Computer skills advanced problem solving e project management

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Computer skills advanced problem solving e project management"

Transcript

1 Computer skills advanced problem solving e project management Prof. Raffaella FOLGIERI DEAS, Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche aa 2011/2012

2 Problem solving e project management Quali sono i punti di contatto tra Problem Solving e Project Management? Molti. Per esempio: Un progetto in genere è ciò che si affronta per mettere in atto i passi risolutivi di un problema Un progetto deve essere ben definito esattamente come un problema, perché la soluzione sia efficace (ed efficiente) Molte metodologie di problem solving si adattano al project management e viceversa

3 Abbiamo un problema Cliente Richiesta semplice: capire come risolvere crisi di vendita dei prodotti (vuole comprendere il processo di lavoro per giungere alla soluzione) Come fargli comprendere la soluzione del problema? È il problema principale!

4 Questione di linguaggio Ognuno ragiona ed esprime i concetti secondo il proprio background culturale Lontananza dei linguaggi Difficoltà di comprensione Problema di gestione (comprensione, traduzione e verifica) dei requisiti di un problema

5 La metafora dell altalena Si usa in campo ICT, ma è valida in ogni campo Aiuta a comprendere perché le parole (influenzate dal gergo) non sono indicate per descrivere il problema: difficoltà di comprensione difficoltà di traduzione del problema in algoritmo

6 La metafora dell altalena (versione recente) Come l ha spiegato il cliente Come l ha capito il Project Leader Come l ha progettato l analista Come l ha scritto il programmatore Come l ha descritto il consulente di business Come è stato documentato il progetto Quali funzionalità sono state installate La fatturazione presentata al cliente Il supporto dato al cliente Di cosa aveva realmente bisogno il cliente

7 Definizione di progetto Progetto: deve necessariamente essere definito nel modo corretto non basta dire: si vuole costruire una piramide in tempi brevi occorre specificare: si vuole costruire una piramide alta 100 m, a Milano, che sarà pronta il 12 dicembre (mancano ancora costi e risorse) Progetto BEN CONDIZIONATO: importante definire obiettivi, ambiti, vincoli (condizioni al contorno), aspettative, risorse coinvolte/da coinvolgere, tempi. Difficoltà: in ogni processo di avvio, gestione e controllo di un progetto sono coinvolte più figure professionali spesso difficili da coordinare correttamente Problema: mancanza Project Manager esperto in core scope del progetto, aspetti di business, organizzativi, economici e di controllo (capace inoltre di motivare risorse e indirettamente chi è coinvolto nel cambiamento)

8 Definizione di progetto (PMI) Definizione di progetto per PMI: Un progetto è uno sforzo temporaneo intrapreso allo scopo di creare un prodotto, un servizio o un risultato unici. Caratteristiche: Temporalità: inizio e fine definiti (non si estende a prodotto/risultato) si estende ad opportunità/finestra di mercato si estende ad unità lavorativa (generalmente non sopravvive al progetto) Prodotti, servizi, risultati unici: deliverable unici prodotto/manufatto capacità di erogare un servizio risultato (esiti, conoscenza es. ricerca) Elaborazione progressiva: sviluppo in passaggi successivi e prosecuzione incrementale (es. approfondimento dettagli)

9 Tipologie di progetto Difficile organizzare una tassonomia completa ma obiettivi diversi presuppongono metodologie ed approcci differenti (organizzazione, strumenti) Tassonomia di contenuto/obiettivo In base agli obiettivi core del progetto Classificazione per dimensione Più difficile da definire con precisione

10 Tassonomia di contenuto - 1 Possiamo distinguere progetti di: reingegnerizzazione progetto di innovazione progetto di upgrading (aggiornamento) start-up nuovo business nuovo settore aziendale riorganizzazione/ristrutturazione dell azienda di uno/più settori di processo riqualificazione di settori di processi di persone Tutti i progetti, alla fine dei conti, coinvolgono il settore ICT, ma preme sottolineare la generalità della definizione!

11 Classificazione per dimensione piccoli (small) medi (medium) medio grandi (m-large) grandi (large) globali (wide). difficile stabilire parametri precisi: portata economica (i.e. fatturato/dimensione del cliente)? numero di risorse coinvolte? importanza per il core aziendale? particolare innovazione tecnologica? Di fatto la dimensione spesso va di pari passo con la complessità, tanto che i due termini spesso vengono usati come sinonimi. In realtà la misura della complessità di un progetto dipende da valutazioni personali... spesso le difficoltà sorgono se i rapporti con il management del committente non sono chiari: un progetto semplice diverrà complesso anche se di piccole dimensioni

12 Approcci al Project Management: cenni per progetti meno complessi: si preferirà un approccio di facile gestione magari meno flessibile di altri ma più controllabile perché definito sin dai primi passi. Più il progetto diventa complesso, più è necessario adottare metodologie flessibili, agili, che permettano la revisione e il controllo costante di ogni task (attività) di cui il progetto stesso si compone. Tra le metodologie correntemente in uso: Waterfall, Agile, Prince2, 6Sigma e RUP

13 Studio di fattibilità: AS IS - schema situazione attuale (AS IS), che può comprendere (a seconda del tipo di progetto che stiamo proponendo): - stato dell arte, - analisi di mercato, - analisi dei processi aziendali, - analisi dei sistemi adottati, - analisi della produzione, - descrizione tecnica dei prodotti/servizi/processi (sottoparagrafo)

14 Studio di fattibilità: AS IS - contenuti - I dati devono essere raccolti nel modo più completo possibile, con tutti i mezzi di indagine disponibili (valgono le considerazioni fatte per il paragrafo precedente) - In caso di innovazione, sarà utile condurre e documentare la SWOT analysis - In caso di nuovo business, l analisi della concorrenza (qui sarà coinvolto un marketing manager o un esperto di business, ma per questa prima fase di documentazione ad alto livello, se anche fosse richiesto ad un project manager con poca esperienza di business analysis (spesso queste aree, confinanti, si confondono) la SWOT analysis può rispondere anche a questo secondo scopo.

15 Studio di fattibilità: AS IS ANALISI SWOT (1) SWOT analysis (Strenghts, Weakness, Opportunities, Threats) fase in cui si esaminano: Punti di forza (Strenghts) Punti di debolezza (Weakness, situazione attuale e interna) Opportunità (Opportunities) Minacce (Threats, concorrenti, esterno) In base a questi fattori si possono individuare: ambiti chiave di lavoro skill e risorse necessarie strategia da perseguire Infatti possiamo dire che in un documento di avvio di progetto (abbiamo detto che tutte le fasi vanno documentate!!!), in cui si dichiara quanto si è compreso delle esigenze del committente e le intenzioni strategiche da perseguire, questa analisi permette di definire agevolmente: Scenario Situazione AS IS Forza, debolezza, concorrenza Gap analysis Modello TO BE Attraverso l analisi swot si individuano tutte le forze in gioco sia nella situazione attuale che a progetto concluso.

16 Studio di fattibilità: AS IS ANALISI SWOT (2) Uno strumento per abbinare i fattori interni con i fattori esterni è la Matrice di Confronto. In realtà spesso queste due colonne del diagramma SWOT puntano in direzioni opposte e quindi occorre allinearle con una adeguata strategia. In questi casi si utilizza una strategia Outside-in (strategia di mercato) o Inside-in (guidata dalle risorse) La SWOT analysis si può applicare anche ai concorrenti, per valutare nuove prospettive

17 Studio di fattibilità: AS IS ANALISI SWOT (4) Opportunità e minacce Prevedere tutti i casi possibili che possono favorire oppure ostacolare il progetto (potete utilizzare la tecnica del what if, cioè cosa succederebbe se, naturalmente basata su fatti concreti e numeri, non solo su opinioni personali). Di solito opportunità e minacce sono influenzati da: cambiamenti politici, sociali ed economici esterni all azienda concorrenza (da localizzare geograficamente, a seconda della portata del vostro progetto) target e trend di mercato (cioè obiettivi di mercato e tendenze) resa economica possibile bisogni soddisfatti dai vostri prodotti/servizi e possibilità che tali bisogni mutino

18 Studio di fattibilità: AS IS ANALISI SWOT (5) Nata in ambito ricerche condotte dallo Stanford Research Institute ( ) Esempi di applicazione: FREE TOOL: Free template: Prodotti non-free: SmartDraw mmi6a95ecfqijzwodzut0qa

