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1 N F DEL OTIZIARIO ISCALE CAF UIL PERIODICO A CURA DEL CAF UIL S.P.A Anno 20 Aprile numero 4 Pag. 5 Arriva il Def: carico di stime, strategie, riforme, tagli e privatizzazioni Poste Italiane S.p.A. spedizione in abbonamento postale 70% - DCB Roma Pag. 8 Crediti IVA: rimborsi più veloci dal 2015 Pag. 13 Voluntary Disclosure: c è la beffa dietro l angolo? Pag. 14 L acquisto di titoli di Stato rimette in moto la crescita Pag. 16 Cedolare secca, affitti in nero e possibili effetti Pag. 19 Iscrizione delle ONG nell anagrafe delle Onlus Pag. 21 Anche le visure catastali sono online Pag. 23 Più contratti a tempo indeterminato o disoccupazione in aumento? Pag. 27 Il 5 per mille da provvisorio diventa stabile Pag.29 Vendita online e obblighi fiscali per le società residenti

2 2 N F OTIZIARIO ISCALE Mensile d informazione fiscale Notiziario Fiscale Caf Uil on line c O n t cedolare secca, affitti in nero e possibili effetti ARRIVA IL DEF: CARICO DI STIME, STRATEGIE, RIFORME, TAGLI E PRIVATIZZAZIONI Direttore Responsabile Sergio Scibetta Redazione a cura del CAF UIL s.p.a Via di San Crescenziano, Roma Direzione, Amministrazione e Pubblicità Via di San Crescenziano, Roma Tel: 06/ Editore Caf Uil s.p.a Via di San Crescenziano, Roma Tel: 06/ Fax: 06/ L acquisto di titoli di Stato rimette in moto la crescita Impaginazione: MARKETING GROUP MILANO S.r.l Stampa: CSR S.R.L Via Pietralata, 157, Roma Iscrizione al Tribunale di Roma sez.stampa n Si ringrazia Claudio Abbate per la gentile collaborazione Crediti IVA: RIMBORSI PIù VELOCI DAL 2015 Voluntary disclosure: c è la beffa dietro l angolo?

3 3 e n u t i APRILE 2015 anche le visure catastali sono online il 5 per mille da provvisorio diventa stabile iscrizione delle ong nell anagrafe delle onlus vendita online e obblighi fiscali per le società residenti più contratti a tempo indeterminato o disoccupazione in aumento?

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5 Economia NOTIZIARIO FISCALE 5 IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA Arriva il Def: carico di stime, strategie, riforme, tagli e privatizzazioni DI SERGIO SCIBETTA èstato pubblicato lo scorso 11 aprile il testo con gli allegati del Documento di economia e finanza, approvato la sera prima dal Consiglio dei Ministri: è previsto un impatto positivo dalle riforme di 0,4 punti di Pil. Il Def non contiene alcuna misura esecutiva da subito, perché è un testo di natura programmatica con le linee guida di politica economica, l aggiornamento delle principali variabili macroeconomiche tra le quali il Pil, il deficit, il tasso di disoccupazione e le previsioni sull occupazione - per l anno in corso e per il triennio seguente. Dopo l approvazione del Consiglio dei Ministri, il Documento viene trasmesso in Parlamento per l esame di merito da parte della Camera e del Senato, e due delle sezioni che lo compongono - il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma - saranno inviate al Consiglio dell Unione europea e alla Commissione. La data di scadenza per il varo del Def viene stabilita dalla Ue Bruxelles e vale per tutti gli Stati membri. Lo scenario rappresentato nel Def mostra un ritorno della crescita dopo un lungo periodo di recessione. L azione congiunta del Quantitative Easing della Bce e del miglioramento del clima di mercato sull esborso per interessi permettono si quantificare un calo delle uscite per il debito: dai 75,1 miliardi del 2014 ai 69,3 miliardi del 2015, per poi risalire leggermente nel 2016 a 71,2 miliardi e quindi riprendere un percorso in discesa. Nel 2019 la quota sul Pil è vista al 3,7%: un punto percentuale in meno dell anno scorso. In sintesi obiettivi della politica di bilancio del governo presentata nel Def 2015: sostenere la ripresa evitando aumenti del prelievo fiscale e rilanciando gli investimenti; ridurre il debito pubblico in rapporto al Pil, in modo da consolidare la fiducia del mercati e diminuire la spesa per interessi; favorire le iniziative per avviare un forte recupero dell occupazione nel prossimo triennio. Le aree di intervento Per quanto concerne gli enti locali Regioni, Comuni e aziende sanitarie è previsto: a) l allineamento delle regole del patto di stabilità interno a quelle europee; b) l utilizzo di sistemi di costi standard e fabbisogni standard per determinare le risorse disponibili alle singole amministrazioni; c) disponibilità on line e facilità di consultazione dei dati di performance e di costo delle singole amministrazioni. Per le aziende pubbliche partecipate saranno attuati interventi legislativi mirati a un ulteriore razionalizzazione e miglioramento dell efficienza, con particolare attenzione ai settori del trasporto pubblico locale e della raccolta rifiuti. Queste le priorità per la Pubblica amministrazione centrale: a) una profonda revisione, con verifica di utilità ed efficienza, dei quasi capitoli di spesa;

