La gestione dei risparmi

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1 Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà La gestione dei risparmi Guida alla gestione consapevole dei nostri risparmi A cura di Natalino Dadomo QUADERNI DI A.N.T.E.A.S. N 5

2 Avvertenza legale (Disclaimer) Il contenuto del presente Quaderno ha scopo puramente didattico e non costituisce in nessun modo servizio di consulenza finanziaria, né costituisce sollecitazione al pubblico risparmio. L autore declina ogni responsabilità per l eventuale conseguenza negativa, che dovesse scaturire da un operatività fondata sulle informazioni in esso contenute. Nota per il lettore: alla luce delle continue modifiche in atto, relative alla Manovra Finanziaria 2011, e a provvedimenti di natura finanziaria e fiscale, che potrebbero essere varati a breve, nonché ai repentini mutamenti dei mercati, è possibile che alcuni dati possano subire ulteriori modifiche e aggiunte. QUADERNI A.N.T.E.A.S. Milano n 5 LA GESTIONE DEI RISPARMI Guida alla gestione consapevole dei nostri risparmi Copyright 2011 A.N.T.E.A.S. Milano A cura di Natalino Dadomo Redazione Gabriella Storti (A.N.T.E.A.S. Milano) Tutti i diritti letterari sono riservati Natalino Dadomo è nato a Milano. Dopo un percorso scolastico a indirizzo economico, ha ricoperto ruoli dirigenziali in ambito amministrativo-finanziario di importanti Gruppi italiani e di note Multinazionali. Da circa dieci anni, coltiva la passione del Trading on Line. E volontario di A.N.T.E.A.S. Milano, dove si occupa della formazione per anziani.

3 La gestione dei risparmi INTRODUZIONE premessa Questo Quaderno si colloca nell ambito delle iniziative della nostra Associazione, volte a promuovere il benessere e la sicurezza degli anziani e a migliorare la qualità della loro vita. Così come nelle precedenti pubblicazioni della Collana di A.N.T.E.A.S. Milano, vi abbiamo parlato dell importanza di fare attività fisica (Quaderno n 1 Il movimento fa la differenza ), di seguire una dieta sana e adeguata alle specifiche necessità della persona anziana ( Anche l alimentazione fa la differenza ) e di come utilizzare i farmaci con consapevolezza ( I farmaci nella terza età ), abbiamo altresì realizzato un Quaderno ( La sicurezza degli anziani ), per aiutarvi a prevenire e a difendervi da furti, truffe e raggiri. In questa sede, ci proponiamo di parlarvi del risparmio, un argomento che potrebbe sembrarvi difficile o poco interessante, ma che abbiamo cercato di trattare, utilizzando un linguaggio chiaro e accessibile, ricorrendo volutamente a esempi pratici, per facilitarne un effettiva comprensione. Tutti sappiamo quanto sia faticoso mettere da parte dei risparmi e vederli andare in fumo, per aver sbagliato il modo di investirli, è un esperienza scioccante, che purtroppo è toccata a migliaia di risparmiatori. Per questo, nelle pagine seguenti troverete alcune informazioni di base sui rischi connessi agli investimenti e i consigli pratici dell esperto. Ringrazio l autore del Quaderno, Natalino Dadomo, volontario della nostra Associazione, per l impegno riposto in questo lavoro, che ci auguriamo riscontri il vostro interesse. A tutti, buona lettura! Michelino Smeraldi Presidente di A.N.T.E.A.S. Milano Oggi gli anziani rappresentano una categoria sociale che, per consistenza demografica e caratteristiche socio-economiche, è diventata sempre più incisiva nei destini politici, economici e sociali del nostro Paese. La nostra, infatti, è una società anziana e ciò costituisce una svolta storica, sia dal punto di vista socioculturale, perché coinvolge in profondità la rappresentazione culturale dell anziano, che economico. Gli anziani non possono più essere considerati un peso per la società o soltanto un costo economico per le Istituzioni. Il loro risparmio costituisce una risorsa indispensabile per l economia del Paese. Tutte le indagini più recenti in materia, rivelano un dato interessante: gli anziani-risparmiatori vorrebbero fare investimenti che consentano loro di mantenere, ed eventualmente incrementare, il proprio tenore di vita e comunque di far fronte ai problemi economico-finanziari contingenti. Ciò significa che la loro propensione al risparmio, non sarebbe più solo in funzione del reddito, ma anche delle opportunità d investimento offerte dal mercato. Inoltre, gli anziani-risparmiatori indirizzano la gran parte dei loro risparmi verso gli investimenti tradizionali e più sicuri (BOT), ma vorrebbero esplorare forme di investimento meno tradizionali. In altre parole, manifestano la volontà di avvicinarsi ai settori in rapida evoluzione, quali informatica, telecomunicazioni e gli strumenti finanziari presenti nel panorama attuale, ma non si sentono sufficientemente preparati a compiere questo passo. Per questo abbiamo voluto dedicare un Quaderno della collana di A.N.T.E.A.S. Milano agli anzianirisparmiatori, con l obiettivo di fornire loro le conoscenze per gestire con maggior sicurezza i sacrifici di una vita ed evitare il rischio di incorrere in trappole, che potrebbero buttare al vento i loro risparmi.

4 L identikit del risparmiatore Tutti abbiamo imparato a risparmiare qualche euro, quando facciamo la spesa. Rincorriamo le offerte dei diversi supermercati, leggiamo e conserviamo i loro cataloghi, e se dobbiamo cambiare l automobile, trascorriamo intere giornate a visitare le concessionarie. Eppure numerosi studi, e di recente anche una ricerca condotta dall OCSE (l Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), hanno evidenziato che gli Italiani hanno una conoscenza molto limitata del mondo della finanza, fra le più basse del mondo occidentale, e che questa caratteristica sembra accomunare tutte le fasce sociali della popolazione. Se è vero allora che non conosciamo gli strumenti finanziari, neanche i più semplici, come possiamo comprendere la differenza tra un azione e un obbligazione? Ne consegue, che non sappiamo impiegare consapevolmente i nostri risparmi, che non ce ne interessiamo più, o solo sporadicamente. Affidiamo i nostri risparmi al primo impiegato che incontriamo allo sportello della Banca, sicuri che farà il nostro interesse. Il 70% dei risparmiatori intervistati nel corso della ricerca dell OCSE, alla domanda Come ha impiegato i suoi risparmi? non sa rispondere, o risponde in modo vago, e addirittura non sa se il suo investimento ha guadagnato o perso e in che misura. Qualunque sia l investimento proposto, che sia valido o meno, restiamo comunque degli interlocutori passivi. La cosa sorprende ancora di più, se consideriamo che gli Italiani sono sempre stati i più grandi risparmiatori del mondo, secondi solo al Giappone, e ancora oggi, pur nella morsa della crisi che avvolge tutti i Paesi industrializzati, hanno mantenuto questa loro caratteristica di formiche, e non di cicale. Se poniamo la seguente domanda: Quali sono le cose più importanti della vita?, la risposta è pressoché univoca, e non potrebbe essere altrimenti: la salute, i sentimenti e i soldi (le famose 3 Esse). Se mettiamo da parte i sentimenti, che costituiscono un fattore personale e molto soggettivo, non c è dubbio che i soldi sono al secondo posto! Allora perché ce ne disinteressiamo? Perché riteniamo l argomento troppo ostico, noioso, o quantomeno non divertente. E ovvio, che è più difficile discutere di finanza, piuttosto che di calcio o di politica, dove ciascuno può dire liberamente ciò che vuole. In realtà, in Italia, manca una cultura finanziaria e le Istituzioni non sembrano avere alcun interesse a diffonderla. Vi ricordano qualcosa i casi Parmalat, Cirio, Bond argentini, che tanta eco hanno avuto sui media? E più recentemente, la crisi legata ai sub-prime e il fallimento della Lehman Brothers? E le obbligazioni di Grecia e Irlanda? Per non parlare di quelle italiane, che ci vedono coinvolti molto da vicino! Per investire, la prima cosa da fare è darsi degli obiettivi, perché, come scriveva Seneca: Non c è vento favorevole, per chi non sa dove andare! Perché investire Si investe per conservare i risparmi accumulati in una vita di lavoro (e anche, perché no, per conservare l eredità dello zio d America o la vincita al superenalotto), per garantire una casa alla propria famiglia, per dare un avvenire ai nostri figli, per integrare una pensione, che diventa sempre più un miraggio, in termini di raggiungimento dell età pensionabile e sempre più esigua, in termini monetari. In questa sede, abbiamo volutamente tralasciato le tipologie di investimento alternative, e meno note, che riguardano l investimento in opere d arte, quadri, gioielli, e gli investimenti