19 Dalla teoria alla pratica Analisi dei dati con una o più variabili: analisi di simulazione (case study 5)

20 L analisi WHAT-IF Si compilano tabelle dati i cui valori possono essere variabili. Su tali valori si applicano formule (ad esempio la variabilità dei tassi di interesse, se il progetto prevede un apporto economico) Si procede poi variando i valori e provando a disegnare differenti scenari sulla base di mutate condizioni Generalmente, come riferimento molti prendono il caso medio. Per essere sicuri, nelle prime esperienze, prediligete lo scenario più vicino al worst case. La what-if analysis può essere utile anche nelle fasi non preliminari di progetto (per il controllo del forecast, per esempio. Molto utilizzata negli USA (e nel marketing). Case study 5

21 L analisi WHAT-IF (analisi di simulazione) Case study 5 Può essere condotta utilizzando MS Excel 1) Si procede prima creando le tabelle di valori necessarie per la valutazione quantitativa della simulazione 2) Si creano diversi scenari. Uno scenario è un insieme di valori che è possibile salvare e sostituire automaticamente all interno di un foglio di lavoro. Creare scenari è utile per prevedere il risultato di un modello di foglio di lavoro creato. E possibile creare e salvare più gruppi di valori su di un unico foglio di lavoro e successivamente visualizzarne e confrontarne i risultati. 3) Per confrontare i diversi scenari si crea un riepilogo riassuntivo nello stesso foglio di lavoro. Gli scenari così creati possono essere posti l uno affiancato all altro oppure possono essere riportati in un rapporto di tabella pivot. 4) E possibile anche operare il processo contrario, ovvero, conoscendo il risultato finale che si desidera ottenere, si può utilizzare la funzione ricerca obiettivo (menu strumenti) per trovare quali valori della cella selezionata devono essere (e come) variati perché sia restituito il valore cercato.

22 Case study 5 L analisi WHAT-IF (esempio in Excel) passo 1 Può essere condotta utilizzando MS Excel Si possono costruire vari scenari e valutarli al cambiamento del valore di alcune variabili (ipotesi di base) Le ipotesi possono variare In maniera discontinua (caso base, best case caso migliore, worst case caso peggiore) In maniera continua Ovviamente di solito i dati sono molto complessi e all interno degli scenari (tabelle dati) creati si indicano quali sono quelli variabili. Per semplicità creiamo un caso semplice, in cui il valore variabile determina il cambiamento della somma di questo al contenuto (fisso) della cella B10

23 L analisi WHAT-IF (esempio in Excel) passo 2 A questo punto, dal pulsante ANALISI DI SIMULAZIONE del tab DATI, scegliamo GESTIONE SCENARI Definiamo il caso base, inserendo il nome (BASE) nella finestra che compare, indicando la cella A1 come cella variabile e, per questo caso, come valore il numero 2. All ok ci sarà richiesto il valore della variabile. 1 Case study 5 3 2

24 Case study 5 L analisi WHAT-IF (esempio in Excel) passo 3 Sempre da GESTIONE SCENARI del pulsante ANALISI DI SIMULAZIONE inseriamo (tramite il tasto aggiungi) gli altri due scenari (Best Case, valore variabile 3 e Worst Case, valore variabile 1) come abbiamo fatto per il caso Base

25 L analisi WHAT-IF (esempio in Excel) passo 4 Sempre da GESTIONE SCENARI del pulsante ANALISI DI SIMULAZIONE scegliamo il bottone RIEPILOGO e confermiamo nella dialog box che compare. Comparirà un apposito foglio in cui è presente il riepilogo dei risultati ottenibili con i vari scenari. 1 Case study 5 2 Questa opzione è molto utile per confrontare varie ipotesi e differenti risultati raggiungibili

26 Studio di fattibilità: definizione obiettivi definizione di massima degli obiettivi: - Si elencheranno gli obiettivi del piano, magari non definitivi (nel senso che man mano potranno essere dettagliati ulteriormente, ma comunque contenenti tutti gli elementi che, abbiamo detto, costituiscono un progetto ben condizionato - Per avere una traccia di aiuto che consenta la definizione più adeguata degli obiettivi si suole usare il test SMART che aiuta a verificare se quello che abbiamo scritto è sufficiente per definire gli obiettivi che ci siamo preposti: test SMART, ovvero, gli obiettivi devono essere: Specifici (avete definito gli obiettivi in modo chiaro?) Misurabili (possiamo misurare i risultati, una volta concluso il progetto?) Attuabili (gli obiettivi sono realistici e realmente raggiungibili entro i termini fissati?) Remunerativi (quali sono i benefici tangibili derivanti per l organizzazione, per il team o per il singolo dal progetto?) Tempificati (è indicata in modo chiaro e corretto la scadenza per il completamento delle attività?)

27 Studio di fattibilità: prospetto dei costi prospetto di massima dei costi: - Siamo ancora ad una stima di massima (ricordate che lo studio di fattibilità è quel documento che favorisce la sponsorizzazione e il consenso attorno all avvio del progetto - Non deve essere ottimistico, ma realistico - Vicino al worst case ma non eccessivamente dettagliato e pessimistico - I costi andranno indicati per macroaree, e non con un dettaglio fine, e dovranno essere corredati delle motivazioni - Per ogni costo vanno indicate le fonti di finanziamento

28 Studio di fattibilità: prospetto delle risorse prospetto delle risorse - In questo capitolo devono essere descritte le risorse umane (e non) necessarie per il progetto. - Per quanto riguarda le risorse umane, ne andranno evidenziati gli skill (non siamo ancora a livello di nome e cognome. E utile in questo caso predisporre una griglia di pertinenza che incroci gli skill con le aree di progetto individuate - Per quanto riguarda le altre risorse (tecnologia, mezzi, ecc..) ne andranno descritte le caratteristiche e motivata la necessità, anche in questo caso senza specificare la particolare risorsa, a meno che non necessaria (o core) per il progetto stesso.

29 Studio di fattibilità: TO BE situazione che si prospetterà alla fine del progetto (TO BE): - E la parte conclusiva del documento. - Ciascuno dei punti della sezione AS IS va ripreso e ridisegnato secondo quanto apparirà alla fine del progetto stesso. Ogni volta vanno evidenziati i benefici delle azioni - Eventualmente, se si ha abbastanza esperienza, o se ci si può appoggiare a chi ne ha, si può condurre un analisi COSTI-BENEFICI, - Come per l analisi costi benefici, è possibile effettuare la valutazione del punto di pareggio (ad esempio per le startup), ovvero considerare in che periodo le entrate bilanceranno gli investimenti effettuati - Anche in questo caso si può utilizzare l analisi WHAT IF per disegnare più scenari possibili (proiezioni a 3 e 5 anni), soprattutto in caso di incertezza del mercato, prodotto particolarmente innovativo - La verifica di quanto raccolto può essere condotta utilizzando la formula SQUID

30 Studio di fattibilità: TO BE la formula S.Q.U.I.D. Per verificare se le informazioni raccogliere sono tutte quelle necessarie a definire bene un progetto e per valutarlo in fase iniziale Significato della formula S.Q.U.I.D.: Subito, cioè la velocità di risposta alle richieste del cliente Qualità del prodotto e delle idee Informazioni che dovranno essere date Data di consegna al cliente o di termine del progetto Dovete raccogliere più informazioni possibili sui desiderata di clienti (stakeholder, interni, intesi come sponsor ed esterni)

31 Studio di fattibilità: TO BE - macroanalisi costi/benefici e punto di pareggio Anche questa stima non è solitamente a carico del PM, ma è bene fare qualche cenno In genere si effettua una stima sulla base del Break even point, ovvero, il Business Leader/Consultant effettua una stima economica dei benefici diretti e indiretti derivanti dall attuazione del progetto. Semplificando il calcolo del break even point (punto di pareggio), dividendo il costo per i benefici economici, si ottiene il numero di anni in cui il costo sarà ammortizzato.

