Alessandro Scopelliti.

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1 Alessandro Scopelliti

2 La crisi del debito pubblico Il vincolo di bilancio del governo e il disavanzo pubblico L avanzo primario e la riduzione del debito pubblico Le determinanti dei tassi di interesse sul debito pubblico La crisi in Grecia e il contagio ad altri paesi Gli effetti della crisi del debito sovrano sul sistema bancario Gli interventi attuati dalle istituzioni europee La situazione negli Stati Uniti

3 Il vincolo di bilancio del governo Il disavanzo di bilancio nell anno t è: disavanzo rbt 1 G t T t B t-1 = debito pubblico alla fine dell anno t-1 r = tasso di interesse reale (costante) r B t-1 = tassi di interesse reali corrisposti sui titoli pubblici in circolazione G t = spesa pubblica in beni e servizi nell anno t T t = imposte al netto di trasferimenti La spesa pubblica, G, non include i trasferimenti. I trasferimenti vengono sottratti dalle imposte T.

4 Il vincolo di bilancio del governo Nell ipotesi che il finanziamento monetario sia inesistente, il vincolo di bilancio del governo afferma che la variazione del debito pubblico nel corso dell anno t deve essere uguale al disavanzo nell anno t. Bt Bt 1 rb t 1 G t T t Nel termine di destra troviamo: - interessi sul debito; - disavanzo primario (o avanzo primario).

5 Il vincolo di bilancio del governo Riordinando i termini otteniamo: Bt (1 r) Bt 1 G t T t Il debito alla fine dell anno t è uguale a (1+r) per il debito alla fine dell anno t-1, più il disavanzo primario, che è uguale a G-T.

6 Il rimborso del debito pubblico Rimborso nell anno 1. Supponiamo che - il bilancio sia in pareggio al tempo 0 - il debito sia nullo al tempo 0 Qual e l effetto sull evoluzione del debito e delle imposte future di una riduzione delle imposte nell anno 0? B1 ( 1 r) B0 ( G1 T1 ) A seguito della riduzione delle imposte, il debito alla fine dell anno 0 è 1 Se il debito è rimborsato per intero alla fine dell anno 1, allora B 1 =0

7 Il rimborso del debito pubblico Per rimborsare il debito nell anno 1, il governo deve produrre, nell anno 1, un avanzo primario pari a (1+r). Questo può avvenire tramite un aumento delle imposte o tramite una riduzione della spesa. T G r

8 Il rimborso del debito pubblico Rimborso dopo t anni. Supponiamo che il governo decida di aspettare t anni prima di aumentare le imposte per ripagare il debito. Dall anno 1 all anno t, il disavanzo primario è pari a 0. Nell anno 1, il disavanzo primario è nullo. Il debito alla fine dell anno 1 è: B ( 1 r) 0 1 B Nell anno 2, il debito diventa: B2 ( 1 r) B1 0 (1 r)( 1 r) 0

9 Il rimborso del debito pubblico Il debito cresce a un tasso pari al tasso di interesse. Il debito alla fine dell anno t-1 è: B t r t 1 (1 ) 1 Nell anno in cui il governo decide di rimborsare il debito, il vincolo di bilancio è dato da: B t ( 1 r) Bt 1 ( G1 T1 ) Sostituendo B t con zero e B t-1 con la sua precedente espressione, si ottiene: T G (1 r) t t t

10 Il rimborso del debito pubblico Se la spesa pubblica resta invariata, una riduzione delle imposte oggi deve essere compensata da un aumento delle imposte future. Quanto più tempo il governo aspetta ad aumentare le imposte o quanto maggiore è il tasso di interesse reale, tanto maggiore sarà l aumento delle imposte future.

11 Avanzo primario e interessi sul debito pubblico Supponiamo che il governo decida di stabilizzare il debito dall anno 1 in poi a un livello pari a 1. Il vincolo di bilancio del governo diventa: 1 (1 r) ( G 1 T1 ) L eredità dei disavanzi del passato consiste in un maggior debito corrente. Per stabilizzare il debito, il governo deve registrare un avanzo primario uguale agli interessi sul debito esistente.