6 6 Economia Aprile 2015 Si aggiunge il piano di tagli di spesa b) la riorganizzazione delle strutture periferiche dello Stato centrale, utilizzando la legge delega di riforma della PA, con la creazione di un nuovo modello di servizio più efficiente ed efficace; c) per gli acquisti della PA sarà completato il processo di razionalizzazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di acquisto. E previsto il completamento dell attuazione della delega fiscale, con la creazione di un sistema di tracciabilità telematica delle transazioni di fatture e corrispettivi giornalieri. Gli incentivi alle imprese saranno oggetto di una razionalizzazione. Le privatizzazioni Sono già stati emanati i decreti per vendere il 40% delle Poste e il 49% dell Enav. Ulteriori novità riguardano la cessione di STMicroelectronics (semiconduttori e chip), che dovrà essere ceduta a un soggetto pubblico, che nel Def è stato individuato nel Fondo Strategico Italiano (Società del Gruppo Cdp) o sue controllate e le Ferrovie dello Stato. Le privatizzazioni annunciate porteranno 0,4 punti percentuali di Pil nel 2015, 0,5 nel 2016 e 2017 e 0,3 nel Tasse e tagli Grazie allo scampato pericolo dell aumento di IVA e accise sulla benzina e alla revisione delle detrazioni fiscali in pratica, è stata disinnescata la clausola di salvaguardia - e alla classificazione del bonus da 80 euro come effettivo sgravio fiscale (che è stata definita corretta dal Governo - la sempre più insostenibile pressione fiscale dovrebbe progressivamente ridursi nei prossimi anni. Il condizionale è più che mai d obbligo, perché secondo le previsioni quest anno calerà (ma molto, molto poco) sotto il 43% (!), scendendo ancora fino al 2018, quando dovrebbe essere inferiore al 42% (ma di quanto?...). Per quanto riguarda i tagli, la strategia del Governo prevede sempre il rispetto delle regole europee, sfruttando però al massimo la flessibilità che nel frattempo la Commissione ha deciso di accordare. Detto questo, l Esecutivo intende imporre tagli per 10 miliardi di euro, che rispetto a quanto sarebbe necessario per far quadrare i conti sono pochi, se consideriamo che la clausola di salvaguardia per il 2016, in assenza di interventi di copertura, prevede un aumento di tasse per oltre 16 miliardi. Resta però il dubbio di dove reperire questi 10 miliardi, anche perché sono state escluse sforbiciate a pensioni e spesa sociale. Il Governo sfoltirà le oltre 700 agevolazioni fiscali (sperando che non si taglino quelle di grande valenza sociale): nel mirino potrebbero essere inquadrate le spese per invalidità, al fine di eliminare differenze regionali non giustificate, gli incentivi alle imprese, che saranno ridotti (dovrebbero essere confermati nel 2016, anche se rimodulati, gli sgravi alle aziende che assumono), come pure le spese dei singoli ministeri, le consulenze e i premi immeritati, oltre a una stretta sulle amministrazioni locali. Per quanto riguarda la revisione della spesa, l obiettivo è quello di recuperare efficienza nell azione della Pubblica Amministrazione e di riallocare e contenere la spesa pubblica secondo una visione organica. Al decreto sul bonus Irpef e alla Legge di stabilità 2014 si aggiunge il piano di tagli di spesa e di riduzioni di agevolazioni fiscali che è in corso di approvazione da parte del Governo. Si è ipotizzato che l ammontare delle somme coinvolte in tale intervento consista in e di riduzioni di agevolazioni fiscali che è in corso di approvazione da parte del Governo. Si è ipotizzato che l ammontare delle somme coinvolte in tale intervento consista in un taglio strutturale di spese pubbliche per un importo pari a circa 0,45 punti percentuali di Pil dal 2016 in poi, mentre per quanto riguarda la riduzione delle agevolazioni fiscali si è ipotizzato un risparmio di 0,15 punti percentuali di Pil

7 Economia NOTIZIARIO FISCALE 7 LOCAL TAX GIULIANO POLETTI Ministro del Lavoro un taglio strutturale di spese pubbliche per un importo pari a circa 0,45 punti percentuali di Pil dal 2016 in poi, mentre per quanto riguarda la riduzione delle agevolazioni fiscali si è ipotizzato un risparmio di 0,15 punti percentuali di Pil : da queste misure dovrebbero arrivare i 10 miliardi di cui si parlava. Via Imu e Tasi, arriva la Local Tax Semplificazioni in vista per la giungla delle tasse sulla casa: Imu e Tasi saranno sostituite da un unico tributo sulla casa, nel 2016, la Local Tax. Un impegno importante per i Comuni, visto che questa assorbirà tutti i tributi comunali sugli immobili e permetterà (si spera) di approvare bilanci di previsione credibili. Spuntano 1,6 miliardi e tante polemiche Dal fatto che, secondo le stime, entro la fine dell anno il deficit sarà lievemente inferiore a quello programmato, deriva quello che è stato definito il tesoretto di 1,6 miliardi di euro, che sarà utilizzato per rafforzare l attivazione delle riforme strutturali già avviate. Quale sarà la destinazione di questi soldi? Nel momento in cui scriviamo non è dato sapere, anche se le voci si susseguono con un ENRICO MORANDO Vice Ministro dell Economia Lo useremo per trasferire risorse a poveri ritmo notevole: Renzi non scopre le carte coperte e smentisce di aver già preso una decisione, mentre i rumors più diffusi parlano di un piano anti povertà da approvare entro le elezioni regionali di fine maggio, per fornire un sostegno alle famiglie escluse dal bonus degli 80 euro. Il Ministro del Lavoro, Poletti, aveva parlato proprio di un piano anti-povertà entro giugno, il deputato Pd Speranza aveva dichiarato che Se c è qualcosa da spendere penserei a una misura universale per il contrasto alla povertà e sulla stessa linea era il vice Ministro dell Economia, Morando, che affermava: Lo useremo per trasferire risorse a poveri. Dai dati Istat risulta che in Italia vivono in uno stato di povertà assoluta circa 6 mi- ROBERTO SPERANZA Deputato del PD Se c è qualcosa da spendere penserei a una misura universale per il contrasto alla povertà lioni di persone, ovvero una su dieci e che le famiglie relativamente povere sono quasi il 6% del totale, oltre 3 milioni. Un semplice calcolo aritmetico dice che dalla suddivisione di questi 1,6 miliardi di euro a questa platea arriverebbero circa 500 euro, ma la soluzione non è ancora sul tavolo. Ovviamente la faccenda ha dato il via a una serie di reazioni, altrettanto ovviamente contrastanti: da parte sindacale si chiedono investimenti sull occupazione, Confcommercio chiede di ridurre le tasse, dalle opposizioni si prospetta il rischio di un aumento dell IVA, si chiede di impiegare il denaro per gli esodati e si boccia il Documento perché affossa i comuni.