32 Ciclo di P.M. (Project Management) Nello schema sono rappresentate le varie fasi del ciclo di PM, precedute dall AVVIO DEL PROGETTO, che abbiamo identificato con la fase 0 (e il relativo documento di valutazione) di studio di fattibilità. Vi sono, comunque, varie rappresentazioni del ciclo di vita di un progetto, utili a seconda del tipo di progetto o aderenti allo standard del committente

33 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: Difesa USA - Il sistema di acquisizione del Ministero della Difesa Americana, prevede fasi e deliverable di ciasuna milestone, secondo lo schema seguente: Milestone 0 Faseability Study approval Milestone II Technical Project approval Milestone IV Main Modification approval Milestone I Demonstration approval Milestone III Production approval

34 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: Morris - La rappresentazione di Morris (nello schema seguente) viene utilizzata per progetti di costruzioni Completamento (%) Feasibility Studio di fattibilità Progetto strategico Approvazione Planning & Design Progetto di base Costi e tempi Termini contrattuali Condizioni Planning dettagliato Definizione pricipali contratti Completamento sostanziale, realizzazione Turnover & startup Test finali Manutenzione operatività decisione di procedere Production Manufacturing Consegne Opere civili Istallazioni Test Stage 1 Stage 2 Stage 3 Stage 4

35 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: Murphy - Utilizzata per i progetti di prodotti farmaceutici origine medicinale screening migliori lavoro preclinico per richiesta IND pratica IND test clinici test stabilità ph I ph II ph III pratica NDA attività di controllo metabolismo tossicologia Processo di autorizzazione scoperta screening sviluppo preclinico (oltre 10 anni) registrazione lavoro approvazione IND Investigation New Drug application NDA New Drug Application

36 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: PLM Product Lifecicle Management Obiettivo: ottimizzare (minor tempo, costi e rischi, maggiore qualità) sviluppo, modifica e ritiro dei prodotti o servizi dal mercato. La strategia permette all impresa di innovare il prodotto durante tutto il ciclo di vita (fino all obsolescenza), creando archivio di capitale intellettuale riutilizzabile. Utile in progetti di innovazione Composto da vari moduli, organizzati in categorie: Document Management: gestione della documentazione tecnica e di progetto. Product Structure Management: gestione della configurazione di prodotto (Struttura). Configuration management: gestione di varianti e lotti di produzione. Change management: gestione cambiamenti di entità che descrivono il prodotto. Workflow management: gestione del flusso aziendale dei dati. Catalog Library: gestioni dei componenti normalizzati e delle parti standard (viti, bulloni, resistenze...). Supply Chain Management: gestione scambio dati con i fornitori. La scelta dei moduli da prevedere dipende dal grado di integrazione voluto per il processo produttivo.

37 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: a spirale - Utilizzata per i progetti di sviluppo software Immagine tratta da wikipedia

38 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: a cascata Per lo sviluppo del software (c è anche metodologia waterfall) il processo di sviluppo è diviso in fasi sequenziali output di ogni fase usato come input dalla fase successiva ogni fase del processo viene documentata. Fasi del modello a cascata tradizionale: studio di fattibilità. Scopo: determinare se avviare lo sviluppo del sistema analisi dei requisiti. Scopo: determinare cosa farà il sistema progetto. Scopo: determinare come il sistema farà quanto stabilito, la sua suddivisione in moduli e le relazioni fra questi codifica, o sviluppo. Scopo: creazione dei moduli con un linguaggio di programmazione collaudo. Scopo: verificare la correttezza dell'implementazione dei singoli moduli integrazione (o test di integrazione). Scopo: verificare la correttezza del funzionamento complessivo del sistema manutenzione. Scopo: dopo la consegna o delivery del prodotto, attività volte a migliorare, estendere e correggere il sistema nel tempo. Svantaggi: difficile stimare le risorse e i costi in maniera accurata prima del completamento della prima fase di analisi; specifica dei requisiti: documento scritto che vincola il prodotto da sviluppare e non sempre soddisfa le esigenze del cliente che spesso appaiono chiare dopo il primo rilascio del software l utente spesso non conosce tutti i requisiti dell applicazione il modello obbliga a usare standard di documentazione tali da rischiare burocratizzazione

39 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: a cascata Fonte:http://www.csse.monash.edu.au/

40 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: evolutivo Sviluppo ICT. Supera il modello a cascata. Si basa sulla prototipizzazione (realizzazione rapida di una versione semplificata del sistema informativo), per la sperimentazione di funzionalità. La verifica del prototipo può portare a una modifica dei requisiti e una eventuale revisione del progetto. La prima versione va dunque considerata throw-away ("cestinabile") valida finché non fornisce un feed-back sufficiente. La seconda versione può essere sviluppata seguendo il modello cascata. Poche fasi che si ripetono: Realizzazione di un prototipo Consegna del prototipo all utente Raccolta delle valutazioni dell utente Modifica del progetto in funzione delle valutazioni Soluzione parziale problemi del modello a cascata (elimina errori nei requisiti ma non riduce distanza temporale per il completamento del ciclo di sviluppo). Le fasi possono essere concorrenti (si riducono i tempi, ma aumentano i rischi) Si è evoluto nel modello incrementale. Svantaggio maggiore: rischio di indisciplina. Necessari standard di processo.

41 Altre rappresentazioni ciclo di vita: incrementale Per sviluppo ICT. Prevede le fasi: analisi dei requisiti progetto codifica test (o collaudo) Si ottiene la prima versione funzionante del prodotto software; si procede poi con la seconda iterazione, che prevede le fasi: analisi dei requisiti progetto codifica test (o collaudo) e si ottiene la seconda versione del prodotto, anch'essa funzionante. Si procede allora fino all'ennesima iterazione, finchè non si arriva ad un progetto solido. Consigliabile quando si ha una visione sufficientemente chiara dell'intero progetto sin dall inizio, perché occorre fare in modo che la realizzazione della generica versione k risulti utile per la realizzazione della versione k+1.

42 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: a fontana Modello per ICT, altamente iterativo, particolarmente adatto per metodologie orientate agli oggetti e per grandi progetti cui partecipano molte persone, utile specialmente se il progetto riguarda prodotti mission critical che non possono fallire Si basa sul concetto che anche se alcune attività non possano iniziare prima di altre, (es. codifica e progettazione) sussiste forte sovrapposizione tra le attività durante il ciclo di sviluppo. Si chiama modello a fontana perché nel disegno sono presenti degli zampilli, anche a livelli inferiori, che indicano i casi in cui, per conoscenze sopraggiunte in corso di progetto, occorre ripianificare e quindi risalire la fontana. Permette lo sviluppo di componenti software maggiormente autonome, all interno di un infrastruttura unificante (integrazione). Si potrebbe dire che tende alla costruzione di un repository in cui immagazzinare componenti riutilizzabili (considerevole risparmio di tempo dovuto al parallelismo).

43 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: a fontana Fonte:http://www.csse.monash.edu.au/

44 Altre rappresentazioni del ciclo di vita: iterativo - Un altro esempio di rappresentazione per ICT è il modello iterativo. - Nella categoria dei modelli iterativi rientrano tutti i processi di sviluppo che permettono di ritornare ad una fase del procedimento già affrontata in precedenza. In ogni fase si tende a partire con una prima bozza della soluzione che seguirà successivamente raffinata al prossimo passaggio. - Vi sono tante altre rappresentazioni. - Non le elencheremo tutte. Abbiamo visto le principali. - Ciascuna dipende dalle caratteristiche del progetto

45 Tool gestione progetti: Microsoft Project Permette di predisporre un foglio nella workarea da cui è possibile gestire (impostare, controllare) tempi, risorse e costi di un progetto. Si definiscono tempi e risorse per ciascuna attività o sottoattività. Ne derivano i costi. Si stabiliscono le dipendenze e le milestone.

46 Il Project Management in Rete Project Management Institute (PMI) International Project Management Association Project Management Forum

47 Certificazione PMI Costo: circa 300 $ Prof. Raffaella Folgieri aa 2011/2012

48 Prince 2 - certificazioni Vi sono due livelli di certificazione: Foundations e Practitioner. Ottenere la certificazione Foundations è particolarmente veloce: dopo un corso di introduzione di un paio di giornate circa, su materiali molto schematici, si sostiene una prova con 75 domande a scelta multipla. Si ottiene la certificazione se si forniscono almeno 38 risposte esatte. Il 95% dei candidati passa l'esame. Ad oggi, nel mondo, vi sono persone certificate Foundations. Practitioner è basato sullo studio di un libro più approfondito e su un corso di circa 3 giorni, nel quale si applicano tutti i processi, gli strumenti e la documentazione di PRINCE2 a case studies. Di fatto, si percorrono tutti i passi dall inizio di un progetto alla sua chiusura. L'esame è su casi, a risposta aperta e il tasso di successo è circa il 65%. Si stimano persone certificate come Practitioner. Per ora tutta la documentazione e i gli esami sono in lingua inglese, ma è in corso la traduzione in italiano.