12 Il vincolo di bilancio del governo in termini del PIL Il vincolo di bilancio del governo in termini del Pil può essere scritto come: L equazione precedente può essere riscritta come: t t t t t t t t t Y T G Y B Y Y r Y B ) (1 t t t t t t t t t Y T G Y B g r Y B Y B ) (

13 Il vincolo di bilancio del governo in termini del PIL Il rapporto debito/pil è uguale alla somma di due termini: spesa per interessi, in termini reali, corretta per la crescita della produzione rapporto tra il disavanzo primario e il Pil.

14 Il rapporto Debito Pubblico/ PIL in Italia Rapporto debito/pil: anni 70: approssimativamente costante anni 80: crescente anni 90: maggiore del 100%. A partire dal 1994, si registra un inversione di tendenza 1981: separazione tra Tesoro e Banca d Italia 1992: con l approvazione del Trattato di Maastricht, l Italia intraprese la strada del risanamento del bilancio e della riduzione del debito.

15 Il rapporto Debito Pubblico/ PIL in Italia L andamento del rapporto debito/pil in Italia Il rapporto debito/pil è rimasto approssimativamente costante negli anni Settanta, è andato via via crescendo negli anni Ottanta e ha superato la soglia del 100% nel A partire dal 1994 si registra un inversione di tendenza.

16 I pericoli di un debito pubblico molto elevato Maggiore è il livello del debito pubblico, maggiore è l avanzo primario necessario per sostenere quel debito, cioè per evitare che esso continui a crescere. Un rapporto debito/pil particolarmente elevato: - deprime gli investimenti privati, limitando il processo di accumulazione del capitale - richiede imposte elevate e quindi elevate distorsioni - aumenta il rischio di crisi finanziarie. Ciò può rendere difficile la condotta della politica monetaria e compromettere il perseguimento dei suoi obiettivi in termini di stabilità dei prezzi.

17 Politiche per ridurre il debito pubblico Come ridurre un elevato debito pubblico? - Generando avanzi primari sufficientemente ampi - Ricorrendo al finanziamento monetario della banca centrale - Ripudiando il debito pubblico, interamente o anche solo parzialmente.

18 Politiche per ridurre il debito pubblico Il finanziamento monetario del debito pubblico è vietato nell ambito dell Unione Economica e Monetaria. Per aumentare l avanzo primario, il governo deve tagliare la spesa e/o aumentare le imposte. La riduzione di un elevato rapporto debito/pil può richiedere molti anni, forse anche decenni, di consistenti avanzi primari (e quindi di austerità fiscale). Quando il livello del debito è molto elevato, il ripudio del debito può diventare una soluzione attraente.

19 Debito, deficit e tassi di interesse Riprendiamo l equazione del disavanzo disavanzo rbt 1 G t T t Finora abbiamo assunto che il tasso r fosse dato Ora vogliamo considerare le determinanti del tasso r I titoli emessi dagli Stati sono obbligazioni,, con un rendimento predeterminato

20 Debito, deficit e tassi di interesse Cosa può determinare una variabilità del rendimento: L emittente fallisce (rischio di default) La valuta in cui il titolo è denominato si svaluta (rischio di cambio) Non consideriamo il secondo rischio (esiste per i paesi europei solo in caso di fine dell Euro) Da cosa dipende la probabilità di essere insolventi? L ammontare di debito pubblico preesistente L entità del disavanzo pubblico, tale da richiedere l emissione di nuovo debito pubblico

21 Debito, deficit e tassi di interesse Se un soggetto ha più debiti e/o ha un elevato differenziale fra uscite e entrate è più rischioso Ciò vale anche per gli Stati, che presentano un rischio di default più alto se hanno un debito elevato e/o un deficit (differenza fra uscite e entrate) elevato Cosa accade se un emittente è più rischioso? Per vendere un titolo più rischioso sul mercato devo pagare un maggior rendimento Il tasso di interesse sul debito aumenta

22 Debito, deficit e tassi di interesse Cosa implica l aumento dei tassi? Tassi alti implicano una maggior spesa per interessi ( r B). Ciò fa crescere il disavanzo. Si produce un pericoloso circolo vizioso: - Aumento del debito pubblico - Incremento del rischio di default - Aumento ulteriore dei tassi d interesse sul debito

23 Il ruolo delle agenzie di rating Chi valuta il rischio di credito di un soggetto emittente? Esistono dei soggetti privati che svolgono specificamente questo compito agenzie di rating In particolare le agenzie di rating: acquisiscono informazioni sui diversi emittenti di titoli (privati o pubblici) emettono un giudizio, periodicamente aggiornato,sulla solvibilità (AAA, AA+,, BBB, ecc..)