5 La gestione dei risparmi immobiliari (case e terreni), che costituiscono un mercato a parte, per concentrarci sulle forme di investimento più comuni. Per gestire i propri risparmi, il risparmiatore ha queste possibilità: affidare i risparmi a una Banca o a una Società di Intermediazione Finanziaria (SIM) oppure gestire autonomamente il proprio denaro (autogestione finanziaria) oppure entrambe le cose Qualunque sia il mix prescelto, un investimento consapevole si basa su 4 elementi, che approfondiremo strada facendo: 1) Asset allocation (su quali macro-strumenti investire - Obbligazioni, Azioni, Fondi ecc - in base agli obiettivi di rendimento, che a loro volta dipendono dalla nostra propensione al rischio) 2) Stock/Bond selection (come e cosa scegliere: quali azioni, obbligazioni e fondi) 3) Timing (scegliere quando comprare e quando vendere) 4) Money management (monitorare gli investimenti, verificare se i risultati sono in linea con gli obiettivi di rendimento ed eseguire le azioni correttive, quando necessario) Anche il risparmiatore che preferisce delegare a terzi la gestione dei propri risparmi, dovrebbe possedere le conoscenze di base, che gli consentano di giudicare la bontà e la congruità degli strumenti finanziari che gli vengono suggeriti e, soprattutto, di valutare se i risultati ottenuti, la cosiddetta performance, sono in linea con i suoi obiettivi. Un obiettivo minimale potrebbe essere il mantenimento del potere di acquisto reale dei risparmi (tenuto conto che l inflazione, ovvero l incremento continuo dei prezzi in un determinato arco temporale, lentamente, ma inesorabilmente, erode tale potere d acquisto), mentre un obiettivo più ambizioso potrebbe prefiggersi il raggiungimento di una percentuale di crescita annuale, che consenta ai propri risparmi di aumentare nel tempo. Uno degli obiettivi più interessanti che si potrebbe prefiggere il risparmiatore è quello del raddoppio del proprio capitale, che può essere identificato seguendo due percorsi alternativi: A) In quanto tempo raddoppierò il mio capitale, se lo investirò a un certo tasso (percentuale) di rendimento noto? B) A quale tasso di rendimento dovrò investire il mio capitale, se voglio raddoppiarlo dopo N anni? A queste domande è facile dare una risposta, grazie all applicazione di una regola semplicissima, detta regola del 72. La regola del 72 Se dividete 72 per il numero di anni prescelto, otterrete il tasso di rendita necessario al raddoppio del capitale, così come dividendo 72 per il tasso di rendita noto, otterrete il numero di anni necessario (sempre per il raddoppio del capitale). Facciamo un esempio. Se avete acquistato un obbligazione a un valore di 100, con un rendimento netto dell 1,5%, basta dividere 72 per 1,5 e otterrete 48, il numero di anni necessario al raddoppio del vostro capitale. A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare: C è qualcosa di strano: 1,5 moltiplicato 48 non dà 100. Infatti, è vero, ma ricordatevi, che quando parliamo di interesse, intendiamo sempre l interesse composto, non l interesse semplice. Dopo 2 anni, il mio interesse non è il 3% (1,5+1,5), ma il 3,022%, in quanto gli interessi maturati l anno prima generano interessi a loro volta. Tornando all interesse dell 1,5%, qualcuno potrebbe anche accontentarsi. Chi si accontenta gode, recita un vecchio proverbio. Ma per onestà intellettuale, occorre anche dire che l ipotetico 1,5% annuo non coprirebbe nemmeno l inflazione, che attualmente si avvicina al 3%. Siete convinti di portare a casa uno striminzito, ma onesto, 1,5%, invece state perdendo l 1%, in termini reali sul potere di acquisto. Ci avevate mai pensato?

6 Gli strumenti finanziari Gli Stati finanziano la loro attività con le imposte e le tasse. Da molti anni, quasi tutti i Paesi, per sostenere politiche sociali o di sviluppo, hanno incominciato a indebitarsi e quindi devono raccogliere i fondi necessari. Tale finanziamento avviene mediante l emissione mensile e il collocamento sul mercato di titoli di Stato a breve e a lunga scadenza, a tasso fisso e variabile, finanziati dagli organi istituzionali (tipicamente le Banche, italiane o straniere) e dai risparmiatori. A fronte di questo prestito, lo Stato riconosce ai sottoscrittori gli interessi, con modalità diverse. Alle varie scadenze, lo Stato rimborsa i debiti, emettendo nuovi prestiti per pagare quelli precedenti. Il problema, di drammatica attualità, è che questa cifra, già astronomica, tende a lievitare sempre di più, e nell ipotetica situazione, in cui lo Stato non fosse in grado di rimborsare i debiti (cioè si trovasse in default), gli investitori rischierebbero di non vedersi più rimborsare la totalità, o una parte, dei loro soldi. Dopo questa breve e semplice premessa, forse incominciate a capire tante cose. Se uno Stato è a rischio, come la Grecia (ma anche la Spagna, l Italia e prima ancora, l Irlanda e il Portogallo, che non sembrano godere di buone prospettive di solvibilità e di crescita economica), secondo Le obbligazioni voi come fa a convincere i risparmiatori e le Banche a sottoscrivere i nuovi prestiti? Semplice, è costretto a riconoscere interessi stratosferici, che peggiorano ulteriormente il debito del Paese (pensate che i BTP decennali greci attualmente rendono più del 20%). Ma il vero rischio è quello che a un certo punto i titoli obbligazionari sovrani di nuova emissione non vengano più sottoscritti, a causa della crescente mancanza di fiducia nel loro rimborso. Sapete che cosa significa questo? In aggiunta a quanto già detto sull incapacità di rimborso del debito, significherebbe anche l impossibilità di pagare gli stipendi del pubblico impiego e si comincerebbe a innescare una spirale davvero preoccupante. Ecco che gli Stati membri della Comunità Europea, attraverso la B.C.E. (Banca Centrale Europea) e la F.E.D. statunitense, devono intervenire con tutta una serie di aiuti finanziari, per cercare di evitare il peggio. Le Aziende pubbliche o private, per raccogliere denaro, possono anch esse ricorrere all emissione di prestiti obbligazionari, sempre collocati attraverso gli intermediari finanziari (le Banche), oppure possono ricorrere al finanziamento, mediante il collocamento in Borsa di titoli azionari. Conosciamo da vicino i principali strumenti finanziari. Sono titoli di debito, emessi da società o enti pubblici, che attribuiscono al loro possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all emittente alla scadenza, maggiorato dell interesse riconosciuto contrattualmente. I titoli di Stato Sono obbligazioni emesse dal Ministero dell Economia e delle Finanze attraverso un asta mensile e sono negoziabili sul mercato secondario in qualsiasi momento. Alla scadenza dell obbligazione, lo Stato rimborsa il capitale. Assoggettati a un imposizione fiscale alla fonte del 12,5%, sono la tipologia d investimento tipicamente legata ai tassi d interesse e hanno rendimenti direttamente proporzionali al tempo. Gli strumenti finanziari che scadono più lontano pagano interessi più elevati, poiché remunerano il rischio legato al fattore tempo. Più il tempo si dilata, più cresce l incertezza e più il valore aumenta. Se ci pensate bene, il concetto di interesse nasce proprio da questa considerazione: 100 Euro oggi, valgono più di 100 Euro domani e ancora di più di 100 Euro fra dieci anni, a causa dell incertezza legata al futuro. I BOT I Buoni Ordinari del Tesoro possono avere scadenza trimestrale, semestrale e annuale. Hanno il rendimento più basso in assoluto,