49 Prince 2: riferimenti web Prof. Raffaella Folgieri aa 2011/2012

50 Altre rappresentazioni nel Project Management Vi sono tante altre rappresentazioni per esprimere Il problema e la soluzione Il legame tra problema e soluzione Le fasi per giungere alla soluzione La scelta dipende dalla situazione Nelle prossime slide altri esempi di come rappresentare un problema e la sua soluzione (restiamo sempre nell ambito del problem solving)

51 Il diagramma causa-effetto Detto anche a lisca di pesce o diagramma di Ishikawa Usata nel controllo di qualità ma anche per identificare ed organizzare le cause di un evento, un problema o un risultato Illustra il rapporto gerarchico fra le cause secondo il livello di importanza o di dettaglio e un risultato Si concentra su un problema complesso (sforzo di gruppo) Identifica tutte le cause e le cause alla radice di un effetto o di un problema Analizza e collega alcune interazioni fra i fattori che influiscono su un processo o su un effetto particolare Permette l azione correttiva Non adatto per problemi complessi

52 Il diagramma causa-effetto: schema Problema o effetto sulla parte finale (destra) della lisca Identificare le categorie principali Identificare livelli sempre più dettagliati delle cause Analizzare lo schema Agire sullo schema rimuovendo le cause del problema

53 Il Ciclo di Deming Detto anche ciclo di PDSA (Programming, Doing, Studying, Acting) Modello per il miglioramento (qualitativo) continuo Sequenza logica di quattro fasi ripetitive per il miglioramento e l apprendimento continuo Anche conosciuto come Spirale di miglioramento continuo Messo in relazione alla produzione just-in-time Benefici: Project management Prove di processo Gestione sistematica quotidiana per il singolo e/o il team (importante in molti problemi) Processo di risoluzione dei problemi Sviluppo continuo Sviluppo del fornitore Sviluppo delle risorse umane Sviluppo di prodotti nuovi

54 Il Ciclo di Deming 4 parti: PROGRAMMARE: programmare in anticipo eventuali cambiamenti. Analizzare e predire i risultati. FARE: eseguire il programma, facendo piccoli passi in circostanze controllate. STUDIARE (controllo): studiare i risultati. AGIRE: agire per standardizzare o migliorare il processo.

55 Il metodo 8D 8D = 8 Discipline Metodologia per la rappresentazione (e la risoluzione) di problemi per il miglioramento del prodotto e del processo) Conosciuto anche come Global 8D, Ford 8D o TOPS 8D Fasi: D1: stabilire il team (interdisciplinare con team leader) D2: descrivere il problema (chi, cosa, quando, dove, perché, come, quanto analisi 5W2H) D3: implementare e verificare le azioni di contenimento intermedie (difficoltà provvisorie) D4: identificare e verificare le cause alla radice (cause potenziali diagramma causa-effetto) D5: scegliere e verificare le azioni correttive D6: implementare e convalidare le azioni correttive permanenti D7: impedire la ricorrenza D8: congratularsi con il team (riconoscere gli sforzi collettivi, divulgare il successo, condividere conoscenza con organizzazione)

56 Il metodo 8D: schema Prof. Raffaella Folgieri aa 2011/2012

57 Project Management e Problem Solving: richiesta Perché si parla tanto di problem solving? Problemi sempre più complessi: sono necessari approcci strutturati Quanto sono importanti queste competenze? Fondamentali. I corsi che insegnano gli approcci illustrati sono molto costosi. Skill non facili da acquisire. Quale richiesta c è nel mercato del lavoro? Enorme. La conoscenza di queste metodologie assicura l inserimento immediato. La certificazione è un evidente vantaggio.

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 5: ciclo di vita di un progetto strutture organizzative il Project Charter

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 5: ciclo di vita di un progetto strutture organizzative il Project Charter Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 5: ciclo di vita di un progetto strutture organizzative il Project Charter Prof.ssa R. Folgieri email: folgieri@dico.unimi.it

Dettagli

Modalità e tecnologie per la rappresentazione dei processi di business

Modalità e tecnologie per la rappresentazione dei processi di business Modalità e tecnologie per la rappresentazione dei processi di business Prima parte: nozioni di base, Diagrammi a Blocchi, UML Abbiamo un problema Cliente (ma anche partner o collaboratori con formazione

Dettagli

L ambito di progetto Rappresenta la definizione del progetto, ovvero cosa deve essere portato a termine Comprende gli elementi:

L ambito di progetto Rappresenta la definizione del progetto, ovvero cosa deve essere portato a termine Comprende gli elementi: Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 6: Ambito di progetto organizzazione della comunicazione Prof.ssa R. Folgieri email: folgieri@dico.unimi.it folgieri@mtcube.com

Dettagli

Computer skills advanced problem solving creativo

Computer skills advanced problem solving creativo Computer skills advanced problem solving creativo Prof. Raffaella FOLGIERI DEAS, Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche aa 2011/2012 Outline Problem solving e creatività Rappresentazioni

Dettagli

Rational Unified Process Introduzione

Rational Unified Process Introduzione Rational Unified Process Introduzione G.Raiss - A.Apolloni - 4 maggio 2001 1 Cosa è E un processo di sviluppo definito da Booch, Rumbaugh, Jacobson (autori dell Unified Modeling Language). Il RUP è un

Dettagli

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 7: project management plan lista attività WBS e strumenti

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 7: project management plan lista attività WBS e strumenti Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 7: project management plan lista attività WBS e strumenti Prof.ssa R. Folgieri email: folgieri@dico.unimi.it folgieri@mtcube.com

Dettagli

Processi (di sviluppo del) software. Fase di Analisi dei Requisiti. Esempi di Feature e Requisiti. Progettazione ed implementazione

Processi (di sviluppo del) software. Fase di Analisi dei Requisiti. Esempi di Feature e Requisiti. Progettazione ed implementazione Processi (di sviluppo del) software Fase di Analisi dei Requisiti Un processo software descrive le attività (o task) necessarie allo sviluppo di un prodotto software e come queste attività sono collegate

Dettagli

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 15: P.M.: metodologie di progetto Prof.ssa R. Folgieri email: folgieri@dico.unimi.it folgieri@mtcube.com 1 Modelli di conduzione

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

Progetto software 2008/2009. Docente Marianna Nicolosi Asmundo

Progetto software 2008/2009. Docente Marianna Nicolosi Asmundo Progetto software 2008/2009 Docente Marianna Nicolosi Asmundo Obiettivi del corso Coinvolgervi nello sviluppo di un progetto software in cui mettere a frutto le conoscenze che avete acquisito durante i

Dettagli

Ciclo di vita del progetto

Ciclo di vita del progetto IT Project Management Lezione 2 Ciclo di vita del progetto Federica Spiga A.A. 2009-2010 1 Ciclo di vita del progetto Il ciclo di vita del progetto definisce le fasi che collegano l inizio e la fine del

Dettagli

La disciplina che cura un approccio sistematico, disciplinato e quantificabile allo sviluppo, all operatività ed alla manutenzione del software

La disciplina che cura un approccio sistematico, disciplinato e quantificabile allo sviluppo, all operatività ed alla manutenzione del software Ingegneria del software (software engineering) La branca dell'ingegneria che si occupa della realizzazione di sistemi software. La disciplina che cura un approccio sistematico, disciplinato e quantificabile

Dettagli

Metodologia TenStep. Maggio 2014 Vito Madaio - TenStep Italia

Metodologia TenStep. Maggio 2014 Vito Madaio - TenStep Italia Metodologia TenStep Maggio 2014 Vito Madaio - TenStep Italia Livello di Complessità Processo di Project Management TenStep Pianificare il Lavoro Definire il Lavoro Sviluppare Schedulazione e Budget Gestire

Dettagli

RUP (Rational Unified Process)

RUP (Rational Unified Process) RUP (Rational Unified Process) Caratteristiche, Punti di forza, Limiti versione del tutorial: 3.3 (febbraio 2007) Pag. 1 Unified Process Booch, Rumbaugh, Jacobson UML (Unified Modeling Language) notazione

