RASSEGNA STAMPA RASSEGNA STAMPA 10 marzo 2015

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1 RASSEGNASTAMPA 10 marzo 2015

2 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. ANNO 15 - N e 1,20 Direzione: Edizioni Proposta sud s.r.l. Via Annarumma, 39/A Avellino Redazione di POTENZA,: via Nazario Sauro 102, Potenza (PZ) - tel fax Redazione di MATERA: Piazza Mulino 15, Matera (MT) - tel fax LAVORO NERO Rapporto Cgil «In Basilicata irr egolari quasi 50mila» La conferenza stampa di ieri (A.M.) Concentrazione soprattutto nella ristorazione e nel turismo LABANCA a pagina 8 PETROLIO Francoise Rafin nuovo ad di Total Italia Ecco il punto su Tempa Rossa PANETTIERI a pagina 10 Cugno scrive agli studenti «Posso spiegarvi l andamento dei tumori e la loro pr evenzione» a pagina 11 LA VARIANTE MELFITANA Per la Procura non può fare ancora il sindaco I pm in Cassazione contro Valvano Ci sarebbe il rischio che commetta altri reati. Impugnata la decisione del Riesame AMATO a pagina 12 Le dimissioni del segretario Muscaridola non bastano. Il Pd non è unito su Adduce Matera 2015 I renziani si smarcano «liberi di scegliere» Sotto accusa il balzo in avanti di sabato scorso Viti rivendica autonomia di voto E Tortorelli conferma: «Mi candido» Con lui tre liste. Nasce Osiamo Prime scaramucce in Regione. Pittella annuncia la stabilizzazione dei lavoratori del Consorzio di bonifica Bradano-Metaponto e Cifarelli incalza: «Facciamolo con tutti i precari» CIERVO alle pagine 6,7, 9 e 25 POTENZA Per la differenziata porta a porta Piano rifiuti: incremento di 500 milioni di euro Dove prendere questi soldi con la crisi? De Luca: «Lotta all evasione fiscale» Cannizzaro e il suo gruppo votano contro «Ticket d ingresso per chi entra in città» MARTINO a pagina 18 Adduce e Viti VI SEGNALIAMO: Livio Valvano L AT R O N I C O Fausto De Maria sfida il circolo del Pd e chiede a Luongo il commissariamento FALABELLA a pagina 24 PISTICCI Perseguitata dall ex Violenze e minacce anche alle amiche a pagina 27 VIETRI Riapre la chiesa di San Giuseppe BUONO a pagina 22 «Mai fermata l emigrazione dalla Cardiochirurgia lucana» di SERGIO CAPARROTTI EGREGIO direttore, mi è capitato di leggere l intervista di Controsenso 7 marzo dell assessore alla Salute riguardo le condizioni della sanità lucana. Non voglio e non posso fare analisi su segue a pagina 11 M AT E R A I turisti a scuola di artigianato locale BIANCO E NERO La Basilicata del Novecento Il progetto del touring BENTIVENGA a pagina a pagina 14

3 TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N 250/90 La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,30 Con Libro DELIZIE al cioccolato A 6,00 LA GAZZETTA DI PUGLIA - CORRIERE DELLE PUGLIE Quotidiano fondato nel 1887 w w w. l a g a z z e t t a d e l m e z z o g i o r n o. i t #! B A S I L I C ATA ' %%#'"! Edisud S.p.A. - Redazione, Amministrazione, Tipografia e Stampa: Viale Scipione l Africano Bari. Sede centrale di Bari - Esteri Interni Regioni Spettacoli (prefisso 080): Informazioni Direzione Generale Direzione Politica (direzione - Segreteria di Redazione Cronaca di Bari Speciali Sport - Cronache italiane Economia Vita Culturale Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 128 Numero 67 I DATI DELLA CGIL DI POTENZA Lavoro nero in Basilicata Gli «irregolari» ormai sono 50mila ANTI- CRISI 60 MILIARDI AL MESE PER IL RILANCIO DELL ECONOMIA Via alla terapia Draghi più liquidità in Europa Responsabilità civile, Mattarella ai giudici «Non abbiate paura del rischio sanzioni» SUD, QUESTIONE DI DIRITTO PIÙ CHE DI MONETA di GIUSEPPE DE TOMASO G raziano Delrio, braccio destro di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, è arcisicuro. Per merito della riforma del lavoro, sostiene il sottosegretario, il 2015 sarà l anno del Sud, che in percentuale crescerà più del Nord in termini di Pil. Agli effetti benefici del Jobs Act, Delrio aggiunge anche i vantaggi dei nove miliardi di euro che durante l an - no in corso saranno investiti nel Sud. Che dire? Aspettiamo i f atti. Delrio non ce ne voglia, ma la storia delle politiche per il Mezzogiorno non induce all ot - timismo. Anzi. La Sud story può essere sintetizzata come la più riuscita fiera delle illusioni. Non si contano i volumi sulle occasioni mancate, sulle cattedrali nel deserto, sull in - dustrializzazione senza svilupp o. SEGUE A PAGINA 17 >> LAGUARDIA A PAGINA III DI GAZZETTA BASILICATA >> QUIRINALE Mattarella, presidente SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3, 4 E 5 >> LO SCANDALO LE INDAGINI DELLA FINANZA SUI PREZZI GONFIATI: ACQUISTI PER 100 MLN Sud-Est, la «cricca» gestiva gli appalti e tutte le forniture Nel fascicolo sui «treni d oro» tutto riconduce alle società di Beltramelli, dagli acquisti alla manutenzione SCAGLIARINI A PAGINA 8 >> AGRICOLTURA IN GINOCCHIO CRESCE L ALLARME. PRESTO RUSPE IN AZIONE NEL BRINDISINO: VIA SUBITO QUATTROMILA ALBERI AMMALATI Xylella, il contagio avanza Dopo gli ulivi, colpita anche la macchia mediterranea in Salento Produttori pugliesi in piazza a Bari contro l Imu sui terreni agricoli Una giornata di mobilitazione regionale. Le Confederazioni agricole consegnano al prefetto alcune proposte per rilanciare il settore l La Xylella Fastidiosa, la batteriosi che colpisce gli ulivi di una vasta area del Salento, attacca anche la macchia mediterranea. A Bari scende in piazza la protesta degli agricoltori pugliesi contro l Imu sui terreni, ma anche contro tutti i «macigni» fiscali. Consegnato al prefetto Nunziante un documento con 13 proposte per far ripartire il settore. MANGANO E PASTORE A PAGINA 9 >> MONS. MENNINI IN COMMISSIONE. GRASSI: NON GLI CREDO «Non ho mai confessato Moro nel covo Br» DIMICCOLI A PAGINA 7 >> CGIL I dati sul lavoro nero IN MANO AI B R I G AT I S T I Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse. Il suo confessore nega di essere stato da lui nel covo Br L VERSO IL VOTO MINERVINI, DUBBI SULLA CANDIDATURA Emiliano vede i sindaci Schittulli, in FI sale la sfida Fitto a Vitali: ai miei metà dei posti in lista l Elezioni regionali, Michele Emiliano lancia la campagna «Il sindaco della Puglia» e lamenta: «Negli ultimi anni consiglieri regionali abbandonati a se stessi. Vendola ha avuto una maggioranza virtuale». Nel centrodestra sale la sfida tra Vitali e Fitto, che chiede il 50% dei candidati di Forza Italia. SERVIZI A PAGINA 10 >> LICENZIATO PER MALATTIA IL CANCRO NON SALVA IL POSTO di ANTONIO PORTOLANO icenziato mentre sta combattendo con un tumore al cervello per aver - dice l azienda - «superato la soglia di comporto». Tradotto in soldoni, ha fatto troppe assenze. Sì, troppe assenze. Con un tumore in testa. Ad appena un mese dalla chiusura della vicenda di «Zoe» - la lavoratrice di Basell che, rientrata in azienda dopo una battaglia contro il cancro, ha dovuto combattere contro il suo licenziamento - Brindisi «sforna» un nuovo drammatico caso che farà discutere in termini di rapporto tra malattia e lavoro. È possibile riuscire a combattere contro un male oscuro, magari riuscire a sconfiggerlo e poi tornare a casa e nel frattempo aver perso l unica fonte di sostentamento per sè e la propria famiglia? Soprattutto se si ha dei figli piccoli? SEGUE A PAGINA 14 >> UNA GRANDINATA DOPO L A LT R A SULLA PUGLIA DEI CAMPI di MARCO MANGANO «I l governo ci ha tolto tutto, ma non gli consentiremo di azzerare anche la nostra dignità». L urlo di dolore squarcia il silenzio di un sonnecchiante lunedì mattina a Bari, nel corso della manifestazione di protesta degli agricoltori. SEGUE A PAGINA 17 >> FIERA DEL LEVANTE Il presidente: servono risorse oltre le idee MINTRONE A PAGINA 12 >> MATRIMONI GAY Il Tar blocca i prefetti «Lasciate le trascrizioni» SERVIZIO A PAGINA 13 >> CALCIO BATTE IL SASSUOLO E ALLUNGA La Juve ha quasi vinto lo scudetto D E C I S I VO Lo juventino Paul Pogba SERVIZI NELLO SPORT >>

4 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887 w w w. l a g a z z e t t a d e l m e z z o g i o r n o. i t Siamo presenti a: Anzi, Brienza, Calvello, Corleto Perticara, Francavilla in Sinni LA GA Z Z E T TA DI POT E N Z A - LA GA Z Z E T TA DI MAT E R A Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/ Fax: 080/ Redazione Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 0835/ Fax: 080/ Pubblicità-Mediterranea S.p.a. Potenza e Matera: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 080/ Fax: 0971/ Necrologie: - Gazzetta Affari: LE ALTRE REDAZIONI Bari: 080/ Foggia: 0881/ Lecce: 0832/ Barletta: 0883/ Brindisi: 0831/ Taranto: 099/ ABBONAMENTI: tutti i giorni esclusi i festivi: ann. Euro 260,00; sem. Euro 140,00; trim. Euro 80,00. Compresi i festivi: ann. Euro 290,00; sem. Euro 160,00; trim. Euro 90,00. Sola edizione del lunedì: ann. Euro 55,00; sem Euro 30,00. Estero: stesse tariffe più spese postali, secondo destinazione. Per info: tel. 080/ , dal lunedì al venerdì, 09,30-13,30, fax 080/ , Copia arretrata: Euro 2,40. Tel 080/ COMUNE DOPO LA SCELTA DI ADDUCE, IN CAMPO ANCHE TORTORELLI E (FORSE) STELLA Folla di candidati a sindaco di Matera L assemblea del movimento «Osiamo» ha chiesto al presidente della Camera di commercio di sciogliere la riserva l Angelo Tortorelli rompe gli indugi e annuncia che sarà della contesa elettorale. Proprio mentre nella sede della Casa degli imprenditori è in corso una mostra sulle vecchie bilance e stadere, il presidente della Camera di Commercio decide di misurarsi come candidato sindaco. «L assemblea del movimento Osiamo - afferma Leonardo Ventrella - ha chiesto a Tortorelli di sciogliere ogni riserva». MASTRANGELO A PAGINA IX >> ECONOMIA BUSINESS DA UN MILIARDO E MEZZO. IL RAPPORTO 2015 PRESENTATO DALLA CGIL DELLA BASILICATA Lavoro «nero» 50mila irregolari ALTRO CHE 8 MARZO Una legge per la riemersione nella legalità, «dimenticata» dalla Regione da un anno Nel solo 2014 l attività illegale in Basilicata pesava per il 23,5 per cento del totale LA LOGICA I M P E R S C RU TA B I L E CHE IGNORA CIÒ CH È BENFATTO di MIMMO SAMMARTINO L a separatezza fra società e politica, a parte i privilegi (ostinatamente difesi per sé dalla seconda), si misura con la logica. L esta - te scorsa, ad esempio, nei campi di Boreano dove s affollano centinaia di migranti per la raccolta del pomodoro (figure indispensabili per gli agricoltori dell area che, altrimenti, vedrebbero marcire il prodotto nei campi), sono state inventate le «liste di presentazione». Si è riusciti così a sottrarre la «merce umana» alla ferocia dei trafficanti e all avidità degli approfittatori. Tutti contenti. Allora, si penserà, si va avanti su questa strada. Macché. La Regione, denuncia Cgil, s è scordata da un anno la legge (già approvata in commissione) per l emersione del lavoro illegale. Valli a capire. SAN NICOLA DI MELFI Sata, il primo giorno alla «catena» dei 240 nuovi assunti RUSSO A PAGINA VIII >> l Un business che vale tra un miliardo e due e un miliardo e seicentomila euro: questo il valore economico minimo stimabile del lavoro nero in Basilicata. Il valore calcolato dell evasione fiscale è compreso tra 0,399 e 0,490 miliardi di euro, mentre il valore dell evasione contributiva ed assicurativa è stimato in una forbice compresa tra 0,212 e 0,28 miliardi di euro. Sono i dati emersi dal Rapporto sul lavoro nero 2015, presentato ieri mattina a Potenza nel corso di una conferenza stampa, dal segretario lucano della Fillea-Cgil, Vincenzo Iacovino, e dalle componenti della segreteria della Cgil, Anna Russelli e Giuliana Scarano. Per il 2013, in Basilicata, il tasso di irregolarità (percentuale dei lavoratori irregolari sul totale dei lavoratori), è stato del 23,5 per cento, più alto rispetto alla media del Mezzogiorno del 19,7%. Andando a guardare nello specifico dei vari settori, il tasso di irregolarità in agricoltura si è attestato sul 19,50 per cento (media del Sud 24,10), nell artigianato 30,80% (contro il 17,50%), nelle costruzioni 19,40 (su 19,20 e nei servizi 21,60 (contro 19,90). LAGUARDIA A PAGINA III >> VIGGIANO Sprechi: la clinica costò 3 milioni di soldi pubblici ora è in abbandono POTENZA I CIRCA 300 DIPENDENTI SONO ANCORA IN ANSIA La Ronda, fitto d azienda Arrivano due offerte R O N DA Fitto d azienda l La Ronda va all «asta». Vanno avanti le procedure di fitto d azienda per la storica ditta di guardiania potentina, in amministrazione giudiziaria dopo la scoperta di un ammanco di alcuni milioni di euro nel caveau. Era ormai nell aria già da qualche settimana che il fitto d azienda potesse essere l unica soluzione per salvaguardare i posti di lavoro (circa 300 i dipendenti dell azienda). SERVIZIO A PAGINA IV >> MASSARO A PAGINA VII >> Lui contro lei Uno incendia casa l altro minaccia l ex POTENZA ANCORA GLI EFFETTI DI DISAGI E DISSERVIZI Oscuramento per vento e neve: 390 famiglie al buio BUIO Città al buio per il maltempo l Ancora nella mattinata di ieri circa 400 famiglie erano al buio per i guasti causati dal maltempo di venerdì. Questo è quanto emerso da una ricognizione della Prefettura. Dalla ricognizione le utenze di circa 390 clienti, dislocate nelle zone rurali dei Comuni di Abriola, Anzi, Calvello e Vaglio Basilicata, dovevano essere ancora riattivate. Disagi sono stati segnalati anche dallo Csail. SERVIZIO A PAGINA IV >> l Un uomo di 50 anni di Corleto Perticara ha cercato di dar fuoco alla sua abitazione mentre all inter - no c era la sua famiglia: la moglie e i due figli. Altro che 8 marzo. A Potenza un uomo accusato di stalking nei confronti della moglie è stato condannato a un anno e 4 mesi. SERVIZI A PAGINA II >> POTENZA RISANAMENTO CONTI Al Comune tensione per chi perde il posto Malore di una donna l Attimi di panico e tutto, o quasi, rimandato. Consiglio comunale movimentato e partecipato, quello di ieri, dentro e fuori il Mobility center di via Nazario Sauro, a Potenza. Presenti molti lavoratori arrabbiati. Cotrab, Facility, Ariete, Ronda, tutti temi caldi, ma nessuno all or - dine del giorno. Una donna delle pulizie, rimasta senza lavoro, si è accasciata in aula, dopo essere stata colta da malore. PINTO A PAGINA V >>

5 Anno 91 n ,30 Giovedì 31 Luglio 2014 Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. L Unità è viva Antonio Gramsci 11 febbraio 1917