8 8 Semplificazioni Aprile 2015 MENO ADEMPIMENTI E TEMPI PIU BREVI Crediti IVA: rimborsi più veloci dal 2015 Con le novità introdotte dal DL n.175/2014 è stata semplificata la disciplina dei rimborsi IVA annuali e trimestrali: sale da 5.164,57 a euro il limite dei rimborsi che si possono eseguire senza prestare alcuna garanzia e senza altri adempimenti, per i quali sarà sufficiente il visto di conformità e una dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà. Per quanto riguarda il calcolo del nuovo limite, deve essere riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l intero periodo d imposta. L eliminazione della garanzia comporta costi minori per ottenere i rimborsi e tempi di erogazione più brevi, visto che scompare la fase amministrativa di richiesta e di riscontro della validità delle garanzie. La garanzia è richiesta per i rimborsi superiori a euro solo nelle ipotesi di situazioni di rischio e può essere fornita anche con cauzione in titoli di Stato: continua a essere obbligatoria per chi esercita attività di impresa da meno di due anni (escluse le start up innovative), per chi presenta la dichiarazione o l istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa (o senza dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà) e per chi chiede il rimborso dell eccedenza detraibile risultante all atto della cessazione dell attività. L obiettivo della norma è di semplificare e accelerare l erogazione dei rimborsi IVA, sulla base delle raccomandazioni espresse in materia dalla Commissione europea. Vediamo meglio queste novità, illustrate nella circolare 32/E del 30/12/2014. La data di presentazione della dichiarazione La norma stabilisce che i rimborsi previsti nell articolo 30 sono eseguiti, su richiesta fatta in sede di dichiarazione annuale, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione. Nel caso di presentazione di più dichiarazioni per lo stesso periodo d imposta, ad esempio correttive nei termini o integrative, i tre mesi si calcolano a partire dall ultima dichiarazione presentata. Adempimenti più snelli I rimborsi annuali fino a euro sono eseguiti in base alla sola presentazione della dichiarazione, mentre per quelli relativi a periodi inferiori all anno basterà soltanto presentare l istanza di rimborso. Per quelli superiori alla soglia dei euro, vengono eseguiti senza presentazione di garanzia, purché siano congiuntamente rispettati i seguenti adempimenti : - presentazione della dichiarazione annuale o dell istanza trimestrale da cui emerge il credito che supera la soglia di euro, recante il visto di conformità (art. 35, D.Lgs. n. 241/1997) o la sottoscrizione alternativa (art. 10, comma 7, DL n. 78/2009); - dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà (art. 47, DPR n. 445/2000) attestante la sussistenza di alcune precise condizioni in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente (solidità patrimoniale, continuità aziendale e regolarità dei versamenti contributivi). La prestazione della garanzia esonera il contribuente dall apporre il visto di conformità (o la sottoscrizione alternativa) sulla dichiarazione o sull istanza di rimborso.

9 Semplificazioni NOTIZIARIO FISCALE 9 I contenuti della dichiarazione sostitutiva In aggiunta all apposizione del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, il contribuente deve rendere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che: a) il patrimonio netto non è diminuito, rispetto alle risultanze dell ultimo periodo di imposta, di oltre il 40%; la consistenza degli immobili iscritti non si è ridotta, rispetto alle risultanze dell ultimo periodo di imposta, di oltre il 40% per cessioni non effettuate nella normale gestione dell attività esercitata; l attività stessa non è cessata né si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nelle suddette risultanze contabili; b) non risultano cedute, se la richiesta di rimborso è presentata da società di capitali non quotate nei mercati regolamentati, nell anno precedente la richiesta, azioni o quote della società stessa per un ammontare superiore al 50% del capitale sociale; c) sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi. In pratica, le condizioni da attestare riguardano la solidità patrimoniale, la continuità aziendale e la regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali. La dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà è resa nell apposito riquadro presente nella dichiarazione IVA o nel modello IVA TR. Gli uffici delle Entrate effettuano controlli anche a campione sulle dichiarazioni sostitutive. Quando serve la garanzia Per i rimborsi di importo superiore a euro occorre la presentazione della garanzia quando il rimborso è richiesto: Il visto di conformità I soggetti che possono apporre il visto di conformità sono i responsabili dell assistenza fiscale dei Caf-imprese, che già svolgono l attività di assistenza fiscale; gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e in quelli dei consulenti del lavoro; gli iscritti, al 30/9/1993, nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di commercio in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. In alternativa al visto di conformità è prevista, per i soggetti dotati dell organo di revisione contabile, la sottoscrizione della dichiarazione, anche dai componenti dell organo di controllo che sottoscrivono la relazione di revisione. L apposizione del visto o la sottoscrizione alternativa è in ogni caso collegata all utilizzo e non all ammontare complessivo del credito: la soglia di euro, dunque, deve essere calcolata separatamente per le compensazioni e per i rimborsi. Ad esempio, se l importo del credito IVA in compensazione e quello richiesto a rimborso siano di euro ciascuno, non è necessario apporre il visto anche se la somma dei due crediti supera il limite dei euro. a) da soggetti che esercitano un attività di impresa da meno di due anni, requisito che non si applica nei confronti delle imprese start-up innovative (art. 25, DL n. 1792/2012); b) da soggetti passivi ai quali, nei due anni precedenti la richiesta di rimborso, sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell imposta dovuta o del credito dichiarato superiore: - al 10% degli importi dichiarati, se questi non superano euro; - al 5% degli importi dichiarati, se questi superano euro ma non euro; - all 1% degli importi dichiarati, o comunque a euro, se gli importi dichiarati superano euro; c) da soggetti passivi che presentano la dichiarazione o l istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa o non presentano la dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà; d) da soggetti passivi che richiedono il rimborso dell eccedenza detraibile risultante all atto della cessazione dell attività. In riferimento all assenza di avvisi di accertamento o di rettifica (punto b), l intervallo dei due anni deve essere calcolato dalla data di richiesta del rimborso; inoltre, gli atti da considerare non sono solo gli avvisi di accertamento e rettifica ai fini IVA, ma anche quelli

