Alessandro Scopelliti.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it"

Transcript

1 Alessandro Scopelliti

2 La crisi del debito pubblico Il vincolo di bilancio del governo e il disavanzo pubblico L avanzo primario e la riduzione del debito pubblico Le determinanti dei tassi di interesse sul debito pubblico La crisi in Grecia e il contagio ad altri paesi Gli effetti della crisi del debito sovrano sul sistema bancario Gli interventi attuati dalle istituzioni europee La situazione negli Stati Uniti

3 Il vincolo di bilancio del governo Il disavanzo di bilancio nell anno t è: disavanzo rbt 1 G t T t B t-1 = debito pubblico alla fine dell anno t-1 r = tasso di interesse reale (costante) r B t-1 = tassi di interesse reali corrisposti sui titoli pubblici in circolazione G t = spesa pubblica in beni e servizi nell anno t T t = imposte al netto di trasferimenti La spesa pubblica, G, non include i trasferimenti. I trasferimenti vengono sottratti dalle imposte T.

4 Il vincolo di bilancio del governo Nell ipotesi che il finanziamento monetario sia inesistente, il vincolo di bilancio del governo afferma che la variazione del debito pubblico nel corso dell anno t deve essere uguale al disavanzo nell anno t. Bt Bt 1 rb t 1 G t T t Nel termine di destra troviamo: - interessi sul debito; - disavanzo primario (o avanzo primario).

5 Il vincolo di bilancio del governo Riordinando i termini otteniamo: Bt (1 r) Bt 1 G t T t Il debito alla fine dell anno t è uguale a (1+r) per il debito alla fine dell anno t-1, più il disavanzo primario, che è uguale a G-T.

6 Il rimborso del debito pubblico Rimborso nell anno 1. Supponiamo che - il bilancio sia in pareggio al tempo 0 - il debito sia nullo al tempo 0 Qual e l effetto sull evoluzione del debito e delle imposte future di una riduzione delle imposte nell anno 0? B1 ( 1 r) B0 ( G1 T1 ) A seguito della riduzione delle imposte, il debito alla fine dell anno 0 è 1 Se il debito è rimborsato per intero alla fine dell anno 1, allora B 1 =0

7 Il rimborso del debito pubblico Per rimborsare il debito nell anno 1, il governo deve produrre, nell anno 1, un avanzo primario pari a (1+r). Questo può avvenire tramite un aumento delle imposte o tramite una riduzione della spesa. T G r

8 Il rimborso del debito pubblico Rimborso dopo t anni. Supponiamo che il governo decida di aspettare t anni prima di aumentare le imposte per ripagare il debito. Dall anno 1 all anno t, il disavanzo primario è pari a 0. Nell anno 1, il disavanzo primario è nullo. Il debito alla fine dell anno 1 è: B ( 1 r) 0 1 B Nell anno 2, il debito diventa: B2 ( 1 r) B1 0 (1 r)( 1 r) 0

9 Il rimborso del debito pubblico Il debito cresce a un tasso pari al tasso di interesse. Il debito alla fine dell anno t-1 è: B t r t 1 (1 ) 1 Nell anno in cui il governo decide di rimborsare il debito, il vincolo di bilancio è dato da: B t ( 1 r) Bt 1 ( G1 T1 ) Sostituendo B t con zero e B t-1 con la sua precedente espressione, si ottiene: T G (1 r) t t t

10 Il rimborso del debito pubblico Se la spesa pubblica resta invariata, una riduzione delle imposte oggi deve essere compensata da un aumento delle imposte future. Quanto più tempo il governo aspetta ad aumentare le imposte o quanto maggiore è il tasso di interesse reale, tanto maggiore sarà l aumento delle imposte future.

11 Avanzo primario e interessi sul debito pubblico Supponiamo che il governo decida di stabilizzare il debito dall anno 1 in poi a un livello pari a 1. Il vincolo di bilancio del governo diventa: 1 (1 r) ( G 1 T1 ) L eredità dei disavanzi del passato consiste in un maggior debito corrente. Per stabilizzare il debito, il governo deve registrare un avanzo primario uguale agli interessi sul debito esistente.

12 Il vincolo di bilancio del governo in termini del PIL Il vincolo di bilancio del governo in termini del Pil può essere scritto come: L equazione precedente può essere riscritta come: t t t t t t t t t Y T G Y B Y Y r Y B ) (1 t t t t t t t t t Y T G Y B g r Y B Y B ) (

13 Il vincolo di bilancio del governo in termini del PIL Il rapporto debito/pil è uguale alla somma di due termini: spesa per interessi, in termini reali, corretta per la crescita della produzione rapporto tra il disavanzo primario e il Pil.

14 Il rapporto Debito Pubblico/ PIL in Italia Rapporto debito/pil: anni 70: approssimativamente costante anni 80: crescente anni 90: maggiore del 100%. A partire dal 1994, si registra un inversione di tendenza 1981: separazione tra Tesoro e Banca d Italia 1992: con l approvazione del Trattato di Maastricht, l Italia intraprese la strada del risanamento del bilancio e della riduzione del debito.

15 Il rapporto Debito Pubblico/ PIL in Italia L andamento del rapporto debito/pil in Italia Il rapporto debito/pil è rimasto approssimativamente costante negli anni Settanta, è andato via via crescendo negli anni Ottanta e ha superato la soglia del 100% nel A partire dal 1994 si registra un inversione di tendenza.

16 I pericoli di un debito pubblico molto elevato Maggiore è il livello del debito pubblico, maggiore è l avanzo primario necessario per sostenere quel debito, cioè per evitare che esso continui a crescere. Un rapporto debito/pil particolarmente elevato: - deprime gli investimenti privati, limitando il processo di accumulazione del capitale - richiede imposte elevate e quindi elevate distorsioni - aumenta il rischio di crisi finanziarie. Ciò può rendere difficile la condotta della politica monetaria e compromettere il perseguimento dei suoi obiettivi in termini di stabilità dei prezzi.

17 Politiche per ridurre il debito pubblico Come ridurre un elevato debito pubblico? - Generando avanzi primari sufficientemente ampi - Ricorrendo al finanziamento monetario della banca centrale - Ripudiando il debito pubblico, interamente o anche solo parzialmente.