Dettagli

DAL PROGETTO/DESIGN PROGETTO/PROJECT

DAL PROGETTO/DESIGN PROGETTO/PROJECT DAL PROGETTO/DESIGN AL PROGETTO/PROJECT Dal Progetto / Design al Progetto / Project. Il Project Management come strumento per la competitività. Una panoramica su strumenti e tecniche per la gestione efficace

Dettagli

Il Project Management Prime indicazioni e metodologie di base

Il Project Management Prime indicazioni e metodologie di base Il Project Management Prime indicazioni e metodologie di base 1 Indice IL PROJECT MANAGEMENT E IL CICLO DI P.M... 3 FASE 1 ANALISI E PORTATA DI UN PROGETTO... 4 LA COMUNICAZIONE... 5 ANALISI... 5 RACCOLTA

Dettagli

Introduzione al Project Management

Introduzione al Project Management Introduzione al Project Management Che cos è il project management Gestione di un impresa complessa, unica e di durata determinata rivolta al raggiungimento di un obiettivo chiaro e predefinito mediante

Dettagli

Progetto regionale Abruzzo Scuola Digitale. Project Management. (cenni) Ing. Giovanni Pisano Conferenze di servizio, ottobre 2015

Progetto regionale Abruzzo Scuola Digitale. Project Management. (cenni) Ing. Giovanni Pisano Conferenze di servizio, ottobre 2015 Progetto regionale Abruzzo Scuola Digitale Project Management (cenni) Ing. Giovanni Pisano Conferenze di servizio, ottobre 2015 1 COSA INTENDIAMO PER PROGETTO? Un progetto è un complesso unico e coordinato

Dettagli

Ciclo di vita del software

Ciclo di vita del software Ciclo di vita del software Nel corso degli anni, nel passaggio dalla visione artigianale alla visione industriale del software, si è compreso che il processo andava formalizzato attraverso: un insieme

Dettagli

CONCETTI BASE DI PROJECT MANAGEMENT

CONCETTI BASE DI PROJECT MANAGEMENT ISIPM Istituto Italiano di Project Management Via Vallombrosa, 47/a 00135 Roma CONCETTI BASE DI PROJECT MANAGEMENT ISIPM Istituto Italiano di Project Management Via Vallombrosa, 47/a 00135 Roma 2 ISIPM

Dettagli

SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI

SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI Prof. Andrea Borghesan venus.unive.it/borg borg@unive.it Ricevimento: Alla fine di ogni lezione Modalità esame: scritto 1 Sistema informativo. Prima definizione Un sistema

Dettagli

UML e (R)UP (an overview)

UML e (R)UP (an overview) Lo sviluppo di sistemi OO UML e (R)UP (an overview) http://www.rational.com http://www.omg.org 1 Riassumento UML E un insieme di notazioni diagrammatiche che, utilizzate congiuntamente, consentono di descrivere/modellare

Dettagli

METODI per effettuare previsioni con analisi di tipo WHAT-IF

METODI per effettuare previsioni con analisi di tipo WHAT-IF METODI per effettuare previsioni con analisi di tipo WHAT-IF 1. TABELLA DATI Una tabella di dati è un intervallo che mostra come la modifica di alcuni valori nelle formule ne influenza i risultati. Le

Dettagli

Processo parte III. Modello Code and fix. Modello a cascata. Modello a cascata (waterfall) Leggere Sez. 7.4 Ghezzi et al.

Processo parte III. Modello Code and fix. Modello a cascata. Modello a cascata (waterfall) Leggere Sez. 7.4 Ghezzi et al. Modello Code and fix Processo parte III Leggere Sez. 7.4 Ghezzi et al. Modello iniziale Iterazione di due passi scrittura del codice correzione degli errori Problemi: dopo una serie di cambiamenti, la

Dettagli

MODELLO DI BUSINESS PLAN APPROFONDITO

MODELLO DI BUSINESS PLAN APPROFONDITO ALLEGATO B MODELLO DI BUSINESS PLAN APPROFONDITO Predisporre una copertina con i riferimenti dei proponenti ed il nome del progetto. Note per la compilazione: Utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile,

Dettagli

Un approccio sistemico alla gestione dei progetti: dalle strategie al project management

Un approccio sistemico alla gestione dei progetti: dalle strategie al project management isedi_indice_cantamessa 27-04-2007 9:25 Pagina V Indice XI Prefazione XIII Premessa XVII Introduzione Un approccio sistemico alla gestione dei progetti: dalle strategie al project management PARTE I Aspetti

Dettagli

Classificazione Nuovo Esame PMP

Classificazione Nuovo Esame PMP Notizie sul nuovo esame PMP a partire dal Agosto 0 Classificazione Nuovo Esame PMP Questo è il link al documento del PMI: Crosswalk Between Current and New PMP Classifications del PMI Di seguito trovi

Dettagli

ARIES. Architettura per l'implementazione rapida dei Sistemi Aziendali. Presentazione della metodologia ARIES

ARIES. Architettura per l'implementazione rapida dei Sistemi Aziendali. Presentazione della metodologia ARIES ARIES Architettura per l'implementazione rapida dei Sistemi Aziendali. Presentazione della metodologia ARIES ARIES è una metodologia per implementare rapidamente sistemi informativi aziendali complessi,

Dettagli

ANALISI DI UN CASO DI EVOLUZIONE NELL ADOZIONE DELLA SOLUZIONE PROJECT AND PORTFOLIO MANAGEMENT DI HP.

ANALISI DI UN CASO DI EVOLUZIONE NELL ADOZIONE DELLA SOLUZIONE PROJECT AND PORTFOLIO MANAGEMENT DI HP. INTERVISTA 13 settembre 2012 ANALISI DI UN CASO DI EVOLUZIONE NELL ADOZIONE DELLA SOLUZIONE PROJECT AND PORTFOLIO MANAGEMENT DI HP. Intervista ad Ermanno Pappalardo, Lead Solution Consultant HP Software

Dettagli

Sistemi Informativi DERIVAZIONE DEI REQUISITI FUNZIONALI. Obiettivi Specifica dei Requisiti Assembly Lines Esercizi

Sistemi Informativi DERIVAZIONE DEI REQUISITI FUNZIONALI. Obiettivi Specifica dei Requisiti Assembly Lines Esercizi Sistemi Informativi DERIVAZIONE DEI REQUISITI FUNZIONALI Obiettivi Specifica dei Requisiti Assembly Lines Esercizi Obiettivi Nelle lezioni precedenti abbiamo descritto come modellare i requisiti funzionali

Dettagli

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 11: valutazione costi diagramma di PERT Prof.ssa R. Folgieri email: folgieri@dico.unimi.it folgieri@mtcube.com 1 Da ricordare:

Dettagli

5 Gestione dei progetti software. 5.1 Attività gestionale. Sistemi Informativi I Lezioni di Ingegneria del Software

5 Gestione dei progetti software. 5.1 Attività gestionale. Sistemi Informativi I Lezioni di Ingegneria del Software 5 Gestione dei progetti software. Dopo aver completato lo studio del ciclo di vita del software, in questa parte vengono discussi gli aspetti gestionali della produzione del software. Vengono esaminate

Dettagli

GUIDA - Business Plan Piano d impresa a 3/5 anni

GUIDA - Business Plan Piano d impresa a 3/5 anni GUIDA - Business Plan Piano d impresa a 3/5 anni 1 Executive summary...2 2 Business idea...2 3 Analisi di mercato...2 4 Analisi dell ambiente competitivo...2 5 Strategia di marketing...3 5.1 SWOT Analysis...3

Dettagli

ARIES. Architettura per l implementazione rapida dei sistemi aziendali

ARIES. Architettura per l implementazione rapida dei sistemi aziendali ARIES Architettura per l implementazione rapida dei sistemi aziendali P r e s e n ta z i o n e d e l l a m e t o d o l o g i a a r i e s ARIES è una metodologia che consente di implementare rapidamente

Dettagli

Il Lavoro per Progetti per il Servizio Civile

Il Lavoro per Progetti per il Servizio Civile Il Lavoro per Progetti per il Servizio Civile ovvero come qualche strumento tecnico può aiutare la gestione, ma solo se restiamo umani Traccia del contributo progetto e lavoro per progetti progetto e servizio

Dettagli

Gruppo 4: Gelmi Martina, Morelato Francesca, Parisi Elisa. La mia scuola ha un sito Web