6 . RASSEGNASTAMPA 2 PRIMO PIANO LA CRISI GLOBALE SI COMBATTE LA DEFLAZIONE Sessanta miliardi al mese almeno fino al settembre del 2016, per un totale di miliardi di euro Acquisto titoli di Stato calcio d inizio della Bce La strategia di Draghi entrata nella fase esecutiva. C è fiducia L O B I E T T I VO Bankitalia sarà in prima linea con 130 miliardi desk in stretto contatto con le banche market-maker, pronta ad acquistare 130 miliardi di euro di titoli fra i 2 e i 30 anni che faranno salire il suo bilancio del 30% nell arco di tempo indicato da Draghi: un ammontare che sale a 150 miliardi con la quota della Bce. E nonostante la ripartizione dei rischi fra un 80 per cento per i bilanci degli istituti nazionali e un 20 per cento condiviso dall Eurozona, Via Nazionale prevede che «non muterà» significativamente la natura dei rischi cui è esposta, visto che questi si materializzerebbero soltanto nel caso di vendite prima della scadenza a prezzi inferiori a quelli di acquisto. Il bilancio della Bce, nelle intenzioni di Draghi, dovrebbe tornare verso i miliardi d inizio 2012, rimettendosi in carreggiata rispetto all espansione della Fed americana (che ha sfiorato il 500% del Pil) e della Bank of England (che ha superato quella soglia). Una mossa decisa, politicamente impel ROMA. La Banca d Italia in prima linea negli acquisti di titoli di stato del Qe lanciato dalla Bce. Sarà Via Nazionale ad acquistare materialmente, da qui al 2016, la gran parte dei titoli con l obiettivo di scacciare la deflazione, far ripartire l economia europea e la fiducia dei consumatori e imprese: 130 miliardi di euro cui si aggiungeranno altri 20 comprati direttamente da Francoforte. Le operazioni sono così scattate sul mercato secondario rilevando titoli dalle banche nella fascia prevista di obbligazioni fra i 2 e i 30 anni. Un altro obiettivo è infatti quello di far dirottare le banche, che secondo S&P almeno in Italia si troveranno di fronte a un nuovo anno difficile, verso il finanziamento al settore privato riaggiustando il loro portafoglio dove ora sono presenti titoli di stato per oltre 400 miliardi di euro. Un peso notevole che ha certo portato redditività ai bilanci degli istituti ma anche contribuito a provocare il legame nocivo fra crisi del debito sovrano e stretta del credito, oltretutto penalizzato fortemente nello stress test Bce. Sarà Francoforte a comunicare al mercato, settimana per settimana, l andamento degli acquisti su base consolidata mentre ogni mese diffonderà i dati disaggregati paese per Paese e la vita media dei titoli acquistati. Per la Banca d Italia si tratta di un impegno notevole che farà salire il bilancio dell istituto centrale del 30% (comprese anche gli Abs e le obbligazioni bancarie garantite) che viaggia ora attorno ai 540 miliardi comprese le riserve auree. Il rischio, come frutto del compromesso raggiunto alla Bce, sarà diviso, a differenza di quanto accadde con l Smp. L 80% sarà a carico delle banche nazionali e il 20% della Bce. A Via Nazionale però si ostenta tranquillità: il bilancio si amplierà ma «non muterà in misura significativa la natura dei rischi cui essa è esposta». I rischi potrebbero arrivare solo se i titoli dovessero essere venduti prima della scadenza a prezzi inferiori a quelli di carico in bilancio. Nella prima fase anzi il margine di interesse aumenterà anche la redditività dipenderà dalla struttura per scadenza degli investimenti e dall andamento futuro dei tassi. Attualmente, secondo gli ultimi dati disponibili, il complesso dell Eurosistema ha ancora in pancia poco meno di 74 miliardi di titoli italiani derivanti dagli acquisti dell Smp. Una cinquantina di questi sono in mano a Banca d Italia (sul totale di 100 miliardi circa detenuto dall istituto centrale anche a titolo di riserve). Una quota comunque limitata dei titoli del nostro debito pubblico (1800 miliardi) che si confronta con i circa 400 miliardi in mano alle banche italiane, agli oltre 400 di assicurazioni e fondi, ai 200 dei risparmiatori e ai circa 680 detenuti dagli stranieri fra i quali però rientrano anche investitori italiani attraverso fondi esteri e appunto da banche centrali di altri Paesi (Bce in primis ma non solo). Si vedrà quindi se banche «alleggerite» dai titoli di Stato e con liquidità in abbondanza fornita dal Tltro potranno spingere una ripresa ancora debole in Italia e legata anche alla capacità del governo di portare avanti le riforme strutturali senza le quali nemmeno il Qe, come ha ammonito Draghi, può far molto. Andrea D O r te n z i o l ROMA. Il quantitative easing (acquisto di titoli statali da parte della Bce) di Mario draghi da ieri è al lavoro: 60 miliardi al mese almeno fino a settembre 2016, per un totale di miliardi di euro che la Bce stamperà virtualmente allontanando la deflazione, svalutando la moneta unica, ormai alla parità con il dollaro, facendo crollare i rendimenti (Btp decennale a 1,27 per cento) e dando un ulteriore boccata d ossigeno all Eurozona. Dopo mesi di braccio di ferro con la Germania, che ieri con il presidente della Bundesbank abbassa la guardia pur mantenendo lo scetticismo («non è illegale»), dopo la svolta di dicembre e l'annuncio del 20 gennaio, il piano di Draghi entra nella fase operativa, con un annuncio di Francoforte su twitter. Con la Bce, e soprattutto le banche centrali nazionali, all opera nel rastrellare titoli di stato sui mercati, comprandoli principalmente dalle banche. I mercati prendono nota, con la Borsa di Milano che recupera il terreno perso negli ultimi mesi rispetto ai listini europei chiudendo ai massimi di quattro anni (+0,57 per cento). L Europa, invece, prende il respiro con Parigi in rosso(-0,55 per cento) e Francoforte positiva (+0,27 per cento). Lo spread è in lieve rialzo ma sempre sotto 100 (a 96), con il tasso dei Btp che tuttavia continua a scivolare assestandosi a 1,27 per cento, mentre l euro non arresta la sua caduta portandosi ancora un po più vicino alla parità sul dollaro, a 1,0823 ai minimi dal settembre L'operazione-Qe è partita ieri, come da calendario, sui titoli italiani e tedeschi, i due mercati del debito più corposi dell Eu - rozona. Una probabile partenza-sprint visto che c'è da recuperare i 10 giorni passati per totalizzare anche in questo mese i 60 miliardi di obiettivo complessivo fra debito pubblico e, in misura minore, prestiti cartolarizzati, obbligazioni garantite, debito di agenzie nazionali e sovranazionali europee. Bankitalia è al lavoro con il suo GLI EFFETTI L INTERVENTO SUI TITOLI DI STATO, INSIEME AL MANTENIMENTO DEI TASSI DI INTERESSE AI MINIMI, DOVREBBERO OFFRIRE PIÙ CREDITO ALLE IMPRESE Sarà il momento buono per acquistare case i mutui diventeranno più «leggeri» l M I L A N O. Il quantitative easing, la maxi operazione di liquidità che la Bce mette in campo da ieri, ha lo scopo principale di far ripartire il Pil dell Europa e fermare la deflazione. Ma punta soprattutto ad avere effetti positivi sull'economia reale. Da un miglioramento del credito alle imprese ad una maggiore disponibilità nell erogare i mutui. Ma anche più export con l euro debole. Inoltre il Qe consentirà manovre strutturali e riforme tali da tagliare la spesa improduttiva e ridurre il deficit di bilancio degli Stati. MUTUI PIÙ LEGGERI -Un costo del denaro più basso è favorevole per chi vuole acquistare casa o ha già un mutuo in essere (stipulato in anni anche recenti) e lo vuole rinegoziare o intende approfittare delle opportunità della surroga. Già lo scorso anno, secondo le ultime rilevazioni dell Abi, sulla scia di tassi di interesse migliori si è assistito ad una forte ripresa dei mutui. L Istat peraltro ha indicato un mercato immobiliare in risalita dal terzo trimestre del Avvio del Quantitative Easing Cosa può comprare la Bce (anche attraverso le banche centrali nazionali) per la Titoli di debito pubblico maggior ma solo sul mercato parte secondario in misura minore Obbligazioni da cartolarizzazione di crediti al consumo o mutui (Abs) Obbligazioni garantite (Covered bond) 60 miliardi di euro/mese non più del 12% Titoli di istituzioni europee MAGGIORE CREDITO ALLE IMPRESE - L intervento sui titoli di Stato con il Qe, insieme al mantenimento dei tassi di interesse ai minimi sommati alle precedenti misure di Francoforte (vedi Ltro e Tltro) dovrebbero offrire quella liquidità che serve alle imprese per sostenere la ripresa degli investimenti e di conseguenza dare agio a produzione e occupazione. EURO AI MINIMI, PIÙ EXPORT -La moneta unica in discesa favorisce le esportazioni. È probabile che l euro tocchi nuovi minimi. Il suo ulteriore deprezzamento non può che aumentare la competitività dell Eu - Di quali Stati di Eurolandia sarebbero i titoli comprati ieri (informazioni non ufficiali) Germania Francia Belgio Italia gnativa (è durato mesi il negoziato con la Bundesbank, risolto solo con l assenso tacito di Berlino). Le incognite restano, con il presidente dell Eurotower che non manca di ricordare quanto i governi dovranno fare la loro parte con le riforme, ed evitare di sedersi sugli allori. Per Draghi è un altro punto segnato come policy-maker numero uno dell EUrozona, che ora passa il testimone ai desk operativi delle banche centrali. Fra qualche incognita e diversi nodi ancora da risolvere: oltre alla Grecia e Cipro, tagliati fuori dal «Qe», c'è il fatto che i rendimenti dei titoli sono già scesi a livelli bassissimi (per il Btp, ai minimi) diventando negativi per alcune scadenze dei Paesi nordici come la Germania: la Bce comprerà fino al limite inferiore del -0,2%, perdite potenziali per la Bce, che potrebbero sollevare più di una obiezione e innescare qualche aggiustamento in corso d opera. Domenico Conti ro zona. ANSA LE STIME Un costo del denaro più basso è favorevole per chi vuole acquistare casa o ha già un mutuo in essere AUMENTO DELL'INFLAZIONE -Nei 19 mesi dell operazione si punta ad un inflazione al 2%, una percentuale considerata positiva per i prezzi e di conseguenza per i consumi. La Bce questa settimana ha rivisto in meglio le previsioni di inflazione per l Eurozona, con un 0% per quest anno, 1,5% per il prossimo e 1,8% per il Le stime di dicembre indicavano 0,7% per il 2015 e 1,3% per il 2016.

7 . RASSEGNASTAMPA 3 BCE Sopra il presidente della Bce, Mario Draghi che ha messo a punto una strategia per contrastare la crisi e far ripartire l economia: si basa sull acquisto di titoli di Stato A sinistra: il premier greco Alexis Tsipras «Nessun pagamento prima che ci sia un accordo generale sulle riforme e ne sia cominciata la messa in atto» FERMEZZA LA CANCELLIERA RIBADISCE LA LINEA DELLA SOLIDARIETÀ IN CAMBIO DELLE RIFORME. «L OBIETTIVO È CHE RESTI NELL EURO» Merkel: siamo solidali con Atene ma la strada è ancora lunga l B E R L I N O. Angela Merkel lo ha detto chiaramente a Tokio: per la Grecia la strada è ancora lunga. Il voto del Bundestag è alle spalle, ma se Atene, dal canto suo, non smette di provocare? L ultimo episodio è l'eclatante minaccia del ministro della Difesa di inondare l Ue e Berlino di migranti e jihadisti in Germania non si placano polemiche e malumori, a causa dei prossimi miliardi da versare. Con gli antieuro che vorrebbero, a questo punto, sospenderle i finanzia - menti subito e in futuro anche le garanzie di Scheng en. Nella giornata di un difficile Eurogruppo, al quale i tedeschi si sono p re s e n t at i senza troppe a s p e t t at ive su un risultato concreto, la cancelliera ha ribadito la linea della solidarietà in cambio delle riforme, sostenendo che per la Grecia ci sia «ancora molta strada da fare». Obiettivo è comunque, ha sottolineato ancora una volta, parlando a Tokio, «che resti nell euro». Ad alzare nuovamente i toni, in casa, sono stati invece gli alleati cristiano sociali bavaresi. Manfred Weber, capogruppo del Ppe, ha intimato al governo di Alexis Tsipras di smetterla con le minacce. «La palla è passata ad Atene», ha afferm at o. E non si ha più voglia di GERMANIA La cancelliera Angela Merkel LA DIRETTA Segui gli aggiornamenti sul telefonino. Istruzioni a pag. 17. L Ue alla Grecia: basta con le perdite di tempo L'Eurogruppo va in pressing. Domani riprendono i negoziati l B R U X E L L E S. L'Eurogruppo va in pressing sulla Grecia e Atene accetta di riprendere i negoziati con l ex Troika: il confronto sulle riforme che assicureranno lo sblocco degli aiuti europei ripartirà domani e sarà a Bruxelles, come voleva il Governo ellenico che non vuole più esponenti della Troika a casa propria, ma alcuni rappresentanti saranno anche ad Atene come vuole l Eurogruppo che ha bisogno di controllare le mosse dei greci. L Europa, irritata dal «troppo tempo perso» nel negoziato sulle riforme greche, non è in fase di concessioni e il presidente dell Eu - rogruppo Jeroen Dijsselbloem avverte: non ci sarà alcun pagamento prima che ci sia «un accordo generale» sulle riforme e «ne sia cominciata la messa in atto». In realtà, replica il ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis, «siamo stati molto rapidi a rispondere alle circostanze che abbiamo ereditato». L'Eurogruppo ha avuto sulla Grecia una «breve conversazione», ha detto il ministro dell economia Pier Carlo Padoan, «in cui ha chiesto al Governo greco di avviare gli incontri tecnici con le istituzioni per poter verificare con cifre precise lo stato di avanzamento delle misure necessarie per concludere l ultima rev i ew (o valutazione, ndr)». Poco più di due ore per ricordare al ministro Yanis Varoufakis che l orologio corre e il tempo stringe. «Si sono perse due settimane di tempo» in discussioni sostanzialmente inutili, ha detto Dijsselbloem, spiegando di aver ricordato a Varoufakis che «non c'è più tempo da perdere», perchè l estensione del programma di aiuti è solo per quattro mesi. Nonostante le due lettere del Governo greco, finora il vero negoziato non è ancora partito. Il dialogo tra autorità greche e tecnici della ex Troika, l uni - co tavolo che conta per l Eurogruppo, è fermo per volere del Governo greco che ha privilegiato invece il canale più «politico», attraverso le lettere di Varoufakis e le telefonate del premier Tsipras a Juncker che è riuscito a der, che aveva chiesto di pronunciarsi a favore: «Ogni voto contrario è stato come un voto contro la mia persona», ha detto Horst Seehofer, richiamando i suoi all ordine e mettendo gli oppositori del salvataggio di Atene nell an - golo: «O io o voi». Intanto non sono mancate reazioni forti alla minaccia di Panos Kammenos, il ministro della Difesa del nuovo governo ellenico, che nel weekend ha annunciato: «Se abbandoneranno la Grecia devono sapere che i migranti riceveranno i documenti e andranno a Berlino». E se fra loro ci saranno anche terroristi jihadisti, ha aggiunto, l Europa, per il suo atteggiamento con la Grecia dovrà ritenersi essa stessa responsabile. Parole che il governo tedesco ha lasciato cadere: «Noi valutiamo i fatti», ha liquidato la questione la portavoce della Merkel, Cristiane Wirtz. È stato invece il partito antieuro Alternative fuer Deutschland a sbottare: «Con questa minaccia la Grecia abbandona le fondamenta della comunità europea», ha affermato il leader Bernd Lucke, per il quale con questo è «stato toccato il fondo». La richiesta: «Vanno sospesi immediatamente e definitivamente i versamenti e la Grecia va sospesa da Scheng en». Rosanna Pugliese PRIMO PIANO spuntare un incontro venerdì a Bruxelles. Varoufakis non arretra dalle sue posizioni: «La troika intesa come un gruppo che arriva nei ministeri ed impone politica che hanno fallito è finita». Ma l Eurogruppo ha ribadito che non è quello il canale giusto, perchè solo i tecnici sono in grado di valutare i dati di bilancio e le riforme di cui ha bisogno il Paese. L'Ue è disponibile ad andare incontro alla Grecia che vorrebbe anticipare l esborso dell ultima tranche di aiuti, ma chiede in cambio impegni precisi. Dijsselbloem ha detto che si può «dividere i pagamenti in due tranche», ma «prima ci deve essere l accordo e l im - plementazione» dell accordo sulle riforme. «Siamo pronti ad aiutare a condizione che ci sia un accordo sull'intero pacchetto e ne cominci la messa in atto», ha spiegato. E il fatto che il Governo greco sia in difficoltà di cassa perchè le scadenze di marzo sono arrivate, per Dijsselbloem può essere un oppor tunità. Chiara De Felice Ecco tutte le tappe che attendono i greci per sbloccare gli aiuti ascoltare «le lezioni dalla Grecia su come portare avanti una politica di salvataggio», ha detto a margine di un incontro di partito a Monaco. Mentre le minacce dell ese - cutivo di Tsipras non fanno che inasprire il clima. Neanche il segretario generale del partito ha usato giri di parole: salvata dalla bancarotta, «attaccata ancora alla flebo, praticamente in riabilitazione, la Grecia blatera e avanza nuove proposte. Così non va». L'insofferenza di alcuni del partito, dopo il voto al Bundestag che ha visto diversi «no» proprio nella Csu, ha portato uno scontro col leal B R U X E L L E S. La strada verso lo sblocco degli aiuti (restano 7 miliardi dall attuale programma) è ancora in salita. E senza i fondi Ue, la Grecia si trova in difficoltà fin dai pagamenti di marzo. L unica chance che l Eurogruppo le ha dato è riprendere i negoziati tecnici con l ex Troika, per mettere a punto una lista di riforme accettabile dai creditori internazionali, in grado quindi di sbloccare gli aiuti. Di seguito le prossime tappe e le prossime scadenze g reche. 11 MARZO -. Riprendono i colloqui tra autorità greche ed ex Troika sul piano di riforme, e si terranno a Bruxelles. 25 MARZO. -Atene dovrà rimborsare 4,3 miliardi di titoli di Stato in scadenza (sono 28 miliardi in totale nel 2015) e 1,5 miliardi di prestiti all Fmi. 24 APRILE. - Eurogruppo informale, che farà lo stato dei progressi dei negoziati Grecia-ex Troika. 30 APRILE. -È il giorno in cui è attesa la lista completa delle riforme che il Governo intende varare. Se convincerà l ex Troika, l Eurogruppo darà il via libera alla nuova tranche di aiuti. E avvierà il negoziato su un nuovo programma di assistenza, il terzo. 20 LUGLIO. -Il governo di Tsipras dovrà rimborsare alla Bce 3,5 miliardi di euro di titoli detenuti da Francoforte in scadenza. 20 AGOSTO. -È atteso il rimborso di altri 3,2 miliardi di titoli detenuti dalla Bce.