24 Il ruolo delle agenzie di rating

25 Il ruolo delle agenzie di rating I giudizi delle agenzie di rating sono pubblici e influenzano l andamento dei tassi di interesse. Un abbassamento ( downgrade ) del giudizio ( rating ) su un titolo determina un aumento dei tassi di interessi pagati dall emittente. E quanto successo per Grecia, Irlanda, Portogallo, e, in parte, Stati Uniti I tassi pagati sono però influenzati anche da altro, fra cui i movimenti speculativi Vediamo cosa è accaduto ai conti pubblici nell ultimo periodo distinguendo Europa e Stati Uniti

26 La crisi del debito nell Eurozona: le origini La crisi del debito sovrano nell Area Euro è dovuta alle preoccupazioni per la sostenibilità del debito pubblico di diversi paesi europei ed ha origine a fine 2009 in Grecia. Ad Ottobre 2009 cominciano ad emergere significative differenze tra le previsioni del governo uscente e la realtà dei conti pubblici. Il rapporto deficit / PIL per il 2009 non è il 6%, come dichiarato, ma il 12,7%, stima successivamente rivista fino al 13,6%.

27 La crisi del debito nell Eurozona: le origini Dal 2001, anno della sua entrata nell Euro, il governo greco ha stipulato accordi di swap con diverse banche d investimento. Tali operazioni hanno consentito anche di eludere i vincoli imposti dal trattato di Maastricht, relativamente al rapporto deficit/pil Per anni le statistiche sull andamento del deficit (e conseguentemente del debito) greco sono state falsate e sottostimate. A Gennaio 2010 il debito greco era valutato 216 miliardi di euro. Il rapporto debito / P.I.L. superava il 140% alla fine del 2010, il livello più elevato in Europa. Il 70% del debito greco è detenuto da investitori esteri.

28 La crisi del debito nell Eurozona: le origini A causa dell aumento del rischio di default, la Grecia vede i tassi sui suoi titoli crescere rapidamente: circa 2,5% nel maggio 2008 circa 4% nel maggio 2009 circa 7% nel maggio 2010 ulteriori incrementi in seguito Diventa molto probabile che la Grecia divenga insolvente Sono necessari interventi che consentano di evitare un default che avrebbe conseguenze molto negative per la moneta unica.

29 La crisi del debito nell Eurozona: le origini Gli interventi sono realizzati da tre diversi soggetti: Il nuovo Governo greco predispone interventi molto forti per risanare i conti (taglio dipendenti pubblici, aumento IVA, aumento età pensionabile) Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) interviene in aiuto della Grecia, con un programma di prestiti I paesi europei e le istituzioni europee intervengono, subordinando il programma di aiuti all approvazione del piano di risanamento fiscale in Grecia

30 La crisi del debito nell Eurozona: le origini L intervento dei paesi europei avviene tramite la costituzione di un fondo salva-stati (EFSF, European Financial Stability Facility). L istituzione dell EFSF non implica un impegno finanziario diretto dei singoli stati. I governi europei offrono delle garanzie in favore di questa società- veicolo, che a sua volta emette titoli obbligazionari. Con i proventi di queste emissioni obbligazionarie, l EFSF finanzia un programma di aiuti finanziari in favore della Grecia (e in seguito anche di Irlanda e Portogallo)

31 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Alla crisi in Grecia seguono problemi di altri paesi negli ultimi mesi del 2010 Irlanda A fine 2010 si registra il fallimento di Anglo Irish Bank Il Governo salva la banca, con un costo di circa 30 miliardi di euro Il deficit irlandese supera il 30% Portogallo deficit abbastanza elevato (circa 7%) ridotte prospettive di crescita difficoltà a ripagare il debito

32 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Nel corso del 2011 la crisi si estende rapidamente ad altri paesi europei: Italia e Spagna in particolare Spagna deficit elevato (11% del PIL nel 2009, 9% nel 2010) fondamentali non buoni (crescita in forte rallentamento, elevata disoccupazione) Italia debito elevato (119% del PIL nel 2010) crescita molto bassa

