla e nome abbreviato del Federal Reserve System, che è di fatto la Banca centrale degli Stati Uniti d America, creato nel In generale il principale compito delle banche centrali è quello di emettere moneta e di regolarne la circolazione. In passato questa funzione era affidata a una o più banche (banca di emissione), ma a un certo punto ci si è accorti che era meglio dare un indirizzo unitario alla cosiddetta politica monetaria e sono nate le banche centrali. In alcuni Paesi, come appunto gli Stati Uniti, vi è ancora una pluralità di istituti abilitati a emettere moneta ma le decisioni sono prese di concerto dal Federal Reserve System. Fiscal Compact Nome inglese (come capita spesso) per il Patto di bilancio europeo o Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell unione economica e monetaria. È stato siglato il 12 marzo 2012 da 25 Stati su 27 membri dell Unione europea ed è entrato in vigore il 1º gennaio 2013: contiene alcune nuove regole sulla disciplina di bilancio per gli Stati dell Eurozona, tra cui l inserimento del vincolo al pareggio di bilancio negli ordinamenti degli Stati, sanzioni quasi automatiche per i Paesi in deficit eccessivo, l impegno alla riduzione del debito pubblico sotto al 60% del Pil. L Inghilterra e la Danimarca non hanno siglato questo accordo e quindi il Fiscal Compact non è tecnicamente una modifica dei Trattati dell Unione, ma una integrazione dei Trattati adottata solo da alcuni Stati. Era già successo con il Patto Euro Plus del 11 marzo 2011, riedizione più stringente del Patto di Stabilità e crescita. Durante la crisi la difficoltà nel mettere d accordo tutti i governi dei singoli Stati ha messo in luce la debolezza del principio di unanimità che governa tantissime cose a Bruxelles, mentre il Parlamento europeo continua a non contare niente. Finanziarizzazione dell economia Termine di recente introduzione per indicare il peso assunto dalle attività finanziarie sul complesso delle attività di un sistema economico. Facciamo due esempi: tra 2000 e 2009 il Pil mondiale (Prodotto interno lordo, ossia la somma dei beni e servizi prodotti in un anno) è cresciuto del 26%, mentre il valore dei derivati è cresciuto del 642%; oggi circa il 60% delle operazioni compiute sui mercati finanziari avvengono tramite un computer e senza l intervento umano. Fondi etici Si tratta di strumenti di investimento responsabile che intendono far incontrare i classici obiettivi economici di un investitore con l attenzione alle questioni ambientali, sociali e di governo societario. L atto di nascita dei primi fondi etici è fatto risalire nel 1758, a Philadelphia, quando i quaccheri (movimento religioso protestante) nella loro riunione annuale proibirono ai propri membri ogni forma di partecipazione economica nella

6 tratta degli schiavi. Successivamente si svilupparono, sempre all interno di movimenti religiosi, altre manifestazioni del genere: rifiuto di investimento in settori legati al fumo, al sesso o alla violenza. Se i tradizionali fondi etici si caratterizzano per stringenti criteri di esclusione (criteri negativi ) di alcuni investimenti, negli anni 90 del secolo scorso si sono affermati anche fondi etici con criteri di selezione positiva, cioè che selezionano titoli di imprese che maggiormente si distinguono per l elevato profilo sociale o ambientale. Oltre, ovviamente, per la bontà dell investimento. Inflazione Termine con cui si indica l aumento progressivo del livello medio generale dei prezzi o la perdita di valore della moneta. Viene rappresentato da una percentuale che indica appunto l apprezzamento di valore di beni o servizi rispetto alla moneta. Può avere molteplici cause, sia reali sia monetarie, e assumere forme differenti. Sull inflazione sono stati scritti fiumi di inchiostro dagli economisti: i monetaristi contro i keynesiani, ma anche la teoria dell inflazione da costi e quella di Phillips che ne connette l andamento soprattutto al mercato del lavoro. In generale, se contenuta, non crea grossi