18 Politiche per ridurre il debito pubblico Il finanziamento monetario del debito pubblico è vietato nell ambito dell Unione Economica e Monetaria. Per aumentare l avanzo primario, il governo deve tagliare la spesa e/o aumentare le imposte. La riduzione di un elevato rapporto debito/pil può richiedere molti anni, forse anche decenni, di consistenti avanzi primari (e quindi di austerità fiscale). Quando il livello del debito è molto elevato, il ripudio del debito può diventare una soluzione attraente.

19 Debito, deficit e tassi di interesse Riprendiamo l equazione del disavanzo disavanzo rbt 1 G t T t Finora abbiamo assunto che il tasso r fosse dato Ora vogliamo considerare le determinanti del tasso r I titoli emessi dagli Stati sono obbligazioni,, con un rendimento predeterminato

20 Debito, deficit e tassi di interesse Cosa può determinare una variabilità del rendimento: L emittente fallisce (rischio di default) La valuta in cui il titolo è denominato si svaluta (rischio di cambio) Non consideriamo il secondo rischio (esiste per i paesi europei solo in caso di fine dell Euro) Da cosa dipende la probabilità di essere insolventi? L ammontare di debito pubblico preesistente L entità del disavanzo pubblico, tale da richiedere l emissione di nuovo debito pubblico

21 Debito, deficit e tassi di interesse Se un soggetto ha più debiti e/o ha un elevato differenziale fra uscite e entrate è più rischioso Ciò vale anche per gli Stati, che presentano un rischio di default più alto se hanno un debito elevato e/o un deficit (differenza fra uscite e entrate) elevato Cosa accade se un emittente è più rischioso? Per vendere un titolo più rischioso sul mercato devo pagare un maggior rendimento Il tasso di interesse sul debito aumenta

22 Debito, deficit e tassi di interesse Cosa implica l aumento dei tassi? Tassi alti implicano una maggior spesa per interessi ( r B). Ciò fa crescere il disavanzo. Si produce un pericoloso circolo vizioso: - Aumento del debito pubblico - Incremento del rischio di default - Aumento ulteriore dei tassi d interesse sul debito

23 Il ruolo delle agenzie di rating Chi valuta il rischio di credito di un soggetto emittente? Esistono dei soggetti privati che svolgono specificamente questo compito agenzie di rating In particolare le agenzie di rating: acquisiscono informazioni sui diversi emittenti di titoli (privati o pubblici) emettono un giudizio, periodicamente aggiornato,sulla solvibilità (AAA, AA+,, BBB, ecc..)

24 Il ruolo delle agenzie di rating

25 Il ruolo delle agenzie di rating I giudizi delle agenzie di rating sono pubblici e influenzano l andamento dei tassi di interesse. Un abbassamento ( downgrade ) del giudizio ( rating ) su un titolo determina un aumento dei tassi di interessi pagati dall emittente. E quanto successo per Grecia, Irlanda, Portogallo, e, in parte, Stati Uniti I tassi pagati sono però influenzati anche da altro, fra cui i movimenti speculativi Vediamo cosa è accaduto ai conti pubblici nell ultimo periodo distinguendo Europa e Stati Uniti

26 La crisi del debito nell Eurozona: le origini La crisi del debito sovrano nell Area Euro è dovuta alle preoccupazioni per la sostenibilità del debito pubblico di diversi paesi europei ed ha origine a fine 2009 in Grecia. Ad Ottobre 2009 cominciano ad emergere significative differenze tra le previsioni del governo uscente e la realtà dei conti pubblici. Il rapporto deficit / PIL per il 2009 non è il 6%, come dichiarato, ma il 12,7%, stima successivamente rivista fino al 13,6%.

27 La crisi del debito nell Eurozona: le origini Dal 2001, anno della sua entrata nell Euro, il governo greco ha stipulato accordi di swap con diverse banche d investimento. Tali operazioni hanno consentito anche di eludere i vincoli imposti dal trattato di Maastricht, relativamente al rapporto deficit/pil Per anni le statistiche sull andamento del deficit (e conseguentemente del debito) greco sono state falsate e sottostimate. A Gennaio 2010 il debito greco era valutato 216 miliardi di euro. Il rapporto debito / P.I.L. superava il 140% alla fine del 2010, il livello più elevato in Europa. Il 70% del debito greco è detenuto da investitori esteri.

28 La crisi del debito nell Eurozona: le origini A causa dell aumento del rischio di default, la Grecia vede i tassi sui suoi titoli crescere rapidamente: circa 2,5% nel maggio 2008 circa 4% nel maggio 2009 circa 7% nel maggio 2010 ulteriori incrementi in seguito Diventa molto probabile che la Grecia divenga insolvente Sono necessari interventi che consentano di evitare un default che avrebbe conseguenze molto negative per la moneta unica.

29 La crisi del debito nell Eurozona: le origini Gli interventi sono realizzati da tre diversi soggetti: Il nuovo Governo greco predispone interventi molto forti per risanare i conti (taglio dipendenti pubblici, aumento IVA, aumento età pensionabile) Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) interviene in aiuto della Grecia, con un programma di prestiti I paesi europei e le istituzioni europee intervengono, subordinando il programma di aiuti all approvazione del piano di risanamento fiscale in Grecia

30 La crisi del debito nell Eurozona: le origini L intervento dei paesi europei avviene tramite la costituzione di un fondo salva-stati (EFSF, European Financial Stability Facility). L istituzione dell EFSF non implica un impegno finanziario diretto dei singoli stati. I governi europei offrono delle garanzie in favore di questa società- veicolo, che a sua volta emette titoli obbligazionari. Con i proventi di queste emissioni obbligazionarie, l EFSF finanzia un programma di aiuti finanziari in favore della Grecia (e in seguito anche di Irlanda e Portogallo)

31 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Alla crisi in Grecia seguono problemi di altri paesi negli ultimi mesi del 2010 Irlanda A fine 2010 si registra il fallimento di Anglo Irish Bank Il Governo salva la banca, con un costo di circa 30 miliardi di euro Il deficit irlandese supera il 30% Portogallo deficit abbastanza elevato (circa 7%) ridotte prospettive di crescita difficoltà a ripagare il debito

32 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Nel corso del 2011 la crisi si estende rapidamente ad altri paesi europei: Italia e Spagna in particolare Spagna deficit elevato (11% del PIL nel 2009, 9% nel 2010) fondamentali non buoni (crescita in forte rallentamento, elevata disoccupazione) Italia debito elevato (119% del PIL nel 2010) crescita molto bassa