8 4 PRIMO PIANO LO SCONTRO L ORA DEL «VERDETTO» M5S PROSEGUE L AV E N T I N O Fra gli azzurri il pontiere Verdini vuole evitare il no che accomuna invece Berlusconi e Fitto. Dubbiosa la Santanchè RENZI E M AT TA R E L L A Il presidente del consiglio e il presidente della Repubblica. Oggi il voto sulle riforme alta tensione bipartisan La sinistra Pd dirà sì, ma con qualche eccezione. Divisioni anche in FI l ROMA. A meno di clamorosi colpi di scena oggi a mezzogiorno la Camera approverà in seconda lettura le riforme costituzionali, che contengono la revisione del Titolo V e la trasformazione dell at t u a l e Senato in una Camera delle Regioni. Ma il voto avviene all insegna della divisione dei principali gruppi parlamentari. Nel Pd la sinistra interna voterà a favore, ma, in un clima di tensione, rimarcherà le proprie critiche al testo, mentre dentro Fi l ala vicina a Denis Verdini vorrebbe evitare il «no» che invece accomuna Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto. Ma c è pure chi non esclude che Berlusconi attraverso il pontiere Verdini sondi la possibilità di ricucire su nuove fondamenta il Patto del Nazareno. Intanto Matteo Renzi ha fatto il punto con i gruppi del suo partito al Nazareno rilanciando sulle riforme di Fisco e pubblica amministrazione. Intanto alla Camera sono stati votati gli ordini del giorno alle riforme e, dopo l Aventino del 13 febbraio, Sel, Lega e Forza Italia sono rientrati in Aula, spiegando che il gesto è dovuto al rispetto verso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla sua iniziativa per giungere a riforme condivise. E la seduta si è svolta in un clima di rispetto reciproco. Fi ufficialmente ribadisce il no ma al suo interno si spacca, con i verdiniani che propongono l astensione, mentre qualcuno potrebbe votare sì. Lega e Sel ribadiscono che domani voteranno «no». L'unico gruppo a proseguire l Ave n t i n o, cosa che si ripeterà anche oggi in occasione del voto finale sul testo, è M5s. Ma paradossalmente questa decisione aiuta politicamente il premier Matteo Renzi. Se infatti i deputati Pentastellati fossero presenti oggi, e unissero i loro voti contrari a quelli di parte di Fi, di Sel e Lega, renderebbero determinanti i voti dei bersaniani. Non che questi ultimi abbiano intenzioni di votare contro e provocare la bocciature delle riforme, ma in ogni caso potrebbero rivendicare il loro essere deter minanti. In una lunga riunione tenuta nel tardo pomeriggio la sinistra del Pd, evidenziando la forte tensione nel partito su questo tema, ha comunque deciso di dare il proprio voto favorevole al testo. Alfredo D Attor re ave - va proposto di «dare un segnale» al governo non partecipando al voto, ma è prevalsa la linea del capogruppo Roberto Speranza. «Se fossimo stati contrari all impianto - spiega Giuseppe Lauricella - avremmo dovuto votare sempre no. E invece abbiamo anche ottenuto l approvazione di nostri emendamenti». Qualcuno, però, come Pip - po Civati, Stefano Fassina e Davide Zoggia, potrebbe non partecipare al voto. In casa Fi la situazione non è dissimile. La riunione del gruppo, convocata da Re - nato Brunetta, ha ribadito che oggi dagli azzurri arriverà un «no», ma i «verdiniani» hanno chiesto l'astensione: e oggi potrebbero arrivare dei voti in dissenso, come ha detto Daniela Santanchè, per lo meno con una astensione. Dal Pd, con Ettore Rosato e Marina Sereni, viene giudicato «incomprensibile» il dietro front di Forza Italia ad un testo che ha votato sia in Senato sia in commissione alla Camera. Infine c'è la grana di Scelta Civica. In maniera plateale i banchi degli ex montiani sono rimasti vuoti dall inizio della seduta per un ora e mezzo, nonostante si votassero gli ordini del girono. Poi per mezz'ora sono entrati il segretario Enrico Zanetti e il capogruppo Andrea Mazziotti, che ha poi assicurato «presenza massiccia» oggi. Un segnale a Renzi, che dalla elezione di Zanetti ha sempre snobbato il partito e il suo nuovo segretario. Giovanni Innamorati FORZA ITALIA Il leader Silvio Berlusconi INFORMAZIONE E ISTRUZIONE IL PREMIER NON VUOLE FARE ERRORI SU TEMI COSÌ POPOLARI Rai, Renzi stringe sul piano ma Fi e M5Stelle non ci stanno Cdm rinviato a giovedì, sarà esaminato anche il ddl scuola l ROMA. La Rai insieme alla scuola. I due temi, molto popolari, che M at t e o Re n z i ha spiegato più volte di considerare all interno di uno stesso disegno, arriveranno giovedì in consiglio dei ministri. Il capo del governo per evitare errori ha preferito prendere più tempo per prepararli con ulteriore attenzione. Quello sulla tv pubblica è il primo passaggio di una riforma che il premier vorrebbe veder approvata dalle Camere entro l estate, in tempo per il rinnovo dei vertici che scadono a maggio. Il percorso parlamentare si annuncia però tormentato, almeno stando alle proteste dell opposizione di fronte alle indiscrezioni sulla nascita di un «ad» di nomina governativa. Ma anche nella maggioranza le posizioni non RAI La sede di Via Mazzini appaiono concordi, tanto che il Nuovo Centrodestra sembra intenzionato a sostenere una propria linea. «Stiamo mettendo giù una nostra proposta che sottoporremo al governo quando il tema arriverà all ordine del giorno in Consiglio dei Ministri fa sapere Ange - lino Alfano -. Noi abbiamo un idea molto chiara, cioè abbiamo un servizio pubblico che fa più ascolti della Bbc e più di altri Paesi e non dobbiamo smantellarlo ma rafforzarlo». Il premier non ha ancora sciolto tutti i nodi e, per trovare la quadra e decidere l iter da seguire, dovrebbe incontrare oggi il gruppo di parlamentari Pd già al lavoro sul tema. Giovedì potrebbero arrivare in consiglio le linee guida della riforma complessiva, che comprende più passaggi: la ridefinizione della mission dell azienda (con il rinnovo della convezione che scadrebbe l anno prossimo e del contratto di servizio già scaduto), anche per liberarla dalle lungaggini delle procedure per gli appalti pubblici; il nuovo canone, più basso e legato alla bollette elettriche o agli immobili per abbattere l evasione; le nuove regole per la governance, che arriveranno subito con un disegno di legge. L'obiettivo è da un lato avere un azienda meglio gestibile: per questo il premier vuole sostituire il direttore generale con un amministratore delegato, probabilmente di nomina governativa, e un cda con cinque membri e non nove come oggi e poteri ridotti. Le ipotesi sono creare un sistema duale con la nascita di un consiglio di sorveglianza che nomini i vertici o lasciare il potere di scelta al Parlamento tra una rosa di nomi indicata da soggetti indipendenti. Parallelamente all attività di governo, vanno avanti i contatti tra parlamentari Pd e M5S per tentare di arrivare ad un accordo. Oggi, a margine della riunione della Commissione di Vigilanza, dovrebbero incontrarsi Vinicio Peluffo e Ro - berto Fico. Dopo le aperture dei giorni scorsi, il deputato M5S mette le mani avanti: «Per noi l obiettivo è chiaro: rendere la Rai indipendente dal potere politico, dei partiti e, soprattutto, del governo». Critico anche Nicola Fratoianni di Sel: «Renzi e la riforma della Rai: fuori il Parlamento e dentro il governo! Davvero originale». Le proteste più dure arrivano però da Forza Italia, che propone di andare avanti con la privatizzazione dell azienda. «Questa riforma assomiglia alla creazione di un soviet», afferma Daniela Santanchè. «In Parlamento le mire egemoniche e le bramosie lottizzatorie del renzismo - avverte Maurizio Gasparri - saranno bloccate sulla base delle sentenze della Consulta». Michele Cassano I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGETTO DEL GOVERNO Dal Titolo Quinto al nuovo Senato l Ecco le principali novità previste dal gover no. CAMERA - Sarà l unica assemblea legislativa e anche l unica a votare la fiducia al governo. I deputati rimangono 630. SENATO - Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto da 95 eletti dai consigli regionali, più cinque nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Avrà competenza legislativa piena solo sulle riforme costituzionali e le leggi costituzionali e potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma Montecitorio potrà non tener conto della richiesta. Su una serie di leggi che riguardano il rapporto tra Stato e Regioni, la Camera potrà non dar seguito alle richieste del Senato solo respingendole a maggioranza assoluta. SENATORI-CONSIGLIERI - I 95 senatori saranno ripartiti tra le regioni sulla base del loro peso demografico. I consigli regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco. I M M U N I TA - I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l autorizzazione del Senato. TITOLO V - Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrut- LETTERA AGLI ALTRI FUORIUSCITI, MA MOLTI NON SONO D ACCORDO L ex grillino Battista si offre al governo in cambio di un ministero l ROMA. Si è fatto coraggio, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta agli ex M5S che con lui siedono al gruppo Misto al Senato. È ora di reagire, di abbandonare l immobilismo e di provare ad essere «responsabilmente attori attivi di un cambiamento» scrive Lorenzo Battista, quarantenne senatore triestino, ex grillino. Lo si può fare, dice, abbandonando le divisioni che esistono dentro al gruppo dei fuoriusciti dal Movimento ed utilizzando, finalmente, un po di «strategia politica». Costituendo un gruppo che ambisca ad entrare in maggioranza e, addirittura, chiedendo la responsabilità di un ministero. A dirigerlo potrebbe andare anche un tecnico, ma gli ex M5s ne dovrebbero essere i «responsabili delle linee politiche». Ma gli «ex» non sembrano intenzionati a seguirlo. Un percorso che qualcuno giudica di «fantapolitica». Se Luis Alberto Orellana, accoglie la proposta con favore («è arrivato il momento di riflettere sul punto a cui siamo arrivati e di mettere da parte le divisioni»), Alternativa Libera, la componente che ha raccolto la maggior parte degli aderenti alla Camera prende nettamente le distanze. «Noi non confluiremo in nessun gruppo politico»; soprattutto «non siamo interessati a poltrone» sottolineano. Ma anche tra i senatori fioccano i distinguo. Il percorso non interessa a quanti si sono riuniti in «Italia Lavori in Corso». «Caro Lorenzo, entrare in maggioranza è una prospettiva che non mi elettrizza affatto» dichiara Francesco Campanella. Ma anche tra quelli che non sono confluiti in altre componenti, come Movimento X, c'è perplessità. «Mi sembra fantapolitica, Battista fa i conti senza l oste. Siamo troppo divisi tra di noi» spiega Alessandra Bencini. Anche Adele Gambaro nega movimenti: «Non è in vista alcun cambio di gruppo, némio né, perquantomi risulti, di altri. Siamo al Misto e per quanto mi riguarda, resto all opposizione». «Proposta fuori tempo massimo. Io sto all oppo - sizione» dichiara anche Paola De Pin. Inevitabili gli attacchi degli M5s. Chi «mercanteggia per entrare nel governo merita solo una cosa: il più totale disprezzo» taglia corto l ex ideologo del Movimento, Paolo Becchi. Anche il senatore M5s Alberto Airola non è tenero: «Gli ex 5 stelle sono l'esempio del peggior opportunismo politico. Complimenti vivissimi». Francesca Chiri

9 PRIMO PIANO 5 ture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando lo richieda la tutela dell uni - tà giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell interesse nazionale». PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori (via i rappresentanti delle Regioni previsti oggi). Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. CORTE COSTITUZIONALE - Cinque dei 15 giudici Costituzionali saranno eletti dal Parlamento: 3 dalla Camera e 2 dal Senato. REFERENDUM - Serviranno firme. Dopo le prime la Corte costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità. LEGGE ELETTORALE - Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. DISCORSO AI TIROCINANTI «Da rispettare la dignità della persona. Essenziale la certezza del diritto. Impegno nella lotta alla corruzione» IL VICEPRESIDENTE DEL CSM Giovanni Legnini: bisogna evitare di indulgere in chiusure corporative e ci si deve guardare dalle lusinghe dell effimero protagonismo Mattarella ai magistrati «No a paura di sanzioni» «Sono da valutare gli effetti della legge sulla responsabilità civile» REGIONALI DEL VENETO IL COMITATO DI DISCIPLINA DEL CARROCCIO DECIDERÀ OGGI NELLA SPERANZA CHE NEL FRATTEMPO SI GIUNGA A UN INTESA Tosi non vuole fare passi indietro e la Lega preferisce prendere tempo l ROMA. Il caso Tosi mantiene sulle spine la Lega Nord e, indirettamente, Forza Italia e Ncd per via delle alleanze in vista delle regionali. Una decisione definitiva sulla permanenza o meno del sindaco ribelle all interno del Carroccio è stata rinviata a questo pomeriggio in modo da trovare, seppur in extremis, un intesa. Così ha stabilito il comitato di disciplina del partito incaricato della questione. Tema delicatissimo al punto che, riferiscono fonti interne, alla riunione nella sede di via Bellerio a Milano hanno partecipato tutti i big leghisti: da Umber to Bossi,aRoberto Calderoli e Roberto Maroni oltre che, ovviamente, al segretario Matteo Salvini. La scelta del rinvio è stata condivisa: vuole essere, viene spiegato, un gesto di apertura e disponibilità anche se restano le dure condizioni imposte al sindaco ribelle. l ROMA. Andare avanti «senza timori» nell azione giudiziaria, sia perché il governo non ha alcun intento punitivo, sia perché il Quirinale vigilerà sui reali effetti della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati della quale «andranno attentamente valutati gli effetti concreti» della sua applicazione. Sergio Mattarella parla di uno dei temi caldi, forse sarebbe meglio dire bollente, almeno a sentire gli allarmi dell Anm, del mondo della Giustizia e lo fa con la cautela che lo contraddistingue. Palcoscenico ideale dell i n t e r ve n t o presidenziale è il salone degli specchi del Quirinale dove sono riuniti ben 346 giovani magistrati in tirocinio accompagnati dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che ha subito aperto il campo a Mattarella spiegando senza peli sulla lingua che il magistrato deve «evitare di indulgere in chiusure corporative» ma soprattutto «si deve guardare dalle lusinghe dell effimero protagonismo». Ciò chiarito, tocca al capo dello Stato rassicurare le toghe che sbandano L'unico assente al vertice è stato Flavio Tosi. Salvini ieri ha scelto il silenzio. Nessuna risposta al sindaco scaligero che, invece, non ha abbassato i toni della polemica: «Se la Lega facesse la scelta di allontanarmi, vista la situazione, potrei tranquillamente candidarmi». Tosi va avanti per la sua strada e ribadisce la minaccia di fare una lista propria portandosi dietro Ncd, Corrado Passera e i «fittiani» di Forza Italia. Uno scenario che i leghisti non gradiscono, pur continuando a lasciar trapelare che i sondaggi in mano loro danno Zaia vincente di gran lunga su Alessandra Moretti (Pd) anche senza il sostegno di Tosi. C'è poi la questione dei 4-5 parlamentari fedeli al sindaco di Verona. Zaia, che ieri ha incontrato Salvini ricevendo «appoggio pieno e incondizionato» alla candidatura, non sotto il peso della doppia botta ricevuta dopo il provvedimento del governo che gli ha abbassato l età pensionabile (da 75 a 70 anni con una prevedibile uscita di circa 500 magistrati di alto livello nei prossimi tre anni) e la norma sulla responsabilità civile dei magistrati. E Mattarella lo fa senza criticare i provvedimenti ma fornendo la sua autorevole garanzia che quanto detto dal ministro della giustizia («dovremo poi valutare gli effetti concreti») non rimarrà parola al vento. A conferma di questa sua assicurazione Mattarella ricorda che il Consiglio superiore della magistratura è «organo di garanzia dell autonomia e dell indipendenza della funzione giudiziaria» e che lui, «nella duplice veste di presidente della Repubblica e di CSM Giovanni Legnini presidente del Csm», sarà sempre «attento custode» di questi valori. Ma ciò non significa che il presidente apra le porte del Quirinale al merito delle critiche di gran parte delle toghe alla responsabilità civile: «Seguire il modello di magistrato ispirato all attuazione dei valori etici ordinamentali vi aiuterà ad affrontare con serenità i compiti che vi aspettano e a non lasciarvi condizionare dal timore di subire le commenta l'ipotesi di una lista Tosi. «Auspico che si ponga fine a dibattiti sterili e a guerre inutili» chiosa il governatore. Eppure è anche da Zaia che passerebbe la soluzione alla «telenovela padana»: l ex ministro dovrebbe accettare di scrivere le liste insieme a Tosi; mentre il primo cittadino scaligero dovrebbe rinunciare alla sua lista e alla fondazione. Salvini e la Lega, oltre a non voler tornare indietro sulla decisione di inviare Giampaolo Dozzo come commissario per le liste in Veneto, non recedono dal proposito di espellere tutti i militanti del Carroccio che non rinunciano all iscrizione alla fondazione di Tosi. Chi non lo fa, questo pomeriggio sarà fuori. Umberto Bossi, storico nemico di Tosi, vorrebbe evitare questo scenario. Teodoro Fulgione conseguenze di eventuali azioni di responsabilità», ha a g giunto. Alle giovani toghe preferisce indirizzare altri e più etici messaggi ricordandogli i principi morali che sono alla base della professione che si accingono ad esercitare. Senza dimenticare la necessità di un sempre maggiore impegno nella lotta alla corruzione. Tema, quest ultimo, che sta particolarmente a cuore al neo presidente. «Non sarà mai abbastanza sottolineata l alterazione grave che deriva alla vita pubblica e al sistema delle imprese dal dirottamento fraudolento di risorse verso il mondo parallelo della corruzione», spiega chiedendo contestualmente «tempi rapidi» dei processi per garantire la «certezza del diritto». E in questo quadro emerge anche una preoccupazione di Mattarella sui diritti umani, «la dignità delle persone» che non deve mai essere violata. E quindi sembra chiedere, seppur con un linguaggio felpato, una maggiore attenzione alle misure cautelari, alle detenzioni eccessive, in sostanza agli eccessi delle manette. «Il magistrato osservi scrupolosamente» i doveri indicati dalla legge: «Imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo, equilibrio e soprattutto rispetto della dignità della persona. E consentitemi di sottolineare in particolare quest ul - timo elemento essenziale». Fabrizio Finzi IL SINDACO DI VERONA Flavio Tosi