7 La gestione dei risparmi poiché sono quelli a scadenza più breve e si definiscono a tasso variabile. A titolo esemplificativo, il grafico mostra l andamento dei Bot dal 1982 al Da notare, come i rendimenti siano scesi dal 18% al 4%. I CCT (Certificati di credito del tesoro) Possono avere scadenza semestrale, annuale e sino a 5 anni. Hanno un rendimento uguale a quello dei Bot, ma sono anche legati all andamento dell Euribor (il tasso interbancario) per cui, se ci sono aspettative per un rialzo dei tassi, dovrebbero rendere di più. Si definiscono a tasso variabile o semi variabile. Come vedremo più avanti, hanno un andamento inversamente proporzionale a quello dei BTP. I BTP (Buoni del tesoro poliennali) Hanno scadenze che vanno da alcuni anni sino a 30. Proprio per quanto già detto in precedenza, a proposito del tempo, sono le obbligazioni che offrono rendimenti più alti e si definiscono a tasso fisso. Gli interessi vengono riconosciuti con pagamento delle cedole semestrali o annuali. La loro caratteristica di elevato rendimento, li rende particolarmente appetibili. In realtà, i BTP possono essere strumenti pericolosi, soprattutto per chi non ne conosce i rischi connessi. Il pericolo è legato all andamento dei tassi: se questi aumentano, il BTP emesso a un tasso inferiore non sarebbe più negoziabile sul mercato prima della scadenza. Infatti, a titolo 7 di esempio, chi sarebbe disposto ad acquistare BTP emessi in passato al 3%, quando quelli emessi attualmente rendono circa il 6%? Il meccanismo che viene applicato per rendere omogenei due strumenti così diversi come rendimento, e quindi di poterli negoziare in qualunque momento sul mercato secondario, è quello di adeguare il valore in conto capitale del BTP più vecchio. Se quest ultimo valeva 100, con un rendimento fisso del 3%, con scadenza a 10 anni, potrà essere venduto prima della scadenza, a un valore di circa 85, per compensare il minor rendimento. E facile a questo punto rendersi conto che, se il possessore del BTP avesse necessità di liquidarlo prima della scadenza, dovrà sopportare una perdita in conto capitale di 15 (100-85), pari al 15% (perdita inaspettata, rilevante, ma soprattutto non considerata da molti risparmiatori al momento della sottoscrizione). Per contro, va anche detto, sempre a titolo esemplificativo, che coloro che avevano acquistato BTP negli anni passati al tasso, per esempio del 9%, oggi si trovano nella condizione di poterli vendere, realizzando un guadagno. Tutto questo non vuol dire che non bisogna mai acquistare BTP, ma che è opportuno maneggiarli con cura. Se proprio si vogliono acquistare, occorre scegliere scadenze che non vadano oltre i 2-3 anni. Il futuro non lo conosce nessuno, ma almeno le regole principali per conoscere e limitare i rischi, dovrebbero essere patrimonio di tutti. Graficamente, possiamo rappresentare la dinamica dei BPT in questo modo: Se Tassi su Se Tassi giù Prezzo BTP su Prezzo BTP giù

8 Le regole per acquistare i BTP in sicurezza Acquistate BTP a lunga scadenza, se vi è un aspettativa di diminuzione dei tassi Non acquistate assolutamente BTP a lunga scadenza, se vi è un aspettativa di rialzo dei tassi Oggi siamo nella condizione in cui i tassi della B.C.E. e della FED sono vicini al loro minimo storico, in alcuni casi sono stati vicino allo zero, per cui è impossibile che possano andare sotto zero. Possono solo salire nel lungo termine, anche se l Euribor è appena stato ritoccato dal 1,25% al 1%. Quello che sta avvenendo sui rendimenti dei titoli di Stato italiani, che sono esplosi, superando in alcuni casi il 6%, dipende esclusivamente dalla sfiducia e dalla speculazione dei mercati. I CTZ (Zero coupon) Hanno una scadenza massima biennale e sono equiparabili ai BOT. Esistono zero coupons emessi da emittenti europei, con durata più lunga. Essendo gli interessi anticipati, dati dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione iniziale e il valore nominale di rimborso alla scadenza, come i BOT, su scadenze lunghe, consentono un esborso iniziale di capitale più basso. Quando i tassi erano molto alti, i sottoscrittori di zero coupons potevano garantirsi un rimborso di 100, dopo alcuni anni, sborsando un importo iniziale di circa la metà o anche inferiore. Le Obbligazioni inflation linked (ovvero agganciate all inflazione) Possono risultare vantaggiose, quando esistono timori legati al rialzo del tasso di inflazione negli anni successivi. Le Obbligazioni Societarie Le obbligazioni societarie, dette anche Corporate, generalmente, sono emesse da grandi Gruppi quotati, sia italiani che esteri. Poiché un azienda è esposta a maggiori rischi d insolvenza rispetto allo Stato, il rendimento di queste obbligazioni, a parità di tempo, dovrebbe essere più alto, proprio per remunerare il maggior rischio. Poiché non sempre è così, prestate attenzione e fate il confronto con le obbligazioni equivalenti emesse dallo Stato. Il rating D opo aver sintetizzato le caratteristiche (e i rischi) delle obbligazioni, sorge spontaneo domandarsi come fare per scegliere le obbligazioni a minor rischio. Ci viene in aiuto il rating, che significa giudizio. Le agenzie di rating specializzate sono tutte americane e, per analogia con le sette sorelle del petrolio, vengono anche definite le tre sorelle : Standard & Poor s, Fitch, Moody s. Svolgono attività di indagine e analisi finanziaria, con lo scopo di fornire un giudizio di merito sull affidabilità creditizia e sul grado di sicurezza, assegnato alle aziende private e agli Stati sovrani. Il giudizio viene rappresentato attraverso uno schema, che utilizza le lettere dell alfabeto. Un obbligazione con un rating molto basso è ad alto rischio e quindi pagherà interessi molto alti, e viceversa. Qui sotto riportiamo la tabella del Rating delle tre principali Agenzie. Come potrete notare, se non volete rischiare, è da evitare nel modo più assoluto l acquisto di obbligazioni di emittenti pubblici o privati, con rating inferiore a BBB. Il giudizio fornito sia sulla solvibilità tanto delle singole Società che dei singoli Stati, sebbene assolutamente necessario e utile, si presta a dubbi legati al fatto che dette agenzie sono parzialmente controllate da quelle stesse istituzioni finanziarie oggetto di giudizio (il controllore controllato) e alla tempestività, talvolta inopportuna, o quanto meno dubbia, nel comunicare quando un rating viene modificato.

9 La gestione dei risparmi Non dimentichiamo, che prima del fallimento di Lehman Brothers, nessuna Agenzia aveva sollevato dubbi o allarmi sulla solvibilità del colosso finanziario americano! Tabella del Rating delle Obbligazioni Descrizione Tabella effetto della variazione dei tassi sulle obbligazioni a tasso fisso e variabile Se i tassi salgono Se i tassi scendono Prezzo Cedola Prezzo Cedola Obbligazioni a cedola variabile Obbligazioni a cedola fissa Rimane stabile o subisce modeste variazioni Scende Probabilità di Default (fallimento) a 15 anni Aumenta Resta stabile Segnale di Pericolo Rimane stabile o subisce modeste variazioni Sale S&P MOODY S FITCH Qualità di credito massima 0,80% Verde AAA Aaa AAA Qualità di credito piuttosto alta AA+ Aa1 AA+ Qualità di creditoabbastanza alta 1,50% Verde AA Aa2 AA Qualità di creditoancora alta AA- Aa3 AA- Qualità di credito medio-alta A+ A1 A+ Qualità di credito media 3% Verde A A2 A Qualità di credito media A- A3 A- Qualità di credito medio-bassa BBB+ Baa1 BBB+ Qualità di credito medio-bassa 7% Verde BBB Baa2 BBB Qualità di credito bassa BBB- Baa3 BBB- Non investment grade BB+ Ba1 BB+ Investimento speculativo 27% Arancione BB Ba2 BB Investimento speculativo BB- Ba3 BB- Investimento altamente speculativo B+ B1 B+ Investimento altamente speculativo 45% Rosso B B2 B Investimento altamente speculativo B- B3 B- Rischio sostanziale di insolvenza CCC+ Caa1 CCC+ Rischio notevole di insolvenza oltre 60% Rosso CCC+ Caa2 CCC+ Rischio forte di insolvenza CCC- Caa3 CCC- Titoli in stato di insolvenza 100% Rosso D C C Scende Resta stabile Tabella per la scelta delle obbligazioni in funzione dell obiettivo di rendimento Obiettivo investimento Strumento suggerito Rendimento ipotetico In linea con l inflazione Cedola variabile Vicino a zero in termini reali, ma senza rischio di perdita in c/to capitale Superiore all inflazione Cedola fissa per n. anni elevato Il rendimento può superare di alcuni punti il tasso di Inflazione ma si incorre nel rischio di subire perdite in c/to capitale