33 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Deficit/PIL Debito/PIL Deficit/PIL Debito/PIL Deficit/PIL Debito/PIL Italia 5.31% % 4.49% 119.1% 3.89% % Portogallo 10.12% 83% 9.17% 93% 5.89% % Irlanda 14.27% 65.63% 32.42% 96.17% 10.10% % Grecia 15.59% 127.1% 10.41% % 7.53% % Spagna 11.13% 53.26% 9.25% 60.11% 6.28% 67.59%

34 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Il debito pubblico nei PIIGS ( ) It aly Greece Ireland Port ugal Spain

35 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Seppure in misura differente, l aumento del rischio di insolvenza riguarda diversi paesi: i cosiddetti PIIGS (Portugal,, Italy o Ireland, Greece, Spain) Un maggiore rischio di insolvenza implica maggiori tassi di interesse da pagare I tassi d interesse pagati sui titoli di stato dei PIIGS mostrano un significativo aumento del differenziale di tasso rispetto ai titoli di stato tedeschi ( spread rispetto al Bund)

36 Gli spread rispetto al Bund M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M07 Ireland Greece Spain Italy Portugal France

37 La crescita dei tassi d interesse Cosa determina la crescita dello spread rispetto ai titoli tedeschi? Il calo del prezzo dei titoli di stato dei PIIGS rispetto a quelli tedeschi sul mercato secondario Il mercato secondario è quello in cui vengono scambiati titoli di stato che si trovano nei portafogli di famiglie, banche e imprese. Un analogo meccanismo opera anche sul mercato delle nuove emissioni (titoli collocati tramite asta competitiva)

38 Rendimento dei BOT nel corso del 2011

39 La crisi del debito in Europa Quali sono i rischi dell aumento dei tassi? Si può produrre un meccanismo circolo vizioso deficit- spesa per interessi-deficit A seguito di ciò, I PIIGS rischiano il default Le cause dell incremento dei tassi sul debito risiedono nella debolezza strutturale dei PIIGS per ragioni differenti (deficit e/o debito e/o crescita)

40 La crisi del debito in Europa A questi elementi se ne aggiungono altri che hanno accelerato/peggiorato la crisi 1) L incremento dell incertezza derivata dalla crisi dei subprime (fallimenti inaspettati come Lehman Brothers e crisi del sistema bancario) 2) La scelta delle agenzie di rating di rivedere con estremo rigore i giudizi sul debito sovrano di molti governi (In Europa ma anche per gli Stati Uniti) 3) I limiti nella costruzione dell Unione Monetaria Europea

41 La crisi del debito in Europa Già dalla crisi della Grecia si sono evidenziati alcuni limiti dell Unione Monetaria Europea Essa si caratterizza per l esistenza di una moneta unica (l Euro) e quindi di una politica monetaria comune La Banca Centrale Europea determina la politica monetaria per tutti i paesi dell area Euro. Ma le politiche fiscali sono lasciate ai singoli Governi Da ciò deriva un asimmetria fra politica monetaria unica e politiche fiscali nazionali

42 La crisi del debito in Europa La politica monetaria della BCE è volta a preservare la stabilità dei prezzi nell area Euro nel medio periodo. La BCE non può, per previsione del Trattato di Maastricht, effettuare acquisti di titoli di Stato sul mercato primario, quindi non può monetizzare il debito pubblico dei paesi dell area Euro. La BCE ha avviato, a partire dal Maggio 2010, un programma di acquisti sul mercato secondario di titoli del debito pubblico (Securities Market Programme).

43 La crisi del debito in Europa Tuttavia la BCE, non potendo attuare politiche di quantitative easing,, deve sterilizzare l impatto sulla base monetaria di tali operazioni di acquisto. Ogni settimana, la BCE attua operazioni di riassorbimento della liquidità per un importo corrispondente al valore dei titoli detenuti nel proprio portafoglio. Gli acquisti della BCE sul mercato secondario possono limitare le tensioni sui mercati, ma non possono risolvere il problema in modo strutturale. Sono i Governi nazionali, responsabili per le politiche fiscali, a dover procedere con rigore nella riduzione del deficit. Ma i programmi di risanamento fiscale richiedono un certo tempo e, soprattutto, gli effetti sulla riduzione del debito si producono dopo diversi anni.

44 La crisi del debito in Europa Inoltre, la vicenda dalla Grecia ha inoltre mostrato che i paesi più virtuosi (in particolare la Germania) sono restii ad aiutare i paesi in difficoltà La ragione principale è la mancanza di fiducia: un paese in crisi ha gestito male i propri conti pubblici l aiuto (o la garanzia) di un paese virtuoso può salvarlo dal fallimento d altra parte, una volta ricevuto l aiuto il paese in difficoltà potrebbe continuare a gestire male i propri conti pubblici perché la politica fiscale rimane sotto la sua sovranità

45 La crisi del debito in Europa In conclusione: la politica monetaria unica sottrae uno strumento di intervento agli Stati membri dell area Euro L attribuzione delle competenze in materia di politica fiscale ai singoli Stati sfavorisce la cooperazione fra paesi Ciò ha reso i paesi più deboli dell UME più deboli favorendo un attacco sui mercati L attacco speculativo ha rafforzato gli effetti sui tassi di interesse dei problemi strutturali dei PIIGS, favorendo un ulteriore aumento degli spread

46 Gli effetti sulle borse Al peggioramento degli spread si è affiancato un crollo degli indici di borsa Variazione percentuale degli indici di borsa tra Gennaio 2010 e Luglio 2011 Italia -13,71% Portogallo -8,11% Irlanda -5,01% Grecia -42,56% Spagna -18,32%

47 Gli effetti sulle borse Il crollo ha riguardato in particolare i titoli azionari degli istituti di credito Variazione percentuale del prezzo delle azioni dei principali istituti di credito italiani tra la fine del 2010 e il i Luglio 2011

48 Gli effetti sulle banche La spiegazione è associata agli effetti a catena dell eventuale default di uno Stato. Se uno Stato va in default non ripaga i propri creditori Le banche detengono nel proprio attivo molti titoli di Stato, tipicamente del proprio paese Se il prezzo dei titoli in portafoglio diminuisce, si riduce il valore dell attivo delle banche e si determinano perdite per il capitale delle stesse.