10 .. RASSEGNASTAMPA AFFARI E FINANZA 15 1,130 Euro/Dollaro Euro/Sterlina Euro/Franco Euro/Yen Ftse Italia All Share +0,56% Ftse Mib +0,57% Ftse Italia Mid Cap +0,40% Ftse Italia Star +0,17% -0,94% -0,47% -0,08% -0,13% 1 1, , , ,31 0,740 1,08 134, , , , , ,105 0,725 1,07 132,88 1,080 0,710 1,06 131,30 02/03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/03 02/03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/03 02/03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/03 02/03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/03 S attenua l effetto Draghi Milano prima in Europa /03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/ /03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/ /03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/ /03 03/03 04/03 05/03 06/03 09/03 ANSA Piazza Affari sale, incerte le altre Borse Ue. Bene Saipem ed Eni FTSE MIB MIGLIORI SAIPEM BANCA POP. E. R. AT L A N T I A T E NA R I S ENI 9,68 7,67 23,74 13,39 16,58 +4,09 +3,65 +2,33 +2,29 +1,97 PEGGIORI R I F. VAR. % R I F. VAR. % TELECOM ITALIA MONCLER TOD S MEDIASET GTECH 0,803-0,68% 1,06 15,00 95,90 4,084 19,65-2,21-2,09-1,39-1,30-1,26 l Partenza senza scosse per il Quantitative easing. La Bce ha iniziato ieri il suo programma di acquisti di asset con l o b i e t t ivo di sostenere la crescita economica, ma i listini europei avevano già scontato nelle scorse settimane l effetto della mossa dell istituto centrale. Inoltre le nuovi tensioni fra Bruxelles e Atene e le prospettive di un rialzo dei tassi della Fed hanno rappresentato un freno agli acquisti. Le Borse europee hanno così chiuso contrastate con Londra, Parigi e Madrid in calo di mezzo punto e Francoforte e Milano sopra la parità. A Milano il Ftse Mib ha chiuso a +0,57% e il Ftse All Share a +0,54%. Bene, in particolare, Saipem (+4,09%) sulle indiscrezioni che il consorzio South Stream avrebbe iniziato a pagare l affitto delle navi nonostante l'addio al progetto del gasdotto arrivato nei mesi scorsi. Acquisti anche su Bper (+3,65%) e Bpm (+1,73%) che si sono mosse in vista del risiko bancario destinato ad aprirsi con la riforma degli istituti popolari. Giù, invece, Telecom (-2,21%). Poco mosso il fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,085 (1,0865 in chiusura di settimana) e 131,48 yen (131,35) Le chiusure delle Borse Dow Jones Nasdaq ,77% ,31% -5 New York , ,44 mentre il biglietto verde cvale 121,19 yen (120,91). Il petrolio Wti sale dell 1,69% a 50,45 dollari al b a r i l e. Il programma di acquisti della Bce è iniziato ieri. Per l Italia vorrà dire un piano che complessivamente porterà a comprare titoli per 150 miliardi di euro espandendo del 30% il bilancio della Banca d Italia. Cac 40 Ftse 100 Ftse Mib Aex Smi Dax -0,55% -0,51% +0,57% -0,33% -0,37% Parigi Londra Milano Amsterdam Zurigo Francoforte Tokyo Hong Kong 4.937, , ,35 488, , , , ,05 Sul mercato, per il momento, gli effetti sono sembrati limitati e lo spread sul titolo decennale è risalito in area 97 punti base con un rendimento, invece, in calo all 1,29% dall 1,33% di venerdì scorso. L attenzione degli operatori, in questa fase, appare maggiormente catalizzata sulla situazione greca con le nuove tensioni emerse anche ieri sull'asse +0,27% Nikkei -0,95% Hang Seng -0,17% ANSA Atene-Br uxelles. Se Francoforte ha comunque chiuso in rialzo dello 0,27%, Parigi ha ceduto lo 0,55% e Londra lo 0,51%. Milano è stato il miglior listino d Europa grazie al buon andamento di banche ed energetici. Insieme a Saipem, infatti, si è mossa bene anche Eni (+1,97%) dopo che Ubs ha alzato il giudizio sul titolo da «neutral» a «buy». Nel settore del credito, gli analisti continuano a riflettere sul risiko che potrebbe aprirsi con la riforma delle popolari. In particolare il Banco Popolare (-0,58%), nella lettera ai soci in vista dell approvazione del bilancio, ha spiegato di volersi candidare a diventare il terzo polo italiano dietro Intesa Sanpaolo e Unicredit. Le due potenziali prede appaiono Bper (+3,65%) e Bpm (+1,73%) che ieri sono state promosse anche da un report di Goldman Sachs. Atlantia (+2,33%) ha beneficiato della decisione di proporre all assem - blea una cedola più alta delle attese. Nel settore assicurativo, Generali ha guadagnato l 1,07% dopo che Il Sole 24 Ore ha ipotizzato un payout più alto già quest an - no con un dividendo di 0,7 euro per azione. Male, invece, Telecom Italia che ha pagato le indiscrezioni sulla rete con il possibile coinvolgimento di Wind e Vodafone in Metroweb. Male anche il lusso con Moncler che è arretrata del 2,09%, Tod s dell 1,39% e Yoox dell 1,22%. Fra i titoli a minore capitalizzazione, bene le società immobiliari che approfittano della riduzione dello spread: Gabetti ha chiuso a +18,85%, Risanamento a +15,29% e Prelios a +9,92%; quest ultima fra l altro approverà i conti oggi. Acquisti, infine, su Cti (+7,17%) che ha annunciato novità positive sullo sviluppo di un far maco. A Francoforte gli acquisti si sono concentrati sui titoli maggiormente legati all export. Bayer ha guadagnato l 1,8%, K+S l 1,74% e ThyssenKrupp l 1,16%. Bene anche Lufthansa (+0,84%). Deutsche Boerse, invece, è arretrata dell 1,03% dopo che il tribunale della Ue ha rigettato il ricorso contro la decisione della Commissione europea di vietare la fusione con Nyse Euronext. A Parigi, Edf ha perso il 2,82% e Areva l 1,5% risentendo negativamente dell ipotesi avanzata da Segolene Royal di una fusione fra i due gruppi energetici. Male anche Orange (-5,73%) che come tutti i telefonici francesi è stata colpita da un ondata di vendite in attesa di possibili novità sul mercato che saranno presentate domani dall operatore Free. A Londra, ancora acquisti su Weir (+4,08%) sulle ipotesi che il gruppo di ingegneria possa essere venduto. Male, invece, il cementiero Crh (-3,82%) e il gruppo immobiliare British Land (-1,73%). AZIONI FTSE MIB A2A AT L A N T I A AU T O G R I L L AZIMUT HOLDING BANCA MPS BANCA POP. E. ROMAGNA BANCA POP. MILANO BANCA POPOLARE BUZZI UNICEM C A M PA R I RIFERIMENTO VA R. % 0,8935-1,16 23,74 +2,33 8,76 +1,15 23,26 +0,26 0, ,61 7,67 +3,65 0, ,73 13,71-0,58 12,74-1,09 6,09-0,16 CNH INDUSTRIAL ENEL ENEL GREEN POWER ENI E XO R FIAT CHRYSLER AUTOMOB. FINMECCANICA GENERALI GTECH INTESA SANPAOLO RIFERIMENTO VA R. % 7,345 4,078 1,851 16,58 38,86 14,15 11,00 18,93 19,65 2,986-0,47-0,29-0,27 +1,97-0,23 +0,64 +1,20 +1,07-1,26 +0,88 LUXOTTICA MEDIASET M E D I O BA N C A MEDIOLANUM MONCLER PIRELLI & C P RYS M I A N SAIPEM SALVATORE FERRAGAMO S NA M RIFERIMENTO 56,05 4,084 8,325 6,875 15,00 13,53 17,70 9,68 27,95 4,542 VA R. % RIFERIMENTO VAR. % -0,18-1,30-0,24 +0,07-2,09 +0,37 +0,45 +4,09-0,18 +0,62 S T M I C RO E L E C T RO N I C S TELECOM ITALIA T E NA R I S TERNA-RETE ELET. NAZ. TOD S UBI BANCA UNICREDIT UNIPOLSAI WORLD DUTY FREE YO OX 8,475 1,06 13,39 4,008 95,90 7,23 6,135 2,64 10,67 20,31-0,47-2,21 +2,29-0,20-1,39 +0,28 +0,25 +0,00-0,37-1,22

11 Venerdì 6 marzo 2015 PUGLIA E BASILICATA 17 TA R A N T O DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO IL FATTO Al gruppo Riva erano state chieste garanzie per 230 milioni euro rispetto alle poche centinaia di migliaia di euro iniziali Fideiussioni per i rifiuti una sentenza pro-ilva Illegittima la richiesta della Provincia, vacilla una ipotesi di reato MIMMO MAZZA «Ambiente svenduto»: oggi finirà la requisitoria della Pr o c u r a l TA R A N TO. Quello che per la magistratura penale è illecito, per la giustizia amministrativa è lecito. Sul fronte Ilva non è la prima volta che Procura e Tar-Consiglio di Stato valutano in maniera diversa i provvedimenti riguardanti la grande fabbrica. Con la sentenza del Consiglio di Stato depositata lunedì scorso, però, scende definitivamente il sipario sulla questione delle fideiussioni chieste dalla Provincia all azienda per la gestione dei rifiuti nel siderurgico, e sarà inevitabile un riverbero anche nel procedimento «Ambiente svenduto» per il quale proprio oggi è in programma la conclusione della requisitoria dei pubblici ministeri e il probabile avvio degli interrogatori chiesti da alcuni imputati. La Procura contesta a Fabio e Nicola Riva, figli del defunto patron dell I l va Emilio, agli ex direttori della fabbrica Luigi Capogrosso e Adolfo Buffo, ai fiduciari Lanfranco Legnani, Alfredo Ceriani, Giovanni Rebaioli, Agostino Pastorino, Giuseppe Casartelli, Cesare Corti; ai capi reparto e ai capi area Marco Andelmi, Angelo Cavallo, Ivan Dimaggio, Salvatore De Felice, Salvatore D Alò, all ex presidente Bruno Ferrante e all ex responsabile delle relazioni esterne Girolamo Archinà la violazione del decreto legislativo 152/2006 e del decreto legislativo 36/2003. I 17 imputati, secondo l accusa, avrebbero omesso di presentare le necessarie garanzie finanziarie relative agli impianti di stoccaggio, smaltimento e recupero dei rifiuti ubicati nell Ilva, esercitando, di fatto, attività di gestione rifiuti non autorizzata; avrebbero effettuato attività di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi in discariche non autorizzate in considerazione della mancata presentazione delle predette garanzie finanziarie; avrebbero effettuato attività di recupero di rifiuti non autorizzate ed attività di gestione di sottoprodotti in assenza dei requisiti di legge, trasferendo i rifiuti di stabilimento nelle discariche non autorizzate. Il Tar di Lecce prima e ora anche il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati del gruppo Riva Letizia Mazzarelli e Franco Perli (anch e gli coinvolto nell inchiesta «Ambiente svenduto») hanno deciso definitivamente nel merito della vicenda riguardante la diffida firmata il 2 novembre 2012 dal dirigente del settore Ambiente della Provincia di Taranto Raffaele Borgia, che non aveva accolto le garanzie finanziarie presentate dall Ilva. Per evitare che i gestori di impianti per i rifiuti abbandonino il sito una volta esaurito, evitando così di adottare le cautele previste per prevenire l inquinamento della falda e dei terreni circostanti, in sede autorizzativa la legge prevede la richiesta di adeguate garanzie finanziarie. Per la sola attività di messa in riserva dei rottami ferrosi per la produzione di materia prima secondaria per l industria metallurgica, l impor to delle garanzie richieste dalla Provincia ammonta a ben 231 milioni di euro a fronte di garanzie presentate per poche centinaia di migliaia di euro. Il Consiglio di Stato pur riconoscendo il potere amministrativo di fissare le garanzie finanziarie, ha ritenuto illegittima la richiesta di maggiori garanzie in aggiunta a quelle precedentemente fissate e regolarmente corrisposte da Ilva. Alla luce di tale sentenza ora potrebbe risultare difficile per la Procura continuare a sostenere l omessa prestazione di garanzie finanziarie e dunque insistere per il rinvio a giudizio di 17 imputati per questo specifico capo di i m p u t a z i o n e. TA R A N TO Assemblea dei metalmeccanici con il leader Fiom Landini A Taranto il segretario Fiom Landini «Lo Stato può restare al timone dell Ilva i Riva hanno combinato tanti disastri» TARANTO - Prepara la manifestazione nazionale del 28 marzo contro il Jobs act (che definisce un «provvedimento pessimo»), attacca governo e Finmeccanica sostenendo che l obiettivo è quello di «svendere le aziende» e ipotizza che l in - tervento diretto dello Stato nell Ilva possa durare oltre il periodo di transizione. Ha parlato a tutto campo Maurizio Landini. Il segretario nazionale della Fiom Cgil ieri era a Taranto per partecipare all assemblea generale dei metalmeccanici. «Io - ha osservato Landini - non do per scontato che questo processo possa semplicemente concludersi con la vendita a qualcuno perchè se uno risana e le cose funzionano si tratta anche di capire quale può essere la presenza dell'intervento pubblico, che tipo di impresa si può fare». Landini, insomma, ritiene che «la newco non sia l'unica soluzione possibile. Ci sono anche altre forme che possono essere affrontate: la bad company, la quotazione in borsa». Secondo il leader della Fiom la nuova legge può essere «un'occasione vera che non può essere sprecata nè per i lavoratori nè per i cittadini di Taranto nell'ottica di un'azienda che torni a essere un'azienda che non solo produce acciaio, ma non inquina, non ammazza nessuno ed è in grado di poter garantire un futuro a questo paese». Soffermandosi sul ricorso dei Riva contro la dichiarazione dello stato di insolvenza dell'ilva, Landini ha risposto candidamente: me la cavo con una battuta. «I Riva - ha affermato - di disastri ne hanno fatti abbastanza. Quindi, se si dessero una calmata farebbe bene alla loro salute e farebbe bene anche al paese. Se siamo in questa situazione qualche responsabilità mi pare ci sia e i Riva per come hanno gestito e per come hanno fatto industria ce le hanno tutte». [giacomo rizzo] CAMPIONARIA IL PRESIDENTE PATRONI GRIFFI TIRA IL BILANCIO E ANNUNCIA LE PROSSIME MANIFES TA Z I O N I Fiera, boom di esposizioni Oggi l evento Fse sui giovani l BARI. «È una Fiera rinnovata, viva e piena di entusiasmo, quella che nei primi mesi del 2015 ha già proposto nuove rassegne specializzate che hanno ottenuto un ottimo riscontro in termini di presenze e consensi». Così il presidente della Fiera del Levante, Ugo Patroni Griffi sugli ultimi eventi organizzati nel quartiere barese. Mentre oggi, alle ore 9.30, sarà inaugurato dal presidente Nichi Vendola l eve n t o «I giovani pugliesi: energia alternativa», dedicato dalla Regione alla presentazione delle esperienze più significative realizzate con il supporto delle risorse comunitarie Fse e, più in generale, alle politiche regionali dedicate alla formazione e promozione dell'imprenditorialità giovanile: nei padiglioni 18 e 20 della Fiera del Levante (ottomila metri quadri di spazio)si terranno le iniziative, tra cui la settima edizione del «Bollenti Spiriti Camp», i laboratori, i convegni, i desk informativi sulle misure attive e le esperienze dell Osservatorio regionale dei sistemi di istruzione e formazione. In Fiera si sono svolte «Bip-Bici in Puglia», rassegna nata con l intento di favorire e diffondere la cultura della ciclabilità, che ha visto la partecipazione di 60 espositori che rappresentavano circa 100 aziende, ed è stata visitata da oltre persone. Notevole anche la partecipazione agli eventi che si sono svolti nei tre giorni di fiera, organizzati dal Gal Trulli e Barsento e dalla Regione con l Asses - sorato alla Mobilità. Nelle stesse giornate, nello Spazio 10 della Fiera, si è svolta la prima edizione del «Festival della Comunicazione ed Informazione», la manifestazione, organizzata dal Consiglio Regionale della Puglia e dal Co.Re.Com caratterizzata da un ricco calendario di incontri e seminari con giornalisti, comunicatori, esperti di marketing, professori universitari e specialisti dei social: 30 desk espositivi, 8 workshop e 21 RoadShow. Il Festival proseguirà dal 26 al 29 maggio a Bari e Lecce. Si è appena conclusa anche la IV edizione di «Levante Prof», dedicata alla panificazione e alla filiera del grano. Un esposizione di 16 mila mq. con250 tra aziende e marchi, che ha visto la partecipazione di oltre 20 mila visitatori, con un incremento del 20% di espositori e visitatori rispetto all'edizione passata. Di grande interesse - riporta una nota della Fiera - anche i prossimi appuntamenti in programma nel quartiere: l ottavo Meeting del Volontariato (il 14 e 15 marzo, ad opera del Centro di Servizio San Nicola, oltre 100 associazioni di volontariato prenderanno parte all evento «Amanti della realtà. Dalla periferia al centro»). Ad aprile, dal 16 al 18, le specializzate Costruire Edil Levante, biennale internazionale dell edilizia, Sitep Tetto & Pareti, BioEdilizia, e le new entry SMA, Salone Mediterraneo per la gestione del ciclo dell Acqua e SMG, Salone Mediterraneo del Gas. PRESIDENTE Ugo Patroni Griffi PUGLIA L ASSESSORE AL CAPOGRUPPO AZZURRO: VADA SUL SITO DI PUGLIAPROMOZIONE, C È TUTTO. LA REPLICA: SETTORE IN CRISI Turismo, polemiche senza fine tra Godelli e FI l BARI. «Desidero dare un piccolo suggerimento al consigliere Zullo, che dichiara di non sapere dove trovare i dati dei flussi turistici pugliesi. Basta cercare su internet il portale ufficiale "agenziapugliapromozione", e di seguito, in detto portale, cliccare la voce "osservatorio del turismo" per trovare tutti i dati che desidera. Come richiede la legge, infatti, essi vengono resi noti attraverso il sito ufficiale». Così l assessore al Turismo Silvia Godelli replica alle polemiche sollevata dal capogruppo di FI. «Se invece Zullo non usa internet, gli propongo di leggere i giornali - e non solo quelli locali - che ad ogni conferenza stampa di Pugliapromozione pubblicano i dati sui flussi turistici pugliesi. Certo non possiamo mandarglieli a casa in un plico infiocchettato». All ironia dell assessore, replica piccato Ignazio Zullo: «L assessore Godelli fa finta di non sapere che i dati che ho richiesto (arrivi e presenze italiane e straniere per l arco di tempo ) non ci sono sul sito, e mi risponde con un ironia che sarà suonata beffarda per tutti gli operatori turistici pugliesi: saranno anche aumentati gli arrivi, ma si è ridotto drasticamente il numero di turisti che soggiorna nel territorio. È questo il vero dato - dice - che dimostra che in Puglia non sia stata costruita un offerta in grado di rendere la Regione una meta turistica, e non solo di transito verso altre destinazioni. Albergatori, ristoratori, gestori di lidi e attività coinvolte: lamentano tutti una riduzione del fatturato. Ciò significa che i milioni e milioni di euro spesi per le politiche turistiche sono stati semplicemente inefficaci, in assenza di una politica in grado di programmare un offerta convincente ed attrattiva stanziale. Un fallimento del centrosinistra che ha saputo solo chiacchierare e non realizzare, perdendo l occasione di valorizzare le bellezze paesaggistiche e culturali di cui pullula la Puglia». Le altre notizie I CANONI SULLE SPIAGGE Palese (FI): il governo revochi le riscossioni n «Il Governo Renzi sembra volersi accanire su alcune categorie, come ad esempio quella dei concessionari balneari». A denunciarlo è il deputato di FI Rocco Palese, secondo il quale «in assenza di un riordino della legislazione di settore resa ancor più urgente da recenti sentenze dalla giustizia amministrativa, occorre che il Governo sospenda la riscossione dei canoni pertinenziali e la revoca della concessione ai balneari incapaci di far fronte al pagamento dei canoni calcolati sui valori Omi (Osservatorio del Mercato Immobiliare)». Nei giorni scorsi, informa Palese, dal Tar Toscana è arrivata l'ennesima sentenza a favore dei balneari. «Essa attribuisce al titolare della concessione demaniale il diritto di superficie e di proprietà dell'immobile anche in muratura da lui realizzato su suolo demaniale. E stabilisce che tali costruzioni non sono da considerarsi per tinenze demaniali marittime. Ne deriva che nel calcolo del canone demaniale lo Stato non può e non deve includere il valore di quei beni immobili. Tale sentenza, che si aggiunge a quelle precedenti di Consiglio di Stato e Cassazione, rende necessario che lo Stato smetta di esigere dai balneari canoni che non può più pretendere e che diventano sempre piú esosi tanto che migliaia di imprenditori si trovano nella impossibilità di pagarli e rischiano di vedersi revocare la concessione».