Gruppo 4: Gelmi Martina, Morelato Francesca, Parisi Elisa. La mia scuola ha un sito Web Gruppo 4: Gelmi Martina, Morelato Francesca, Parisi Elisa La mia scuola ha un sito Web Presentazione del corso Contenuti e obiettivi del corso Imparare a lavorare con le metodologie dell ingegneria del

Dettagli

Lo Studio di Fattibilità

Lo Studio di Fattibilità Lo Studio di Fattibilità Massimo Mecella Dipartimento di Informatica e Sistemistica Università di Roma La Sapienza Definizione Insieme di informazioni considerate necessarie alla decisione sull investimento

Dettagli

RAM ABB - IL PROCESSO RAM. I processi di analisi RAM, già istituzionalizzati

RAM ABB - IL PROCESSO RAM. I processi di analisi RAM, già istituzionalizzati ABB - IL PROCESSO RAM un modello di valore Le analisi di affidabilità, disponibilità e manutenibilità (RAM: Reliability, Availability, Maintainability) si apprestano a diventare lo standard in tutti i

Dettagli

Dalla motivazione del personale al miglioramento della qualità dei Servizi Sanitari

Dalla motivazione del personale al miglioramento della qualità dei Servizi Sanitari Dalla motivazione del personale al miglioramento della qualità dei Servizi Sanitari Definizione di progetto Cos è un progetto Progetto si definisce, di regola, uno sforzo complesso di durata solitamente

Dettagli

Gestione dei Progetti (2005-2006)

Gestione dei Progetti (2005-2006) Gestione dei Progetti (2005-2006) Alessandro Agnetis DII Università di Siena (Alcune delle illustrazioni contenute nella presentazione sono tratte da PMBOK, a guide to the Project Management Body of Knowledge,

Dettagli

Processi di Business e Sistemi di Gestione di Workflow: concetti di base. Prof. Giancarlo Fortino g.fortino@unical.it

Processi di Business e Sistemi di Gestione di Workflow: concetti di base. Prof. Giancarlo Fortino g.fortino@unical.it Processi di Business e Sistemi di Gestione di Workflow: concetti di base Prof. Giancarlo Fortino g.fortino@unical.it Introduzione Le aziende devono modificare la loro organizzazione per cogliere le nuove

Dettagli

Indice. 1 Evoluzione dell Idea di project management e definizione del progetto ----------------------4

Indice. 1 Evoluzione dell Idea di project management e definizione del progetto ----------------------4 LEZIONE LA GESTIONE DEI PROGETTI DOTT. GIUSEPPE IULIANO Indice 1 Evoluzione dell Idea di project management e definizione del progetto ----------------------4 1.1 La prima fase di impostazione ---------------------------------------------------------------------7

Dettagli

Introduzione. Capitolo 1

Introduzione. Capitolo 1 Capitolo 1 Introduzione Che cos è un azienda lean? Sono molte, al giorno d oggi, le imprese che stanno trasformandosi in azienda lean, convertendo i loro sistemi di produzione di massa ormai obsoleti in

Dettagli

Cos è l Ingegneria del Software?

Cos è l Ingegneria del Software? Cos è l Ingegneria del Software? Corpus di metodologie e tecniche per la produzione di sistemi software. L ingegneria del software è la disciplina tecnologica e gestionale che riguarda la produzione sistematica

Dettagli

Indice strutturato dello studio di fattibilità

Indice strutturato dello studio di fattibilità Indice strutturato dello studio di fattibilità DigitPA 00137 Roma - viale Marx, 43 Pagina 1 di 10 Indice 1 2 SPECIFICITÀ DELLO STUDIO DI FATTIBILITÀ IN UN PROGETTO DI RIUSO... 3 INDICE STRUTTURATO DELLO

Dettagli

Il ciclo di vita del software

Il ciclo di vita del software Il ciclo di vita del software Il ciclo di vita del software Definisce un modello per il software, dalla sua concezione iniziale fino al suo sviluppo completo, al suo rilascio, alla sua successiva evoluzione,

Dettagli

Prefazione. Parte I Informazioni preliminari 1. Capitolo 1 Introduzione 3

Prefazione. Parte I Informazioni preliminari 1. Capitolo 1 Introduzione 3 Prefazione IX Parte I Informazioni preliminari 1 Capitolo 1 Introduzione 3 Immaginate.................................................... 3 Contenuto del libro..............................................

Dettagli

CONCETTI DI BASE PER LA QUALITA

CONCETTI DI BASE PER LA QUALITA CONCETTI DI BASE PER LA QUALITA Misura: è una funzione m: A -> B che associa ad ogni attributo A di un osservabile nel mondo reale o empirico (dominio) un oggetto formale B nel mondo matematico (range);

Dettagli

Business white paper. Sette best practice per creare applicazioni che rispondano alle esigenze aziendali

Business white paper. Sette best practice per creare applicazioni che rispondano alle esigenze aziendali Business white paper Sette best practice per creare applicazioni che rispondano alle esigenze aziendali Indice 3 Sommario esecutivo 3 Introduzione 3 Best practice a livello aziendale 5 Best practice a

Dettagli

Guida al livellamento delle risorse con logica Critical Chain (2 parte)

Guida al livellamento delle risorse con logica Critical Chain (2 parte) Paolo Mazzoni 2011. E' ammessa la riproduzione per scopi di ricerca e didattici se viene citata la fonte completa nella seguente formula: "di Paolo Mazzoni, www.paolomazzoni.it, (c) 2011". Non sono ammesse

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

Analisi sensitività. Strumenti per il supporto alle decisioni nel processo di Valutazione d azienda

Analisi sensitività. Strumenti per il supporto alle decisioni nel processo di Valutazione d azienda Analisi sensitività. Strumenti per il supporto alle decisioni nel processo di Valutazione d azienda Premessa Con l analisi di sensitività il perito valutatore elabora un range di valori invece di un dato

Dettagli

Il linguaggio per la moderna progettazione dei processi aziendali

Il linguaggio per la moderna progettazione dei processi aziendali Il linguaggio per la moderna progettazione dei processi aziendali Organizzare un azienda sotto il profilo dei processi è oramai diventata una disciplina a cavallo tra la competenza aziendalistica ed informatica.

Dettagli

ORGANIZZAZIONE E PROJECT MANAGEMENT

ORGANIZZAZIONE E PROJECT MANAGEMENT MUSEOLOGIA E CONSERVAZIONE DEI BENI MUSEALI ORGANIZZAZIONE E PROJECT BARBARA SORESINA Project Manager 16 DICEMBRE 2013 01.1 GESTIONE STRATEGICA PREMESSA PIANIFICAZIONE DI PROGRAMMI E PROGETTI scelta delle

Dettagli

CBA-SD uno strumento per la valutazione economica dei benefici del Cloud Computing

CBA-SD uno strumento per la valutazione economica dei benefici del Cloud Computing CBA-SD uno strumento per la valutazione economica dei benefici del Cloud Computing Indice 1 Il Cloud Benefit Accelerator - Strecof Dynamics - CBA-SD 3 2 Aspetti matematici, economici e statistici del CBA-SD

Dettagli

GLI ARGOMENTI. Di Luca Bazzani info@lucabazzani.com

GLI ARGOMENTI. Di Luca Bazzani info@lucabazzani.com Di Luca Bazzani info@lucabazzani.com GLI ARGOMENTI Permettono di valutare differenti tesi partendo da un set di dati di partenza (ipotesi) variabile Analizzeremo Gli scenari Le tabelle dati Il risolutore

Dettagli

02: Project Management

02: Project Management 02: Project Management Le tre P del project management Persone motivate / esperte SEI PM-CMM (People Management Capability Maturity Model) assunzione / selezione addestramento / cultura di gruppo stipendio

Dettagli

CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO

CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO Definizioni e concetti generali 1.1 Che cos'è il business plan? Il business plan è un documento che riassume ed espone la rappresentazione dinamica e prevista dello sviluppo di un piano d impresa. Il business

Dettagli

RANDY RICE ROMA 15-17 GIUGNO 2009 ROMA 18-19 GIUGNO 2009 ARESIDENZA DI RIPETTA - VIA DI RIPETTA, 231

RANDY RICE ROMA 15-17 GIUGNO 2009 ROMA 18-19 GIUGNO 2009 ARESIDENZA DI RIPETTA - VIA DI RIPETTA, 231 LA TECHNOLOGY TRANSFER PRESENTA RANDY RICE STRUCTURED USER ACCEPTANCE TESTING APPROCCI INNOVATIVI AL SOFTWARE TESTING ROMA 15-17 GIUGNO 2009 ROMA 18-19 GIUGNO 2009 ARESIDENZA DI RIPETTA - VIA DI RIPETTA,