49 Gli effetti sulle banche Le banche possono risultare sottocapitalizzate ed aver bisogno di ridurre la loro leva finanziaria. Il default di una economia implicherebbe dunque il fallimento di molte delle sue banche I mercati anticipano questo rischio per cui gli investitori vendono azioni delle banche dei paesi a rischio. Il valore di borsa di queste azioni crolla. Le agenzie di rating, a seguito del declassamento del rating sul debito sovrano di un paese, spesso procedono a declassare anche il rating delle banche di quello stato.

50 Gli effetti sulle imprese Qualora si verificasse il fallimento di molte banche in un economia, inoltre, anche le imprese avrebbero grandi difficoltà (in particolare per mancanza di credito) Anche senza il fallimento di singole banche, il processo di de-leveraging del sistema bancario causato della crisi del debito sovrano viene spesso realizzato attraverso una riduzione dell ammontare di credito al settore privato. Perciò, anche la recente decisione dell EBA (European( Banking Authority) di imporre la ricapitalizzazione delle banche più esposte al rischio di credito del debito sovrano può indurre un ulteriore contrazione del credito.

51 Gli effetti ulteriori sul debito Al fine di limitare l effetto di contrazione del credito e i suoi effetti in termini di rallentamento della crescita economica, gli stati possono decidere di intervenire. Così come accaduto in Irlanda, il settore pubblico può garantire i fondi necessari a salvare le banche Quello che era debito privato diventa in questo modo debito pubblico, se lo stato deve reperire i fondi necessari al salvataggio emettendo nuovi titoli Ciò di nuovo aumenta lo stock di debito.

52 La crisi dei conti pubblici in Europa In questo contesto vediamo più in dettaglio la situazione dell Italia Premessa: vediamo i tassi di interessi pagati dal debito italiano nell ultimo ventennio Consideriamo lo spread con il Bund tedesco

53 Differenziale BTP-Bund Bund a 10 anni

54 Tre periodi: 1) l instabilità prima dell Euro

55 2) La fase di allineamento con l euro

56 3) Le turbolenze dovute alla crisi

57 3 Vediamo ora l andamento nel corso del M M M M M M M M M M M M M M M M M M M07

58 La crisi in Europa: quali prospettive? Abbiamo visto in precedenza i problemi derivanti dalla debolezza dei conti pubblici di diversi paese dell UME Quali sono le prospettive di questi paesi e dell Area per il futuro? Quali soluzioni sono state proposte?

59 La crisi del debito in Europa: quali prospettive? 1) Ristrutturazione del debito e crisi dell Euro I paesi in difficoltà ristrutturano il proprio debito La ristrutturazione indica un default parziale e selettivo e/o un allungamento delle scadenze La ristrutturazione può riguardare solo alcuni paesi (es., Grecia e Portogallo) oppure tutti i PIIGS La ristrutturazione comporta probabilmente l uscita dall Euro

60 La crisi del debito in Europa: quali prospettive? I PIIGS hanno diversa dimensione l uscita dei più grandi determinerebbe la fine dell Euro

61 La crisi in Europa: quali prospettive? 2) Emissione di titoli europei Emissione di titoli europei, garantiti dall Unione Monetaria Europea e non dai singoli paesi (Eurobond( Eurobond) Tale proposta, su cui anche la Commissione Europea ha recentemente avanzato delle ipotesi di lavoro, è però avversata da alcuni paesi, quali la Germania, la Finlandia e l Olanda. Necessità un coordinamento delle politiche fiscali e/o un controllo forte sulle politiche fiscali nazionali

62 La crisi in Europa: quali prospettive? Il primo scenario è caratterizzato dalla fine del coordinamento della politica economica in Europa Sia la politica monetaria che quella fiscale ritornano nazionali (almeno per alcuni paesi) Il secondo scenario è caratterizzato da un maggior coordinamento della politica economica in Europa Sia la politica monetaria che (in parte) quella fiscale vengono coordinate In entrambi i casi si va verso il superamento dell attuale asimmetria tra politica monetaria centralizzata e politiche fiscali decentrate

63 La crisi dei conti pubblici negli USA I problemi relativi alla dinamica del debito pubblico hanno riguardato di recente anche gli Stati Uniti Nel 2011, il debito pubblico statunitense ha raggiunto il 99,5% del Pil, mentre il deficit è risultato pari al 10,7% del PIL. A fine luglio 2011 si è avuto (almeno formalmente) il rischio di un default del Governo americano

64 La crisi dei conti pubblici negli USA Le ragioni erano di natura legale. Negli Stati Uniti esiste un vincolo legale alla dimensione massima del debito pubblico La dinamica del debito rendeva necessario un innalzamento del limite entro il 2 Agosto 2011 Il rischio di default derivava sopratutto dal non poter più emettere titoli per vincoli di legge Anche gli USA sono coinvolti nella crisi del debito sovrano.

65 Debito Federale USA (% Pil) Prima di esaminare la soluzione adottata vediamo qualche dato sulla storia del debito statunitense

66 La crisi dei conti pubblici negli USA Come si è risolta la possibile crisi del 2 Agosto? Dopo lungo dibattito fra democratici e repubblicani (il cui voto favorevole era necessario): Innalzamento del debito di circa miliardi di $ in due fasi Riduzione di spesa per 3000 miliardi in 10 anni miliardi da definire In questo modo il problema degli USA è risolto?

67 La crisi dei conti pubblici negli USA Rimangono molte difficoltà: Il debito statunitense ha dimensioni enormi in termini assoluti Anche dopo i tagli il debito continuerà a crescere nel 2012 (attestandosi intorno al 103% del pil) La lentezza con cui il vincolo legale è stato rimosso e le perduranti difficoltà dell economia hanno sollevato dubbi sull affidabilità del debito pubblico statunitense.

68 La crisi dei conti pubblici negli USA Per queste ragioni Standard and Poor s (una delle più importanti agenzie di rating) ha ridotto il giudizio sul debito americano da AAA (livello di massima affidabilità) ad AA+. E la prima volta che ciò accade nella storia degli USA Il rischio di default degli Stati Uniti è ora superiore a quello di Germania e Gran Bretagna.

69

70 La crisi dei conti pubblici negli USA Molti titoli di stato USA sono detenuti dalla Cina (per il 7,5%) Le pressioni della Cina hanno indotto gli USA ad agire

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione.

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. 1 Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. Il ruolo della finanza nell economia. La finanza svolge un ruolo essenziale nell economia. Questo ruolo

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Parla Weidmann: Grecia, c è il rischio contagio, Ma l euro non è in pericolo

Parla Weidmann: Grecia, c è il rischio contagio, Ma l euro non è in pericolo Parla Weidmann: Grecia, c è il rischio contagio, Ma l euro non è in pericolo Il presidente della Bundesbank a La Stampa: nei trattati va previsto il crac di uno Stato TONIA MASTROBUONI INVIATA A FRANCOFORTE

Dettagli

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse?