10 10 Semplificazioni Aprile 2015 Fideiussione e polizza fideiussoria Per regolare i rapporti tra la società o la banca che presta la fideiussione o la polizza fideiussoria e l Amministrazione finanziaria, con Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate sono stati approvati il modello di fideiussione e polizza fideiussoria e le relative Condizioni Generali di assicurazione. Per quanto riguarda l importo oggetto della garanzia, deve essere pari all imposta chiesta a rimborso maggiorato degli interessi del 2% annuo. In relazione alla quantificazione dell importo garantito, si devono distinguere i rimborsi chiesti in procedura ordinaria da quelli chiesti attraverso la procedura semplificata.per i rimborsi richiesti in procedura oreuro relativi agli altri tributi amministrati dall Agenzia delle Entrate. I rimborsi over euro In caso di rimborso superiore a euro già richiesto alla data di entrata in vigore del decreto legislativo il contribuente, in presenza di dichiarazione con visto di conformità o sottoscrizione alternativa e in assenza delle condizioni soggettive di rischio indicate, presenta la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà all ufficio finanziario o all agente della riscossione competente, allegando la fotocopia del documento di identità del soggetto legittimato alla firma. In questo caso la sussistenza dei requisiti e delle condizioni previste per l apposizione del visto di conformità e la presentazione della dichiarazione sostitutiva deve essere verificata con riferimento alla data di entrata in vigore del decreto legislativo e non alla data di richiesta del rimborso, in modo che la valutazione del rischio tenga conto della situazione attuale del contribuente. Sospensione del rimborso in caso di reati La nuova norma prevede che Nel caso in cui nel periodo relativo al rimborso sia stato constatato uno dei reati di cui agli articoli 2 e 8 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, l esecuzione dei rimborsi di cui al presente articolo è sospesa, fino a concorrenza dell ammontare dell imposta indicata nelle fatture o in altri documenti illecitamente emessi od utilizzati, fino alla definizione del relativo procedimento penale. La sospensione agisce nei limiti di seguito indicati: - le tipologie delittuose di cui agli articoli 2 e 8 del D.Lgs. n. 74 devono essere state constatate in riferimento allo stesso periodo d imposta per il quale è stata presentata richiesta di rimborso dell IVA; - la sospensione del rimborso non può essere disposta per un importo superiore a quello dell IVA indicata nelle fatture o negli altri documenti illecitamente emessi o utilizzati. L ufficio che viene a conoscenza dei reati sospende l esecuzione del rimborso, senza poter eseguire alcuna valutazione discrezionale; la sospensione vige fino alla definizione del procedimento penale, indipendentemente dall esito. Le garanzie La garanzia riguarda anche i crediti IVA vantati dall Amministrazione finanziaria per annualità precedenti maturati nel periodo di validità della garanzia stessa. La durata della garanzia deve essere di tre anni a partire dalla data di erogazione del rimborso o, se inferiore, al periodo compreso tra la data di effettiva erogazione e il termine di decadenza dell accertamento, che è fissato al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione o al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata (art. 57, DPR n. 633/1972). Per quanto concerne le diverse modalità con le quali la garanzia può essere prestata, sono individuate le seguenti forme: - fideiussione rilasciata da una banca o da un impresa commerciale che a giudizio dell Amministrazione finanziaria offra adeguate garanzie di solvibilità; - polizza fideiussoria rilasciata da un impresa di assicurazione; - cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa. Inoltre, è previsto che: - per le piccole e medie imprese, le garanzie possono essere prestate anche dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva; - per i gruppi di società con patrimonio risultante dal bilancio consolidato superiore a 250 milioni di euro, la garanzia può essere prestata mediante la diretta assunzione dell obbligazione di restituzione da parte della società capogruppo o controllante, anche nel caso di cessione della partecipazione nella società controllata o collegata. E poi prevista una particolare forma di garanzia, la cosiddetta garanzia sine die : se dopo la corresponsione del rimborso o la compensazione viene notificato un avviso di rettifica o accertamento, entro 60 giorni il contribuente deve versare all ufficio finanziario le somme che secondo l atto risultano indebitamente rimborsate o compensate, insieme agli interessi, a meno che non presenti in alternativa un regolare ricorso assistito dalla garanzia prevista fino a quando l accertamento non sia divenuto definitivo.

11 Semplificazioni NOTIZIARIO FISCALE 11 dinaria, l importo da rimborsare è aumentato degli interessi che decorrono, per i rimborsi annuali, dal novantesimo giorno successivo alla data di presentazione della richiesta in dichiarazione e, per i rimborsi infrannuali, dal giorno di scadenza del termine del loro pagamento, fino alla presunta data di esecuzione del rimborso. Nel calcolo degli interessi è prevista la non computabilità del periodo compreso tra la data della notifica della richiesta di documenti e la data della loro consegna quando superi 15 giorni. Per i rimborsi richiesti in procedura semplificata, gli interessi per il ritardo nell esecuzione dei rimborsi devono essere calcolati a decorrere dal sessantunesimo giorno successivo alla data di presentazione della richiesta fino alla presunta data di esecuzione del rimborso; per questi è prevista una franchigia nell obbligo di presentazione della garanzia pari al 10% dell ammontare complessivo dei versamenti effettuati sul conto fiscale nei due anni precedenti la data della richiesta, al netto dei versamenti conseguenti ad iscrizione a ruolo e dei rimborsi già erogati. All importo richiesto, aumentato degli interessi o eventualmente decurtato della franchigia, devono essere aggiunti, sia per i rimborsi richiesti in procedura semplificata che per quelli in procedura ordinaria, gli interessi che i contribuenti sono tenuti a pagare nel caso in cui il rimborso effettuato risulti non spettante: questi interessi sono calcolati per tre anni a partire dalla data di erogazione del rimborso o per il minor periodo compreso tra la data di erogazione e la scadenza del termine di decadenza dell accertamento.l ammontare del rimborso può essere assistito da due distinte garanzie non solidali, eventualmente rese da soggetti diversi, che garantiscano cumulati- La sospensione opera nei limiti della somma risultante dall atto o dalla decisione della commissione tributaria ovvero dalla decisione di altro organo vamente l intero importo anche se richiesto con un unica procedura (semplificata o ordinaria).nella circolare 32/E si ricorda, infine, che rientra nella facoltà degli uffici finanziari sospendere il rimborso IVA in presenza di carichi pendenti anche relativi a tributi diversi dall IVA: in particolare, in tema di sospensione dei rimborsi, l art. 23, comma 1, del D.Lgs. n. 472/1997 dispone che nei casi in cui l autore della violazione o i soggetti obbligati in solido, vantano un credito nei confronti dell amministrazione finanziaria, il pagamento può essere sospeso se è stato notificato atto di contestazione o di irrogazione della sanzione, ancorché non definitivo. La sospensione opera nei limiti della somma risultante dall atto o dalla decisione della commissione tributaria ovvero dalla decisione di altro organo. Resta ferma, tuttavia, la possibilità per il contribuente di presentare apposite garanzie al fine di ottenere l esecuzione del rimborso (circolare n. 19/E del 12/2/1993, ripresa dalla circolare n. 143/E del 9/8/1994 e dalla risoluzione n. 86/E del 2001). Omessa o tardiva presentazione della garanzia Nei casi in cui deve essere presentata, la garanzia costituisce un documento preliminare alla fase di liquidazione del rimborso, per cui la sua mancata presentazione determina la non erogazione del rimborso e non influisce ai fini della proroga del termine di decadenza dell accertamento, a differenza della mancata consegna dei documenti (art. 57, DPR n. 633/1972). Poiché è un documento necessario ai fini dell erogazione del rimborso, in caso di ritardo nella consegna superiore a 14 giorni, il periodo tra la data di notifica della richiesta e la data della consegna non si conteggia ai fini della maturazione degli interessi. La garanzia non deve essere più prestata una volta decorso il termine per l accertamento. In caso di rimborso richiesto in procedura semplificata, il contribuente che si trovi in ritardo nelle condizioni di prestare le garanzie - secondo quanto chiarito dalla circolare n. 17/E del potrà sollecitare, con un ulteriore istanza, diretta all Agente della riscossione competente, la liquidazione del rimborso : questa ulteriore istanza non può essere considerata una nuova istanza di rimborso, ma solo una richiesta in forma libera di sollecito di pagamento. Anche la presentazione tardiva della garanzia è equiparabile all istanza di sollecito di pagamento, per cui una tardiva presentazione della garanzia, in assenza di altri elementi ostativi, rende erogabile il rimborso secondo l originario ordine cronologico. Fonte:

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13 Evasione fiscale Aprile RIENTRO DEI CAPITALI, I DUBBI SULL EFFICACIA DELLO SCUDO Voluntary Disclosure: c è la beffa dietro l angolo? A più di tre mesi dall entrata in vigore della legge n. 186 del 15/12/2014, sono ancora molti i dubbi circa la reale praticabilità dello strumento pensato dal Governo per far rientrare in Italia i capitali detenuti all estero. Ad aggiungersi agli ostacoli evidenziati fin da subito dagli operatori del diritto, infatti, ve ne sarebbe un altro, e non meno agevole da superare. A ben vedere, nel caso in cui il contribuente ammetta la violazione di reati tributari per spiegare l origine dei beni oggetto della disclosure, lo scudo previsto dalla normativa non annulla il rischio di vedersi confiscato quanto rimpatriato. Le cause di esclusione della punibilità inserite nell art. 5-quinquies del D.L. n. 167/1990, invero, se proteggono il contribuente dall avvio di un procedimento penale, nulla possono rispetto alla procedura di prevenzione contenuta nel Codice delle leggi antimafia (D.lgs n. 159/2011). Misure di sicurezza di natura sia personale che patrimoniale, i provvedimenti di prevenzione a partire dal 2011 sono applicabili non più solo ai mafiosi ma a tutti i soggetti socialmente pericolosi come sono, appunto,gli evasori fiscali. La procedura di prevenzione, peraltro, risulta assai severa: non sono previste le garanzie tipiche del processo penale e, soprattutto, è attivabile indipendentemente dalla pendenza di un procedimento penale. di Francesco Bomba e Dario De Santis Le cause di esclusione della punibilità Venendo al caso in esame, pertanto, il procedimento penale definito per la sussistenza di una causa di esclusione della punibilità non impedisce l applicazione della confisca di prevenzione. Anzi e senza la pretesa di affrontare il tema ex professo occorre segnalare come l autodenuncia prevista dalla legge n. 186/2014 (ovvero, l ammissione di aver evaso il fisco) contribuisce a documentare la pericolosità sociale del contribuente, così soddisfacendo il presupposto per l applicazione della misura di prevenzione. Il recente arresto delle Sezioni Unite della Cassazione, poi, sembra confermare l assunto: Alla stregua della vigente normativa, la precipua finalità della confisca di prevenzione è, dunque, quella di sottrarre i patrimoni illecitamente accumulati alla disponibilità di determinati soggetti, che non possano dimostrarne la legittima provenienza (Sez. Un., 26 giugno 2014, n. 18). Sulla inefficacia delle clausole di esclusione della punibilità, d altra parte, può essere utile evidenziare come le misure di prevenzione patrimoniali abbiano sempre aggirato i condoni fiscali, orientamento ribadito da ultimo dalla Cassazione: È escluso che un eventuale condono fiscale possa incidere sulla determinazione del giudicante in favore del proposto (alla misura di prevenzione patrimoniale). Il cosiddetto condono tombale non sposta i termini della questione: ed infatti non rileva che a seguito del perfezionamento dell iter amministrativo le somme di cui all evasione fiscale entrino a far parte legittimamente del patrimonio del proposto, dal momento che l illiceità originaria del comportamento con cui quest ultimo se le era procurate continua a dispiegare i suoi effetti ai fini della confisca (Sez. Un., 29/5/2014, n. 13).

14 14 Europa Aprile 2015 LA BANCA CENTRALE EUROPEA A SOSTEGNO DELLA RIPRESA L acquisto di titoli di Stato rimette in moto la crescita Nel numero precedente vi abbiamo illustrato il programma Quantitative Easing (Qe) della Banca Centrale Europea, con l acquisto di 60 miliardi di bond governativi al mese a partire da marzo, che durerà fino al settembre 2016: obiettivo dichiarato, mettere l Europa al riparo dai rischi di deflazione. Il piano consiste in un allentamento quantitativo della politica monetaria da realizzare non abbassando i tassi d interesse, che sono già a zero, ma aumentando la quantità di moneta in circolazione, ovvero stampare moneta per comprare titoli e debiti di Paesi ultra indebitati: in pratica, più denaro previsioni per il 2015 e 2016 rispetto alle precedenti proiezioni di dicembre, rispettivamente a 0,5% e 0,4%. Questo è dovuto in particolare al calo dei prezzi del petrolio, al graduale consolidamento della domanda esterna, al miglioramento delle condizioni di finanziamento grazie alla nostra politica monetaria accomodante e al deprezzamento dell euro. E un Draghi soddisfatto quello che dichiara: L acquisto di titoli di Stato funziona. I miglioramenti non possono essere attribuiti solamente all allentamento monetario, ma la nostra politica monetaria sta certamente sostenendo la ripresa. La crescita e più inflazione. nell Eurozona ha invertito la rotta e il Qe Presentando l iniziativa il Presidente MARIO DRAGHI contribuirà a far risalire l inflazione verso Presidente BCE della Bce, Mario Draghi, ne ha l obiettivo della Bce, ossia vicino ma sotto annunciato la durata fino a settembre 2016 e in ogni caso fino a quando ci sarà una sostenuta correzione dell inflazione, con l obiettivo di un livello dei prezzi sotto ma vicino al 2% nel medio termine, E in una conferenza a Francoforte, alla sua prima uscita pubblica dopo aver lanciato il maxi-piano di acquisto di bond, lo stesso Draghi ha affermato che C è una evoluzione nella giusta direzione, con gli effetti del piano e delle altre misure messe in campo già visibili. Gli ultimi indicatori positivi mostrano Christine Lagarde Direttore Generale del Fondo Monetario al 2%. L inflazione nell area euro rimarrà molto bassa o negativa nei prossimi mesi a causa del calo del prezzo del petrolio, che continuerà a influenzare il tasso fino alla fine dell anno ma tornerà ad aumentare gradualmente verso la fine dell anno. Il numero uno della Bce riafferma che la politica espansiva lanciata dall istituto rientra nel mandato perché l acquisto di titoli non è niente di nuovo ma una misura che è stata adottata abitualmente dalle banche centrali fin da quando queste che la frenata della crescita dell Eurozona ha iniziato a invertire la rotta. Il Pil della zona euro ha segnato una crescita dello 0,3% nell ultimo trimestre del 2014, un po più di quanto ci attendavamo e i dati puntano verso un ulteriore miglioramento della congiuntura all inizio di quest anno e quindi la ripresa dovrebbe gradualmente rafforzarsi. La crescita europea sta prendendo slancio e la base per la ripresa economica nell Eurozona si è chiaramente rafforzata, ha detto il Presidente Draghi: sono state riviste al rialzo le istituzioni sono state create. Inoltre, aggiunge che il programma di Qe può proteggere i Paesi dell Eurozona dal contagio greco, ribadendo al contempo che tutti i Paesi devono comunque fare la loro parte per la crescita portando avanti le riforme strutturali. Si affianca al numero uno della Bce il Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde: l Europa ha voltato pagina e per la prima volta da molto tempo vediamo delle notizie positive.