Dettagli

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9

Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Insegnamento di Gestione e Organizzazione dei Progetti A.A. 2008/9 Lezione 12: Metodologie: controllo qualità P.M. Fase 3-4: tracking di progetto, introduzione Prof.ssa R. Folgieri email: folgieri@dico.unimi.it

Dettagli

PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0

PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0 PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0 PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO ELEMENTI FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DI SISTEMI INFORMATIVI ELABORAZIONE DI

Dettagli

ISO Revisions Whitepaper

ISO Revisions Whitepaper ISO Revisions ISO Revisions ISO Revisions Whitepaper Processi e procedure Verso il cambiamento Processo vs procedura Cosa vuol dire? Il concetto di gestione per processi è stato introdotto nella versione

Dettagli

Il Project Management per la piccola-media impresa: aumentare l efficienza per superare la crisi

Il Project Management per la piccola-media impresa: aumentare l efficienza per superare la crisi Il Project Management per la piccola-media impresa: aumentare l efficienza per superare la crisi Prato, 25 Settembre 2009 1 Programma 15:00 15:10 Benvenuto e apertura lavori 15:10 15:20 Presentazione del

Dettagli

Project Management. Modulo: Introduzione. prof. ing. Guido Guizzi

Project Management. Modulo: Introduzione. prof. ing. Guido Guizzi Project Management Modulo: Introduzione prof. ing. Guido Guizzi Definizione di Project Management Processo unico consistente in un insieme di attività coordinate con scadenze iniziali e finali, intraprese

Dettagli

Imparare a progettare il miglioramento. Corso di Mappatura e Analisi dei Processi Aziendali. Piano didattico 2015

Imparare a progettare il miglioramento. Corso di Mappatura e Analisi dei Processi Aziendali. Piano didattico 2015 Corso di Mappatura e Analisi dei Processi Aziendali Piano didattico 2015 Imparare a progettare il miglioramento PROXYMA Via Imperiali, 77 36100 Vicenza Tel. 0444 512733 Email: proxyma@proxyma.it Mappare

Dettagli

Corso: La pianificazione e la gestione dei progetti con Microsoft Project 2010 Codice PCSNET: AAAA-0 Cod. Vendor: - Durata: 3

Corso: La pianificazione e la gestione dei progetti con Microsoft Project 2010 Codice PCSNET: AAAA-0 Cod. Vendor: - Durata: 3 Corso: La pianificazione e la gestione dei progetti con Microsoft Project 2010 Codice PCSNET: AAAA-0 Cod. Vendor: - Durata: 3 Obiettivi Alla fine del corso i partecipanti saranno in grado di: Comprendere

Dettagli

RILEVARE LA SODDISFAZIONE DEI DIPENDENTI

RILEVARE LA SODDISFAZIONE DEI DIPENDENTI RILEVARE LA SODDISFAZIONE DEI DIPENDENTI EMPLOYEE (PEOPLE) SATISFACTION Non bisogna mai dimenticare che i primi clienti di un organizzazione sono i collaboratori interni e che un indicatore molto importante

Dettagli

1.Che cos è e come si articola un Business Plan

1.Che cos è e come si articola un Business Plan CODINEXT 1 1.Che cos è e come si articola un Business Plan Il Business Plan per l impresa alberghiera è uno strumento fondamentale per programmare e controllare la gestione delle attività alberghiere volto

Dettagli

Project Management Metodologie e Tecniche per la gestione di progetti

Project Management Metodologie e Tecniche per la gestione di progetti Project Management Metodologie e Tecniche per la gestione di progetti Amir Baldissera amir.baldissera@mentis.it Milano, 18 Ottobre 2008 Cos è IWA/HWG IWA/HWG è un Associazione professionale no profit riconosciuta

Dettagli

IL PROFILO DELL AZIENDA. Cherry Consulting S.r.l 1

IL PROFILO DELL AZIENDA. Cherry Consulting S.r.l 1 IL PROFILO DELL AZIENDA 1 Chi siamo e la nostra missione Chi siamo: un gruppo di manager che hanno maturato esperienze nella consulenza, nel marketing, nella progettazione, nella vendita di soluzioni e

Dettagli

Lezione 6 Introduzione a Microsoft Excel Parte Terza

Lezione 6 Introduzione a Microsoft Excel Parte Terza Lezione 6 Introduzione a Microsoft Excel Parte Terza I grafici in Excel... 1 Creazione di grafici con i dati di un foglio di lavoro... 1 Ricerca del tipo di grafico più adatto... 3 Modifica del grafico...

Dettagli

Sistema ERP Dynamics AX

Sistema ERP Dynamics AX Equitalia S.p.A. Servizi di implementazione e manutenzione del nuovo Sistema Informativo Corporate Sistema ERP Dynamics AX Allegato 6 Figure professionali Sommario 1. Caratteri generali... 3 2. Account

Dettagli

Scope Management. IT Project Management. Lezione 3 Scope Management. Monitoring del progetto (Earned Value) Creazione diagrammi Pert/CPM/Gantt

Scope Management. IT Project Management. Lezione 3 Scope Management. Monitoring del progetto (Earned Value) Creazione diagrammi Pert/CPM/Gantt IT Project Management Lezione 3 Scope Management Federica Spiga A.A. 2009-2010 1 Check list del PM Identificare i requisiti del cliente Monitoring del progetto (Earned Value) Identificare i deliverable

Dettagli

Gestione Unica Utenti End User Support and Application Management Services

Gestione Unica Utenti End User Support and Application Management Services A COSA SERVE Fornisce supporto a 360 agli Utenti Gestione ottimizzata dell intero «ciclo di vita» degli asset informatici dalla acquisizione alla dismissione, eliminando l impatto della complessità tecnologica

Dettagli

Verifica e Validazione del Simulatore

Verifica e Validazione del Simulatore Verifica e del Simulatore I 4 passi principali del processo simulativo Formulare ed analizzare il problema Sviluppare il Modello del Sistema Raccolta e/o Stima dati per caratterizzare l uso del Modello

Dettagli

Business Plan. Strumenti didattici per l orientamento alla creazione d impresa

Business Plan. Strumenti didattici per l orientamento alla creazione d impresa Business Plan Strumenti didattici per l orientamento alla creazione d impresa Business Plan - Premessa Idea Mission Pianificazione Strategia Business Plan A che cosa serve un Business Plan? Le forma del

Dettagli

U n n u o v o a p p r o c c i o a l p r o c e s s o d e c i s i o n a l e d u r a n t e il c i c l o d i vita d e l p r o d ot t o

U n n u o v o a p p r o c c i o a l p r o c e s s o d e c i s i o n a l e d u r a n t e il c i c l o d i vita d e l p r o d ot t o U n n u o v o a p p r o c c i o a l p r o c e s s o d e c i s i o n a l e d u r a n t e il c i c l o d i vita d e l p r o d ot t o C O M P E N D I O Con il supporto di: Siemens PLM Sede centrale globale:

Dettagli

IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE (sviluppo nuovo prodotto)

IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE (sviluppo nuovo prodotto) CORSO DI Gestione aziendale Facoltà di Ingegneria IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE (sviluppo nuovo prodotto) Carlo Noè Università Carlo Cattaneo Istituto di Tecnologie e-mail: cnoe@liuc.it 1 Il processo di

Dettagli

U i n ve v r e s r i s t i à t à d i d i P i P s i a s a Facoltà di Ingegneria

U i n ve v r e s r i s t i à t à d i d i P i P s i a s a Facoltà di Ingegneria Università di Pisa Facoltà di Ingegneria CdL Ingegneria Informatica per la Gestione d Azienda Gestione della qualità II (Prof. Gigliola Vaglini) - a.a. 2011/2012 MS P PROJECT 20100 TUTORIAL INTRODUTTIVO

Dettagli

BARRA LATERALE AD APERTURA AUTOMATICA...

BARRA LATERALE AD APERTURA AUTOMATICA... INDICE 1) SOMMARIO... 1 2) PRIMO AVVIO... 1 3) BARRA LATERALE AD APERTURA AUTOMATICA... 2 4) DATI AZIENDALI... 3 5) CONFIGURAZIONE DEL PROGRAMMA... 4 6) ARCHIVIO CLIENTI E FORNITORI... 5 7) CREAZIONE PREVENTIVO...