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Your Global Investment Authority Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Gli

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio )

CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio ) 944 CONSIGLI NON RICHIESTI A RENZI SU COME RIVOLUZIONARE L EUROPA GERMANIZZATA (Renato Brunetta per Il Foglio ) 8 luglio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia Berlusconi

Dettagli

Prof. Carluccio Bianchi Università di Pavia (aggiornamento ed estensione di uno schema elaborato da alcuni dottorandi italiani alla L.S.E.

Prof. Carluccio Bianchi Università di Pavia (aggiornamento ed estensione di uno schema elaborato da alcuni dottorandi italiani alla L.S.E. La crisi globale del 2007-2009: cause e conseguenze Prof. Carluccio Bianchi Università di Pavia (aggiornamento ed estensione di uno schema elaborato da alcuni dottorandi italiani alla L.S.E.) Stiamo ancora

Dettagli

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti L incontro annuale su: Mercati dei Titoli di Stato e gestione del Debito Pubblico nei Paesi Emergenti è organizzato con il patrocinio del Gruppo di lavoro sulla gestione del debito pubblico dell OECD,

Dettagli

La crisi finanziaria e il suo impatto sull economia globale

La crisi finanziaria e il suo impatto sull economia globale La crisi finanziaria e il suo impatto sull economia globale n. 30 - febbraio 2012 a cura di Franco Bruni e Antonio Villafranca 1 ABSTRACT: La Nota fornisce una breve analisi e delle indicazioni di policy

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

IL MERCATO FINANZIARIO

IL MERCATO FINANZIARIO IL MERCATO FINANZIARIO Prima della legge bancaria del 1936, in Italia, era molto diffusa la banca mista, ossia un tipo di banca che erogava sia prestiti a breve che a medio lungo termine. Ma nel 1936 il

Dettagli

L Italia: una crisi nella crisi

L Italia: una crisi nella crisi Moneta e Credito, vol. 64 n. 255 (2011), 189-227 L Italia: una crisi nella crisi CARLO D IPPOLITI e ALESSANDRO RONCAGLIA * 1. Introduzione La nostra rivista ha offerto e continua ad offrire contributi

Dettagli

Capitolo 5. Il mercato della moneta

Capitolo 5. Il mercato della moneta Capitolo 5 Il mercato della moneta 5.1 Che cosa è moneta In un economia di mercato i beni non si scambiano fra loro, ma si scambiano con moneta: a fronte di un flusso reale di prodotti e di servizi sta

Dettagli

Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio OUTLOOK

Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio OUTLOOK OUTLOOK Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio Non è facile assumersi rischi in modo intelligente e calcolato: la soluzione è Smart Risk AUTORE: STEFAN HOFRICHTER 16 Il 2013 è

Dettagli

è la manovra del bilancio dello Stato che ha per obiettivo una variazione del reddito e dell occupazione nel breve periodo

è la manovra del bilancio dello Stato che ha per obiettivo una variazione del reddito e dell occupazione nel breve periodo Politica fiscale Politica fiscale è la manovra del bilancio dello Stato che ha per obiettivo una variazione del reddito e dell occupazione nel breve periodo polit fiscale 2 Saldo complessivo B s Entrate

Dettagli

KBC KBC: accelerato il piano di rimborso degli aiuti pubblici Discreti i conti trimestrali, l Irlanda resta una criticità

KBC KBC: accelerato il piano di rimborso degli aiuti pubblici Discreti i conti trimestrali, l Irlanda resta una criticità KBC: accelerato il piano di rimborso degli aiuti pubblici Discreti i conti trimestrali, l Irlanda resta una criticità Il gruppo finanziario belga KBC ha chiuso i primi 9 mesi del 2012 con un utile netto

Dettagli

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari Appunti del seminario tenuto presso l'università di Trieste - Scienze Internazionali e Diplomatiche di Gorizia - insegnamento di Geografia

Dettagli

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza ADVISORY Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza Analisi dei bilanci bancari kpmg.com/it Indice Premessa 4 Executive Summary 6 Approccio metodologico 10 Principali trend 11

Dettagli

Perché investire nel QUANT Bond? Logica di investimento innovativa

Perché investire nel QUANT Bond? Logica di investimento innovativa QUANT Bond Perché investire nel QUANT Bond? 1 Logica di investimento innovativa Partiamo da cose certe Nel mercato obbligazionario, una equazione è sempre vera: Rendimento = Rischio E possibile aumentare

Dettagli

Dalla crisi petrolifera agli anni 90: aspettative e problemi.

Dalla crisi petrolifera agli anni 90: aspettative e problemi. Dalla crisi petrolifera agli anni 90: aspettative e problemi. DI Borsatti Federico matr.552665 Uliano Giuseppina A. matr. 025653 Il valore della credibilità della politica economica nell economia italiana

Dettagli

SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014)

SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014) SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014) 1. LA NORMATVA DI RIFERIMENTO. La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento europeo nel 2004

Dettagli

l uscita dall euro non è la soluzione più pratica

l uscita dall euro non è la soluzione più pratica 32 l uscita dall euro non è la soluzione più pratica Lorenzo Bini Smaghi, precedentemente parte del del consiglio d amministrazione della BCE, e per molti anni uomo italiano a Francoforte (sede della BCE),

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

QUELLO CHE LA STORIA (NON) CI INSEGNA

QUELLO CHE LA STORIA (NON) CI INSEGNA 174 OXFAM BRIEFING PAPER SETTEMBRE 2013 Manifestanti contro le misure di austerità a Madrid, maggio 2011. Miguel Parra QUELLO CHE LA STORIA (NON) CI INSEGNA Il vero costo dell austerità e della disuguaglianza

Dettagli

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA L Italia è in crisi, una crisi profonda nonostante i timidi segnali di ripresa del Pil. Ma non è un paese senza futuro. Dobbiamo

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE

2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE L 173/190 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 12.6.2014 DIRETTIVA 2014/59/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti

Dettagli

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALL'EUROGRUPPO

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALL'EUROGRUPPO COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 5.3.2014 COM(2014) 150 final COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALL'EUROGRUPPO Risultati degli esami approfonditi ai sensi del regolamento