15 Europa NOTIZIARIO FISCALE 15 Un clima favorevole Contemporaneamente si registrano altri fattori importanti: l euro è vicino alla parità con il dollaro, ai minimi da marzo anni! - e i tassi sui titoli di Stato, sotto la spinta del Qe, ai nuovi minimi storici. Il ministero dell Economia è riuscito a piazzare tutti i 6,5 miliardi del nuovo Bot a 12 mesi con scadenza marzo 2016, con un tasso dello 0,079% e nuovo minimo storico sulla scadenza annuale; lo spread tra il Btp e il Bund continua la discesa ed è arrivato a 91,5 punti base, col tasso sul decennale al nuovo minimo record, l 1,12%. Inoltre si registra il calo dell euro, il cui indebolimento preannuncia dei vantaggi per l export e per le Borse dell Eurozona. Col piano Bce l Italia guadagnerà un punto di Pil nel 2016 Nel corso di una recente audizione presso la Camera dei Deputati, Draghi ha ripetuto che la politica monetaria da sola non basta, che servono le riforme strutturali e che l inflazione tornerà a valori prossimi al 2%: Sappiamo che la politica monetaria non può assicurare da sola una ripresa stabile e d altra parte quella che abbiamo di fronte è solo congiunturale. Quando sarà finita, torneremo al punto di partenza, ricordando inoltre che lo spread a 500 punti base è quello che l Italia pagava prima di entrare nell euro. Questo dato è un elemento utile per chi volesse fare paragoni sull utilità e i vantaggi della moneta unica per la nostra economia. In vari Paesi la crescita potenziale si è smorzata già prima dell introduzione dell euro : in Italia è scesa dal 2,5% dell inizio degli anni 90 all 1,5% del 1999, riducendosi ora a quasi zero, secondo il Fmi. Secondo Draghi, Trincerarci nuovamente nei confini nazionali non risolverebbe nessuno dei problemi che abbiamo di fronte. In Italia vi è un alta concentrazione di micro-imprese a produttività inferiore alla media, con una regolamentazione che le incentiva a rimanere piccole. La Bce guarda con favore alle iniziative per ridurre il peso delle partite deteriorate delle banche perché ciò libera risorse a beneficio delle imprese. Serve un settore bancario sano, i prestiti deteriorati devono emergere rapidamente e devono essere cercate soluzioni che facciano emergere il problema. La Bce è favorevole a una bad bank. Il calo dei tassi d interesse a lungo termine e il deprezzamento dell euro, conseguenza del Quantitative easing, dovrebbero spingere la crescita italiana di un punto percentuale entro il Le prospettive di crescita sono in questo momento più favorevoli che negli ultimi anni, ha proseguito il Presidente della Bce, aggiungendo che ci sono segnali che la ripresa debole e disomogenea acquisti forza e stabilità. Tra i principali motivi ci sono gli effetti positivi del crollo dei prezzi dei prodotto energetici, la politica monetaria espansiva e le riforme strutturali varate in diversi Paesi dell area che cominciano a fare sentire i propri effetti. L intervento di politica monetaria sta dando i suoi frutti: Intendiamo continuare con questi acquisti fino alla fine di settembre del 2016 o fino a quando l inflazione non si avvicini durevolmente ai nostri obiettivi, le misure fino ad ora adottate si sono dimostrate efficaci. Rispondendo a delle critiche provenienti da Berlino, secondo le quali il piano di acquisti di titoli di stato della Bce avrebbe funzionato da elemento demotivante per gli Stati a realizzare riforme strutturali, Draghi ha affermato che Noi la pensiamo esattamente all opposto, la politica monetaria della Bce crea condizioni migliori per le riforme che sono molto più difficili da fare durante le fasi di difficoltà economica e di recessione. Germania e Grecia In riferimento, poi, ai problemi che continuano a esistere tra la Germania e la Grecia, secondo il Presidente L Unione non è stata pensata come uno spazio dove coesistono creditori permanenti e debitori permanenti. Non è pensabile che le divergenze fra le economie della zona dell euro siano affrontate con trasferimenti permanenti. La crescita non è un fine a se stesso, il suo obiettivo è dare opportunità alle persone. Occorre che efficienza ed equità siano conciliate, che nessuno resti indietro. Le regole di bilancio nell Eurozona sono state disattese più volte sottoponendo la fiducia reciproca a forte tensione. Parlando al Parlamento greco Draghi si è detto fiducioso che i colloqui in corso, con la buona fede di entrambe le parti, ristabiliranno il processo necessario per avere un dialogo sulla Grecia. È necessario ristabilire un dialogo tra il Governo greco e le istituzioni in modo da avere una prospettiva credibile per il positivo completamento della review.