Dettagli

ISIPM Base. Project Management epmq: Project Management Fundamentals (ISIPM Base) Gruppo A Conoscenze di Contesto Syllabus da 1.1.1 a 1.10.

ISIPM Base. Project Management epmq: Project Management Fundamentals (ISIPM Base) Gruppo A Conoscenze di Contesto Syllabus da 1.1.1 a 1.10. ISIPM Base Project Management epmq: Project Management Fundamentals (ISIPM Base) Gruppo A Conoscenze di Contesto Syllabus da 1.1.1 a 1.10.1 1 Tema: Progetto 1.1.1 Conoscere la definizione di progetto e

Dettagli

L approccio per processi è uno dei principi fondamentali per la gestione della qualità.

L approccio per processi è uno dei principi fondamentali per la gestione della qualità. Esempio 3: approfondimento gestione per processi Nell ambito di un organizzazione, l adozione di un sistema di processi, unitamente alla loro identificazione, interazione e gestione, è chiamata approccio

Dettagli

REGIONE BASILICATA UFFICIO S. I. R. S.

REGIONE BASILICATA UFFICIO S. I. R. S. UFFICIO S I R S PROGETTO DI MASSIMA Fornitore: [digita qui il nome del fornitore] Prodotto: [digita qui il nome del prodotto software] Tipo Intervento: [scegli il tipo di intervento] Titolo Intervento:

Dettagli

PMO: così fanno le grandi aziende

PMO: così fanno le grandi aziende PMO: così fanno le grandi aziende Tutte le grandi aziende hanno al loro interno un PMO - Project Management Office che si occupa di coordinare tutti i progetti e i programmi aziendali. In Italia il project

Dettagli

Esercizio 1. Nella Tabella A sono riportati i tempi di percorrenza, in minuti, di un tratto autostradale da parte di 40 autoveicoli.

Esercizio 1. Nella Tabella A sono riportati i tempi di percorrenza, in minuti, di un tratto autostradale da parte di 40 autoveicoli. Esercizio 1 Nella Tabella A sono riportati i tempi di percorrenza, in minuti, di un tratto autostradale da parte di 40 autoveicoli. Tabella A 138 150 144 149 164 132 125 157 161 135 150 145 145 142 156

Dettagli

Microsoft Project 2010 si basa sulle fondamenta di Microsoft Project 2007 per offrire soluzioni di gestione del lavoro flessibili e strumenti di

Microsoft Project 2010 si basa sulle fondamenta di Microsoft Project 2007 per offrire soluzioni di gestione del lavoro flessibili e strumenti di Microsoft Project 2010 si basa sulle fondamenta di Microsoft Project 2007 per offrire soluzioni di gestione del lavoro flessibili e strumenti di collaborazione adatti ai project manager professionisti

Dettagli

SISTEMI DI SVILUPPO PRODOTTO. Realizzazione di maggiore valore. con le soluzioni di gestione del ciclo di vita del prodotto

SISTEMI DI SVILUPPO PRODOTTO. Realizzazione di maggiore valore. con le soluzioni di gestione del ciclo di vita del prodotto SERVIZI E SUPPORTO PROCESSI E INIZIATIVE SISTEMI DI SVILUPPO PRODOTTO PRODOTTI SOFTWARE SOLUZIONI VERTICALI Realizzazione di maggiore valore con le soluzioni di gestione del ciclo di vita del prodotto

Dettagli

Esame di Informatica CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO. Facoltà di Scienze Motorie

Esame di Informatica CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO. Facoltà di Scienze Motorie Facoltà di Scienze Motorie CHE COS È UN FOGLIO ELETTRONICO Una tabella che contiene parole e numeri che possono essere elaborati applicando formule matematiche e funzioni statistiche. Esame di Informatica

Dettagli

ANALYSIS UNA TECNICA TRADIZIONALE PER LA MAPPATURA INTERNA

ANALYSIS UNA TECNICA TRADIZIONALE PER LA MAPPATURA INTERNA SWOT ANALYSIS UNA TECNICA TRADIZIONALE PER LA MAPPATURA INTERNA 1/17 AGENDA La mappatura interna La SWOT Analysis in letteratura SWOT Analysis e creatività Il questionario proposto Conclusioni 2/17 SIAMO

Dettagli

Proposte formative CHANGE MANAGEMENT MANAGEMENT DELLE RISORSE UMANE GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO NELLA PMI

Proposte formative CHANGE MANAGEMENT MANAGEMENT DELLE RISORSE UMANE GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO NELLA PMI Proposte formative Un team di esperti in progettazione formativa è a disposizione per lo sviluppo di soluzioni personalizzate e la realizzazione di percorsi costruiti intorno alle esigenze di ciascuna

Dettagli

Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica. Marco Fusaro KPMG S.p.A.

Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica. Marco Fusaro KPMG S.p.A. Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica Laboratorio di Informatica Applicata Introduzione all IT Governance Lezione 4 Marco Fusaro KPMG S.p.A. 1 CobiT Obiettivi del CobiT (Control Objectives

Dettagli

6. La gestione del contenuto del progetto

6. La gestione del contenuto del progetto 6. La gestione del contenuto del progetto Il primo processo di pianificazione riguarda la definizione di tutto e solo ciò che riguarda il progetto. Occorre passare dalla descrizione dell oggetto finale

Dettagli

Sin qui abbiamo analizzato gli strumenti che servono. anche anticipatamente o parallelamente rispetto allo

Sin qui abbiamo analizzato gli strumenti che servono. anche anticipatamente o parallelamente rispetto allo UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA FACOLTA DI FARMACIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE ERBORISTICHE CORSO DI MARKETING E GESTIONE AZIENDALE MATERIALE DIDATTICO Professore di Economia Aziendale, Organizzazione

Dettagli

TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE

TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE Materiale di supporto alla didattica Tecnologie dell informazione e della comunicazione per le aziende CAPITOLO 3: Progettazione e sviluppo

Dettagli

Guida al livellamento delle risorse con logica Critical Chain (1^ parte)

Guida al livellamento delle risorse con logica Critical Chain (1^ parte) Paolo Mazzoni 2011. E' ammessa la riproduzione per scopi di ricerca e didattici se viene citata la fonte completa nella seguente formula: "di Paolo Mazzoni, www.paolomazzoni.it, (c) 2011". Non sono ammesse

Dettagli

serena.com IL SUCCESSO DIPENDE DAI PROCESSI Velocizzateli con Serena TeamTrack

serena.com IL SUCCESSO DIPENDE DAI PROCESSI Velocizzateli con Serena TeamTrack serena.com IL SUCCESSO DIPENDE DAI PROCESSI Velocizzateli con Serena TeamTrack SERENA TEAMTRACK Serena TeamTrack è un sistema per la gestione dei processi e dei problemi basato sul Web, sicuro e altamente

Dettagli

Principali funzionalità delle soluzioni Microsoft nei processi di project & portfolio management

Principali funzionalità delle soluzioni Microsoft nei processi di project & portfolio management ROMA 12-15 Maggio 2008 Master Diffuso sul Project Management Principali funzionalità delle soluzioni Microsoft nei processi di project & portfolio management KP.Net - SOCIETA E COMPETENZE Kelyan Project.Net

Dettagli

Using APS.net for Effective Scheduling in the Food Process Industry

Using APS.net for Effective Scheduling in the Food Process Industry Using APS.net for Effective Scheduling in the Food Process Industry In generale il processo di produzione delle aziende alimentari è molto simile a quello di altri settori: Rispetto della date di consegna

Dettagli

SAP Performance Management

SAP Performance Management SAP Performance Management La soluzione SAP per la Valutazione e per la Gestione delle Risorse Umane SAP Italia Agenda 1. Criticità e Obiettivi nella Gestione delle Risorse Umane 2. L approccio SAP alla

Dettagli

Legge 808/85 Vademecum per la compilazione della domanda di finanziamento. Divisione VIII Industria dell'aerospazio e della difesa

Legge 808/85 Vademecum per la compilazione della domanda di finanziamento. Divisione VIII Industria dell'aerospazio e della difesa Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per l Impresa e l Internazionalizzazione Direzione generale per la politica industriale e la competitività Divisione VIII Industria dell'aerospazio e della

Dettagli