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

appartenente al Gruppo Poste Italiane

appartenente al Gruppo Poste Italiane appartenente al Gruppo Poste Italiane Offerta al pubblico di quote dei fondi comuni di investimento mobiliare aperti di diritto italiano armonizzati alla Direttiva 2009/65/CE, denominati: Bancoposta Obbligazionario

Dettagli

CELTA IUSTA. Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi

CELTA IUSTA. Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi ONDI OMUNI: AI A CELTA IUSTA Cosa, come, quando, quanto e perché: quello che dovresti sapere per investire i tuoi risparmi CONOSCERE I FONDI D INVESTIMENTO, PER FARE SCELTE CONSAPEVOLI I fondi comuni sono

Dettagli

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri Prospetto Informativo Semplificato per l offerta al pubblico di strumenti diversi dai titoli di capitale emessi in modo continuo o ripetuto da banche di cui all art. 34-ter, comma 4 del Regolamento Consob

Dettagli

BANCO POPOLARE S.C. SERIE 356 TASSO MISTO CON CAP 31.10.2013 31.10.2018

BANCO POPOLARE S.C. SERIE 356 TASSO MISTO CON CAP 31.10.2013 31.10.2018 Banco Popolare Società Cooperativa - Sede legale in Verona, Piazza Nogara, n. 2 Società capogruppo del Gruppo bancario Banco Popolare Iscritta all albo delle banche al n. 5668 Capitale sociale, al 31 marzo

Dettagli

STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI

STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI Il presente documento (di seguito Policy ) descrive le modalità con le quali vengono trattati gli ordini, aventi ad oggetto strumenti finanziari,

Dettagli

BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO

BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO La banca è un istituto che compie operazioni monetarie e finanziarie utilizzando il denaro proprio e quello dei clienti. In particolare la Banca effettua

Dettagli

Tassi a pronti ed a termine (bozza)

Tassi a pronti ed a termine (bozza) Tassi a pronti ed a termine (bozza) Mario A. Maggi a.a. 2006/2007 Indice 1 Introduzione 1 2 Valutazione dei titoli a reddito fisso 2 2.1 Titoli di puro sconto (zero coupon)................ 3 2.2 Obbligazioni

Dettagli

POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI

POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI capitolo 15-1 POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI OBIETTIVO: EQUILIBRIO (ANCHE SE NEL LUNGO PERIODO) DISAVANZI: IMPLICANO PERDITE DI RISERVE VALUTARIE AVANZI: DANNEGGIANO ALTRI PAESI E CONDUCONO A

Dettagli

I mercati finanziari: classificazione e realtà italiana. Il mercato monetario

I mercati finanziari: classificazione e realtà italiana. Il mercato monetario I mercati finanziari: classificazione e realtà italiana. Il mercato monetario 13 maggio 2009 Agenda Criteri di classificazione dei mercati Efficienza dei mercati finanziari Assetto dei mercati mobiliari

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

Luglio 2007. Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati

Luglio 2007. Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Luglio 2007 Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Indice Preambolo... 3 1. Campo

Dettagli

GLOSSARIO. AZIONE Titolo rappresentato di una frazione del capitale di una società per azioni.

GLOSSARIO. AZIONE Titolo rappresentato di una frazione del capitale di una società per azioni. GLOSSARIO ACCUMULAZIONE DEI PROVENTI Ammontare dei dividendi che sono stati accumulati a favore dei possessori dei titoli ma che non sono stati ancora distribuiti. ARBITRAGGIO Operazione finanziaria consistente

Dettagli

Dov è andata a finire l inflazione?

Dov è andata a finire l inflazione? 24 novembre 2001 Dov è andata a finire l inflazione? Sono oramai parecchi anni (dai primi anni 90) che la massa monetaria mondiale cresce ininterrottamente dell 8% all anno nel mondo occidentale con punte

Dettagli

Testo del Trattato MES (Meccanismo Europeo di Stabilità)

Testo del Trattato MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) Testo del Trattato MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) Il nuovo fondo salva stati Testo TRATTATO CHE ISTITUISCE IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ TRA IL REGNO DEL BELGIO, LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA

Dettagli

42 relazione sono esposti Principali cui Fiat S.p.A. e il Gruppo fiat sono esposti Si evidenziano qui di seguito i fattori di o o incertezze che possono condizionare in misura significativa l attività

Dettagli

INDICE NOTA DI SINTESI...

INDICE NOTA DI SINTESI... INDICE NOTA DI SINTESI................................................................................ Caratteristiche del fondo................................................................................................

Dettagli

Le agenzie di rating e la crisi finanziaria

Le agenzie di rating e la crisi finanziaria Facoltà di Economia Corso di Laurea in Mercati e intermediari finanziari Le agenzie di rating e la crisi finanziaria RELATORE Prof. Claudio Boido CANDIDATO Greta Di Fabio ANNO ACCADEMICO 2008/2009 Indice

Dettagli

REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. COSÌ È NATO L EURO TEDESCO

REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. COSÌ È NATO L EURO TEDESCO 943 REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. R. Brunetta per Il Giornale 5 luglio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 2 Di imbrogli,

Dettagli

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi il risparmio, dove lo ora? metto le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi Vademecum del risparmiatore le principali domande emerse da una recente ricerca di mercato 1

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012 STUDIARE SVILUPPO SRL Sede legale: Via Vitorchiano, 123-00189 - Roma Capitale sociale 750.000 interamente versato Registro delle Imprese di Roma e Codice fiscale 07444831007 Partita IVA 07444831007 - R.E.A.