problemi, ma se è alta sono davvero dolori e in generale è lo spauracchio delle banche centrali. Il suo contrario è la deflazione, che si determina quando si assiste a una diminuzione generalizzata del livello dei prezzi. Quando, negli anni 70 del Novecento, l inflazione si è accompagna alla stagnazione economica si è parlato di stagflazione. I tedeschi, che negli anni 20 del XX secolo hanno sperimentato una inflazione record (si parla di iperinflazione tedesca ) con effetti tragici (il 15 novembre 1923 un dollaro americano valeva 4200 miliardi di marchi, e per comperare un chilo di pane ci voleva più di un chilo di banconote...), hanno un timore molto forte dell inflazione: a volte probabilmente eccessivo, ma comprensibile. Leverage (o leva finanziaria) Il solito termine inglese con cui si indica una fattore economico o finanziario che in Italia viene definito leva finanziaria o rapporto di indebitamento. Così, diventa più chiaro: è infatti un indicatore usato per misurare il livello di indebitamento di un azienda. Tuttavia il suo contenuto è diverso a seconda che sia usato dall economia o dalla finanza aziendale. Mutuo a tasso fisso/variabile Il mutuo è un contratto con il quale una parte (di solito una banca) consegna all altra (il mutuatario) una determinata quantità di denaro (il capitale) che il mutuatario si obbliga a restituire con gli interessi entro una certa data e mediante rimborsi periodici (rate). A parità di capitale una rata più bassa prevederà anche un maggior esborso di interessi perché il tempo del rimborso sarà più lungo. L ammortamento è il termine tecnico che indica l estinzione graduale del prestito attraverso il rimborso periodico di una quota di debito. Meglio un mutuo a tasso fisso o variabile? Difficile dare una risposta valida per ogni momento. Il tasso fisso permette di avere la certezza che, una volta definita la percentuale del tasso, questa non cambierà più per tutta la durata del rimborso. Di conseguenza le rate da pagare saranno sempre uguali. Al contrario con un mutuo a tasso variabile l importo delle rate si modificherà nel tempo a seconda del variare del tasso d interesse. Generalmente il tasso variabile scelto è un tasso

7 indicizzato, cioè uno legato ad un parametro certo, verificabile e non modificabile a piacimento dalla banca: le indicizzazioni possono essere consultate tutti i giorni sui principali quotidiani economici ( Euribor 3/6 mesi, tasso Bce...). Obbligazioni Sono dette anche titoli obbligazionari, perché sono titoli di credito. Sono uno strumento in mano a imprese e Stati (in Italia, come detto sopra, i Btp) per ricevere in prestito dei soldi. Invece che chiederli a una banca li si chiede al mercato, e quindi direttamente ai risparmiatori, grandi e piccoli. Il risparmiatore che compra un obbligazione di fatto impresta dei soldi alla società che ha emesso tale obbligazione per un periodo di tempo definito. Per il risparmiatore quest operazione si configura a tutti gli effetti come un investimento: a fronte di un impiego odierno del proprio capitale spera di avere dei guadagni futuri. Le obbligazioni, infatti, hanno due diritti: la cedola periodica che può essere fissa o variabile (e costituisce il guadagno dell investimento) e il rimborso del capitale alla scadenza fissata da chi la ha emessa. Se chi ha emesso l obbligazione fallisce (va in default) il risparmiatore ci rimette il proprio investimento, a seconda della gravità del fallimento (totale o parziale) dell emittente. Ne sanno qualcosa i risparmiatori che hanno investito nei titoli Parmalat o Cirio. Prodotto interno lordo Cifra che indica il valore dei beni e dei servizi prodotti da uno Stato nel corso di un anno. È utilizzato come variabile per misurare la crescita economica dei Paesi e fare le relative comparazioni. Molto spesso è riferito come cifra percentuale, che è in realtà la variazione del Pil rispetto all anno precedente. Oggi è sempre più condivisa l idea che il Pil sia un numero relativamente poco significativo per misurare