33 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Deficit/PIL Debito/PIL Deficit/PIL Debito/PIL Deficit/PIL Debito/PIL Italia 5.31% % 4.49% 119.1% 3.89% % Portogallo 10.12% 83% 9.17% 93% 5.89% % Irlanda 14.27% 65.63% 32.42% 96.17% 10.10% % Grecia 15.59% 127.1% 10.41% % 7.53% % Spagna 11.13% 53.26% 9.25% 60.11% 6.28% 67.59%

34 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Il debito pubblico nei PIIGS ( ) It aly Greece Ireland Port ugal Spain

35 La crisi del debito sovrano: il contagio agli altri stati Seppure in misura differente, l aumento del rischio di insolvenza riguarda diversi paesi: i cosiddetti PIIGS (Portugal,, Italy o Ireland, Greece, Spain) Un maggiore rischio di insolvenza implica maggiori tassi di interesse da pagare I tassi d interesse pagati sui titoli di stato dei PIIGS mostrano un significativo aumento del differenziale di tasso rispetto ai titoli di stato tedeschi ( spread rispetto al Bund)

36 Gli spread rispetto al Bund M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M M07 Ireland Greece Spain Italy Portugal France

37 La crescita dei tassi d interesse Cosa determina la crescita dello spread rispetto ai titoli tedeschi? Il calo del prezzo dei titoli di stato dei PIIGS rispetto a quelli tedeschi sul mercato secondario Il mercato secondario è quello in cui vengono scambiati titoli di stato che si trovano nei portafogli di famiglie, banche e imprese. Un analogo meccanismo opera anche sul mercato delle nuove emissioni (titoli collocati tramite asta competitiva)

38 Rendimento dei BOT nel corso del 2011

39 La crisi del debito in Europa Quali sono i rischi dell aumento dei tassi? Si può produrre un meccanismo circolo vizioso deficit- spesa per interessi-deficit A seguito di ciò, I PIIGS rischiano il default Le cause dell incremento dei tassi sul debito risiedono nella debolezza strutturale dei PIIGS per ragioni differenti (deficit e/o debito e/o crescita)

40 La crisi del debito in Europa A questi elementi se ne aggiungono altri che hanno accelerato/peggiorato la crisi 1) L incremento dell incertezza derivata dalla crisi dei subprime (fallimenti inaspettati come Lehman Brothers e crisi del sistema bancario) 2) La scelta delle agenzie di rating di rivedere con estremo rigore i giudizi sul debito sovrano di molti governi (In Europa ma anche per gli Stati Uniti) 3) I limiti nella costruzione dell Unione Monetaria Europea

41 La crisi del debito in Europa Già dalla crisi della Grecia si sono evidenziati alcuni limiti dell Unione Monetaria Europea Essa si caratterizza per l esistenza di una moneta unica (l Euro) e quindi di una politica monetaria comune La Banca Centrale Europea determina la politica monetaria per tutti i paesi dell area Euro. Ma le politiche fiscali sono lasciate ai singoli Governi Da ciò deriva un asimmetria fra politica monetaria unica e politiche fiscali nazionali

42 La crisi del debito in Europa La politica monetaria della BCE è volta a preservare la stabilità dei prezzi nell area Euro nel medio periodo. La BCE non può, per previsione del Trattato di Maastricht, effettuare acquisti di titoli di Stato sul mercato primario, quindi non può monetizzare il debito pubblico dei paesi dell area Euro. La BCE ha avviato, a partire dal Maggio 2010, un programma di acquisti sul mercato secondario di titoli del debito pubblico (Securities Market Programme).

43 La crisi del debito in Europa Tuttavia la BCE, non potendo attuare politiche di quantitative easing,, deve sterilizzare l impatto sulla base monetaria di tali operazioni di acquisto. Ogni settimana, la BCE attua operazioni di riassorbimento della liquidità per un importo corrispondente al valore dei titoli detenuti nel proprio portafoglio. Gli acquisti della BCE sul mercato secondario possono limitare le tensioni sui mercati, ma non possono risolvere il problema in modo strutturale. Sono i Governi nazionali, responsabili per le politiche fiscali, a dover procedere con rigore nella riduzione del deficit. Ma i programmi di risanamento fiscale richiedono un certo tempo e, soprattutto, gli effetti sulla riduzione del debito si producono dopo diversi anni.