Dettagli

INFORMAZIONI SULLA NATURA E SUI RISCHI DEGLI STRUMENTI E DEI PRODOTTI FINANZIARI. 1.1. Le tipologie di prodotti e strumenti finanziari trattati

INFORMAZIONI SULLA NATURA E SUI RISCHI DEGLI STRUMENTI E DEI PRODOTTI FINANZIARI. 1.1. Le tipologie di prodotti e strumenti finanziari trattati INFORMAZIONI SULLA NATURA E SUI RISCHI DEGLI STRUMENTI E DEI PRODOTTI FINANZIARI 1.1. Le tipologie di prodotti e strumenti finanziari trattati 1.1.1. I titoli di capitale Acquistando titoli di capitale

Dettagli

Analisi Settimanale. 6-12 Luglio 2015 TERMINI & CONDIZIONI. CH-1196 Gland forex.analysis@swissquote.ch. Swissquote Bank SA Tel +41 22 999 94 11

Analisi Settimanale. 6-12 Luglio 2015 TERMINI & CONDIZIONI. CH-1196 Gland forex.analysis@swissquote.ch. Swissquote Bank SA Tel +41 22 999 94 11 Analisi Settimanale TERMINI & CONDIZIONI - Sommario p3 p4 p5 p6 p7 p8 Economia Economia Economia Economia Mercati FX Termini Legali Fed: aspettative sul rialzo dei tassi a Settembre in stand-by- Yann Quelenn

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare 1 COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione guida introduttiva alla previdenza complementare www.covip.it 3 Questa Guida è stata realizzata dalla COVIP Indice grafica e illustrazioni Studio Marabotto

Dettagli

L apertura di una economia ha 3 dimensioni

L apertura di una economia ha 3 dimensioni Lezione 19 (BAG cap. 6.1 e 6.3 e 18.1-18.4) Il mercato dei beni in economia aperta: moltiplicatore politica fiscale e deprezzamento Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Economia

Dettagli

Scelta sotto incertezza

Scelta sotto incertezza Scelta sotto incertezza 1. Introduzione Nei capitoli 1 e 2 della microeconomia standard si studia la scelta dei consumatori e dei produttori, che hanno un informazione perfetta sulle circostanze che caratterizzano

Dettagli

Focus. BTP Italia: settimana emissione. 20 ottobre 2014. Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

Focus. BTP Italia: settimana emissione. 20 ottobre 2014. Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche BTP Italia: settimana emissione Dal 20 al 23 ottobre 2014 si tiene il collocamento del settimo BTP Italia, titolo di stato indicizzato all inflazione italiana (ex tabacco) e pensato prevalentemente per

Dettagli

A) Informazioni generali. 1. L Impresa di assicurazione

A) Informazioni generali. 1. L Impresa di assicurazione A) Informazioni generali 1. L Impresa di assicurazione Parte I del Prospetto d Offerta - Informazioni sull investimento e sulle coperture assicurative Parte I del Prospetto d Offerta Informazioni sull

Dettagli

Il Modello AS-AD. Determiniamo l equilibrio determinato dall incontro tra domanda e offerta

Il Modello AS-AD. Determiniamo l equilibrio determinato dall incontro tra domanda e offerta Il Modello AS-AD In questa lezione: Deriviamo la curva di offerta aggregata Determiniamo l equilibrio determinato dall incontro tra domanda e offerta Studiamo il meccanismo di aggiustamento verso l equilibrio

Dettagli

Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1

Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1 Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1 La BRI, in collaborazione con le banche centrali e le autorità monetarie di tutto il mondo, raccoglie e diffonde varie serie di dati sull attività

Dettagli

Evoluzione Risk Management in Intesa

Evoluzione Risk Management in Intesa RISCHIO DI CREDITO IN BANCA INTESA Marco Bee, Mauro Senati NEWFIN - FITD Rating interni e controllo del rischio di credito Milano, 31 Marzo 2004 Evoluzione Risk Management in Intesa 1994: focus iniziale

Dettagli

ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI. Relazione sull attività svolta dall Istituto nell anno 2013

ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI. Relazione sull attività svolta dall Istituto nell anno 2013 ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI Relazione sull attività svolta dall Istituto nell anno 2013 Roma, 26 giugno 2014 ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI Relazione sull attività svolta

Dettagli

Politica economica e finanziaria applicata

Politica economica e finanziaria applicata Politica economica e finanziaria applicata Appunti delle lezioni A cura di Alessio Brunelli AFC 2011/12 1 Punto sulla situazione finanziaria corrente: home page di banca carige e in basso a sinistra c

Dettagli

PRIMO SUPPLEMENTO AL DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE

PRIMO SUPPLEMENTO AL DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE Unione di Banche Italiane S.c.p.A. Sede Legale e Direzione Generale: Bergamo, Piazza Vittorio Veneto, 8 Sedi operative: Brescia e Bergamo Codice Fiscale, Partita IVA ed Iscrizione al Registro delle Imprese

Dettagli

La cartolarizzazione e l esplosione della crisi finanziaria

La cartolarizzazione e l esplosione della crisi finanziaria CAPIRE LA FINANZA La cartolarizzazione e l esplosione della crisi finanziaria Indice I. Il sistema di cartolarizzazione dei crediti I.1. Chi ha inventato il sistema di cartolarizzazione? II. La genesi

Dettagli

Offerta pubblica di sottoscrizione di UNIT LINKED FONDI VITTORIA prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit linked (Codice Prodotto 640U)

Offerta pubblica di sottoscrizione di UNIT LINKED FONDI VITTORIA prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit linked (Codice Prodotto 640U) Offerta pubblica di sottoscrizione di UNIT LINKED FONDI VITTORIA prodotto finanziario-assicurativo di tipo unit linked (Codice Prodotto 640U) Il presente prodotto è distribuito dalle Agenzie Vittoria Assicurazioni

Dettagli

LETTERA DA WALL STREET. Di John Mauldin. Dio salvi il dollaro. Tutti i privilegi del biglietto verde

LETTERA DA WALL STREET. Di John Mauldin. Dio salvi il dollaro. Tutti i privilegi del biglietto verde LETTERA DA WALL STREET Di John Mauldin Dio salvi il dollaro Tutti i privilegi del biglietto verde Il termine privilegio esorbitante si riferisce al presunto vantaggio da parte degli Stati Uniti di avere

Dettagli

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Il modello Attraverso un modello che valorizza un insieme di dati relativi ai tassi di attività e alla popolazione prevista nel prossimo ventennio

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

IL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA: POLITICHE FISCALI E SPESE PER LO SVILUPPO

IL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA: POLITICHE FISCALI E SPESE PER LO SVILUPPO STUDI E NOTE DI ECONOMIA 2 /98 IL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA: POLITICHE FISCALI E SPESE PER LO SVILUPPO CRISTINA BRANDIMARTE * - SOLANGE LEPROUX * - FRANCO SARTORI ** Introduzione Il Patto di stabilità

Dettagli

Situazione «Grecia» Informazione da parte di PPCmetrics PPCmetrics AG

Situazione «Grecia» Informazione da parte di PPCmetrics PPCmetrics AG Situazione «Grecia» Informazione da parte di PPCmetrics PPCmetrics AG Alfredo Fusetti, Partner Luca Barenco, Investment Consultant Zurigo, 30.06.2015 Situazione attuale (1) Secondo il comunicato stampa

Dettagli

la Banca Centrale esercita in autonomia (indipendenza dal Governo) la politica monetaria.

la Banca Centrale esercita in autonomia (indipendenza dal Governo) la politica monetaria. Politica monetaria Obiettivi principali della politica monetaria stabilità monetaria interna (controllo dell inflazione) stabilità monetaria esterna (stabilità del cambio e pareggio della BdP) ma può avere

Dettagli

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Servizio Studi Dipartimentale LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA Anni 1862-2009 Gennaio 2011 INDICE PREMESSA...