10 L ESPERTO RISPONDE 1) Come si scelgono le obbligazioni? Le obbligazioni possono essere emesse a un prezzo uguale o inferiore a 100. Nel primo caso, si dicono alla pari, poiché il loro prezzo è uguale a quello che verrà rimborsato alla scadenza, mentre nel secondo caso si dicono sotto la pari, poiché il loro prezzo è inferiore a quello che verrà rimborsato alla scadenza. Poiché alla scadenza vengono rimborsate alla pari, è chiaro che il rendimento effettivo sarà superiore a quello nominale. Le obbligazioni vengono scambiate giornalmente sul mercato telematico e il loro prezzo, come spiegheremo più avanti, può subire variazioni, in funzione delle oscillazioni dei tassi di interesse o del grado di fiducia nei confronti di chi li ha emessi (Stati sovrani, Enti pubblici o Aziende). Per il risparmiatore comune, è consigliabile acquistare obbligazioni alla pari o sotto la pari (che alla loro scadenza restituiscono almeno quanto pagato al momento della sottoscrizione o dell acquisto o un valore superiore), per non avere l impressione, alla scadenza, di aver perso parte dei soldi, anche a parità di rendimento netto. Inoltre, il rendimento, in modo particolare per i titoli a lunga scadenza, sarà sempre inferiore a quanto dichiarato, poiché si presuppone che le cedole maturate e incassate (gli interessi) siano reinvestite allo stesso tasso, sin dal giorno successivo alla loro corresponsione! In sintesi, per scegliere un obbligazione occorre: a) Scegliere la tipologia (tasso variabile o tasso fisso) b) Scegliere la durata (in funzione del tempo di scadenza) c) Valutare il rating d) A parità dei punti sopra, scegliere quelle con il rendimento netto più alto (ciò dipende dal prezzo che bisogna pagare e dal tasso di interesse che verrà corrisposto con l incasso della cedola). Un esempio vi aiuterà a comprende meglio: 1) BTP scad. 2026, tasso 4,50% annuo, prezzo 81,96 (sotto la pari), rendimento netto = 5,76 2) BTP scad. 2026, tasso 7,25 annuo, prezzo 105,97 (sopra la pari), rendimento netto = 5,82 Il primo BTP lo pagate meno, ma incassate interessi più bassi, il secondo lo pagate di più, ma incassate interessi più alti. Ricordatevi, che alla scadenza di entrambi i BTP vi verrà rimborsato il prezzo di 100, superiore per 17,04 (100-81,96) nel primo caso, e inferiore di 5,97 ( ,97) nel secondo. Ma quello che conta, è che i due BTP hanno lo stesso rendimento netto! Non starà a voi calcolarlo, dovrete richiederlo allo sportello bancario o al vostro consulente finanziario. 2) E vero che le obbligazioni (sia emesse dallo Stato che dalle Aziende) sono esenti dal rischio di perdita in conto capitale, vale a dire che se pago 100 al momento dell acquisto e decido di portarli a scadenza o di venderli prima della scadenza, riavrò indietro in qualsiasi momento i miei 100, in aggiunta agli interessi percepiti? La risposta, anche se susciterà lo stupore di molti, è NO. Infatti, i titoli di Stato sono soggetti ai seguenti rischi: a) Paese (legato al sistema economico di un Paese nel suo insieme. Vedi sempre Argentina o Grecia. E l Italia?) b) Emittente (legato alle sorti di un emittente e di uno o più strumenti finanziari. Vedi fallimento di Lehman Brothers) c) Mercato (legato all andamento di un determinato settore di mercato) c) Valuta (qualunque investimento denominato in valuta diversa dall Euro potrà subire oscillazioni positive/ negative anche rilevanti, influenzate dal rapporto di cambio. Fate molta attenzione se intendete comprare strumenti finanziari denominati in altre valute: il maggior rendimento potrebbe nascondere una vera trappola, che potrebbe abbattere considerevolmente i Vostri risparmi) d) Tassi (abbiamo già visto, trattando dei BTP, i rischi connessi). I tassi a breve variano in seguito a politiche economico-finanziarie che mirano a stimolare il ciclo espansivo in periodi di recessione e a raffreddarlo, in periodi di forte crescita economica, che comporta pericoli di inflazione. In periodi di forte crescita economica, se i tassi aumentano, le aziende devono pagare più interessi alle banche, quindi cercheranno di ridurre i debiti, riducendo gli investimenti e la produzione, i posti di lavoro tenderanno a diminuire, seguiti da una contrazione della domanda di beni e servizi. Inizia così il rallentamento dell economia, che può tradursi in recessione. Diminuendo i tassi, si cerca di ottenere l effetto opposto, quello di stimolare l economia e la sua ripresa. 10

11 La gestione dei risparmi Ma che cosa sta accadendo sui mercati? In aggiunta a quanto già detto, e a prescindere dall andamento dei tassi, i BTP (ma anche i C.C.T.), sono i Titoli che in periodi di turbolenza e di sfiducia dei mercati si prestano maggiormente alle manovre messe in atto dalla speculazione e a repentine variazioni di valore, che in genere, si tramutano in perdite in conto capitale. Attualmente il rendimento dei BTP decennali italiani è superiore al 6% annuo, mentre i corrispondenti Bund tedeschi rendono meno del 2%, un differenziale di rendimento che si aggira attorno al 4%. E il cosiddetto Spread. Ciò significa che la maggioranza degli investitori preferisce privilegiare la sicurezza rispetto al Le azioni rendimento. Infatti, tenuto conto dell inflazione attuale, che ormai supera il 2,5%, il rendimento reale del Bund è addirittura negativo dello 0,5% (i numeri variano di continuo). Altra considerazione: in caso di variazione dei tassi da parte della BCE (Banca Centrale Europea), il valore dei BTP non varierà dal giorno dopo, ma si sarà già modificato in anticipo, in seguito alle aspettative di variazione dei tassi da parte degli operatori di mercato. Ricordate sempre, la Borsa (azioni, obbligazioni, valute, ecc) si muove sulle aspettative e sta ferma sui fatti! Ha quindi un ruolo di anticipatore del mercato. Quello delle azioni è un mondo dove vige una logica completamente diversa dalle obbligazioni. Le azioni di società quotate in Borsa consentono al compratore di acquisire una piccola parte di proprietà dell azienda. Da questa semplice definizione, potete comprendere come il detentore di azioni si esponga a tutti i rischi, a cui può andare incontro un imprenditore. Le aspettative di chi investe in questo strumento sono quelle di ricevere un dividendo annuale e di sperare che il valore dell azienda (e quindi dell azione) si rivaluti, generando così un guadagno (detto plusvalenza). Il rischio connesso con questo tipo di investimento, è quello, invece, che l azione non riconosca dividendi e addirittura perda di valore, generando una minusvalenza (cioè una perdita). Il valore delle azioni può variare di molto, anche da un giorno all altro, e questa caratteristica, tipica del mercato azionario, è chiamata volatilità. Notizie, indiscrezioni, previsioni di utile/perdita, leggi e incentivi influenzano le quotazioni azionarie, come un giunco in balia del vento, trasformandole qualche volta in vere e proprie montagne russe! Questo tipo di investimento 11 viene definito speculativo e, talvolta, è paragonato a una scommessa. Quando si parla di azioni dovete essere consapevoli che mettete a rischio i vostri soldi. Avete la possibilità di guadagnare molto di più rispetto ai Titoli di Stato (maggior rendimento), ma anche quella di perdere di più (maggior rischio). Per quanto riguarda la fiscalità, i dividendi e le plusvalenze sono soggetti ad un aliquota, prevista dalla recente Finanziaria a decorrere dal 2012, nella misura del 20%. L insieme delle azioni trattate in un determinato mercato (italiano o estero), costituiscono il cosiddetto indice azionario. Quindi, il valore dell Indice è la sintesi dell andamento di tutti i titoli azionari che lo compongono, a una certa data. In appendice, troverete i principali indici borsistici. La scelta delle azioni (Stock Selection) Come si fa a scegliere un azione? Sono due i metodi più usati, che sono complementari, ma diversi fra loro: l analisi fondamentale e l analisi tecnica.