12 17 DE TOMASO Questione di diritto, più che... È >> CONTINUA DALLA PRIMA da più di un secolo - da quando cioè il premier Giuseppe Zanardelli ( ) fu l ispira - tore della legge speciale (approvata, postuma, nel 1904) per la Basilicata, e Francesco Saverio Nitti ( ) fu il consulente della legge speciale (1904) per Napoli -, che il Mezzogiorno attende la mossa vincente, lo scacco matto al sottosviluppo. Ma, immancabilmente, a dispetto di annunci solenni e di pronostici super-accreditati, la mossa decisiva svanisce mentre il divario con il resto del Paese tende a risalire. In condizioni di normalità, il Sud avrebbe già dovuto avvicinarsi al Nord. La legge dell economista inglese Colin Clark ( ) è chiara in proposito: un in - dustrializzazione allo stato iniziale tende a crescere al ritmo di un neonato, il cui peso corporeo nel primo atto di vita aumenta di un chilo al mese; un industrializzazione matura, invece, deve accontentarsi di ritmi di crescita più blandi. Ma la corsa del Meridione all equi - pollenza col Nord è cominciata con due handicap da stroncare un toro, cioè con due date fatali da scoraggiare pure le comunità più dinamiche: nel 1860 si verificò il drenaggio della ricchezza monetaria del Sud, assai più cospicua rispetto a quella del Piemonte (che così pagò i debiti di guerra); nel 1887 vennero introdotte le tariffe doganali a tutela dell in - dustria del Nord e, purtroppo, anche del latifondo del Sud, dell agricoltura più lontana dallo spirito imprenditoriale profuso nell Alta Italia dal piemontese Camillo Benso conte di Cavour ( ) e dal suo successore, il toscano Bettino Ricasoli ( ), due innovatori, due fuoriclasse nella conduzione delle aziende agricole. Per rimediare a un arretratezza che rischiava di sfociare nell eternità, la classe politica della Prima Repubblica ha cercato di affrontare e risolvere la questione meridionale - dopo i velleitarismi magniloquenti del fascismo - attraverso i cosiddetti poli di sviluppo: mega-impianti industriali che avrebbero fatto da chioccia produttiva e imprenditoriale nei territori del loro insediamento. Ma questa industrializzazione dall alto, auspicata e benedetta da un vero amico del Sud come l economista Pasquale Saraceno ( ), non tenne conto dell ef fetto indotto del dirigismo di Stato: la degenerazione clientelare determinata da partiti e correnti a caccia di voti. Più che u n industrializzazione dall alto, si realizzò la rov ellizzazione degli apparati industriali, dal nome dell industriale petrolchimico Nino Rovelli ( ), simbolo della Razza Predona, e improduttiva, foraggiata dagli aiuti di Stato. Non solo. La predilezione dello Stato imprenditore verso il settore siderurgico e petrolchimico fu il peccato originale da cui scaturirono i disastri ambientali e le devastazioni territoriali di cui le cronache di Taranto offrono ogni giorno materiale a iosa. La storia del Sud conferma ancora una volta che in economia non ci sono automatismi consolidati. Solo la presunzione illuministica sul nesso indissolubile tra sostegno dello Stato e sviluppo territoriale può alimentare questa pia aspirazione. Se mancano altri requisiti, se difettano altre premesse, se il cosiddetto capitale umano scarseggia, se non esiste quella «borghesia umanistica» auspicata dal meridionalista Guido Dorso ( ), non ci sono santi che tengano. Neppure San Francesco ( ) riuscirebbe a confezionare miracoli. La riforma del lavoro concepita da Renzi di certo riduce i costi per le imprese. Il che costituisce un passo avanti. Anche i nove miliardi ricordati da Delrio rappresentano una bella cifra. Ma se somme assai più ingenti non hanno generato sviluppo in passato, non si capisce perché debbano farlo oggi. Vale, al riguardo, lo stesso ragionamento sull inondazione monetaria avviata da Mario Draghi: le banche avranno più soldi a disposizione, ma se saranno poche le imprese in grado di restituire i (possibili) prestiti, i quattrini immessi dalla Bce resteranno nei cassetti degli istituti di credito. Col risultato, davvero beffardo, di aver germogliato un po d inflazione, ossia un altra tassa, meglio nota come riduzione del potere d acquisto dei consumatori (eufemismo). Qual è la via d uscita, allora? Nessuno possiede la bacchetta magica, ma nel Sud la miscela esplosiva tra assistenzialismo compulsivo, Regioni inefficienti, classi politiche ingorde, pubbliche amministrazioni giurassiche e lentocratiche, poteri criminali insaziabili e fiscalismo ossessivo ha prodotto sullo sviluppo economico più danni di un eruzione vulcanica. Venirne fuori è impresa ciclopica, anche perché da tempo è in atto, in tutto lo Stivale, una sorta di pubblicizzazione dei rapporti economici privati (concepiti alla stregua di relazioni tra pubblici ufficiali). E non si è mai assistito nella storia dell uomo a un boom economico fondato sul diritto pubblico a scapito del diritto privato. Di conseguenza: se il diritto privato continuerà a svanire, l Italia rimarrà d ov è. Figuriamoci il suo Mezzogiorno. Giuseppe De Tomaso MANGANO Una grandinata dopo l altra... S >> CONTINUA DALLA PRIMA e è vero, come è vero, che lamentarsi è uno degli sport più praticati dagli italiani, è altrettanto innegabile che la più grande fabbrica del Mezzogiorno rischi di chiudere i battenti. E il pericolo che il delitto possa tradursi in un sacrilegio dalle proporzioni ingombranti non è remoto se si considera che, in piena recessione, l agricoltura continua a difendersi egregiamente, tanto da registrare incrementi sul fronte occupazionale e del Pil. L embargo deciso dalla Russia dello zar Putin in ritorsione alle sanzioni applicate da Usa e Europa per l invasione dell Ucraina da parte di Mosca, arreca danni enormi all ortofrutta pugliese, anche se parte dei prodotti riesce a lasciare le frontiere italiane grazie a Moldavia, Romania e Ucraina. La Puglia agricola, ma anche turistica, è sul filo del rasoio: un batterio maledetto, Xylella Fastidiosa, attacca gli ulivi (ed ora anche la macchia mediterranea) di una vasta area del Salento mettendo a rischio non soltanto un volano economico di primo piano, ma anche il volto del Tacco d Italia, la sua immagine, il suo paesaggio, la sua geografia, la sua storia. Gli alberi dalle foglie argentate - ora bruciacchiate dal batterio - sono l e m bl e m a della regione. Nel loro nettare c è il Dna della Puglia, la sua storia. Quei tronchi contorti, ritratti da grandi maestri della pittura, sono i Guardiani del territorio. Ce li invidiano dovunque, tanto da commissionarne il furto per adornare le ville della Padania. Ed ora l Europa ne ordina l abb attimento. Certo, il governo con la batteriosi c entra quanto il cavolo a merenda, ma non sono poche le croci dell agricoltura create dalla politica. Non intendiamo celebrare processi sommari - altro sport assai praticato nel Belpaese - ma non possiamo dar torto a quegli agricoltori che nutrono un odio incommensurabile nei confronti dell Imu. Dopo i danni arrecati dall imposta agli immobili, vero PALAZZO CHIGI Graziano Delrio, 55 anni tesoretto degli italiani, il governo ha deciso di prescrivere la medesima «terapia» ai terreni. Il risultato è devastante: valori dei fondi in caduta libera, chiusura certa per migliaia di aziende. E la mazzata diventa fatale per il Mezzogiorno, per la sua gente che ha siglato un patto con il diavolo pur di coltivare la terra, esponendosi a rischi naturali elevatissimi: grandine, pioggia, neve, gelo. Ma nei terreni l Imu avrà effetti ancora più pesanti di quelli prodotti nel campo immobiliare. Il motivo è tanto semplice quanto aberrante: in agricoltura si colpisce il bene strumentale. Ma l Imu non è altro che l ultima delle tragedie che si consumano sulla pelle degli agricoltori. Il peso dei contributi previdenziali è enorme, schiaccia le aziende deprimendone ogni iniziativa se non quella di tirare i remi in barca. E che dire poi del costo della manodopera che ha raggiunto livelli da tregenda? E come considerare l Irap, la tassa rapina, che si abbatte con la violenza di un uragano sulle attività produttive? La verità fa male, ma va detta: la riforma della Pac (politica agricola comune) sbeffeggia l Italia, mortifica il Sud, predilige ancora una volta le colture continentali, relegando in un angolo olio, grano, pomodoro. Quando lo scarso peso italiano in ambito comunitario si mescola all approssimazione di Strasburgo e Bruxelles, si genera una miscela nauseabonda. Ma torniamo nei nostri confini: forse poco viene fatto per evitare che su molte strade pugliesi i camion carichi di olive viaggino scortati per evitare assalti di galantuomini. E con grande probabilità non ci si impegna più di tanto per evitare che i contraffattori «costruiscano» falso olio extravergine d oliva, utilizzando nocciole, clorofilla e deodorante. Così si uccide l agricoltura, l occupazione, la storia, l onestà, l orgoglio del popolo dei campi pugliese. La speranza è che non si azzeri la loro dignità, magari tassandola. Ma evitiamo di dirlo ad alta voce: qualcuno potrebbe sentirci e partorire un nuovo tributo. Marco Mangano LETTERE E COMMENTI CHE AMBIENTE FA di GIORGIO NEBBIA Energia, l eterna questione nucleare H o provato a chiedere in giro e alcuni non sanno di che cosa si tratti, alcuni ricordano che deve essere qualcosa che ha a che fare con il nucleare. Eppure quell 11 marzo di quattro anni fa, alle due del pomeriggio ora locale, un fortissimo terremoto nel Mare del Giappone, proprio davanti alle coste di Fukushima, ha provocato una delle più grandi tragedie industriali della storia e ha fatto crollare un mondo di affari e illusioni. Il terremoto fece sollevare l acqua marina in una onda alta 15 metri (tsunami, le chiamano) che ha invaso la terra ed è penetrata nella centrale nucleare della cittadina. L acqua di mare ha allagato e interrotto il funzionamento delle pompe di circolazione dell acqua di raffreddamento dei tre reattori in funzione; immediatamente sono intervenute le barre che fermano il flusso dei neutroni e la fissione nucleare. Per la mancanza di acqua i reattori però hanno continuato a scaldarsi per il calore liberato dal decadimento spontaneo delle diecine di tonnellate di materiali radioattivi, uranio, plutonio e prodotti di fissione, contenuti nel loro nocciolo che è fuso. Il calore ha provocato la formazione di idrogeno che è esploso distruggendo le strutture di acciaio e cemento contenenti i tre reattori con dispersione nell ambiente delle sostanze radioattive. I soccorritori si sono trovati davanti a rottami, aria, terreno e acque contaminati; ci sono stati episodi di coraggio e di sacrificio di operai e tecnici che si sono esposti ad alta radioattività per riattivare la circolazione dell acqua dell oceano in modo da disperdere almeno una parte delle sostanze radioattive nel grande mare, evitando conseguenze che avrebbero colpito un gran numero di abitanti dell i n t e ro Giappone. La fusione del nocciolo dei reattori è il grande pericolo temuto dai costruttori di impianti nucleari, un evento che, secondo le previsioni statistiche, avrebbe potuto verificarsi una volta ogni centinaia di anni di funzionamento di un reattore nucleare. E invece era già successo nel 1979 in un reattore americano, senza contaminazione radioattiva esterna (la radioattività era stata trattenuta all interno del reattore); era poi successo ancora nel 1986 in un reattore a Chernobyl in Ucraina, con incendio e liberazione di radioattività nell aria; tale radioattività si era sparsa su parte dell Europa (era arrivata anche nell Italia settentrionale). In seguito a questo incidente, peraltro previsto dai movimenti antinucleari, in Italia si tenne nel 1987 un referendum che, a larga maggioranza, impose la cessazione delle attività nucleari in Italia. R A L L E N TA M E N TO -Dopo Chernobyl è rallentata la costruzione di nuove centrali in tutto il mondo, ma la potente industria nucleare ha lentamente ripreso fiato; di due centrali, dichiarate ultrasicure, progettate in Francia è stata iniziata la costruzione in Finlandia e in Francia. La cosa sembrava così allettante che nel maggio 2008 il IV governo Berlusconi, appena insediato, annunciò di voler costruire anche in Italia centrali nucleari di nuova generazione capaci di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell ambiente. Ci furono accordi fra le società elettriche Enel italiana e Electricité de France, francese, e poi leggi e decreti che avrebbero dovuto regolare le localizzazioni delle future centrali e garantire la sicurezza attraverso nuove agenzie. Nel 2010 il movimento antinucleare depositò una richiesta di referendum per l abrogazione di tali leggi; contro il referendum, fissato per il giugno 2011, nel gennaio-febbraio dello stesso anno ci fu una forte propaganda filonucleare, proprio alla vigilia della catastrofe di Fukushima che dimostrò ancora una volta la fragilità della tecnologia nucleare. La alta partecipazione al referendum e la grande maggioranza antinucleare fecero tramontare del tutto, di nuovo il sogno del nucleare italiano. Per fortuna, perché oggi i famosi reattori francesi ultrasicuri sono ancora da completare e non si sa quando entreranno in funzione. Comunque le industrie nucleari non mollano, sostenendo che solo il nucleare può far diminuire i pericoli dei mutamenti climatici dovuti al crescente uso di carbone e petrolio e può far fronte ad un aumento del prezzo del petrolio; l a g enzia internazionale per l energia ha di recente previsto che possa essere necessaria, da oggi al 2050, la costruzione nel mondo di altre 400 centrali nucleari: una previsione assurda sul piano della disponibilità delle risorse naturali, della sicurezza dell ambiente e ancora più sul piano economico, soprattutto davanti al trionfale cammino delle fonti energetiche rinnovabili. Queste brevi considerazioni si propongono di dimostrare quanta cautela occorra nelle scelte dei governi in materia di energia e di materie prime; molte tecnologie, dietro promesse meravigliose, nascondono spesso delle trappole da cui poi è difficile uscire. E il caso delle fonti di energia fossili, le cui riserve non sono illimitate e il cui crescente uso provoca inquinamento locale e contribuisce ad aggravare i mutamenti climatici a livello planetario. E il caso dell energia nucleare che, anche quando non serve più, lascia delle scorie radioattive di cui è difficile liberarsi per secoli; lo dimostra il dibattito appena cominciato in Italia sul deposito delle diecine di migliaia di tonnellate delle scorie radioattive presenti nel nostro paese. Da qui l importanza, a livello parlamentare, di un controllo tecnico-scientifico delle prevedibili conseguenze ambientali e sociali di scelte che, a prima vista, sembrano tanto promettenti.