16 16 Evasione Aprile 2015 LA SENTENZA DELLA CONSULTA Cedolare secca, affitti in nero e possibili effetti Di massimo ricciardi La materia delle locazioni immobiliari per uso abitativo è notoriamente tra quelle più esposte all evasione fiscale, considerata la diffusa prassi dei cosiddetti affitti in nero, con proventi facilmente sottratti in tutto o in parte alla tassazione. In tale prospettiva si giustifica il regime legislativo (delineato con la legge delega n. 42 del 2009 e del conseguente decreto legislativo n. 23 del 2011) di favore per il locatore, attraverso la previsione della cosiddetta cedolare secca. Il locatore può infatti optare, all atto della stipula del contratto, per il regime ordinario o per l applicazione di un aliquota fissa sul canone, sostitutivo anche dell imposta di registro e di bollo. Meccanismo, questo, che in presenza di redditi alti comporta un significativo beneficio fiscale. Inoltre, il legislatore adottando la politica del conflitto di interessi tra le parti - ha inteso premiare il conduttore in modo tale da indurre il locatore a effettuare tempestivamente la registrazione del contratto e a non mantenere il rapporto in nero. Si tratta, dunque, di un meccanismo particolarmente severo, ma da più parti ritenuto efficace, funzionale agli interessi del Fisco e non irragionevole. sa; Le sanzioni per i proprietari Deve essere rammentato che per far emergere gli affitti in nero, l inquilino che denunciava la locazione totalmente non dichiarata al Fisco poteva avvalersi di un canone annuo pari al triplo della rendita catastale. Se invece la locazione era solo parzialmente occultata (la cifra sul contratto registrata era inferiore a quella effettivamente pattuita e pagata), l inquilino denunciante poteva beneficiare di un canone di locazione pari alla somma dichiarata in chiaro. Inoltre il contratto, qualsiasi fosse la sua durata originaria, poteva trasformarsi in 4+4 anni. Con la sentenza 50/2014, dichiarando illegittimo l art. 3, commi 8 e 9, del citato decreto legislativo 23/2011, la Corte Costituzionale ha di fatto bocciato le disposizioni secondo le quali gli inquilini potevano registrare di propria iniziativa il contratto d affitto presso un qualsiasi ufficio delle Entrate, denunciando di fatto il proprietario di casa che non aveva registrato il contratto o aveva indicato un importo inferiore rispetto a quello reale o, ancora, aveva registrato un comodato d uso simulato. La registrazione poteva essere effettuata anche dai funzionari del Fisco o della Guardia di Finanza. Le argomentazioni della Corte La Consulta ha diffusamente argomentato le ragioni giuridiche che l hanno portata ad accogliere le questioni sollevate da numerosi tribunali italiani investiti dalle controversie insorte tra proprietari e inquilini. Il tema dominante della censura costituzionale riguarda il cosiddetto eccesso di delega. Infatti, a proposito dei rapporti che devono correlare la legge di delegazione approvata dal Parlamento e il decreto legislativo emanato dal Governo, la Corte, in varie occasioni (in particolare sentenze n. 293 del 2010, n. 80 del 2012 e n. 219 del 2013) ha avuto modo di sottolineare come il sindacato di legittimità costituzionale sulla delega legislativa si esplichi attraverso un confronto tra gli esiti di due processi interpretativi paralleli. Il primo riguarda le disposizioni che determinano l oggetto, i principi e i criteri direttivi indicati dalla legge di delegazione, tenuto conto del contesto normativo in cui si collocano e si individuano le ragioni e le finalità relative. Il secondo riguarda le disposizioni stabilite dal legislatore delegato, da interpretarsi nel significato compatibile con i principi e i criteri direttivi della delega. Scaturisce da ciò che,

17 Evasione NOTIZIARIO FISCALE 17 contrattuale in via automatica, solo a seguito della mancata tempestiva registrazione del contratto. In definitiva la Consulta ha ritenuto che le sanzioni fiscali non possono comprimere oltre ogni limite il diritto di proprietà con misure che si presentano sproporzionate e limitative dell autonomia contrattuale. agli effetti dell anzidetto sindacato, occorre, da un lato, considerare la ratio complessiva della delega (per individuare gli ineludibili punti di riferimento e i limiti indicati al legislatore delegato) e, dall altro, tenere in conto la possibilità che il legislatore delegato introduca disposizioni che costituiscano un coerente sviluppo e un completamento delle indicazioni fornite dal legislatore delegante, nel rigoroso ambito dei confini stabiliti. Ebbene, alla luce dei rilievi sollevati, è stato ritenuto che la disciplina oggetto di censura sotto numerosi profili rivoluzionaria sul piano del sistema civilistico vigente si presentava del tutto priva di copertura da parte della legge di delegazione: in riferimento sia al relativo ambito oggettivo, sia alla sua riconducibilità agli stessi obiettivi perseguiti dalla delega. Con la legge n. 42 del 2009, infatti come emblematicamente enunciato dalla disposizione programmatica di cui all art. 1, comma 1, il Parlamento ha inteso introdurre disposizioni volte a stabilire in via esclusiva i principi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, a disciplinare l istituzione ed il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché l utilizzazione delle risorse aggiuntive e l effettuazione degli interventi speciali..perseguendo lo sviluppo delle aree sottoutilizzate nella prospettiva del superamento del dualismo economico del Paese. Si tratta, dunque, di un ambito normativo rispetto al quale il tema di cui alla disciplina denunciata risulta del tutto estraneo, essendo questa destinata ad introdurre una determinazione legale di profili essenziali del contratto di locazione ad uso abitativo (canone e durata), in ipotesi di ritardata registrazione dei contratti o di simulazione oggettiva dei contratti medesimi, pur previste ed espressamente sanzionate nella disciplina tributaria di settore. Il tema della lotta all evasione fiscale, che costituisce un chiaro obiettivo dell intervento normativo in discorso, puntualizza la Corte, non può essere configurato anche come criterio per l esercizio della delega: il quale, per definizione, deve indicare lo specifico oggetto sul quale interviene il legislatore delegato, entro i previsti limiti. Né il riferimento alle «forme premiali» anzidette può ritenersi in alcun modo correlabile con il singolare meccanismo sanzionatorio oggetto di censura. Del resto, nella citata legge di delegazione si formula un preciso enunciato, (formalmente e sostanzialmente evocabile quale principio e criterio direttivo generale), secondo il quale l esercizio della delega avrebbe dovuto essere attuato nel «rispetto dei principi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212». Statuto che, a sua volta prevede, all art. 10, comma 3, ultimo periodo, che «Le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possono essere causa di nullità del contratto»: con l ovvia conseguenza che la mera inosservanza del termine per la registrazione di un contratto di locazione non può legittimare addirittura una novazione quanto a canone e a durata. La Corte Costituzionale ha, inoltre, sottolineato che gli obblighi di informazione del contribuente, parimenti prescritti dal predetto Statuto, risultano nella specie totalmente negletti, operando la denunciata sostituzione Le possibili conseguenze E evidente che la sentenza è stata accolta con differente favore dai soggetti contrapposti interessati alla controversia: gli organismi collettivi a tutela della proprietà edilizia hanno apprezzato la decisione della Corte Costituzionale con la quale è stato ripristinato il principio della proporzionalità delle sanzioni. Sull altro versante, invece, i sindacati degli inquilini hanno invocato un chiarimento del Governo e sollecitato un azione parlamentare rapida ed efficace per ripristinare le norme sanzionatorie nei confronti dei proprietari che affittano al nero o in maniera irregolare e adeguare le norme di salvaguardia per gli inquilini che intendono uscire da questa condizione di illegalità. Rimane il punto nodale delle conseguenze giuridiche che colpiranno gli inquilini che avvalendosi della norma, ora dichiarata incostituzionale, avevano beneficiato di notevoli vantaggi in termini di importo di canoni di locazione da corrispondere. Secondo il consolidato indirizzo interpretativo sugli effetti delle decisioni della Consulta, i contratti di locazione registrati dopo la denuncia degli inquilini devono ritenersi annullati e, pertanto, da sostituire con nuove ipotesi contrattuali. Sono immaginabili ulteriori numerose controversie civilistiche che potranno essere scongiurate soltanto con un ponderato nuovo intervento legislativo.