12 A) L analisi fondamentale Utilizza come criteri di scelta i risultati aziendali degli ultimi anni, le prospettive di utili, attuali e future, e la struttura patrimoniale. I parametri basilari che devono essere presi in considerazione sono tre e potete reperirli giornalmente sull ultima pagina del quotidiano Il Sole 24 Ore. L analisi fondamentale risulta più efficace nella scelta delle azioni per il lungo periodo, ovvero per gli investitori che vogliono acquistare azioni buone, che garantiscano costanza di crescita e di dividendi, e che vogliono tenere per alcuni anni (i cosiddetti cassettisti ). Si riportano di seguito i tre parametri basilari, utilizzati dall analisi fondamentale. 1) Rapporto Prezzo/Utile (P/U) Quanto più è basso, meglio è. In sintesi, rappresenta il numero di anni necessari, affinché l utile generato ripaghi il prezzo pagato. Se voleste acquistare il negozio del salumiere sotto casa, sapendo che guadagna Euro l anno, lo acquistereste per o Euro? Forse sì, converrebbe, poiché dopo 2 o 3 anni, sareste rientrati della vostra spesa e tutto l utile degli anni successivi sarebbe vostro. Ma se vi chiedessero Euro lo rilevereste? Probabilmente no, dovreste lavorare 10 anni prima di recuperare interamente il vostro capitale. La media di questo rapporto per le maggiori società mondiali è attorno a 11. Eppure, nel periodo di euforia delle società di Internet, le cosiddette Dot.com, alcune società avevano un rapporto Prezzo/Utile addirittura superiore a 100 e molti si ostinavano ad acquistarle in Borsa, sino al crollo del loro valore (la cosiddetta bolla speculativa ). In passato, si sono verificate diverse bolle speculative, tra le quali quelle legate allo sviluppo della ferrovia inglese, nel 1800, e, ancora prima, nel 1600, quella nota come la bolla dei tulipani. La bolla dei tulipani Nell Olanda del XVII secolo, il bulbo del tulipano era considerato un bene di lusso: ne esistevano centinaia di tipi, che producevano fiori dai colori rarissimi, frutto di particolari incroci. In seguito alla loro importazione in Europa, il prezzo dei tulipani salì vertiginosamente e nel Paese si scatenò una vera e propria gara fra i membri della classe media, per il possesso dei fiori più rari. Ebbe così inizio la tulipanomania : la prima bolla speculativa documentata. Nel 1623, quando il reddito medio annuo di un olandese era di 150 fiorini, un bulbo di tulipano poteva arrivare a costare anche mille fiorini. Nel 1635 fu registrata una vendita record per un bulbo di Semper Augustus, che fu venduto a Haarlem per fiorini. Un anno più tardi, i tulipani iniziarono a essere scambiati nelle Borse Valori di numerose città olandesi. Ciò incoraggiò la speculazione, tanto che molti commercianti vendevano le proprie case e i terreni per acquistare tulipani, mentre altri vendevano bulbi che erano stati appena piantati o quelli che ancora dovevano esserlo. In pratica, dei futures sui tulipani. Un editto statale cercò di porre fine a questa speculazione, vietando il cosiddetto commercio del vento, ma fu del tutto ignorato. Nel 1637 i prezzi iniziarono a scendere. Si diffuse allora il panico, perché tutti capirono che pagare un tulipano come una casa a tre piani era pura follia. Gli investitori cercarono di vendere i propri bulbi, facendo precipitare ancor più i prezzi. Migliaia di speculatori si ritrovarono così sul lastrico. Il Governo cercò d intervenire, per trovare accordi tra i privati, ma alla fine furono i giudici a decidere: i debiti non erano esigibili, perché la speculazione sui bulbi era come un gioco d azzardo. Il mondo da allora è molto cambiato, ma il principio alla base di quella prima, lontana bolla finanziaria, è lo stesso che ha caratterizzato il crollo dei mercati dei nostri tempi: prezzi gonfiati per anni e, improvvisamente, vendita nel panico. La storia si ripete! 12

13 La gestione dei risparmi 2) Rapporto Dividendo/Prezzo (Div/P) Quanto più è alto, meglio è. E espresso come valore decimale, ma va letto come percentuale. Un valore di 0,05 significa un dividendo pari al 5% del prezzo. Ma come facciamo a sapere quale percentuale si possa ritenere equa? Ovviamente non esistono regole fisse, ma se confrontiamo la percentuale con il tasso di rendimento dei titoli di Stato (in particolare, i BPT), abbiamo un parametro di confronto efficace, per fare una valutazione di convenienza. Qualunque sia la variazione che può subire il titolo (azione) acquistato, possiamo contare su un dividendo e, quindi, su un rendimento del capitale investito, nell esempio pari al 5%. Ma esiste un legame fra questo rapporto e quello precedente? E perché, mi chiedeva un amico qualche tempo fa, un azione che aveva un elevato Prezzo/ Utile non distribuiva dividendi? La risposta è semplice. Innanzitutto, per poter distribuire i dividendi, occorre conseguire un utile (tranne rare eccezioni, in cui si distribuiscono gli utili degli anni precedenti). Ma la distribuzione di parte dell utile sotto forma di dividendo, se da un lato soddisfa gli azionisti, e quindi i risparmiatori che possiedono quel titolo, dall altro depaupera, cioè impoverisce, l azienda, che deve sacrificare parte delle risorse finanziarie, derivanti dalla sua attività. Quindi, in linea teorica, se l azienda non distribuisce dividendi, ma li reinveste nella sua attività, dovrebbe aumentare il valore sul mercato. La data in cui vengono distribuiti i dividendi viene pubblicata dalle singole società, dopo l approvazione del Bilancio ed è conosciuta in anticipo dai mercati e dai privati. A questo punto, qualcuno potrebbe pensare di aver individuato la strada per guadagnare senza fatica. Ecco il suo pensiero: Se io so che la settimana prossima saranno distribuiti i dividendi della Società X, compro le azioni oggi, così incasso il dividendo (e guadagno) e domani le vendo. Il ragionamento sembrerebbe sensato, peccato però che la ferrea logica della Finanza ci riporti ancora una volta alla realtà, ricordandoci che non esistono pasti gratis. Infatti, il giorno dopo la distribuzione dei dividendi, le azioni perderanno esattamente il valore corrispondente al dividendo distribuito, annullando così il guadagno e riportando le cose in parità. Sempre a proposito di dividendi, vale la pena ricordare che sono percentualmente più elevati, quanto più basso è il valore di mercato del titolo relativo. Facciamo un esempio. Dividendo previsto: 50 Valore dell azione 1 mese prima: 1000 Rapporto D/P= 50:1000=0,05=5% Se il valore dell azione 1 mese dopo scende a 500 Rapporto D/P= 50:500=0,1=10% Il dividendo è rimasto ovviamente lo stesso, ma si è modificata la percentuale di rendimento: incasserò lo stesso dividendo, spendendo la metà! I due indici che abbiamo appena visto si basano sull aspetto economico e finanziario dell azienda, cioè sulla sua capacità di produrre utile e di generare cassa. Quello che segue, invece, si basa sull aspetto patrimoniale, poiché mette in relazione il prezzo con tutti i beni di proprietà dell azienda. E chiaro che solo una visione completa di tutti e tre gli indici, ci consente di trarre i giudizi più corretti. Un altro aspetto da tenere presente è che qualunque sia l indice considerato, deve essere raffrontato all interno delle società che fanno parte dello stesso settore merceologico di riferimento (Energia, Comunicazioni, Industriali, Bancari ecc.), altrimenti sarebbe come confrontare la qualità delle mele con quella delle banane! 3) Rapporto Prezzo/Mezzi propri Può essere un numero superiore (nella maggioranza dei casi) o inferiore a zero. Indica se il prezzo pagato è superiore o inferiore al patrimonio dell Azienda in questione. A grandi linee, vorrebbe evidenziare che, in caso di liquidazione dell azienda (ovvero nel caso in cui si debbano vendere i suoi beni, per sopravvenuti problemi economico-finanziari o giudiziari), vendendo il suo patrimonio, potremmo ricavare un prezzo superiore o inferiore a quello pagato per l acquisto del titolo. Per esempio, un valore di 0,7 ci consentirebbe, teoricamente, di incassare 100, avendo pagato 70. Dei tre rapporti, è quello meno significativo per il risparmiatore, anche perché si presta a diverse interpretazioni dei valori iscritti a Bilancio. 13