13 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. 6 Primo piano COMUNALE 2015 Renziani all attacco. L azzeramento del Pd materano? «Non basta. Servirebbero delle investiture chiare» «Ora siamo liberi di scegliere» Vincenzo Viti e gli errori del centrosinistra «E stato sfarinato. Ormai è difficile ricomporlo» di PIERO QUARTO MATERA - «Libertà di coscienza e di scelta e lo sfarinamento del centrosinistra. Uno straordinario risultato». A parlare e a mostrare i mal di pancia dell'area renziana, e non solo, è ancora una volta Vincenzo Viti che in attesa di una posizione ufficiale e chiarificatrice mette in campo una posizione che sottolinea come la rottura sia diventata di fatto inevitabile e porterà sostanzialmente a ridurre la forza politico-elettorale del Pd e rendere ancora più complicata la composizione di una coalizione coesa attorno a Salvatore Adduce. Insomma una debolezza politica evidente attorno a cui nascerebbe la campagna elettorale del sindaco uscente ed un'azione che non viene in nessun modo attenuata, anzi, agli occhi dei renziani dalle dimissioni di Muscaridola, arrivate fuori tempo massimo e non nell'ottica di un disegno più ampio. Cos è in effetti avvenuto? Perché conservate una posizione critica? «E avvenu - to ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti. Si è voluto mortificare fino all insulto il segretario regionale che sollecitava un approfondimento anche sulla base di un confronto ancora in atto. Si sarebbe potuti arrivare a definire un percorso unitario. Ma si è voluto determinare il fatto compiuto da parte di una direzione cittadina dimezzata, eletta «Una direzione cittadina dimezzata che è stata eletta da un congresso contestato» peraltro da un congresso tuttora contestato, in controtendenza con il duplice risultato delle pregresse primarie a Matera e ignorando la condizione di una città ormai divisa - sostiene Viti che poi ribadisce come non ci siano i margini per ricomporre la situazione - Allo stato degli atti non mi «Si è voluto mortificar e fino all insulto il segretario r egionale Luongo» Vincenzo Viti pare possibile recuperare un minimo di condivisione che peraltro non riguarda solo noi dell area Renzi, ma anche altre sensibilità e posizioni che si sono manifestate e si vanno esprimendo all interno del partito. Appare d altra parte sempre più evidente in cosa consistesse la vittoriosa missione di cui si parla nei comunicati stampa postumi. Appariva necessario, al di là della tutela di una candidatura (che nessuno di noi aveva pregiudizialmente escluso) difendere con i denti un meccanismo di riproduzione del potere che è stato alla base della frattura che si è andata determinando sia nel Pd che nella società civile». Parole molto dure che testimoniano la rottura in corso. «Fa sorridere perfino l auspicio che, una volta (?) separate le responsabilità e le funzioni di Sindaco e di Presidente della Fondazione, si pervenga alla identificazione, per la Fondazione, di una personalità di caratura inter - nazionale, magari con la erre moscia e con l accento possibilmente francese. E una battuta. Ma illustra l ambiguità di una situazione che è diventata intollerabile. Certo non sottovalutiamo gli effetti dell azione che nel partito abbiamo promosso, mirata al rinnovamento e alla qualità della nuova classe dirigente. L az - zeramento del comitato cittadino, se volesse rappresentare il segno di autentico cambiamento e l apertura di una pagina nuova, dovrebbe essere contrassegnata subito da investiture chiare nel segno di una radicale discontinuità, naturalmente orientata a perseguire le migliori convergenze possibili. La immediata distinzione di responsabilità fra Sindaco e Presidente della Fondazione dovrebbe preludere ad una reimpostazione del progetto per Matera Un progetto da arricchire e da reimmergere nella storia di una città che non è cominciata ieri». Viti rimette in campo i temi dibattuti e sottolineati in queste settimane di vano confronto. «Superfluo parlare del rilancio del profilo della governance di cui non si parla nemmeno e della individuazione di una squadra di amministratori e di consiglieri che assuma la sfida della qualità, della trasparenza, del disinteresse e della passione civile: tutti ingredienti ancora da mobilitare, considerate le individualità che tuttora si affacciano e si propongono sulla scena cittadina. Naturalmente la selezione non può che essere affidata a scelte politiche preventive e non solo al giudizio del voto popolare». Poi la presa di posizione e la sottolineatura che di fronte «All'estrema criticità della situazione nella quale ci muoviamo e per la quale credo che ormai si affermi l esi - genza di una consapevole libertà di coscienza e di scelta. E mancato purtroppo il rispetto della regola, fondamentale in un partito, della convivenza e del rispetto reciproco: una regola che a Matera non ha finora funzionato. Vedo che si vanno affacciando altre candidature che rappresentano il sintomo di una disgregazione figlia di una situazione che si è andata colpevolmente deteriorando. Appare ormai chiaro che uno degli effetti visibili della cosidetta missione è lo sfarinamento del centrosinistra, quindi la difficoltà di ricomporlo intorno ad una scelta condivisa. Uno straordinario risultato!». Il Pd e il centrosinistra vanno avanti in ordine sparso, un'autentica mazzata per Adduce che dovrà ricostruire una coalizione che si è mossa su basi debolissime in questi anni e che ora è arrivata inevitabilmente all'implosione. In queste condizioni toccherà ripartire da zero e neanche il risultato di Capitale europea della cultura nel 2019 basterà da solo a cambiare una realtà che è molto più fragile di quanto già non appaia. RIPRODUZIONE RISERVATA TRE LISTE A SOSTEGNO Tortorelli dice sì Nasce Osiamo Alla fine ha detto sì. Angelo Tortorelli, presidente della Camera di Commercio, ha accettato la proposta dei componenti del Movimento Osiamo, riuniti ieri pomeriggio all Hotel del Campo, che gli hanno chiesto di candidarsi a sindaco della città. I dubbi delle ultime ore si sono trasformati in certezza e sabato o, al più tardi, domenica il programma elettorale verrà illustrato nel corso di una manifestazione pubblica. Ieri, come ci si aspettava, è stata una giornata frenetica che ha condotto al risultato finale che in molti si aspettavano. Le liste di Osiamo do - vrebbero essere tre a sostegno di un candidato che, lo ribadisce anche dopo aver accettato di candidarsi, vuole unire e non dividere la città, pur in un momento così complicato. Nell intervista rilasciata ieri al Quotidiano, d altronde, Tortorelli aveva chiarito che la sua scelta avrebbe avuto senso se intesa come rappresentativa di tutti coloro che Nel weekend manifestazione pubblica per presentare candidati e programma elettorale nel 2010 non si erano recati alle urne. «Ho un dovere civico nei loro confronti - aveva detto, e ieri lo ha rispettato fino in fondo. Si apre ora una corsa che indica nuovi scenari all interno del centrosinistra, segnato dall itine - rario accidentato che ha condotto alla ricandidatura di Salvatore Adduce e che gli ambienti renziani non I componenti del movimento si sono riuniti ieri all Hotel del campo per convincerlo ad accettare hanno accolto con favore come sostiene chiaramente Vincenzo Viti (vedi articolo in pagina). La presenza di Angelo Tortorelli nella corsa alla poltrona di sindaco aggiunge elementi che l elettorato non sottovaluterà nel momento della scelta anche alla luce del liberi tutti che Viti indica alla parte del Pd che rappresenta. Le intenzioni del neo candida-

14 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. Primo piano 7 Parla il candidato sindaco Antonio Materdomini Dirigenti più coraggiosi e Comune più tecnologico Cinque Stelle pronti alla sfida di ANTONELLA CIERVO Angelo Tortorelli correrà da sindaco con il Movimento Osiamo che dovrebbe avere tre liste to, solo accennate nell intervi - sta al Quotidiano, non facevano questioni di cifre, ma di condivisione di un progetto che recuperi l unità cittadina solo apparentemente ritrovata dopo la vittoria nella sfida per la Capitale europea della cultura nel E in tema di corsa per la vittoria, resta ancora da comprendere cosa deciderà a questo punto l ex presidente della Provincia e attuale direttore della Confapi di Matera, Franco Stella. RIPRODUZIONE RISERVATA MATERA - Correre per diventare sindaco non lo spaventa. Al contrario l idea dei Cinque Stelle, applicata alla pubblica amministrazione è il metodo migliore per cambiare la storia, a cominciare dal rapporto fra cittadini e enti locali. Antonio Materdomini, candidato sindaco a Matera del Movimento Cinque Stelle, parla della sua visione di città, che è poi quella già realizzata in altre realtà italiane. «Cureremo gli interessi della comu - Tra gli attivisti c è anche un materano di 72 anni che si è impegnato per la sua città nità e non dei soliti poten - ti». Uno degli stru - menti princi - pali sarà il bilancio partecipato. «Verrà inserito tra i punti di forza del nostro programma. cercheremo di migliorare il funzionamento della macchina comunale. Dalle segnalazioni dei cittadini, emerge una situazione su cui bisogna intervenire, a cominciare dai dirigenti che dovranno essere sostituiti da persone che ha il coraggio di prendere delle deci - «Saremo più capillari e raggiungeremo i cittadini nelle piazze per confrontarci con loro» Antonio Materdomini, candidato sindaco, con Beppe Grillo sioni». Per farlo, la squa - dra che accom - pagne - rà nella sua corsa Mater - domini ha dalla sua la convinzione e la passione, come dimostra il senior del gruppo, un ex commerciante di mezzi agricoli di 72 anni a cui non manca la voglia di tecnologia e di impegnarsi per la propria città. «Un altro degli aspetti su cui si dovrà intervenire è l efficienza della struttura comunale. Uno strumento utile potrebbe essere l open source, programmi gratuiti, banali solo in apparenza ma indispensabili per facilitare e velocizzare alcuni processi. Richieste di certificati, firma digitale potranno essere usati in modo più frequenti con un risparmio evidente dei costi. La tecnologia c è, basta solo usarla». In Italia i Comuni con sindaci a Cinque Stelle indicano chiaramente che il programma funziona. «Penso a Livorno, Civitavecchia e Parma nonostante qualcuno sostenga che Pizzarotti fa danni anche se i cittadini sono soddisfatti». Materdomini ha, tra i nodi centrali del suo programma, quello legato all urbanistica. «Se dovessimo governare la città, il nostro primo provvedimento sarebbe bloccare tutte le concessioni edilizie - spiega perentorio - attualmente Matera è dimensionata per un numero di abitanti superiore a quello che c è. Che senso c è, dunque, nel continuare a costruire, se non per favorire le solite imprese? La città deve diventare a misura d uomo, vivibile, vedendo dove si pò intervenire». E il turismo non è secondario. «Aver conseguito la vittoria per il 2019 è una grande opportunità, che si deve sfruttare nel miglior modo possibile, con benefici su tutta la città, non solo su pochi materani». Campagna elettorale a costo zero e, come sempre, condivisa con tutti gli attivisti. «Proporremo le nostre idee e non quello che erroneamente trapela all esterno. Saremo più capillari possibile e di coinvolgere la cittadinanza. Non abbiamo la presunzione di essere i migliori, ma vogliamo che le decisioni della città vengano prese dai cittadini». Lo dimostra un concorso che nei mesi scorsi il Movimento Cinque Stelle ha promosso per la ricostruzione della ex Centrale del Latte. «Abbiamo analizzato diverse proposte che sranno scelte dai cittadini». Ambiente e discarica. «La tutela della salute è fondamentale. Una città come la nostra non può avere un sistema di raccolta dei rifiuti come quello attuale. Fondamentale è il principio dei rifiuti zero appena approvato è importante. Se sarà valido, non lo cambieremo». RIPRODUZIONE RISERVATA

15 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. 8 Primo piano ECONOMIA Il nuovo rapporto della Cgil sul sommerso: nel 2014, irregolari. Più della media del Sud «Lavoro nero, la legge è ferma» Ok della Giunta al ddl ma non ci sono i soldi Il sindacato: «La Regione lo consideri una priorità» POTENZA - Una piaga sociale che, a dispetto dei freddi numeri, non mostra nessuna tendenza alla guarigione. Eppure, nonostante questo, il principale strumento che la Regione ha predisposto, dopo una lunga concertazione con le parti sociali, rimane nel cassetto. Ufficialmente, non Ristorazione e turismo i settori più colpiti ci sono risorse adeguate. Per la Cgil, però, la lotta al lavoro nero va considerata una priorità. Non può essere archiviata. Per il sindacato, trovare qualche centinaio di euro per finanziare il disegno di legge approvato ormai un anno fa dalla Giunta, ma che ancora non è arrivato in Consiglio, deve essere accompagnato da una precisa volontà politica. Anche perché la legge in questione potrebbe, nel tempo, autofinanziarsi da sola. Con l'emersione dei tributi fiscali locali e nazionali, oltre che favorire una qualificazione più generale del sistema produttivo. Ed è per questo che ieri mattina i tre segretari della Cgil, Vincenzo Iacovino, Anna Russelli e Giuliana Scarano ha tenuto una conferenza stampa in cui è stato presentato il nuovo rapporto sull economia sommersa lucana. Una nuova iniziativa per sollecitare le istituzioni a procedere senza indugi. Secondo le loro stime per il 2014, sono circa 50 mila i lavoratori non regolari. Dai dati si potrebbe leggere una diminuzione di 450 unità rispetto al Ma - precisano - i tre segretari, la lettura è diversa: il numero cala perché la crisi ha spazzato via anche una fetta di quelle realtà in cui il lavoro irregolare è prassi. Come testimonia l incidenza in termini percentuali. Secondo la Cgil, la crescita del lavoro irregolare si concentra soprattutto in determinati settori, come la ristorazione e il turismo. Inoltre, il dato lucano attesta la Basilicata al di sopra della media del Mezzogiorno: l incidenza dei non regolari in Basilicata è del 23,5 per cento rispetto a una media per le regioni del Sud del 19,7 per cento. In Italia, più in generale, il valore economico del sommerso arriverebbe a «picchi» medi di 416 milioni di euro, rispetto ai 256 della Germania e ai 302 ALLA SATA FCA Melfi: il lavoro c è, gli autobus no Denuncia Cisl: «Operai appiedati» POTENZA - Ancora problemi per i lavoratori che si recano allo stabilimento Fca Sata di Melfi a bordo di pullman. La Fim Cisl Basilicata - che si era già occupata della questione alcune settimane fa - segnala disagi soprattutto sulla tratta Potenza- San Nicola di Melfi coperta dalle autolinee Centro Sud. Pochi i posti a disposizione a seguito delle nuove assunzioni e bus che viaggiano sempre più spesso sovraccarichi, tanto che, ieri mattina - fa sapere il sindacato - alcuni lavoratori, non potendo usufruire del servizio, sono stati costretti ad utilizzare mezzi propri per coprire gli 80 km che separano il capoluogo da San Nicola. Il pullman è stato inoltre costretto a fermarsi a Sant'Angelo di Avigliano per consentire ai viaggiatori in piedi, giustamente indignati per il disservizio, di prendere il bus proveniente da Oppido, dello stesso vettore. Vibrante la protesta dei lavoratori della Sata e dell'indotto che chiedono un adeguamento dei servizi di trasporto per poter raggiungere i posti di lavoro in modo dignitoso senza ulteriori aggravi sia economici che di sicurezza. Il mancato adeguamento dei trasporti alle mutate esigenze del polo automotive di Melfi è stato al centro, venerdì scorso, di un incontro tra sindacati metalmeccanici e il presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi. «Il problema è concreto e va affrontato e risolto in tempi brevissimi perché la fabbrica non aspetta, commenta il segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, che si appella alle istituzioni locali, in primis Regione e Province, affin - chè pongano mano ad un forte potenziamento del trasporto pubblico verso il polo industriale di San Nicola. Non chiediamo la luna - conclude il sindacalista della Fim - ma almeno un servizio di trasporto degno della sfida industriale che si sta realizzando a Melfi. della Francia. Il valore economico minimo stimabile dell economia sommersa - fa sapere sempre la Cgil - oscilla invece tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro, con un evasione fiscale tra i 399 e i 490 milioni. I segretari hanno inoltre ricordato che per ogni euro sottratto al sommerso, circa il 50 per cento va poi nelle casse dello Stato e della Regione in termini di tassazione: anche per questo motivo, il sindacato ha sollecitato l approvazione di una legge di contrasto al lavoro nero, secondo lo schema concertato con le stesse organizzazioni sindacali, «che in partenza richiede circa 500 mila euro, ma con effetti positivi per la stessa economia - hanno concluso i rappresentanti della Cgil - Bisogna reperire i fondi, ma si tratta di scegliere le priorità dell agenda politica». marlab Il neo segretario al posto di De Nicola Landini commissaria la Fiom Nominato Brancato POTENZA - Seppure non lo sia nella forma, nella sostanza lo si può considerare quasi un commissariamento: cambio di guardia alla Fiom Cgil, con una investitura che arriva direttamente dall alto della segreteria nazionale, con la nomina di Massimo Brancato che di fatto prende il posto dell ormai ex segretario regionale Emanuele De Nicola. La cosa risale ormai già a un paio di settimane fa, anche se fino a ora la notizia non aveva avuto molto risalto. Brancato arriva dalla segreteria nazionale del sindacato di Landini, responsabile per il Mezzogiorno. Ufficialmente il cambio di guardia è stato voluto - con De Nicola che ha offerto la propria disponibilità a rimettere il mandato - per far fronte a questa fase importante e delicata che si trova a vivere lo stabilimento di Melfi. Ma dentro ci sono tutte le dinamiche legate alla complessa situazione in cui si trova la Fiom, in posizione antitetica rispetto a quella dall azienda ma anche e soprattutto rispetto a quella delle altre sigle di categoria. NIDO FAMILIARE Oggi la conferenza di Romaniello e Cifarelli POTENZAE prevista per questa mattina alle 10.00, presso la sala 3 del palazzo del Consiglio regionale, la conferenza stampa dei consiglieri Giannino Romaniello (Gm) e Roberto Cifarelli (Pd) per illustrare alla stampa due proposte di legge. La prima concerne lo Sviluppo della produzione e vendita diretta di piccoli quantitativi di prodotti agricoli locali tradizionali di qualità. La seconda proposta di legge è relativa, invece, all istituzione del nido familiare con Tagesmutter (mamme di giorno). «Quest'ultima proposta di legge ricordano i consiglieri - fu già presentata nel corso della passata legislatura e andò in quarta Commissione consiliare (Politica sociale), ma non arrivò mai in Consiglio a causa della chiusura anticipata della legislatura in seguito alle dimissioni dell'allora Presidente Vito De Filippo».