compiutamente il benessere effettivo di un Paese. Sono infatti sempre più diffusi studi e proposte di indicatori alternativi volti a misurare accanto a variabili puramente economiche anche variabili ambientali, sociali, seppure più difficilmente quantificabili. In Italia, per esempio, su iniziativa del Cnel e dell Istat, è partito nel 2013 un progetto per quantificare il Benessere Equo e Sostenibile del Paese. PIGS/PIIGS Acronimi dispregiativi coniati e utilizzati dalla stampa economica, soprattutto di lingua inglese, nel corso della crisi post per riferirsi ai Paesi dell Eurzona caratterizzati da una situazione finanziaria non virtuosa: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna (PIGS) o Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna (PIIGS). Che l intento sia dispregiativo risulta evidente per il fatto che pigs, in inglese, significa maiali : per questi Paesi si arriva a parlare di porcine economy, economia suina. I fattori che vengono maggiormente presi di mira sono il rapporto tra debito pubblico (v.) e Pil (v.), la debole crescita economica e il deficit commerciale. Di recente, in alcuni casi si è utlizzato l acronimo PIIGGS, includendo anche la Gran Bretagna. Peggio ancora, per la forte connotazione razzista, è l utilizzo alternativa dell acronimo GIPSI, simile a gipsy, zingaro. Il Portogallo ha protestato per l utlizzo di questa espressione, insultante e sostanzialmente razzista, e sia il quotidiano economico Financial Times che la banca Barclay Capital hanno deciso di bandire l uso del termine

8 Rating/agenzie di Rating Sono società specializzate nella classificazione di titoli azionari e obbligazionari (sia di imprese che di Stati) in base alla loro rischiosità. Hanno il compito di valutare il rischio di credito dell emittente, cioè la probabilità dell effettiva restituzione del capitale investito da parte degli investitori e il pagamento degli interessi previsti. Tale rischio di credito è espresso in un vero e proprio voto che va da un massimo (AAA) a un minimo (D). Un emittente caratterizzato da maggior rischiosità (declassamento nella scala del rating) dovrà essere disposto a pagare maggiori interessi ai creditori-investitori rispetto a un emittente a minor rischio. Il giudizio assegnato dalle agenzie di rating è una bussola importante che gli investitori istituzionali utilizzano per prendere le proprie decisioni. Un po come la Guida Michelin sui ristoranti per i buongustai di tutto il mondo. Le agenzie di rating più conosciute a livello internazionale sono le tre sorelle americane Standard & Poor s, Moody s e Fitch. Una delle critiche che si muove a queste agenzie è quella del conflitto di interesse: i soggetti che devono essere valutati dalle agenzie sono gli stessi che pagano tali agenzie per il lavoro di analisi e giudizio. Il giorno prima del fallimento della Lehman Brothers i titoli emessi dalla stessa banca erano giudicati: A da Standard & Poor s, A2 da Moody s, A+ da Fitch. Recessione Termine con cui, nel linguaggio economico, si indica una flessione nello sviluppo o un regresso nel ciclo economico. Si dice che l economia è in recessione quando per due trimestri di seguito il Pil (v.) ha una variazione negativa. Questo calo, se di breve durata, può considerarsi un oscillazione del movimento d ascesa, oppure può preludere a una vera e propria depressione, cioé alla fase discendente finale del ciclo economico: Grande Depressione è il nome che si usa, per esempio, per la crisi generalizzata che investì l economia mondiale negli anni 30 del XX secolo. Secondo alcune analisi (Rapporto Cer 2/2013) l Italia alla fine del 2013 non vive una semplice recessione, ma proprio la sua Grande Depressione. Sovranità monetaria Termine con cui si indica il potere di un soggetto di emettere moneta e di regolarne il flusso in una certa area. Generalmente appartiene agli Stati (nel Medioevo è stata spesso rivendicata dai grandi signori feudali), che l hanno attribuita via via alle loro banche centrali, concendendo