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19 Settore no profit NOTIZIARIO FISCALE 19 ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE E ONLUS Iscrizione delle ONG nell anagrafe delle ONLUS L agenzia delle Entrate ha ricevuto numerose richieste di chiarimenti da parte di organizzazioni non governative (ONG), riconosciute idonee in base alla legge n. 49/1987, in relazione alle modalità da seguire per l iscrizione nell Anagrafe delle ONLUS ai sensi dell art. 32, comma 7, della legge n. 125/2014 ( Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo ). In particolare, il comma 7 dell art. 32 prevede che le organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e considerate organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) ai sensi dell art. 10, comma 8, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, alla data di entrata in vigore della presente legge sono iscritte nell Anagrafe unica delle ONLUS, su istanza avanzata dalle stesse presso l Agenzia delle entrate. In ogni caso, per i primi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ovvero fino al momento dell avvenuta iscrizione, rimangono validi gli effetti del riconoscimento dell idoneità concessa ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49. Cosa stabilisce, in pratica, la disposizione? Che le ONG già riconosciute idonee in base alla legge n. 49/1987, alla data di entrata in vigore della legge n. 125/2014 nel caso in cui vogliano mantenere la qualifica di ONLUS - devono presentare una istanza di iscrizione all Anagrafe delle ONLUS, tenuta presso le Direzioni regionali dell Agenzia. Ai sensi della nuova normativa, inoltre, per i primi sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge 125 quindi, fino al 28 febbraio o fino al momento dell avvenuta iscrizione, restano validi gli effetti del riconoscimento dell idoneità concessa dal Ministero degli Affari Esteri (ora Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale). Il dubbio interpretativo manifestato da alcune organizzazioni è se, per effetto delle nuove disposizioni della citata legge n. 125, le ONG già riconosciute idonee al 29 agosto 2014 (data di entrata in vigore della legge n. 125), devono o meno adeguare gli statuti o gli atti costitutivi, ai fini del riconoscimento come ONLUS, a tutti i requisiti previsti dall articolo 10 del D.Lgs. n. 460/1997. In proposito, nella risoluzione n. 22/E del 24 febbraio 2015, si legge che d intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l Agenzia delle Entrate precisa che le ONG che presentano l istanza di iscrizione all Anagrafe delle ONLUS, non sono tenute ad adeguare statuti o atti costitutivi ai requisiti previsti dall art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997. In sostanza, con la richiesta di iscrizione ai sensi dell art. 32, comma 7, della legge n. 125/2014, le ONG costituiscono, nell ambito dell Anagrafe unica delle ONLUS, una particolare categoria ad esaurimento e mantengono le agevolazioni fiscali previste per le ONLUS, la possibilità di accedere al beneficio del 5 per mille dell IRPEF e di ricevere erogazioni liberali deducibili e/o detraibili in capo ai soggetti eroganti senza obbligo di adeguare gli statuti o atti costitutivi.

20 20 Settore no profit Aprile 2015 L iscrizione L iscrizione all Anagrafe delle ONLUS si realizza presentando alla Direzione Regionale dell Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale della ONG richiedente, l apposito modello di comunicazione (approvato con decreto del Ministro delle finanze 19 gennaio 1998 e reperibile sul sito internet dell Agenzia delle Entrate, nella sezione riservata al non profit). Al riguardo l Agenzia precisa che, ai fini della compilazione di questo modello, in corrispondenza della casella 14 riguardante il settore di attività, deve essere indicato l acronimo ONG. Considerato che, come si è già detto, l iscrizione avviene senza dover conformare gli statuti o atti costitutivi ai requisiti previsti dall art. 10 del citato D.Lgs. n. 460, al modello di comunicazione non dovrà essere allegato lo statuto o l atto costitutivo. Per quanto concerne le modalità di presentazione, il modello può essere spedito in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento o consegnato in duplice copia alla Direzione Regionale competente, che provvederà all iscrizione all Anagrafe delle ONLUS comunicandolo all Organizzazione interessata. Nella risoluzione viene infine precisato che l iscrizione nell Anagrafe delle ONLUS secondo la procedura illustrata è prevista esclusivamente per le ONG riconosciute idonee al 29 agosto Le organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e considerate organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) ai sensi dell art. 10, comma 8, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, alla data di entrata in vigore della presente legge sono iscritte nell Anagrafe unica delle ONLUS, su istanza avanzata dalle stesse presso l Agenzia delle entrate. In ogni caso, per i primi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ovvero fino al momento dell avvenuta iscrizione, rimangono validi gli effetti del riconoscimento dell idoneità concessa ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49

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