14 B) L analisi tecnica Si basa prevalentemente sullo studio dei grafici e cerca di trovare dei punti in comune tra l andamento del passato e quello presente e, soprattutto, futuro. E una disciplina che ha il suo fondatore in Charles Dow, che ne ha enunciato i principi base. Chi fosse interessato, digitando analisi tecnica su un qualunque motore di ricerca, avrà a disposizione centinaia di siti che trattano l argomento. Uno molto valido è www. finanzaonline.it. In sintesi, dall analisi dei grafici e utilizzando alcuni indicatori, è possibile vedere: Se l azione è in un Trend (direzione) positivo o negativo, ovvero se l azione, in un determinato arco temporale, ha una tendenza a salire oppure a scendere. L analisi tecnica, e anche la logica, suggeriscono di acquistare quando il titolo sta salendo, così da poterne sfruttare la forza di propulsione (mai andare contro corrente, in questo caso mai andare contro il mercato, si rischierebbe di essere travolti). Un famoso detto recita: Trend is your friend ovvero il Trend è un tuo amico. Questa affermazione ha validità nel breve periodo, per chi compra e vende frequentemente, ovvero per chi fa Trading. Se le quotazioni di un certo periodo sono sopra o sotto la loro media mobile di breve, medio o lungo periodo, o quando la incrociano, se ne possono trarre utili segnali operativi. Per segnali operativi, si intende quando comprare o vendere, la cosiddetta analisi quantitativa. Se vengono toccati o superati livelli di prezzo, che in passato hanno arrestato un trend al rialzo (resistenze), oppure che hanno arrestato un trend al ribasso (supporti). Anche in questo caso, si possono trarre dei validi segnali operativi. Se l azione è sui suoi valori massimi, e quindi possiamo aspettarci un inversione di tendenza, che cominci a scendere, oppure se è sui suoi minimi, e quindi possiamo aspettarci che cominci a risalire. Si possono inoltre elaborare i dati storici, in modo da ottenere i cosiddetti indicatori e oscillatori, alcuni molto noti e usati, soprattutto nel Trading on line (acquistare e vendere via computer da casa), la cosiddetta analisi algoritmica. L analisi tecnica si rivela utile soprattutto per chi non vuole tenere le azioni per molti anni, ma cerca di comprare a prezzi bassi e di rivendere a prezzi superiori, guadagnando sulla differenza, nello spazio di un mese, di un giorno (day traders) e anche di pochi minuti (scalpers). Un altro metodo per selezionare le azioni consiste nello scegliere tra aziende value (cioè di grandi dimensioni e consolidate) e aziende growth (di piccole dimensioni e ad alta crescita). Le prime sono generalmente grandi e famose, con un trend di crescita costante, che garantiscono dividendi ogni anno. Il loro valore, in genere, cresce più lentamente delle azioni di aziende piccole ad alta tecnologia (per esempio, quelle delle energie alternative) e in via di sviluppo, che distribuiscono bassi dividendi o nessun dividendo, ma che hanno la possibilità, se si affermano sul mercato, di garantire tassi elevati di crescita e quindi di maggiori plusvalenze in futuro. Uno dei principi basilari di ogni investimento è quello di tagliare le perdite e lasciar correre i profitti. Sottovalutare questa regola, può portare, magari lentamente ma inesorabilmente, ai risultati rovinosi indicati nella seguente tabella. TABELLA EFFETTO ROVINA Perdita % Recupero % Necessario 5 5,

15 La gestione dei risparmi Quando entrare in borsa: il timing La scelta del momento in cui entrare in Borsa, sia con l acquisto di singoli titoli o fondi, è un altro aspetto fondamentale, da non sottovalutare. In genere, si usa dire compra quando la Borsa è ai minimi e vendi quando la Borsa è ai massimi. Tuttavia, la definizione di massimo e minimo non è così scontata, in quanto dipendente dall arco temporale in cui viene considerata. E evidente, comunque, che acquistare quando la Borsa è ai massimi è molto più rischioso di quando è ai minimi. Spesso, però, spinti dall avidità e dalla paura, ci 15 si comporta esattamente al contrario, comprando sui massimi (periodi di euforia finanziaria) e vendendo sui minimi (panico finanziario). E importante quindi imparare a controllare la nostra emotività, che ci spinge a comportarci con impulsività, spesso emulando i comportamenti altrui, come farebbe una mandria (non a caso, i risparmiatori vengono chiamati il parco buoi ) e mantenere l obiettività, tenendo sempre presente che quando c è euforia la Borsa sale abbastanza velocemente, ma quando c è panico, la Borsa può crollare, letteralmente. Da qui il detto: La Borsa sale con le scale, ma scende con l ascensore. Perché la borsa sale e scende? La borsa sale quando i compratori sono maggiori dei venditori, viceversa scende, quando i venditori sono maggiori dei compratori, attraverso l inserimento degli ordini nel Book di negoziazione, ovvero il circuito telematico, in cui vengono inseriti gli ordini. Quindi, come spesso succede nel mondo dell economia e della finanza, anche la Borsa soggiace alla legge della domanda e dell offerta. Questa è la risposta data a un mio amico, che replicò: Ma se mi hai appena detto che per ognuno che compra c è uno che vende, non significa che il numero degli uni e degli altri è sempre lo stesso? Certamente, ma quello che fa la differenza è il maggior numero di coloro che sono disposti a comprare e a pagare un prezzo più alto, rispetto a quelli che sono disposti a vendere e a incassare a un prezzo più basso. La società Fiat, per esempio, così come tutte le altre azioni del listino, può subire variazione verso l alto o il basso, anche superiori del 10% in solo giorno! Davvero strano e quasi incomprensibile, se pensiamo che gli impianti, le macchine e gli operai non sono certo cambiati in un giorno! Quelle che cambiano sono le prospettive e le aspettative. Questo è il mercato! Immaginate uno stadio che contiene posti. Perché i biglietti dovrebbero salire o scendere da una partita all altra, se i posti a disposizione sono sempre gli stessi? Ma è anche vero che il numero degli spettatori che si accalca davanti ai cancelli può essere notevolmente superiore, a seconda degli eventi. Questa maggiore o minore pressione determinerà la variazione dei prezzi da parte della Società calcistica. Un bicchiere d acqua di casa vostra ha un valore praticamente nullo, ma in pieno deserto acquisterebbe un valore notevole. Questa lotta continua può essere rappresentata come due schieramenti di eserciti che si fronteggiano, dove l uno cerca di prevalere sull altro, facendolo arretrare, oppure dal tiro alla fune, dove ad un certo punto, uno dei due schieramenti prevale sull altro, grazie alla maggiore forza. Un mercato dove prevalgono i compratori, che sale, è detto Toro, mentre quando prevalgono i venditori, che scende, è detto Orso, anche in ragione del fatto che il toro ha la testa più alta del dorso al contrario dell orso quando si trova sulle quattro zampe. In definitiva, i mercati azionari possono essere paragonati a un pendolo, il cui punto di equilibrio e quindi di giusto valore sta nel mezzo, ma che in realtà oscilla in continuazione o dalla parte destra o dalla parte sinistra, deprimendo (sottovalutando) i mercati nei periodi di pessimismo o addirittura di panico o gonfiandoli (sopravvalutandoli) nei periodi di ottimismo o addirittura di euforia.