loro grande autonomia per garantire alla moneta un andamento il più possibile indipendente dalle politiche dei governi e limitare, ad esempio, il rischio di iperinflazione. In Europa, in relazione all adozione dell euro, la sovranità monetaria è stata trasferita dal 1 gennaio 1999 al Sistema europeo delle Banche centrali, al cui vertice è la Bce (v.). Oggi sono diffuse le tesi dei cosiddetti sovranisti monetari che invocano il ritorno della sovranità monetaria ai singoli Stati. Alcune argomentazioni sono sensate, altre meno, ma soprattutto occorre guardarsi dalle bufale che spesso imperversano in rete e nei dibattiti. Speculazione Il termine speculazione ha origine dalla voce latina specula (vedetta, e anche specere, osservare, scrutare), ovvero colui che compiva l attività di guardia tra i legionari. Da qui guardare lontano, guardare nel futuro o prevedere il futuro. Questa è (o almeno dovrebbe essere) la caratteristica principale di chi fa un investimento: il saper guardar lontano e trasformare

9 l idea che ha in testa in una realtà produttiva in grado di ripagare il debito e generare nuova ricchezza. Oggi, invece, il termine speculazione indica, in maniera dispregiativa, l utilizzo di soldi presi a prestito, non per far un investimento produttivo, ma per fare scommesse di guadagno futuro investendo in titoli finanziari. Spread Letteralmente significa diffusione, espansione. Indica la differenza tra due valori percentuali, nel nostro caso i tassi di interesse. Un sinonimo italiano può essere forbice. Generalmente in passato lo spread era riferito alla differenza percentuale che le banche applicano, quando prestano il denaro, rispetto al tasso al quale loro lo hanno avuto. Tale differenza costituisce il guadagno delle banche. Tuttavia recentemente il termine spread viene utilizzato soprattutto in riferimento alla diversità di rendimento tra titoli italiani a dieci anni (Btp a dieci anni) e gli analoghi titoli tedeschi (Bund decennali), presi a riferimento dal sistema finanziario internazionale perché a basso rischio. In questo senso lo spread è diventato un barometro della crisi perché indica quanto i titoli di Stato italiani devono pagare in più (in termini di rendimento promesso) rispetto ai Bund per trovare investitori disposti ad acquistarli. Più sale lo spread e più l Italia viene percepita come un Paese rischioso e dunque deve pagare tassi più alti che rendono più onerosa l emissione di titoli di Stato e peggiorano il debito pubblico. A volte però a questo indice è stata data un importanza eccessiva. Subprime Termine inglese con cui si indicano quei prestiti (ad esempio i mutui) che vengono concessi a un soggetto che per la sua storia di debitore o la sua condizione non può accedere ai tassi di interesse di mercato. Sono quindi molto rischiosi, sia per chi li riceve che per chi li concede. Titoli tossici Negli ultimi anni sono stati definiti così i titoli di credito derivati dalla cartolarizzazione di mutui e prestiti subprime. Come detto parlando della cartolarizzazione, le banche hanno scaricato il rischio sui propri clienti attraverso questi titoli tossici. Richard S. Fuld Jr., presidente e amministratore delegato della banca d affari Lehman Brothers il cui fallimento ha dato l avvio alla crisi finanziaria mondiale è considerato l inventore dei titoli tossici. Forse anche per questo nel 2003 era stato premiato come banchiere dell anno. Trojka (o Troika) In origine termine russo che indica il traino a tre cavalli per carrozze o slitte, è stato utilizzato più volte in senso traslato. Durante la crisi post 2008 il termine è stato utilizzato in senso traslato per indicare i rappresentanti di Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione europea impegnati a intervenire nella crisi dei debiti in diversi Paesi europei e quindi anche a controllare l applicazione di eventuali misure concordate in cambio di aiuti economici. I Greci, comprensibilmente, non li amano molto

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