16 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. 9 Dopo il Consorzio di bonifica, scatto di reni del capogruppo Cifarelli all attacco: «Ora si stabilizzino tutti i precari» UNA proposta destinata a far discutere, quella che arriva dal capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. Il consigliere incalza il presidente Pittella, all indomani dell annunciata stabilizzazione di tutti i lavoratori precari del Consorzio di bonifica Bradano Metaponto, con quella che ha quasi il sapore di una provocazione, di un attacco politico. Dopo lo strappo di Matera, la resa dei conti è iniziata. E la presa di posizione che arriva dal capogruppo Pd sembra andare proprio in questa direzione. Il presidente del gruppo commenta positivamente la decisione resa nota dal commissario, Giuseppe Musacchio, ma, a questo punto, alza la posta: «Ritengo che la Giunta regionale ed il presidente Pittella innanzitutto, debbano nello stesso modo dare indicazione ai direttori, ai dirigenti della Regione ed ai responsabili degli enti ed agenzie sub regionali affinché venga chiusa al più presto la lunga stagione del personale precario». «Il presidente Pittella afferma il capogruppo del Pd - ha opportunamente dato impulso al commissario per la stabilizzazione dei precari sulla base di una precisa volontà della maggioranza che regge il suo governo. L idea che viene fuori dal comunicato stampa del commissario del Consorzio di bonifica che il presidente Pittella possa aver dato indicazione di stabilizzare il personale di quell ente piuttosto che quello dell Alsia, oppure dell assistenza tecnica del Po-Fesr, oppure dei vincitori di concorso dell Arbea, oppure del personale del 118 o di quant altri attendono da anni di veder stabilizzata la propria posizione lavorativa così come richiesto a più Il capogruppo, Roberto Cifarelli riprese anche dalle organizzazioni dei lavoratori e dallo stesso Consiglio regionale, non può passare senza una opportuna puntualizzazione e un chiarimento sulla reale volontà da noi più volte già espressa. «Nel rispetto della normativa vigente conclude Cifarelli - ritengo che il processo di stabilizzazione del personale, in armonia con le riforme in corso prima fra tutte quella che riguarda il personale delle Province, deve continuare con celerità. In questo modo avremo affrontato in maniera equa il tema della stabilizzazione dei lavoratori augurandoci di mettere al più presto la parola fine alla stagione del precariato». A sinistra la conferenza stampa dei tre segretari della Cgil di Basilicata in cui è stato presentato il nuovo rapporto sul lavoro nero VENTURE CAPITAL Nuovo bando Ve n e rd ì la presentazione SI chiama Facciamo crescere le imprese ed è l iniziativa che si terrà a venerdì (a partire dalle 16 e 30) presso il Centro della creatività Salvia di Tito Scalo per presentare il fondo di venture capital e illustrare le modalità di accesso al bando. All incontro, oltre alla presenza istituzionale del Presidente della Regione, Marcello Pittella e dell'assessore, Raffaele Liberali, parteciperanno esperti del mondo del Venture Capital e componenti del comitato tecnico di valutazione del fondo regionale. L'obiettivo è far conoscere e promuovere lo strumento di aiuto alle imprese e alle start-up che investe e sostiene da vicino il business aziendale nelle diversi fasi del ciclo di vita, dal seed all'expansion. A questo proposito ci saranno momenti di confronto con il mondo imprenditoriale per discutere delle aspettative, e con il mondo bancario, per approfondire il sostegno offerto alle start up dal Medio Credito Centrale. L'evento si concluderà con il racconto offerto dai beneficiari dei precedenti fondi di Venture Capital gestiti da Sviluppo Basilicata al fine di fornire la testimonianza della loro esperienza. Primo piano IN BREVE Il futuro della Basilicata Convegno ad Anzi DOVE va la Basilicata?. Sarà questo il tema del convegno che si svolgerà domani, con inizio alle ore 18,00, presso l Au - ditorium del Comune di Anzi, a cui interverrà il Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata Piero Lacorazza. L ini - ziativa è promossa dal circolo Pd di Anzi. Nuovi fondi Ue Ottati illustra gli obiettivi «UN approccio proattivo dei nostri dirigenti e funzionari nell organizzazione del lavoro, finalizzata alla massima celerità dell attività e della valutazione degli investimenti proposti dal mondo agricolo». Questa la priorità dell assessore regionale all Agricoltura, Michele Ottati, che ieri ha incontrato la struttura burocratica dipartimentale, finalizzato a fare il punto sugli obiettivi strategici perseguiti dalla politica agricola regionale. «Il dipartimento - ha detto ancora - dovrà rispondere alle osservazioni dell Ue sulla bozza di Programma di sviluppo rurale entro marzo, al contempo appronterà i provvedimenti per le manifestazioni di interesse sui bandi per i primi insediamenti ai giovani agricoltori e alle Organizzazioni di produttori, infine emetterà i primi bandi entro luglio prossimo». Garanzia Giovani candidature entro il 31 C È tempo fino al 31 marzo per presentare le candidature relative all avviso Mul - timisura della Regione. Il bando, pubblicato sul Bur n. 10 del 1 marzo 2015, indica le modalità per individuare i soggetti attuatori delle misure del Piano di attuazione regionale (Par) e realizzare così il Programma Garanzia Giovani in Basilicata. Lo annuncia l assessore alle Politiche di sviluppo lavoro formazione e ricerca Raffaele Liberali, che sottolinea l impor - tanza di avviare un processo di riorganizzazione e qualificazione del sistema integrato delle politiche attive in Basilicata, per sostenere la nascita di nuove imprese e accrescere le competenze dei giovani per l'ingresso nel mercato del lavoro. Il bando multimisura commenta Liberali è lo strumento di accelerazione del Programma Garanzia Giovani e valorizza le specializzazioni dei soggetti operanti nell ambito dei servizi di orientamento, formativi, di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Di fondamentale importanza, inoltre, è il raccordo tra soggetti pubblici e privati al fine di raggiungere il maggior numero possibile di giovani Neet, e assicurare ai destinatari la fruizione dei servizi previsti dal Programma in modo integrato. Potenza (Dc): «Il ruolo dei cattolici in politica» «LE VICENDE di profonda lacerazione del Pd materano non possono che preoccupare anche chi non ha la tessera del Pd ed in primo luogo allarmano i cattolici impegnati in politica che guardano con speranza al futuro di Matera e dell'intera regione e di conseguenza alle nuove opportunità di benessere sociale. Solo qualche giorno fa, in occasione della morte del Presidente-galantuomo Raffaele Dinardo, tanti autorevoli dirigenti del Pd nell'esaltare il suo nobile esempio di servizio della nostra gente hanno ricordato quella fase politica regionale che, con i dovuti distinguo storici, ha molte similitudini con l'attuale perchè il nodo di oggi, come quello di ieri, è la contaminazione tra cattolici e sinistra nel Pd e fuori». Lo dichiara Giuseppe Potenza (Dc-Libertas Basilicata). «Dinardo era riuscito a svolgere quel delicato compito di mediatore tra le due componenti essenziali della politica italiana traghettando la Basilicata da una fase istituzionale convulsa ad una nuova e di rispetto-confrontodialogo tra ex comunisti ed ex democristiani.

17 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. 10 Primo piano PETROLIO La nomina è arrivata il primo marzo L ad è da oltre 30 anni al lavoro per il colosso petrolifero francese di VALERIO PANETTIERI FRANCOIS RAFIN è stato nominato amministratore delegato della Total Italia. Su di lui, che in Total ci lavora dal 1979, fino a ieri aleggiava un alone di mistero a causa della sua improvvisa rimozione da amministratore in Uganda ad un anno dalla nomina. Una partenza che gli analisti giudicarono «inaspettata». Anzi, per un po di tempo sono circolate voci che lo volevano definitivamente fuori dal colosso petrolifero francese a causa dei ritardi accumulati sul rilascio delle licenze in territorio africano. Lì a gestire le concessioni, è una joint venture che in un solo anno pare avrebbe ottenuto soltanto una licenza. Il ritardo di produzione, in una situazione economicamente non favorevole visti i bassi prezzi del petrolio, avrebbero spinto Total a rivedere le sue strategie africane. D altronde poco tempo fa il gruppo francese aveva annunciato un taglio dei costi e degli investimenti per tutto l an - no in corso e comunque fino ad un nuovo aumento dei prezzi del petrolio al barile. Eppure in Africa dal 2012, anno dell insedia - mento sul territorio, l azienda avrebbe sviluppato nuove tecniche di estrazione perforando il primo pozzo orizzontale in Africa con tecnologie 3d. A dispetto delle voci Rafin adesso dovrà gestire la costola italiana di Total e soprattutto il progetto Tempa Rossa con la costruzione del centro oli sulle montagne della Basilicata. A dire la verità la nomina è arrivata il primo marzo 2015, ed è già operativa. E forse la chiave del trasferimento sta proprio in quella tecnologia sperimentata in Uganda. Si tratta di un sistema di iniezione nel pozzo di una miscela di acqua e polimeri non precisati che servono per rendere il petrolio grezzo più leggero, favorendone così la fuoriuscita. Tecnologia che, a quanto pare, Total non ha intenzione di vendere ad altre compagnie. Ma Rafin prima di Uganda e Italia si è occupato per Total sia di costruzione che estrazione e sviluppo di impianti petroliferi in Gran Bretagna, Tunisia, Secondo alcune voci aveva lasciato l azienda Il fumo nero dai camini del centro oli nell ultima anomalia re g i s t r a t a sabato scorso Dall Africa a Tempa Rossa Rafin arriva a Total Italia Trasferito un anno dopo l incarico ad amministratore in Uganda Al super manager il compito di velocizzare i lavori a Gorgoglione Spagna, Indonesia, Egitto, Francia, Algeria, Venezuela e Thailandia. Ma almeno per quanto riguard ala Basilicata i giochi sono quasi fatti, bisognerà solamente aspettare il completamento del centro oli. Opera che dovrebbe essere pronta entro massimo tre anni. In effetti sugli otto pozzi autorizzati già sei sono pronti mentre altri due sono in attesa di perforazione. Mancano, però, le autorizzazioni necessarie. Non mancano invece quelle sulla costruzione del centro di trattamento oli dove gli idrocarburi estratti, convogliati tramite una rete di condotte interrate, verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (grezzo, gas metano, zolfo, Gpl). Il petrolio sarà trasportato tramite condotta interrata all oleodotto Viggiano- Taranto, mentre il gas sarà convogliato alla rete nazionale di distribuzione. Prevista anche la costruzione di un centro di stoccaggio Gpl dotato di 4 punti di carico stradale. Polemica dei 5 stelle dopo l ennesima anomalia al Centro oli Eni di Viggiano «Sulla fiammata cosa dirà Berlinguer?» «Non c è nessuna prova del tanto annunciato potenziamento energetico» NON è più tempo di interrogazioni, c è bisogno di agire. Il senso del documento dei consiglieri del Movimento 5 stelle alla Regione è più o meno questo. E il tutto a pochi giorni di distanza dalla fumata nera che ha interessato il centro oli di Viggiano e ad una settimana esatta dalle risposte dell assessore Berlinguer sull interrogazione di Leggieri sulal fiammata del 18 gennaio scorso. «L avvocato (di Eni?) - scrivono i pentastelalti -Berlinguer, ci teneva a tranquilizzare ancora una volta i Lucani: dopo anni di estrazioni selvagge l Eni finalmente ha avviato un piano di ammodernamento dell impianto di approvvigionamento energetico. Si tratta di alcuni interventi fatti in collaborazione «E ora di affrontare il problema in maniera seria» con Enel che, oltre ad aumentare i megawatt a disposizione del Centro Oli, predisponevano l impianto all attivazione della quinta linea utile raggiungere l obiettivo dei 104mila barili al giorno (forse questo il vero scopo dello stop temporaneo del centro?). I fatti parlano chiaro: o questi interventi di implementazione energetica non sono mai avvenuti oppure l in - frastruttura per il trasporto dell energia lucana non è all altezza per la gestione del carico di lavoro del centro oli. Lo stesso Vito Santarsiero ha evidenziato stizzito le carenze della rete elettrica lucana, stigmatizzando i prolungati blackout dei giorni scorsi dovuti ad una normalissima nevicata, disagi che hanno riportato migliaia di cittadini indietro nel tempo, senza luce e riscaldamento, abbandonati e senza alcuna assistenza. L esperimento petrolifero lucano continua in barba a tutto e tutti ed è sempre più evidente la volontà di voler fare della Basilicata un deserto, l ambiente ideale per questo tipo di attività. Assessore Berlinguer, Presidente Pittella, dimostrateci il contrario: è giunta l ora di affrontare duramente questa continua mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini di questa regione, già troppo vessati nel corso degli anni. Presadiretta ha acceso un grande faro sulla Basilicata petrolifera, provocandovi non pochi mal di pancia, ma il vero mal di pancia è quello dei cittadini lucani stufi di vedere offesa la loro dignità. Vi riproponiamo la domanda a cui non avete risposto in consiglio: avrà qualche minimo di concretezza quanto minacciato con la diffida che avete inoltrato a Eni? Si abbia il coraggio di prendere decisioni drastiche altrimenti le forme di protesta si faranno sempre più clamorose ed eclatanti».