16 Il monitoraggio dei propri investimenti Controllare e intervenire sui propri investimenti è altrettanto importante, quanto la scelta del momento di entrata, poiché ci consente di correggere gli errori e di limitare i rischi e/o di ampliare le opportunità, rivedendo, se necessario, l Asset allocation. Conoscere la propria rotta, come dicevamo all inizio, è un passo decisivo, ma sapere se la stiamo rispettando, e quali modifiche sono necessarie, per rispettarla non è certamente di minore importanza. Dobbiamo essere pronti al cambiamento, se necessario. Che cos è l Insider Trading Come abbiamo già detto, la Borsa si muove sulle aspettative e sta ferma sui fatti: nel mercato azionario, le informazioni di prima mano (le informazioni riservate), per Legge, non possono essere utilizzate, per evitare che pochi possano approfittarsene e trarre vantaggi illeciti, a scapito degli altri investitori. Quando i fatti sono noti a poche persone, che se ne avvalgono, parliamo di Insider Trading, ovvero di uso improprio e illegale delle informazioni, per il proprio tornaconto. L Insider Trading ai tempi di Napoleone Durante la Battaglia di Waterloo (1815), contro la Francia di Napoleone Bonaparte, si giocava il futuro dell Inghilterra e il marchese Rothschild, come tutti i principali notabili e investitori di Borsa, aspettava a Londra la notizia della vittoria o della sconfitta, per mezzo di un piccione viaggiatore, che doveva essere bianco o scuro, a seconda dell esito della battaglia, e solo lui ne conosceva il significato. Il piccione arrivò, Rothschild corse a vendere e tutti fecero lo stesso (pensando a una sconfitta dell Inghilterra). I prezzi crollarono, lui ricomprò e divenne miliardario. Aveva saputo della vittoria, ma si era comportato come in caso di sconfitta. Come chiamereste questo comportamento? Si chiama Insider Trading ed è punito dalla Legge (ma, evidentemente, a quel tempo non lo era!). Gli intermediari finanziari Così come un bravo sarto dovrebbe prendervi le misure, scegliere con voi il tessuto e solo dopo confezionare l abito, allo stesso modo un bravo consulente finanziario, dovrebbe fare un analisi approfondita della vostra situazione, proponendovi un portafoglio finanziario, consono alle vostre esigenze. Le fasi per la costruzione di un Portafoglio si possono così riassumere: 1) Analisi dei bisogni (serve a definire le priorità attraverso la formulazioni di domande) a) E proprietario di una casa, ha un mutuo da pagare e per quanto tempo ancora? b) I figli frequentano già o dovranno frequentare l università? c) Ha già sottoscritto un piano di pensione integrativa? 2) Definizione degli obiettivi personali di rendimento annuo. Devono essere coerenti con 16 i punti che seguono. Non potete guadagnare il 10% annuo, se scegliete obbligazioni sicure o fondi monetari, e non potete accontentarvi del 3% annuo, se scegliete azioni o fondi azionari, che comportano un rischio maggiore. E soprattutto non dovreste scegliere un investimento a rischio elevato, come le azioni (o i BTP), se sapete già che avrete bisogno dei soldi fra 1 anno, per acquistare la casa o pagare l università per i figli. Potreste trovarvi nella condizione di dover smobilizzare (vendere) le vostre azioni, nel momento in cui stanno perdendo molto, sopportare una forte riduzione dei vostri risparmi e forse anche a rinunciare al vostro progetto. 3) Definizione dell orizzonte temporale dell investimento. A breve (1 anno al massimo), a medio (da 1 a 5 anni) o a lungo termine (da 5 anni in poi) o l insieme di essi.

17 La gestione dei risparmi 4) Disponibilità finanziaria (alta-bassa). Un capitale più alto consente di diversificare l acquisto di strumenti finanziari, con la riduzione del rischio totale. Una buona diversificazione dovrebbe attuarsi attraverso i seguenti punti: a) strumenti non correlati fra loro (per correlazione si intende che, quando una classe di investimento sale, anche le altre dovrebbero fare lo stesso; classi di investimento non correlate dovrebbero, pertanto, favorire un bilanciamento del capitale investito, diminuendo il rischio). Per esempio, obbligazioni, azioni, valute, panieri o indici, commodities (cioè materie prime). A proposito di queste ultime, negli ultimi anni, molte materie prime hanno avuto tassi di crescita e aumento di prezzi spropositati. Il motivo è da ricercarsi nella forte domanda da parte dei Paesi in via di sviluppo, valga come esempio per tutti il rame. A titolo di cronaca, l aumento del prezzo del caffè, e di conseguenza dello zucchero, è stato alimentato dalla scoperta della tazza di caffè fra la popolazione cinese, che ha spinto verso l alto la domanda. b) Differenziazione per aree geografiche (per esempio, azioni europee, U.S.A. e dei Paesi emergenti). I Paesi emergenti sono quelli definiti con un acronimo BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), ma molti altri si affacciano nel panorama mondiale. Per contro, i Paesi europei sembrano avviarsi verso un lento declino e vengono chiamati PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna). In realtà, questo acronimo viene anche scritto PIIGS, inserendo una doppia I, che comprende anche l Italia! c) Arco temporale, ovvero un mix di breve e medio termine. d) Differenziazione per settori merceologici (industriali, bancari, tecnologici ecc.) 5) Definizione del Profilo di rischio (alto oppure basso). Per valutare la sua propensione al rischio, il risparmiatore dovrebbe rispondere alla seguente domanda: preferisce mantenere il capitale intatto, accontentandosi di guadagnare anche solo l 1% l anno, oppure è disposto a rischiare di perdere qualcosa in conto capitale, pur di avere un rendimento più soddisfacente? Alla base di questo punto sta il famoso rapporto rischio-rendimento: non esistono rendimenti elevati senza rischio e non esistono rischi bassi con rendimenti elevati. Ovviamente, la scelta è soggettiva. 6) Asset Allocation A questo punto, il consulente dovrebbe essere in grado di formulare una corretta Asset Allocation (la scelta dei vari strumenti finanziari) e proporre un Portafoglio (la composizione dei singoli strumenti finanziari), che meglio si adatta al cliente. I portafogli possono essere classificati come Prudenti o conservativi o a basso rischio, a rischio medio, a rischio elevato o aggressivi, come illustrato nei grafici riprodotti. 17

18 E chiaro, a questo punto, che non esiste un Portafoglio uguale per tutti: gli investimenti del Signor Rossi non è detto che vadano bene per il Signor Bianchi. E altrettanto chiaro, che se conoscete le domande che l intermediario dovrebbe farvi, forse è il caso che le facciate prima a voi stessi, sarà un ottimo esercizio di consapevolezza, e non solo finanziaria. La tutela dei risparmiatori Le istituzioni finanziarie e le banche operano molto spesso in conflitto di interessi, il che significa che cercheranno di vendervi Fondi o obbligazioni di loro emissione, pur sapendo che sul mercato ne esistono di migliori. Nel novembre 2007, è stata istituita la procedura MIFID (Market in Financial Instrument Directive), che introduce regole uniformi a livello comunitario, in materia di servizi, prodotti d investimento e mercati finanziari. Lo scopo di questa procedura è tutelare gli investitori da investimenti che non siano in linea con il loro livello di conoscenza (ed evitare, se possibile, i già citati casi Cirio, Parmalat e Bond argentini). La procedura prevede che i clienti al dettaglio, cioè i comuni risparmiatori, vengano suddivisi in quattro diversi profili e che i prodotti da essi sottoscritti siano coerenti con il livello di conoscenza in materia finanziaria. Il tutto sottoscritto e approvato da entrambe le parti. Tale informativa viene raccolta dall intermediario (la Banca), attraverso un colloquio informativo con il cliente. I fondi di investimento Il risparmio viene gestito attraverso i Fondi comuni di investimento, detti anche OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio), che raccolgono il denaro dai risparmiatori. La massa di denaro raccolto è affidata a una società di gestione del risparmio (SGR), che si occupa nello specifico di effettuare le opportune azioni di investimento, in base alla tipologia del fondo. I fondi offrono la possibilità di realizzare la massima diversificazione, grazie all esiguità delle quote di adesione, cosa che non sarebbe possibile con l autogestione finanziaria. I fondi si classificano in: 1) Fondi monetari (investono in obbligazioni con scadenza entro l anno) 2) Fondi obbligazionari (investono in obbligazioni con scadenza pluriennale) 3) Fondi azionari (investono in titoli azionari e possono essere diversificati per zona geografica, settore merceologico ecc.) 4) Fondi immobiliari (investono in immobili) 5) Fondi bilanciati (hanno una componente sia obbligazionaria che azionaria, ma nonostante possano sembrare un buon compromesso, debbono essere sconsigliati, per il fatto che non consentono una chiara valutazione delle singole componenti (suggeriamo di sottoscrivere 2 fondi 18 separati, uno azionario e l altro obbligazionario, così da avere una visione più chiara dei singoli risultati). 6) Fondi a capitale garantito (totale o parziale) Inoltre, esistono altri strumenti finanziari, quali: a) ETF (replicano l andamento di un indice e costano poco in termini di commissioni, ma concorrono solo in parte all eventuale recupero del credito di imposta sulle minusvalenze) b) ETC (consentono di speculare sulle materie prime) c) Obbligazioni strutturate (legano il rendimento all andamento di un paniere sottostante) d) Certificati (strumenti più recenti e innovativi: Bonus e Capital protection. I primi puntano su un elevato rendimento, i secondi garantiscono il rimborso del capitale alla scadenza, ma entrambi sono strumenti complessi da capire. In genere, diffidate di ciò che non conoscete e da ciò che non capite. e) Polizze assicurative f) P.A.C. (piani di accumulo costante. Hanno il vantaggio di mediare il prezzo di acquisto e di impegnare un importo predeterminato fisso o anche variabile. Devono essere considerati in un ottica di un medio-lungo termine). g) Fondi pensione integrativi (per chi è da