Dettagli

Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due

Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due Nel 1980 l Italia conta per l 1,27 per cento della popolazione mondiale. Due decenni più tardi, nel 2001, solo lo 0,98 per cento della popolazione del pianeta risiede ancora nel nostro Paese. La perdita

Dettagli

L assistenza finanziaria europea elostato co-assicuratore

L assistenza finanziaria europea elostato co-assicuratore Ruolo degli Stati L assistenza finanziaria europea elostato co-assicuratore di Giulio Napolitano Gli Stati nazionali, che, due anni fa, si erano improvvisamente eretti a salvatori del sistema economico-finanziario,

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Secondo Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta al pubblico di prestiti obbligazionari denominato:

Secondo Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta al pubblico di prestiti obbligazionari denominato: Secondo Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta al pubblico di prestiti obbligazionari denominato: Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Obbligazioni Zero Coupon Banca Monte

Dettagli

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio.

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. Provvedimento 20 settembre 1999 Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. IL GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (testo

Dettagli

Assicurazioni, uno strumento per la crescita del Paese

Assicurazioni, uno strumento per la crescita del Paese 16 Annual Assicurazioni de Il Sole 24 Ore Assicurazioni, uno strumento per la crescita del Paese Intervento del presidente dell Ania Aldo Minucci Milano, 28 ottobre 2014 1 Sono particolarmente contento

Dettagli

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Fornite ai sensi degli artt. 46 c. 1 e. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA Perché la Banca d Italia detiene le riserve ufficiali del Paese? La proprietà delle riserve ufficiali è assegnata per legge alla Banca d Italia. La Banca d Italia

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

Dal Decreto Sviluppo al Decreto Destinazione Italia con i MINI BOND per il rilancio delle PMI Italiane - un alternativa alla crisi -

Dal Decreto Sviluppo al Decreto Destinazione Italia con i MINI BOND per il rilancio delle PMI Italiane - un alternativa alla crisi - Dal Decreto Sviluppo al Decreto Destinazione Italia con i MINI BOND per il rilancio delle PMI Italiane - un alternativa alla crisi - di Mario Gabbrielli, Davide D Affronto, Rossana Bellina, Paolo Chiappa

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

GLOSSARIO. Accordi europei di cambio (AEC) (vedi anche: Accordo di Basilea-Nyborg e Banda di oscillazione)

GLOSSARIO. Accordi europei di cambio (AEC) (vedi anche: Accordo di Basilea-Nyborg e Banda di oscillazione) GLOSSARIO Accordi europei di cambio (AEC) (vedi anche: Accordo di Basilea-Nyborg e Banda di oscillazione) Accordi, nell ambito dello SME, che fissavano i limiti massimi di oscillazione bilaterale consentiti

Dettagli

Perché esistono gli intermediari finanziari

Perché esistono gli intermediari finanziari Perché esistono gli intermediari finanziari Nella teoria economica, l esistenza degli intermediari finanziari è ricondotta alle seguenti principali ragioni: esigenza di conciliare le preferenze di portafoglio

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Titoli di debito. Giugno 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Titoli di debito. Giugno 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Titoli di debito Giugno 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di fondazione,

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

OPERAZIONI DI PAGAMENTO NON RIENTRANTI IN UN CONTRATTO QUADRO PSD ED ALTRE OPERAZIONI NON REGOLATE IN CONTO CORRENTE

OPERAZIONI DI PAGAMENTO NON RIENTRANTI IN UN CONTRATTO QUADRO PSD ED ALTRE OPERAZIONI NON REGOLATE IN CONTO CORRENTE FOGLIO INFORMATIVO OPERAZIONI DI PAGAMENTO NON RIENTRANTI IN UN CONTRATTO QUADRO PSD ED ALTRE OPERAZIONI NON REGOLATE IN CONTO CORRENTE INFORMAZIONI SULLA BANCA Denominazione e forma giuridica Cassa di

Dettagli

Decisioni di finanziamento e mercati finanziari efficienti BMAS Capitolo 12

Decisioni di finanziamento e mercati finanziari efficienti BMAS Capitolo 12 Finanza Aziendale Decisioni di finanziamento e mercati finanziari efficienti BMAS Capitolo 12 Copyright 2003 - The McGraw-Hill Companies, srl 1 Argomenti Decisioni di finanziamento e VAN Informazioni e

Dettagli

La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che,

La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che, La speculazione La speculazione può avvenire in due modi: al rialzo o al ribasso. La speculazione al rialzo è attuata da quegli operatori che, prevedendo un aumento delle quotazioni dei titoli, li acquistano,

Dettagli

Il controllo della moneta e il ruolo delle Banche Centrali

Il controllo della moneta e il ruolo delle Banche Centrali Monetario Mercato monetario e mercato finanziario Finanziario Breve termine: 0-18 m. Lungo termine: > 18 m. Impiego liquidità Valuta / banconote / B.o.t. (buoni ordinati del tesoro) C/c (conto corrente)

Dettagli

derivati azionari guida alle opzioni aspetti teorici

derivati azionari guida alle opzioni aspetti teorici derivati azionari guida alle opzioni aspetti teorici derivati azionari guida alle opzioni aspetti teorici PREFAZIONE Il mercato italiano dei prodotti derivati 1. COSA SONO LE OPZIONI? Sottostante Strike

Dettagli

Eccellenza nel Credito alle famiglie

Eccellenza nel Credito alle famiglie Credito al Credito Eccellenza nel Credito alle famiglie Innovazione e cambiamento per la ripresa del Sistema Paese Premessa La complessità del mercato e le sfide di forte cambiamento del Paese pongono

Dettagli

USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA

USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA CAPITOLO 11 USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA Introduzione La conoscenza delle quantità di risorse utilizzate in un dato sistema socio-economico e più in generale di quelle necessarie al suo funzionamento

Dettagli