18 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. Primo piano 11 La lettera del direttore del Crob ai presidi per organizzare degli incontri Il registro tumori spiegato a scuola «Massima disponibilità per discutere sui dati raccolti e pubblicati» A sinistra: il cantiere di Tempa Rossa e il nuovo amministratore delegato di Total Italia Francois Rafin. In alto: il Crob di Rionero LA CONFERENZA STAMPA Marcello Pittella fa il punto sui permessi di ricerca in Basilicata QUESTA mattina, alle 9 e 30 nel palazzo della Regioen Basilicata il presidente della Giunta Marcello Pittella terrà una conferenza stampa per far eil punto sui permessi di ricerca di petrolio in Basilicata allo stato attuale. Si tratta di un incontro volto a chiarire alcuni aspetti legati anche alle recenti polemiche scoppiate dopo il servizio di Presadiretta sul territorio lucano. L opinione pubblica in questo momento è divisa sul numero di richieste di estrazione e concessione attualmente attive in Basilicata. Già più volte Pittella ha cercato di spiegare l entità delle concessioni, a partire proprio dalla lettera inviata un giorno dopo ai vertici di Rai 3 e alla redazione del programma. Secondo Pittella infatti il numero delle autorizzazioni non andrebbero di SERGIO CAPARROTTI * segue dalla prima argomenti che non conosco, ma come Lei può comprendere non posso esimermi, per pura, mi creda, onestà intellettuale, dal fare alcune considerazioni sul passo che riguarda la cardiochirurgia. La Signora Franconi, forse perché non è lucana, non conosce bene la storia passata e recente della cardiochirurgia del San Carlo, e come si sa dalla storia si impara molto, anche ad evitare gli errori già commessi. Negli anni di Tesler richiamati nella conversazione, noi c erava - mo, ed erano anni di grande entusiasmo, anni in cui costruivamo la cultura cardiochirurgica frequentando i più accreditati Centri europei, ma erano anche anni in cui la cardiologia interventistica, quella dell angioplastica coronarica tanto per semplificare, non era ancora nata. C era quindi tanto spazio, ma soprattutto tanto spazio c era perché la cardiochirurgia del San Il governatore Marcello Pittella ad occupare una vasta porzione del territorio lucano. Concetto peraltro ribadito anche nel dossier pubblicato poco tempo fa dove il governatore ha risposto alle domande relative alla filiera petrolifera su tutto il territorio lucano. IL CROB di Rionero vuole spiegare i dati del registro tumori nelle scuole. Così almeno annuncia il direttore generale della struttura oncologica lucana, Giuseppe Cugno, che avrebbe raccolto il sollecito di Marcello Pittella. E così, in una lettera inviata a tutti gli istituti lucani, Cugno ha annunciato massima disponibilità e apertura per eventuali incontri con gli studenti. L obiettivo è raccontare l andamento delle patologie tumorali. E dopo le discussioni dei giorni scorsi sui dati del 2011 appena pubblicati lo stesso Crob vorrebbe partire con una campagna di informazione destinata ai più giovani. E infatti nella lettera viene ribadito che dal sito web dell istituto si possono scaricare i dati del registro. Tornando alla questione incontri: ogni Istituto che desidera avere un confronto dovrà contattare il direttore dell Epidemiologia Clinica, Biostatistica e Registro Tu- Il direttore generale del Crob Giuseppe Cugno mori Rocco Galasso. «Con questa iniziativa - ha detto Galasso - s inten - de fare chiarezza su un fenomeno fin troppo oggetto di valutazioni, alcune strumentali, altre politiche, in modo da poter affrontare la questione conoscendone i rigorosi termini scientifici. Il Direttore del Registro Tumori, nelle scuole che chiederanno di incontrarlo, fornirà agli studenti tutte le informazioni sull andamento della patologia oncologica, sulla base di informazioni certe, codificate e archiviate e utili per studi e ricerche. Attualmente in Itala sono attivi 43 registri di popolazione (38) o specializzati (5) che seguono complessivamente circa 28 milioni di italiani, corrispondenti al 47 per cento della popolazione residente totale. «Cardiochirurgia sovradimensionata»non è stata mai fermata l emigrazione» Carlo era in concreto l unica nel meridione a sud di Napoli. E si giovava di una struttura megagalattica: quattro sale operatorie, più di venti posti letto di terapia intensiva, quattro reparti di cardiologia che avrebbero dovuto essere fonte continua di pazienti; ricordo ancora un articolo di un settimanale a tiratura nazionale che titolava al riguardo Potenza come Houston. Eppure nonostante queste condizioni estremamente favorevoli, il massimo della produzione che riuscivamo a fare era non più di interventi, probabilmente per una non attenta gestione del territorio, diciamo così, o per un veniale peccato di presunzione che però ci è costato molto caro. Molti pazienti emigravano al nord. Noi giovani eravamo limitati nella pratica chirurgica e anche per questo tra invidie e gelosie si crearono tra di noi quelle diatribe mai sedate anzi se mai istigate, che diventate croniche hanno poi generato il terribile clima che ha portato allo sfacelo. Poi, quando Tesler andò via e molti di noi scelsero di fare altrettanto, avendone la possibilità, cominciarono gli anni che definisco del medioevo. Quando ritornai a Potenza da Direttore, seppi che negli anni precedenti avevano prodotto meno di 300 interventi. Quindi per il mandato ricevuto Le informazioni raccolte includono il tipo di cancro diagnosticato, il nome, l indi - rizzo, l età e il sesso del malato, le condizioni cliniche in cui si trova, i trattamenti che ha ricevuto e sta ricevendo e l'evoluzione della malattia. Questi dati sono essenziali per la ricerca sulle cause del cancro, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, per la progettazione di interventi di prevenzione e per la programmazione delle spese sanitarie. Alla formazione del Registro Tumori della Basilicata hanno contribuito diverse autorità sanitarie presenti sul territorio». La discussione scaturita nelle ultime settimane riguarda soprattutto la rilevazione fatta nelle aree petrolifere. Secondo il rapporto L inci - denza tumorale in Basilicata è inferiore alla media nazionale ed in linea con le regioni meridionali. Questo dicono i dati al 2009 del Registro Tumori della Basilicata. Potenza e il Vulture Alto Bradano sono le aree con la maggiore incidenza; il Lagonegrese- Pollino è invece la zona con la minore. Su questo il Movimento 5 Stelle aveva sollevato dubbi sui dati, parlando piuttosto di «un generale aumento delle neoplasie in tutta la Basilicata». Concetto peraltro ribadito anceh dall europarlamentare Piernicola Pedicini, che prima della nomina svolgeva il lavoro di fisico medico proprio all interno del Crob di Rionero in Vulture. Forse proprio per questo Cugno ha sentito la necessità di poterne discutere nelle scuole, mettendo a confronto i dati disponibili ed informando anche in un ottica di prevenzione. Basterà questo a spegnere le polemiche sui metodi d indagine legati al registro tumori? Galasso: «Vogliamo fare chiarezza su un fenomeno fin troppo oggetto di valutazioni strumentali e politiche attraverso il rigore scientifico» dall allora Direttore Generale Dr Michele Cannizzaro, mi rimboccai le maniche e producemmo più di 500 interventi per anno. A differenza però di quanto sottolineato prima in condizioni nettamente sfavorevoli: eravamo circondati da cardiochirurgie, alcune delle quali create dal sottoscritto, che lavoravano a pieno regime, da cardiologie che ormai praticavano di routine procedure interventistiche con grande e a volte esagerato accanimento. La lotta era dura ma i risultati si sono visti con pazienti che si ricoveravano anche da altre regioni e con un grande fermento culturale dimostrato dai numerosi Specialisti di levatura internazionale che invitavo presso il Centro. Era troppo bello, avremmo potuto fare di più e meglio ma la cosa avrà dato fastidio a chi sa chi. Il resto, egregio Direttore, lo sa perchè le notizie riempivano pagine di cronaca giudiziaria. E vero quello che dice l assesso - re: oggi, e ribadisco oggi, alla data attuale e come stanno le cose, la cardiochirurgia del San Carlo è sovradimensionata non solo per le reali necessità del territorio. Con tutti i costi fissi che è costretta a sopportare, un intervento, a parte la qualità del risultato, costa perlomeno il doppio di quanto non costi in una struttura che produce più numeri, e in questo particolare momento ciò è inammissibile. Inoltre una struttura che non produce numeri non può produrre qualità, e questo l asses - sore lo sa bene. Di qui l arduo compito dei vertici regionali e dell azienda. Ma dicevo all inizio: non dimentichino che la storia è maestra e va tenuta in grande considerazione. * Cardiochirurgo

19 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. 12 Primo piano LA VARIANTE La Procura di Potenza fa ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame POTENZA Arriva in Cassazione l'inchiesta su abusi di potere e affidamenti truccati nel Comune di Melfi. Lo ha deciso la procura del capoluogo che nei giorni scorsi ha presentato un ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame sulle accuse al sindaco Livio Valvano. Per i pm potentini guidati dal procuratore Luigi Gay il primo cittadino non può indossare la fascia tricolore perché c'è il rischio che commetta altri reati come quelli che a gennaio gli sono già costati gli arresti domiciliari, e poi il divieto di dimora nella cittadina federiciana. Agli inizi di febbraio i giudici del Tribunale della libertà erano stati di diverso avviso, ma le loro motivazioni non hanno convinto gli inquirenti. Anche perché una volta annullata la misura cautelare è venuta meno anche la sospensione disposta dal prefetto per effetto della legge Severino. Per questo hanno rimesso la questione alla Suprema corte, che nelle prossime settimane fissera un udienza per la discussione. Valvano ha sempre respinto gli addebiti nei suoi confronti, ma anche il Riesame aveva espresso seri dubbi sulla sua condotta. Salvo consentirgli di tornare in carica perché dissuaso dai 10 giorni trascorsi agli arresti. «Appare difficile», scriveva il collegio presieduto da Gerardina Romaniello (consiglieri Natalia Catena e Vincenza Cozzolino), che il sindaco «ignorasse il concreto ruolo» dell ex capo dell ufficio tecnico del Comune, Bernardino D Ame - lio. Lo stesso D'Amelio per cui il pm Francesco Basentini ha appena spiccato anche un avviso di conclusione delle indagini per concorso esterno nel clan Di Muro. Le indagini condotte dagli agenti della squadra mobile di Potenza, a detta dello stesso Riesame, avrebbero mostrato la «sistematica violazione di plurime regole di condotta» e l assegnazione di «lavori pubblici di ogni genere» ad «appannaggio esclusivo» di D Amelio, «al quale gli imprenditori a lui meno vicini si rivolgevano umilmente chiedendo di poter lavorare». E il sindaco sempre secondo i giudici di libertà - avrebbe saputo del «sistematico affidamento dei lavori ai Caprarella»: l ex consigliere comunale Antonio e il padre Emilio. Entrambi nel mirino dell anti - mafia potentina per i loro rapporti col clan Di Muro. «Del resto - annotano i magistrati - Valvano chiede a costoro», attraverso D Amelio, l assunzione di una persona bisognosa che gli aveva chiesto aiuto, «nella consapevolezza che non possono rifiutarsi di farlo». Diverso il discorso sulle esigenze cautelari che al collegio sono apparse «mutate» in maniera determinante. Infatti i 10 giorni trascorsi agli arresti domiciliari avrebbero avuto «plurimi effetti deterrenti» per il primo cittadino: un soggetto «incensurato sul quale certamente il concreto verificarsi di conseguenze negative per le condotte poste in essere può aver sortito un efficace effetto dissuasivo». Il Riesame non ha creduto alla difesa di Valvano che ha «comprensibilmente rappresentato come l operato del proprio assistito sarebbe non solo improntato alla massima buona fede, ma anche volto alla tutela di fasce deboli e, dunque, espressione di una gestione da buon padre di famiglia della amministrazione». Aggiungendo che le motivazioni di quanto compiuto potrebbero valere soltanto per la «dosimetria della pena» alla fine del processo se mai sarà. Quanto alla variante da quasi 400mila sul progetto delle case popolari di contra- Per i giudici di libertà l arr esto ha già avuto un effetto «dissuasivo» I pm portano Valvano in Cassazione Secondo l accusa non può restare in carica come sindaco di Melfi perché c è il rischio che commetta altri reati come quelli contestati Il Comune di Melfi. Nel riquadro il sindaco Livio Valvano da Bicocca, affidata a una ditta dei Caprarella, che nel 2009 si era aggiudicata anche l appalto, i giudici spiegano che sarebbe servita una nuova gara. Solo «la falsa perizia di variante paro - le loro - predisposta da D Amelio con Caccamo (Gerardo, ragionere factotum dei Caprarella» avrebbe permesso di mantenere il valore dei lavori sotto la soglia del 20% di quello dell appalto principale, e di procedere con un affidamento diretto. E di questo il primo cittadino sarebbe stato perfettamente consapevole, dalla lettura delle «plurime affermazioni di D Amelio (registrate dalle microspie piazzate nel suo ufficio, ndr) che rassicura in più occasioni sindaco e appaltatrice che tutto sia sotto tale limite». Il Palazzo di giustizia di Potenza D altra parte i giudici del Tribunale della libertà si soffermano sulla vicenda della donna assunta dai Caprarella per conto del sindaco. Sottolineano le dichiarazioni di D Amelio che di fronte al gip ha ammesso di aver veicolato la richiesta del sindaco. E l atteggiamento di Antonio Caprarella «indotto, nel significato di spinto, consapevole che il complessivo clima collusivo (...) gli imponevano di contraccambiare i favori offerti dall am - ministrazione con prestazioni non dovute». Solo sui lavori da affidare alla ditta del cognato del consigliere comunale Antonio Sassone per ottenere il suo voto favorevole al bilancio si mostrano scettici a proposito del coinvolgimento di Valvano. «Ben potrebbe ipotizzarsi - concludono - che Di Ciommo (Rinaldo, l ex vicesindaco, ndr) effettivamente invitato da Valvano a cercare il consenso dei consiglieri abbia autonomamente deciso di utilizzare la tecnica del lecca lecca. Assieme al sindaco, all'architetto D'Amelio, i Caprarella, l'ex assessore Di Ciommo e il consigliere Sassone risultano indagati tutti i membri della vecchia giunta (tranne l ex assessore Rosa Masi), un dirigente del Comune, un ex primo cittadino come l avvocato Alfonso Salvatore. In totale 25 persone. Per loro la procura è intenzionata a chiedere il rinvio a giudizio e a breve il gup potrebbe stabilire la data di inizio del processo. POTENZA «Condannato il poliziotto geloso» Chiesti tre anni per il vicequestore POTENZA - Ha chiesto una condanna a 3 anni di reclusione il pm Annagloria Piccininni, nel processo a carico del vicequestore Antonio Pagano. Il poliziotto 55enne è accusato di «abuso d ufficio» perché avrebbe costretto l uomo che frequentava la sua ex a subire un «un ingiustificato controllo» da parte dei suoi colleghi, effettuato, secondo il gip, «al di fuori dai casi previsti dalla legge» e motivato «da ragioni personali». I colleghi di Pagano avevano ricevuto una segnalazione sull auto in cui viaggiava l uomo, dopo che si era incontrato con la donna «con la quale Pagano aveva intrattenuto una relazione sentimentale ormai finita per decisione della donna e non accettata di buon grado dall in - dagato». Pagano sarebbe arri- Avrebbe costretto il rivale in amore a subire un controllo ingiustificato vato subito dopo e avrebbe avuto un diverbio col suo rivale in amore, costringendolo a restare lì per una mezz ora a rispondere alle sue domande. Sullo sfondo del processo è rimasta la vicenda del telefonino-spia installato nell auto della donna che avrebbe permesso all ex di monitorare quello che avveniva nel veicolo. Infatti l auto secondo la giurisprudenza andrebbe considerata un luogo pubblico, perciò non può configurarsi l ipotesi di una vera e propria intercettazione illecita. L udienza è stata rinviata al 1 aprile per la discussione dell avvocato Donatello Cimadomo, che potrebbe slittare anche al 16. Poi il collegio si ritirerà per la decisione.

20 E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati. Primo piano 13 TURISMO ESPERIENZIALE Laboratori di cartapesta, ceramica, pizza con pacchetti promozionali per visitatori Artigiani si può anche diventare Cna, Fondazione Monacelle e Il Girasole insieme per rivalutare antichi mestieri Ceramica e arte del Cucù PIERO Colapietro terrà i laboratori di lavorazione della ceramica e di costruzione del cucù, oggetto tipico della città di LOREDANA BENTIVENGA MATERA - Diventare artigiani in sette mosse. Cna, Fondazione Monacelle e associazione Il Girasole spiegano come. Il segreto, in fondo, è lasciarsi conquistare da una città e dalle sue tradizioni, a cominciare dai mestieri antichi, fatti di sola manualità. Nasce così Con le nostre mani un progetto collettivo in cui chiunque voglia, dall 1 aprile prossimo, può imparare a fare il pane in dieci passi, realizzare dei mosaici, lavorare il tufo la ceramica, la cartapesta, fare la pizza o lavorare la lana con i ferri. La formula, per molti versi, è innovativa: offrire pacchetti con soggiorno, visita della città e partecipazione ai laboratori per i turisti intenzionati a vivere la conoscenza di luoghi nuovi non solo in modo passivo. L iniziativa è stata presentata ieri alle Monacelle da Leonardo Montemurro, presidente provinciale della Cna, da Antonella Ambrosecchia presidente della Fondazione Monacelle e da Rosa Iacovuzzi dell associazione Il Girasole. Lo spirito è quello di recupare la manualità degli antichi mestieri e di lasciare che torni in vita attraverso i suoi esponenti più rappresentativi, a cominciare dal maestro artigiano del Carro trionfale Michelangelo Pentasuglia che descriverà a adulti e bambini i mille volti della cartapesta, un viaggio che la sua famiglia compie da generazioni e che rappresenta una delle tradizioni più longeve di Matera. «L artigianato - ha spiegato Montemurro - attecchisce con maggiore facilità tra i ragazzi adolescenti e i bambini, per questo la nostra attenzione nei loro confronti è maggiore». «Ritrovare gli antichi Tutti intorno a un tavolo LEO Montemurro (Cna Matera) e Antonella Ambrosecchia (Fondazione Monacelle) parlano del progetto Foto di gruppo degli organizzatori dei corsi e in basso la manualità di un artigiano mestieri e organizzare laboratori nella nostra struttura ci consente di promuovere pacchetti ad hoc per i turisti che spesso preferiscono rimanere in camera o all interno dell albergo perchè non conoscono bene la città - ha aggiunto Antonella Ambrosecchia. Il rapporto con i più piccoli e il loro entusiasmo nell approccio con la ceramica e i cucù di Pietro Colapietro, sono stati illustrati da Rosa Iacovuzzi, dell associazione Il Girasole che da oltre 20 anni si occupa di tutela dei minori. «Per loro - ha spiegato - si tratta di attività non solo educative ma anche culturali. In questo modo la manualità non viene solo applicata al telefono cellulare o al telecomando». La città che nel 2019 rappresenterà la cultura europea, si appresta dunque ad offrire una nuova visione della propria storia, attraverso ciò che gli artigiani hanno costruito per fare di Matera ciò che è oggi. RIPRODUZIONE RISERVATA L omaggio del maestro del Carro ANTONELLA Ambrosecchia riceve in omaggio un putto dal maestro Michelangelo Pentasuglia L INIZIATIVA Presentata la rassegna del periodico A giugno Matera al centro del viaggio di Panorama d Italia MATERA sarà tappa di Panorama d Italia, il tour di Panorama presentato ieri a Milano dal direttore di Panorama Giorgio Mulè con i governatori Roberto Maroni e Stefano Caldoro. Dal 17 al 20 giugno la carovana di Panorama sarà a Matera con quattro giorni di eventi, spettacoli, incontri d autore, dibattiti con personaggi politici di ri- Collaborazione con le sedi locali dell Università lievo nazionale, iniziative aperte al pubblico e ospiti prestigiosi dal mondo dello spettacolo. In 10 tappe da marzo a novembre, Panorama attraverserà l Italia da nord a sud. Per farlo, il magazine coinvolgerà eccellenze locali e ospiti prestigiosi moderati dalle firme del giornale, direttamente nei luoghi dove i cittadini vivono la loro quotidianità. Per quattro giorni ogni città coinvolta accoglierà un calendario ricco di appuntamenti nei luoghi più vivi e rappresentativi, a stretto contatto con i suoi protagonisti. Si parte da Napoli (25-28 marzo) per poi fare tappa a Vicenza (15-18 aprile), Pisa (6-9 maggio), Varese (27-30 maggio), Matera (17-20 giugno) e dopo la pausa estiva a Trento (9-12 settembre), Spoleto (30 settembre - 3 ottobre), Modena (21-24 ottobre), Bari (4-7 novembre), Palermo (18-21 novembre). Centrale sarà in ogni città il supporto dell Università, che ospiterà di volta in volta gli incontri tra sturtupper, venture capitalist ed esperti di innovazione per discutere della possibilità di fare impresa e delle opportunità del territorio. Tra le novità di quest anno c è anche il coinvolgimento degli studenti più giovani: Panorama infatti, in collaborazione con Mondadori Libri, donerà 100 libri a una scuola di ogni città, dopo aver invitato i maturandi a scrivere un contributo sul tema Perché Panorama dovrebbe lasciare in eredità 100 libri alla tua scuola?. Tra tutte le risposte pervenute, la redazione sceglierà la più significativa ed originale, che verrà pubblicata sul settimanale e su Panorama.it e consentirà all istituto in questione di ricevere in dono i libri, consegnati direttamente dal direttore Mulè nel corso della tappa.

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