19 La gestione dei risparmi poco entrato nel mondo del lavoro, possono rappresentare un efficace strumento per integrare le pensioni, che in futuro saranno sempre più magre ). Il Benchmark La maggior parte dei fondi di investimento hanno un benchmark. Il benchmark è il parametro di riferimento, che consente un confronto tra le performance (i risultati) del Fondo e l andamento del mercato di riferimento. In pratica, serve a capire se il Gestore del Fondo, al quale avete affidato i vostri risparmi, ha saputo fare meglio del mercato oppure no, cioè se ha ottenuto risultati soddisfacenti o deludenti. Facciamo un esempio: se l indice del mercato italiano (FTSEMIB), che è composto dalle 40 principali società italiane, ha guadagnato in un certo periodo il 20% e il vostro Fondo, che investe sull Indice ha guadagnato il 16%, significa che il gestore del Fondo non ha saputo replicare l andamento del mercato di riferimento. Ovviamente, esistono numerosi Benchmark, secondo il mercato o i prodotti di riferimento. La maggior parte dei Fondi non riesce a replicare l indice di riferimento, a causa delle commissioni, che gravano sul Fondo stesso. Se vi chiedessero se è stato più bravo il Gestore di un Fondo Azionario Italia, che ha guadagnato il 5% in un anno, o il Gestore di un Fondo che ha perso il 5% in un Fondo azionario americano, con molta probabilità rispondereste il primo! Invece, la risposta (il giudizio) non è così scontata, anzi potrebbe essere addirittura sbagliata. Infatti, se l indice italiano avesse guadagnato l 8%, il Fondo sarebbe stato inefficiente per il 3% (8-5), mentre se il mercato americano avesse perso il 10%, il Fondo sarebbe stato più efficiente per il 5% (10-5). Facciamo un altro esempio, che vi aiuterà a comprendere meglio come si valutano realmente i risultati. Durante un compito in classe, un alunno ha preso 7, mentre tutti gli altri hanno meritato l insufficienza. Il voto di questo studente avrebbe certamente un valore diverso in una classe, dove tutti hanno preso 9. Risparmio gestito o Fai da Te (quali i punti deboli) Il risparmio gestito da terzi ha un altro punto debole, in aggiunta a quello del conflitto di interessi: quando i vostri investimenti non vanno bene, il Gestore non vi avverte, e se voi andate per vendere cerca di dissuadervi, dicendovi che prima o poi il mercato risalirà. Anche quando le cose vanno molto bene, forse troppo bene (e quindi potrebbe essere vicino il momento in cui il mercato comincia a scendere) non vi avvisa, poiché sarebbe insensato uscire da un mercato che sta guadagnando. Omette di chiamarvi per tre semplici motivi: 1) Si assumerebbe una responsabilità, che francamente non rientra nei suoi compiti 2) Non possiede la sfera di cristallo, al pari di chiunque altro 3) Non ha interesse a fare uscire i clienti, che sono la fonte di reddito delle Banche, attraverso le commissioni. Fa il suo mestiere! Il Gestore guadagna con le commissioni di gestione dei Fondi e con le commissioni di vendita, tutte le volte che un prodotto finanziario viene acquistato o venduto, e guadagna sempre, sia che un cliente guadagni o che perda. In genere, i gestori indipendenti operano con un grado di conflitto di interesse molto basso. E vostro diritto pretendere che la vostra Banca vi metta a disposizione un promotore finanziario preparato, che sappia consigliarvi, che vi interpelli, anche quando vi siete un po dimenticati dei vostri soldi, a prescindere che siano tanti o pochi. In caso contrario, cambiate Banca! Il risparmio Fai da te Il suo punto debole consiste nel dover dedicare tempo, informarsi, fare le cose in prima persona ed essere sottoposti a stress emotivo, quando si vede che le cose non vanno per il meglio e bisogna decidere cosa fare. In assenza di disponibilità considerevoli, limita la possibilità di diversificare. 19

20 Il decalogo dell investitore Che cosa fare, e non fare, per ridurre al minimo i rischi SÌ! Diversificate i vostri investimenti (per tipologia-settore merceologico e zona geografica). Mai mettere le uova nello stesso paniere, per evitare che, in caso di caduta, non se ne salvi nessuno Usate sempre un metodo coerente nelle vostre scelte e non rischiate più di quanto il vostro buonsenso e la vostra emotività vi suggeriscono Fate attenzione al rischio cambio, se decidete di investire su prodotti denominati in valuta diversa dall Euro Mantenete sempre una certa liquidità, per far fronte a spese impreviste o per approfittare di situazioni di mercato particolarmente favorevoli Imparate a ragionare con la vostra testa Seguite personalmente i vostri risparmi, anche se li avete affidati a un Gestore: chiedete spesso informazioni, e se le risposte o i risultati non sono soddisfacenti, siate pronti a cambiare Investite in azioni solide, ad alto flottante (presenti sul mercato con elevati volumi di scambio), con una volatilità bassa e magari con un buon dividendo; sono le cosiddette azioni value. Vi sarà possibile venderle in qualunque momento, a prezzi di mercato e non di svendita! Andiamo al Supermercato delle Banche e facciamo attenzione alle loro offerte speciali, ovvero ai cosiddetti conti di deposito, che riconoscono interessi elevati sui conti correnti, senza spese aggiuntive per un determinato periodo. Il primo conto deposito pubblicizzato in Italia ricorda un famoso agrume, ma oggi quasi tutti gli Istituti di Credito ricorrono a questa forma di raccolta. Ricordatevi che, alla luce dei recenti provvedimenti, tutte le rendite finanziarie (ad eccezione dei Titoli di Stato) saranno soggette a un imposta unificata del 20%, quindi gli interessi del 3,50% lordi corrispondono al 2,80% netto! Ricordatevi, alla scadenza dell offerta, in genere da 6 mesi a 1 anno, di 20 cambiare Banca e andare da quella che vi offre di più! Se sottoscrivete BOT, fatelo preferibilmente solo al collocamento delle aste di fine mese, risparmierete le commissioni bancarie aggiuntive Se detenete azioni e decidete di venderle, ricordatevi di vendere prima le azioni in perdita e dopo quelle in utile; così facendo utilizzerete il credito d imposta e risparmierete il 20% subito sull utile realizzato. Ricordatevi, che il credito d imposta scade, se non utilizzato, entro il quarto anno successivo a quello di competenza Se avete un personal computer e un collegamento con un Internet Provider (il fornitore del servizio telefonico), vi consiglio di chiedere l Home Banking al vostro Istituto di credito; potrete controllare il vostro estratto conto, i movimenti e il rendimento dei vostri investimenti, tutte le volte che lo desiderate. Fatelo almeno una volta al mese Di tanto in tanto, riguardatevi la regola del 72, per calcolare il rendimento totale in un certo numero di anni, oppure gli anni necessari per ottenere un determinato rendimento NO! Se perdete su un titolo acquistato anni fa, non insistete nel tenerlo nella speranza di andare a pari, puntate su un altro cavallo più promettente e che sta già correndo più forte. L importante è recuperare i soldi, e non affezionarsi a un pezzo di carta (l azione), mai detenuto fisicamente e visto Non fatevi ingolosire da rendimenti elevati, al di fuori del mercato, che spesso nascondono insidie (ricordate i bond argentini o tango bond, come venivano chiamati, o i casi Parmalat e Cirio?) E i BTP greci attuali, che offrono rendimenti intorno al 25%? Chiedete in Banca, o controllate su Internet, il rating : che attualmente è nella fascia CAA e poi andate a rivedervi la Tabella del Rating, dove leggerete

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