44 La crisi del debito in Europa Inoltre, la vicenda dalla Grecia ha inoltre mostrato che i paesi più virtuosi (in particolare la Germania) sono restii ad aiutare i paesi in difficoltà La ragione principale è la mancanza di fiducia: un paese in crisi ha gestito male i propri conti pubblici l aiuto (o la garanzia) di un paese virtuoso può salvarlo dal fallimento d altra parte, una volta ricevuto l aiuto il paese in difficoltà potrebbe continuare a gestire male i propri conti pubblici perché la politica fiscale rimane sotto la sua sovranità

45 La crisi del debito in Europa In conclusione: la politica monetaria unica sottrae uno strumento di intervento agli Stati membri dell area Euro L attribuzione delle competenze in materia di politica fiscale ai singoli Stati sfavorisce la cooperazione fra paesi Ciò ha reso i paesi più deboli dell UME più deboli favorendo un attacco sui mercati L attacco speculativo ha rafforzato gli effetti sui tassi di interesse dei problemi strutturali dei PIIGS, favorendo un ulteriore aumento degli spread

46 Gli effetti sulle borse Al peggioramento degli spread si è affiancato un crollo degli indici di borsa Variazione percentuale degli indici di borsa tra Gennaio 2010 e Luglio 2011 Italia -13,71% Portogallo -8,11% Irlanda -5,01% Grecia -42,56% Spagna -18,32%

47 Gli effetti sulle borse Il crollo ha riguardato in particolare i titoli azionari degli istituti di credito Variazione percentuale del prezzo delle azioni dei principali istituti di credito italiani tra la fine del 2010 e il i Luglio 2011

48 Gli effetti sulle banche La spiegazione è associata agli effetti a catena dell eventuale default di uno Stato. Se uno Stato va in default non ripaga i propri creditori Le banche detengono nel proprio attivo molti titoli di Stato, tipicamente del proprio paese Se il prezzo dei titoli in portafoglio diminuisce, si riduce il valore dell attivo delle banche e si determinano perdite per il capitale delle stesse.

49 Gli effetti sulle banche Le banche possono risultare sottocapitalizzate ed aver bisogno di ridurre la loro leva finanziaria. Il default di una economia implicherebbe dunque il fallimento di molte delle sue banche I mercati anticipano questo rischio per cui gli investitori vendono azioni delle banche dei paesi a rischio. Il valore di borsa di queste azioni crolla. Le agenzie di rating, a seguito del declassamento del rating sul debito sovrano di un paese, spesso procedono a declassare anche il rating delle banche di quello stato.

50 Gli effetti sulle imprese Qualora si verificasse il fallimento di molte banche in un economia, inoltre, anche le imprese avrebbero grandi difficoltà (in particolare per mancanza di credito) Anche senza il fallimento di singole banche, il processo di de-leveraging del sistema bancario causato della crisi del debito sovrano viene spesso realizzato attraverso una riduzione dell ammontare di credito al settore privato. Perciò, anche la recente decisione dell EBA (European( Banking Authority) di imporre la ricapitalizzazione delle banche più esposte al rischio di credito del debito sovrano può indurre un ulteriore contrazione del credito.

51 Gli effetti ulteriori sul debito Al fine di limitare l effetto di contrazione del credito e i suoi effetti in termini di rallentamento della crescita economica, gli stati possono decidere di intervenire. Così come accaduto in Irlanda, il settore pubblico può garantire i fondi necessari a salvare le banche Quello che era debito privato diventa in questo modo debito pubblico, se lo stato deve reperire i fondi necessari al salvataggio emettendo nuovi titoli Ciò di nuovo aumenta lo stock di debito.

52 La crisi dei conti pubblici in Europa In questo contesto vediamo più in dettaglio la situazione dell Italia Premessa: vediamo i tassi di interessi pagati dal debito italiano nell ultimo ventennio Consideriamo lo spread con il Bund tedesco

53 Differenziale BTP-Bund Bund a 10 anni

54 Tre periodi: 1) l instabilità prima dell Euro

55 2) La fase di allineamento con l euro

56 3) Le turbolenze dovute alla crisi

57 3 Vediamo ora l andamento nel corso del M M M M M M M M M M M M M M M M M M M07

58 La crisi in Europa: quali prospettive? Abbiamo visto in precedenza i problemi derivanti dalla debolezza dei conti pubblici di diversi paese dell UME Quali sono le prospettive di questi paesi e dell Area per il futuro? Quali soluzioni sono state proposte?

59 La crisi del debito in Europa: quali prospettive? 1) Ristrutturazione del debito e crisi dell Euro I paesi in difficoltà ristrutturano il proprio debito La ristrutturazione indica un default parziale e selettivo e/o un allungamento delle scadenze La ristrutturazione può riguardare solo alcuni paesi (es., Grecia e Portogallo) oppure tutti i PIIGS La ristrutturazione comporta probabilmente l uscita dall Euro

60 La crisi del debito in Europa: quali prospettive? I PIIGS hanno diversa dimensione l uscita dei più grandi determinerebbe la fine dell Euro

61 La crisi in Europa: quali prospettive? 2) Emissione di titoli europei Emissione di titoli europei, garantiti dall Unione Monetaria Europea e non dai singoli paesi (Eurobond( Eurobond) Tale proposta, su cui anche la Commissione Europea ha recentemente avanzato delle ipotesi di lavoro, è però avversata da alcuni paesi, quali la Germania, la Finlandia e l Olanda. Necessità un coordinamento delle politiche fiscali e/o un controllo forte sulle politiche fiscali nazionali

62 La crisi in Europa: quali prospettive? Il primo scenario è caratterizzato dalla fine del coordinamento della politica economica in Europa Sia la politica monetaria che quella fiscale ritornano nazionali (almeno per alcuni paesi) Il secondo scenario è caratterizzato da un maggior coordinamento della politica economica in Europa Sia la politica monetaria che (in parte) quella fiscale vengono coordinate In entrambi i casi si va verso il superamento dell attuale asimmetria tra politica monetaria centralizzata e politiche fiscali decentrate

63 La crisi dei conti pubblici negli USA I problemi relativi alla dinamica del debito pubblico hanno riguardato di recente anche gli Stati Uniti Nel 2011, il debito pubblico statunitense ha raggiunto il 99,5% del Pil, mentre il deficit è risultato pari al 10,7% del PIL. A fine luglio 2011 si è avuto (almeno formalmente) il rischio di un default del Governo americano

64 La crisi dei conti pubblici negli USA Le ragioni erano di natura legale. Negli Stati Uniti esiste un vincolo legale alla dimensione massima del debito pubblico La dinamica del debito rendeva necessario un innalzamento del limite entro il 2 Agosto 2011 Il rischio di default derivava sopratutto dal non poter più emettere titoli per vincoli di legge Anche gli USA sono coinvolti nella crisi del debito sovrano.

65 Debito Federale USA (% Pil) Prima di esaminare la soluzione adottata vediamo qualche dato sulla storia del debito statunitense

66 La crisi dei conti pubblici negli USA Come si è risolta la possibile crisi del 2 Agosto? Dopo lungo dibattito fra democratici e repubblicani (il cui voto favorevole era necessario): Innalzamento del debito di circa miliardi di $ in due fasi Riduzione di spesa per 3000 miliardi in 10 anni miliardi da definire In questo modo il problema degli USA è risolto?

67 La crisi dei conti pubblici negli USA Rimangono molte difficoltà: Il debito statunitense ha dimensioni enormi in termini assoluti Anche dopo i tagli il debito continuerà a crescere nel 2012 (attestandosi intorno al 103% del pil) La lentezza con cui il vincolo legale è stato rimosso e le perduranti difficoltà dell economia hanno sollevato dubbi sull affidabilità del debito pubblico statunitense.

68 La crisi dei conti pubblici negli USA Per queste ragioni Standard and Poor s (una delle più importanti agenzie di rating) ha ridotto il giudizio sul debito americano da AAA (livello di massima affidabilità) ad AA+. E la prima volta che ciò accade nella storia degli USA Il rischio di default degli Stati Uniti è ora superiore a quello di Germania e Gran Bretagna.

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70 La crisi dei conti pubblici negli USA Molti titoli di stato USA sono detenuti dalla Cina (per il 7,5%) Le pressioni della Cina hanno indotto gli USA ad agire

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